risarcimento – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Mon, 08 Oct 2018 12:01:19 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png risarcimento – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Apple risarcirà VirnetX con 600 mln di dollari https://www.datamanager.it/2016/02/apple-risarcira-virnetx-600-mln-dollari/ Thu, 04 Feb 2016 17:59:53 +0000 http://www.datamanager.it/?p=93932 Apple è stata condannata a pagare un maxi risarcimento a VirnetX per violazione di brevetti Apple riceverà da Samsung una somma considerevole per la violazione di alcuni suoi brevetti ma buona parte di questa cifra potrebbe finire nelle tasche di VirnetX. Un giudice texano ha condannato Apple a risarcire l’azienda del Nevada con 625 milioni […]

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Apple è stata condannata a pagare un maxi risarcimento a VirnetX per violazione di brevetti

Apple riceverà da Samsung una somma considerevole per la violazione di alcuni suoi brevetti ma buona parte di questa cifra potrebbe finire nelle tasche di VirnetX. Un giudice texano ha condannato Apple a risarcire l’azienda del Nevada con 625 milioni di dollari. La somma è stata raddoppiata rispetto alle richieste iniziali della parte lesa.

Nel 2012 VirnetX aveva accusato la Mela di aver utilizzato illecitamente alcune sue tecnologie per la navigazione sicura per VPN on Demand e aveva ottenuto in primo grado 368,2 milioni di dollari di risarcimento. Apple è poi ricorsa in appello e nel settembre del 2014 è stata nuovamente confermata la sua colpevolezza ma si è ritenuto di dover rivedere l’entità del risarcimento. Oggi VirnetX ha aumentato la sua richiesta di danni nei confronti di Apple a 532 milioni di dollari ma è riuscita a strappare all’azienda di Cupertino una somma ancora più alta. Il giudice ha infatti ritenuto di aumentare il risarcimento a 625 milioni perché è stato confermato l’utilizzo illegale di brevetti VirnetX anche per Facetime e iMessage.

Apple, che continua i lavori di costruzione della sua nuova sede, non sembra intenzionata a raggiungere un accordo fuori dalle aule di tribunale e molto probabilmente ricorrerà in appello. “Casi come questo  – ha sottolineato un portavoce di Cupertino – evidenziano la disperata necessità di una riforma del sistema brevettuale”. VirnetX sembra in effetti comportarsi come un vero e proprio patent troll, ovvero un’azienda che si appropria di numerosi brevetti per poi intentare causa a coloro che li utilizzano. Nel maggio del 2010 la società del Nevada aveva ottenuto ben 200 milioni di dollari da Microsoft per utilizzo illecito delle sue tecnologie.

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Gilera Runner, il Tribunale di Pisa conferma: Piaggio deve provvedere al richiamo https://www.datamanager.it/2015/03/gilera-runner-il-tribunale-di-pisa-conferma-piaggio-deve-provvedere-al-richiamo/ Thu, 19 Mar 2015 16:25:12 +0000 http://www.datamanager.it/?p=71844 Altroconsumo: sostituite lo scooter, risarcite gli utenti Piaggio deve effettuare la campagna di richiamo sullo scooter Gilera Runner prima serie, perché pericoloso per l’incolumità dei consumatori. Altroconsumo dà alla casa produttrice dieci giorni di tempo, in una lettera inviata oggi. Richiami i prodotti pericolosi e li sostituisca o risarcisca gli utenti. È il giudice del […]

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Altroconsumo: sostituite lo scooter, risarcite gli utenti

Piaggio deve effettuare la campagna di richiamo sullo scooter Gilera Runner prima serie, perché pericoloso per l’incolumità dei consumatori. Altroconsumo dà alla casa produttrice dieci giorni di tempo, in una lettera inviata oggi. Richiami i prodotti pericolosi e li sostituisca o risarcisca gli utenti.

È il giudice del Tribunale di Pisa che impone il richiamo nell’ordinanza depositata il 17 marzo scorso.
Gli scooter Gilera Runner prima serie, quelli colpiti dal provvedimento del Tribunale, oggi ancora in circolazione sono oltre 40mila.

La sicurezza degli utenti e la tutela della salute sono la priorità per Altroconsumo, l’organizzazione dei consumatori che ha ottenuto finalmente trasparenza e chiarezza, iniziando nel 2010 questa battaglia.

“Ora Piaggio deve compensare il gravissimo disservizio causato ai consumatori, che hanno corso il rischio di vedere compromessa la propria incolumità in tutti questi anni di utilizzo. Altroconsumo esige dal produttore l’avvio immediato della campagna – gli utenti devono essere informati il prima possibile, non devono essere lasciati a piedi, devono essere risarciti. Piaggio annunci ora cosa intende fare per compensare i consumatori” ha commentato Marco Pierani, responsabile relazioni esterne per Altroconsumo.

I prodotti disponibili sul mercato devono rispettare i requisiti di sicurezza. Il Codice del Consumo garantisce l’obbligo del richiamo da parte del produttore, quando la pericolosità sia stata evidenziata, come nel caso del Gilera Runner.

Per gli utenti che volessero saperne di più è a disposizione il numero 02.6961560.

Piaggio ora dovrà:

a) inviare a tutti i proprietari dei Gilera Runner una raccomandata A/R con la quale li informa in modo esplicito e inequivoco della pericolosità  per la salute degli utilizzatori e li invita a ricondurre il motoveicolo presso Piaggio o sue concessionarie;

b) pubblicare per due volte consecutive sui quotidiani La Stampa, Il Corriere della Sera, Repubblica e sulle riviste Due Ruote e Motociclismo l’annuncio dell’avvio della campagna di ritiro dello scooter.

Altroconsumo mette in fila le richieste a salvaguardia degli interessi dei consumatori:

1) L’ordinanza prevede una penale di Euro 1.032 al giorno a carico di Piaggio in caso di mancato adempimento entro il 31.03.2013 delle misure decise. Ora deve adempiere senza indugio. La penale, prevista dall’art.140 comma 7, andrà allo Stato che la riassegnerà al Fondo MISE, lo stesso delle multe anti-trust.
2) Il ministero dei Trasposti dia notizia del ritiro sull’albo dei richiami presente sul suo sito.
3) Il ministero dello Sviluppo economico, quello dei trasporti e la Commissione europea inseriscano la notifica nel sistema Rapex.

 

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Telefonia mobile, servizi non richiesti: ora rimborsi a tutti https://www.datamanager.it/2015/01/telefonia-mobile-servizi-non-richiesti-rimborsi-tutti/ Fri, 23 Jan 2015 09:25:53 +0000 http://www.datamanager.it/?p=68339 Altroconsumo: bene le sanzioni Antitrust, ma ora gli operatori devono risarcire Altroconsumo avvia una richiesta collettiva di rimborso a favore dei consumatori contro Telecom, Wind, Vodafone e H3G per l’attivazione di servizi non richiesti. Pratiche commerciali scorrette e aggressive, denunciate più volte dall’associazione e utilizzate dagli operatori di telefonia mobile per vendere i cosiddetti servizi […]

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Altroconsumo: bene le sanzioni Antitrust, ma ora gli operatori devono risarcire

Altroconsumo avvia una richiesta collettiva di rimborso a favore dei consumatori contro Telecom, Wind, Vodafone e H3G per l’attivazione di servizi non richiesti.

Pratiche commerciali scorrette e aggressive, denunciate più volte dall’associazione e utilizzate dagli operatori di telefonia mobile per vendere i cosiddetti servizi “premium” a pagamento, con conseguente addebito sul credito telefonico della sim, e i servizi a sovrapprezzo facilmente accessibili durante la navigazione.

Ieri il Garante, con una storica decisione, ha riconosciuto le ragioni dei consumatori sanzionando Telecom e Tre per 1.750.000 euro, Wind e Vodafone per 800.000 euro.

Non basta. Ogni singolo euro, ingiustamente e illecitamente addebitato, dovrà essere restituito: gli operatori dovranno rimborsare tutti i consumatori che si rivolgeranno ad Altroconsumo.

L’organizzazione seguirà da vicino la vicenda. Se le compagnie non procederanno ai rimborsi si passerà alla class action.

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Red Bull non “ti mette le ali”: multa salata per pubblicità ingannevole https://www.datamanager.it/2014/10/red-bull-non-ti-mette-ali-multa-salata-per-pubblicita-ingannevole/ Thu, 09 Oct 2014 09:23:29 +0000 http://www.datamanager.it/?p=62561 E’ costata cara a Red Bull la nota pubblicità tormentone della lattina che “ti mette le ali”: il claim che ha reso famose in tutto il mondo le proprie bevande energetiche è valso una multa di 13 milioni di dollari all’azienda, a cui un cittadino americano ha fatto causa per aver prodotto annunci pubblicitari definiti […]

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E’ costata cara a Red Bull la nota pubblicità tormentone della lattina che “ti mette le ali”: il claim che ha reso famose in tutto il mondo le proprie bevande energetiche è valso una multa di 13 milioni di dollari all’azienda, a cui un cittadino americano ha fatto causa per aver prodotto annunci pubblicitari definiti “ingannevoli”

Questo azzeccatissimo slogan ha messo nei guai il colosso austriaco, che per evitare una class action, secondo la quale la società di Salisburgo ha pubblicizzato in maniera ingannevole le sue bevande energetiche, ha accettato di pagare 13 milioni di dollari (circa 10 milioni di euro).

Ma non è finita qui. Risarcimenti in vista anche per i consumatori “ingannati”: chi ha comprato una lattina di Red Bull negli Usa dal 2002 potrà richiedere un risarcimento (a meno che non gli siano davvero spuntate le ali!).

Una lattina ha meno caffeina di una tazza di caffè

Sono il portale americano Consumerist e BevNet a riferire che già diversi consumatori avrebbero fatto causa a Red Bull perché «induce in errore con lo slogan che implicitamente promette un aumento delle prestazioni».

In realtà la quantità di caffeina contenuta in una lattina di Red Bull da 0,25 l è di circa 80 milligrammi, molto meno di una tazza di caffè da 0,2 l: la querela del 2013 sottolinea appunto quanto l’azienda abbia fatto leva in modo ingannevole su una proprietà energizzante che in realtà la bevanda non possiede.

Benjamin Careathers, al centro della class action, sostiene di aver bevuto Red Bull dal 2002, senza però riscontrare effetti significativi. «Negli spot tutti gli atleti testimonial dell’azienda dicono di aver migliorato le proprie prestazioni grazie a Red Bull. Loro sono i modelli di una generazione e avallano questa bugia».

10 dollari di risarcimento ai consumatori

Red Bull però nega fermamente le accuse, in una mail a BevNet. L’azienda dice di voler risolvere la controversia, ma sottolinea di essere sempre stata corretta e precisa nella sua campagna pubblicitaria e nell’etichettatura dei prodotti. Il blog Law360 riferisce anche che Red Bull avrebbe intanto eliminato sul mercato americano lo slogan oggetto di polemica, ma non ancora in Europa. Inoltre, l’azienda ha accettato di sostenere anche i costi del processo, circa 4,75 milioni di dollari.

Ecco quindi in termini economici cosa comporta la sentenza: chi negli USA abbia acquistato almeno una Red Bull tra gennaio 2002 e il 3 ottobre 2014, fino a marzo 2015 può richiedere un risarcimento.

Si può scegliere se accettare un rimborso di 10 dollari in contanti oppure prodotti Red Bull per un valore di 15 dollari, con spese di spedizione a carico dell’azienda. Il tribunale poiu deciderà in merito al pagamento, che però non potrà in ogni caso superare i 13 milioni di dollari. Facendo il conto, se si presentassero a chiedere l’indennizzo 13 milioni di persone, ognuno avrebbe diritto a non più di un dollaro ciascuno.

 

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Apple: Samsung verserà 120 mln di dollari per i brevetti, una vittoria a metà https://www.datamanager.it/news/apple-samsung-verser-120-mln-di-dollari-i-brevetti-una-vittoria-met-56024.html Mon, 05 May 2014 13:56:51 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2014/05/apple-samsung-versera-120-mln-di-dollari-per-i-brevetti-una-vittoria-a-meta/ Il tribunale ha imposto a Samsung di risarcire Apple con circa 120 milioni di dollari per aver violato uno dei 5 brevetti contestati. Per la Mela si tratta solo di una mezza vittoria Apple, che è stata chiamata in causa per il nome dello SMARTwatch iWatch, ha ottenuto un piccola vittoria nei confronti della rivale […]

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Il tribunale ha imposto a Samsung di risarcire Apple con circa 120 milioni di dollari per aver violato uno dei 5 brevetti contestati. Per la Mela si tratta solo di una mezza vittoria

Apple, che è stata chiamata in causa per il nome dello SMARTwatch iWatch, ha ottenuto un piccola vittoria nei confronti della rivale Samsung. Nel secondo processo che vede coinvolte le due aziende in merito ad alcuni brevetti violati, la Corte Federale di San Jose, in California, ha imposto a Samsung il pagamento di 119,6 milioni di dollari, contro una richiesta iniziale della Mela di 2,2 miliardi di dollari, per aver utilizzato illegalmente solo uno dei 5 patent incriminati. In precedenza l’azienda coreana era stata costretta a sborsare 930 milioni di dollari per altri brevetti contestati.

Apple: una vittoria di Pirro

La giuria ha dichiarato colpevole Samsung di aver violato il brevetto per la funzione “quick links” e solo in parte quello per lo “slide to unlock”. Anche Apple dovrà comunque un risarcimento all’azienda coreana. Il tribunale ha imposto alla Mela un pagamento di 158.400 dollari per l’utilizzo illecito di un patent per la gestione dei file multimediali. Oggi la giuria si riunirà per decidere su alcune questioni legate a nuovi terminali come il Galaxy S3 e se è opportuno il blocco delle vendite per i device che hanno sfruttato i brevetti in questione.

Non si può certo dire che Apple, che in Europa ha ottenuto il divieto all’utilizzo delle ingiunzioni per bloccare l’utilizzo dei SEP, abbia ottenuto una vittoria definitiva. Bryan Love, giurista e docente della Law School dell’Università di Santa Clara, ha sottolineato come il risarcimento riconosciuto all’azienda di Cupertino “non è nemmeno sufficiente a coprire le spese legali”.

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Apple: 2 mld di dollari da Samsung per i brevetti violati, Google testimonierà https://www.datamanager.it/news/apple-2-mld-di-dollari-da-samsung-i-brevetti-violati-google-testimonier-55159.html Mon, 31 Mar 2014 14:43:36 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2014/03/apple-2-mld-di-dollari-da-samsung-per-i-brevetti-violati-google-testimoniera/ Apple chiede 2 miliardi di dollari di risarcimento da Samsung per alcuni brevetti contestati. L'azienda coreana ha risposto che i patent erano stati ceduti in licenza da Google tramite Android

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Apple chiede 2 miliardi di dollari di risarcimento da Samsung per alcuni brevetti contestati. L’azienda coreana ha risposto che i patent erano stati ceduti in licenza da Google tramite Android

L’incontro fra Apple e Samsung per risolvere la disputa sui brevetti contestati sembra non aver portato ad un accordo. Oggi, presso la corte distrettuale di San Josè, la Mela sembra intenzionata a chiedere un risarcimento di 2 miliardi di dollari per la presunta violazione di alcuni brevetti utilizzati per la produzione di smartphone piuttosto recenti e che hanno avuto ampio successo come il Galaxy S III.

In un processo precedente, riguardante altri patent contestati, il giudice Lucy Koh aveva respinto la richiesta di Apple di ritirare i prodotti Samsung dal mercato. Allo stesso tempo però la corte aveva imposto all’azienda coreana di risarcire Cupertino con 930 milioni di dollari.

Google al banco dei testimoni

In sua difesa Samsung ha affermato che 4 dei 5 brevetti incriminati appartengono in realtà a Google, che li ha ceduti all’azienda coreana tramite la licenza di Android. A conferma di ciò il maggiore protagonista nella diffusione globale del sistema operativo di Big G ha chiamato a testimoniare alcuni ingegneri di Mountain View. Tra questi comparirebbe anche Andy Rubin, ex numero uno di Android e ora a capo della divisione robotica. L’asse Google- Samsung era già nata qualche mese fa, quando le due aziende hanno stretto una partnership per lo sviluppo coordinato di nuove tecnologie.

Una sentenza epocale?

Nel caso in cui Apple vincesse la causa ci sarebbe una sostanziale rivoluzione nel settore. Samsung dovrebbe ritirare dal mercato numerosi dei suoi prodotti di punta e Google dovrebbe rivedere il proprio sistema operativo. Questa eventualità sembra comunque abbastanza remota. Nel primo processo, come ha sottolineato l’esperto di copyright Mark Lemley, “Apple aveva un prodotto da mostrare. Teneva in mano i due prodotti e diceva: guardate come sono ugali. In questo caso la questione è molto diversa”.

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Prince chiede 22 milioni di dollari ai fan per i bootleg https://www.datamanager.it/news/prince-chiede-22-milioni-di-dollari-ai-fan-i-bootleg-53206.html Wed, 29 Jan 2014 18:00:09 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2014/01/prince-chiede-22-milioni-di-dollari-ai-fan-per-i-bootleg/ Il cantante Prince ha chiesto 22 milioni di dollari di risarcimento ad alcuni fan che hanno diffuso in Rete bootleg dei suoi concerti

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Il cantante Prince ha chiesto 22 milioni di dollari di risarcimento ad alcuni fan che hanno diffuso in Rete bootleg dei suoi concerti

Continua la battaglia delle star della musica contro la pirateria. Prince ha chiesto, tramite un’azione legale, 22 milioni di dollari di risarcimento a 22 persone che hanno diffuso su Facebook e blog personali alcuni suoi concerti registrati illegalmente. Nella denuncia si afferma che il cantante ha trovato “363 collegamenti illegali separati per servizi di file-sharing, con link che spesso contenevano copie di spettacoli di contrabbando con multiple performance musicali”.

Già nel 2007 Prince aveva iniziato una battaglia legale con Pirate Bay, il cui fondatore ha trovato un sistema per eludere lo spionaggio della NSA, reo di aver diffuso bootleg dei suoi concerti.

I fan si dividono

Alcuni fan del cantante non condividono l’inziativa da lui presa e sottolineano come i materiali condivisi illegalmente dai 22 accusati non siano presenti in commercio, quindi non possano essere acquistati sui canali ufficiali. Altri invece difendono il suo diritto a combattere per la proprietà della sua musica.

Il ricorso ai tribunali contro i pirati serve davvero a dare nuovo slancio all’industria musicale? Al momento sembra proprio che sia Internet il futuro del settore e il successo di Spotify, che sta pensando ad un sistema per il monitoraggio del battito cardiaco, è lì a dimostrarlo.

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Samsung: Ridotto a 290 milioni di euro il risarcimento ad Apple per i brevetti https://www.datamanager.it/news/samsung-ridotto-290-milioni-di-euro-il-risarcimento-ad-apple-i-brevetti-51657.html Fri, 22 Nov 2013 13:30:52 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/11/samsung-ridotto-a-290-milioni-di-euro-il-risarcimento-ad-apple-per-i-brevetti/ La cifra che Samsung deve corrispondere ad Apple per la violazione di alcuni brevetti è stata ridotta da 450 a 290 milioni di dollari

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La cifra che Samsung deve corrispondere ad Apple per la violazione di alcuni brevetti è stata ridotta da 450 a 290 milioni di dollari

In Europa la pace fra Apple e Samsung nella guerra dei brevetti era stata sancita tempo fa mentre negli Stati Uniti ha continuato ad imperversare. Poche ore fa il tribunale ha stabilito che l’azienda coreana dovrà corrispondere a Cupertino come risarcimento per i patent violati circa 290 milioni di euro.

Samsung vs Apple: la cronostoria

La vicenda risale all’agosto del 2012 quando una giuria aveva dichiarato Samsung colpevole di aver utilizzato delle tecnologie proprietarie di Apple in modo improprio. Quasi un anno dopo, periodo durante il quale Nokia ha offerto il suo sostegno alla Mela, il giudice californiano Lucy Koh aveva ridotto la multa da 1,5 miliardi a 450 milioni di dollari a causa della decadenza del brevetto di Apple sul pinch to zoom, che aveva portato ad un errore di valutazione sulla cifra che Samsung avrebbe dovuto corrispondere alla Mela. Per stabilire l’ammontare della multa corretto era stato istituito un nuovo processo sulla base di 14 dispositivi. La sentenza di oggi, che ha ridotto l’importo a 290 milioni di dollari, si riferisce proprio a questo procedimento legale. Ora Samsung potrà decidere se ricorrere in appello o meno, visto che difficilmente le due aziende giungeranno ad un accordo.

Le reazioni

Apple aveva chiesto un multa di 380 milioni di dollari relativa solamente ai 14 device presi in esame durante il processo mentre Samsung pare sperasse di vedere ridotto il risarcimento a circa 52 milioni di dollari.

“Per Apple – fanno sapere da Cupertino – questo caso riguarda semplicemente brevetti o denaro ma soprattutto l’innovazione, e il duro lavoro che occorre per inventare prodotti che la gente ama. Se da una parte è impossibile dare un valore a questi elementi, siamo grati alla giuria per aver dimostrato a Samsung che copiare ha un costo”.

La risposta da Seoul non si è certo fatta attendere. “Siamo delusi dalla decisione di oggi, basata in larga parte su un brevetto che la USPTO ha recentemente invalidato”- ha dichiarato un portavoce di Samsung – “Andremo avanti con le nostre mozioni ed appelli, ma allo stesso tempo continueremo ad innovare con tecnologie innovative e grandi prodotti che sono amati dai nostri consumatori in tutto il mondo”.

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Haiti accusa i Caschi Blu dell’ONU di aver portato il colera https://www.datamanager.it/news/haiti-accusa-i-caschi-blu-dellonu-di-aver-portato-il-colera-50418.html Thu, 10 Oct 2013 17:30:01 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/10/haiti-accusa-i-caschi-blu-dellonu-di-aver-portato-il-colera/ I parenti delle vittime dell'epidemia di colera ad Haiti denunciato l'ONU con l'accusa di aver diffuso il morbo attraverso una base di Caschi Blu nepalesi sull'isola

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I parenti delle vittime dell’epidemia di colera ad Haiti denunciato l’ONU con l’accusa di aver diffuso il morbo attraverso una base di Caschi Blu nepalesi sull’isola

Erano 100 anni che il colera non si ripresentava nell’isola Caraibica di Haiti. Dopo il terribile terremoto che nel 2010 ne ha devastato la capitale, Port-au-Prince, il morbo è ritornato e ha ucciso ben 8.300 persone. Ora un’associazione composta dai parenti delle vittime ha inviato una denuncia ad un tribunale di New York nei confronti dell’ONU, rea di aver portato il colera attraverso i propri Caschi Blu.

I Caschi Blu hanno diffuso il colera

Secondo gli avvocati, il contagio sarebbe partito da una base di Caschi Blue nepalesi vicino alla città di Mirebalais. Il colera si sarebbe diffuso attraverso lo scarico fognario dell’accampamento di peacekeeper situato vicino ad un fiume. L’accusa ha sottolineato che prima dell’arrivo degli uomini dell’ONU il colera non si era più ripresentato da 100 anni a questa parte. Danielle Lantagne, esperta delle Nazioni Unite intervistata dalla BBC, ha ammesso che “molto probabilmente” il contagio è avvenuto proprio come affermano i parenti delle vittime.

La richiesta dell’accusa è di riceve dall’ONU 100mila dollari per ogni persona deceduta e 50mila per ciascuno dei 650mila haitiani affetti da colera.

Adesso i parenti delle vittime invocano risarcimenti
Dovevano portare la pace nel piccolo stato caraibico, invece pare che alcuni militari della missione ONU abbiano riportato, dopo circa 100 anni, il colera. Come se già non bastasse ciò che Haiti ha dovuto subire, perseguitato da diversi elementi che ne fanno uno dei paesi più poveri al mondo grazie devastante crisi economica, dovuta ad un’altrettanto devastante e cronica instabilità politica, accentuata dal tremendo terremoto del gennaio 2010 che ha tirato giù quasi per intero la capitale Port au Prince, adesso ecco affacciarsi una grave epidemia di colera. Infatti, gli avvocati che rappresentano le 8.300 vittime di un’epidemia di colera scoppiata ad Haiti nel 2010 hanno depositato denuncia presso un tribunale di New York contro le Nazioni Unite: l’infezione, secondo l’accusa, si è diffusa a causa di una base di militari nepalesi dell’Onu, accampati nella città di Mirebalais presso un fiume usato dai peacekeeper come scarico fognario. Per ogni persona deceduta i legali chiedono una compensazione di 100mila dollari, 50mila per ciascuna delle 650mila persone che hanno contratto la malattia.

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EA e Maxis risarciscono gli utenti di SimCity con giochi gratis https://www.datamanager.it/news/ea-e-maxis-risarciscono-gli-utenti-di-simcity-con-giochi-gratis-45298.html Tue, 19 Mar 2013 13:32:08 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/03/ea-e-maxis-risarciscono-gli-utenti-di-simcity-con-giochi-gratis/ Per compensare i problemi di connessione ai server, EA e Maxis, creatori di SimCity, hanno stilato una lista di giochi scaricabili gratuitamente dagli utenti insoddisfatti

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Per compensare i problemi di connessione ai server, EA e Maxis, creatori di SimCity, hanno stilato una lista di giochi scaricabili gratuitamente dagli utenti insoddisfatti

SimCity non funziona. Sono moltissimi gli utenti che non riescono a collegarsi ai server del gioco di simulazione urbanistica. Electronic Arts e Maxis, produttori del gioco, hanno eliminato alcune feature per limitare i danni, ma ciò non è bastato a fermare l’ira dei videogiocatori.

Come risarcimento, le due case di gaming hanno deciso di regalare un gioco per PC agli utenti scontenti. “Ci scusiamo sinceramente per le difficoltà che abbiamo sperimentato al lancio e come piccolo segno del nostro apprezzamento, vi offriamo un download gratuito di un gioco EA per PC su Origin”, si legge nel blog ufficiale di SimCity.

Come ottenere il gioco gratuito

La prima cosa da fare per ottenere il gioco gratuito è quello di registrare entro il 26 marzo 2013 alle 08:59 la propria copia di SimCity sul sito apposito che sarà disponibile dal 21 marzo.

Nella lista dei giochi gratis ci sono titoli molto diversi, per soddisfare i gusti di tutti i videogiocatori: Battlefield 3 (Standard Edition), Bejeweled 3, Dead Space 3 (Standard Edition), Mass Effect 3 (Standard Edition), Medal of Honor Warfighter (Standard Edition), Need For Speed Most Wanted (Standard Edition), Plants vs. Zombies e SimCity 4 Deluxe Edition. Il gioco gratuito deve essere richiesto entro il 31 marzo alle ore 08:59.

Agli utenti che non hanno l’età minima richiesta da EA per accedere al servizio online sarà inviata gratuitamente una copia di SimCity 4: Deluxe Edition e Bejeweled 3.

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