Riverbed Technology – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Thu, 21 Nov 2024 15:11:39 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png Riverbed Technology – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Riverbed nomina Kris Luhrsen come Chief Revenue Officer https://www.datamanager.it/2024/11/riverbed-nomina-kris-luhrsen-come-chief-revenue-officer/ Thu, 21 Nov 2024 15:11:39 +0000 https://www.datamanager.it/?p=241287 Il vendor, leader globale nell’Observability e nella Digital Experience potenzia il management con un veterano del settore Riverbed, leader nella AI Observability, ha nominato Kris Luhrsen nuovo Chief Revenue Officer (CRO). Luhrsen guiderà la crescita e le strategie commerciali di Riverbed, supervisionando il canale, le partnership strategiche, i rinnovi, il supporto al cliente, le consulenze […]

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Il vendor, leader globale nell’Observability e nella Digital Experience potenzia il management con un veterano del settore

Riverbed, leader nella AI Observability, ha nominato Kris Luhrsen nuovo Chief Revenue Officer (CRO). Luhrsen guiderà la crescita e le strategie commerciali di Riverbed, supervisionando il canale, le partnership strategiche, i rinnovi, il supporto al cliente, le consulenze IT, i servizi professionali e le operazioni delle vendite.

“Siamo felici di dare il benvenuto a Kris Luhrsen nel nostro team,” ha dichiarato Dave Donatelli, CEO di Riverbed. “La profonda conoscenza del settore, la capacità di guidare la crescita e le vendite, e l’esperienza nel coordinamento di team ad alte performance lo rendono la persona ideale per potenziare la nostra divisione vendite e stimolare l’espansione delle nostre soluzioni di observability e acceleration.”

“Sono entusiasta di entrare a far parte di Riverbed in un momento in cui la nostra piattaforma AI-powered e le soluzioni leader del settore stanno raggiungendo buoni risultati,” ha commentato Kris Luhrsen, Chief Revenue Officer di Riverbed. “Sono impaziente di supportare i nostri clienti nell’ottimizzare la propria Digital Experience, migliorare le operazioni IT e ottenere vantaggi concreti.”

Luhrsen porta con sé decenni di esperienza alla guida di organizzazioni di vendita, nel miglioramento delle strategie commerciali e nella gestione della crescita. Vanta una importante expertise nell’implementazione di processi che migliorano la coerenza, l’efficienza e la produttività all’interno delle imprese.

Prima di unirsi a Riverbed, Luhrsen è stato Chief Revenue Officer in Venafi, un vendor di soluzioni di cybersecurity acquisito da CyberArk. Ha ricoperto anche il ruolo di President of North America Sales in SUSE, azienda specializzata in software open-source, e ha ricoperto posizioni senior nelle vendite in VMware e Cisco.

Luhrsen ha conseguito una laurea in Scienze presso la Kelly School of Business dell’Indiana University.

La nomina di Luhrsen segue il recente rilascio della Riverbed Platform e l’introduzione di nuove soluzioni di observability dei dati e AIOps, tra cui Aternity Mobile, NPM+ per superare i punti ciechi nella rete, Riverbed IQ 2.0 e il primo modulo di terze parti per Riverbed Unified Agent – Aternity per Intel Thunderbolt e Wi-Fi. Inoltre, Riverbed ha recentemente ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui: Leader nel Gartner Magic Quadrant™ 2024 for Digital Employee Experience Management Tools (DEX); Leader nel GigaOm Radar Report 2024 for Network Observability; Outperformer nel GigaOm Radar Report for AIOps 2024; e Visionary nel Gartner Magic Quadrant 2024 for Digital Experience Monitorin (DEM).

 

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Riverbed presenta la ricerca globale “Il Futuro del Networking” https://www.datamanager.it/2017/11/riverbed-presenta-la-ricerca-globale-futuro-del-networking/ Wed, 08 Nov 2017 13:48:59 +0000 http://www.datamanager.it/?p=134604 L’analisi rivela che le aziende stanno riscontrando difficoltà a mantenere l’agilità delle infrastrutture. Il 97% dei decision maker IT coinvolti ritiene complesso mantenere il passo tra reti legacy e richieste cloud. Il 98% sostiene che le reti next-gen saranno fondamentali per rimanere competitivi Riverbed Technology presenta i risultati della Future of Networking Global Survey 2017, […]

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L’analisi rivela che le aziende stanno riscontrando difficoltà a mantenere l’agilità delle infrastrutture. Il 97% dei decision maker IT coinvolti ritiene complesso mantenere il passo tra reti legacy e richieste cloud. Il 98% sostiene che le reti next-gen saranno fondamentali per rimanere competitivi

Riverbed Technology presenta i risultati della Future of Networking Global Survey 2017, l’indagine dedicata al futuro del networking che analizza l’impatto delle infrastrutture legacy e delle reti next-gen sull’adozione del cloud e sulla digital transformation. La ricerca, svolta a livello mondiale, ha coinvolto 1.000 decision maker IT di nove paesi, evidenzia un forte consenso su come le infrastrutture legacy stiano bloccando le strategie cloud e digitali. Quasi tutti i manager intervistati (97%) concordano che le infrastrutture di rete legacy avranno difficoltà a stare al passo delle costanti domande di reti cloud e ibride. Al contrario, il 92% afferma che la strategia cloud in atto all’interno delle rispettive aziende raggiungerà il massimo potenziale solo con una rete next-gen, e il 98% sostiene che una rete next-gen sia fondamentale per rispondere alle necessità di business e utenti.  La survey evidenza anche un attuale gap nell’adozione di tecnologie next-gen, come la SD-WAN (software-defined wide area network) che accelererà il cloud e la trasformazione digitale, ma il punto di svolta è vicino. Il 93% pianifica di migrare alla SD-WAN entro i prossimi quattro anni, oggi però solo il 4% è già all’opera.

“Questa indagine e i suoi risultati rivelano la forte pressione subita dai decision maker IT per realizzare le proprie strategie cloud, compiere la trasformazione digitale e seguire la velocità dell’innovazione, che rappresenta la norma in un mercato altamente competitivo come quello di oggi,” spiega Jerry M. Kennelly, co-founder e CEO di Riverbed Technology. “È stato quasi unanime il parere relativo al fatto che per impostare una strategia cloud di successo, le aziende debbano adottare immediatamente soluzioni innovative di networking software-defined per supportarla. Riverbed è impegnata ad assicurare che questa trasformazione raggiunga gli obiettivi preposti e che le organizzazioni siano in grado di ottenere l’agilità operativa necessaria per crescere, grazie all’utilizzo di SD-WAN per il networking cloud.”

Le reti legacy sono una barriera per il successo del cloud e del digitale

Oggi, i problemi di performance vissuti dalle aziende sono evidenti, il 58% afferma di affrontare difficoltà con le reti legate al cloud – causate nello specifico dalla loro infrastruttura legacy – almeno alcune volte al mese, mentre il 93% subisce un impatto almeno mensilmente. Sfortunatamente, l’85% ritiene serviranno molti anni per raggiungere il completo potenziale della trasformazione digitale, in parte a causa delle loro infrastrutture legacy. Questo gap tra pressanti esigenze di realizzazione e stato attuale di implementazione è molto sentito da aziende di settori verticali quali il finanziario, manifatturiero, retail, energy e utilities, comunicazione e media e servizi IT e la loro posizione competitiva nei mercati di riferimento potrebbe essere messa a repentaglio.

L’incapacità di queste reti di supportare applicazioni e workload basati su cloud e, altrettanto importante, di fornire visibilità end-to-end delle loro performance e dell’impatto su utenti e clienti è considerata una sfida reale per ottenere successo nel cloud. Il 69% degli intervistati ha affermato che le infrastrutture di networking legacy e la mancanza di visibilità sono un ostacolo nel raggiungere il potenziale della loro strategia cloud.  L’indagine rivela che i decision maker trovano frustrante gestire le limitazioni delle loro reti legacy esistenti e sarebbero disposti a sacrificarsi se ciò permettesse ai loro team di non spendere più così tanto tempo per adeguare le performance di rete. Il 54% sarebbe disposto a fare spostamenti più lunghi per recarsi al lavoro, il 53% farebbe pause pranzo più brevi, il 51% scriverebbe a mano la propria corrispondenza email e il 42% smetterebbe di bere caffè. Le aziende stanno lottando con le reti legacy

Che non sono più in grado di rispondere alle esigenze di applicazione cloud-based e ai loro carichi di lavoro. In poche parole, le reti legacy non sono funzionali al business.

Gli elementi che guidano le aziende verso le reti di prossima generazione

La situazione per i decision maker è molto chiara: per rispondere alle sfide digitali e di business è fondamentale spostarsi verso una rete next-gen software-defined. Le aziende stanno avviando una strategia focalizzata in modo completo o solo parziale sul cloud, ma c’è un evidente divario tra ciò che offre la loro attuale infrastruttura (basata su hardware) e ciò di cui hanno realmente bisogno per concretizzare i benefici del cloud. Nell’indagine, il 57% riconosce che ottenere l’agilità operativa sia importante per il successo di un’azienda moderna, così come le reti next-gen e le tecnologie che le supportano per raggiungere questo obiettivo. Gli ulteriori fattori che guidano la migrazione verso la tecnologia di networking next-generation sono:

  • 56% – realizzare con successo le iniziative di digital transformation
  • 55% – spostamento strategico verso il cloud e le reti ibride
  • 51% – crescente domanda di mobilità
  • 51% – aumento delle aspettative dei clienti e degli utenti
  • 45% – supporto per dispositivi IoT

Next-Generation Cloud Networking e SD-WAN

Nonostante esista un gap nell’adozione di tecnologia next-gen per supportare la trasformazione cloud e digitale, la situazione sta cambiando rapidamente. Il 98% dei decision maker sostiene che entro i prossimi due anni la tecnologia SD-WAN sarà fondamentale nelle reti next-gen per gestire ambienti cloud e ibridi. Solo il 4% oggi sta già beneficiando della SD-WAN, il 52% pianifica una migrazione entro due anni, il 93% entro quattro.

Gli intervistati vedono un’ampia gamma di benefici dell’SD-WAN, tutti in posizione molto ravvicinata:

  • Incremento delle performance applicative (44%)
  • Automazione di rete e capacità di stabilire priorità alle applicazioni (44%)
  • Connettività unificata sull’intera rete (43%)
  • Visibilità e monitoraggio di rete (42%)
  • Semplicità/facilità di gestione (42%)
  • Aumento della sicurezza di rete (42%)
  • Integrazione con la WAN optimization (40%)
  • Connessione cloud immediata con AWS e Azure (39%)
  • Riduzione dei costi (38%)

Aggiornare le reti legacy e rafforzare il networking next-gen con tecnologie quali la SD-WAN avrà molti effetti positivi per le aziende, in base a quanto affermato dai decision maker: maggiore efficienza grazie a un utilizzo più efficace della banda (48%), incremento della produttività (47%), maggiori opportunità di espansione (46%), aumento dei ritorni (45%), agilità più elevata (44%) e miglioramento delle iniziative digitali (44%).

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Riverbed nomina Vittorio Carosone Regional Sales Director per l’Italia https://www.datamanager.it/2017/07/riverbed-nomina-vittorio-carosone-regional-sales-director-litalia/ Fri, 21 Jul 2017 14:06:43 +0000 http://www.datamanager.it/?p=129221 Vittorio Carosone, con oltre 20 anni di esperienza nel settore IT, guida la costante crescita di Riverbed in Italia Riverbed Technology comunica la nomina di Vittorio Carosone a Regional Sales Director per l’Italia. Vittorio è responsabile delle vendite e delle strategie di go-to-market di Riverbed sul territorio, che includono lo sviluppo di nuove attività, l’ulteriore […]

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Vittorio Carosone, con oltre 20 anni di esperienza nel settore IT, guida la costante crescita di Riverbed in Italia

Riverbed Technology comunica la nomina di Vittorio Carosone a Regional Sales Director per l’Italia. Vittorio è responsabile delle vendite e delle strategie di go-to-market di Riverbed sul territorio, che includono lo sviluppo di nuove attività, l’ulteriore fidelizzazione dei clienti e la creazione di opportunità di business con i principali partner, per assicurare continui progetti di successo e accelerare la crescita dell’intero portfolio di soluzioni Riverbed. Vittorio riporta a Gilles Azoulay, Regional Vice President per il Sud Europa (Francia, Italia, Spagna e Portogallo) di Riverbed.

Vittorio ha un’esperienza di oltre 20 anni nel mondo delle soluzioni IT Enterprise dedicate ad aziende di grandi e medie dimensioni, con una conoscenza consolidata di numerosi settori industriali, tra cui quello dei servizi finanziari, del retail e del comparto assicurativo. Prima del suo ingresso in Riverbed, Vittorio è stato responsabile delle vendite dirette e indirette in CA Technologies e ha ricoperto posizioni di sales management in Italia per Software AG, TIBCO Software e Dell EMC.

Gilles Azoulay, Regional Vice President per il Sud Europa, spiega, “La trasformazione digitale e la migrazione al cloud stanno guidando l’innovazione in tutti i settori sempre più  velocemente, quindi le aziende hanno la necessità di rivedere il proprio approccio al networking. Per agevolare Riverbed nel cogliere al meglio questa importante opportunità di mercato sul territorio, sono felice di avere Vittorio nel team italiano, che supporterà anche l’adozione del nostro portfolio di soluzioni presso i clienti enterprise e l’accelerazione delle loro iniziative cloud e digitali. Lo spirito, l’esperienza e l’entusiasmo di Vittorio lo rendono il candidato ideale per ricoprire questo ruolo, ed entrerà a far parte della squadra di management per l’area del Sud.”

Vittorio Carosone, Regional Sales Director per l’Italia, aggiunge, “Riverbed è impegnata nella fornitura di soluzioni architetturali che risolvano la complessità di applicazioni, service delivery e visibilità a favore della migliore esperienza possibile per gli utenti dei nostri clienti, durante la loro trasformazione digitale. E’ per me un privilegio far parte di un’azienda del calibro di Riverbed in questo storico momento di mercato. Lavorerò con i Regional Team e con l’ecosistema di partner per accelerare le opportunità di crescita comuni, supportando le imprese a modernizzare le proprie architetture, guidando il successo collettivo sul mercato in un ambiente orientato al cloud, mobile-centrico e con logiche di omnicanalità sempre più spinte.”

Riverbed offre soluzioni per il mondo cloud e digitale 

Riverbed mette a disposizione soluzioni che aiutano le aziende nella transizione dall’hardware legacy al nuovo approccio al networking software-defined e focalizzato sul cloud, e incrementa la user experience, permettendo iniziative di trasformazione digitale per raggiungere il loro completo potenziale. La piattaforma integrata di Riverbed garantisce agilità, visibilità e performance necessarie per ottenere successo in un mondo cloud e digitale. Attraverso la piattaforma Riverbed le organizzazioni possono fornire applicazioni, dati e servizi da cloud pubblici, privati o ibridi, su ogni rete a qualsiasi end-point.

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Orange Business Services e Riverbed introducono l’SD-WAN per reti ibride https://www.datamanager.it/2017/03/orange-business-services-riverbed-introducono-lsd-wan-reti-ibride/ Fri, 31 Mar 2017 10:47:21 +0000 http://www.datamanager.it/?p=122162 Sviluppata una funzione di rete virtuale (VNF) dalla soluzione SteelConnect di Riverbed Orange Business Services consolida la propria offerta di rete ibrida grazie alla tecnologia software-defined wide area network (SD-WAN) del suo partner Riverbed Technology. La nuova soluzione consentirà ai clienti Orange di semplificare la gestione delle loro reti ibride e di ottimizzare le prestazioni […]

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Sviluppata una funzione di rete virtuale (VNF) dalla soluzione SteelConnect di Riverbed

Orange Business Services consolida la propria offerta di rete ibrida grazie alla tecnologia software-defined wide area network (SD-WAN) del suo partner Riverbed Technology. La nuova soluzione consentirà ai clienti Orange di semplificare la gestione delle loro reti ibride e di ottimizzare le prestazioni sia delle applicazioni aziendali sia di quelle cloud. Questo lancio è parte fondamentale della strategia di rete-as-a-service di Orange. La soluzione sarà disponibile a livello globale.

Per fornire questo servizio di SD-WAN, Orange integrerà la tecnologia Riverbed SteelConnect nel suo portafoglio di rete ibrida. Le due aziende stanno lavorando insieme per sviluppare una funzione di rete virtuale (VNF) che i clienti saranno in grado di collocare su Universal Customer Premise Equipment (uCPE) presso la loro sede. Sarà mantenuta piena compatibilità con i servizi già presenti, mentre le applicazioni aziendali migrano in cloud.

L’offerta SD-WAN di Riverbed, SteelConnect , fornisce un approccio intelligente e semplificato alla progettazione, implementazione e gestione delle reti ibride. Le prestazioni delle applicazioni vengono migliorate grazie al routing in tempo reale usando i link migliori disponibili tra reti diverse. SteelConnect consente anche zero-touch provisioning, permettendo alle imprese di predisporre reti globali rapidamente con una gestione semplice, fornendo un’esperienza dell’utente finale conveniente e di livello superiore.

I primi clienti pilota di Orange saranno collegati nel secondo trimestre 2017, utilizzando apparecchi gestiti SteelConnect. Secondo i programmi, la VNF del servizio sarà disponibile entro fine 2017. Questo fornirà la virtualizzazione completa e l’orchestrazione gestita attraverso un portale “fai-da-te” di facile utilizzo che consente di amministrare e dare priorità alle applicazioni.

Questa nuova soluzione si basa sull’accelerazione fornita da Enterprise Application Management (EAM) di Riverbed per le applicazioni cloud parte di Orange Business VPN Galerie . Le nuove funzionalità miglioreranno la gestione dei servizi di accesso al cloud, insieme alla capacità di mescolare connettività tra reti pubbliche e private.

“Orange e Riverbed hanno una lunga storia di impegno congiunto per l’innovazione in ambito rete e cloud. Riverbed è un partner chiave con cui stiamo lavorando a stretto contatto per integrare la loro tecnologia SD-WAN nella nostra rete. Ciò fornirà ai nostri clienti ancora più scelta e semplicità nel gestire la loro infrastruttura”, ha detto Pierre-Louis Biaggi, Vice President della Business Unit Connettività di Orange Business Services.

“Ora che la nostra soluzione di SD-WAN SteelConnect sarà integrata nel portafoglio di rete ibrida di Orange, Orange e Riverbed continueranno il loro percorso di sviluppo congiunto volto a introdurre rapidamente sul mercato nuovi servizi in risposta alle esigenze sempre in evoluzione dei clienti, che trasferiscono più applicazioni e servizi nel cloud. Ci auguriamo di dare un impulso sempre maggiore al mercato facendo leva sul nostro portafoglio congiunto ed esplorando nuove possibilità come il Service Delivery Platform annunciato al Mobile World Congress di quest’anno”, ha detto Phil Harris, vice presidente senior e direttore generale per il Service Provider Vertical di Riverbed.

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Riverbed sarà acquisita da Thoma Bravo https://www.datamanager.it/2015/01/riverbed-acquisita-thoma-bravo/ Sun, 04 Jan 2015 14:00:23 +0000 http://www.datamanager.it/?p=67203 La transazione stima il valore di Riverbed intorno ai 3.6 miliardi di dollari Riverbed Technology annuncia l’accordo definitivo per essere acquisita dalla società di private equity investment, Thoma Bravo, LLC e Teachers’ Private Capital, la divisione investimenti privati della Ontario Teachers’ Pension Plan. In base all’accordo, gli azionisti di Riverbed riceveranno 21 dollari ad azione in […]

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La transazione stima il valore di Riverbed intorno ai 3.6 miliardi di dollari

Riverbed Technology annuncia l’accordo definitivo per essere acquisita dalla società di private equity investment, Thoma Bravo, LLC e Teachers’ Private Capital, la divisione investimenti privati della Ontario Teachers’ Pension Plan.

In base all’accordo, gli azionisti di Riverbed riceveranno 21 dollari ad azione in contanti per un totale di circa 3.6 miliardi di dollari. L’accordo è stato approvato all’unanimità dal Board of Director di Riverbed, in seguito alla revisione approfondita delle opportunità strategiche e finanziarie che l’azienda ha avviato lo scorso ottobre.

“Siamo estremamente soddisfatti di questa transazione commerciale, che riteniamo possa rappresentare una opportunità vincente per tutti i nostri azionisti,” spiega Jerry M. Kennelly, presidente e CEO di Riverbed. “Dopo aver intrapreso una completa revisione strategica, durante la quale abbiamo valutato numerose opzioni per massimizzare il valore dell’azienda, il Board ha concluso all’unanimità che la partnership con Thoma Bravo fosse la scelta migliore per Riverbed, in quanto assicura ai nostri azionisti un importante e immediato cash value. Inoltre, Thoma Bravo è una società di private equity molto apprezzata, con una consolidata esperienza nel settore tecnologico e 30 anni di supporto attivo nello sviluppo di aziende come la nostra. Grazie ai benefici legati alla conoscenza e all’expertise di Thoma Bravo, uniti all’incremento di flessibilità che otterremo in qualità di azienda privata, Riverbed potrà concentrarsi sui temi di sviluppo e crescita, di cui beneficeranno i nostri dipendenti, i clienti e i partner.”

“Il ricco portfolio di soluzioni Riverbed garantisce ottimizzazione, visibilità e controllo senza precedenti nelle hybrid enterprise, e ha permesso all’azienda di posizionarsi in modo ottimale in un panorama in continua evoluzione,” spiega Orlando Bravo, managing partner di Thoma Bravo. “Siamo impazienti di poter lavorare con i team di talento di Riverbed per rafforzare la posizione di leader sul mercato e ampliare il valore fornito ai clienti. Tutti noi, in Thoma Bravo, siamo entusiasti di supportare Riverbed nello sviluppo del proprio potenziale.”

“Questo è certamente il più grande investimento nella storia di Bravo, e testimonia una costante enfasi e fiducia nelle aziende che sviluppano tecnologie mission-critical per una base clienti globale e in espansione,” aggiunge Seth Boro, managing partner di Thoma Bravo. “Riverbed è in prima linea nella fornitura di soluzioni world-class nell’application performance infrastructure a supporta oltre 25.000 clienti in tutto il mondo, incluso il 97% di Fortune 100 e di Forbes Global 100.”

Jerry Kennelly, CEO di Riverbed, manterrà la medesima carica. La transazione, che si concluderà nella prima metà del 2015, è soggetta all’approvazione degli azionisti di Riverbed, alle approvazioni secondo le normative, che includono la revisione antitrust negli Stati Uniti, in Germania e a Taiwan e alla revisione e rinvio dal Committee on Foreign Investment negli Stati Uniti, e ai consueti requisiti di vendita. Non vi sono condizioni di finanziamento connesse all’accordo proposto.

Qatalyst Partners e Goldman, Sachs & Co. sono gli advisor finanziari per Riverbed mentre Wilson Sonsini Goodrich & Rosati, Professional Corporation sono gli advisor legali. Kirkland & Ellis rappresentano gli advisor legali per Thoma Bravo.

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Dimension Data ottiene da Riverbed due riconoscimenti “Partner of the Year” https://www.datamanager.it/news/dimension-data-ottiene-da-riverbed-due-riconoscimenti-partner-year-53611.html Tue, 11 Feb 2014 18:00:09 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2014/02/dimension-data-ottiene-da-riverbed-due-riconoscimenti-partner-of-the-year/ Con Riverbed, il business di Dimension Data ha registrato un Compound Annual Growth Rate del 40% negli ultimi quattro anni

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Con Riverbed, il business di Dimension Data ha registrato un Compound Annual Growth Rate del 40% negli ultimi quattro anni

Dimension Data ha annunciato di aver ricevuto i premi Riverbed Technology Global Platform Partner of the Year e il RASP Partner of the Year for EMEA per il 2013. I riconoscimenti sono stati conferiti durante il Riverbed Sales Kick Off 2014, la conferenza annuale della società, dedicata a commerciali e partner, che si è svolto all’inizio di gennaio a San Francisco. I Riverbed Partner Awards riconoscono le aziende per l’eccellenza nel soddisfare le richieste dei clienti e per la capacità di guidare i risultati di business.

In un mercato in cui le prestazioni applicative corrispondono alle prestazioni di business, Riverbed si impegna ad offrire – insieme ai suoi partner – la più completa piattaforma per consentire alle organizzazioni di adottare l’elaborazione location-independent, per sfruttare al meglio le risorse globali, ridurre drasticamente i costi operativi di business e massimizzare la produttività dei dipendenti. Riverbed Application Performance Platform è un set di soluzioni software integrate che offre alle aziende la flessibilità per ospitare applicazioni e dati nella location più congeniale al business, garantendo, allo stesso tempo, una fornitura perfetta di queste stesse applicazioni. Riverbed collabora con un vasto ed eterogeneo ecosistema di partner per estendere il valore della piattaforma attraverso una serie di implementazioni, integrazioni e servizi a valore aggiunto.

“Siamo onorati di essere stati premiati da Riverbed,” ha affermato Gary Middleton, Global Business Development Director di Dimension Data. “Dimension Data ha ricevuto il riconoscimento Riverbed Technology Global System Integration Partner of the Year per il secondo anno consecutivo. I due award confermano la nostra capacità di implementare e integrare le tecnologie Riverbed all’interno delle offerte complesse multi-vendor. Dimension Data continua a investire insieme a Riverbed per offire ai clienti soluzioni sempre più valide.”

Negli ultimi quattro anni, grazie a Riverbed, il business di Dimension Data ha registrato un Compound Annual Growth Rate del 40%. Le competenze tecnologiche del Gruppo in area networking, data centre ed end-user computing, oltre alle capacità globali logistiche, di implementazione e di fornire servizi gestiti, fanno di Dimension Data un valido partner per le soluzioni di ottimizzazione e di gestione delle prestazioni di Riverbed.

“Con questi riconoscimenti, vogliamo premiare le prestazioni e i risultati di Dimension Data quale partner di Riverbed, con l’obiettivo comune di un’ulteriore crescita di valore per il nostro business,” ha commentato Keith Hoskison, Senior Vice President, Worldwide Channels and Strategic Account Programmes di Riverbed. “Riverbed e la sua rete di partner sono focalizzati nell’investire in un intero portfolio di prodotti per aiutare i nostri clienti comuni a implementare la più completa piattaforma per le prestazione delle applicazioni – l’unica piattaforma in grado di identificare e risolvere le problematiche legate alle prestazioni delle applicazioni e di gestione dei dati, prima che vengano notificate all’utente. 

I Riverbed Partner Awards premiano i partner i cui risultati influiscono sul business di Riverbed su base globale e locale. I vincitori degli Award fanno parte del Riverbed Performance Partner Network, un ecosistema di 2.200 differenti partner a livello mondiale. Riverbed opera a stretto contatto con i più importanti reseller, distributori, fornitori di servizi e integrator tecnologici del mercato per fornire soluzioni innovative in grado di risolvere i complessi problemi di business, aprire nuovi mercati e creare nuove opportunità di fatturato.

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Kate Hutchison è il nuovo Chief Marketing Officer di Riverbed https://www.datamanager.it/news/kate-hutchison-il-nuovo-chief-marketing-officer-di-riverbed-50566.html Sat, 19 Oct 2013 13:00:02 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/10/kate-hutchison-e-il-nuovo-chief-marketing-officer-di-riverbed/ Riverbed Technology, l’application performance company, nomina Kate Hutchinson nuovo Chief Marketing Officer (CMO), la quale riporterà direttamente a Jerry M. Kennelly, Chairman e CEO di Riverbed

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Riverbed Technology, l’application performance company, nomina Kate Hutchinson nuovo Chief Marketing Officer (CMO), la quale riporterà direttamente a Jerry M. Kennelly, Chairman e CEO di Riverbed

“Kate Hutchinson arricchisce Riverbed con la sua consolidata esperienza di business e di marketing”, spiega Kennelly, “il suo ruolo è riconosciuto per lo sviluppo di strategie che hanno accelerato la crescita e rafforzato alcune delle maggiori aziende di successo nel settore IT, tra cui Polycom, VMware, Citrix e BEA. La sua profonda conoscenza dell’industria supporterà l’espansione di Riverbed, stimolando la domanda in continuo aumento delle nostre soluzioni e guiderà la crescita dei ritorni sul nostro portfolio prodotti completo.”

Prima del suo ingresso in Riverbed, Kate Hutchinson è stata executive vice president e CMO di Polycom, con la responsabilità di guidare la trasformazione e il posizionamento tra i big player nel segmento del software-driven unified communications e video collaboration. Tra le esperienze precedenti, ha ricoperto il ruolo di CMO e vice president del Marketing in VMware, nel quale si è occupata di espandere il posizionamento dell’azienda da vendor hypervisor a fornitore di soluzioni di virtualizzazione per supportare i clienti nella costruzione di cloud private e pubbliche. Durante i cinque anni trascorsi in Citrix, Kate Hutchinson ha supportato lo sviluppo della strategia che ha permesso di raddoppiare i guadagni dell’azienda e di conquistare una posizione di rilievo nel settore dell’application access e delivery. In BEA Systems si è occupata di pianificare e gestire tutte le attività di marketing, nel momento in cui il fatturato è cresciuto da 300 milioni a 1 miliardo di dollari, inserendola tra le aziende software più veloci ad aver raggiunto un simile fatturato annuale.

“Sono orgogliosa di entrare a far parte del team Riverbed”, commenta Hutchinson. “Nei prossimi dieci anni di crescita, Riverbed è pronta per supportare i clienti a superare i limiti imposti dalla distanza e dalle differenti filiali nel momento dell’implementazione della loro infrastruttura IT. Riverbed ha una straordinaria cultura dell’innovazione e sono lieta di poter contribuire con la mia esperienza a cavalcare i trend di settore per guidare la crescita dei ritorni”.

Oltre 23.000 aziende in tutto il mondo si affidano a Riverbed per comprendere, ottimizzare e consolidare la propria infrastruttura IT, attraverso soluzioni che superano i problemi legati alle prestazioni, causati da distanza, computing distribuito e il continuo aumento di dati. Le organizzazioni IT realizzano iniziative strategiche per virtualizzare, consolidare e migrare i carichi di lavoro in ambienti cloud, di conseguenza gli utenti vengono posti a distanze sempre maggiori dai propri dati. Applicazioni lente, trasferimenti di file interminabili e siti web poco efficienti possono avere un impatto negativo sulle performance e sul successo di tali iniziative. Riverbed trasforma le performance IT fornendo soluzioni di WAN optimization, storage delivery, application-aware network performance management, application performance management, application delivery controller, web content optimization (WCO) e protezione dei dati nella cloud. Grazie a un portfolio completo di soluzioni dedicate alle performance che forniscono ottimizzazione ovunque, Riverbed permette alle aziende di incrementare la produttività e l’efficienza, rafforzando la resilienza, consentendo il controllo dei costi.

 

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Virtualizzare e consolidare, ecco le priorità dei CIO per i prossimi mesi https://www.datamanager.it/news/virtualizzare-e-consolidare-ecco-le-priorit-dei-cio-i-prossimi-mesi-49992.html Thu, 26 Sep 2013 08:38:50 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/09/virtualizzare-e-consolidare-ecco-le-priorita-dei-cio-per-i-prossimi-mesi/ Lo rivela un’indagine commissionata da Riverbed Technology effettuata nell’area EMEA sulle principali esigenze IT

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Lo rivela un’indagine commissionata da Riverbed Technology effettuata nell’area EMEA sulle principali esigenze IT

Una ricerca commissionata da Riverbed Technology, l’application performance company, realizzata dalla società di ricerca Vanson Bourne, che ha coinvolto 400 CIO dell’area EMEA, rivela che il 70% dei decision maker IT è concentrato sulla centralizzazione delle applicazioni.

Il 50% degli intervistati dichiara che la virtualizzazione del server rappresenta uno dei principali interessi di investimento, il 40% indica il consolidamento del data center come priorità, mentre per il 34% è di fondamentale importanza il consolidamento dello storage.

Il 68% dei CIO sta pianificando un progetto di consolidamento, indicando la sicurezza dei dati come fattore chiave di ogni iniziativa. Tra le motivazioni che conducono al consolidamento, sono citate anche la necessità di ridurre i costi di gestione di server distribuiti a livello delle filiali (58%) e l’esigenza di maggiore controllo degli upgrade di applicazioni e server (49%).

Risto Wieland, director IT di Swiss Re, una delle aziende coinvolte nella ricerca, ha spiegato il perché del progetto di consolidamento: “Avevamo bisogno di semplificare la gestione della nostra rete consolidando le applicazioni nel data center e rimuovendo il numero più elevato di server. Abbiamo scelto di implementare una soluzione di WAN optimization di Riverbed per assicurare le performance applicative. In questo modo abbiamo rimosso centinaia di server nel nostro data center locale e negli uffici remoti, consolidando il 95% di tutte le applicazioni nei due data center di Zurigo. Siamo stati così in grado di ridurre il tempo dedicato alla gestione della rete e di evitare i backup locali e sulla WAN, ora non più necessari.”

Aggiunge Darius Kuzma, senior network architect di Swiss Re, “La centralizzazione ha migliorato anche la protezione dei dati, in quanto abbiamo ridotto la distribuzione delle informazioni. Le nostre procedure di disaster recovery sono incrementate, infatti ora possiamo effettuare il backup centralmente, e non più localmente o sulla WAN.”

La ricerca evidenzia che per il 53% degli intervistati il limite più grande nell’avvio di un’iniziativa di virtualizzazione/consolidamento è rappresentato dalla complessità, seguito dal costo del set-up iniziale (45%) e dalle performance applicative sulla WAN (38%).

“Questa ricerca dimostra che sono sempre di più i CIO che riconoscono l’importanza di centralizzare la tecnologia e i dati per ottenere efficienza. Per alcuni ci sono ancora barriere da superare prima di poter considerare la virtualizzazione o il consolidamento delle applicazioni o la rimozione dei server nelle filiali, ma si evidenza che la maggior parte dei CIO ha compreso i benefici che queste iniziative possono apportare, tra cui la riduzione di costi e di tempo,” spiega Willem Hendrickx, SVP EMEA di Riverbed.

Riverbed al VMworld Europe

Riverbed sarà presente al VMworld di Barcellona, dal 15 al 17 ottobre, presso lo stand B-508 e sarà disponibile ad illustrare tutte le soluzioni a portfolio dedicate all’infrastruttura di virtual desktop nelle filiali, all’application performance, alla virtual network visibility e alle cloud ibride.

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Cloud pubblica, privata o ibrida, qual è la più adatta per la vostra azienda? https://www.datamanager.it/news/cloud-pubblica-privata-o-ibrida-qual-la-pi-adatta-la-vostra-azienda-49716.html Mon, 16 Sep 2013 12:44:06 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/09/cloud-pubblica-privata-o-ibrida-qual-e-la-piu-adatta-per-la-vostra-azienda/ La decisione di implementare una cloud privata, pubblica o ibrida si basa sui servizi utilizzati da un’impresa e sull’efficacia della sua integrazione

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La decisione di implementare una cloud privata, pubblica o ibrida si basa sui servizi utilizzati da un’impresa e sull’efficacia della sua integrazione

A cura di Albert Zammar, Regional Sales Manager di Riverbed Technology

La crescita del cloud computing ha indubbiamente generato numerose discussioni, dibattiti, scambi di opinione e confusione.

Un elemento certo c’è: il cloud computing si è consolidato e ha modificato la natura della delivery IT. È sufficiente dare un’occhiata ai numeri. Secondo IDC, il mercato del software cloud ha raggiunto 22,9 miliardi dollari di fatturato nel 2011 e crescerà fino a 67,3 miliardi dollari entro il 2016, senza contare i miliardi che verranno spesi per le infrastrutture a supporto delle cloud private e ibride.

I diversi tipi di cloud – private, pubbliche e ibride – sono generalmente raggruppati sotto il cappello di cloud computing. Ma in realtà sono diverse. Decidere quale sia la migliore potrebbe essere di attrito alla decisione di spostare applicazioni, dati e servizi off premise.

Ogni cloud ha i suoi pro e contro, e a seconda dell’azienda, di uno scenario e delle applicazioni, una tipologia può diventare di volta in volta la migliore. Allo stesso modo, è diverso l’impatto sulle applicazioni e sulle prestazioni di rete che devono essere considerate prima dell’implementazione. Diamo un’occhiata a ogni modello.

Cloud pubblica

In una cloud pubblica i servizi e le infrastrutture sono fornite off-site, via Internet. Questo significa che un’azienda può usufruire di un servizio e utilizzare lo storage, l’elaborazione e altri servizi immediatamente attraverso un portale online.

In questo modo la cloud pubblica offre flessibilità e facilità d’uso, rendendola la soluzione ideale per le aziende che hanno bisogno di fornire rapidamente un servizio al mercato, che hanno pochi ostacoli normativi, e che utilizzano dati che non devono essere strettamente integrati con le altre componenti di business. La cloud pubblica permette inoltre alle aziende di noleggiare potenza di elaborazione e archiviazione, addebitate su base discreta.

I servizi cloud pubblici sono anche convincenti grazie alla loro scalabilità ed elasticità – un service provider che supporta migliaia di imprese può garantire costi inferiori rispetto a un qualsiasi business singolo, ed è in grado di fornire capacità di adattamento a carichi di lavoro in continuo cambiamento come spese operative e non capitali.

Tuttavia, ci sono ancora preoccupazioni per la sicurezza, la privacy e il controllo dei dati per quanto riguarda la cloud pubblica.

Un’altra grande sfida sono le prestazioni. Spostare i servizi in una cloud pubblica comporta che le imprese accettino che le loro applicazioni siano potenzialmente eseguite in qualsiasi parte del mondo, laddove è situato il data center del service provider.

La maggior parte dei servizi di cloud pubblica, nelle proprie condizioni di utilizzo, non specifica la località in cui si trova il data center, favorendo la libertà di spostare lavoro per ridurre i costi di gestione. In sostanza, la distanza (e la latenza) nell’accesso alle applicazioni può aumentare in maniera significativa per tutti in azienda. Ciò che più sorprende sono le distanze che possono cambiare in modo imprevedibile.

Cloud privata

Le organizzazioni IT che non hanno adottato la cloud pubblica per le proprie applicazioni e dati a causa di dubbi sulla sicurezza, sull’integrazione e preoccupazioni relative alla disponibilità, possono optare per una cloud privata.

Con una cloud privata, le aziende possiedono e gestiscono servizi IT interni che ospitano applicazioni e dati fondamentali per il business all’interno del firewall, avendo la flessibilità di spostare carichi di lavoro sui server in caso di picchi di utilizzo o di installazione di nuove applicazioni.

Per le aziende di settori sensibili e con rigide compliance, come il farmaceutico o finanziario, una cloud privata può essere la proposta più allettante. Allo stesso tempo, molte imprese preferiscono ancora la cloud privata per i propri dati business-critical in quanto fornisce un controllo completo sulle informazioni. Questo aiuta a mitigare le preoccupazioni sulla sicurezza e il monitoraggio dei dati, ma è più difficile fornire scalabilità.

Le cloud private permettono alle organizzazioni IT di ottenere una maggiore utilità dall’infrastruttura che hanno implementato. In una cloud privata, le aziende intraprendono il consolidamento di risorse IT distribuite e virtualizzano quelle presenti nel data center, consentendo alle divisioni IT di fornire una gestione a costi contenuti, incrementando la velocità di servizio.

Tuttavia, è un’arma a doppio taglio in quanto le implementazioni di cloud private potrebbero mettere a dura prova le risorse esistenti e i processi di lavoro. Quando un dipartimento IT consolida le risorse, le applicazioni e i dati sono generalmente spostati lontano da molti utenti. I dipendenti delle filiali e i lavoratori mobili devono così accedere alla WAN per ottenere le informazioni di cui hanno bisogno. La conseguente latenza può spesso ridurre drasticamente le performance e rendere l’attività meno produttiva.

Allo stesso tempo, il consolidamento metterà più pressione anche sulla banda disponibile che connette le filiali al data center. Con le risorse consolidate, saranno ancora più numerose le richieste degli utenti verso il data center e la WAN sarà responsabile del trasporto di una quantità maggiore di traffico, che può comportare una congestione di banda o anche portare un’azienda ad aumentarne la disponibilità.

Infine, le infrastrutture e i servizi virtualizzati nelle cloud private potrebbero ostacolare le capacità dei team IT di controllo e risoluzione dei problemi applicativi. Gli switch virtuali situati su host virtualizzati vedono traffico che non tocca mai la rete fisica. Reti overlay virtuali offrono una maggiore flessibilità nel suddividere una rete rapidamente, ma ciò avviene con la costruzione di tunnel che gli strumenti tradizionali di monitoraggio di rete non sono in grado di controllare. Fortunatamente le soluzioni di network performance management di prossima generazione sono disponibili per risolvere questi problemi di visibilità.

Cloud ibrida

In molti casi la cloud ibrida fornisce il meglio di entrambi i mondi e sta diventando uno standard in quanto fornisce alle imprese la flessibilità di spostarsi tra i due modelli a seconda delle necessità aziendali in continuo cambiamento.

Distribuendo le risorse in una cloud ibrida, un’organizzazione può mantenere ogni aspetto del proprio business nell’ambiente più adeguato. La sfida che emerge quando si uniscono cloud pubblico e privato è che l’integrazione tra i servizi diventa più difficile a causa della perdita della consistenza dei dati. Questo è causato dalla gestione congiunta, dalle potenziali differenze nelle interfacce e nelle piattaforme di sicurezza, di processi e di reportistica da amministrare.

In qualità di architettura composta, una cloud ibrida coinvolge i poteziali impatti di rete di entrambe le cloud, privata e pubblica: applicazioni fornite attraverso un servizio pubblico sono situate ovunque nel mondo, mentre quelle di una cloud privata sono consolidate in un piccolo cluster del data center, creando un probabile collo di bottiglia alle performance di rete.

Accelerare i servizi cloud

Se un’azienda sviluppa una cloud privata, utilizza un servizio di cloud pubblico o (più probabilmente), sceglie un approccio ibrido, la WAN optimization è una strategia consolidata che permette alle imprese di ottenere i benefici – in termini di costi, scalabilità e gestione -, del cloud, raggiungendo i livelli di performance e la visibilità necessari per una forza lavoro produttiva.

Con la velocità in cui il cloud computing sta prendendo piede, presto o tardi, saranno sempre più numerose le aziende che avranno bisogno di capire come beneficiare dei vantaggi del cloud e sarà necessario considerare quale modello sia più appropriato. Indipendentemente dalla scelta, sarà fondamentale comprendere l’impatto che ogni modello potrà avere sulla loro infrastruttura e topologia IT, per assicurare nessun calo di prestazioni nelle attività degli utenti.

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Grazie a Riverbed l’Application Delivery Controller diventa un servizio https://www.datamanager.it/news/grazie-riverbed-l-application-delivery-controller-diventa-un-servizio-46670.html Thu, 09 May 2013 10:46:35 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/05/grazie-a-riverbed-lapplication-delivery-controller-diventa-un-servizio/ Riverbed Technology introduce una nuova piattaforma Stingray Services Controller che permette ai clienti di usufruire della funzionalità di application delivery controller as a Service (ADCaaS)

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Riverbed Technology introduce una nuova piattaforma Stingray Services Controller che permette ai clienti di usufruire della funzionalità di application delivery controller as a Service (ADCaaS)

La nuova soluzione renderà infatti automatica l’installazione di servizi di application delivery in ogni architettura di rete, comprese le reti di tipo SDN (software defined networking).

Generalmente, gli application delivery controller sono implementati in base ad un modello “network centric” che prevede il deployment di un apparato ADC per ogni singola applicazione, oppure in un’altra modalità nella quale un’infrastruttura ADC condivisa deve supportare molteplici applicazioni. Con Stingray Services Controller, Riverbed rende possibile un modello di deployment del tipo “ADC per application”. Questo risponde alla continua evoluzione delle architetture applicative e di data center, ai flussi di lavoro e ai modelli operativi che necessitano di ADC di prossima generazione che rimuovano i colli di bottiglia, garantendo maggiore agilità, livelli di automazione più elevati e un time-to-service più rapido. La tecnologia ADCaaS di Riverbed permette ora ai cloud provider e alle aziende di implementare all’interno di cloud private la capacità di fornire, scalare e installare i propri ADC quando necessario.

Le sfide legacy

Stingray Services Controller risponde alle sfide IT affrontate durante i tentativi di implementazione di architetture ADC tradizionali in strutture emergenti di tipo software defined e all’interno di data center esistenti o virtualizzati. Tra le principali sfide che possono avere un impatto negativo sul business e l’operatività vi sono:

· L’installazione di servizi ADC può richiedere giorni o mesi

· L’incapacità di garantire performance per applicazione o per tenant a causa della condivisione

· Scalare le operazioni ADC prevede di dotarsi di capacità eccedente con box più grandi rispetto al dimensionamento dinamico in tempo reale

· Fastidiosi processi di controllo dei cambiamenti rendono le operazioni ADC lunghe e difficili.

Un modello a consumo per una scalabilità elastica

Con l’introduzione di Stingray Services Controller, le aziende e i cloud provider saranno in grado di fornire, installare, autorizzare, misurare e gestire l’intero inventario ADC in modalità as a service.

Stingray Services Controller garantisce anche un nuovo modello di consumo per i clienti che implementeranno i servizi ADC, definito Stingray Traffic Manager (STM) “micro” istanza. Queste “micro” istanze STM possono variare dalle piccole alle più grandi, tutte su server di tipo commodity. Questo elimina il tradizionale dimensionamento di ADC basato su throughput, che obbliga i clienti a ipotizzare il carico di traffico e procurarsi preventivamente capacità ADC. Con le “micro” istanze STM, i servizi ADC possono essere scalati in modo elastico, su richiesta, e dimensionati correttamente per adeguarsi a ogni applicazione nel data center, garantendo alta densità, completa separazione e scalabilità multi-tenancy.

“Con l’emergere di data center virtualizzati, gli ADC legacy potrebbero rappresentare colli di bottiglia ed essere esclusi dalle strategie di virtualizzazione e dalle implementazioni cloud,” spiega Jeff Pancottine, senior vice president and general manager di Riverbed Stingray application delivery business unit. “Con Stingray Services Controller, i clienti hanno a disposizione una piattaforma ADC iper-elastica in grado di adattarsi ai cambiamenti dei carichi di lavoro. È una rivoluzione: oggi introduciamo un application delivery fabric software-defined che permette servizi Layer 7 su qualsiasi architettura di data center.”

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