Silvio Berlusconi – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Sun, 07 Oct 2018 15:45:20 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png Silvio Berlusconi – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Elezioni: come e cosa comunicano i politici sui social https://www.datamanager.it/2018/03/elezioni-cosa-comunicano-politici-sui-social/ Fri, 02 Mar 2018 10:05:23 +0000 http://www.datamanager.it/?p=142601 Reputation Manager ha analizzato post e tweet dei principali politici durante la campagna elettorale per identificare la loro “personalità social” Idee programmatiche (39%) e antagonismo (35%): sono queste le modalità di comunicazione social più utilizzate dai politici in campagna elettorale; non si parla mai di leadership, poco di valori legati al partito/coalizione (9%). Sono questi […]

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Reputation Manager ha analizzato post e tweet dei principali politici durante la campagna elettorale per identificare la loro “personalità social”

Idee programmatiche (39%) e antagonismo (35%): sono queste le modalità di comunicazione social più utilizzate dai politici in campagna elettorale; non si parla mai di leadership, poco di valori legati al partito/coalizione (9%).

Sono questi alcuni dei dati principali che emergono dall’analisi condotta da Reputation Manager, principale istituto italiano nell’analisi e misurazione della reputazione online di brand e figure di rilievo pubblico, che ha analizzato la comunicazione (Twitter e Facebook, nel mese di gennaio) dei principali politici in vista delle elezioni del 4 marzo, al fine di capire come e cosa comunicano i canditati e indentificare la loro “personalità social”. Le modalità comunicative dei leader sono identificate in 6 macrocategorie: idee programmatiche, antagonismo, valori, slogan, risultati e sfera personale. Ogni esponente politico è stato identificato secondo il suo carattere comunicativo saliente.

Silvio Berlusconi, “Il poliedrico” – Il leader di Forza Italia sui social parla soprattutto di programma politico (il 44,4%): il cavallo di battaglia è la riduzione delle «tasse», seconda parola da lui più utilizzata dopo «Italia». Nel 28,9% di post e tweet Berlusconi attacca gli avversari, bersagli preferiti Di Maio e Renzi: l’uno giudicato incompetente, l’altro una promessa mancata. I suoi valori di riferimento sono veicolati dal 7% dei suoi messaggi: ottimismo, autodeterminazione e famiglia. La sua comunicazione social punta principalmente su Twitter (318 tweet), ma i suoi fan però sono molto più attivi su Facebook dove a fronte dei suoi 54 post, si sono registrate in totale 443.588 interazioni tra post, commenti e like, un numero 7 volte superiore alle interazioni su Twitter.

Luigi Di Maio, “L’antagonista” – Il suo programma elettorale sui social si sviluppa principalmente sull’antagonismo (50%) rispetto alle altre forze politiche in campo. I suoi contenuti sono quindi costruiti «contro»: il PDL e i professionisti della politica; i privilegi della casta; i dinosauri della politica come Berlusconi, tutte le idee programmatiche degli oppositori Berlusconi e Renzi. Per quanto riguarda invece le idee programmatiche riferite al suo movimento, Di Maio parla di scuola, Italia, qualità della vita, e dell’abolizione di leggi ritenute inutili. Tutto gira intorno al concetto di «cittadini», assente nel linguaggio degli avversari. Spesso fa ricorso a slogan (13,33%), ad esempio «Partecipa, scegli, cambia», «Nessuno deve rimanere indietro!», #Rally invece è l‘hashtag utilizzato nel 17% dei contenuti per promuovere la campagna elettorale itinerante per il Paese.

Matteo Renzi, “Il concreto” – Parla attraverso i suoi social a una platea di oltre 4,5 milioni di seguaci (la più ampia tra quelli monitorati), il 75% dei suoi contenuti si concentrano su Twitter. Fa spesso riferimento a idee programmatiche (30,43%), in particolare parla di tasse, di vaccini, lavoro e ricerca. Tra i politici analizzati è quello che dedica più spazio ai risultati, forte dell’esperienza di governo del PD appena conclusa. Tra le parole che utilizza di più c’è appunto «fatto». Anche lui come altri leader punta sull’antagonismo (28,26%), i suoi bersagli preferiti sono Di Maio e il M5S e Silvio Berlusconi. Il 15% dei suoi messaggi si basa sui valori legati alla propria coalizione, in questo caso le parole d’ordine sono concretezza, cultura e Italia. Renzi è anche il leader che dà maggiore visibilità sui social alla sua sfera personale. Gli aggiornamenti sulla sua vita privata occupano quasi il 9% dei contenuti: il post sul suo compleanno è certamente quello che ha avuto maggior successo di pubblico, guadagnando oltre 72mila like tra Facebook e Twitter.

Matteo Salvini, “Il bulimico” – Ha un approccio “sistematico” alla comunicazione social: scrive con la stessa intensità su Twitter e Facebook, qui in particolare gli utenti sono molto attivi infatti a gennaio la sua Fan Page ha registrato ben 1.869.578 interazioni.  I social sono per lui senz’altro un mezzo per affermare la propria leadership e comunicare in modo autoreferenziale (indicativo il fatto che la parola da lui più usata sia proprio #Salvini). Parla soprattutto del suo programma politico (42%). Una fetta considerevole dei suoi messaggi è impregnata di antagonismo: il nemico numero uno è Renzi. Il 7% dei messaggi è fatto di slogan (uno su tutti l’hashtag #4marzovotolega), mentre il 6% è dedicato alla sua vita privata: spesso condivide momenti con la sua famiglia, in particolare con la figlia Mirta.

Giorgia Meloni, “La pasionaria” – Sui social dà un colpo al cerchio e uno alla botte: il 38% delle volte attacca (principalmente chiunque faccia iniziative o proposte a favore degli immigrati); il 36% parla del suo programma, cavalcando il suo slogan di battaglia «Prima gli Italiani». Il livello di audience su Facebook e Twitter è simile, ma il suo mezzo di comunicazione preferito è la sua Fan Page, dove a gennaio ha postato 152 messaggi a fronte di 21 tweet. Considerevole il discorso sui valori (11,3%), in cui mette costantemente al centro l’italianità e la sua difesa, non solo attraverso le sue proposte politiche, ma anche attraverso il commento dell’attualità e di ricorrenze storiche.

Pietro Grasso, “L’istituzionale” – È certamente il politico che ha la comunicazione più istituzionale, basata sulle idee programmatiche (56,25%), sui valori (28,13%) e sugli slogan (12,50%), con un tono pacato, che dà grande risalto alla forza costruttiva e non distruttiva della politica e al ruolo delle Istituzioni. È lui stesso a definirsi infatti «Uomo delle istituzioni». Parla di legalità ed è l’unico che usa la parola «giovani», focalizzando il discorso sulle loro problematiche e su possibili soluzioni, sul valore dell’istruzione, del lavoro, della squadra e della responsabilità. Tra tutti è quello che ha il più alto tasso di engagement con la propria audience, che si concentra maggiormente su Twitter (599.190), il mezzo preferito dal leader anche per comunicare. L’antagonismo verso gli avversari politici gioca un ruolo marginale nella sua comunicazione social (3,13%). Quando lo fa, non colpisce un avversario specifico, ma il diverso modo di fare campagna elettorale delle altre forze politiche.

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Elezioni online, ecco i leader più insultati https://www.datamanager.it/2018/02/elezioni-online-leader-piu-insultati/ Fri, 23 Feb 2018 13:42:52 +0000 http://www.datamanager.it/?p=142091 Dal 1 gennaio si contano già 135.000 commenti estremamente offensivi. Ecco i più “insultati online” La campagna elettorale è nel vivo, programmi e candidati sono stati pubblicati, ma come stanno rispondendo gli italiani? D-Link prosegue la campagna #ConnettitiResponsabilmente, con la quale vuole promuovere un utilizzo responsabile della connettività e incentivare un comportamento positivo online. Dall’inizio dell’anno […]

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Dal 1 gennaio si contano già 135.000 commenti estremamente offensivi. Ecco i più “insultati online”

La campagna elettorale è nel vivo, programmi e candidati sono stati pubblicati, ma come stanno rispondendo gli italiani?

D-Link prosegue la campagna #ConnettitiResponsabilmente, con la quale vuole promuovere un utilizzo responsabile della connettività e incentivare un comportamento positivo online.

Dall’inizio dell’anno ad oggi sono stati analizzati quasi 2 milioni di contenuti (tweet e commenti) legati alle elezioni 2018. Si tratta di messaggi verso i candidati, i partiti o verso altri elettori e ciò che emerge è che il 38% di questi (circa 750.000) è connotato da negatività e ben 135.000 contengono volgarità o insulti espliciti. I messaggi che augurano la morte (o minacciano di uccidere) sono più di 15.000, quelli che contengono riferimenti alla violenza quasi 19.000. Solo l’11% dei contenuti è etichettabile come positivo.

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Prendendo come base solo i commenti con insulti e volgarità, scopriamo che l’elettore più “arrabbiato” è uomo (68% contro il 32% delle donne) e vive nel Lazio (che nonostante produca meno contenuti in termini assoluti, precede la Lombardia di ben 6 punti).

Facendo, invece, un rapporto su tutti i contenuti su base regionale, deduciamo che sono più scontenti gli abitanti del centro nord: l’Emilia Romagna conta il 29% di contenuti negativi rispetto a quelli prodotti, Toscana 28%, Lazio 26%, Lombardia 25% e Piemonte 25%.

Ma verso chi è indirizzato l’odio online?

Il leader di partito più preso di mira è Silvio Berlusconi, che è destinatario del 23% degli insulti personali online, seguito da Salvini e Renzi entrambi al 21%. Ci si accanisce meno sulle persone di Di Maio e di Grasso (rispettivamente a quota 11% e 8% delle ingiurie).

La classifica cambia se analizziamo l’astio verso i partiti politici: da questa prospettiva l’accanimento è indirizzato al PD (39%) e al M5S (34%). A seguire Lega (12%), Casapound (5%) e, per ultima, Forza Italia 4%.

I momenti più critici di questa campagna sono stati:

4 gennaio (sacchetti bio), 10 gennaio (Berlusconi supporta la candidatura di Fontana), 18 gennaio (cambio del simbolo M5S), 29 gennaio (presentazione delle liste), 3 febbraio (fatti di Macerata), 12 febbraio (Museo Egizio).

“Questi dati sono drammatici perché evidenziano come si stia diffondendo una dialettica della violenza che viaggia soprattutto online. Ormai non è più possibile fare a meno di internet ma proprio per questo bisogna capire che non ci può più essere distinzione tra un comportamento online e offline, le conseguenze sono sempre reali” ha dichiarato Stefano Nordio, VP D-Link Europe.

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La campagna #ConnettitiResponsabilmente proseguirà nel 2018, affrontando anche altre tematiche legate alla responsabilità online, per promuovere una maggiore educazione digitale.

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Berlusconi sbarca su Instagram ed è subito Boom https://www.datamanager.it/2015/06/berlusconi-sbarca-su-instagram-ed-e-subito-boom/ Thu, 04 Jun 2015 10:06:03 +0000 http://www.datamanager.it/?p=75722 Dall’analisi svolta da Blogmeter emerge il rapido successo ottenuto dal leader di Forza Italia. Il Premier Renzi lo segue al secondo posto, ma il suo profilo è “in sonno” da più di un anno I politici al tempo di internet sono costretti a imparare a comunicare diversamente, ma anche ad individuare i mezzi più appropriati […]

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Dall’analisi svolta da Blogmeter emerge il rapido successo ottenuto dal leader di Forza Italia. Il Premier Renzi lo segue al secondo posto, ma il suo profilo è “in sonno” da più di un anno

I politici al tempo di internet sono costretti a imparare a comunicare diversamente, ma anche ad individuare i mezzi più appropriati da utilizzare per raggiungere pubblici diversi. Partendo da questa considerazione Blogmeter ha deciso di comprendere meglio se e come i politici sfruttano Instagram, il servizio di condivisione di foto e video, che in Italia arriva a coinvolgere oltre 6 milioni di persone. Dai risultati ottenuti grazie all’utilizzo del nuovo tool Instagram Analytics (tra l’altro anticipati ieri a Virus su RaiDue da Vincenzo Cosenza, Social Media Strategist di Blogmeter), emerge che, per il momento, sono molto pochi i politici di rilevanza nazionale che usano questo strumento per raccontare le proprie giornate ai cittadini.

Ma ci sono delle eccezioni, a partire da Silvio Berlusconi, che esattamente dieci giorni fa, ha spiazzato tutti, scegliendo questo nuovo “campo di battaglia” per la campagna elettorale in corso. La mappa di posizionamento mostra che il profilo di Silvio Berlusconi ha riscosso un forte successo, infatti, è quello in grado di vantare sia il maggior numero di follower (circa 29.000) che il più alto engagement (oltre 53.000 interazioni tra like e commenti). Il successo di Silvo Berlusconi è stato molto rapido: circa 29.000 follower in soli 10 giorni con un conseguente alto livello di interazioni. Merito soprattutto di alcune foto pubblicate. Quella che riceve più like e commenti lo ritrae col suo cagnolino Dudù (ben 2.600 interazioni). Seguono una foto virata in bianco e nero e un’altra che ritrae il Leader di Forza Italia in un momento di relax nella sua casa.

Al secondo posto per numero di follower troviamo il Premier Matteo Renzi, a quota 26.000. Ma si tratta di un patrimonio sociale sprecato, o almeno congelato, visto che il suo profilo non è stato più aggiornato dal 20 maggio del 2014. Il termini di engagement, invece, scopriamo che il secondo posto è occupato da Giorgia Meloni, che pur avendo circa 5.000 follower, sviluppa un buon numero di interazioni (circa 7.700 durante questo mese). La segue la presidentessa della Camera, Laura Boldrini, che però a maggio sviluppa solo 758 interazioni. Da notare, infine, che Matteo Salvini, appena sbarcato su Instagram, senza neanche aver pubblicato una foto, ha già “incassato” 3.600 follower.

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Quanto è alto un nano? Per Google come Berlusconi https://www.datamanager.it/news/quanto-alto-un-nano-google-come-berlusconi-56300.html Tue, 13 May 2014 16:30:02 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2014/05/quanto-e-alto-un-nano-per-google-come-berlusconi/ Da ieri digitando su Google “quanto è alto un nano?” il primo risultato è il profilo Google + di Silvio Berlusconi Ha suscitato una certa ilarità in Rete la scoperta che digitando “Quanto è alto un nano?” su Google, che ora permette di visualizzare le mappe offline su Maps, il motore di ricerca proponga come […]

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Da ieri digitando su Google “quanto è alto un nano?” il primo risultato è il profilo Google + di Silvio Berlusconi

Ha suscitato una certa ilarità in Rete la scoperta che digitando “Quanto è alto un nano?” su Google, che ora permette di visualizzare le mappe offline su Maps, il motore di ricerca proponga come primo risultato il profilo Google + di Silvio Berlusconi con accanto la sua altezza (1,65 m). Questo fatto così curioso, che ha ovviamente scatenato l’ironia dei social network, non è visibile a tutti gli utenti e con ogni probabilità presto potrebbe essere completamente rimosso.

Il leader di Forza Italia non è certamente un gigante ma viene da chiedersi perché queste keywords siano così fortemente associate al suo nome. L’ipotesi più accreditata è che si tratti di “Google bombing”, cioè la creazione di contenuti ad hoc per far sì che un contenuto sia legato a determinate chiavi di ricerca.

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Fiducia al Governo Letta: su Twitter oltre 116.000 messaggi https://www.datamanager.it/news/fiducia-al-governo-letta-su-twitter-oltre-116000-messaggi-50175.html Thu, 03 Oct 2013 16:30:02 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/10/fiducia-al-governo-letta-su-twitter-oltre-116-000-messaggi/ Secondo Blogmeter il picco più rilevante si è avuto durante l'intervento di Berlusconi, mentre l'hashtag più utilizzato per seguire l'evento è stato #DirettaLetta

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Secondo Blogmeter il picco più rilevante si è avuto durante l’intervento di Berlusconi, mentre l’hashtag più utilizzato per seguire l’evento è stato #DirettaLetta

Giornata fiume ieri in Parlamento con la fiducia al governo Letta votata in extremis anche dal partito di Silvio Berlusconi. Sui social network gli utenti hanno partecipato attivamente alle vicende di questa convulsa giornata politica. Analizzando le conversazioni avvenute su Twitter in occasione della diretta streaming dal Senato per la fiducia al Governo, Blogmeter ha rilevato un totale di circa 116.500 tweet. La parte più rilevante delle conversazioni è avvenuta tra le ore 8 e le 16 con un flusso di 84.600 tweet in 8 ore, una media di 10.575 tweet all’ora.

L’analisi dei tweet

Le conversazioni su Twitter iniziano a prendere piede dalle 9.30 in poi – ora dell’inizio del discorso del premier Letta – ma il primo picco di circa 9.700 messaggi si è verificato tra le 10 e le 11 durante l’ingresso di Silvio Berlusconi in Senato. Il picco più rilevante, di oltre 20.600 tweet, si è verificato invece tra le 13 e le 14, in corrispondenza dell’intervento di Berlusconi, con un picco di 900 tweet al minuto per 3 minuti di fila tra le 13.35 e le 13.37 (quest’ultimo (904).

 

 

L’hashtag più utilizzato per seguire l’evento è stato #DirettaLetta con oltre 23.800 citazioni, seguito da #Berlusconi (22.700) e #Letta (12.500). L’autore più retweettato è stato Andrea Sarubbi – ex parlamentare PD e autore del live twitting della giornata – con circa 1.600 retweet. Mentre il post che in assoluto ha ricevuto il maggior numero di RT (1.314) è quello del profilo twitter di Spinoza.it

Segnaliamo che i 116.000 tweet registrati ieri sono inferiori a quelli registrati in occasione della sentenza della Cassazione sul processo Mediaset pronunciata lo scorso agosto. Allora Blogmeter rilevò oltre 141.000 tweet sul tema lanciati da poco più di 50.000 account.

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Piergiorgio Odifreddi. Cosa cambierà il nostro futuro? https://www.datamanager.it/rivista/piergiorgio-odifreddi-cosa-cambier-il-nostro-futuro-49615.html Fri, 13 Sep 2013 12:42:24 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/09/piergiorgio-odifreddi-cosa-cambiera-il-nostro-futuro/ Robotica e intelligenza artificiale «Anche le domande sensate possono non avere risposta»     La decima edizione del Festival della Mente di Sarzana, il primo festival in Europa dedicato alla creatività, progettato e diretto da Giulia Cogoli, promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio della Spezia e dal Comune di Sarzana, ha visto quest’anno completamente esauriti […]

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Robotica e intelligenza artificiale
«Anche le domande sensate possono non avere risposta»

 

 

Piergiorgio OdifreddiLa decima edizione del Festival della Mente di Sarzana, il primo festival in Europa dedicato alla creatività, progettato e diretto da Giulia Cogoli, promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio della Spezia e dal Comune di Sarzana, ha visto quest’anno completamente esauriti tutti i 90 eventi che hanno animato il centro storico della città. L’affluenza, che dalla prima edizione è andata crescendo, è solo uno dei tanti motivi di soddisfazione per gli organizzatori. Il dato più significativo si è rivelato, come sempre, quello della qualità del pubblico, che ha dimostrato il suo desiderio di conoscenza seguendo con attenzione e partecipazione gli incontri con i pensatori nazionali e internazionali che sono intervenuti in questa edizione. 

Il ministro della cultura, Massimo Bray, arrivato a sorpresa all’inaugurazione, sotto il tendone di piazza Matteotti, ha detto: «Sono felice di essere qui. Siete una bellissima pagina della storia culturale del nostro Paese». Tra gli appuntamenti più attesi dal “popolo della Mente”, quelli dedicati alle prospettive della scienza e dell’innovazione tecnologica. Cosa cambierà il nostro futuro? Per il matematico e logico Piergiorgio Odifreddi, la risposta è «l’intelligenza artificiale».

 

Data Manager: Robotica e intelligenza artificiale. Quali sono i limiti e le potenzialità?

Piergiorgio Odifreddi: Presto i robot saranno personali come i computer, ma la robotica pone tutti i problemi della tecnologia riuniti in una sola macchina. La sfida della robotica è la totale interazione con l’umano. Il mio approccio alla robotica non è solo teorico, ma guarda anche alle potenzialità e alle limitazioni nel campo delle applicazioni pratiche. La robotica esiste da quando l’uomo ha cercato di trasferire il lavoro delle braccia umane alle macchine. Con l’arrivo del computer, si è fatto un passo avanti perché si possono informatizzare i processi in attuazione del lavoro fisico.

Ma fino a che punto si può simulare il pensiero umano attraverso programmi e capacità di calcolo adeguate?

Già Turing si era posto il problema dell’intelligenza artificiale. Parafrasando il titolo originale del romanzo di Philip Dick, ci si può chiedere se gli androidi sognino pecore elettriche oppure no, ma il problema è riuscire a distinguere ciò che è umano da ciò che è artificiale. Per Dick, il momento della verità arriverà quando il cacciatore di androidi scoprirà egli stesso di essere una macchina. A quel punto, i ruoli saranno diventati indistinguibili. La cosa interessante è che il test di Turing dice che è inutile farsi domande filosofiche. La questione è puramente pratica. I sistemi esperti sono un esempio pratico di simulazione complessa del pensiero umano. In queste applicazioni non si insegna a un programma a giocare a scacchi ma a fare – per esempio –  diagnosi mediche. Sapere che le macchine possono fare come e – a volte – meglio di un essere umano può produrre qualche problema, se non altro di autostima. Pensavamo che l’intelligenza fosse solamente umana. La cosa veramente interessante è che l’intelligenza artificiale ci ha fatto vedere che l’uomo è un animale razionale con esigenze non dissimili da quelle di altri mammiferi. Oggi, la tecnologia riesce a simulare la razionalità, ma non riesce a simulare ancora la corporeità.  

I coreani hanno un piano per mettere un robot in casa entro il 2020. I Paesi più vicini a immettere robot domestici sul mercato sono preoccupati della possibilità, che proprio il mercato possa rifiutare un prodotto per mancanza di sicurezza. I più attenti sono la Corea del Sud, la Cina, il Giappone. In questi paesi si parla di Roboetica. Lei è d’accordo sulla Roboetica? 

L’etica è una convenzione come le regole del codice della strada. Non ce ne accorgiamo perché siamo immersi dentro una società che ha già stabilito quelle regole prima che noi nascessimo e quelle regole le sentiamo come inviolabili. Con il coltello si può tagliare il salame o la gola al vicino. Si tratta di definire sistemi di responsabilità civile anche per i robot come per le automobili.

 

L’impertinenza è una dote che i manager nelle aziende dovrebbero sviluppare? Giocando con i titoli di alcuni suoi libri, siamo passati dall’impertinenza all’impenitenza?

Dipende molto dal tipo di azienda e dal tipo di prodotto che si produce in quelle aziende. Certo che se si producono componenti software per armi nucleari, forse sarebbe meglio che quei manager fossero penitenti… Nelle imprese, invece, dove le idee sono il fondamento del business, l’impertinenza può essere una dote per pensare in un modo fuori dagli schemi.

 

Nel suo ultimo libro (“Abbasso Euclide! Il grande racconto della geometria contemporanea” – Mondadori), rimanderebbe Euclide su banchi di scuola. Insieme a chi?

Il pensiero geometrico si è evoluto. La matematica non è il museo egizio, ma materia viva e non si può restare a contemplare i dogmi. Chiunque resti ancorato al passato, dovrebbe tornare sui banchi di scuola a imparare cose nuove.

 

I suoi libri hanno molto successo. Lei è un grande divulgatore scientifico. Lei preferisce tenere in tasca il libro di carta o sfogliare l’e-book?

Continuo ad avere un grande amore per i libri di carta, mi piace sottolinearli con la matita. Preferisco sfogliare le pagine, invece di toccare uno schermo o una tastiera. Uso il computer regolarmente per lavoro, non è possibile più farne a meno. A settembre, esce la mia traduzione in prosa del “De rerum natura” di Lucrezio. Per riuscire a trovare tutte le informazioni necessarie senza Internet avrei dovuto lavorare anni. I computer e la rete sono stumenti indispensabili per la ricerca e lo scambio di informazioni. Per quanto riguarda la lettura sono un po’ retrò. Del resto anche tanti manager che conosco stampano per leggere i documenti dal loro pc. Credo che sia una questione di abitudine generazionale. Molti giovani saltano questo passaggio perché per loro leggere a video è naturale. Ciò che è scritto sulla pietra però è ancora a disposizione dell’umanità anche dopo milioni di anni. I sistemi informatici non sono così affidabili come la pietra.

 

Il rapporto tra generazioni non è una questione solo tecnologica, ma di conoscenza. Pensare a un’alleanza tra generazioni è un’illusione?

Il rapporto o meglio il conflitto tra generazioni è al centro del dibattito. Non credo che ci siano differenze con il passato. Il conflitto fa parte della dialettica tra le generazioni. I giovani sono sempre stati scalpitanti per avere il loro posto nel mondo e i padri sono sempre stati riluttanti a concedere loro spazio. Credo che si tratti di una legge di natura che nessuna forma di partecipazione anche mediata dai social network possa mettere in discussione.

 

Chi sono i responsabili della mancata diffusione della cultura scientifica in Italia?

È vero che a partire da Galilei abbiamo avuto menti eccezionali, ma nessuno di loro ha avuto vita facile e la situazione non è cambiata. Credo che non ci sia mai stata una vera cultura scientifica in Italia che dobbiamo recuperare. Forse, dobbiamo ancora costruirla. In realtà, siamo consumatori di ciò che altri pensano e producono. E quindi non possiamo pretendere neppure di avere uno sviluppo economico diverso. La robotica potrebbe educare alla riunificazione del sapere scientifico e di quello umanistico. Chissà come sarebbe stata l’Italia, se la storia di Olivetti e dell’informatica italiana avesse avuto un epilogo diverso. Siamo un Paese fondato sul vecchio. Il business di Fiat si basa sulle automobili, ma il motore a scoppio per quanto evoluto è una tecnologia dell’Ottocento. Siamo indietro di due secoli. È molto più moderna l’industria della televisione. Non è un caso se in fondo il potere sia passato dagli Agnelli a Silvio Berlusconi. Prima che la Rete sia in grado di rifondare la cultura del Paese ci vorranno ancora un paio di decenni.

 

Qual è il suo rapporto con la tecnologia?

La tecnologia è utile finché non ci impedisce di fare le cose anche senza di essa.

 

Il suo mestiere è insegnare, ma qual è la lezione che ha imparato?

Che insegnare è un po’ come recitare. L’insegnamento è spettacolo. I professori quando entrano in una classe dovrebbero pensare che si trovavo davanti a un pubblico e accettare la sfida di conquistare la sua attenzione, senza paura delle domande. Del resto, l’insegnamento più importante della logica e della scienza moderna è che anche le domande sensate possono non avere risposta.

 

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Quando Silvio Berlusconi salvò i temi di tendenza https://www.datamanager.it/news/quando-silvio-berlusconi-salv-i-temi-di-tendenza41566.html Mon, 27 May 2013 10:24:56 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/05/quando-silvio-berlusconi-salvo-i-temi-di-tendenza/ Silvio Berlusconi, dopo quasi un anno di assenza torna in campo con una pirotecnica conferenza stampa che fa letteralmente esplodere i Temi di Tendenza di Twitter, preservandoli almeno per un giorno dal predominio dei fan di Justin Bieber

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Silvio Berlusconi, dopo quasi un anno di assenza torna in campo con una pirotecnica conferenza stampa che fa letteralmente esplodere i Temi di Tendenza di Twitter, preservandoli almeno per un giorno dal predominio dei fan di Justin Bieber

Illustri manager digitali, un anno addietro per i tipi di Gilda35 scrivevo “Dopo la caduta di King Kong, il mesto twitter”. In  quell’articolo equiparavo l’abbandono della scena politica da parte di Silvio Berlusconi a un malinconico racconto di Philip José Farmer, in cui il mondo doveva fare i conti con l’assenza del Mostro e pertanto del fantastico.

Per la Comunità Online di Twitter l’abbandono della scena politica da parte di Berlusconi è stato un vero e proprio trauma. Per anni ogni settimana influencer e giornalisti tenevano una sorta di fiera del meme e del tema di tendenza all’insegna di qualche surreale esternazione di Silvio Berlusconi, o di qualche grottesca vicenda a lui connessa.

Quando Silvio Belusconi ridusse a zero le proprie dichiarazioni, gli influencer cinguettanti si resero improvvisamente conto quanto aveva dominato l’immaginario della loro generazione. Per trovare argomenti di discussioni iniziarono a fare la biopsia ad ogni mossa dei VIP su Twitter, si lanciarono in insulse risse senza fine, invocarono l’attacco di Anonymous ad ogni problema tecnico dei propri siti, tentarono perfino di fare satira su quei tristi figuri dei formattatori, di Angelino Alfano, della mesta Troika Renzi-Bersani-Vendola, si ridussero a sciacallaggi su ogni calamità naturale disponibile, idearono incomprensibili mobilitazioni…

Insomma eravamo di fronte ad un’orda di influencer sbandati, ormai incapaci di mobilitare l’attenzione pubblica, che inondavano i Temi di Tendenza di spam, flame e gossip…

Così avvenne che le truppe cammellate delle Major dell’intrattenimento si appropriarono in pianta stabile dei Temi di Tendenza. Ormai da mesi tutto era un vociare tra fan delle Pop Star e loro detrattori (i c.d. haters), capaci di monopolizzare completamente i Temi di Tendenza, rendendoli incomprensibili per chiunque abbia più di quindici anni.

La situazione sembrava destinata a peggiorare, con un Silvio Berlusconi che dichiarava che non si sarebbe candidato alle prossime elezioni. La cosa creò un certo sconcerto, nella Community degli ilari burloni di Twitter, tant’è che nascevano anche accorati appelli tipo #FreeSilvio, per convincere l’amato/odiato Leader a non abbandonare la scena.

Poi ieri sabato 28 ottobre 2012 avviene un magistrale colpo di teatro.

Silvio Berlusconi di fronte alla sentenza di condanna per il Processo Mills ha dichiarato di dover nuovamente scendere in campo contro la magistratocrazia, lanciando strali contro una Germania sospesa tra Repubblica di Waimar e Adolf Hitler, facendo tentennare il governo, levandosi innumerevoli sassolini dalla scarpa…

Ovviamente la cosa sui Temi di Tendenza ha avuto mirabolanti ricadute…

I Cinguettanti si sono radunati sotto l’hashtag #ancoraTU, per raccontare in modo divertito il proprio disappunto per il ritorno di “King Kong” in cima all’Empire State Building.

Se analizziamo i dati scopriamo poi qualcosa di veramente sorprendente…

In pratica nella giornata del 27 ottobre abbiamo registrato circa centocinquantamila cinguettii contenenti il nome “Berlusconi”… Tanto per fare un paragone immaginate che in Italia è considerato da record un tema di tendenza che convoglia su di sé diecimila cinguettii…

Insomma, illustri Manager Digitali, pare proprio che il digiuno sia finito. Sembra che Silvio Berlusconi torni a monopolizzare l’attenzione, polarizzando nuovamente il dibattito pubblico e sottraendo i Temi di Tendenza dal monopolio finora detenuto dai fan di Justin Bieber e One Direction.

Mentre la cosa fa tirare un collettivo sospiro di sollievo, sorge spontanea qualche domanda… Ma è possibile che superati i quindici anni non si riesce a non parlare di Silvio Berlusconi? Sembra di vivere nella realtà allucinata di quel libro di Philip K. Dick in cui Palmer Eldritch attraverso una droga otteneva il dominio assoluto dei sogni dell’umanità.

Ci sveglieremo mai dal “Mondo che Silvio creò“?

>> Vedi tutti gli altri articoli della rubrica “Cinguettii” a cura di Giovanni Scrofani

 

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#FarewellAngelino: il mesto addio dei Cinguettanti ad Alfano https://www.datamanager.it/news/nomfup/farewellangelino-il-mesto-addio-dei-cinguettanti-ad-alfano Mon, 27 May 2013 10:05:54 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/05/farewellangelino-il-mesto-addio-dei-cinguettanti-ad-alfano/ Illustri Manager Digitali, il processo di formattazione del Popolo delle Libertà si è positivamente concluso lasciando spazio a sufficienza per reinstallare il sistema operativo Berlusconi 1.0

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Ormai è ufficiale Silvio Berlusconi ha sciolto le proprie riserve interiori e si candiderà alle prossime elezioni come leader della coalizione di Centro-Destra… Ma paradossalmente il tema di tendenza che esplode su Twitter è #farewellangelino… Scopriamo cosa nasconde questo mesto addio ad Angelino Alfano.

Illustri Manager Digitali, il processo di formattazione del Popolo delle Libertà si è positivamente concluso lasciando spazio a sufficienza per reinstallare il sistema operativo Berlusconi 1.0.

Avrete certamente appreso che, dopo il lungo e travagliato percorso interno del maggiore partito di Centro-Destra per un rinnovamento del proprio establishment, Silvio Berlusconi ha rotto ogni indugio e ha annunciato la propria candidatura come leader della coalizione.

Con buona pace dei Formattatori niente primarie, niente consultazioni, manco un sorteggione.

Il Capo è il Capo.

Dopotutto ad Angelino Alfano, per ammissione dello stesso Silvio è sempre mancato quel “quid” per essere un leader credibile.

Su cosa sia questo “quid” di leadership preferisco non indagare…

Ritengo tuttavia interessante notare come ieri nei cinguettii di Twitter non abbia tenuto banco la rentrée Silvio Berlusconi, da sempre nostra iconica fonte di burle e mobilitazioni digitali, bensì l’addio ad Angelino Alfano.

Il tema di tendenza maggiormente politico del 11/12/2012 è stato infatti #FarewellAngelino… Addio Angelino Alfano.

I Cinguettanti, infatti, hanno dedicato parecchi messaggi a salutare il povero Angelino… ad ipotizzare suoi nuovi impegni lavorativi… a cercare di consolarlo per la mancata candidatura a leader del Centro-Destra… a lanciargli un ultimo affettuoso saluto… a lanciargli qualche motteggio, qualche sfottò, qualche ultima estrema pernacchietta…

Tuttavia va notato come #farewellangelino non fosse un tema nuovo tra i cinguettanti… anzi era un vecchio tema già balzato all’attenzione di quelli più attenti alle dinamiche di politica digitale… anzi era un antico tema già balzato all’attenzione dei cultori della satira digitale…

Ma andiamo con ordine…

Scartabellando nella timeline si potrà scoprire come il paziente zero della propagazione di #farewellangelino è l’account twitter di Nomfup, un noto blog collettivo di politica. Per chi, come il sottoscritto, segue i post di Nomfup Farewell Angelino non è un tema nuovo, ma la riproposizione di un loro profetico post di qualche mese addietro… L’articolo di Nomfup è infatti datato 24 marzo 2012 e nel commentare il video del PdL “Gente della Libertà”, ammoniva profeticamente così:

Che il fuoco è concentrato sul “popolo”, sulla “gente”, piuttosto che sul leader. Già, rispetto al precedente Berlusconi quasi scompare, si fa presenza evanescente, impallato da drappi che sventolano, con primi piani sulle mani, quasi mai protagonista del video. La presenza di Angelino Alfano tuttavia, se possibile, è ulteriormente ridotta, con la sola immagine finale, a mo’ di epilogo, che lo vede accanto a Berlusconi che lo incorona. L’impressione, insomma, è che a prezzo di deberlusconizzare l’immagine del partito si sia trovato un compromesso comunicativo che depotenzia virtualmente i leader, che non sancisce un passaggio di testimone e che lascia l’aspirazione e l’evocazione del berlusconismo l’unico framework possibile.

[Nomfup, Farewell Angelino]

Insomma, illustri Manager Digitali tutto chiaro: siamo di fronte a un blog Politico, che giustamente tramite un hashtag rivendica l’avverarsi di una profezia politica lanciata in tempi non sospetti…

Tuttavia, chi come il sottoscritto, è anche un cultore di satira digitale ricorderà che Farewell Angelino è anche un vecchio tema di Spinoza.it lanciato nell’ottobre 2009 all’indomani della bocciatura del Lodo Alfano:

Incostituzionale il lodo Alfano. Facoltativi i caroselli.

Napolitano: “Sto dalla parte della Costituzione”. Facile ora salire sul carro del vincitore.

Bocciato il lodo Alfano. Renzo Bossi è meno solo.

Bocciato il lodo Alfano. Ad Hammamet stanno già dando aria alle stanze.

Bocciato il lodo Alfano. Le prossime grandi opere saranno soprattutto tunnel.

Bocciato il lodo Alfano. Ma senza dubbio ci riproverà il prossimo anno.

Bocciato il lodo Alfano. La notizia è talmente grossa che persino il Tg1 ha dovuto darla.

Bocciato il lodo Alfano. Nonostante avesse dietro un Gran Maestro.

Bocciato il lodo Alfano: farla franca tornerà a essere solo una questione di soldi.

[Spinoza, Farewell Angelino]

Così il Farewell Angelino acquisisce ulteriormente lo spessore di una sorta di digitale versione del Ciclo dei Vinti di Giuseppe Verga… Angelino Alfano diventa un curioso personaggio giovane, preparato e sobrio che potenzialmente potrebbe diventare il nuovo leader del Centro-Destra… E che invece ciclicamente viene schiacciato dagli eventi e ricondotto in disparte…

E’ la terza volta che i Cinguettanti dicono addio ad Angelino Alfano… Inizio a chiedermi quando sarà la prossima.

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Berlusconi e le olgettine nel bagagliaio, la replica di Ford https://www.datamanager.it/news/berlusconi-e-le-olgettine-nel-bagagliaio-la-replica-di-ford-45407.html Fri, 22 Mar 2013 15:00:13 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/03/berlusconi-e-le-olgettine-nel-bagagliaio-la-replica-di-ford/ Un’agenzia pubblicitaria indiana ha rappresentato Silvio Berlusconi mentre tiene rinchiuse e legate nel bagagliaio le protagoniste del processo Ruby. Ford afferma che l’immagine non era destinata ad uso pubblicitario e l’ha definita di “cattivo gusto e contraria agli standard di professionalità e decenza”

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Un’agenzia pubblicitaria indiana ha rappresentato Silvio Berlusconi mentre tiene rinchiuse e legate nel bagagliaio le protagoniste del processo Ruby. Ford afferma che l’immagine non era destinata ad uso pubblicitario e l’ha definita di “cattivo gusto e contraria agli standard di professionalità e decenza”

Un’agenzia pubblicitaria di Nuova Delhi, la JWT, ha diffuso in Rete le foto di una presunta campagna pubblicitaria che riguarda la nuova Ford Figo in commercio in India. Il claim punta sulla capienza del bagagliaio ma il modo in cui questo concetto è stato rappresentato non sarà sicuramente piaciuto all’ex Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.

Berlusconi rapisce Ruby e compagne

Nell’immagine si vede Berlusconi alla guida di una Ford Figo e nel bagagliaio aperto sono poste tre delle protagoniste del Bunga Bunga: Nicole Minetti, Ruby Rubacuori e Barbara Guerra. Le tre olgettine sono vestite in abiti succinti e oltre a essere legate ai polsi con una corda, portano tutte un Gag, un bavaglio tipicamente utilizzato nelle pratiche sadomaso. “Lasciatevi le preoccupazioni alle spalle grazie al bagagliaio extra-large della nuova Figo”, recita lo slogan. Alla campagna appartengono altre due immagini dello stesso tipo. In una alla guida della Figo è rappresentato Michael Schumacher mentre nel bagagliaio sono posti Sebastian Vettel, Fernando Alonso e Louis Hamilton. Nella seconda è Paris Hilton ad aver rapito e imbavagliato le tre sorelle Kardashian.

La replica di Ford

Dopo che l’immagine è diventata virale, è arrivata la replica del Gruppo WPP (Agenzie Partner di Ford): “Siamo profondamente rammaricati della pubblicazione di immagini di cattivo gusto e contrarie agli standard di professionalità e decenza del Gruppo WPP. Tali immagini non erano destinate alla pubblicazione all’interno di campagne pubblicitarie e non avrebbero mai dovuto essere state realizzate, né tantomeno diffuse in Rete. Quanto accaduto è il risultato di azioni individuali eseguite al di fuori dell’opportuno controllo, e sono già state attivate, internamente all’agenzia dove chi ha eseguito queste azioni lavora, le opportune misure per rispondere a quanto accaduto”.

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Berlusconi: restituirò l’IMU. La Rete si infervora https://www.datamanager.it/news/berlusconi-restituir-limu-la-rete-si-infervora-43994.html Mon, 04 Feb 2013 16:37:09 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/02/berlusconi-restituiro-limu-la-rete-si-infervora/ La “proposta shock” avanzata ieri mattina da Silvio Berlusconi di restituire agli italiani l'IMU pagato nel corso del 2012 ha fatto registrare il più alto picco di commenti sui social media nella settimana appena trascorsa. Le menzioni del nome del Cavaliere, rilevate da Polismeter, sono raddoppiate arrivando a circa 60.000, ossia il 46% di tutte quelle riguardanti la politica

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La “proposta shock” avanzata ieri mattina da Silvio Berlusconi di restituire agli italiani l’IMU pagato nel corso del 2012 ha fatto registrare il più alto picco di commenti sui social media nella settimana appena trascorsa. Le menzioni del nome del Cavaliere, rilevate da Polismeter, sono raddoppiate arrivando a circa 60.000, ossia il 46% di tutte quelle riguardanti la politica

Immediatamente dopo l’annuncio della restituzione dell’IMU, in rete è scattata l’ironia con migliaia di tweet canzonatori, tra questi 5.831 etichettati con l’hashtag #propostashock e 1.109 con #propostasciocc. Specularmente i sostenitori di Berlusconi hanno fatto rimbalzare sui social network il post di annuncio di Berlusconi su Facebook che ha ottenuto 11.463 reazioni (like, commenti, condivisioni).

La campagna elettorale si fa sul web

Al di là dell’uscita del Cavaliere, la settimana che ci siamo lasciati alle spalle è stata quella che ha segnato il vero inizio della campagna elettorale a giudicare dal volume delle conversazioni rilevate in rete da PolisMeter.it, il portale interattivo creato da Blogmeter. Circa 705.000 le conversazioni negli ultimi sette giorni (+173% rispetto allo stesso periodo precedente), provenienti da 233.233 autori (+112%).

Un segnale che testimonia un forte aumento della partecipazione politica sul web. Diversi i momenti di maggior animazione: le dichiarazioni di Berlusconi su Mussolini, la vicenda MPS, le ipotesi di Monti sulla scuola, il comizio del duo Bersani-Renzi. Sino alla “proposta shock” di ieri, che come detto, ha innescato il più corposo buzz in rete della settimana.

In foto una delle tante rivisitazioni ironiche della campagna elettorale sui social network

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