Software AG – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Wed, 06 Dec 2023 15:53:18 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png Software AG – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Dal fisico al virtuale https://www.datamanager.it/2023/12/dal-fisico-al-virtuale/ Mon, 11 Dec 2023 08:00:01 +0000 https://www.datamanager.it/?p=232895 Software AG libera le imprese del Made in Italy dalla complessità Le imprese del Made in Italy sono al lavoro per ricomporre i modelli di business e ridisegnare i processi. L’obiettivo di Software AG è guidare questa trasformazione, riducendo la complessità dell’integrazione. «Siamo a un tipping-point che interroga insieme tecnologia e modelli produttivi. La filosofia di […]

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Software AG libera le imprese del Made in Italy dalla complessità

Le imprese del Made in Italy sono al lavoro per ricomporre i modelli di business e ridisegnare i processi. L’obiettivo di Software AG è guidare questa trasformazione, riducendo la complessità dell’integrazione. «Siamo a un tipping-point che interroga insieme tecnologia e modelli produttivi. La filosofia di Software AG poggia sul principio che non si governa ciò che non si conosce» – spiega il country manager and sales director Francesco Paladini. «Attraverso le nostre soluzioni, puntiamo a creare all’interno dell’azienda un solido “backbone” informativo, un fondamento infrastrutturale in grado di liberare i dati dall’isolamento dei tradizionali silos aziendali. Questi silos, spesso indipendenti e incapaci di comunicare tra loro, diventano così parte di un flusso continuo di informazioni grazie alle soluzioni di integrazione di Software AG. Dopo, l’azienda può estrarre questi dati non solo attraverso le nostre soluzioni, ma anche sfruttando quelle dei nostri partner e dei fornitori esterni. Questa sinergia non solo genera valore, ma semplifica il processo decisionale, favorendo una trasformazione digitale più efficace». L’approccio delineato da Paladini si propone di rompere le barriere informative e consentire alle aziende di trarre il massimo beneficio dalla ricchezza di dati a disposizione per vedere, agire e crescere con agilità, ma anche per monitorare e misurare i parametri di sostenibilità.

«Sugli aspetti legati all’ESG, ci impegniamo non solo a mettere a disposizione gli strumenti necessari, ma collaboriamo anche con partner specializzati per sviluppare soluzioni verticali mirate e offrire un supporto personalizzato di alto livello» – aggiunge Enrico Manzoni, partner account manager di Software AG. Le soluzioni Software AG sono uno strumento fondamentale per la business & data transformation. «Grazie a queste soluzioni – riprende Paladini – offriamo supporto alle aziende nel corso del processo di digitalizzazione, con un focus particolare sulla trasformazione di business. Una volta che tutti i dati sono disponibili, Software AG elabora i dati e li converte in informazioni utili». Un ecosistema ben organizzato di partner permette al cliente di avere a disposizione l’intera gamma delle tecnologie in ogni momento, con le competenze necessarie per sfruttarle al meglio. Questo ecosistema porta valore in due modi distinti. Da un lato, c’è la collaborazione tecnologica con i fornitori di data lake. Dall’altro lato, c’è la collaborazione con i provider che hanno competenze specifiche nell’interpretare il valore dei dati nei vari settori di mercato. «L’idea centrale – spiega Manzoni – è che gestire efficacemente un processo aziendale diventa estremamente difficile senza la conoscenza dei dati che lo alimentano. La comprensione approfondita dei dati è cruciale per affrontare le sfide legate alla gestione dei processi aziendali».


LA NUOVA FRONTIERA

Software AG annovera diverse referenze in Italia. «Una delle banche italiane più importanti ha implementato le nostre soluzioni con l’obiettivo di consolidare i sistemi, procedendo alla chiusura di un data center e conseguendo significativi risparmi. Un’altra azienda molto nota utilizza Aris per accelerare il processo di onboarding di nuovi collaboratori» – spiega Paladini. «Durante la pandemia, molti clienti nel settore Fashion hanno affidato alla nostra tecnologia la transizione dal punto vendita fisico alle vendite tramite i marketplace, integrando i sistemi in modo sinergico. Il periodo pandemico ha accelerato la trasformazione dei processi da fisici a virtuali» – afferma Manzoni. «I paradigmi di integrazione e sviluppo di Software AG rappresentano la nuova frontiera anche per il settore manifatturiero».

 

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WeChangeIT Forum, l’intervento di Francesco Paladini, Software AG – VIDEO https://www.datamanager.it/2023/10/wechangeit-forum-lintervento-di-francesco-paladini-software-ag-video/ Mon, 16 Oct 2023 16:00:09 +0000 https://www.datamanager.it/?p=231588 Francesco Paladini, Country Manager and Sales Director di Software AG, interviene a WeChangeIT Forum 2023 Il resoconto completo dell’evento a questo link https://www.datamanager.it/category/wechangeit-forum/ Gli aggiornamenti sulle prossime edizioni qui https://www.wechangeit.it/

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Francesco Paladini, Country Manager and Sales Director di Software AG, interviene a WeChangeIT Forum 2023

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SIAE trasforma la gestione dei processi interni con ARIS https://www.datamanager.it/2023/03/siae-trasforma-la-gestione-dei-processi-interni-con-aris/ Wed, 08 Mar 2023 11:00:59 +0000 https://www.datamanager.it/?p=225459 Mappatura dei processi e repository unico per mantenere allineate strategia e operations grazie alla piattaforma di analisi e gestione di Software AG e alla consulenza di GN Techonomy, azienda di Impresoft Group La società Italiana degli autori ed editori, che tutti conosciamo come SIAE, nasce il 23 aprile 1882. Sin dall’inizio, ha puntato a proteggere […]

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Mappatura dei processi e repository unico per mantenere allineate strategia e operations grazie alla piattaforma di analisi e gestione di Software AG e alla consulenza di GN Techonomy, azienda di Impresoft Group

La società Italiana degli autori ed editori, che tutti conosciamo come SIAE, nasce il 23 aprile 1882. Sin dall’inizio, ha puntato a proteggere e promuovere la creatività, partecipando alla crescita dell’industria culturale del Paese. Come ente senza scopo di lucro, e grazie ad accordi di reciproca rappresentanza con 178 società di autori a livello globale, il suo obiettivo principale è la tutela del diritto d’autore a 360 gradi a beneficio degli oltre 100mila associati e mandanti, a fronte dell’amministrazione di oltre 62 milioni di opere italiane e internazionali. La storia della SIAE ha inizio a Palazzo Pullè, oggi Palazzo Ponti, un edificio situato nel centro di Milano, in via Brera 19, per rispondere all’esigenza di garanzie a protezione delle opere e del giusto compenso degli autori, temi ancora di stringente attualità nel contesto della trasforma digitale – come racconta a Data Manager – Roberta Telesca, director of Education, Organization & Processes di SIAE.

LA DIGITALIZZAZIONE DEI PROCESSI

All’arrivo di Roberta Telesca in SIAE, quasi sette anni fa, l’implementazione della metodologia di business process management (BPM) non aveva ancora raggiunto un grado di maturità adeguato e non era supportata da una soluzione tecnologica comune alle varie direzioni, in grado di aggregare e sfruttare lo storico dei dati. «La definizione, l’analisi e il monitoraggio dei processi aziendali – spiega Roberta Telesca – erano attività realizzate in modo isolato. Il basso livello di coordinamento e integrazione a livello funzionale oltre a penalizzare la capacità di gestione, costituiva un freno al processo di change management intrapreso dalla società». Da qui, l’esigenza di dare vita a un progetto che ha portato alla creazione di un centro di competenza interno e all’adozione di una metodologia di standardizzazione dei disegni organizzativi e dei processi che ha permesso a SIAE di avere un linguaggio comune, comprensibile e di facile consultazione, per la schematizzazione delle informazioni. Con la consulenza di GN Techonomy azienda di Impresoft Group, player di riferimento nel mercato IT che unisce imprese innovative e complementari con l’ambizione di aiutare le aziende nel realizzare con successo il loro percorso di trasformazione digitale, e il supporto del sistema ARIS di Software AG (www.softwareag.com), SIAE ha creato un modello relazionale, basato su una metodologia personalizzata. «ARIS ha permesso di raggiungere risultati straordinari in termini di mappatura dei processi aziendali e contribuito alla crescita di cultura di processo nelle varie direzioni. La creazione di un repository unico di processi, procedure, sistemi e normative, oltre a creare un asset digitale di conoscenza aziendale, consente l’estrazione delle informazioni e la realizzazione di report, nonché la visualizzazione semplificata della documentazione di processo attraverso un unico portale, ARIS Connect».


#BPM #SIAE trasforma la gestione dei processi interni grazie alla piattaforma #ARIS di @SoftwareAG_IT
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CONTROLLO E GESTIONE DELLE PROCEDURE

«Nel corso del progetto – continua Roberta Telesca – abbiamo aperto il modello di repository ad altre viste architetturali al fine di garantire una vista comune e un costante allineamento tra le Divisioni/Direzioni e il CIO. In particolare, ci siamo concentrati sulla Business Service Architecture, sulla mappa degli stakeholder, ampliando alle aree di audit, risk management e compliance. Infine, la nostra attenzione si è focalizzata sulla costruzione di una architettura applicativa a supporto dei processi. In questo momento è in corso un task di sviluppo sulla mappatura dei KPI aziendali per il monitoraggio continuo delle performance di processo in chiave strategica». Il progetto oltre a raggiungere i risultati citati ha consentito di sviluppare nell’organizzazione una cultura di processo, supportata dalla realizzazione di video ad hoc, da training e dalla condivisione delle informazioni con la popolazione target. «Un ulteriore passo avanti, è stato realizzato grazie all’introduzione della filosofia Lean Six Sigma – spiega Roberta Telesca – che ha come obiettivo l’incremento della performance attraverso la misurazione dei processi, l’impiego di metodi quantitativi e statistici e l’eliminazione degli sprechi». La modellazione delle procedure e il loro continuo aggiornamento sono stati di fondamentale importanza anche per supportare il sistema procedurale adottato da SIAE anche nella prevenzione del rischio potenziale di commissione di reati. Infine, il progetto ha assicurato la tracciabilità e la formalizzazione dei processi aziendali, garantendo la costante evoluzione e l’innovazione dei processi come leva per la realizzazione della strategia aziendale. «Per SIAE – conclude Roberta Telesca – è stato finalmente possibile gestire la costante evoluzione e innovazione dei processi come leva per la realizzazione della strategia aziendale e definire, in ottica di miglioramento continuo, nuovi modelli di riferimento orientati ad una maggiore digitalizzazione, al fine di ottimizzare l’efficienza operativa, la trasparenza e la competitività di SIAE».

 

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Ci sono delle soluzioni che portano al successo https://www.datamanager.it/2022/12/ci-sono-delle-soluzioni-che-portano-al-successo/ Wed, 14 Dec 2022 07:45:43 +0000 https://www.datamanager.it/?p=223348 Software AG accelera la digitalizzazione delle imprese con un percorso in tre tappe Le imprese sono come le persone, reagiscono all’incertezza bloccando o ritardando piani o investimenti già definiti. La fiducia può fare però la differenza nella pianificazione perché, come sostiene Francesco Paladini, country manager di Software AG in Italia: «Vivendo in un mercato altamente […]

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Software AG accelera la digitalizzazione delle imprese con un percorso in tre tappe

Le imprese sono come le persone, reagiscono all’incertezza bloccando o ritardando piani o investimenti già definiti. La fiducia può fare però la differenza nella pianificazione perché, come sostiene Francesco Paladini, country manager di Software AG in Italia: «Vivendo in un mercato altamente competitivo in tutti i settori, anche se la situazione macroeconomica è incerta, le aziende non possono astenersi dal continuare a innovare, altrimenti alla ripresa del mercato avranno perso terreno rispetto a chi ha continuato a investire. La fiducia che può fornire Software AG, presente da 54 anni sul mercato IT, può quindi essere determinante per accelerare i progetti di digitalizzazione, mitigando i rischi che possono derivare da un nuovo progetto senza storia pregressa o anche da un semplice cambiamento».

In che modo si può aiutare le imprese a definire una strategia corretta di trasformazione digitale? «Mensilmente incontriamo persone di decine di aziende che dichiarano di voler attuare dei progetti di digital transformation» – racconta Paladini. «Tutte sono curiose di ascoltare i nostri consigli e appaiono desiderose di capire in che modo aziende simili alla loro hanno risolto problemi simili ai loro. Molte ci chiedono anche di poter testare la nostra tecnologia attraverso un proof of value. Poi però succede che la maggior parte, nonostante il successo della prova del valore e gli indicatori che confermano la validità del progetto, rimangono mesi e mesi in un limbo, senza decidere di fare il salto ed entrare in produzione. Noi riteniamo che questo comportamento sia il sintomo della mancanza di un fondamentale passaggio all’inizio del percorso, un passaggio importante al punto da pregiudicarne il successo sul nascere. Secondo noi, la giusta strategia è think big, con il management che deve mettere a fuoco gli obiettivi senza curarsi in questa fase di costi e risorse. Il secondo passaggio è start small e qui si approcciano casi reali, si ha la possibilità di comprendere le problematiche, di sbagliare ma anche di correggere gli errori velocemente. Solo a questo punto si può passare al grow fast, dove, con ben chiaro il punto di arrivo e con la prova che la soluzione è vincente, si può estendere con rapidità il progetto in tutti i casi d’uso che portano al successo finale».


SEMPLIFICARE LA DATA INTEGRATION

I dipartimenti IT delle aziende si trovano a dover gestire il patrimonio dell’azienda, i dati, all’interno di veri e propri silos che non comunicano tra di loro e che, di conseguenza, non possono risultare utili al management nel prendere decisioni strategiche per il futuro dell’organizzazione. Software AG, con le sue soluzioni di data integration, si prefigge di aiutare i clienti a semplificare queste infrastrutture, prima di tutto liberando i dati dai silos e rendendoli tutti contemporaneamente disponibili, normalizzati e omogenei. Una volta disponibili, i dati potranno essere elaborati con le soluzioni di real time analytics e intelligenza artificiale di Software AG, per convertirli in valore per le decisioni del management. Una piattaforma di business transformation può essere la soluzione per gestire i processi, condividerli in azienda e studiare in modo sinergico la mutazione dei processi stessi, garantendo anche all’IT la congruenza delle architetture e del portafoglio applicativo.

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Software AG e il valore dell’integrazione dei dati https://www.datamanager.it/2022/11/software-ag-e-il-valore-dellintegrazione-dei-dati/ Mon, 07 Nov 2022 15:00:11 +0000 https://www.datamanager.it/?p=222451 Soluzioni low-code e un ecosistema di oltre 400 partner aiutano i clienti del provider tedesco a innovare i processi partendo dal tassello fondamentale della data integration Un obiettivo cardine per i provider tecnologici software è oggi quello di offrire soluzioni che permettano di trasformare i dati in valore. Il che non è semplice da realizzare, […]

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Soluzioni low-code e un ecosistema di oltre 400 partner aiutano i clienti del provider tedesco a innovare i processi partendo dal tassello fondamentale della data integration

Un obiettivo cardine per i provider tecnologici software è oggi quello di offrire soluzioni che permettano di trasformare i dati in valore. Il che non è semplice da realizzare, soprattutto quando le imprese generano dati eterogenei di ogni tipo, racchiusi nei silos delle applicazioni che li producono e non correlati tra di loro, per cui privi di quella “intelligenza” di fondo che li rende traducibili in valore concreto.

Software AG si colloca tra le imprese del settore tecnologico più impegnate nella ricerca di soluzioni che massimizzano il valore reale che si nasconde dietro il dato “grezzo”, quello che si ottiene dal campo, dalle macchine industriali, dai sensori, dalle infrastrutture presenti in fabbrica, il cosiddetto IIoT. «Una mole di dati non strutturati in input che possono essere normalizzati, elaborati da soluzioni di data analytics e convertiti in valore affinché il management possa attuare una trasformazione dei modelli di business aziendali» – afferma Francesco Paladini, country manager di Software AG Italia.

PARTNER COMMUNITY AL SERVIZIO DEL CLIENTE

La società, fondata nel 1969 con sede in Germania, collabora attualmente con oltre 400 partner a livello mondiale che insieme formano una vera community di sviluppatori al servizio di aziende di tutti i settori. «L’idea è quella di offrire un servizio a 360 gradi che permetta al nostro cliente di affidarsi a un unico interlocutore per mettere in campo un progetto anche quando questo necessita di incrociare informazioni differenti che ricadono in ambiti diversi, dal tecnologico al legal» – sottolinea Enrico Manzoni, partner account manager di Software AG Italia. «Accompagnare un’azienda in un percorso di customer experience, ad esempio, significa inserirla all’interno di un circolo virtuoso che la porti a conoscere e comprendere i dati che crea, sapere quali e come di essi gestisce e quali informazioni servono nei processi, a loro volta sconosciuti e spesso slegati».

Non di rado, le aziende si affidano a provider diversi per gestire singole attività. Uno scenario che crea colli di bottiglia e ostacola la visione olistica del business journey. «L’integrazione è un abilitatore di innovazione perché consente di semplificare la messa in opera di un progetto senza tralasciare alcun aspetto legato all’organizzazione aziendale» – continua Paladini. «Per questo motivo, quando forniamo a un cliente una soluzione per un aspetto specifico diventa interessante per lui proseguire con tutto il resto, così da risolvere le necessità contingenti ma anche anticipare quelle future».

Enrico Manzoni, partner account manager di Software AG Italia

UN VADEMECUM PER L’INNOVAZIONE

Con la pandemia, l’innovazione tecnologica è diventata ancora più importante per le aziende di tutti i settori. La vera innovazione però non va d’accordo con una precipitosa corsa alla digitalizzazione. È possibile individuare un vademecum delle cose corrette da fare? Secondo Paladini sì. «Il primo passo per noi è think big e in sostanza significa che, prima di pensare alle soluzioni da adottare, il management deve mettere a fuoco l’obiettivo finale e il tipo di trasformazione da attuare. Poi viene start small, ossia cominciare da un numero contenuto di casi per poter capire anche gli errori da evitare. Infine, c’è grow fast, perché compiuti correttamente i primi due passi il progetto può crescere velocemente. Nel mezzo di tutto questo, però, fa capolino un punto chiave: se i decisori non hanno le idee chiare non c’è tecnologia che possa portare vera innovazione nei processi e beneficio per il business».

L’adozione di soluzioni low-code e no-code permette di approcciare velocemente il cambiamento. «La pandemia ci ha dimostrato che la trasformazione è possibile e necessaria per svecchiare metodi e modelli e avere una visione più ampia del business» – aggiunge Manzoni. «Un ecosistema ben organizzato di partner permette al cliente di avere a disposizione l’intera gamma delle tecnologie in ogni momento, con le competenze necessarie per sfruttarle al meglio». Tutto questo mentre i fondi del PNRR danno grande rilevanza all’innovazione tecnologica. «Con l’aiuto dell’Unione Europea, le opportunità si ampliano per tutte le aziende e anche per la Pubblica amministrazione, che possono utilizzare al meglio la tecnologia per puntare al futuro» – conclude Manzoni.

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GO, principale operatore Telco di Malta, sceglie Cumulocity IoT di Software AG https://www.datamanager.it/2022/01/go-principale-operatore-telco-di-malta-sceglie-cumulocity-iot-di-software-ag/ Fri, 14 Jan 2022 10:43:26 +0000 https://www.datamanager.it/?p=215776 Il progetto permetterà all’azienda di offrire nuove soluzioni e servizi di valore al mercato enterprise Software AG e GO, primo operatore di telecomunicazioni a Malta, annunciano di aver stretto una partnership grazie alla quale GO fornirà ai propri clienti enterprise soluzioni e servizi a valore aggiunto. Il progetto arricchisce la pura connettività con un’offerta di soluzioni […]

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Il progetto permetterà all’azienda di offrire nuove soluzioni e servizi di valore al mercato enterprise

Software AG e GO, primo operatore di telecomunicazioni a Malta, annunciano di aver stretto una partnership grazie alla quale GO fornirà ai propri clienti enterprise soluzioni e servizi a valore aggiunto.

Il progetto arricchisce la pura connettività con un’offerta di soluzioni end-to-end complete di piattaforma, connettività e dispositivi. Grazie a Cumulocity IoT di Software AG, la piattaforma IoT costruita originariamente per il mondo telco, GO realizzerà diversi use-case per i propri clienti, a partire dall’Asset Tracking. Cumulocity è una piattaforma multi-tenant e aperta che offre potenti funzionalità di device management supportando molteplici tipologie di connettività e protocolli.

Alla piattaforma IoT, GO ha affiancato anche la soluzione di integrazione webMethods.io, che fornisce più di 300 connettori per l’integrazione agile cloud to cloud di piattaforme di terze parti.

Giulio Ballarini, Sales VP e Country Manager di Software AG Italia, afferma: “Siamo lieti di collaborare con GO nella creazione di soluzioni IoT innovative a supporto di nuovi modelli di business ad alto valore. Grazie alla tecnologia in cloud di Software AG, GO è in grado di accelerare il lancio sul mercato di nuove offerte IoT con soluzioni di Asset Tracking, Building Management, Smart City fra le altre. Gli strumenti di sviluppo self-service e di integrazione low code verso 300+ applicazioni SaaS, danno a GO la possibilità di offrire servizi innovativi, soluzioni personalizzate e ad alto valore ai propri clienti.”

“Come fornitore leader di telecomunicazioni a Malta, GO espande costantemente in modo innovativo la sua offerta di servizi, fornendo al contempo le migliori soluzioni ai nostri clienti. Constatiamo che i nostri clienti business cercano sempre più di sfruttare la potenza dei dati attraverso soluzioni IoT per migliorare l’efficienza operativa, ridurre i costi e creare nuovi modelli di business. Attraverso questa partnership, GO accelererà la sua visione per fornire le migliori soluzioni IoT end-to-end al mercato maltese e oltre. GO sfrutterà anche la flessibilità della piattaforma Cumulocity IoT per offrire soluzioni IoT ad-hoc ai nostri clienti che operano in vari settori verticali e che hanno esigenze specifiche. Siamo fermamente convinti che attraverso questa collaborazione, forniremo ai nostri clienti un’offerta IoT unica, sicura e scalabile nel nostro mercato” afferma Arthur Azzopardi, Chief GO Business.

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Alleantia e Software AG creano la soluzione di Industrial IoT nativamente integrata con il Business https://www.datamanager.it/2021/12/alleantia-e-software-ag-creano-la-soluzione-di-industrial-iot-nativamente-integrata-con-il-business/ Tue, 14 Dec 2021 10:00:17 +0000 https://www.datamanager.it/?p=215148 Software AG e Alleantia, leader per le sue soluzioni software plug & play applicate all’Industrial Internet of Things (IIoT), annunciano una nuova collaborazione attraverso la quale forniranno una soluzione nativamente integrata, low code e plug and play per collegare qualsiasi macchina industriale e impianto di produzione alla piattaforma Cumulocity IoT e alle sue applicazioni IoT. Grazie […]

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Software AG e Alleantia, leader per le sue soluzioni software plug & play applicate all’Industrial Internet of Things (IIoT), annunciano una nuova collaborazione attraverso la quale forniranno una soluzione nativamente integrata, low code e plug and play per collegare qualsiasi macchina industriale e impianto di produzione alla piattaforma Cumulocity IoT e alle sue applicazioni IoT.

Grazie ad Alleantia ISC, valutato come il miglior software IoT industriale sul mercato, è possibile aggiungere nuovi dispositivi e protocolli agli ecosistemi IoT con facilità, potendo quindi utilizzare subito tutti gli strumenti self service di Cumulocity IoT di Software AG, la piattaforma IoT nominata come un Leader dai principali analisti, per fornire nuovi servizi abilitati dall’IoT, sviluppare nuovi flussi di reddito e migliorare la competitività dell’azienda.

La proposta congiunta fornisce strumenti self-service modulari e integrati per supportare qualsiasi progetto di Industrial IoT e Industria 4.0: dalla gestione remota e il monitoraggio basato su analytics come il condition monitoring, l’analisi delle serie temporali, al Machine Learning, all’integrazione di OT e sistemi aziendali, fino a costruire nuove applicazioni innovative che sfruttano dati IoT e degli applicativi aziendali, completamente integrati.

La piattaforma Cumulocity IoT di Software AG fornisce anche un ottimo strumento di integrazione, che offre 300+ connettori e un ambiente di sviluppo low code per integrare completamente la soluzione IoT con qualsiasi piattaforma IT. Il gateway Alleantia assicura il massimo livello di integrazione in qualsiasi impianto di produzione, sfruttando la sua libreria di 5000+ driver, 40+ protocolli industriali, i tools di creazione drivers e di gestione di reti IoT, e la sua architettura multivendor e multi-OS.  On prem, in cloud, ovunque.

Antonio Conati Barbaro, COO di Alleantia, dichiara: “Siamo molto soddisfatti della collaborazione che stiamo realizzando con Software AG che ha sposato pienamente la nostra strategia zero-coding e plug&play per la realizzazione della digitalizzazione dell’industrie. La soluzione congiunta permette, alle aziende, di sfruttare efficacemente e velocemente i dati di produzione e funzionamento delle macchine, come di tutti gli impianti, insieme ai dati aziendali di clienti, ordini, processi, fatturato, per potenziare le capacità produttive, innovare i processi di business e aumentare, sostanzialmente, la propria competitività”.

Enrico Manzoni, Responsabile delle Alleanze e delle Partnership in Software AG Italia sottolinea: “Questo accordo conferma il valore di PartnerConnect, il nuovo programma di alleanze di Software AG. Quella con Alleantia è per noi una partnership importante per aiutare le aziende italiane, e non solo, nel percorso di digitalizzazione e automazione avvicinando in modo veloce e semplice il mondo IT e il mondo OT. Grazie a questo accordo accorceremo i tempi per introdurre nuovi modelli di business, come la servitizzazione dove è fondamentale poter cambiare le soluzioni in tempi molto rapidi.”

Alleantia e Cumulocity permettono di implementare soluzioni IoT in modo trasparente rispetto ai dispositivi e alle infrastrutture, la soluzione può essere implementata on premise, in cloud o in modo distribuito. Un’architettura distribuita garantisce il massimo valore dalla raccolta dei dati e dall’esecuzione di real-time analytics sull’edge per risposte immediate, e fa leva su una piattaforma cloud IoT per la gestione dei dispositivi, la raccolta dei dati e l’integrazione con le piattaforme IT.

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I sette “must have” che gli utenti cercano in una piattaforma IoT https://www.datamanager.it/2021/11/i-sette-must-have-che-gli-utenti-cercano-in-una-piattaforma-iot/ Mon, 15 Nov 2021 09:28:18 +0000 https://www.datamanager.it/?p=214170 Uno studio commissionato a Forrester Consulting sul “Total Economic Impact” della piattaforma Cumulocity IoT di Software AG mostra che gli acquirenti alla ricerca di una piattaforma IoT puntano su requisiti molto specifici Gli utenti dell’Internet of Things vogliono il massimo: una piattaforma in grado di accompagnare ogni loro passo nel ciclo di sviluppo dell’IoT. E […]

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Uno studio commissionato a Forrester Consulting sul “Total Economic Impact” della piattaforma Cumulocity IoT di Software AG mostra che gli acquirenti alla ricerca di una piattaforma IoT puntano su requisiti molto specifici

Gli utenti dell’Internet of Things vogliono il massimo: una piattaforma in grado di accompagnare ogni loro passo nel ciclo di sviluppo dell’IoT. E sembra che siano proprio le piattaforme con queste caratteristiche a offrire i maggiori vantaggi.

Stando a uno studio commissionato a Forrester Consulting sul “Total Economic Impact” della piattaforma IoT Cumulocity di Software AG, gli acquirenti alla ricerca di una piattaforma IoT hanno in mente dei requisiti molto specifici – sette, per essere precisi.

Il report, basato su interviste effettuate fra i clienti di Software AG, ha rivelato che sono sette gli aspetti a cui gli utenti IoT non vogliono assolutamente rinunciare per le loro piattaforme. Di seguito una sintesi di quanto emerso.

1.Accesso con minima difficoltà tecnica

Gli intervistati hanno dichiarato che le loro aziende desiderano una piattaforma sì tecnicamente sofisticata, ma semplice da usare, in grado di testare nuove idee e affrontare proofs of concept (PoCs). Quanto ai dispositivi smart, un requisito essenziale è la possibilità, per i clienti, di ottenere servizi in modo intuitivo, senza dover disporre di competenze pratiche specifiche per il software in uso.

2.Possibilità di rebranding

I service provider e i produttori di dispositivi smart, in particolare, utilizzano le piattaforme IoT per elargire una vasta gamma di prestazioni ai loro clienti. La possibilità di vendere tali servizi sotto il loro marchio è la chiave per trarre il massimo dalla loro brand equity.

3.Bilanciamento dei costi in base all’uso

Le aziende vogliono una piattaforma IoT che possa crescere insieme a loro e che consenta di ampliare le loro offerte con il passare del tempo, al fine di servire al meglio i loro clienti. E poiché i clienti fruiscono gradualmente di servizi e prodotti, è importante che i costi vengano bilanciati all’aumento dell’utilizzo.

4.Aggiunta semplice di nuovi dispositivi e protocolli

Gli intervistati hanno affermato di desiderare una piattaforma in cui sia facile aggiungere nuove tipologie di hardware senza troppi sforzi. Questo aspetto è particolarmente importante per le aziende che integrano di frequente nuovi dispositivi come parte del loro impegno professionale e prestazionale verso i clienti.

5.Scalabilità & multi-tenancy

Gli utenti vogliono una piattaforma che sia in grado di supportare più progetti e programmi contemporaneamente. I service provider IoT ritengono che la multi-tenancy sia un requisito fondamentale per poter gestire centinaia o migliaia di clienti. Per esempio, nel progetto di una smart city, è necessaria un’architettura multi-tenant, giacché ogni singolo ente lavora per sviluppare soluzioni e tutte fanno capo a un singolo tenant principale.

6.Portabilità & flessibilità

Gli intervistati mirano a disporre di una piattaforma che sia in grado di supportare un’ampia gamma di dispositivi, in ambienti distribuiti. Gli utenti, inoltre, desiderano un gran numero di opzioni per il deployment, che includano architetture basate su container, più ambienti cloud, data center presso i clienti, e/o una serie di dispositivi hardware edge all’avanguardia.

7.Analisi e dashboard

Alcune aziende vogliono una piattaforma con dashboard sofisticate e pronte all’uso, destinate al monitoraggio dei dispositivi. Secondo altre, è importante avere una configurabilità massima delle dashboard, poiché spesso si trovano a personalizzare le schermate per i loro clienti.

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Telecontrollo 4.0, l’IoT al servizio dell’industria https://www.datamanager.it/2021/11/telecontrollo-4-0-liot-al-servizio-dellindustria/ Wed, 10 Nov 2021 11:50:16 +0000 https://www.datamanager.it/?p=214005 IoT avanzato, integrazione ERP, pianificazione dei rifornimenti e degli interventi sul campo. Stefano Fumagalli, Group CIO di SIAD, racconta come è nato il sistema centralizzato di monitoraggio dei serbatoi criogenici SIAD, uno dei principali gruppi chimici italiani attivo nei settori gas tecnici, engineering, healthcare, GPL e gas naturale, è nato a Bergamo nel 1927. Nel […]

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IoT avanzato, integrazione ERP, pianificazione dei rifornimenti e degli interventi sul campo. Stefano Fumagalli, Group CIO di SIAD, racconta come è nato il sistema centralizzato di monitoraggio dei serbatoi criogenici

SIAD, uno dei principali gruppi chimici italiani attivo nei settori gas tecnici, engineering, healthcare, GPL e gas naturale, è nato a Bergamo nel 1927. Nel tempo, ha saputo diversificarsi sia geograficamente sia settorialmente, mantenendo un’organizzazione flessibile e dinamica. L’operatività del gruppo, ben prima della pandemia, era già serrata ma nei mesi scorsi ha avuto un incremento importante, soprattutto nella fornitura di gas medicinali, in Italia e all’estero. Rispondere a questo importante aumento della domanda è stato possibile anche grazie a un progetto avviato tempo prima e pienamente a regime dalla fine del 2019. A raccontarlo, è Stefano Fumagalli, Group CIO di SIAD.

«Al mio arrivo in azienda, l’implementazione del telecontrollo 4.0 era già una realtà. Il lavoro, reso possibile dalla piattaforma Cumulocity IoT di Software AG e dalla stretta collaborazione con il suo partner certificato GN Techonomy, ci ha permesso di migliorare la pianificazione di rifornimenti e approvvigionamenti, ottimizzare le attività manutentive ed efficientare la programmazione degli interventi dei tecnici, consentendo al customer service di dare risposte in tempo reale ai nostri clienti».

SISTEMA CENTRALIZZATO

Il progetto ha permesso il riutilizzo dei sensori già in possesso di SIAD e installati presso i clienti, da interfacciare con una centralina di ultima generazione configurabile da remoto. IoT allo stato avanzato, integrato con le piattaforme ERP, di pianificazione dei rifornimenti e con lo strumento di intervento sul campo dei tecnici. «La premessa era quella di sfruttare l’hardware esistente valorizzando gli investimenti già intrapresi, realizzando un sistema centralizzato e collegato con i principali servizi di business. Si va dalla continuità del servizio per l’erogazione della materia prima, alla gestione dei consumi e la reportistica, per finire con il processo di assistenza ed efficientamento degli impianti» – prosegue Fumagalli. «L’efficientamento continuo in ottica di riduzione degli sprechi è un concetto ampio ma trova così pieno spazio. Questo progetto ci ha inoltre permesso di contenere le emissioni di CO2 su strada, evitando interventi che possono essere risolti da remoto, programmando sostituzioni e rifornimenti on site solo quando necessari».

TUTTO DA REMOTO

Uno dei vantaggi concreti del “telecontrollo 4.0” è quello di abilitare una comunicazione bidirezionale: ogni stabilimento riceve e invia informazioni dettagliate sia in maniera automatica che a seguito di una richiesta dell’operatore. La trasmissione in tempo reale dal campo permette di rispondere tempestivamente alle criticità, organizzare le scorte e gestire con efficienza i picchi, come avvenuto nei mesi duri della pandemia. «Le aspettative erano alte, e possiamo dire che sono state soddisfatte appieno, a dimostrazione del fatto che SIAD lavora sempre con un occhio rivolto al futuro. Insieme ai partner, poi, siamo riusciti ad aggiornare i processi interessati senza impattare sulle attività giornaliere. La configurazione stessa del servizio avviene da remoto e ogni modifica può essere velocemente implementata senza interventi in loco». Lungimiranza tecnica ma anche veloce adattamento culturale.

«Non è stato semplice passare dalla gestione manuale a quella automatizzata, sia della reportistica che della segnalazione dei guasti» – commenta Fumagalli – «ma col senno di poi, non possiamo che esserne soddisfatti, anche perché l’Italia fa oggi da apripista per l’implementazione anche nelle sedi di SIAD all’estero, che potranno beneficiare di una infrastruttura unificata di rilevazione e monitoraggio, con cui raggiungere obiettivi di business e sostenibilità, oltre che una migliore integrazione con tutti i principali processi aziendali».

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Business transformation, una partita a scacchi multidimensionale https://www.datamanager.it/2021/10/business-transformation-una-partita-a-scacchi-multidimensionale/ Thu, 07 Oct 2021 08:00:26 +0000 https://www.datamanager.it/?p=212543 Il funzionamento di un’organizzazione è molto simile a una partita a scacchi: muovi un pezzo e c’è un effetto sugli altri, previsto o inaspettato. Così vale anche per la trasformazione digitale: non esiste in quanto tale, deve essere parte di una trasformazione aziendale. E se non lo è, sarà destinata a fallire. Le trasformazioni hanno […]

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Il funzionamento di un’organizzazione è molto simile a una partita a scacchi: muovi un pezzo e c’è un effetto sugli altri, previsto o inaspettato. Così vale anche per la trasformazione digitale: non esiste in quanto tale, deve essere parte di una trasformazione aziendale. E se non lo è, sarà destinata a fallire.

Le trasformazioni hanno sempre a che fare con l’elemento umano: qualunque siano i nuovi elementi introdotti nell’organizzazione, devono essere prima accettati e utilizzati correttamente dalle persone. Senza questo passaggio di accettazione, ogni trasformazione digitale è fallimentare. Cambiare una parte fondamentale (o più parti) di una organizzazione è un elemento centrale di qualsiasi trasformazione aziendale (altrimenti si tratterebbe semplicemente dell’ennesimo progetto di miglioramento). In questo processo diventa molto chiaro che quasi tutto all’interno di qualsiasi organizzazione è in qualche modo connesso a molti altri elementi nella stessa organizzazione. Come in una partita a scacchi multidimensionale, se fai una mossa, i suoi effetti si riproducono non solo sugli altri pezzi dello stesso piano ma anche sulle altre dimensioni. Questa dinamica implica che per una trasformazione di successo si debbano attuare tre passaggi principali: devi partire dall’alto, devi informare tutte le risorse, devi costruire il sistema, mettendo l’elemento umano al centro.

Fino a quando le organizzazioni non consisteranno esclusivamente di robot e computer (se mai accadrà), gli esseri umani rimarranno sia la risorsa più potente sia la più imprevedibile di cui un’organizzazione dispone. Il termine “modo di lavorare” è molto spesso utilizzato quando si parla di procedure e istruzioni di lavoro a cui le persone devono tendere per svolgere le proprie attività. Cambiare il modo di lavorare – attraverso una nuova strategia, o una nuova app, o una nuova interazione tra l’organizzazione e l’universo dei fornitori – è uno dei fattori che maggiormente influenza il successo di un’azienda e anche la capacità attrattiva di altre risorse nell’organizzazione. Come può il Business Process Management (BPM) aiutare il processo di trasformazione? Abbiamo detto che i cambiamenti nel modo di lavorare e l’elemento umano hanno un’enorme influenza sul funzionamento di un’organizzazione.

Il Business Process Management (quindi la trasformazione dei processi aziendali) ha a che vedere con questi elementi e li collega. La domanda che occorre porsi è: quanto bene hai compreso o documentato il tuo attuale modo di lavorare e il nuovo modo di lavorare che vorresti? Questo è esattamente il campo del BPM: documentare, governare, gestire e migliorare i processi aziendali. In altre parole, se si vuole ottenere successo con la trasformazione dei processi aziendali, occorre prendere in considerazione l’adozione di un approccio BPM. Quando si affronta una trasformazione aziendale, prima o poi entreranno in gioco due questioni. La prima: c’è un gruppo di persone con esigenze eterogenee che fa capo ai C-level che ostacolerà il percorso di trasformazione? La seconda: c’è un sistema di gestione alla base che contiene tutte le strategie, i modelli operativi, i processi, i sistemi, i ruoli, i rischi? Perché queste due domande sono così critiche? Perché ciò che aiuta veramente un programma di trasformazione è la capacità del BPM di strutturare il modo di lavorare e di scomporlo in parti frammentarie che il personale possa accettare facilmente. Oltre a ciò, il BPM consente anche all’organizzazione di identificare rapidamente le lacune tra il modo di lavorare attuale e il modo di lavorare desiderato. Tuttavia, dato che qualsiasi programma di trasformazione ha effetti di vasta portata sull’intera organizzazione, è fondamentale che l’approccio BPM sia supportato e sostenuto in modo proattivo dai vertici dell’organizzazione.

Giulio Ballarini, VP Sales and country manager di Software AG Italia

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