Spagna – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Mon, 08 Oct 2018 12:17:31 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png Spagna – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Un breach di Telefonica ha esposto i dati sensibili di milioni di clienti https://www.datamanager.it/2018/07/un-breach-di-telefonica-ha-esposto-i-dati-sensibili-di-milioni-di-clienti/ Wed, 18 Jul 2018 18:30:21 +0000 http://www.datamanager.it/?p=151575 L’incidente viene già considerato il più grave nella storia della Spagna e permetteva a chiunque di leggere le informazioni degli abbonati al servizio Cambiare la parte finale dell’URL. Tanto bastava a chiunque fosse un cliente di Telefonica per leggere i dati e le informazioni personali degli altri. Questa la scoperta di un report diffuso dal […]

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L’incidente viene già considerato il più grave nella storia della Spagna e permetteva a chiunque di leggere le informazioni degli abbonati al servizio

Cambiare la parte finale dell’URL. Tanto bastava a chiunque fosse un cliente di Telefonica per leggere i dati e le informazioni personali degli altri. Questa la scoperta di un report diffuso dal portale spagnolo El Espanol, che ha puntato il dito contro le scarse misure di sicurezza di uno dei principali operatori telco del paese. Il giornale, probabilmente dietro consiglio di qualcuno, ha analizzato la questione, concludendo che davvero con un semplice trick, modificando una sezione univoca dell’indirizzo web di accesso alle fatture periodiche, si poteva sbirciare contenuti sensibili e peculiari, tra cui i numeri di rete fissa e mobile, quelli di identificazione nazionale, gli indirizzi, gli istituti di credito associati al contratto, nomi, cronologia di fatturazione e registri di chiamate. Tutte info da scaricare in formato CSV.

Cosa sappiamo

“Sebbene ciò implicasse l’accesso a dati casuali, sarebbe stato possibile sviluppare un programma che raccogliesse informazioni in grandi quantità dai sistemi dell’operatore e quindi li analizzasse” – ha osservato El Espanol. Il breach è venutao alla luce dopo che un cliente di Movistar ha denunciato il gruppo spagnolo alla FACUA, in difesa dei diritti dei consumatori, definendo l’incidente come “la più grande violazione di sicurezza nella storia delle telecomunicazioni in Spagna”.

Responsabile nazionale dell’applicazione delle norme sul GDPR è la Spanish Agency for Data Protection (AEPD). In base al regolamento, Telefonica potrebbe dover pagare una sanzione pecuniaria tra i 10 e i 20 milioni di euro oppure tra il 2% e il 4% del fatturato annuale. Tuttavia, la legge sulla protezione dei dati in Spagna limita questo tipo di multe a una cifra che va dai 300 mila ai 600 mila euro.

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Xiaomi dopo la Grecia debutta anche in Spagna https://www.datamanager.it/2017/10/xiaomi-la-grecia-debutta-anche-spagna/ Tue, 24 Oct 2017 14:44:53 +0000 http://www.datamanager.it/?p=133725 Xiaomi aprirà un negozio monomarca in Spagna e forse entro breve farà la stessa cosa anche nel nostro Paese Xiaomi ha serie intenzioni di espandersi in Europa. Il primo indizio è arrivato con l’apertura di un flagship store in Grecia a cui è seguito il lancio di Xiaomi Mi A1, il primo smartphone appartenente al […]

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Xiaomi aprirà un negozio monomarca in Spagna e forse entro breve farà la stessa cosa anche nel nostro Paese

Xiaomi ha serie intenzioni di espandersi in Europa. Il primo indizio è arrivato con l’apertura di un flagship store in Grecia a cui è seguito il lancio di Xiaomi Mi A1, il primo smartphone appartenente al programma Android One di Google e anche il primo dispositivo ad essere distribuito direttamente dall’azienda nel Vecchio Continente. Oggi è arrivata una nuova conferma. L’azienda cinese ha pubblicato su Twitter un’immagine in cui annuncia ufficialmente il suo debutto in Spagna.

Nello scatto si può vedere la mascotte di Xiaomi ballare il flamenco con una ballerina. L’immagine è accompagnata dal claim “Hola España”. L’azienda cinese si prepara quindi ad aprire un nuovo negozio monomarca nel Paese iberico ma difficilmente saranno presenti tutti i dispositivi nel suo listino oltre agli smartphone come Smart TV, modem, smartwatch, tablet o altro. Al momento l’unico terminale che sicuramente verrà distribuito tramite questo canale è Xiaomi Redmi Note 5A e altre immagini confermano che il punto vendita verrà allestito al centro commerciale La Vaguada di Madrid.

Per quanto riguarda l’Italia, non è ancora chiaro che piani abbia Xiaomi per il nostro Paese. Al momento è possibile acquistare i suoi prodotti solamente online e tramite rivenditori selezionati. Su Amazon Italia, invece, i dispositivi dell’azienda cinese sono stati ritirati fino a quando i rispettivi accessori non si adegueranno agli standard di qualità del sito di e-commerce. Il debutto in Spagna lascia comunque ben sperare in quanto si tratta di uno dei mercati più importanti di Europa.

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A cosa servono i cavi sottomarini di Microsoft e Facebook https://www.datamanager.it/2017/09/cosa-servono-cavi-sottomarini-microsoft-facebook/ Tue, 26 Sep 2017 13:47:06 +0000 http://www.datamanager.it/?p=131668 Oltre 6 mila chilometri di connessione tra Europa e Nord America con l’obiettivo di soddisfare le richieste di cloud con velocità mai raggiunte Una partnership insolita ma vincente. Microsoft e Facebook, in quanto investitori, hanno completato la costruzione di quasi 6.500 chilometri di cavi sottomarini che partono da Bilbao, in Spagna, e raggiungono Virginia Beach, […]

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Oltre 6 mila chilometri di connessione tra Europa e Nord America con l’obiettivo di soddisfare le richieste di cloud con velocità mai raggiunte

Una partnership insolita ma vincente. Microsoft e Facebook, in quanto investitori, hanno completato la costruzione di quasi 6.500 chilometri di cavi sottomarini che partono da Bilbao, in Spagna, e raggiungono Virginia Beach, sulla costa orientale degli Stati Uniti. Con quale scopo? Principalmente aumentare le velocità di connessione tra Europa e USA, in particolar modo nell’accesso ai servizi cloud offerti dalle due multinazionali. Grazie al collegamento, si potrà viaggiare in rete a 160 terabit al secondo, così da soddisfare le richieste sempre maggiori di upload, conservazione e download di dati presenti sulla nuvola. Ne gioveranno dunque software come Office 365 e Facebook Workplace ma anche le piattaforme future, in ottica consumer ed enterprise.

Sapore di Spagna

La costruzione della linea transatlantica è stata resa possibile dalla collaborazione di Telxius, sussidiaria dell’operatore spagnolo Telefónica, che ha messo a servizio di Marea Project il know-how in quanto a infrastrutture di rete. Nonostante si tratti di un programma focalizzato alle tre compagnie, è evidente che l’avanzamento tecnologico che abilita può far comodo anche ad altri scopi, aprendo scenari di business interessanti.

Probabile infatti che nel prossimo futuro altre compagnie chiedano di poter sfruttare la qualità dei 160 terabit (velocità massima non garantita) per consentire ai propri clienti di accedere a servizi avanzati, in modo particolare sul cloud. A quel punto Microsoft e Facebook, come del resto fanno già oggi, potranno rientrare delle cifre spese con l’affitto o la vendita di banda terrestre. E un riscontro positivo si avrà anche in altre zone del mondo, come l’Asia e l’Africa, già collegate alla base cablata appena aggiornata.

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L’Ue studia la Web Tax, sono guai per Google, Amazon e Facebook https://www.datamanager.it/2017/09/lue-studia-la-web-tax-guai-google-amazon-facebook/ Mon, 11 Sep 2017 11:09:24 +0000 http://www.datamanager.it/?p=130432 I ministri dell’Economia di Francia, Spagna, Italia e Germania chiedono all’Unione Europea l’approvazione di una Web Tax che porrà fine alla tassazione favorevole per le multinazionali del web Per anni i Paesi europei hanno cercato di imporre ai big della Silicon Valley una tassazione più consona all’enorme giro d’affari che queste aziende hanno nel Vecchio […]

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I ministri dell’Economia di Francia, Spagna, Italia e Germania chiedono all’Unione Europea l’approvazione di una Web Tax che porrà fine alla tassazione favorevole per le multinazionali del web

Per anni i Paesi europei hanno cercato di imporre ai big della Silicon Valley una tassazione più consona all’enorme giro d’affari che queste aziende hanno nel Vecchio Continente. Multinazionali come Apple, Google, Amazon e Facebook hanno subito multe anche piuttosto pesanti a causa di un sistema nei fatti legittimo che gli consente di pagare imposte ridicole ma fino ad oggi non è stato possibile farlo crollare. Google ad esempio ha ricevuto una sanzione da 2,42 miliardi di euro mentre ad Apple è stata imposta una multa più ridotta. Nel weekend i quattro principali Paesi della zona euro (Germania, Francia, Italia e Spagna) hanno sostenuto insieme la creazione di una Web Tax che uniformerà la tassazione per i colossi del web statunitensi in tutta l’Unione Europea.

Il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan ha affermato di aver firmato una dichiarazione congiunta per ottenere questo risultato e firmata anche da Bruno Le Maire, Wolfgang Schaeuble e Luis de Guindos, rispettivamente ministri dell’Economia di Francia, Germania e Spagna. La lettera è stata inviata al collega estone Toomas Toniste, che ricopre la presidenza di turno dell’Ecofin informale che si terrà il 15/16 settembre a Tallinn. L’Ue chiede quindi l'”equiparazione fiscale sul fatturato generato in Europa dalle compagnie digitali” in quanto, come sottolinea Padoan, la situazione attuale influisce negativamente “i principi di equità fiscale e la sostenibilità del modello economico e sociale del Continente”. La proposta è quella di imporre un’aliquota minima del 5% sul fatturato generato in Ue. Ciò si prevede che consentirebbe di ottenere entrate fiscali decisamente maggiori a quelle finora corrisposte da Google, Facebook, Amazon, Airbnb e Booking in Francia, Spagna, Germania e Italia.

Come è successo in passato, la nascita della Web Tax potrebbe però trovare un ostacolo non indifferente nei Paesi che hanno guadagnato dall’attuale sistema e che spesso sono finiti nel mirino della Commissione Ue come Lussemburgo, Irlanda, Olanda, Cipro e Malta. Anche il presidente USA Donald Trump, che ha sempre sostenuto gli interessi delle multinazionali statunitensi all’estero, potrebbe cercare di fermare la stretta fiscale decisa da Bruxelles.

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Fujitsu introduce anche in Spagna la nuova Cloud Service K5 https://www.datamanager.it/2017/05/fujitsu-introduce-anche-spagna-la-nuova-cloud-service-k5/ Fri, 19 May 2017 14:13:28 +0000 http://www.datamanager.it/?p=125176 La Spagna è la quarta regione ad usufruire del servizio cloud di Fujitsu K5 in Europa per la distribuzione pubblica e virtuale privata di cloud Fujitsu annuncia l’introduzione del Cloud Service K5 in Spagna, per offrire una ulteriore possibilità di crescita del business in Spagna garantendo una ancora maggiore sicurezza nella gestione dei dati a […]

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La Spagna è la quarta regione ad usufruire del servizio cloud di Fujitsu K5 in Europa per la distribuzione pubblica e virtuale privata di cloud

Fujitsu annuncia l’introduzione del Cloud Service K5 in Spagna, per offrire una ulteriore possibilità di crescita del business in Spagna garantendo una ancora maggiore sicurezza nella gestione dei dati a lei affidati, che rimarranno all’interno delle frontiere nazionali. Le aziende spagnole potranno così sfruttare questa opportunità per accelerare il processo della trasformazione digitale, utilizzando il cloud come base per le tecnologie e i servizi di nuova generazione.

Maximo Petitto, Direttore Sviluppo Cloud Business di Fujitsu Spagna, ha commentato: “Fujitsu sta investendo nel mercato spagnolo del cloud computing, dove vediamo enormi potenziali per la crescita locale; finora, il fatto che i dati non risiedessero localmente è stato per le imprese spagnole un freno all’adozione del cloud, soprattutto in alcuni settori industriali quali i servizi finanziari, dove la legislazione richiede che i dati siano sempre conservati all’interno del Paese. Oggi, grazie all’introduzione di una nuova regione K5 Spagna, le aziende spagnole possono sfruttare tutti I vantaggi offerti dal cloud computing come l’agilità, la flessibilità e la potenza“.

Fujitsu aggiunge una quarta regione cloud in Europa

Fujitsu aggiunge dunque una quarta regione europea al suo Cloud Service K5, che ad oggi fornisce residenza locale dei dati per il cloud atrraverso leInfrastructure as a Service (IaaS) e Platform as a Service (PaaS) nel Regno Unito, in Finlandia, in Germania e in Spagna, così come in altre regioni nel mondo.

Grazie a questa offerta, le aziende possono accelerare la trasformazione digitale sfruttando le nuove funzionalità del cloud; scegliendo Fujitsu Cloud Service K5, i clienti possono godere dei vantaggi del cloud computing come la flessibilità del sistema, i modelli pay-as-you-go, il supporto per la classe enterprise e i service level agreement garantiti al 99.99%, tutti senza lock-in del fornitore. Le applicazioni native del cloud possono essere facilmente spostate anche su un altro servizio cloud disponibile, oltre al Fujitsu Cloud Service K5.

Il Cloud Service K5 di Fujitsu è una parte fondamentale di MetaArc, un portafoglio completo che consente la trasformazione digitale e che comprende tecnologie all’avanguardia come l’intelligenza artificiale (AI), l’analisi dei Big Data e Internet of Things (IoT), nonché infrastrutture e servizi interamente protetti dai sistemi di Cyber Security. Fujitsu offre potenti funzionalità nell’integrazione e nello sviluppo delle applicazioni, nella distribuzione automatizzata, nella gestione multi-cloud disponibili in tutte le principali piattaforme cloud.

Fujitsu Cloud Service K5 in dettaglio

  • L’unica piattaforma di cloud computing che consente la trasformazione digitale attraverso la distribuzione della tecnologia OpenStack in tutti i modi di distribuzione cloud,garantendo l’infrastruttura e la compatibilità delle applicazioni, e offrendo lo sviluppo di applicazioni cloud e strumenti di gestione API.
  • Data residency nelle regioni K5: K5 può aiutare le organizzazioni spagnole a soddisfare particolari requisiti di conformità. Ad esempio, quelli che limitano la conservazioni di alcuni dati all’interno del Paese. Tutte le zone di disponibilità K5 sono accessibili in tutto il mondo. L’interazione senza interruzioni con le infrastrutture IT esistenti consente ai clienti di implementare facilmente gli ambienti ibridi IT e cloud. Ciò include i servizi cloud e i data center aziendali adatti a molte applicazioni, come i negozi web, i servizi di database, i sistemi di gestione dei rapporti con i clienti (CRM) e la gestione delle buste paga. Questa funzionalità consente di prolungare la durata di vita delle apparecchiature precedenti e di aumentare il ritorno sull’investimento.
  • Una gamma completa di estensionidel modello di consegna diventerà disponibile per consentire ai clienti di scegliere l’approccio migliore per la loro organizzazione. Per tutti i modelli di distribuzione K5 – Public Cloud, Virtual Private Hosted, Dedicato (Private) e On-Premise – Fujitsu fornisce un supporto a livello enterprise, robusti service level agreement e un’elevata disponibilità.

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Italia come la Spagna: è il momento della Google Tax https://www.datamanager.it/2015/02/italy-loves-spain-momento-google-tax/ Fri, 20 Feb 2015 10:12:45 +0000 http://www.datamanager.it/?p=70010 Tra qualche ora il Consiglio dei Ministri voterà il disegno di legge sulla concorrenza in cui è inserita la Link tax Forse pensavano che con un nome diverso non ce ne saremmo accorti. Quella che un tempo veniva chiamata Google Tax porta oggi il nome di “Link tax” ed è stata inserita nel disegno di […]

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Tra qualche ora il Consiglio dei Ministri voterà il disegno di legge sulla concorrenza in cui è inserita la Link tax

Forse pensavano che con un nome diverso non ce ne saremmo accorti. Quella che un tempo veniva chiamata Google Tax porta oggi il nome di “Link tax” ed è stata inserita nel disegno di legge sulla concorrenza che il Consiglio dei Ministri voterà in giornata. Il testo della tassa rimane praticamente lo stesso di quello presentato giusto un anno fa e bocciato dal neo governo Renzi: gli aggregatori di notizie dovranno pagare gli editori per ogni news indicizzata dalla loro piattaforma. Non solo google quindi ma anche gli altri competitor, anche se sarà il gigante statunitense quello più colpito dalla manovra, qualora venisse approvata.

Esempi europei

La tassa su Google News è già realtà in Spagna e Germania dove il procedimento ha provocato conseguenze diverse, un calo di introiti per gli editori in terr tedesca mentre una completa disattivazione nella penisola iberica che ha comportato un calo el traffico del 10-15% sui siti di news. Che fine faremo noi è ancora da capire. Se, come in molti sperano, la giornata di dovesse chiudere con una bocciatura allora non passerà molto prima di vedere la tassa inserita in qualche altra procedura con un nome diverso. Qualora invece tutto dovesse filare come sperano i politici, allora Google dovrebbe corrispondere i dovuti compensi ai portali di notizie oppure rischierebbe un contenzioso da parte dell’Agcom o del dipartimento dell’editoria di Palazzo Chigi.

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Google News chiude in Spagna e gli editori soffrono https://www.datamanager.it/2014/12/google-news-chiude-in-spagna-gli-editori-soffrono/ Thu, 18 Dec 2014 18:29:19 +0000 http://www.datamanager.it/?p=67099 Dopo la chiusura di Google News Spagna, gli editori iberici hanno perso il 15% dei visitatori e stanno cercando la pace con Big G In Spagna Google ha deciso di chiudere Google News a causa della nuova legge che impone un pagamento agli editori per la condivisione dei loro contenuti sui motori di ricerca. La […]

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Dopo la chiusura di Google News Spagna, gli editori iberici hanno perso il 15% dei visitatori e stanno cercando la pace con Big G

In Spagna Google ha deciso di chiudere Google News a causa della nuova legge che impone un pagamento agli editori per la condivisione dei loro contenuti sui motori di ricerca. La normativa è stata inizialmente ben accolta dai media iberici ma successivamente si sono resi conto che la chiusura del servizio avrebbe avuto un effetto devastante sulle loro entrate esattamente come è successo in Germania. Gli editori spagnoli hanno quindi cercato una mediazione con Google, che ha però respinto ogni tipo di trattativa.

Senza Google News gli editori perdono profitto

Dai dati raccolti fino ad ora, gli editori hanno visto calare vistosamente il numero di visitatori, molto più delle stime fatte in prima battuta. In media il traffico esterno è calato del 15% mentre quello complessivo è diminuito di pochi punti percentuali. Ora l’unica cosa che l’informazione spagnola può fare per riprendersi è cercare di convincere Google a ritornare sui suoi passi.

La speranza è quella di ottenere un accordo simile a quello raggiunto dagli editori in Francia e Belgio. In questi Paesi Big G, che potrebbe presto realizzare una propria sezione dedicata all’e-commerce, corrisponde ai media un contributo per poter pubblicare gratuitamente articoli e news sulla sua piattaforma di informazione.

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Google News chiude in Spagna ma gli editori si pentono https://www.datamanager.it/2014/12/google-news-chiude-in-spagna-gli-editori-si-pentono/ Mon, 15 Dec 2014 19:00:23 +0000 http://www.datamanager.it/?p=66848 Gli editori spagnoli (Aede) sono riusciti a far passare la Google Tax. Big G ha risposto chiudendo Google News locale e ora i media si sono pentiti Quella raggiunta dagli editori spagnoli (Aede) nei confronti di Google è stata una vittoria di Pirro. Con loro grande soddisfazione, il governo iberico ha approvato una legge che […]

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Gli editori spagnoli (Aede) sono riusciti a far passare la Google Tax. Big G ha risposto chiudendo Google News locale e ora i media si sono pentiti

Quella raggiunta dagli editori spagnoli (Aede) nei confronti di Google è stata una vittoria di Pirro. Con loro grande soddisfazione, il governo iberico ha approvato una legge che dal prossimo anno costringerà i motori di ricerca a pagare per poter pubblicare i link ad articoli o parti di testo. Il problema è che Google ha risposto con forza alla nuova normativa chiudendo googlenews.es a tempo indeterminato. La decisione di Big G, che ha aggiornato Android Wear con Lollipop, ha provocato agli editori un ingente danno economico.

L’Aede fa marcia indietro su Google News

Secondo quanto riporta il quotidiano The Spain Report, la Aede ha scritto una lettera alle autorità spagnole ed europee in materia di Antitrust per chiedere la riapertura di Google News. Gli editori infatti sottolineano come la decisione di Big G, che continua a essere definita un’azienda che abusa della sua posizione dominante nel mercato delle ricerche online, “avrà senza dubbio un impatto negativo sui cittadini e sulle imprese spagnole”. Anche gli editori tedeschi poco tempo fa avevano provato a costringere Google a pagare per pubblicare i loro contenuti. Dopo che l’azienda aveva risposto riducendo al minimo i contenuti disponibili su googlenews.de, alle fine anche loro si sono arresi al gigante del web.

Con ogni probabilità, la diatriba con la Aede si risolverà come è successo in Francia e Belgio. Google pagherà agli editori spagnoli un indennizzo una tamtum “per promuovere la cultura nazionale”.

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Google: problemi russi per la privacy https://www.datamanager.it/2014/12/google-problemi-russi-per-privacy/ Mon, 15 Dec 2014 09:05:33 +0000 http://www.datamanager.it/?p=66769 Il servizio di aggregazione notizie potrebbe chiudere anche a Mosca a  causa di una nuova norma imposta dal governo russo Google non passerà un Natale molto tranquillo. Dopo la vicenda della Spagna, dove il colosso ha dovuto chiudere il servizio News a causa della tassa decisa dal paese iberico, anche la Russia solleva alcune questioni […]

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Il servizio di aggregazione notizie potrebbe chiudere anche a Mosca a  causa di una nuova norma imposta dal governo russo

Google non passerà un Natale molto tranquillo. Dopo la vicenda della Spagna, dove il colosso ha dovuto chiudere il servizio News a causa della tassa decisa dal paese iberico, anche la Russia solleva alcune questioni che potrebbero causare la dipartita dei tecnici di Mountain View dal paese nord europeo. La decisione potrebbe arrivare a seguito di una legge che il governo russo ha appena approvato e che riguarda la gestione della privacy degli utenti della rete. Dopo lo scandalo del Datagate, Putin aveva già avvisato a riguardo del possibile varo di nuove norme atte a preservare l’identità digitale dei cittadini russi, con una serie di azioni precauzionali finalizzate soprattutto a limitare il potere delle compagnie americane nel paese.

Censura governativa

Grazie alla nuova norma, tutte le aziende che operano con dati sensibili dovranno conservare tali informazioni su server ubicati all’interno della Russia e non più all’estero. In questo modo la Roscomnadzor, una sorta di garante nazionale, potrà sovraintendere l’accesso ai dati, impedendo che lo stesso facciano agenzie governative estere, come la NSA. Per questo Google, qualora decidesse di accettare il diktat russo, dovrebbe trasferire i suoi server (alcuni all’interno di data center europei ma non in Russia) all’interno del territorio della Federazione, permettendo che sia il governo di Mosca a vigilare sul loro accesso. Un controsenso d’altri tempi: da una parte la NSA, le cui azioni si basano sulla più totale anarchia, dall’altro la Russia che potrebbe mettere in azione una censura degna della migliore Cina.

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Google News chiude in Spagna https://www.datamanager.it/2014/12/google-news-chiude-in-spagna/ Thu, 11 Dec 2014 19:30:35 +0000 http://www.datamanager.it/?p=66573 Stop al servizio che aggrega notizie online a seguito dell’approvazione della legge che impone una tassa a chi pubblica articoli protetti dal diritto d’autore E adesso potrebbe toccare a noi. Con un post del responsabile di Google News, Richard Gingras, il colosso di Mountain View ha comunicato poche ore fa la volontà di spegnere la piattaforma […]

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Stop al servizio che aggrega notizie online a seguito dell’approvazione della legge che impone una tassa a chi pubblica articoli protetti dal diritto d’autore

E adesso potrebbe toccare a noi. Con un post del responsabile di Google News, Richard Gingras, il colosso di Mountain View ha comunicato poche ore fa la volontà di spegnere la piattaforma che aggrega notizie dalla penisola iberica. Dal prossimo 16 dicembre gli utenti spagnoli non potranno più usufruire del servizio messo in piedi da Google, con cui tenersi informati sui fatti di cronaca (o inerenti le categorie preferite) che arrivano dalla nazione. La decisione è stata presa dopo che la Spagna ha approvato la legge che obbliga i soggetti che pubblicano un articolo protetto dal diritto d’autore (in verità anche solo un titolo) al pagamento di una tassa, sotto forma di royalty per la testata o il sito da cui l’articolo proviene. Nonostante Google abbia ribadito in più di un’occasione che News non è altro che un aggregatore di notizie, il parlamento spagnolo ha deciso di proseguire la sua strada verso la Google Tax, versione personalizzata di quanto visto già in Italia.

Google: “Spesa non sostenibile”

In realtà il sentore che in Spagna Google potesse vivere momenti di panico c’erano già stati. Alla fine di ottobre, il Parlamento spagnolo aveva approvato la tassa senza però ottenere una risposta ufficiale da parte di Big G che, a quel punto, pareva essere in grado di sostenere il costo del mantenimento della piattaforma in Spagna. La decisione di sospendere il servizio è invece arrivata successivamente e pare mettere fine ad una vicenda che si prolunga oramai da tempo. “La nuova normativa – scrive Richard Gingras in una nota – obbliga ogni pubblicazione spagnola a imporre una tariffa per mostrare le proprie notizie, anche se non vogliono. Google News non ha benefici da questa attività e la nuova normativa rende insostenibile il servizio”. Resta ora da capire se il governo spagnolo intenda lasciare in vigore la normativa, che peraltro non colpisce solo Google ma chiunque voglia attivare un servizio del genere anche senza ricavarci nulla, oppure voglia restituire ai lettori spagnoli la possibilità di usare Google News come piccola edicola telematica.

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