Stefano Franceschini – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Sun, 07 Oct 2018 16:23:12 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png Stefano Franceschini – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Novità e cambiamenti a Passwor(l)d https://www.datamanager.it/2018/04/novita-e-cambiamenti-a-passworld/ Thu, 26 Apr 2018 08:36:12 +0000 http://www.datamanager.it/?p=146566 La kermesse annuale di Passepartout, dal titolo “Evolving Solution”, offre all’azienda l’occasione per evidenziare le novità tecnologiche e le scelte strategiche fatte a favore di clienti e partner La partecipazione è da record: oltre 400 le presenze registrate da tutta Italia, come dimostra la sala conferenze del Palazzo dei Congressi di Riccione gremita. «Ringraziamo soprattutto […]

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La kermesse annuale di Passepartout, dal titolo “Evolving Solution”, offre all’azienda l’occasione per evidenziare le novità tecnologiche e le scelte strategiche fatte a favore di clienti e partner

La partecipazione è da record: oltre 400 le presenze registrate da tutta Italia, come dimostra la sala conferenze del Palazzo dei Congressi di Riccione gremita. «Ringraziamo soprattutto i partner che sono venuti da posti remoti d’Italia», ha dichiarato il presidente di Passepartout, Stefano Franceschini, dopo il benvenuto affidato all’amministratore delegato, Barbara Reffi. Che ha sottolineato i risultati ottenuti (crescita superiore al 9% nel mercato aziende, all’8% tra i professionisti e vicina al 26% nel retail) e come «i voti ricevuti nel corso dei sondaggi periodici che conduciamo sulla soddisfazione dei clienti mostrano che solo il 2% dichiara che non è soddisfatto dalle nostre soluzioni». Spunto che ha raccolto Franceschini, dichiarando che l’obiettivo di Passepartout è proprio quello di ridurre al minimo il numero di insoddisfatti e che Passwor(l)d aveva tra gli altri obiettivi quello di chiarire quali passi intende compiere l’azienda in tal senso. Poi, ricordando le promesse fatte ai partner nel passato, Franceschini ha aggiunto: «Siamo certi di riuscire a rispettare tutto ciò che abbiamo promesso: abbiamo investito molto, aggiunto nuove app, nuovi servizi, lavorando sull’integrazione web, sulla digitalizzazione e sulla grafica, concentrandoci sui dispositivi mobili». Inoltre, un importante sforzo è stato rivolto da Passepartout al tema della formazione, che è centrale nelle strategie dell’azienda.

A seguire, Stefano Benzi, direttore applicazioni di Passepartout, ha illustrato le principali novità, sottolineando che «gli aggiornamenti richiesti dalla normativa fiscale ci tengono molto impegnati» e ricordando che Passepartout è l’unica azienda a fornire un tool come lo Store da cui è possibile scaricare gli aggiornamenti delle soluzioni acquistate dai clienti senza oneri aggiuntivi. Un’altra importante novità riguarda la possibilità di realizzare app personalizzate, sia in proprio che affidandosi a Passepartout. I vantaggi sono diversi: la possibilità di “brandizzare” la app con il proprio logo, per esempio, e di avere informazioni aggiuntive sui clienti che la utilizzano.

L’intervento di Christian Pari ha poi evidenziato le problematiche innescate dall’obbligatorietà della fatturazione elettronica, che sarà operativa dal 1 gennaio 2019 per tutti, ma che già dal prossimo 1 luglio interesserà benzinai e subappaltatori, per l’abolizione delle schede carburante cartacee. «Passepartout è già pronta con tutti i tool e le procedure per gestire il flusso previsto di oltre 1,3 milioni di fatture dall’insorgere dell’obbligo».

Un approfondimento con il top management

Una chiacchierata con Reffi e Franceschini ha consentito di focalizzare ulteriormente obiettivi e strategie di Passepartout per il prossimo futuro. «Noi realizziamo soprattutto soluzioni per le Piccole e medie imprese – ha affermato Franceschini – e vogliamo dare ai nostri partner la possibilità di svolgere un importante ruolo consulenziale nei confronti dei clienti finali. Questo impone un continuo e forte impegno nella formazione, per essere sempre aggiornati e pronti ad affrontare le sfide più attuali». Questo include anche l’essere in grado di comprendere a fondo le esigenze dei clienti, da quelli aziendali a quelli più specializzati, come nel settore Horeca (Hotellerie, Restaurant, Café). D’ora in avanti ai partner verrà richiesta una certificazione di competenze legate al settore di mercato che affrontano. «Così, per esempio – ha spiegato Reffi – per le Pmi verrà richiesta una certificazione di competenze, mentre nei settori Horeca e Retail occorrerà una certificazione di prodotto. I programmi di certificazione partiranno da metà giugno e verranno svolti anche in videoconferenza; per i nuovi partner il programma è già attivo e li seguiamo per sei mesi anche attraverso un tutor, quindi sono “presi per mano e accompagnati”». «In alcuni casi (per esempio per gli sviluppatori, ndr) la formazione si svolge in laboratorio, presso la nostra sede – ha aggiunto Franceschini – e abbiamo un portale, Edupass, dove i partner possono rivedere tutto ciò che vogliono». In ogni caso, ha concluso Reffi, «vi sfido a citarmi una professione in cui oggi non sia necessario continuare ad aggiornarsi».

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Passwor[l]d 2017, accelerare sui servizi https://www.datamanager.it/2017/06/passworld-2017-accelerare-sui-servizi/ Thu, 15 Jun 2017 14:15:37 +0000 http://www.datamanager.it/?p=126795 Passepartout, software e servizi gestionali. Il nuovo payoff non è l’unica novità di Passwor[l]d, l’incontro annuale dei partner. Focus sull’ecosistema dei partner. Retail e HoReCa guidano la crescita di clienti e fatturato «Non siamo cresciuti con acquisizioni, ma puntando sempre sui nostri partner». Lo dice Stefano Franceschini, fondatore e presidente di Passepartout, concludendo il proprio […]

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Passepartout, software e servizi gestionali. Il nuovo payoff non è l’unica novità di Passwor[l]d, l’incontro annuale dei partner. Focus sull’ecosistema dei partner. Retail e HoReCa guidano la crescita di clienti e fatturato

«Non siamo cresciuti con acquisizioni, ma puntando sempre sui nostri partner». Lo dice Stefano Franceschini, fondatore e presidente di Passepartout, concludendo il proprio intervento durante Passwor[l]d 2017, l’evento annuale dedicato al canale della software house sammarinese, svoltosi a Riccione (4-5 maggio). Le parole di Franceschini sintetizzano in una sola frase sia la vera essenza dell’azienda, che da quasi trent’anni cresce contando sulle proprie forze, sia l’insostituibile ruolo dei partner. E infatti, agli oltre 350 iscritti all’evento, dopo aver illustrato la crescita dell’azienda nel 2016, che è stata superiore del tre per cento in tutti i settori di attività, Stefano Franceschini ha sottolineato l’importanza della coesione e dell’ecosistema, spiegando che l’azienda vuole «trasformarsi con i partner in “qualcosa di coeso”, raccolto intorno al brand di Passepartout che non è solo un marchio, ma costituisce una percezione che va al di là del marchio, del prodotto, dei servizi e delle persone, per fare riferimento a un insieme di caratteristiche e aspettative riposte in Passepartout da parte dei clienti». Ma non solo: l’evento di Riccione è stato anche l’occasione per premere l’acceleratore su nuovi servizi, volti a impegnare ancora di più i partner per coinvolgere i clienti su una pluralità di aspetti, come per esempio la realizzazione di siti internet o i servizi di web marketing, ma anche sui corsi specializzati o sui laboratori ad hoc. Non è quindi per caso se Barbara Reffi, amministratore delegato di Passepartout, nell’illustrare le novità, ha anche evidenziato il cambio nel payoff della società, che ora recita “Software e servizi gestionali”, per definire ancora meglio la vocazione dell’azienda, da tempo specializzata nel settore delle applicazioni gestionali dedicate al mondo delle piccole e medie imprese, dei commercialisti e del settore HoReCa.

Sempre più servizi

Più in dettaglio, i nuovi servizi annunciati sviluppano ulteriormente la capacità che l’azienda ha già oggi di realizzare per conto terzi siti vetrina e siti e-commerce, completamente integrati al gestionale Passepartout utilizzato, e sviluppati a partire da un modello prestabilito o sulla base di specifiche esigenze dei clienti. Oltre alla realizzazione del sito, Passepartout propone anche un’ampia gamma di servizi di web marketing volti a migliorare la visibilità online dei clienti, passando dalla ottimizzazione sui motori di ricerca ai servizi di web advertising sui social network o su Google. Anche a questo scopo, Passepartout ha aperto una nuova divisione con competenze specifiche nelle attività di Search Engine Optimization (SEO), campagne advertising su Google tramite Google Adwords e Google Shopping, campagne pubblicitarie sui social network e attività di e-mail marketing per la fidelizzazione dell’utente. In questo modo, PassStore.net, il marketplace on-line di Passepartout, diventa così la vetrina ideale per la distribuzione, non solo di PassApp e Utility, ma anche di siti web e di servizi di web marketing per la promozione e il posizionamento del sito sul web.

Un bilancio positivo

E, a proposito di PassStore, l’area di scambio B2B per la raccolta, la qualificazione e la condivisione del patrimonio applicativo disponibile nell’ecosistema di Passepartout, lanciato lo scorso anno, l’edizione 2017 di Passwor[l]d ha costituito l’occasione per tracciare un primo bilancio, che parla di 43 app pubblicate e disponibili sullo store, circa 800 app scaricate finora e numerosi partner che contribuiscono costantemente al progetto. L’azienda ha fatto anche sapere che «l’app di maggior successo è sicuramente quella legata alle attività di raccolta ordini su smartphone e tablet, al momento disponibile per Android, ma presto anche su iOS, mentre grande consenso e attesa, visto che attualmente è stata rilasciata solo in versione beta, sta raccogliendo l’app Customer Care, che permette l’amministrazione delle trattative e l’assistenza nel post vendita. L’app per la gestione dell’Antiriciclaggio si è invece attestata al primo posto per numero di installazioni, soprattutto presso i professionisti che utilizzano il software per commercialisti PassCom. In lavorazione è infine l’app Analisi Finanziaria Clienti, con report basati sulla classificazione del rating dei clienti e sulla “salute” del credito dell’azienda».

Le altre novità

Le altre novità annunciate all’evento di Riccione riguardano infine l’ambito retail e quello HoReCa, cioè quello della ristorazione e delle attività ricettive. Nel primo ambito, quello di retail, il gestionale per negozi, franchising e distribuzione organizzata, sarà disponibile, dopo l’estate, la nuova app Retail MySelf per il mobile commerce: scaricabile tramite Apple Store e Google Play e dotata di una interfaccia grafica di ultima generazione, la app permetterà al cliente del punto vendita di fruire di svariati servizi innovativi. Inoltre, per rendere sicure le transazioni di mobile payment verrà rilasciato dopo l’estate anche il nuovo modulo 3D Secure Card per la gestione sicura dei pagamenti con carta di credito, studiato in collaborazione con Cartasì. Questo nuovo modulo sarà reso disponibile anche per Welcome Mobile e Menu MySelf, le due nuove app che verranno introdotte ai primi di giugno per semplificare l’operatività delle strutture ricettive e dei pubblici esercizi.

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Passepartout, accelerare sui servizi https://www.datamanager.it/2017/05/passepartout-accelerare-sui-servizi/ Fri, 12 May 2017 09:30:54 +0000 http://www.datamanager.it/?p=124768 Il nuovo payoff per la società non è l’unica novità di Passwor[l]d, l’incontro annuale dei partner, svoltosi a Riccione ai primi di maggio “Non siamo cresciuti con acquisizioni, ma puntando sempre sui nostri partner”. Lo dice Stefano Franceschini, fondatore e presidente di Passepartout, concludendo il proprio intervento durante Passwor[l]d 2017, l’evento annuale dedicato al canale […]

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Il nuovo payoff per la società non è l’unica novità di Passwor[l]d, l’incontro annuale dei partner, svoltosi a Riccione ai primi di maggio

“Non siamo cresciuti con acquisizioni, ma puntando sempre sui nostri partner”. Lo dice Stefano Franceschini, fondatore e presidente di Passepartout, concludendo il proprio intervento durante Passwor[l]d 2017, l’evento annuale dedicato al canale della software house sammarinese, svoltosi a Riccione a inizio maggio. Le parole di Franceschini sintetizzano in una sola frase sia la vera essenza dell’azienda, che da quasi trent’anni cresce contando sulle proprie forze, sia l’insostituibile ruolo dei partner. E infatti, agli oltre 350 iscritti all’evento, dopo aver illustrato la crescita dell’azienda nel 2016, che è stata superiore del 3 per cento in tutti i settori di attività, Stefano Franceschini ha sottolineato l’importanza della coesione e dell’ecosistema, spiegando che l’azienda vuole “trasformarsi con i partner in ‘qualcosa di coeso’, raccolto intorno al brand di Passepartout che non è solo un marchio, ma costituisce una percezione che va al di là del marchio, del prodotto, dei servizi e delle persone, per fare riferimento a un insieme di caratteristiche e aspettative riposte in Passepartout da parte dei clienti”.

Ma non solo: l’evento di Riccione è stato anche l’occasione per premere l’acceleratore su nuovi servizi, volti a impegnare ancora di più i partner per coinvolgere i clienti su una pluralità di aspetti, come per esempio la realizzazione di siti internet o i servizi di web marketing, ma anche sui corsi specializzati o sui laboratori ad hoc. Non è quindi per caso se Barbara Reffi, amministratore delegato di Passepartout, nell’illustrare le novità, ha anche evidenziato il cambio nel payoff della società, che ora recita “Software e servizi gestionali”, per definire ancora meglio la vocazione dell’azienda, da tempo specializzata nel settore delle applicazioni gestionali dedicate al mondo delle piccole e medie imprese, dei commercialisti e del settore HoReCa.

Sempre più servizi

Più in dettaglio, i nuovi servizi annunciati sviluppano ulteriormente la capacità che l’azienda ha già oggi di realizzare per conto terzi siti vetrina e siti e-commerce, completamente integrati al gestionale Passepartout utilizzato, e sviluppati a partire da un modello prestabilito o sulla base di specifiche esigenze dei clienti. Oltre alla realizzazione del sito, Passepartout propone anche un’ampia gamma di servizi di web marketing volti a migliorare la visibilità online dei clienti, passando dalla ottimizzazione sui motori di ricerca ai servizi di web advertising sui social network o su Google. Anche a questo scopo, Passepartout ha aperto una nuova divisione con competenze specifiche nelle attività di Search Engine Optimization (SEO), campagne advertising su Google tramite Google Adwords e Google Shopping, campagne pubblicitarie sui social network e attività di e-mail marketing per la fidelizzazione dell’utente. In questo modo, PassStore.net, il marketplace on-line di Passepartout, diventa così la vetrina ideale per la distribuzione, non solo di PassApp e Utility, ma anche di siti web e di servizi di web marketing per la promozione e il posizionamento del sito sul web.

Un bilancio positivo

E, a proposito di PassStore, l’area di scambio B2B per la raccolta, la qualificazione e la condivisione del patrimonio applicativo disponibile nell’ecosistema di Passepartout, lanciato lo scorso anno, l’edizione 2017 di Passwor[l]d ha costituito l’occasione per tracciare un primo bilancio, che parla di 43 app pubblicate e disponibili sullo store, circa 800 app scaricate finora e numerosi partner che contribuiscono costantemente al progetto. L’azienda ha fatto anche sapere che “l’app di maggior successo è sicuramente quella legata alle attività di raccolta ordini su smartphone e tablet, al momento disponibile per Android ma presto anche su iOs, mentre grande consenso e attesa, visto che attualmente è stata rilasciata solo in versione beta, sta raccogliendo l’app Customer Care, che permette l’amministrazione delle trattative e l’assistenza nel post vendita. L’app per la gestione dell’Antiriciclaggio si è invece attestata al primo posto per numero di installazioni, soprattutto presso i professionisti che utilizzano il software per commercialisti PassCom. In lavorazione è infine l’app Analisi Finanziaria Clienti, con report basati sulla classificazione del rating dei clienti e sulla ‘salute’ del credito dell’azienda”.

Le altre novità

Le altre novità annunciate all’evento di Riccione riguardano infine l’ambito Retail e quello HoReCa, cioè quello della ristorazione e delle attività ricettive. Nel primo ambito, quello di Retail, il gestionale per negozi, franchising e distribuzione organizzata, sarà disponibile, dopo l’estate, la nuova app Retail MySelf per il mobile commerce: scaricabile tramite Apple Store e Google Play e dotata di una interfaccia grafica di ultima generazione, la app permetterà al cliente del punto vendita di fruire di svariati servizi innovativi. Inoltre, per rendere sicure le transazioni di mobile payment verrà rilasciato dopo l’estate anche il nuovo modulo 3D Secure Card per la gestione sicura dei pagamenti con carta di credito, studiato in collaborazione con Cartasì. Questo nuovo modulo sarà reso disponibile anche per Welcome Mobile e Menu MySelf, le due nuove app che verranno introdotte ai primi di giugno per semplificare l’operatività delle strutture ricettive e dei pubblici esercizi.

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Passepartout, un “titano” per la tua impresa https://www.datamanager.it/2016/12/passepartout-un-titano-la-tua-impresa/ Tue, 20 Dec 2016 11:38:51 +0000 http://www.datamanager.it/?p=116258 Una base tecnologica robusta e personalizzabile. Una rete di partner a presidiare la richiesta di personalizzazione di un contesto industriale e normativo estremamente variegato. Questi gli ingredienti del successo dell’azienda Made in San Marino nel complesso mercato del software gestionale   Quello dei sistemi gestionali rimane uno dei settori del software applicativo più vitali e […]

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Una base tecnologica robusta e personalizzabile. Una rete di partner a presidiare la richiesta di personalizzazione di un contesto industriale e normativo estremamente variegato. Questi gli ingredienti del successo dell’azienda Made in San Marino nel complesso mercato del software gestionale

 

Quello dei sistemi gestionali rimane uno dei settori del software applicativo più vitali e diversificati. A livello globale, la partita si gioca tra pochi grandi brand impegnati sul fronte delle piattaforme ERP di classe industriale, destinate alle grandi organizzazioni, spesso attive in tutto il mondo. Ma su scala nazionale, specie in una realtà dalla spiccata vocazione burocratica come l’Italia, le soluzioni gestionali si rivolgono a un mercato altrettanto dinamico, popolato da numeri molto elevati di organizzazioni di dimensioni intermedie ma non meno esigenti sul piano dell’automazione e del controllo delle procedure di carattere amministrativo, fiscale, retributivo, e con forte vocazione all’export e allo sviluppo multinazionale. Per non parlare del crescente fabbisogno di strumenti più tipici della cosiddetta digital transformation, tool tecnologici che possano affiancare gli imprenditori e i loro manager nelle loro decisioni di business, aiutandoli ad anticipare il più possibile gli andamenti di attività forse limitate nella scala, ma non certo nella complessità e nelle sfide competitive da affrontare.

In piedi, da sinistra: Gabriele Berardi direttore Ricerca e Sviluppo, Barbara Reffi amministratore delegato, Stefano Franceschini fondatore e presidente, Simone Casadei Valentini direttore progettazione e assistenza area Imprese e Commercialisti. Seduti, da sinistra: Giusva Fiumana direttore Sistemi, Rudy Ricci direttore tecnico area Ho.Re.Ca. e Retail, Paolo Franceschini direttore Applicazioni, Stefano Benzi direttore Applicazioni

UN SISTEMA OPERATIVO GESTIONALE

In presenza di un tessuto di imprese di dimensioni spesso familiari, ma denso di casi di eccellenza e specializzazioni, il successo di un provider di software gestionale deriva dalla capacità di dominare due variabili che tendono a divergere. Per assicurare il corretto price point, le soluzioni offerte devono infatti poggiare su una forte base di standardizzazione, indispensabile per abbattere i costi di sviluppo e mantenimento del codice. Ma al tempo stesso bisogna venire incontro alla fame di personalizzazione che caratterizza il business delle piccole e medie imprese, fatta di mille esperienze e filoni produttivi, impossibili da soddisfare con un unico prodotto. Un’equazione che Passepartout risolve con un approccio a tenaglia. Da un lato una solida base tecnologica, sulla quale la software house sanmarinese – forte di 160 dipendenti e molto apprezzata nel comparto gestionale più classico, ma anche nelle soluzioni per commercialisti e per settori verticali come la ristorazione, l’hotellerie e il retail – ha costruito PassBuilder, un vero e proprio “sistema operativo” gestionale che integra l’ambiente di sviluppo necessario per la personalizzazione e l’espansione delle sue procedure, mantenendo il criterio di un’unica soluzione. Dall’altro una strategia commerciale che fa leva su un network di circa 300 partner tra value added reseller, sviluppatori e consulenti, oggi chiamati a una sfida nuova e stimolante: quella di dar vita insieme a Passepartout, ispirandosi ai modelli sperimentati da big player come Salesforce.com, al neonato PassStore, un marketplace di app gestionali destinate a verticalizzare e potenziare ulteriormente le soluzioni presenti in un catalogo già piuttosto differenziato. PassBuilder e PassStore, pur rappresentando il culmine di un quarto di secolo di attività, sono due novità assolute, ma hanno già cominciato a raccogliere i primi riconoscimenti. L’ultimo in ordine cronologico è recentissimo e riguarda il premio internazionale con il patrocinio della Commissione Europea, conferito a Milano lo scorso novembre, in occasione del Convegno Le Fonti, per il software gestionale più innovativo. Passepartout – si legge nelle motivazioni del premio – “si distingue anche per l’identità della strategia aziendale che prevede come unica modalità di accesso al mercato, la distribuzione, l’assistenza e la personalizzazione del software gestionale, attraverso un canale di concessionari qualificati” – e il suo presidente, Stefano Franceschini, è intervenuto al CEO Summit dedicato all’innovazione e alle nuove tecnologie per una leadership digitale e internazionale. Una testimonianza significativa per l’intero settore delle piccole e medie imprese, che grazie al software messo a punto dagli esperti di Passepartout, possono disporre di strumenti di controllo e decisione adeguati alla crescita e alla competizione, anche fuori dai nostri confini.


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Parlando con Data Manager, Franceschini ripercorre le tappe evolutive di un’azienda high-tech di grande personalità, da sempre focalizzata, oltre che su una rigorosa attenzione alla qualità, su strategie che la rendono unica. «Nel panorama del gestionale è in atto un fenomeno di forte concentrazione che porta sotto determinati brand soluzioni di provider un tempo indipendenti» – osserva il presidente. Tutto questo, secondo Franceschini, porta ad avere prodotti che fanno quasi le stesse cose oppure prodotti che fanno cose diverse ma difficilmente integrabili in un’unica soluzione. E anche i clienti che utilizzano queste soluzioni, rischiano di trovarsi disorientati, sballottati tra marchi “vecchi” e “nuovi”. «Passepartout segue una sua linea, scegliendo di crescere non per successive acquisizioni ma per sviluppo interno, camminando per la sua strada e offrendo una reale integrazione tra le diverse funzionalità dei prodotti, anche quando si tratta di specifiche verticalizzazioni o personalizzazioni come concetto di soluzione unica». Il gestionale Made in San Marino – dove Passepartout, “varata” ufficialmente nel 1988, ha sede da più di vent’anni – è in controtendenza anche nelle strategie di go-to-market, che fanno totale affidamento sul canale. «Alcuni nostri concorrenti – osserva al proposito Franceschini – sfruttano Internet per disintermediare le loro reti commerciali. Le tecnologie di Passepartout sono native in rete, ma come azienda di diritto sanmarinese, il canale indiretto è la sua unica risorsa distributiva. Ed è fatto da aziende indipendenti, che collaborano con noi perché in noi vedono il loro futuro».

Gabriele Berardi direttore Ricerca e Sviluppo

IL SOFTWARE DELL’AVIATORE

Oltre al suo portafoglio di tecnologie e competenze, Passepartout può contare sulla certificazione ISO 9001, non certo comune in questo settore, e sulla solidità del suo assetto finanziario, corroborata dai criteri di trasparenza che da un paio d’anni regolano i rapporti commerciali e fiscali tra la Repubblica del Titano e lo Stato italiano. Anche i dati dell’ultimo esercizio 2015 appartengono a una realtà in costante crescita di fatturato che supera nettamente la soglia dei 12 milioni di euro, registrando un più 6,1 per cento rispetto al 2014. Nel complesso, sono più di 65mila gli utenti dei prodotti software – il gestionale Mexal, la piattaforma per commercialisti Passcom, i verticali per negozi e catene retail, ristoranti, hotel, beauty-farm – sviluppati a San Marino e implementati anche grazie a un migliaio di consulenti applicativi messi a disposizione dal canale, che circondano le tecnologie Passepartout di professionalità ed efficienza. La storia della software house inizia ufficialmente alla fine degli anni Ottanta, ma la svolta più significativa avviene nel Duemila, quando Franceschini rileva la quota fino a quel momento appartenuta al socio finanziario che aveva seguito l’evoluzione commerciale dell’azienda. È una discontinuità importante perché la natura del presidente di Passepartout – nato a Firenze e ancora oggi a dispetto delle cadenze romagnole che lo circondano, perfettamente riconoscibile nella sua toscanità – è sempre stata fortemente tecnica. Fin dai primi anni di una carriera iniziata nell’Aviazione, Franceschini si occupava dell’informatica per il puntamento radar e altri sistemi di difesa, per poi proseguire in campi altrettanto “computazionali” come la meteorologia. Con un curriculum di questo tipo, è facile capire perché – anche come imprenditore – non abbia mai voluto delegare completamente la governance tecnologica delle sue creazioni, trascurando – per sua stessa ammissione – le attività più orientate al marketing. La prima a rilevare questo “sbilanciamento” è Barbara Reffi, amministratore delegato di Passepartout e compagna di vita di Franceschini. «Questa è sempre stata un’azienda poco commerciale – riconosce Reffi – che alla fine degli anni Novanta ha deciso di rinunciare alla sua professione di medico per acquisire, con evidente successo, una professionalità radicalmente nuova. Abbiamo figure tecniche bravissime, e lo stesso vale per i nostri partner. Quest’anima si riflette in un prodotto molto avanzato. Il mercato – però – richiede un approccio molto più consulenziale. Siamo sempre stati molto bravi nel rispondere alle richieste che arrivano dai clienti e oggi dobbiamo essere sempre più service oriented».


.@PassepartoutSpa Sviluppo di prodotto e strategia sempre più service oriented
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VINCERE È CONVINCERE

Ecco quindi che l’intera azienda, ancora caratterizzata da una maggioranza di ruoli impegnati sul fronte della ricerca e dello sviluppo, cambia passo e decide di rivedere le modalità di indirizzamento del mercato. Barbara Reffi, che confessa di credere molto nella forza dei social network, ripensa per esempio ai modelli comunicativi, ai canali pubblicitari, dedicando risorse e investimenti anche a campagne svolte su mezzi alternativi a quelli tradizionali. «A parità di spesa, una campagna sui social network professionali genera molti più prospect di uno spot radiofonico» – osserva l’amministratore delegato di Passepartout. Tuttavia, se l’esigenza è quella di venire incontro ai nuovi bisogni del mercato – aggiunge Franceschini – non è sufficiente intervenire sulla visibilità del brand. Occorre anche approfondire la conoscenza dei clienti e delle loro esigenze di business, stabilire – rispettando le prerogative dei partner – legami più forti con gli utenti finali dei prodotti. Secondo Barbara Reffi, Passepartout sta lavorando in modo molto più efficace nella gestione dei numerosi eventi fieristici e convegnistici che l’azienda organizza per creare un contatto diretto con le sue tecnologie. «I nominativi raccolti in queste occasioni vengono schedati e analizzati con cura, così come i partner ai quali affidare le liste dei contatti. Oggi, quasi un quinto delle opportunità così identificate si traducono in un contratto di vendita». E le relazioni proseguono anche dopo la firma dei contratti. «Già dopo tre mesi, i clienti vengono contattati per saggiare i loro livelli di soddisfazione e hanno sempre a disposizione, all’interno del programma, un sistema di emoticon che ci restituisce in tempo reale il gradimento dell’utente». Ci sono anche realtà, specie tra le installazioni più grandi, dove Passepartout, su esplicita richiesta del cliente, affianca i suoi partner nelle attività tecniche e progettuali. E tra le novità introdotte da quest’anno, c’è anche una nuova modalità di intervento dei servizi di help desk rivolti agli utilizzatori di Passcom, la soluzione per gli studi di commercialisti e consulenti del lavoro, oggi coordinati centralmente da Passepartout.

Stefano Benzi direttore Applicazioni

L’obiettivo, sottolinea Franceschini, è di essere più vicini ai bisogni concreti dei clienti, acquisendo nuove conoscenze del mercato e – contestualmente – abilitare un’azione ancora più mirata da parte del canale, evitando inutili sovrapposizioni e dispersioni di risorse. «Non dobbiamo dimenticare che quello del gestionale per piccole e medie imprese è un mercato saturo e in gran parte di sostituzione. Oggi, i clienti sono portati a scegliere le soluzioni Passepartout o perché sono insoddisfatti di quello che hanno o perché hanno bisogno di personalizzazione. Per fortuna, il nostro prodotto è anche un ambiente di sviluppo, che ci permette di essere incredibilmente flessibili. Ma insieme ai nostri partner, dobbiamo essere in grado di vincere le inerzie che ostacolano il cambiamento». Da questa azione coordinata e congiunta, sottolinea convinto Franceschini, nascerà una nuova fase di crescita, ancora più fondata sull’innovazione e la trasformazione digitale. «Anche le piccole imprese hanno bisogno di business intelligence o di soluzioni che consentano loro di controllare in modo diverso le relazioni con il cliente» – aggiunge l’AD, Barbara Reffi. In Passepartout, trovano una tecnologia fluida, che consente la messa a punto di funzioni diverse senza compromettere l’integrità del prodotto nel suo complesso, la sua capacità di accedere a una base di dati e informazioni condivise. Cosa che non sempre è possibile garantire quando si è costretti a mettere insieme soluzioni di fornitori diversi o prodotti che non nascono in un analogo contesto di integrazione.

IL MARKETPLACE DELLE PERSONALIZZAZIONI

Se è giusto aspettarsi che tematiche generali, come la business intelligence o il CRM, siano affrontate in prima persona dai ricercatori e dagli sviluppatori di Passepartout, dalle cui fucine sono nati e continueranno a nascere ulteriori estensioni dei prodotti base, i partner devono farsi carico delle implementazioni, delle personalizzazioni e di una potenziale miriade di temi molto più specifici. L’arma vincente, secondo Franceschini, si chiama PassStore. Un modello di espansione della piattaforma Passepartout in cui – afferma il presidente – «il partner non si limita a curare l’ultimo miglio che separa il nostro prodotto dal cliente, ma contribuisce direttamente all’ecosistema delle soluzioni. Noi continueremo a occuparci del prodotto base e delle sue articolazioni più importanti, demandando alle aziende del nostro canale le specializzazioni che possono riguardare praticamente tutto».

PassStore, precisa ancora Franceschini, è progettato con un vero e proprio marketplace dove partner e clienti possono pubblicare, commercializzare, estendere a loro volta le app sviluppate in ambiente PassBuilder. L’azienda di San Marino si occupa completamente della gestione, del processo di validazione delle app, della loro documentazione, del materiale formativo a supporto. «È come se Passepartout fosse diventata di colpo un’azienda di quasi duemila persone, tutte orientate alla soddisfazione del cliente. Nel mondo dei professionisti e commercialisti, l’ambiente di sviluppo e lo store danno la possibilità di creare applicazioni e servizi che riguardano le loro attività e possono essere condivisi con i clienti e altri professionisti».

Simone Casadei Valentini direttore progettazione e assistenza area Imprese e Commerciali

Il responsabile della ricerca e sviluppo, Gabriele Berardi, spiega l’intuizione tecnologica che è alla base di un ambiente gestionale che può essere modificato e potenziato senza intaccare la sua integrità, anzi ereditando automaticamente l’avanzamento tecnologico del prodotto base. «Nella visione di Franceschini, il momento della personalizzazione doveva restare completamente separato dal codice che Passepartout sviluppa e che i clienti utilizzano. Se avessimo aperto il codice sorgente della nostra soluzione ci sarebbe stato il problema dei “fork”, versioni del tutto indipendenti. Invece è stato costruito un vero e proprio linguaggio, lo stesso con cui abbiamo lavorato fin dall’inizio.

In questo modo, la soluzione CRM oggi in fase di sviluppo – sottolinea Berardi – può diventare non una semplice personalizzazione, ma una potente estensione funzionale dell’ambiente gestionale. L’architettura rigorosamente client server delle due soluzioni ammiraglie di Passepartout abilita un ulteriore livello di flessibilità. La parte server è eseguibile in ambienti Windows e Linux e può quindi funzionare in modalità cloud. Lato client, viene adottato un modello di esecuzione “runtime”, all’interno di una sorta di macchina virtuale che nel caso delle applicazioni distribuite attraverso il PassStore rende possibile la creazione di vere e proprie app mobili compatibili con i principali sistemi operativi. In tempi brevi – aggiunge inoltre Berardi – è prevista l’attivazione di una modalità “non connessa” che permette alle app gestionali di funzionare anche su device momentaneamente fuori rete. I rigorosi metodi di sviluppo adottati da Passepartout si ispirano sempre a un principio di integrabilità. I prodotti specializzati per l’area hospitality, così come la nuova soluzione analitica, nascono come applicativi a sé, ma utilizzano le stesse strutture dei dati e possono convivere molto facilmente con gli ambienti Passcom e Mexal, diventando così un’arma strategica in più per allargare ad ambiti nuovi la presenza di Passpartout nelle realtà utenti.


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MENTALITÀ DA CLOUD PROVIDER

Accanto alla ricerca e sviluppo, un ruolo importante viene svolto dalla divisione sistemi e server farm di cui è responsabile Giusva Fiumana. «La nostra è un’infrastruttura che è andata consolidandosi nel corso degli anni, fin da quando si è cominciato a parlare di application service provider» – precisa Fiumana. In seguito, con l’affermarsi dei modelli più avanzati del software as a service, la divisione di Fiumana ha cominciato a ragionare come un vero e proprio cloud provider, per poter assicurare agli utilizzatori finali e ai partner una qualità di servizio impeccabile a costi competitivi. «Il contenimento delle spese e degli investimenti in infrastrutture è sicuramente uno dei grandi vantaggi di una piattaforma gestionale in cloud» – spiega Fiumana. «L’altro è la capacità di essere costantemente al passo degli aggiornamenti, un aspetto fondamentale in una soluzione software che implementa una normativa in costante cambiamento». Passepartout, conferma il suo direttore dei sistemi, non poteva rinunciare ai vantaggi di Internet, ma non intendeva neppure mettere da parte la sua filosofia inclusiva nei confronti dei partner. «Il cloud non sarà mai un modo per scavalcare sviluppatori indipendenti e consulenti» – afferma Fiumana. Anzi, proprio grazie al software as a service questi ultimi possono dedicare più tempo e risorse alla conquista di nuovi clienti e alla loro fidelizzazione».

Rudy Ricci direttore tecnico area Ho.Re.Ca. e Retail

Nella struttura di governo di Passepartout, la funzione che ha il compito di “curare il contenuto del contenitore PassStore” è la direzione applicativa. Nel descrivere la sua mission, Stefano Benzi, che condivide con Paolo Franceschini la carica di direttore delle applicazioni, precisa che oltre a definire le finalità delle applicazioni sviluppate al proprio interno, il suo team «si occupa di validare quelle sviluppate dall’ecosistema dei concessionari, verificandone la manualistica, le interfacce, l’uniformità rispetto al corporate brand e le possibilità di cloudizzazione». Il progetto interno più ambizioso è proprio la app focalizzata sul CRM, un software autonomo dalle soluzioni ammiraglie ma perfettamente integrabile, nato dallo stesso ambiente di sviluppo e soprattutto in grado di girare su dispositivi fissi e mobili. Con la crescita di PassStore, Benzi prevede che la squadra al servizio dei due direttori applicazioni arriverà alle 20 unità. «Devono essere tutte figure molto esperte e competenti sia dello sviluppo vero e proprio sia del tipo di esigenze che le app devono coprire. Non sarebbe possibile proporre al canale soluzioni non in linea con le aspettative del cliente». Del resto, osserva ancora Benzi, il canale non è mai del tutto estraneo agli sviluppi che Passepartout porta avanti all’interno di questa struttura. «La fonte di ispirazione è sempre il cliente o il partner che raccoglie i “segnali nuovi” stando a contatto con i clienti». Il modello dell’app in grado di eseguire compiti molto specifici è in linea con l’impostazione voluta inizialmente da Franceschini. «Quando il tuo prodotto viene utilizzato in centinaia di installazioni, non puoi imporre aggiornamenti troppo frequenti dell’intera soluzione. Al contrario, la possibilità di installare solo determinate funzioni è percepita come un vantaggio». Nel giro di soli cinque mesi, è stato possibile inserire in PassStore una ventina di app, alcune delle quali sviluppate da partner. Due di queste consentono – per esempio – di inserire nelle reportistiche una voce sulla qualità degli imballi di un prodotto o il ricalcolo delle scorte minime in magazzino. Un’altra viene incontro alla nuova normativa che prevede in caso di impiego di sostanze zuccherine nei prodotti alimentari l’invio di una notifica automatica al MIPAAF tramite formulario web. «L’ambiente di Passepartout ci permette di aggiungere queste funzionalità in piena trasparenza, senza temere di ledere l’integrità della soluzione nel suo complesso». E questo, conclude Benzi, vale anche per una novità importante come l’applicazione CRM, per la quale è stata messa a punto una nuova struttura di database sviluppata interamente con il “linguaggio” di Passepartout.


.@PassepartoutSpa Eccellenza dell’Anno per l’innovazione gestionale #LeFontiAwards
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SOLUZIONI CHE “ACCOLGONO”

Un nuovo fronte di azione è quello che Passepartout ha da tempo inaugurato con i gestionali appositamente sviluppati per i settori alberghiero, della ristorazione e del retail. All’AD, Barbara Reffi, grande promotrice di un’area di verticalizzazione che affonda le proprie radici nella cultura dell’ospitalità di questa regione riporta il direttore tecnico, Rudy Ricci. «Il codice di prodotti come Menu, Beauty o Retail è indipendente dall’ambiente di sviluppo di PassBuilder – spiega Ricci – ma l’integrabilità è garantita, il che permette alla nostra rete di proporre le applicazioni come accessorio a chi utilizza i gestionali. Sempre più installazioni di Mexal si accompagnano all’impiego di Retail e viceversa, chi apre nuovi punti vendita e comincia a crescere, ha la necessità di acquisire piattaforme ERP. La nostra fortuna è quella di indirizzare un segmento intermedio di mercato, che amiamo definire MDO, media distribuzione organizzata». Ricci nota inoltre la grande maturazione di questo segmento nell’ottica del cosiddetto Retail 2.0. E-commerce, multicanalità, marketing di prossimità, fidelizzazione: tutte esigenze che le organizzazioni più piccole non avvertivano, ma che oggi sono diventate molto attuali e si possono presidiare con l’aiuto delle tecnologie Passepartout. Come il modulo per la business intelligence, oggi adattato alle interfacce per smartphone e tablet, che lo rendono «molto più fruibile, anche grazie alle personalizzazioni che i partner sanno mettere a punto». In questa chiave, conclude Ricci, stanno evolvendo gli stessi prodotti dell’area hospitality, con particolare riguardo all’apertura al cloud e ai servizi online. «Pensiamo, per esempio, alle nuove opportunità di cui vorranno e potranno godere direttamente i clienti di hotel e ristoranti, come i servizi di prenotazione e gestione del soggiorno o una app che permette di effettuare in autonomia l’ordinazione al tavolo». Ma anche alle occasioni più inesplorate – con una crescente attenzione nei confronti della possibile espansione internazionale delle strategie di Passepartout – che potranno nascere al seguito di clienti che a loro volta allargano oltre confine le proprie insegne ed esportano all’estero marchi, sfruttando il grande appeal della ristorazione e della produzione Made in Italy.

Giusva Fiumana direttore Sistemi

AL SERVIZIO DI FISCALISTI E CONSULENTI

La stessa voglia di cambiamento si respira secondo Simone Casadei Valentini nel settore degli studi professionali, un mercato sempre meno tradizionale e più aperto alle dinamiche di erogazione di servizi flessibili e al passo con le richieste formulate dalla clientela di commercialisti, consulenti del lavoro e altri esperti. Casadei Valentini ricopre l’incarico di direttore della progettazione e dell’assistenza per l’area imprese e commercialisti e in questa veste è al centro di una novità importante nella strategia che ha finora regolato le relazioni tra Passepartout e un mercato importante, ma relativamente recente, visto che la soluzione Passcom ha meno di dieci anni di vita. «Dallo scorso gennaio, abbiamo centralizzato in Passepartout tutte le attività di assistenza relativa al prodotto per commercialisti. Un altro vincolo è la possibilità di erogare Passcom solo in modalità cloud, cosa che ci consente di far leva sulla qualità della nostra server farm». La squadra guidata da Casadei Valentini si occupa anche della formazione, che in questo campo è particolarmente sfidante. «Non a caso, le persone che si occupano del secondo livello di assistenza sono in pratica dei commercialisti capaci di dominare perfettamente la tecnologia Passepartout. La normativa e la competenza in materia fiscale devono avere la priorità».

Secondo Casadei Valentini, la decisione non sancisce un divorzio rispetto alla normale strategia indiretta dell’azienda di San Marino, ma una sorta di “re-intermediazione”. Con il passare del tempo, Passepartout si è resa conto che non si poteva pretendere dai partner, perfettamente in grado di servire la clientela di tipo aziendale, la capacità di adattarsi al contesto molto specifico degli studi professionali. Occorreva una diversa capacità di presidio e di relazione di fronte alle richieste e criticità espresse dai clienti. «Vinciamo tutti se tutti siamo in grado di fare qualcosa di utile in questo ecosistema. L’idea di fondo è che siano gli stessi professionisti a fare da “ponte” verso una clientela tipicamente PMI, sulla quale possono intervenire i nostri partner». La realtà creata da Stefano Franceschini rappresenta un modello di azienda-rete profondamente innovativo sia rispetto alle strategie di espansione tipici di questo settore dell’industria software sia rispetto ad approcci basati sull’aggregazione di nuclei di competenze e unità business sotto un coordinamento centrale. Ma la robustezza delle basi tecnologiche e la lunga frequentazione con la componente più specifica e diffusa del tessuto economico italiano costituiscono gli ingredienti vincenti dell’alleanza tra Passepartout, i suoi partner e i clienti all’insegna di un gestionale duttile, accessibile e soprattutto efficace.

 

Foto di Gabriele Sandrini

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Passepartout vince la VII edizione dei Le Fonti Awards https://www.datamanager.it/2016/12/passepartout-vince-la-vii-edizione-dei-le-fonti-awards/ Fri, 02 Dec 2016 11:21:32 +0000 http://www.datamanager.it/?p=115158 Passepartout spa, software house specializzata in ERP per imprese e professionisti, è stata premiata come Eccellenza dell’Anno Innovazione & Leadership nella categoria Software Gestionale nella VII edizione dei Le Fonti Awards Martedì 15 novembre presso il Palazzo Mezzanotte, sede di Borsa Italiana a Milano, si è svolta la XXIII cerimonia di premiazione a livello globale […]

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Passepartout spa, software house specializzata in ERP per imprese e professionisti, è stata premiata come Eccellenza dell’Anno Innovazione & Leadership nella categoria Software Gestionale nella VII edizione dei Le Fonti Awards

Martedì 15 novembre presso il Palazzo Mezzanotte, sede di Borsa Italiana a Milano, si è svolta la XXIII cerimonia di premiazione a livello globale del gruppo degli IAIR AWARDS / Le Fonti Awards, con il patrocinio di Commissione Europea e la media partnership di Corriere Economia, che ha visto in nomination Stefano Franceschini nella categoria Imprenditore dell’Anno e Passepartout come Eccellenza dell’Anno / Innovazione & Leadership nella categoria software gestionale. La platea che vi ha preso parte era composta da imprenditori, alti dirigenti, partner di studi internazionali, gruppi bancari e direttori di quotidiani radiotelevisivi.

Anche quest’anno l’evento ha ospitato il CEO Summit, un dibattito esclusivo dal titolo Innovazione e nuove tecnologie per una leadership digitale e internazionale, trasmesso in diretta TV, che ha visto coinvolti Stefano Franceschini, Presidente di Passepartout, e Marcus East, Global Digital Manager della multinazionale britannica Marks & Spencer, già eCommerce Manager di Apple al fianco di Steve Jobs. Tra i protagonisti del CEO Summit anche Massimo Zanetti – Presidente di Massimo Zanetti Beverage Group, Flavio Radice – Presidente e CEO di Hitachi System CBT. I relatori hanno analizzato la rivoluzione digitale in corso dal punto di vista manageriale e imprenditoriale e da quello di fornitori di soluzioni IT: dalle competenze necessarie per gestire al meglio la disruptive innovation alle opportunità economiche che l’Italia può ottenere all’estero legate allo sviluppo di questi settori.

A seguire la cerimonia di premiazione che ha riconosciuto a Passepartout il premio per Eccellenza dell’Anno Innovazione & Leadership nella categoria Software Gestionale. La selezione dei candidati è avvenuta sulla base della survey diffusa presso oltre 40.000 contatti qualificati provenienti dal mondo delle imprese e delle professioni ed il riconoscimento è stato assegnato con la seguente motivazione: “Per le soluzioni affidabili e innovative, messe a punto in oltre 25 anni di esperienza, in particolare per i nuovi PassBuilder e PassStore. Per l’identità della strategia aziendale che prevede come unica modalità di accesso al mercato, la distribuzione, l’assistenza e la personalizzazione del software gestionale, attraverso un canale di concessionari qualificati.”

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“Il nostro è un mercato maturo ed è un mercato soprattutto di sostituzione.” – ha dichiarato Stefano Franceschini durante il suo intervento – “Per crescere molti player scelgono di acquistare marchi concorrenti con distributori, prodotti e clienti, effettuando poi la sostituzione del gestionale sui clienti acquisiti. E’ una strategia particolarmente difficile perché sostituire il gestionale significa spesso sconvolgere abitudini consolidate dell’impresa. Oggi i software, pur essendo molto diversi tra loro, possiedono tutti circa il 90% delle funzionalità che servono ai clienti, e diventa dispersivo mantenere e supportare prodotti simili ma diversi. Per ottimizzare si rende quindi necessario effettuare la sostituzione del gestionale sulle acquisizioni e riorganizzare anche altre funzioni, di supporto e
distribuzione, spesso a discapito della qualità del servizio. Passepartout ha invece scelto un percorso diverso che è stato premiato: crescere senza acquisizioni esterne ma per linee interne insieme ai propri Partner.

Seguendo questa strategia abbiamo deciso di dotare il nostro gestionale di PassBuilder, una potente piattaforma che permette ai Partner di sviluppare quelle funzionalità specifiche che rappresentano il cuore dell’azienda, che caratterizzano la sua strategia e che sono la vera forza di una impresa. Con PassBuilder, la cui ultima versione è particolarmente orientata alla digitalizzazione, all’utilizzo del prodotto su dispositivi mobile ed è predisposta a tantissime funzioni, i nostri concessionari sono in grado di personalizzare il programma che può comunque continuare asubire gli aggiornamenti normativi, funzionali e tecnologici della casa madre poiché questi aggiornamenti vengono ereditati anche da tutte le implementazioni realizzate dai Partner.

Abbiamo inoltre realizzato PassStore, un market place dove i nostri distributori possono depositare le loro realizzazioni per metterle a disposizione non solo del singolo cliente ma di tutti i clienti che hanno esigenze analoghe. PassBuilder e PassStore rappresentano l’ultimo tassello di quella che è da sempre la strategia Passepartout: crescere grazie all’innovazione tecnologica, mettendo al centro della nostra strategia i nostri Partner, non solo come distributori del nostro gestionale ma, da oggi, anche come co-produttori. Oggi, da un’azienda con circa 200 collaboratori possiamo dire di averne potenzialmente 2000 perché tutti i nostri concessionari possono sviluppare quella parte di software necessaria al cliente e che lo soddisfa al 100%.”

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Una Passepartout nuova di zecca https://www.datamanager.it/2016/06/passepartout-nuova-zecca/ Tue, 21 Jun 2016 09:19:34 +0000 http://www.datamanager.it/?p=103892 L’azienda accoglie i partner di canale nel Centro Congressi di Riccione, per illustrare le novità (molte e significative) e spiegare cosa aspettarsi per il prossimo futuro in termini tecnologici e commerciali Nonostante il tempo atmosferico abbia reso un po’ umide le giornate, nel Centro Congressi di Riccione, teatro dell’evento Passwor[l]d 2016, l’attenzione dei partecipanti è […]

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L’azienda accoglie i partner di canale nel Centro Congressi di Riccione, per illustrare le novità (molte e significative) e spiegare cosa aspettarsi per il prossimo futuro in termini tecnologici e commerciali

Nonostante il tempo atmosferico abbia reso un po’ umide le giornate, nel Centro Congressi di Riccione, teatro dell’evento Passwor[l]d 2016, l’attenzione dei partecipanti è stata tutta rivolta alle presentazioni fatte dai dirigenti di Passepartout, dati i contenuti innovativi delle proposte lanciate per l’occasione ai partner. Già dal benvenuto, affidato a Corrado Rossi, direttore commerciale dell’azienda, si è respirato il taglio innovativo dei messaggi che si volevano trasmettere a partner e mercato. A seguire, l’intervento di Umberto Bertelé, presidente onorario del Mip, Politecnico di Milano, che ha illustrato come l’innovazione digitale stia cambiando le nostre vite e come sia necessario ripensare le imprese. Tra le numerose e cospicue trasformazioni portate dal digitale, Bertelé ha ricordato quella dei giornali e delle riviste, che stanno diventando sempre meno cartacei e sempre più digitali, con la diffusione che cresce moltissimo. Per l’occasione, Bertelé ha ricordato l’affermazione di una figura importante del giornalismo recente, Ferruccio De Bortoli che, parlando dello stato attuale delle testate, ha affermato: «Mai così tanti lettori, mai così pochi soldi». Un altro segno dei tempi è rappresentato dalla classifica dei principali retailer USA, che oggi vede Amazon al secondo posto assoluto, dietro a Walmart. «Il cambiamento non va subito, ma cavalcato», ha concluso Bertelé. Cui ha fatto seguito la presentazione di Stefano Franceschini, presidente e fondatore di Passepartout. «Quest’anno è molto importante, perché segna un punto di svolta – ha osservato Franceschini -. Il mondo cambia e deve cambiare anche Passepartout, lanciando idee originali e innovative che mettano il partner al centro della scena». Esattamente quello che ha fatto, appunto, l’azienda, con PassBuilder e PassStore.

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PassBuilder è la nuova piattaforma di sviluppo che integra le funzionalità presenti sui gestionali Passepartout, aggiungendo sviluppo per web e mobile. PassStore è il repository di tutte le app sviluppate per Passepartout (PassApp), dove i partner potranno scambiare le app sviluppate per applicazioni verticali, mettendole a disposizione, gratis o a pagamento, di tutta la comunità. «Il paradigma su cui si basa PassBuilder è un po’ come quando si fa la pizza – ha spiegato Franceschini –: alla base c’è la focaccia, preparata da Passepartout. Una soluzione già pronta e utilizzabile così com’è, ma che viene proposta ai partner con la possibilità di aggiungere condimenti diversi, in base alle esigenze dei loro clienti finali. Il risultato sarà un prodotto ritagliato sulle specifiche necessità degli utilizzatori».

Le soluzioni specializzate Horeca (dedicate a Hotel e ristorazione collettiva) e retail, per la gestione di negozi, catene e franchising, oggi proposte come prodotti a sé stanti, in quanto già complete e dotate di tutto ciò che occorre per usarle da sole, «possono oggi essere considerate come delle grosse app di Mexal, che non avranno app a loro volta, ma al limite avranno dei moduli, degli ampliamenti» ha aggiunto Franceschini.

Cloud e commercialisti

Tra le novità presentate da Passepartout a Riccione c’è anche la nuova soluzione per i commercialisti, PassComm. Evoluzione della precedente Businesspass, PassComm verrà proposta esclusivamente in modalità SaaS (Software-as-a–Service) e con l’assistenza tecnica erogata direttamente da Passepartout, sempre però attraverso il partner. «Passepartout, pur nella continuità, è diventata una cloud company – ha spiegato Barbara Reffi, amministratore delegato dell’azienda -, spostando sempre di più la propria attenzione dal prodotto al servizio. In questa chiave, abbiamo cambiato la grafica del logo e il payoff (che oggi recita: ‘Software Gestionale’)». Inoltre, per rendere i siti web dei partner più accattivanti, Passepartout oggi propone gratuitamente un template già pronto e facilmente personalizzabile. «La soluzione Horeca è quella che presenta la crescita maggiore in azienda in termini di vendite – ha aggiunto Reffi –: parliamo del +36% dall’anno scorso, su un fatturato di 12,8 M€ complessivi realizzati da Passepartout».

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Un altro aspetto importante della piattaforma PassBuilder è la sua capacità di offrire tool per lo sviluppo di app anche in ambiente mobile e per creare Web Service, senza che i partner debbano conoscere e sviluppare con linguaggi specializzati come Xml (eXtensible Markup Language). In pratica, viene fornita un’interfaccia di semplice utilizzo che consente di sviluppare app anche per smartphone e tablet. In particolare, la scelta di aprire le soluzioni all’utilizzo su piattaforme mobili, quali iOS e Android, dà un ulteriore livello di flessibilità e di apertura al futuro alle soluzioni Passepartout, grazie appunto ai partner. «Passepartout non si vuole sostituire ai partner, ma li vuole affiancare – ha concluso Franceschini –. Per questo, abbiamo introdotto in tutti i prodotti la possibilità di valutazione della propria soddisfazione da parte dei clienti finali, attraverso opportune emoticon».

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L’ecosistema di Passepartout, cloud e tocco femminile https://www.datamanager.it/2015/11/lecosistema-di-passepartout-cloud-e-tocco-femminile/ Tue, 24 Nov 2015 13:08:19 +0000 http://www.datamanager.it/?p=87850 Ottimizzazione e risparmio delle risorse. Le soluzioni in cloud di Passepartout sono la risposta a queste esigenze. Nessun costo fisso per i servizi e nessuna manutenzione dell’infrastruttura Passepartout nasce nel 1989 con la mission di supportare lo sviluppo del business di aziende, commercialisti e operatori del settore ospitalità e vendita al dettaglio tramite un software gestionale […]

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Ottimizzazione e risparmio delle risorse. Le soluzioni in cloud di Passepartout sono la risposta a queste esigenze. Nessun costo fisso per i servizi e nessuna manutenzione dell’infrastruttura

Passepartout nasce nel 1989 con la mission di supportare lo sviluppo del business di aziende, commercialisti e operatori del settore ospitalità e vendita al dettaglio tramite un software gestionale al tempo stesso semplice da usare, affidabile e flessibile, per adattarsi alle esigenze in continuo mutamento dei clienti. «A differenza delle altre software house, noi siamo un’azienda spiccatamente tecnica. è un tecnico il presidente, Stefano Franceschini, e tutto l’organigramma aziendale riflette questa impostazione. Si tratta dell’identità stessa della compagnia, di cui siamo molto orgogliosi. E siamo anche l’unica software house totalmente cloud» – ci spiega l’AD, Barbara Reffi. Questa caratteristica è all’origine di molte delle novità proposte dall’azienda per quanto riguarda le linee d’offerta. Per Passepartout, il cloud deve abilitare funzionalità sulla “nuvola”, ma i servizi devono poter essere utilizzati in modalità sia online che offline. Lavoro connesso quando c’è rete, lavoro in locale quando non c’è, e il sistema si aggiorna in automatico quando viene ristabilita la linea. L’azienda si è mossa in questa direzione, per esempio, con i nuovi strumenti Sprix, all’interno della piattaforma MEXAL, per le verticalizzazioni e lo sviluppo di app per i device mobili. E con l’esclusiva tecnologia “Undercloud”, Passepartout ha reso completamente cloud tutta la propria offerta. «Una delle sfide principali dell’IT di oggi è legata all’ottimizzazione e al risparmio delle risorse» – prosegue Reffi. «Le soluzioni in cloud sono la risposta a queste esigenze». Nessun aggiornamento della soluzione a carico del cliente, nessun costo fisso per i servizi acquistati, nessuna manutenzione dell’infrastruttura: tutto è a carico del service provider, mentre l’utilizzatore finale risparmia tempo e denaro per concentrarsi esclusivamente sul proprio business.


#Passepartout #cloud Barbara Reffi, AD @PassepartoutSPA Nuovi modelli per crescere
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Nuovi modelli e opportunità

Anche per i partner

«C’è comunque chi vede possibili criticità anche in questo modello. Per esempio, i partner temevano una sovrapposizione di competenze, che però non sussiste. Oggi, tutti sono soddisfatti del nostro live update. Il segreto secondo noi è spostare il focus su attività a maggior valore, che solo risorse con le competenze adeguate possono fornire». L’intervento dell’amministratore delegato a Passwor(l)d, la convention aziendale di San Marino, è ruotato intorno al concetto dell’ecosistema composto dall’azienda e dalla rete dei partner. «è fondamentale creare una forza combinata che si alimenti del contributo di tutti, facendo crescere in maniera esponenziale le opportunità di business, senza peraltro neanche troppa fatica» – spiega Reffi. Spesso, le soluzioni migliori sono già disponibili all’interno dell’ecosistema stesso, senza bisogno di cercarle altrove, ma occorre sviluppare la collaborazione e la comunicazione per essere a conoscenza delle novità. «Ci sono aggiornamenti importanti anche nell’ambito della nostra offerta indirizzata al settore Ho.Re.Ca., dove le soluzioni dedicate sono multilingua. Va sottolineato che l’idea di ecosistema non va applicata solo al mondo dei partner, ma anche al complesso delle nostre soluzioni. Si tratta di prodotti e servizi altamente integrati tra loro. Non forniamo unicamente software gestionali, ma soluzioni adatte a gestire tutti i settori dell’attività dei nostri clienti».


#Passepartout Barbara Reffi, AD @PassepartoutSPA Portare un contributo femminile al business
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Crescita e nuove sfide

Oltre alle incombenze che il ruolo di amministratore aziendale comporta, Barbara Reffi si occupa anche dell’immagine di Passepartout. «Uno degli obiettivi che perseguiamo è l’uniformità di comunicazione, e non solo all’interno dell’azienda. Anche questo fa parte della nostra strategia di ecosistema. Abbiamo per esempio risorse dedicate a seguire l’immagine dei partner, fornendo loro supporto in modo da essere allineati con la nostra comunicazione. Per me, essere AD di Passepartout è una sfida affascinante perché ha significato ridefinire ruoli e priorità. Come tutte le sfide, è anche una formidabile opportunità di crescita, e devo confessare che le soddisfazioni sono tante». Portare un contributo femminile al business può essere un fattore importante ai fini del successo, perché le donne sono portatrici di una sensibilità “diversa” rispetto a quella maschile. «La ricchezza dei punti di vista è sempre utile per confrontarsi e imparare. La convention del mondo Passepartout mi è sembrata utile per presentare le novità e scambiarsi idee. è sempre possibile migliorare ma credo che grazie al lavoro di tutto il nostro ecosistema, raggiungeremo i traguardi di eccellenza che ci siamo prefissati».

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Passepartout, nuove rotte per il business https://www.datamanager.it/rivista/passepartout-nuove-rotte-il-business-55511.html Thu, 17 Apr 2014 14:04:25 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2014/04/passepartout-nuove-rotte-per-il-business/ Visione del mercato, ruolo dei partner nell’era cloud e nuovo modello di go-to-market. La partner conference di San Marino segna anche i 25 anni di soluzioni gestionali al fianco di imprese e professionisti   Anche in un anno particolarmente difficile, Passepartout (www.passepartout.net), software house e cloud company con sede nella Repubblica di San Marino, esce […]

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Visione del mercato, ruolo dei partner nell’era cloud e nuovo modello di go-to-market. La partner conference di San Marino segna anche i 25 anni di soluzioni gestionali al fianco di imprese e professionisti

 

Stefano FranceschiniAnche in un anno particolarmente difficile, Passepartout (www.passepartout.net), software house e cloud company con sede nella Repubblica di San Marino, esce a testa alta festeggiando il suo venticinquesimo compleanno. Il modello undercloud ha dato i propri frutti. Prossimo passo: i commercialisti. Il Kursaal di San Marino ha ospitato l’edizione 2014 dell’evento che quest’anno ha riunito più di 350 partecipanti. La sfida al futuro è lanciata: presidio della microimpresa, focus sul canale e modello di vendita diretto via web. Il nuovo layout distributivo mette insieme know-how tecnico e nuova organizzazione commerciale al centro della strategia di Passepartout. Ergonomia, accessibilità e compatibilità con i dispositivi mobile sono i punti di forza di un’offerta sempre più su misura. Il software di Passepartout si è evoluto per stare al passo con i tempi. Un software sviluppato per la maggior parte in linguaggio C, un pezzo unico le cui componenti si attivano attraverso chiavi, che lo portano a essere particolarmente efficiente e leggero, tanto da rendere quasi naturale il passaggio alla versione cloud. Un software cresciuto senza acquisizioni di terze parti e pertanto privo della necessità di compromessi.

«Dobbiamo rassegnarci a navigare a vista. La crisi non è ancora superata» – ha detto nel suo keynote di apertura Stefano Franceschini, presidente e fondatore storico della società.

«Puntare su commercialisti» – è la missione che affida ai partner. «Si tratta del settore che meglio si presta al cloud». Poi la presa di coscienza di un problema: «Attenzione ai gestionali gratuiti». Presentata anche la nuova interfaccia di Mexal, il potente gestionale indirizzato alle piccole e medie imprese, che ha reso più semplice l’operatività nella distribuzione delle funzionalità all’interno dell’area di lavoro. La nuova versione si caratterizza inoltre per un incremento delle funzionalità del prodotto alla versione a 64 bit, non sicuramente mera ricompilazione della precedente. Grande attenzione ai dispositivi mobili, con l’ottimizzazione per le versioni Apple e Android. Nuovo tool MyDB in versione beta in grado di aggiungere dati e anagrafiche senza conoscere nulla di programmazione. E per esaltare le capacità del nuovo tool, il rilascio di un modulo CRM, interamente sviluppato grazie a esso, pensato per le campagne di marketing, opportunità commerciali e attività di prevendita.

«In un anno in cui, come purtroppo tutti sappiamo, molte imprese sono state costrette a chiudere i battenti, possiamo registrare un forte aumento delle vendite che ha superato l’inevitabile fenomeno delle disdette» – ha detto Barbara Reffi, amministratore delegato dell’azienda.

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