Stephen Hawking – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Sun, 07 Oct 2018 15:41:53 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png Stephen Hawking – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 La Corea non produrrà più il robot “killer” https://www.datamanager.it/2018/04/la-corea-non-produrra-piu-il-robot-killer/ Wed, 11 Apr 2018 13:25:56 +0000 http://www.datamanager.it/?p=145419 Il progetto del Korea Advanced Insitute of Science and Technology non si farà per evitare la proliferazione di macchine da guerra senzienti Il KAIST, Korea Advanced Insitute of Science and Technology, non porterà a termine il suo SGR-A1. Il progetto intendeva costruire un robot per la guerra, come spesso accade “per scopo difensivo” ma con […]

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Il progetto del Korea Advanced Insitute of Science and Technology non si farà per evitare la proliferazione di macchine da guerra senzienti

Il KAIST, Korea Advanced Insitute of Science and Technology, non porterà a termine il suo SGR-A1. Il progetto intendeva costruire un robot per la guerra, come spesso accade “per scopo difensivo” ma con la pericolosa idea che la macchina si potesse trasformare in qualcosa di potenzialmente più pericoloso. La divisione interna conosciuta come Research Centre of the Convergence of National Defence and Artificial Intelligence, stava lavorando in collaborazione con la compagnia Hanwa per la finalizzazione dell’automa, che aveva suscitato un bel po’ di critiche nel mondo degli accademici, non solo occidentali. Non a caso, qualche giorno fa, 50 specialisti si erano uniti in una lettera comune con cui chiedevano alle agenzie preposte di annullare l’iniziativa, prima che fosse troppo tardi.

Cosa succede

Ebbene, a nemmeno una settimana di distanza ecco il dietrofront, peraltro non troppo convinto da parte delle società coreane. “Come istituzione accademica, condividiamo i valori umani e gli standard etici globali – aveva detto il presidente del KAIST – per questo confermo come non ci sono da parte nostra attività che vanno contro la dignità della persona, come armi autonome che possono sfuggire dal controllo dell’uomo”.

La decisione però sembra definitiva e non sarà solo una coincidenza il fatto che la prossima settimana, presso le Nazioni Unite, vi sarà un meeting focalizzato proprio sulle nuove metodologie di distruzione di massa, per le quali già 20 paesi sono concordi con lo stabilire norme che vietino lo sviluppo di simili artefatti, anche a scopo difensivo. Sul tema il compianto Stephen Hawking avrebbe avuto un bel po’ da dire, come peraltro aveva già fatto in più di un’occasione, riconoscendo i rischi di una AI talmente intelligente dall’infischiarsi degli ordini dati da un ammasso di carne e muscoli.

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Addio a Stephen Hawking, il teorico dei buchi neri https://www.datamanager.it/2018/03/addio-stephen-hawking-teorico-dei-buchi-neri/ Wed, 14 Mar 2018 10:42:41 +0000 http://www.datamanager.it/?p=143533 L’astronomo Stephen Hawking è morto all’età di 76 anni. E’ ricordato per le sue teorie sui buchi neri e la struttura del cosmo Stephen Hawking, fisico e cosmologo famoso per le sue teorie sui buchi neri e le origini dell’Universo, è scomparso questa notte nella sua casa di Cambridge, nel Regno Unito, all’età di 76 […]

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L’astronomo Stephen Hawking è morto all’età di 76 anni. E’ ricordato per le sue teorie sui buchi neri e la struttura del cosmo

Stephen Hawking, fisico e cosmologo famoso per le sue teorie sui buchi neri e le origini dell’Universo, è scomparso questa notte nella sua casa di Cambridge, nel Regno Unito, all’età di 76 anni. La notizia è stata confermata questa mattina dalla famiglia. Hawking era nato a Oxford l’8 gennaio 1942 e nella sua carriera ha rivoluzionato non solo il modo di pensare il cosmo ma si è interessato anche al futuro dell’umanità. Lo scienziato ad esempio riteneva che l’intelligenza artificiale potesse rappresentare un pericolo per la nostra specie e si è impegnato nella ricerca della vita extraterrestre.

Stephen Hawking si ammala di SLA nel 1963 ma nonostante l’handicap riesce a raggiungere la carica di Direttore di ricerca del Dipartimento di matematica applicata e fisica teorica dell’università di Cambridge. La fama in ambito scientifico arriva nel 1973 con la formulazione della teoria sull’evaporazione dei buchi neri conosciuta in seguito come “radiazione di Hawking”. Nel 1979 lo scienziato ottiene la cattedra lucasiana di matematica dell’università di Cambridge, la stessa dove si era seduto Isaac Newton, e nel 1988 scrive uno dei libri di scienza divulgativa più apprezzati al mondo “La grande storia del tempo: Guida ai misteri del cosmo”.

“Volevo sondare le profondità remote dell’Universo. Forse ci sono riuscito in piccola parte, ma ci sono ancora moltissime cose che desidero sapere”, ha dichiarato Hawking a dimostrazione del suo desiderio di indagare i misteri che governano la natura.

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Stephen Hawking ha captato la voce degli alieni? https://www.datamanager.it/2017/09/stephen-hawking-captato-la-voce-degli-alieni/ Mon, 04 Sep 2017 10:02:05 +0000 http://www.datamanager.it/?p=129910 Il team di ricerca guidato da Stephen Hawking ha scoperto “15 nuovi e misteriosi segnali radio” provenienti da una galassia lontana Da sempre l’uomo si è chiesto se fosse solo nell’Universo e oggi potrebbero essere arrivate le prove che ci sono forme di vita intelligente al di fuori del Sistema Solare. L’astronomo Stephen Hawking ha […]

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Il team di ricerca guidato da Stephen Hawking ha scoperto “15 nuovi e misteriosi segnali radio” provenienti da una galassia lontana

Da sempre l’uomo si è chiesto se fosse solo nell’Universo e oggi potrebbero essere arrivate le prove che ci sono forme di vita intelligente al di fuori del Sistema Solare. L’astronomo Stephen Hawking ha annunciato la scoperta di “15 nuovi e misteriosi segnali radio” provenienti da una galassia nana distante 3 miliardi di anni luce. Data l’enorme distanza che ci separa dall’origine del segnale è probabile che chi lo abbia emesso sia morto da tempo oppure potrebbe anche trattarsi di una stella di neutroni, uno dei corpi celesti più bizzarri.

La scoperta è avvenuta nell’ambito del progetto Breakthrough Listen Project finanziato dal magnate russo Yuri Milner. L’iniziativa consiste nell’analisi di 10 miliardi di frequenze provenienti dalle 100 galassie a noi più vicine. In questo momento 9 milioni di volontari di tutto il mondo hanno messo a disposizione i loro computer per sostenere il centro di ricerca nello studio di questa enorme mole di dati. I misteriosi segnali radio potrebbero essere provocati dall’energia utilizzata dagli alieni per muovere le loro navi spaziali ma gli scienziati sono molto prudenti quando si parla di extraterrestri. “Non abbiamo idea da dove i segnali provengano. – ha detto con Vishal Gajjar, astronomo del Berkeley Research Centre – Ci sono solo 30 sorgenti di questi segnali nell’Universo e una sola che si ripete. Dobbiamo studiarla ancora. Ci sono più teorie che fonti di segnali, più domande che risposte. Più studiamo e più troviamo cose strane”.

Se davvero riuscissimo a metterci in contatto con gli alieni questo potrebbe essere l’evento più epocale della storia ma secondo Hawking, che ci ha messo in guardia sui pericoli derivanti dallo sviluppo delle intelligenze artificiali, c’è la possibilità che gli extraterrestri non siano ben intenzionati nei nostri confronti. “Avrebbero per noi lo stesso interesse che noi abbiamo per i batteri, – ha detto l’astrofisico – e se ci andasse bene ci tratterebbero come Cristoforo Colombo trattò gli indigeni che incontrò nel nuovo mondo”. Hawking comunque ritiene che lo spazio sia l’unica salvezza per il genere umano in quanto la Terra avrebbe ormai le ore contate. Secondo l’esperto abbiamo infatti appena 100 anni per trovare una nuova casa su un altro pianeta se non vogliamo estinguerci a causa di guerre, fame e cambiamenti climatici.

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Cosa c’è dietro il piano spaziale di Stephen Hawking https://www.datamanager.it/2016/04/cosa-ce-dietro-piano-spaziale-stephen-hawking/ Thu, 14 Apr 2016 18:00:34 +0000 http://www.datamanager.it/?p=99035 Lo scienziato vorrebbe inviare una sonda laser in orbita e lo annuncia nel 55esimo anniversario del volo di Yuri Gagarin Ha spiazzato un po’ tutti la decisione di Stephen Hawking di abbracciare il progetto del miliardario russo Yuri Milner. Il magnate vuole infatti inviare una sonda verso Alfa Centauri per aprire la strada nella direzione dei viaggi […]

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Lo scienziato vorrebbe inviare una sonda laser in orbita e lo annuncia nel 55esimo anniversario del volo di Yuri Gagarin

Ha spiazzato un po’ tutti la decisione di Stephen Hawking di abbracciare il progetto del miliardario russo Yuri Milner. Il magnate vuole infatti inviare una sonda verso Alfa Centauri per aprire la strada nella direzione dei viaggi interstellari. Hawking lo ha annunciato il 12 aprile, giorno del 55esimo anniversario del viaggio spaziale di Yuri Gagarin, il primo uomo a solcare l’orbita terrestre. Ma a cosa servirà un progetto come quello pensato dallo scienziato e da Milner? Prima di tutto a capire se è davvero possibile raggiungere soglie così fantascientifiche come Alfa Centauri, il sistema stellare più vicino alla Terra ma comunque distante 40 mila miliardi di chilometri, circa 4,3 anni luce. Fino ad oggi si pensava che una qualsiasi sonda potesse raggiungere quella distanza in più o meno 30 mila anni, troppi per fantasticare concretamente.

La scoperta

E così Hawking e Milner, assieme al board di visionari della Breakthrough Initiaves, di cui fa parte anche Mark Zuckerberg, hanno pensato di dare una certa spinta alla sonda (in realtà tante mini-sonde) che si avvierà in direzione Alfa Centauri grazie ad un motore costituito da tanti raggi laser. In questo modo verrà prodotta una potenza di circa 100 gigawatt che farebbe decollare uno Space Shuttle e che, in questo caso, servirà alle mini sonde per raggiungere i 200 milioni di chilometri all’ora. A quel punto si apriranno delle particolari ali che permetteranno di sfruttare il boost iniziale per arrivare sulle stelle in circa 20 anni. Qualora la missione dovesse andare a buon fine, i vettori spaziali raccoglieranno elementi sul sistema di Alfa Centauri per aumentare la conoscenza dell’uomo sul misterioso trittico di stelle di cui è composto. Per ottenere tali informazioni serviranno però altri 4 anni, il tempo necessario alle sonde per avvicinarsi alla Terra quanto basta e poter inviare agli scienziati i dati.

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SpaceShipTwo: inizia l’era del turismo spaziale https://www.datamanager.it/2016/02/spaceshiptwo-inizia-lera-del-turismo-spaziale/ Mon, 22 Feb 2016 18:30:31 +0000 http://www.datamanager.it/?p=95080 Virgin Galactic ha presentato SpaceShipTwo, la sua seconda navetta per il turismo spaziale. Ai comandi c’era Han Solo Mentre Elon Musk e Jeff Bezos competono su chi realizzerà il primo vero razzo riutilizzabile, Sir Richard Brenson e la sua Virgin Galactic sono entrati ufficialmente nell’era del turismo al di fuori dell’atmosfera. L’agenzia spaziale privata ha […]

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Virgin Galactic ha presentato SpaceShipTwo, la sua seconda navetta per il turismo spaziale. Ai comandi c’era Han Solo

Mentre Elon Musk e Jeff Bezos competono su chi realizzerà il primo vero razzo riutilizzabile, Sir Richard Brenson e la sua Virgin Galactic sono entrati ufficialmente nell’era del turismo al di fuori dell’atmosfera. L’agenzia spaziale privata ha presentato SpaceShipTwo, la nuova navetta in grado di trasformare un ristretto gruppo di persone “comuni” in astronauti. Virgin Galactic ha risolto i problemi che hanno causato lo schianto della SS2 Enterprise nel deserto del Mojave e si prepara al primo volo suborbitale.

Alla cerimonia di presentazione della SpaceShipTwo ha partecipato anche l’attore Harrison Ford, che indossando i panni di Han Solo della saga di Star Wars si è messo ai comandi della navetta. Nel corso dell’evento è intervenuto anche l’astrofisico Stephen Hawking, che ha espresso il desiderio di essere il primo a salire a bordo dell’avveniristico mezzo, e la candidata al premio Nobel per la pace, Malala Yousafzai. La SpaceShipTwo non può volare in autonomia e deve essere trasportata a 15 chilometri di altezza da un aereo. Una volta conclusa questa operazione, il mezzo sarà in grado di raggiungere i 100 km di quota e permetterà ai 6 passeggeri di sperimentare l’assenza di gravità in un volo suborbitale. L’esperimento di Brenson rimane però appannaggio di pochi, in quanto il costo del biglietto è di 250mila dollari.

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Stephen Hawking si batte contro le AI come arma https://www.datamanager.it/2015/07/stephen-hawking-si-batte-contro-le-ai-come-arma/ Wed, 29 Jul 2015 18:00:06 +0000 http://www.datamanager.it/?p=82043 Un gruppo di scienziati di livello internazionale ha firmato una lettera in cui denuncia la pericolosità dell’intelligenza artificiale a scopo bellico I progressi nel settore dell’intelligenza artificiale stanno mettendo in allarme diversi scienziati ed esponenti del mondo dell’hitech. Il fisico Stephen Hawking ed il patron di Tesla Elon Musk, ad esempio, temono che questa tecnologia […]

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Un gruppo di scienziati di livello internazionale ha firmato una lettera in cui denuncia la pericolosità dell’intelligenza artificiale a scopo bellico

I progressi nel settore dell’intelligenza artificiale stanno mettendo in allarme diversi scienziati ed esponenti del mondo dell’hitech. Il fisico Stephen Hawking ed il patron di Tesla Elon Musk, ad esempio, temono che questa tecnologia possa in futuro diventare pericolosa per l’uomo quando comincerà ad avere coscienza di essere superiore dal punto di vista intellettivo. In particolare, la paura maggiore è che le AI possano essere utilizzate nel prossimo futuro a scopo militare. Hawking, Musk e altri scienziati di fama internazionale hanno quindi firmato una lettera in cui denunciano la pericolosità dell’intelligenza artificiale utilizzata come arma.

Le paure in merito all’intelligenza artificiale come arma

Oltre a Hawking, che nel frattempo sta collaborando ad un progetto milionario per cercare conferma di forme di vita extraterrestri, hanno firmato la petizione anche il filosofo Noam Chomsky e il co-fondatore di Apple Steve Wozniak. “La tecnologia dell’intelligenza artificiale ha raggiunto un livello in cui lo sviluppo di armi autonome è – di fatto anche se non legalmente – questione di anni, non decenni.  – si legge nella lettera – E la posta in gioco è alta: le armi autonome sono state descritte come la terza rivoluzione negli armamenti, dopo la polvere da sparo e le armi nucleari”. Gli scienziati sottolineano che armi che agiscono senza i comandi di un operatore potrebbero essere talmente diffuse da diventare “i Kalashnikov di domani” a causa dei bassi costi di produzione. Inoltre, questi dispositivi abbasseranno la soglia psicologica per far sì che si ricorra alla guerra per risolvere le dispute fra nazioni e potrebbero facilmente essere acquistate sul mercato nero da terroristi, dittatori e altri personaggi di tale risma.

“Ci sono molti modi in cui l’intelligenza artificiale può rendere i campi di battaglia più sicuri per gli esseri umani, soprattutto i civili, senza il bisogno di creare nuovi strumenti letali. Queste armi sono ideali per compiti come l’omicidio, la destabilizzazione di popolazioni e l’uccisione selettiva di gruppi particolari”, concludono gli scienziati.

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Stephen Hawking e un magnate russo a caccia di alieni https://www.datamanager.it/2015/07/stephen-hawking-e-un-magnate-russo-a-caccia-di-alieni/ Tue, 21 Jul 2015 12:51:54 +0000 http://www.datamanager.it/?p=81460 Breakthrough Listen è un progetto milionario che grazie alla collaborazione di celebri scienziati si pone l’obiettivo di trovare gli alieni  Da tempo immemore l’uomo si chiede se ci sia vita oltre la Terra ma la risposta a questa domanda non è stata ancora trovata. La sonda della NASA Curiosity sta scandagliando la superficie di Marte alla ricerca […]

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Breakthrough Listen è un progetto milionario che grazie alla collaborazione di celebri scienziati si pone l’obiettivo di trovare gli alieni 

Da tempo immemore l’uomo si chiede se ci sia vita oltre la Terra ma la risposta a questa domanda non è stata ancora trovata. La sonda della NASA Curiosity sta scandagliando la superficie di Marte alla ricerca di organismi biologici ma le prove vere e proprie della loro esistenza latitano. Il miliardario russo Yuri Milner ha quindi deciso di dare una forte spinta all’esplorazione dello spazio nell’ottica della ricerca degli extraterrestri con il progetto Breakthrough Listen e per farlo ha assoldato numerosi scienziati di fama mondiale.

Un investimento di 100 mln per trovare gli alieni

Breakthrough Listen prevede un investimento di 100 milioni di dollari in 10 anni per affittare due grandi radiotelescopi (Il Green Park nella West Virginia e il Parkes nel New South Wales) e l’Automated Planet Finder Telescope del Lick Observatory, un sistema laser in grado di captare la stessa quantità di luce emessa da una lampadina proveniente da una stella distante 4 anni luce. Al progetto partecipa un team di 25 scienziati tra cui gli astronomi Martin Rees e Geoff Marcy, il fondatore del Seti Frank Drake e il celebre fisico Stephen Hawking. L’obiettivo del progetto è quello di coprire una parte di spazio 10 volte più ampia e 100 volte più velocemente rispetto alle normali attività del Seti. Inoltre, verranno analizzati circa 10 miliardi di radiofrequenze  in contemporanea. Le informazioni raccolte e le analisi di Breakthrough Listen saranno disponibili in formato open data su SETI@home.

“Da qualche parte nel Cosmo forse una vita intelligente sta guardando le nostre luci, consapevole del loro significato”, ha dichiarato Stephen Hawking. Lo scienziato, che guarda con sospetto all’avvento dell’intelligenza artificiale, ha però sottolineato che i contatto con gli alieni potrebbe non essere necessariamente un fatto positivo e ha ricordato come la storia umana ci insegna che quando due civiltà si incontrano quella tecnologicamente più avanzata spesso prevale sull’altra.

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Stephen Hawking: “L’intelligenza artificiale è pericolosa” https://www.datamanager.it/2014/12/stephen-hawking-lintelligenza-artificiale-pericolosa/ Wed, 03 Dec 2014 09:52:56 +0000 http://www.datamanager.it/?p=66111 Lo scienziato Stephen Hawking teme che in futuro l’intelligenza artificiale possa portare all’estinzione del genere umano Il numero uno di Tesla, Elon Musk, non è l’unico a temere che l’avvento dell’intelligenza artificiale porti all’estinzione dell’uomo. In una intervista alla BBC anche il fisico Stephen Hawking, famoso per i suoi studi sui buchi neri e l’origine […]

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Lo scienziato Stephen Hawking teme che in futuro l’intelligenza artificiale possa portare all’estinzione del genere umano

Il numero uno di Tesla, Elon Musk, non è l’unico a temere che l’avvento dell’intelligenza artificiale porti all’estinzione dell’uomo. In una intervista alla BBC anche il fisico Stephen Hawking, famoso per i suoi studi sui buchi neri e l’origine dell’Universo, ha espresso tutte le sue preoccupazioni riguardo la nascita delle AI. Lo scienziato è convinto che i nostri limiti evolutivi permetteranno alle macchine di prendere il sopravvento anche se non in tempi brevi.

Hawking: “L’intelligenza artificiale evolverà molto più velocemente dell’uomo”

Secondo Hawking “lo sviluppo di una piena intelligenza artificiale” potrebbe “innescare la fine del genere umano”. “Gli umani, che sono limitati da una lenta evoluzione biologica, non potrebbero più competere e sarebbero soppiantati”, ha spiegato lo scienziato. L’estinzione del genere umano causata dalle macchine sembra comunque una possibilità molto lontana nel tempo. “Credo che rimarremo in controllo della tecnologia per un tempo decentemente lungo – ha continuato Hawking  – e che intanto verrà realizzato il potenziale che l’intelligenza artificiale presenta nella soluzione di molti problemi”.

Al momento siamo ancora piuttosto lontani dal realizzare una vera e propria AI ma alcune aziende hanno intensificato gli sforzi in tal senso. Google ad esempio ha unito i propri sforzi con l’Università di Oxford per creare la prima forma di intelligenza non biologica.

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Intel augura un Buon compleanno “microscopico” al Professor Stephen Hawking https://www.datamanager.it/news/intel-augura-un-buon-compleanno-microscopico-al-professor-stephen-hawking-43651.html Mon, 21 Jan 2013 18:00:03 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/01/intel-augura-un-buon-compleanno-microscopico-al-professor-stephen-hawking/ Intel regala al Professor Stephen Hawking un wafer di silicio da 300 mm personalizzato con l'augurio "Happy Birthday". Il nuovo supercomputer COSMOS Mk IX, ospitato presso lo Stephen Hawking Centre for Theoretical Cosmology e parte della struttura britannica DiRAC, è basato su tecnologia Intel e aiuterà a dare risposta alle domande fondamentali circa l'origine e la struttura dell'universo

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Intel regala al Professor Stephen Hawking un wafer di silicio da 300 mm personalizzato con l’augurio “Happy Birthday”. Il nuovo supercomputer COSMOS Mk IX, ospitato presso lo Stephen Hawking Centre for Theoretical Cosmology e parte della struttura britannica DiRAC, è basato su tecnologia Intel e aiuterà a dare risposta alle domande fondamentali circa l’origine e la struttura dell’universo

Nel corso di una cerimonia presso il Centre for Theoretical Cosmology di Cambridge, Intel ha donato al Professor Stephen Hawking un regalo di compleanno speciale. Il regalo contiene il messaggio di auguri “Happy Birthday Stephen Hawking” inciso centinaia di volte su un wafer di silicio da 300 mm, unico nel suo genere ma identico (tranne le scritte) a quelli tipicamente utilizzati per la produzione di massa dei chip Intel. I messaggi sono stati “stampati” utilizzando la tecnologia di produzione Intel a 32 nm. Per tracciare i messaggi di auguri sono state impiegate piste in rame in scala nanometrica, normalmente utilizzate per produrre chip ad elevate prestazioni e a basso consumo come quelli dei più recenti smartphone con Intel Inside. Ogni lettera ha una larghezza di dieci micron, circa dieci volte più piccola del diametro di un capello umano.

“È un regalo molto speciale per uno scienziato straordinario e un uomo straordinario”, ha affermato il Professor Martin Curley, Vice President di Intel e Director degli Intel Labs Europe, presentando il dono. “I rivoluzionari contributi scientifici del Professor Hawking e la sua notevole perseveranza sono fonte di ispirazione per tutti noi”.

Il Professor Stephen Hawking è Direttore della ricerca e fondatore del Centre for Theoretical Cosmology. COSMOS Mk IX, il nuovo supercomputer del Centro che fa parte della struttura britannica DiRAC ed è basato su tecnologia Intel, intende risolvere alcune delle sfide matematiche più complesse che i ricercatori nel campo della ricerca cosmologica devono affrontare. Verrà impiegato per studiare le origini del nostro universo, analizzare i dati della radiazione cosmica di fondo a microonde dal satellite Planck e studiare la complessità delle origini del nostro universo con simulazioni della teoria di campo su reticolo di fenomeni non lineari durante le prime frazioni di secondo.

Il supercomputer aiuterà a rispondere a domande fondamentali, come ad esempio:

Che cos’è successo nei primi instanti dopo il Big Bang? Quali sono stati i semi primordiali che hanno portato alla formazione di galassie, stelle, pianeti e, in ultima analisi, all’uomo?

COSMOS Mk IX impiega 1.856 core di processori Intel Xeon E5, coadiuvati da 31 coprocessori Intel Xeon Phi, che generano complessivamente prestazioni teoriche di picco di circa 75 TFLOPS (Tera Floating-point Operations Per Second).

“Abbiamo un rapporto duraturo con il Professor Hawking”, ha dichiarato Justin Rattner, Chief Technology Officer di Intel e Managing Director degli Intel Labs. “Siamo molto lieti di continuare a sostenere il lavoro del Centre for Theoretical Cosmology e di collaborare a stretto contatto con il Professor Hawking per migliorare il suo sistema di comunicazione personale”.

La donazione del wafer di silicio al Professor Hawking fa seguito al simposio State of the Universe, organizzato per celebrare il suo 70° compleanno e i suoi contributi alla fisica fondamentale e alla cosmologia. L’evento è stato trasmesso in diretta su Internet da Intel.

Intel ha inoltre annunciato che sponsorizzerà la COSMO 2013 International Conference on Particle Physics and Cosmology, che avrà luogo a Cambridge dal 2 al 6 settembre 2013. È prevista la partecipazione di numerosi relatori di alto profilo, e i professori Stephen Hawking, Brian Cox e David Spergel terranno conferenze pubbliche durante l’evento.

 

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