StormShield – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Thu, 11 Jun 2026 08:02:57 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png StormShield – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Stormshield amplia la propria gamma di firewall industriali con SNi50 https://www.datamanager.it/2026/06/stormshield-amplia-la-propria-gamma-di-firewall-industriali-con-sni50/ Wed, 10 Jun 2026 08:45:05 +0000 https://www.datamanager.it/?p=253362 Una risposta alle esigenze di protezione delle infrastrutture operative Stormshield, leader europeo nel settore della cybersicurezza, annuncia il lancio del nuovo firewall industriale SNi50, sviluppato per ampliare il portafoglio esistente e coprire una gamma ancora più vasta di scenari applicativi critici. La sua architettura assicura un’affidabilità molto elevata, tale da soddisfare i severi requisiti di disponibilità […]

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Una risposta alle esigenze di protezione delle infrastrutture operative

Stormshield, leader europeo nel settore della cybersicurezza, annuncia il lancio del nuovo firewall industriale SNi50, sviluppato per ampliare il portafoglio esistente e coprire una gamma ancora più vasta di scenari applicativi critici. La sua architettura assicura un’affidabilità molto elevata, tale da soddisfare i severi requisiti di disponibilità dei sistemi OT.

Il nuovo modello segna un’importante evoluzione nell’ambito della cybersicurezza OT. Progettato per rispondere alle esigenze di industrie dotate di numerose linee di produzione e sistemi OT estesi, si distingue in particolare per la connettività ottimizzata e per l’indice di protezione superiore, che ne consentono l’integrazione negli ambienti più complessi, caratterizzati da un elevato livello di segmentazione. Particolare attenzione è stata dedicata anche alla continuità operativa: oltre a una modalità fail-safe avanzata, il prodotto offre un’affidabilità eccezionale, con un MTBF (Mean Time Between Failures) di 108 anni.

Sviluppato interamente in Francia, il firmware di tutti i firewall Stormshield è certificato dalle principali agenzie europee per la cybersicurezza, tra cui l’ANSSI in Francia, con la Standard Qualification, e il CCN in Spagna.

Connettività, alta disponibilità e robustezza al servizio dell’OT

SNi50 è stato progettato per soddisfare i severi requisiti di disponibilità dei sistemi operativi (OT). Grazie all’elevata densità di interfacce in rame e fibra, si integra perfettamente in infrastrutture critiche estese, come quelle del settore trasporti e sanità, e protegge siti complessi dotati di molteplici linee di produzione nel comparto industriale ed energetico.

Per proteggere efficacemente queste reti estese, il dispositivo offre una modalità di implementazione ibrida che non interferisce con l’infrastruttura esistente, una politica di sicurezza unificata per la convergenza IT/OT e un’ispezione approfondita dei protocolli mediante DPI. Offre inoltre prestazioni di punta, con 20 Gbit/s di throughput per il firewall, 4 Gbit/s per l’IPS in condizioni IMIX e 2,7 Gbit/s per la VPN IPsec in condizioni IMIX.

Pensato per ridurre il rischio di fermi operativi, il nuovo firewall industriale integra i più avanzati meccanismi di ridondanza, con due coppie di interfacce dotate di funzione bypass, failover automatico e alimentazione di emergenza, per un elevatissimo livello di affidabilità.

Anche in caso di eventi imprevisti, come un guasto, la disponibilità della linea di produzione rimane quindi garantita anche nelle infrastrutture più complesse, come installazioni distribuite su più siti e reti OT estese. In grado di operare in un ampio intervallo di temperature, da −40 °C a +70 °C, e certificato, tra l’altro, secondo IP40, IEC 60068-2, IEC 61850-3 e IEEE 1613, SNi50 si installa nativamente su guida DIN e si adatta in modo ottimale alle variazioni delle condizioni operative.

Il nuovo firewall industriale SNi50 © 2026 Stormshield

Principali casi d’uso di SNi50

Il primo caso d’uso ruota attorno al principio fondamentale della segmentazione della rete industriale o OT. Si basa sulla creazione di zone di sicurezza e sul controllo dei relativi accessi, allo scopo di garantire, in particolare, l’isolamento degli asset sensibili. La segmentazione e il controllo degli accessi rientrano tra le buone pratiche per la protezione delle reti previste dalla direttiva NIS2 e dallo standard IEC 62443. SNi50 combina diverse modalità operative per assicurare la compartimentazione del sistema OT. Unendo funzioni di instradamento e bridging trasparente, Stormshield mette a disposizione dei team di sicurezza OT una delle soluzioni più flessibili sul mercato in termini di implementazione. I firewall si integra quindi perfettamente nell’architettura di rete OT esistente.

Il secondo caso d’uso riguarda la messa in sicurezza dei comandi inviati alle macchine del sistema OT. Basato sull’analisi approfondita dei pacchetti di rete, o Deep Packet Inspection, il motore di prevenzione delle intrusioni ne verifica la conformità al protocollo, al fine di prevenire comportamenti dannosi.

Attraverso l’analisi approfondita, che controlla anche i valori trasmessi alle macchine, SNi50 può verificare che i comandi inviati non inficino il buon funzionamento dei processi OT. Questo contributo alla continuità del servizio è ulteriormente rafforzato dalla modalità fail-safe e dalle due coppie di interfacce bypass. In questo modo, la soluzione di sicurezza non riduce il livello complessivo di disponibilità del sistema OT.

Il terzo caso d’uso riguarda l’implementazione di accessi sicuri per gli addetti alla manutenzione remota, rispondendo al contempo alle aspettative dei responsabili della sicurezza dei sistemi OT. Pur facilitando lo svolgimento delle operazioni di manutenzione, l’accesso libero alle risorse espone la rete agli attacchi informatici. Proteggendo gli accessi mediante un client VPN, SNi50 riduce l’esposizione della rete OT agli operatori remoti identificati.

Combinando la protezione degli accessi remoti con l’analisi approfondita dei pacchetti di rete, SNi50 è quindi in grado di aumentare il livello di sicurezza della manutenzione remota. I controlli sulla conformità al protocollo e sui valori trasmessi assicurano inoltre una protezione contro tentativi di impersonificazione degli operatori remoti.

Il nuovo firewall industriale SNi50 conferma la capacità di Stormshield di anticipare le esigenze più complesse degli ambienti OT, garantendo al contempo sovranità, prestazioni e disponibilità. Grazie alla segmentazione granulare, all’ispezione approfondita del traffico e all’accesso remoto sicuro, il nuovo firewall consente ai settori dei trasporti, dell’energia, della sanità e dell’industria di garantire la continuità delle proprie attività, mantenendo sotto controllo i rischi informatici.

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Stormshield e ERCOM lanciano una nuova soluzione VPN IPsec sovrana https://www.datamanager.it/2026/04/stormshield-e-ercom-lanciano-una-nuova-soluzione-vpn-ipsec-sovrana/ Thu, 09 Apr 2026 15:20:14 +0000 https://www.datamanager.it/?p=252079 Risultato di una partnership strategica, questa soluzione è stata sviluppata per rispondere a criteri quali fiducia, prestazioni e autonomia Stormshield, leader europeo nella cybersicurezza, ed ERCOM, azienda specializzata nella sicurezza digitale e società controllata di Thales, annunciano il lancio di un nuovo client VPN IPsec. Questa nuova soluzione client VPN IPsec sovrana si presenta come […]

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Risultato di una partnership strategica, questa soluzione è stata sviluppata per rispondere a criteri quali fiducia, prestazioni e autonomia

Stormshield, leader europeo nella cybersicurezza, ed ERCOM, azienda specializzata nella sicurezza digitale e società controllata di Thales, annunciano il lancio di un nuovo client VPN IPsec.

Questa nuova soluzione client VPN IPsec sovrana si presenta come offerta competitiva e sostenibile, in linea con i requisiti di sovranità, sicurezza e conformità di aziende e istituzioni. Si tratta di un’iniziativa che si distingue per le sue radici nazionali ed europee, guidata congiuntamente da due organizzazioni che fanno dell’autonomia strategica un principio guida.

Stormshield Client VPN IPsec è una soluzione di cifratura sovrana che rafforza il livello di protezione delle comunicazioni in conformità alle normative LPM e II901. Si integra perfettamente con le soluzioni Stormshield Network Security, che garantiscono comunicazioni sicure end-to-end per informazioni sensibili o classificate come “Restricted” (DR).

La nuova soluzione VPN è stata sviluppata da ERCOM, Stormshield ne curerà la commercializzazione a partire dal secondo trimestre 2026 attraverso la propria rete di partner.

Stormshield offre così una soluzione di accesso remoto sicuro, sovrana, end-to-end e multipiattaforma, basata sui gateway Stormshield Network Security.

Il prossimo passo è l’avvio della procedura di certificazione ANSSI.

Affidandosi a soluzioni sovrane e affidabili, aziende e organizzazioni possono garantire una protezione continua dei propri asset digitali sensibili.

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Corporate cyber-responsibility: pensare in modo sostenibile, agire in modo equo e avanzare insieme https://www.datamanager.it/2026/03/corporate-cyber-responsibility-pensare-in-modo-sostenibile-agire-in-modo-equo-e-avanzare-insieme/ Wed, 25 Mar 2026 08:56:40 +0000 https://www.datamanager.it/?p=251774 A cura di Sylvie Blondel, HR & CSR Director di Stormshield La responsabilità sociale d’impresa (CSR) è oggi un requisito di base per partecipare a qualsiasi gara d’appalto. Tuttavia, essa rappresenta molto più di un semplice vantaggio competitivo: costituisce anche una concreta opportunità per contribuire alla costruzione di un mondo più affidabile, rispettoso e sostenibile. […]

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A cura di Sylvie Blondel, HR & CSR Director di Stormshield

La responsabilità sociale d’impresa (CSR) è oggi un requisito di base per partecipare a qualsiasi gara d’appalto. Tuttavia, essa rappresenta molto più di un semplice vantaggio competitivo: costituisce anche una concreta opportunità per contribuire alla costruzione di un mondo più affidabile, rispettoso e sostenibile. Secondo recenti studi, oltre il 90% delle aziende italiane considera la sostenibilità una priorità strategica, confermandone il ruolo centrale anche nella comunicazione verso gli stakeholder.

La CSR implica scelte concrete che privilegiano, ove possibile, materiali e infrastrutture a basse emissioni di carbonio, garantendo al contempo un supporto equo a tutti gli stakeholder (clienti, fornitori, dipendenti). Nel settore della cybersecurity, ad esempio, può tradursi nella progettazione ecocompatibile di dispositivi e servizi digitali più efficienti dal punto di vista energetico, nonché nell’introduzione di politiche attive di reclutamento inclusivo e nella sensibilizzazione sui temi della sicurezza digitale. Adottare questo approccio significa scegliere un progresso che non si misura solo in termini di performance, ma anche di impatto positivo. Si tratta, in altre parole, di radicare l’attività aziendale in una visione più equa e responsabile nel lungo periodo.

Ridurre l’impatto ambientale

Di fronte all’emergenza climatica, il settore della cybersecurity sta acquisendo una sempre maggiore consapevolezza del proprio duplice ruolo. Da un lato è chiamato a limitare la propria impronta ambientale; dall’altro rappresenta un fattore chiave per la resilienza e la sicurezza delle infrastrutture essenziali alla transizione energetica. Questo si riflette nello sviluppo di tecnologie non solo innovative e performanti, ma anche responsabili. Particolare attenzione è riservata al rispetto di rigorosi standard ambientali, come RoHS e REACH, che regolano l’uso di sostanze pericolose.

Allo stesso tempo, l’integrazione dell’intelligenza artificiale (IA) viene affrontata sotto il profilo etico, dell’equità e della sicurezza, con un controllo consapevole dell’impatto ambientale lungo l’intero ciclo dei processi, dalla produzione iniziale delle apparecchiature fino al trasporto.

La promozione e la valorizzazione del riciclo delle apparecchiature rappresentano priorità chiare per estendere il ciclo di vita dei prodotti. Ma l’impegno non si limita ai prodotti: si dovrebbe puntare anche ad una riduzione significativa dell’impatto di sedi e attività attraverso l’ottimizzazione delle infrastrutture, così da garantirne la sostenibilità ambientale. Ciò include il miglioramento dell’efficienza energetica e la riduzione dei consumi complessivi. L’adozione strutturata di buone pratiche passa inoltre attraverso attività di sensibilizzazione e formazione continua dei dipendenti. Tutte queste azioni mirano a promuovere la raccolta differenziata e il riciclo, nonché un uso responsabile delle tecnologie digitali e dell’intelligenza artificiale, anche nell’ambito degli spostamenti di lavoro.

Assumersi la responsabilità per etica, equità, inclusione e diversità

Nel settore della cybersecurity l’impegno sociale richiede un elevato livello di etica e una politica proattiva e solida in materia di equità, inclusione e diversità. Le basi etiche poggiano sull’applicazione di un rigoroso codice di condotta, affiancato da una politica di acquisto responsabile che integra sistematicamente criteri CSR, nonché da valutazioni regolari e trasparenti dei partner commerciali.

Va inoltre attivata una politica volta a promuovere equità, inclusione e diversità in tutte le loro forme. Ciò si traduce in una serie di iniziative concrete, finalizzate ad aumentare la presenza femminile nelle professioni tecniche e a sensibilizzare i giovani sulle opportunità di carriera nella cybersecurity. Il contrasto deciso a ogni forma di molestia e il supporto personalizzato alle persone con disabilità sul luogo di lavoro rappresentano pilastri fondamentali di questo approccio.

Parallelamente a questi impegni sociali, è necessario garantire la riservatezza e la protezione ottimale delle informazioni e dei dati, siano essi classificati o meno. Ciò implica assicurare il massimo livello di sicurezza per strumenti e infrastrutture digitali. Inoltre, la responsabilità dell’azienda si esprime anche attraverso un ruolo attivo nella formazione, nella sensibilizzazione e nella prevenzione dei rischi cyber all’interno dell’ecosistema. Questo impegno si traduce nel garantire sicurezza a tutti i livelli, nell’investire nello sviluppo dei talenti futuri, nel collaborare con partner globali affidabili e nel garantire la capacità di rilevare e rispondere a minacce in costante evoluzione.

Agire nell’interesse collettivo dell’azienda

Il successo duraturo di un’azienda si fonda sull’impegno, la motivazione e il benessere dei suoi dipendenti. Garantire la loro sicurezza fisica e psicologica, la salute e la qualità della vita lavorativa è quindi essenziale. Ciò significa promuovere un ambiente di lavoro stimolante che favorisca un efficace equilibrio tra vita professionale e privata. L’ascolto attivo dei bisogni e l’implementazione di sistemi dedicati al benessere fisico e mentale – come la presenza di consulenti per la salute e la sicurezza, coperture assicurative vantaggiose e programmi di welfare – rappresentano leve fondamentali.

Inoltre, l’azienda si impegna a promuovere lo sviluppo continuo delle competenze dei propri team attraverso piani di formazione ambiziosi. Un’altra priorità chiave è garantire una distribuzione equa del valore creato collettivamente, ad esempio attraverso sistemi di partecipazione agli utili e di azionariato per i dipendenti. Allo stesso modo, lo sviluppo della carriera e le esigenze individuali di ciascun collaboratore devono essere attentamente monitorati, a testimonianza dell’importanza attribuita alla crescita personale e professionale all’interno dell’organizzazione.

Di conseguenza, la responsabilità aziendale assume oggi una nuova dimensione. Non si può imporre per decreto: deve essere costruita passo dopo passo, nel punto in cui valori, scelte economiche e aspettative sociali si incontrano. Pensare in modo sostenibile significa adottare solidità e visione di lungo periodo come bussola. Agire in modo equo significa trovare un equilibrio tra performance e impatto. Avanzare insieme significa creare le condizioni per un dialogo aperto e un’azione collettiva. Forse domani la vera forza delle imprese risiederà nella loro capacità di combinare ambizione, consapevolezza e cooperazione…?

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Cyberdifesa: la sovranità è ben più che un requisito normativo https://www.datamanager.it/2026/03/cyberdifesa-la-sovranita-e-ben-piu-che-un-requisito-normativo/ Wed, 04 Mar 2026 09:46:52 +0000 https://www.datamanager.it/?p=251336 A cura di Pierre-Yves Hentzen, Presidente e CEO di Stormshield Nel corso del Forum economico mondiale di Davos del gennaio 2026, numerosi leader europei e internazionali hanno evidenziato il progressivo deterioramento degli equilibri politici ed economici globali, segnato dal ritorno della competizione tra grandi potenze, da nuove forme di pressione sistemica e da crescenti tensioni […]

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A cura di Pierre-Yves Hentzen, Presidente e CEO di Stormshield

Nel corso del Forum economico mondiale di Davos del gennaio 2026, numerosi leader europei e internazionali hanno evidenziato il progressivo deterioramento degli equilibri politici ed economici globali, segnato dal ritorno della competizione tra grandi potenze, da nuove forme di pressione sistemica e da crescenti tensioni sull’ordine internazionale basato su regole condivise. In questo contesto di instabilità, è emersa con forza la necessità per le democrazie di rafforzare resilienza, autonomia strategica e capacità di proteggere infrastrutture critiche e sistemi economici interconnessi.

Questa visione, pur formulata su scala macro-geopolitica, trova una diretta risonanza nel campo della cyberdifesa. Mentre le architetture digitali diventano ambiti critici di sovranità, la semplice aderenza alle normative — nazionali o europee — non consente di cogliere la reale portata della posta in gioco.

Per chiarire questi temi, Pierre-Yves Hentzen, Presidente e CEO di Stormshield, analizza l’evoluzione del concetto di sovranità digitale e il suo impatto sulle scelte tecnologiche e strategiche nell’ambito della cyberdifesa, al di là della mera conformità regolatoria.

«Gli attori della difesa e delle tecnologie digitali non devono più percepire il concetto di sovranità come un semplice vincolo amministrativo o una barriera protezionistica, bensì come la conditio sine qua non della fiducia, del controllo operativo e di una responsabilità condivisa di fronte a minacce ibride e in continua evoluzione. Questo imperativo di sovranità richiede piena trasparenza e tracciabilità lungo l’intera catena del valore tecnologica. Ciò significa disporre di una comprensione chiara non solo delle funzionalità, ma soprattutto dell’origine profonda delle soluzioni utilizzate per proteggere le infrastrutture sensibili. Questa esigenza si applica indistintamente agli strumenti di sicurezza informatica (software e hardware), ai sistemi di difesa complessi (comando e intelligence) e alle reti informative critiche.

In un contesto internazionale caratterizzato da crescenti pressioni geopolitiche e rivalità strategiche, appare paradossale riscontrare uno scetticismo persistente, per non dire la mancata considerazione dell’identità e del radicamento nel tessuto locale di alcune imprese europee di cybersicurezza. Pur essendo strategicamente posizionate e talvolta leader nei rispettivi segmenti, la loro origine europea non è sempre chiaramente percepita o valorizzata dai decisori. La recente rinuncia dell’Unione europea a imporre criteri stringenti di sovranità nel cloud, prevista dal Cybersecurity Act 2, illustra questa ambiguità strategica e contribuisce a rendere meno leggibile il panorama degli attori europei della cybersicurezza.

Eppure la questione della sovranità va ben oltre la semplice necessità di soddisfare obblighi normativi o certificazioni nazionali. Essa si fonda sul rafforzamento degli ecosistemi tecnologici locali, favorendo la ricerca e sviluppo (R&S), il supporto diretto da parte di esperti e l’esistenza di quadri giuridici e culturali di prossimità. L’autonomia strategica e la resilienza nazionale dipendono dall’adozione piena e consapevole di queste soluzioni da parte dei responsabili operativi e politici.

Al di là di testi legislativi, decreti e norme tecniche, la sovranità nella cyberdifesa è fondamentalmente una questione di coesione umana e collettiva. Si tratta di un patto di fiducia che deve essere ristabilito e rafforzato tra istituzioni pubbliche, industria e utenti finali. Ciò richiede uno sforzo condiviso di comprensione delle sfide, della provenienza e delle garanzie offerte dalle soluzioni europee. Un approccio comune di questo tipo consentirebbe alle nazioni di operare con resilienza in un contesto internazionale segnato da tensioni crescenti, sofisticati attacchi informatici commissionati da governi terzi e un’intensa competizione strategica per la supremazia tecnologica. La sovranità rappresenta, in ultima analisi, l’affermazione della capacità di agire in modo autonomo e resiliente di fronte all’incertezza e alla minaccia».

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Stormshield Academy è membro della Cybersecurity Skills Academy europea https://www.datamanager.it/2026/02/stormshield-academy-e-membro-della-cybersecurity-skills-academy-europea/ Thu, 05 Feb 2026 10:56:19 +0000 https://www.datamanager.it/?p=250725 La partnership segna un importante traguardo nell’espansione internazionale della Stormshield Academy Stormshield, fornitore europeo leader nel settore della cybersecurity, entra a far parte della European Cybersecurity Skills Academy. Grazie a questa partnership, l’azienda potrà estendere il programma di formazione della Stormshield Academy a nuovi istituti scolastici e università a livello internazionale. La Cyber Skills Academy è […]

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La partnership segna un importante traguardo nell’espansione internazionale della Stormshield Academy

Stormshield, fornitore europeo leader nel settore della cybersecurity, entra a far parte della European Cybersecurity Skills Academy. Grazie a questa partnership, l’azienda potrà estendere il programma di formazione della Stormshield Academy a nuovi istituti scolastici e università a livello internazionale.

La Cyber Skills Academy è un’iniziativa dell’Unione Europea lanciata nell’aprile 2023 per contrastare la crescente carenza di professionisti qualificati nel campo della cybersecurity in Europa. Essa funge da punto di riferimento centrale per risorse, formazione e certificazioni ed è sostenuta attivamente da imprese e istituzioni educative e accademiche. Il suo obiettivo principale è colmare il divario di competenze esistente, coordinando e migliorando le iniziative già in atto per la formazione, la riqualificazione e l’aggiornamento professionale degli esperti di cybersecurity.

Dal 25 novembre Stormshield è ufficialmente “pledger” dell’iniziativa: uno status che riconosce le aziende impegnate attivamente nello sviluppo di competenze cyber nelle università. Questo impegno strategico contribuisce a promuovere la preparazione e la consapevolezza in materia di cybersecurity in tutta l’Unione Europea, offrendo un contributo concreto alla costruzione di un futuro digitale più forte e sicuro.

In qualità di membro della community della European Cyber Skills Academy, Stormshield ha accesso a una rete esclusiva di collaborazione e condivisione di informazioni, che include tra l’altro discussioni tra pari ed eventi dedicati alla presentazione delle iniziative e dei successi dell’Academy. La community riunisce un’ampia varietà di attori del settore con l’ambizione condivisa di continuare a sviluppare una cybersecurity europea affidabile. Questo sforzo è tanto più cruciale nel contesto attuale, in cui la sovranità digitale è diventata di importanza vitale a fronte dell’escalation delle minacce di cyber-conflitti.

“Siamo molto lieti di aprire un nuovo capitolo per la Stormshield Academy entrando a far parte della European Cybersecurity Skills Academy”, spiega Xavier Prost, Training & Documentation Manager di Stormshield. “La nostra missione – formazione per la protezione – è in linea con gli obiettivi di questa iniziativa europea e trova in questa partnership una concreta espressione. La cybersecurity può progredire solo se accompagnata da una cultura della sicurezza consolidata, e accademie di questo tipo sono fondamentali per creare un ecosistema solido ed efficace”.

Indicatori internazionali della Stormshield Academy:

  • In un anno, il numero di scuole partner internazionali della Stormshield Academy è aumentato del 43%, con una dinamica particolarmente forte in Italia (10 nuovi istituti partner nel 2025).
  • Oltre 64 docenti hanno partecipato gratuitamente a corsi di formazione offerti da Stormshield, il 50% dei quali in ambito OT.
  • Più del 75% delle scuole ha rinnovato le proprie partnership internazionali rispetto all’anno precedente.
  • In totale, la Stormshield Academy conta 350 istituti partner e oltre 4.500 studenti certificati.

Nell’ambito degli impegni (“pledge”) presi con la European Cybersecurity Skills Academy, Stormshield intende:

  • Supportare 100 nuovi docenti nel 2026 tramite la Stormshield Academy.
  • Creare e condividere webinar didattici e tecnici per i membri della community.
  • Organizzare incontri di supporto semestrali per il personale docente di ciascuna nuova scuola partner.

 

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Stormshield classificata TEMPEST: massimo livello di sicurezza perimetrale per Difesa e PA https://www.datamanager.it/2026/01/stormshield-classificata-tempest-massimo-livello-di-sicurezza-perimetrale-per-difesa-e-pa/ Tue, 27 Jan 2026 10:16:52 +0000 https://www.datamanager.it/?p=250499 Con il conseguimento della classificazione TEMPEST, Stormshield ribadisce il proprio impegno a favore della sovranità digitale e dell’autonomia strategica: una protezione avanzata per ambienti militari e della difesa, confermata da una classificazione basata su standard NSA quale attestazione del più alto livello di certificazione di prodotto Stormshield, primario player europeo della cybersecurity, annuncia di aver ottenuto […]

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Con il conseguimento della classificazione TEMPEST, Stormshield ribadisce il proprio impegno a favore della sovranità digitale e dell’autonomia strategica: una protezione avanzata per ambienti militari e della difesa, confermata da una classificazione basata su standard NSA quale attestazione del più alto livello di certificazione di prodotto

Stormshield, primario player europeo della cybersecurity, annuncia di aver ottenuto la classificazione TEMPEST – uno standard riconosciuto dalla NATO per il controllo delle emissioni elettromagnetiche in ambienti sensibili.

Classificazione TEMPEST: una garanzia per la protezione dei dati altamente sensibili

Stormshield ha ottenuto dall’ANSSI la classificazione TEMPEST di livello B, in conformità allo standard NATO SDIP-27/3, per gli involucri dei firewall delle serie SN-XS, SN-S e SN-M. I sistemi interessati sono stati sottoposti a rigorose procedure di test che hanno riguardato l’intero sistema e non solo i singoli componenti.

TEMPEST è la denominazione di una serie di standard sviluppati dalla National Security Agency (NSA) degli Stati Uniti e riconosciuti dalla NATO. I firewall sono stati sottoposti alla valutazione TEMPEST, una classificazione nata per proteggere i sistemi informativi nazionali da intercettazioni non autorizzate. Questa protezione è garantita riducendo le emissioni elettromagnetiche e acustiche, nonché altre emissioni involontarie generate dai dispositivi.

L’obiettivo della classificazione TEMPEST è prevenire e mitigare i rischi derivanti da emissioni elettromagnetiche compromettenti delle apparecchiature elettroniche. Tali emissioni possono essere sfruttate per acquisire informazioni sensibili, attraverso tecniche note come side-channel attack: in termini pratici, un attaccante potrebbe utilizzare le onde elettromagnetiche emesse da un firewall per ricostruire i dati che lo attraversano.

Per progetti nei settori della difesa, della pubblica amministrazione e delle infrastrutture critiche, in cui vengono trattati dati altamente sensibili, l’utilizzo di dispositivi con involucro dotato di questa classificazione risulta pertanto imprescindibile.

Stormshield: un attore storico e strategico della cybersecurity nel settore della difesa

Nel corso degli anni Stormshield si è affermata come partner chiave e protagonista nel campo della difesa e della sicurezza nazionale e internazionale. Il suo impegno in questo ambito si fonda su competenze riconosciute e su una profonda comprensione delle sfide legate alla sovranità digitale e alla protezione delle infrastrutture critiche.

Alla luce dell’attuale contesto geopolitico – caratterizzato da un aumento degli attacchi cyber rivolti a organizzazioni della difesa e a istituzioni sovranazionali – per il 2026 Stormshield ha preso la decisione strategica di accelerare in modo significativo le proprie attività e i propri investimenti in questo settore. L’obiettivo è rafforzare ulteriormente la cyber-resilienza dei partner della difesa di fronte a minacce sempre più sofisticate e persistenti.

Per dare concretezza a questa strategia, Stormshield ha ulteriormente potenziato la propria struttura organizzativa dedicata alla difesa. La recente nomina di Jocelyn Krystlik nel ruolo di Defence Business Developer ne è una chiara espressione: una figura che supporta e rafforza la linea di prodotti Stormshield per il comparto della difesa, garantendo un presidio più mirato e competenze specialistiche dedicate alle esigenze specifiche del settore.

Le soluzioni Stormshield per la cybersecurity non solo sono sviluppate secondo i più elevati standard di sicurezza, ma dispongono anche delle certificazioni necessarie per l’impiego in ambienti altamente sensibili. In particolare, le soluzioni sono certificate EU Restricted e NATO Restricted. Certificazioni che attestano la capacità di fornire una protezione solida e affidabile per le informazioni classificate e sensibili della NATO e delle istituzioni dell’Unione Europea, garantendo la riservatezza, l’integrità e la disponibilità dei dati critici. Ciò consolida ulteriormente il posizionamento di Stormshield come partner di fiducia per la protezione dei sistemi informativi più strategici.

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Stormshield e Ready Informatica: nuova partnership strategica nel mercato della cybersecurity https://www.datamanager.it/2026/01/stormshield-e-ready-informatica-nuova-partnership-strategica-nel-mercato-della-cybersecurity/ Mon, 19 Jan 2026 13:53:27 +0000 https://www.datamanager.it/?p=250333 Stormshield, leader europeo nelle soluzioni di cybersecurity, e Ready Informatica, azienda con oltre 40 anni di esperienza nel settore IT, annunciano oggi una collaborazione esclusiva per rafforzare la presenza di Stormshield nel mercato italiano della sicurezza informatica. Questa partnership mira a fornire alle aziende italiane strumenti avanzati per proteggere le loro infrastrutture digitali contro le […]

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Stormshield, leader europeo nelle soluzioni di cybersecurity, e Ready Informatica, azienda con oltre 40 anni di esperienza nel settore IT, annunciano oggi una collaborazione esclusiva per rafforzare la presenza di Stormshield nel mercato italiano della sicurezza informatica. Questa partnership mira a fornire alle aziende italiane strumenti avanzati per proteggere le loro infrastrutture digitali contro le minacce sempre più sofisticate

Attraverso questa alleanza, Ready Informatica collaborerà sul mercato con Stormshield in Italia, nell’ integrazione di tutte le linee di prodotti, ovvero le soluzioni per la protezione delle reti (Stormshield Network Security), degli endpoint (Stormshield Endpoint Security) e dei dati sensibili (Stormshield Data Security).

I prodotti Stormshield, certificati ai massimi livelli europei (EU RESTRICTED, NATO e ANSSI EAL4+), offrono una difesa proattiva contro attacchi cyber, ransomware e minacce avanzate, ideali per settori critici come l’industria, la sanità, le istituzioni pubbliche e aziende di ogni tipo e dimensione.

“La collaborazione con Ready Informatica rappresenta un passo fondamentale per espandere la nostra presenza in Italia, un mercato chiave per la cybersecurity in Europa”, ha dichiarato Andrea Scattina, Country manager Italia di Stormshield. “Unendo le nostre tecnologie innovative con l’esperienza di Ready Informatica, possiamo offrire ai clienti italiani soluzioni di sicurezza affidabili e su misura, garantendo serenità digitale in un contesto di minacce in costante evoluzione.”

Quale cybersicurezza nella smart city?
Andrea Scattina, Country Manager Italia presso Stormshield

Terenzio Preda, Direttore Commerciale di Ready Informatica, ha aggiunto: “Siamo entusiasti di questa partnership con Stormshield, un’azienda che condivide i nostri valori di innovazione e affidabilità. Questa collaborazione arricchisce il nostro portafoglio di soluzioni di sicurezza europee, permettendoci di supportare i nostri partner e clienti con tecnologie all’avanguardia e sovrane per proteggere dati e infrastrutture. In un’epoca in cui gli attacchi cyber sono sempre più frequenti, questa alleanza ci posiziona come punto di riferimento per la cybersecurity in Italia.”

Terenzio Preda, Direttore Commerciale di Ready Informatica

La partnership includerà programmi di formazione certificata, supporto tecnico dedicato e iniziative di marketing congiunte per promuovere l’adozione delle soluzioni Stormshield nel mercato italiano. Le aziende interessate possono contattare Ready Informatica per ulteriori informazioni su demo, prove e implementazioni.

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Cybersecurity e sovranità digitale: l’Europa può riconquistare il controllo? https://www.datamanager.it/2025/12/cybersecurity-e-sovranita-digitale-leuropa-puo-riconquistare-il-controllo/ Thu, 18 Dec 2025 09:41:04 +0000 https://www.datamanager.it/?p=250038 Nelle organizzazioni europee cresce rapidamente la consapevolezza dell’importanza della sovranità digitale. Nell’ambito della cybersicurezza, la scelta di una soluzione sovrana contribuisce a una maggiore resilienza contro i cyberattacchi, oltre a garantire l’integrità dei dati, la fiducia e l’autonomia decisionale. Un contributo di Pierre-Yves Hentzen, Chairman e CEO di Stormshield Secondo il Barometro della Sovranità Digitale […]

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Nelle organizzazioni europee cresce rapidamente la consapevolezza dell’importanza della sovranità digitale. Nell’ambito della cybersicurezza, la scelta di una soluzione sovrana contribuisce a una maggiore resilienza contro i cyberattacchi, oltre a garantire l’integrità dei dati, la fiducia e l’autonomia decisionale. Un contributo di Pierre-Yves Hentzen, Chairman e CEO di Stormshield

Secondo il Barometro della Sovranità Digitale 2025 di EY, già oggi quattro aziende su cinque considerano la sovranità un criterio essenziale, destinato a diventare ancora più rilevante in futuro. Questa tendenza evidenzia un cambiamento profondo nell’approccio alla riconquista del controllo su dati, infrastrutture e tecnologie digitali.

La sovranità digitale è sempre più al centro dell’attenzione, non da ultimo a causa dei crescenti timori in termini di cybersicurezza, protezione dei dati e tensioni geopolitiche. Le aziende integrano ormai sistematicamente questo fattore strategico nelle loro scelte tecnologiche – che si tratti di soluzioni cloud, software o partnership – per assicurarsi un maggior controllo e indipendenza, riducendo la propria esposizione sistemica ai fornitori stranieri. Un’evoluzione che influenzerà in maniera duratura il mercato tecnologico e darà impulso ai fornitori in grado di rispondere alle crescenti esigenze di sovranità.

Creare fiducia attraverso l’autonomia digitale

La vera sovranità digitale presuppone soluzioni progettate per garantire conformità alle norme locali e un’integrazione fluida nei quadri regolatori, come la direttiva NIS2 o il Cyber Resilience Act, senza dimenticare il principio che guida quest’approccio: sovranità e prestazioni non sono in contraddizione. Tali soluzioni devono poter essere implementate facilmente, offrire un alto livello di protezione e non compromettere la produttività. Chi sceglie soluzioni europee di cybersicurezza, esaminate o certificate da autorità indipendenti come l’ANSSI francese o l’ACN italiana, ottiene tecnologie affidabili, efficaci e sovrane – senza dover rinunciare al controllo sui dati o sulle infrastrutture.

Una soluzione sovrana rafforza la resilienza ai cyberattacchi e tutela l’integrità dei dati, la fiducia e l’autonomia decisionale. La semplice certificazione, basata su criteri tecnici di sicurezza generici, non è sufficiente: i prodotti devono anche essere qualificati dalle autorità europee. La qualificazione va oltre la certificazione: attesta che una soluzione è affidabile nel lungo termine, soddisfa i requisiti operativi ed è adatta a contesti sensibili. La qualificazione prevede l’analisi del codice sorgente, che – se effettuata da istanze indipendenti – consente anche di individuare vulnerabilità involontarie e potenziali backdoor. Ciò rafforza la fiducia e contribuisce direttamente agli obiettivi della sovranità digitale.

Unire gli attori chiave per una cybersicurezza sovrana

La sovranità digitale richiede l’impegno di tutti i soggetti coinvolti. Dalle istituzioni pubbliche alle imprese di ogni dimensione – tutti affrontano la stessa sfida: proteggere i dati di dipendenti e cittadini, così come le informazioni sensibili e critiche per il business. Questo richiede un impegno comune verso soluzioni di cybersicurezza affidabili, in grado di creare un ecosistema digitale sovrano e resiliente. È altrettanto necessario trovare un consenso tra Paesi i cui sistemi politici o interessi geopolitici non coincidono sempre con quelli dell’Unione Europea.

In un mercato ancora fortemente dominato da attori non europei, la scelta di alternative locali rappresenta un passo importante. Essa non solo consente di riconquistare il controllo tecnologico e dei dati, ma rafforza anche l’autonomia strategica dell’Europa nelle questioni digitali e di sicurezza.

Questo orientamento strategico sul piano tecnologico non ha ricadute solo sulla sicurezza, ma rafforza anche l’economia. Investire nello sviluppo e nell’adozione di soluzioni europee significa sostenere l’industria digitale e della cybersicurezza di tutto il continente, creando posti di lavoro qualificati. Al contrario, continuare a importare massicciamente tecnologie, ad esempio dagli Stati Uniti, significa finanziare indirettamente l’economia digitale americana, riducendo lo spazio di crescita per le competenze europee.

Per raggiungere questi obiettivi economici e rafforzare la sovranità digitale, oggi le organizzazioni dispongono di numerosi strumenti: finanziamenti alla ricerca, cooperazione e scambio di informazioni tra attori rilevanti, creazione e uso di standard comuni e un quadro normativo solido. Tutti questi elementi contribuiscono a costruire un ecosistema digitale europeo resiliente, che risponda alle esigenze di sovranità e allo stesso tempo promuova l’innovazione collettiva.

La riduzione delle dipendenze tecnologiche significa anche proteggersi da legislazioni extraterritoriali. Il Cloud Act statunitense, ad esempio, consente alle autorità americane di accedere ai dati – anche quando sono custoditi al di fuori degli USA. Questo esempio mostra chiaramente i rischi di una sovranità insufficiente: permette a terzi l’accesso a informazioni sensibili – eventualmente anche senza che il proprietario ne sia informato.

Pierre Yves Hentzen, CEO, Stormshield

Un percorso condiviso verso un’Europa digitale indipendente

L’obiettivo prioritario è creare un ampio fronte comune tra tutte le forze rilevanti del settore pubblico e privato. Solo insieme è possibile costruire un’Europa digitale indipendente, sicura e sostenibile, perché la sovranità non può basarsi sulle decisioni di singoli: richiede un’azione collettiva ampia, coordinata e ambiziosa.

La trasformazione è già iniziata. Le istituzioni pubbliche promuovono iniziative adeguate e, nel quotidiano, le aziende e i loro clienti esprimono con sempre maggiore chiarezza il desiderio di indipendenza tecnologica. Se queste spinte vengono unite, la sovranità digitale può diventare una reale e tangibile forza – a vantaggio della sicurezza, dell’economia e del futuro dell’Europa.

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Stormshield nomina Jocelyn Krystlik Business Development Manager per il settore della difesa https://www.datamanager.it/2025/12/stormshield-nomina-jocelyn-krystlik-business-development-manager-per-il-settore-della-difesa/ Tue, 09 Dec 2025 09:31:16 +0000 https://www.datamanager.it/?p=249748 Stormshield, uno dei principali fornitori europei di soluzioni di cybersicurezza, continua a rafforzare la propria presenza nel settore della difesa Stormshield annuncia che Jocelyn Krystlik assumerà da subito la responsabilità dello sviluppo commerciale nel settore della difesa, oltre al suo ruolo di responsabile della Software Business Unit. Krystlik è entrato in Stormshield (precedentemente Arkoon) nel […]

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Stormshield, uno dei principali fornitori europei di soluzioni di cybersicurezza, continua a rafforzare la propria presenza nel settore della difesa

Stormshield annuncia che Jocelyn Krystlik assumerà da subito la responsabilità dello sviluppo commerciale nel settore della difesa, oltre al suo ruolo di responsabile della Software Business Unit.

Krystlik è entrato in Stormshield (precedentemente Arkoon) nel 2008. Dopo i primi anni nel team Professional Services, dove ha partecipato a incarichi di consulenza, dal 2010 ha curato anche progetti di formazione. Nel 2014 è stato promosso a Product Manager e Pre-Sales Manager, prima di diventare, nel 2019, Manager della Software Business Unit, ruolo in cui guida un team di 40 persone.

Stormshield è già ben radicata nel settore della difesa, in particolare nei mercati NATO e presso aziende dei settori difesa, industria e tecnologia. Con la nuova posizione dedicata allo sviluppo commerciale, l’azienda mira a rafforzare ulteriormente la sua presenza sul mercato, approfondire le partnership esistenti e individuare in modo più strutturato nuovi ambiti di crescita. Tra questi figurano non solo soluzioni per la protezione delle reti e delle comunicazioni, ma anche offerte di Data Centric Security, sempre più integrate in piattaforme e sistemi tattici.

“Nella mia nuova funzione potrò collaborare ancor più strettamente con i protagonisti del settore della difesa e rafforzare le partnership già in essere”, afferma Krystlik. “È un’ottima opportunità per supportare i nostri clienti in un contesto che evolve rapidamente.”

Il rafforzamento delle attività nel comparto defence avviene sullo sfondo di un marcato aumento degli attacchi informatici complessi contro reti e sistemi militari. Di fronte a minacce sempre più mirate, forze armate e aziende della difesa stanno intensificando gli investimenti nella protezione delle infrastrutture critiche, nella sicurezza dei dati e in strategie di difesa proattive.

Parallelamente, i governi stanno aumentando gli investimenti nella cyberdifesa, mentre l’adozione di soluzioni avanzate come intelligenza artificiale, crittografia quantistica e architetture Zero Trust alimenta ulteriormente la domanda di soluzioni integrate e resilienti. Inoltre, nuove normative come NIS2 e ARC accentuano questa dinamica imponendo standard di sicurezza più elevati nei settori strategici.

“Il settore della difesa, che già rappresenta il 30% del nostro fatturato, è un pilastro portante della nostra strategia di crescita”, sottolinea Pierre-Yves Hentzen, CEO di Stormshield. “La creazione della nuova funzione dedicata allo sviluppo commerciale conferisce una maggior struttura al nostro approccio e rafforza la nostra presenza in mercati in forte espansione”, aggiunge Hentzen. “Riflette chiaramente il nostro impegno a supportare a lungo termine i nostri partner nello sviluppo di soluzioni innovative e sovrane.”

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Superficie di attacco digitale nella e-mobility: strategie di protezione per operatori https://www.datamanager.it/2025/11/superficie-di-attacco-digitale-nella-e-mobility-strategie-di-protezione-per-operatori/ Fri, 28 Nov 2025 09:10:30 +0000 https://www.datamanager.it/?p=249555 Più fitta è la rete di colonnine di ricarica, maggiore è la superficie di attacco per i cybercriminali. Stormshield spiega come mettere in sicurezza le infrastrutture di ricarica in modo mirato Le moderne stazioni di ricarica sono ormai parte di sistemi interconnessi che comunicano continuamente con servizi backend, sistemi di fatturazione e applicazioni mobili. L’estesa […]

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Più fitta è la rete di colonnine di ricarica, maggiore è la superficie di attacco per i cybercriminali. Stormshield spiega come mettere in sicurezza le infrastrutture di ricarica in modo mirato

Le moderne stazioni di ricarica sono ormai parte di sistemi interconnessi che comunicano continuamente con servizi backend, sistemi di fatturazione e applicazioni mobili. L’estesa rete digitale rende le colonnine un punto di intersezione critico tra mondo OT e IT, esponendole sempre più all’interesse dei cybercriminali. Attacchi ai processi di ricarica, manipolazioni dei sistemi di pagamento o intrusioni nelle reti IT collegate sono oggi scenari di minaccia realistici.

In questo quadro, la facile accessibilità fisica delle installazioni esterne si rivela particolarmente problematica. Molti componenti – dai moduli di comunicazione alle unità di controllo – si trovano infatti in involucri liberamente accessibili, che possono essere manipolati con uno sforzo relativamente ridotto. Ciò consente agli aggressori di sabotare le sessioni di ricarica, influenzare i processi di pagamento o ottenere, tramite una stazione compromessa, l’accesso a sistemi di livello superiore. Il rischio di attacchi “man-in-the-middle”, di interruzioni delle sessioni di ricarica o persino di effetti sulla stabilità della rete elettrica è concreto e aumenta con la crescente densità dell’infrastruttura.

Best practice dalla Francia: come un operatore ha rafforzato la propria infrastruttura

Il progetto di un importante operatore francese di infrastrutture di ricarica pubbliche illustra come ridurre questi rischi attraverso una cybersicurezza a misura di ambiente industriale. In occasione dell’ampliamento della propria rete urbana e autostradale, l’azienda ha optato per un’architettura di sicurezza multilivello, capace di far fronte sia alle condizioni ambientali gravose a cui sono esposte le installazioni esterne sia ai requisiti normativi previsti per le infrastrutture critiche. Un approccio che dimostra in modo esemplare come un’infrastruttura di ricarica moderna possa essere resa resiliente.

Requisiti chiari in materia di sicurezza

Per il suo più recente rollout — con dieci nuove stazioni di ricarica rapida lungo assi autostradali strategici e vari nuovi punti nel territorio metropolitano di Parigi — l’operatore ha stabilito requisiti stringenti: il traffico dati fra colonnine, backend e applicazioni cloud doveva essere al riparo da manipolazioni, e le funzioni remote protette contro potenziali abusi. Un’attenzione particolare è stata rivolta agli attacchi finalizzati all’intercettazione o all’alterazione delle comunicazioni.

Sicurezza multilivello come scudo protettivo

Per l’implementazione tecnica, l’operatore ha scelto un approccio a due livelli. L’azienda si è affidata alle soluzioni del fornitore europeo di cybersicurezza Stormshield: robusti firewall industriali per i siti fisici e una piattaforma di sicurezza virtuale per il backend.

Le stazioni di ricarica sono state equipaggiate con firewall Stormshield SNi20, dispositivi industriali progettati per condizioni ambientali difficili, come forti sbalzi di temperatura e umidità. Il loro formato a guida DIN ha consentito un’integrazione compatta nei quadri elettrici esterni delle colonnine.

I firewall SNi20 garantiscono la cifratura sicura del traffico dati tramite tunnel IPSec VPN, proteggono la comunicazione bidirezionale e tutelano tutte le operazioni di manutenzione e controllo remoto. Inoltre, l’autenticazione a più fattori basata su password monouso temporali (TOTP) aggiunge un ulteriore livello di protezione. Per gli operatori che gestiscono numerosi punti di ricarica distribuiti sul territorio, la combinazione tra forte verifica dell’identità e accesso remoto sicuro è decisiva.

Servizi cloud protetti come seconda linea di difesa

Nel backend, l’operatore ha implementato un’appliance virtuale Stormshield (EVA) come ulteriore elemento di protezione. L’appliance controlla l’accesso alle applicazioni mobili, alle piattaforme di pagamento e ai sistemi di fatturazione ospitati in ambienti cloud. Il traffico proveniente dai punti di ricarica urbani – trasmesso attraverso una connessione 4G privata – beneficia in modo particolare di questo livello aggiuntivo di sicurezza. L’appliance virtuale funge contemporaneamente da firewall, unità di segmentazione e sistema di gestione delle policy.

Segmentazione contro effetti domino

Un elemento chiave dell’architettura è la segmentazione rigorosa della rete: ogni area di ricarica è stata inserita in una VLAN dedicata. In questo modo, un eventuale attacco rimane confinato localmente – un sito compromesso non può quindi fungere da ponte per infiltrarsi in altre colonnine o nelle applicazioni centrali. Questa forma di isolamento è essenziale, soprattutto in infrastrutture distribuite, per evitare compromissioni su larga scala.

Un’architettura che fa scuola

Il progetto mostra in modo chiaro come un’infrastruttura di ricarica moderna possa essere messa in sicurezza senza limitare i processi operativi. Il modello multilivello adottato – basato su hardware industriale robusto, autenticazione forte, comunicazioni cifrate, sicurezza cloud e segmentazione coerente – costituisce un solido modello di riferimento per gli operatori che vogliono dotarsi di reti sicure ed efficaci nel tempo. La cybersicurezza, infatti, non è più un elemento accessorio della e-mobilità, ma un fattore determinante per il suo successo.

 

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