Syrian Electronic Army – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Mon, 12 Nov 2018 15:18:57 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png Syrian Electronic Army – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 #Hacked, il videogame che ti porta dentro la cyberwar siriana https://www.datamanager.it/2016/10/hacked-videogame-ti-porta-dentro-la-cyberwar-siriana/ Wed, 05 Oct 2016 18:30:21 +0000 http://www.datamanager.it/?p=110549 Lo ha lanciato Al Jazeera English con il contributo di esperti e giornalisti del settore. Si gioca tramite browser da mobile Vita reale e videogame vanno sempre più a braccetto. Se, calati nel mondo digitale, alcuni esperimenti del recente passato hanno fatto scorgere le potenzialità dell’hacker cittadino (pensiamo a WatchDogs), anche la cyberwar assume un […]

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Lo ha lanciato Al Jazeera English con il contributo di esperti e giornalisti del settore. Si gioca tramite browser da mobile

Vita reale e videogame vanno sempre più a braccetto. Se, calati nel mondo digitale, alcuni esperimenti del recente passato hanno fatto scorgere le potenzialità dell’hacker cittadino (pensiamo a WatchDogs), anche la cyberwar assume un certo fascino quando catapultata in forma ludica. Ci ha provato Al Jazeera English, che ha prodotto e reso disponibile via browser #Hacked, un videogioco fedelmente ispirato alla guerra cibernetica che pone da un lato il Syrian Electronic Army e dall’altro le forze di difesa occidentali. L’emittente lo ha realizzato con il contributo di giornalisti ed esperti del settore, basandolo in gran parte sul documentario della corrispondente Julian Ruhfus, dal titolo “Pirate Fishing”, vincitore anche di premi di categoria.

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Fatti reali

Nel gioco, l’utente veste i ruoli di un giornalista che deve raccogliere più informazioni possibili, in un periodo limitato di tempo, sul gruppo di hacker. Lo farà contattando attivisti, sviluppatori e smanettoni della rete, con il coordinamento e il supporto della stessa Ruhfus. Il titolo si svolge in maniera testuale ma anche interattiva, soprattutto negli intermezzi composti da video in redazione sul campo, una maniera decisamente coinvolgente e innovativa con cui veicolare le notizie che riguardano il team che ha causato non pochi problemi a diverse testate internazionali, tra cui La Repubblica, il Secolo XIX e il Guardian. Scopo cruciale delle missioni è quello di non cadere nelle trappole cibernetiche degli hacker, che si nascondono in link infetti ed email, in una riproposizione identica alle minacce presenti nella vera quotidianità di milioni di navigatori.

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Tornano i Syrian Electronic Army https://www.datamanager.it/2014/11/tornano-i-syrian-electronic-army/ Fri, 28 Nov 2014 14:31:03 +0000 http://www.datamanager.it/?p=65835 Nella notte tra giovedì e venerdì, un’azione di hacking ha permesso di reindirizzare il traffico diretto a diversi siti internazionali, tra cui quello di Repubblica C’è chi ha provato a controllare le ultime news su Repubblica, Forbes e il Boston Globe e si è ritrovato davanti una pagina con la scritta “Sei stato hackerato”. Presi […]

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Nella notte tra giovedì e venerdì, un’azione di hacking ha permesso di reindirizzare il traffico diretto a diversi siti internazionali, tra cui quello di Repubblica

C’è chi ha provato a controllare le ultime news su Repubblica, Forbes e il Boston Globe e si è ritrovato davanti una pagina con la scritta “Sei stato hackerato”. Presi dal panico, gli utenti pensavano si trattasse di un attacco nei loro confronti e non a giganti del mondo dell’informazione. Qualche minuto dopo, arriva la spiegazione via Twitter. “Buon giorno del Ringraziamento”, firmato Syrian Electronic Army. Quella che hanno compiuto i ragazzini siriani è l’ennesima prova di forza contro un mondo fin troppo dipendente dal web. Solo nell’aprile del 2013 un falso tweet inviato dall’account hackerato della AP aveva fatto cadere per qualche minuto il Dow Jones, riportando la notizia di un attacco terrorista alla Casa Bianca e conseguente ferimento di Barack Obama. Questa volta le conseguenze sono state di certo minori, ma non prive di alcuni interrogativi.

Come hanno fatto

Invece di intrufolarsi nei server delle singole testate, pare che gli hacker abbiano sfruttato un codice vulnerabile presente in un widget di terze parti utilizzato dai diversi siti. Da qui sono riusciti ad entrare in una console di controllo di GoDaddy, famoso registar internazionale, da cui hanno poi modificato i DNS di Gigya, una piattaforma che gestisce le credenziali telematiche di numerosi clienti, tra cui le testate menzionate. La conseguenza è stato l’apparire di un popup all’apertura delle pagine dei clienti di Gigya. L’obiettivo è dichiarato: puntare a rafforzare la guerra contro l’ISIS. Cosa c’entrano loro? I Syrian Electronic Army sono da sempre filo-Assad, quindi governativi. La Siria, ben prima dell’Occidente, combatte contro i terroristi dell’ISIS e quindi gli hacker del SEA si sentono il diritto di agire a modo loro per far capire al mondo che bisogna combattere con ogni mezzo i tagliagola. Una posizione un po’ diversa da quanto espresso in passato da Anonymous che in più di un’occasione ha prodotto immagini di solidarietà all’ISIS. Guerra totale, anche sul web.

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Il Syrian Electronic Army ci riprova con la Reuters https://www.datamanager.it/news/il-syrian-electronic-army-ci-riprova-con-la-reuters-57535.html Mon, 23 Jun 2014 14:22:39 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2014/06/il-syrian-electronic-army-ci-riprova-con-la-reuters/ Il Syrian Electronic Army riesce intromettersi nel sito di notizie per diffondere i propri messaggi. Ma questa volta sarebbe colpa di un servizio adv Il gruppo di hacker Syrian Electronic Army è entrato nella storia per aver portato a buon fine una serie di attacchi ai danni di alcuni media internazionali, come la Reuters e […]

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Il Syrian Electronic Army riesce intromettersi nel sito di notizie per diffondere i propri messaggi. Ma questa volta sarebbe colpa di un servizio adv

Il gruppo di hacker Syrian Electronic Army è entrato nella storia per aver portato a buon fine una serie di attacchi ai danni di alcuni media internazionali, come la Reuters e il Guardian. Ora gli attivisti, che appoggiano il il governo di Bashar al-Assad, hanno assestato un altro colpo alla Reuters, inserendosi tra una pagina del sito e il servizio di web advertising Taboola. Gli utenti che cercavano di leggere la notizia “Attack form Syria kills Israeli teen on Golan, Israel says“, venivano reindirizzati ad un messaggio degli hacker che sentenziava “Stop publishing fake reports and false articles about Syria“.

Cosa è successo

Secondo gli analisti, questa volta la colpa non sarebbe della Reuters e dei suoi sistemi di sicurezza. La falla infatti si troverebbe nel servizio offerto da Taboola che, oltre alla Reuters, fornisce annunci pubblicitari per tanti altri portale di spessore. A spiegarlo è il ricercatore di sicurezza Frederic Jacobs: “Taboola ha 350 milioni di utenti unici e partnership in tutto il mondo tra cui Yahoo!, BBC, FoxNews e il New York Times. Ogni cliente può essere compromesso in qualsiasi momento”.

La risposta di Taboola all’attacco del Syrian Electronic Army

Il CEO di Taboola Adam Singolda ha diffuso un comunicato ieri spiegando che l’attacco sarebbe riuscito grazie ad una serie di azioni di phishing, risolte entro mezz’ora dalla scoperta. Il problema è che in quella mezz’ora gli hacker avrebbero potuto raccogliere più credenziali di accesso piuttosto che concentrarsi sulla sola Reuters. La piattaforma, come risposta all’attacco, ha resettato le passoword di tutti gli utenti, informandoli dell’accaduto e della necessità di entrare con i nuovi dati.

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Così comincia la faida della guerra digitale https://www.datamanager.it/news/cos-comincia-la-faida-della-guerra-digitale-50158.html Thu, 03 Oct 2013 18:30:01 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/10/cosi-comincia-la-faida-della-guerra-digitale/ Mojtaba Ahmadi, leader della milizia informatica dell'Iran, è stato trovato morto in una zona boscosa vicino a Karaj, a nord-ovest di Teheran. Sospetto caso di omicidio legato alla cyberwar

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Mojtaba Ahmadi, leader della milizia informatica dell’Iran, è stato trovato morto in una zona boscosa vicino a Karaj, a nord-ovest di Teheran. Sospetto caso di omicidio legato alla cyberwar

Il Medio Oriente è un territorio in continuo fermento e non solo per la presenza di frange ribelli che proclamano, con le armi, la democrazia contro governi dittatoriali. Giovani ragazzi e ragazze sono cresciuti, con i dovuti problemi di interruzione, con internet e con la libertà di cui il web si fa carico. Molti scelgono di diventare militanti informatici e combattere la propria guerra seduti davanti al computer, moderna trincea.

Morte con l’interrogativo

Se fino a poco tempo fa si poteva pensare che la cyberwar non facesse vittime reali, oltre ai danni ai sistemi informatici attaccati, ci si deve ricredere alla luce di quanto accaduto vicino a Teheran, capitale dell’Iran. Mojtaba Ahmadi è stato visto uscire di casa sabato per andare a lavoro. dopo poco il suo corpo giaceva nei boschi di Karaj con due pallottole nel cuore, secondo Alborz, sito web legato al Corpo delle Guardie rivoluzionarie. 

Cordoglio ma non troppo

La tensione sul versante cyber è alta. La pagina Facebook dei funzionari del Cyber War Headquarters ha confermato il ruolo centrale svolto da Ahmadi all’interno della guerra cibernetica iraniana. Sempre il sito Alborz ha poi avvertito i lettori di non postare messaggi di cordoglio per non danneggiare la sicurezza nazionale. L’ultimo caso rilevante, per il panorama informatico iraniano, risaliva al 2007 quando vennero uccisi cinque scienziati nucleari assieme al capo del programma per la costruzione di missili balistici interni al paese. In quell’occasione il regime ha accusato l’agenzia di intelligence israeliana Mossad come mandante degli omicidi.

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Gli hacker di Assad sono dentro la Casa Bianca? https://www.datamanager.it/news/gli-hacker-di-assad-sono-dentro-la-casa-bianca-49247.html Wed, 31 Jul 2013 15:36:52 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/07/gli-hacker-di-assad-sono-dentro-la-casa-bianca/ Il Syrian Electronic Army è entrato in alcuni account email gestiti dallo staff della Casa Bianca oltre al profilo Twitter della Reuters

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Il Syrian Electronic Army è entrato in alcuni account email gestiti dallo staff della Casa Bianca oltre al profilo Twitter della Reuters

Il SEA, esercito elettronico pro-Assad, in passato ha preso di mira diversi account Twitter tra cui quelli della Associated Press, CBS News, e numerosi del Guardian. Gli hacker hanno colpito ancora, questa volta è toccato all’account della Thompson Reuters e a quelli dello staff social della Casa Bianca. L’obiettivo è quello di diffondere messaggi pro-Assad e sostenere il leader il cui paese è nel bel mezzo di una guerra civile da più di due anni e che finora ha provocato più di 93.000 morti.

I bersagli del Syrian Electronic Army

La storia è stata riportata dal sito Nextgov.com e successivamente confermata da rappresentanti degli hacker. Lo staff della Casa Bianca è stato oggetto di attacco phishing con una serie di email false che avevano come mittente la BBC e la CNN. Ovviamente era tutto falso ma qualche membro della White House c’è cascato e ha “regalato” il proprio account agli hacker che lo hanno utilizzato per inviare nuove email maligne. 

Un hacker in redazione

Nel mese di maggio, Twitter ha pubblicato una nota sugli attacchi SEA e ha ricordato ai media, soggetti principali delle violazioni, che è necessario intraprendere precise best practices rivedendo le proprie politiche per la sicurezza sui social. Al momento Twitter ha dichiarato che il furto di account è effettuato grazie ad attacchi di phishing e che la probabilità che “le aziende news making e le organizzazioni dei media continuino ad essere bersagli di alto valore per gli hacker” è molto alta.

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Hacker siriani contro Sky: profilo Twitter e app Android https://www.datamanager.it/news/hacker-siriani-contro-sky-profilo-twitter-e-app-android-47316.html Mon, 27 May 2013 10:20:01 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/05/hacker-siriani-contro-sky-profilo-twitter-e-app-android/ Weekend di paura per gli addetti ai lavori di Sky, prima post fasulli sul social network poi le foto del movimento hacker sul negozio digitale di Android

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Weekend di paura per gli addetti ai lavori di Sky, prima post fasulli sul social network poi le foto del movimento hacker sul negozio digitale di Android

Oramai sembra che ci provino gusto. Gli hacker siriani, gli stessi che avevano violato gli account Twitter di Associated Press, Guardian e Financial Times, questa volta entrano nel profilo di SkyGo lasciando messaggi che avevano fatto preoccupare gli utenti del servizio. “Disinstallate l’app per Android” – si leggeva dall’account, con la spiegazione di un’intrusione hacker che avrebbe messo in pericolo i dati personali degli utenti. In realtà il messaggio era stato inviato dagli stessi hacker siriani, con l’obiettivo di incuotere paura nei possessori e abbassare l’indice di fruizione del servizio.

Doppia autenticazione inutile?

Eppure proprio Twitter aveva introdotto il sistema della doppia autenticazione dopo le troppe incursioni del Syrian Electronic Army. La doppia chiave permette, per chi lo abilita, di inserire un ulteriore codice di conferma oltre alla password di accesso alla piattaforma, da ricevere su un numero di cellulare abilitato. Non è detto quindi che gli addetti ai lavori abbiano attivato la funzione oppure, facilitando così l’accesso a terzi. L’ipotesi peggiore è che la password utilizzata per Twitter coincida con quella per immettere informazioni sullo store di Android Google Play. Non a caso infatti gli hacker siriani dopo aver violato il profilo sul microblog hanno effettuato un’azione di defacing sulla pagina dedicata all’app SkyGo su Google Play. In questo caso sono state sostituite le foto dell’applicazione per Android con quelle che inneggiano al gruppo di hacker medio orientali.

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La Siria rallenta la connessione web https://www.datamanager.it/news/la-siria-rallenta-la-connessione-web-47110.html Mon, 20 May 2013 14:46:52 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/05/la-siria-rallenta-la-connessione-web/ Gli utenti in Medio Oriente segnalano continui cali di connessione, l'accusa è che il governo voglia limitare l'accesso alla Rete fino alle elezioni del 14 giugno

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Gli utenti in Medio Oriente segnalano continui cali di connessione, l’accusa è che il governo voglia limitare l’accesso alla Rete fino alle elezioni del 14 giugno

Che succede quando un paese è scontento del proprio governatore? Di solito lo manda a casa appena può, se è in democrazia con le elezioni, altrimenti serve un colpo di tasto. Lungi dal poter scegliere la seconda soluzione, visto l’appoggio che gode dall’esercito di terra e digitale, Assad ha pensato bene di smorzare il dissenso alla base, tagliando il web per i cittadini siriani. Una situazione già conosciuta e che si è verificata in passato, quando solo l’intervento di organismi internazionali e di big del calibro di Google, aveva fatto cambiare idea al dittatore, restituendo ai suoi connazionali il diritto alla Rete.

Ultimatum del 14 giugno

Il prossimo mese in Iran si terranno le elezioni presidenziali. Anche se il governo nega tutto, pare che ci sia stato un drastico taglio alla velocità di connessione internet lungo tutto il Paese. “Internet è in coma” – aveva scritto all’inizio del mese il quotidiano locale Ghanoon, e il web non si è mai totalmente ripreso da quello che sembrava essere solo un guasto tecnico. Un supervisore di rete siriano racconta al portale di Al Jazeera come la sua azienda abbia rilevato un abbassamento della velocità del web, soprattutto verso pagine che utilizzano il protocollo di comunicazione sicura HTTPS. Il problema riguarda anche i siti web che risultano attualmente accessibili. All’inizio di maggio un sito IT iraniano aveva riferito come l’ultimo software che permetteva di aggirare i blocchi immessi dal governo era “diventato praticamente inaccessibile”. 

VPN senza scampo

Si trattava di un programma per accedere alla rete attraverso VPN, il che consente alle persone di eludere i filtri imposti dai siti web. L’utilizzo del VPN è illegale in Iran visto che utilizza protocolli ai server che arrivano da fuori i confini del Paese. Anche se non si hanno notizie riguardo la Siria, Assad potrebbe utilizzare lo stesso metodo iraniano, non solo limitando la velocità di accesso a internet, ma impedendo ai singoli IP di comunicare con i sistemi di antrifiltraggio VPN.

Lo stato della rete in un grafico

In questo grafico, a cura di Arbor Networks, si mostra un aggiornamento sulla situazione del traffico internet in Siria, ripreso circa 8 ore dopo l’azzeramento.

 

Il grafico è stato realizzato grazie ai dati forniti dagli oltre 250 operatori di rete sparsi per il mondo che aderiscono al programma di Arbor denominato ATLAS, un’iniziativa collaborativa che coinvolge gli Internet Service Provider per condividere informazioni anonime e in tempo reale relative a routing, traffico e sicurezza.

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