Tinexta Cyber – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Thu, 16 Oct 2025 12:56:19 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png Tinexta Cyber – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Due ingressi in Tinexta Cyber https://www.datamanager.it/2025/10/due-ingressi-in-tinexta-cyber/ Thu, 16 Oct 2025 12:56:19 +0000 https://www.datamanager.it/?p=248359 Pisano Chief Operating Officer, Moretti nuovo Chief Strategy Officer Due nuovi ingressi in Tinexta Cyber: Antonio Pisano è il nuovo Chief Operating Officer – COO e Samuele Moretti il nuovo Chief Strategy Officer – CSO di Tinexta Cyber, azienda leader nella cybersicurezza che oggi conta oltre 800 persone in Italia ed è parte del Gruppo […]

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Pisano Chief Operating Officer, Moretti nuovo Chief Strategy Officer

Due nuovi ingressi in Tinexta Cyber: Antonio Pisano è il nuovo Chief Operating Officer – COO e Samuele Moretti il nuovo Chief Strategy Officer – CSO di Tinexta Cyber, azienda leader nella cybersicurezza che oggi conta oltre 800 persone in Italia ed è parte del Gruppo Tinexta.

Antonio Pisano, COO  di Tinexta Cyber, vanta oltre trent’anni di esperienza nel mondo della sicurezza informatica e della tecnologia dell’informazione digitale. È un professionista con una consolidata esperienza nell’innovazione tecnologica e nella gestione di ambienti IT complessi.
Ha maturato una profonda conoscenza del settore della sicurezza informatica e dell’information management, guidando team multidisciplinari in contesti istituzionali e industriali di rilievo.
In precedenza ha ricoperto ruoli di leadership tecnologica presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri e successivamente in Leonardo, dove ha diretto un ampio gruppo di specialisti dedicati allo sviluppo di soluzioni e tecnologie innovative per l’ottimizzazione dei processi aziendali. Nel suo nuovo ruolo in Tinexta Cyber, Antonio Pisano si occuperà di guidare l’area “Security Solutions” gestendo l’attività delle tre principali aree di business, ognuna con una funzione strategica specifica nel panorama della sicurezza informatica.

Samuele Moretti, CSO di Tinexta Cyber, è un professionista con consolidata esperienza nella definizione di strategie di sicurezza e nella trasformazione digitale sicura in contesti complessi. Prima di approdare in Tinexta Cyber ha ricoperto il ruolo di Cybersecurity Director  in Ernst & Young – EY. Precedentemente ha ricoperto incarichi manageriali in Capgemini, sviluppando l’area cybersecurity, e in realtà quali, Bayer, Agenzia Europea Spaziale – ESA e il dipartimento della Protezione Civile Italiana. Nel suo nuovo ruolo in Tinexta Cyber, Samuele Moretti guiderà l’area “Strategic Business Development” e sarà responsabile della definizione e dell’esecuzione della strategia di crescita e posizionamento dell’azienda nel mercato della cybersicurezza, guidando l’evoluzione dell’offerta, l’integrazione delle competenze e la valorizzazione delle sinergie tra le diverse business unit del Gruppo.

Andrea Monti, Direttore Generale di Tinexta Cyber, commenta “L’ingresso in azienda di Antonio Pisano e Samuele Moretti, con la loro grande esperienza nel mondo della cybersicurezza e nella gestione di team dinamici e numerosi, porterà un valore aggiunto importante, rafforzando il ruolo di Tinexta Cyber quale partner di riferimento per aziende e pubblica amministrazione nel loro percorso di digitalizzazione e sicurezza informatica.”

 

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Attacchi Microsoft, Monti (Tinexta): non basta aggiornare i sistemi https://www.datamanager.it/2025/07/attacchi-microsoft-monti-tinexta-non-basta-aggiornare-i-sistemi/ Tue, 22 Jul 2025 13:14:13 +0000 https://www.datamanager.it/?p=246723 Andrea Monti, Direttore Generale di Tinexta Cyber, in merito ai recenti attacchi informatici a Microsoft ha dichiarato: “La recente ondata di attacchi che ha preso di mira i server SharePoint in tutto il mondo rappresenta un segnale molto chiaro per le imprese e le pubbliche amministrazioni: non è più sufficiente aggiornare i sistemi, bisogna saperli […]

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Andrea Monti, Direttore Generale di Tinexta Cyber, in merito ai recenti attacchi informatici a Microsoft ha dichiarato: “La recente ondata di attacchi che ha preso di mira i server SharePoint in tutto il mondo rappresenta un segnale molto chiaro per le imprese e le pubbliche amministrazioni: non è più sufficiente aggiornare i sistemi, bisogna saperli governare.

La vulnerabilità rilevata a metà luglio, pur nota e tecnicamente risolta da Microsoft, è stata sfruttata con grande rapidità da attori ostili, colpendo asset centrali per la gestione documentale di organizzazioni complesse. SharePoint, infatti, è ben più di uno strumento tecnico: è il perimetro operativo dove transitano documenti strategici, procedure regolamentate, informazioni riservate e attività sensibili.”

“Per molte realtà italiane è anche l’infrastruttura che supporta la conformità normativa, dal GDPR alla direttiva NIS2, passando per DORA nel mondo finanziario. Un attacco riuscito, anche limitato nel tempo, può generare conseguenze che travalicano il danno informatico: può comportare obblighi di notifica, indagini ispettive, blocchi operativi e impatti reputazionali non banali. Questa vicenda conferma una necessità non più rinviabile: la sicurezza informatica deve diventare una responsabilità di vertice.”

“Serve una cultura del rischio digitale che coinvolga i board, che valorizzi la collaborazione tra IT, compliance, legale e risk management, e che sia supportata da processi strutturati di prevenzione, risposta e rendicontazione. Non si tratta solo di chiudere una vulnerabilità, ma di rafforzare la resilienza di sistema. Perché in un contesto normativo sempre più stringente e in un’economia interconnessa, la protezione dei dati e la continuità operativa sono elementi centrali di competitività e affidabilità.”

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Più attacchi informatici, meno gang (-5,5%) ma sempre più forti con l’IA https://www.datamanager.it/2025/04/piu-attacchi-informatici-meno-gang-55-ma-sempre-piu-forti-con-lia/ Fri, 11 Apr 2025 13:00:54 +0000 https://www.datamanager.it/?p=244670 Nel secondo semestre 2024 gli attacchi informatici sono aumentati del 28% così come i Paesi colpiti (+9,1%). Gli Stati Uniti sono al primo posto seguiti da Canada e Regno Unito. L’Italia scende al quinto posto Gli attacchi informatici nel mondo sono aumentati sensibimente (+28,3%) nel secondo semestre del 2024 rispetto ai sei mesi precedenti ma […]

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Nel secondo semestre 2024 gli attacchi informatici sono aumentati del 28% così come i Paesi colpiti (+9,1%). Gli Stati Uniti sono al primo posto seguiti da Canada e Regno Unito. L’Italia scende al quinto posto

Gli attacchi informatici nel mondo sono aumentati sensibimente (+28,3%) nel secondo semestre del 2024 rispetto ai sei mesi precedenti ma le “gang” criminali che li hanno scatenati sono diminuite del 5,5% grazie all’efficacia di alcune operazioni di polizia internazionali e al concentrarsi del potere su pochi gruppi strutturati come “aziende”. Il “Risk Report 2024” di Tinexta Cyber (Gruppo Tinexta), rileva come sia aumentato (+9,1%) anche il numero dei Paesi colpiti. Gli Stati Uniti rimangono al primo posto per attacchi subiti (1.561) seguiti da Canada (158) e Regno Unito (118); l’India entra al quarto posto (90) spingendo l’Italia al quinto (80).

In Italia, in particolare, è stato osservato un incremento di attacchi del 14,3% rispetto al semestre precedente, e un crescente coinvolgimento di alcune gang: RansomHub, ad esempio, è responsabile del 12,5% degli attacchi (10) nel nostro Paese, mentre DragonForce in soli sei mesi ha quintuplicato la sua attività (da 1 a 5 attacchi). Si fanno notare anche Argonauts (6 attacchi) e BlackBasta (5).

“Il panorama delle minacce informatiche si sta trasformando rapidamente, spinto anche dall’integrazione massiccia dell’intelligenza artificiale nelle tecniche di attacco – commenta Andrea Monti, direttore generale di Tinexta Cyber – Le nuove normative europee, come NIS 2 e Cyber Resilience Act, impongono standard di sicurezza più elevati, ma i cybercriminali evolvono ancora più in fretta. Oggi vediamo gang che incorporano l’IA nel loro modus operandi non solo per creare attacchi mirati e deepfake ultra-realistici, ma anche per negoziare autonomamente i riscatti con le vittime o aggirare le difese. In questo contesto, la cybersecurity non può più essere considerata una semplice componente IT: è diventata una priorità strategica per ogni organizzazione.”

Il 2024 è stato caratterizzato da una escalation senza precedenti degli attacchi ransomware (furti di dati sensibili con richiesta di riscatto), con dinamiche che hanno ridefinito il panorama della cybersecurity a livello globale. Nella seconda metà dell’anno, il numero di Paesi colpiti è passato da 99 a 108 e le vittime sono state 3.081 contro le 2.401 del primo semestre. Questo trend, apparentemente in contraddizione con i dati sulla diminuzione del numero di gang attive, suggerisce la concentrazione del potere criminale in mano a gruppi molto più organizzati, capaci di progettare e portare a termine degli attacchi su larga scala ottimizzando al massimo le risorse: le gang operano come vere e proprie imprese, con membri che ricoprono ruoli specifici per ottimizzare l’efficacia e massimizzare i profitti.

Le operazioni di cyber polizia dell’ultimo anno hanno colpito infrastrutture chiave del ransomware, bloccato fondi illeciti e arrestato membri di spicco delle gang cybercriminali, principalmente dall’Est Europa. Gruppi storici, come LockBit, sono stati duramente colpiti al punto da abbassarne sensibilmente le attività in alcuni periodi dell’anno. A maggio, 2024, ad esempio, è stata chiusa l’operazione “Endgame” definita dall’Europol “la più grande operazione mai condotta contro le botnet”, che ha colpito le infrastrutture usate per distribuire ransomware.

I nuovi gruppi, come RansomHub (+25%), Argonauts e Saarcoma, hanno adottato strategie più aggressive, combinando attacchi che utilizzano più di un metodo di acceso e tecniche di evasione avanzate, come il ricorso a strutture decentralizzate per evitare il tracciamento.

L’integrazione dell’intelligenza artificiale nelle campagne di phishing, inoltre, ha reso gli attacchi più realistici e difficoltosi da individuare, con e-mail e messaggi personalizzati che simulano con accuratezza il linguaggio di istituzioni e aziende. In parallelo, il settore delle criptovalute è stato bersaglio di strategie come l’address poisoning che induce le vittime a trasferire fondi a indirizzi corrotti, sfruttando l’interesse crescente per queste tecnologie.  Inoltre è stato osservata una crescita esponenziale e continua del modello Malware-as-a-Service (MaaS), in cui sviluppatori di malware – software e programmi capaci di apportare danni a un sistema informatico –  creano e vendono l’accesso ai propri codici dannosi tramite vere e proprie piattaforme su abbonamento. Questo modello, sempre più diffuso, ha reso strumenti avanzati come FormBook, AgentTesla o RedLine Stealer accessibili anche ad attori meno specializzati, abbassando la barriera d’ingresso per le attività cybercriminali. Gruppi come Lumma, stanno dominando la scena, proponendo malware facili da utilizzare seguiti da campagne massive come clickfix. In aggiunta il malware viene abusato anche da ransomware gang per la parte di initial access.

Come funziona una gang ransomware

I criminali hacker specializzati nella creazione di questo tipo di software malevolo, finalizzato a rubare informazioni per chiedere un riscatto, sono solitamente molto organizzati con ruoli specializzati che variano in base alle dimensioni del  gruppo e competenze dei singoli individui. Idealmente, al vertice ci sono gli sviluppatori, che creano e aggiornano il malware. Gli operatori eseguono gli attacchi tramite phishing mirato e sfruttamento di vulnerabilità, mentre gli access broker vendono accessi a sistemi compromessi, agevolando la diffusione del ransomware. I negoziatori trattano i pagamenti dei riscatti, i riciclatori convertono i proventi illeciti in valuta legale e gli amministratori coordinano strategie e obiettivi. Altri ruoli includono analisti di vulnerabilità, specialisti in ingegneria sociale, gestori di infrastrutture, esperti di anonimato e analisti finanziari.

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Cybersecurity: meno vittime (Italia -15%) ma più gang e paesi colpiti https://www.datamanager.it/2024/11/cybersecurity-meno-vittime-italia-15-ma-piu-gang-e-paesi-colpiti/ Thu, 28 Nov 2024 14:30:58 +0000 https://www.datamanager.it/?p=241574 Secondo il “Risk Report 2024” di Tinexta Cyber (Gruppo Tinexta), per la prima volta Israele entra nella top 8 dei Paesi colpiti. In Italia, con i ransomware, compromessi oltre 15mila gigabyte di dati, di cui 12,6 mila pubblicati nei primi sei mesi dell’anno. Si possono creare facilmente campagne di phishing con l’intelligenza artificiale comprando online […]

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Secondo il “Risk Report 2024” di Tinexta Cyber (Gruppo Tinexta), per la prima volta Israele entra nella top 8 dei Paesi colpiti.

In Italia, con i ransomware, compromessi oltre 15mila gigabyte di dati, di cui 12,6 mila pubblicati nei primi sei mesi dell’anno. Si possono creare facilmente campagne di phishing con l’intelligenza artificiale comprando online il servizio “jailbreak” per manometterla.

Nei primi sei mesi del 2024 si sono registrate nel mondo meno vittime individuali (2.401, -8,2% rispetto allo stesso periodo del 2023) di attacchi ransomware (furto di dati sensibili con richiesta di riscatto) ma c’è stato un incremento del 5,3% del numero dei Paesi colpiti (da 91 a 99), evidenziando una maggiore diffusione geografica delle minacce. Secondo quanto rilevato da Tinexta Cyber, il polo italiano della sicurezza informatica e parte del Gruppo Tinexta, il numero delle “gang” attive è aumentato del 40,4%, passando da 52 a 73, suggerendo uno scenario sempre più frammentato e complesso.

Tra i Paesi principalmente colpiti, il report segnala l’ingresso di Israele fra i primi 8: ha riportato 56 vittime nel primo semestre di quest’anno. Per quanto riguarda l’Italia, si è osservata una diminuzione delle vittime con una riduzione del 14,8% (da 88 a 75). Anche Regno Unito e Germania hanno mostrato cali significativi, rispettivamente del rispettivamente del 15,2% e del 24,8%. Gli Stati con il maggior incremento di vittime sono stati la Spagna (+32,6) e il Canada (+4,6%). Gli Stati Uniti rimangono il bersaglio preferito degli attacchi informatici (1.176) sebbene in lieve calo rispetto all’ultimo semestre del 2023 (-3,6%).

“In un contesto in cui le minacce cyber si espandono, colpendo non solo le singole aziende ma intere filiere produttive, la capacità di risposta e resilienza diventa cruciale. – spiega Pierguido Iezzi, Strategic Business Development Director di Tinexta Cyber.- Come esplicitato dalla direttiva NIS2, è cruciale dare importanza a un approccio sistemico che rafforzi la continuità operativa, anche in caso di attacco, promuovendo standard comuni di sicurezza lungo tutta la catena del valore. In questo scenario, l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN) svolge un ruolo centrale: dal supporto alle organizzazioni nell’implementazione di misure di difesa avanzate alla definizione di un modello di resilienza condiviso, che tuteli la sovranità digitale del Paese. Si delinea così una nuova strategia capace di integrare la sicurezza operativa nella progettazione stessa delle infrastrutture e dei processi aziendali, garantendo la stabilità del sistema economico anche di fronte a scenari critici”

Boom degli attacchi deepfake

Vengono simulati rapimenti virtuali, estorsioni e persino la creazione di pornografia non consensuale: gli hacker creano con l’intelligenza artificiale generativa falsi video o audio che riproducono la voce o le sembianze di colleghi, persone conosciute o addirittura CEO per convincere le vittime a firmare documenti o a pagare una somma in denaro per evitare la pubblicazione di materiale sensibile. Basta comprare con un click i cosiddetti servizi di “jailbreak”: codici dannosi che aggirano i filtri etici dei modelli di intelligenza artificiale – come ChatGPT – sbloccandone tutte le loro potenzialità, tra cui quella di creare campagne malevole di truffe informatiche.

Andrea Monti Direttore Generale di Tinexta Cyber

Più attacchi ransomware alle aziende retail

In Italia è ormai consistente anche il fenomeno “ransomware”, programmi malevoli che “infettano” un dispositivo digitale bloccandone l’accesso ai contenuti (in toto o parzialmente) e per il cui “rilascio” viene chiesto un riscatto in denaro. In particolare, dei 70 attacchi subiti nel primo semestre 2024, il 69% si concentra al Nord, il 23% al Centro e solo l’8% al Sud. Il settore manifatturiero rimane il più colpito (20%) ma a registrare un incremento sensibile è stato quello del retail che passa dal 3% al 9%, un andamento che probabilmente riflette un maggior interesse da parte degli attaccanti verso i dati finanziari e personali di clienti e fornitori, considerati altamente redditizi per il contrabbando dei dati.

“In un contesto di attacchi sempre più diversificati, anche nel nostro Paese, la cybersecurity non è solo una necessità operativa, ma un vantaggio competitivo. Garantire la resilienza digitale lungo la filiera produttiva significa proteggere il valore del business e del sistema Paese, rafforzando al contempo la fiducia del mercato e affrontare al meglio le sfide globali”, spiega Andrea Monti, Direttore Generale di Tinexta Cyber.

Entro il 2031 oltre 265 miliardi di dollari di danni per attacchi ransomware nel mondo

Da gennaio a giugno, le gang di ransomware hanno dichiarato di aver estorto in Italia un totale di 15,1 mila GB di dati compromessi (pari alla memoria di circa 118 smartphone o a 15/20 hard disk di console da videogiochi), di cui l’85% (12,7 mila GB) effettivamente pubblicati: segno che gli attaccanti in alcuni casi si limitano alle minacce di pubblicazione dei dati sensibili in un strategia di pressione nei confronti delle vittime. Secondo Tinexta Cyber entro il 2031 le gang di ransomware causeranno in tutto il mondo danni per oltre 265 miliardi di dollari. A rendere più critica la situazione anche il fatto che il 90% degli attacchi informatici è causato dall’errore umano e quindi, in teoria, prevenibile. Inoltre, i punti di accesso e le vulnerabilità che possono compromettere la sicurezza di software e sistemi informatici (CVE) sono in aumento: nel primo semestre 2024 sono stati identificati e pubblicati 20.916 nuovi CVE tra cui VPN, programmi obsoleti (non aggiornati alle ultime versioni) e siti pubblici.

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Boom attacchi informatici 0-days: 6 su 10 bloccano aziende più a lungo https://www.datamanager.it/2024/04/boom-attacchi-informatici-0-days-6-su-10-bloccano-aziende-piu-a-lungo/ Tue, 09 Apr 2024 14:18:01 +0000 https://www.datamanager.it/?p=236345 Il Cybersecurity Annual Report 2024 di Yoroi (Gruppo Tinexta) registra nel 2023 un numero in continua crescita di attacchi “0-days” che sfruttano una vulnerabilità o errore di progettazione del software e non danno nessun tempo certo per risolvere il problema. Secondo la ricerca anche la PEC è sotto attacco e il conflitto russo-ucraino ha riacceso […]

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Il Cybersecurity Annual Report 2024 di Yoroi (Gruppo Tinexta) registra nel 2023 un numero in continua crescita di attacchi “0-days” che sfruttano una vulnerabilità o errore di progettazione del software e non danno nessun tempo certo per risolvere il problema. Secondo la ricerca anche la PEC è sotto attacco e il conflitto russo-ucraino ha riacceso l’attivismo informatico degli hacker

Il 58% degli attacchi informatici (malware) andati a buon fine nel 2023 è riconducibile ai cosidetti attacchi “0-day” che sfruttano una vulnerabilità o un errore di progettazione in un software, per cui non esiste ancora una difesa nota e un tempo certo per la risoluzione del problema. A rilevare l’incremento di questo fenomeno preoccupante è Il “Cybersecurity Annual Report 2024” di Yoroi (Gruppo Tinexta), unico membro italiano della Cyber Threat Alliance (CTA), organizzazione internazionale di cyber security.

“Questo dato – commenta Fabrizio Vacca, Chief Operating Officer di Tinexta Cyber – suggerisce che i criminali informatici puntano sull’efficacia dell’elemento sorpresa e sull’uso di nuovi strumenti per superare le difese e portare a termine con successo le loro operazioni dannose. Il fenomeno preoccupante e in aumento degli attacchi “0-day” richiede un’attenzione e un impegno continuo nell’adozione di strategie di difesa all’avanguardia e tempestive. Nel 2024 ci aspettiamo un aumento degli attacchi informatici mirati a software, hardware e servizi utilizzati dalle aziende per proteggersi. Gli attacchi arriveranno anche dagli hacker meno esperti con la crescita del Ransomware-as-a-service (RaaS), un modello di business con cui le bande esperte vendono il proprio codice ransomware ad altri hacker che lo utilizzano, alimentando sempre di più il mercato del crimine informatico. Di conseguenza le aziende aumenteranno gli investimenti in tecnologie e soluzioni per proteggersi, in accordo con la direttiva europea NIS2, volta a rafforzare il livello generale di cybersicurezza nell’UE. L’Intelligenza Artificiale, poi – conclude Fabrizio Vacca – giocherà un ruolo fondamentale per automatizzare la risposta agli incidenti informatici e per migliorare la capacità di identificare e prevenire le minacce. Il nostro motto “Defence belongs to humans” colloca sempre la difesa informatica al centro delle responsabilità umane, utilizzando anche l’AI come arma di difesa per tutelare le nostre istituzioni, imprese e i cittadini”.

Il 21% dei malware individuati presenta un intervallo di rilevamento tra zero e quindici giorni, sottolineando l’importanza cruciale di adottare approcci di difesa anticipatoria. Le principali minacce alla sicurezza informatica sono gli attacchi di tipo Infostealer (26%) che operano come “ladri digitali” rubando informazioni come nome utente, password e altri dati personali; seguiti dai Trojan (20%) virus nascosti che, una volta installati su un computer, permettono agli hacker di prendere il controllo del sistema e di accedere ai dati dell’utente senza che questi se ne accorga.

Il mezzo di diffusione dei malware preferito dai cyber criminali è quello delle e-mail, e i formati dei file allegati giocano un ruolo cruciale nel raggiungere le vittime. Il Rapporto di Yoroi rivela che il formato più utilizzato è il PDF, costituendo il 23% degli allegati infettati. Gli aggressori lo sfruttano per indurre gli utenti ad aprire il malware attraverso link presenti nei documenti PDF, richiedendo una loro partecipazione attiva. Seguono i file compressi, soprattutto ZIP (22%), che essendo cifrati con password vengono riconosciuti come sicuri ed eludono i controlli di sicurezza. Gli oggetti dell’e-mail infette o ingannevoli più comuni includono i termini “rimessa c/assegni e fatture” (21%), “ricevute e solleciti di pagamento” (14%), e “ordini e transazioni” (5%). Tutte le comunicazioni hanno un carattere economico e di urgenza finalizzato a ingannare gli utenti e diffondere malware.

Anche le PEC sono sotto attacco

Yoroi ha rilevato un aumento di attacchi informatici tramite  Posta Elettronica Certificata (PEC), un canale di comunicazione vitale per enti pubblici, aziende e cittadini, che garantisce una validità legale equiparabile a quella di una raccomandata con ricevuta di ritorno. Nonostante i suoi protocolli di sicurezza, la PEC è vulnerabile agli attacchi informatici. Dal monitoraggio di Yoroi su oltre 50 milioni di e-mail PEC nel 2023 è stato rilevato che  gli attaccanti, attraverso il phishing, cercano di ottenere informazioni sensibili fingendosi entità affidabili: questi attacchi utilizzano e-mail PEC ingannevoli e pagine web graficamente simili a quelle legittime, rappresentando una minaccia significativa per la sicurezza informatica degli utenti che sono così portati a rivelare dati critici o a interagire con link dannosi.

La guerra è anche cyber

L’hacktivismo, cioè l’attivismo informatico degli hacker, con il Covid è emerso come una forza dinamica e globale, alimenatata dall’impiego di strumenti e tecniche per promuovere cause sociali o politiche, sia a sostegno che in opposizione di autorità e istituzioni. Yoroi sta monitorando il fenomeno da 4 anni rilevando che il conflitto Russo-Ucraino ha dato un’accelerazione, mettendo in luce la centralità delle telecomunicazioni e il potenziale impatto delle azioni hacktiviste sulla sicurezza informatica e geopolitica globale. Yoroi ha rilevato i gruppi di hacktivisti nati per sostenere attivamente le politiche della Russia e dei suoi alleati: ad esempio, Killnet, Noname057(16), From Russia With Love, Anonymous Sudan e Turk Hack Team.

Un altro fenomeno di interesse globale è la formazione delle “Five Families”, un’inedita alleanza di gruppi anarchici nel panorama hacker contemporaneo. Questo nuovo raggruppamento, composto da BlackForums, Threatsec, GhostSec, Stormous e Sieged, si propone di promuovere l’unità e la collaborazione all’interno della comunità underground di Internet. La loro missione è quella di facilitare la crescita e lo sviluppo delle operazioni hacker, ponendo particolare enfasi sulla condivisione di conoscenze e risorse.

Il Cybersecurity Annual Report di Yoroi 2024 è disponibile sul sito di Yoroi al seguente link: yoroi.company

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Nuove nomine in Tinexta Cyber https://www.datamanager.it/2023/11/nuove-nomine-in-tinexta-cyber/ Thu, 02 Nov 2023 11:59:53 +0000 https://www.datamanager.it/?p=231986 Andrea Monti nuovo DG di Corvallis, Ornella Sala nominata Responsabile del Personale Tinexta Cyber (Polo Cyber del Gruppo Tinexta), rafforza il proprio team manageriale con l’ingresso di due figure di rilievo come Andrea Monti come nuovo Direttore Generale di Corvallis e di Ornella Sala come Responsabile del Personale di Tinexta Cyber. Andrea Monti, dopo la […]

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Andrea Monti nuovo DG di Corvallis, Ornella Sala nominata Responsabile del Personale

Tinexta Cyber (Polo Cyber del Gruppo Tinexta), rafforza il proprio team manageriale con l’ingresso di due figure di rilievo come Andrea Monti come nuovo Direttore Generale di Corvallis e di Ornella Sala come Responsabile del Personale di Tinexta Cyber.

Andrea Monti, dopo la laurea in Economia e Commercio alla Bocconi di Milano, ha consolidato un’importante esperienza professionale, iniziando la sua carriera in Banca D’Affari. Successivamente, ha assunto posizioni chiave in multinazionali come Accenture e Bain & Company Italy, con responsabilità anche a livello internazionale. Grazie alla sua esperienza nel mondo Finance, si è occupato del turnaround di una importante Banca Popolare italiana. Dal 2018 al 2023, ha guidato la digital transformation e l’innovazione, dirigendo il mercato banking per l’Italia in NTT Data Italy.

Ornella Sala ha precedentemente ricoperto ruoli significativi come HR Business Partner presso IBM Italia, occupandosi di diverse funzioni, tra cui IBM Consulting, Enterprise, Integrated Accounts e Hardware. La sua esperienza comprende anche la gestione di programmi di ristrutturazione aziendale e iniziative focalizzate sulla formazione, diversity, sviluppo e gestione dei talenti. In qualità di Responsabile del Personale di Tinexta Cyber Ornella Sala coordinerà le attività di gestione e sviluppo delle risorse umane per sostenere la crescita del nostro business.

“Accogliamo con grande entusiasmo Andrea Monti e Ornella Sala nel nostro Team – dichiara Marco Comastri, CEO di Tinexta Cyber – Monti, con il suo importante background nel settore IT e finanziario, sarà determinante per la crescita di Corvallis. La sua esperienza, unita alla nostra expertise in cybersecurity, sarà fondamentale nel supportare e guidare le realtà operative nel settore bancario, assicurativo, industriale e della Pubblica Amministrazione, garantendo loro sicurezza e resilienza. Parallelamente, la profonda competenza di Ornella Sala nel campo delle risorse umane sarà centrale nella gestione di tutti i nostri team, assicurandone la piena coesione e sviluppo professionale.”

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Sicurezza informatica, Tinexta Cyber compie un salto esponenziale insieme a Chronicle di Google Cloud https://www.datamanager.it/2023/04/sicurezza-informatica-tinexta-cyber-compie-un-salto-esponenziale-insieme-a-chronicle-di-google-cloud/ Fri, 14 Apr 2023 10:08:53 +0000 https://www.datamanager.it/?p=226992 Tinexta Cyber (Business Unit Cyber di Tinexta Group) ha annunciato oggi una partnership con Google Cloud che permetterà di rendere disponibili sul mercato sistemi di difesa più efficaci per far fronte alle minacce cyber. L’accordo consentirà infatti alle realtà che fanno capo all’azienda di cybersicurezza del gruppo Tinexta, ovvero Corvallis, Swascan e Yoroi, di offrire […]

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Tinexta Cyber (Business Unit Cyber di Tinexta Group) ha annunciato oggi una partnership con Google Cloud che permetterà di rendere disponibili sul mercato sistemi di difesa più efficaci per far fronte alle minacce cyber.

L’accordo consentirà infatti alle realtà che fanno capo all’azienda di cybersicurezza del gruppo Tinexta, ovvero Corvallis, Swascan e Yoroi, di offrire ai propri clienti ChronicleSIEM (Security Information and Event Management) di Google Cloud. Corvallis in particolare, all’interno della partnership avrà un ruolo guida nelle attività di integrazione e sviluppo dell’offerta. Questa partnership consentirà alle aziende di Tinexta Cyber di consolidare sempre più la posizione di riferimento per la cybersicurezza in Italia, e in prospettiva di portare anche le proprie soluzioni sul marketplace di Google Cloud.

Google Cloud grazie alla collaborazione potrà avvalersi delle competenze cyber e della conoscenza del mercato italiano delle aziende di Tinexta Cyber.

Chronicle SIEM è una soluzione cloud-native che offre un’attività di threat detection integrata ad una di threat intelligence con una velocità e una scala senza precedenti.

Le aziende del polo Tinexta Cyber si sono affermate sul mercato grazie ad un’offerta di soluzioni proprietarie e innovative oltre a servizi avanzati di Advisory, Implementation Service Managed Security Services. La partnership consentirà di valorizzare le competenze di threat intelligence delle aziende del gruppo Tinexta Cyber, attraverso la potenza di storage e di search e la correlazione degli eventi storicizzati in Chronicle SIEM. L’integrazione consente di sviluppare nuovi servizi XDR (Extended Detection & Response) con funzionalità di analisi degli eventi estremamente potenti, sia in termini di velocità che di profondità. In linea con la filosofia di Tinexta Cyber l’obiettivo è quello di avere servizi facilmente integrabili con i sistemi dei clienti per facilitare l’adozione di servizi di cybersecurity evoluti non solo da parte delle grandi organizzazioni ma anche per quelle di dimensioni più ridotte (PMI e PAL).

“Questa partnership con Google Cloud si allinea perfettamente alla nostra mission aziendale, consentendoci di aggiungere uno strumento estremamente innovativo alla nostra offerta, garantendo la sicurezza dei nostri clienti e fornendo loro gli strumenti necessari per abilitare una trasformazione digitale sicura”, ha sottolineato Marco Comastri, Ceo di Tinexta Cyber.

“Collaborare con aziende radicate nei territori come Tinexta Cyber ci permette di mettere a disposizione una expertise consolidata attraverso la potenza delle nostre soluzioni, coniugandola con una conoscenza approfondita delle specificità locali”, il commento di Fabio Fregi, Country Manager di Google Cloud Italia.

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Le scelte dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale e l’approccio del Polo Cyber di Tinexta Group https://www.datamanager.it/2022/07/le-scelte-dellagenzia-per-la-cybersicurezza-nazionale-e-lapproccio-del-polo-cyber-di-tinexta-group/ Tue, 12 Jul 2022 09:47:16 +0000 https://www.datamanager.it/?p=220536 “Per un’Italia cyber-resiliente, occorrono sovranità tecnologica, capacità di fare squadra e approccio trusted anche in tema di sicurezza” l’opinione di Marco Comastri, CEO DI TINEXTA Cyber Tinexta Cyber (Tinexta Group), polo italiano della cybersecurity che con le aziende Corvallis, Yoroi e Swascan offre consulenza e soluzioni per la gestione e la governance dei rischi legati […]

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“Per un’Italia cyber-resiliente, occorrono sovranità tecnologica, capacità di fare squadra e approccio trusted anche in tema di sicurezza” l’opinione di Marco Comastri, CEO DI TINEXTA Cyber

Tinexta Cyber (Tinexta Group), polo italiano della cybersecurity che con le aziende Corvallis, Yoroi e Swascan offre consulenza e soluzioni per la gestione e la governance dei rischi legati alla sicurezza digitale, commenta – attraverso il proprio CEO Marco Comastri – il recente avvio delle attività operative del Centro nazionale per la valutazione e certificazione del software presso l’Agenzia Nazionale per la Cybersicurezza in relazione alle priorità strategiche in tema di sicurezza informatica.

Il Centro, con i propri esperti, valuterà la qualità di beni, servizi e sistemi acquistati in Italia al fine di scongiurare il rischio di forniture pericolose per l’erogazione di servizi essenziali per il Paese e di rafforzarne le difese cyber, attuando compiutamente la disciplina in materia di Perimetro di Sicurezza Nazionale Cibernetica.

“Le stime dei danni da cybercrime si attestano ormai a 6 trilioni di dollari l’anno e continueranno ad aumentare. Come Polo strategico nazionale per la difesa di enti, aziende e organizzazioni italiane, la nostra missione è migliorarne la postura cyber, con servizi e soluzioni all’avanguardia e rispondenti agli indirizzi definiti nella Strategia Nazionale di Cybersicurezza 2022-2026, in particolare in tema di Autonomia Nazionale Strategica e di tecnologia Made in EU. Noi di Tinexta Cyber siamo convinti che l’operatività del Centro costituisca una tappa di rilievo nel percorso di avvicinamento alla realizzazione dell’auspicata sovranità tecnologica. E tale percorso potrà essere ancora più veloce se agevolato da un vincente Partenariato Pubblico Privato, in grado di mettere al riparo il tessuto produttivo e amministrativo del Paese e a cui, da parte nostra, intendiamo contribuire. Anche perché in linea con la nostra identità di Gruppo, frutto della presenza di soggetti istituzionali nella proprietà – dichiara Marco Comastri, CEO di Tinexta Cyber – In termini ancora più ampi, occorre che in Italia si faccia squadra a qualsiasi livello, superando le logiche “individualistiche” di difesa esclusivamente reattiva, assolutamente inefficaci contro attacchi condotti in modo coordinato e sistematico da team internazionali che condividono risorse e infrastrutture. Occorrono, invece, cooperazione, proattività, prevenzione e innovazione che si traducono in una strategia di collective defense e in servizi basati ad esempio su Defense center evoluti, ma altresì nella diffusione di tecnologie “trusted” di tipo europeo anche in ambito cyber, estendendo così l’approccio vincente già sviluppato nella protezione dei dati. Solo così avremo un’Italia davvero cyber-resiliente”.

Tinexta Cyber s’impegna in tal senso in diversi ambiti.

Ad esempio, nella definizione dei cyber risk indicators messi a punto dalle controllate Swascan e Yoroi, come lo Yoroi Cyber Exposure Index e la soluzione di Domain Threat Intelligence di Swascan.

O anche nella realizzazione, sempre attraverso Yoroi e in collaborazione con InfoCert, di Legalmail Security Premium: è la nuova soluzione di PEC Cyber Safe, che contrasta le minacce via Posta Elettronica Certificata in un momento di recrudescenza di campagne phishing finalizzate a diffondere il malware Emotet proprio via PEC, come denunciato da Cert-Agid.

Stiamo innalzando le capacità di azione preventiva attraverso servizi evoluti quali il SOC as a Service di Swascan ed il Cyber Security Defense Center di Yoroi.

Con Corvallis stiamo portando innovazioni nel mondo Cyber attraverso soluzioni di data loss prevention che adottano logiche proattive di difesa, andando a creare file fittizi che se toccati da un attacco segnalano l’attacco in corso.

Questi sono esempi di come rendere operativi e concretizzare in soluzioni e servizi alcuni degli indirizzi strategici che si stanno definendo in ambito cyber a livello paese.

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Tinexta, sicurezza cyber per le strategie di business delle aziende https://www.datamanager.it/2022/06/tinexta-sicurezza-cyber-per-le-strategie-di-business-delle-aziende/ Tue, 14 Jun 2022 07:06:57 +0000 https://www.datamanager.it/?p=219801 Tutti gli indirizzi del gruppo leader nell’offerta di servizi e soluzioni ad alto valore aggiunto Guerre ibride. Attacchi sul terreno coordinati con quelli digitali. Incursioni minacciate e reali ai danni di infrastrutture strategiche. La minaccia cyber è oggi uno dei principali elementi di criticità per aziende e organizzazioni. Da qui l’amplificata visibilità di concetti nuovi […]

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Tutti gli indirizzi del gruppo leader nell’offerta di servizi e soluzioni ad alto valore aggiunto

Guerre ibride. Attacchi sul terreno coordinati con quelli digitali. Incursioni minacciate e reali ai danni di infrastrutture strategiche. La minaccia cyber è oggi uno dei principali elementi di criticità per aziende e organizzazioni. Da qui l’amplificata visibilità di concetti nuovi come quello di sovranità digitale e più di recente di autonomia nazionale strategica. «Un indirizzo chiaro che ultimamente è stato interpretato anche banalizzandolo, come con il caso Kaspersky» afferma Marco Di Luzio, Chief Marketing Officer Tinexta Cyber. «Si tratta di sviluppare filiere che producono soluzioni, sviluppano servizi. Parliamo quindi di tecnologie e soggetti che devono operare all’interno di standard e normative nazionale ed europee». Da qui la nascita del concetto di cybersecurity made in Europe. Una delle pietre angolari dello Strategic Compass – Bussola Strategica –  il documento con cui l’Unione Europea ha definito la propria agenda in termini di sicurezza e difesa. «Vorremmo tutti capire un po’ meglio di che cosa si tratta. Parliamo di sostituzioni di tasselli di tecnologia o si fa riferimento a un concetto più ampio?» si domanda Di Luzio, rivolgendosi alla platea di partner e operatori riunitasi in occasione dell’evento “Come innalzare i livelli di sicurezza delle organizzazioni” organizzato da Tinexta Cyber, svoltosi al Talent Garden di Milano. Con il proliferare di norme, regolamenti, documenti di analisi e azione strategica che cosa significa rendere operativi questi indirizzi per gli operatori di settore e soprattutto per aziende e organizzazioni?

Rischio cyber in aumento

Lo spunto arriva da alcuni numeri che illustrano le dimensioni assunte dalla trasformazione digitale. In Italia oggi sono attive oltre 30 milioni di identità digitali SPID, 10 milioni attivate negli ultimi 12 mesi. Uno strumento sempre di più utilizzato per accedere ai servizi online offerti della Pubblica Amministrazione, come dimostrano i numeri in costante aumento nel numero di accessi, oltre mezzo miliardo nel 2021, circa 330 milioni solo nei primi quattro mesi dell’anno. 14 milioni le PEC attive, pari ad un traffico generato di oltre 2,5 miliardi di messaggi e 30 milioni di firme digitali. Numeri impressionanti. Che contribuiscono ad aumentare l’esposizione al rischio cyber. «Un trend in atto da anni. Che sempre di più coinvolge cittadini, processi amministrativi e di business. Rischio cyber che deve farci comprendere come fare innovazione sicura. Perché la cybersecurity non sia solo difesa, ma anche un abilitatore per fare innovazione in modo sicuro» afferma di Luzio.

Strategy change

Da qui la necessità di modificare il proprio approccio strategico alla cybersecurity. Abbondonando tattiche reattive poco efficaci per abbracciare strategie di difesa attiva. Che rendano sempre più costoso in termini di risorse e competenze portare a termine questi attacchi. «La strategia – afferma Di Luzio – deve essere sviluppata prima di mettere dei tasselli di tecnologia. Perché va messa al punto giusto e l’investimento va mirato. Esattamente come fa chi attacca». Da tempo infatti sappiamo che il cybercrime abbandonata la fase eroica dei singoli hacker più dediti alla condivisione delle conoscenze e all’attivismo, oggi opera in maniera professionalizzata e strutturata come vere e proprie aziende, facendo leva su azioni di recruiting, ricerca & sviluppo e specializzandosi a seconda dei segmenti, dalla creazione di nuovi malware e servizi pacchettizzati alla vendita di prodotti e servizi servendosi delle tecniche di marketing. Criminali – sottolinea Marco Castaldo, consigliere delegato Yoroi, per i quali vige una sostanziale impunità: «Difficile che vengano individuati ed arrestati. Inoltre risulta ancor più difficoltoso riuscire a recuperare le somme rubate poichè tutto viene nascosto nel deep web, su wallet criptati o trasformato in criptovalute».

Marco Castaldo, consigliere delegato Yoroi

Collective defence

La terza trama d’interesse è il concetto presente nella stessa normativa di collective defence, mutuato dalla strategia NATO di difesa e uno dei pilastri su cui poggia la strategia di sicurezza con la quale l’Alleanza ha garantito la sicurezza dei paesi membri. «In effetti chi attacca è molto social, molto collective» osserva di Luzio. «Si serve di reti di bot e della collaborazione di complici sul darkweb, gruppi che si scambiano informazioni tecniche, appoggi logistici, insiders, ecc. Ma chi si difende? Spesso agisce da solo nella propria organizzazione, magari con il proprio team, cercando di rispondere ad attacchi estesi e sconosciuti. Riuscire a tradurre il concetto di collective defence in strategia e azioni diventa importante perché ci mette alla pari con chi ci sta attaccando». Un tema sul quale nel corso dell’incontro sono state sviluppate riflessioni importanti. A partire dall’ abbandono dell’idea del tutto inefficace di provare a difendere tutto il perimetro alla stessa maniera e l’evoluzione dei SOC verso defence center più evoluti. «Una percezione errata dei danni economici si ripercuote nella sbagliata definizione del budget e nella non ottimale sua allocazione. Da qui l’importanza della capacità di monitorare in modo corretto i rischi» ha concluso Castaldo.

 

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Strategia nazionale di cybersicurezza 2022-26: il commento di Tinexta Cyber https://www.datamanager.it/2022/05/strategia-nazionale-di-cybersicurezza-2022-26-il-commento-di-tinexta-cyber/ Thu, 26 May 2022 09:17:55 +0000 https://www.datamanager.it/?p=219370 Marco Comastri, CEO di Tinexta Cyber: “La direzione è giusta: primario il ruolo di Champion italiani altamente qualificati per il successo del partenariato pubblico-privato e di modelli di difesa collettiva” Tinexta Cyber (Tinexta Group), polo italiano della cybersecurity che con le aziende Corvallis, Yoroi e Swascan offre consulenza e soluzioni per la gestione e la […]

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Marco Comastri, CEO di Tinexta Cyber: “La direzione è giusta: primario il ruolo di Champion italiani altamente qualificati per il successo del partenariato pubblico-privato e di modelli di difesa collettiva”

Tinexta Cyber (Tinexta Group), polo italiano della cybersecurity che con le aziende Corvallis, Yoroi e Swascan offre consulenza e soluzioni per la gestione e la governance dei rischi legati alla sicurezza digitale, commenta – attraverso il proprio CEO Marco Comastri – la Strategia Nazionale di Cybersicurezza 2022-26 appena ufficializzata.

“Il documento del Governo conferma una linea di interventi volti a colmare il gap dell’Italia nella prevenzione e difesa dal rischio cyber. Non solo nelle Pubbliche Amministrazioni di ogni ordine e livello, ma anche nel settore privato e in particolare nel mondo delle imprese di qualsiasi dimensione, con l’obiettivo di tutelare la dorsale del sistema economico del Paese. Dalla nostra prospettiva di polo di aziende italiane altamente specializzate, anche questo atto – dopo l’allocazione di risorse importanti del PNRR alla cybersecurity, la pubblicazione del Dlgs. 21/2022 e la recente Circolare dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale n. 4336 – va nella giusta direzione ossia garantire la continuità operativa di servizi critici e filiere produttive strategiche” dichiara Marco Comastri, CEO di Tinexta Cyber.

Il documento presentato conferma, infatti, i grandi passi avanti del nostro Paese nella concezione e nella visione dell’architettura nazionale di cybersicurezza e della sua centralità strategica quale fattore abilitante per lo sviluppo dell’economia e dell’industria.

Comastri prosegue: “La trasformazione digitale in atto da tempo e sempre più veloce inevitabilmente comporta non solo incredibili benefici ma anche concreti rischi. Di recente, l’AgID ha annunciato il superamento della soglia di 30 milioni di identità digitale attive e i loro possessori effettuano un numero di transazioni digitali in continuo e drastico aumento: milioni di accessi, autenticazioni e consultazioni di dati sensibili fatte da cittadini, funzionari pubblici, dirigenti privati, professionisti. Sono transazioni ormai quotidiane, anche per effetto della pandemia, da proteggere attentamente perché contengono informazioni delicate e coinvolgono processi operativi critici. E i rischi ora sono ancora più rilevanti, visto che gli attacchi cyber – a scopo criminale, spionistico o eversivo – sono una potente arma nei conflitti in corso e in quelli potenziali”.

Nella Strategia Nazionale di Cybersicurezza per il quinquennio in corso, si ribadisce la necessità della “autonomia tecnologica in ambito digitale” e di un approccio più strategico alla cybersecurity, guardando alla creazione di un modello di difesa preventiva dal rischio cyber – e non semplicemente reattiva in caso di azioni ostili – e di un ecosistema di sicurezza cibernetica sorretto da una collaborazione pubblico-privato sempre più forte e ampia e con un ruolo di primo piano riconosciuto ai produttori e fornitori di beni e servizi ICT.

“È un momento cruciale per il nostro Paese. Molto è ancora da fare, ma la strada è quella giusta. Il quadro normativo è finalmente più definito e chiaro. E le risorse economiche ci sono, già come fondi stanziati e, presto, in forma di probabili sgravi fiscali per gli investimenti delle imprese in sicurezza. In tale scenario, è fondamentale il ruolo di Champion italiani che sviluppino soluzioni, servizi e competenze professionali in grado di garantire quella sovranità tanto auspicata quanto indispensabile per salvaguardare gli interessi nazionali nel dominio digitale. Come polo Tinexta Cyber da tempo ci muoviamo proprio nella direzione tracciata dalla Strategia 2022-26”.

Oggi gli hacker attaccano organizzandosi in agili e rapidi team internazionali, capaci di condividere informazioni sempre aggiornate nelle proprie community, mentre chi si difende, troppo spesso lo fa isolatamente, quasi sempre evitando la condivisione delle informazioni per timori di ricadute reputazionali, indebolendo e rallentando conseguentemente la capacità di risposta.

“Stiamo investendo molto nell’evoluzione dei classici Security Operation Center e stiamo lavorando alla realizzazione di Defence Center basati su tecniche di Domain Threat Intelligence, un approccio proattivo alla difesa cyber e un concetto di collective defence: una filosofia analoga a quella del Governo per l’auspicata realizzazione dell’Hyper Soc. Anche le nostre esperienze in tema di Sviluppo e di Partenariato Pubblico Privato sono in linea con le direttive del documento. Lo dimostra la collaborazione della nostra controllata Corvallis con Assindustria VenetoCentro finalizzata alla creazione di competenze specializzate e alla diffusione di una cultura security-oriented. Tale partnership ha consentito di sperimentare la realizzazione di un modello ITS in azienda in ambito – per la prima volta in Italia – di sicurezza informatica: una formazione terziaria non universitaria, erogata presso le aule di Corvallis e rispondente ai fabbisogni di forza lavoro realmente qualificata” conclude Comastri.

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