TXOne Networks – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Thu, 12 Feb 2026 08:17:44 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png TXOne Networks – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 OT security, perché copiare l’IT non funziona https://www.datamanager.it/2026/02/ot-security-perche-copiare-lit-non-funziona/ Thu, 12 Feb 2026 08:17:44 +0000 https://www.datamanager.it/?p=250188 Zero Trust, monitoraggio adattivo e auto-apprendimento, TXOne Networks ridefinisce la cybersecurity industriale, preservando asset legacy e continuità dei processi Nel dibattito sulla sicurezza informatica negli ambienti industriali persiste un equivoco di fondo. Spesso si applicano al mondo OT le stesse soluzioni già sperimentate nell’IT, dando per scontato che funzionino allo stesso modo. «Molte strategie di […]

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Zero Trust, monitoraggio adattivo e auto-apprendimento, TXOne Networks ridefinisce la cybersecurity industriale, preservando asset legacy e continuità dei processi

Nel dibattito sulla sicurezza informatica negli ambienti industriali persiste un equivoco di fondo. Spesso si applicano al mondo OT le stesse soluzioni già sperimentate nell’IT, dando per scontato che funzionino allo stesso modo. «Molte strategie di cybersecurity nascono nel mondo IT e funzionano bene in quel contesto. Le criticità sorgono quando vengono applicate all’OT senza un’adeguata valutazione delle specificità degli ambienti industriali» – spiega Marcello Romeo, pre-sales manager Southern Europe di TXOne Networks. Nel mondo IT, l’identificazione e l’autorizzazione degli accessi seguono il principio del minimo privilegio, consentendo agli utenti di accedere a dati e servizi ovunque si trovino. In ambito OT, invece, il concetto di utente perde centralità. Il cambio di paradigma è netto e impone alle aziende di sviluppare capacità specifiche per mettere in rete macchine e processi, senza compromettere continuità operativa e safety.

VERSO UN PARADIGMA OT NATIVO

TXOne Networks – azienda che nasce dall’esperienza combinata di un gigante della cybersecurity come Trend Micro e di MOXA, specialista OT – è focalizzata sulla difesa cyber degli ambienti industriali e conta oggi oltre 4.200 clienti enterprise in settori come manifattura, energia, trasporti e utility. La sua missione è aiutare le aziende a superare i limiti che rendono le classiche soluzioni di sicurezza inadeguate per l’OT. Alla base del problema – come spiega Romeo – ci sono ragioni strutturali: «Gli impianti OT fanno largo uso di asset legacy, sistemi operativi obsoleti e non più supportati o per cui non esistono patch per rimediare a un attacco. Parliamo di macchine vulnerabili ma anche critiche per la produzione».

L’altro vincolo riguarda la natura dei sistemi OT, che operano in modalità real-time o near real-time e non tollerano latenze né consumi eccessivi di risorse. «Soluzioni nate per l’IT, come gli strumenti di endpoint protection tradizionali, possono introdurre overhead e ritardi incompatibili con i requisiti di continuità operativa, con effetti potenzialmente disastrosi sulle linee di produzione».

C’è infine il tema della dipendenza dal cloud: «La sicurezza IT si basa su una connettività continua, necessaria per ricevere gli aggiornamenti e inviare la telemetria degli attacchi. Una condizione che può risultare incompatibile con molti ambienti OT, dove prevalgono esigenze di isolamento. In questi contesti si afferma quindi il modello di intrusion prevention, che consente di applicare virtual patching a livello di rete, proteggendo i sistemi industriali senza intervenire direttamente sugli asset».

STABILITÀ INDUSTRIALE E FATTORE UMANO

Secondo uno studio di TXOne Networks realizzato con Frost & Sullivan, in circa il 60% degli incidenti a livello globale entra in gioco il fattore umano, tra errori operativi e sabotaggi intenzionali. «Proteggere l’impianto ed evitare fermi macchina significa proteggere anche le persone e non basta bloccare malware o ransomware e minacce Zero Day» – afferma Romeo. Le linee di produzione automatizzate sono caratterizzate da comportamenti ripetitivi e deterministici, che restano invariati per decenni.

Ed è proprio questa stabilità a diventare un punto di forza per la sicurezza. Le soluzioni di TXOne si basano sull’apprendimento del comportamento dell’impianto, monitorando in modo adattivo servizi, protocolli e applicativi sia a livello di sistema sia nelle interazioni di rete. «La baseline diventa un insieme di regole di protezione» – spiega Romeo. «In questo modo possiamo bloccare solo i comportamenti indesiderati e le vere anomalie, includendo errori umani, tentativi di misconfiguration e sabotaggi, senza compromettere il funzionamento delle macchine».

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La cybersecurity industriale, un imperativo nell’era digitale https://www.datamanager.it/2026/02/la-cybersecurity-industriale-un-imperativo-nellera-digitale/ Tue, 10 Feb 2026 13:00:23 +0000 https://www.datamanager.it/?p=250383 Nel panorama industriale odierno, caratterizzato da una crescente interconnessione e digitalizzazione dei processi produttivi, la cybersecurity industriale rappresenta un elemento cruciale per la protezione delle infrastrutture critiche e per la continuità operativa. L’integrazione dei sistemi di controllo industriale (ICS) con le reti IT aziendali e l’esposizione a Internet hanno ampliato in modo significativo la superficie […]

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Nel panorama industriale odierno, caratterizzato da una crescente interconnessione e digitalizzazione dei processi produttivi, la cybersecurity industriale rappresenta un elemento cruciale per la protezione delle infrastrutture critiche e per la continuità operativa.

L’integrazione dei sistemi di controllo industriale (ICS) con le reti IT aziendali e l’esposizione a Internet hanno ampliato in modo significativo la superficie di attacco, rendendo gli ambienti industriali obiettivi sempre più appetibili per attori malevoli. Non è possibile affidarsi esclusivamente alla visibilità e all’identificazione delle vulnerabilità per proteggere la produzione ed evitare il rischio di fermo impianto. Allo stesso tempo, il firewall consente di filtrare l’accesso alla rete industriale solo sulla base delle credenziali, ma non è sufficiente quando si parla di protezione avanzata. È quindi indispensabile integrare tecnologie di Intrusion Detection basate su meccanismi di active learning, in grado di rilevare comportamenti anomali e attacchi sofisticati.

La cybersecurity industriale ha l’obiettivo di garantire disponibilità, integrità e riservatezza dei processi produttivi, dei sistemi di controllo (SCADA, DCS, PLC) e degli asset operativi. Le minacce alla continuità operativa sono numerose e in continua evoluzione e risultano ulteriormente aggravate dalla complessità degli ambienti industriali, spesso caratterizzati da sistemi legacy e protocolli proprietari. Inoltre, la cybersecurity non può essere ridotta a sole misure tecniche: l’installazione di un antivirus o la segmentazione della rete rappresentano solo la fase finale di un processo strutturato e multilivello. Lo standard IEC 62443 propone un approccio ciclico alla gestione della cybersecurity OT, che parte dall’analisi del rischio. Una valutazione di rischio di alto livello consente di ottenere una visione chiara delle vulnerabilità e delle possibili conseguenze di un attacco informatico sul business, in termini di continuità operativa, sicurezza fisica e impatto economico.

Comprendere questi impatti è fondamentale per definire contromisure adeguate e per coinvolgere il top management nei processi di approvazione e implementazione di una strategia di cybersecurity OT. Proteggere reti, macchinari e impianti industriali non significa solo prevenire incidenti o interruzioni, ma garantire affidabilità del servizio, tutela dell’ambiente e sicurezza delle persone. Molte organizzazioni hanno compreso che solo l’adozione di tecnologie OT cybersecurity native, a protezione degli endpoint e della rete industriale, permette di evitare o mitigare il fermo impianto. Gli interventi di manutenzione devono inoltre avvenire esclusivamente previa autorizzazione: le macchine devono essere “blindate” e ogni aggiornamento controllato e validato.

Guardando al futuro, le aziende industriali devono consolidare strategie di gestione del rischio sempre più mature, capaci di integrare informazioni, tecnologie e processi in un modello omogeneo. Un approccio olistico e multistrato, che includa firewall industriali, IDS/IPS specifici per ICS, segmentazione di rete, hardening dei sistemi e soluzioni antimalware OT native in grado di riconoscere automaticamente le applicazioni industriali, è essenziale.

La sola visibilità delle vulnerabilità non è sufficiente: servono prevenzione, rilevamento e risposta. La collaborazione e la condivisione di informazioni tra aziende, istituzioni e fornitori tecnologici restano infine fattori chiave per affrontare l’evoluzione delle minacce. La cybersecurity industriale non è più un’opzione, ma un imperativo strategico per garantire resilienza e sicurezza nell’era digitale.

Maurizio Milazzo Regional sales director, Southern Europe – TXOne Networks

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Fabbriche sotto pressione, l’OT Security è “zero trust” https://www.datamanager.it/2025/12/fabbriche-sotto-pressione-lot-security-e-zero-trust/ Wed, 17 Dec 2025 12:34:40 +0000 https://www.datamanager.it/?p=249658 Fattore legacy, errore umano e aumento degli attacchi, TXOne Networks ridefinisce la sicurezza industriale con un approccio OT nativo basato su identificazione delle minacce, protezione e prevenzione continua Le scelte di politica industriale del passato pesano ancora oggi sulla competitività e la resilienza delle imprese. Il fattore legacy strutturale si riflette sulla business continuity. In […]

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Fattore legacy, errore umano e aumento degli attacchi, TXOne Networks ridefinisce la sicurezza industriale con un approccio OT nativo basato su identificazione delle minacce, protezione e prevenzione continua

Le scelte di politica industriale del passato pesano ancora oggi sulla competitività e la resilienza delle imprese. Il fattore legacy strutturale si riflette sulla business continuity. In soli tre anni, TXOne Networks ha ridefinito il concetto di sicurezza OT con un approccio nativamente progettato per gli ambienti industriali, abbracciato da molti clienti importanti anche in Italia. Le grandi imprese del manufacturing sono già pronte, le PMI meno. Intanto, le minacce e i cyberattacchi crescono senza sosta.

«Da sempre, il settore manifatturiero italiano è un solido pilastro dell’economia nazionale. Anche per questo, è sempre più spesso nel mirino dei cybercriminali» – spiega Maurizio Milazzo, direttore Sud Europa di TXOne Networks.

L’urgenza di un nuovo modello OT

Gli impianti industriali sono più connessi, ma anche più vulnerabili. Come deve evolvere la sicurezza di impianti e macchinari? La formula è chiara: «Protezione degli asset e degli endpoint industriali, formazione contro l’errore umano, active learning e virtual patching per rilevare e bloccare le anomalie prima che diventino incidenti».

Fondata nel 2019 come joint-venture tra Trend Micro e Moxa, TXOne Networks, con una sua propria legal entity, si è imposta subito come il riferimento globale della sicurezza OT. La sua mission è chiara: portare in produzione tecnologie capaci di blindare i processi industriali, le infrastrutture critiche e i macchinari senza mai interrompere ciò che, in fabbrica, vale più di tutto: la continuità operativa.

TXOne Networks adotta un approccio OT Zero Trust articolato su tre pilastri: protezione della rete e degli endpoint industriali, mitigazione dell’errore umano e integrazione di tecnologie all’avanguardia. La strategia comprende anche una forte componente consulenziale: «Aiutiamo le aziende a prevenire incidenti generati dall’incrocio tra errori umani e attacchi ransomware, a monitorare gli impianti in tempo reale e a progettare architetture di rete sicure, realmente coerenti con la complessità dell’operatività industriale».

Perché l’OT è esposto come mai prima

La convergenza tra IT e OT amplia in modo significativo la superficie di attacco e la portata dei rischi. La proposta di TXOne Networks mette in discussione la logica reattiva con cui il mondo industriale ha affrontato finora il tema della protezione degli impianti, spingendo verso un paradigma OT nativo. «Negli anni si è pensato, sbagliando, che la sicurezza OT fosse un sottoinsieme dell’IT. È un errore che compromette la catena produttiva» – spiega Milazzo. «Le nostre ricerche mostrano che quasi tutti gli incidenti IT (97-98%) impattano sulle operations».

L’insieme degli interventi riferibili all’Industria 4.0, la corsa alla digitalizzazione, nonché il ricorso spinto a strumenti come il MES (Manufacturing Execution System) o i sensori IoT, hanno oggettivamente generato un profilo di rischio crescente che il mondo industriale deve affrontare adottando un approccio operativo orientato alla sicurezza cyber. «Le aziende – spiega Milazzo – avvertono l’esigenza di proteggersi installando firewall e altri strumenti di base, ma queste difese non bastano: l’approccio alla protezione in ambito OT è indietro di circa dieci anni rispetto alla security IT. La sfida da vincere è proteggere la nostra proprietà intellettuale in ambito industriale. E serve un sistema di intrusion prevention specifico anche contro l’errore umano, per prevenire comportamenti non idonei del personale di fabbrica e degli operatori che intervengono sugli impianti». In questo scenario, la sfida per le imprese industriali non è dunque solo tecnologica ma anche organizzativa, e coinvolge processi, attività di manutenzione, formazione e servizi di monitoraggio continuo.

«Un impianto industriale è un organismo vivente che genera continuamente vulnerabilità e anomalie sempre diverse» – spiega Milazzo. Quando si parla di difendere ambienti industriali, anche la compliance normativa assume un ruolo determinante. «Un primo livello di attenzione deriva dagli obblighi imposti da direttive come NIS2 o il Cyber Resilience Act, che sono il punto di riferimento per le aziende anche per la definizione dei budget di spesa, e anche da altri regolamenti che vanno nella direzione di garantire la safety dell’operatore che lavora su macchine e impianti complessi». Le aziende devono quindi considerare non solo l’incremento del panorama delle minacce ma anche il contesto regolamentare che richiede strategie di lungo termine e interventi concreti. «La sicurezza – continua Milazzo – non è solo informatica, ma anche fisica e operativa, e negli ambienti industriali la protezione delle persone è parte integrante della strategia di cybersecurity».

Il punto cieco della sicurezza OT

Il ciclo di vita degli asset industriali è storicamente molto esteso ed è consuetudine che i sistemi operativi dei PC industriali che governano macchine e impianti non vengano aggiornati così frequentemente, lasciando aperto il campo a possibilità di attacco che la difesa organizzata secondo gli standard IT non può intercettare. La formazione del personale assume in tal senso un peso importante, anche in relazione al peso dell’errore umano negli incidenti informatici che si registrano negli ambienti di fabbrica.

«Nell’ultimo rapporto Clusit –  precisa Milazzo – emerge chiaramente come le norme indirizzino le logiche di investimento, ma si parla pochissimo del fattore umano». Sulla base delle indagini svolte da TXOne, il 66% delle vulnerabilità riscontrate in un impianto sono causate da addetti incaricati della manutenzione o altre attività. Le raccomandazioni che TXOne Networks indirizza alle aziende di produzione prevedono un mix fra compliance normativa, formazione del personale, monitoraggio continuo e tecnologie adeguate, con l’obiettivo di migliorare la sicurezza, puntando a ripensare l’intero approccio degli ambienti OT.

L’AI come strumento da integrare

L’intelligenza artificiale può essere utilizzata in ambito OT per il monitoraggio delle macchine, il rilevamento di anomalie funzionali in tempo reale e la prevenzione di malfunzionamenti. «In linea generale, l’AI non rivoluziona ancora la sicurezza OT, tuttavia ha un ruolo crescente sia in difesa che, purtroppo, in attacco. E per questo, non va sottovalutata né come opportunità né come rischio» – riconosce Milazzo. «Il costo per accedere a strumenti di attacco basati su AI è sceso a poche centinaia di dollari, rendendo queste tecniche alla portata di chiunque» – spiega Milazzo. Inoltre, la natura di questi attacchi è molto diversificata: «Alcuni puntano alla sottrazione dei dati, altri a rivendere l’accesso ai sistemi».

Ogni nuova integrazione digitale amplifica le opportunità di business, ma anche le vulnerabilità. TXOne Networks intercetta questa frattura e la trasforma in un percorso di maturità che unisce innovazione, governance e competenze. La resilienza industriale non è un “punto di accumulazione”. Non è un valore verso cui si tende e che, una volta raggiunto, resta stabile. È un processo continuo capace di considerare la fabbrica nel suo insieme: persone, processi, asset e manutenzione. In questo equilibrio sottile si gioca il futuro della manifattura italiana, chiamata a proteggere ciò che produce e l’identità che la distingue nel mondo.

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Attacchi invisibili. TXOne: il 98% parte dall’IT e arriva all’OT https://www.datamanager.it/2025/10/attacchi-invisibili-txone-il-98-parte-dallit-e-arriva-allot/ Tue, 07 Oct 2025 10:05:26 +0000 https://www.datamanager.it/?p=247491 Dispositivi non aggiornabili, reti ibride, sistemi critici che non possono fermarsi. TXOne Networks propone un approccio OT-native, fondato su visibilità, microsegmentazione e protezione embedded La sicurezza industriale deve rispettare vincoli che sembrano provenire da un’altra epoca. «Niente patch, niente reboot, spesso neppure accesso a Internet» – spiega Maurizio Milazzo, responsabile per il Sud Europa di […]

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Dispositivi non aggiornabili, reti ibride, sistemi critici che non possono fermarsi. TXOne Networks propone un approccio OT-native, fondato su visibilità, microsegmentazione e protezione embedded

La sicurezza industriale deve rispettare vincoli che sembrano provenire da un’altra epoca. «Niente patch, niente reboot, spesso neppure accesso a Internet» – spiega Maurizio Milazzo, responsabile per il Sud Europa di TXOne Networks, in joint venture con Moxa e specializzata nella cybersecurity degli ambienti OT/ICS. «La stragrande maggioranza dei problemi di sicurezza in ambito industriale nasce da una totale mancanza di visibilità, se non si conoscono le vulnerabilità non possiamo proteggere l’impianto».

Milazzo parte da una semplice constatazione: «I sistemi OT, fino a pochi anni fa, non erano progettati per essere integrati e aggiornati. Una tara che li rende vulnerabili, ma che non si può cambiare dall’oggi al domani. Non è possibile pensare di aggiornare il sistema operativo di un PC industriale con la stessa logica con cui aggiorno un sistema IT. Quella macchina deve funzionare ininterrottamente per anni. Ogni fermo è un danno, ogni intervento è un rischio». Per questo – continua Milazzo – «serve una strategia dedicata, progettata per ambienti in cui la disponibilità dell’asset industriale conta più della riservatezza».

CONTROLLO E PROTEZIONE

Casi clamorosi a parte, gli attacchi all’industria non fanno rumore. Possono restare silenti per mesi, anni addirittura. «Lo scopo dei malware industriali non è di bloccare tutto, ma di spiare, sabotare, alterare i processi. E quando te ne accorgi, è già tardi». Il primo passo – sottolinea Milazzo – è sapere cosa succede nella rete industriale, con strumenti che non interferiscano con la produzione. «Anche se non è efficace installare un antivirus tradizionale su un PC industriale, è fondamentale capire se quel dispositivo si comporta in modo anomalo. Per questo servono tecnologie su misura, progettate con e per l’industria». Il mantra di TXOne Networks è protezione degli endpoint industriali e della rete industriale. Che nel contesto OT assumono un peso specifico enorme.

«Secondo i nostri dati, il 98% degli incidenti cyber nel mondo IT impatta anche il mondo OT. In molti impianti produttivi non si sa neppure quanti siano i dispositivi collegati alla rete. Figuriamoci chi li gestisce, con quale firmware e con quali vulnerabilità note». Non è raro – continua Milazzo – scoprire dispositivi non documentati, collegati da anni, oppure sistemi critici che comunicano con l’esterno senza protezioni. «L’industria è piena di impianti tanto complessi, quanto fragili dal punto di vista della sicurezza. Spesso sono sistemi ibridi, un mix esplosivo di componenti legacy e tecnologie più recenti. È lì che si annidano i rischi maggiori. Un firewall perimetrale non basta. Serve un controllo più granulare, anche tra i reparti della stessa fabbrica, basato su sistemi di intrusion prevention e virtual patching. Per questo lavoriamo molto sulla microsegmentazione delle reti e sulla protezione dei sistemi cyber-fisici». L’errore peggiore? «Cullarsi nell’idea di non essere un target interessante per chi attacca».


#OTsecurity Niente patch, niente reboot. Visibilità e segmentazione sono la chiave – Maurizio Milazzo #TXOne
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OT SECURITY NATIVA

L’approccio di TXOne Networks è di costruire la sicurezza dall’interno, non adattando i dispositivi esistenti ma progettando soluzioni nativamente OT-ready. «Abbiamo creato soluzioni di protezione delle reti pronte all’uso: si installano nel cabinet senza modifiche, non richiedono agent e non impattano la produzione. Una volta attive, la protezione è automatica» – afferma Milazzo. Il principio è quello della non intrusività. La sicurezza non deve cambiare il comportamento del sistema di produzione, ma proteggerlo nel suo funzionamento originale. «La nostra tecnologia non impatta il ciclo produttivo, né richiede modifiche software. Soprattutto è in grado di intercettare comportamenti anomali riducendo i falsi positivi».

Un altro tema caro a Milazzo è la formazione. «Troppi tecnici OT non parlano con quelli IT, e viceversa. Il risultato è che la sicurezza OT può essere “terra di nessuno”. Il 66% delle vulnerabilità negli impianti industriali è creato dal comportamento del personale di automation, di ingegneria e manutenzione. In molte aziende, i team IT e OT parlano linguaggi diversi e hanno priorità divergenti. Spesso faticano a collaborare. Così si rischia che un attacco vada a buon fine». Per cambiare le cose, servono investimenti ma anche cultura. «La sicurezza industriale non si impone. Si progetta insieme. Abbiamo clienti che ci dicono di non toccare il PC industriale, di non riavviare nulla, di non fare scanning attivi. Noi accettiamo la sfida perché le nostre tecnologie sono OT Native e non impattano la produzione né in fase di installazione né in fase di protezione dagli incidenti cyber» – conclude Milazzo.

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TXOne Networks rafforza la soluzione di sicurezza per le reti edge con nuove capacità di gestione delle vulnerabilità degli asset https://www.datamanager.it/2025/09/txone-networks-rafforza-la-soluzione-di-sicurezza-per-le-reti-edge-con-nuove-capacita-di-gestione-delle-vulnerabilita-degli-asset/ Thu, 18 Sep 2025 08:18:02 +0000 https://www.datamanager.it/?p=247567 L’estensione di TXOne Edge consente alle aziende di proteggere end-to-end infrastrutture e processi industriali critici, ottimizzando il valore di budget contenuti per la sicurezza OT TXOne Networks, leader nella sicurezza dei Cyber-Physical Systems (CPS), ha introdotto la gestione delle vulnerabilità degli asset e altre nuove capacità per la sua soluzione di sicurezza per reti Edge. […]

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L’estensione di TXOne Edge consente alle aziende di proteggere end-to-end infrastrutture e processi industriali critici, ottimizzando il valore di budget contenuti per la sicurezza OT

TXOne Networks, leader nella sicurezza dei Cyber-Physical Systems (CPS), ha introdotto la gestione delle vulnerabilità degli asset e altre nuove capacità per la sua soluzione di sicurezza per reti Edge. La nuova versione di TXOne Edge crea una soluzione end-to-end per garantire l’affidabilità, la sicurezza e la disponibilità dei processi industriali e delle infrastrutture, consentendo alle organizzazioni di massimizzare il ritorno sugli investimenti nella sicurezza della tecnologia operativa (OT).

TXOne Networks ha presentato la sua soluzione di sicurezza per reti Edge in occasione del SEMICON Taiwan 2025, tenutosi dal 10 al 12 settembre scorsi a Taipei.

“Quando abbiamo fondato TXOne, ogni prodotto era progettato per proteggere l’intero ciclo di vita delle apparecchiature critiche,” ha dichiarato. Terence Liu, Fondatore e CEO di TXOne Networks. “Dopo cinque anni di validazioni su larga scala, TXOne Edge segna ora una pietra miliare importante: estendendo la protezione a monte con l’identificazione del rischio e a valle con il rilevamento e la risposta alle minacce, diventando una vera soluzione integrata per la sicurezza delle reti OT aziendali”.

TXOne Edge è una soluzione di sicurezza nativa OT progettata per unificare visibilità, protezione, rilevamento e risposta, permettendo alle organizzazioni di raggiungere una resilienza operativa a lungo termine. Le aziende ottengono una protezione completa del ciclo di vita delle vulnerabilità, grazie a caratteristiche leader nel settore che combinano prevenzione proattiva con rilevamento intelligente per salvaguardare le operazioni industriali in ogni fase:

  • Visibilità olistica della rete OT, che consente una consapevolezza immediata della situazione e la scoperta di rischi nascosti negli ambienti OT paralleli.
  • Gestione efficace degli asset, con supporto per sistemi legacy e visibilità completa per operazioni ottimizzate.
  • Rilevamento delle vulnerabilità basato sul rischio, che identifica e prioritizza le vulnerabilità, quantifica il rischio e fornisce indicazioni operative per la mitigazione e la riduzione della superficie di attacco
  • Segmentazione adattiva della rete, che contiene i movimenti laterali, blocca la propagazione di worm e protegge gli asset critici mission-critical.
  • Difesa della segmentazione potenziata dall’intelligenza artificiale, che combina controlli adattivi con apprendimento automatico delle regole per minimizzare il rischio, contenere le intrusioni e mettere in sicurezza gli ambienti OT critici.
  • Rilevamento e monitoraggio continuo, che consente la individuazione in tempo reale e la resilienza informatica a lungo termine contro attacchi in evoluzione.

Con l’architettura unificata “all-in-one” di TXOne Networks, le organizzazioni riducono il costo totale di proprietà e semplificano la distribuzione, rispetto all’acquisto e alla gestione di molteplici strumenti disgiunti. La suite integrata TXOne Edge di dispositivi di sicurezza, firewall e console di gestione è già consolidata per migliorare la resilienza e l’adattabilità delle reti in diversi settori industriali. È stata progettata specificamente per le complessità delle reti OT, dove le tradizionali soluzioni di cybersecurity IT non sono sufficienti. TXOne Edge permette alle organizzazioni di completare il loro percorso di sicurezza OT in un’unica soluzione unificata, OT-native e costruita per la resilienza e la crescita.

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TXOne Networks semplifica la Sicurezza OT con un importante aggiornamento della soluzione endpoint Stellar https://www.datamanager.it/2025/03/txone-networks-semplifica-la-sicurezza-ot-con-un-importante-aggiornamento-della-soluzione-endpoint-stellar/ Wed, 19 Mar 2025 10:19:18 +0000 https://www.datamanager.it/?p=244038 La nuova versione 3.2 della soluzione per gli Endpoint Stellar di TXOne Networks aiuta le aziende con risorse limitate a gestire gli eventi di sicurezza e a prendere decisioni informate TXOne Networks, leader nella sicurezza dei sistemi cyber-fisici (CPS), ha annunciato la versione 3.2 di Stellar, la sua soluzione Endpoint. Con questo aggiornamento migliorano ulteriormente […]

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La nuova versione 3.2 della soluzione per gli Endpoint Stellar di TXOne Networks aiuta le aziende con risorse limitate a gestire gli eventi di sicurezza e a prendere decisioni informate

TXOne Networks, leader nella sicurezza dei sistemi cyber-fisici (CPS), ha annunciato la versione 3.2 di Stellar, la sua soluzione Endpoint. Con questo aggiornamento migliorano ulteriormente le capacità di protezione degli endpoint e di rilevamento e risposta negli ambienti di tecnologia operativa (OT).

Stellar semplifica il percorso di ricerca e rilevamento delle minacce, superando i limiti delle tradizionali soluzioni di Endpoint Detection and Response (EDR) per l’information technology (IT), che possono interrompere le operazioni e la produttività OT. Costruita appositamente per gli ambienti OT, Stellar garantisce una sicurezza efficace senza compromettere la stabilità del sistema.

“Abbiamo osservato che l’affaticamento da allerta, comune alle soluzioni EDR, può essere ancora più grave nell’ambito della sicurezza OT, dove i team di sicurezza si sentono sopraffatti dagli avvisi a causa della mancanza di informazioni contestuali sui dispositivi OT”, ha dichiarato il Dr. Terence Liu, Chief Executive Officer di TXOne Networks. “Ad esempio, quando gli script automatici utilizzano credenziali di accesso obsolete che avrebbero dovuto essere corrette da tempo, le soluzioni EDR possono segnalarle come eventi anomali. Ecco perché la consapevolezza contestuale dei dispositivi OT è fondamentale. La nuova versione 3.2 del nostro prodotto, Stellar, migliorerà la visibilità sullo stato di un dispositivo e renderà più facile filtrare le anomalie innocue, assicurando che le indagini sugli incidenti di sicurezza diventino più efficienti”.

Le funzionalità complete di Stellar per il contesto degli asset aiutano le organizzazioni a fare scelte di sicurezza informate:

  • Analisi Comportamentale – La soluzione di TXOne Networks fornisce un luogo centralizzato per esaminare le attività di un dispositivo e valutare la probabilità di un’interruzione operativa grazie all’analisi comportamentale di Stellar.
  • Generazione di una baseline avanzata per gli asset – Il comportamento della rete è integrato nell’apprendimento automatico di Stellar, offrendo dati comportamentali completi sulle risorse. Questo ridurrà le ipotesi per i team di sicurezza impegnati a indagare le anomalie o a rinforzare la sicurezza.
  • Panoramica del rischio di impatto – Una nuova interfaccia per monitorare gli asset potenzialmente compromessi, mostra le attività associate e le tendenze degli eventi per valutare la portata del danno.

Stellar è una soluzione di protezione endpoint specializzata, progettata per i sistemi di controllo industriale (ICS) e altri dispositivi OT. Identifica quasi 40.000 applicazioni OT e incorpora la tecnologia Cyber-Physical System Detection and Response (CPSDR) di TXOne Networks, in grado di proteggere sia i sistemi Windows legacy che quelli moderni da attacchi informatici e modifiche non autorizzate del sistema.

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TXOne Networks pubblica il nuovo Report sulla Cybersecurity OT/ICS https://www.datamanager.it/2025/03/txone-networks-pubblica-il-nuovo-report-sulla-cybersecurity-ot-ics/ Wed, 05 Mar 2025 14:54:13 +0000 https://www.datamanager.it/?p=243684 Secondo il report di TXOne Networks le vulnerabilità della supply-chain, l’invecchiamento delle infrastrutture, le difficoltà di patch e le lacune nella risposta agli incidenti richiedono un’azione urgente per salvaguardare le operazioni industriali TXOne Networks, leader nella sicurezza dei sistemi cyber-fisici (CPS), ha pubblicato il suo nuovo report annuale sulla cybersicurezza delle tecnologie operative (OT), descrivendo […]

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Secondo il report di TXOne Networks le vulnerabilità della supply-chain, l’invecchiamento delle infrastrutture, le difficoltà di patch e le lacune nella risposta agli incidenti richiedono un’azione urgente per salvaguardare le operazioni industriali

TXOne Networks, leader nella sicurezza dei sistemi cyber-fisici (CPS), ha pubblicato il suo nuovo report annuale sulla cybersicurezza delle tecnologie operative (OT), descrivendo in dettaglio rischi quali le vulnerabilità della supply-chain, l’invecchiamento delle infrastrutture, le difficoltà di patch e le lacune nella risposta agli incidenti. Il nuovo report, già disponibile per il download gratuito, rivela un’accresciuta preoccupazione per le vulnerabilità digitali potenzialmente introdotte nell’implementazione di sistemi di controllo industriale (ICS) come sensori intelligenti, dispositivi di edge-computing, soluzioni di asset-tracking e strumenti di monitoraggio remoto.

“Come possono le organizzazioni proteggere efficacemente questi sistemi interconnessi dalle minacce informatiche? Questa è la sfida urgente che i Chief Information Security Officer (CISO) di tutto il mondo devono affrontare”, si legge nel 2024 Annual OT/ICS Cybersecurity Report di TXOne Networks. “Tradizionalmente, le strategie di cybersecurity si sono concentrate sulla salvaguardia dei sistemi IT (information technology) e dei loro asset digitali. Tuttavia, con la continua digitalizzazione delle industrie, le infrastrutture critiche sono sempre più integrate in ecosistemi digitali unificati, ampliando la superficie di attacco. Le differenze intrinseche tra sistemi OT e IT rendono spesso inadeguate le misure di sicurezza incentrate sull’IT quando vengono applicate agli ambienti OT. Con i sistemi OT ora profondamente interconnessi, le carenze delle protezioni IT convenzionali sono diventate evidenti, soprattutto alla luce delle caratteristiche di sicurezza, disponibilità e affidabilità di questi sistemi”.

I risultati del report si basano su un’indagine su larga scala condotta congiuntamente da TXOne Networks e Frost & Sullivan, che ha raccolto i contributi di 150 dirigenti di alto livello provenienti da Asia, Europa, Medio Oriente e Nord America. La ricerca copre diversi settori industriali, tra cui automobilistico, alimentare, petrolifero e del gas, farmaceutico e dei semiconduttori, ognuno dei quali è vitale per l’economia globale ed è esposto in modo unico alle sfide della cybersicurezza OT.

Secondo il report, il 94% delle organizzazioni intervistate ha dichiarato di essere stato a rischio di incidenti informatici OT nell’ultimo anno, mentre il 98% ha subito incidenti IT che hanno colpito i loro ambienti OT. Se gli incidenti ransomware sono diminuiti dal 47% degli intervistati nel 2023 al 28% nel 2024, gli attacchi da parte di Stati nazionali alle infrastrutture critiche si sono rivelati una nuova preoccupazione in crescita. Le Advanced Persistent Threats (APT), le vulnerabilità nel software della supply-chain e il malware avanzato come Fuxnet e FrostyGoop sono tra le varie minacce documentate nel 2024 Annual OT/ICS Cybersecurity Report.

Il report di TXOne Networks prosegue illustrando i principali insight su una serie di argomenti:

  • Cambiamento del panorama delle minacce negli ambienti OT
  • Priorità alle vulnerabilità e superamento delle sfide di patching
  • Tendenze normative e di standardizzazione
  • Come superare le insidie e garantire il futuro

“Man mano che le grandi aziende rafforzano la loro postura di sicurezza, l’attenzione della cybersecurity OT sta espandendosi oltre la visibilità per includere la protezione, il rilevamento avanzato delle minacce e una solida governance della sicurezza”, ha dichiarato il Dr. Terence Liu, Chief Executive Officer (CEO) di TXOne Networks. “L’asset discovery e la gestione delle vulnerabilità sono solo punti di partenza. Il persistente aumento dei cyberattacchi OT, come evidenziato nel report di quest’anno, sottolinea l’urgente necessità che le organizzazioni, soprattutto quelle che non dispongono di pratiche di sicurezza OT dedicate, prendano provvedimenti. I security provider devono aprire la strada colmando le lacune attraverso la condivisione delle conoscenze e l’innovazione. In TXOne Networks ci impegniamo ad elevare gli standard di sicurezza OT a livello globale e a dare forma a un futuro più resiliente per la cybersicurezza industriale”.

 

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