università di Udine – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Thu, 01 Mar 2018 15:55:18 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png università di Udine – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Google: 128mila dollari per un progetto di ricerca dell’Università di Udine https://www.datamanager.it/2018/03/google-128mila-dollari-un-progetto-ricerca-delluniversita-udine/ Thu, 01 Mar 2018 18:00:01 +0000 http://www.datamanager.it/?p=142578 Il colosso statunitense investe sull’Ateneo friulano per soluzioni di efficienza e riduzione dei consumi energetici dei propri data center Google investe ancora sull’Università di Udine rinnovando per un altro anno il contratto di ricerca per lo sviluppo di circuiti ad alta efficienza per l’alimentazione dei processori dei propri server che permettano la riduzione del consumo energetico […]

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Il colosso statunitense investe sull’Ateneo friulano per soluzioni di efficienza e riduzione dei consumi energetici dei propri data center

Google investe ancora sull’Università di Udine rinnovando per un altro anno il contratto di ricerca per lo sviluppo di circuiti ad alta efficienza per l’alimentazione dei processori dei propri server che permettano la riduzione del consumo energetico dei data center, ossia dei centri di elaborazione presenti in tutto il mondo in cui vengono eseguite le ricerche in internet degli utenti di Google. Dopo il primo anno e mezzo di collaborazione finanziata da Google per 100 mila dollari, il nuovo contratto di ricerca, salito a 128 mila dollari per un anno, vedrà il team udinese impegnato, in particolare, a trovare soluzioni innovative per la gestione dell’energia dei sistemi, che sono la piattaforma hardware dei nuovi servizi informatici messi a disposizione da Google.

Nel primo anno e mezzo di ricerca «abbiamo sviluppato per Google – spiega il coordinatore dello studio, Stefano Saggini, del Dipartimento Politecnico di ingegneria e architettura dell’Ateneo di Udine – qualche soluzione nuova di alimentazione dei processori che ha destato il loro interesse e abbiamo partecipato allo sviluppo dei sistemi di conversione energetica che verranno utilizzati nelle loro prossime generazioni di server».

I risultati raggiunti hanno permesso così di confermare la collaborazione con Google per affrontare le prossime sfide legate alla gestione dell’energia delle nuove piattaforme hardware per i nuovi servizi informatici. «Dal machine learning all’internet of things per rendere gli oggetti più intelligenti, i sistemi – dice Saggini – dovranno gestire una crescente mole di dati, senza contare il crescente utilizzo dei classici servizi: basi pensare ai miliardi di risultati di ricerca al millisecondo o alla pubblicazione di miliardi di ore di video al mese (YouTube), con la necessità di garantire uno spazio di archiviazione per 1 miliardo di utenti Gmail».

Alla ricerca finanziata da Google e condotta da Stefano Saggini, docente di elettronica, partecipano Roberto Rinaldo, docente di telecomunicazioni del Dipartimento Politecnico di ingegneria e architettura, gli studenti del corso di dottorato di ricerca in Ingegneria industriale e dell’informazione Roberto Rizzolatti e Mario Ursino e il tecnico Fabiano Zaninotto.

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Google finanzia uno studio per ridurre il consumo energetico dei propri data center https://www.datamanager.it/2017/01/google-finanzia-uno-studio-ridurre-consumo-energetico-dei-propri-data-center/ Mon, 23 Jan 2017 11:15:31 +0000 http://www.datamanager.it/?p=117672 L’obiettivo è diminuire i costi in termini energetici, e quindi economici e ambientali, legati all’utilizzo di energia da parte dei grandi server Google ha commissionato all’Università di Udine uno studio per la riduzione del consumo energetico dei propri data center, ovvero i centri di elaborazione sparsi nel mondo in cui vengono eseguite le ricerche in internet […]

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L’obiettivo è diminuire i costi in termini energetici, e quindi economici e ambientali, legati all’utilizzo di energia da parte dei grandi server

Google ha commissionato all’Università di Udine uno studio per la riduzione del consumo energetico dei propri data center, ovvero i centri di elaborazione sparsi nel mondo in cui vengono eseguite le ricerche in internet degli utenti di Google. Nel 2013 è stato stimato il consumo di tutti di data center (Amazon, Google, Facebook ecc.) di 91 miliardi di kilowattora nel solo territorio statunitense e per il 2020 è prevista una crescita che raggiungerà 140 miliardi di kilowattora. Soltanto negli Stati Uniti, quindi, il consumo energetico totale richiede un’energia equivalente a quella prodotta da più di 30 grosse centrali termoelettriche a carbone da 500 megawatt. Lo studio dei ricercatori udinesi punta a ridurre il consumo energetico dal 5% al 6%, con un conseguente risparmio che potrebbe aggirarsi intorno 3 milioni di dollari l’anno per ogni data center di Google, che ne possiede svariati in tutto il mondo.

Lo studio, finanziato per 100 mila dollari e della durata di un anno e mezzo, è condotto da Stefano Saggini, docente di elettronica del Dipartimento Politecnico di ingegneria e architettura dell’Università di Udine, con Roberto Rizzolatti e Mario Ursino, dottorandi di ricerca in Ingegneria dell’informazione, già laureati in Ingegneria elettronica a Udine, supportati dalla collaborazione del tecnico del dipartimento Fabiano Zaninotto.

«Si parla spesso – evidenzia Stefano Saggini – di social network, internet of things e cloud computing, ma senza considerare che i servizi informatici hanno dei costi in termini energetici e quindi economici e ambientali». In pratica, «i computer aumentano negli spazi dei data center – sintetizza Saggini – ed è necessario spendere energia per raffreddarli. Il nostro lavoro studia come ridurre il consumo energetico, e quindi l’impatto ambientale e la bolletta energetica dei data center, a partire dalla messa a punto di sistemi più efficienti di alimentazione dei processori dei grandi server».

Il rapporto fra Google e Stefano Saggini nasce grazie allo sviluppo di alcune soluzioni innovative per l’alimentazione dei server messe a punto da Saggini nel 2014 nell’ambito di una ricerca condotta per la multinazionale di componenti elettronici italo-francesce STMicroelectronics, soluzioni proposte poi dalla stessa multinazionale a Google. Successivamente, Google ha deciso di finanziare il laboratorio di elettronica di potenza dell’Università di Udine e di avviare e finanziare questo progetto.

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Veicoli a guida autonoma: sistemi informatici e implicazioni giuridiche https://www.datamanager.it/2016/10/veicoli-guida-autonoma-sistemi-informatici-implicazioni-giuridiche/ Wed, 05 Oct 2016 12:39:58 +0000 http://www.datamanager.it/?p=110643 Domani, giovedì 6 ottobre, appuntamento a Udine con gli “Incontri fuori dal comune” Il recente sviluppo di mezzi di trasporto completamente gestiti da sistemi informatici apre interrogativi nuovi, relativi non soltanto all’affidare alla tecnologia l’assunzione di decisioni e manovre corrette in ogni tipo situazione, ma anche alle problematiche giuridiche che si innescano, ad esempio, in […]

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Domani, giovedì 6 ottobre, appuntamento a Udine con gli “Incontri fuori dal comune”

Il recente sviluppo di mezzi di trasporto completamente gestiti da sistemi informatici apre interrogativi nuovi, relativi non soltanto all’affidare alla tecnologia l’assunzione di decisioni e manovre corrette in ogni tipo situazione, ma anche alle problematiche giuridiche che si innescano, ad esempio, in caso di incidente, dove vanno individuate le responsabilità. Sono questi i temi del secondo degli “Incontri fuori dal comune”, ciclo di iniziative di divulgazione scientifica organizzato dall’Università e dal Comune di Udine. L’appuntamento, dal titolo “Algoritmi al volante. Problemi inerenti la sicurezza delle Self driving car (veicoli a guida autonoma) tra informatica e diritto”, è per domani, giovedì 6 ottobre, alle 18 nella sala Ajace di palazzo D’Aronco, in piazza Libertà a Udine.

Dopo i saluti della delegata per la ricerca dell’Università di Udine, Maria Cristina Nicoli, e del sindaco di Udine, Furio Honsell, interverranno Pier Luca Montessoro e Federico Costantini. Seguirà una simulazione di scenari, in cui saranno presentate a due gruppi di persone, composti uno da professionisti della guida e l’altro da studenti, ipotetiche situazioni di pericolo: le loro decisioni verranno confrontate in tempo reale e discusse con il pubblico.

Alla guida dei veicoli (automobili, autobus, metropolitane) il cui movimento è completamente gestito da sistemi informatici ci sono dei complessi algoritmi ai quali vengono impartite istruzioni che riguardano ogni genere di circostanze, anche quelle in cui sono messe a repentaglio l’incolumità e la vita delle persone. «Nel corso dell’incontro – spiega Alessandra Missana, dell’Ufficio divulgazione scientifica dell’ateneo di Udine – si parlerà di come sono programmati questi sistemi e di come fanno a individuare la “scelta corretta” in ogni situazione. Si rifletterà sul fatto che ad un algoritmo sia lasciata la possibilità di confrontare il valore delle vite umane, decidendo, per esempio, chi investire in caso di inevitabilità di incidente, e quindi ci si interrogherà sul valore della vita delle persone e sul perché lasciare alla tecnologia decisioni su questioni così delicate. Infine, si farà il quadro circa l’individuazione delle responsabilità, civile ma anche assicurativa e giuridica, in caso di incidente».

Ai partecipanti verrà rilasciato l’attestato di partecipazione. L’Ordine degli Avvocati di Udine riconosce 1 credito formativo generico agli avvocati e praticanti abilitati che partecipano all’evento. Per informazioni è possibile contattare la segreteria organizzativa dell’Ufficio divulgazione scientifica telefonando allo 0432 556397/95 o scrivendo a divulgazione@uniud.it.

Pier Luca Montessoro è professore ordinario di sistemi di elaborazione presso il Dipartimento politecnico di ingegneria e architettura dell’università di Udine. Svolge attività di ricerca nel settore delle reti di calcolatori, del pervasive computing e della sicurezza informatica, dopo essersi occupato per diversi anni di sistemi Cad per la progettazione di circuiti integrati. Collabora come consulente tecnico della magistratura e di studi legali per procedimenti inerenti alla pirateria informatica, audiovisiva e multimediale.

Federico Costantini, avvocato, è ricercatore in filosofia del diritto e docente di informatica giuridica e teoria generale del diritto presso il Dipartimento di scienze giuridiche dell’Università di Udine. Partecipa alle attività del gruppo di ricerca “sulla normatività” e del Laboratorio “NuMe”. Si interessa in particolare di sharing economy, digital forensics, intelligenza artificiale e diritto.

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I guanti di SOFìA per lavorare al sicuro https://www.datamanager.it/2015/03/i-guanti-di-sofia-per-lavorare-al-sicuro/ Wed, 18 Mar 2015 10:25:31 +0000 http://www.datamanager.it/?p=71624 Grazie a una tecnologia innovativa, SOFìA, nuovo spin off dell’Ateneo di Udine, produce guanti in grado di ridurre gli effetti degli incidenti sul lavoro in ambito agro-forestale La sicurezza sul lavoro in campo agro-forestale ha da oggi un alleato in più, grazie alla innovativa tecnologia sviluppata da “SOFìA – Soluzioni Operative Finalizzate all’Innovazione in Agricoltura”, la […]

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Grazie a una tecnologia innovativa, SOFìA, nuovo spin off dell’Ateneo di Udine, produce guanti in grado di ridurre gli effetti degli incidenti sul lavoro in ambito agro-forestale

La sicurezza sul lavoro in campo agro-forestale ha da oggi un alleato in più, grazie alla innovativa tecnologia sviluppata da “SOFìA – Soluzioni Operative Finalizzate all’Innovazione in Agricoltura”, la nuova impresa costituitasi ieri come spin off dalla ricerca svolta all’Università di Udine. “SOFìA” ha sviluppato un guanto prototipato protettivo, o fingersafe, in grado di ridurre gli effetti derivati da infortuni in tutti gli ambiti di lavoro, in caso di schiacciamento o cesoiamento, di utilizzo di macchinari come presse e forbici pneumatiche o in caso di cadute di carichi dall’alto.

Lo spin off è il 35° dell’ateneo friulano ed è stato sviluppato da Sirio Rossano Secondo Cividino e Daniele Dell’Antonia, professori a contratto in ergonomia e sicurezza sul lavoro presso l’ateneo, Michela Vello, dottore di ricerca, con Rino Gubiani e Maurizia Sigura, rispettivamente professore di meccanica agraria e macchine e impianti per l’industria alimentare e ricercatrice di costruzioni rurali e territorio agroforestale.

«L’innovativa tecnologia impiegata da “SOFìA” – spiega Sirio Rossano Cividino – presenta standard più elevati di resistenza rispetto ai prodotti finora presenti in commercio. È, infatti, in grado di resistere a pressioni elevatissime e di dissipare energia tale da ridurre il danno sull’operatore. Ora intendiamo sviluppare soluzioni innovative legate alla sicurezza in campo agro-forestale a tutto campo». «SOFìA nasce da un’idea di impresa – sottolineano i ricercatori dell’ateneo coinvolti nel progetto – tanto semplice quanto efficace e innovativa, e che già nel 2013 aveva conquistato il primo posto per il settore “Life science” nell’ambito delle premiazioni di Start Cup Fvg».

L’atto costituivo di “SOFìA – Soluzioni Operative Finalizzate all’Innovazione in Agricoltura” è avvenuto ieri, nella sede di palazzo Florio, alla presenza del rettore dell’Università di Udine, Alberto Felice De Toni, e del delegato al trasferimento tecnologico, Giuseppe Damante. Il progetto di impresa, oggi divenuto realtà, era stato presentato al Premio Nazionale per l’Innovazione (PNI), nell’ambito del Festival della scienza di Genova nel 2013, dopo essere arrivato tra i finalisti della competizione regionale Start Cup. Inoltre è stato selezionato per partecipare al percorso imprenditoriale del progetto Re-seed, promosso da Università di Udine, Friuli Innovazione e Sissa di Trieste. E nel 2014, ha ottenuto il terzo premio anche a Start Up Fvg.

«Salutiamo con soddisfazione e orgoglio l’avvio di “SOFìA” – ha detto il rettore Alberto Felice De Toni – che rappresenta un nuovo traguardo nell’azione di trasferimento di tecnologie e competenze multidisciplinari ad alto contenuto innovativo nel tessuto produttivo. La ricerca svolta nei laboratori dell’Università di Udine ha finora portato alla costituzione di 37 spin off, di cui 34 attivi, con ricavi che complessivamente hanno superato i 3 milioni di euro. I soci coinvolti in tutte queste imprese sono circa 180 e il numero di posti di lavoro finora creati sono oltre un centinaio».

«L’attivazione dello spin off “SOFìA” – ha sottolineato il delegato al trasferimento tecnologico, Giuseppe Damante – è un esempio importante di come l’Università sia capace di preparare giovani che creano, e non solamente cercano, lavoro. Questo grazie anche a iniziative specifiche dell’ateneo di Udine, che vengono attuate per lo sviluppo di mentalità e capacità imprenditoriali. Infatti, i giovani che hanno costituito “SOFìA” hanno recentemente partecipato a “Reseed”, iniziativa di alta formazione, finanziata dal fondo sociale europeo, che ha visto impegnata l’Università di Udine, come capofila, assieme a Sissa e Friuli Innovazione».

 

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Formazione e lavoro, quali professionalità per l’IT? https://www.datamanager.it/2015/02/formazione-quali-professionalita-per-lit/ Wed, 04 Feb 2015 14:03:40 +0000 http://www.datamanager.it/?p=69034 Gli esperti al Career Day dell’Università di Udine. beanTech, azienda friulana leader nell’integrazione di sistemi e sviluppo software, aderisce all’iniziativa in programma giovedì 5 febbraio al Polo Scientifico di Udine Il mondo dell’IT si mette al fianco dell’Università in occasione del Career Day dell’Università di Udine, un’iniziativa in programma giovedì 5 febbraio che vuole essere un’occasione per avvicinare […]

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Gli esperti al Career Day dell’Università di Udine. beanTech, azienda friulana leader nell’integrazione di sistemi e sviluppo software, aderisce all’iniziativa in programma giovedì 5 febbraio al Polo Scientifico di Udine

Il mondo dell’IT si mette al fianco dell’Università in occasione del Career Day dell’Università di Udine, un’iniziativa in programma giovedì 5 febbraio che vuole essere un’occasione per avvicinare laureati e laureandi alle aziende nel solco di un rapporto che tiene conto dell’importanza di una formazione adeguata per individuare sbocchi occupazionali in un mondo del lavoro sempre più difficile. Tra le aziende presenti, beanTech – società friulana leader nell’integrazione di sistemi, sviluppo software e business analytics – ha aderito alla giornata promossa dal Career Center Uniud nella convinzione che «per un settore come l’Information Technology che necessita di conoscenze tecniche sempre aggiornate è importante avere una fattiva collaborazione con università ed enti di formazione», dice Fabiano Benedetti, AD di beanTech.

Per chi si vuole avvicinare al mondo IT, quattro le figure professionali indicate: data analyst, project manager, sales engineer e system engineer. «Business analytics, custom applications e infrastructures sono i tre ambiti prevalenti nei quali operiamo. L’Information Technology va a supportare le necessità di business attraverso strumenti affidabili che considerino tutte le informazioni e le variabili in gioco», prosegue l’AD di beanTech, società che è Gold Partner Microsoft per le competenze Data Analytics, Data Platform e Midmarket Solution Provider e Premier Partner Dell. «Le figure che operano in questo ambito sono professionisti definiti che però non provengono da un unico percorso formativo. Il mondo dell’IT è vasto e raggruppa una serie di competenze complesse molte delle quali si apprendono in aula, altre con l’esperienza. Per alcuni profili prevalgono i primi, come la capacità di sviluppare sistemi informatici; per altri viene richiesta interdisciplinarietà. In beanTech operano ingegneri, informatici, matematici e statistici, ma anche professionisti che arrivano da una formazione più di carattere economico. È infatti importante poter contare su professionisti capaci di avere uno sguardo più complesso sulle realtà aziendali per poter dare le risposte e le soluzioni migliori».

Le figure ricercate sono: data analyst, ovvero un profilo qualificato con un percorso di studi che gli ha permesso di acquisire competenze nell’informatica per la gestione del business. E’ un professionista specializzato nello sviluppo dei processi di estrazione e trasformazione dei dati, nella loro modellazione e interpretazione analitica e statistica, oltre che nelle tecniche di visual data analysis; il project manager ha anni di esperienza nella consulenza e nell’utilizzo delle tecnologie ed è il responsabile della gestione del progetto; il sales engineer è una figura commerciale-tecnica di notevole competenza che si occupa della vendita di prodotti ad alto contenuto tecnologico. Non certo ultimo, il system engineer che effettua le scelte software e hardware di dimensionamento dell’infrastruttura, per garantire un adeguato livello di performance e di affidabilità.

Il Career Day si svolge giovedì 5 febbraio dalle 10 alle 14 al Polo Scientifico, in via delle Scienze 206 a Udine.

 

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Start Cup Young 2014: ecco i vincitori https://www.datamanager.it/2014/12/start-cup-young-2014-i-vincitori/ Fri, 19 Dec 2014 14:55:57 +0000 http://www.datamanager.it/?p=67154 Vince la mano robotica per applicazione industriale. Ex equo per le idee di un dolce “Cjiscjel” di Udine e di un supermercato self service 24h Realizzare una mano robotica, adattabile a un qualunque braccio robotico, capace di riprodurre fedelmente e all’infinito qualsiasi movimento e, dunque, studiata per essere applicata nelle catene di produzione industriale. È […]

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Vince la mano robotica per applicazione industriale. Ex equo per le idee di un dolce “Cjiscjel” di Udine e di un supermercato self service 24h

Realizzare una mano robotica, adattabile a un qualunque braccio robotico, capace di riprodurre fedelmente e all’infinito qualsiasi movimento e, dunque, studiata per essere applicata nelle catene di produzione industriale. È l’idea del gruppo “Movhand – Esyrobot”, composto da Massimo Bosco, Isabella Concina e Giulia Pelos dell’Istituto ‘Arturo Malignani’ di Udine, che si è aggiudicata ieri il primo premio del concorso Start Cup Young 2014.

Sul podio dei premiati, classificati ex equo, il gruppo “Dolce Udine ssrl”, di Lidjia Bogojevic, Davide De Stefano, Mihiai Andrei Gabara, Jessica Pestrin e Nderim Topalli dell’Istituto tecnico commerciale ‘Deganutti’ di Udine, e il gruppo “Super21”, di Lia Bortolossi, Luca Colussi, Ilaria Fedele, Davide Pividori e Mattia Rossi dell’Istituto ‘Antonio Zanon’ di Udine. L’idea di “Dolce Udine ssrl” è la produzione di un dolce da forno artigianale che possa diventare il dolce tipico della città di Udine, e che ricordi nel nome e nell’immagine impressa il simbolo della città, ovvero il “cjiscjel”, il castello. L’idea di “Super21” riguarda un supermercato accessibile ventiquattro ore con costi ridotti di personale e servizio self service e con prodotto adatti alle esigenze last minute.

Start Cup Young

Giunta alla terza edizione, Start Cup Young propone una gara tra classi quarte e quinte delle scuole secondarie di secondo grado del territorio regionale, ed promossa dall’Università di Udine e dalla Fondazione Crup, con il sostegno della Regione Fvg, la partnership del Movimento giovani di Confartigianato, la collaborazione dei Giovani imprenditori di Confartigianato Udine, il patrocinio della Provincia di Udine e dell’Arlef – Agjenzie regjonâl pe lenghe furlane visto che quest’anno il leit motiv della manifestazione è stato all’insegna dello snait, parola che in lingua friulana indica l’ingegno.

Le premiazioni si sono svolte ieri a palazzo Garzolini – di Toppo Wasermann, nell’ambito della prima edizione della “Giornata del ricercatore”. I ragazzi sono stati premiati da Manuela Croatto, responsabile dell’Area Servizi agli studenti dell’Università di Udine, che ha ideato e organizzato le manifestazioni, e dal professor Oldino Cernoia in rappresentanza della Fondazione Crup.

I componenti del primo gruppo classificato si sono aggiudicati l’iscrizione gratuita al primo anno all’Università di Udine. Per gli altri due gruppi, i ragazzi potranno ottenere il pagamento della prima rata delle tasse (630 euro) di iscrizione all’Università di Udine. Per coloro che non si iscriveranno all’ateneo friulano, in palio un premio di 250 euro per ognuno dei partecipanti.

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“Life Vest”: l’app per imparare a indossare il giubbotto di salvataggio in caso di ammaraggio https://www.datamanager.it/2014/12/life-vest-lapp-per-imparare-indossare-giubbotto-salvataggio-in-caso-ammaraggio/ Mon, 15 Dec 2014 17:30:53 +0000 http://www.datamanager.it/?p=66812 Il Laboratorio di Interazione Uomo-Macchina dell’Università di Udine ha messo a punto la “Life Vest App” nell’ambito di una ricerca finanziata dagli USA Indossare il giubbotto di salvataggio in caso di ammaraggio diventa un gioco. Grazie alla nuova “Life Vest App” messa a punto dal Laboratorio di Interazione Uomo-Macchina del Dipartimento di matematica e informatica dell’Università […]

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Il Laboratorio di Interazione Uomo-Macchina dell’Università di Udine ha messo a punto la “Life Vest App” nell’ambito di una ricerca finanziata dagli USA

Indossare il giubbotto di salvataggio in caso di ammaraggio diventa un gioco. Grazie alla nuova “Life Vest App” messa a punto dal Laboratorio di Interazione Uomo-Macchina del Dipartimento di matematica e informatica dell’Università di Udine, nell’ambito di un progetto di ricerca triennale, diretto da Luca Chittaro, docente di informatica dell’ateneo friulano, e finanziato dalla statunitense Federal Aviation Administration (FAA), al fine di studiare l’utilizzo dei nuovi media digitali per rendere più coinvolgenti, semplici ed efficaci le istruzioni di sicurezza fornite ai passeggeri dei voli di linea. La app, scaricabile gratuitamente all’indirizzo http://hcilab.uniud.it/lifevest e disponibile per i principali smartphone e tablet (Android, Apple, Windows Mobile), insegna come indossare un giubbotto di salvataggio attraverso un gioco interattivo in cui si affronta un’esperienza 3D di ammaraggio.

L’utilità della “Life Vest App” può risultare fondamentale: in alcune situazioni di emergenza gli aerei di linea si trovano costretti ad atterrare sull’acqua (ammaraggio) e in questi casi un fattore fondamentale per la sopravvivenza è che il passeggero sappia trovare, aprire, indossare e usare correttamente il giubbotto di salvataggio e lo faccia – secondo quanto prescrivono le normative aeronautiche – autonomamente e in meno di 25 secondi. «I rapporti internazionali – ricorda Luca Chittaro – riportano diversi incidenti aerei in mare, e l’Italia non è esclusa da tali eventi, come ad esempio nel 2005 il tragico volo Bari-Gerba, costretto a un ammaraggio di fortuna al largo di Punta Raisi».

«I rapporti della FAA, la maggior autorità governativa mondiale dell’aviazione, evidenziano – prosegue Chittaro – che le tecniche attualmente utilizzate dalle compagnie aeree per istruire i passeggeri sulle procedure di sicurezza, ovvero presentazione degli assistenti di volo e foglio di istruzioni nella tasca del sedile di fronte, sono scarsamente efficaci». In particolare, la grande maggioranza dei passeggeri non presta attenzione a tali fonti di informazione e i test condotti sulla minoranza di passeggeri attenti rivelano comunque che il livello di comprensione delle istruzioni è insufficiente.

Grazie alla “Life Vest App”, «l’utente – spiega Chittaro – interagisce attraverso tre livelli con un passeggero virtuale per indossare il giubbotto di salvataggio correttamente e portarsi in salvo saltando dall’aereo. Il modello 3D nell’app è una riproduzione perfettamente fedele di un giubbotto di salvataggio usato da molte compagnie aeree». La app permette anche di affrontare sfide contro il tempo e confrontare i risultati con quelli dei propri amici e altri utenti nel mondo.

Dei diversi prototipi per la sicurezza del volo che il Laboratorio udinese sta sperimentando, questo è il secondo che passa positivamente i test sugli utenti e viene perciò reso pubblico. Lo scorso aprile, la prima app “Learn to Brace”, che si concentra sulla posizione di sicurezza da mantenere durante un atterraggio di emergenza, era stata resa disponibile sia per computer che per cellulari: il numero di utenti è, a oggi, superiore a 16 mila.

«Il futuro del nostro progetto – anticipa Chittaro -, oltre a nuove app, ha in serbo ulteriori sorprese: stiamo infatti creando in laboratorio applicazioni per la prossima generazione di dispositivi tecnologici, non ancora disponibili sul mercato. Uno di questi è l’Oculus Rift, il casco per la realtà virtuale domestica che Facebook sta attualmente perfezionando e che l’azienda di Zuckerberg prevede di lanciare a metà del 2015».

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Sicurezza passeggeri aerei: gli USA finanziano un progetto dell’Univesità di Udine https://www.datamanager.it/news/sicurezza-passeggeri-aerei-gli-usa-finanziano-un-progetto-dellunivesit-di-udine-55451.html Thu, 10 Apr 2014 17:00:11 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2014/04/sicurezza-passeggeri-aerei-gli-usa-finanziano-un-progetto-dellunivesita-di-udine/ Per la prima volta l’Ateneo friulano si aggiudica un progetto di ricerca negli Usa. Utilizzerà app per smartphone, social network e altri strumenti digitali Rivoluzionare le istruzioni di sicurezza fornite ai passeggeri dei voli di linea utilizzando i nuovi media digitali, dalle app per smartphone e tablet alle simulazioni virtuali, dai siti web ai social […]

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Per la prima volta l’Ateneo friulano si aggiudica un progetto di ricerca negli Usa. Utilizzerà app per smartphone, social network e altri strumenti digitali

Rivoluzionare le istruzioni di sicurezza fornite ai passeggeri dei voli di linea utilizzando i nuovi media digitali, dalle app per smartphone e tablet alle simulazioni virtuali, dai siti web ai social network e altri strumenti digitali. È l’obiettivo del progetto triennale “Electronic emergency evacuation aid for aircraft passengers” dell’Università di Udine che ha vinto un bando pubblico per progetti di ricerca negli Stati Uniti emesso dalla Federal Aviation Administration (FAA) del Dipartimento dei trasporti americano. Il progetto è stato ideato e proposto dal professor Luca Chittaro, direttore del Laboratorio di Interazione Uomo-Macchina del dipartimento di Matematica e Informatica.

Grazie alla proposta progettuale dell’Ateneo friulano, le istruzioni di sicurezza del XXI secolo potranno diventare interattive e prendere la forma anche di simulazioni o giochi, favorendo una maggior attenzione e, allo stesso tempo, illustrando in modo più chiaro, dettagliato e personalizzato cosa bisogna fare per sopravvivere in caso di incidente aereo. Le analisi della FAA, infatti, smentiscono la credenza che in un incidente i passeggeri possano fare ben poco: al contrario, se essi hanno ben compreso e seguono le istruzioni, possono salvarsi nella maggioranza degli incidenti aerei attuali.

I rapporti tecnici della FAA evidenziano che le tecniche attualmente utilizzate dalle compagnie aeree per educare i passeggeri alla sicurezza – presentazioni degli assistenti di volo prima del decollo e foglio di istruzioni nella tasca del sedile di fronte – non hanno un livello di efficacia adeguato. La grande maggioranza dei passeggeri non presta alcuna attenzione a tali fonti di informazioni e test condotti sulla minoranza di passeggeri diligente hanno rilevato un insufficiente livello di comprensione e ricordo.

Per illustrare una delle forme che le istruzioni interattive ai passeggeri potranno assumere, il Laboratorio ha reso pubblica una prima app scaricabile gratuitamente e disponibile per tutti i principali dispositivi mobili e personal computer. Scopo dell’app è familiarizzare l’utente con un’azione fondamentale per ogni passeggero, cioè quella di assumere un’appropriata posizione (“brace”) di preparazione all’impatto in caso di atterraggio d’emergenza. Realizzata in grafica 3D interattiva, l’app permette di posizionare il proprio corpo virtuale all’interno dell’abitacolo dell’aereo e ottenere una simulazione personalizzata di cosa accadrebbe se si assumesse quella posizione in un atterraggio d’emergenza. In base all’esito della simulazione, l’app fornisce poi dei consigli personalizzati sugli errori compiuti.

«La competizione fra università per ottenere finanziamenti alla ricerca sulla scena internazionale è serrata e difficile – spiega Chittaro – e vincere un bando pubblico per progetti di ricerca negli Usa, ed è la prima volta per l’Università di Udine, è evento rarissimo per atenei non americani». Oltre a Chittaro, al progetto lavora un team composto da Stefano Burigat, Fabio Buttussi, Roberto Ranon e Nicola Zangrando. Il gruppo sta ora lavorando sui prototipi previsti dal progetto che andranno a esplorare tutte le diverse azioni da cui dipende la sopravvivenza del passeggero. Verrà anche realizzato un sistema di simulazione completo di incidente aereo dalla prospettiva del passeggero.

La FAA è la maggior autorità governativa mondiale nel regolare e sovraintendere ogni aspetto dell’aviazione civile, dal controllo dello spazio aereo alla certificazione di nuovi aeromobili, dalla verifica delle procedure seguite dalle compagnie aeree alla sicurezza dei passeggeri. Ed è su quest’ultima che si è focalizzata la proposta innovativa dell’Ateneo friulano che punta a migliorare le istruzioni ai passeggeri.

Tratto da u-tools.it – Strumenti per Universitari

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Laureati all’Università di Udine: a un anno dal titolo lavora il 53% https://www.datamanager.it/news/laureati-all-universit-di-udine-un-anno-dal-titolo-lavora-il-53-54485.html Tue, 11 Mar 2014 15:57:18 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2014/03/laureati-alluniversita-di-udine-a-un-anno-dal-titolo-lavora-il-53/ L’occupazione dei laureati è in calo ovunque, ma i neo-dottori che hanno conseguito il titolo all’università di Udine continuano a trovare lavoro di più rispetto alla media nazionale

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L’occupazione dei laureati è in calo ovunque, ma i neo-dottori che hanno conseguito il titolo all’università di Udine continuano a trovare lavoro di più rispetto alla media nazionale

Dai dati dell’ultima indagine Almalaurea, presentati a Bologna il 10 marzo, emerge infatti che ad un anno dal titolo lavora il 53% dei laureati all’ateneo friulano, a fronte del 44% della media nazionale. Nello specifico, ha un’occupazione il 50% dei laureati triennali e il 61% dei laureati magistrali a un anno dal titolo, a fronte rispettivamente del 41% e del 54% a livello nazionale. Percentuali che salgono al 76% dei laureati magistrali a tre anni dal titolo conseguito nell’ateneo del capoluogo friulano (contro il 72% della media italiana) e all’89% a cinque anni dal titolo ottenuto a Udine (a fronte dell’82% della media italiana). Il XVI rapporto Almalaurea, che a livello nazionale ha riguardato quasi 450mila laureati delle 64 università aderenti al consorzio, ha coinvolto, con un tasso di risposta dell’88%, 1.772 laureati triennali e 827 laureati magistrali nel 2012 all’ateneo di Udine e che hanno risposto al questionario nel 2013 e 706 laureati magistrali, con un tasso di risposta del 79%, che hanno ottenuto il titolo nel 2008 e sono stati intervistati dopo cinque anni.

Laureati triennali

Del 50% degli occupati triennali dell’Università di Udine, il 37% è dedito solo al lavoro, mentre il 13% è anche iscritto alla laurea magistrale. Il 33% invece si dedica completamente allo studio di un corso di laurea magistrale. Il 13% dichiara infine di essere alla ricerca di un lavoro. Il lavoro stabile – contratti a tempo indeterminato e lavoro autonomo – coinvolge, a un anno dalla laurea, 31 laureati occupati su cento di primo livello di Udine (la media nazionale è il 34,5%). Gli occupati che non hanno un lavoro stabile rappresentano il 69% (prevalentemente con contratto a tempo determinato, mentre il 9% lavora senza contratto). Chi lavora guadagna in media di 1.021 euro mensili netti (la media italiana è pari a 997 euro).

Laureati magistrali

Dopo il conseguimento del biennio magistrale, il 12% dei laureati continua la formazione (13,5% a livello nazionale). Chi cerca lavoro è il 26,5% dei laureati magistrali di Udine, contro il 31% dei laureati a livello nazionale. A un anno dalla laurea, il lavoro è stabile per 26 laureati occupati su cento di Udine, mentre la media nazionale è del 35%. La precarietà riguarda il 73% del collettivo (prevalgono i contratti a tempo determinato, mentre il 5% è senza contratto). Il guadagno è in linea con la media nazionale: 1.057 euro mensili netti, contro i 1.038 del complesso dei laureati magistrali.

A cinque anni di distanza dalla laurea

Con il trascorrere del tempo dal conseguimento del titolo, le performance occupazionali migliorano. L’89% è occupato, valore di sette punti superiore al tasso di occupazione nazionale, fermo all’82%. Il 4% risulta ancora impegnato nella formazione (è il 6% a livello nazionale). Chi cerca lavoro è il 7% contro l’11,5% del complesso dei laureati. La quota di occupati stabili cresce tra uno e cinque anni dal titolo, raggiungendo il 76% degli occupati (la media nazionale è del 73%). Le retribuzioni nominali arrivano, a cinque anni, a 1.452 euro mensili netti (a livello nazionale il guadagno medio è di 1.383 euro).

Tratto da u-tools.it – Strumenti per universitari

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Nasce Advantech-Time, 33° spin off dell’Università di Udine https://www.datamanager.it/news/nasce-advantech-time-33-spin-dell-universit-di-udine-53636.html Wed, 12 Feb 2014 16:37:30 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2014/02/nasce-advantech-time-33-spin-off-delluniversita-di-udine/ Si chiama “Advantech-Time” dove “time” sta per Technology Innovation Mindset Engineering ed è il nuovo spin off dell’università di Udine nel settore dell’ingegneria e della progettazione virtuale per l’industria, che guarda anche il settore aerospaziale

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Si chiama “Advantech-Time” dove “time” sta per Technology Innovation Mindset Engineering ed è il nuovo spin off dell’università di Udine nel settore dell’ingegneria e della progettazione virtuale per l’industria, che guarda anche il settore aerospaziale. Una nuova azienda nata dalla sinergia tra ricerca e impresa che porta il numero degli spin off attivi in ateneo a quota 33.

Giovane e friulana la maggior parte della compagine sociale: sono udinesi e under 40 i ricercatori di Ingegneria Luca Casarsa e Marco Sortino e l’assegnista di ricerca Alessandro Armellini, così come vengono dal capoluogo friulano i fratelli Giorgio e Andrea Cantarutti, due menagers operanti nel settore virtual engineering. Del gruppo fa parte anche la Ralc Italia srl, un’azienda di S.Giorgio di Nogaro specializzata nella produzione di macchine automatiche per usi speciali. Infine, la società è partecipata da Advantech-Like (Lifecycle Innovation Knowledge Engineering), a sua volta spin-off dell’università del Salento e dall’ateneo di Udine, socio con il 10% di capitale sociale. Una curiosità: cinque soci (Casarsa, Sortino, i due Cantarutti e Andrea Lazzarini, proprietario e Ceo di Ralc), sono tutti diplomati all’istituto Malignani di Udine.

I clienti della nuova società, con i quali sono già in fase di definizione alcune collaborazioni, saranno anche alcune tra le principale industrie del Friuli Venezia Giulia, come Danieli di Buttrio, Selex-ES di Ronchi dei Legionari ed Electrolux. “L’iniziativa imprenditoriale – spiega Casarsa – nasce dalle capacità maturate dall’ateneo di Udine nel campo della “virtual engineering” e del “manufacturing”. Una tematica legata a quella dell’Ict che sta vivendo oggi nel mondo un momento di grande attenzione e di importante crescita sia economica che tecnologica, a causa della sempre più critica e costosa ricerca al miglioramento della capacità di innovare prodotti e servizi oggi offerti sul mercato dall’industria più evoluta, dell’impetuoso e quasi “caotico” sviluppo delle tecnologie Ict, multi-mediali e di mobility che impatta concretamente anche il mondo produttivo e imprenditoriale. Una serie di fattori – conclude Casarsa – che stanno velocemente trasformando il mondo della progettazione, ricerca e sviluppo del prodotto e della produzione del prodotto verso un contesto completamente digitale”.

Il nuovo spin off si inserisce quindi in questa nicchia di mercato, avvalendosi della collaborazione con lo spin off dell’università del Salento, potendone sfruttare anche l’esperienza imprenditoriale maturata. “La partnership tra le due società – conclude Casarsa – consente di fare sinergia mettendo in campo competenze complementari e permettendo l’ingresso dell’ateneo udinese anche nel settore aerospaziale, settore dove Advantech-Like è già operativa con collaborazioni con aziende del gruppo Finmeccanica”.

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