Veeam – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Tue, 10 Feb 2026 08:39:49 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png Veeam – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Veeam, la sovranità dei dati sarà il tema del 2026 https://www.datamanager.it/2025/12/veeam-la-sovranita-dei-dati-sara-il-tema-del-2026/ Wed, 10 Dec 2025 08:51:40 +0000 https://www.datamanager.it/?p=249782 Da una recente ricerca IDC sovvenzionata dall’azienda, emerge come questa non sia una semplice buzzword, bensì una delle principali sfide che ci aspetta Già oggi tutti ne discutono con crescente interesse e con ogni probabilità tale tendenza non si invertirà con l’avvento del nuovo anno, anzi. Ormai a tutti i livelli aziendali si parla di […]

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Da una recente ricerca IDC sovvenzionata dall’azienda, emerge come questa non sia una semplice buzzword, bensì una delle principali sfide che ci aspetta

Già oggi tutti ne discutono con crescente interesse e con ogni probabilità tale tendenza non si invertirà con l’avvento del nuovo anno, anzi. Ormai a tutti i livelli aziendali si parla di “sovranità dei dati”, non più mormorando o sussurrando in punta di piedi, ma dibattendone apertamente anche tra i board: il 30% del campione intervistato nell’ultimo report di Veeam considera già l’argomento “moderatamente importante”; percentuale che si impenna fino a toccare il 46% tra che invece lo reputa di rilevanza “estrema”.

«Ma non dobbiamo dimenticare che questo concetto va a inserirsi in uno scenario ricco di sfide per quanto concerne i dati e il loro ecosistema», commenta Edwin Weijdema, Field CTO EMEA di Veeam. «Innanzitutto, c’è un tema di dispersione: i dati vengono continuamente distribuiti in ogni direzione, tanto che diventa progressivamente più arduo tenerne traccia. A questo fenomeno se ne aggiunge uno di crescita incontrollata: il loro volume aumenta esponenzialmente, così come le nuove potenziali minacce e le normative che si cerca di implementare per contenerle. Tra punti ciechi, difese fallaci e una complessità generale le criticità sono molteplici. E affrontarle quando non originano dalla natura, bensì dall’elemento umano o dall’AI è tutto fuorché semplice».

Il caso VNOG e l’importanza della resilienza

Ne sa qualcosa Edwin Moraal, CISO di VNOG, uno dei 25 enti pubblici che amministrano il territorio olandese gestendo crisi e incidenti grazie alla coordinazione di vigili del fuoco e centri medici nella regione. «La cosa fondamentale è essere sul pezzo. Bisogna sapere con certezza dove si trovano i propri dati per poter intervenire, altrimenti ci si ritrova obbligati a stilare un piano totalmente nuovo ogni volta che c’è necessità di agire. L’attacco subito 5 anni fa è stato una dura lezione, ma ci ha insegnato molto e ha plasmato il nostro modo di agire da allora», racconta. Al momento del breach, VNOG poggiava su infrastrutture obsolete, il che avrebbe complicato ulteriormente il processo di recovery. Ma aveva già avviato i contatti con Veeam per proteggere i propri dati: la crisi divenne così un’occasione per ridisegnare i propri sistemi di sicurezza e cambiare il proprio approccio. «Quando la tecnologia fallisce, i problemi ricadono sulle spalle delle persone, quindi è importante avere un piano B o perfino un piano C, quando le risorse lo permettono». In altre parole, ciò che conta per un’organizzazione, al netto di software e hardware, è aderire a uno standard di resilienza.

Comprendere la sovranità per poterla esercitare

Le preoccupazioni non sono poche: sensibilità dei dati, incertezze geopolitiche, dipendenza da terze parti. «Se ci si concentra troppo sul portone principale si rischia di esporsi a vulnerabilità laterali lungo la catena. Nello specifico, molti tendono a concentrarsi ossessivamente sulla trasformazione delle infrastrutture, migrazioni e via dicendo», riprende Weijdema. «Ma per capire davvero la sovranità ed evitare di ridurla a mera buzzword bisogna studiarla in modo più profondo. Quando pensiamo al “dove” si trovano i nostri dati, ad esempio, non dobbiamo considerare solo la loro posizione attuale, ma anche da dove passano, chi può accedervi e decrittarli. Ci sono una serie di implicazioni legali, operazionali, tecnologiche. E la normativa aiuta fino a un certo punto: né DORA né NIS2 parlano esplicitamente di sovranità, ma pongono le giuste basi ed è proprio da queste che è giusto partire affinché persone e processi vengano supportati dalla tecnologia e non definiti o limitati da essa. Specialmente ora che tramite gli agenti l’AI fruga tra i nostri dati come mai prima, è fondamentale conoscerli a fondo per non limitarsi a rispondere ma poter agire in modo proattivo».

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Sicuri fino alla crisi: le organizzazioni stanno ingannando se stesse sulla resilienza dei dati? https://www.datamanager.it/2025/09/sicuri-fino-alla-crisi-le-organizzazioni-stanno-ingannando-se-stesse-sulla-resilienza-dei-dati/ Wed, 10 Sep 2025 13:41:56 +0000 https://www.datamanager.it/?p=247388 A cura di Tim Pfaelzer, Senior Vice President & General EMEA Manager di Veeam Per troppo tempo, i leader aziendali hanno osservato la resilienza dei dati della propria organizzazione da lontano, affidandosi a piani teorici e a una mentalità basata su checklist. Questa prospettiva “2D” – in cui le misure tecniche vengono semplicemente spuntate su […]

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A cura di Tim Pfaelzer, Senior Vice President & General EMEA Manager di Veeam

Per troppo tempo, i leader aziendali hanno osservato la resilienza dei dati della propria organizzazione da lontano, affidandosi a piani teorici e a una mentalità basata su checklist. Questa prospettiva “2D” – in cui le misure tecniche vengono semplicemente spuntate su una lista di cose da fare – non riesce a cogliere l’intera complessità reale e trasversale delle minacce informatiche. Il ransomware, in particolare, non può essere pienamente simulato sulla carta.

Questa mentalità ha generato un pericoloso falso senso di sicurezza. Veeam mostra che oltre il 30% delle organizzazioni ritiene di essere più resiliente di quanto non sia realmente. Pur disponendo degli strumenti giusti, se questi elementi non funzionano insieme all’interno di un piano di risposta agli incidenti rigorosamente testato nel mondo reale, le organizzazioni rischiano di trovarsi esposte quando si verifica una vera crisi.

Con il 69% delle organizzazioni che nell’ultimo anno ha affrontato una minaccia ransomware, il tempo della fiducia cieca è finito. I leader devono togliersi la benda dagli occhi e intraprendere azioni concrete e proattive.

Falsa fiducia, conseguenze reali

La resilienza dei dati può essere ingannevolmente complessa, e le lacune spesso rimangono nascoste fino a quando non è troppo tardi. Molte organizzazioni cadono nella trappola di credersi preparate, per poi scoprire il contrario quando subiscono un attacco. Tra le organizzazioni vittime di ransomware lo scorso anno, il 69% riteneva di essere preparato in anticipo. Dopo aver subito un attacco, la fiducia nella propria preparazione è crollata di oltre il 20%.

Sebbene la maggior parte delle organizzazioni disponesse di un playbook per il ransomware, meno della metà includeva componenti tecniche essenziali, come copie di backup e piani di contenimento o isolamento. A prima vista, tutto poteva sembrare in ordine, ma un’analisi più approfondita ha rivelato vulnerabilità significative.

Le conseguenze di una fiducia malriposta sono gravi. Solo il 10,5% delle organizzazioni è riuscito a riprendersi con successo dopo un attacco ransomware lo scorso anno, con impatti significativi sul business e sulle operazioni. Il recente caso ransomware che ha coinvolto M&S è un esempio di alto profilo, causando non solo interruzioni dei servizi per i clienti, ma anche una perdita stimata di 300 milioni di sterline sugli utili di trading.

Il panorama delle minacce in evoluzione

Alcune organizzazioni potrebbero aver sperato che l’intervento delle forze dell’ordine contro grandi gruppi ransomware come BlackCat e LockBit rendesse il panorama delle minacce più gestibile. In realtà, la minaccia non è diminuita: si è evoluta. Gruppi più piccoli e “lupi solitari” hanno rapidamente colmato il vuoto, introducendo nuovi metodi e tattiche che pongono ulteriori sfide alla resilienza delle organizzazioni.

Da una prospettiva 2D a una 3D: la strada verso la vera resilienza

Indipendentemente dal livello di fiducia di un’organizzazione nella propria resilienza dei dati, è essenziale un esame più approfondito e critico dei suoi playbook ransomware. Non è più sicuro presumere che ciò che funziona sulla carta regga sotto stress reale. I leader devono passare da una prospettiva piatta, “2D”, a un approccio dinamico “3D”.

Si parte dalla visione d’insieme: sapete quali dati è necessario proteggere e dove risiedono? Le principali misure di resilienza, come una catena di comando predefinita e verifiche regolari dei backup, sono state implementate? Approfondite ulteriormente: i vostri team di sicurezza sono aggiornati sulle ultime tendenze degli attacchi? Con l’89% delle organizzazioni che dichiara i propri repository di backup presi di mira dagli attori delle minacce, garantire la ridondanza dei backup è oggi fondamentale.

Colmare le lacune è solo l’inizio. Le organizzazioni devono stressare i propri piani di risposta agli incidenti attraverso simulazioni nel mondo reale. Non basta affidarsi al piano A: testate anche i piani B, C, D e oltre, includendo scenari in cui il personale chiave non è disponibile o si verificano crisi multiple contemporaneamente. Questo processo spesso mette in luce punti ciechi che rimarrebbero inosservati in un piano teorico.

Trasformare la fiducia in capacità

Sfruttare framework come il Veeam Data Resilience Maturity Model (DRMM), sviluppato in collaborazione con McKinsey, può aiutare le organizzazioni a superare la fiducia cieca. I nostri dati mostrano che le organizzazioni con un alto livello di maturità dei dati si riprendono dagli incidenti ransomware sette volte più rapidamente rispetto ai loro omologhi meno maturi e registrano tre volte meno tempi di inattività.

Prendendo il controllo della resilienza dei dati – basata su test rigorosi, miglioramento continuo e intelligenza collettiva – le organizzazioni possono sostituire la fiducia cieca con una reale capacità operativa. Nell’attuale panorama delle minacce, non è più una questione di “se” la vostra organizzazione verrà attaccata, ma di “quando”. Il momento migliore per prepararsi è adesso, perché nella resilienza dei dati solo una reale prontezza fa la differenza.

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L’ascesa della sovranità del cloud: l’imprescindibile ruolo della portabilità https://www.datamanager.it/2025/07/lascesa-della-sovranita-del-cloud-limprescindibile-ruolo-della-portabilita/ Tue, 08 Jul 2025 13:09:57 +0000 https://www.datamanager.it/?p=246437 A cura di Michael Cade, Global Field CTO, Veeam L’ascesa dei cloud sovrani è ormai un fenomeno inevitabile, poiché le crescenti esigenze normative e le pressioni geopolitiche costringono le aziende a ripensare alla gestione della localizzazione dei dati. Gli ambienti cloud localizzati stanno diventando sempre più fondamentali, permettendo alle organizzazioni di custodire i propri dati […]

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A cura di Michael Cade, Global Field CTO, Veeam

L’ascesa dei cloud sovrani è ormai un fenomeno inevitabile, poiché le crescenti esigenze normative e le pressioni geopolitiche costringono le aziende a ripensare alla gestione della localizzazione dei dati. Gli ambienti cloud localizzati stanno diventando sempre più fondamentali, permettendo alle organizzazioni di custodire i propri dati all’interno di giurisdizioni specifiche per soddisfare i requisiti di conformità e ridurre i rischi. Tuttavia, i cloud sovrani non possono prosperare senza garantire la portabilità dei dati, ovvero la possibilità di trasferirli facilmente tra sistemi e sedi. Oggi le organizzazioni non devono aspettare che le normative le spingano a prendere decisioni, ma devono adottare un approccio proattivo e all’avanguardia.

Le aziende devono fare i conti con la realtà che il trasferimento dei dati in ambienti ibridi è tutt’altro che un processo semplice. Non si tratta solo di spostare i dati principali, ma anche di garantirne la protezione, tenendo conto dei set di dati ad essi correlati, come i backup e le informazioni utilizzate nelle applicazioni di intelligenza artificiale. Mentre alcune organizzazioni potrebbero necessitare di proteggere i dati di addestramento dei Large Language Model (LLM), molte altre si stanno orientando verso soluzioni come la Retrieval-Augmented Generation (RAG) o gli agenti di IA per arricchire i loro dati proprietari, senza dover sviluppare modelli da zero. In ogni caso, la sovranità dei dati rappresenta una risposta valida alle sfide cui le aziende sono chiamate a rispondere oggi, ma l’attenzione deve rimanere sempre focalizzata sulla resilienza dei dati, indipendentemente dalla loro collocazione.

È una storia ben nota: il cloud offrirà alle aziende maggiori opzioni e flessibilità, ma per sfruttarne appieno i benefici sarà fondamentale adottare una visione integrata.

Cosa riserva il futuro

Le autorità di regolamentazione a livello globale stanno spingendo le organizzazioni a rivedere la gestione dei loro dati, adottando misure a ritmo serrato in risposta alla crescente globalizzazione dei dati, mentre i Paesi cercano di esercitare un maggiore controllo sulle informazioni. L’Unione Europea (UE) si è dimostrata particolarmente rigorosa, introducendo il Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati (GDPR), che stabilisce la sovranità dei dati. Secondo tale regolamento, le leggi del Paese in cui i dati sono memorizzati o elaborati si applicano ora anche ai dati, indipendentemente dal luogo in cui sono stati originariamente raccolti. Nell’UE si pone inoltre grande attenzione alla catena di custodia dei dati, con regolamenti come NIS2 e DORA che impongono una gestione del rischio solida e trasparente, soprattutto quando i dati sono detenuti o gestiti da terzi.

Poiché i dati, inclusi quelli altamente sensibili e classificati, sono sempre più gestiti da terze parti, in particolare dai fornitori di cloud, il rispetto delle leggi sulla privacy è diventato una priorità per le organizzazioni e i governi, dato che i dati viaggiano oltre i confini nazionali.

Con l’aumento del flusso di dati tra Paesi e continenti, i rischi legati all’instabilità globale sono diventati inevitabili, soprattutto per i governi. Alcuni di essi hanno già adottato cloud sovrani per proteggere i propri dati più sensibili da potenziali accessi non autorizzati. Altri sono andati oltre. Poiché i servizi cloud dipendono interamente dall’infrastruttura dei centri dati, alcuni governi hanno iniziato a ridurre gli investimenti nelle infrastrutture cloud e nei dati esteri, preferendo invece reinvestire nelle proprie. In questo modo, possono evitare di archiviare i loro dati più sensibili presso fornitori stranieri.

Ma la sovranità del cloud non è una soluzione definitiva. Per le organizzazioni che utilizzano fornitori di cloud multinazionali, è possibile determinare dove vengono archiviati i dati e in quali Paesi sono conservati, ma non c’è alcuna garanzia che queste condizioni rimangano immutabili. Il problema non si risolve semplicemente trasferendo i dati primari. Certo, questi devono essere protetti, ma cosa dire di tutti i dati correlati? I backup e i set di dati utilizzati per l’addestramento dei Large Language Model, ad esempio, devono essere gestiti con particolare attenzione per garantire la conformità alla sovranità dei dati. In alternativa, le organizzazioni possono optare per agenti RAG o soluzioni di IA per arricchire i propri dati senza dover affrontare innanzitutto la gestione di ingenti volumi di dati per l’addestramento dell’intelligenza artificiale.

Libertà di movimento

Per riuscire in questo, le organizzazioni devono assicurarsi che la portabilità dei dati sia un elemento chiave nella loro strategia di resilienza. Infatti, esiste una linea sottile tra proteggere i dati e limitarli inavvertitamente oltre il loro punto di utilizzo. Se le aziende non sono in grado di garantire la portabilità dei dati, il passaggio a un ambiente cloud ibrido, che combina cloud sovrani e localizzazione dell’archiviazione dei dati, potrebbe rivelarsi controproducente.

Esistono fornitori di SaaS (Software-as-a-Service) e DRaaS (Disaster Recovery-as-a-Service) che possono semplificare il processo, ma non si tratta di un compito che può essere completamente delegato a terzi. Le organizzazioni devono comunque adottare un approccio pratico, pianificando e gestendo con attenzione ogni fase per garantire che i dati rimangano protetti durante l’intero processo. In caso contrario, non saranno in grado di sfruttare i cloud sovrani per rispettare le numerose normative sulla residenza e sulla sovranità dei dati.

Tuttavia, ci sono delle avvertenze. Per le grandi organizzazioni multinazionali che operano su più Paesi e continenti, sarà necessario adottare diversi ambienti cloud per ospitare vari cloud sovrani. Questo, però, comporta una maggiore complessità sia nel monitoraggio che nella gestione dei dati tra le diverse giurisdizioni. Non si dovrà solo gestire più ambienti cloud, ma anche rispettare normative sui dati differenti nei vari Paesi. Inoltre, per le organizzazioni in grado di affrontare questa sfida, il vantaggio di una maggiore resilienza dei dati si accompagna al rischio di una frammentazione dei dati.

Non esistono soluzioni semplici, ma è certo che la portabilità dei dati sarà un elemento cruciale per qualsiasi soluzione adottata dalle aziende. Qualunque sia l’approccio scelto, la capacità di trasferire i dati senza ostacoli da una piattaforma all’altra e da un cloud all’altro diventerà fondamentale per le organizzazioni che devono affrontare la sfida della sovranità dei dati. Inoltre, poiché le normative continuano a evolversi, la portabilità dei dati offrirà alle aziende un vantaggio significativo in termini di conformità futura, consentendo loro di adattarsi più agilmente alle nuove normative, mentre le controparti con minore portabilità incontreranno maggiori difficoltà.

Gestire il cloud

La globalizzazione dei dati non mostra segni di rallentamento: i flussi di informazioni sono ormai una forma di commercio autonoma, che genera un valore economico a sé stante. E con l’instabilità globale come fattore sempre presente, la sovranità dei dati non potrà che diventare una delle principali priorità. Tuttavia, non si tratta di un compito che può essere delegato a un fornitore terzo.

Anche se molte aziende non ne sono ancora pienamente consapevoli, la sovranità dei dati e la chiarezza operativa sono strettamente interconnesse. Per proteggere efficacemente i propri dati, è fondamentale sapere esattamente dove sono conservati e come vengono gestiti. Solo con una comprensione completa del panorama dei dati è possibile identificare le operazioni o i processi in cui la resilienza dei dati potrebbe essere vulnerabile e affrontare la questione della portabilità. Rivedendo la resilienza dei dati fin dalle basi, le organizzazioni possono consolidare la sicurezza, la conformità e la sovranità all’interno delle proprie operazioni, gestendole attivamente attraverso una valutazione dei rischi, verifiche di conformità e strategie che considerano l’impiego di più fornitori.

Con queste premesse, le organizzazioni possono iniziare a sfruttare efficacemente gli ambienti cloud ibridi, archiviando i dati più sensibili in sede, in linea con normative precise sulla sovranità dei dati, mentre i dati meno critici possono essere trasferiti nel cloud. Tuttavia, questa strategia è applicabile solo alle aziende che hanno dato priorità alla portabilità dei dati. Invece di aspettare che siano le normative a imporla, le organizzazioni devono adottare un approccio proattivo, sfruttando la flessibilità, la durata e, soprattutto, la sicurezza offerte dal cloud.

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Veeam e CrowdStrike collaborano per offrire ai clienti la resilienza dei dati https://www.datamanager.it/2025/04/veeam-e-crowdstrike-collaborano-per-offrire-ai-clienti-la-resilienza-dei-dati/ Thu, 24 Apr 2025 07:27:29 +0000 https://www.datamanager.it/?p=244872 CrowdStrike e Veeam hanno stretto una partnership per offrire una soluzione potente che migliora la sicurezza dei dati e aumenta l’efficienza operativa all’interno dell’ecosistema IT di un’organizzazione Veeam Software, leader globale numero 1 per quota di mercato nella Data Resilience, ha annunciato oggi una nuova partnership con CrowdStrike per offrire una visibilità centralizzata dei dati critici […]

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CrowdStrike e Veeam hanno stretto una partnership per offrire una soluzione potente che migliora la sicurezza dei dati e aumenta l’efficienza operativa all’interno dell’ecosistema IT di un’organizzazione

Veeam Software, leader globale numero 1 per quota di mercato nella Data Resilience, ha annunciato oggi una nuova partnership con CrowdStrike per offrire una visibilità centralizzata dei dati critici e una rilevazione avanzata delle minacce tramite l’integrazione con la Veeam Data Platform. L’integrazione del prodotto sviluppata congiuntamente crea un ambiente più sicuro per i clienti comuni, aiutando a identificare le minacce prima, durante e dopo un attacco, per permettere un recupero rapido e sicuro e garantire la resilienza dei dati a lungo termine.

Insieme, Veeam e CrowdStrike potenziano la sicurezza dei dati combinando le capacità di resilienza dei dati leader del settore di Veeam con la piattaforma di cybersecurity AI-native CrowdStrike Falcon. Il risultato è una visibilità end-to-end sulle minacce alla sicurezza, riducendo al minimo e persino prevenendo l’impatto aziendale degli incidenti informatici. La partnership prende il via con due nuove integrazioni completamente supportate:

Queste integrazioni consentono alle organizzazioni di visualizzare gli eventi della Veeam Data Platform direttamente all’interno della piattaforma CrowdStrike Falcon, creando una soluzione unificata che migliora la comprensione dell’attività del sistema e degli eventi di sicurezza. Questo permette ai team IT e di sicurezza di rilevare, prevenire e rispondere agli incidenti informatici in modo più efficace.

“Sappiamo che l’89% degli attori delle minacce prende di mira specificamente i backup di un’organizzazione, mettendo a rischio il recupero dei dati critici”, ha dichiarato John Jester, Chief Revenue Officer di Veeam. “Fornire una protezione completa contro questi attacchi richiede partnership strategiche. È per questo che stiamo costruendo solide integrazioni con leader del settore come CrowdStrike, per garantire che i clienti adottino un approccio integrato alla cybersecurity e alla data resilience. Continuiamo a migliorare le funzionalità di sicurezza e le integrazioni della Veeam Data Platform, per assicurarci che i backup delle organizzazioni siano puliti e sicuri, pronti a essere ripristinati in caso di attacco ransomware. Combinando le funzionalità leader del settore di rilevamento malware, identificazione degli indicatori di compromissione (IoC) e valutazioni proattive delle minacce della Veeam Data Platform con le capacità basate sull’AI di CrowdStrike, aiutiamo i clienti a garantire che i loro backup siano sicuri e i loro dati resilienti.”

“L’aumento delle minacce informatiche e degli attacchi ransomware continua a mettere a rischio i dati aziendali”, ha dichiarato Daniel Bernard, Chief Business Officer di CrowdStrike. “La nostra partnership con Veeam unisce la migliore cybersecurity della categoria con la resilienza dei dati leader del settore, offrendo ai clienti comuni una difesa unificata per ridurre i rischi e garantire un recupero rapido. Integrando gli eventi della Veeam Data Platform all’interno di Falcon Next-Gen SIEM, forniamo una visibilità centralizzata che consente ai team di sicurezza e IT di rispondere in modo più rapido ed efficace su tutta la superficie di attacco.”

Centralizzare la visibilità dei dati critici

L’integrazione porta i dati degli eventi della Veeam Data Platform in Falcon LogScale e Falcon Next-Gen SIEM, offrendo una visibilità più profonda e un’analisi delle minacce accelerata. Combinando le informazioni sui backup di Veeam con l’intelligence sulle minacce leader del settore di CrowdStrike e la visibilità in tempo reale in tutta l’impresa, le organizzazioni possono eliminare i punti ciechi e ridurre il rischio nei loro ambienti di dati e backup.

L’app Veeam per Falcon LogScale include dashboard preconfigurate, analisi automatizzata dei dati e avvisi proattivi per migliorare il rilevamento e la risposta in tutta l’impresa. Aggiunge anche il supporto per Veeam Backup per Microsoft Entra ID, migliorando la visibilità sulle minacce basate sull’identità e sull’attività dell’infrastruttura dati.

Snellire le Operazioni di Sicurezza

I team di sicurezza possono sfruttare ricerche predefinite e avvisi programmati per far emergere rapidamente eventi di sicurezza rilevanti, migliorando le attività di threat hunting e risposta. Scansioni in tempo reale e a basso impatto durante i backup—alimentate da intelligenza artificiale avanzata e apprendimento automatico—rilevano anche le anomalie e i malware più sottili.

Questi avvisi proattivi forniscono agli analisti del Centro Operativo di Sicurezza (SOC) l’intelligence necessaria per accelerare la risposta agli incidenti e mantenere un vantaggio sulle minacce in evoluzione.

Resilienza informatica end-to-end con Veeam

La Veeam Data Platform offre una resilienza informatica completa e end-to-end, supportando le organizzazioni prima, durante e dopo un incidente informatico. Dispone di rilevamento proattivo delle minacce con il Recon Scanner (brevetto in corso), che identifica potenziali minacce ransomware prima che vengano creati i backup. Durante il processo di backup, l’analisi dell’entropia inline, la scansione di malware basata su firme e gli strumenti di rilevamento degli IoC (Indicatori di Compromissione) forniscono un approccio di difesa stratificata per identificare attività dannose. La piattaforma supporta anche la risposta agli incidenti valutando l’entità di un attacco e identificando rapidamente l’ultimo punto di ripristino sicuro conosciuto tramite Veeam Threat Hunter. Inoltre, Veeam Cyber Secure offre supporto esperto da parte di Coveware by Veeam per aiutare nella valutazione, negoziazione e recupero da ransomware. Questo approccio proattivo e completo aiuta a ridurre i rischi informatici, minimizzare le interruzioni aziendali ed è ora disponibile per gli utenti CrowdStrike—fornendo protezione completa su cloud, ambienti virtuali, fisici, applicazioni aziendali e dati non strutturati.

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Veeam e l’integrità dei dati: la base della vera data freedom https://www.datamanager.it/2024/11/veeam-e-lintegrita-dei-dati-la-base-della-vera-data-freedom/ Wed, 20 Nov 2024 13:37:01 +0000 https://www.datamanager.it/?p=241220 A cura di Rick Vanover, Vice President, Product Strategy, Veeam Con le aziende che gestiscono ecosistemi di dati sempre più complessi, mantenere l’integrità dei dati durante il trasferimento è diventato più critico che mai. Tuttavia, garantire l’integrità dei dati è diventato più difficile, lasciando le organizzazioni a rischio di perdita e corruzione dei dati. Affinché […]

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A cura di Rick Vanover, Vice President, Product Strategy, Veeam

Con le aziende che gestiscono ecosistemi di dati sempre più complessi, mantenere l’integrità dei dati durante il trasferimento è diventato più critico che mai. Tuttavia, garantire l’integrità dei dati è diventato più difficile, lasciando le organizzazioni a rischio di perdita e corruzione dei dati. Affinché le aziende possano davvero abbracciare la data freedom, devono non solo essere in grado di spostare i dati, ma anche garantire che rimangano accurati, completi e affidabili durante ogni migrazione.

L’impatto della migrazione sull’integrità dei dati

Il movimento di dati rappresenta uno dei rischi più significativi per l’integrità degli stessi, con la mancanza di test pre-migrazione come principale causa di problemi quali la corruzione e la perdita di dati. Ciò può provocare inattività imprevista, danni alla reputazione e perdita di informazioni importanti. Il recente incidente globale di Crowdstrike è un esempio di come un solo errore possa avere un impatto significativo sull’intero business e sui suoi stakeholder. Ecco perché i test prima dell’implementazione sono essenziali e consentono alle organizzazioni di identificare potenziali problemi e attuare misure correttive in tempo.

Il ruolo della consapevolezza e della preparazione

L’integrità dei dati inizia con la consapevolezza. Molte organizzazioni non comprendono appieno quali dati possiedano, quando sono stati aggiunti o cosa è stato aggiornato nel tempo, rendendo difficile condurre audit o controlli di integrità. Avere consapevolezza sugli asset informativi è il primo passo verso la convalida dei dati e la rilevazione di anomalie basate su analisi storiche.

Successivamente, test rigorosi e continui per la migrazione sono cruciali. Ciò include test sia per la funzionalità che per l’economia. La funzionalità si riferisce a quanto bene il sistema opera dopo la migrazione, garantendo che continui a soddisfare le aspettative; l’economia si riferisce alla redditività del sistema o dell’applicazione, particolarmente importante nelle migrazioni basate su cloud. Il testing economico comporta l’esame del consumo delle risorse, dei costi dei servizi e della scalabilità complessiva per accertare se la soluzione sia economicamente sostenibile per l’azienda. Strumenti come il Health Check di Veeam possono essere utilizzati per condurre audit regolari e automatizzati sull’integrità dei dati. Questi controlli aiutano a rilevare eventuali incoerenze nei file di backup, consentendo alle aziende di correggere e garantire la recuperabilità dei dati.

Le organizzazioni devono paragonare la preparazione alla migrazione a come i piloti si addestrano per risolvere un imprevisto. Pianificando i potenziali problemi che le aziende possono incontrare durante il trasferimento dei dati tra sistemi e piattaforme, è possibile ridurre al minimo il rischio e l’impatto di dati compromessi.

Le aziende dovrebbero prepararsi per le migrazioni anche se non si aspettano cambiamenti immediati. Proprio come i piloti non aspettano condizioni di volo sfavorevoli per addestrarsi a un atterraggio di emergenza, le aziende non dovrebbero attendere di essere avvisate di un cambiamento imminente per avviare controlli e test sui dati. L’ambiente tecnologico volatile e frenetico significa che dobbiamo essere sempre pronti per evitare di essere colti di sorpresa.

L’integrità dei dati e i backup sicuri abilitano la data freedom

Un piano robusto di backup e recupero dati rappresenta l’ultima linea di difesa. Il 2024 Ransomware Trends Report di Veeam ha rilevato che il 65% delle organizzazioni non aveva un piano di recupero per una crisi e solo il 50% disponeva di backup immutabili. Questo compromette significativamente la capacità di ripristinare in modo efficiente i dati corrotti o persi. Fortunatamente, ci sono passi semplici che le aziende possono adottare per proteggere i loro dati e migliorare la resilienza dei dati. Seguendo la regola 3-2-1-1-0, che raccomanda di archiviare tre copie dei dati su almeno due diversi tipi di supporto, con una copia offsite, una copia air-gapped e zero errori, le aziende possono significativamente aumentare la loro resilienza dei dati.

La data freedom non riguarda solo la capacità di spostare i dati, ma garantisce anche che rimangano accurati, sicuri e utilizzabili durante le migrazioni o i cambiamenti di piattaforma. Test regolari e valutazioni aiutano a mantenere sia l’integrità che la libertà, assicurando che le aziende possano fare affidamento sui loro dati quando è più importante. Infine, un solido piano di backup e recupero fornisce alle aziende tranquillità e una rete di sicurezza, garantendo che possano riprendersi e progredire in modo efficiente in caso di un attacco o di un errore.

Ad esempio, la Anheuser-Busch Employees’ Credit Union è stata in grado di migrare le sue 130 macchine virtuali in un nuovo edificio in totale tranquillità grazie al supporto di Veeam nei rigorosi test pre-migrazione e di recupero da disastri. Nel caso improbabile che qualcosa andasse storto durante la migrazione, sapevano che sarebbe stato possibile ripristinarlo completamente e in modo efficiente, minimizzando qualsiasi inattività e interruzione delle operazioni aziendali.

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Veeam ferma gli attacchi informatici con nuovi strumenti di analisi proattiva delle minacce per Veeam Data Platform https://www.datamanager.it/2024/10/veeam-ferma-gli-attacchi-informatici-con-nuovi-strumenti-di-analisi-proattiva-delle-minacce-per-veeam-data-platform/ Tue, 01 Oct 2024 14:06:54 +0000 https://www.datamanager.it/?p=239996 Il nuovo Veeam Recon Scanner identifica in modo proattivo le minacce informatiche sfruttando una tecnologia in attesa di brevetto e il più grande database di incidenti informatici al mondo Veeam Software, leader numero uno per quota di mercato nella Data Resilience, ha annunciato oggi l’aggiunta della nuova tecnologia Veeam Recon Scanner a Veeam Data Platform […]

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Il nuovo Veeam Recon Scanner identifica in modo proattivo le minacce informatiche sfruttando una tecnologia in attesa di brevetto e il più grande database di incidenti informatici al mondo

Veeam Software, leader numero uno per quota di mercato nella Data Resilience, ha annunciato oggi l’aggiunta della nuova tecnologia Veeam Recon Scanner a Veeam Data Platform durante il VeeamON Data Resilience Summit. Questa tecnologia innovativa, sviluppata da Coveware by Veeam, si basa su anni di esperienza maturati nella risposta agli incidenti di cyber-estorsione e sul più grande database di incidenti informatici al mondo. Veeam Recon Scanner è stato progettato per identificare, gestire e prevenire in modo proattivo i cyberattacchi, rivoluzionando la valutazione delle minacce nel mercato della protezione dei dati.

“La protezione da un attacco informatico richiede una strategia coordinata. Inizia dal perimetro e richiede un’accurata protezione e che sia presente una strategia per il backup dei dati. Tuttavia, c’è sempre il rischio che un malintenzionato riesca a eludere le difese. Recon Scanner offre una maggiore tranquillità identificando tattiche, tecniche e procedure avversarie prima di un attacco,” ha dichiarato Dave Russell, Senior Vice President (SVP) of Strategy di Veeam. “Raccogliendo e analizzando i dati in modo proattivo, Recon Scanner identifica connessioni di rete inaspettate, comportamenti insoliti degli utenti, attività di file sospette, tentativi di esfiltrazione dei dati e persino potenziali attacchi brute force. L’imprevedibilità del tempo di permanenza (il periodo che intercorre tra la compromissione e l’attacco) rende difficile il rilevamento e la mitigazione delle minacce tradizionali. Grazie alle funzionalità di valutazione proattiva delle minacce integrate in Veeam Data Platform, i nostri clienti possono identificare e affrontare i potenziali attacchi prima che abbiano un impatto sulle loro organizzazioni, migliorando la resilienza dei dati e salvaguardando le informazioni critiche.”

Gli attacchi di cybersecurity, compresi quelli ransomware, sono diventati sempre più pervasivi e prendono di mira sia gli ambienti di produzione che i backup. Il recupero da tali attacchi è più impegnativo che mai e ciò evidenzia la necessità di soluzioni complete per la protezione dei dati. Come parte di Veeam Data Platform Premium, Recon Scanner offre ai clienti la possibilità di identificare le minacce prima che possano causare danni. Grazie a scansioni regolari, Recon Scanner riconosce le attività sospette e le Tattiche, le Tecniche e le Procedure (TTP) degli avversari, consentendo alle aziende di intraprendere azioni di difesa e mitigazione in anticipo. Questo approccio proattivo è una novità assoluta nel settore e distingue Veeam come il primo e unico fornitore di piattaforme dati a offrire una tecnologia di valutazione così avanzata, fornita senza costi aggiuntivi ai clienti che utilizzano Veeam Data Platform Premium.

Recon Scanner integra un’esclusiva tecnologia di valutazione proattiva delle minacce derivata dalla vasta esperienza di Coveware by Veeam nella gestione di migliaia di incidenti ransomware. Offre funzionalità come scansioni automatiche, avvisi in tempo reale e analisi dei dati, consentendo ai team di sicurezza di intraprendere azioni preventive e migliorare la sicurezza generale delle loro organizzazioni.

Veeam Data Platform v12.2, con Recon Scanner, rafforza l’impegno di Veeam per la resilienza, la gestione e la sicurezza dei dati. La piattaforma offre alle aziende la possibilità di proteggere, recuperare e gestire in modo sicuro i dati nei loro patrimoni di dati ibridi. Aderendo ai principi ZeroTrust Data Resilience e Cybersecurity and Infrastructure Security Agency (CISA) Secure By Design, Veeam continua a seguire le best practice di sicurezza, assicurando che i clienti possano operare per salvaguardare i loro preziosi dati.

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Cyber Games: gli hacker puntano all’oro olimpico https://www.datamanager.it/2024/07/cyber-games-gli-hacker-puntano-alloro-olimpico/ Tue, 23 Jul 2024 08:45:16 +0000 https://www.datamanager.it/?p=238922 A cura di Gil Vega, CISO, Veeam L’intelligenza artificiale sta consentendo rapidi progressi nell’ingegneria sociale Grandi eventi mondiali = grandi minacce informatiche Si prevede che le Olimpiadi di Parigi saranno uno degli obiettivi dei criminali informatici Le Olimpiadi saranno usate come esca per le truffe informatiche Siete pronti per le Olimpiadi? Uno degli eventi sportivi […]

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A cura di Gil Vega, CISO, Veeam

  • L’intelligenza artificiale sta consentendo rapidi progressi nell’ingegneria sociale
  • Grandi eventi mondiali = grandi minacce informatiche
  • Si prevede che le Olimpiadi di Parigi saranno uno degli obiettivi dei criminali informatici
  • Le Olimpiadi saranno usate come esca per le truffe informatiche

Siete pronti per le Olimpiadi? Uno degli eventi sportivi più importanti e più amati è alle porte. Anche i team di cybersicurezza responsabili dei giochi olimpici sono pronti ad affrontare un periodo molto difficile dal punto di vista delle minacce informatiche. Le ultime Olimpiadi di Tokyo hanno subito 450 milioni di tentativi di attacco e si prevede che le Olimpiadi di Parigi subiranno un numero di attacchi dieci volte superiore, diventando potenzialmente i giochi olimpici più attaccati di sempre.

Le Olimpiadi come obiettivo

Perché le Olimpiadi sono un obiettivo così importante? Le ragioni sono diverse. In primo luogo, gli occhi del mondo sono puntati sull’evento, rendendolo un obiettivo primario per i malintenzionati, compresi attivisti e criminali informatici. Un’altra ragione è la portata dell’infrastruttura informatica che deve essere presente per gestire un evento come questo e il tempo relativamente breve che gli organizzatori hanno avuto per mettere tutto a punto. Considerando che si prevedono più di 10.000 atleti, milioni di visitatori e miliardi di spettatori in tutto il mondo, il potenziale di un disastro informatico olimpico è notevole. Abbiamo assistito a un attacco andato a buon fine che ha interrotto la cerimonia di apertura delle Olimpiadi di PyeongChang 2018. L’attacco ha colpito i loro datacenter e ha interrotto la connessione Wi-Fi nello stadio e tutti i sistemi di accesso in ogni edificio olimpico. Ha inoltre bloccato la biglietteria digitale e l’app ufficiale delle Olimpiadi. Il team IT ha lavorato per tutta la notte ed è riuscito a ripristinare le operazioni in tempo prima del primo evento, ma è stato molto difficile.

La buona notizia è che il team responsabile delle Olimpiadi di Parigi ha lavorato a stretto contatto con l’Agenzia francese per la sicurezza nazionale (ANSSI), ha messo in atto un programma per proteggere i giochi, che comprende un esteso hardening dei sistemi, war gaming, pen test e un programma di bug bounty per premiare gli hacker etici che saranno in grado di trovare vulnerabilità nei loro sistemi. Anche il centro operativo di sicurezza per i giochi opererà da una postazione top-secret.

Le Olimpiadi come esca

È probabile che i giochi olimpici non siano soltanto un obiettivo per i criminali informatici, ma anche un’esca per i tentativi di phishing e frode: offerte, notizie e app false dedicate ai giochi. Assicuratevi di scaricare solo quelle supportate dal comitato olimpico ufficiale o dagli sponsor.

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Lenovo e Veeam presentano TruScale Backup with Veeam https://www.datamanager.it/2024/06/lenovo-e-veeam-presentano-truscale-backup-with-veeam/ Thu, 06 Jun 2024 13:30:09 +0000 https://www.datamanager.it/?p=238017 Backup scalabile as a service con protezione dei dati e recupero da ransomware Veeam Software, leader per quota di mercato nella Data Protection e nel Ransomware Recovery, e Lenovo, società tecnologica globale, annunciano la disponibilità di Lenovo TruScale Backup with Veeam, una soluzione che offre un’esperienza simile a quella del cloud on-premise e che aiuta […]

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Backup scalabile as a service con protezione dei dati e recupero da ransomware

Veeam Software, leader per quota di mercato nella Data Protection e nel Ransomware Recovery, e Lenovo, società tecnologica globale, annunciano la disponibilità di Lenovo TruScale Backup with Veeam, una soluzione che offre un’esperienza simile a quella del cloud on-premise e che aiuta a proteggere i carichi di lavoro indipendentemente dall’ubicazione e consente ai clienti di scalare l’infrastruttura verso l’alto o verso il basso a seconda delle necessità.

TruScale Backup with Veeam combina i server e lo storage Lenovo ThinkSystem, Veeam Backup & Replication, Veeam ONE e i servizi Lenovo TruScale per fornire protezione dei dati as a service con un’implementazione on-premise o co-located senza difficoltà. Questo aiuta i clienti a ridurre i tempi di ripristino, a semplificare la complessità dell’IT e a mantenere la data sovereignty.

“Le aziende affrontano diversi ostacoli quando devono scalare rapidamente la propria infrastruttura. TruScale Backup con Veeam offre loro la massima semplicità, non solo riducendo la complessità dell’IT, ma contribuendo anche a garantire che i dati siano protetti e rimangano sotto la loro governance, indipendentemente dalla loro ubicazione. Grazie alla protezione dei dati e alla ransomware recovery di Veeam, i nostri clienti possono dedicare il proprio tempo alla gestione del business”, commenta John Jester, Chief Revenue Officer (CRO) di Veeam.

Le aziende hanno l’esigenza di soluzioni di backup e ripristino dei dati affidabili per affrontare la complessità dell’IT e le minacce informatiche in continua evoluzione. Secondo Gartner, “entro il 2028, il 75% delle grandi imprese adotterà il BaaS, rispetto al solo 15% del 2024”. Un’indagine di IDC del gennaio 2023 ha indicato che il 47% degli intervistati utilizzava lo Storage as a Service (STaaS) on-premise e un altro 32% prevedeva di utilizzarlo nel 2023. I motivi principali citati sono la necessità di aumentare la capacità di archiviazione on demand e di velocizzare l’implementazione dello storage.

“Lenovo TruScale Backup with Veeam è un’ottima scelta per il Backup as a Service per diversi motivi. Non solo offre ai clienti il vantaggio tattico della protezione contro il ransomware con l’immutabilità di default, ma inoltre TruScale consente di dimensionare la soluzione fin dall’inizio, con economie di scala paragonabili a quelle del cloud per aumentare i volumi di dati o diminuirli su richiesta. Siamo felici di collaborare con Veeam per offrire questi e altri vantaggi ai nostri clienti”, dichiara Dale Aultman, Vice President & General Manager, Hybrid Cloud Services Lenovo.

TruScale Backup with Veeam aiuta i clienti a proteggere in modo efficiente i dati critici e a ripristinarli in modo sicuro in caso di cyberattacco. Il servizio aiuta inoltre i clienti a seguire facilmente la best practice 3-2-1-1-0 per l’archiviazione sicura dei dati. I clienti possono creare più copie dei dati di backup senza costi aggiuntivi per seguire le best practice e raggiungere gli obiettivi di punto di ripristino (RPO) desiderati con zero errori nelle operazioni di backup.

Altri vantaggi chiave di TruScale Backup con Veeam:

  • Offre un’esperienza simile al cloud ed economie di scala on premise.
  • Contribuisce a migliorare l’affidabilità del backup con il ripristino granulare e self-service di macchine virtuali (VM) e file.
  • Alleggerisce i team IT dei clienti dalle attività quotidiane del ciclo di vita e dalla pianificazione della capacità con scalabilità on-demand.

“Non è un segreto che le organizzazioni IT debbano fare i conti con un eccesso di complessità e di dati. I severi requisiti per fornire livelli di servizio di data protection e resilienza informatica non sono mai stati così cruciali. Tuttavia, molti executive IT si trovano ad affrontare problemi di integrazione tra i vari livelli dei propri sistemi di protezione dei dati. Ecco perché la collaborazione tra Lenovo e Veeam è così cruciale. È una soluzione che offre il meglio dei due mondi per garantire la recuperabilità orchestrata delle risorse di dati su scala in una soluzione integrata”, commenta Christophe Bertrand, Principal Analyst, theCUBE Research.

 

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Veeam, la sicurezza del dato come abilitatore del business https://www.datamanager.it/2024/03/veeam-la-sicurezza-del-dato-come-abilitatore-del-business/ Wed, 06 Mar 2024 13:19:43 +0000 https://www.datamanager.it/?p=235397 La modern data protection è alla base delle soluzioni lanciate negli ultimi mesi Utilizzare la resilienza come differenziale del mercato. Questa è la strategia che Veeam mette in pratica per difendere i propri clienti. La crescita esponenziale dei dati aziendali, l’aumento dei dispositivi e delle connessioni, la continua evoluzione delle minacce informatiche, così come la […]

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La modern data protection è alla base delle soluzioni lanciate negli ultimi mesi

Utilizzare la resilienza come differenziale del mercato. Questa è la strategia che Veeam mette in pratica per difendere i propri clienti. La crescita esponenziale dei dati aziendali, l’aumento dei dispositivi e delle connessioni, la continua evoluzione delle minacce informatiche, così come la scelta di operare attraverso modelli di cloud ibridi e multi-cloud, sono temi di grande attualità: ecco perché le soluzioni di backup, ripristino e gestione dei dati per la modern data protection rappresentano una necessità primaria per tutte le aziende, di qualsiasi dimensione e settore.

Secondo il Veeam Data Protection Trends Report 2024, l’88% delle aziende ha dichiarato di ritenere molto probabile o quasi certo l’utilizzo di un servizio di backup as-a-Service (BaaS) o di disaster recovery as-a-Service (DRaaS) per almeno alcuni dei propri server di produzione. Nasce anche per soddisfare queste esigenze la Veeam Data Platform, progettata attorno al principio di “sicurezza, ripristino e libertà dei dati”. Una piattaforma che utilizza protocolli di sicurezza multilivello, monitoraggio in tempo reale e crittografia avanzata per salvaguardare i dati da minacce interne ed esterne.

I tre pilastri dell’offering

Tre sono i pillar su cui si basa l’adozione tecnologica di Veeam. Il primo è la Data Security, con cui ai anticipa l’identificazione dei rischi e delle minacce. Poi la Data Recovery, che mette in opera un’orchestrazione sicura e automatizzata. Infine, la Data Freedom, una caratteristica di Veeam. Si tratta della libertà di lasciare alle aziende di conservare il dato dove meglio credano, raggiungendolo in tutte le sue localizzazioni. Secondo i dati di Veeam, con le soluzioni in portafoglio è possibile ridurre del 90% i tempi di ripartenza a seguito di una criticità, il che si traduce in una migliore e più serena risposta nell’operatività digitale quotidiana.

Alessio Di Benedetto, Regional Technical Sales Director, South Europe di Veeam

Come spiega Alessio Di Benedetto, Regional Technical Sales Director, South Europe di Veeam: “L’88% di aziende intervistate dichiara di essere in procinto di utilizzare soluzioni SaaS per la difesa dei loro dati. Non a caso, solo qualche giorno fa, Veeam ha lanciato un’offerta di Data Cloud per proteggere le informazioni su Microsoft Azure. Veeam Data Cloud for Microsoft Azure è un servizio di backup completamente ospitato e preconfezionato, che offre backup e ripristino controllando i costi del cloud e ottimizzando la continuità aziendale”.

Nel mondo, Veeam conta oltre 35 mila partner e a questa rete si affida per veicolare la nuova iniziativa. “Siamo un’azienda channel first – spiega Elena Bonvicino, Manager of Channel Italy di Veeam. “Un grande cambiamento rispetto al passato è l’apertura a tutti i partner di vantaggi e profittabilità, in un’ottica di accesso democratico e globale. Il nostro portafoglio di soluzioni è evoluto e arricchito, non solo per lo scenario di backup tradizionale

Elena Bonvicino, Manager of Channel Italy di Veeam

ma anche di altre innovazioni e complessità. Visti i temi, faremo evolvere nel corso del 2024 nuovi moduli di competenze e formazione in modo da trasferire conoscenze specifiche da poter rivendere sul mercato”.

Ma dove si colloca oggi Veeam sul mercato? “Siamo un’azienda leader per le piattaforma di data protection. Gartner, per il settimo anno consecutivo, ci inserisce nel quadrante dei leader di backup enterprise” sottolinea Stefano Cancian, Country Manager Italy. “Proteggiamo 18 milioni di caselle Microsoft Con oltre 15 exabyte di dati protetti, di cui 2 in cloud. Si affidano a noi l’82% delle Fortune 500 e il 73% delle Global 2000”. Le nuove offerte as-a-service, proposte attraverso la Veeam Data Platform, promettono di dare alle aziende la possibilità di semplificare la gestione e l’amministrazione delle loro operazioni di backup con tutta la resilienza e l’affidabilità della tecnologia.

Stefano Cancian, Country Manager Italy di Veeam

Lo scorso giugno, Cancian è stato nominato Country Manager italiano di Veeam, dopo oltre 25 anni di esperienza e successi nel mercato dell’Information and Communication Technology. Cancian ha lavorato per PTC International, Siebel Systems e Dell EMC con incarichi di crescente importanza sino a diventare Sales Director per la Regione Western Europe di Dell Technologies nella Divisione Sales Storage Platforms & Solutions, ruolo che ha ricoperto sino al suo ingresso in Veeam, supervisionando le attività di vendita in Italia, Spagna, Portogallo, Belgio, Lussemburgo, Olanda ed Irlanda.

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Veeam lancia il Data Protection Trends Report 2024 https://www.datamanager.it/2024/01/veeam-lancia-il-data-protection-trends-report-2024/ Wed, 17 Jan 2024 12:19:14 +0000 https://www.datamanager.it/?p=233830 Il 92% delle organizzazioni prevede di aumentare i budget per la protezione dei dati per il 2024 Alla fine del 2023, una società di ricerca indipendente ha intervistato 1.200 leader e implementatori IT su un’ampia gamma di sfide e strategie di protezione dei dati. Si tratta della quinta pubblicazione annuale del report Data Protection Trends […]

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Il 92% delle organizzazioni prevede di aumentare i budget per la protezione dei dati per il 2024

Alla fine del 2023, una società di ricerca indipendente ha intervistato 1.200 leader e implementatori IT su un’ampia gamma di sfide e strategie di protezione dei dati. Si tratta della quinta pubblicazione annuale del report Data Protection Trends di Veeam Software che mira a quantificare le sfide e i fattori trainanti del settore della protezione dei dati, raccogliendo una comprensione imparziale di come la protezione dei dati debba continuare a evolversi. Il 2024 inizia con l’interesse dei team IT a cambiare le soluzioni e i propri ruoli, che miglioreranno radicalmente la preparazione informatica e la posizione di conformità o amplieranno ulteriormente le aspettative tra ciò che le unità aziendali si aspettano e ciò che l’IT è in grado di fornire.

Jason Buffington (Vice President, Market Strategy), Dave Russell (Vice President of Enterprise Strategy) e Julie Webb (Director Market Research) hanno presentato i risultati alla stampa in anteprima, ricordando come alla domanda sull’allineamento tra le aspettative delle business unit relative alla fornitura di servizi IT e la capacità dei team IT di rispettare i propri SLA, l’85% riconosce un “gap di disponibilità” tra la capacità di recupero dei sistemi che l’organizzazione si aspetta dopo un’interruzione e la capacità effettiva di recupero. “L’85% riconosce un gap di disponibilità tra la capacità di recupero dei sistemi IT attesa dopo un’interruzione e l’effettiva capacità di recupero dell’IT. Il 76% delle organizzazioni riconosce invece un gap tra la quantità di dati che potrebbe permettersi di perdere e la frequenza e i metodi che l’IT utilizza per proteggere effettivamente i dati”.

Per il terzo anno consecutivo, almeno tre aziende su quattro ha subito uno o più attacchi ransomware nei dodici mesi precedenti: Il 25% ha dichiarato di non essere stato attaccato, un numero da prendere comunque con le pinze visto che molte società di sicurezza avvertono che l’aggressore può rimanere in agguato nell’ambiente per 60-200 giorni prima di fare danni o chiedere un riscatto. Se ciò è vero, è possibile che un’alta percentuale degli intervistati non abbia ancora scoperto la violazione. Il 26% ha dichiarato di essere stato attaccato quattro o più volte nell’ultimo anno.

Aziende spesso impreparate

Come afferma il report, se si considerano gli impatti finanziari e reputazionali legati alle crisi su ampia scala, tra cui gli attacchi informatici come lo stesso ransomware, le crisi meteorologiche e altre a livello di sito, la maggior parte delle organizzazioni considera la resilienza informatica come un aspetto fondamentale di una strategia di business continuity o disaster recovery (BC/DR). Purtroppo, la preparazione al BC/DR (compresa la resilienza informatica) non sta ancora “superando” la maggior parte delle aspettative SLA.

“Alla domanda sul loro ultimo test informatico di un disastro su larga scala, solo il 58% dei server erano recuperabili come previsto. Immagina se due sistemi IT su cinque non tornassero online dopo una crisi. Alla domanda sul tempo di cui avrebbe bisogno l’IT per ripristinare 50 server, non certo una quantità rilevante di risorse per le imprese coinvolte nel sondaggio, solo il 32% ha ritenuto che l’IT potesse ripristinare i server entro una settimana lavorativa (cinque giorni). Dal punto di vista strategico, queste problematiche sono causate da altre due scelte dei team IT e della dirigenza. Prima di tutto, le organizzazioni conducono testin media solo ogni 8 mesi, creando pertanto enormi finestre in cui i cambiamenti dei sistemi in produzione precluderanno la capacità di riprendersi durante una crisi e apriranno opportunità per i criminali informatici di danneggiare o colpire i sistemi per mesi prima che la violazione venga scoperta. Inoltre, ben l’87% dei team IT utilizza metodi di ripristino manuale o scripting. Queste attività non orchestrate sono laboriose e causano ulteriore riluttanza ai test e l’incoerenza tra i test e quando tali ripristini sono effettivamente necessari”.

Budget IT in aumento

Veeam prevede che i budget per la protezione dei dati aumenteranno del 6,6% nel 2024. Questo è il secondo anno in cui l’indagine ha rivelato che la crescita della spesa per la protezione dei dati supererà quella complessiva della spesa IT rispetto alla stima del 4,3% di Gartner e il 5,4% di IDC. Pertanto, sebbene sia previsto un aumento della spesa IT, la protezione dei dati si prenderà più della sua parte, presumibilmente per proseguire nella preparazione per gli attacchi informatici così come per il panorama della produzione in continuo cambiamento che richiede approcci diversi alla protezione dei dati. “In tale scenario il 54% delle organizzazioni prevede di cambiare la propria soluzione di backup principale nei prossimi dodici mesi. Sebbene molti possano presumere che il mercato del backup sia maturo e quindi non fluttuante, i continui cambiamenti nel rapporto semestrale sulle quote di mercato di IDC relativo3 al backup e alla replica dei dati hanno sfatato questo mito ormai da anni” dicono i manager”.

Anche perché negli ultimi due anni di questo sondaggio, oltre la metà (il 54% nel 2024, il 57% nel 2023) ha dichiarato che “molto probabilmente” o “sicuramente” cambierà le soluzioni di backup. “Ed è altrettanto plausibile che le organizzazioni possano scegliere di passare dall’autogestione del proprio software concesso in licenza all’abbonamento a un’offerta di backup as-a- service gestito, anche se le tecnologie sottostanti del fornitore rimangono le stesse. Per molti, il passaggio a un servizio gestito sarà l’elemento che trasformerà i backup da sufficientemente validi in strategie ripristinabili in modo affidabile”.

Cambiano le mansioni

Il 47% degli intervistati ha espresso l’intenzione di cercare un nuovo lavoro al di fuori della propria attuale organizzazione entro i prossimi dodici mesi. Una delle principali preoccupazioni relative alle “ad un attacco informatico o di un altro disastro” include il rischio per la propria reputazione professionale. Inoltre, i partecipanti hanno espresso anche sentimenti di angoscia legati alla crescita professionale, allo sviluppo delle competenze o alla rilevanza percepita all’interno dell’organizzazione.

“Un modo consolidato con cui le organizzazioni scelgono di ridurre i rischi della propria esposizione alle carenze di manodopera o di competenze nella protezione dei dati è coinvolgere provider di BaaS o DRaaS gestiti. I provider di servizi gestiti non si limitano a garantire una conoscenza approfondita e al passo con i tempi, il monitoraggio operativo e il supporto tecnico primario, ma consentono anche alle organizzazioni di far evolvere alcuni degli esperti interni da agenti” della protezione dei dati a supervisori del monitoraggio e della gestione della protezione dei dati in outsourcing”.

Per concludere, il trittico di Veeam invita le aziende a farsi domande, prima di cercare le risposte. “Quanto siamo sicuri di poter ripristinare i nostri dati da un criminale informatico, se fosse rimasto in agguato nel nostro ambiente per tre mesi o più? Con quale velocità potremmo ripristinare il 10% della nostra server farm, se un evento ransomware la infettasse o una crisi del sito rendesse quei server inutilizzabili? Con quale frequenza testiamo queste capacità? Quali sono i parametri per il successo di questi test? Quali sono i processi per il miglioramento continuo della resilienza informatica? Stiamo eseguendo il backup dei nostri host nel cloud? E delle applicazioni SaaS e ambienti basati su container? Si tratta di domande chiave, che i dirigenti responsabili della protezione dei dati o dell’erogazione dei servizi IT dovrebbero considerare per far evolvere, in sicurezza, la propria organizzazione.

L'articolo Veeam lancia il Data Protection Trends Report 2024 proviene da Data Manager Online.

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