Via Lattea – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Mon, 08 Oct 2018 12:02:51 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png Via Lattea – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Record inquinamento luminoso, in Italia non si vede più la Via Lattea https://www.datamanager.it/2016/06/record-inquinamento-luminoso-italia-non-si-vede-piu-la-via-lattea/ Mon, 13 Jun 2016 12:30:01 +0000 http://www.datamanager.it/?p=103288 Il 77% degli italiani non vede più la Via Lattea, cancellata dall’inquinamento luminoso insieme ad altre stelle Italia e Sud Corea sono i Paesi più “abbagliati” del G20, mentre Canada e Australia sono quelli più bui. A rivelarlo è uno studio dell’ultimo atlante dell’inquinamento luminoso redatto da un’équipe internazionale guidata dell’italiano Istil, l’Istituto di scienza e […]

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Il 77% degli italiani non vede più la Via Lattea, cancellata dall’inquinamento luminoso insieme ad altre stelle

Italia e Sud Corea sono i Paesi più “abbagliati” del G20, mentre Canada e Australia sono quelli più bui. A rivelarlo è uno studio dell’ultimo atlante dell’inquinamento luminoso redatto da un’équipe internazionale guidata dell’italiano Istil, l’Istituto di scienza e tecnologia dell’inquinamento luminoso. Troppe luci inutili offuscano i cieli italiani, che non riescono più a vedere le stelle come una volta. L’atlante, corredato di immagini satellitari ad altissima risoluzione, mostra che più dell’80% del mondo e il 99% degli Stati Uniti e dell’Europa occidentale vivono sotto cieli inquinati da luce artificiale.

E’ una persona su tre a non poter contemplare la Via Lattea in Italia, un record negativo in Europa che il nostro Paese detiene tristemente.

Abuso di luci artificiali

Esistono poi alcune aree come a Singapore dove il livello di inquinamento è così elevato che gli abitanti hanno una ridotta capacità di visione notturna. Il fisico dell’Istil Fabio Falchi, che ha anche cooperato con il centro tedesco di Ricerca Geologica (Gfz), l’Università Israeliana di Haifa e l’Agenzia Statunitense per l’atmosfera e gli oceani (Noaa), ritiene che il risultato sia davvero preoccupante e “dovrebbe far riflettere coloro che, specialmente a livello politico, continuano ad opporsi ad una limitazione dell’abuso dell’illuminazione artificiale notturna”. Le informazioni contenute nell’atlante sono importanti – prosegue Falchi – “soprattutto ora che ci troviamo sulla soglia di una transizione mondiale verso la tecnologia led che, a parità di luce prodotta, potrà aumentare l’inquinamento luminoso nella parte blu dello spettro di un fattore tre”.

In Europa, i Paesi dove la Via Lattea è più visibile sono Spagna, Scozia, Norvegia, Svezia e Austria.

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Lenovo aiuta l’Agenzia Spaziale Europea a mappare la Via Lattea https://www.datamanager.it/2016/05/lenovo-aiuta-lagenzia-spaziale-europea-mappare-la-via-lattea/ Fri, 20 May 2016 12:29:34 +0000 http://www.datamanager.it/?p=101731 L’elemento chiave per ottenere il file con le informazioni finali è l’elaborazione dei dati: al completamento della missione infatti il file raggiungerà la straordinaria dimensione  di oltre un petabyte (1 milione di gigabyte) Dopo quasi cinque anni di fiducia riposta nelle soluzioni data center di Lenovo, l’Agenzia Spaziale Europea (ESA) rinnova il contratto con Lenovo […]

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L’elemento chiave per ottenere il file con le informazioni finali è l’elaborazione dei dati: al completamento della missione infatti il file raggiungerà la straordinaria dimensione  di oltre un petabyte (1 milione di gigabyte)

Dopo quasi cinque anni di fiducia riposta nelle soluzioni data center di Lenovo, l’Agenzia Spaziale Europea (ESA) rinnova il contratto con Lenovo e continua ad affidarsi a Lenovo NeXtScale per processare i grandi volumi di dati generati dal “Progetto Gaia”.

Lanciato il 19 dicembre 2013, il Progetto Gaia ha l’obiettivo di fornire una comprensione dell’origine e dell’evoluzione del cosmo migliore, registrando miliardi di stelle e generando la mappa della Via Lattea più accurata mai realizzata fino a oggi. Per compiere un censimento stellare senza precedenti, il progetto richiede una tecnologia all’avanguardia che consenta la gestione accurata e senza errori di un volume ampio di informazioni. Lenovo NeXtScale elimina i problemi legati alla gestione di una grande quantità di dati e offre prestazioni elevate, efficienza e flessibilità massime. Grazie alle soluzioni di Lenovo, è possibile controllare i diversi carichi di lavoro attraverso le funzionalità avanzate dei server.

Funzionalità di calcolo avanzate e a elevate prestazioni

Dal 2011 Lenovo lavora con il Centro Astronomico dell’Agenzia Spaziale Europea, in particolare sulla missione Gaia, per semplificare il processo di generazione dei dati scientifici per l’intera durata del progetto. Il lavoro di data processing è un elemento essenziale per ottenere il file con i dati finali di Gaia, che al completamento della missione raggiungerà la dimensione di più di un petabyte (un milione di gigabyte o l’equivalente di circa 200.000 DVD). I sistemi Lenovo utilizzati in questo progetto sono flessibili, scalabili e consentono un’elaborazione dati sicura e affidabile.

La collaborazione di Lenovo con ESA dimostra l’impegno costante profuso dalla Società nei confronti del segmento dell’High Performance Computing. Nel 2015 Lenovo ha inaugurato il proprio Global HPC Innovation Centre a Stoccarda per lo sviluppo e la promozione della ricerca e per l’analisi comparativa delle applicazioni. Dallo scorso anno, inoltre, Lenovo fa parte dell’European Technology Platform for High-Performance Computing, il think-tank che punta ad avere una parte attiva nell’individuazione delle priorità di ricerca e delle azioni necessarie a supportare la Commissione Europea nell’elaborazione dei dati che giocano un ruolo cruciale nella crescita economica europea.

Parla Wilfredo Sotolongo, VP Data Center Group, Lenovo EMEA: “I nostri clienti sono da sempre al centro di tutto quello che realizziamo. Per questo, sviluppiamo e investiamo costantemente in innovazione per offrire loro le soluzioni più competitive sul mercato per raggiungere obiettivi e successi sia in termini di mission sia di business. Collaborazioni come quelle avviate con ESA sostengono la nostra leadership e rappresentano un benchmark importante nel settore dell’elaborazione a elevate prestazioni”, dichiara Wilfredo Sotolongo, VP Data Center Group, Lenovo EMEA

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C’è vita su un altro Pianeta? La Nasa scopre un “cugino” della Terra https://www.datamanager.it/news/c-vita-su-un-altro-pianeta-la-nasa-scopre-un-cugino-della-terra-55751.html Fri, 18 Apr 2014 18:00:12 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2014/04/ce-vita-su-un-altro-pianeta-la-nasa-scopre-un-cugino-della-terra/ Se è vero che dove c’è acqua c’è vita, il pianeta roccioso di dimensioni simili a quelle della Terra identificato dall’occhio del telescopio spaziale Kepler nel nostro angolo di Via Lattea, potrebbe davvero ospitare forme di vita. L’annuncio dato dalla NASA è in realtà una notizia che aspettavamo da tempo e che non può lasciare […]

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Se è vero che dove c’è acqua c’è vita, il pianeta roccioso di dimensioni simili a quelle della Terra identificato dall’occhio del telescopio spaziale Kepler nel nostro angolo di Via Lattea, potrebbe davvero ospitare forme di vita. L’annuncio dato dalla NASA è in realtà una notizia che aspettavamo da tempo e che non può lasciare indifferenti.

Il nuovo pianeta, chiamato Kepler-186f, più grande del 10% rispetto al nostro, sembra che abbia una conformazione del tutto simile a quella della Terra, con presenza di acqua corrente allo stato liquido. E’ proprio quest’ultima la caratteristica fondamentale e il requisito essenziale che fa pensare all’esistenza della vita.

Per avere un’idea precisa delle caratteristiche di Kepler-186f basterebbe dare un’occhiata alla dettagliata carta d’identità che la rivista Science ha fornito ai suoi lettori.

Di recente gli astronomi avevano dichiarato che gli esopianeti, cioè quei pianeti con caratteristiche simili alla Terra, potrebbero essere in realtà molti più del previsto, tesi che sarebbe avvalorata dalle recenti scoperte di Kepler. Il satellite della NASA, che è stata accusata da uno scienziato di aver mentito sull’assenza di vita su Marte, è riuscito ad individuare ben 715 nuovi pianeti simili al nostro all’interno della zona cosiddetta abitabile.

Si trova nella zona abitabile

Si tratta del più esterno di cinque pianeti che ruotano intorno ad una nana rossa (una stella più piccola e fredda del nostro Sole) ad una distanza di 500 anni luce. Per dare un quadro un po’ più preciso delle distanze, la Nasa ha calcolato che Kepler-186f completa la sua orbita in 130 giorni ed è distante dalla sua stella come il Sole rispetto a Mercurio.

La notizia che dà ulteriori speranze che il pianeta possa accogliere la vita è che si trova nella zona definita “abitabile”, ovvero in uno spazio che riceve luce e calore in grado di poter mantenere acqua allo stato liquido sulla sua superficie, senza eccessi né difetti, come spiega la coordinatrice della ricerca, Elisa Quintana, dell’istituto Seti e del Centro di ricerche Ames della Nasa: il pianeta riceve dalla sua stella la «giusta» dose di luce e calore, «non troppo né troppo poco». E’ questo il discrimine fondamentale per la vita che rende Kepler-186f differente dagli altri pianeti scoperti fino adesso con caratteristiche simili alla terra. La loro eccessiva vicinanza con la propria stella rendeva infatti impossibile la presenza di acqua allo stato liquido.

Un cugino più che un gemello

Inoltre si tratta del primo pianeta scoperto in una zona abitabile che sia simile alla Terra anche per dimensioni. Anche se forse la parentela tra i due pianeti fa pensare più ad un cugino che non ad un gemello, perché la stella attorno a cui ruotano è differente per temperatura e dimensioni.

Le cosiddette nane rosse in realtà sono numerose nella Via Lattea e attirano spesso l’attenzione di chi va a caccia di forme di vita nello spazio, per alcune particolari caratteristiche. Una di questa è la longevità, che offirebbe ai pianeti che vi ruotano intorno un arco di tempo superiore durante il quale trasformarsi chimicamente per consentire l’eventuale nascita della vita. Se questa peculiarità delle nane rosse è pro-vita, d’altra parte le stelle di dimensioni ridotte sono generalmente più attive ed hanno una maggior emissione di radiazioni, caratteristiche queste che rendono più difficoltoso lo sviluppo della vita.

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Missione Gaia: l’INAF mette Oracle al centro della gestione dei dati scientifici https://www.datamanager.it/news/missione-gaia-linaf-mette-oracle-al-centro-della-gestione-dei-dati-scientifici-52909.html Mon, 20 Jan 2014 14:56:34 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2014/01/missione-gaia-linaf-mette-oracle-al-centro-della-gestione-dei-dati-scientifici/ Per creare una mappa tridimensionale completa della Via Lattea, INAF ha sviluppato un sistema per immagazzinare ed elaborare i dati che verranno raccolti dal satellite Gaia nei prossimi 5 anni

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Per creare una mappa tridimensionale completa della Via Lattea, INAF ha sviluppato un sistema per immagazzinare ed elaborare i dati che verranno raccolti dal satellite Gaia nei prossimi 5 anni

L’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) ha scelto la tecnologia Oracle per portare avanti con efficacia il proprio lavoro di ricerca nell’ambito di Gaia, la missione del programma scientifico dell’ESA (European Space Agency) che ha lo scopo di ottenere una mappa tridimensionale della Via Lattea. In particolare Oracle Database e Oracle Enterprise Manager sono alla base del sistema del Data Processing Center italiano (DPCT), collocato presso ALTEC, sviluppato per raccogliere, gestire ed elaborare i dati e i risultati scientifici legati alla missione Gaia.

L’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF), con il supporto dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI), ha scelto la tecnologia Oracle per portare avanti con efficacia il proprio lavoro di ricerca nell’ambito di Gaia, la missione del programma scientifico dell’ESA (European Space Agency) che ha lo scopo di ottenere una mappa tridimensionale completa della Via Lattea. In particolare, per ottenere la massima efficienza possibile nell’immagazzinamento e nell’elaborazione scientifica dei dati raccolti dal satellite Gaia, l’INAF ha puntato su Oracle Database e Oracle Enterprise Manager, confermando così il valore di analoghe scelte già compiute in questa direzione da altre autorevoli istituzioni scientifiche internazionali, come il CERN di Ginevra.

Dopo una lunga fase preparatoria, la missione dell’ESA ha preso ufficialmente il via il 19 dicembre scorso, con il lancio del satellite Gaia e il suo posizionamento in orbita. Nell’arco dei prossimi 5 anni, l’Istituto Nazionale di Astrofisica si occuperà dunque di gestire e rendere accessibile fino a un petabyte di dati astronomici (equivalenti a 1 milione di gigabyte) che verranno generati dall’attività di osservazione del satellite (circa cento miliardi le osservazioni elementari previste) e che riempiranno l’archivio di missione presso il Data Processing Center italiano, il DPCT.

Per poter sostenere le attività di gestione di una mole di dati così importante, l’INAF aveva bisogno di un sistema ad elevatissima disponibilità, estremamente affidabile e sicuro. Nei quattro anni che hanno preceduto il lancio di Gaia, dunque, INAF e ALTEC (il centro di eccellenza italiano per la fornitura di servizi ingegneristici e logistici a supporto delle operazioni della Stazione Spaziale Internazionale, che gestisce operativamente anche il DPCT) hanno sviluppato un’infrastruttura tecnologica che si basa su tre istanze di Oracle Database per le attività di sviluppo, di produzione e di archiviazione destinate alla missione Gaia. Insieme a Oracle Database, è stata implementata l’opzione Oracle Advanced Compression, per ridurre le dimensioni degli enormi volumi di dati attesi. In questo modo sarà possibile abbassare i costi legati alle infrastrutture hardware necessarie per l’archiviazione e ridurre i tempi di back up.

È stato inoltre implementato Oracle Enterprise Manager per gestire in modo efficiente le molteplici istanze di Oracle Database della missione e la loro collocazione in Oracle Real Application Clusters, arrivando così a gestire istantaneamente fino a oltre 1200 operazioni simultanee. Oracle Enterprise Manager, inoltre, offre un accesso affidabile ai dati conservati nelle varie istanze Oracle Database alle numerose applicazioni e sistemi di terze parti che controllano e verificano il corretto funzionamento dei satelliti e della strumentazione astronomica.

Nell’importante fase di preparazione al lancio, durata quattro anni, gli specialisti di Oracle Advanced Customer Support Services hanno supportato l’INAF e ALTEC nello sviluppo del sistema e nel suo test, attraverso simulazioni pratiche e lo sviluppo di funzionalità per Oracle Database orientate specificatamente all’analisi astronomica.

“La nostra attività nel contesto della missione Gaia ci porterà a dover gestire una mole di informazioni enorme, un preziosissimo patrimonio di dati astronomici che, oltretutto, dovranno essere preservati per tutto il XXI secolo ed oltre”, ha affermato Roberto Morbidelli, Scientific Operation Manager dell’Istituto Nazionale di Astrofisica. “Oracle si è già dimostrato in altri contesti di ricerca prestigiosi il partner tecnologico ideale per gestire progetti scientifici di queste dimensioni: siamo dunque certi che anche per INAF la scelta fatta si rivelerà vincente. La tecnologia Oracle è stata selezionata in particolare per l’affidabilità, scalabilità dimostrate e la prevedibile adeguata evoluzione tecnologica nei prossimi anni, ma anche per la competenza messa a disposizione dagli esperti Oracle per lo sviluppo di funzionalità ad hoc a sostegno della ricerca scientifica che portiamo avanti”.

“Siamo orgogliosi di poter contribuire con la nostra tecnologia a un progetto di ricerca internazionale così importante e ambizioso come la missione Gaia” ha commentato Pierfrancesco Di Giuseppe, Country Leader di Oracle Italia. “La scelta dell’INAF è un’ulteriore conferma della capacità di Oracle di sostenere in modo semplice ed efficace petabyte di Big Data”.

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Hubble fotografa galassie antichissime e più luminose del previsto https://www.datamanager.it/news/hubble-fotografa-galassie-antichissime-e-pi-luminose-del-previsto-52649.html Thu, 09 Jan 2014 13:47:33 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2014/01/hubble-fotografa-galassie-antichissime-e-piu-luminose-del-previsto/ Il telescopio Hubble ha fotografato galassie vecchie di 13 miliardi di anni che sono più luminose del previsto

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Il telescopio Hubble ha fotografato galassie vecchie di 13 miliardi di anni che sono più luminose del previsto

Hubble, dopo aver scovato altri 5 pianeti extra-solari con presenza di acqua, continua il suo lavoro di ricerca anche nel 2014. Il satellite della NASA è riuscito nell’impresa di fotografare galassie vecchie di 13 miliardi di anni, cioè durante l'”infanzia” dell’Universo, con l’aiuto del satellite Spitzer. La scoperta ha però lasciato perplessi gli astronomi, che non si aspettavano di vedere quello che Hubble ha invece immortalato.

Troppo luminose per essere così antiche

I ricercatori dell’Università della California, a Santa Cruz, hanno rilevato che le galassie fotografate da Hubble erano molto luminose e sebbene fossero molto più piccole della Via Lattea, che sarà esplorata dalla sonda dell’Esa Gaia, producevano stelle 50 volte più velocemente di altri ammassi di astri più estesi.

“Abbiamo osservato – ha spiegato Garth Illingworth, uno degli autori principali dello studio – strani fenomeni, indipendentemente dal tipo di sorgente. Improvvisamente abbiamo visto galassie luminose e massicce crescere rapidamente in un passato così lontano. E’ qualcosa di molto inaspettato”.

Recentemente il telescopio Planck è riuscito a fotografare anche il fondo cosmico a microonde generato dal Big Bang.

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Missione Gaia: l’ESA mapperà un miliardo di stelle grazie al database Cachè di InterSystems https://www.datamanager.it/news/missione-gaia-lesa-mapper-un-miliardo-di-stelle-grazie-al-database-cach-di-intersystems.html Wed, 08 Jan 2014 11:47:22 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2014/01/missione-gaia-lesa-mappera-un-miliardo-di-stelle-grazie-al-database-cache-di-intersystems/ Lanciato in orbita il 19 dicembre, il satellite Gaia disegnerà la mappa in 3D dell’universo; il database Cachè processa decine di migliaia di oggetti al secondo

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Lanciato in orbita il 19 dicembre, il satellite Gaia disegnerà la mappa in 3D dell’universo; il database Cachè processa decine di migliaia di oggetti al secondo

InterSystems, provider mondiale di tecnologie avanzate per applicazioni realmente innovative, annuncia che l’Agenzia Spaziale Europea (ESA) utilizza il database Cachè ad elevate prestazioni per processare i dati della missione Gaia, con l’obiettivo di disegnare la mappa della via Lattea con una precisione senza precedenti.

Il satellite Gaia, lanciato in orbita il 19 dicembre, acquisirà dati su un miliardo di stelle nella nostra galassia e creerà una mappa dell’universo in 3D, rivelando nuovi aspetti sulla formazione della Via Lattea.

Gaia completerà 10 perlustrazioni del cielo in 5 anni, registrando con grande accuratezza posizione, movimento e cambiamenti nella luminosità delle stelle. Ci si aspetta che scopra centinaia di migliaia di nuovi corpi celesti, dai pianeti al di fuori del sistema solare fino alle stelle nane. Gaia vedrà fino a un milione di asteroidi e comete nel nostro sistema solare.

A causa del grande volume di dati che saranno acquisiti e analizzati dall’Agenzia Spaziale Europea, la missione richiede un database dalle prestazioni estremamente elevate. L’ESAC (European Space Astronomy Center) di Madrid ha scelto Cachè per gestire alcuni dei requisiti di processo per le ricerche dati del satellite.

William O’ Mullane, manager delle operazioni scientifiche della missione Gaia per ESA, ha dichiarato: “Cachè ci garantisce prestazioni e scalabilità considerevolmente superiori rispetto a quelle offerte da altri database. Siamo in grado di immagazzinare decine di migliaia di oggetti Java al secondo direttamente dentro Cachè e di eseguire ricerche SQL sui dati”.

Cesare Guidorzi, Country Manager di InterSystems Italia, ha aggiunto “Siamo entusiasti che l’ESA ci abbia scelto come partner; la missione Gaia è il più grande progetto di data processing mai intrapreso in astronomia. Come prova questa referenza di eccellenza, Cachè soddisfa le necessità dei più esigenti progetti Big Data ed è utilizzato nel mondo in molteplici progetti in diversi settori, dal militare al sanitario, dalla ricerca scientifica alle missioni aerospaziali, dall’industria del cibo alla logistica delle merci. In Italia in particolare lo stiamo proponendo per la gestione di grandi quantità di dati in ambito sanitario, manifatturiero e finanziario”.

Aggiornamenti sulla missione Gaia sono disponibili al blog dell’Agenzia Spaziale Europea.

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Gaia: la sonda dell’Esa che fotograferà le stelle della Via Lattea https://www.datamanager.it/news/gaia-la-sonda-dellesa-che-fotografer-le-stelle-della-lattea-52458.html Thu, 19 Dec 2013 14:11:40 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/12/gaia-la-sonda-dellesa-che-fotografera-le-stelle-della-via-lattea/ Oggi la sonda dell'Esa Gaia è giunta nello Spazio per fotografare le stelle della nostra galassia e creare così una mappa in tre dimensioni della Via Lattea

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Oggi la sonda dell’Esa Gaia è giunta nello Spazio per fotografare le stelle della nostra galassia e creare così una mappa in tre dimensioni della Via Lattea

Poche ore fa Gaia, la sonda dell’Agenzia spaziale europea il cui compito sarà quello di fotografare le stelle della Via Lattea, ha lasciato lo spazioporto di Kourou, nella Guyana Francese, a bordo di un missile Soyuz. Il satellite è stato realizzato da Astrium e il costo dell’intera missione si aggira attorno al miliardo di euro.

Gaia: il fotografo delle stelle

La missione di Gaia avrà una durata di cinque anni, durante i quali la sonda fotograferà oltre 1 miliardo di stelle per creare una mappa 3D della nostra galassia. Ogni astro verrà misurato 70 volte, permettendo a Gaia di raccogliere informazioni sulla sua velocità, posizione, colore e luminosità. Le immagini saranno scattate con una fotocamera dalla straordinaria risoluzione di un milardo di pixel.

“L’enorme catalogo di stelle che realizzerà Gaia – ha spiegato Giuseppe Sarri, capo del progetto per l’Esa – sarà il più grande di sempre e darà lavoro agli astronomi per decenni”.

Rimanendo in tema di Spazio, la sonda europea Cassini ha scattato un’istantanea in cui Terra e Saturno compaiono sovrapposti mentre il satellite GOCE, che ha mappato il geoide terrestre, è caduto sulla Terra senza danno dopo aver concluso la sua missione.

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Esopianeti: i gemelli della Terra sono più del previsto https://www.datamanager.it/news/esopianeti-i-gemelli-della-terra-sono-pi-del-previsto-51003.html Tue, 05 Nov 2013 19:00:14 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/11/esopianeti-i-gemelli-della-terra-sono-piu-del-previsto/ L'Università di Berkley ha stimato che nella zona abitabile della Via Lattea attorno al 22% delle stelle orbitano pianeti con carattristiche simili alla Terra

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L’Università di Berkley ha stimato che nella zona abitabile della Via Lattea attorno al 22% delle stelle orbitano pianeti con carattristiche simili alla Terra

L’incessante ricerca dell’umanità di altre forme di vita nell’Universo potrebbe essere meno difficile del previsto. L’equipe di ricercatori dell’Università di Berkeley guidata da Erik Petigura ha stimato che nella fascia abitabile della Via Lattea, cioè quella parte di Spazio dove è possibile la presenza di acqua, ci sarebbero 8,8 miliardi di pianeti simili alla Terra e che potrebbero quindi ospitare la vita.

La Terra ha più gemelli del previsto

Grazie ai dati forniti dal satellite della NASA Kepler, che ha scoperto due esopianeti prima di rompersi, si è scoperto che attorno al 22% delle circa 50 miliardi di stelle della nostra galassia orbitano pianeti con densità e dimensioni simili alla Terra. Se si considerano anche le nane rosse, categoria di astri molto frequente nella nostra galassia, i pianeti potenzialmenti abitati salgono da 8,8 a 20 miliardi. Secondo gli scienziati il gemello della Terra più vicino si trova a 12 anni luce ed è visibile a occhio nudo, a meno che non si trovi la prova definitiva che Marte ha ospitato in passato la vita. L’ultimo esopianeta scoperto si chiama Kepler 78b e dista 700 anni luce da noi.

Il prossimo passo degli astronomi è studiare l’atmosfera di questi corpi celesti per scoprire se possono sostenere la vita.

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Trovati due pianeti simili alla Terra nella nostra galassia https://www.datamanager.it/news/trovati-due-pianeti-simili-alla-terra-nella-nostra-galassia-46181.html Fri, 19 Apr 2013 09:53:14 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/04/trovati-due-pianeti-simili-alla-terra-nella-nostra-galassia/ La NASA ha scoperto due pianete con caratteristiche simili alla Terra nella Via Lattea. Distanti oltre 2000 anni luce, ci sono elevate possibilità sia presente acqua liquida e forse anche la vita

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La NASA ha scoperto due pianete con caratteristiche simili alla Terra nella Via Lattea. Distanti oltre 2000 anni luce, ci sono elevate possibilità sia presente acqua liquida e forse anche la vita

Il telescopio Kepler della NASA, che è sotto attacco hacker da due anni, ha scovato due pianeti, battezzati Kepler 62e e Kepler 62-7, che hanno caratteristiche simili alla Terra. I due corpi celesti ruotano vicino alla stella Kepler 62 nella zona dove è possibile la presenza di acqua liquida e quindi la vita.  

Due gemelli della Terra

I due pianeti, distanti 2000 anni luce dalla Terra, hanno dimensioni molto simili al nostro Pianeta. La scoperta è avvenuta grazie alla tecnica dei transiti. Analizzando le fluttuazioni di luminosità quando la stessa attorno cui ruotano gli passa davanti si è ipotizzato che i due corpi celesti potrebbero avere una composizione rocciosa o addirittura ghiacciata. Il ritrovamento di Kepler 62e e Kepler 62-7 segue quello di un pianeta extrasolare grande come la Luna.

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