WAN – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Sun, 07 Oct 2018 16:50:45 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png WAN – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Cisco porta visibilità e intuizione nel punto più cieco dell’IT: la WAN https://www.datamanager.it/2018/03/cisco-porta-visibilita-intuizione-nel-punto-piu-cieco-dellit-la-wan/ Tue, 13 Mar 2018 14:53:03 +0000 http://www.datamanager.it/?p=143426 Cisco porta il networking intuitivo nella WAN (Wide Area Network) con nuove soluzioni di Assurance e Analytics Cisco ha annunciato importanti innovazioni che hanno l’obiettivo di portare visibilità all’interno del punto più cieco dell’IT: la Wide-Area Network (WAN). Costituita da svariate reti ormai al di fuori del controllo dell’IT, la WAN connette il personale alle […]

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Cisco porta il networking intuitivo nella WAN (Wide Area Network) con nuove soluzioni di Assurance e Analytics

Cisco ha annunciato importanti innovazioni che hanno l’obiettivo di portare visibilità all’interno del punto più cieco dell’IT: la Wide-Area Network (WAN). Costituita da svariate reti ormai al di fuori del controllo dell’IT, la WAN connette il personale alle applicazioni aziendali, indipendentemente da dove esso si trovi. La natura frammentata della WAN fa sì che l’IT spesso non sia in grado di determinare in modo esatto quali siano i problemi né di ottenere informazioni in tempo reale. Oggi, grazie a Cisco, sarà possibile prevedere possibili problemi nelle WAN prima che si verifichino, oppure isolarli e risolverli rapidamente qualora si siano già verificati.

Negli ultimi anni, l’aumento degli ambienti IT multicloud ha intensificato la complessità già nota delle WAN e ne ha moltiplicato le sfide per l’IT. Un’indagine sulle SD-WAN condotta da IDC a livello globale nel 2017 ha rilevato che, per quasi 3 imprese su 10, uno dei principali problemi delle WAN è il blackout di rete, con altrettante aziende che ammettono di aver bisogno di una migliore visibilità e analisi per gestire le prestazioni delle applicazioni SaaS e della WAN.

Nell’ambito di un percorso che vede Cisco in prima linea nel portare innovazione al mercato con l’introduzione della rete intuitiva, oggi Cisco estende questa rivoluzione alla WAN. Le innovazioni introdotte con questo annuncio, intendono fornire all’IT quella visibilità e intuizione, che, quanto mai vitali nell’ambito della rete WAN, contribuiranno a mantenere le aziende attive ed efficienti:

  • Cisco SD-WAN vAnalytics fornisce all’IT visibilità, previsioni per una corretta pianificazione delle applicazioni e della larghezza di banda, scenari “what-if” e raccomandazioni attuabili.
  • Cisco Meraki™ Insight aiuta gli amministratori IT a ottimizzare l’esperienza dell’utente finale, fornendo una utile comprensione delle prestazioni delle applicazioni WAN e SaaS, riducendo in modo significativo il tempo necessario per isolare e risolvere i problemi.

“Ci siamo prefissi l’ambizioso obiettivo di trasformare l’intera rete, dal campus alle filiali, dal data center all’edge,” ha dichiarato Scott Harrell, senior vice president e general manager, Enterprise Networking di Cisco. “La WAN è una porzione centrale della rete ed è una delle più difficili da gestire. Con queste innovazioni, ci avviciniamo alla realizzazione di una rete intuitiva end-to-end per aiutare i nostri clienti ad eliminare i tempi di inattività e a risparmiare sui possibili fermi macchina.”

Cisco offre una gamma completa di servizi per aiutare i clienti ad accelerare il passaggio alla rete intuitiva per la rete WAN. Gli esperti di servizi Cisco possono aiutare i clienti a creare una roadmap personalizzata per realizzare una rete più veloce, reattiva e ad altissime prestazioni.

Cisco SD-WAN vAnalytics

La soluzione di gestione della rete basata sulla tecnologia Viptela®, Cisco SD-WAN è stata progettata come soluzione SaaS basata su cloud e fornisce dati, analisi e azioni correttive completi su tutta la rete WAN, incluse filiali, endpoint multicloud e molteplici service provider. Grazie a vAnalytics, i clienti possono prevedere il modo in cui potenziali cambiamenti alle policy nella WAN potrebbero influenzare le prestazioni delle applicazioni. Inoltre, vAnalytics può anche fornire raccomandazioni intelligenti per il migliore utilizzo delle applicazioni. Per esempio, con vAnalytics, le aziende possono comprendere meglio la risposta dell’infrastruttura WAN come l’installazione di telecamere di videosorveglianza su IP o di un’applicazione basata su cloud estesa su più filiali. vAnalytics può supportare le imprese nell’identificazione dei punti di stress e delle modifiche alle policy necessarie, alleggerendo l’IT di qualche preoccupazione.

“Con oltre 600 filiali e più di 5.000 dipendenti, utilizziamo molto le applicazioni cloud e il nostro ambiente di lavoro è sempre connesso, per fornire i servizi ai nostri clienti”, ha dichiarato Peter Castle, senior network engineer di Reece Ltd. “Per la nostra attività è essenziale una rete WAN sicura, scalabile e ad alte prestazioni. Con vManage, possiamo distribuire rapidamente a livello centrale le applicazioni e i servizi alle filiali e abbiamo migliorato moltissimo la disponibilità delle filiali e l’utilizzo della banda grazie ai dati e alle analisi fornite da questa piattaforma. Siamo sicuri che grazie la visibilità ancora più approfondita sulle applicazioni che vAnalytics ci fornirà, potremo avere ulteriori vantaggi”.

Cisco Meraki Insight

Nell’annuncio di oggi Cisco Meraki rende disponibile anche Meraki Insight, un nuovo strumento integrato nel pannello di controllo Meraki appositamente studiato per aiutare l’IT a migliorare l’esperienza degli utenti finali. La soluzione fornisce visibilità end-to-end con applicazioni e funzionalità di analisi delle prestazioni WAN. Grazie a Meraki Insight, i clienti possono comprendere e risolvere problemi interni ed esterni che avrebbero impatto negativo sull’esperienza dell’utente per le applicazioni ospitate in un data center remoto o nel cloud. Meraki Insight aiuta l’IT a risolvere più rapidamente le problematiche relative alle prestazioni individuando con maggiore precisione la fonte del problema.

“In Extra Space Storage, stiamo spostando un numero crescente di applicazioni business-critical nel cloud, e per questo è indispensabile poter contare su reti ad elevate prestazioni “, ha dichiarato Jacob Stimpson, analista senior, IT Business di Extra Space Storage. “Meraki Insight ci dà visibilità sulla rete e sulle applicazioni SaaS di cui abbiamo bisogno per risolvere rapidamente i problemi e garantire un’esperienza eccellente agli utenti finali”.

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Le reti, spina dorsale della digital business transformation https://www.datamanager.it/2015/09/le-reti-spina-dorsale-della-digital-business-transformation/ Fri, 25 Sep 2015 15:00:50 +0000 http://www.datamanager.it/?p=84288 Un nuovo studio di IDC sottolinea il ruolo critico di LAN e WAN nei processi d’innovazione aziendale e il loro alto grado di priorità nei piani d’investimento. Cisco e Telecom Italia | TIM incontrano le aziende insieme ad IDC Il sempre più marcato spostamento delle aziende verso le tecnologie della Terza Piattaforma sta mettendo in […]

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Un nuovo studio di IDC sottolinea il ruolo critico di LAN e WAN nei processi d’innovazione aziendale e il loro alto grado di priorità nei piani d’investimento. Cisco e Telecom Italia | TIM incontrano le aziende insieme ad IDC

Il sempre più marcato spostamento delle aziende verso le tecnologie della Terza Piattaforma sta mettendo in evidenza l’importanza delle infrastrutture di rete – LAN e WAN – e sottolineando il loro ruolo abilitante nel processo più globale di digital business transformation. Uno studio di IDC condotto quest’anno su oltre 900 aziende europee conferma come buona parte delle imprese stia proprio ora investendo per migliorare le prestazioni delle reti.

Per il 51% delle aziende europee, il potenziamento dei livelli di sicurezza della rete aziendale è l’investimento tecnologico principale per il prossimo triennio. Il 50% delle aziende cita il cloud e il 49% l’upgrade dell’esistente infrastruttura di rete o l’incremento di banda. Seguono più a distanza il miglioramento delle capacità di backup/recovery e la predisposizione per attività di Big Data Analytics. “Due delle prime tre priorità d’investimento ICT delle aziende europee riguardano quindi direttamente la rete, mentre la terza, il cloud, risulta da quest’ultima chiaramente abilitata”, sottolinea Daniela Rao, TLC research & consulting director di IDC Italia.

Il miglioramento del livello di sicurezza della rete aziendale è considerato l’investimento principale soprattutto nei settori finanziario, manifatturiero, pubblico e dei trasporti, evidenzia IDC, mentre il potenziamento di infrastruttura/banda è ritenuto prioritario nel commercio e ancora nei trasporti.
Per assicurare un accesso continuo, sostenibile e ad alte prestazioni alle applicazioni, i data center interni ed esterni e i servizi cloud saranno progressivamente integrati nelle reti aziendali, anche in ambienti hybrid cloud, afferma IDC. Le aziende dovranno quindi adottare soluzioni di rete in grado di migliorare i livelli di prestazione, garantire la massima flessibilità e ottimizzare i costi.

La scelta sarà se farlo in casa con le proprie forze o se viceversa esternalizzare parte o tutti i servizi di rete. Che CIO e network manager possano anche contare sul supporto di operatori esterni specializzati è testimoniato dall’indagine di IDC: il 22% delle aziende europee già utilizza stabilmente servizi di network outsourcing e un ulteriore 40% afferma che nell’arco del prossimo anno prenderà in considerazione l’adozione di servizi di outsourcing delle rete o l’estensione di quelli precedentemente adottati.

Proprio per aiutare CIO e network manager a esplorare e comprendere quali strategie per la gestione e l’evoluzione della rete aziendale adottare a sostegno della trasformazione digitale, Cisco e Telecom Italia | TIM in collaborazione con IDC incontreranno le aziende italiane in occasione di due eventi che si terranno a Milano il 20 ottobre e a Padova il 4 novembre. “Network Services Transformation: le sfide di oggi, i punti di forza di domani”, questo il titolo del doppio appuntamento, costituirà un’opportunità unica per conoscere direttamente dagli analisti di IDC e dagli esperti di due dei principali player del mercato quale evoluzione avranno le LAN-WAN nelle aziende italiane, come gestire ambienti di rete sempre più complessi e performanti, quali benefici attendersi dalle soluzioni di outsourcing. Chairman dell’evento sarà Daniela Rao di IDC.

“Se è vero che le reti sono il motore della trasformazione digitale delle imprese, dobbiamo prendere atto che secondo un numero sempre crescente di aziende sono proprio le attività di gestione della rete a rallentare il business e le opportunità di crescita”, commenta Alberto Degradi, Infrastructure Architecture Leader di Cisco Italia. “La tecnologia deve aiutare le aziende a eliminare questa complessità. Meraki è un sistema molto utile sia a chi deve amministrare reti estese, sia a chi ha pochi Access Point da gestire cui offre le stesse funzionalità di classe enterprise. In ogni ambiente può confermarsi una soluzione senza confronti”.

“I servizi di outsourcing costituiscono, per Telecom Italia | TIM, l’elemento abilitante del nuovo scenario che porta le aziende ad affidarsi, ora più che mai, all’efficienza del Network Enterprise e alla possibilità di connettersi senza soluzione di continuità quando le persone lavorano e utilizzano le applicazioni cloud based”, aggiunge Stefano Mattevi, responsabile Segment Marketing Direct Channel Telecom Italia. “Grazie agli investimenti nelle reti ultrabroadband fisse e mobili di ultima generazione, possiamo aiutare i nostri clienti ad affrontare la complessità di gestione richiesta alle attuali infrastrutture di connettività in termini di incremento del traffico e di utilizzo di device e servizi distribuiti in rete”.

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Barracuda lancia il potente appliance desktop F280 della linea NG Firewall https://www.datamanager.it/news/barracuda-lancia-il-potente-appliance-desktop-f280-della-linea-ng-firewall-53278.html Sun, 02 Feb 2014 08:00:02 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2014/02/barracuda-lancia-il-potente-appliance-desktop-f280-della-linea-ng-firewall/ Il nuovo modello introduce un’avanzata ottimizzazione WAN e Content Security integrata per le postazioni da remoto

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Il nuovo modello introduce un’avanzata ottimizzazione WAN e Content Security integrata per le postazioni da remoto

Barracuda Networks annuncia la disponibilità della nuova soluzione Barracuda NG Firewall F280. Il nuovo modello introduce funzionalità firewall di nuova generazione e velocità di trasmissione di un gigabit Ethernet completo anche per filiali e postazioni da remoto.

Barracuda NG Firewall F280 fornisce alle sedi distaccate funzioni proprie dei firewall di nuova generazione, quali:

· Sicurezza – Tutte le caratteristiche dell’ultima versione Barracuda NG Firewall 5.4.2, tra cui rilevamento delle applicazioni, intercettazione SSL e protezione IPS e malware

· Flessibilità – Accesso a internet diretto, veloce e sicuro e risorse cloud private o pubbliche

· Disponibilità – Disponibilità del 99.99 percento di tutte le risorse business critical

· Connettività – Virtualizzazione WAN in base all’applicazione integrata

· Mobilità – Wireless integrato per i dispositivi mobili

· Controllo – Gestione centralizzata grazie a Barracuda Control Center

“Il nuovo Barracuda NG Firewall F280 offre le potenti funzionalità firewall di nuova generazione del nostro Barracuda NG Firewall ed è stato pensato per le succursali delle aziende” spiega Klaus Gheri, VP Network Security di Barracuda. “Insieme a Barracuda Control Center, permette agli amministratori di gestire centralmente i dispositivi, impostando le policy un’unica volta ed eseguendole ovunque. Ciò ne fa una soluzione eccezionale per le organizzazioni distribuite che richiedono capacità di firewall di nuova generazione negli uffici più piccoli”.

Barracuda NG Firewall è un network firewall di fascia enterprise che coniuga le funzionalità dei firewall di nuova generazione – basate su visibilità delle applicazioni e user-identity awareness – con efficienza e throughput ottimali. Barracuda NG Firewall risponde alle esigenze delle organizzazioni in termini di scalabilità elevata, semplicità e gestione efficente, basso consumo di risorse e alte prestazioni delle applicazioni business-critical. Ottimizzazione WAN, gestione centralizzata e content filtering e reporting in modalità cloud sono solo alcune delle funzionalità chiave. Barracuda NG Firewall è inoltre disponibile come appliance virtuale. 

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Cisco estende l’Application-centric Infrastructure (ACI) alle reti di accesso e WAN https://www.datamanager.it/news/cisco-estende-l-application-centric-infrastructure-aci-alle-reti-di-accesso-e-wan-53236.html Fri, 31 Jan 2014 09:24:39 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2014/01/cisco-estende-lapplication-centric-infrastructure-aci-alle-reti-di-accesso-e-wan/ Cisco amplia l’Application Policy Infrastructure Controller (APIC) per unificare l’automazione e la gestione di rete lungo il data center e la rete enterprise

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Cisco amplia l’Application Policy Infrastructure Controller (APIC) per unificare l’automazione e la gestione di rete lungo il data center e la rete enterprise

La rete è fondamentale per connettere miliardi di oggetti, persone e applicazioni che formano l’Internet of Everything, e per questo motivo i professionisti dell’IT devono poter fornire applicazioni altamente performanti ai data center, così come alle reti WAN (wide-area networks) e LAN (local access networks). Gran parte delle organizzazioni IT devono destreggiarsi tra la ampiezza e la complessità delle proprie reti, eseguendo lavoro operativo manuale su ciascun dispositivo, attività che occupa dall’80% al 90% del loro tempo.

Per permettere alle organizzazioni IT di far fronte a tale situazione, Cisco ha ampliato la soluzione Application Centric Infrastructure (ACI) con Cisco Application Policy Infrastructure Controller (APIC) Enterprise Module, portando la soluzione ACI oltre al data center, fino alle reti WAN e di accesso.

Cisco ha aggiornato il proprio portfolio data center e networking perché sia più aperto, programmabile e sicuro, e questa estensione di APIC offre funzionalità SDN (software Defined Networking) che permettono di essere più pronti e reattivi alle esigenze dinamiche delle applicazioni e degli utenti.

Inoltre, oggi, Cisco ha presentato un’innovativa soluzione cloud ibrida, Cisco InterCloud – che apre la strada per cloud pubblici, privati e ibridi interoperabili e altamente sicuri. L’ampliamento del proprio portfolio conferma l’impegno di Cisco verso tutto ciò che è aperto e dimostra l’estremo valore del modello partner-led adottato dall’azienda.

Cisco APIC

L’ampliamento dell’Enterprise Module del Cisco Application Policy Infrastructure Controller (APIC) permette alle organizzazioni IT di avere visibilità completa delle proprie reti, automatizzando le configurazioni di rete e delle policy e gestendo allo stesso tempo le applicazioni nelle reti WAN e di accesso. Questo processo automatico può gestire le attività complesse e ripetitive tradizionali, liberando il personale IT dalle attività meno importanti in modo che possano concentrarsi su attività più strategiche che gli permetteranno di ampliare il proprio business.

Principali aspetti dell’annuncio:

Cisco APIC Enterprise Module permette di vedere la rete come unica entità, invece che i singoli elementi di rete. Ne risulta una minore complessità della rete, un avvio più rapido delle applicazioni nelle infrastrutture wired e wireless, e attività di gestione e troubleshooting di rete più efficienti.

Cisco APIC libera l’IT da determinate attività come la configurazione dei dispositivi di rete e la modifiche delle policy su ciascun dispositivo. Ad esempio, permette di automatizzare l’invio delle modifiche alle configurazioni e alle policy a ciascun componente della rete invece che impiegare una risorsa IT per effettuare manualmente l’aggiornamento. Inoltre, permette di adattare automaticamente le policy ai cambiamenti di rete, che sarebbero difficilmente impostabili in altro modo. In questo modo, l’ IT può dedicarsi alla creazione di applicazioni business innovative utilizzando l’intelligenza di rete, e avere un impatto diretto sul business.

Inoltre, Cisco APIC supporta sia le nuove infrastrutture che quelle esistenti, supportando un certo numero di API (Application Programming Interfaces), incluse OpenFlow, Cisco onePK e Command Line Interface (CLI). Cisco APIC Enterprise Module supporta inoltre sia i nuovi dispositivi SDN così come i dispositivi di rete Cisco meno recenti, permettendo la stessa automazione IT con Cisco ACI per l’ampia base di installato, senza l’esigenza di dover rimpiazzare i dispositivi di rete esistenti per beneficiare di queste nuove funzionalità.

Cisco APIC Enterprise Module è composto da tre elementi: un database consolidato delle informazioni di rete, un’infrastruttura per le policy e l’automazione. Insieme, questi tre elementi ampliano notevolmente l’automazione e l’agilità della rete, riducendo il tempo che l’IT utilizza per le attività operative fino al 36%.

Dal punto di vista della sicurezza, Cisco APIC automatizza il rilevamento e la mitigazione delle minacce in tutta la rete, integrando le soluzioni di sicurezza Cisco Sourcefire.

Per ciò che riguarda la gestione della conformità tra le filiali e le sedi principali, Cisco APIC fornisce QoS (Quality of Service) lungo tutta la rete, e velocizza le implementazioni Intelligent WAN (IWAN). Inoltre, può essere utilizzato con soluzioni di terze parti per fornire orchestrazione e gestione WAN end-to-end.

In questo post blog, Jeff Reed, vice president and general manager of SDN Cisco’s Enterprise Networking Group spiega come i clienti utilizzano questa soluzione e quali sono i benefici che ne derivano.

Scopri come Cisco APIC Enterprise Module sfrutta Gluware Intelligent Orchestration Engine, anch’essa presentata in questi giorni da Glue Networks, partner Cisco. 

In questo post blog, Citrix parlerà di come stanno abilitando le applicazioni grazie al supporto end-to-end per Cisco Open Network Environment (ONE).

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Virtualizzare e consolidare, ecco le priorità dei CIO per i prossimi mesi https://www.datamanager.it/news/virtualizzare-e-consolidare-ecco-le-priorit-dei-cio-i-prossimi-mesi-49992.html Thu, 26 Sep 2013 08:38:50 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/09/virtualizzare-e-consolidare-ecco-le-priorita-dei-cio-per-i-prossimi-mesi/ Lo rivela un’indagine commissionata da Riverbed Technology effettuata nell’area EMEA sulle principali esigenze IT

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Lo rivela un’indagine commissionata da Riverbed Technology effettuata nell’area EMEA sulle principali esigenze IT

Una ricerca commissionata da Riverbed Technology, l’application performance company, realizzata dalla società di ricerca Vanson Bourne, che ha coinvolto 400 CIO dell’area EMEA, rivela che il 70% dei decision maker IT è concentrato sulla centralizzazione delle applicazioni.

Il 50% degli intervistati dichiara che la virtualizzazione del server rappresenta uno dei principali interessi di investimento, il 40% indica il consolidamento del data center come priorità, mentre per il 34% è di fondamentale importanza il consolidamento dello storage.

Il 68% dei CIO sta pianificando un progetto di consolidamento, indicando la sicurezza dei dati come fattore chiave di ogni iniziativa. Tra le motivazioni che conducono al consolidamento, sono citate anche la necessità di ridurre i costi di gestione di server distribuiti a livello delle filiali (58%) e l’esigenza di maggiore controllo degli upgrade di applicazioni e server (49%).

Risto Wieland, director IT di Swiss Re, una delle aziende coinvolte nella ricerca, ha spiegato il perché del progetto di consolidamento: “Avevamo bisogno di semplificare la gestione della nostra rete consolidando le applicazioni nel data center e rimuovendo il numero più elevato di server. Abbiamo scelto di implementare una soluzione di WAN optimization di Riverbed per assicurare le performance applicative. In questo modo abbiamo rimosso centinaia di server nel nostro data center locale e negli uffici remoti, consolidando il 95% di tutte le applicazioni nei due data center di Zurigo. Siamo stati così in grado di ridurre il tempo dedicato alla gestione della rete e di evitare i backup locali e sulla WAN, ora non più necessari.”

Aggiunge Darius Kuzma, senior network architect di Swiss Re, “La centralizzazione ha migliorato anche la protezione dei dati, in quanto abbiamo ridotto la distribuzione delle informazioni. Le nostre procedure di disaster recovery sono incrementate, infatti ora possiamo effettuare il backup centralmente, e non più localmente o sulla WAN.”

La ricerca evidenzia che per il 53% degli intervistati il limite più grande nell’avvio di un’iniziativa di virtualizzazione/consolidamento è rappresentato dalla complessità, seguito dal costo del set-up iniziale (45%) e dalle performance applicative sulla WAN (38%).

“Questa ricerca dimostra che sono sempre di più i CIO che riconoscono l’importanza di centralizzare la tecnologia e i dati per ottenere efficienza. Per alcuni ci sono ancora barriere da superare prima di poter considerare la virtualizzazione o il consolidamento delle applicazioni o la rimozione dei server nelle filiali, ma si evidenza che la maggior parte dei CIO ha compreso i benefici che queste iniziative possono apportare, tra cui la riduzione di costi e di tempo,” spiega Willem Hendrickx, SVP EMEA di Riverbed.

Riverbed al VMworld Europe

Riverbed sarà presente al VMworld di Barcellona, dal 15 al 17 ottobre, presso lo stand B-508 e sarà disponibile ad illustrare tutte le soluzioni a portfolio dedicate all’infrastruttura di virtual desktop nelle filiali, all’application performance, alla virtual network visibility e alle cloud ibride.

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Veeam presenta Veeam Backup & Replication v7 con accelerazione WAN integrata https://www.datamanager.it/news/veeam-presenta-veeam-backup-replication-v7-con-accelerazione-wan-integrata-47127.html Tue, 21 May 2013 08:34:47 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/05/veeam-presenta-veeam-backup-replication-v7-con-accelerazione-wan-integrata/ La nuova versione porta la Modern Data Protection a un livello superiore grazie a due dirompenti innovazioni: accelerazione WAN integrata e backup da snapshot storage, oltre a 7 rivoluzionarie funzionalità e ad altre 50 nuove caratteristiche e migliorie

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La nuova versione porta la Modern Data Protection a un livello superiore grazie a due dirompenti innovazioni: accelerazione WAN integrata e backup da snapshot storage, oltre a 7 rivoluzionarie funzionalità e ad altre 50 nuove caratteristiche e migliorie

Veeam Software – innovativo fornitore di soluzioni di backup, replica e gestione degli ambienti virtualizzati VMware vSphere e Windows Server Hyper-V – annuncia la disponibilità di Veeam Backup & Replication v7 che porta la Modern Data Protection a un livello superiore grazie a due dirompenti innovazioni: l’accelerazione WAN integrata e il backup da snapshot storage.

Backup offsite fino a 50 volte più veloce grazie all’accelerazione WAN integrata

L’accelerazione WAN integrata, sviluppata da Veeam, e ottimizzata specificamente per i file di backup Veeam, consente di copiare i dati su location remote fino a 50 volte più velocemente rispetto a quanto avviene con l’utilizzo di una normale copia di file. Questa caratteristica elimina la necessità di acquistare e implementare un dispositivo di accelerazione WAN generico o di acquisire una larghezza di banda di rete aggiuntiva per i backup offsite.

Backup da Snapshot storage con HP per migliorare sensibilmente RPO

La seconda importante innovazione, VMware Backup from Storage Snapshots, è stata sviluppata in partnership con HP e funziona con HP StoreVirtual VSA, HP StoreVirtual (LeftHand, P4000) e HP StoreServ (3PAR) per migliorare sensibilmente il Recovery Point Objective (RPO), riducendo al contempo la pressione sull’infrastruttura virtuale. Di conseguenza, gli amministratori IT possono effettuare backup e repliche illimitati nel corso della giornata, anche per macchine virtuali con utilizzo I/O intensivo.

Sette novità rivoluzionarie e più di 50 funzionalità nuove ed aggiuntive

Veeam Backup & Replication v7 include altre sette importanti novità e più di 50 nuove caratteristiche e migliorie, molte delle quali sono state annunciate recentemente, tra cui Veeam Explorer for Microsoft SharePoint, WMware vCloud Director Integration, Self-Service Recovery of VMs and Guest Files e Native Tape Support.

Nuova Enterprise Plus Edition and Promotion

Veeam offre diverse opzioni ai propri clienti, per soddisfare le più diverse esigenze di data protection e budget. Oltre alle versioni Free, Standard ed Enterprise Edition di Veeam Backup & Replication, Veeam ha creato la nuova versione Enterprise Plus, che include le due maggiori novità di Veeam Backup & Replication v7: accelerazione WAN integrata e backup da snapshot storage.

Inoltre, Veeam offre l’aggiornamento gratuito agli attuali utenti dell’Enterprise Edition, e a coloro che la acquistano o effettuano l’upgrade prima del 1° luglio 2013. Tali utenti potranno aggiornare la propria versione e ottenere gratuitamente la Enterprise Plus Edition entro il 1° novembre 2013.

“La protezione dei dati ha afflitto per molto tempo gli amministratori IT, poiché rappresenta quello che noi definiamo il ‘problema delle 3C’ del backup fisico: Capacità limitate, Complessità e Costi. Veeam fornisce alle aziende soluzioni potenti, economiche e facili da utilizzare per la Data Protection specifica per la virtualizzazione”, afferma Ratmir Timashev, President e CEO di Veeam Software. “Con quest’ultima versione del nostro software principale stiamo introducendo importanti novità sul mercato, grazie all’aggiunta di funzionalità che i nostri competitor mettono a disposizione a prezzi elevati e come componenti separate. Veeam Backup & Replication v7 elimina gli ostacoli ai backup offsite grazie all’accelerazione WAN integrata e permette di sfruttare appieno il potenziale della data protection per l’infrastruttura virtuale”.

 

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Colleghiamo il domani! Evoluzione delle reti enterprise https://www.datamanager.it/rivista/colleghiamo-il-domani-evoluzione-delle-reti-enterprise-43867.html Thu, 21 Feb 2013 10:48:18 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/02/colleghiamo-il-domani-evoluzione-delle-reti-enterprise/ Tutto viaggia in Rete: informazioni, transazioni, voce, dati, insomma il business non può più fare a meno di essa. Gestire la Rete nel modo migliore, soprattutto se parliamo di aziende, diventa quindi una vera e propria necessità. Ed è allora fondamentale dotarsi delle competenze giuste in modo da seguire i nuovi percorsi tecnologici e garantirne […]

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Tutto viaggia in Rete: informazioni, transazioni, voce, dati, insomma il business non può più fare a meno di essa. Gestire la Rete nel modo migliore, soprattutto se parliamo di aziende, diventa quindi una vera e propria necessità. Ed è allora fondamentale dotarsi delle competenze giuste in modo da seguire i nuovi percorsi tecnologici e garantirne le flessibilità

 

Colleghiamo il domani! Evoluzione delle reti enterpriseConoscere le funzioni, le peculiarità e padroneggiare le tecniche di routing, oppure ottimizzarle per la propria Rete – in particolare verso la ridondanza, il bilanciamento del traffico, la simmetria e la stabilità – sono fattori che possono fare la differenza. Così come affrontare in modo professionale le problematiche delle LAN enterprise, spina dorsale delle intranet aziendali sempre più interconnesse con le realtà esterne. Non dimentichiamoci – soprattutto – quanto sia diventata importante in termini economici quella che è definita Internet economy. Secondo i dati dello studio della Boston Consulting Group (www.bcg.com), il valore della economia generata dalla Rete nei Paesi più industrializzati raggiungerà 4mila e duecento miliardi di dollari nel 2016 – in altre parole – se la Rete fosse una nazione sarebbe al quinto posto nell’economia mondiale. Guardando allora alla Rete da un punto di vista interno alle aziende, proviamo a fare un punto sullo stato dell’arte, facendo un giro di domande con alcuni operatori del mercato.

 

Quali sono i motivi principali che dovrebbero spingere per investire in questo settore?

UNA ROAD MAP DI TRASFORMAZIONE

Paolo Mutinelli, head of BT advise di BT Italia (www.italia.bt.com) parte dall’esperienza di successo maturata da BT attraverso la collaborazione con i più grandi gruppi multinazionali durante le scorse Olimpiadi 2012 di Londra, quando terabyte di dati sono stati trasmessi con continuità assoluta sul globo. «Ciò ha evidenziato come la realizzazione di una rete di telecomunicazione efficace e flessibile abbia bisogno di un’ampia gamma di competenze che vanno oltre le tradizionali conoscenze e certificazioni che un carrier può mostrare. Affrontare l’evoluzione della Rete – con un partner che supporta il cliente a partire dalla fase di identificazione della relazione tra esigenze di business e infrastruttura abilitante – permette di raffinare la progettazione focalizzando gli sforzi ove sia dimostrabile un tangibile ritorno degli investimenti. Con la “next generation BT” vogliamo consolidare questo approccio per aiutare i clienti a definire una road map di trasformazione, che attraverso l’implementazione e l’esercizio di una rete sicura, ridondata, real time e altamente performante, traguardi il raggiungimento degli obiettivi di business del cliente».

«Il mondo intorno a noi sta cambiando rapidamente» – afferma Paolo Delgrosso, infrastructure leader di Cisco Italia (www.cisco.com/web/IT) – «in particolare nel modo di accedere e usufruire delle informazioni. Il cambiamento riguarda anche il modo in cui lavoriamo, con l’esigenza di essere sempre raggiungibili e la necessità di lavorare in mobilità e di accedere alle informazioni attraverso diversi dispositivi. Questi cambiamenti stanno influenzando lo spazio di lavoro dell’utente e conseguentemente le reti. Uno dei principali trend cui stiamo assistendo riguarda la gestione da parte dei chief information officer del fenomeno BYOD (bring your own device). La sicurezza – quindi – sarà uno dei fattori più critici, con la possibilità di gestire policy e identity per avere una gestione sicura degli apparati. Cisco ha recentemente annunciato proprio per questa tematica l’Identity Services Engine (ISE), il motore centralizzato per la gestione delle policy (identificazione ad accesso), che consente di risolvere la sfida di qualsiasi dispositivo, permettendo di definire una policy globale di accesso, in relazione ai tipi di dispositivi, sia wireless, sia cablati nell’ottica AnyWhere, AnyTime e AnyBody. L’approccio di Cisco per affrontare il fenomeno BYOD – oggi e in futuro – va oltre la semplice connessione, fornendo alle aziende soluzioni complete affinché superino il semplice collegamento alla rete aziendale dei dispositivi di proprietà dell’utente, introducendo un approccio globale basato sull’architettura Borderless Network che unifica le policy e semplifica la gestione per fornire un’esperienza utente senza compromessi, in qualsiasi ambiente di lavoro. Il secondo aspetto porta la nostra attenzione all’interno del data center, dove le prestazioni delle reti sono sempre più performanti. I 10 GB ormai sono un dato di fatto, all’aumento della velocità non corrisponde – però – solo un minor numero di server, ma soprattutto un aumento delle necessità di gestione, fino al desktop Wi-Fi».

LA CONVERGENZA DELLA RETE

Massimo Palermo, networking country manager di Hewlett-Packard Italiana (www.hp.com/it), cita innanzitutto i dati dell’osservatorio della Commissione europea che dicono che – già oggi – ogni cittadino europeo possiede in media due dispositivi con accesso a Internet e nel 2015 i device connessi saranno 25 miliardi. «In un futuro non troppo lontano, la maggior parte dei dispositivi che fanno parte della vita quotidiana degli utenti saranno ubiqui e always on. Dai ragazzi – nativi digitali sempre connessi – agli utenti più anziani – che si avvalgono della Rete per soddisfare necessità specifiche che suppliscono a una ridotta capacità di mobilità fisica – fino alle aziende – che utilizzano il world wide web come strumento di business – la Rete rappresenta una unica grande piattaforma connettiva che abilita tutti i livelli di comunicazione, condivisione, sistemi di pagamento, ricerca e monitoraggio. La Rete rappresenta uno snodo pervasivo ed essenziale nella nostra vita. Il 2013 confermerà ancora di più questo trend. Per supportare questi cambiamenti socio-economici sono necessarie reti sempre più intelligenti, che non vanno ridisegnate a fronte della distribuzione di un nuovo servizio o di una nuova applicazione. Questo è il futuro molto prossimo che ci aspetta e la storia ci insegna che quando le abitudini dei consumatori cambiano, gli investimenti si muovono di conseguenza».

L’opinione di Marcello Montanaro, integrated communication services offering manager di IBM Italia (www.ibm.com/it) – è che la Rete sia pervasiva e che soltanto pochi anni fa, sarebbe stato difficile, se non impossibile, utilizzare realmente la Rete per servizi distribuiti come ad esempio il cloud computing. «Oggi invece, la combinazione di reti aziendali, reti domestiche, wireless 3G/4G, Wi-Fi pubblico, permette agli utenti di connettersi praticamente il 100% del loro tempo e in questo scenario, purtroppo, molti IT manager non hanno chiaro come poter rendere sicure e gestire le risorse che non sono più sotto il loro controllo e nemmeno presso le sedi aziendali. Spostare il controllo e la sicurezza nella Rete permetterebbe di indirizzare questa sfida poiché la Rete è l’unica risorsa IT trasversale a tutte le altre».

Massimo Peselli, country leader Italia di Verizon (www.verizon.com), conclude questo primo giro di domande rispondendoci che con la convergenza di big data, servizi cloud e mobilità, è tutta una questione di volume e virtualizzazione. «Poiché i dati sono sempre più sviluppati, memorizzati e accessibili online, le reti devono evolversi e devono farlo in modo veloce ed efficiente. Le basi del networking come sicurezza, banda larga, storage e power processing rimangono le stesse, ma l’investimento su questi elementi chiave deve essere proporzionato alla domanda dei clienti e alle risorse di capitale. Naturalmente, grandi operatori quali Verizon non prendono decisioni come queste con leggerezza. Dal 2006 al 2010, Verizon ha investito più di 110 miliardi di dollari in spese in conto capitale e investimenti – più di ogni altra società di telecomunicazioni o cable company in America – per mantenere, aggiornare ed espandere la propria infrastruttura tecnologica. I rapidi progressi nella tecnologia, resi possibili da investimenti e implementazioni globali in IP, fibra e banda larga wireless continuano a trasformare la natura del settore e accrescono le funzionalità per i clienti».

Quali tecnologie innovative si stanno affacciando sul mercato?

PIU’ POTERE ALLE RETI

«BT analizza e segue i trend di mercato cercando di anticiparli – spiega Paolo Mutinelli di BT Italia – per offrire ai clienti gli strumenti necessari a valorizzare le nuove tecnologie. Non solo. Affrontiamo l’introduzione delle nuove tecnologie con un percorso che inizia dall’analisi consulenziale delle esigenze per poi valutare sul campo, con un sistema di pre-produzione, l’opportunità di adozione su larga scala del servizio. Tra le nuove tendenze di mercato cui stiamo lavorando, mi piace evidenziare: la trasformazione del workplace da fisico a virtuale, l’espansione della collaboration a tutti i canali di comunicazione, l’introduzione di nuovi device in azienda e l’adattabilità della Rete alle applicazioni critiche per il business del cliente. Si tratta delle tematiche che le nuove tecnologie di mobility, virtualizzazione, cloud e collaboration offrono e per le quali possiamo mostrare un beneficio chiaro in termini di riduzione costi e miglioramento della produttività».

Paolo Delgrosso di Cisco Italia parte dall’assunto che un altro principale driver, che sta dietro all’esigenza delle aziende di indirizzare le sfide infrastrutturali, è l’aumento dei dati ottenuti, creati e ricevuti. «Poiché sempre più aziende guardano ai social media e ai big data per creare e sviluppare collaborazioni nuove o esistenti, la potenza di elaborazione richiesta per utilizzare con successo questi dati è aumentata in modo esponenziale, insieme alla necessità di un’infrastruttura informatica agile e flessibile. La tecnologia ha fatto grandi passi e i nuovi switch sono addirittura in grado di effettuare anche simulazioni per testare la video experience degli utenti e i parametri di sicurezza sempre più integrati ed efficaci. Il prossimo passo è il power management, già largamente impiegato all’estero e guardato con interesse anche nel nostro Paese, per misurare, monitorare, controllare e prevedere il consumo energetico su dispositivi IT – e non IT – dalla Rete, al fine di garantire risparmio nei consumi, minor impatto ambientale e migliore gestione. Un progresso che non si esaurisce nell’accensione o nello spegnimento degli apparati, ma arriva alla gestione vera e propria dei consumi, con funzionalità di forecasting e addirittura in un prossimo futuro in grado di portare anche “le lampadine su IP”».

Per Massimo Palermo di Hewlett-Packard Italiana, i prossimi anni segneranno sempre più la riduzione degli utenti connessi solo sporadicamente e la crescita di quelli always on. «Reti a prestazioni sempre più elevate, abilitate da tecnologie come 4G e LTE e dispositivi che offrono una connettività senza interruzioni saranno l’elemento chiave e assisteremo progressivamente al passaggio verso reti più dinamiche, connessioni IP pervasive e reti custom alimentate da chip, sensori che inviano dati e video, network basati su architetture aperte e soluzioni multivendor che serviranno le aziende, i consumatori e la società in generale. In questo contesto, giocheranno un ruolo cruciale le software defined networking (SDN) e le tecnologie connesse. Queste cambieranno il modo in cui le aziende e i fornitori di servizi distribuiscono applicazioni e servizi. Anziché modificare e regolare l’infrastruttura continuamente, affinché un’applicazione o un servizio siano eseguiti correttamente, in questo modo – per esempio – un’organizzazione potrà creare un framework che permetta alle applicazioni di richiedere e ottenere automaticamente l’infrastruttura di cui hanno bisogno. Le reti finora sono state troppo statiche e rigide: questa potrebbe, invece, essere l’alba di una nuova era. La nuova prospettiva offerta dalla tecnologia SDN permette inoltre di supportare pienamente i datacenter distribuiti, le strategie di enterprise mobility, creando ambienti cloud nei quali i dipendenti potranno usare le applicazioni aziendali per svolgere più efficacemente il proprio lavoro. Il 2013 segnerà l’inizio della realizzazione di tanti progetti basati su questa nuova tecnologia su cui HP investe da qualche tempo, precorrendo sensibilmente i tempi rispetto ai competitor e acquisendo così una posizione di leadership».

Secondo Marcello Montanaro di IBM Italia, le organizzazioni IT devono tenere il passo con le richieste crescenti di interconnessione e sono quindi alla ricerca di innovazioni tecnologiche specifiche. «Spesso l’IT cerca di rispondere a queste esigenze semplicemente aumentando la larghezza di banda o installando appliance di ottimizzazione e sicurezza, ma l’innovazione passa invece per la virtualizzazione della Rete con cui fornire le tradizionali funzionalità della WAN direttamente dal cloud e secondo un modello a consumo. Questo è possibile attraverso una overlay network architecture, che realizza una Rete unica mondiale, con una gestione end-to-end, con SLA effettivi, con larghezza di banda superiore, più affidabile e con costi molto inferiori a quelli dei carrier tradizionali. Questa architettura consente un ulteriore consolidamento, fino alla possibile eliminazione di tutte le appliance sui branch-server, sostituiti dagli stessi servizi in modalità on demand. Si tratta di un approccio nuovo che facilita la centralizzazione delle reti e riduce la complessità dell’IT per l’accesso a Internet e per funzioni di backup remoto».

OPEN NETWORKING

«Non è un segreto che la tecnologia che ha conquistato il settore è il software defined networking» risponde infine Massimo Peselli di Verizon. «Verizon è una delle sei aziende che ha inizialmente lanciato la Open Networking Foundation, una delle prime organizzazioni a focalizzarsi pubblicamente sul SDN. Sebbene il SDN sia nella sua fase formativa, ha il potenziale di cambiare il nostro modo di configurare i network. Grazie al disaccoppiamento di topologia, traffico e dipendenze tra livelli si può abilitare un networking multi-layer dinamico. Sappiamo che la tecnologia funziona, ma quali sono le problematiche e i benefici? Gli uffici centrali evolvono essenzialmente nei data center con il SDN, approfittando dei vantaggi di flessibilità dei costi, della scalabilità e del servizio offerti dalle tecnologie di cloud computing. E quando si tratta di lanciare nuovi servizi, il SDN offre ancora una volta la flessibilità e la velocità che può, in ultima analisi, permetterci di proporre nuovi prodotti o servizi più rapidamente. Il SDN mantiene anche la promessa per una serie di possibili scenari con banda larga flessibile, flusso di traffico e routing nei quali la pre-programmazione di queste caratteristiche potrebbe portare non solo un risparmio sui costi, ma anche un incremento dell’affidabilità. Tuttavia, non si tratta solo di adattarsi alle nuove tecnologie, ma anche di un cambiamento nella cultura e negli skill e ciò non avviene dall’oggi al domani. Il cambiamento è l’unica costante nel settore delle comunicazioni e continueremo a progredire in linea con lo sviluppo di nuove tecnologie».

CONCLUSIONI

Nel 2012 appena trascorso è stata realizzata la connessione in rete più veloce del mondo. E’ bello ricordare che questo record è stato ottenuto in Italia, precisamente a Pisa presso l’Istituto di Tecnologie della Comunicazione dell’Informazione e della Percezione (TeCIP) della Scuola Superiore Sant’Anna, in collaborazione con il Laboratorio Nazionale di Reti Fotoniche del CNIT (consorzio nazionale interuniversitario per le telecomunicazioni) e con il supporto di Ericsson. Per la prima volta nella storia si è raggiunta la fantastica velocità di un terabit al secondo, in una connessione Internet a fibra ottica, il che equivale – per fare un paio di esempi – a sostenere cinquecentomila collegamenti ADSL a venti Mbit/s, oppure, a scaricare in un solo secondo trecento film ad alta definizione. Siamo ancora in una fase sperimentale, ma come sempre accade, queste iniziative di frontiera spingono lo sviluppo di future applicazioni industriali e – non a caso – si sono già avuti test in campo su apparati in grado di funzionare a velocità di oltre quattrocento Gbit/s per canale. Molto più vicino a noi nello spazio e nel tempo, stiamo assistendo proprio in questo periodo al lancio delle nuove tecnologie di accesso di quarta generazione su rete mobile (LTE) o all’attenzione che si sta ponendo in tema di futuro dell’accesso di rete fissa, sempre più convergente verso le tecnologie ottiche, anche se ciò significa importanti investimenti. L’accesso alla Rete, sempre più veloce e pervasivo, permetterà l’utilizzo di applicazioni e di modalità di collaborazione sempre più sofisticate. Gli spread in termini di performance, e quindi di possibilità, tra quelle che definiamo reti aziendali rispetto al mondo esterno, saranno sempre meno marcati e semmai occorrerà aumentare e migliorare le capacità di gestione complessive, oltre che quelle delicate in termini di sicurezza e riservatezza, garantendo il raggiungimento di quello che sembrerebbe un vero ossimoro: massima flessibilità nella maggiore complessità. E sopra la Rete ci sarà sempre di più: c’è chi afferma che da qui a pochi anni assisteremo a una nuova rivoluzione che avrà come base le apps e il cloud computing, che sono stati tra le maggiori novità tecnologiche di questi ultimi tempi. C’è chi dice che questi nuovi paradigmi si affiancheranno alla costante evoluzione del web, che continuerà a essere il modello dominante, c’è chi immagina che lo scenario muterà in modo particolare attraverso quella che si chiama Internet delle cose, dove gli oggetti parleranno tra loro in modo da semplificarci sempre di più la vita. Scopriremo via via solo vivendo come effettivamente evolverà il tutto, ma una cosa è certa: alla base di tutto c’è e ci sarà sempre di più la connettività – e cioè – la Rete. Quindi qualsiasi business, anche quelli apparentemente più lontani dalla tecnologia, non potranno fare a meno di essa. Già all’inizio di questo servizio, si diceva quanta importanza ha – e ancor più avrà – l’Internet economy nei bilanci dei conti del mondo industrializzato. Focalizzando l’attenzione al nostro Paese – e soprattutto al momento recessivo che stiamo vivendo – non ritenete che sia fondamentale non perdere di vista il fatto che si prevede che nel 2015, il 4% del nostro PIL sarà generato da Internet? E se riuscissimo a fare anche di più, quanto sviluppo – e conseguentemente quanti posti di lavoro – riusciremmo a creare? Meditiamo, gente. Meditiamo

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Una infografica per scegliere la migliore WAN https://www.datamanager.it/news/una-infografica-scegliere-la-migliore-wan-43756.html Thu, 24 Jan 2013 16:13:33 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/01/una-infografica-per-scegliere-la-migliore-wan/ L’infografica comprende anche un interessante grafico esplicativo che mette in relazione i dati di performance e i requisiti throughput, per scovare, ancora una volta l’infrastruttura ottimale per il proprio business.

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L’infografica comprende anche un interessante grafico esplicativo che mette in relazione i dati di performance e i requisiti throughput, per scovare, ancora una volta l’infrastruttura ottimale per il proprio business.

Ciena Corporation ha pubblicato un’infografica per far chiarezza e aiutare le aziende nell’implementazione di Wide Aree Network (WAN) ottimizzate e performanti.

Sia che ci si trovi a dovere costruire da zero o comprare una rete o connettere data center o siti aziendali, ci sono una serie di protocolli che devono essere tenuti in considerazione. Attraverso questa infografica, Ciena offre un utile supporto ai CIO nel decidere su questioni rilevanti al fine di selezionare le soluzioni WAN più efficienti ed in linea con i requisiti aziendali. Si parte dai benefici e potenziali rischi che prevede l’implementazione di una WAN o l’acquisto di una rete di questo genere per poi passare, attraverso un percorso guidato, alla simulazione di un processo decisionale aziendale, che tenendo conto di più parametri guida verso la più corretta decisone aziendale.

L’infografica comprende, inoltre, un interessante grafico esplicativo che mette in relazione i dati di performance e i requisiti throughput, per scovare, ancora una volta l’infrastruttura ottimale per il proprio business.

Una infografica per scegliere la migliore WAN

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Quando le nuvole si incontrano… https://www.datamanager.it/rivista/apm/quando-le-nuvole-si-incontrano Fri, 02 Nov 2012 09:08:40 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2012/11/quando-le-nuvole-si-incontrano/ Si parla molto di cloud computing, forse troppo, anche perché in esso convergono scenari tecnologici e di servizio differenti e – a volte – contraddittori. Il cloud può dare una mano a chi già dispone di importanti asset ICT e a chi ha già avviato investimenti cloud nella propria intranet. Esploriamo questo contesto particolare, rivolgendo […]

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Si parla molto di cloud computing, forse troppo, anche perché in esso convergono scenari tecnologici e di servizio differenti e – a volte – contraddittori. Il cloud può dare una mano a chi già dispone di importanti asset ICT e a chi ha già avviato investimenti cloud nella propria intranet. Esploriamo questo contesto particolare, rivolgendo un paio di domande chiave ad alcuni operatori del mercato

È immaginabile uno scenario in cui il cloud interno si sposi – magari anche in modo temporalmente limitato, per meglio dire “al bisogno” – con un cloud fornito da uno (o più) service esterni?

Luca Collacciani, sales manager di  Akamai  (www.akamai.com) ritiene che le aziende siano pronte a esplorare la sempre più ampia gamma di opzioni del cloud pubblico per quanto riguarda risorse di elaborazione e archiviazione, piattaforme di sviluppo delle applicazioni e applicazioni aziendali. «L’espansione nei servizi cloud indica che le applicazioni aziendali hanno ampliato la loro portata globale a tal punto, che è aumentata l’esigenza di estendere la rete aziendale e di includere Internet come meccanismo di delivery. Di conseguenza i responsabili IT hanno bisogno di una strategia completa per facilitare un’erogazione delle applicazioni ottimizzata e sicura dai margini estesi delle reti aziendali». 

«Non solo immaginabile, ma disponibile» sottolinea Andrea Bertoldo, marketing manager IT services di BT Italia (www.italia.bt.com). «BT, forte delle proprie capacità in ambito network e IT, ha – in un primo momento – messo a punto la propria offerta di virtual data center “classica”, fruibile come service esterno (in modalità as a Service, flessibile e modulabile), condivisa e ospitata presso i propri data center. Poi – consapevole della necessità dei clienti di disporre di soluzioni sicure e “private” a partire da modelli collaudati, “enterprise class” e capaci di integrarsi con i sistemi esistenti – ha disegnato anche un servizio di data center virtuale con architettura dedicata e privata (ospitabile sia presso il cliente, che può effettuarne la gestione in proprio o demandarla a BT, sia presso un data center BT). Spesso, la soluzione migliore per un’azienda può essere proprio un mix delle due opzioni, con elementi appositamente configurati per soddisfare le specifiche esigenze: indipendentemente dalla scelta, i benefici restano chiari».

Luca Rossetti, senior customer solutions architect di CA Technologies (www.ca.com) pensa che l’interesse per il cloud ibrido sia alimentato dal desiderio di sfruttare i vantaggi legati al cloud pubblico e al cloud privato senza soluzione di continuità. «Gli ecosistemi ICT più moderni, flessibili ed efficienti – spiega – prevedono una federazione di cloud pubblico e privato, in cui determinati servizi sono acquisiti mediante public cloud, mentre la maggior parte dei servizi mission-critical e le applicazioni che gestiscono dati sensibili sono gestite in un private cloud. Può accadere che alcune applicazioni transitino da un tipo di cloud all’altro o prevedano contemporaneamente i servizi del public e del private cloud. Le aziende dovrebbero valutare con attenzione la complessità aggiuntiva dovuta alla gestione degli scambi tra cloud pubblico e privato e risolvere i problemi che ne derivano, primo fra tutti la sicurezza dell’ambiente ibrido. Inoltre riteniamo che le organizzazioni debbano dotarsi di strumenti e processi che garantiscano criteri oggettivi in grado di valutare l’opportunità e i rischi legati allo spostamento da pubblico a privato e viceversa. Il futuro del cloud potrà essere ibrido e al momento le implementazioni ibride sono un’opzione concreta per la maggior parte delle organizzazioni, ma il cloud privato è il primo passo naturale verso questa transizione, in quanto fornisce il connubio ideale fra sicurezza e prestazioni. Se – oggi – il public cloud è adeguato per una serie di applicazioni selezionate – in futuro – lo sarà sempre di più, a patto che aumenti la funzionalità e l’affidabilità delle sue soluzioni».

COSA RAPPRESENTA IL CLOUD COMPUTING?

Giovanni Gavioli, country manager di Esker Italia (www.esker.it) avvia il ragionamento iniziando da un’altra domanda: «Cosa rappresenta il cloud computing? Fondamentalmente la capacità di utilizzare risorse condivise, a pagamento ovviamente, disponibili sulla Rete. Troppo generica come definizione? Certo, ma probabilmente è anche la più chiara. Secondo me questa definizione risponde di per sé a tutti gli interrogativi, che ci si può giustamente porre, relativi all’utilizzo di ambienti eterogenei per tipologia (cloud o on-premise) o per disponibilità (private o public cloud). E’ nella definizione stessa del cloud che risiede la capacità di utilizzarlo solo a necessità e – se cosi non fosse – non sarebbe ”cloud”. È ovvio che la tipologia del servizio di cui si necessita potrebbe avere peculiarità tali da rendere più difficoltosa l’integrazione tra piattaforme differenti o rendere più complesso lo scambio d’informazioni, ma tutto ciò sarebbe concreto e reale, anche nel caso in cui l’azienda volesse gestire la stessa soluzione/servizio completamente in casa propria. Dalla nostra esperienza in merito (legata all’erogazione di SaaS in ambito processi documentali) non esistono ostacoli degni di tale nome, in grado di rendere irrealizzabile una integrazione, tra piattaforme differenti, anche nel caso in cui si tratti di mondi misti (private vs public oppure cloud vs on premise). I problemi relativi alla scelta di usare servizi in cloud sono prettamente culturali, legati per esempio alla fiducia verso la dichiarata sicurezza dei dati sulla Rete piuttosto che alla “proprietà” del dato stesso, dimenticando – però – che chi “fa cloud” mediamente ha infrastrutture protette e certificate più di quanto mediamente venga realizzato nelle “normali” aziende».

Secondo Joe Sarno, regional sales vice president di Fortinet (www.fortinet.it), se implementato correttamente, il cloud computing è in grado di migliorare sensibilmente l’agilità e la produttività dell’azienda, riducendo i costi dell’infrastruttura. «Nei prossimi anni» – ci illustra – «le aziende trasferiranno parti importanti delle loro attività operative in ambiente cloud.  A  mio avviso, è possibile l’integrazione tra vari tipi di cloud: pubblico, di proprietà di un provider di servizi cloud, reso disponibile su base multi-tenant e pay-as-you-use; privato, di proprietà e implementato da un’organizzazione per uso interno come unico tenant; di community, condiviso collettivamente da un insieme di tenant, spesso dello stesso settore; e infine ibrido, che include i precedenti modelli di implementazione del cloud descritti e consente di trasferire facilmente applicazioni e dati da un cloud a un altro».

Ombretta Fornari, responsabile progettazione Gruppo Sintesi (www.grupposintesi.it), ci dice che per sfruttare al meglio i benefici del cloud computing (disponibilità, efficienza, flessibilità, meno risorse IT, minori investimenti iniziali) occorre spingersi verso una soluzione di cloud ibrido, che implichi un mix di servizi tra il cloud privato e il cloud pubblico. «I servizi disponibili nel cloud pubblico sono molteplici in termini di software come servizio (SaaS – accesso via Web ad applicazioni messe a disposizione da un provider di servizi), piattaforma come servizio (PaaS -ambiente di sviluppo software e hosting delle applicazioni costituito da strumenti di sviluppo, database, infrastruttura software), infrastruttura come servizio (IaaS – provisioning risorse hardware e di rete per l’installazione di sistemi operativi e applicazioni). La scelta di quali servizi riservare al Cloud privato dipende da svariati fattori: riservatezza dei dati, che a volte rappresenta più uno scoglio psicologico, disponibilità finanziaria, che varia in base al tipo di continuità di servizio richiesto, bacino di utenza, grado di standardizzazione del servizio».

NUOVI SERVIZI DA RISERVARE AL CLOUD

Giovanna Nuzzo, corporate communication & CRM manager di Océ (www.oce.it), ci ricorda che in uno scenario economico come quello attuale, molte piccole e medie imprese stanno cercando di capire quali siano le opportunità per garantire innovazione, ma anche la flessibilità necessaria per reagire meglio e più velocemente all’andamento dei mercati. «Attualmente diversi clienti si stanno informando sulle possibilità offerte dal cloud alla ricerca di modalità per ridurre i costi di gestione delle infrastrutture IT». Non solo. «Océ, azienda del Gruppo Canon, leader nella gestione documentale, negli ultimi mesi ha annunciato nuovi prodotti e soluzioni che consentono di fruire in maniera semplice della flessibilità e della produttività dei sistemi Océ, anche attraverso il cloud. Ad esempio, Océ PlotWave 350 offre agli utenti del mercato professionale che devono realizzare disegni tecnici, nuove funzionalità di stampa da dispositivi mobili e attraverso il cloud. Questo sistema di stampa è stato progettato per far fronte alle esigenze pratiche degli utenti del mercato tecnico, architetti e ingegneri che spesso si spostano tra uffici, cantieri e sedi di incontro presso i clienti o i fornitori. Per questo motivo, hanno bisogno di maggiore flessibilità nelle modalità di utilizzo dei propri dispositivi multifunzione e al contempo desiderano risparmiare tempo ed energia. Una modifica rilevata in cantiere – ad esempio – può essere salvata nel cloud e riprodotta, in tempo reale, in ufficio.  Ecco un esempio di nuovi servizi e nuovi modi di innovare e rendere più efficienti le aziende».

Per Barbara Reffi, amministratore delegato di Passepartout (www.passepartout.sm) questo scenario non è solo immaginabile, ma è già realtà, non solo in grandi aziende, ma anche nella pratica quotidiana di piccole imprese e studi professionali: «Uno studio professionale – infatti – può avere una soluzione cloud computing che si colleghi con una banca dati esterna per acquisire dati e informazioni anagrafiche – oppure – una piccola impresa, pur avendo una applicazione su di un proprio server, può offrire strumenti cloud alla rete di collaboratori e agenti esterni e accesso ad applicazioni B2B e B2C. Si può dire, che non solo è immaginabile, ma è lo scenario che può garantire i massimi benefici di una applicazione cloud».

«Il vero vantaggio derivante dalle funzionalità offerte dal cloud» – ci risponde Luca Costanzo, responsabile commerciale di QAD Italy (www.qad.com) – «risiede proprio nella possibilità di accedere a servizi on demand, andando a risolvere problematiche puntuali in un’ottica di recupero dell’efficienza operativa e dell’ottimizzazione dei costi. E’ pertanto da considerarsi intrinseco alla filosofia stessa del cloud, poter accedere a servizi offerti da altre “nuvole”. Coloro che hanno saputo intravedere in passato le potenzialità offerte dalle architetture SOA e hanno sviluppato o acquisito applicazioni SOA oriented, oggi, possono muoversi con disinvoltura all’interno del cloud e trovare ulteriori spunti di innovazione e miglioramento dei processi aziendali. QAD, storico application partner di Progress Software, è tra i primi – se non il primo in assoluto al mondo – vendor di soluzioni gestionali per le aziende manifatturiere a offrire la propria soluzione interamente in modalità on demand. Grazie alla potenzialità della tecnologia in cui è stato sviluppato, QAD Enterprise Application on demand possiede tutte le funzionalità necessarie per comunicare a qualsiasi livello con altre implementazioni applicative, siano essi in modalità on premise, sia cloud».

IL CLOUD COME OPPORTUNITÀ INDEROGABILE

L’opinione di Fausto Curridori, presales manager di Reitek (www.reitek.com) è che il cloud debba essere visto come opportunità di rispondere a esigenze puntuali con la migliore tecnologia possibile, senza doversi sobbarcare l’onere della sua gestione e manutenzione. «Tanto è più semplice l’accesso a questa tecnologia e tante più opportunità si aprono per chi la utilizza. Considerare il cloud, uno strumento per incubare il business è l’idea che cerco sempre di trasmettere. In quest’accezione, è auspicabile che vi possano essere diversi service che concorrono a rispondere ai bisogni del cliente».

Elio Mungo, direttore generale di Retelit (www.retelit.it) ci rammenta che per il 2012 – secondo l’osservatorio del Politecnico di Milano – il mercato del cloud in Italia vale 443 milioni di euro, pari al 2,5% di tutta la spesa IT in Italia. «Il 54% di questa spesa è relativa a quello che viene definito il private cloud» precisa «cioè tutte le attività IaaS, SaaS e PaaS gestite direttamente dalle imprese. La componente cloud pubblica è invece la rimanenza.  All’interno di questa spesa, la voce maggiore è relativa alla spesa per Infrastracture-as-a-Service. Se consideriamo questo scenario, possiamo facilmente immaginare che una possibile integrazione tra cloud privati e pubblici sarà possibile solo se ci sarà una maggiore diffusione delle connessioni in fibra da parte delle imprese (banda larga e ultralarga) e se ci sarà una standardizzazione dei protocolli di scambio dati tra le varie nuvole, specialmente tra i prodotti commerciali e open source, che realizzano le nuvole pubbliche e private».

Dal canto suo, Antonio Baldassarra, ceo di Seeweb (www.seeweb.it) dichiara che questa prospettiva «non solo è immaginabile, ma inderogabile. Al tempo stesso, è imprudente supporre che un’azienda possa resistere alle pressioni competitive “isolandosi” dal mondo, pensando di soddisfare con efficienza, efficacia e immediatezza tutte le esigenze del proprio business, attraverso una propria soluzione ICT puramente “in house”, sia essa tradizionale o cloud. È altrettanto improbabile che si possa “migrare” tutta la propria infrastruttura IT su un sistema cloud pubblico, o comunque erogato da un fornitore specializzato in questo. Di contro, ci sono dei servizi che sono gestiti in maniera migliore e con maggiore economia da un soggetto specializzato, che li renda attraverso un’offerta di tipo cloud. In questo caso appare evidente dove sia il vantaggio e ciò non vale certo solo per esigenze sporadiche o limitate nel tempo, anzi ci sono degli ambiti, in cui le soluzioni cloud sono sempre vincenti, anche per utilizzi a regime. Vale poi la pena di considerare degli “unicum” delle soluzioni basate su cloud pubblico – ad esempio – l’assenza totale di costi di acquisizione (si paga solo l’effettivo utilizzo) e la possibilità di scalare a piacere e sostanzialmente in tempo reale la propria infrastruttura».

Anche per Gastone Nencini, senior technical manager di Trend Micro Italia (www.trendmicro.it) questo scenario non è semplicemente immaginabile, perché è già una realtà. «Nella definizione di cloud, infatti, rientrano numerosi servizi che utilizziamo nel nostro lavoro quotidiano senza accorgerci o sapere che sono cloud based. Se parliamo di Infrustructure-as-a-Services e della possibilità di acquisire risorse hardware temporaneamente (come ad esempio nel caso di software house che devono testare prodotti o software), il cloud è uno dei sistemi migliori per offrire questo tipo di soluzioni attraverso il concetto di pay-per-use, senza incidere su costi, che in precedenza andavano ammortizzati nel tempo. Come Trend Micro, siamo già presenti in uno scenario di questo tipo, perché tutti i nostri clienti possono, tramite il Smart Protection Network, sfruttare il cloud pubblico di Trend Micro o replicare il loro cloud interno, chiamato local smart server. A livello di sicurezza lo scenario è già attivo da giugno del 2008. Tutti i nostri clienti ne stanno usufruendo, sfruttandone i benefici – e il fattore sicurezza continuerà sicuramente a essere un fattore abilitante per il cloud nel futuro».

Per Fabio Alghisi, Italy sales manager di Veeam Software (www.veeam.com) «anche il cloud ibrido è in alcuni casi già una realtà. Si tratta di una combinazione tra il ”private cloud” – gestito in autonomia dalla singola azienda per le proprie applicazioni mission critical – e il “public cloud” – gestito da cloud provider, che forniscono infrastruttura, piattaforme e software in modalità di servizio. Il vantaggio immediato é di poter disporre – tramite service esterni – di funzionalità non mission critical in modalità flessibile e con un controllo immediato dei costi».

Termina questo primo giro di riflessioni, Pietro Riva, sales director Southern Europe di Terremark, società di Verizon (www.verizon.com/enterprise/it): «E’ difficile che due aziende si muovano con gli stessi tempi nel continuum del cloud. Mentre alcune organizzazioni iniziano ora ad adottare una strategia di cloud computing, altre ne stanno già beneficiando per soddisfare le esigenze di maggiore flessibilità e agilità richieste dal business. Poiché ogni azienda è differente, un approccio pragmatico per valutare quali applicazioni e carichi di lavoro siano più adatti alla migrazione è il primo passo da compiere quando si pianifica il viaggio verso il cloud. Le aziende dovrebbero ricordare che possono controllare questa pianificazione ed effettuare la transizione seguendo i propri ritmi e obiettivi di business. La gamma di opzioni va dall’implementazione di cloud privato e servizi IT gestiti tradizionali al cloud pubblico per le aziende, che offre flessibilità e scelta. Molte organizzazioni considerano il modello ibrido come una valida alternativa, che sfrutta il meglio dei due mondi pubblico e privato. Questo modello include un mix di servizi forniti nel cloud che utilizza forme di cloud pubblico e privato gestiti da fornitori interni ed esterni. Verizon, in questo contesto, permette ai propri clienti (utilizzando la propria tecnologia Cloudswitch leader di settore) di spostare in tutta sicurezza e senza soluzione di continuità i carichi di lavoro tra ambienti cloud, ottimizzando così l’utilizzo delle risorse. Scegliere un partner affidabile che, come Verizon, ha l’esperienza per integrare elementi IT, di sicurezza e di rete in un’unica soluzione, consente di risparmiare e di ridurre potenziali rischi».

OFFERTA E PROSPETTIVE

Il secondo aspetto che vogliamo esplorare con questo servizio è quello dell’integrazione tra nuvole “diverse”. E abbiamo chiesto ai nostri interlocutori, quanto è adeguata l’offerta attuale in termini di interoperabilità infrastrutturale e quali sono le prospettive?

L’opinione di Luca Collacciani di Akamai è che le aziende stiano spostando parte delle proprie applicazioni esistenti all’esterno del data center e nel cloud per poter risparmiare sui costi del settore IT e sfruttare una maggior elasticità dell’approvvigionamento delle risorse e dell’agilità aziendale on demand. «Questi vantaggi – spiega Collacciani – sono resi possibili, grazie all’impiego di risorse di elaborazione, archiviazione, di rete distribuite e scalabili dei provider dei servizi cloud. In futuro, la stragrande maggioranza delle nuove applicazioni sarà distribuita tramite il cloud e le relative piattaforme gradualmente sostituiranno l’approccio client/server come modello dominante per la delivery di applicazioni e soluzioni. Con l’aumento dell’adozione di servizi cloud pubblici da parte delle organizzazioni, si renderà necessario un nuovo approccio specifico per il cloud e le aziende. In ambienti IT sempre più basati sul cloud, le reti di prossima generazione dovranno essere in grado di ottimizzare l’accesso e le prestazioni di tutte le applicazioni, indipendentemente dal punto in cui queste sono ospitate o da chi le controlla e, contemporaneamente, fornire controllo e visibilità per i responsabili IT».

Per Andrea Bertoldo di BT Italia «il modo migliore per indirizzare le tematiche di interoperabilità in modo concreto e immediato è mettere a disposizione un insieme solido e strutturato di servizi di consulenza erogati dagli specialisti di BT che supportano le aziende nel valutare, pianificare e predisporre una strategia di evoluzione dell’IT per ricavare il massimo dei benefici nel più breve tempo possibile. In particolare, sono previsti servizi professionali che consentono di realizzare un assessment dell’infrastruttura esistente del cliente, analizzando come le risorse ICT in essere rispondono alle sollecitazioni provenienti dalle applicazioni aziendali. Questo permette di individuare le aree d’intervento per l’ottimizzazione delle risorse IT e di misurare i benefici sui costi operativi, nonché di definire attraverso quale percorso graduale è possibile beneficiare dei servizi cloud-based».

Per Joe Sarno di Fortinet l’applicazione di strategie cloud di qualunque tipo passa attraverso strette interconnessioni tra infrastrutture differenti a vari livelli, dal network al dato, con forti impatti sulla sicurezza. «La delocalizzazione di dati e applicazioni, unita all’elasticità delle infrastrutture, sta cambiando i paradigmi per la progettazione delle infrastrutture di sicurezza: da un lato – c’è una percezione chiara sull’esigenza da parte di chi fornisce servizi cloud sia al proprio interno, sia verso clienti, di garantire livelli di sicurezza certificati e normati – dall’altro – ci sono necessità nuove dettate dai livelli di performance richiesti dal consolidamento di ambienti applicativi e dati, e dall’incremento esponenziale dei flussi di comunicazione intracloud e intercloud. L’infrastruttura di sicurezza, inoltre, dovrà sempre di più matchare le nuove esigenze di elasticità conseguenti alla mobilità di dati e applicazioni, alla velocità di provisioning o di adattamento della potenza elaborativa, in base a necessità contingenti. Fondamentale poi la securizzazione e il controllo sugli accessi e i flussi da parte di applicazioni o di client in ambienti potenzialmente multi-tenant, sempre più multi-technology e indipendentemente dal media di trasporto utilizzato».

ORIENTARSI IN UN’OFFERTA COMPLESSA

Ombretta Fornari del Gruppo Sintesi afferma che l’offerta attuale è molto variegata e orientarsi può essere complesso: «Occorre fare riferimento a un partner di valore – trusted advisor – che comprenda le vere esigenze aziendali e che sappia indirizzare il cliente sia verso le architetture più adeguate per la realizzazione del cloud privato, sia nella scelta di servizi di cloud pubblico. In merito a quest’ultimo, alcuni servizi sono ormai a un buon grado di sviluppo – come mail, collaboration, antivirus – altri necessitano, invece, di un ulteriore periodo di maturazione (cloud backup ndr)».

Giovanna Nuzzo di Ocè afferma sinteticamente che «l’offerta attuale è solo un inizio di quello che potremo avere in futuro. La combinazione di soluzioni di mobilità e di cloud computing ci riserverà ancora nuovi vantaggi, tutti da scoprire».

Per Barbara Reffi di Passepartout, «l’offerta, in termini d’infrastrutture, ambienti e reti è già disponibile e adeguata, destinata a migliorare significativamente sia nelle prestazioni, sia nell’affidabilità e nella sicurezza». A essere limitata è – invece – l’offerta: «Solo pochi fornitori e poche soluzioni sono realmente cloud e quindi solo pochi possono sfruttare i benefici di una interoperabilità intercloud e intracloud.

Luca Costanzo di QAD Italy ritiene che oggi – grazie alla crescita di server farms sempre più attrezzate e all’ampia offerta di servizi infrastrutturali on demand – sia offerto agli utenti finali un ampio spettro di possibilità nella scelta non solo della tipologia, ma anche del livello di servizio desiderato. «Le aziende – che guardano al cloud come repository di servizi per il business – possono finalmente “dimenticarsi” delle problematiche relative all’infrastruttura e concentrarsi a raggiungere gli obiettivi di performance che si sono prefissati, attraverso l’analisi continua e la ridefinizione dei processi aziendali».

Per Fausto Curridori di Reitek, «l’offerta attuale presenta ampi margini di miglioramento per una effettiva interoperabilità fra i diversi servizi cloud. «La sincronizzazione fra i processi e l’accesso profilato dei dati sono solo alcuni degli aspetti cui si deve dare la giusta attenzione. Solo poche realtà sono in grado di erogare servizi cloud effettivamente aperti e interoperabili con altri preesistenti. In molti casi è necessaria una competenza tecnica qualificata per coordinare il tutto e per evitare che, quando le nuvole si incontrano… si vedano i fulmini!».

«L’interoperabilità non è elevata» – è il parere di Elio Mungo di Retelit : «Le soluzioni presenti sul mercato – sia commerciale, sia open source – sono molte, ma il loro sviluppo è tutto rivolto verso la parte “interna” e non verso l’integrazione delle nuvole. Ciò significa che i player del mercato stanno cercando di affermare i loro prodotti su questo mercato, prima di consentirne l’apertura e l’interoperabilità verso l’esterno. Retelit da tempo si sta prodigando nell’offrire gli strumenti adeguati, in termini di capacità e banda sufficiente e di servizi necessari per l’implementazione di nuvole pubbliche o private. A mio parere, infatti, questa è una strada estremamente conveniente per la diminuzione del TCO dei sistemi informativi delle aziende clienti».

La convinzione di Antonio Baldassarra di Seeweb è che, a livello infrastrutturale, non esistano al momento standard indipendenti, ma solo delle proposte di alcuni vendor che hanno una certa capacità di pressione sul mercato. «Questa pressione non è una cosa nuova nel mondo dell’IT e non è certo limitata al cloud computing. C’è da dire – però – che si vede un grande sforzo nella direzione dell’interoperabilità da parte di tutti e questo è molto positivo. L’offerta cloud, soprattutto infrastrutturale, è molto matura e si lavora ora con una clientela competente e molto attenta alle proprie scelte, anche in termini di rischi da lock-in. Non è più corretto parlare di queste cose in termini futuri – “il cloud è adesso” – ed è in grado di fornire già molte risposte: chi lo ha adottato sta già godendo dei benefici».

Secondo Gastone Nencini di Trend Micro Italia, «il cloud funziona in maniera ottimale se si ha connettività a banda larga, che purtroppo in Italia è distribuita a macchia di leopardo: pienamente utilizzabile nelle grandi città, ma sempre meno affidabile mano a mano che ci si sposta dai centri urbani metropolitani a quelli a bassa densità di popolazione. Con l’ampliamento della banda larga e la sua diffusione a livello capillare, anche l’utilizzo del cloud – e dei servizi a esso legati – potrà espandersi ulteriormente, contribuendo allo sviluppo del sistema Paese».

Chiudiamo il giro delle domande con Fabio Alghisi di Veeam Software che è convinto che l’offerta attuale sia sempre più affidabile in termini di servizio (sicurezza, gestione, controllo costi) erogato dai cloud provider. «Questa crescita di affidabilità dipende anche dalla notevole sicurezza raggiunta dalle infrastrutture virtuali che sono alla base del cloud computing e dagli strumenti per gestire e proteggere le stesse. Resta – invece – ancora problematica la fruizione di tali servizi fuori dai grandi centri urbani. Aziende dislocate in zone rurali, non in prossimità delle grandi città, rischiano di non poter fruire di un public cloud affidabile per mancanza di connessioni veloci: il cosiddetto digital divide é ancora un grosso ostacolo in molte parti del territorio italiano».

CONCLUSIONI

“Sognatore è un uomo con i piedi fortemente appoggiati sulle nuvole” – ci tramanda poeticamente Ennio Flaiano. Nel nostro caso invece, ciò che deve essere appoggiato – anzi ancorato – su di esse sono i nuovi modi di gestire il business, sotto la guida tecnologica di persone, quali quelle IT, le quali – per mestiere e natura – più che i sogni temono gli incubi di disservizi e malfunzionamenti. Ma queste stesse persone hanno anche una passione infinita per il loro lavoro e amano volare sempre più in alto…lassù su quelle nuvole…Meditiamo, gente, meditiamo J

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Cisco annuncia nuove appliance per l’ottimizzazione WAAS WAN https://www.datamanager.it/news/cisco/cisco-annuncia-nuove-appliance-l-ottimizzazione-waas-wan Tue, 11 Oct 2011 14:02:44 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2011/10/cisco-annuncia-nuove-appliance-per-lottimizzazione-waas-wan/ Cisco aiuta le aziende a migliorare le performance delle applicazioni per servizi cloud, desktop virtuali e video

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Cisco aiuta le aziende a migliorare le performance delle applicazioni per servizi cloud, desktop virtuali e video

Con la rapida crescita del numero delle applicazioni basate su Internet, Cisco si sta concentrando sull’aiutare i propri clienti ad adottare nelle loro reti più applicazioni software basate sul Web e contenuti multimediali su ampia scala e di alta qualità accessibili da qualsiasi utente e qualunque dispositivo. Per raggiungere questo obiettivo, l’azienda ha presentato la nuova generazione di appliance Wide Area Application Services (WAAS) – la famiglia di soluzioni Cisco di ottimizzazione della WAN (Wide Area Network).

Le nuove appliance Cisco WAAS aiutano i clienti a migliorare le prestazioni delle applicazioni e l’esperienza dell’utente per applicazioni che richiedono un’ampia banda trasmissiva come desktop virtuali, servizi cloud, video e dispositivi mobili presso le filiali. Inoltre, le nuove appliance aiutano le organizzazioni a migliorare sostanzialmente le prestazioni delle applicazioni e l’esperienza degli utenti attraverso la loro infrastruttura di rete, moltiplicando di cinque volte la larghezza di banda disponibile e supportando fino a tre volte il numero di utenti rispetto alla generazione precedente.

Un esempio della più ampia scalabilità della nuova linea di ottimizzazione della WAN di Cisco, una singola nuova appliance può permettere ad un’organizzazione di 150.000 dipendenti di utilizzare simultaneamente desktop virtuali su iPad di Apple o altri tablet, fornendo un’esperienza utente più elevata possibile ad ogni utente Un’appliance WAAS può, inoltre, ridurre il tempo che serve per il download di una tipica presentazione in PowerPoint su qualunque tablet di qualsiasi utente che risiede in una filiale da 30 secondi a solo un secondo e, inoltre, può simultaneamente fare lo streaming di 400 video in alta definizione su 150.000 dispositivi diversi.

Queste soluzioni di ottimizzazione WAN di nuova generazione migliorano l’efficienza IT e consentono risparmi sul TCO, riducendo l’utilizzo della larghezza di banda di un’organizzazione e l’hardware necessario del 66%. Offrono un modello coerente e flessibile di distribuzione che evita di ridisegnare la rete e offre ai responsabili IT una maggiore visibilità e facilità di gestione.

Appliance Cisco WAAS

• Le nuove appliance Cisco WAAS supportano sia le implementazioni presso le filiali che nei data center: le nuove appliance Cisco 294, 594 e 694 consentono agli uffici remoti di implementare fino a otto servizi virtuali, quali video, Virtual Desktop Infrastructure (VDI) e Windows sul sistema WAAS, con un throughput moltiplicato per 5

• Le nuove appliance Cisco 694, 7541, 7571 e 8541 forniscono alle filiali di grandi dimensioni e ai data center una soluzione aziendale di ottimizzazione WAN più scalabile con potenzialità di 10GE.

• Queste nuove appliance Cisco WAAS on-demand integrate al router Cisco Integrated Services Router Generation 2 forniscono alle organizzazioni il portafoglio più completo del mercato relativo all’ottimizzazione WAN. La famiglia di router ISR G2 offre un’esperienza di spazio di lavoro borderless attraverso la virtualizzazione dei servizi, capacità video-ready ed eccellenza operativa.

• Lenuove appliance Cisco sono gestite tramite il Cisco WAAS central manager e supporta unreporting integrato.

• Tutti i prodotti sono già disponibili.

Il Nuovo Software Cisco WAAS

Cisco ha inoltre annunciato il software Cisco WAAS v4.4 che aggrega applicazioni e ottimizzazione della rete con il primo context-aware DRE. Con l’aggiunta di applicazioni di intelligenza DRE (data redundancy elimination), Cisco WAAS con context-aware DRE è stato progettato per consentire ai clienti di supportare un numero notevolmente maggiore di video o sessioni di desktop virtuali da un unico sistema, raddoppiando il throughput effettivo di questi sistemi senza diminuire l’esperienza complessiva da qualsiasi luogo.

Dave Frampton, vice president e general manager, Cisco Application Delivery Business Unit ha dichiarato: “L’adozione crescente di video, desktop virtualization e cloud spesso porta a problemi di latenza delle applicazioni sulle wide area networks. Cisco WAAS migliora i tempi di risposta delle applicazioni, riducendo il consumo di banda per consentire alle aziende di sfruttare nuove applicazioni e la delivery di rich media, senza compromettere la produttività dei dipendenti. Il nuovo appliance Cisco WAAS fornisce un’implementazione scalabile e semplificata per mantenere l’esperienza degli utenti attraverso questi passaggi a livello di rete. Per i rich media come video e desktop virtualizzati, le nuove soluzioni WAAS migliorano il throughput e le prestazioni da 2 a 3 volte rispetto all’attuale generazione di soluzioni di ottimizzazione WAN.”

“Le attuali reti aziendali stanno testando sempre più applicazioni che richiedono un ampia banda trasmissiva come video, desktop virtuali e servizi cloud. L’impulso alla base di questa tendenza è destinata a crescere poiché le applicazioni cloud sono ormai protagoniste in azienda. L’ottimizzazione della WAN e delle soluzioni di application delivery, quali i nuovi appliance Cisco WAAS che forniscono all’IT e agli amministratori di rete una soluzione convincente che possa scalare e migliorare le prestazioni delle applicazioni attraverso la rete” ha dichiarato Rohit Mehra, director, Enterprise Communications Infrastructure, IDC.

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