Websense – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Mon, 08 Oct 2018 11:54:26 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png Websense – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 La doppia sfida di Forcepoint: consolidare l’offerta e integrare il modello di vendita https://www.datamanager.it/2016/05/la-doppia-sfida-forcepoint-consolidare-lofferta-integrare-modello-vendita/ Fri, 20 May 2016 12:09:19 +0000 http://www.datamanager.it/?p=101960 La recente fusione ha moltiplicato le soluzioni. Affiancando due modelli alternativi di vendita Consolidamento dell’offerta. E integrazione tra modelli di vendita. E’ questa la doppia sfida che attende Forcepoint, nuovo player nel campo della cybersecurity. Un progetto che ha alle spalle le recenti acquisizioni di Websense, Stonesoft e Sidewind pilotate da Raytheon, gigante dell’industria militare […]

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La recente fusione ha moltiplicato le soluzioni. Affiancando due modelli alternativi di vendita

Consolidamento dell’offerta. E integrazione tra modelli di vendita. E’ questa la doppia sfida che attende Forcepoint, nuovo player nel campo della cybersecurity. Un progetto che ha alle spalle le recenti acquisizioni di Websense, Stonesoft e Sidewind pilotate da Raytheon, gigante dell’industria militare USA con sede a Austin in Texas. «L’azienda  nasce ufficialmente nel gennaio 2016, capitalizza 500 milioni di dollari e dispone di 2.200 risorse a livello worldwide» afferma Emiliano Massa, Sr. Director Regional Sales South EMEA di Forcepoint. «Forcepoint è detenuta all’80% da Raytheon e per il rimanente da Vista, il fondo che ha acquistato Websense 24 mesi fa operandone il delisting dal mercato e poi creato la joint venture con Raytheon».

Un’alleanza dal grande potenziale. Tecnologia. E soprattutto enormi mezzi finanziari. Atout, quest’ultimo essenziale in un mercato come quello della cyber security dove come ricorda lo stesso Massa, per fare bene occorrono mezzi economici importanti. «Il delisting poi ci dà la possibilità di definire una roadmap a medio e lungo periodo senza dover necessariamente sottostare alle isterie del mercato borsistico». La fusione rappresenta un momento strategicamente importante per la vita del nuovo soggetto economico. In una condizione di mercato, si sottolinea, estremamente favorevole al Gruppo. «Tanti altri brand hanno optato per una logica di consolidamento. Dismettendo alcune tecnologie. Oggi si preferisce avere più competenze e meno soluzioni. Più verticali e focalizzate. In grado di gestire al meglio i bisogni del cliente». Una filosofia abbracciata sin dagli inizi da Websense. Che per anni ha offerto al mercato un’unica architettura, Triton. «L’integrazione di nuove soluzioni ci offre la possibilità di presentarci con un portafoglio più ampio. Forcepoint vuole essere il brand di riferimento nel mercato di cyber security. Ma allo stesso tempo vogliamo rimanere molto focalizzati. Senza  diventare generalisti» sottolinea Massa.

«Websense contruibisce a questa sinergia con l’apporto di soluzioni real time per il web, l’email e il dato. Per gestire al meglio il perimetro del cliente. Con una presenza forte nel segmento commercial.  Caratteristiche diverse da quelle della casa madre, molto più focalizzata sul mercato federal, difesa e pubblica amministrazione, ma che Raytheon ha trovato particolarmente appetibili». E con un modello di vendita agli antipodi rispetto a quello di Websense. «Un’azienda completamente canale-centrica. Che utilizza cioè  in tutto il mondo un modello di vendita indiretta tramite reseller. E che Raytheon invece non ha nel suo DNA».

Fin qui la strategia del gruppo a livello worldwide: quali invece le prospettive per l’Italia? «Il nostro paese è da sempre, in ambito EMEA, una delle country più profittevoli» ci dice Massa. «Qui il nostro livello di penetrazione, con quasi 500 clienti attivi,  è molto più ampio rispetto a Francia o Germania. Con un modello consolidato di advisory. Detto questo, la fusione rappresenta un acceleratore rispetto a quello che già facevamo in Websense. Se riusciamo, come pensiamo di poter fare, a esportare questo modello, sfruttando al meglio le tecnologie Raytheon e delle altre aziende ora del gruppo, ritengo che potremo diventare un player unico distruttivo nel  mercato di riferimento».

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Contro le minacce mutanti Websense rilancia la Data Protection https://www.datamanager.it/2015/06/contro-le-minacce-mutanti-websense-rilancia-la-data-protection/ Wed, 03 Jun 2015 08:51:08 +0000 http://www.datamanager.it/?p=75714 Rilasciato dai Security Lab del gruppo americano il nuovo rapporto sullo stato della sicurezza 2015 Shellshock, Heartbleed e Poodle, solo per fare qualche nome. Tutti termini diventati popolari anche al di fuori del ristretto ambito degli esperti di sicurezza informatica. Minacce che abbiamo imparato a conoscere nei mesi scorsi. Un mix micidiale di tecniche nuove […]

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Rilasciato dai Security Lab del gruppo americano il nuovo rapporto sullo stato della sicurezza 2015

Shellshock, Heartbleed e Poodle, solo per fare qualche nome. Tutti termini diventati popolari anche al di fuori del ristretto ambito degli esperti di sicurezza informatica. Minacce che abbiamo imparato a conoscere nei mesi scorsi. Un mix micidiale di tecniche nuove e altre più rodate. “Malware in evoluzione sequenziale e proattiva” lo definisce Emiliano Massa, Sr. Director Regional Sales South EMEA Websense. “Capace di mettere in ginocchio colossi bancari e assicurativi, giganti dell’entertainment e della grande distribuzione. In grado di far leva su standard obsoleti ancora molto diffusi come Bash, OpenSSL, SSLv3”. Tecnologie deboli che minano quella stessa infrastruttura che contribuiscono a sostenere. Lasciandoci pericolosamente esposti a minacce anche gravi. Una situazione fluida. Fotografata e contestualizzata però dal Threat Report 2015, rilasciato dai Security Lab Websense. “Un’analisi ancora più accurata e approfondita grazie ad una base di dati ancora più estesa. 900 milioni di endpoint worldwide. Fonti che raccolgono una mole sterminata di info. Pronta per essere  incrociata da più di 100 ricercatori in campo – suddivisi tra UK, USA e Asia – con le analitiche interne e le info provenienti da terze parti” afferma Massa. Un report che consente di ottenere immediatamente un quadro esaustivo della situazione. Una finestra di visibilità su quelle che sono le tendenze di sicurezza da tenere d’occhio.

Otto quelle individuate da Websense, suddivise in due macrocategorie; la prima connessa alle minacce generate dal comportamento delle persone. E l’altra più tradizionale in cui sono illustrate le tendenze più recenti relative all’impiego di tecniche d’attacco e della tecnologia utilizzata. “Ci troviamo in una fase in cui solo le minacce che continueranno ad evolversi saranno quelle destinate a durare” osserva Massa. Malcode che non segue il tradizionale schema d’attacco (kill chain) formalizzato da Websense lungo sette step principali. “Cambiamenti repentini nel comportamento che possono mettere fuori uso le difese esistenti. Prendiamo lo spam. Se una certa attività avviene in una fase non prevista, disorienta lo staff di sicurezza” spiega Massa. Una sorta di darwinismo digitale. Che prolifera su un ecosistema di software obsoleti e tecnologie superate, le cui vulnerabilità sono documentate e conosciute. Un meccanismo rodato ed efficace. “Le versioni più obsolete di taluni software come Java non vengono patchate tempestivamente. Spesso neppure per negligenza. Ma solo perché  l’unica compatibile con l’applicativo legacy è proprio quella superata. Anche per questo, periodicamente assistiamo al ritorno di vecchie tecnologie d’attacco come i macrovirus” conferma Massa. Minacce che seppur datate continuano comunque a provocare danni. E per le quali mancano ancora competenze all’altezza della sfida. “Servono più di 10 anni di esperienza nel settore per fare fronte alla pericolosità delle minacce” osserva Massa.

Dove l’elemento umano è importante almeno quanto quello tecnologico. “La sicurezza del dato è soprattutto un problema comportamentale. Il problema sta tra la sedia e la tastiera”  scherza ma solo fino a un certo punto Luca Mairani, Sr. Sales Engineer Websense.  Per il quale chiudere il gap di sicurezza significa mettere in condizione l’azienda di vedere tutte le situazioni in cui il dato non è protetto. “Si tratta di ragionare su quel che è possibile coprire. E analizzare il rischio sostenibile”. In questo senso, Triton APX  rappresenta l’elemento chiave per innalzare il livello di sicurezza complessivo. “Fino ad oggi la risposta da parte delle aziende è stata piuttosto limitata” ammette Massa. Soprattutto perché prima di arrivare al deployment della soluzione sono necessarie una serie di attività e in primo luogo la Data Classification, vale a dire l’attribuzione di un certo valore ai singoli file. L’approccio proposto da Websense è un altro. E lavora a livello comportamentale. “La nostra soluzione effettua una serie di controlli che vanno a snidare ogni comportamento anomalo:  utilizzo di cifratura non convenzionale, flussi di dati in uscita al di fuori della normale attività lavorativa, comportamenti sospetti. Ma anche l’individuazione di figure deboli nell’architettura organizzativa. Elementi questi che possono essere monitorati e indagati” afferma Mairani.

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IDC Security 2015: la sicurezza sposa i Big Data https://www.datamanager.it/2015/03/idc-security-2015-la-sicurezza-sposa-i-big-data/ Thu, 26 Mar 2015 13:48:39 +0000 http://www.datamanager.it/?p=72188 A fronte di minacce informatiche sempre più persistenti e sofisticate, capaci di sfruttare le subdole armi dell’ingegneria sociale, è necessario implementare strategie di protezione ad ampio raggio e in grado di correlare gli eventi   È difficile – come del resto sottolinea anche Giancarlo Vercellino, Research & Consulting Manager di IDC Italia nell’intervento che apre la […]

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A fronte di minacce informatiche sempre più persistenti e sofisticate, capaci di sfruttare le subdole armi dell’ingegneria sociale, è necessario implementare strategie di protezione ad ampio raggio e in grado di correlare gli eventi

 

È difficile – come del resto sottolinea anche Giancarlo Vercellino, Research & Consulting Manager di IDC Italia nell’intervento che apre la giornata IDC Security dedicata quest’anno alla sicurezza informatica predittiva – tratteggiare un’immagine precisa di un tema diventato oggi talmente complesso. «Ogni giorno arrivano notizie di nuove minacce e nuovi attacchi – ha ricordato Vercellino – in occasioni come queste le nostre slide diventano obsolete». Gli ambienti tecnologici tendono a diventare sempre più sofisticati, si moltiplicano linguaggi, sistemi operativi e i marchi dell’Information technology, ha aggiunto Vercellino «a causa della virtualizzazione, penetrano sempre più profondamente negli strati profondi degli stack hardware». Oltre a questo, aumentano e si diversificano gli interessi in gioco, perché sempre più spesso sul terreno di battaglia non scendono soltanto gli hacker e le aziende, ma gli attivisti politici, i gruppi sociali, le stesse autorità governative e militari.

Videointervista ad Alberto Meneghini, Security Leader, IBM Italia

 

 


Videointervista ad Alberto Meneghini, IBM Italia
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Imparare dal passato

Una cosa è certa, afferma l’esperto IDC: la sicurezza informatica non è più un fattore marginale, una misura che le aziende devono prendere solo per salvaguardare la propria reputazione. «Oggi la fiducia nei confronti delle tecnologie e dei dati è fondamentale per la sostenibilità dell’economia, precisa Vercellino sottolineando come secondo le valutazioni della società di analisi di mercato, circa il 10% degli attacchi informatici in Italia può essere considerata una Apt, una minaccia “persistente e avanzata”. «In casi del genere, i costi legati alle operazioni di ripristino dei dati e delle funzionalità può essere compreso tra i 50 mila e il mezzo milione di dollari».

Malgrado la grande diffusione del tema sicurezza sui media specializzati e generalisti, ha poi detto Vercellino, il grado di consapevolezza del mondo imprenditoriale e della pubblica amministrazione non sembra raggiungere il livello di massa critica necessario. La sicurezza informatica, insomma, continua a essere presa un po’ sottogamba. L’atteggiamento predominante, indica una slide di Vercellino, è vagamente negazionista: in genere, i responsabili delle aziende e delle loro infrastrutture tecnologiche sono convinti di aver messo in atto tutte le possibili contromisure. «Non è così – avverte in conclusione Vercellino – lo scenario attuale richiede un tipo di sicurezza molto più pervasiva e iterativa, capace cioè di imparare dal passato». Ci vuole più attenzione alla salvaguardia del cloud, leggi ancora più severe contro il cybercrimine e attenzione all’importanza delle strategie di protezione olistiche, che non siano semplicemente basate su prodotti tecnologici ma consentano di coprire gli aspetti dell’ingegneria sociale e del comportamento dei singoli utenti, alla costante ricerca del giusto equilibrio tra tempi di risposta e budget di sicurezza, che non può essere infinito.

Videointervista a Paolo Arcagni, system engineer manager di F5 Italia e Malta e Roberto Banfi, senior consultant & security technical leader di Sinergy

 

 


Videointervista a Paolo Arcagni, F5 Italia e Malta, e a Roberto Banfi, Sinergy
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Violazioni invisibili

Un testimonial d’eccezione per questa giornata viene dal mondo della sicurezza di nuova generazione. Dopo Vercellino, all’evento IDC interviene infatti Mike Loginov, Chief Information Security Officer e Cyber Stratigist Office di Ascot Barclay Cyber Security, un gruppo di consulenti d’alto livello che affianca grandi aziende, istituzioni civili e militari nel progettare “operation center” di sicurezza e fornire servizi di analisi, consulenza e formazione. «L’anno di svolta è stato il 2014 – ha detto Loginov – che ha visto una esplosione del numero di attacchi mirati al furto di identità, quasi duemila anagrafiche perse ogni minuto. Solo i primi mesi del 2015 hanno visto un centinaio di banche di 30 nazioni subire un attacco, ma a fronte di questa emergenza, i “buoni” sprecano un sacco di tempo a prendere i cattivi». Le cose sono leggermente migliorate nell’ultimo anno, ma le statistiche dicono che le aziende impiegano in media più di 200 giorni per accorgersi che le loro informazioni sono state compromesse – ha concluso Loginov sottolineando l’importanza di una sicurezza costruita su un approccio integrato e analitico, capace di mettere a buon frutto gli strumenti di Big Data per correlare le tracce disseminate da strategie d’attacco troppo sofisticate per essere sventate con semplici barriere perimetrali.

Videointervista a Emiliano Massa, Director of Regional sales, Websense Italy & Iberia

 

 


Videointervista a Emiliano Massa, Websense
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Approccio integrato

Emiliano Massa di Websense e Stefano Volpi, Area Sales Manager della nuova organizzazione commerciale che Cisco ha dedicato alle soluzioni di sicurezza, sono stati chiamati a presentare il punto di vista dei fornitori di soluzioni di cybersecurity. Il responsabile commerciale regionale di Websense è entrato nel dettaglio di queste strategie d’attacco illustrando le sette mosse che gli hacker percorrono per individuare, all’interno delle organizzazioni, i soggetti potenzialmente più vulnerabili, attirandoli con contenuti che permettono di stabilire una connessione di rete diretta con i sistemi-bersaglio. «I malintenzionati usano l’ingegneria sociale ma il mercato nero pullula di attrezzi tecnologici. Ogni dollaro investito in questi strumenti può generare 750 dollari di utile – dichiara Massa». Cifre che autorizzano esperti come Volpi, di Cisco, a calcolare per l’industria del cybercrimine, un valore complessivo che si attesta tra i 450 e i mille miliardi di dollari. Volpi, parlando delle acquisizioni che in questi ultimi anni hanno permesso a Cisco di mettere a punto un modello di sicurezza completamente integrato, ha sottolineato l’importanza di seguire un approccio centrato sullo studio delle minacce e dei comportamenti, piuttosto che sull’adozione di contromisure troppo puntuali. «La sicurezza perimetrale è importante, ma occorrono visione di insieme e capacità di analisi, anche retrospettiva».

Videointervista a Stefano Volpi, Area Sales Manager, Global security Sales Organization (GSSO), Cisco Italia

 

 


Videointervista a Stefano Volpi, Cisco
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Durante l’evento milanese, IDC e Clusit, l’associazione italiana per la sicurezza informatica, hanno annunciato una collaborazione strategica tesa alla realizzazione di studi nel mercato della sicurezza delle informazioni. Le due organizzazioni, convinte che una vera strategia di sicureza debba coinvolgere, nelle aziende, anche i livelli esecutivi pià elevati, da quest’anno metteranno a fattor comune le proprie risorse e competenze, anche per arricchire il valore delle rispettive iniziative nazionali.

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Websense, la cybersecurity è più che mai necessaria https://www.datamanager.it/news/websense-la-cybersecurity-pi-che-mai-necessaria-57249.html Thu, 12 Jun 2014 14:38:15 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2014/06/websense-la-cybersecurity-e-piu-che-mai-necessaria/ Un’indagine condotta a livello mondiale per il colosso californiano delle soluzioni di sicurezza rivela che molta strada deve essere ancora fatta dalle aziende, anche in Italia Lo studio è fresco fresco: giugno 2014, cioè oggi. E le conclusioni non sono rassicuranti. Anche perché l’indagine condotta dal Ponemon Institute per Websense, la società che sviluppa le […]

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Un’indagine condotta a livello mondiale per il colosso californiano delle soluzioni di sicurezza rivela che molta strada deve essere ancora fatta dalle aziende, anche in Italia

Lo studio è fresco fresco: giugno 2014, cioè oggi. E le conclusioni non sono rassicuranti. Anche perché l’indagine condotta dal Ponemon Institute per Websense, la società che sviluppa le soluzioni Triton contro gli attacchi informatici e il furto dei dati, ha coinvolto un universo molto vasto, con circa 5.000 professionisti della sicurezza IT intervistati. Insomma, un vero e proprio report mondiale sullo stato della security che ha chiamato all’appello 15 paesi di tutto il mondo, Italia compresa, per svelare lo scenario odierno della cybersicurezza. Dipingendo un quadro poco confortante in cui si percepiscono carenze nei sistemi di sicurezza delle aziende, oltre a scostamenti rispetto al valore percepito dei dati riservati e una visibilità piuttosto limitata sull’attività dei cyber criminali. Non solo: il report di Websense spiega anche le ragioni per cui i criminali informatici hanno un punto di appoggio all’interno delle aziende di grandi dimensioni. “Questo report mondiale sulla sicurezza mostra come il settore della cybersecurity abbia ancora molto lavoro da fare quando si tratta di affrontare gli attacchi informatici”, ha sottolineato il Ceo di Websense John McCormack, nel commentare le conclusioni a livello globale dello studio, intitolato “Exposing the cybersecurity cracks: a global perpsective”.

I dati italiani

A illustrare i dati relativi all’Italia ci ha invece pensato Emiliano Massa, director of regional sales di Websense Italy e Iberia, durante un incontro con la stampa a metà giugno a Milano, nel quale ha fatto il punto, con la consueta verve, anche sullo stato dei trend emergenti nelle metodologie dei cyber attacchi, coinvolgendo gli intervenuti in un rapido ma completo viaggio nell’altra inquietante faccia del web. Quello che più colpisce è che spesso nelle aziende “non c’è percezione tra la violazione della sicurezza dei dati e la conseguente perdita di fatturato: si tratta davvero di un problema gravissimo”, spiega Massa, anche perché una precedente ricerca, sempre condotta da Ponemon, aveva evidenziato come il costo medio di una violazione dei dati aziendali riservati sia nell’ordine dei 5 milioni di dollari. Non fosse altro perché oggi spesso si verificano “attacchi molto nascosti di tipo ‘stealth’, estremamente mirati e di lunga durata, nei quali i dati non si rubano più, ma si copiano”, fa notare Massa, ed è per questo che “spesso le aziende non si rendono conto di aver subito un cyber attacco: mediamente se ne accorgono dopo 2 anni e mezzo”.

Scarsa consapevolezza

L’analisi di Emiliano Massa trova un riscontro preciso nelle risultanze della survey condotta dal Ponemon Institute, che per l’Italia ha rivelato tra l’altro che più della metà (per l’esattezza il 54%) degli intervistati pensa che la propria azienda non sia protetta contro gli attacchi informatici avanzati, mentre ben due terzi, cioè il 66%, dubita di poter fermare la fuoruscita di informazioni sensibili. Non solo: quattro su cinque degli intervistati (l’82%) ritengono che le minacce informatiche a volte passino inosservate attraverso i sistemi di sicurezza della propria azienda, e non a caso la metà quasi esatta (il 49%) delle aziende coinvolte nella ricerca ha riportato uno o più attacchi importanti nell’anno passato, dove per attacco importante si intende l’accesso a reti o sistemi aziendali. Per di più, il 68% delle aziende non ha un’intelligence adeguata o non ha ricevuto informazioni riguardo ai tentativi di attacco e al loro impatto, e una percentuale analoga (per l’esattezza il 69%) ha dichiarato che le proprie soluzioni di sicurezza non forniscono informazioni o non garantiscono che la propria soluzione li possa avvisare in merito alle cause più profonde di un attacco. Come dire che conviene proprio investire nelle azioni di chi si occupa di parare queste minacce.

 

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Websense premiata con il Global Award 2013 per la Customer Value Enhancement https://www.datamanager.it/news/websense-premiata-con-il-global-award-2013-la-customer-value-enhancement-52942.html Tue, 21 Jan 2014 19:00:14 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2014/01/websense-premiata-con-il-global-award-2013-per-la-customer-value-enhancement/ In base a una recente analisi del mercato della sicurezza dei contenuti Web ed email, Frost & Sullivan ha premiato Websense con il Global Frost & Sullivan Award 2013 per Customer Value Enhancement

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In base a una recente analisi del mercato della sicurezza dei contenuti Web ed email, Frost & Sullivan ha premiato Websense con il Global Frost & Sullivan Award 2013 per Customer Value Enhancement

Websense ha ottenuto questo riconoscimento proteggendo proattivamente le aziende contro le minacce avanzate e la perdita dei dati e dimostrando l’eccellenza della progettazione delle piattaforme di sicurezza, gestibili in modo efficiente.

“La soluzione Websense TRITON è molto di più di un sistema di sicurezza efficiente, è infatti stata progettata per offrire funzionalità di gestione”, ha dichiarato Frank Dickson, Frost & Sullivan Industry Principal. “Grazie a un sistema che blocca i più avanzati attacchi di oggi, i responsabili della sicurezza Websense hanno una visione integrata dei propri sistemi per semplificare le previsioni e l’eliminazione delle minacce attraverso tutti i canali”.

Websense ha sfruttato la propria esperienza nella sicurezza dei contenuti per offrire la soluzione globale TRITON che unisce sicurezza Web, email, mobile e data loss prevention (DLP). Websense è l’unico dei due vendor nel mercato della sicurezza dei contenuti a registrare una market share a doppia cifra.

“La semplicità di gestione e l’intelligence avanzata e integrata contro le minacce sono le priorità principali nelle nostre soluzioni Websense TRITON”, ha dichiarato John McCormack, Websense CEO. “E’ fondamentale che un sistema di sicurezza sia semplice da controllare e da gestire. Siamo orgogliosi di essere stati premiati per la nostra semplicità di gestione e l’efficacia della sicurezza”.

Invece di dover effettuare il login in diversi sistemi individuali di sicurezza, le soluzioni Websense TRITON permettono ai professionisti di sicurezza di avere una visione e una gestione integrata di tutti i sistemi (Web, email, sicurezza dei dati e mobile) all’interno di un’unica console semplice da utilizzare. I tool di gestione cross-platform della soluzione TRITON permettono ai professionisti della sicurezza di stabilire un insieme di policy, che viene automaticamente implementato attraverso domini multipli di sicurezza.

Oggi i team dedicati alla sicurezza sono solitamente già oberati. La combinazione di una maggior complessità della sicurezza e di reparti di sicurezza carenti di personale può portare a un significativo peggioramento della sicurezza della rete aziendale. Naturalmente i professionisti della sicurezza sono alla ricerca di strumenti per semplificare la gestione e il management della sicurezza.

“Gli strumenti di prossima generazione devono andare oltre il semplice utilizzo, la gestione e la manutenzione di una soluzione individuale”, ha dichiarato Dickson. “Dovrebbero garantire maggiore visibilità e funzionalità consolidate di gestione attraverso canali multipli”.

Inoltre, Websense ha rafforzato il proprio portfolio di soluzioni di sicurezza stringendo alleanze con aziende come F5 Networks, VMware, Citrix, Microsoft, IBM e Facebook.

Gli Award per le Best Practice di Frost & Sullivan premiano le aziende in diversi mercati regionali e mondiali che dimostrano risultati eccezionali e prestazioni superiori in aree come leadership, innovazione tecnologica, customer service e sviluppo strategico di prodotti. Gli analisti confrontano i vendor e misurano le prestazioni attraverso approfondite interviste, analisi e un’ampia ricerca secondaria per identificare le best practice del mercato.

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Websense presenta la nuova release di Triton https://www.datamanager.it/news/websense-presenta-la-nuova-release-di-triton-52519.html Fri, 20 Dec 2013 14:16:33 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/12/websense-presenta-la-nuova-release-di-triton/ Triton è la soluzione di security integrata che guarda anche alla data loss prevention. Parla Neil Thacker: "Aziende protette contro la fuoriuscita di dati"

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Triton è la soluzione di security integrata che guarda anche alla data loss prevention. Parla Neil Thacker: “Aziende protette contro la fuoriuscita di dati”

Si decide che cosa bloccare. I dati nei computer connessi alla rete aziendale, compresi quelli salvati sui driver esterni (chiavette USB, hard disk, schede di memoria) e virtualmente qualsiasi file in uscita veicolato da non importa quale protocollo o piattaforma: HTTP (portale, blog e qualsiasi altro spazio web collegato all’azienda), email aziendale, webmail, siti peer to-peer e sessioni FTP; i sistemi di messaggistica interni; persino i dati salvati sul cloud con Dropbox, SkyDrive o quant’altro. Con l’approccio di Websense l’azienda può impostare policy personalizzate in base alle proprie esigenze e definire quali siano i dati sensibili e le informazioni critiche da proteggere, autorizzandone o meno la fuoriuscita o l’invio. Grazie alla tecnologia DLP di Triton, le aziende non solo garantiscono la sicurezza del canale di comunicazione, ma agiscono a livello dei dati che sono l’obiettivo principale di tutti gli attacchi informatici, che mirano appunto al furto di informazioni per ottenere un ritorno economico. Inoltre, è importante sottolineare che le comunicazioni personali che non contengono dati considerati sensibili non subiscono alcuna limitazione, non andando a ledere in alcun modo la privacy dei singoli dipendenti.

«Con una soluzione DLP in campo, a nessuno è permesso trasferire all’esterno del perimetro aziendale le informazioni non autorizzate e considerate sensibili» afferma Neil Thacker, EMEA Information Security and Strategy Officer di Websense. Attenzione però: meglio fissare in anticipo qualche paletto, consapevoli dell’impatto che una soluzione di questo tipo ha sul modo di lavorare in azienda. «Le regole devono essere chiare e condivise. I responsabili devono accettare le regole fissate ed è importante portare avanti anche una campagna che miri ad educare e sensibilizzare i dipendenti in merito alle problematiche legate alla sicurezza. E preparare tempestivamente, qualora si decida di metterli in campo, tutti i filtri necessari per bloccare il trasferimento non autorizzato di dati, fissando almeno inizialmente la finestra temporale entro il quale sarà testata la soluzione» ci dice Thacker. E’ concreta, infatti, la possibilità che una soluzione DLP possa trasformarsi in un vaso di Pandora. «Sgomberato il campo da ogni retropensiero, l’esperienza ci dice che una volta comprese le potenzialità, il desiderio di vederne subito all’opera gli effetti diventa preponderante» afferma Thacker. Semmai, si tratta di determinare con precisione il valore delle informazioni che si vogliono preservare.

«L’organizzazione deve poter localizzare con precisione il dato e fissare le priorità a seconda che si tratti di dati, informazioni, oppure proprietà intellettuale» conferma Thacker. Quale l’impatto sull’infrastruttura esistente? «La soluzione non rallenta le performance di connessione. E’ vero, però, che necessita di un’architettura scalabile che sappia adattarsi ai cambiamenti organizzativi. Ci sono prodotti che non si possono configurare centralmente e necessitano di una procedura lunga e farraginosa. Con una soluzione matura come Triton, invece, tutta la fase di installazione e gestione avviene utilizzando un’unica interfaccia grafica, riducendo le probabilità di errore» conclude Thacker.

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Il Gruppo bancario Iccrea sceglie Websense per la protezione contro le minacce avanzate https://www.datamanager.it/news/il-gruppo-bancario-iccrea-sceglie-websense-la-protezione-contro-le-minacce-avanzate-51747.html Tue, 26 Nov 2013 18:30:04 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/11/il-gruppo-bancario-iccrea-sceglie-websense-per-la-protezione-contro-le-minacce-avanzate/ L’implementazione di Websense TRITON Security Gateway Anywhere ha permesso al Gruppo bancario di razionalizzare gli strumenti per la navigazione Web e la ricezione della posta elettronica

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L’implementazione di Websense TRITON Security Gateway Anywhere ha permesso al Gruppo bancario di razionalizzare gli strumenti per la navigazione Web e la ricezione della posta elettronica

Il Gruppo Bancario Iccrea, insieme di Società che forniscono prodotti e servizi alle Banche di Credito Cooperativo e Casse Rurali (BCC-CR), ha scelto Websense TRITON Security Gateway Anywhere per proteggersi in tempo reale contro le minacce avanzate.

Websense TRITON Security Gateway Anywhere era già utilizzata dal Gruppo per il controllo dell’email e a fronte degli ottimi risultati ottenuti hanno deciso di estenderla anche alla navigazione Web.

Da quando è stata installata la soluzione Websense, il Gruppo Iccrea ha rilevato una importante diminuzione delle richieste ricevute dall’help desk per la navigazione Internet e la posta elettronica, grazie a una serie di controlli effettuati dalla soluzione che hanno permesso di ridurre il numero di interventi che precedentemente il team IT era costretto a svolgere manualmente, ottimizzando l’impiego delle risorse aziendali e riducendo i costi legati alla manutenzione di quattro ambienti differenti.

“Il continuo e costante cambiamento dei malware impone oggi alle aziende di essere più attente alla sicurezza. Per assicurare la protezione necessaria è fondamentale la dinamicità dei filtri, le precedenti soluzioni erano statiche e non offrivano i frequenti aggiornamenti che invece sono garantiti da Websense”, ha affermato Claudio Braglia, Responsabile Tecnologie, Iccrea Banca (la società del Gruppo che gestisce la componente tecnologica). “Prima di avviare questo progetto, utilizzavamo già con ottimi risultati la soluzione Websense per il controllo della posta elettronica che è stata ulteriormente migliorata per quanto riguarda la parte di filtering e spam”.

Oltre al controllo della componente Web, Websense TRITON Security Gateway Anywhere monitora la posta elettronica, che ormai transita attraverso un unico canale consentendo di filtrare lo spam in entrata ed eliminandolo prima di recapitare l’email al destinatario finale. La soluzione Websense ha determinato un miglioramento nella rilevazione delle minacce via email, riducendo il numero degli incidenti malware. Inoltre, la funzionalità di sandboxing, che analizza gli allegati, permette di bloccare i tentativi di ingresso di malware camuffati da altri oggetti.

“Websense TRITON Security Gateway Anywhere è il risultato dei molti anni e del profondo impegno che abbiamo dedicato alle attività di Ricerca e Sviluppo”, ha dichiarato Emiliano Massa Director of Regional Sales Websense Italy & Iberia. “Attraverso un’unica console centralizzata permette, infatti, di gestire sia il traffico Web che quello email, riducendo drasticamente gli incidenti malware, e siamo molto soddisfatti dei riscontri positivi che riceviamo dalle aziende che hanno implementato la nostra soluzione”.

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WebSense Security Lab: otto previsioni per la sicurezza informatica https://www.datamanager.it/news/websense-security-lab-otto-previsioni-la-sicurezza-informatica-51395.html Fri, 15 Nov 2013 13:38:47 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/11/websense-security-lab-otto-previsioni-per-la-sicurezza-informatica/ Nel 2014 vedremo una diminuzione di malware avanzati, nuove forme di attacchi e un incremento di minacce sui social network

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Nel 2014 vedremo una diminuzione di malware avanzati, nuove forme di attacchi e un incremento di minacce sui social network

Nel 2014 vedremo una dimunizione di malware avanzati, nuove forme di attacchi e un incremento di minacce sui social network

Che siano gli Anonymous, hacker balcanici o governi, gli strumenti e le modalità di infezione sono sempre simili, se non identici. Questo succede perché quando su un sistema vi è una falla, questa viene utilizzata globalmente da chi ne è a conoscenza. L’asticella della sicurezza informatica, a questo punto, si sposta dal proteggere i computer a prevenire gli attacchi. La domanda non è più “se una persona, azienda o istituzione verrà attaccata” ma “quando verrà attaccata”. Il 2013 è stato senz’altro l’anno della presa di coscienza di quanto può far male un attacco informatico. Spostando l’attenzione dai singoli utenti ad imprese e stati, la sicurezza informatica si è imposta quale misura necessaria da intraprendere per ogni tipo di azienda, fondamentale non solo per proteggere i propri dati ma anche per impedire che escano all’esterno.

Previsioning annuale

Oggi i ricercatori dei Websense Security Labs hanno annunciato le previsioni per le minacce nel 2014, che includono suggerimenti sui processi che le aziende dovrebbero implementare per fronteggiare il crimine informatico. Il report, disponibile qui, presenta una serie di consigli dettagliati su come porsi nei confronti delle nuove minacce cbe sfruttano i trend tecnologici come big data, social network e cloud. Secondo Charles Renert, vice president of security research di Websense: “Le aziende dovrebbero aumentare le proprie difese tenendo il passo con i cyber criminali che cercano sempre nuovi metodi per superare le barriere informatiche, nelle diverse fasi del processo aziendale”.

Le otto previsioni

Isolamento malware, phishing education e supporto alle nuove piattaforme sono i principali consigli per cercare di limitare la propagazione di minacce su computer aziendali. Le otto previsioni per il 2014, fornite da Websense, riguardano i principali temi sulla sicurezza informatica cominciati a svilupparsi nel 2013. “Ci sono persone che hanno imparato a stare a casa, accendere il computer e comprarsi, tramite Bitcoin, una serie di exploit kit, che li permetteranno di assicurarsi una serie di informazioni personali da rivendere” – afferma Emiliano Massa, Director of Regional Sales, Websense Italy e Iberia. Ecco l’elenco delle otto minacce:

1 – Il volume di malware avanzati diminuirà sensibilmente

2 – Ci sarà un aumento degli attacchi mirati a distruggere i dati (ransomware) piuttosto che rubarli. Un attacco portato avanti principalmente da governi e stati

3 – I criminali informatici saranno più interessati ai dati sul cloud piuttosto che a quelli sulla rete locale

4 – Ci sarà una lotta tra i creatori di exploit kit per ottenere il potere dopo l’arresto dell’autore di Blackhole

5 – Molti attacchi riguarderanno le falle Java, visto l’utilizzo globale che se ne fa

6 – I criminali informatici attireranno sempre più i responsabili aziendali e comprometteranno le società attraverso i social network

7 – I criminali colpiranno gli anelli deboli della catena “data-exchange” ovvero dell’informazione (consulenti, vendor), quelle figure che gestiscono molte informazioni su diverse aziende.

8 – Ci saranno errori nella cosiddetta “sicurezza offensiva” a causa di false interpretazioni di attacchi hacker. Può succedere che diversi soggetti agiscano assieme per attaccare uno stato, fingendosi attivisti contro un certo stato. A questo punto la vittima decide di rispondere e fa partire una piccola cyberwar. Chi ci guadagna? In questo caso i criminali informatici che azionano la prima minaccia mossi, quasi sempre, da gruppi politicamente schierati ben precisi.

Il nuovo Triton 7.8

Nell’ottica di proteggere le aziende nel miglior modo possibile, coprendo i diversi livelli di workflow aziendale, Websense ha lanciato la nuova versionre di Triton, che promette di bloccare più minacce con una migliore security insight. “La nuova soluzione presenta le stesse caratteristiche della precedente con l’aggiunta di funzioni interessanti come l’analisi delle connessioni in uscita che inviano dati aziendali all’esterno, ad esempio file ZIP via email oppure in chat, insomma tuto ciò che risulta anomalo” – ci spiega Ferdinando Mancini, Responsabile Tecnico di Websense. In questo modo, alla luce di precise policy, ogni amministratore può controllare come viene utilizzata la banda, sulla rete interna ed esterna, da parte ogni utente. “In Triton 7.8 è stata inserita un’intera sezione chaimata ThreatScope che integra l’implemento delle procedure di sandboxing, il monitoraggio in tempo reale delle minacce e il rinforzo della piattaforma di amministrazione quali report personalizzati, autenticazioni più sicure e Virtual Appliance. Tutto inserito in una precisa ottica di policy che possa assicurare la più completa trasparenza all’azienda e ai suoi dipendenti” – conclude Mancini.

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Websense e Confartigianto Vicenza: navigazione Web ed email sicure per gli utenti dell’associazione https://www.datamanager.it/news/websense-e-confartigianto-vicenza-navigazione-web-ed-email-sicure-gli-utenti-dellassociazione-5 Wed, 23 Oct 2013 16:30:03 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/10/websense-e-confartigianto-vicenza-navigazione-web-ed-email-sicure-per-gli-utenti-dellassociazione/ L’implementazione ibrida di Websense TRITON Security Gateway Anywhere ha permesso all’associazione vicentina di rispondere alle esigenze di scalabilità, semplicità e trasparenza

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L’implementazione ibrida di Websense TRITON Security Gateway Anywhere ha permesso all’associazione vicentina di rispondere alle esigenze di scalabilità, semplicità e trasparenza

Confartigianato Vicenza, l’associazione di categoria privata artigiana più grande d’Italia, ha scelto Websense TRITON Security Gateway Anywhere per offrire ai propri utenti migliori servizi di navigazione Web e ricezione della posta elettronica, migrando da una soluzione Cloud ad una hybrid-Cloud. Inoltre, per l’associazione vicentina era fondamentale implementare una soluzione aperta a nuovi scenari e tecnologie che riuscisse a soddisfare le esigenze di granularità e tracciabilità delle informazioni, con l’intenzione nei prossimi mesi di gestire anche la data loss prevention ed evitare potenziali fughe di dati.

A partire da gennaio 2013, l’associazione vicentina ha implementato Websense TRITON Security Gateway Anywhere in modalità ibrida, grazie anche alla collaborazione del partner di Websense Project Informatica, unendo così massima affidabilità, velocità e scalabilità a una gestione decentralizzata. Inizialmente Confartigianato Vicenza ha portato avanti un beta-test della durata di tre mesi che ha coinvolto circa una sessantina di postazioni, cercando di rappresentare tutti i servizi orientati alla navigazione Web con l’utilizzo di una tecnologia ibrida basata sia su un’appliance che su Cloud. In questa prima fase di test degli ambienti è emersa la necessità di implementare una soluzione scalabile ed è stato quindi installato un appliance Websense presso la sede Provinciale di Vicenza, che ha dimostrato la propria idoneità a supportare sia il traffico che le configurazioni personalizzate. Inoltre, la gestione on-premise ha consentito di eliminare tutta una serie di policy impostate su gateway di terze parti. Il passaggio dalla fase di beta-test all’operatività è stato rapido: in poche ore, infatti, le cinquecento postazioni delle oltre trenta sedi erano attive, dove per postazione si indica uno scenario molto eterogeneo che spazia da ambienti Terminali ad ambienti Desktop VDI.

La soluzione ibrida di Websense ha garantito una maggiore granularità e tracciabilità delle informazioni anche a livello di posta elettronica, migliorando la produttività e aumentando anche la disponibilità di banda. Grazie a TRITON Security Gateway Anywhere, Confartigianato Vicenza conta, infatti, quotidianamente circa 10.000 email di servizio ordinario buone e quindi prive di spam, malware o link malevoli integrati: circa il 54% delle email è bloccato on-Cloud e circa il 5% on-Premise.

“Con Websense TRITON Security Gateway Anywhere abbiamo avuto importanti riscontri per quanto riguarda il controllo della sicurezza, migliorando la granularità e la tracciabilità delle informazioni all’interno della rete aziendale”, ha dichiarato Roberto Bertoldi, System Administrator, Confartigianato Vicenza. “Contemporaneamente, è stato ridotto il numero di segnalazioni di intrusioni, definendo policy di cache e security personalizzate e adottando un approccio di configurazione molto granulare in funzione delle diverse esigenze. La tracciabilità è sicuramente fondamentale anche per la posta elettronica, permettendo di conoscere in tempo reale lo status e le condizioni dell’email all’interno del sistema”.

“Oggi la navigazione Web e la posta elettronica sono strumenti di lavoro quotidiano ed è importante garantirne la sicurezza”, ha dichiarato Emiliano Massa Director of Regional Sales Websense Italy & Iberia. “Siamo molto soddisfatti che Confartigianato Vicenza si sia affidato alle soluzioni Websense, che hanno soddisfatto le esigenze di granularità e tracciabilità delle informazioni”.

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Quasi il 70% dei PC è vulnerabile allo Zero-Day: CVE-2013-3893 https://www.datamanager.it/news/quasi-il-70-dei-pc-vulnerabile-allo-zero-day-cve-2013-3893-49860.html Fri, 20 Sep 2013 17:00:08 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/09/quasi-il-70-dei-pc-e-vulnerabile-allo-zero-day-cve-2013-3893/ Un’altra nuova vulnerabilità trovata in Microsoft Internet Explorer colpisce le versioni 8 e 9 di Internet Explorer ed è stata ampiamente sfruttata dai cyber criminali

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Un’altra nuova vulnerabilità trovata in Microsoft Internet Explorer colpisce le versioni 8 e 9 di Internet Explorer ed è stata ampiamente sfruttata dai cyber criminali

Le configurazioni specifiche di Internet Explorer Explorer 6, 7, 8, 9, 10 e 11 sono potenzialmente vulnerabili. Questa vulnerabilità permette agli hacker di eseguire un codice su una macchina anche se l’utente ha solo visitato un sito Web malevolo. Questo può succedere, ad esempio, quando l’utente è indotto a cliccare un link all’interno di un’email o su siti Web legittimi che sono stati compromessi.

“Quasi il 70% degli utenti business Windows sono soggetti a questo exploit IE zero-day”, ha dichiarato Alex Watson, director of security research, Websense. “Abbiamo analizzato i feed della telemetria di terze parti provenienti dalle richieste Internet in tempo reale a livello mondiale per determinare l’obiettivo primario. Mentre l’exploit sembra colpire tutte le versioni di IE, in questo momento gli attacchi sembrano essere indirizzati solo agli utenti di IE8 e IE9, che stanno utilizzando i sistemi operativi Windows 7 e XP. Noi incoraggiamo gli amministratori IT ad installare la patch Microsoft FixIt (CVE-2013-3893 MSHTML Shim Workaround) per bloccare la vulnerabilità nell’attesa della patch ufficiale di Microsoft”.

 

 

Si tratta di una vulnerabilità di esecuzione di un codice remoto ed è stata rilevata nel modo in cui Internet Explorer accede ad un oggetto nella memoria che è stato cancellato o non è stato correttamente allocato. La vulnerabilità può danneggiare la memoria permettendo a un cyber criminale di eseguire un codice arbitrario che colpisce gli attuali utenti all’interno di Internet Explorer. Un utente può essere attirato a visualizzare un sito Web appositamente predisposto, che è stato progettato per sfruttare questa vulnerabilità attraverso Internet Explorer.

Un cyber criminale che sfrutta con successo questa vulnerabilità può ottenere gli stessi diritti dell’utente. Gli utenti che operano con diritti di amministrazione possono essere maggiormente colpiti rispetto agli account che sono stati configurati per avere meno diritti all’interno del sistema.

La vulnerabilità è stata ribattezzata CVE-2013-3893. Microsoft ha rilasciato un KB2887505 che garantisce una soluzione Fix-It. Attualmente c’è una patch disponibile. Maggiori informazioni sulla vulnerabilità possono essere trovate in questo Microsoft Advisory 2887505. I ricercatori Websense suggeriscono di installare Fix-It il prima possibile se si utilizza un browser Internet Explorer così come di installare la patch al sistema.

In questo momento, gli attacchi che usano questa vulnerabilità sono molto mirati e limitati all’area del Giappone. Anche se potrebbe non aver ancora colpito nessuno, da quando Fix-It è disponibile, i cyber criminali possono analizzare una parte del codice che sta per essere riparato e replicare l’exploit. In un breve tempo, un exploit per questa vulnerabilità potrebbe diventare parte dei noti kit di exploit e non sarà limitato a particolari aree geografiche.

I ricercatori Websense hanno implementato la protezione in tempo reale contro questa vulnerabilità e stanno monitorando costantemente Websense ThreatSeeker Intelligence Cloud per verificare se l’exploit CVE-2013-896 è stato adottato dai cyber criminali e/o integrato all’interno dei kit di exploit.

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