ZoneAlarm – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Sun, 07 Oct 2018 16:37:50 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png ZoneAlarm – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 I consigli di ZoneAlarm per un’estate sicura https://www.datamanager.it/news/i-consigli-di-zonealarm-un-estate-sicura-48776.html Sun, 14 Jul 2013 10:00:02 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/07/i-consigli-di-zonealarm-per-unestate-sicura/ È estate, e probabilmente state pianificando un viaggio – che sia una breve gita o una vacanza prolungata. Mentre fate i vostri programmi e vi occupate di sistemare i vostri animali domestici, le piante e la posta, pensate anche alla sicurezza informatica, per essere sicuri di passare una vacanza senza preoccupazioni

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È estate, e probabilmente state pianificando un viaggio – che sia una breve gita o una vacanza prolungata. Mentre fate i vostri programmi e vi occupate di sistemare i vostri animali domestici, le piante e la posta, pensate anche alla sicurezza informatica, per essere sicuri di passare una vacanza senza preoccupazioni

Ecco alcuni consigli di ZoneAlarm, divisione consumer di Check Point Software Technologies.

• Non condividete i vostri piani di viaggio su siti di social networking come Twitter e Facebook. Non vorrete scoprire al rientro che i ladri hanno approfittato della vostra assenza annunciata pubblicamente per servirsi dei vostri effetti personali.

• Se desiderate inviare aggiornamenti in tempo reale, assicuratevi che solo i vostri amici e contatti fidati possano vedere i vostri post. Potrete poi vantarvi pubblicamente del viaggio, una volta tornati.

• Se portate con voi un computer portatile o un dispositivo mobile, fatene prima il backup. Non vorreste certo perdere tutti i contatti personali, le foto e i documenti che contiene, solo perché il vostro dispositivo – che si tratti di uno smartphone, tablet o computer portatile – viene rubato o perso.

• Prima di partire, aggiornate software, sistema operativo e strumenti di sicurezza, se non volete patire il colpo di un attacco malware mentre siete in viaggio.

• Attenzione alle reti wireless pubbliche gratuite. Credendo di accedere alla rete wireless dell’albergo o a quella dell’aeroporto, potreste invece collegarvi a una configurazione di rete fasulla per far cadere in trappola utenti ignari. Investite in una chiavetta 3G per la banda larga mobile, o utilizzate le funzionalità di tethering del vostro smartphone, se avete bisogno di collegarvi. Se davvero necessitate di accedere a Internet da una rete sconosciuta, considerate l’uso di un servizio VPN per crittografare la vostra attività online.

• Cercate di tenere il vostro dispositivo sempre con voi. Se dovete lasciarlo in camera in albergo, considerate l’opportunità della cassetta di sicurezza in modo che non possa essere rubato. O almeno di bloccarlo, in modo che non possa essere semplicemente trovato e utilizzato al posto vostro. È anche una buona idea installare uno strumento di protezione dei dispositivi smarriti prima di partire. In questo modo è possibile utilizzare il GPS per trovare il dispositivo in caso di smarrimento, o di cancellazione remota per impedire che i dati vengano sottratti.

Essere in vacanza non significa smettere di vigilare sulla propria sicurezza online. Navigate online in maniera sicura, non cliccate sui link in maniera casuale, e proteggete i vostri dispositivi dal furto.

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ZoneAlarm mette al sicuro i tuoi documenti https://www.datamanager.it/news/zonealarm-mette-al-sicuro-i-tuoi-documenti-48261.html Mon, 24 Jun 2013 09:53:50 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/06/zonealarm-mette-al-sicuro-i-tuoi-documenti/ Con ZoneAlarm File & Folder Lock proteggere file, immagini e intere cartelle diventa un gioco da ragazzi

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Con ZoneAlarm File & Folder Lock proteggere file, immagini e intere cartelle diventa un gioco da ragazzi

Check Point Software Technologies ha aggiunto un’interessante novità alla sua linea ZoneAlarm di soluzioni per la sicurezza consumer. Si tratta di ZoneAlarm File & Folder Lock, un prodotto che consente di proteggere in modo semplice ed immediato i propri documenti, in modo che restino al riparo da occhi indiscreti.

ZoneAlarm File & Folder Lock è estremamente semplice da utilizzare. È sufficiente selezionare i file o le cartelle che si intendono proteggere e, con un intuitivo processo drag and drop, applicare ad essi il criterio di protezione desiderato. In questo modo, i file verranno protetti da una password, che ne eviterà l’accesso da parte di estranei non autorizzati, qualora vengano inviati erroneamente all’esterno, ma anche nel caso di furto/smarrimento del dispositivo su cui sono stati salvati.

La crescente mobilità degli utenti, abbinata alla disponibilità di dispositivi e supporti sempre più piccoli e sempre più capienti, rende ancor più critica la necessità di proteggere adeguatamente i propri documenti sensibili, di qualunque tipo essi siano – informazioni sanitarie, documenti bancari, ma anche semplicemente immagini e filmati privati. Solo in Europa, vengono smarriti ogni anno oltre 70mila computer portatili, che solo in minima parte vengono successivamente ritrovati.

ZoneAlarm File & Folder Lock permette di proteggere ogni tipo di file, e di selezionare esattamente i file che si intende proteggere, lasciando libero accesso a tutti gli altri. I file identificati vengono protetti utilizzando una cifratura di livello militare a 128 bit, in modo da garantirne integrità, sicurezza e confidenzialità. Le password vengono generate automaticamente in modo sicuro, in modo da mantenere la massima sicurezza, e possono essere cambiate ogni volta che lo si desideri.

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Le informazioni sul tuo PC sono davvero al sicuro? https://www.datamanager.it/news/le-informazioni-sul-tuo-pc-sono-davvero-al-sicuro-48008.html Fri, 14 Jun 2013 12:12:26 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/06/le-informazioni-sul-tuo-pc-sono-davvero-al-sicuro/ Quali documenti personali e file rischi di perdere o sono esposti a occhi indiscreti nel caso in cui il tuo computer venga rubato, compromesso da un attacco online, o cada nelle mani sbagliate? ZoneAlarm può aiutare a mantenere la privacy dei documenti

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Quali documenti personali e file rischi di perdere o sono esposti a occhi indiscreti nel caso in cui il tuo computer venga rubato, compromesso da un attacco online, o cada nelle mani sbagliate? È possibile evitare il peggio e il disturbo di dover ripristinare i propri dati personali semplicemente mettendo al sicuro i file e le cartelle presenti sul proprio PC.

I dati possono venir compromessi a causa di furto, PC infettato o condiviso con persone non autorizzate. L’impatto dei dati compromessi a causa di un furto di PC genera in media perdite pari a 1.582 dollari per la sostituzione di un computer rubato, compresi dispositivi portatili e di lavoro. Il 53% delle vittime di furti di computer ha subito numerose altre perdite collegate, oltre al furto d’identità.

Basti pensare che ogni settimana negli Stati Uniti vengono smarriti in aeroporto 12.000 computer laptop. E che vi è 1 probabilità su 10 che un PC venga rubato. 8,6 milioni di utenti hanno riportato furti d’identità, e il 35% sono stati vittime di compromissione di account, o del loro conto corrente, o di altri servizi.

Un fenomeno che conta ogni giorno perdite finanziarie pari a 13,3 miliardi per coloro che hanno subito furti d’identità nel 2010.

Inoltre, il 73% degli utenti americani è stato vittima di cybercrime, inclusi virus informatici, frodi di carte di credito online e furti d’identità. 4 utenti su 10 non erano a conoscenza di modalità per proteggere i dati sensibili sul proprio PC utilizzando le reti wi-fi pubbliche.

Come proteggersi?

Le password create per accedere al proprio PC sono la prima linea di difesa da occhi indesiderati. Evitate di utilizzare password di login deboli, come ‘1234’‘password’ ‘accesso’ e altri codici facilmente identificabili. Basti pensare che l’80% degli incidenti di sicurezza aziendali si verificano a causa di password deboli.

Perché una password sia sufficientemente sicura, deve includere almeno 8 caratteri, numeri e caratteri speciali, utilizzare differenti caratteri della tastiera, e comprendere possibilmente i caratteri meno comuni. Inoltre, è consigliabile utilizzare password diverse per i vari account, e modificarle spesso.

La suite di sicurezza del tuo PC dovrebbe includere almeno protezione antivirus e firewall bidirezionale: l’antivirus rileva e previene il malware dal rilevamento e dal furto di informazioni personali dal PC, mentre il firewall bidirezionale monitora il traffico in entrata e in uscita, prevenendo gli hacker dall’accesso e dall’invio di informazioni all’esterno.

Inoltre, mantieni tutti i programmi, specialmente quelli collegati a Internet, aggiornati. Questo garantirà di avere le ultime patch e miglioramenti ai programmi.

Passaparola

Assicurati che in casa sappiano tutti come intervenire nel caso in cui il PC venga infettato da malware o attaccato da un hacker. Mostra loro quali programmi utilizzare e come procedere immediatamente.

Crittografia di file e cartelle

Tra i documenti sul proprio PC, spesso sono inclusi file di lavoro, o ancora informazioni finanziarie, contenuti personali, foto, indirizzi e contatti vari.

Esistono soluzioni per proteggere i propri file in grado di bloccare l’accesso indesiderato a cartelle e file specifici sul PC, come il software ZoneAlarm File & Folder Lock.

Tramite password, mette al sicuro da occhi indiscreti documenti e cartelle, per poter prevenire problemi di sicurezza, furti d’identità e di informazioni sensibili.

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Privacy online? Ecco alcuni consigli su come proteggerla https://www.datamanager.it/news/privacy-online-ecco-alcuni-consigli-su-come-proteggerla-46770.html Mon, 13 May 2013 09:34:07 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/05/privacy-online-ecco-alcuni-consigli-su-come-proteggerla/ Non solo ‘innocua’ pubblicità mirata: la raccolta e l’utilizzo di informazioni personali può portare a furti di identità o creare danni a livello di reputazione online

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Non solo ‘innocua’ pubblicità mirata: la raccolta e l’utilizzo di informazioni personali può portare a furti di identità o creare danni a livello di reputazione online

Che piaccia o meno, le attività su internet vengono monitorate ogni volta che si accede online. È un dato di fatto, ma è anche una percezione condivisa: il 69% degli utenti ha la sensazione di avere meno controllo sulle proprie informazioni personali rispetto a 5 anni fa. Il 61% degli utenti dei social network condividerebbe più contenuti se potesse controllare chi visualizza i contenuti pubblicati. E allora che fare per proteggere la propria privacy online? ZoneAlarm, divisione consumer di Check Point, ha elaborato alcuni semplici consigli che gli utenti possono adottare per proteggere la loro privacy online.

È bene che gli utenti abbiano chiaro chi raccoglie queste informazioni, che cosa significa a livello di privacy, e cosa è possibile fare per evitare questo monitoraggio remoto.

Quando si è online, sono diversi i programmi e gli strumenti che possono tenere traccia attraverso il browser delle attività di ricerca e della navigazione. Tra gli strumenti più comuni per registrare queste informazioni, vi sono Javascript, le immagini, i cookies flash ed iFrames. Ma anche:

• Social buttons: questi pulsanti sono in grado di passare informazioni ai social network su tutte le attività sul web, persino se non si clicca mai, non si è loggati o non si possiede un account sui social network.

• Ad Networks: Le reti pubblicitarie costruiscono profili personali “gemelli” che seguono gli utenti sul web. Questi profili dettagliati contengono informazioni demografiche e interessi personali.

• Società di monitoraggio: queste agenzie monitorano le attività sul web, inclusa la cronologia delle ricerche, dove si clicca, gli acquisti effettuati e i video visualizzati.

Inoltre, esistono oltre 200 advertiser indipendenti e 630 tecnologie di monitoraggio che raccolgono i dati personali sul web, senza considerare i numerosi siti web che raccolgono le informazioni personali quando vi si accede online.

Nonostante il 68% delle persone “non è d’accordo con la pubblicità mirata perché non desidera che il proprio comportamento online venga analizzato”, le aziende utilizzano le attività sul web – come acquisti, click, articoli letti e cronologia web – per creare profili estremamente dettagliati che includono aspetti personali della vita privata quali religione, credo politico, orientamento sessuale, status economico, e condizioni di salute.

I rischi principali legati alle attività di monitoraggio online non riguardano solo la pubblicità mirata, ma la raccolta e l’utilizzo di informazioni personali secondo modalità che non si possono vedere, conoscere o persino immaginare. Il rischio è quello di subire furti di identità, perdere opportunità di lavoro o subire danni a livello di reputazione online.

Di seguito alcuni semplici consigli di ZoneAlarm per riprendere il controllo e proteggere la propria privacy online:

1. Bloccare il monitoraggio in background con la funzionalità gratuita Do Not Track di ZoneAlarm

2. Riprendere il controllo sui social media, e impostare condizioni di privacy più rigide sui social network

3. Proteggere la navigazione utilizzando HTTPS e connettendosi a VPN (Virtual Private Network)

4. Far cancellare le proprie informazioni da parte delle aziende che le visualizzano pubblicamente e le vendono

5. Impegnarsi attivamente per il diritto alla privacy, opporsi apertamente contro le attività di quei siti web che non la rispettano

6. Salvaguardare le proprie informazioni, evitando ogni volta che sia possibile di fornire informazioni personali ai siti web

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E-mail compromessa? ZoneAlarm spiega come risolvere il problema https://www.datamanager.it/news/e-mail-compromessa-zonealarm-spiega-come-risolvere-il-problema-45963.html Mon, 15 Apr 2013 08:54:17 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/04/e-mail-compromessa-zonealarm-spiega-come-risolvere-il-problema/ ZoneAlarm illustra come riprendere il controllo di una casella di posta compromessa. E come evitare che il problema si ripeta

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ZoneAlarm illustra come riprendere il controllo di una casella di posta compromessa. E come evitare che il problema si ripeta

Cosa fare quando la propria casella di posta elettronica risulta compromessa? Lo spiega ZoneAlarm, divisione consumer di Check Point Software Technologies, leader mondiale nella sicurezza Internet, che descrive alcuni semplici passaggi per riprendere il controllo della propria e-mail, una volta che questa è stata compromessa, e come assicurarsi che il problema non si ripresenti in futuro.

Riprendere il controllo

Il primo passo è riprendere il controllo. Se l’accesso all’account è bloccato, la prima cosa da fare è provare a reimpostare la password, cliccando sul link “password dimenticata”. Se l’hacker non ha modificato la password o le domande di reimpostazione password, sarà sufficiente cliccare sul link per accedere nuovamente all’account. Ma questo potrebbe non funzionare nel caso in cui l’hacker abbia già modificato l’indirizzo email per reimpostare la password e le domande di sicurezza.

La maggior parte dei provider offre procedure avanzate per aiutare gli utenti ad ottenere nuovamente il controllo del proprio account. Si tratta di un processo più o meno immediato a seconda del provider, che tipicamente prevede una serie di domande per verificare l’identità del richiedente.

Cambiare le password

Una volta rientrato nell’account, è il momento di cambiare la password scegliendone una forte. Parole come “Password”, “accesso” o magari il proprio nome non sono soluzioni adatte. E’ consigliabile sceglierne una lunga ed articolata, con un mix di caratteri, lettere maiuscole e minuscole, e numeri.

Ed è fondamentale controllare le impostazioni di modifica password – l’hacker potrebbe aver modificato l’indirizzo email indicato come indirizzo di recupero password. Se è successo, va cambiato nuovamente, assicurandosi che non ne siano stati aggiunti altri. A questo punto, è consigliabile verificare le domande di sicurezza: se sono ancora le stesse, a cui si è in grado di rispondere. Potrebbe essere l’occasione giusta per modificarle e renderle più personali, andando a recuperare informazioni non presenti su bacheche pubbliche, ad esempio sulla pagina Facebook.

Riconsiderare le abitudini di navigazione

Infine, può essere opportuno riconsiderare le proprie abitudini di navigazione: cosa si stava facendo prima che l’account venisse compromesso; se si era cliccato su un link particolare; se l’antivirus era attivo ed aggiornato; se la stessa password era in uso presso siti differenti; o se magari la si era rivelata a qualcuno. Se si scopre di aver commesso un errore, si deve cercare di non ripeterlo.

“Gli hacker cercano regolarmente di assicurarsi il controllo delle caselle di posta altrui, allo scopo di sottrarre informazioni sensibili o utilizzarle per attacchi successivi ”, spiega Bari Abdul, Head of ZoneAlarm, la divisione consumer di Check Point Software. “Nella gran parte dei casi, è l’utente stesso a facilitare il lavoro dei criminali informatici con un comportamento poco attento o superficiale. Disporre di un software di sicurezza è fondamentale, ma altrettanto importante è l’attenzione di chi naviga su Internet nel tenerlo attivo ed aggiornato, nel non cliccare su link sospetti e nel non rivelare proprie informazioni personali che possano essere utili a un malintenzionato. Attenzione e informazione rappresentano una coppia d’assi molto forte contro il crimine informatico.”

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ZoneAlarm mette in guardia dal “malvertisement” https://www.datamanager.it/news/zonealarm-mette-guardia-dal-malvertisement-45091.html Wed, 13 Mar 2013 18:00:02 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/03/zonealarm-mette-in-guardia-dal-malvertisement/ La pubblicità online può essere pericolosa: la divisione consumer di Check Point offre alcuni utili consigli per limitare i rischi

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La pubblicità online può essere pericolosa: la divisione consumer di Check Point offre alcuni utili consigli per limitare i rischi

Spetta a ZoneAlarm, divisione consumer di Check Point Software Technologies, leader mondiale nella sicurezza Internet, mettere gli utenti in guardia dai rischi che si nascondono dietro al cosiddetto “malvertising”, ovvero alle possibili problematiche di sicurezza che si celano dietro ad attività di advertising online.

Si tratta di uno dei modi in cui i cybercriminali riescono a portare il malware nei computer degli utenti è tramite l’utilizzo di annunci online malevoli. I criminali possono proporli attaccando un website legittimo ed iniettando il proprio malware su banner e annunci online di terze parti, oppure proponendosi come advertiser legittimi e successivamente inserendo malware nel codice una volta essersi garantiti una presenza ed un giro di contatti sufficiente. Modalità differenti, che però permettono agli hacker di iniettare molti computer in tempi relativamente brevi.

A rendere gli attacchi di malvertising così potenti è il fatto che questi possano infettare migliaia di siti contemporaneamente, infiltrandosi dentro noti servizi aggregati di annunci online.

“I siti web che ospitano annunci di terze parti non possono far molto per proteggere i loro visitatori da questa minaccia”, spiega Bari Abdul, Head of ZoneAlarm, la divisione consumer di Check Point Software. “Gli annunci tipicamente non ricadono sotto il loro diretto controllo. Senza contare che, una volta che il danno è avvenuto, gli hacker possono sospendere od eliminare i loro annunci senza lasciare traccia sull’infrastruttura di rete.”

Con alcuni tipi di malvertising, non è nemmeno necessario che l’utente clicchi fisicamente sull’annuncio infetto. In qualche caso, perché il malware si scateni sul computer è sufficiente che il malvertising appaia sullo schermo.

Come difendersi da questa insidiosa minaccia? Ecco cinque semplici consigli che lo stesso Bari Abdul si sente di indicare e che possono aiutare a ridurre il rischio di infezione:

• E’ importante assicurarsi che il proprio sistema operativo, il browser ed i plug-in del browser siano aggiornati. E’ un modo per difendersi dagli hacker, che sono in cerca di opportunità e occasioni per sfruttare vulnerabilità, come ad esempio il software obsoleto presente sul computer – una tattica molto usata dai cybercriminali.

• Installare un antivirus ed un firewall a due vie ed assicurarsi che il software di sicurezza sia aggiornato, in modo da proteggere il sistema anche dai più recenti attacchi malware.

• Non cliccare su nessun pop-up che annuncia la vittoria di un premio. E diffidare dei pop-up (i cosiddetti “scareware”) che avvisano che il computer è stato infettato da un virus. Si tratta di soluzioni molto diffuse tra gli hacker che utilizzano queste applicazioni per infettare un sistemi.

• Utilizzare un pop-up blocker o installare un add-on per bloccare gli ad sul proprio browser di fiducia (come Firefox, Internet Explorer o Google Chrome). Un annuncio pop-up può scaricare contenuti malevoli già solo per il fatto di apparire sullo schermo. Ed in alcuni casi, il malware va in esecuzione quando l’utente clicca sulla “X” per chiudere la finestra di pop-up.

• Essere particolarmente prudente quando si naviga su Internet nel weekend. I cybercriminali tendono a lanciare le loro campagne di malvertising fuori dai periodi di punta, quando le risorse IT sono minori, ed è più probabile che gli attacchi passino inosservati.

“Va tenuto sempre a mente che, come le aziende continuano a rivolgersi ai consumatori con i loro annunci pubblicitari online, la presenza del malvertising sarà sempre più significativa”, conclude Bari Abdul. “I punti indicati sopra sono solamente alcuni modi per assicurarsi che le applicazioni presenti sul computer siano legittime, e che non ci si faccia sorprendere con la guardia abbassata o tentati a cliccare su quello che può essere un annuncio non solo fastidioso, ma anche pericoloso.”

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Check Point presenta la linea ZoneAlarm Security 2013: focus sulla protezione della privacy https://www.datamanager.it/news/check-point-presenta-la-linea-zonealarm-security-2013-focus-sulla-protezione-della-privacy-4343 Thu, 10 Jan 2013 18:00:03 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/01/check-point-presenta-la-linea-zonealarm-security-2013-focus-sulla-protezione-della-privacy/ La nuova linea di prodotti garantisce maggiori privacy e sicurezza

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La nuova linea di prodotti garantisce maggiori privacy e sicurezza

Check Point Software Technologies presenta ZoneAlarm Security 2013, la nuova linea di prodotti compatibile con Windows 8 che per prima integra Facebook Privacy Scan e Do Not Track. I nuovi prodotti offrono prestazioni e sicurezza migliorate grazie ad avanzate funzionalità antivirus e firewall, nonché identity protection e parental control che proteggono gli utenti su più livelli, confermando ZoneAlarm quale la più completa soluzione di sicurezza disponibile.

ZoneAlarm continua a innovare con la sua linea di prodotti 2013, sia gratuiti che a pagamento. Infatti, grazie alle nuove funzionalità Facebook Privacy Scan e Do Not Track gli utenti possono scegliere se rendere accessibili o meno i propri contenuti Facebook e attività web a ricercatori e inserzionisti Internet. Queste nuove funzionalità vengono rese disponibili in concomitanza della proposta Facebook di una nuova policy relativa alla privacy per modificare la modalità di utilizzo dei dati utente.

Facebook Privacy Scan di ZoneAlarm 

Facebook Privacy Scan di ZoneAlarm segnala eventuali problemi di privacy nei post che compaiono nella timeline ed offre agli utenti consigli e istruzioni per migliorare la propria riservatezza. Tra questi vi è l’esposizione pubblica di “like” e commenti che possono rivelare informazioni private e sensibili sull’utente. Insieme al miglioramento della privacy di Facebook arriva la nuova funzionalità Do Not Track di ZoneAlarm che impedisce la “tracciabilità” delle informazioni degli utenti, offrendo una maggiore protezione della privacy rispetto a quella disponibile nel web browser.

“Le aziende stanno investendo molto per raccogliere informazioni su di noi – da quello che condividiamo attraverso i social media, ai termini di ricerca utilizzati – e sono altresì in grado di vedere ciò che leggiamo, compriamo o spediamo attraverso i nostri account di posta elettronica”, ha dichiarato Bari Abdul, vice president consumer sales presso Check Point Software Technologies. “Questo scenario ci rende ancora più vulnerabili agli attacchi online, per non parlare di spam e sovraccarico di dati. Con i prodotti ZoneAlarm 2013 è possibile ottenere la migliore protezione dalle minacce online più recenti, gestendo al contempo le informazioni condivise, elemento che riporta il controllo all’utente”.

Facebook Privacy Scan di ZoneAlarm valuta i messaggi degli utenti, identificando e proteggendo i contenuti che potrebbero compromettere la privacy di una persona. Durante la navigazione su Facebook, gli utenti possono facilmente avviare privacy scan dalla barra degli strumenti ZoneAlarm. La scansione esamina quindi i messaggi recenti della timeline e offre agli utenti il controllo di ciò che vedono gli altri nelle seguenti modalità:

• Identificando e segnalando messaggi della timeline che espongono informazioni private

• Controllando tag e scansioni di foto, video e aggiornamenti di stato e segnalando quelli che possono danneggiare la privacy di una persona.

• Effettuando la scansione di commenti e messaggi all’interno dell’account Facebook di un utente in pochi secondi

• Offrendo suggerimenti dettagliati per la privacy di Facebook e mettendo a disposizione un forum sulla privacy per la condivisione di best practice con gli altri.

Do Not Track di ZoneAlarm

La funzionalità Do Not Track di ZoneAlarm consente agli utenti di impedire l’aggressive tracking, ovvero permette di decidere se i propri dati siano condivisibili o meno e – in ultima analisi – se ricevere pubblicità non richiesta online o offline. Do Not Track di ZoneAlarm:

• Impedisce alle aziende di rintracciare i siti visitati.

• Aumenta la velocità di navigazione e limita richieste di monitoraggio.

• Identifica quando un website tracker sta cercando di catturare dati, bloccando completamente le richieste di monitoraggio. Infine, gli aggiornamenti in tempo reale modificano di volta in volta l’elenco dei tracker da bloccare.

“E’ sempre consigliabile adottare abitudini cautelative quando si naviga su Facebook e Internet, e con ZoneAlarm è possibile fare un ulteriore passo in avanti grazie alle sue soluzioni in grado di proteggere il PC e la privacy delle informazioni che potrebbero mettere a repentaglio sicurezza, identità e benessere finanziario”, ha concluso Abdul.

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Shopping di Natale, la ricetta della sicurezza di ZoneAlarm https://www.datamanager.it/news/shopping-di-natale-la-ricetta-della-sicurezza-di-zonealarm-42578.html Mon, 03 Dec 2012 10:45:08 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2012/12/shopping-di-natale-la-ricetta-della-sicurezza-di-zonealarm/ ZoneAlarm, divisione consumer di Check Point Software, offre alcuni semplici consigli per fare shopping online in tutta sicurezza nel periodo delle feste Natalizie

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Anche quest’anno, in vista del tradizionale periodo natalizio, saranno molti i rivenditori che offriranno i loro prodotti in saldo con qualche giorno di anticipo. Uno studio condotto negli USA dalla National Retail Federation prevede che i consumatori spenderanno circa il 4,1% in più durante queste giornate di festa rispetto agli anni precedenti.

Purtroppo, non saranno solo i rivenditori ad utilizzare incredibili offerte per invogliare i consumatori a investire i propri sudati risparmi durante i giorni dedicati allo shopping, ma anche i criminali informatici si adopereranno per proporre le truffe online più seducenti. E se non si prendono le necessarie precauzioni, l’allegria che caratterizza abitualmente le vacanze natalizie potrebbe essere messa a dura prova.

Che si decida di fare shopping ora o più avanti, è consigliabile tenere sempre ben presente questa lista di raccomandazioni che possono aiutare a stare alla larga da alcune minacce legate alla sicurezza, frequenti durante le festività – ma non solo – e farne tesoro.

• Assicurarsi sempre della veridicità dell’offerta. Prestare attenzione quando si clicca sui link presenti nelle e-mail contenenti offerte, anche se sembrano provenire da un’azienda dal marchio prestigioso. I link malevoli potrebbero infettare il computer con malware o condurvi a un sito di phishing, appositamente progettato per trafugare le informazioni. Un modo rapido per determinare la legittimità di un’offerta o di un affare è semplicemente quello di andare direttamente al sito web della società o azienda.

• Acquistare solo su siti fidati. In caso di pagamento online, assicurarsi che il sito sia protetto, ovvero certificato SSL (Secure Sockets Layer ) (l’indirizzo Web deve iniziare con https:// e contenere una piccola icona a forma di lucchetto vicino ad esso). Durante la transazione i siti web protetti SSL eseguono la crittografia di informazioni riservate quali – ad esempio – i numeri di carte di credito. È inoltre possibile fare clic sull’icona del lucchetto per verificare l’identità del proprietario del certificato.

• Evitare di farsi abbindolare da falsi messaggi di vincita. Non rispondete a e-mail o messaggi di testo che vi comunicano di aver vinto un concorso o lotteria a cui non avete mai partecipato. Anche se questi tipi di truffe phishing solitamente vengono inviate via e-mail, ora si stanno diffondendo anche attraverso i telefoni cellulari. Conosciute anche come “smishing”, queste truffe contenute nei messaggi di testo, tipicamente chiedono di digitare un codice di 5 cifre per una specifica chiave mobile che – a sua volta – spesso genera l’invio di SMS indesiderati, con tanto di tasse e spese di sottoscrizione. E’ sufficiente eliminare il messaggio di testo.

• Aggiornare il browser. Assicurarsi che il proprio browser sia aggiornato con l’ultima versione. Questo aiuterà a evitare che i criminali informatici sfruttino le vulnerabilità delle versioni precedenti durante la stagione dello shopping natalizio. Nonostante possa sembrare inopportuno, è consigliabile disabilitare Java. Il programma sta combattendo un gran numero di vulnerabilità di sicurezza. Questo potrebbe sacrificare la funzionalità alcuni siti web , ma evita potenziali attacchi drive-by download che potrebbero infettare il vostro PC.

• Utilizzare carte di credito virtuali. Considerare l’utilizzo di carte di credito “virtuali” per lo shopping online anziché la propria reale credit card per addebiti e accrediti. Si tratta di carte provvisorie – o “usa e getta” – emesse da banche o società di carte di credito, gratuite o a fronte di un importo minimo di spesa. Le carte di credito virtuali sono in genere utilizzabili una volta sola o l’importo caricato su di esse è limitato quindi, anche nell’ipotesi che un criminale informatico riesca ad impossessarsi del suo codice, il proprio reale conto in banca non è a rischio.

• Impostare una e-mail dedicata. Molti siti di vendita al dettaglio richiedono un indirizzo e-mail per creare un account, effettuare il login e fare acquisti. A tale scopo è consigliabile impostare e utilizzare un account e-mail dedicato, per poi procedere con tranquillità allo shopping natalizio. Questo può aiutare a ridurre gli attacchi di spam e phishing sul proprio abituale account di posta elettronica personale, oltre a ridurre il rischio che le proprie informazioni personali vengano trafugate.

• Aggiornare il software di protezione. Come sempre assicurarsi che il software di sicurezza sia in esecuzione e up-to-date. Esiste una vasta gamma di soluzioni di sicurezza gratuite tra cui scegliere, come ad esempio ZoneAlarm Free Antivirus + Firewall, o quantomeno optare per una soluzione che disponga di antivirus e firewall bidirezionale. Senza una minima protezione si diventa estremamente vulnerabili agli attacchi online.

In sostanza: i criminali informatici tentano sempre di sfruttare il periodo delle vacanze (natalizie o estive che siano) per prendere di mira proprio gli utenti di Internet. Ma seguendo alcune semplici precauzioni e il proprio buon senso, è possibile essere pronti ad approfittare delle vendite on-line su tutti i tipi di beni, divertenti e piacevoli, in offerta nelle vetrine di quest’anno.

 

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Sicurezza IT: una ricerca Check Point rivela le differenze evidenti fra le generazioni https://www.datamanager.it/news/check-point/sicurezza-it-una-ricerca-check-point-rivela-le-differenze-evidenti-fra-le-generazio Mon, 25 Jun 2012 08:20:28 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2012/06/sicurezza-it-una-ricerca-check-point-rivela-le-differenze-evidenti-fra-le-generazioni/ Gen Y rispetto a Baby boomer: maggiori problematiche di sicurezza, ma preoccupazioni minori

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Gen Y rispetto a Baby boomer: maggiori problematiche di sicurezza, ma preoccupazioni minori

Check Point Software Technologies, leader mondiale nella sicurezza Internet, ha presentato i risultati di un nuovo report di ZoneAlarm, che mette in luce una serie di differenze significative tra la cosiddetta Gen Y ed i Baby boomer in tema di sicurezza IT. Il report, The Generation Gap in Computer Security, ha evidenziato come la Gen Y abbia più fiducia nelle proprie conoscenze di sicurezza rispetto ai Baby boomer. Nonostante questo, il 50% degli intervistati appartenenti alla Gen Y ha avuto problemi di sicurezza negli ultimi due anni, rispetto a meno della metà dai Baby boomer.

L’adozione estesa di digital media e social networking, abbinata all’aumento significativo dei dati sensibili salvati online, rende la sicurezza dei personal computer più importante che mai. Nonostante questo, la ricerca di ZoneAlarm evidenzia come il 78% della Gen Y non segua le migliori pratiche di sicurezza, mentre i cyber criminali ogni giorno lanciano attacchi nuovi e più sofisticati. Rispetto a loro, i Baby boomer sono più preoccupati della sicurezza e della privacy, con una propensione doppia a proteggere i loro computer con software aggiuntivo di sicurezza.

“Il fatto di essere cresciuti nell’età digitale fa pensare alla Gen Y come una generazione più esperta e competente rispetto alla tecnologia, ma questo non si traduce in abitudini più sicure, con il computer e online”, spiega Tomer Teller, security evangelist and researcher di Check Point Software Technologies. “Lo studio ZoneAlarm rivela come il gruppo maggiormente a rischio rispetto ai cyber attacchi sia proprio la Gen Y. Questo lo rende ancor più vulnerabile alle minacce della sicurezza online.”

“La Gen Y tende a dare priorità all’intrattenimento ed alla comunità rispetto alla sicurezza, forse per una eccessiva fiducia nella proprie conoscenze di sicurezza. Ad esempio, sono più preoccupati del gaming e di altre attività social, piuttosto che della sicurezza online. Dispongono anche di software di sicurezza meno sofisticati e, quindi, hanno registrato più problemi di sicurezza rispetto ad altri gruppi, come i Baby boomer”, aggiunge Teller.

Queste le principali informazioni emerse dal report:

* La sicurezza IT accresce la sua priorità con l’età – solo il 31% della Gen Y considera la sicurezza come l’elemento più importante nel caso di decisioni sui propri computer, rispetto al 58% dei Baby boomer. Per la Gen Y, divertimento e comunità sono più importanti della sicurezza.

* La Gen Y ha eccessiva fiducia nelle proprie conoscenze di sicurezza – La Gen Y (63%) si dichiara più esperta in tema di sicurezza rispetto ai Baby boomer (59%). Nonostante questo, la metà degli intervistati della Gen Y ha avuto problemi di sicurezza negli ultimi due anni rispetto al 42% dei Baby boomer.

* La Gen Y ha strumenti di sicurezza meno sofisticati a causa di costi e barriere tecniche –  Gli appartenenti alla Gen Y hanno meno spesso a loro disposizione strumenti avanzati, come firewall a pagamento, firewall di terze parti e suite integrate di sicurezza, rispetto ai Baby boomer. La Gen Y (45%) considera il software di sicurezza troppo costoso rispetto ai Baby boomer (37%).

* I dati sensibili sono salvati sui computer, ma la gran parte degli utenti non segue le migliori pratiche di sicurezza – L’84% degli utenti mantiene dati sensibili, come documenti finanziari, ricevute di imposte e password, sui propri computer. Nonostante questo, la maggioranza degli utenti (71%), e soprattutto quelli della Gen Y (78%) non segue le pratiche comuni di sicurezza.

“La frode finanziaria è uno dei principali motivi di azione per i cyber criminali oggi, che si rivolgono agli utenti individuali, ma non si limitano ad attaccare il singolo computer. Intendono usare i PC delle loro vittime per diffondere i loro attacchi e penetrare gruppi più estesi, come famiglie, amici e lavoro”, dice Bari Abdul, VP ed Head della divisione consumer di Check Point, ZoneAlarm. “Gli attacchi online viaggiano molto veloci oggi che siamo connessi come mai prima, grazie ai social media. E’ fondamentale che gli utenti individuali, specie quelli della Gen Y, adottino le migliori pratiche di sicurezza e proteggano i loro computer al meglio, almeno con un antivirus ed un firewall a due vie.”

Check Point protegge milioni di utenti da virus, hacker e furti di identità con le sue note soluzioni ZoneAlarm. Recentemente, Check Point ha lanciato ZoneAlarm Free Antivirus + Firewall, la più completa soluzione gratuita di sicurezza dedicata agli utenti individuali. ZoneAlarm Free Antivirus + Firewall combina il firewall numero 1 al mondo con un antivirus eccellente, in un unico prodotto dal facile utilizzo, che permette di proteggere gli utenti dagli attacchi online.

Lo studio The Generation Gap in Computer Security ha riguardato 1245 utenti PC negli Stati Uniti, in Canada, nel Regno Unito, in Germania ed Australia. Le persone che hanno risposto avevano la responsabilità dell’acquisto e della gestione del proprio personal computer, fisso o portatile. La Gen Y viene definita come 18-25 anni di età, i Baby boomer come 56-65 anni. Il report completo è disponibile qui.

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Social network in sicurezza: i consigli di ZoneAlarm per bambini e ragazzi https://www.datamanager.it/news/social-network/social-network-sicurezza-i-consigli-di-zonealarm-bambini-e-ragazzi Tue, 05 Jun 2012 13:14:46 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2012/06/social-network-in-sicurezza-i-consigli-di-zonealarm-per-bambini-e-ragazzi/ ZoneAlarm, divisione Consumer di Check Point, offre alcuni consigli utili perché i nostri figli possano usare i social network in tutta sicurezza

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ZoneAlarm, divisione Consumer di Check Point, offre alcuni consigli utili perché i nostri figli possano usare i social network in tutta sicurezza

Bambini e ragazzi sono sempre più attratti dai social media. Twittando o aggiornando il proprio status di Facebook dai banchi o dalla mensa della scuola con uno smartphone, le giovani generazioni si mantengono in costante comunicazione tra loro. Per questo motivo, ZoneAlarm, divisione Consumer di Check Point, ritiene che affrontare la questione della privacy relativa ai social media debba essere considerato una priorità da tutti i genitori. Se si considera il diverso significato che la parola “privacy” sta assumendo col passare del tempo, è oggi è più importante che mai assicurarsi che il proprio figlio stia postando in modo sicuro e responsabile sui social network.

Secondo il Pew Research, quasi il 72% dei giovani adulti e adolescenti utilizza siti di social network. La maggior parte di questi in teoria richiede agli utenti un’età minima di 13 anni, ma un recente Consumer Report dello scorso maggio, ha messo in luce come circa 7,5 milioni di bambini dai 12 anni in giù possiedano un profilo Facebook. Questo significa che i social media stanno diventando davvero importanti nella vita dei bambini e adolescenti.

Significa anche che i ragazzi hanno bisogno di capire come comportarsi sui social network e sapere quali informazioni condividere. Se le minacce – predatori online, hacker o “cyber-bulli “ – stanno diventando sempre più reali e consistenti, è importante impedire loro di accedere con intenti malevoli ad informazioni personali, quali numero di telefono, indirizzo di casa o email, foto personali, ecc. 

ZoneAlarm ha stilato una lista di punti che può essere utile sottoporre ai ragazzi per accertarsi che sappiano cosa possa essere considerato “OK” sui social media.

– Tutto ciò che si condivide è permanente. Tutto ciò che viene pubblicato on-line può potenzialmente restare nella rete per sempre. Anche quando una foto o un messaggio vengono eliminati, questi possono essere acquisiti dallo schermo, copiati, trasmessi, condivisi o memorizzati su computer di altre persone. Pertanto, è necessario considerare con grande attenzione tutto quello si posta.

– Non condividere informazioni personali. Non pubblicare numero di telefono, indirizzo email e di casa e non “taggare” la propria città di residenza sui siti che permettono di farlo, come ad esempio Facebook. Inoltre, è bene non condividere nemmeno informazioni relative alla scuola o ai propri progetti.

– Comunicare solo con persone che si conoscono. Le reti sociali devono essere costituite da persone conosciute personalmente. Se un contatto sconosciuto cerca di ottenere informazioni personali, dettagli sulla scuola frequentata, ecc., è bene informare di questo un adulto.

– Selezionare le foto con attenzione. E’ consigliabile utilizzare un’immagine generica come foto del profilo e non la propria foto (che potrebbe attirare attenzioni indesiderate). E’ bene infatti chiedere a un genitore di approvare tutte le foto da postare e considerare attentamente ciò che si desidera che gli amici vedano. Va ricordato inoltre, che qualsiasi foto postata può essere alterata causando possibile imbarazzo o facendovi fare brutta figura.

– Non condividere messaggi o immagini offensive rispetto ad altre persone. Se vedete un commento, un forward, un tweet, o qualsiasi comunicazione sociale carino offensiva rispetto a qualcuno, non dovreste mai condividerlo con gli amici. Si tratta di un comportamento non corretto , che può essere legalmente pericoloso per voi o la persona che lo ha condiviso.

– Scegliere un nome utente appropriato. Se il vostro sito di social media richiede di scegliere un nome utente, utilizzatene uno che non consenta di identificarvi e che non sia inopportuno.

– Segnalate tutto ciò che vi mette a disagio. Se qualcuno vi sta facendo sentire a disagio o ferisce i vostri sentimenti attraverso i social media, segnalatelo subito ai genitori.

Il social networking non è negativo di per sé. L’American Psychological Association sottolinea come ragazzi ed adolescenti timidi possano imparare meglio a socializzare protetti dalla sicurezza di computer e dispositivi mobili. Ma se accidentalmente vengono messi in pubblico troppi dati personali, c’è la possibilità di andare incontro a guai seri. Per questo è meglio pensare bene, prima di ogni attività social.

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