Hardware – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Wed, 08 Jul 2026 14:56:27 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png Hardware – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Unified Communications e AI: un mercato destinato a superare i 220 miliardi di dollari entro il 2026 https://www.datamanager.it/2026/07/unified-communications-e-ai-un-mercato-destinato-a-superare-i-220-miliardi-di-dollari-entro-il-2026/ Fri, 24 Jul 2026 14:42:03 +0000 https://www.datamanager.it/?p=254067 La Unified Communications sta vivendo una trasformazione che va ben oltre il concetto tradizionale di centralino aziendale. L’integrazione tra comunicazioni unificate e intelligenza artificiale sta infatti ridefinendo il modo in cui imprese, pubbliche amministrazioni e organizzazioni sanitarie collaborano, gestiscono i processi e interagiscono con clienti e cittadini. Secondo il nuovo white paper “Unified Communications 2026 […]

L'articolo Unified Communications e AI: un mercato destinato a superare i 220 miliardi di dollari entro il 2026 proviene da Data Manager Online.

]]>
La Unified Communications sta vivendo una trasformazione che va ben oltre il concetto tradizionale di centralino aziendale. L’integrazione tra comunicazioni unificate e intelligenza artificiale sta infatti ridefinendo il modo in cui imprese, pubbliche amministrazioni e organizzazioni sanitarie collaborano, gestiscono i processi e interagiscono con clienti e cittadini.

Secondo il nuovo white paper “Unified Communications 2026 & AI – Prospettive, Innovazione, Opportunità”, realizzato dal Centro Studi Comtel, il mercato globale della Unified Communications supererà i 220 miliardi di dollari entro la fine del 2026, mentre le stime per l’inizio del prossimo decennio indicano un valore compreso tra 700 e 900 miliardi di dollari.

L’intelligenza artificiale cambia il ruolo delle Unified Communications

Se fino a pochi anni fa le piattaforme UC erano considerate principalmente strumenti per gestire telefonate, videoconferenze e messaggistica aziendale, oggi rappresentano vere e proprie infrastrutture digitali strategiche.

L’intelligenza artificiale è diventata un elemento strutturale di queste piattaforme, automatizzando numerose attività operative e migliorando la produttività delle organizzazioni.

Tra gli esempi già diffusi figurano:

  • la trascrizione automatica delle riunioni, adottata da oltre il 55% delle organizzazioni;
  • strumenti come Zoom AI Companion, che hanno ridotto del 30% il lavoro necessario dopo gli incontri;
  • le piattaforme di Customer Journey Analytics, che nel settore finanziario hanno ridotto del 18% i tempi medi di gestione delle chiamate.

L’AI non sostituisce il lavoro umano, ma automatizza le attività ripetitive consentendo alle persone di concentrarsi su funzioni a maggior valore aggiunto.

Il mercato cresce, ma conta la capacità di integrare le tecnologie

Il settore continua a essere dominato da grandi player internazionali come Microsoft, Cisco, Zoom, Google e RingCentral.

Secondo il white paper del Centro Studi Comtel, tuttavia, il vantaggio competitivo non dipende soltanto dalla piattaforma utilizzata, ma soprattutto dalla capacità di personalizzarla, integrarla nei processi aziendali e adattarla ai diversi contesti operativi.

In questo scenario trovano spazio gli integratori specializzati che sviluppano soluzioni verticali e servizi ad alto valore aggiunto, capaci di rispondere alle esigenze specifiche di aziende e pubbliche amministrazioni.

Italia ancora in ritardo, ma il gap può diventare un’opportunità

Lo studio evidenzia come il mercato italiano presenti ancora un elevato numero di sistemi telefonici tradizionali, soprattutto nelle piccole e medie imprese.

Questo ritardo, però, potrebbe trasformarsi in un vantaggio competitivo.

Grazie anche agli investimenti legati al PNRR, molte organizzazioni possono infatti evitare una transizione graduale e adottare direttamente le tecnologie di ultima generazione basate sul cloud e sull’intelligenza artificiale.

Sanità: il settore con la crescita più elevata

Tra tutti gli ambiti analizzati, quello sanitario rappresenta il comparto con le maggiori prospettive di sviluppo.

Secondo il report, le soluzioni di Unified Communications abiliteranno sempre più:

  • servizi di telemedicina;
  • coordinamento clinico tra strutture e personale sanitario;
  • gestione integrata delle comunicazioni tra operatori.

Il comparto healthcare registra un tasso di crescita atteso superiore al 28% annuo, il più elevato tra tutti i settori analizzati.

Anche la Pubblica Amministrazione rappresenta un’importante area di sviluppo, grazie alla modernizzazione degli sportelli digitali e dei contact center.

Il peso delle normative europee

Uno dei capitoli del white paper è dedicato al quadro normativo europeo, considerato tra i più rigorosi al mondo.

Regolamenti come GDPR, NIS2, Data Act e AI Act stanno ridefinendo i requisiti che le piattaforme di Unified Communications devono soddisfare in termini di:

  • sicurezza informatica;
  • protezione dei dati;
  • continuità operativa;
  • utilizzo responsabile dell’intelligenza artificiale.

In particolare, la direttiva NIS2 estende gli obblighi di cybersicurezza a circa 160.000 organizzazioni appartenenti a 18 settori critici, imponendo requisiti stringenti anche ai sistemi di comunicazione aziendale.

Comtel: innovazione e presenza internazionale

Comtel opera nel mercato delle Unified Communications con una presenza consolidata in Italia, Europa, Medio Oriente e Asia-Pacifico, rafforzata anche attraverso l’acquisizione della divisione UC di NEC nell’area EMEA e lo sviluppo della suite proprietaria VOICE.

L’obiettivo è offrire soluzioni altamente personalizzabili in grado di rispondere alle esigenze di imprese private, pubbliche amministrazioni e grandi organizzazioni.

“Grazie all’attività del nostro Centro Studi vogliamo fornire un quadro completo di come si stia evolvendo il mercato e di quali saranno le necessità per il futuro. Non ci limitiamo a descrivere quanto accade ma proponiamo soluzioni per anticipare le esigenze di business dei nostri clienti. Sviluppiamo prodotti che potranno adattarsi alle diverse esigenze degli utilizzatori, utili per piccole e grandi aziende, per realtà pubbliche e private. Mettiamo a fattor comune il nostro know-how, sempre aperti a collaborare con i principali player nazionali ed internazionali”, dichiara Carlo Nardello, Presidente Comtel.

“Presidiamo numerosi mercati con le nostre soluzioni di Unified Communications, in grado di competere anche con big del settore, grazie alla capacità di adattarsi alle esigenze specifiche del singolo utilizzatore. Offriamo prodotti tailor made non solo a realtà di primissimo ordine in Italia, ma copriamo il resto d’Europa, il Medio Oriente e il mercato dell’Asia Pacifico, con la volontà di continuare ad espanderci”, commenta Mattia Conti, Direttore Generale Comtel.

“Stiamo vivendo una fase di evoluzione molto rapida ed è necessario non rimanere indietro. L’Italia sta recuperando terreno e crediamo che abbia tutte le potenzialità per non essere seconda a nessuno. Stiamo toccando con mano l’adattabilità di alcune soluzioni a settori che fino a poco tempo fa sembravano lontanissimi. Healthcare, finance, hotellerie, solo per fare degli esempi, stanno digitalizzando esponenzialmente i processi, efficientando servizi e produttività”, afferma Pietro Parente, Responsabile del Centro Studi Comtel.

L'articolo Unified Communications e AI: un mercato destinato a superare i 220 miliardi di dollari entro il 2026 proviene da Data Manager Online.

]]>
Prestazioni degli HDD: i fattori chiave che influenzano la velocità di trasferimento dati secondo Toshiba https://www.datamanager.it/2026/07/prestazioni-degli-hdd-i-fattori-chiave-che-influenzano-la-velocita-di-trasferimento-dati-secondo-toshiba/ Fri, 24 Jul 2026 08:02:46 +0000 https://www.datamanager.it/?p=254064 Le prestazioni di un hard disk non possono essere valutate solo in base alla velocità massima di trasferimento indicata nella scheda tecnica. A influenzare le performance reali contribuiscono capacità del drive, configurazione RAID, controller, infrastruttura di rete e tipologia di carico di lavoro. Secondo Rainer W. Kaese, Senior Manager HDD Business Development di Toshiba Electronics […]

L'articolo Prestazioni degli HDD: i fattori chiave che influenzano la velocità di trasferimento dati secondo Toshiba proviene da Data Manager Online.

]]>
Le prestazioni di un hard disk non possono essere valutate solo in base alla velocità massima di trasferimento indicata nella scheda tecnica. A influenzare le performance reali contribuiscono capacità del drive, configurazione RAID, controller, infrastruttura di rete e tipologia di carico di lavoro.

Secondo Rainer W. Kaese, Senior Manager HDD Business Development di Toshiba Electronics Europe GmbH: “Le specifiche tecniche rappresentano un punto di partenza fondamentale per confrontare diversi modelli di HDD, ma la velocità massima dichiarata deve essere interpretata nel contesto corretto. Le prestazioni di un singolo drive e quelle di un sistema composto da più unità possono differire sensibilmente”.

Gli HDD enterprise di ultima generazione dichiarano le velocità massime di trasferimento comprese tra 280–310 MB/s, ma questo valore si riferisce alle tracce esterne del disco e a condizioni ottimali (elaborazione sequenziale di file di grandi dimensioni). Le tracce esterne contengono più dati di quelle interne, quindi con il riempimento del drive le prestazioni possono scendere fino a due terzi del valore massimo. Anche il tipo di carico di lavoro influisce significativamente: le operazioni sequenziali sono più veloci, mentre gli accessi casuali con numerosi file di piccole dimensioni riducono il throughput complessivo.

Maggiore capacità, maggiore efficienza

Gli HDD enterprise attuali operano prevalentemente a 7.200 rpm, mentre i modelli a velocità superiori sono stati progressivamente sostituiti dagli SSD in applicazioni dove sono richieste latenze estremamente ridotte. Grazie all’aumento della densità dei dati, però, gli HDD moderni a 7.200 rpm trasferiscono più dati per rotazione rispetto alle generazioni precedenti. Il numero di piatti presenti all’interno di un HDD, invece, non determina direttamente un aumento delle prestazioni poiché lettura e scrittura avvengono su una superficie alla volta.

Il ruolo delle configurazioni RAID

Nei sistemi enterprise gli HDD vengono raramente utilizzati singolarmente. Più unità vengono spesso combinate in configurazioni RAID (Redundant Array of Independent Disks) per migliorare disponibilità, protezione dei dati e prestazioni.

Il livello RAID scelto incide sul comportamento del sistema:

  • RAID 1 replica gli stessi dati su due drive e può migliorare le prestazioni in lettura, ma non offre vantaggi significativi nelle operazioni di scrittura;
  • RAID 5 distribuisce dati e informazioni di parità su più drive, consentendo un buon equilibrio tra capacità utilizzabile, protezione dei dati e velocità di accesso;
  • RAID 10 combina mirroring e striping, offrendo elevate prestazioni in lettura e una maggiore tolleranza ai guasti, anche se con una capacità disponibile inferiore.

Anche la rete può diventare un limite

Controller RAID, software di gestione e collegamenti di rete incidono quanto gli HDD stessi. I test mostrano che controller hardware e soluzioni software offrono prestazioni diverse a seconda del carico: le operazioni sequenziali raggiungono velocità elevate, gli accessi misti riducono il throughput.

Per sfruttare pienamente più HDD operativi in parallelo è inoltre necessario disporre di un’infrastruttura di rete adeguata. Connessioni come Gigabit Ethernet e 2,5GbE possono diventare rapidamente un collo di bottiglia anche con pochi drive, mentre sistemi più grandi richiedono collegamenti a 10GbE, 25GbE o superiori.

Un approccio completo per valutare le prestazioni reali

Le prestazioni effettive di un sistema di archiviazione possono essere stimate in anticipo solo in modo approssimativo, poiché dipendono dalla combinazione di molteplici elementi: modello di drive, numero di unità, livello RAID, controller, rete e applicazioni utilizzate. Per questo Toshiba considera fondamentali i test pratici e le attività di validazione nei propri laboratori, dove vengono analizzate diverse configurazioni per individuare il miglior equilibrio tra capacità, prestazioni, affidabilità ed efficienza energetica.

“La scheda tecnica resta uno strumento essenziale per il confronto iniziale. Un hard disk progettato per offrire maggiori prestazioni manterrà il proprio vantaggio anche all’interno di un array RAID, ma il risultato finale dipenderà sempre dall’intero ecosistema di storage”, conclude Rainer Kaese.

L'articolo Prestazioni degli HDD: i fattori chiave che influenzano la velocità di trasferimento dati secondo Toshiba proviene da Data Manager Online.

]]>
Smart home, due italiani su tre usano dispositivi intelligenti: la sicurezza resta la sfida principale https://www.datamanager.it/2026/07/smart-home-due-italiani-su-tre-usano-dispositivi-intelligenti-la-sicurezza-resta-la-sfida-principale/ Thu, 23 Jul 2026 08:02:42 +0000 https://www.datamanager.it/?p=254054 Le smart home non sono più una nicchia per appassionati di tecnologia. Secondo un nuovo studio di reichelt elektronik, il 66% degli italiani utilizza almeno un dispositivo smart, confermando come la casa connessa sia ormai entrata nella quotidianità. A trainare questa evoluzione sono soprattutto la ricerca di maggiore comfort, l’automazione delle attività domestiche e il […]

L'articolo Smart home, due italiani su tre usano dispositivi intelligenti: la sicurezza resta la sfida principale proviene da Data Manager Online.

]]>
Le smart home non sono più una nicchia per appassionati di tecnologia. Secondo un nuovo studio di reichelt elektronik, il 66% degli italiani utilizza almeno un dispositivo smart, confermando come la casa connessa sia ormai entrata nella quotidianità. A trainare questa evoluzione sono soprattutto la ricerca di maggiore comfort, l’automazione delle attività domestiche e il risparmio energetico, mentre persistono alcune preoccupazioni legate alla sicurezza informatica e alla tutela dei dati personali.

La smart home entra nella routine degli italiani

L’indagine, condotta su un campione di 1.000 consumatori italiani, fotografa un mercato ormai maturo. I dispositivi più diffusi sono le smart TV e i sistemi audio intelligenti, utilizzati dal 63% degli intervistati, seguiti dagli assistenti vocali come Amazon Alexa e Google Home (48%).

Al terzo posto si trovano, a pari merito (29%), gli elettrodomestici intelligenti – come frigoriferi, lavatrici e lavastoviglie connesse – e i robot aspirapolvere. Meno diffusi rispetto al passato risultano invece i sistemi di illuminazione intelligente, il cui utilizzo è sceso dal 30% rilevato nel 2024 al 16%.

Comfort e praticità guidano gli acquisti

Il principale motivo che spinge gli italiani ad acquistare dispositivi smart è il desiderio di vivere una casa più comoda. Il 43% degli intervistati indica infatti il comfort come fattore decisivo, seguito dalle funzionalità pratiche offerte dall’automazione e dal controllo remoto (31%).

Anche il risparmio energetico rappresenta una leva importante: il 25% sceglie questi prodotti per monitorare i consumi o gestire in modo più efficiente il riscaldamento, mentre la stessa percentuale apprezza il contributo che possono offrire alla sicurezza domestica, ad esempio attraverso sistemi di illuminazione automatica durante le assenze. Un altro 25% dichiara invece di acquistare dispositivi smart semplicemente per interesse verso le nuove tecnologie.

Più vantaggi, meno ostacoli

Oltre la metà degli utenti (53%) afferma di aver ottenuto un effettivo risparmio economico grazie ai dispositivi intelligenti, soprattutto attraverso una riduzione dei consumi energetici.

Il beneficio maggiormente percepito rimane comunque il comfort (40%), seguito da una maggiore efficienza nella gestione delle attività quotidiane (35%) e dal risparmio economico (34%).

Nonostante questo, la smart home viene ancora considerata da molti come un valore aggiunto, ma non indispensabile. Il 39% la definisce infatti “un piacevole extra”, mentre il 50% dichiara di non voler diventare eccessivamente dipendente dalla tecnologia.

Rispetto a due anni fa, tuttavia, sono diminuite sensibilmente alcune delle principali barriere all’adozione. Le preoccupazioni legate ai prezzi elevati sono passate dal 51% del 2024 al 30% del 2026. Anche problemi come incompatibilità tra dispositivi, difficoltà di installazione e malfunzionamenti vengono oggi percepiti con minore frequenza, segnale di una crescente maturità del mercato.

Wi-Fi protagonista, protocolli smart ancora poco conosciuti

Sul fronte della connettività, il Wi-Fi continua a rappresentare lo standard dominante, utilizzato dall’81% degli intervistati, seguito dal Bluetooth (68%).

Molto meno diffusi risultano invece i protocolli progettati specificamente per la smart home. Standard come Matter, Zigbee e Z-Wave restano sconosciuti alla maggior parte dei consumatori italiani e vengono utilizzati solo da una quota molto ridotta di utenti.

Fa eccezione Home Assistant, piattaforma open source dedicata all’automazione domestica, conosciuta o utilizzata dal 65% degli intervistati e adottata attivamente dal 24%.

Sicurezza e privacy restano le principali preoccupazioni

Se da un lato cresce l’utilizzo dei dispositivi intelligenti, dall’altro aumentano anche le aspettative sul fronte della sicurezza.

Il 79% degli italiani considera fondamentali aggiornamenti di sicurezza costanti da parte dei produttori, mentre il 77% chiede maggiore trasparenza nella gestione dei dati personali. Importante anche la trasmissione cifrata delle informazioni (71%), la possibilità di utilizzare i dispositivi anche senza connessione al cloud (74%) e certificazioni rilasciate da organismi indipendenti (73%).

Le principali paure riguardano invece possibili attacchi informatici (29%), il furto o l’utilizzo improprio dei dati personali (28%), guasti che possano compromettere la sicurezza della casa (28%) e la scarsa trasparenza nell’utilizzo delle informazioni raccolte (25%). Un quarto degli intervistati esprime inoltre timori specifici riguardo alle telecamere e ai sistemi di videosorveglianza domestici.

La fiducia sarà il fattore decisivo

Secondo lo studio di reichelt elektronik, la smart home ha ormai superato la fase dell’entusiasmo iniziale per diventare una presenza stabile nelle abitazioni italiane. La riduzione dei costi, il miglioramento dell’interoperabilità tra dispositivi e una maggiore semplicità d’uso hanno contribuito ad accelerarne la diffusione.

Come sottolinea Arno Doncks, Product Manager for Home Security & Smart Home di reichelt elektronik, la prossima sfida del settore non riguarda tanto l’innovazione tecnologica quanto la capacità di conquistare definitivamente la fiducia dei consumatori, garantendo livelli sempre più elevati di cybersecurity, protezione dei dati e trasparenza.

L'articolo Smart home, due italiani su tre usano dispositivi intelligenti: la sicurezza resta la sfida principale proviene da Data Manager Online.

]]>
LG amplia la gamma xboom: arriva Mini, lo speaker Bluetooth compatto con audio firmato will.i.am https://www.datamanager.it/2026/07/lg-amplia-la-gamma-xboom-arriva-mini-lo-speaker-bluetooth-compatto-con-audio-firmato-will-i-am/ Wed, 22 Jul 2026 13:05:26 +0000 https://www.datamanager.it/?p=254036 LG Electronics amplia la famiglia xboom con un nuovo speaker Bluetooth pensato per accompagnare gli utenti durante l’estate e, più in generale, in tutte le situazioni in cui portabilità e resistenza diventano elementi fondamentali. Il nuovo LG xboom Mini by will.i.am punta su dimensioni ridotte, autonomia, certificazione IP67 e funzioni basate sull’intelligenza artificiale per offrire […]

L'articolo LG amplia la gamma xboom: arriva Mini, lo speaker Bluetooth compatto con audio firmato will.i.am proviene da Data Manager Online.

]]>
LG Electronics amplia la famiglia xboom con un nuovo speaker Bluetooth pensato per accompagnare gli utenti durante l’estate e, più in generale, in tutte le situazioni in cui portabilità e resistenza diventano elementi fondamentali. Il nuovo LG xboom Mini by will.i.am punta su dimensioni ridotte, autonomia, certificazione IP67 e funzioni basate sull’intelligenza artificiale per offrire un’esperienza audio versatile sia in casa sia all’aperto.

Il dispositivo rappresenta il modello più compatto della linea xboom sviluppata in collaborazione con will.i.am, artista e produttore musicale che ha contribuito alla definizione della firma sonora dell’intera gamma. Il progetto ha già ottenuto due importanti riconoscimenti internazionali per il design: il Red Dot Award 2026 e l’iF Design Award.

Design compatto per la mobilità

Con un peso di appena 220 grammi e dimensioni di 89,5 × 85,8 × 47,2 millimetri, xboom Mini è progettato per essere trasportato facilmente nello zaino, agganciato alla bicicletta o utilizzato durante attività all’aria aperta.

Il design “essential cube” è accompagnato da un laccetto integrato e dalla presenza di una filettatura compatibile con gli accessori GoPro, che ne amplia le possibilità di fissaggio durante escursioni, trekking o attività sportive.

Audio ottimizzato con AI

Nonostante le dimensioni contenute, LG punta a garantire una buona resa sonora grazie a:

  • potenza di 5 Watt;
  • woofer da 1,75 pollici;
  • radiatore passivo;
  • tecnologia Sound Field Enhance, progettata per migliorare la diffusione del suono anche negli ambienti esterni.

Tra gli elementi distintivi figura la funzione AI Sound, che analizza automaticamente il contenuto riprodotto e regola l’equalizzazione in funzione del tipo di audio, senza richiedere interventi manuali.

Lo speaker integra inoltre FYI RAiDiO, la piattaforma sviluppata da will.i.am che utilizza l’intelligenza artificiale generativa per creare stazioni musicali personalizzate, e la funzione AI DJ, pensata per proporre playlist e contenuti coerenti con il mood dell’utente.

L’accesso rapido a queste funzionalità avviene tramite il pulsante My Button, configurabile attraverso l’app LG ThinQ.

Resistente ad acqua e polvere

Pensato per l’utilizzo outdoor, xboom Mini dispone della certificazione IP67, che garantisce protezione dalla polvere e resistenza alle immersioni temporanee in acqua.

L’autonomia dichiarata arriva fino a 10 ore con una singola ricarica, mentre la porta USB-C consente sia la ricarica sia il collegamento audio lossless a un PC.

Sul fronte della connettività debutta il supporto a Bluetooth 6.1 LE e alla tecnologia Auracast, che permette di collegare contemporaneamente più speaker tramite la modalità Party Link, ampliando la copertura sonora durante eventi e feste all’aperto.

È inoltre presente un microfono integrato per effettuare chiamate in vivavoce.

Una gamma pensata per esigenze diverse

Con l’arrivo di xboom Mini, LG amplia una famiglia di speaker wireless che comprende anche:

  • xboom Bounce, modello top di gamma con doppi tweeter a cupola e autonomia fino a 30 ore;
  • xboom Grab, speaker portatile con tweeter da 16 mm e autonomia fino a 20 ore.

L’obiettivo è offrire dispositivi adatti a differenti modalità d’uso, dalla semplice riproduzione musicale in mobilità fino agli scenari di ascolto più evoluti.

Prezzo e disponibilità

LG xboom Mini è disponibile in Italia nelle colorazioni Black e Warm Grey attraverso l’LG Online Shop e i principali rivenditori di elettronica di consumo.

Il prezzo consigliato è di 59 euro.

L'articolo LG amplia la gamma xboom: arriva Mini, lo speaker Bluetooth compatto con audio firmato will.i.am proviene da Data Manager Online.

]]>
Smartphone e caldo estivo: cinque consigli per proteggere la batteria durante le vacanze https://www.datamanager.it/2026/07/smartphone-e-caldo-estivo-cinque-consigli-per-proteggere-la-batteria-durante-le-vacanze/ Thu, 16 Jul 2026 07:53:49 +0000 https://www.datamanager.it/?p=253973 Sole, temperature elevate e utilizzo intenso possono ridurre le prestazioni dello smartphone. Gli esperti di Swappie spiegano come preservare la batteria e allungare la vita del dispositivo durante l’estate. L’estate è sinonimo di viaggi, giornate al mare, concerti e momenti da immortalare. Lo smartphone diventa il compagno inseparabile delle vacanze: serve per scattare fotografie, consultare […]

L'articolo Smartphone e caldo estivo: cinque consigli per proteggere la batteria durante le vacanze proviene da Data Manager Online.

]]>
Sole, temperature elevate e utilizzo intenso possono ridurre le prestazioni dello smartphone. Gli esperti di Swappie spiegano come preservare la batteria e allungare la vita del dispositivo durante l’estate.

L’estate è sinonimo di viaggi, giornate al mare, concerti e momenti da immortalare. Lo smartphone diventa il compagno inseparabile delle vacanze: serve per scattare fotografie, consultare mappe, ascoltare musica, prenotare servizi e condividere esperienze sui social. Ma proprio nei mesi più caldi il dispositivo è sottoposto a uno stress maggiore che può comprometterne prestazioni e durata nel tempo.

Secondo Swappie, azienda specializzata negli smartphone ricondizionati, il principale nemico dei dispositivi non è soltanto l’acqua o la sabbia, ma soprattutto il calore. Temperature superiori ai 35 °C possono infatti accelerare il deterioramento della batteria e incidere negativamente sulla sua capacità di mantenere la carica.

Il caldo mette a rischio la batteria

Lasciare lo smartphone sul lettino in spiaggia, sul cruscotto dell’auto o esposto ai raggi diretti del sole anche per pochi minuti può provocare un rapido aumento della temperatura interna.

“Molti utenti associano i problemi estivi degli smartphone all’acqua o alla sabbia, ma in realtà il calore rappresenta uno dei fattori più critici per la salute della batteria. Piccoli accorgimenti possono contribuire a preservarne le prestazioni più a lungo”, spiega Pavel Tšukrejev, Head of Operations di Swappie.

Cinque buone pratiche per proteggere lo smartphone in estate

1. Evitare l’esposizione diretta al sole

La prima regola è semplice: non lasciare mai il telefono sotto il sole. Meglio conservarlo all’ombra, in una borsa o in uno zaino, evitando superfici che tendono a surriscaldarsi rapidamente, come il cruscotto dell’auto.

2. Non ricaricare il telefono quando è caldo

Se il dispositivo è stato utilizzato a lungo oppure è rimasto esposto alle alte temperature, è preferibile attendere che si raffreddi prima di collegarlo al caricabatterie. La ricarica produce ulteriore calore e può aumentare lo stress della batteria.

3. Limitare le attività più impegnative

Streaming video in alta definizione, videogiochi, hotspot Wi-Fi e applicazioni particolarmente pesanti richiedono molta energia e fanno aumentare rapidamente la temperatura dello smartphone. Durante le ore più calde è consigliabile limitarne l’utilizzo o disattivare temporaneamente le funzioni non indispensabili.

4. Fare attenzione a sabbia, salsedine e creme solari

Anche i dispositivi certificati come resistenti all’acqua possono subire danni causati da sabbia, sale marino o residui di crema solare. Dopo una giornata in spiaggia o in piscina è buona norma pulire delicatamente lo smartphone e verificare che porte e connettori siano completamente asciutti.

5. Eseguire sempre un backup prima di partire

Le vacanze aumentano il rischio di cadute accidentali, smarrimenti o furti. Salvare fotografie, video e documenti sul cloud oppure su un supporto esterno permette di mettere al sicuro i propri ricordi ed evitare spiacevoli sorprese.

Piccoli accorgimenti per allungare la vita dello smartphone

Prendersi cura del proprio smartphone durante l’estate non significa rinunciare a utilizzarlo, ma adottare alcune semplici abitudini che possono contribuire a mantenerlo efficiente più a lungo.

Proteggere la batteria dal caldo, evitare il surriscaldamento e ridurre l’esposizione agli agenti esterni aiuta infatti a preservare le prestazioni del dispositivo anche dopo la fine delle vacanze.

L'articolo Smartphone e caldo estivo: cinque consigli per proteggere la batteria durante le vacanze proviene da Data Manager Online.

]]>
Drone solare italiano da record: il Guardian XL vola per oltre 24 ore senza mai atterrare https://www.datamanager.it/2026/07/drone-solare-italiano-da-record-il-guardian-xl-vola-per-oltre-24-ore-senza-mai-atterrare/ Mon, 13 Jul 2026 13:25:58 +0000 https://www.datamanager.it/?p=254049 Un drone elettrico a propulsione solare progettato in Italia ha stabilito un nuovo primato mondiale nella categoria dei piccoli velivoli senza pilota. Il Guardian XL, sviluppato da Vector Robotics, ha completato un volo continuativo di 24 ore e 5 minuti, dimostrando come anche piattaforme compatte possano garantire missioni di lunga durata grazie all'energia solare.

L'articolo Drone solare italiano da record: il Guardian XL vola per oltre 24 ore senza mai atterrare proviene da Data Manager Online.

]]>
Un drone elettrico a propulsione solare progettato in Italia ha stabilito un nuovo primato mondiale nella categoria dei piccoli velivoli senza pilota. Il Guardian XL, sviluppato da Vector Robotics, ha completato un volo continuativo di 24 ore e 5 minuti, dimostrando come anche piattaforme compatte possano garantire missioni di lunga durata grazie all’energia solare.

L’impresa rappresenta un importante passo avanti per il settore dei droni destinati ad applicazioni civili e di sicurezza, aprendo la strada a missioni autonome che, in futuro, potrebbero durare giorni o addirittura settimane senza necessità di atterrare.

Un record mondiale per un piccolo drone elettrico

Il volo record è stato effettuato nelle campagne della provincia di Treviso e riguarda la categoria dei piccoli Unmanned Aerial Systems (UAS) elettrici con apertura alare inferiore ai tre metri.

Il Guardian XL è un drone ad ala fissa con:

  • apertura alare di 2,96 metri;
  • peso al decollo di appena 3,1 kg;
  • struttura realizzata con fibre e polimeri innovativi;
  • motore elettrico alimentato da celle fotovoltaiche integrate nelle ali.

Durante tutta la missione il velivolo ha continuato a trasmettere in tempo reale le immagini raccolte dalla telecamera di bordo. Al termine del volo, inoltre, disponeva ancora di circa il 50% della carica della batteria, segno che avrebbe potuto proseguire ulteriormente la missione.

L’obiettivo: missioni autonome di giorni o settimane

Secondo Andrea Beggio, amministratore delegato di Vector Robotics, il risultato dimostra che è possibile ottenere autonomie elevate anche con droni di piccole dimensioni, tradizionalmente molto più economici e facilmente impiegabili rispetto ai grandi velivoli solari da 20-30 metri di apertura alare.

“Voli di lunga durata sono già possibili con velivoli solari senza equipaggio molto grandi, con 20-30 metri di apertura alare, mentre la vera difficoltà tecnologica è stata riuscire a superare le 24 ore di missione con un drone elettrico così piccolo, leggero e molto più economico dei modelli maggiori. Questo record mondiale apre delle prospettive molto interessanti: il nostro obiettivo ora è far volare il drone, senza sosta e in maniera autonoma, per giorni o settimane e, in un prossimo futuro, anche per mesi. Le applicazioni sono davvero numerose, in ambito civile e anche militare.”

Applicazioni: dall’antincendio alla protezione delle infrastrutture

Pur essendo estremamente leggero, il Guardian XL può trasportare un carico utile compreso tra 200 e 300 grammi, sufficiente per integrare:

  • telecamere ad alta definizione;
  • sensori a infrarossi;
  • sensori multispettrali;
  • piccoli ripetitori radio.

Le possibili applicazioni sono numerose.

Nel settore della protezione civile, il drone potrebbe effettuare voli automatici sopra aree boschive per individuare rapidamente principi di incendio, trasmettendo immagini e coordinate ai soccorritori.

Nel comparto delle infrastrutture critiche, potrebbe essere utilizzato per monitorare centrali elettriche, impianti fotovoltaici, porti, aeroporti e grandi centri logistici, riducendo costi e tempi rispetto ai sistemi tradizionali di sorveglianza.

Le caratteristiche di silenziosità e lunga autonomia rendono inoltre il velivolo adatto ad attività di sicurezza, sorveglianza e intelligence, mentre l’installazione di un piccolo ripetitore radio consentirebbe di ristabilire rapidamente le comunicazioni durante emergenze come terremoti, alluvioni o altri disastri naturali.

Evoluzione di una piattaforma già utilizzata sul campo

Il Guardian XL rappresenta l’evoluzione del precedente Guardian, sviluppato da Vector Robotics in collaborazione con NPC Spacemind.

La piattaforma è già impiegata da diverse realtà operative, tra cui:

  • Polizie Locali;
  • Protezioni Civili regionali;
  • alcune Forze Armate.

Il drone viene lanciato manualmente da un singolo operatore, raggiunge una velocità massima di 90 km/h e utilizza un sistema di trasmissione digitale che permette l’invio delle immagini alla stazione di controllo senza interferenze. È inoltre dotato di memoria interna per registrare i dati acquisiti durante la missione.

Progettato per operare in condizioni ambientali impegnative, può volare con temperature comprese tra -10°C e +45°C e con venti fino a 30 nodi.

Autonomia e prospettive future

Il raggio operativo standard è compreso tra 10 e 30 chilometri, limitato principalmente dalla portata della radio di bordo. Tuttavia, nelle missioni completamente autonome il drone potrebbe coprire distanze di centinaia o migliaia di chilometri, mantenendosi in volo grazie all’energia prodotta dai pannelli solari.

Il record ottenuto dal Guardian XL conferma il crescente potenziale dei piccoli droni solari per applicazioni che richiedono monitoraggio continuo, lunga autonomia e bassi consumi energetici, in un settore destinato a ricoprire un ruolo sempre più strategico sia in ambito civile sia nella sicurezza nazionale.

L'articolo Drone solare italiano da record: il Guardian XL vola per oltre 24 ore senza mai atterrare proviene da Data Manager Online.

]]>
LG crea il Robotics Business Center per accelerare la strategia sulla Physical AI https://www.datamanager.it/2026/07/lg-crea-il-robotics-business-center-per-accelerare-la-strategia-sulla-physical-ai/ Mon, 13 Jul 2026 08:12:17 +0000 https://www.datamanager.it/?p=253881 La robotica diventa sempre più centrale nella strategia di LG Electronics. L’azienda sudcoreana ha annunciato la nascita del Robotics Business Center, una nuova struttura organizzativa che avrà il compito di accelerare lo sviluppo del business legato alla robotica e alla Physical AI, integrando competenze che spaziano dalla ricerca e sviluppo alla produzione, fino alle attività […]

L'articolo LG crea il Robotics Business Center per accelerare la strategia sulla Physical AI proviene da Data Manager Online.

]]>
La robotica diventa sempre più centrale nella strategia di LG Electronics. L’azienda sudcoreana ha annunciato la nascita del Robotics Business Center, una nuova struttura organizzativa che avrà il compito di accelerare lo sviluppo del business legato alla robotica e alla Physical AI, integrando competenze che spaziano dalla ricerca e sviluppo alla produzione, fino alle attività commerciali e operative.

Il nuovo centro, operativo dal 1° luglio 2026 e alle dirette dipendenze del CEO Lyu Jae-cheol, rappresenta un cambiamento organizzativo significativo: anticipa infatti di quattro mesi la tradizionale riorganizzazione annuale dell’azienda, a conferma del ruolo strategico che LG attribuisce oggi alla robotica intelligente.

Un’organizzazione end-to-end per il business della robotica

Il Robotics Business Center nasce come una struttura end-to-end, progettata per gestire l’intera filiera della robotica, dallo sviluppo del business fino alle vendite, alla supply chain e alle operations.

A guidare la nuova organizzazione sarà Song Si-yong, manager con una lunga esperienza nell’LG Production Engineering Research Institute.

L’obiettivo dichiarato è ridurre il time-to-market delle nuove soluzioni robotiche, consolidare le competenze tecnologiche interne e migliorare la competitività dell’azienda in un mercato destinato a crescere rapidamente nei prossimi anni.

La data factory come asset strategico

Uno degli elementi più interessanti della nuova organizzazione riguarda la creazione di una divisione dedicata alla data factory, destinata a raccogliere e generare dati di elevata qualità per l’addestramento dei robot e dei modelli di intelligenza artificiale.

Secondo LG, i dati prodotti alimenteranno l’evoluzione del proprio Robot Foundation Model (RFM), modello AI sviluppato per supportare le future applicazioni robotiche.

L’azienda sta inoltre realizzando una data factory su larga scala presso il campus R&D di Yangjae, a Seul, la cui entrata in funzione è prevista entro la fine del 2026.

Per il settore ICT si tratta di un segnale importante: nella robotica avanzata il vantaggio competitivo non dipende più soltanto dall’hardware, ma anche dalla disponibilità di dati di qualità e dalla capacità di addestrare modelli AI sempre più sofisticati.

Una governance integrata per la Physical AI

Il Robotics Business Center avrà anche il compito di coordinare le competenze distribuite all’interno del Gruppo LG attraverso la strategia “One LG Solution”.

L’iniziativa punta a mettere a sistema le tecnologie sviluppate dalle diverse società del gruppo, tra cui LG CNS e LG AI Research, favorendo allo stesso tempo nuove collaborazioni con partner tecnologici internazionali.

L’obiettivo è accelerare l’innovazione riducendo i tempi decisionali e aumentando la capacità di sviluppare internamente tecnologie considerate strategiche.

Robotica per industria, servizi e consumer

La strategia di LG non si limita al mercato consumer. Il nuovo Robotics Business Center coordinerà infatti lo sviluppo di un’offerta che comprende applicazioni residenziali, commerciali e industriali, facendo leva sulle competenze già presenti nel gruppo.

L’ecosistema include i robot domestici sviluppati direttamente da LG, le soluzioni di robotica industriale di Robostar e l’esperienza di Bear Robotics nella robotica di servizio.

L’obiettivo è costruire una piattaforma integrata capace di coprire l’intera catena del valore, dai robot ai componenti chiave, fino alla gestione dei dati e delle piattaforme software.

Produzione interna degli attuatori

Tra le iniziative annunciate rientra anche l’avvio della produzione interna degli attuatori, componenti fondamentali per il movimento dei robot.

LG punta a valorizzare oltre sessant’anni di esperienza nello sviluppo di motori e sistemi di movimentazione, rafforzando il controllo sulla supply chain e sulle tecnologie considerate strategiche per le future applicazioni di Physical AI.

L’integrazione tra hardware proprietario, modelli AI, raccolta dati e capacità produttive rappresenta uno degli elementi distintivi della strategia con cui il gruppo intende posizionarsi come fornitore completo di soluzioni robotiche nei prossimi anni.

L'articolo LG crea il Robotics Business Center per accelerare la strategia sulla Physical AI proviene da Data Manager Online.

]]>
Vertiv espande la capacità produttiva per le infrastrutture AI con un nuovo stabilimento in Malesia https://www.datamanager.it/2026/07/vertiv-espande-la-capacita-produttiva-per-le-infrastrutture-ai-con-un-nuovo-stabilimento-in-malesia/ Fri, 10 Jul 2026 14:02:59 +0000 https://www.datamanager.it/?p=253965 La nuova struttura rafforza la produzione regionale, la resilienza della catena di approvvigionamento e le capacità di implementazione per soluzioni di alimentazione, raffreddamento e infrastrutture integrate  Vertiv ha comunicato l’apertura del suo nuovo stabilimento produttivo a Johor, in Malesia, ampliando la propria presenza manifatturiera per supportare la crescente domanda di infrastrutture per l’intelligenza artificiale e […]

L'articolo Vertiv espande la capacità produttiva per le infrastrutture AI con un nuovo stabilimento in Malesia proviene da Data Manager Online.

]]>
La nuova struttura rafforza la produzione regionale, la resilienza della catena di approvvigionamento e le capacità di implementazione per soluzioni di alimentazione, raffreddamento e infrastrutture integrate 

Vertiv ha comunicato l’apertura del suo nuovo stabilimento produttivo a Johor, in Malesia, ampliando la propria presenza manifatturiera per supportare la crescente domanda di infrastrutture per l’intelligenza artificiale e il calcolo ad alta densità in tutta l’Asia, compresi il Sud-est asiatico, l’Asia orientale, l’Australia e la Nuova Zelanda.

Situata strategicamente in uno dei mercati industriali a più rapida crescita del Sud-est asiatico, la struttura potenzia la capacità di Vertiv di supportare i clienti attraverso attività regionali di produzione, ingegneria, logistica e implementazione. Il sito beneficia inoltre di un’eccellente connettività regionale e della vicinanza ai principali hub tecnologici e ai clienti dell’area.

“L’Asia continua a essere una delle regioni in maggiore crescita per gli investimenti nell’intelligenza artificiale e nelle infrastrutture digitali. L’espansione della nostra presenza produttiva in Malesia mira a rafforzare ulteriormente le nostre capacità di supportare i clienti in termini di qualità, rapidità, scalabilità e resilienza,” ha dichiarato Giordano Albertazzi, CEO di Vertiv. “Questa struttura rappresenta un ulteriore passo importante nella nostra strategia continua di pianificazione della capacità produttiva e di implementazione, mentre continuiamo ad ampliare le nostre capacità manifatturiere a livello regionale e globale.”

Albertazzi ha aggiunto: “Con l’evoluzione delle esigenze di calcolo attraverso le diverse generazioni di infrastrutture AI, i clienti hanno bisogno di partner in grado di fornire soluzioni di alimentazione, raffreddamento e infrastruttura su larga scala. Lo stabilimento di Johor rafforza la nostra capacità di aiutare i clienti a implementare infrastrutture digitali critiche in modo più efficiente, sostenendo al contempo la crescita a lungo termine in Asia.”

Strutture di produzione e collaudo

Lo stabilimento di Johor supporta l’intero processo di produzione, assemblaggio e collaudo in scala reale (“witness testing”) per infrastrutture avanzate di gestione termica e alimentazione elettrica. Questo consente a Vertiv di fornire soluzioni ad alta densità con prestazioni validate, contribuendo a ridurre i rischi di implementazione e ad accelerare i tempi di disponibilità operativa per clienti enterprise, cloud e colocation.

  • Si prevede che la struttura creerà centinaia di posti di lavoro qualificati nella regione una volta che sarà pienamente operativa nel 2027.
  • Capacità produttive dedicate a soluzioni di gestione termica, alimentazione e infrastrutture su larga scala per applicazioni AI e tradizionali: Le unità di distribuzione del refrigerante Vertiv™ CoolChip (CDU) supportano applicazioni di raffreddamento a liquido, inclusi sistemi direct-to-chip e scambiatori di calore installati sulle porte posteriori dei rack ad alta densità; Vertiv™ Power Module e Vertiv™ Power Skid sono soluzioni prefabbricate per l’alimentazione elettrica con infrastrutture modulari integrate , in grado di accelerare l’implementazione dei sistemi di alimentazione fino al 50% rispetto alle costruzioni tradizionali; Vertiv™ SmartRun sistema prefabbricato integrato di infrastruttura aerea, offre una soluzione completa per l’allestimento delle sale dati (“white space”), comprendente condotti elettrici ad alta densità, tubazioni per il raffreddamento a liquido, networking e sistemi di contenimento, riducendo i tempi di installazione in loco fino all’85% rispetto ai metodi tradizionali.
  • Ambiente di test dedicato progettato per validare soluzioni di raffreddamento a liquido e sistemi di alimentazione integrati nelle stesse condizioni operative dei siti dei clienti prima della messa in esercizio, inclusi test delle CDU su tutta la gamma di capacità disponibili e test simultanei di più moduli e skid di alimentazione.

L'articolo Vertiv espande la capacità produttiva per le infrastrutture AI con un nuovo stabilimento in Malesia proviene da Data Manager Online.

]]>
Xerox presenta stampanti a colori e dispositivi multifunzione in formato A4 come primi prodotti del brand unificato https://www.datamanager.it/2026/07/xerox-presenta-stampanti-a-colori-e-dispositivi-multifunzione-in-formato-a4-come-primi-prodotti-del-brand-unificato/ Tue, 07 Jul 2026 09:00:18 +0000 https://www.datamanager.it/?p=253677 La nuova gamma unisce i punti di forza di Xerox e Lexmark per il segmento in rapida crescita dedicato ai team di lavoro di piccole dimensioni  Xerox ha presentato le stampanti a colori e i dispositivi multifunzione Xerox C240/C245, Xerox C255a e Xerox C300/C303a/C305ae, le prime soluzioni hardware lanciate con il marchio unificato Xerox a […]

L'articolo Xerox presenta stampanti a colori e dispositivi multifunzione in formato A4 come primi prodotti del brand unificato proviene da Data Manager Online.

]]>
La nuova gamma unisce i punti di forza di Xerox e Lexmark per il segmento in rapida crescita dedicato ai team di lavoro di piccole dimensioni 

Xerox ha presentato le stampanti a colori e i dispositivi multifunzione Xerox C240/C245, Xerox C255a e Xerox C300/C303a/C305ae, le prime soluzioni hardware lanciate con il marchio unificato Xerox a seguito dell’integrazione con Lexmark.

Xerox opera ora come un’unica azienda tecnologica che integra i settori della stampa, delle infrastrutture IT e dei servizi digitali intelligenti.  La nuova identità del marchio, incluso il logo aggiornato, riflette questa evoluzione verso un’azienda tecnologica più forte e competitiva. Il portafoglio combinato valorizza le competenze di entrambe le organizzazioni, e i modelli Xerox C240/C245, Xerox C255a e Xerox C300/C303a/C305ae sono i primi prodotti a portare sul mercato tale portafoglio combinato.

«L’integrazione tra Xerox e Lexmark ha ampliato la nostra offerta, e questi prodotti ne sono la diretta testimonianza», ha affermato Jacques-Edouard Gueden, Chief Revenue Officer di Xerox. «Questa linea di prodotti offre ai team di lavoro di piccole dimensioni una soluzione affidabile e intuitiva, basata sulle risorse combinate di entrambe le aziende, e ai nostri partner di canale un portafoglio più solido da commercializzare».

Progettati per piccoli gruppi di lavoro e ambienti ibridi

Il segmento A4 per i team di piccole dimensioni rappresenta un’area in crescita, sostenuta dall’espansione del lavoro ibrido e dalla necessità di soluzioni di stampa che possano essere implementate senza un supporto IT. I modelli Xerox C240/C245, Xerox C255a e Xerox C300/C303a/C305ae rispondono direttamente a tale esigenza con un ingombro ridotto, una configurazione semplificata e funzionalità di sicurezza integrate.

Le caratteristiche principali includono:

  • Facilità d’uso: interfacce intuitive, configurazione semplificata e supporto per le app Xerox Easy Assist e Xerox Print and Scan Experience aiutano gli utenti a installare, gestire, stampare e acquisire documenti con semplicità, senza necessità di supporto IT.
  • Prestazioni: i modelli Xerox C240/C245 e Xerox C255a sono progettati per un utilizzo quotidiano affidabile e costante, mentre i modelli Xerox C300/C303a/C305ae rispondono anche a esigenze più ampie e a contesti di lavoro più impegnativi.
  • Sicurezza: le funzionalità di sicurezza integrate aiutano a proteggere i dispositivi, i documenti e l’accesso alla rete, con supporto alla crittografia post-quantistica (PQC) per una protezione pensata per il futuro, in un contesto di minacce informatiche in continua evoluzione.
  • Design compatto: form factor salvaspazio, ideali per piccoli uffici e aree di lavoro condivise.
  • Sostenibilità: funzionamento ad alta efficienza energetica e oltre il 50% di plastica riciclata post-consumo, in linea con l’impegno di Xerox verso un’innovazione responsabile.

L'articolo Xerox presenta stampanti a colori e dispositivi multifunzione in formato A4 come primi prodotti del brand unificato proviene da Data Manager Online.

]]>
FiberCop e Nokia avviano una collaborazione per trasformare la rete in fibra in una piattaforma di monitoraggio intelligente https://www.datamanager.it/2026/07/fibercop-e-nokia-avviano-una-collaborazione-per-trasformare-la-rete-in-fibra-in-una-piattaforma-di-monitoraggio-intelligente/ Mon, 06 Jul 2026 16:03:26 +0000 https://www.datamanager.it/?p=253942 FiberCop e Nokia hanno firmato un Memorandum of Understanding (MoU) per collaborare alla sperimentazione di tecnologie innovative in grado di trasformare la rete di accesso in fibra ottica in una piattaforma di monitoraggio avanzata. Il fiber sensing può supportare due principali ambiti di applicazione: la protezione della rete e il monitoraggio dell’ambiente circostante. In ambito […]

L'articolo FiberCop e Nokia avviano una collaborazione per trasformare la rete in fibra in una piattaforma di monitoraggio intelligente proviene da Data Manager Online.

]]>
FiberCop e Nokia hanno firmato un Memorandum of Understanding (MoU) per collaborare alla sperimentazione di tecnologie innovative in grado di trasformare la rete di accesso in fibra ottica in una piattaforma di monitoraggio avanzata.

Il fiber sensing può supportare due principali ambiti di applicazione: la protezione della rete e il monitoraggio dell’ambiente circostante. In ambito operativo, consente di rilevare, localizzare e classificare problemi causati da eventi come frane, caduta di alberi, lavori stradali o atti vandalici, favorendo interventi più rapidi, una riduzione delle attività in campo e una maggiore continuità del servizio. La stessa infrastruttura può inoltre abilitare servizi di monitoraggio ambientale, rilevando fenomeni come vento, variazioni di temperatura, attività sismica, alluvioni, perdite o traffico.

L’accordo annunciato oggi mira a esplorare entrambi questi ambiti. La collaborazione prevede attività congiunte di ricerca e test su soluzioni che consentano alla fibra non solo di trasmettere dati, ma anche di rilevare, grazie all’intelligenza artificiale, eventi e variazioni lungo l’infrastruttura in tempo reale.

“Questa collaborazione rappresenta un passo importante nell’evoluzione delle infrastrutture in fibra, che possono diventare sempre più intelligenti e capaci di fornire nuove informazioni utili per la loro gestione”, ha dichiarato Stefano Paggi, Chief Technology & Operations Officer di FiberCop. “L’obiettivo è esplorare soluzioni che aiutino a rafforzare l’affidabilità della rete e ad aprire nuove possibilità applicative per sostenere l’economia”.

Le tecnologie al centro della collaborazione utilizzano la rete come un sistema di rilevamento distribuito, capace di intercettare cambiamenti fisici e ambientali, come vibrazioni, variazioni di temperatura o stress meccanici, attraverso l’analisi del segnale ottico. La fibra evolve così da infrastruttura di connettività a piattaforma in grado di generare informazioni utili per la gestione, la sicurezza e la resilienza delle infrastrutture.

“L’IA sta cambiando radicalmente ciò che le reti devono fare. Le reti non si limitano più a trasportare dati — aiutano anche gli operatori a capire cosa sta accadendo in tempo reale”, ha dichiarato John Harrington, Vicepresidente Esecutivo e Responsabile Europa di Nokia. “Combinando l’innovazione di Nokia Bell Labs con il nostro sensoring in fibra abilitato dall’IA, possiamo aiutare FiberCop a trasformare la sua rete in fibra in una piattaforma di monitoraggio intelligente che offre infrastrutture affidabili in grado di percepire, comprendere e agire in tempo reale. Lavorando insieme possiamo supportare una rilevazione più rapida dei problemi di rete, abilitare nuove applicazioni di rilevamento come servizio e creare una rete più resiliente”.

Le attività pianificate si concentreranno su due aree principali: il monitoraggio avanzato e la manutenzione predittiva, per identificare anomalie, degradi delle prestazioni e potenziali interruzioni prima che si verifichino; e il fiber sensing, per rilevare eventi esterni e condizioni ambientali, come vibrazioni e movimenti, lungo l’infrastruttura. Queste capacità potranno contribuire a migliorare la sicurezza della rete e a supportare un monitoraggio più accurato dell’ambiente circostante.

I test saranno condotti in ambienti controllati, inclusi laboratori dedicati di FiberCop e sezioni isolate di fibra, con l’obiettivo di valutare diverse tecnologie in termini di prestazioni, precisione e casi d’uso applicabili.

L'articolo FiberCop e Nokia avviano una collaborazione per trasformare la rete in fibra in una piattaforma di monitoraggio intelligente proviene da Data Manager Online.

]]>