Open Source – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Mon, 28 Apr 2025 09:28:50 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png Open Source – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 AI open source: il punto di vista di Red Hat https://www.datamanager.it/2025/04/ai-open-source-il-punto-di-vista-di-red-hat/ Mon, 28 Apr 2025 09:28:50 +0000 https://www.datamanager.it/?p=244898 A cura di Chris Wright, CTO, Red Hat Oltre trenta anni fa, Red Hat ha compreso come l’open source avrebbero potuto favorire lo sviluppo di un software che avrebbe guidato l’innovazione informatica. Trenta milioni di linee di codice dopo, Linux si è trasformato nel software di maggior successo della storia. L’impegno nei confronti dei principi […]

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A cura di Chris Wright, CTO, Red Hat

Oltre trenta anni fa, Red Hat ha compreso come l’open source avrebbero potuto favorire lo sviluppo di un software che avrebbe guidato l’innovazione informatica. Trenta milioni di linee di codice dopo, Linux si è trasformato nel software di maggior successo della storia. L’impegno nei confronti dei principi dell’open source continua ancora oggi, non solo nel modello di business, ma anche nella cultura aziendale. Riteniamo che, se portati avanti nel modo giusto, questi concetti possano impattare positivamente anche sull’intelligenza artificiale (AI).

L’AI, e in particolare i modelli linguistici di grandi dimensioni (LLM) che alimentano l’AI generativa (gen AI), non può essere considerata allo stesso modo del software open source. Infatti, i modelli di AI sono costituiti principalmente da pesi (model weights), parametri numerici che ne determinano l’elaborazione degli input e le connessioni tra i vari punti di dati. I pesi di un modello addestrato sono il risultato di un ampio processo di istruzione che coinvolge grandi quantità di dati, accuratamente preparati, mescolati ed elaborati.

Sebbene i pesi del modello non siano tecnicamente un software, sotto molti aspetti svolgono una funzione simile a quella del codice. È facile fare un paragone tra i dati e il codice sorgente del modello. Nell’open source, il codice sorgente è comunemente definito come la “forma preferita” per apportare modifiche al software. I dati di addestramento da soli non sono adatti a questo ruolo per via delle dimensioni tipicamente estese e il complicato processo di pre-addestramento che determina una connessione tenue e indiretta di ogni singolo dato con i pesi addestrati e il comportamento risultante del modello.

La maggior parte dei miglioramenti apportati ai modelli di intelligenza artificiale non comporta accesso o manipolazione dei dati di addestramento originali. Piuttosto, sono il risultato di modifiche ai pesi del modello o di un processo di messa a punto che può anche servire a regolarne le prestazioni. La libertà di apportare questi miglioramenti richiede che i pesi siano rilasciati con tutte le autorizzazioni previste dalle licenze open source.

L’AI open source secondo Red Hat

Per Red Hat la soglia minima per l’AI open source è rappresentata da pesi del modello con licenza open source combinati a componenti software open source. Ma questo è il punto di partenza, non certo la destinazione finale: incoraggiamo la community, le autorità di regolamentazione e tutto il mercato a continuare a impegnarsi per una maggiore trasparenza e allineamento con i principi di sviluppo open source durante la formazione e la messa a punto dei modelli di AI.

. Non si tratta di un tentativo di definizione formale, come quello intrapreso dall’Open Source Initiative (OSI) con la sua Open Source AI Definition (OSAID), ma semplicemente della nostra opinione su ciò che rende l’AI open source realizzabile e accessibile al più ampio insieme di comunità, organizzazioni e vendor.

Abbiamo cercato di tradurre in pratica questo punto di vista attraverso il nostro lavoro nelle comunità open source, evidenziato dal progetto InstructLab guidato da Red Hat e dal nostro lavoro sulla famiglia Granite di modelli con licenza open source con IBM Research. InstructLab limita significativamente la barriera dei contributi ai modelli di intelligenza artificiale da parte di chi non è un esperto di dati. Esperti di dominio di tutti i settori possono aggiungere le loro competenze e conoscenze a InstructLab, sia per uso interno che per contribuire alla creazione di un modello di AI open source condiviso e ampiamente accessibile per le comunità a monte.

La famiglia di modelli Granite 3.0 affronta un’ampia gamma di casi d’uso dell’AI, dalla generazione di codice all’elaborazione del linguaggio naturale, fino all’estrazione di informazioni da vasti insiemi di dati, il tutto con licenza open source. Abbiamo aiutato IBM Research a portare una famiglia di modelli di codice Granite nel mondo open source e continuiamo a supportarla, sia dal punto di vista open source che come parte della nostra offerta Red Hat AI.

Le ripercussioni causate dai recenti annunci di DeepSeek dimostrano come l’innovazione open source possa avere un forte impatto sull’AI, non solamente a livello di modello. L’approccio di DeepSeek suscita ovviamente delle perplessità, in particolare il fatto che la licenza del modello non chiarisca come sia stato prodotto, rafforzando ulteriormente la necessità di trasparenza. D’altra parte, il picco di interesse generato conferma la nostra visione del futuro dell’AI: aperto, incentrato su modelli più piccoli, ottimizzati e aperti che possono essere personalizzati per specifici casi d’uso sui dati aziendali, ovunque e nel cloud ibrido.

Estendere l’AI open source oltre i modelli

La tecnologia e i principi di sviluppo open source sono al centro delle nostre offerte AI, proprio come accade per il portfolio Red Hat AI. Red Hat OpenShift AI si basa su Kubernetes, KubeFlow e container conformi alla Open Container Initiative (OCI) oltre che su una serie di altre tecnologie cloud-native open source. Red Hat Enterprise Linux AI (RHEL AI) incorpora la famiglia Granite LLM di IBM con licenza open source e il progetto open source InstructLab.

Ma l’opera di Red Hat in ambito AI open source si espande ben oltre; siamo attivi in un numero sempre crescente di progetti e comunità upstream e ne abbiamo avviati molti altri per conto nostro, tra cui:

  • RamaLama, un progetto open source che mira a rendere la gestione locale e l’erogazione dei modelli di AI molto meno complessi e difficoltosi;
  • TrustyAI, un toolkit open source per la creazione di flussi di lavoro AI più responsabili;
  • Climatik, un progetto che mira a rendere l’AI più sostenibile in termini di consumo energetico;
  • Podman AI Lab, un toolkit per sviluppatori che facilita la sperimentazione di LLM open source;

Il recente annuncio relativo a Neural Magic amplia ulteriormente la nostra visione, consentendo alle aziende di allineare modelli di AI più piccoli e ottimizzati, compresi quelli con licenza open source, ai loro dati, ovunque essi si trovino nel cloud ibrido. Le organizzazioni IT possono quindi utilizzare server di inferenza vLLM per alimentare le decisioni e l’output di questi modelli, contribuendo a costruire uno stack AI basato su tecnologie trasparenti e supportate.

Per Red Hat, l’AI open source vive e respira nel cloud ibrido, che offre la flessibilità necessaria per scegliere l’ambiente migliore per ogni carico di lavoro, ottimizzando prestazioni, costi, scalabilità e requisiti di sicurezza. Le nostre piattaforme, i nostri obiettivi e la nostra organizzazione supportano questo sforzo, che la collaborazione con i partner del settore, i nostri clienti e la più ampia comunità open source renderà ancor più efficace nella sua continua spinta all’innovazione dell’AI open source.

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Huawei annuncia il primo partner europeo per OpenHarmony https://www.datamanager.it/2021/02/huawei-annuncia-il-primo-partner-europeo-per-openharmony/ Thu, 11 Feb 2021 13:50:48 +0000 https://www.datamanager.it/?p=206864 L’accordo con SECO rappresenta il primo passo di un percorso di collaborazioni nell’ambito del progetto europeo OpenHarmony di Huawei Huawei annuncia la sua collaborazione con SECO, leader nel mercato hightech, primo partner europeo per la tecnologia open source di OpenHarmony. La partecipazione al FOSDEM’21, uno dei maggiori eventi open source in Europa rivolto al mondo […]

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L’accordo con SECO rappresenta il primo passo di un percorso di collaborazioni nell’ambito del progetto europeo OpenHarmony di Huawei

Huawei annuncia la sua collaborazione con SECO, leader nel mercato hightech, primo partner europeo per la tecnologia open source di OpenHarmony. La partecipazione al FOSDEM’21, uno dei maggiori eventi open source in Europa rivolto al mondo delle community e degli sviluppatori open source, è stata un’occasione per Huawei di condividere il palco con SECO annunciando la collaborazione nel progetto europeo del sistema operativo OpenHarmony e per sottolineare l’importanza di questa cooperazione al fine creare, sviluppare e promuovere in maniera congiunta la proliferazione di un ecosistema aperto, condizione integrante del progetto OpenHarmony come motore abilitante per i device del futuro.

OpenHarmony è un progetto molto ambizioso che fa di open source, open governance e condivisione  la sua componente di maggiore innovazione. È un nuovo modo di concepire i dispositivi e il loro utilizzo, partendo da un grande presupposto: oltrepassare i perimetri fisici dell’hardware e rivoluzionare il concetto di cosa un sistema operativo può fare. È una nuova frontiera dell’IoT che sta cercando di migliorare e semplificare la vita quotidiana degli utenti, fornendo un’esperienza intuitiva e perfettamente allineata alle esigenze di ciascun individuo.

FOSDEM è stata l’occasione per fornire un tour a 360 gradi di OpenHarmony, dagli aspetti tecnici e legali alle prospettive di business, sino a  alla visione dell’utente finale, oltre a rivelare la roadmap per il 2021 in termini di funzionalità, sviluppo e mission.

Davide Ricci, Director of Huawei’s Open Source Technology Centre, ha commentato: “Open source, open governance e condivisione con le community sono al centro del progetto OpenHarmony. È proprio da questa esigenza di apertura, oltre che dalla condivisione di esperienze e competenze, che nasce la nostra collaborazione con SECO. Siamo entusiasti di lavorare a stretto contatto con loro e altri partner europei, al fine di portare OpenHarmony nel maggior numero di mercati esteri.“

Davide Catani, CTO di SECO, ha aggiunto: “Il progetto OpenHarmony, con la sua natura profondamente innovativa, è molto ambizioso e definirlo semplicemente come un sistema operativo sarebbe estremamente riduttivo. OpenHarmony si concentra sul cliente finale offrendo un’incredibile esperienza utente, pur essendo destinato a creatori di contenuti e OEM (Original Equipment Manufacturers), al fine di offrire a tutti sicurezza, versatilità e comodità. SECO progetta e realizza prodotti e servizi innovativi per gli OEM da oltre quarant’anni e crediamo fermamente che OpenHarmony rappresenterà un punto di svolta nel supportare i nostri clienti europei.”

L’Open Source Technology Center (OSTC) di Huawei è un hub tecnologico dedicato al progetto europeo di OpenHarmony. L’hub, situato in Europa, sta continuando ad espandere le sue collaborazioni con community, centri di innovazione e aziende, comprese startup e pubbliche amministrazioni, al fine di integrare più partner locali e internazionali nel progetto.

 

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Nel mondo SAP l’innovazione ha un nome: open source https://www.datamanager.it/2021/01/nel-mondo-sap-linnovazione-ha-un-nome-open-source/ Thu, 07 Jan 2021 10:14:12 +0000 http://www.datamanager.it/?p=205699 Le riflessioni di Alessandro Frigerio, Partner Manager, Red Hat Italia La modernizzazione del mondo SAP procede in modo inarrestabile. Le soluzioni, le piattaforme e le tecnologie open source giocano un ruolo decisivo in questo processo e si concentrano sul dominio in ambito digitale. La trasformazione digitale con le nuove architetture tecnologiche investe quasi tutte le […]

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Le riflessioni di Alessandro Frigerio, Partner Manager, Red Hat Italia

La modernizzazione del mondo SAP procede in modo inarrestabile. Le soluzioni, le piattaforme e le tecnologie open source giocano un ruolo decisivo in questo processo e si concentrano sul dominio in ambito digitale.

La trasformazione digitale con le nuove architetture tecnologiche investe quasi tutte le amministrazioni, e il panorama SAP cambierà radicalmente nei prossimi anni. L’annuncio dell’azienda di Walldorf di interrompere il supporto per il suo sistema ERP standard sta spingendo i clienti al passaggio verso SAP HANA e S/4HANA. In particolare, ciò comporta la migrazione di tutti i database verso SAP HANA, la migrazione delle applicazioni SAP esistenti, compreso il codice personalizzato, verso SAP S/4HANA, ma anche progetti di innovazione come l’integrazione dei silos di dati esistenti con SAP Data Intelligence. Con la soluzione di orchestrazione, inoltre, è possibile identificare, affinare, arricchire e gestire un’ampia varietà di tipi di dati e volumi nel panorama distribuito.

Sono ipotizzabili diversi scenari di implementazione: dal cloud privato (on-premise) al cloud pubblico e l’utilizzo di servizi gestiti. Dal punto di vista pratico, si andrà verso una combinazione di diversi modelli, in modo da semplificarne e controllarne la complessità associata utilizzando sistemi, interfacce standard e la fornitura di servizi end-to-end in ambienti ibridi.

Oltre alla stabilità, anche la flessibilità gioca un ruolo importante

Questi cambiamenti daranno luogo a un “IT a due velocità”: una parte di IT porrà ancora l’attenzione e continuerà a concentrarsi sulla classica infrastruttura con le procedure amministrative specialistiche tradizionali. In questo caso, l’obiettivo principale sarà quello di garantire pieno controllo, sicurezza e stabilità, e solo secondariamente la rapida implementazione di nuove funzioni e servizi. Oltre a questa, tuttavia, ci sarà un’altra parte di IT che si concentrerà su un’infrastruttura che supporti lo sviluppo e la fornitura di applicazioni in modo rapido e flessibile. I requisiti di base, come la sicurezza informatica e la conformità, si applicano in egual misura ad entrambi.

La base per una transizione di successo verso questi nuovi ambienti è spesso costituita da tecnologie open source. La “potenza dell’open source” entra in gioco in numerosi scenari cloud poiché l’offerta di servizi cresce ogni giorno e, grazie ad esso, le amministrazioni possono quindi integrare le funzionalità e i servizi che meglio rispondono alle loro esigenze, mentre le soluzioni proprietarie e semi-proprietarie presentano un grave svantaggio in quanto non offrono ai clienti libertà di scelta.

L’impegno di SAP verso l’open source

SAP sta imboccando sempre più la strada dell’open source: da un lato l’azienda di Walldorf è da tempo impegnata nello sviluppo di progetti open contribuendo attivamente alla community, dall’altro si affida sempre più alle tecnologie open source per i suoi prodotti di ultima generazione come Linux per il database in-memory di SAP HANA, o Kubernetes come “Container Platform as a Service”.

C’è anche un’altra tendenza che sta spingendo l’utilizzo open source: la maggior parte dei clienti SAP gestirà un cloud ibrido nei prossimi anni. Se correttamente configurato e dotato di API aperte e soluzioni di gestione, aprirà opportunità completamente nuove.

Indipendentemente dal livello di organizzazione di un’amministrazione l’open source si è affermata come architettura potente e altamente flessibile e vero e proprio motore di innovazione. Associata a un servizio e un supporto completi, applicazioni end-to-end stabili e sicure sono disponibili agli utenti in un ambiente cloud privato o ibrido controllato.

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OVHcloud entra a far parte di Open Invention Network https://www.datamanager.it/2020/12/ovhcloud-entra-a-far-parte-di-open-invention-network/ Fri, 18 Dec 2020 10:00:33 +0000 http://www.datamanager.it/?p=205449 Questo impegno conferma l’approccio di OVHcloud in termini di Open Innovation e rafforzerà l’ecosistema dell’azienda, attraverso il supporto a una community di innovazione open source di livello mondiale Una delle chiavi del successo di OVHcloud negli anni risiede nella capacità dell’azienda di sviluppare e promuovere l’innovazione, sia nell’IT, ma anche nelle sue pratiche industriali. Questo […]

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Questo impegno conferma l’approccio di OVHcloud in termini di Open Innovation e rafforzerà l’ecosistema dell’azienda, attraverso il supporto a una community di innovazione open source di livello mondiale

Una delle chiavi del successo di OVHcloud negli anni risiede nella capacità dell’azienda di sviluppare e promuovere l’innovazione, sia nell’IT, ma anche nelle sue pratiche industriali. Questo DNA innovativo è fondamentale per la ricerca e lo sviluppo costante di nuove tecnologie e l’ottimizzazione delle prestazioni delle soluzioni OVHcloud. Aderendo a OIN, OVHcloud contribuisce ancora di più alla community open source e quindi protegge il suo ecosistema aperto, sul quale si è sempre basata per costruire soluzioni più flessibili ed economiche a supporto dell’evoluzione delle esigenze dei propri utenti.

Le metodologie di lavoro aperte sono sempre state al centro della cultura aziendale di OVHcloud. In qualità di cloud provider europeo alternativo, OVHcloud incoraggia attivamente un intero ecosistema di sostenitori a collaborare, innovare e fornire servizi a community aperte. In conformità ai valori aziendali di fiducia e collaborazione e ai valori di prodotto di trasparenza, reversibilità e interoperabilità, OVHcloud ha scelto di aderire a OIN per accelerare la propria strategia di innovazione aperta, confermando così il suo impegno per la sovranità digitale e un approccio aperto alla tecnologia del software.

“Nel corso dei suoi 21 anni di esistenza, OVHcloud ha sviluppato una forte visione su come l’innovazione sia fondamentale per supportare gli utenti del cloud, con uno sforzo incessante per basarla su open source e standard aperti. Entrare a far parte di OIN è una risorsa importante, al fine di continuare a sviluppare la nostra roadmap di innovazione aperta e portarla alla community. Costruendo un cloud aperto, OVHcloud vuole consentire a tutti di innovare liberamente e in sicurezza! ” dichiara Miroslaw Klaba, co-fondatore e Vicepresidente engineering di OVHcloud.

OVHcloud è ora impegnata a concedere in licenza alla community OIN il portfolio aziendale attuale e futuro di brevetti del sistema Linux, al fine di promuovere l’innovazione aperta e preservare la open community.

“Il rischio di brevetto è diventato sempre più complicato da affrontare in un mondo basato sul cloud, in particolare in un ambiente in cui le Patent Assertion Entities (PAEs) (PAE) e altre stanno diventando sempre più aggressive”, ha affermato Keith Bergelt, CEO di Open Invention Network. “Siamo lieti che OVHcloud, leader globale nei servizi cloud, si sia unita alla nostra community e si sia impegnata a brevettare la non aggressione nel nucleo di Linux e nelle tecnologie open source attigue”.

Aperta a tutti, la community di OIN pratica la non aggressione sui brevetti di tecnologie core Linux e open source correlate attraverso cross licensing di brevetti del Sistema Linux su base gratuita. I brevetti di proprietà di Open Invention Network sono ugualmente concessi in licenza esente da diritti a qualsiasi organizzazione che accetti di non rivendicare i propri brevetti contro il sistema Linux. E’ possibile entrare a far parte della community OIN firmando la licenza OIN online su http://www.j-oin.net/

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Red Hat estende l’Open Hybrid Cloud fino all’Edge con Red Hat Enterprise Linux e Red Hat OpenShift https://www.datamanager.it/2020/11/red-hat-estende-lopen-hybrid-cloud-fino-alledge-con-red-hat-enterprise-linux-e-red-hat-openshift/ Mon, 23 Nov 2020 11:44:49 +0000 http://www.datamanager.it/?p=204620 Le nuove funzionalità di edge computing sono progettate per offrire un’innovazione coerente e enterprise-ready, poiché i workload di produzione si estendono oltre cloud e data center centralizzati Red Hat ha introdotto nuove funzionalità per Red Hat Enterprise Linux e Red Hat OpenShift, destinate ad aiutare le imprese a portare l’edge computing anche nelle implementazioni hybrid […]

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Le nuove funzionalità di edge computing sono progettate per offrire un’innovazione coerente e enterprise-ready, poiché i workload di produzione si estendono oltre cloud e data center centralizzati

Red Hat ha introdotto nuove funzionalità per Red Hat Enterprise Linux e Red Hat OpenShift, destinate ad aiutare le imprese a portare l’edge computing anche nelle implementazioni hybrid cloud. La principale piattaforma Linux enterprise al mondo aggiunge funzionalità progettate per massimizzare la stabilità del sistema e preservare l’indipendenza dei workload anche su footprint limitate, mentre Red Hat OpenShift, principale piattaforma Kubernetes enterprise sul mercato, fornisce ora un’architettura a nodi remoti, per aiutare a portare Kubernetes su installazioni remote e di dimensioni limitate.

Secondo la Worldwide Edge Spending Guide di IDC, il mercato mondiale dell’edge computing raggiungerà i 250,6 miliardi di dollari nel 2024, con la componente software stimata a circa il 21% di questa spesa. Red Hat crede fermamente che l’edge computing richieda un open hybrid cloud, costruito su una base Linux enterprise e Kubernetes production-ready. Con gli aggiornamenti di oggi, sia Red Hat Enterprise Linux che Red Hat OpenShift saranno ancora meglio in grado di soddisfare questa richiesta.

“Red Hat crede fermamente che senza un open hybrid cloud, il concetto di edge computing così come lo conosciamo non esista”, spiega Stefanie Chiras, vice president and general manager di Red Hat. “Linux enterprise e piattaforme Kubernetes complete costituiscono la spina dorsale dell’hybrid cloud rendendo queste tecnologie critiche per la continua crescita dell’edge computing. Le nuove funzionalità di Red Hat Enterprise Linux e Red Hat OpenShift spingono ulteriormente verso questo punto, rendendo possibile alle imprese di promuovere un’innovazione aperta e basata su standard su tutto il loro ambiente IT, dalle sale server e ambienti virtuali fini ai public cloud e alle sedi più remote delle loro reti aziendali”.

“Prodotti e servizi edge stanno alimentando la prossima ondata di trasformazione digitale, a livello globale e in quasi tutti i settori industriali, con i fornitori di tecnologie edge che cercano una sostanziale opportunità di mercato nei prossimi anni”, aggiunge Dave McCarthy, research director, Edge Strategies di IDC. “I fornitori di software come Red Hat che possono fornire tecnologie per i datacenter esistenti, come Red Hat Enterprise Linux e Red Hat OpenShift, in modo più centrato sull’edge, hanno il posizionamento ottimale per trarre vantaggio da questo cambiamento”.

Enterprise Linux, pronto per l’edge

Le footprint ridotte, le posizioni remote e la limitata connettività dei dispositivi edge rappresentano una sfida per i tradizionali sistemi operativi full-featured, ma non per Red Hat Enterprise Linux. Con i miglioramenti apportati a Red Hat Enterprise Linux 8.3, la principale piattaforma Linux enterprise al mondo può spaziare più facilmente dai data center centrali fino ai server remoti di portata limitata, ed è pensata per fornire i livelli di supporto, stabilità e sicurezza richiesti dalle implementazioni edge aziendali.

Gli aggiornamenti edge portati a Red Hat Enterprise Linux comprendono:

  • Creazione rapida di immagini del sistema operativo per l’edge attraverso la funzionalità Image Builder. Questo consente alle organizzazioni IT di creare più facilmente immagini appositamente create e ottimizzate per le grandi sfide architettoniche legate all’edge computing, ma personalizzate per le specifiche esigenze di una determinata implementazione.
  • Mirroring dell’aggiornamenti dei device remoti per programmare e applicare update al successivo riavvio o ciclo di alimentazione del dispositivo, contribuendo a limitare i tempi di inattività e l’intervento manuale dei team di supporto IT.
  • Aggiornamenti over-the-air che trasferiscono meno dati, pur continuando a inviare il codice necessario, caratteristica ideale per siti con connettività limitata o intermittente.
  • Rollback intelligenti costruiti su funzionalità OSTree, che consentono agli utenti di effettuare check specifici per i loro workload e rilevare conflitti o problemi di codice. Quando viene identificato un problema, l’immagine viene automaticamente riportata all’ultimo aggiornamento riuscito, contribuendo ad evitare inutili tempi di inattività all’edge.

Grazie a queste nuove capacità, Red Hat Enterprise Linux rappresenta un’unica piattaforma Linux di produzione in grado di coprire l’intera azienda, dai server on-premise al cloud pubblico e dai data center centrali fino ai dispositivi edge più remoti. Questa standardizzazione sull’innovazione aperta fornisce la base per l’open hybrid cloud, consentendo alle organizzazioni di concentrarsi sull’innovazione di applicazioni e servizi e non sui problemi di compatibilità o integrazione in ambiente IT.

Estendere le architetture edge con Red Hat OpenShift e Red Hat Advanced Cluster Management per Kubernetes

Ad agosto 2020, Red Hat OpenShift ha introdotto il supporto ai cluster a 3 nodi, portando le capacità della piattaforma Kubernetes enterprise leader di mercato, a sostenere l’edge della rete anche in una footprint più ridotta. Oggi, OpenShift estende ulteriormente il supporto dell’architettura edge con i nodi remoti di lavoro.

I nodi remoti di lavoro consentono alle organizzazioni IT di collocare i singoli nodi di lavoro in postazioni remote, che possono poi essere gestiti da nodi di controllo in un sito più grande, come un datacenter centrale o regionale. Questo offre ulteriore libertà di scelta topologica alle organizzazioni che intendono sfruttare l’innovazione Kubernetes all’edge. In combinazione con Red Hat Advanced Cluster Management per Kubernetes, i team IT sono in grado di implementare cluster Kubernetes più coerenti e stabili insieme alle risorse associate, ovunque la connettività a Internet sia affidabile attraverso l’open hybrid cloud. Un esempio può essere rappresentato dai fornitori di servizi di telecomunicazione che hanno bisogno di implementare una RAN Distributed Unit (DU) in luoghi dove lo spazio è minore, con il controller che aggrega più sedi DU e ospita i nodi supervisori nell’unità centrale.

Inoltre, è stato reso disponibile un nuovo blueprint di produzione industriale AI/ML, come repository GitOps completo che tutti possono usare, studiare ed eventualmente migliorare con il loro contributo.

Un ecosistema edge completo, spinto dall’open hybrid cloud

Oltre alle nuove funzionalità del suo portfolio di tecnologie hybrid cloud, Red Hat mantiene anche un ampio ecosistema di partner per un’implementazione edge completa di livello enterprise. I recenti annunci con Samsung e NVIDIA dimostrano come queste collaborazioni contribuiscano a estendere la leadership di Red Hat su numerosi casi d’uso aziendali per supportare workload critici focalizzati sull’edge, compresi AI e 5G.

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Red Hat annuncia la disponibilità di Advanced Cluster Management per Kubernetes https://www.datamanager.it/2020/10/red-hat-annuncia-la-disponibilita-di-advanced-cluster-management-per-kubernetes/ Fri, 02 Oct 2020 10:07:14 +0000 http://www.datamanager.it/?p=202994 La nuova offerta di gestione federata dei cluster facilita la conformità grazie all’applicazione centralizzata dei criteri e libera i reparti IT tramite la distribuzione self-service che smista automaticamente le applicazioni Red Hat ha annunciato la disponibilità di Red Hat Advanced Cluster Management per Kubernetes, la più recente aggiunta al portafoglio Red Hat di tecnologie di […]

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La nuova offerta di gestione federata dei cluster facilita la conformità grazie all’applicazione centralizzata dei criteri e libera i reparti IT tramite la distribuzione self-service che smista automaticamente le applicazioni

Red Hat ha annunciato la disponibilità di Red Hat Advanced Cluster Management per Kubernetes, la più recente aggiunta al portafoglio Red Hat di tecnologie di gestione IT progettate per il cloud ibrido. Red Hat Advanced Cluster Management per Kubernetes è stato progettato per aiutare le organizzazioni ad estendere e scalare ulteriormente Red Hat OpenShift in ambienti ibridi e multicloud, consentendo loro di gestire più cluster Kubernetes e di distribuire applicazioni multi-cluster su cloud ibridi, garantendo al contempo policy e governance.

Gestione moderna per ambienti moderni

La modernizzazione delle applicazioni è tra le priorità IT odierne, e Red Hat OpenShift fornisce una piattaforma potente e scalabile basata su Kubernetes – lo standard de facto per le infrastrutture applicative moderne – per questa trasformazione. Ma, così come gli strumenti di gestione e i processi pensati per gli ambienti fisici non sono adatti agli ambiti virtuali, gli strumenti progettati per la gestione delle macchine virtuali non sono adeguati per i mondi cloud-native e container. Red Hat Advanced Cluster Management per Kubernetes risponde a questa esigenza, ampliando ulteriormente ciò che le organizzazioni possono fare con Red Hat OpenShift grazie all’aggiunta di innovative funzionalità di gestione realizzate appositamente per le realtà native del cloud.

Red Hat Advanced Cluster Management per Kubernetes fornisce alle organizzazioni gli strumenti per gestire le implementazioni di applicazioni containerizzate in cluster multipli, sia quando stanno iniziando ad esplorare il cloud-native computing sia quando stanno eseguendo carichi di lavoro di prossima generazione in produzione. Red Hat Advanced Cluster Management for Kubernetes supporta le organizzazioni nel loro viaggio di containerizzazione, aiutandole nella gestione di cluster multipli e fornendo funzionalità pronte per il futuro, come l’applicazione delle politiche e i controlli di governance.

Kubernetes nel hybrid cloud, con un unico cruscotto di controllo

La gestione dei cluster tra i data center aziendali e le implementazioni public cloud spesso richiede set di strumenti frammentati e personalizzati per ambienti specifici. Console di gestione multiple, interfacce utente, login e altro ancora possono dare luogo a processi manuali soggetti a errori umani, che a loro volta possono portare a tempi di inattività o mettere i sistemi a rischio in termini di sicurezza o conformità.

Red Hat Advanced Cluster Management per Kubernetes aiuta ad eliminare queste barriere alla gestione nativa del cloud in ambiente ibrido, fornendo un’unica console per amministrare i cluster di Kubernetes – da Red Hat OpenShift distribuito on-prem e nel public cloud, fino ai cluster di fornitori di cloud pubblici come Amazon Web Services, Google Cloud, IBM e Microsoft Azure. Dal datacenter all’edge e oltre, Red Hat Advanced Cluster Management per Kubernetes consente alle organizzazioni di scalare le applicazioni native del cloud dallo sviluppo alla produzione attraverso il cloud ibrido, tutte gestite da un unico punto di controllo.

“A mano a mano che i clienti scalano gli ambienti Kubernetes nel hybrid cloud, le capacità di gestione avanzate diventano fondamentali per il successo di queste strategie cloud-native. La nostra esperienza e competenza con Kubernetes, a partire dalla fondazione del progetto, unita all’offerta della piattaforma aziendale Kubernetes più completa del mercato con Red Hat OpenShift, posiziona Red Hat al meglio per affrontare le nuove esigenze di gestione dell’era nativa del cloud”, commenta Joe Fitzgerald, Vice President, Management, Red Hat. “Red Hat Advanced Cluster Management per Kubernetes è stato progettato per fare esattamente questo, concentrandosi sulla gestione coerente dei cluster di Kubernetes in qualunque ambiente: on-prem, cloud o edge, contribuendo a guidare un futuro coerente e gestibile per il software aziendale”.

“La rapida adozione di applicazioni native del cloud che utilizzano microservizi e container sta portando alla diffusione di un numero sempre maggiore di cluster Kubernetes in ambienti cloud pubblici e privati, compresa la periferia della rete”, ha commentato Mary Johnston Turner, vicepresidente della ricerca per la gestione del cloud, IDC. “Al fine di gestire il rischio di business, la conformità e le prestazioni delle applicazioni, le aziende hanno bisogno di un modo per garantire una configurazione e un controllo uniformi dell’infrastruttura che supporta questi cluster. L’automazione coerente, basata su criteri e cross-cloud, dell’individuazione delle risorse, dell’inventario, del tagging e dell’uso di modelli GitOps predefiniti aiuta ad eliminare gli interventi ad hoc che danno luogo a rischi operativi dovuti ad errori di configurazione e potenziali violazioni della sicurezza. Per continuare a scalare lo sviluppo e l’operatività delle applicazioni native del cloud, le aziende hanno bisogno di un’automazione multicluster coerente”.

Governance, rischio e conformità basati su policy più coerenti

Più di 2.000 clienti in tutto il mondo e in tutti i settori industriali si affidano già a Red Hat OpenShift per alimentare le loro applicazioni aziendali. Red Hat OpenShift abbina l’innovazione di Kubernetes con l’impegno di Red Hat a fornire soluzioni open source solide e pronte per l’impresa. Red Hat Advanced Cluster Management per Kubernetes si basa su questa promessa fornendo un’automazione integrata basata su policy di sicurezza, governance e gestione del ciclo di vita dei multi-cluster e delle applicazioni per le implementazioni OpenShift.

Poiché le organizzazioni distribuiscono i cluster su più cloud e la complessità della gestione aumenta, i controlli di sicurezza possono diventare incoerenti tra ambienti e la verifica della conformità dei componenti software diviene un’ulteriore sfida. Red Hat Advanced Cluster Management per Kubernetes porta la capacità di impostare centralmente le politiche per la configurazione automatica dei componenti gestiti attraverso i cloud ibridi, consentendo ai team IT operativi di mantenere la conformità agli standard industriali o normativi. Queste politiche possono essere applicate su larga scala con ogni nuovo cluster, assicurando una rapida crescita senza impattare l’impronta di sicurezza di un’organizzazione.

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Greenpeace sceglie Red Hat per trasformare la piattaforma “Planet 4” https://www.datamanager.it/2020/02/greenpeace-sceglie-red-hat-per-trasformare-la-piattaforma-planet-4/ Wed, 26 Feb 2020 13:52:17 +0000 http://www.datamanager.it/?p=196683 Greenpeace punta sull’open innovation per potenziale la propria presenza online e aumentare l’engagement globale Red Hat ha annunciato la collaborazione con Greenpeace International per scalare ed evolvere l’architettura di Planet 4, la piattaforma opensource di engagement di Greenpeace. Red Hat Consulting ha collaborato con un team multi disciplinare di Greenpeace per ridefinire la progettazione di […]

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Greenpeace punta sull’open innovation per potenziale la propria presenza online e aumentare l’engagement globale

Red Hat ha annunciato la collaborazione con Greenpeace International per scalare ed evolvere l’architettura di Planet 4, la piattaforma opensource di engagement di Greenpeace. Red Hat Consulting ha collaborato con un team multi disciplinare di Greenpeace per ridefinire la progettazione di Planet 4 e sviluppare un piano d’azione pensato per unificare la piattaforma di global engagement usando strumenti di integrazione open source e una metodologia di progettazione user-centric.

Planet 4 rappresenta il completo redesign di Greenpeace.org, il sistema di gestione dei contenuti back end, e della presenza web globale dell’organizzazione no profit, con l’obiettivo di guidare una comunità di agenti di cambiamento all’azione. Ispirandosi all’Open Decision Framework di Red Hat, Planet 4 è stato creato utilizzando uno stack di strumenti e un flusso di lavoro adattabile e flessibile che utilizza tecnologie open source.

Come organizzazione globale con più di 27 uffici nazionali e regionali – molti dotati di un proprio stack tecnologico – lo scenario tecnico di Planet 4 è complesso, con molti dati e interazioni che fluiscono tra i sistemi. Di fronte alle sfide legate all’integrazione delle tecnologie, alla visualizzazione dei dati e ad altri aspetti dell’utilizzo della moderna tecnologia per coinvolgere il suo pubblico, Greenpeace International si è rivolta a Red Hat per perfezionare e far crescere ulteriormente Planet 4 da prototipo di successo a piattaforma di engagement globale.

Red Hat ha lavorato con Greenpeace International per comprendere le necessità degli utenti di Planet 4 e come interagiscono con la piattaforma, utilizzando le pratiche e gli strumenti agili della Open Practice Library di Red Hat per modellare, in modo collaborativo, i processi di business e tecnologici di Greenpeace. Lo sprint progettuale ha aiutato Greenpeace International a comprendere le attuali sfide di integrazione, a sviluppare soluzioni che potessero essere implementate su scala globale dal suo piccolo team interno di esperti tecnici, e a creare e convalidare idee e caratteristiche che possano aiutarla a far crescere il numero di sostenitori e a massimizzare l’engagement.

Red Hat ha contribuito a semplificare la situazione per Greenpeace International in uno scenario complesso, rendendo più facile per l’organizzazione gestire le complessità tecniche a fronte di un insieme limitato di risorse. L’evoluzione del progetto ha portato a un piano chiaro e attuabile per accelerare l’iniziativa Planet 4, aiutando Greenpeace International a fare un enorme passo avanti in tempi brevi, permettendo anche una miglior collaborazione coi sostenitori dell’organizzazione.

“Gli impegni di Red Hat per lo sprint di progettazione immersiva e di engagement si basano sulla cultura e la tecnologia open source per aiutare i team a risolvere le sfide di business più difficili,” spiega Michael Browne, senior manager, App Dev Center of Excellence, Red Hat. “Utilizzando strumenti open source, DevOps e strumenti e tecniche agili, abbiamo contribuito a fornire a Greenpeace International un percorso per far crescere la piattaforma Planet 4 e coinvolgere i sostenitori in nuovi modi”.

“Ci siamo rivolti a Red Hat perché sapevamo che la loro competenza tecnica sarebbe stata preziosa per aiutarci supportare il progetto Planet 4,” aggiunge Matt Browner-Hamlin, head of Engagement Strategy & Planning, Greenpeace International. “Greenpeace International è un’organizzazione no-profit e spesso lavoriamo con risorse limitate, soprattutto quando si tratta di capacità tecniche. Dopo aver collaborato con Red Hat, siamo meglio preparati per realizzare la visione di Planet 4 come una potente piattaforma di engagement. L’adozione di un approccio open source ci ha veramente aiutato, consentendo al nostro ampio e diversificato team di persone di lavorare in collaborazione sulla stessa piattaforma. Con il, supporto di Red Hat, Planet 4 può davvero estendere i confini delle possibilità tecnologiche “.

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Google rivela il progetto OpenTitan per chip più sicuri https://www.datamanager.it/2019/11/google-rivela-il-progetto-opentitan-per-chip-piu-sicuri/ Fri, 08 Nov 2019 13:08:07 +0000 http://www.datamanager.it/?p=192824 Un’iniziativa open source che ha lo scopo di incentivare la realizzazione di chip con una sicurezza incorporata maggiore Si chiama OpenTitan il progetto di Google con cui l’azienda intende favorire lo sviluppo di chip più sicuri, con una maggiore difesa incorporata. Mentre le CPU AMD e Intel dispongono di funzionalità di sicurezza hardware, OpenTitan vuole […]

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Un’iniziativa open source che ha lo scopo di incentivare la realizzazione di chip con una sicurezza incorporata maggiore

Si chiama OpenTitan il progetto di Google con cui l’azienda intende favorire lo sviluppo di chip più sicuri, con una maggiore difesa incorporata. Mentre le CPU AMD e Intel dispongono di funzionalità di sicurezza hardware, OpenTitan vuole creare chip con “una radice di fiducia hardware open source”, che garantisca un livello di sicurezza a livello hardware per i fornitori di cloud, gli operatori dei data center e altri soggetti che hanno bisogno di molta potenza di calcolo per gestire una vastità di dati. In effetti, OpenTitan fornirà una serie di istruzioni di progettazione e integrazione da utilizzare in schede madri per server, dispositivi di archiviazione, periferiche e altri componenti hardware, che si baseranno sui principi fondanti dell’iniziativa già conosciuta Titan di Google.

Cosa succede

“L’obiettivo di OpenTitan è quello di costruire e mantenere un design logicamente sicuro di alta qualità, compresi firmware di riferimento, materiale di verifica e documentazione tecnica” – scrive il sito di OpenTitan. Se è di Google l’idea di OpenTitan, la comunità no profit LowRisc guiderà il progetto, con l’aiuto di nomi del calibro di Western Digital e ETH Zurigo. In che modo OpenTitan fornirà esattamente le proposte di sicurezza proposte? Luca Benini dell’ETH di Zurigo, professore all’Institute for Integrated Systems, fa luce sulla questione: “OpenTitan monitora il computer in quello che è noto come processo di avvio. Come un neonato, un computer richiede una protezione speciale nei secondi successivi all’accensione. Il firmware, ossia il software che controlla il processo di avvio, è attivo prima che il software antivirus sia operativo. Molti attacchi mirano quindi a questi primi secondi e tentano di compromettere il sistema. Se questo tentativo ha esito positivo, gli aggressori possono assumere il controllo senza che siano notati. OpenTitan controlla se il codice generato dal firmware corrisponde a quello previsto. In caso contrario, il processo di avvio viene terminato”.

Se il progetto funziona davvero, possiamo aspettarci di vedere un hardware di sicurezza dedicato in vari server e data center. Ma c’è anche una buona possibilità che l’hardware vada a finire in prodotti più per la massa, come il prossimo Pixel 5, proprio di Google.

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Torna Red Hat Open Source Day https://www.datamanager.it/2019/10/torna-red-hat-open-source-day/ Tue, 08 Oct 2019 12:08:32 +0000 http://www.datamanager.it/?p=191292 Torna l’appuntamento con Red Hat Open Source Day. Due eventi a Roma e Milano dedicati alla cultura dell’innovazione, tra business e tecnologia Come ogni anno, si rinnova l’appuntamento con Red Hat Open Source Day, il più importante evento dedicato ai temi dell’innovazione e della condivisione open source. Il 20 novembre a Roma e il 3 […]

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Torna l’appuntamento con Red Hat Open Source Day. Due eventi a Roma e Milano dedicati alla cultura dell’innovazione, tra business e tecnologia

Come ogni anno, si rinnova l’appuntamento con Red Hat Open Source Day, il più importante evento dedicato ai temi dell’innovazione e della condivisione open source.

Il 20 novembre a Roma e il 3 dicembre a Milano si parlerà di come l’approccio open source abbia contribuito a plasmare il mondo che viviamo, e di come stia continuando a farlo evolvere nel segno dell’innovazione. Sotto il motto di “Expand Your Possibilities”, esperti di Red Hat, clienti e oltre 40 partner si confronteranno sullo stato attuale della tecnologia e sulle prospettive che offre ad aziende e organizzazioni di ogni settore.

È indubbio infatti che le principali innovazioni del nostro tempo siano frutto della condivisione delle informazioni, alla base del modello open source che da sempre ispira Red Hat.

“Il tema portante di questa edizione del Red Hat Open Source Day è il collegamento tra prospettive e realtà, tra pensiero e azione, tra tecnologia e business, che sarà reso evidente nel corso del nostro evento”, spiega Gianni Anguilletti, Regional Director di Red Hat per l’area mediterranea. “Che si tratti di un argomento caldo per le aziende lo dimostrano gli oltre 4000 partecipanti della scorsa edizione, un risultato eccezionale che puntiamo a superare quest’anno.”

Oltre ad esperti di Red Hat, italiani e internazionali, gli eventi vedranno la partecipazione di clienti di rilievo del panorama nazionale, come Poste Italiane, Coopservice e SIA, che illustreranno come un approccio open source abbia permesso loro di migliorare il business, rendendolo più efficace e competitivo, anche e soprattutto in ottica futura.

Alle sessioni plenarie seguiranno una serie di sessioni parallele dedicate all’approfondimento di tecnologie e casi di uso specifici. Gli eventi saranno ulteriormente arricchiti da un’area espositiva, che offrirà ai presenti utili possibilità di networking. La partecipazione all’Open Source Day è gratuita, previa registrazione alla data prescelta.

Di seguito tutti i dettagli delle tappe italiane:

Red Hat Open Source Day Roma

20 novembre, Palazzo Congressi Roma

Info e agenda dettagliata

Red Hat Open Source Day Milano

3 dicembre, MiCo Milano

Info e agenda dettagliata

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Lira, il linguaggio di programmazione open-source firmato eToro https://www.datamanager.it/2019/09/lira-il-linguaggio-di-programmazione-open-source-firmato-etoro/ Tue, 17 Sep 2019 13:20:29 +0000 http://www.datamanager.it/?p=190358 Lira nasce dai laboratori di eToroX Labs, ed è concepito appositamente scrivere smart contract eToro lancia Lira, il nuovo linguaggio di programmazione open-source È il primo passo per portare sulla Blockchain il mercato OTC dei derivati, dal valore stimato di 500 trilioni di dollari Lira è un progetto nato a seguito dell’acquisizione, da parte di […]

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Lira nasce dai laboratori di eToroX Labs, ed è concepito appositamente scrivere smart contract

eToro lancia Lira, il nuovo linguaggio di programmazione open-source È il primo passo per portare sulla Blockchain il mercato OTC dei derivati, dal valore stimato di 500 trilioni di dollari Lira è un progetto nato a seguito dell’acquisizione, da parte di eToro, di Firmo, società esperta in smart contract

eToro, la piattaforma di investimenti multi-asset, ha divulgato i dettagli su Lira, il nuovo linguaggio di programmazione open-source dedicato ai contratti finanziari. Grazie alle sue particolari caratteristiche di progettazione, Lira rappresenta il primo passo per portare sulla Blockchain il mercato OTC (Over The Counter) dei derivati, il cui valore è stimato in 500 trilioni di dollari(i).

Lira è un linguaggio di dominio specifico che può essere utilizzato per la scrittura di contratti finanziari, attualmente utilizzati sulla blockchain di Ethereum, validi per gli asset OTC. È un linguaggio sicuro, semplice da programmare, in grado di auto-eseguirsi, di fornire monitoraggio e reportistica dello scambio. È inoltre facilmente tracciabile con un’elevata compressione, ciò ne consentirà una migliore efficienza sui requisiti collaterali. Inoltre, si tratta del primo progetto di Finanza Decentralizzata (DeFi) che proverà ad espandere il proprio codice su diverse blockchain, data la sua natura open-source.

Yoni Assia, CEO e co-fondatore di eToro, ha dichiarato: “Portare il mercato dei derivati OTC sulla blockchain consentirà a tutto il settore di avere maggiore trasparenza e capitali più efficienti. Le attività che normalmente si svolgono nella fase successiva agli scambi, come la disposizione e la compensazione dei derivati, sono sia costose che sensibili a rischi sistemici. Crediamo che la tecnologia blockchain possa fornire un ambiente più sicuro nel quale operare, dove l’esecuzione delle disposizioni è garantita dal modo in cui è progettato il linguaggio di programmazione. Ecco perché stiamo introducendo Lira, un nuovo linguaggio formale per i contratti. Ciò ha il potenziale per aprire le porte del mercato dei derivati e trasformarlo”.

Al momento, i linguaggi nativi di scrittura della blockchain sono caratterizzati da parametri di progettazione piuttosto ampi. Da tale ampiezza ne deriva maggiore flessibilità, caratteristica che li espone maggiormente all’errore e alla possibilità di attacchi hacker (come ad esempio è avvenuto con l’hack di Dao). Per questa ragione non sono adatti per la scrittura di contratti finanziari.

Il Prof. Omri Ross, Chief Blockchain Scientist di eToro, ha dichiarato: “Il 45% degli smart contract sulla blockchain di Ethereum presenta errori a causa della natura della loro progettazione. Lira si basa invece su una verifica formale che avviene attraverso un’equazione matematica esatta, che conduce sempre al risultato atteso.

“Abbiamo deciso di rendere questo linguaggio open-source in modo da poter contare sul supporto della community affinché ci aiuti a sviluppare quella che riteniamo essere un’implementazione importante alla Finanza Decentralizzata. Lira utilizza algoritmi che aiutano anche a ridurre i costi collaterali, contribuendo ad aumentare la liquidità nel mercato dei derivati. Essendo in grado di scrivere contratti sulla blockchain, Lira potrebbe aprire le porte di questa e della decentralizzazione al mercato dei derivati.

Lira è stata sviluppata da eToroX Labs, un’unità interna a eToro, guidata dal Prof. Omri Ross, Chief Blockchain Scientist di eToro e dedicata alla ricerca e sviluppo. In occasione del prossimo Devcon in programma ad ottobre a Osaka, Omri terrà un seminario di due ore su Lira.

eToro vanta una tradizione di supporto attivo alla community cripto, come dimostra il lancio di progetti quali Colored Coins o GoodDollar, e Lira costituisce un ulteriore contributo.

Greg Dipriso, Global Head of Business Development di MakerDAO, ha dichiarato: “Lira è un importante passo in avanti nell’aprire il mondo della Finanza Decentralizzata a nuovi prodotti adatti al mercato OTC”.

Nicolas Arqueros, CTO di Emurgo, ha aggiunto: “Lira si basa sul linguaggio funzionale e sulla verifica formale, riteniamo che questi saranno parte integrante del futuro della tecnologia blockchain e dei protocolli finanziari”.

Yoav Weiss, CTO di Tabookey, ha commentato: “Il reale potenziale della tecnologia blockchain applicata ai mercati finanziari non è stato ancora espresso. Lira rappresenta una soluzione pratica per il mercato dei derivati ed ha alle sue spalle una società solida. Seguiremo da vicino lo sviluppo del progetto”.

I derivati sono, nella loro forma più basica, un tipo di contratto il cui valore dipende dalla performance di un’entità sottostante (asset, indice o tasso di interesse).

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