Augeos – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Mon, 07 Apr 2025 12:03:21 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png Augeos – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Non bastano fogli excel e policy per essere adempienti a DORA e NIS2 https://www.datamanager.it/2025/04/non-bastano-fogli-excel-e-policy-per-essere-adempienti-a-dora-e-nis2/ Mon, 07 Apr 2025 12:03:21 +0000 https://www.datamanager.it/?p=244451 Resilienza digitale e governance, la risposta di Augeos alle nuove normative europee che rivoluzionano il settore finance e strategico Nell’era del digitale, la resilienza operativa e la sicurezza informatica sono in cima alle agende aziendali, soprattutto in settori ad alta priorità come la finanza e i servizi critici. L’Unione Europea ha affrontato questa sfida introducendo […]

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Resilienza digitale e governance, la risposta di Augeos alle nuove normative europee che rivoluzionano il settore finance e strategico

Nell’era del digitale, la resilienza operativa e la sicurezza informatica sono in cima alle agende aziendali, soprattutto in settori ad alta priorità come la finanza e i servizi critici. L’Unione Europea ha affrontato questa sfida introducendo due atti legislativi: il Digital Operational Resilience Act (DORA) e la direttiva NIS2. Queste norme prevedono grandi aspettative da parte delle organizzazioni per quanto riguarda la resistenza, la risposta e il recupero dagli attacchi informatici.

Ma la domanda che ci si deve porre è quando sia sufficiente utilizzare strumenti tradizionali come fogli di calcolo Excel e policy aziendali per affrontare questi requisiti normativi avanzati? In un ambiente in cui le minacce informatiche sono in continua evoluzione e la digitalizzazione procede a un ritmo crescente, diventa fondamentale verificare se tali strumenti possano ancora garantire resilienza operativa e una buona sicurezza dei dati.

Come ci spiega Claudio Ruffini, Presidente di Augeos, sono due gli elementi su cui conviene soffermarsi quando si parla di DORA e NIS2: governance e resilienza. “Nel merito della governance, il riferimento è sulla necessità di esercitare un controllo su determinati scenari di rischio. La domanda è se sia possibile esercitare tale controllo, nella Corporate Governance, con il solo uso di estrazione dei dati e strumenti Office quali Word, report, pdf e fogli Excel?”. Il secondo punto, quello della resilienza informatica, ha a che fare con la capacità dell’azienda di resistere alle avversità. “I rischi cyber e, più in generale, quelli informatici, possono essere considerati alla stregua di altri imprevisti: le aziende del settore Finance devono dimostrare di essere pronte ad affrontarli e a reagire tempestivamente per garantire la continuità operativa” continua Ruffini.

L’obiettivo della normativa è chiaro: cercare di migliorare la resilienza delle aziende rispetto ai rischi, soprattutto quelle del Finance soggette alla normaitva DORA o quelle di altri settori soggette alla normativa NIS2 per migliorare la sicurezza del sistema-paese ed europea. “Esiste una ricetta o metodologia per rafforzare la resilienza?” La risposta, per Augeos, è “si”.

Lo stesso legislatore suggerisce una strada, riconoscendo la validità del framework NIST 2.0. “La normativa Dora si ispira al framework NIST 2.0, questo permette di attingere ad esperienze di mercati maturi”. Nello specifico, è l’articolo 4 del DORA a tirare in ballo la governance, con i principali adempimenti e le responsabilità in caso di un eventuale danno derivante da un attacco cyber. Occorre definire ruoli e responsabilità dei vari soggetti che intervengono nel processo di Risk Management, che si prendano in carico tutta o in parte la gestione del rischio.

“C’è da dire che la risk governance prevede la raccolta di diverse informazioni, dai processi agli asset, dai controlli agli incidenti accaduti, da parte di altre funzioni aziendali. È proprio in questo contesto che spesso si ricorre a una prassi ancora diffusa: l’utilizzo di strumenti tradizionali, non espressamente progettati per la gestione del rischio, per la costruzione dei dataset. “Nell’articolo 7 del DORA è ben evidenziato come ai fini dei paragrafi precedenti le entità finanziarie debbano avere una serie di archivi con informazioni relative alla gestione del rischio, aggiornate, tempestivamente controllate, certificate. Bisogna, insomma, mantenere un sistema informativo al passo con i tempi”.

La soluzione di Augeos

Il tema è chiarificatore di come, all’aumento della complessità, un’azienda debba utilizzare piattaforme specializzate e dedicate. “Giustamente, la norma definisce anche il principio di proporzionalità: ossia la legge non è uguale per tutti ma cambia a seconda di esigenze, dimensioni e complessità delle attività dell’entità finanziaria. La scelta migliore è quella di implementare i requisiti dei controlli proporzionali secondo un approccio progressivo, valutato insieme agli esperti”.  Per tale motivo, Augeos ha sviluppato un sistema capace di dare ai clienti un supporto software per migliorare la governance dei rischi non finanziari. La società nasce nel 2005 da un’idea di Claudio Ruffini e Carlo Cugusi, con lo scopo di mettere a frutto un know-how di oltre 20 anni nel settore finance.

Come ci ricorda Ruffini, il mondo del rischio può essere diviso in tre categorie: rischio di mercato, rischio di credito e non finanziario (operativo, di compliance, informatico, di terze parti, ecc). Su quest’ultima categoria si sono concentrati sempre più negli anni gli organi preposti, consci della difficoltà ma nel contempo della necessità di normare ambiti differenti tra loro, come appunto il cyber-risk e i rischi operativi. “Sui non financial risk siamo presenti con offerte verticali. Da qualche anno, abbiamo affiancato alla parte software anche un ufficio di consulenza, sull’onda dell’esigenza crescente di avere un supporto dedicato, di advisoring, per aiutare le realtà soggette alle normative a essere adempienti. C’è stata inoltre negli ultimi mesi un’ulteriore accelerazione dopo che la Banca d’Italia ha chiesto a tutti i soggetti aderenti al DORA di effettuare segnalazioni specifiche sul ROI (registro delle informazioni). Questo ha obbligato molti soggetti a comunicare all’istituto elementi che ricadono proprio nell’ambito del non financial risk, come i servizi esternalizzati, i contratti in essere e molto altro”.

Migliorare la filiera

Il contesto normativo pone una particolare attenzione sull’intera filiera del Finance, con l’intento di rafforzarla e aumentare la resilienza di sistema. “Per essere credibili in un mercato così sfidante, credo che sia un fattore non trascurabile l’essere un soggetto italiano, europeo, in grado di fornire servizi anche SaaS, che risiedono in UE. Una qualità importante in un periodo in cui urge la necessità di aumentare la competenza europea dei fornitori, in un quadro politico ed economico di generale cambiamento”.

Ecco allora GRC 4, una suite di prodotti per le funzioni di controllo. Al suo interno, Risk Shelter dedicato al moderno ORM, A.IT Risk dedicato ai rischi informatici e cyber e Normageos dedicato ai rischi di compliance. In maniera trasversale il GRC RED, che crea una executive dashboard per il vero e proprio controllo integrato di tutti i non financial risk. “Collegato a questi prodotti, il tema dell’advisor, che ci permette di fare formazione, consulenza. Il tutto nell’ottica di fornire un servizio completo, a 360 gradi”.

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In che modo il Regolamento Dora cambia la comprensione del cyber risk nel Finance https://www.datamanager.it/2023/05/in-che-modo-il-regolamento-dora-cambia-la-comprensione-del-cyber-risk-nel-finance/ Tue, 23 May 2023 12:04:00 +0000 https://www.datamanager.it/?p=228058 Augeos si pone come interlocutore privilegiato nel portare banche e non solo verso la compliance con il Digital Operational Resilience Act Il settore del Finance sta vivendo anni di profonde trasformazioni. Parte di queste derivano dall’applicazione del nuovo Regolamento Dora, il Digital Operational Resilience Act. Con tale normativa, tutte le organizzazioni attive nello scenario del […]

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Augeos si pone come interlocutore privilegiato nel portare banche e non solo verso la compliance con il Digital Operational Resilience Act

Il settore del Finance sta vivendo anni di profonde trasformazioni. Parte di queste derivano dall’applicazione del nuovo Regolamento Dora, il Digital Operational Resilience Act. Con tale normativa, tutte le organizzazioni attive nello scenario del Finance, in particolare per la gestione dei rischi, devono seguire specifiche procedure per la cosiddetta resilienza operativa digitale in tema di banche, istituti di pagamento, intermediari ma anche assicuratori e gestori di criptovalute. Di fatto, i soggetti interessati non sono solo quelli tradizionali finanziari, come appunto le banche e gli istituti di credito, ma anche terzi coinvolti, direttamente o meno, nella filiera del Finance, come anche i provider di soluzioni ICT e tutte le realtà coinvolte nella c.d. “catena del valore”.

Il Regolamento Dora ha avuto il via libera definitivo dal Parlamento europeo il 10 novembre 2022. Un passaggio cruciale del suo testo è quello che spiega come la norma “miri a creare un quadro normativo sulla resilienza operativa digitale grazie a cui tutte le imprese possono garantire di poter far fronte efficacemente a malfunzionamenti e minacce connessi alle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, al fine di prevenire e mitigare le minacce informatiche”. Un cambio di panorama che vede come protagonista Augeos, una società specializzata in soluzioni innovative per il Risk Management e per Reference Data.

Augeos è un’azienda specializzata in soluzioni per il mercato Finance, sia tecnologiche che di consulenza, con una pluriennale esperienza nell’aiutare i clienti nella gestione dei loro progetti di innovazione, nelle tematiche del risk management e nei casi particolari, come il non financial risk. Questi ultimi sono quei rischi non riconducibili alle tipologie tipiche come i rischi di mercato o di credito e comprendono anche quelli informatici, sempre più ricorrenti per industry di vario tipo.

“Augeos è un attore fondamentale nell’aiutare i clienti ad avere una governance completa del rischio. Un obiettivo che è possibile raggiungere con un mix funzionale di persone, processi e tecnologie” ci dice Claudio Ruffini, fondatore e presidente di Augeos. “Forniamo tutto ciò che entra in gioco in tale scenario, dalla consulenza, come supporto e formazione, all’offerta di software modulari e scalabili sviluppati totalmente da noi, ai servizi di gestione e hosting. Il tutto all’interno di una suite GRC Plus, che sta per Governance Risk Management, peraltro una categoria di riferimento per Gartner.

Andrea Violato, Product Owner di Augeos

Il cambio di passo di Dora

“Il tema di Dora rientra pienamente nel contesto nel quale siamo già protagonisti” le parole di Andrea Violato, Product Owner di Augeos. “Il nuovo approccio voluto a livello europeo con Dora è una naturale conseguenza del voler mettere in pratica una serie di migliorie volte ad ottimizzare il mercato del rischio nel Finance”. La chiave di volta di Dora è, ancora una volta, il concetto di governance: “La volontà è quella di permeare l’offerta di Augeos sulla falsariga della resilienza operativa. Si tratta di  dar seguito alle esigenze messe in primo piano dal regolamento che amplia ulteriormente la necessità di soddisfare le compliance dell’Act. La postura descritta dalla normativa prevede sei step: l’identificazione e la mappatura delle informazioni aziendali; la capacità di mettere a disposizione dell’azienda un sistema efficace di protezione; la capacità di individuare con efficacia tutti gli scenari di rischio e gli incidenti che spesso vanno a bloccare l’operatività delle imprese colpite; l’efficacia di rispondere prontamente all’incidente; la capacità di ripristinare velocemente l’operatività; la possibilità di documentare, in maniera esaustiva, quanto successo e aggiornare, di volta in volta, le azioni di prevenzione futura”. Un punto fondamentale di Dora è la comunicazione, un aspetto che avvicina il Digital Operational Resilience Act al GDPR e che pone grande rilevanza sulla capacità di pianificare con efficacia un processo comunicativo sia interno (verso strutture organizzative coinvolte, nonché i vertici aziendali), sia esterno (verso i diretti interessati dell’incidente, autorità di settore e reti di condivisione volontaria). Il tutto, infine, basato su un continuo processo di apprendimento, formazione ed evoluzione che permetta una costante capacità di maturare il proprio livello di resilienza partendo anche dalle situazioni di rischio riscontrate e gestite nel passato.

Si tratta di principi fondanti che prevedono, infine, la necessità di evolvere le operazioni interne delle compagnie interessate dalla nuova normativa, aumentando anche la cosiddetta cyber hygiene delle organizzazioni. “All’interno di questo perimetro molto ampio, Augeos rivede le buone pratiche che già metteva in pratica nella propria offerta. Non a caso, ci siamo trovati in profonda sintonia con le linee guida europee, potendo già, con le nostre soluzioni, determinare la propensione al rischio di un cliente e monitorare il suo profilo rispetto allo scenario IT & Cyber. Basta? No. Negli anni, abbiamo imparato che la mappatura deve essere seguita da una comprensione profonda delle operation aziendali, ad esempio declinando l’asset inventory sulla struttura organizzativa, per individuare figure di responsabilità delegate ad essere operativi per diversi scenari di rischio”. Oltre a questo, c’è la questione di un corretto sistema di prevenzione e protezione dell’azienda dal rischio informatico. “Tale sistema prevede diverse scelte di carattere organizzativo, dalla postura alle buone prassi o agli standard internazionali (uno su tutti, la ISO 27001) da adottare per seguire alcune prassi piuttosto che altre. Augeos agisce, in tale ambito, con tutta la sua esperienza e know-how, per offrire, con carattere consulenziale il miglior percorso che un’ azienda può seguire, per avere una visione di insieme sul suo business e conoscere fin dove arriva il perimetro digitale”. Un aspetto che, con il consolidamento del lavoro ibrido, diventa centrale per non perdere mai di vista le sorgenti di rischio, su cui agire in maniera preventiva e proattiva.

“Con Dora comincia una sorta di anno zero per l’Europa che mira a migliorare la resilienza rispetto al cyber risk” conclude Ruffini. “Porre l’attenzione sul rischio informatico e suggerire come migliorarne la governance è stato un passo decisivo in avanti. Una vera e propria rivoluzione, che porterà ad un innalzamento della comprensione del rischio per molti soggetti economici a diversi livelli, con la creazione di un ecosistema di valore maggiormente pronto ad affrontare le sfide del futuro”.

 

 

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Iccrea sceglie Augeos. L’evoluzione del risk management https://www.datamanager.it/2019/11/iccrea-sceglie-augeos-levoluzione-del-risk-management/ Fri, 08 Nov 2019 08:56:39 +0000 http://www.datamanager.it/?p=192806 In avvio lo step 2 del progetto di evoluzione della funzione di Operational & IT Risk management del Gruppo Bancario Cooperativo per migliorare l’efficacia gestionale del presidio sui rischi operativi e informatici, in conformità con le evoluzioni normative e in linea con le migliori prassi Iccrea Banca, capogruppo dell’omonimo Gruppo Bancario, indirizza e coordina le […]

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In avvio lo step 2 del progetto di evoluzione della funzione di Operational & IT Risk management del Gruppo Bancario Cooperativo per migliorare l’efficacia gestionale del presidio sui rischi operativi e informatici, in conformità con le evoluzioni normative e in linea con le migliori prassi

Iccrea Banca, capogruppo dell’omonimo Gruppo Bancario, indirizza e coordina le società del Gruppo. Presidia e gestisce le attività bancarie, finanziarie e di servizio nei confronti delle Banche di Credito Cooperativo (BCC) aderenti. «Con l’autorizzazione del Gruppo Bancario Cooperativo da parte della BCE le banche aderenti, in aggiunta alle società prodotto o di servizi già facenti parte dell’ex Gruppo Iccrea, sono supportate dalle attività di indirizzo e coordinamento proprie della capogruppo. Inoltre, le funzioni aziendali di controllo – tra cui la funzione di risk management – sono svolte direttamente dalla capogruppo a beneficio di tutte le società del Gruppo stesso» – spiega Renato Alessandroni, head of Operational & IT Risk Management di Iccrea Banca.

In questo panorama evolutivo del Gruppo, la stessa Iccrea Banca ha conosciuto una significativa trasformazione. «Gli ultimi tre anni sono stati caratterizzati da una consistente revisione dell’assetto organizzativo e dell’organizzazione dei processi» – continua Alessandroni. «Inoltre, dall’inizio di quest’anno, la struttura di risk management della capogruppo si è organizzata per coordinare le attività di risk management presso le singole banche affiliate». Nel perimetro di indirizzo e coordinamento della Capogruppo rientrano oggi circa 140 Banche di Credito Cooperativo. «L’accentramento della risk function ha richiesto, oltre alla necessaria riorganizzazione interna, l’arricchimento delle competenze e l’accelerazione dell’automazione dei processi».

Lo sviluppo della gestione del rischio

Ruffini Claudio_Augeos
Claudio Ruffini, fondatore e presidente di Augeos

Le attività di gestione del rischio hanno un ruolo centrale nelle istituzioni finanziarie e sono oggetto di regolamentazione nazionale e internazionale. Allo stesso tempo, l’apertura delle banche verso l’esterno e la recrudescenza delle minacce cyber ha fatto lievitare l’attenzione degli attori del settore verso i rischi operativi e IT. «Per tutti gli operatori è diventato obbligatorio individuare dove possono annidarsi i rischi in sistemi e processi» – conferma Claudio Ruffini, fondatore e presidente di Augeos. «Un complesso di attività che richiede sia la valutazione del loro impatto che l’implementazione di adeguati controlli per mitigarne gli effetti».

Nello specifico, il Gruppo Iccrea, classificato sin dal 2014 “Ente significativo”, è incluso nel perimetro di vigilanza della Banca Centrale Europea e pertanto assoggettato a specifici processi di vigilanza prudenziale. «La gestione del rischio permea i processi bancari» – riprende Alessandroni – «e l’obiettivo è quello di supportare tale gestione con soluzioni di automazione in grado di mettere a disposizione di tutti gli attori coinvolti workflow efficaci e robusti processi di rilevazione e valutazione dei rischi». In quest’ottica, nel corso del 2018 – prosegue Alessandroni – «abbiamo avviato una progettualità in area risk management, con l’obiettivo di far evolvere ed integrare i framework di Operational e IT Risk management. Revisione che, garantendo la compliance normativa, abilitasse la componente gestionale dei processi dei due framework». In tutto questo – rileva Alessandroni – «particolare attenzione è stata posta alla individuazione delle soluzioni di automazione».


Duplice scudo contro il #rischio per le 140 banche del @gruppoiccrea con RiskShelter e AITRisk #Augeos
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La collaborazione con Augeos

Da queste considerazioni è partito il processo di selezione del partner per accompagnare Iccrea Banca e il Gruppo lungo il percorso di sviluppo. «Abbiamo identificato i soggetti più interessanti in una shortlist. La ricerca è stata orientata all’individuazione di una soluzione software e, soprattutto, di una partnership» – ricorda Alessandroni. «Un partner che sapesse non solo sviluppare una soluzione di automazione ma anche in grado di contribuire alle nostre esigenze di soluzioni di processo».

Su queste basi, si è avviata la collaborazione con Augeos, concretizzatasi con l’adozione delle soluzioni Risk Shelter e AIT Risk. «Risk Shelter in particolare consente la rilevazione, il monitoraggio e la mitigazione dei rischi operativi, l’archiviazione e l’analisi degli eventi di perdita e la gestione dei piani di azione» – spiega Ruffini. «AIT Risk invece è la nostra soluzione focalizzata sugli asset IT, utilizza un framework conforme con la disciplina contenuta nella Circolare 285 di Banca d’Italia ed è compatibile con COBIT 5, ISO27001 e Basilea. Aree queste su cui stiamo investendo molto. E il successo della nostra suite GRC, quale risposta italiana alle proposte che arrivano dall’estero, ci sprona a continuare su questa strada». Nell’implementazione dei moduli, la scelta è stata quella di procedere per step – «con l’obiettivo di accendere da subito solo una parte delle funzionalità presenti nei moduli al fine di garantire il rapido consolidamento di queste componenti» – riprende Alessandroni. «Anche per essere certi di mettere a disposizione del Gruppo una soluzione con un adeguato grado di flessibilità, capace di rispondere alle esigenze di società e banche del Gruppo di dimensioni anche diverse. Augeos inoltre – sottolinea Alessandroni – portando una pregressa specifica competenza, con la sua soluzione ci ha permesso di concentrare gli impegni sulle attività core dei processi di gestione del rischio operativo e del rischio informatico».

Operatività e deployment

Tutte le operazioni previste hanno raggiunto i loro obiettivi e si sono svolte nel rispetto dei tempi. Riducendo al minimo l’impatto sull’operatività dell’azienda. «Nel confronto preliminare con Augeos, abbiamo apprezzato le competenze e le esperienze specifiche nel settore. Ma anche le capacità organizzative e di progetto» – continua Alessandroni. «Augeos ha dedicato al progetto un responsabile diretto in grado di fare da “cinghia di trasmissione” e non solo da interfaccia, per gestire le problematiche di coinvolgimento e di organizzazione nelle diverse fasi di progetto: analisi, sviluppo, test, collaudo e formazione. Il tutto come se fosse un unico team». Anche la responsività di Augeos, a fronte del processo in corso di riorganizzazione interno, è stato un elemento valutato positivamente. «Abbiamo sperimentato fasi di “instabilità”, durante le quali si sono registrate accelerazioni significative. In questo contesto, abbiamo sempre avuto da Augeos una pronta capacità di risposta sia nel comprendere le nostre esigenze sia nell’adattare le attività progettuali al fine di centrare gli obiettivi in termini di scadenze e delivery attese».

Competenza, condivisione dei task e orientamento alla delivery hanno creato la “chimica” giusta all’interno del gruppo di lavoro. «Abbiamo mantenuto un contatto continuo e abbiamo tenuto traccia di tutte le issues a livello progettuale – tempistiche, implementazione, caratteristiche della delivery – in modo da intervenire rapidamente. Non ci sono state situazioni critiche nell’attività progettuale, ma come in ogni progetto di sviluppo, è stato necessario in alcuni casi ricalibrare l’effort su aree che sembravano inizialmente più easy. In questi casi la decisione è stata presa a valle del confronto, anche delle issues emerse».

La prossima fase progettuale – come ci anticipa Alessandroni – prevede l’implementazione delle componenti non core. «Ci aspettiamo ancora un 2020 di significativa progettualità e di consolidamento sia del workflow che dei diversi motori di calcolo. Entro lo stesso anno l’obiettivo è di portare a maturità la soluzione applicativa. La disponibilità di informazioni organizzate e strutturate – prevede Alessandroni – permetterà di identificare nuove opportunità di intervento sui processi e sull’organizzazione aziendale, consentendo altresì di migliorare gli stessi framework di gestione dei rischi».

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Directa SIM sceglie Augeos per proteggersi dai rischi privacy https://www.datamanager.it/2019/05/directa-sim-sceglie-augeos-per-proteggersi-dai-rischi-privacy/ Mon, 06 May 2019 08:07:42 +0000 http://www.datamanager.it/?p=186763 Flessibilità, installazione e implementazione in tempi rapidi, formazione sul campo, tracciabilità e trasparenza. Allineamento al GDPR più agevole grazie alla soluzione APS – Augeos Privacy System Directa SIM è una società di trading on line fondata a Torino nel 1995, con l’obiettivo di permettere agli investitori privati di acquistare e vendere azioni in tempo reale da […]

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Flessibilità, installazione e implementazione in tempi rapidi, formazione sul campo, tracciabilità e trasparenza. Allineamento al GDPR più agevole grazie alla soluzione APS – Augeos Privacy System

Directa SIM è una società di trading on line fondata a Torino nel 1995, con l’obiettivo di permettere agli investitori privati di acquistare e vendere azioni in tempo reale da qualsiasi dispositivo connesso alla rete. «I nostri clienti possono accedere non solo al mercato italiano, ma anche a quelli europei e americani, operando sul mercato azionario, dei futures e delle opzioni con il supporto di tutti gli strumenti finanziari che man mano negli anni sono nati e si sono sviluppati» – ci spiega Elena Motta, direttore generale di Directa SIM. «Siamo stati i pionieri in Italia. Anche nell’utilizzo della tecnologia, del cellulare. All’epoca, non si parlava di smartphone. C’era però il Nokia Communicator con il quale i nostri clienti potevano già fare trading. Da allora, molte cose sono cambiate. Ma non il core business e neppure alcune scelte di fondo. La tecnologia per noi è sempre stata un punto di forza. Anche nella scelta dei partner. Continuiamo a sviluppare piattaforme in grado di dialogare e connettersi con il mercato, per mantenere livelli di velocità e affidabilità sempre al top». Un business che ha anche una solida presenza sul territorio. «Siamo convenzionati con una buona parte delle Banche di credito cooperativo (BCC) attive in Italia. Attualmente, sono circa 170, per via del processo di fusione in corso. Ma tra credito cooperativo e casse rurali convenzionate, il numero delle convenzioni bancarie è salito a 220. Il radicamento sul territorio, grazie alle filiali di queste banche che offrono il nostro servizio per il trading online, rimane uno dei nostri punti di forza».

Flessibilità e capacità di ascolto

Tra i pochi broker online non quotati attivi in Italia, che ogni anno comunicano i dati relativi al proprio andamento finanziario, Directa SIM dichiara oltre 20mila clienti operativi, principalmente in Italia, Francia, Germania e Repubblica Ceca. «La nostra piattaforma è in lingua francese, tedesca, inglese e ovviamente italiana. Abbiamo un ufficio per l’assistenza clienti a Praga, da cui siamo partiti per espanderci anche in est Europa». «Il GDPR ha introdotto una serie di adempimenti per aziende e organizzazioni. Molte delle procedure e dei processi esistenti sono stati adattati per poter gestire le informazioni relative al trattamento dei dati al regolamento» – spiega Motta. Un adeguamento per il quale occorreva una formazione specifica e strumenti che permettessero di integrare quanto era già stato fatto con le normative precedenti in termini di gestione delle nuove regole privacy, data breach notification, registro dei trattamenti, informazioni per diritti degli interessati, DPIA e consensi. «Con la privacy precedente eravamo già in regola. Ma i dati da trattare erano tanti. Inoltre, per la grande quantità di adempimenti richiesti occorreva un supporto tecnologico adeguato» – spiega Elena Motta. Con Augeos –

«abbiamo trovato un partner che ha dato una risposta a queste esigenze. Dopo la fase di selection, e grazie a una comune rete di contatti, la loro flessibilità e capacità di ascolto ci hanno subito conquistato. Per noi contava molto anche la vicinanza fisica, che è sempre un plus. Per qualsiasi dubbio, se ci si confronta direttamente, i problemi si risolvono più facilmente. Su questi presupposti è partita la nostra collaborazione».

Installazione e implementazione

«Augeos ha studiato per noi un piano tramite consulenze ad hoc – mappature per il trattamento dei dati personali, interviste, l’esame dei documenti già preesistenti – e la personalizzazione del programma APS – Augeos Privacy System» – ci spiega Alessandra Viglino, data protection officer di Directa SIM. Dopo la parte sul trattamento dei dati e la creazione del registro, Directa ha utilizzato le soluzioni Augeos anche per sviluppare il DPIA (data protection impact assessment), la valutazione d’impatto sulla protezione dei dati, il documento in cui si descrive il trattamento, si valutano necessità e proporzionalità da cui si parte per gestire gli eventuali rischi. Un punto richiesto dal GDPR, per il quale Directa era alla ricerca di un valido strumento che li supportasse e che si integrasse con i loro sistemi. «Noi usiamo server AS400, i nostri programmi di trading, di invio degli ordini sul mercato e di gestione di tutte le informative sono tutti sviluppati in casa. Non avevamo bisogno di un pacchetto predefinito, ma di un programma in grado di adeguarsi alle nostre caratteristiche. L’implementazione del modulo GDPR DPIA del programma APS – Augeos Privacy System ci ha permesso di raggiungere questo obiettivo, velocemente e con il minor impatto possibile» – riprende il direttore generale di Directa SIM. «Nel giro di pochi mesi, siamo riusciti a essere pronti per il GDPR.

Alessandra Viglino, data protection officer di Directa SIM

Il nostro non è un business complesso. Ma i dati da trattare sono tanti. Con Augeos, abbiamo trovato un partner che ha risposto a queste esigenze». Anche la formazione si è dimostrata all’altezza delle aspettative. «Per l’operatività sull’applicativo, abbiamo avuto il supporto di due persone che ci hanno formato sull’utilizzo della piattaforma. Supportandoci anche nell’importazione dei dati da Excel, programma su cui avevamo lavorato per la precedente normativa» – conferma Viglino. Ma è soprattutto nell’utilizzo giornaliero dei moduli che la soluzione ha mostrato tutti i suoi punti di forza. «Per fortuna non abbiamo avuto bisogno dell’apporto day-by-day di Augeos. Una volta impostato correttamente il trattamento dei dati, statici, sappiamo di poter procedere spediti». Il trattamento della privacy che può cambiare a seconda del mercato in cui avvengono le transazioni. «In molti mercati esiste l’obbligo di comunicare i dati del cliente, abbiamo risolto con un codice univoco abbinato all’operazione, ma in alcuni casi, per detenzione di posizioni rilevanti in titoli, è richiesta comunicazione in chiaro dei dati anagrafici del cliente finale che è consapevole di questo obbligo».


#GDPR Gestione del rischio privacy a 360 gradi @directasim sceglie #Augeos
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Tracciabilità e trasparenza

Tracciabilità dunque e all’occorrenza cancellazione o obbligo di segnalazione, non solo agli enti di controllo ma anche agli interessati. «I nostri clienti sono stati informati attraverso un apposito addendum contrattuale, disponibile sia on line che cartaceo» – sottolinea Motta. «Poiché non facciamo attività di profilatura, l’impatto verso i nostri clienti è stato alquanto limitato. Soprattutto è stato importante informarli circa i loro diritti: come richiedere la portabilità dei dati, fare i reclami, ottenere informazioni sui dati in nostro possesso che li riguardano, e così via. Anche da questo punto di vista, l’utilizzo del modulo GDPR DPIA si è rivelato all’altezza e prima ancora semplice da installare per i nostri tecnici, che non hanno avuto problemi anche grazie alla disponibilità e professionalità dei consulenti di Augeos». Natura, ubicazione, tipo di trattamento e valutazione dell’impatto. In altre parole – «completo controllo sui dati». Adempimenti per i quali servono strumenti che supportino fattivamente la governance aziendale. Anche in sede di audit. «La normativa ci impone di tenere sotto controllo anche tutte le nostre procedure, verificandone periodicamente l’allineamento. Oltre alla compliance, come società abbiamo anche l’obbligo del controllo interno» – spiega Elena Motta. Scelte, sistemi di controllo, contromisure, attivate in modo che ogni singola decisione sia documentabile. «Da questo punto di vista, il sistema garantisce che sia sempre possibile una ricostruzione di ogni passaggio, risalendo alla data in cui è stata presa una certa decisione. Questo è utile sia per i controlli interni che per gli organi di controllo esterni, nel caso sia necessario dimostrare tutto quel che è stato fatto».

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Augeos, gestione integrata del rischio. Focus su finance https://www.datamanager.it/2018/11/augeos-gestione-integrata-del-rischio-focus-su-finance/ Tue, 20 Nov 2018 08:31:19 +0000 http://www.datamanager.it/?p=179287 «I risultati di quest’anno sono più che positivi e prevediamo di superare i due milioni di euro di fatturato per il 2018. Un risultato per noi molto buono sia in termini di incremento rispetto all’anno precedente, sia di EBITDA, e che ci permetterà di fare investimenti in ricerca e innovazione». Non nasconde la propria soddisfazione […]

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«I risultati di quest’anno sono più che positivi e prevediamo di superare i due milioni di euro di fatturato per il 2018. Un risultato per noi molto buono sia in termini di incremento rispetto all’anno precedente, sia di EBITDA, e che ci permetterà di fare investimenti in ricerca e innovazione». Non nasconde la propria soddisfazione Claudio Ruffini, fondatore e presidente di Augeos per i brillanti risultati raggiunti. «Abbiamo acquisito nuovi clienti – BPER per un progetto sull’IT Risk, Directa Sim per uno sul GDPR e l’Università di Torino che ci ha scelto per la gestione dei rischi informatici e il Gruppo ICCREA, già nostro cliente su altri servizi, che ci ha scelti per gestire i rischi operativi e i rischi IT sia a livello centralizzato sia per tutte le BCC del gruppo». Il GDPR ha dato nuovo impulso a progetti già avviati in precedenza. «Molti clienti – continua Ruffini – hanno capito che le tematiche relative alla gestione del rischio meritano la giusta considerazione. Una idea di cui ci siamo fatti promotori da tempo, attraverso un sistema in grado di gestire i rischi in maniera più coordinata tra i vari uffici di controllo». Il GDPR in questo senso ha anche introdotto il concetto di rischio privacy, che – secondo Ruffini – deve essere oggetto di una gestione attenta anche dal punto di vista metodologico».

Focus sul finance

Molte imprese hanno scelto i servizi Augeos per affrontare il percorso di data protection in ottica GDPR e la gestione completa dei rischi focalizzata sugli asset IT. A partire da Banca d’Alba storico partner dell’azienda con sede a Rivoli, in provincia di Torino – come ci racconta Ruffini. «Quest’anno abbiamo avuto l’opportunità di lavorare in maniera molto estesa all’interno della banca grazie alla nostra piattaforma». Diversa ma altrettanto soddisfacente la storia di Sparkasse il più grande istituto di credito dell’Alto Adige. «Anche con loro siamo partiti dall’area dei rischi operativi, sviluppando successivamente una serie di moduli evoluti per la gestione delle assicurazioni e della valutazione dei rischi. In particolare per nuovi prodotti immessi sul mercato dall’istituto, che sono stati analizzati in termini d’impatto sui rischi operativi. Sempre per Sparkasse, stiamo sviluppando un sistema di stress test e di valutazione dei limiti RAF (Risk Appetite Framework), una metodologia utilizzata nel sistema regolamentare di Banca d’Italia. Moduli implementati con l’obiettivo di disporre di funzionalità di simulazione, analisi e valutazione, che arricchiscono la nostra piattaforma».

Certificazione e analisi del rischio

La gestione del rischio, diversamente da quanto si ritiene, non va fatta solo in ottica di Certificazione 27001. «In realtà la serie ISO 27000 o gli standard COBIT sono punti di riferimento per la gestione dei rischi anche senza dover necessariamente conseguire la certificazione. Per tutte le aziende, però, avere a disposizione un sistema per la governance dei rischi sta diventando una priorità» – afferma Ruffini. «È chiaro che qualunque organizzazione sufficientemente strutturata ha necessità di gestire il processo di analisi del rischio informatico. Disporre di una metodologia e di uno strumento che migliori la governance della sicurezza è un tema centrale nella gestione del business. Se è normale che una banca o comunque un’organizzazione strutturata dispongano al proprio interno delle competenze per la gestione dei rischi, non è così scontato che questo avvenga ovunque – fa notare Ruffini. «E in questo caso, supportiamo in prima persona il cliente».


#RiskManagement #Augeos Focus su #Finance e #Sanità. Obiettivi: consolidamento e crescita
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Vista sul rischio a 360 gradi

«La soluzione guida l’utente verso l’acquisizione di una metodologia riconosciuta come valida. I clienti vedono in Augeos un partner in grado di fare crescere le persone nell’attività operativa». Che nel caso della gestione del rischio può essere seguita principalmente dall’ufficio risk management ma anche dalla security, dall’IT o dall’Audit. «Ci sono poi uffici o figure specifiche preposte alla gestione del rischio privacy e alla prevenzione della perdita dei dati. In alcune organizzazioni troviamo l’ufficio data governance che può fare da regia al processo. Ma gli attori coinvolti possono essere tanti» – spiega Ruffini. «Le nostre soluzioni sono studiate per andare in contro alle esigenze di ogni singolo ufficio di controllo, dalla gestione rischio IT a quella dei rischi operativi, passando per la compliance. Non solo. Con la nostra piattaforma vogliamo offrire un metodo di lavoro e degli strumenti, per avere una vista unificata sul rischio a 360 gradi, evitando la duplicazione dei controlli, proprio come previsto dalle disposizioni di vigilanza della Banca d’Italia». Un tema tutt’altro che facile da affrontare. Perché in realtà ogni ufficio vede il rischio dal proprio punto di vista, utilizzando una metodologia propria. Quindi diventa difficile far parlare i diversi uffici di controllo.

Efficienza del processo di controllo

Asset IT, rischi operativi e compliance. Più la quarta che è quella del trattamento dei dati. Quattro aree che hanno metodologie simili ma non uguali e che rappresentano gli anelli della stessa catena. «La cosa difficile è quella di integrare tutti questi punti di vista. Ma c’è anche un altro fatto. Il “malcapitato” process owner, può essere interrogato anche 4-5 volte da persone e uffici diversi, più o meno sulle stesse tematiche. Un aspetto non banale in termini di efficienza del processo di controllo» – spiega Ruffini. «La nostra scommessa è di offrire soluzioni dotate di funzionalità trasversali per garantire una visione unica e complessiva» – afferma Ruffini. «Le nostre soluzioni garantiscono che sia sempre possibile ricostruire tutti i passaggi che hanno preceduto e determinato una certa decisione. Tutto è tracciato. Un sistema a prova di audit. Interno o esterno. Una funzionalità molto utile per gli uffici di controllo, che in qualsiasi momento sono in grado di illustrare nei dettagli come si è agito, chi quando e perché, rispondendo alle richieste di qualsiasi autorità esterna».

La casa nel parco

Augeos quest’anno può vantare anche l’assegnazione di un progetto di ricerca sull’ospedalizzazione domiciliare denominato “La casa nel parco”, e realizzato da un consorzio formato da quindici imprese, Università e Politecnico di Torino, Collegio Carlo Alberto, Fondazione ISI e dagli ospedali Città della Salute e della Scienza di Torino, Ospedale Maggiore di Novara, San Luigi di Orbassano e Fondazione Don Gnocchi. Il progetto, partito a maggio 2018 e della durata di due anni e mezzo, permetterà di sperimentare tecnologie e metodologie nuove sul tema della gestione dei rischi informatici e dei rischi privacy, in materia di dati sanitari. «Un’opportunità per misurarci su tematiche innovative anche in termini di mercato. E per migliorare la nostra piattaforma» – commenta Ruffini.

Strategie per la crescita

Anche per il futuro, la visione di Augeos è chiara. Consolidamento e crescita sono le parole d’ordine. «Partiamo da un consolidamento importante sul mercato italiano, anzitutto nel settore finance. L’obiettivo è rafforzare il nostro posizionamento di azienda leader di prodotti per la gestione del rischio. Per il 2019, puntiamo a diversificare la clientela anche in altri settori. Pensiamo a organizzazioni importanti. Aziende quotate, multinazionali, che hanno la necessità di strutturare il sistema di governance del rischio informatico.  Nel medio periodo – prosegue Ruffini – la volontà è di portare le nostre soluzioni all’estero, non solo attraverso una crescita organica interna, ma anche definendo un piano sinergico di acquisizioni e partnership con aziende interessate a fare questo percorso con noi».

 

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Augeos in campo sul GDPR https://www.datamanager.it/2017/11/augeos-campo-sul-gdpr/ Fri, 10 Nov 2017 08:25:58 +0000 http://www.datamanager.it/?p=134809 Soluzioni software, consulenza e strategia di espansione all’estero. Si evolve l’offerta del gruppo piemontese in tema di rischio informatico e privacy alla luce dell’entrata in vigore del regolamento europeo sulla protezione dei dati (GDPR) che cambia la logica del rischio e degli adempimenti delle imprese I possibili rischi che gravano sui dati, direttamente o indirettamente, […]

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Soluzioni software, consulenza e strategia di espansione all’estero. Si evolve l’offerta del gruppo piemontese in tema di rischio informatico e privacy alla luce dell’entrata in vigore del regolamento europeo sulla protezione dei dati (GDPR) che cambia la logica del rischio e degli adempimenti delle imprese

I possibili rischi che gravano sui dati, direttamente o indirettamente, sono numerosi. In generale, possono essere ricondotti a diverse tipologie tra le quali danneggiamento o indisponibilità dei sistemi hardware e software, distruzione, alterazione, diffusione e comunicazione non autorizzata dei dati. L’estrema diversificazione, l’ampiezza dello spettro, rende problematica la loro catalogazione. E tuttavia, la fase di analisi dei rischi – la descrizione cioè dei principali eventi potenzialmente dannosi – e la valutazione delle possibili conseguenze in termini di gravità che incombono sui dati, rappresentano un passaggio fondamentale nel processo di costruzione di un sistema efficiente di gestione dei rischi IT e privacy. Perché è sulla base della valutazione del potenziale accadimento e del livello di gravità di un evento imprevisto che l’organizzazione valuterà quali misure di sicurezza adottare a fronte dei possibili scenari di rischio. Augeos, azienda con sede a Rivoli, è specializzata in servizi e soluzioni IT ad alto valore aggiunto nei segmenti risk management e data providing, con un portafoglio clienti che comprende tra gli altri Intesa Sanpaolo, Mediobanca, Societé Génerale, Cedacri e Banco BPM. «Siamo un’azienda che sviluppa prodotti nell’area finance, nello specifico nell’area risk management. Soprattutto per il mercato bancario. Abbiamo sviluppato una serie di soluzioni, inizialmente sul tema dei rischi operativi, di compliance e nell’ultimo anno dei rischi informatici» – ci racconta Claudio Ruffini, fondatore e presidente di Augeos. Un tema quest’ultimo, strettamente connesso a quello della privacy e della cybersecurity, particolarmente attuale per la concomitanza con la promulgazione del GDPR, la nuova normativa europea sulla privacy, in vigore dal maggio 2018.

La nuova mappa del rischio

«La normativa GDPR introduce una serie di nuovi importanti adempimenti per le aziende. Molte delle procedure, delle prassi e dei processi bancari dovranno essere adattati per poter gestire adeguatamente le informazioni relative al trattamento dei dati soggetti alla nuova norma» – premette Ruffini. Adeguamenti finalizzati a far sì che ogni banca sia in grado di tracciare in ogni momento tutti i dati oggetto della norma, in suo possesso. «Tracciabilità e all’occorrenza cancellazione o obbligo di segnalazione, non solo all’interessato ma anche agli enti di controllo» – rileva Ruffini. «Quindi un completo controllo su questi dati. Natura, ubicazione, tipo di trattamento e valutazione dell’impatto, sono alcune delle novità introdotte per le quali si rende necessario l’introduzione di nuovi sistemi di supporto alla governance aziendale. L’importanza della materia è dimostrata anche dal fatto che in presenza di una violazione dei dati (data breach) la banca sarà tenuta entro 72 ore a notificare l’accaduto all’interessato e alle autorità competenti. La normativa prevede inoltre la presenza di un responsabile preposto a gestire tali dati, il data protection officer: un altro fattore di forte impatto dal punto di vista organizzativo». Banche e assicurazioni, grandi imprese e PMI, pubblica amministrazione: tutti dovranno perciò dotarsi di strumenti e metodologie adeguate per poter gestire questo passaggio alla nuova normativa. «Se tutto questo non viene gestito con adeguati strumenti si rischia di essere inadempienti. Con sanzioni decise dall’Europa estremamente elevate. Che possono arrivare fino al quattro per cento del volume d’affari. Perciò bisogna dotarsi di strumenti all’altezza, senza i quali diventa più difficile rispondere pienamente alla legge» – osserva Ruffini.


#Augeos Ruffini Ecco come mettere a fattor comune privacy e gestione del rischio IT
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Una visione allargata della sicurezza

La gestione del rischio IT richiede una visione allargata della sicurezza, tale da spostare l’attenzione da una serie di problematiche contingenti a una prospettiva olistica nella quale valutare costantemente numerosi fattori. «Un sistema come il nostro supporta la governance di questi processi. Aiuta a identificare natura e ubicazione dei rischi, collegarli agli asset aziendali, magari già analizzati con un sistema di IT risk management implementato in precedenza dalla banca, che oltre a censire i processi, gli asset e i rischi IT può agganciarsi anche al trattamento dei dati. Una soluzione come AITRisk riesce a mettere a fattor comune le analisi di rischio già realizzate e permette di integrare anche il tema della privacy. Permette di mappare questi rischi, valutarli e gestire l’aspetto di remediation, migliorare i controlli, individuare i punti di failure e di debolezza dei sistemi. Inoltre, consente di gestire e di documentare tutti questi processi nel caso dovesse verificarsi un problema di data breach/incident di fronte a tutti gli organismi preposti a richiedere che cosa è stato fatto in termini di prevenzione, controlli (Garante, audit, Banca d’Italia). Un sistema che si rivolge alle funzioni di controllo. Un supporto importante per svolgere al meglio il loro compito».

Soluzioni software e consulenza

L’offerta di Augeos è anche di tipo consulenziale, come ci illustra Ruffini. «La nostra offerta prevede sia un prodotto software che attività consulenziale. È chiaro che le banche in questa fase hanno bisogno di comprendere appieno l’impatto della normativa sulla loro organizzazione. Pertanto è forte il bisogno di consulenza organizzativo-funzionale, business impact analysis, e così via. Per le realtà che hanno già intrapreso questo percorso, la nostra soluzione consente di migliorare la governance di questi uffici, garantendo gli adempimenti richiesti dalla legge. Difficile gestire tutto con fogli elettronici, semplici email, o analisi fatte su carta. Un sistema, un repository a prova di audit che permetta di ricostruire il tutto è sicuramente un fattore vincente».

Strategia di espansione

Il mercato d’elezione di Augeos è quello delle banche. Questo non significa tuttavia che non ci siano degli altri mercati sui quali indirizzarsi nei prossimi mesi. «Il GDPR impatta in modo trasversale tutte le imprese e le organizzazioni. Le problematiche sono esattamente le stesse, così come i sistemi e le metodologie per trattare questa tematica. La nostra strategia è quella di consolidare l’offerta nel mondo bancario e allo stesso tempo proporsi a tutto il mondo finance a 360 gradi, approcciando assicurazioni, SGR e SIM. E successivamente alle grandi imprese. In una prospettiva più di medio termine, puntiamo a rivolgerci anche ai mercati esteri. Già ora, una piccola parte del nostro fatturato, circa il 5 per cento, viene realizzata oltre i confini nazionali. Ma abbiamo intenzione di investire di più anche nell’espansione all’estero. Senza dubbio quella del GDPR oltre che una tematica così cogente, per noi rappresenta un’importante opportunità di diversificazione di mercato» – conclude Ruffini.

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Augeos e SIX, alleanza perfetta https://www.datamanager.it/2017/05/augeos-six-alleanza-perfetta/ Wed, 10 May 2017 09:39:28 +0000 http://www.datamanager.it/?p=124494 Augeos e SIX raccontano come è nato AT Master, il software avanzato per l’anagrafica centralizzata dei titoli nel settore Banking & Finance, che ha accompagnato la fusione di Banco Popolare e Banca Popolare di Milano creando il Banco BPM. «Qualità, rapidità ed efficienza». Le parole d’ordine per creare il dato perfetto «La value proposition della […]

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Augeos e SIX raccontano come è nato AT Master, il software avanzato per l’anagrafica centralizzata dei titoli nel settore Banking & Finance, che ha accompagnato la fusione di Banco Popolare e Banca Popolare di Milano creando il Banco BPM. «Qualità, rapidità ed efficienza». Le parole d’ordine per creare il dato perfetto

«La value proposition della nostra azienda poggia su tre pilastri: fornire ai clienti informazioni complete e aggiornate, mettere a loro disposizione team di professionisti esperti, e offrire gli standard tecnologici più avanzati. Ci impegniamo a fare tutto questo perché crediamo che il modo migliore di servire i clienti sia di garantire il massimo in termini di qualità, affidabilità e trasparenza in un quadro di elevata sicurezza, soprattutto in un ambito delicato e complesso come quello dei financial services». A parlare è Carlo Cugusi, amministratore di Augeos, una delle più importanti aziende che producono soluzioni software innovative per il mercato bancario. Nata una dozzina d’anni fa da un’idea di Claudio Ruffini, che ricopre il ruolo di presidente, e dello stesso Cugusi, Augeos è composta da professionisti con decenni d’esperienza nel settore finance, che uniscono alla componente funzionale una profonda competenza tecnologica, con prodotti realizzati su piattaforma Microsoft. Una delle ultime soluzioni software dell’azienda è AT Master, ideata per la gestione centralizzata delle anagrafiche degli strumenti finanziari. AT Master permette di integrarsi con gli information provider come SIX Financial e Bloomberg in maniera automatizzata, sia per le procedure di back-office sia per il risk management. «L’idea alla base del software è di proporre al cliente una soluzione per gestire in maniera centralizzata le anagrafiche degli strumenti finanziari, elaborando un master anagrafico in grado di distribuire le informazioni a tutte le aree aziendali interessate. In questo modo viene gestito meglio il flusso di informazioni che arrivano alla banca e si migliorano di conseguenza anche i servizi che questa eroga ai propri clienti» – spiega Cugusi. AT Master consente di avere a disposizione più information provider come fonti informative, a vantaggio della qualità dei dati e delle operazioni di verifica, che vengono automatizzate. Il controllo a livello centrale delle anagrafiche permette inoltre di tenere sott’occhio il costo di approvvigionamento dai provider, confrontandoli per qualità e tempestività. I punti forti dell’offerta sono un’elevata usabilità e l’attenzione alla user-experience.

Un unico repository per Banco BPM

La soluzione di Augeos si pone insomma come sistema moderno di collegamento con l’information provider. «Eroghiamo servizi su diverse piattaforme tecnologiche inclusi i dispositivi mobili, e accompagniamo il cliente in ogni fase del progetto. Inoltre, siamo costantemente aggiornati sulle novità normative e di compliance, sui rischi operativi, di business continuity e disaster recovery». AT Master è una soluzione nata per soddisfare l’esigenza di un importante cliente come Banco BPM (nato dalla fusione tra Banco Popolare e Banca Popolare di Milano), uno dei primi gruppi bancari italiani. «Anche grazie alla nostra soluzione, Banco BPM ha acquisito il totale controllo del flusso informativo erogato dagli information provider e sta integrando i sistemi anagrafici delle due banche. Ora il cliente ha la possibilità di scegliere il provider più adatto alle loro esigenze sulla base di parametri come la qualità, la tempestività, la copertura e il costo del dato». Partner di Augeos nel progetto per Banco BPM è SIX Financial, multinazionale e financial information provider di livello mondiale. «La filiale italiana è diventata nostra partner nel 2006, per il servizio VDF Plus. AT Master è nato come soluzione integrata con VDF Plus, prodotto in house da Augeos. Siamo assolutamente soddisfatti di questa partnership, ormai più che collaudata e ispirata alla qualità e affidabilità». Tra gli sviluppi per il futuro, invece, per Cugusi sarà fondamentale tenere la traccia digitale e lo storico delle modifiche effettuate dagli information provider in modo da soddisfare le richieste di audit, mentre «si sta lavorando anche sugli algoritmi avanzati per il riconoscimento automatico dei dati».

Decio Panessa, senior account manager della filiale italiana di SIX Financial Information spiega che la branch locale della multinazionale specializzata nel campo dell’information providing è stata aperta a fine anni 90 «per servire il mercato italiano, che si stava internazionalizzando». SIX Financial Information è un fornitore globale di dati di borsa ai mercati finanziari, con particolare focus nel settore banking. Ha una presenza mondiale ed è uno dei primi provider in Europa. «In estrema sintesi, raccogliamo, normalizziamo, distribuiamo dati di mercato e dati anagrafici di alta qualità  ai nostri clienti» – spiega il manager. «Siamo partiti come filiale italiana nel 1996 e da allora siamo cresciuti, arrivando oggi a fatturare oltre i 12 milioni di euro. Praticamente, tutte le grandi banche italiane e Centri Servizi utilizzano i nostri servizi, che si collocano a monte delle svariate implementazioni tecnologiche messe in campo per usufruire nel miglior modo possibile dei dati che noi forniamo. Una delle ultime storie di successo è appunto quella del Banco BPM».


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Semplificare la complessità

Il cliente cercava un servizio per disporre di informative di dati di Borsa che fosse in grado di creare un unico repository di informazioni per alimentare una serie di applicazioni. «AT Master nasce dall’expertise applicativa e di trattamento delle informazioni di VDF Plus che avevamo sviluppato insieme ad Augeos. Il core di quella soluzione è stato reso disponibile al Banco Popolare, ora Banco BPM, che l’ha preferito ad altri prodotti in fase di software selection per una serie di motivi» – sottolinea Panessa. Tra questi la flessibilità e la velocità, che si traducono poi in efficienza per l’azienda. «Banco Popolare ha individuato in AT Master la soluzione ideale per elaborare e processare i dati anche nelle ore notturne. Questo prodotto è stato in grado di adattarsi alle esigenze del cliente e di seguirlo nella sua evoluzione, anche durante la fusione che lo ha portato a diventare Banco BPM. In questo senso, si può forse pensare anche a un prodotto software come a un organismo vivente, che respira e cresce in armonia con l’azienda». Il Master si interfaccia con i principali information provider di rilevanza per le attività della banca, acquisendo dati in settori specifici oltre a quelli che provengono da SIX Financial Information. In questo modo, il software è diventato punto di riferimento per Banco BPM per tutte le attività di anagrafica titoli. «L’obiettivo del cliente è di ottenere il “golden record”, ovvero il dato più preciso possibile sulla base del confronto con diversi fornitori di dati, e in questo modo alimentare in modo semplice e con i dati corretti il back-office, e non solo, delle banche clienti». I plus della soluzione sono molti, dalla copertura a 360 gradi delle fonti informative richieste, alla creazione di un solo repository centralizzato, che significa semplificare la complessità degli strumenti ed efficientare il lavoro. «Come SIX Financial siamo specialisti nella fornitura di dati di rilievo globale e conosciamo bene i mercati mondiali. Offriamo un insieme di competenze che ci colloca tra i primi gruppi al mondo, mentre Augeos è specializzata nella parte tecnologica ed è in grado di fornire soluzioni tailor-made. Inoltre, è guidata da due professionisti, Claudio Ruffini e Carlo Cugusi, con cui lavoriamo da anni, che conoscono molto bene il mondo dei servizi finanziari. Credo che SIX e Augeos insieme siano il mix perfetto per soddisfare le esigenze di un mercato sempre più complesso».

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Banca UBAE – La gestione del rischio targata Augeos https://www.datamanager.it/2016/11/banca-ubae-la-gestione-del-rischio-targata-augeos/ Tue, 15 Nov 2016 09:21:57 +0000 http://www.datamanager.it/?p=113591 Il progetto di una piattaforma flessibile e integrata e il supporto di Augeos: un partner tecnologico esperto in tutte le fasi dell’implementazione. La soluzione ideale per una banca aperta al futuro e una gestione completa dei rischi operativi e rischi IT Banca UBAE nasce nel 1972 come “Unione delle Banche Arabe ed Europee.” L’obiettivo attuale è […]

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Il progetto di una piattaforma flessibile e integrata e il supporto di Augeos: un partner tecnologico esperto in tutte le fasi dell’implementazione. La soluzione ideale per una banca aperta al futuro e una gestione completa dei rischi operativi e rischi IT

Banca UBAE nasce nel 1972 come “Unione delle Banche Arabe ed Europee.” L’obiettivo attuale è quello di sviluppare le relazioni commerciali, industriali ed economiche tra l’Europa e i paesi dell’Africa del Nord e Sub-Sahariana, del Medio Oriente, del Sub Continente Indiano e dei paesi ex CIS. Gli azionisti di Banca UBAE includono i principali gruppi bancari libici, marocchini e italiani: Libyan Foreign Bank, Banque Centrale Populaire, Banque Marocaine du Commerce Extérieur, Unicredit, e Intesa San Paolo e importanti istituzioni finanziarie italiane: Sansedoni Siena spa, Gruppo ENI (ENI Adfin) e Telecom Italia. «Abbiamo una operatività in oltre 50 paesi con il supporto di un’ampia rete di banche corrispondenti» – spiega a Data Manager il Dr. Enrico Pilotti, responsabile direzione organizzazione & IT di Banca UBAE. I principali servizi offerti alla clientela che opera con l’estero sono: finanziamenti all’esportazione, lettere di credito, SBLCs, risk sharing, garanzie, finanza, sindacazioni commerciali e finanziarie e assistenza professionale nei paesi esteri presidiati da una rete di consulenti locali. «Ora ci stiamo aprendo moderatamente anche verso il retail con servizi e prodotti innovativi e diversificati».

Le esigenze e la scelta del partner

«Per quanto riguarda il sistema informatico, a partire dal 2000, è stato scelto un servizio di full outsourcing sebbene, al contempo, si sia deciso di mantenere all’interno una adeguata infrastruttura tecnologica finalizzata alla gestione autonoma delle esigenze informative avanzate dai vari servizi interni. Nella struttura organizzativa IT sono pertanto presenti risorse con adeguati skills in grado di implementare, anche con la collaborazione di partner tecnologici, soluzioni customizzate» – continua Enrico Pilotti. Per quanto attiene il portafoglio progetti in corso di implementazione, il tema della governance dei rischi è sicuramente un argomento su cui la banca ripone particolare attenzione e dove sta investendo. L’obiettivo è quello di poter disporre di strumenti, processi e strutture organizzative adeguate a monitorare e controllare le esposizioni di rischio e a prevenire / gestire eventuali incidenti. La principale spinta al cambiamento è stata impressa dal recepimento della normativa 285/2013 della Banca d’Italia dove si raccomandano una serie di attività volte, soprattutto nell’ambito IT, a definire policy, ad adottare strumenti/soluzioni e a rivedere processi. Viene introdotto un nuovo modo di intendere il concetto di governance e management del rischio con una particolare attenzione alle best practices e agli standard internazionali.

«Le banche sono state chiamate a una profonda revisione del completo processo del rischio: dall’analisi e la metodologia fino ai processi interni. Come Banca UBAE, abbiamo inizialmente cercato un partner di primo piano al quale rivolgerci, facendo anche riferimento a importanti analisti quali Gartner e Forrester. Dopo un primo screening, i cui parametri hanno tenuto conto delle specificità della banca, del sistema informatico in outsourcing e della adeguatezza delle soluzioni proposte (integrazione con i sistemi) nonché di una attenzione agli investimenti necessari, la selezione si è ristretta a cinque società tutte con soluzioni estremamente valide. Alcune società leader di settore hanno riscontrato la nostra RFP con soluzioni molto articolate ma la complessità nell’integrazione con il sistema informatico della banca e i costi da sostenere (nonché i tempi di realizzazione) ne hanno sconsigliato l’adozione. La banca, quindi, ha ridimensionato il progetto iniziale e si è quindi concentrata sulle proposte di un GRC (Governance, Risk & Compliance) che avesse un buon rapporto tra i costi e le funzionalità rilasciate, elevata usabilità e facile implementazione, oltre che possibilità di evoluzione dell’esistente prodotto. Augeos offriva tutti i requisiti che cercavamo: uno tra questi un framework, anche flessibile, aperto e customizzabile, una piattaforma elastica e disponibile ad accompagnare la banca nelle fasi di introduzione e deployment del prodotto, con particolare attenzione alla sua integrazione con il sistema di gestione dei processi» – ha evidenziato Enrico Pilotti.


#BancaUbae con #Augeos per una gestione completa del #rischioIT
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Visione totale della banca

«Riteniamo che la soluzione dei rischi operativi e il modulo per i rischi IT che stiamo sviluppando insieme a Augeos, siano compliant agli standard richiesti dalla normativa. Il modulo rischi operativi è stato già rilasciato ed entro la fine di ottobre 2016 è stato completato il primo rilascio del modulo AIT Risk per la gestione dei rischi informatici» – spiega Enrico Pilotti. «La seconda fase, fondamentale, del progetto che si concluderà nel 2017, vedrà l’integrazione con il modulo di analisi dei rischi operativi, un prodotto anch’esso targato Augeos. L’obiettivo finale è disporre di un sistema integrato di governance dei processi e dei rischi operativi. Riteniamo Augeos un partner ideale che ci possa accompagnare negli stage di sviluppo, implementazione, customizzazione e infine manutenzione della piattaforma, il tutto anche rispettando criteri di convenienza economica che hanno in ogni caso il loro peso» – continua Enrico Pilotti. Naturalmente, a parte la componente tecnologica, in tutto questo processo il management aziendale gioca un ruolo di primo piano per il successo della nuova piattaforma.

La gestione del rischio

AIT Risk è la soluzione targata Augeos per la gestione completa dei rischi e dei controlli focalizzata sugli asset IT, e fa parte della suite GRC (Governance, Risk & Compliance) per la gestione dei rischi aziendali prodotta dalla software house di Rivoli, nata nel 2005 da un’idea di Claudio Ruffini (presidente) e Carlo Cugusi (attuale amministratore) per offrire soluzioni informatiche ad alto valore aggiunto nel campo del risk management, compliance, legal e audit.

AIT Risk di Augeos recepisce le disposizioni di vigilanza prudenziale di Banca d’Italia in materia di sistema dei controlli interni, sistema informativo e continuità operativa con l’obiettivo di valutare il rischio informatico e la correlazione con la gestione del rischio operativo. Le disposizioni della normativa recepiscono, inoltre, le raccomandazioni della Banca Centrale Europea per la sicurezza delle transazioni bancarie via Internet.

Identificare i rischi e mappare i processi

L’IT Risk, ovvero il rischio di incorrere in danni economici, di quote di mercato e di reputazione legati all’utilizzo degli strumenti di information & communication technology, è un ambito correlato sia ai rischi operativi di un’azienda sia ai rischi reputazionali e strategici. Un corretto approccio alla gestione del rischio IT deve, inoltre, prendere in considerazione il contesto interno, come l’assetto organizzativo, unitamente a quello esterno, come l’evoluzione a livello di normativa e il progresso tecnologico.

Il metodo di analisi applicato da Augeos per identificare e gestire i rischi IT si basa su un processo di risk assessment e un processo di risk management, in cui gli step principali vanno dall’identificazione dei rischi potenziali alla mappatura dei processi aziendali, dalla valutazione dei rischi al sistema di monitoraggio, fino alle azioni di mitigation. Oltre a rilevare e monitorare il rischio IT, AIT Risk di Augeos effettua l’archiviazione e l’analisi degli incidenti IT e consente di gestire le azioni di mitigation, supportando in questo modo anche la leadership interna dell’azienda. Il prodotto si basa su un approccio funzionale che permette di avere «una vista personalizzata dei rischi IT e la gestione dei controlli per ciascuna funzione aziendale competente», utilizzando un framework proprietario conforme agli aggiornamenti della circolare 285/2013 della Banca d’Italia e compatibile con il framework COBIT 5 e lo standard ISO 27001.

Aperti al futuro

«Come Banca UBAE seguiamo sempre con attenzione gli sviluppi e le ultime novità tecnologiche sul mercato» – prosegue Enrico Pilotti. Gli istituti finanziari hanno infatti moltiplicato i punti di contatto con la clientela attraverso il mondo del web, per aprirsi al futuro e venire incontro alle aspettative dei Millennials. Se da un lato questo è irrinunciabile, in quanto moltiplica le opportunità di crescita e di business con le nuove generazioni, dall’altro però anche le superfici d’attacco aumentano esponenzialmente. «Siamo interessati alle evoluzioni tecnologiche di strumenti come il CRM strategico e, anche per la tipologia di clientela in portafoglio, ad acquisire soluzioni che favoriscano il contatto con la clientela e rendano più facile e decentrata l’iterazione con la banca. Gli strumenti, ovviamente, sono quelli che si basano su piattaforme internet ma è evidente che anche in questo caso la sicurezza e i rischi sono i due temi che si ripetono prepotentemente. «La Banca ha sicuramente l’intenzione di preservare gli investimenti IT sino ad ora portati a compimento e di continuare a interagire con partner qualificati che le stanno permettendo di raggiungere importanti obiettivi. Si vuole infatti continuare a offrire, sia agli azionisti che alla clientela, le migliori garanzie sul successo e la serietà dei servizi che mettiamo a loro disposizione» – conclude Enrico Pilotti.

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Data quality, CIO sotto pressione https://www.datamanager.it/2016/09/data-quality-cio-pressione/ Tue, 20 Sep 2016 09:20:15 +0000 http://www.datamanager.it/?p=109296 Quantità o qualità? I dati nelle aziende sono tantissimi, ma sono affidabili? Quasi un progetto su due fallisce per carenza di qualità dei dati. I CIO avvertono la necessità di integrare il data quality nei processi aziendali e di attuare una coerente strategia di data governance Nelle aziende vengono accumulati numerosi dati, spesso senza che […]

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Quantità o qualità? I dati nelle aziende sono tantissimi, ma sono affidabili? Quasi un progetto su due fallisce per carenza di qualità dei dati. I CIO avvertono la necessità di integrare il data quality nei processi aziendali e di attuare una coerente strategia di data governance

Nelle aziende vengono accumulati numerosi dati, spesso senza che siano sfruttati nel migliore dei modi: nei diversi archivi sono nascoste opportunità che dovrebbero essere esplorate, valorizzandole, attraverso una corretta strategia di investimento. Una visione comune, riduttiva, valuta i dati come strumento per tagliare i costi e per ottimizzare i processi: invece, soprattutto negli ultimi anni, l’analisi dei dati può portare a importanti ritorni economici. Fino a pochi anni fa, i dati erano usati solo come base per soluzioni aziendali di supporto alle varie business operations, utili ai fini decisionali; oggi, invece, nell’era dei Big Data, i vari settori di business si chiedono come utilizzarli al meglio per creare nuovi prodotti e servizi, come collaborare con altre organizzazioni per condividerli e creare nuove iniziative.


#DataQuality Paola Pomi #SinfoOne Come leggere attraverso la complessità
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La gestione dei dati è un primo, importante, passo nelle iniziative di Big Data o uno dei prerequisiti di ogni progetto analitico. Le aziende si stanno concentrando sui vantaggi ottenibili dall’analisi di enormi moli di dati, ma non possono perdere di vista le complessità associate alla loro acquisizione, alla loro preparazione e alla loro qualità. Infatti, la domanda crescente di analisi su larga scala aumenta la necessità di una corretta governance dei dati e della garanzia di qualità dei dati stessi: è chiaro che i Big Data non esisterebbero senza il data quality. Ed è altrettanto chiaro che per avere dati accurati e utilizzabili nei progetti, il data quality va integrato in ogni fase del ciclo di produzione e distribuzione dei dati: dal momento in cui il dato viene creato, o caricato, poi nei successivi punti di integrazione, scambio o arricchimento, fino al punto immediatamente precedente a dove il dato sarà caricato all’interno dei sistemi di destinazione.

Per Paola Pomi, direttore generale di Sinfo One, la certezza di informazioni è cruciale per prendere decisioni efficaci e quindi per la buona salute delle aziende. «Fare data quality risponde a due esigenze sempre più sentite dalle aziende. La prima è gestire la complessità in costante aumento. I manager devono prendere decisioni intelligenti nel vero senso del termine: “intellegere” o leggere attraverso la complessità. La complessità è data da fattori sia interni – organizzativi, di processo e così via – sia esterni come espansione di mercato, servizi e prodotti diversificati per clienti più esigenti, e altro ancora. Una possibile chiave per leggere in modo diverso gli eventi la si può trovare nell’interpolazione di dati interni con fonti esterne. La seconda è la velocità: non ci si può più permettere di avere il conto economico cinque giorni dopo la fine del mese, o il lusso di ricostruire il dato a mano su Excel. Le informazioni per governare – continua Paola Pomi –  servono in tempo reale, o addirittura, in anticipo! Inoltre i sistemi devono evidenziare solo le anomalie nei dashboard dei manager, con la possibilità di analisi in drill immediata e di condividere osservazioni sul dato con altri. Il primo step dei nostri progetti è quello di condividere con i clienti un concetto fondamentale: la qualità dei dati non può ridursi a un esercizio tecnico, ma deve partire dalle sfide quotidiane del management». Infatti, si stima che quasi un progetto strategico su due fallisca a causa di scarsa qualità dei dati. Se i dati sono imprecisi, lo saranno anche tutte le analisi che seguiranno, in una logica che negli Stati Uniti viene chiamata Garbage in / Garbage out: se in input ho dei dati “spazzatura”, questi vengono elaborati in maniera acritica, ottenendo come risposta risultati “spazzatura”. Fare data quality porta quindi ritorni dell’investimento sia qualitativi sia quantitativi.


#DataQuality Giancarlo Vercellino @IDCItaly In forte crescita la domanda di soluzioni
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Secondo gli esperti di IDC, i dati non saranno mai puliti e corretti al cento per cento. Le organizzazioni hanno bisogno di sapere quanto sono non precisi i loro dati, al fine di regolare il grado di fiducia e di rischio associato con l’utilizzo dei dati. I vendor specializzati possono aiutare non solo negli sforzi di pulizia, ma anche nella misurazione della pulizia stessa. Gli strumenti a disposizione rendono più semplice scoprire se ci sono imprecisioni sui dati, permettendo di esaminarle a fondo con delle preview sui dati, fornendo la possibilità di impostare un processo replicabile per mantenere un elevato livello di qualità, con la possibilità di lavorare dove risiedono i dati, senza la necessità di spostarli: in questo modo le operazioni sono più veloci ed efficienti, e non si mettono a rischio i propri dati sensibili. È molto importante comprendere come il data quality non sia qualcosa che si fa una volta sola, ma è un processo continuo, da integrare negli altri processi aziendali che producono dati. Il data quality non può prescindere dalla data governance, una pratica aziendale che allinei strategia sui dati con le strategie aziendali, orchestrando persone, processi e tecnologie di gestione del dato.

Secondo Giancarlo Vercellino, research & consulting manager di IDC Italia, la domanda di soluzioni per il data quality è in crescita: «Le organizzazioni sanno di avere problemi di qualità dei dati, ma non sanno come misurare la pulizia dei dati, e sanno che qualcosa deve essere fatto al fine di prendere migliori decisioni basate sui dati. C’è stata anche una presa di coscienza che il data quality inizia con i master data, domini di dati che includono persone, luoghi e cose di cui le organizzazioni si preoccupano. Il mercato sta rispondendo: stiamo vedendo che le soluzioni domain-specific crescono a un ritmo più veloce rispetto a soluzioni per il data profiling e alle tecnologie match / merge». IDC prevede che i segmenti per il data quality nel mercato dell’integrazione dei dati e del software di accesso avranno un tasso di crescita annuo composto (CAGR) di 7,9% fino al 2019. Il segmento di software di qualità dei dati domain-specific è previsto in crescita, nello stesso periodo (2014-2019), con un CAGR del 9,6%. Il segmento generale del software per il data quality ha un CAGR previsto del 6,2%.


#DataQuality Brad Hathaway @SASitaly Un processo continuo che coinvolge non solo l’IT
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DATA QUALITY INTEGRATI

Quanta importanza danno le aziende ai progetti di data quality? Secondo Brad Hathaway, regional advisory technical manager data management di SAS, di frequente i progetti di data quality sono visti come leve da attivare quando emergono problemi, magari per gestire dati sbagliati o non precisi. «La strategia di data quality – invece – è un processo continuo che coinvolge tutte le funzioni aziendali poiché è fondamentale che la qualità dei dati sia garantita in ogni momento. Pertanto, gli strumenti di data quality – mette in evidenza Brad Hathaway – vanno sfruttati in tutte le fasi del ciclo di produzione e distribuzione dei dati, dall’ingresso del dato in azienda fino alla generazione dell’output». Dello stesso avviso è Andrea Maderna, South Europe general manager di BOARD International SA. Secondo la sua esperienza, ricavata sul campo in numerosi clienti, «un progetto di data quality deve richiedere da un lato la realizzazione di interventi puntuali su modello organizzativo, processi e strumenti, e dall’altro l’evoluzione dell’architettura applicativa con l’obiettivo di garantire la qualità, l’affidabilità e la coerenza interna dei dati attraverso l’introduzione di strumenti come BOARD». Ovviamente, tale attività di data quality permette alle aziende di rilevare le anomalie in essere, introducendo due momenti di controllo: «Controlli ex ante sui sistemi origine del dato (per esempio ERP, legacy, motori di controllo di gestione) e controlli ex post sui sistemi destinatari che permettono poi di rappresentare il dato in modo semplice e immediato ad esempio con uno strumento evoluto di BI come BOARD».

Per avere successo, questi progetti devono essere accompagnati da un’organizzazione chiara, come ci spiega Alberto Scavino, amministratore delegato di Irion che ha realizzato molti progetti di data quality in ambito finance. I punti chiave sono tanti: «Prima di tutto, un quadro organizzativo di ruoli, processi e procedure ben strutturato, con forte commitment del management. Ma non è sufficiente. Parliamo di business data quality con dati qualificati in relazione ai contesti di utilizzo e non di semplici controlli tecnici. Inoltre, il software deve avere un approccio agile a regole (molto sofisticate, flessibili e definibili da utenti business) per acquisizione, trasformazione e controllo dei dati (per controlli andamentali o riconciliazioni contabili-gestionali)». Non solo. «Sono fondamentali sia un laboratorio, per simulare i controlli su dati veri e verificarne correttezza ed efficacia, sia la documentazione completa, automatica e aggiornata delle regole del progetto, anche in linguaggio naturale».


#DataQuality Andrea Maderna @BOARDItalia L’evoluzione dell’architettura applicativa
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COME VALUTARE I BENEFICI

L’importanza dell’impegno in azienda verso la qualità dei dati è sottolineato anche da Mauro Tuvo, principal consultant information management di System Evolution per il quale è necessario innanzitutto che la qualità dei dati sia un impegno di tutta l’azienda, non solo del comparto IT. «Il principale fattore di successo di un progetto data quality è la partecipazione attiva di rappresentanti di tutte le aree coinvolte nella gestione di quei dati, IT e non» – dice Tuvo. Un altro aspetto da garantire è l’efficienza: «È preferibile concentrare l’attenzione su un ambito informativo e sui suoi processi più significativi, identificandone i dati più rilevanti, concentrando su di essi gli interventi sia di controllo sia di miglioramento. Questo approccio consente di ottenere buoni risultati in tempi e con sforzi sostenibili, lavorando per moduli progettuali all’interno di un piano complessivo» – continua Tuvo. «Ogni modulo si concentra su un ambito specifico e ha l’obiettivo di proteggere prioritariamente i dati più rilevanti per i processi selezionati in base alla loro criticità. È poi necessario che questi progetti vengano condotti secondo un unico standard operativo, che definisce ruoli e responsabilità (data owner, process owner, system owner e così via), tecniche di controllo e miglioramento, Key Quality Indicator, da applicare in tutti gli interventi».


#DataQuality Alberto Scavino #Irion Processi, soluzioni ma anche un forte commitment
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Poter valutare i benefici di questi progetti è importante anche per Riccardo Brandinelli, innovation manager di Altea UP. «Il mercato ci sta dimostrando che stiamo vivendo un’era in cui la crescita tecnologica è più rapida della capacità dell’uomo di generare nuove idee. I progetti di data quality sono la dimostrazione di quanto sia importante definire con chiarezza i benefici attesi con dei chiari KPI di valutazione del risultato, definire l’ambito e la strategia di governo a breve/medio termine nonché la gestione dei processi aziendali approfondendone aspetti tecnologici e operativi». Se valutare i benefici e i KPI è relativamente semplice e oggettivo, la valutazione della qualità dei dati è relativa, definita dalla business unit che utilizza i dati. È quanto ci dice Angelo Cian, responsabile soluzioni di business intelligence di Zucchetti: «Poiché la “qualità” è spesso una valutazione relativa che viene definita da chi deve utilizzare il dato, in Zucchetti ci siamo posti l’obiettivo di generare informazioni mediante un processo guidato dall’utente stesso e, se possibile, confrontando più fonti. In sostanza, se al cliente è chiaro fin dall’inizio quali informazioni sono necessarie per prendere le decisioni migliori in relazione al suo business, allora il progetto di data quality avrà buone probabilità di successo».


#DataQuality Mauro Tuvo #SystemEvolution Come valutare i benefici in modo chiaro
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I SETTORI PIÙ INTERESSATI

I progetti di data quality sono trasversali a ogni industry. Come conferma Hathaway di SAS, avere a disposizione dati puliti e di qualità va a vantaggio di tutte le tipologie di imprese, indipendentemente dal settore di mercato e dalle dimensioni. Non solo. «Adottare una strategia di data quality si traduce in un ritorno dell’investimento grazie a dati attendibili e privi di errori su cui contare per prendere le decisioni di business». Dello stesso parere è Tuvo di System Evolution: «Operiamo principalmente nel mercato bancario e assicurativo, dove norme e regolamenti sono sempre più stringenti, ma siamo convinti che l’applicazione di un approccio sistemico alla qualità dei dati può produrre benefici anche in altri settori, per esempio le utility, la PA, la Sanità». Sulla stessa lunghezza d’onda Brandinelli di Altea UP che parlando di data quality focalizza l’attenzione al mondo social dove sono presenti informazioni destrutturate e ridondanti. «In questi termini è fuorviante pensare che i temi di data quality siano rilevanti esclusivamente per società che interagiscono con il consumatore finale». Infatti, a un’attenta analisi – continua Brandinelli – «si scopre che queste attività sono fondamentali per tutti i nostri clienti indipendentemente dal mercato in cui operano o dalle dimensioni dell’organizzazione. Nel momento storico in cui ci troviamo a operare, l’unico limite è dato dalla predisposizione delle società a intraprendere un processo di digital transformation in cui il miglioramento delle informazioni è finalizzato alla conoscenza approfondita del proprio target di riferimento».


#DataQuality Riccardo Brandinelli @AlteaUp Definire la strategia e misurare i risultati
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Secondo Scavino di Irion, i settori più interessati sono «banche, assicurazioni e società finanziarie, soggette alla vigilanza. Anche retail, telco e le energy utilities sono sensibili al tema». Interessante anche l’utilizzo nel risk management, spiegato da Claudio Ruffini, presidente di Augeos: «Sempre più spesso si parla di metodologie per il data quality risk management e ciò testimonia la centralità della qualità dei dati nella moderna governance dei rischi. Diversi sono i framework di riferimento sul data quality, ma di particolare efficacia sembrano i metodi Process Driven che uniscono alle metriche di misurazione della qualità dei dati anche l’analisi dei processi che gestiscono tali dati. Ancora poco si è fatto sull’analisi della catena degli eventi che possono accadere e sull’analisi cause – conseguenze in una risk analysis, utilizzando una Process Asset Event Map. Infatti, è utile correlare gli effetti della scarsa qualità dei dati con i possibili costi o eventi di rischio operativi nei processi correlati costruendo dei veri e propri Key Quality Risk Indicator che possono incidere negativamente sulle performance del processi. Alla base di questi tipi di analisi, vi è una corretta correlazione tra gli obiettivi di qualità dei dati e gli obiettivi dei processi che gestiscono questi dati».

IL DATA QUALITY IN DUE AZIENDE

Ci spiega Cian di Zucchetti: «Il commercio elettronico è uno dei settori più attivi in questo ambito. Il nostro cliente 7Pixel – che è una società leader nel mercato italiano e tra le principali in quello spagnolo nell’ambito della comparazione prezzi con portali come Trovaprezzi.it e nello shopping online con siti come Shoppydoo.it – ha sviluppato un progetto di data quality integrando diverse soluzioni Zucchetti. Con Infinity CRM è stato ottimizzato l’intero flusso di selezione, acquisizione e monitoraggio dei negozi virtuali affiliati: da un semplice cruscotto è possibile verificare sia la situazione contabile-amministrativa sia le informazioni commerciali relative al singolo “merchant”. L’integrazione con l’ERP Ad Hoc Infinity permette di gestire in maniera meccanizzata la generazione di documenti contabili dei singoli negozi online, mentre Infinity DMS ne rende possibile la condivisione alle differenti funzioni aziendali, facilitando la gestione operativa. Infine grazie a InfoBusiness, la soluzione Zucchetti di business intelligence, 7Pixel ha un valido supporto per il monitoraggio dell’andamento aziendale e per orientare in modo più consapevole le proprie decisioni strategiche». Maderna di BOARD International SA descrive così un progetto di data quality nel settore bancario: «Un nostro cliente strategico del settore bancario ha implementato un progetto completo di controllo di gestione, creando un potente ambiente d’analisi multidimensionale per la valutazione della redditività dei clienti, della strutturazione dei portafogli e dell’andamento delle visite commerciali. Da queste parole si può facilmente intuire come sia fondamentale aumentare accuratezza, attendibilità, completezza, consistenza e coerenza dei dati. L’analisi di dati errati potrebbe portare a decisioni assolutamente negative con potenziali perdite di clienti e opportunità di business».


#DataQuality Angelo Cian @ZucchettiSpa Come definire la qualità a partire dall’utente
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COME ADOTTARE UNA STRATEGIA DI DATA QUALITY

La complessità di questi progetti è tale che gli strumenti informatici, per quanto sofisticati, non sono sufficienti. Occorrono soprattutto metodologie e capacità di data governance, come ci dice Hathaway di SAS: «Abbiamo notato che i nostri clienti ottengono vantaggi significativi adottando una strategia di data quality che comprende tutto il ciclo di vita del processo: dalla profilazione alla standardizzazione, dal matching al monitoraggio della qualità dei dati. Inoltre, la pulizia dei dati avviene nel luogo in cui si trovano le informazioni, senza necessità di esportazione. Tutto questo si traduce in un alto livello di qualità dei dati per supportare le iniziative di business e le decisioni critiche aziendali». Alcune delle aziende che operano nel settore ci hanno descritto, brevemente, la loro offerta nel data quality, fatta di consulenza, metodologia e servizi di supporto. Spiega Tuvo di System Evolution: «In quest’ambito ci proponiamo come fornitore end-to-end. Negli ultimi cinque anni abbiamo realizzato più di centotrenta progetti di data quality e data governance, abbiamo progettato master plan, redatto policy di data quality, disegnato e implementato impianti di controllo, realizzato interventi per la rimozione strutturale delle cause di non qualità».


#DataQuality Ruffini #Augeos La centralità della qualità nella governance dei rischi
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Suggerendo nuovi spunti e idee per il controllo dei processi aziendali, Brandinelli di Altea UP ci spiega come la società sia di supporto «nell’armonizzare le complessità tecnologiche, fornendo gli strumenti necessari al mantenimento nel tempo della qualità delle informazioni». E parlando di metodologia, Ruffini di Augeos aggiunge: «Abbiamo sviluppato una metodologia di Data Quality Risk, frutto di un progetto di ricerca fatto in collaborazione con la Bicocca di Milano in grado di calcolare la soglia oltre la quale un Key Quality Risk Indicator può segnalare un problema operativo, partendo proprio dall’analisi degli eventi di rischio operativo». Consulenza e servizi sono i punti chiave del supporto al cliente. Tra gli strumenti, Scavino di Irion cita le soluzioni «IrionDQ, gli RTG Add-On per Data Integration, Business & Control Rules, Metadata Catalog & Lineage, Key Business Indicator» – e conclude: «I nostri servizi danno la copertura completa dei processi di data quality, incluse funzionalità di data governance e di valutazione di Key Quality Indicator con una metodologia proprietaria molto sofisticata».

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Augeos e Banco Popolare – Insieme nel nome dell’IT https://www.datamanager.it/2016/05/augeos-banco-popolare-insieme-nel-nome-dellit/ Thu, 12 May 2016 09:08:01 +0000 http://www.datamanager.it/?p=101165 L’innovativa soluzione AT Master è stata implementata da Augeos per supportare i servizi del Gruppo bancario, puntando su automazione dei processi e qualità delle informazioni. I prossimi passi sono la navigazione dei dati e nuovi tool di analisi e valutazione Augeos fornisce servizi e soluzioni IT ad alto valore aggiunto nei segmenti del risk management e […]

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L’innovativa soluzione AT Master è stata implementata da Augeos per supportare i servizi del Gruppo bancario, puntando su automazione dei processi e qualità delle informazioni. I prossimi passi sono la navigazione dei dati e nuovi tool di analisi e valutazione

Augeos fornisce servizi e soluzioni IT ad alto valore aggiunto nei segmenti del risk management e data providing, con un portafoglio clienti che comprende tra gli altri Intesa SanPaolo, Mediobanca, Cedacri Banco Popolare e Societè Generale. La value proposition di Augeos poggia su tre pillar: informazioni complete e aggiornate per ogni ambito di applicazione, esperienza e competenza dei team di professionisti e tecnologia all’avanguardia. Fin da subito, l’azienda si specializza nello sviluppo di servizi e soluzioni software innovativi, rivolti prevalentemente al mondo Finance & Banking. La società nasce nel 2005 a Rivoli, in Piemonte, fondata da Claudio Ruffini e da Carlo Cugusi, attuale amministratore che racconta a Data Manager il progetto realizzato con il Gruppo Banco Popolare e basato su AT Master, la soluzione dipartimentale proposta da Augeos per l’amministrazione anagrafica centralizzata di strumenti finanziari, mercati e società.


#ATMaster la soluzione di #Augeos per supportare i servizi e processi di #BancoPopolare
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Un unico repository per i dati anagrafici degli strumenti finanziari

Si tratta di una piattaforma in produzione presso il Banco Popolare, che viene utilizzata per erogare prezzi e dati anagrafici consultabili o integrabili nelle banche dati (procedure di back office, risk management, gestione portafogli, trading) dei clienti. «Augeos, grazie alla sua esperienza specifica nel campo dell’integrazione delle informazioni anagrafiche degli strumenti finanziari, propone una soluzione dipartimentale di rapida implementazione e con un approccio pratico e concreto» – spiega Cugusi. Le esigenze di business erano chiare e predeterminate fin dall’inizio: «Confrontare la qualità dei dati di differenti information provider e scegliere quello più corretto. Verificare l’integrabilità a livello di tempi e costi dell’information provider scelto all’interno dei propri sistemi informativi. Validare le funzionalità del software di master anagrafico e alimentare infine con le informazioni necessarie la procedura di back office titoli e acquisire il totale controllo delle informazioni veicolate alla procedura titoli. AT Master è collegato a diversi provider d’informazione e raccoglie i dati in un unico database, gestisce e amministra tali dati distribuendoli in automatico ad altre procedure con differenti logiche e formati. In questo modo, si crea un unico repository per i dati finanziari, che vengono gestiti in modo centralizzato, si snellisce il back-office e si automatizza il reperimento di informazioni aggiornate e garantite.

Obiettivi e tempi di realizzazione

La partnership tra due realtà leader di mercato, come appunto Augeos e il Gruppo Banco Popolare, ha consentito che il progetto venisse portato a termine in tempi brevi e con i risultati attesi. Per raggiungere questo traguardo, oltre alla necessaria expertise tecnica occorre una forte leadership imprenditoriale. «Lo sviluppo di una soluzione estremamente specializzata – continua Cugusi – ha bisogno, oltre che della competenza tecnica e di settore del team di sviluppo e analisi, anche della leadership di una primaria realtà bancaria, quale il Banco Popolare, che apporti la giusta dose di concretezza e praticità a quelle che altrimenti rimarrebbero delle analisi e delle proposte di sviluppo, consentendo così di passare dalla teoria alla pratica delle azioni operative. In questo modo il prodotto si è arricchito dell’esperienza legata alla operatività quotidiana dell’amministrazione titoli». Nell’ambito dell’IT per i servizi finanziari, forse mai come oggi, è avvertita l’urgenza della massima efficienza ed elasticità. Augeos si propone di aiutare i clienti a integrare maggiormente, migliorare oppure sostituire le proprie fonti informative, grazie alla adozione di processi organizzati e molto specialistici. «Vogliamo restare leader facendo squadra con i nostri clienti e  agendo insieme a loro per raggiungere l’eccellenza in termini di qualità ed efficacia nei propri processi core».

Servizi informatici a misura di business

La Società Gestione Servizi BP del Gruppo Banco Popolare nasce il primo aprile 2000 mediante conferimento dei rami d’azienda da parte della BPV SGSBP e del Credito Bergamasco. Tra i momenti più significativi della storia del gruppo ci sono state le integrazioni di BPN e del Gruppo BPI, che insieme al Gruppo BPVN SGSP ha dato origine al Banco Popolare il primo luglio 2007. «La mission della società è di costituire un polo di eccellenza nella fornitura alle aziende del Gruppo dei servizi informatici, amministrativi di back-middle office, logistici e di safety & security, ottimizzando i costi e i processi» – spiega Luca Marini, responsabile servizio applicazioni finanza di Società Gestione Servizi BP del Gruppo Banco Popolare. Questo risultato viene perseguito attraverso varie leve, tra cui le sinergie, le economie di scala, le tecnologie avanzate e la specializzazione delle professionalità. Il tutto sempre guidato da una profonda cultura d’impresa orientata ai risultati e all’innovazione. L’attività di gestione e sviluppo dei sistemi informatici viene svolta con un’attenzione particolare alle soluzioni innovative proposte dal mercato con l’obiettivo non solo di fornire all’utente strumenti avanzati in grado di rispondere tempestivamente alle sempre più articolate esigenze di business, ma anche di cercare le novità tecnologiche per garantire sempre più elevati standard di efficienza e qualità.


#Augeos e #BancoPopolare insieme nel nome dell’IT
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Architettura solida, flessibile e affidabile

Il progetto AT Master svolto in partnership con Augeos rappresenta un traguardo d’eccellenza per il Gruppo Banco Popolare. Il grande tema che il progetto va a indirizzare è quello della qualità del dato, un elemento sempre più cruciale nei processi bancari. «L’obiettivo di implementare un’applicazione di Master Anagrafico risponde all’esigenza di accentrare questi processi di acquisizione e validazione dei dati in modo da assicurare univocità all’interno del sistema informativo nel suo complesso» – spiega Marini. «La procedura è finalizzata quindi a validare i dati presenti nell’anagrafe titoli, utilizzati tra l’altro nell’operatività e nella rendicontazione con la clientela. In modo sistematico vengono effettuati controlli di consistenza e completezza, segnalando gli eventuali disallineamenti o attivando blocchi procedurali nei casi più gravi». Una delle principali sfide che il progetto ha posto è stata la gestione degli aspetti tecnologici legati al dimensionamento del data base e alle performance di navigazione. «La collaborazione con Augeos e la condivisione della soluzione in outsourcing presso la loro server farm ci ha consentito di beneficiare di un’architettura solida, flessibile e di massima affidabilità».

Qualità dei dati per gestire il rischio

ll progetto è complesso e in questa prima fase, dedicata all’ottimizzazione dell’acquisizione e distribuzione del dato, seguirà nel corso di quest’anno il rafforzamento dei processi di controllo e validazione anche attraverso l’integrazione con nuove fonti (infoprovider o banche dati). «L’anagrafe titoli e in particolare la qualità, la tempestività di aggiornamento e la ricchezza dei dati disponibili – continua Marini – si confermano elementi essenziali in moltissimi processi della banca, anche in conseguenza dell’inasprimento del quadro normativo. Metteremo quindi a disposizione del risk management una soluzione per “navigare i dati” e creare un bacino di informazioni utili per analisi e valutazioni. Anche su questo aspetto ci affidiamo alla capacità di Augeos di supportarci nello sviluppo del progetto, mantenendo il livello di eccellenza».

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