Ayming – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Mon, 27 May 2019 12:09:38 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png Ayming – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 I vincitori della 3° edizione dei Business Performance Awards https://www.datamanager.it/2019/05/i-vincitori-della-3-edizione-dei-business-performance-awards/ Mon, 27 May 2019 12:09:38 +0000 http://www.datamanager.it/?p=187496 Ecco i vincitori dei Business Performance Awards organizzati da Ayming, ai quali ha preso parte anche il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia Ha avuto luogo nei giorni scorsi la °3 edizione dei Business Performance Awards, un’iniziativa ideata e organizzata da Ayming, gruppo internazionale di consulenza focalizzato sulle business performance, per celebrare e premiare le migliori […]

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Ecco i vincitori dei Business Performance Awards organizzati da Ayming, ai quali ha preso parte anche il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia

Ha avuto luogo nei giorni scorsi la °3 edizione dei Business Performance Awards, un’iniziativa ideata e organizzata da Ayming, gruppo internazionale di consulenza focalizzato sulle business performance, per celebrare e premiare le migliori performance di aziende internazionali e francesi in termini di risorse umane, innovazione, politica sociale e CSR. Ospite d’eccezione, per rappresentare le imprese italiane il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia.

A seguito di un processo di pre-selezione di 40 progetti ricevuti da aziende a livello globale, Ayming ha proposto 12 candidati alla giuria dei Business Performance Awards, che ha selezionato 5 società vincitrici:

– Costa Crociere – Stefania Lallai, Sustainability and External Relations Director: premiata per un progetto di riduzione del 50% dei rifiuti alimentari a bordo della propria flotta entro il 2020;

– Novamont – Catia Bastioli, amministratore delegato: per lo sviluppo di un modello di bioeconomia volto a una crescita sostenibile;

– Air France/KLM – Benjamin Smith, PDG: per la leadership manageriale dimostrata fin dal suo arrivo a capo del gruppo;

– G7 – Nicolas Rousselet, presidente: per gli importanti investimenti realizzati con successo in nuove tecnologie e sviluppo sostenibile, al fine di far fronte alla concorrenza;

– Korian – Sophie Boissard, direttore generale: perché ha posto al centro della propria azienda le risorse umane, al fine di posizionarsi come leader nell’ambito dell’innovazione HR in Francia.

La giuria ha premiato l’altissima qualità dei progetti delle aziende vincitrici, la loro creatività e l’impegno in termini di performance economiche, ambientali, risorse umane e sociali, così come la loro capacità di anticipare e proiettarsi verso il futuro, all’interno di un contesto europeo in rapida evoluzione.

Il premio conferito a Costa Crociere è stato ritirato da Stefania Lallai, Sustainability and External Relations Director di Costa Crociere, che ha dichiarato: “Con il programma 4GOODFOOD intendiamo dimezzare lo spreco di cibo sulle navi Costa entro il 2020, con dieci anni di anticipo rispetto alla scadenza prevista dall’Agenda 2030 delle Nazioni Unite. È un programma integrato, a 360°, che va dalla revisione dei processi di preparazione dei piatti alla sensibilizzazione e il coinvolgimento degli ospiti e dell’equipaggio, per arrivare fino alle comunità beneficiarie del recupero e della restituzione delle eccedenze. 4GooodFood è stata una sfida, perché nessuno aveva mai realizzato una cosa del genere nel nostro settore. I risultati ci stanno dando ragione: in poco più di un anno dall’implementazione a livello flotta, abbiamo raggiunto il 35% di riduzione dello spreco alimentare a bordo”.

Mentre Novamont è stata premiata per i risultati conseguiti nella promozione di un modello di bioeconomia intesa come fattore di rigenerazione territoriale, basato sulla rigenerazione di siti deindustrializzati, lo sviluppo di catene di value chain agricole a basso impatto e la progettazione di prodotti concepiti per fornire soluzioni a specifici problemi ambientali.

Hervé AMAR, Presidente di Ayming, ha sottolineato: “I Business Performance Awards sono nati per premiare e riconoscere le performance di aziende innovative, creative e impegnate. Secondo la visione di Ayming le performance non vanno riferite solo a una dimensione economica, ma devono essere anche alimentate dai risultati ottenuti in termini di sviluppo tecnologico e impegno sociale e ambientale. Alla luce delle prossime elezioni europee, questa terza edizione è stata anche l’occasione per ricordare che l’Unione europea ha un ruolo chiave da svolgere nel preservare e sviluppare la competitività delle nostre imprese”.

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Legge di Bilancio 2019: tutte le novità https://www.datamanager.it/2019/02/legge-di-bilancio-2019-tutte-le-novita/ Wed, 06 Feb 2019 10:21:39 +0000 http://www.datamanager.it/?p=183366 Legge di Bilancio 2019, credito d’imposta ricerca e sviluppo: quali sono le principali novità? Articolo a firma di Giuseppe Mele, Innovation Manager Ayming È stata approvata lo scorso 30 dicembre la Legge di Bilancio 2019 che introduce significative modifiche al regime vigente per il credito d’imposta ricerca e sviluppo. Lo strumento agevolativo è stato nuovamente […]

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Legge di Bilancio 2019, credito d’imposta ricerca e sviluppo: quali sono le principali novità?

Articolo a firma di Giuseppe Mele, Innovation Manager Ayming

È stata approvata lo scorso 30 dicembre la Legge di Bilancio 2019 che introduce significative modifiche al regime vigente per il credito d’imposta ricerca e sviluppo.

Lo strumento agevolativo è stato nuovamente oggetto di modifiche, alcune peggiorative altre finalizzate a facilitare le attività di controllo, confermando uno degli elementi negativi che caratterizzano l’ecosistema dell’innovazione italiana, ovvero la mancanza di continuità nella definizione di politiche di pianificazione e incentivazione da parte dei decision maker.

Legge di Bilancio 2019: le principali novità

Una prima novità riguarda il ridimensionamento del beneficio massimo ottenibile. Se la Legge di Bilancio 2017 aveva portato il beneficio massimo ottenibile a 20 milioni di euro, la manovra per il 2019 depotenzia il credito d’imposta portando l’importo massimo del bonus che potrà essere fruito da ciascuna impresa a 10 milioni di euro. Questa modifica, in vigore dall’esercizio fiscale 2019, potrebbe essere penalizzante nell’incentivare la ricerca svolta dalle aziende, soprattutto per quanto riguarda la pianificazione degli investimenti da parte delle realtà multinazionali.

Al dimezzamento del beneficio ottenibile si aggiunge anche la rimodulazione delle aliquote di calcolo dell’agevolazione per determinate spese agevolabili, eliminando l’aliquota unica al 50% introdotta dalla legge di Bilancio 2017 e ritornando alla doppia aliquota del 25% e del 50% a seconda della tipologia di spesa.

Nello specifico l’aliquota al 50% è mantenuta per il costo del personale direttamente impiegato in attività di Ricerca e Sviluppo e per i costi sostenuti per la ricerca svolta da università e altri enti equiparati, comprese start-up e PMI innovative.

Si applicherà invece l’aliquota ridotta del 25% per i costi di personale con rapporti di lavoro diversi da quello subordinato (lavoratori autonomi, collaboratori, ecc.) e per le spese di ricerca affidate a soggetti diversi da università, start up e PMI innovative.

Altra novità riguarda nuove voci di costo ammissibili. Se da un lato, come abbiamo visto, la legge di Bilancio 2019 penalizza il beneficio derivante da alcune spese agevolabili, dall’altro include tra le spese ammissibili, anche il costo dei materiali direttamente impiegati nell’attività di R&S e utilizzati anche per la realizzazione di prototipi e impianti pilota. Le imprese infatti non possono prescindere dal sostenere questi costi perché sono basilari per la loro attività di Ricerca e Sviluppo.

Ovviamente la reintroduzione di aliquote differenziate porterà anche all’introduzione di un nuovo meccanismo di calcolo del beneficio andando ad agire direttamente sull’eccedenza agevolabile, individuando la quota a cui applicare l’aliquota del 50% e la quota a cui applicare l’aliquota del 25%.

Con la nuova normativa vengono definiti anche nuovi aspetti formali che devono essere applicati per l’ottenimento del credito d’imposta.

In particolare, viene introdotta la certificazione obbligatoria da parte del revisore legale dei conti per tutti i soggetti beneficiari, mentre prima era prevista solo per le aziende non soggette a revisione contabile. Di conseguenza l’effettiva fruizione del beneficio potrà avvenire solo successivamente all’approvazione del bilancio.

Infine, viene introdotta una relazione tecnica per ogni progetto o sotto-progetto che illustri le finalità, i contenuti e i risultati delle attività di ricerca e sviluppo. Questa relazione deve essere firmata dal Responsabile R&S e dal legale rappresentante della società. In caso di ricerca svolta esternamente all’azienda, a sottoscrivere e firmare la relazione dovrà essere il soggetto terzo che ha eseguito l’attività di Ricerca e Sviluppo.

I cambiamenti introdotti dalla Legge di Stabilità 2019 in materia di credito d’imposta includono quindi sia modifiche di ordine sostanziale sia modifiche riguardanti aspetti formali e documentali. Le prime che includono spese ammissibili, aliquota agevolativa, importo massimo del beneficio e modalità di calcolo, entreranno in vigore a partire dal periodo d’imposta successivo a quello in corso, mentre tutte le altre novità hanno invece avuto effetto già a partire dal periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2018.

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Tutti gli incentivi per ricerca e sviluppo in un tool https://www.datamanager.it/2018/11/tutti-gli-incentivi-per-ricerca-e-sviluppo-in-un-tool/ Thu, 22 Nov 2018 16:11:31 +0000 http://www.datamanager.it/?p=179546 Incentivi per ricerca e sviluppo, ecco “The Benchmark”, uno strumento che consente di comparare i principali incentivi fiscali internazionali  Il Gruppo Ayming, specializzato in Business Performance Consulting, ha presentato in questi giorni “The Benchmark”, strumento che consente di comparare con facilità e rapidità, grazie all’introduzione di una grafica sintetica e smart, i principali incentivi fiscali […]

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Tutti gli incentivi per ricerca e sviluppo in un tool

Incentivi per ricerca e sviluppo, ecco “The Benchmark”, uno strumento che consente di comparare i principali incentivi fiscali internazionali 

Il Gruppo Ayming, specializzato in Business Performance Consulting, ha presentato in questi giorni “The Benchmark”, strumento che consente di comparare con facilità e rapidità, grazie all’introduzione di una grafica sintetica e smart, i principali incentivi fiscali internazionali dedicati alla Ricerca&Sviluppo.

Il tool, disponibile on line, che verrà aggiornato annualmente, è stato studiato dal team internazionale di consulenti in Innovazione dell’azienda ed è arricchito da informazioni specifiche relative alle regole riguardanti gli incentivi fiscali di 14 Paesi, dall’Australia al Canada, dagli Stati Uniti alla Francia, all’Italia (è previsto l’inserimento di altri sette Paesi a breve).

Metriche comparative “ready to use”

Il tema degli incentivi fiscali dedicati alla Ricerca&Sviluppo è molto sentito, ma altrettanto critico da gestire. La necessità di incrementare gli investimenti in questo ambito è confermata sia dalle aziende sia dai governi di diversi Paesi: in molti casi, però, è davvero complesso capire quali siano i processi di tassazione e gli incentivi che ogni nazione ha stabilito di applicare (ogni Paese, infatti, si differenzia per differenti legislazioni, interpretazioni e policy esistenti); allo stesso tempo, le metriche comparative tra i Paesi non sono di facile accesso e comprensione.

“The Benchmark” risponde esattamente a questo bisogno di chiarezza e contenuti, garantendo risposte semplici e soprattutto fornendo una visione complessiva degli incentivi fiscali a livello internazionale, con dati tra loro già standardizzati e comparabili rapidamente.

Il tool messo a disposizione da Ayming attraverso “The Benchmark” è abilitatore del business sia delle aziende di grande dimensione sia delle piccole e consente a ogni impresa di prendere decisioni rapidamente e muoversi tra gli incentivi fiscali dei diversi Paesi potendo vantare un approccio maggiormente strategico ai temi della Ricerca&Sviluppo.

Il grafico “cuore” di “The Benchmark” è stato sviluppato utilizzando due metriche: la Generosità dello schema (che permette di quantificare il valore monetario che un’azienda può ricevere sulla base delle spese qualificate e dei calcoli necessari per l’ottenimento dell’agevolazione) e la Semplicità di applicazione (definita come facile, intermedia, difficile, in relazione agli altri sistemi internazionali). Il nostro Paese, per esempio, ha una percentuale di Generosità pari al 22% e una Semplicità di applicazione “media”.

Per quanto riguarda le informazioni relative ai singoli Paesi, il “Benchmark” si sofferma, tra gli altri elementi chiave, a descrivere i benefici, i periodi nei quali è utile presentare le domande, il background storico relativo al sistema degli incentivi fiscali, le prassi seguite dall’ente regolatore, le spese ammissibili. Sempre in riferimento al nostro Paese, il “Benchmark” evidenzia per esempio come: “L’aliquota fiscale per le aziende sia pari al 24% e il regime agevolativo proponga un credito d’imposta R&S incrementale consentendo un risparmio del 50% sugli investimenti aggiuntivi rispetto alla media delle spese ammissibili per il periodo 2012 al 2014”. Viene segnalato come il programma fiscale della R&S sia in costante evoluzione, rendendo complessa e articolata la sua applicazione, con un regime attuale in vigore fino al 2020.

“Con questo strumento – ha affermato Katiuscia Terrazzani, Country Manager Ayming Italia – il Gruppo Ayming intende ‘liberare’ le aziende da lunghe e poco proficue consultazioni di documenti dalle fonti spesso da verificare: attingere alle informazioni e alle comparazioni in merito agli incentivi fiscali in ambito R&S è oggi veloce ed efficace, grazie a questo strumento digitale e al lavoro di analisi e sintesi reso disponibile all’interno di ‘The Benchmark’. Il passaggio poi dallo studio alla verifica fattiva dell’applicabilità delle agevolazioni nel singolo paese viene reso concreto e tangibile con il coinvolgimento del team di esperti Ayming in un’ottica assolutamente “glocal”.

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Go live per il nuovo Senior Advisory Board di Ayming https://www.datamanager.it/2018/07/go-live-per-il-nuovo-senior-advisory-board-di-ayming/ Wed, 04 Jul 2018 15:43:33 +0000 http://www.datamanager.it/?p=150667 Ayming, gruppo internazionale di Business Performance Consulting, ha annunciato l’insediamento del nuovo Senior Advisory Board della filiale italiana, composto da 13 membri esterni e da 4 membri interni all’azienda. “Dare vita a nuove idee per la value proposition di Ayming, condividere e approfondire tematiche di interesse, oltre che sviluppare relazioni professionali di alto livello. Le […]

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Ayming, gruppo internazionale di Business Performance Consulting, ha annunciato l’insediamento del nuovo Senior Advisory Board della filiale italiana, composto da 13 membri esterni e da 4 membri interni all’azienda.

“Dare vita a nuove idee per la value proposition di Ayming, condividere e approfondire tematiche di interesse, oltre che sviluppare relazioni professionali di alto livello. Le opportunità di business diventeranno una naturale evoluzione delle iniziative proposte”. Questa la dichiarazione di intenti con cui nasce il Senior Advisory Board di Ayming. Un’occasione di confronto tra professionisti leader nei propri ambiti di azione, con lo scopo non solo di favorire occasioni di mercato, ma soprattutto di confrontarsi su argomenti relativi al business, con una forte connotazione e spinta dagli elementi di attualità (sostenibilità e sociale, digital, ecc.).

Il board è nato per volontà di Katiuscia Terrazzani, Country Manager Ayming Italia. Katiuscia è parte del nuovo organismo e a oggi ne manterrà il coordinamento, mentre la funzione di segretario verrà ricoperta da Francesca Sassoli. Il team del nuovo Advisory Board è stato scelto sulla base di criteri di expertise e autorevolezza nel panorama economico-finanziario e accademico italiano. Professionisti e manager riconosciuti nel proprio settore di competenza, che porteranno un forte valore aggiunto alle attività del board.

Membri esterni del Senior Advisory Board di Ayming sono: Walter Bonzi Partner dello Studio MGP, Carlo Caporale Presidente e Amministratore Delegato di Wyser, Gaetano Costantini Direttore Finanziario, Massimo D’Adamo Leveraged and Structured Finance Director di Mediobanca, Roberto Di Stefano Italy Treasury and Trade Solution Head di Citi, Marie-Madeleine Gianni fondatrice di Bet She Can, Stefano Meloni direttore HR di Dussmann, Fabio Peron Co-founder di Leviathan, Stefano Romanengo fondatore di Oxy Italia, Flavio Maria Rosa Global Service Line Leader di Praxidia, già Chief Commercial Officer di GN Research, società del gruppo Teleperformance, Susi Santarelli HR Manager di Inergia, Franco Vernassa Professore a contratto presso il Dipartimento di Management dell’Università degli Studi di Torino e Daniel John Winteler CEO di Ruspa S.p.A. e Professore a contratto presso il Dipartimento di Management dell’Università degli Studi di Torino.

Completano il board i membri interni di Ayming che, oltre a Katiuscia Terrazzani, sono: Paola Casoni Direttore della Business Line Finance&Innovation Performance, Giorgio Marangoni Associate Director Operations Performance, Niccolò Mazzoni Principal Operations Performance.

 

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Presentati i risultati del primo Barometro sulla Gestione e il Finanziamento dell’Innovazione all’interno delle imprese https://www.datamanager.it/2018/06/presentati-i-risultati-del-primo-barometro-sulla-gestione-e-il-finanziamento-dellinnovazione-allinterno-delle-imprese/ Fri, 15 Jun 2018 16:30:37 +0000 http://www.datamanager.it/?p=149748 Presentati i risultati del primo Barometro sulla Gestione e il Finanziamento dell’Innovazione all’interno delle imprese italiane sviluppato da Ayming, con la partnership di AIRI (Associazione Italiana per la Ricerca Industriale), ANDAF (Associazione Nazionale dei Direttori Amministrativi e Finanziari) e Spring (il Cluster Tecnologico Nazionale della Chimica Verde). Lo studio ha visto la somministrazione da parte […]

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Presentati i risultati del primo Barometro sulla Gestione e il Finanziamento dell’Innovazione all’interno delle imprese italiane sviluppato da Ayming, con la partnership di AIRI (Associazione Italiana per la Ricerca Industriale), ANDAF (Associazione Nazionale dei Direttori Amministrativi e Finanziari) e Spring (il Cluster Tecnologico Nazionale della Chimica Verde).

Lo studio ha visto la somministrazione da parte di Ayming di un questionario on line a cui è stato possibile accedere tra ottobre e dicembre 2017. Il campione di aziende che ha risposto al questionario si concentra maggiormente nel Nord Italia, e nello specifico in Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto; mentre le figure aziendali coinvolte appartengono per il 46% all’area finanza e amministrazione, per il 28% alle aree R&D e Innovazione e per il 14% alla direzione generale. I settori industriali sono rappresentati in modo equilibrato, con una leggera predominanza dei settori manifatturiero (16% del totale), chimico/farmaceutico (13%) e agri-food (11%). La dimensione delle aziende, in termini di fatturato e di dipendenti, vede una maggioranza di PMI, il 65% del totale, e il 35% di grandi imprese.

Entrando nel merito dei risultati del Barometro il primo dato rilevato riguarda le aree di innovazione su cui le imprese si concentrano maggiormente: il 79% dei rispondenti si focalizza su innovazione di prodotti/servizi, il 58% su processi/procedure e solo il 29% indica di innovare a livello organizzativo.

Un dato interessante è emerso rispetto alla percezione che i partecipanti al sondaggio hanno del sistema economico del Paese. Nonostante questa sia infatti negativa, i partecipanti ritengono che la competitività delle imprese per le quali lavorano sia complessivamente molto buona. Le risposte raccolte evidenziano un forte status quo bias, i.e. il sistema economico e la sua competitività sono dati dagli attori del sistema stesso (e.g. le aziende) e, se questi sono competitivi, in linea di massima dovrebbe esserlo anche la percezione del sistema generale.

Degno di nota anche il confronto tra il livello di innovazione e l’importanza data all’innovazione all’interno delle aziende. Per il 60% dei partecipanti l’innovazione è una priorità e per il 35% è comunque un elemento molto importante. Tuttavia, l’importanza data all’innovazione si riflette solo parzialmente sul livello percepito e i risultati raggiunti. Infatti, il 79% dei partecipanti all’indagine ritiene che il livello d’innovazione sia compreso tra buono e molto buono. Di questi solo il 12% lo valuta come molto buono. Da dove emerge questo gap tra importanza e livello percepito dell’innovazione? Si possono effettuare diverse ipotesi, come ad esempio le criticità culturali e strutturali del nostro paese. Inoltre, l’innovazione sottende una naturale componente di rischio, che rappresenta il DNA di qualsiasi attività di esplorazione. Non solo. Per fare innovazione di qualità sono necessarie competenze di alto livello, che normalmente sono possedute da soggetti che hanno completato dei percorsi di alta formazione (e.g. PhD). Se però si analizza il contesto italiano, si evince la drammatica “assenza” di questi profili all’interno delle aziende, nonostante il livello di occupazione complessivo sia molto alto, circa il 90% (Istat art. Adapt e AlmaLaurea 2015). Questo dato non deve tuttavia trarre in inganno; se si scava più a fondo, si può notare che circa il 44% è relativo a contratti a termine, principalmente all’interno del mondo accademico. Tale situazione genera un’emorragia di risorse, la c.d. “fuga dei cervelli”, fenomeno che interessa circa il 13% dei nostri PhD (PhD e Lavoro, Bollettino Adapt 2015).

Altro risultato emerso dal Barometro Ayming che merita una particolare valutazione è il motivo che spinge le aziende a innovare. Considerando l’intero campione dei rispondenti all’indagine, gli obiettivi principali delle attività innovative risultano essere “aumentare la competitività” (18%), “migliorare il prodotto” (16%), “acquisire efficienza” (16%) e “aumentare la customer satisfaction” (12%). Se si analizzano le risposte in base alla dimensione aziendale, si evidenzia che il miglioramento del prodotto si posiziona al primo posto per le PMI e al terzo per le grandi imprese, che invece posizionano al primo posto l’aumento della competitività. Da sottolineare il basso score raggiunto dalla “diversificazione del business”. In un contesto in cui la maggioranza delle risposte identifica l’innovazione come una delle priorità principali per lo sviluppo aziendale, un peso maggiore alla diversificazione sarebbe stato più coerente perché strettamente legata al processo di innovazione. Una chiave di lettura potrebbe essere la scarsa propensione al rischio. Lo sviluppo di nuovi prodotti per clienti esistenti è la strategia di diversificazione in teoria meno rischiosa, che consente di sostenere il processo d’innovazione esistente, minimizzando il rischio di navigare verso orizzonti meno noti o sconosciuti.

Sul tema della rilevanza degli attuali trend tecnologici non sorprende che i primi due posti della classifica siano occupati da “digitalizzazione”, considerato importante nell’88% delle risposte, e “Industria 4.0” (81%), mentre all’ultimo posto del podio si colloca “sostenibilità ambientale e sociale” (79%); “automazione” si colloca invece al 4° posto, ma con il 54% dei rispondenti che la considera “molto importante”. Se consideriamo che i primi due e il quarto trend indicati come prioritari rappresentano alcuni degli elementi essenziali della trasformazione “produttiva” in ottica 4.0, emerge l’esigenza di evolvere verso un nuovo paradigma della produzione per garantire nel futuro un mantenimento, se non un’espansione, dei livelli di competitività delle imprese italiane.

Ai partecipanti al Barometro Ayming sulla Gestione e il Finanziamento dell’Innovazione è stato anche chiesto quali siano gli elementi più importanti per innovare efficacemente. Il 65% dei rispondenti ha indicato la “visione del management”, il 45% l’“approccio strutturato all’innovazione” e il 41% le “risorse finanziarie”. Analizzando inoltre i dati relativi alla presenza in azienda di una strategia o di un processo di innovazione definiti, si nota come il 56% dei partecipanti sostiene di avere una strategia ben definita, il 50% ha formulato processi a sostegno di questa strategia e meno del 50% ha implementato un sistema di monitoraggio e valutazione delle performance. Questi dati fanno emergere la necessità per le aziende di affrontare la sfida della strutturazione interna per trasformarla in una leva per migliorare l’efficacia, nonché l’efficienza, dei propri progetti innovativi.

In merito invece al peso degli investimenti in R&D rispetto al fatturato, il 53% dei rispondenti ha investito una percentuale fino al 5% del proprio fatturato, il 6% tra il 5 e il 10%, il 7% tra il 10 e il 20% e solo il 3% ha investito oltre il 20% del proprio fatturato. È inoltre interessante notare che solo il 56% dichiara di avere un budget dedicato all’innovazione e la maggior parte dei partecipanti sostiene che tale budget aumenterà nel futuro.

Nell’ultima parte del Barometro Ayming, si è invece indagato l’utilizzo e l’efficacia degli incentivi fiscali e dei contributi nazionali e internazionali a sostegno dell’innovazione. Dai dati emersi le imprese sembrano molto ben disposte nei confronti delle agevolazioni fiscali, in particolare nei confronti di quelle più recenti come il credito d’imposta R&D per il 74% dei rispondenti, il Piano Industria 4.0 per il 59% e il Patent Box per il 37%. Il Patent Box si posiziona all’ultimo posto probabilmente a causa dei significativi ritardi nella fase di approvazione dovuti alla grande quantità di istanze presentate.

Rispetto ai grant nazionali, che risultano essere poco utilizzati dalla maggior parte dei rispondenti, la situazione sembra leggermente migliorare se si parla di programmi collaborativi internazionali, in particolare Horizon 2020, anche se solo il 26% dei partecipanti alla survey dichiara di avere esperienza in questo ambito, percentuale che scende ulteriormente al 16% se si prendono in considerazione i progetti in fase di svolgimento.

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Nuova nomina in Ayming Italia https://www.datamanager.it/2018/05/nuova-nomina-in-ayming-italia/ Fri, 18 May 2018 16:00:05 +0000 http://www.datamanager.it/?p=147920 Giuditta Villa guiderà la direzione Business & Corporate Communication Director del Gruppo  Ayming, gruppo internazionale di Business Performance Consulting, ha annunciato la nomina di una figura storica della propria filiale italiana, Giuditta Villa, che rivestirà il ruolo di Business & Corporate Communication Director di tutto il Gruppo. Questa nomina è un forte segnale da parte […]

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Giuditta Villa guiderà la direzione Business & Corporate Communication Director del Gruppo 

Ayming, gruppo internazionale di Business Performance Consulting, ha annunciato la nomina di una figura storica della propria filiale italiana, Giuditta Villa, che rivestirà il ruolo di Business & Corporate Communication Director di tutto il Gruppo.

Questa nomina è un forte segnale da parte del Corporate per posizionare il Gruppo sempre più come un attore chiave del panorama internazionale della consulenza in Business Performance. Non solo. La scelta ricaduta su Giuditta Villa vuole essere un riconoscimento per il lavoro svolto e i risultati ottenuti dalla filiale italiana in questi anni.

“Giuditta è tra i pilastri della nostra azienda e sono felice che abbia accettato il nuovo ruolo con entusiasmo e con la volontà di mettersi in gioco. Il 2018 rappresenta per Ayming un punto di svolta, in cui daremo nuovo slancio al nostro business e porteremo il nostro Gruppo a un livello ancora maggiore di competenza e di presenza sul mercato”, ha affermato Hervé Amar, Presidente Gruppo Ayming.

Giuditta Villa, che riporterà direttamente al presidente del Gruppo, opererà dalla sede italiana di Ayming, a Milano. La scelta di delocalizzare questa funzione corporate dalla casa madre parigina permetterà al gruppo di essere sempre più internazionale.

Trentotto anni, sposata, 3 figlie, laureata in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali presso l’Università Cattolica di Milano, nel 2004 entra in Lowendalmasaï Spagna, dove segue progetti relativi a processi e strategie di vendita, analisi dello sviluppo del mercato italiano e cross selling. Nel 2005 è tra i fondatori di Lowendalmasaï Italia, presso la quale svolge l’attività di Sales&Marketing Director Italia, e nel 2016 di Ayming Italia (ex Lowendamasaï), dove ricopre anche il ruolo di Southern Region Director HR Performance. Grazie alle sue esperienze lavorative, negli anni Giuditta ha sviluppato significative competenze nella gestione di progetti di consulenza in Italia e all’estero, oltre alla capacità di supportare le figure chiave del Top Management, quali CHRO, CEO e CFO, nei processi di potenziamento e miglioramento delle performance aziendali. Negli ultimi anni la sua forte passione per le relazioni business e la comunicazione le hanno permesso di ottenere certificazioni internazionali in ambito “Lean Relationship”. Giuditta ha inoltre costruito programmi di Diversity Management in azienda per promuovere l’inclusione come fattore determinante per la crescita di una donna nell’ambito della consulenza.

Ha commentato Giuditta Villa: “Sono entusiasta all’idea di iniziare questo nuovo percorso. Ho sempre accettato le sfide che mi si sono presentate con il massimo impegno e guidare la comunicazione Ayming a livello internazionale è per me un passo molto importante. Inoltre, rappresenta un successo anche per la filiale italiana, che ancora una volta dimostra di avere al suo interno professionisti in grado di interfacciarsi non solo sul piano locale, ma anche globale.”

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Prevenire è meglio che curare: quando un’attività di advisory aiuta le aziende a prevenire i rischi in ambito fiscale https://www.datamanager.it/2018/05/prevenire-e-meglio-che-curare-quando-unattivita-di-advisory-aiuta-le-aziende-a-prevenire-i-rischi-in-ambito-fiscale/ Wed, 09 May 2018 10:27:22 +0000 http://www.datamanager.it/?p=147212 A cura di Angelo Sperandei, Compliance&Advisory Manager di Ayming Da quanti anni aspettiamo il famoso ritorno dell’economia ai livelli pre-crisi? A volte arrivano segnali che sembrano andare nella giusta direzione ma, di fatto, molte aziende continuano a essere in affanno e sono ancora molte le realtà costrette ad affrontare le difficoltà di una ripresa che […]

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A cura di Angelo Sperandei, Compliance&Advisory Manager di Ayming

Da quanti anni aspettiamo il famoso ritorno dell’economia ai livelli pre-crisi? A volte arrivano segnali che sembrano andare nella giusta direzione ma, di fatto, molte aziende continuano a essere in affanno e sono ancora molte le realtà costrette ad affrontare le difficoltà di una ripresa che stenta a diventare strutturale. Non sarebbe quindi meglio affermare che l’economia attuale è, e probabilmente sarà, quella definitiva, nella quale le aziende dovranno abituarsi a operare? Una realtà che vede le aziende impegnate a generare un business sempre più consapevole, che non può prescindere dal cercare aree di saving e che aiuti a ripristinare quel cash flow ottimale su cui un’impresa deve poter contare.

Ecco allora che in un mercato complesso e ormai globale, attività di ottimizzazione costi e saving diventano leve necessarie per essere competitivi. Ne consegue che anche figure consulenziali e di advisory, come quelle della nostra azienda, acquistano sempre più rilievo. Senza nasconderci dietro a un dito ammettiamo subito che, soprattutto in passato, la figura del consulente che entra in azienda e studia la migliore strategia per ottimizzare i costi era vissuta più come un male necessario che come un fattore strategico. Il consulente analizzava la situazione e stendeva una serie di azioni utili per riuscire a ottenere saving e risparmi, a volte con importanti ripercussioni sull’organizzazione interna. Azioni che il più delle volte l’azienda doveva implementare autonomamente, o che, se gestite da un consulente esterno, presentavano costi rilevanti.

La crisi che ha toccato il nostro mercato non ha però portato solo riscontri negativi. Gli imprenditori e i manager sono infatti diventati più consapevoli e informati e, di conseguenza, anche più esigenti e attenti alla “bontà” del servizio offerto dalle società di consulenza. I consulenti hanno compreso che rispondere alle richieste di un cliente significa anche portare risultati concreti e misurabili, addirittura legando al successo della propria attività la propria remunerazione.

Un bell’esempio, in tal senso, sono le attività di advisory in ambito fiscale, che spesso per le aziende possono significare sia un’azione di prevenzione di possibili rischi legati alla compliance, sia un tentativo (a volte purtroppo tardivo) di recupero di risorse economiche.

Analizziamo un caso concreto, gestito di recente: un’azienda manifatturiera, con più società appartenenti al gruppo dislocate in Europa, acquista, tramite una consociata, materiale da un fornitore in Germania, per poi inviarlo presso alle altre società europee del gruppo.

Il fornitore tedesco gestisce queste operazioni come delle normali cessioni intracomunitarie, nella piena convinzione, di entrambe le parti, che questa fosse la giusta procedura. Questa modalità di gestione si protrae per alcuni anni, fino a quando l’amministrazione tedesca (cinque anni dopo) effettua un audit presso il fornitore tedesco e lo costringe, per effetto dell’incoterms EXW concordato, ad applicare, e ovviamente versare, l’IVA tedesca, comprensiva di interessi.

Risultato? Le aziende europee appartenenti al Gruppo si ritrovano da un momento all’altro a dover recuperare, presso l’amministrazione tedesca, un credito IVA di quasi un milione di euro e cercano di farlo, singolarmente, attraverso la procedura prevista dall’VIII Direttiva CEE, come soggetti non residenti, non avendo mai aperto un’identificazione IVA locale nei propri paesi di riferimento.

Per più anni, l’amministrazione tedesca rigetta le richieste presentate dalle aziende coinvolte. Non comprendendo le ragioni dei ripetuti rigetti, la casa madre ci contatta e ci chiede di svolgere, in un primo momento, una verifica relativa alle motivazioni dei rigetti e poi, successivamente, alla correttezza sostanziale del processo, partendo ovviamente dai flussi effettuati.

Dalla nostra analisi emerge chiaramente che le richieste vengono rigettate perché non possono essere gestite come soggetto non residente. Una volta individuata la soluzione teorica, si è quindi proceduto a preparare tutta la documentazione per gestire retroattivamente le identificazioni ai fini IVA e, nel giro di 3 mesi, ottenere il rimborso totale dell’importo IVA.

Questa situazione si sarebbe ampiamente potuta prevenire attraverso un’attività di advisoring appropriata, gestendo da subito le operazioni correttamente, attraverso l’apertura delle necessarie identificazioni IVA. Questo avrebbe evitato all’azienda manifatturiera un eccessivo dispendio di risorse, economiche e umane, e di tempo, a tutto vantaggio del cash flow aziendale, derivante dal rimborso tempestivo dell’IVA.

Nonostante la globalizzazione abbia facilitato la sempre più ingente movimentazione di merci, dal lato fiscale la complessità rimane elevata, con notevoli specificità tra paese e paese. L’armonizzazione fiscale, anche a livello europeo, rimane per ora solo un sogno, come sa bene chi opera quotidianamente sui mercati internazionali.

Le aziende sono pertanto chiamate a valutare preventivamente le implicazioni fiscali delle proprie operazioni, perché attività che possono sembrare solo di carattere commerciale hanno invece quasi sempre anche un impatto fiscale, che ancora troppo spesso viene ignorato, anche in realtà mediamente strutturate.

Una modalità di consegna con la quale non si ha molta dimestichezza, l’apertura di un contratto di consignment stock in un nuovo Paese, il cambio del flusso logistico delle merci in importazione, sono tutte variabili che possono nascondere insidie, ma anche grandi opportunità. Affidarsi a chi, anche attraverso un network capillare, può valutare preliminarmente le conseguenze di natura fiscale, non può più essere considerato un inutile costo.

Quindi prevenire è meglio che curare? In ambito fiscale sicuramente sì, e l’advisoring può rappresentare la migliore prevenzione possibile.

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Nuova nomina in Ayming Italia https://www.datamanager.it/2018/02/nuova-nomina-ayming-italia/ Wed, 21 Feb 2018 14:37:21 +0000 http://www.datamanager.it/?p=141687 Ayming accelera la propria crescita e nomina Katiuscia Terrazzani country manager della filiale italiana Ayming ha annunciato la nomina a Country Manager di Katiuscia Terrazzani, che guiderà la filiale italiana, con sede a Milano, per migliorare ulteriormente il business e il posizionamento dell’azienda sul mercato locale. Quattro i punti principali su cui poggerà la strategia […]

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Ayming accelera la propria crescita e nomina Katiuscia Terrazzani country manager della filiale italiana

Ayming ha annunciato la nomina a Country Manager di Katiuscia Terrazzani, che guiderà la filiale italiana, con sede a Milano, per migliorare ulteriormente il business e il posizionamento dell’azienda sul mercato locale.

Quattro i punti principali su cui poggerà la strategia di crescita della Terrazzani: il rafforzamento del business, le persone e il proprio benessere, la solidità finanziaria dell’azienda e l’efficienza operativa. Tutti aspetti che si rifanno allo spirito della comunità delle Società Benefit, di cui Ayming Italia è appena entrata a far parte cambiando il proprio statuto e la propria ragione sociale in Ayming Italia S.r.l. SB (Società Benefit).

Classe 1975, sposata, 2 figli, laureata in Ingegneria Gestionale presso il Politecnico di Milano, Katiuscia, in Ayming dal 2008, vanta nel proprio curriculum esperienze lavorative che le hanno permesso di affinare le sue doti di leadership e di sviluppare una visione basata su collaborazione e comunicazione interpersonale, come fondamenti del successo. In Ayming Katiuscia ha rivestito il ruolo di Direttore in Italia per la divisione Purchasing & Cost Performance e successivamente ha ampliato la propria responsabilità ai paesi quali Spagna e Cina, assumendo la carica di Director Southern Europe. Prima di Ayming, ha lavorato sempre in consulenza in qualità di Project Manager presso BravoSolution (provider di soluzioni di e-procurement), gestendo per oltre 4 anni la relazione dei clienti in progetti di riduzione e ottimizzazione dei costi indiretti, principalmente nel settore fashion/retail, bancario e pubblica amministrazione. Precedentemente, la sua esperienza nel settore industriale tra Robert Bosch e Coca Cola ha rappresentato una fase fondamentale di sviluppo delle proprie competenze in ambito Operations.

Ha commentato Katiuscia Terrazzani: “Sono entusiasta di questa nuova e stimolante opportunità professionale, che mi vede alla guida del team italiano di Ayming: persone di talento, con forti competenze e capacità di innovazione. Sono infatti profondamente convinta che il successo di un’azienda risieda nelle capacità e nell’energia dei propri dipendenti. Il 2018 per Ayming sarà un anno di importanti e positive sfide. Sfide che accoglieremo con determinazione e con l’impegno comune di far crescere la nostra azienda e di rispondere puntualmente e concretamente alle richieste dei nostri clienti e del mercato”.

“Katiuscia ha il giusto equilibrio tra competenze nella gestione delle relazioni con i clienti, nell’implementazione di progetti, nell’organizzazione e gestione delle persone, per ottenere ottimi risultati e dare nuovo impulso e spinta al business, con l’obiettivo di consolidare il posizionamento di Ayming Italia tra i leader di mercato”, ha affermato Hervé Amar, Presidente Gruppo Ayming.

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Nuova nomina per Ayming https://www.datamanager.it/2017/03/nuova-nomina-ayming/ Sat, 25 Mar 2017 13:00:28 +0000 http://www.datamanager.it/?p=121823 Bruno Carnesecchi è International HR Manager South Region Ayming, gruppo internazionale di Business Performance Consulting, annuncia la nomina di Bruno Carnesecchi in qualità di International HR Manager – South Region – Spain, Italy, Portugal, China. Carnesecchi, nato a Varese nel 1973, 3 figli, una laurea in Psicologia conseguita presso l’Università di Padova e un master in […]

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Bruno Carnesecchi è International HR Manager South Region

Ayming, gruppo internazionale di Business Performance Consulting, annuncia la nomina di Bruno Carnesecchi in qualità di International HR Manager – South Region – Spain, Italy, Portugal, China.

Carnesecchi, nato a Varese nel 1973, 3 figli, una laurea in Psicologia conseguita presso l’Università di Padova e un master in HR ottenuto a Madrid presso il Centro Europeo Garrigues, vanta un curriculum internazionale: le sue esperienze professionali, sempre nell’ambito delle Risorse Umane, toccano aziende quali Hp, KA, Pull&Bear (Gruppo Inditex), Canon e, da ultime, le Nazioni Unite-World Food Programme.

Il manager arriva a ricoprire una posizione di nuova creazione, all’interno di Ayming: prima, infatti, le attività oggi di competenza di Carnesecchi erano gestite direttamente dall’headquarter di Parigi. Carnesecchi riporta direttamente a Tiphaine Verneret Group HR International Director, mentre le Risorse Umane che a lui faranno riferimento sono 70 in Italia, 150 in Spagna, 20 in Portogallo e 10 in Cina.

Diversi gli obiettivi che Bruno Carnesecchi intende perseguire nel 2017: tra i principali, contribuire a supportare, attraverso la valorizzazione del personale, il business dell’azienda e selezionare e far crescere, all’interno di Ayming, i migliori talenti. “A questo scopo, rilanceremo la valutazione dei risultati ottenuti – attraverso il Performance Appraisal – e implementeremo un Personal Development Plan, in modo da supportare le nostre risorse nella loro crescita negli ambiti a ognuna di loro più congeniale; le imprese oggi non necessitano solo di competenze ‘verticali’ dei propri professionisti, ma di expertise che si possano espletare anche a livello trasversale”.

Altro obiettivo di Carnesecchi è relativo al rilancio del progetto ‘Ayming Development People’, ossia la costruzione di una job architecture che consenta di mappare tutto il personale aziendale e che garantisca flessibilità nell’azione e permetta di individuare le eventuali posizioni che il personale può andare a ricoprire, fornendo il relativo supporto. “Sono infatti convinto – afferma il manager – che non sia più il tempo delle ‘job description’, bensì dei ‘job role’, ossia di posizioni per le quali sia possibile indicare la mission, le attese, il contributo che è possibile fornire, in modo allargato e funzionale al business”.

Elemento fondante di tutti gli obiettivi dell’International HR Manager è l’individuo, che può esprimere una crescita personale e professionale all’interno della comunità Ayming, diventando promotore di se stesso attraverso scelte supportate dall’azienda. Conclude Carnesecchi “alla base di tutto il lavoro che svolgerò per Ayming risiede un concetto per me di fondamentale importanza: far crescere il business facendo crescere le persone.”

“Siamo felici che Bruno sia oggi parte di Ayming – aggiunge Giovanni Grillo, Partner and International Managing Director di Ayming  – grazie all’introduzione della figura dell’International HR Manager, in supporto fattivo al business, Ayming potrà crescere ulteriormente nei prossimi mesi, attraendo anche nuovi talenti”.

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