Barracuda Networks – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Tue, 07 Jul 2026 15:53:14 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png Barracuda Networks – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Barracuda rafforza la sicurezza delle identità: acquisita Evo Security per potenziare la piattaforma BarracudaONE https://www.datamanager.it/2026/07/barracuda-rafforza-la-sicurezza-delle-identita-acquisita-evo-security-per-potenziare-la-piattaforma-barracudaone/ Fri, 10 Jul 2026 07:00:53 +0000 https://www.datamanager.it/?p=253969 L’operazione amplia le funzionalità dedicate alla gestione delle identità e degli accessi per gli MSP, integrando protezione AI-ready, gestione degli accessi privilegiati e rilevamento delle minacce in un’unica piattaforma. In un contesto in cui gli attacchi informatici prendono sempre più di mira le identità digitali e l’intelligenza artificiale accelera la sofisticazione delle minacce, Barracuda Networks […]

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L’operazione amplia le funzionalità dedicate alla gestione delle identità e degli accessi per gli MSP, integrando protezione AI-ready, gestione degli accessi privilegiati e rilevamento delle minacce in un’unica piattaforma.

In un contesto in cui gli attacchi informatici prendono sempre più di mira le identità digitali e l’intelligenza artificiale accelera la sofisticazione delle minacce, Barracuda Networks punta a rafforzare la propria offerta di cyber resilience con l’acquisizione di Evo Security, azienda specializzata in soluzioni di Identity and Access Management (IAM) progettate specificamente per i Managed Service Provider (MSP).

L’operazione rappresenta un passo strategico nell’evoluzione di BarracudaONE, la piattaforma unificata dell’azienda, che si arricchisce di nuove funzionalità dedicate alla sicurezza delle identità e alla protezione degli accessi privilegiati.

Una piattaforma unificata per la sicurezza delle identità

Grazie all’integrazione delle tecnologie sviluppate da Evo Security, BarracudaONE amplia le proprie capacità riunendo in un unico ambiente:

  • Identity and Access Management (IAM)
  • Privileged Access Management (PAM)
  • protezione delle identità
  • Identity Threat Detection and Response (ITDR)
  • controllo degli accessi Zero Trust
  • monitoraggio e risposta agli attacchi basati sulle identità

L’obiettivo è offrire agli MSP una piattaforma multi-tenant capace di gestire in modo centralizzato milioni di identità distribuite tra migliaia di ambienti cliente, riducendo complessità operative e costi di gestione.

L’identità diventa il nuovo perimetro della sicurezza

Secondo Barracuda, la crescente diffusione dell’IA agentica sta modificando profondamente il panorama delle minacce informatiche. Oltre agli utenti, diventano infatti bersagli anche identità non umane, account di servizio e processi automatizzati.

“Proteggere identità umane e non umane è ormai fondamentale per garantire la resilienza informatica”, ha dichiarato Rohit Ghai, CEO di Barracuda.

L’azienda sottolinea come molte piattaforme IAM tradizionali risultino troppo complesse e costose per gli MSP, rendendo difficile la gestione di infrastrutture sempre più distribuite.

Sicurezza delle identità in quattro livelli

Con l’acquisizione di Evo Security, BarracudaONE propone un’architettura articolata su quattro livelli di protezione.

Gestione sicura degli accessi

Le funzionalità IAM consentono di definire con precisione chi può accedere alle risorse aziendali, quando e con quali privilegi, eliminando gli accessi permanenti e rafforzando l’autenticazione degli utenti.

Accesso Zero Trust

Attraverso Barracuda SecureEdge ZTNA viene implementato un modello Zero Trust che sostituisce gli accessi di rete tradizionali con controlli basati sull’identità e sul principio del privilegio minimo, limitando la superficie di attacco.

Protezione di Microsoft Entra ID

La piattaforma integra anche Barracuda Entra ID Backup, soluzione che protegge utenti, gruppi, policy e configurazioni di Microsoft Entra ID, consentendo un rapido ripristino in caso di modifiche accidentali o attacchi.

Rilevamento degli attacchi in tempo reale

Infine, Barracuda Managed XDR correla gli eventi provenienti da email, endpoint, rete e cloud per individuare rapidamente compromissioni delle credenziali, escalation di privilegi e movimenti laterali, intervenendo prima che l’attacco si propaghi.

Un’opportunità per gli MSP

Per Evo Security, l’ingresso nel gruppo Barracuda rappresenta un’accelerazione della propria strategia internazionale.

Secondo Michael Roth, fondatore e CEO di Evo Security, la combinazione tra le tecnologie delle due aziende permetterà di offrire agli MSP una piattaforma moderna per la gestione delle identità, l’automazione dei processi e la protezione degli accessi privilegiati, mantenendo semplicità operativa e scalabilità.

Con questa acquisizione Barracuda rafforza così il proprio posizionamento nel mercato della sicurezza delle identità, un segmento destinato a diventare sempre più strategico con la diffusione dell’intelligenza artificiale e delle infrastrutture digitali distribuite.

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Cambio al vertice per Barracuda Networks: Rohit Ghai è il nuovo CEO https://www.datamanager.it/2025/09/cambio-al-vertice-per-barracuda-networks-rohit-ghai-e-il-nuovo-ceo/ Wed, 24 Sep 2025 09:30:44 +0000 https://www.datamanager.it/?p=247675 Rohit Ghai sostituirà Hatem Naguib Barracuda Networks, principale fornitore di soluzioni di cybersecurity che offre una protezione completa dalle minacce complesse per aziende di ogni dimensione, annuncia la nomina di Rohit Ghai, ex Chief Executive Officer di RSA, a CEO di Barracuda. Ghai subentra a Hatem Naguib, che lascia il suo incarico di CEO dopo […]

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Rohit Ghai sostituirà Hatem Naguib

Barracuda Networks, principale fornitore di soluzioni di cybersecurity che offre una protezione completa dalle minacce complesse per aziende di ogni dimensione, annuncia la nomina di Rohit Ghai, ex Chief Executive Officer di RSA, a CEO di Barracuda. Ghai subentra a Hatem Naguib, che lascia il suo incarico di CEO dopo aver guidato con successo l’azienda attraverso un periodo di profonda crescita e trasformazione.

Naguib ricopriva il ruolo di CEO di Barracuda dal 2021, dopo aver rivestito incarichi di rilievo quali Chief Operating Officer (COO) e come Senior Vice President e General Manager della business unit dedicata alla sicurezza. Sotto la sua guida, Barracuda ha raggiunto traguardi importanti, tra cui il lancio di BarracudaONE, la piattaforma di cybersecurity potenziata dall’AI, l’espansione strategica del suo portafoglio di prodotti di punta nel settore e il rafforzamento delle relazioni con gli ecosistemi di partner e clienti. Questa strategia ha portato Barracuda a livelli record di fatturato e profittabilità, consolidando ulteriormente la sua posizione nel mercato.

Ghai vanta oltre vent’anni di esperienza dirigenziale in alcune delle aziende più influenti nel settore della cybersecurity e del Software-as-a-Service (SaaS), tra cui RSA, EMC, Symantec e CA Technologies. Noto per il suo acume strategico e la sua profonda conoscenza del settore, nel corso della sua carriera Ghai ha costantemente guidato l’innovazione, gestito l’espansione delle operation a livello globale e ottenuto una crescita in grado di ridefinire il mercato. La sua nomina segna un nuovo capitolo per Barracuda, che si appresta a entrare in una nuova fase di espansione.

“Sono onorato di unirmi a Barracuda in un momento così dinamico della sua evoluzione. L’azienda si trova nel punto d’intersezione tra innovazione e impatto, con solide fondamenta e una visione audace per il futuro”, dichiara Rohit Ghai. “L’impegno di Barracuda nel fornire soluzioni all’avanguardia e la costante attenzione verso i partner e i clienti la rendono un’organizzazione di rilievo mondiale. Ringrazio il Consiglio di Amministrazione per la fiducia riposta in me e sono entusiasta dell’opportunità di accelerare ulteriormente lo sviluppo del business di Barracuda”.

“Guidare Barracuda attraverso un periodo di straordinaria trasformazione è stata una delle esperienze più gratificanti della mia carriera. Sono incredibilmente orgoglioso di ciò che abbiamo realizzato insieme: dall’espansione del business e dalla conquista della fiducia di partner e clienti in tutto il mondo, fino alla promozione di una cultura basata sull’innovazione e la resilienza”, commenta Hatem Naguib. “Passo il testimone a Rohit con piena fiducia nella sua capacità di guidare Barracuda. La sua visione strategica, la profonda esperienza nel settore e la passione per la cybersecurity fanno di lui la persona ideale per continuare a sostenere la crescita dell’azienda”.

In aggiunta al suo nuovo ruolo di CEO, Ghai entrerà a far parte del Consiglio di Amministrazione di Barracuda, oltre a essere membro anche dei CdA di Pegasystems, D-Wave Systems e MHC Software. In passato ha figurato anche in quello di Everbridge, a riprova del suo impegno nel promuovere la tecnologia e la sicurezza in molteplici comparti industriali.

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Barracuda presenta Entra ID Backup Premium per proteggere l’identità digitale https://www.datamanager.it/2025/07/barracuda-presenta-entra-id-backup-premium-per-proteggere-lidentita-digitale/ Tue, 08 Jul 2025 14:49:35 +0000 https://www.datamanager.it/?p=246440 La nuova soluzione protegge dalle perdite accidentali e dolose di dati, garantisce la continuità operativa e rafforza la resilienza informatica Barracuda Networks, principale fornitore di soluzioni di cybersecurity che offre una protezione completa dalle minacce complesse per aziende di ogni dimensione, annuncia il lancio di Barracuda Entra ID Backup Premium, una soluzione completa ed economicamente […]

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La nuova soluzione protegge dalle perdite accidentali e dolose di dati, garantisce la continuità operativa e rafforza la resilienza informatica

Barracuda Networks, principale fornitore di soluzioni di cybersecurity che offre una protezione completa dalle minacce complesse per aziende di ogni dimensione, annuncia il lancio di Barracuda Entra ID Backup Premium, una soluzione completa ed economicamente vantaggiosa per proteggere gli ambienti Microsoft Entra ID dalle perdite di dati, sia accidentali sia dolose. Grazie a un ripristino rapido e affidabile dei dati critici per l’identità, la nuova proposta rafforza la resilienza informatica e contribuisce a garantire un accesso sicuro e ininterrotto alle applicazioni e ai servizi aziendali.

Perfettamente integrato con la piattaforma BarracudaONE, Barracuda Entra ID Backup Premium offre agli utenti una visibilità centralizzata sullo stato dei backup, sull’integrità dei dati e sulle risorse di archiviazione attraverso un’unica dashboard. È progettato per supportare ambienti sia single-tenant sia multi-tenant, facendone così una soluzione ideale per i team IT e gli MSP che desiderano semplificare e rendere scalabile la gestione della protezione delle identità.

“L’identità è l’elemento centrale del business digitale di oggi: qualsiasi interruzione può bloccare le operazioni ed esporre le organizzazioni a rischi per la sicurezza”, dichiara Neal Bradbury, Chief Product Officer di Barracuda. “Con Entra ID Backup Premium colmiamo una lacuna critica nel ciclo di vita della protezione dell’identità, aggiungendo la funzionalità di ripristino rapido e affidabile alle nostre consolidate capacità di rilevamento e risposta. A differenza di soluzioni limitate che si concentrano solo sul backup o sul monitoraggio, Barracuda offre un approccio unificato e completo, che rende la protezione di Entra ID più semplice, solida e resiliente, consentendo alle organizzazioni di rimanere sicure, in regola e operative”.

Colmare le lacune nella protezione dei dati

Poiché le organizzazioni si affidano sempre più alla piattaforma di gestione delle identità e degli accessi basata sul cloud di Microsoft, il rischio di perdere i dati di identità a causa di attacchi informatici o errori umani continua a crescere. Microsoft conserva i dati di Entra ID solo per 30 giorni e invita all’uso di soluzioni di backup fornite da terze parti; Barracuda Entra ID Backup Premium colma questa lacuna offrendo una conservazione dei dati scalabile e a lungo termine, consentendo alle organizzazioni di recuperare le informazioni anche oltre i limiti predefiniti da Microsoft.

Barracuda Entra ID Backup Premium protegge i 13 componenti fondamentali per la protezione dei dati necessarie a mantenere un ambiente Microsoft Entra ID sicuro e resiliente. Tra queste rientrano: utenti, gruppi, ruoli, unità amministrative, registrazioni delle app, log di audit, criteri di autenticazione e accesso, chiavi di ripristino BitLocker e configurazioni di gestione dei dispositivi.

Facile da implementare e da utilizzare

La soluzione cloud-based e Software as a Service (SaaS) è progettata per garantire semplicità e rapidità: non richiede installazione, configurazione né aggiornamenti manuali. I clienti possono collegare il proprio tenant Microsoft 365 e iniziare a eseguire il backup dei dati Entra ID in pochi minuti. Funzionalità come ricerca avanzata, monitoraggio in tempo reale, log di audit dettagliati e cinque livelli di Role-Based Access Control (RBAC) offrono la visibilità e il controllo necessari per gestire la protezione dell’identità in modo efficiente e sicuro.

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Barracuda nomina Siroui Mushegian Chief Information Officer https://www.datamanager.it/2023/07/barracuda-nomina-siroui-mushegian-chief-information-officer/ Tue, 11 Jul 2023 14:44:06 +0000 https://www.datamanager.it/?p=229510 Barracuda Networks, principale fornitore di soluzioni di sicurezza cloud-first, annuncia la nomina di Siroui Mushegian a Chief Information Officer (CIO). Mushegian si unisce a Barracuda forte di un’esperienza ultraventennale di leadership esecutiva e IT, durante la quale ha saputo creare ambienti operativi solidi ed efficaci, in grado di generare risultati di business misurabili. “Mentre Barracuda […]

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Barracuda Networks, principale fornitore di soluzioni di sicurezza cloud-first, annuncia la nomina di Siroui Mushegian a Chief Information Officer (CIO).

Mushegian si unisce a Barracuda forte di un’esperienza ultraventennale di leadership esecutiva e IT, durante la quale ha saputo creare ambienti operativi solidi ed efficaci, in grado di generare risultati di business misurabili.

“Mentre Barracuda continua a esplorare un panorama di cyber minacce in costante evoluzione, il pensiero strategico di Siroui Mushegian e la sua ricerca dell’eccellenza giocheranno un ruolo cruciale”, afferma Hatem Naguib, CEO di Barracuda. “Grazie alle sue competenze, puntiamo a sviluppare e a implementare nuove misure all’avanguardia per mettere in sicurezza il nostro business e, di conseguenza, quello dei nostri clienti”.

“Sono entusiasta di iniziare questa avventura in Barracuda e impaziente di collaborare con il team per rafforzare sistemi e infrastrutture”, commenta Siroui Mushegian, CIO di Barracuda. “La cybersicurezza è critica nello scenario digitale attuale e non vedo l’ora di dare il mio contributo in Barracuda, con le mie competenze e la mia visione strategica”.

Mushegian entra in Barracuda dopo un’esperienza in BlackLine, in cui si è occupata di tutti gli aspetti dell’IT aziendale interno. Precedentemente, Mushegian ha ricoperto ruoli di leadership esecutiva IT per WNET New York Public Media, NBA, Ralph Lauren e Time Inc.

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Coronavirus: attenzione alle frodi online che sfruttano l’emergenza https://www.datamanager.it/2020/03/coronavirus-attenzione-alle-frodi-online-che-sfruttano-lemergenza/ Mon, 16 Mar 2020 13:57:08 +0000 http://www.datamanager.it/?p=197349 Dilagano le frodi online legate al Coronavirus, le aziende devono affrontare nuovi attacchi di phishing Alla luce della attuale situazione di emergenza sanitaria e del conseguente flusso di informazioni che circolano via mail e su altri canali, è importante porre la massima attenzione ai tentativi di phishing e di attacchi malware. Come in ogni emergenza, i […]

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Dilagano le frodi online legate al Coronavirus, le aziende devono affrontare nuovi attacchi di phishing

Alla luce della attuale situazione di emergenza sanitaria e del conseguente flusso di informazioni che circolano via mail e su altri canali, è importante porre la massima attenzione ai tentativi di phishing e di attacchi malware. Come in ogni emergenza, i malintenzionati vedono sempre un’opportunità, e questa non fa eccezione. I ricercatori di Barracuda hanno recentemente osservato alcuni criminali informatici che si spacciano per autorità, sfruttando il Coronavirus per perpetrare frodi e hanno registrato nuovi attacchi informatici basati sull’intenso interesse pubblico per questo virus.

Uno dei più comuni di questi attacchi passa attraverso le caselle di posta elettronica. Il criminale finge di essere un’organizzazione come Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) oppure i Centri statunitensi per il controllo e la prevenzione delle malattie (CDC) per indurre gli utenti ad aprire un’email malevola. Molte organizzazioni governative hanno emesso avvisi contro questi attacchi.

Le truffe via email seguono sempre i titoli dei giornali

La maggior parte di queste truffe vengono progettate principalmente con i seguenti obiettivi:

  • Infettare il dispositivo dell’utente e diffondere malware
  • Rubare le credenziali di accesso tramite un sito di phishing o altri meccanismi di phishing
  • Raccogliere donazioni per organizzazioni benefiche false attraverso siti web pericolosi

L’attuale pandemia ha offerto ai truffatori queste e altre opportunità:

  • Vendere versioni contraffatte di forniture mediche che attualmente scarseggiano
  • Convincere con l’inganno gli utenti ad acquistare cure fasulle
  • Offrire opportunità di investimento in aziende che dichiarano di aver trovato una cura

Diffondere l’infezione

C’è stata una vera e propria impennata nella registrazione di nuovi domini che utilizzano la parola ‘coronavirus’. Alcuni di questi saranno usati con finalità corrette, ma molti altri saranno utilizzati dagli hacker a scopo di truffa. Questi siti web pericolosi potrebbero offrire apparentemente notizie o consigli sull’epidemia di coronavirus ma venire invece utilizzati per phishing o per diffondere malware. Le truffe tramite posta elettronica spesso includono link a questo tipo di siti.

Attacchi di email impersonation

Nelle ultime settimane i ricercatori di Barracuda hanno assistito a numerosi attacchi realizzati fingendosi la World Health Organization. Queste email di phishing sembrano provenire dalla WHO con informazioni sul Coronavirus COVID-19. Spesso utilizzano tattiche di spoofing del dominio per indurre gli utenti a credere che questi messaggi siano autentici.

Lavoro a distanza e aumento dei rischi

Come misura preventiva contro la diffusione del Coronavirus COVID-19, molte aziende stanno chiedendo ai dipendenti di lavorare da casa fino a nuovo avviso. I lavoratori da remoto utilizzano spesso l’email per comunicare con gli altri dipendenti e per ricevere aggiornamenti sul luogo dal quale lavorare, oltre che su altri temi legati all’epidemia. Ciò pone gli utenti in uno stato di costante attesa di messaggi email da parte delle risorse umane o della direzione sull’argomento del virus. Questa attesa crea un rischio maggiore per l’azienda perché l’utente ha maggiori probabilità di aprire per sbaglio una mail fraudolenta se si aspetta un messaggio simile ma autentico.

Questi fattori, uniti alla ridotta capacità di avere certezze sull’autenticità dell’email dovuta al fatto di lavorare da remoto, creano un ambiente perfetto per le truffe via email.

Come proteggere azienda e dipendenti

Esistono modi diversi per proteggere le aziende e i dipendenti dalle truffe via email e sono basati sulla formazione delle risorse e sulle tecnologie di sicurezza:

  • Mai cliccare sui link contenuti nelle email che provengono da fonti sconosciute; possono portare a siti web pericolosi.
  • Diffidare delle email che affermano di provenire dal CDC o dalla WHO. Si consiglia di andare direttamente sui rispettivi siti web per leggere le più recenti informazioni.
  • Prestare particolare attenzione ai messaggi email dei dipartimenti interni o dei dirigenti che hanno inviato aggiornamenti regolari sull’epidemia. Lo spoofing del dominio e del nome visualizzato sono alcune delle tecniche più comuni utilizzate.
  • Non fornire mai informazioni personali o dettagli di accesso in risposta a una richiesta via email.
  • Tutte le email e gli attacchi malevoli devono essere immediatamente segnalati ai dipartimenti IT che predisporranno indagini e misure correttive.
  • Assicurarsi che la propria azienda disponga di un sistema di protezione affidabile contro virus, malware e phishing.
  • Fare in modo che i dipendenti ricevano una formazione aggiornata sugli ultimi attacchi di phishing e social engineering.

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Cloud pubblico: timori per la sicurezza principale limite all’adozione https://www.datamanager.it/2020/02/cloud-pubblico-timori-per-la-sicurezza-principale-limite-alladozione/ Thu, 27 Feb 2020 13:42:21 +0000 http://www.datamanager.it/?p=196724 I risultati di una ricerca condotta da Barracuda Networks mostrano come i professionisti IT stiano affrontando sfide in continua evoluzione  Barracuda Networks ha annunciato i principali risultati dell’indagine Future Shock: The Cloud Is the New Network. Commissionata da Barracuda, l’indagine ha intervistato i decisori IT in tutto il mondo per raccogliere le esperienze e gli […]

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I risultati di una ricerca condotta da Barracuda Networks mostrano come i professionisti IT stiano affrontando sfide in continua evoluzione 

Barracuda Networks ha annunciato i principali risultati dell’indagine Future Shock: The Cloud Is the New Network. Commissionata da Barracuda, l’indagine ha intervistato i decisori IT in tutto il mondo per raccogliere le esperienze e gli approcci allo spostamento delle infrastrutture sul cloud pubblico, oltre alle preoccupazioni che ne limitano l’adozione, e le soluzioni di sicurezza e di rete implementate per superarle.

Condotta dalla società indipendente di analisi di mercato Vanson Bourne, l’indagine raccoglie le risposte di 750 executive e team manager, responsabili o esperti dell’infrastruttura cloud della propria organizzazione, provenienti da aziende di ogni dimensione e di vari settori, nelle regioni EMEA, APAC e negli USA.

Complessivamente, lo studio indica che, mentre i tassi di adozione del cloud pubblico sono in continuo aumento, la sicurezza rappresenta ancora l’ostacolo numero uno, un dato comprensibile considerato il volume e la molteplicità delle minacce che le organizzazioni devono affrontare oggi.

Di seguito i principali risultati:

Le organizzazioni stanno spostando le proprie infrastrutture nel cloud pubblico. 

  • In media, il 45% delle infrastrutture IT delle aziende risiede sul cloud pubblico.
  • Gli intervistati stimano che entro i prossimi cinque anni il 76% delle loro infrastrutture IT sarà sul cloud pubblico.

La sicurezza è l’ostacolo principale all’adozione del cloud pubblico.

  • Il 70% degli intervistati afferma che le preoccupazioni per la sicurezza rappresentano un limite all’adozione del public cloud
  • Tra le principali preoccupazioni compaiono l’impatto degli attacchi e la sicurezza delle applicazioni implementate su questo tipo di cloud.
  • Il 75% degli intervistati è già stato vittima di cyberattacchi.

Le preoccupazioni circa l’intergrazione e la rete sono il secondo ostacolo all’adozione del cloud pubblico. 

  • Tra queste preoccupazioni rientrano l’integrazione del public cloud con tecnologie proprietarie, una migliore integrazione con il cloud privato e una maggiore integrazione con le infrastrutture on-premise.

Le reti SD-WAN completamente integrate nel cloud pubblico rappresentano la soluzione prescelta. 

  • Il 23% degli intervistati ha già implementato una SD-WAN, mentre il 51% è in procinto di implementarla o prevede di farlo nei prossimi 12 mesi.
  • Le SD-WAN sono utilizzate da oltre la metà delle persone che hanno aggiunto funzioni di sicurezza al proprio cloud pubblico.

Dato lo spostamento sempre più massiccio delle infrastrutture IT verso il cloud, i cloud provider aumenteranno le capacità delle reti native e il cloud pubblico si espanderà per incorporare più funzionalità di rete. La maggior parte delle organizzazioni necessita di funzionalità di connettività e sicurezza avanzate e integrate con le maggiori piattaforme cloud.

Barracuda dispone di una vasta gamma di soluzioni che aiutano le aziende ad abbracciare il cloud pubblico in sicurezza.

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Cybercriminali: ecco come evitarli anche a Natale https://www.datamanager.it/2019/12/cybercriminali-ecco-come-evitarli-anche-a-natale/ Wed, 18 Dec 2019 14:12:26 +0000 http://www.datamanager.it/?p=194594 I ricercatori Barracuda hanno individuato centinaia di app “festive” malevole o che presentavano il rischio di compromissione del dispositivo Mai abbassare la guardia, soprattutto nel periodo natalizio. Si calcola che quest’anno negli Stati Uniti i consumatori spenderanno 730 miliardi di dollari e i cybercriminali sono pronti a mettere le mani su una parte di questa […]

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I ricercatori Barracuda hanno individuato centinaia di app “festive” malevole o che presentavano il rischio di compromissione del dispositivo

Mai abbassare la guardia, soprattutto nel periodo natalizio. Si calcola che quest’anno negli Stati Uniti i consumatori spenderanno 730 miliardi di dollari e i cybercriminali sono pronti a mettere le mani su una parte di questa montagna di soldi. La cybersicurezza è sempre un problema, ma è in questo periodo dell’anno in particolare che i criminali cercano di approfittare della distrazione dei consumatori che, in particolare quando usano lo smartphone, tendono ad abbassare la guardia. Dicembre potrebbe portare un aumento della varietà di minacce: nella fretta di approfittare di ogni occasione, c’è il rischio che il consumatore non ponga la dovuta attenzione alla qualità del venditore e non faccia attenzione ai segnali di pericolo.

Ad esempio, occorre prestare attenzione alle app legate al periodo festivo, tra le quali i giochi. In una recente analisi, i ricercatori Barracuda hanno individuato centinaia di app “festive” decisamente malevole o che presentavano il rischio di compromissione del dispositivo, vuoi mediante adware, vuoi per permessi eccessivi o una pericolosa combinazione di permessi.

Di seguito, un’analisi delle app malevole o pericolose esaminate dagli esperti di Barracuda e alcuni consigli su come proteggersi.

La minaccia

App mobili malevole: i cybercriminali spingono le vittime inconsapevoli a compromettere i propri dispositivi mobili scaricando app di gioco o per lo shopping.

I dettagli

I cybercriminali non smettono di cercare nuovi modi per approfittare della diffusione degli smartphone, ad esempio sollecitando gli utenti a scaricare app malevole o garantire permessi troppo poco restrittivi che creano vulnerabilità.

Usando Barracuda Advanced Threat Protection (ATP), i ricercatori Barracuda hanno analizzato più di 4.200 app Android legate al periodo natalizio, ad esempio di shopping, videochat con Babbo Natale e giochi a tema natalizio, identificando centinaia di app non esattamente irreprensibili.

  • 7 app mostravano un comportamento malevolo, ad esempio la sostituzione della app con una versione scaricata da Internet tramite un server command-and-control;
  • 35 contenevano adware che proponeva messaggi invasivi e potenzialmente più pericolosi delle normali app “ad-enabled”;
  • 165 impostavano permessi o combinazioni di permessi pericolosi.

Le applicazioni mobili malevole generalmente attaccano le informazioni personali e le credenziali dell’account. Garantire alle app permessi eccessivi può permettere loro di raccogliere un gran numero di informazioni personali che possono essere vendute o archiviate per essere usate successivamente per un attacco.

Alcuni permessi, potenzialmente pericolosi, possono però servire come segnale della presenza di un’app dannosa. Ad esempio, la richiesta di leggere gli sms può rivelare la volontà di intercettare i token di autenticazione multifattore. Analogamente, la concessione del permesso di inviare sms può essere usata per inviare messaggi spam o phishing dal proprio cellulare. Ancora, il permesso di accedere alla rubrica potrebbe dare il via a campagne di spam/phishing a tutti i contatti via sms/mms, email o telefonate.

Protezione dalle app mobili malevole

E’ necessario usare cautela ed evitare di essere precipitosi quando si scaricano app a tema natalizio e seguire alcuni semplici consigli:

  • Controllate la reputazione di ogni applicazione prima di scaricarla

Controllate le recensioni degli utenti (o l’assenza di recensioni) e da quanto tempo l’app è in circolazione. Fate attenzione alla richiesta di permessi, in particolare a quelli che mettono a rischio le informazioni personali, indipendentemente dal fatto che la app stessa sia malevola. Pensate se concedere quel particolare permesso abbia senso in funzione della natura dell’app. Ad esempio, un’app per lo shopping non dovrebbe richiedere il permesso di leggere o scrivere sms o di accedere al telefono. Analogamente, i giochi non dovrebbero richiedere alcun tipo di permesso. Dopo avere scaricato e installato un’app è sempre possibile bloccare particolari permessi nella sezione impostazioni.

  • Abilitate il controllo parentale

Verificate che il controllo parentale sia abilitato per impedire l’installazione di app da parte dei bambini senza la supervisione di un adulto.

  • Controllate prima di cliccare

Seguite le precauzioni standard quando si leggono le mail, si clicca su un link o si visita un sito web. Nelle mail, controllate sempre il mittente e gli URL per essere certi che siano legittimi. Verificate nella barra degli indirizzi che l’URL sia corretto e controllate la presenza di irregolarità nel layout dei siti visitati di frequente dopo avere cliccato i link.

  • Per fare acquisti, andate direttamente sul sito del venditore

Quando si visita un sito di shopping, digitare l’URL direttamente nella barra degli indirizzi anziché usare i link contenuti nelle mail è un modo semplice ma efficace per evitare di finire in una versione contraffatta di un sito popolare. Nella maggior parte dei casi, non è necessario cliccare sul link contenuto in un’email per approfittare di un’offerta e, di norma, i codici promozionali devono essere inseriti manualmente durante il processo di checkout.

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Le aziende EMEA non sfruttano abbastanza i benefici del backup nel cloud https://www.datamanager.it/2019/03/le-aziende-emea-non-sfruttano-abbastanza-i-benefici-del-backup-nel-cloud/ Fri, 29 Mar 2019 15:00:54 +0000 http://www.datamanager.it/?p=185757 A pochi giorni dal World Backup Day, una nuova ricerca di Barracuda svela le preferenze di backup delle imprese Nonostante il boom di progetti di trasformazione digitale che comportano la produzione e la conservazione di dati come mai in passato, le aziende EMEA non approfittano abbastanza dei benefici del backup in cloud, continuando a fidarsi […]

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A pochi giorni dal World Backup Day, una nuova ricerca di Barracuda svela le preferenze di backup delle imprese

Nonostante il boom di progetti di trasformazione digitale che comportano la produzione e la conservazione di dati come mai in passato, le aziende EMEA non approfittano abbastanza dei benefici del backup in cloud, continuando a fidarsi troppo dei fornitori di piattaforme, come ad esempio Microsoft, per la protezione dei propri dati.

E’ quanto emerge da un nuovo studio di Barracuda Networks, leader nelle soluzioni cloud per la sicurezza e la protezione dei dati, che ha coinvolto 432 professionisti IT, manager e responsabili del backup. Lo studio è stato commissionato in occasione del World Backup Day – che ricorre il 31 marzo – con l’obiettivo di esaminare l’atteggiamento delle aziende EMEA nei confronti del backup e del ripristino dei dati.

Sempre più dati da proteggere

Le aziende moderne si riconoscono per la loro natura distribuita: non è quindi una sorpresa scoprire che la grande maggioranza degli intervistati afferma di dovere effettuare il backup di 1-5 siti. Leggermente più illuminante il fatto che l’8% degli intervistati effettua il backup di oltre 26 siti. Ciò dimostra sia la quantità e complessità dei dati che gli amministratori dei backup devono gestire, sia il fatto che il supporto multisito sia essenziale per molte delle aziende alla ricerca di un fornitore di backup.

Si aggiunga a questa complessità l’estrema varietà di sistemi e software che le organizzazioni europee devono proteggere mediante il backup. I tipi di dati più citati sono le email (76%), i database (94%) e i dati applicativi proprietari (66%), mentre sul fronte delle infrastrutture è stato citato un gran numero di sistemi: Windows Servers, File Server, Linux Server, VMware, Hyper-V e Desktop/Laptop. Una buona visibilità sull’ambiente IT è importante per ogni amministratore dei backup e, di conseguenza, un unico fornitore fidato capace di supportare tutti i tipi di dati e sistemi è un’opzione vista con estremo favore.

Con una tale quantità di siti e sistemi da proteggere mediante backup, sembra che le organizzazioni EMEA non possano permettersi downtime o violazioni, ritenendo questo aspetto più importante dei costi e del supporto. Per quanto riguarda le funzioni, secondo gli intervistati la stabilità del prodotto è la caratteristica più importante, seguita dal ripristino file-based, la possibilità di proteggere tutte le componenti dell’ambiente IT (comprese quelle virtuali, fisiche e SaaS), il costo e il supporto tecnico.

Per molte aziende il cloud è il limite

Poiché la crescita del cloud non mostra segni di rallentamento, è sorprendente scoprire che la maggioranza delle aziende EMEA (64%) dichiara di non effettuare backup nel cloud. E solo il 57% degli intervistati pensa sia “importante” o “molto importante” essere in grado di replicare i backup tra siti o nel cloud.

Le buone pratiche suggeriscono che le organizzazioni dovrebbero effettuare i backup secondo la regola del 3-2-1: almeno tre copie in due diversi formati con una copia archiviata offline. Il malware, ransomware compreso, spesso attacca i server di backup e può diffondersi nei domini logici; pertanto, è vitale che le organizzazioni conservino una copia sicura e “isolata” dei propri dati per fini di disaster recovery. Per questo il cloud rappresenta una soluzione relativamente semplice.

Forse si tratta di fiducia nel cloud e, in effetti, tra le organizzazioni che usano il cloud per il backup, il cloud privato è la scelta più popolare (32%). L’idea che i cloud pubblici come AWS e Azure e i fornitori di backup terze parti siano in qualche modo meno sicuri, alla fine lascia le aziende più esposte se la scelta è di non fare backup nel cloud.

Fiducia eccessiva in Office 365

Se, da un lato, le organizzazioni affermano di non avere piani per la migrazione su cloud pubblici delle proprie applicazioni (51%) o servizi file (57%), dall’altro l’atteggiamento cambia quando si parla di email: qui la maggioranza (59%) dice di avere già effettuato, avviato o pianificato la migrazione. Office 365 sembra la scelta preferita dal 60% delle imprese. Ma c’è un problema: il 41% degli intervistati afferma di non utilizzare alcuna soluzione di terze parti per il backup dei dati Office 365, ritenendo che Microsoft offra tutto il supporto necessario.

Questo è un problema perché, in realtà, Office 365 non offre il tipo di supporto al backup che molte organizzazioni richiedono. Per le email cancellate, ad esempio, esiste solo un cestino che si svuota ogni 93 giorni – non sufficienti a rigore di GDPR in caso di problemi seri. La legge impone che le aziende siano in grado di “ripristinare tempestivamente la disponibilità e l’accesso ai dati personali in caso di incidente fisico o tecnico”. Per questo è necessario che le aziende rafforzino urgentemente le proprie implementazioni con una soluzione di terze parti per il backup cloud-to-cloud.

Cosa significa tutto ciò?

È chiaro che le organizzazioni EMEA vivono un conflitto. Da un lato vogliono fare il backup di una grande varietà di dati e di sistemi distribuiti in più siti. Dall’altra sono riluttanti a investire in soluzioni di backup nel cloud che potrebbero offrire un’alternativa economica, efficace e semplice per garantire sia la disponibilità sia la compliance. Purtroppo, molti credono che Office 365 offra in modo nativo una soluzione completa e sicura di backup, ma è una convinzione che potrebbe avere pesanti conseguenze in caso di incidente serio.

La risposta consiste nell’adottare soluzioni di cloud backup, che possono aiutare a seguire le buone pratiche di settore in tema di risk management. Le soluzioni di terze parti possono offrire backup cloud-to-cloud per gli ambienti Office 365. Dedicando del tempo allo sviluppo di una strategia coerente di backup e scegliendo un unico fornitore fidato in grado di gestire tutti i tipi di dati e di fonti, i responsabili IT potranno mitigare efficacemente i rischi e, allo stesso tempo, supportare la crescita e l’innovazione digitale. Il giorno migliore per cominciare è il World Backup Day.

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Sextorsion: una nuova ondata di ricatti https://www.datamanager.it/2018/11/sextorsion-una-nuova-ondata-di-ricatti/ Tue, 27 Nov 2018 14:40:15 +0000 http://www.datamanager.it/?p=179919 Attualmente in corso una imponente campagna di Sextorsion I cybercriminali sono creativi e opportunisti. Alcuni dei maggiori eventi a livello globale sono stati in passato il pretesto per azioni di spam e phishing. Truffatori internazionali raccontano di eredità multimilionarie per frodare gli utenti più ingenui o meno consapevoli dei rischi di Internet. Aggiungiamo qualche informazione […]

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Attualmente in corso una imponente campagna di Sextorsion

I cybercriminali sono creativi e opportunisti. Alcuni dei maggiori eventi a livello globale sono stati in passato il pretesto per azioni di spam e phishing. Truffatori internazionali raccontano di eredità multimilionarie per frodare gli utenti più ingenui o meno consapevoli dei rischi di Internet. Aggiungiamo qualche informazione personale e finti ricatti e il risultato sarà una delle più imponenti campagne recenti di phishing.

La minaccia del mese

In questo numero della rubrica Threat Spotlight, gli esperti di Barracuda analizzano “Sextorsion”,uno scam in cui i truffatori utilizzano password rubate in precedenti attacchi per spingere gli utenti a pagare una certa somma in bitcoin per evitare la diffusione a tutti i loro contatti di video compromettenti che essi affermano di avere registrato usando il computer della vittima.

I dettagli

Agli utenti di lingua inglese la mail si presenterà probabilmente con un oggetto composto di una sola parola. Non una parola qualsiasi, ma qualcosa di molto familiare: una delle sue password. Alcuni messaggi possono anche contenere la frase “La tua password è” con la password a seguire. Comunque sia, l’obiettivo è sempre far capire immediatamente all’utente che potrebbe essere stato hackerato. La mail, scritta in linguaggio approssimativo, prosegue dicendo che il computer è stato infettato con un Remote Access Trojan (che nel messaggio viene definito Remote Desktop) da un sito porno e che sono stati registrati dei video dell’utente mentre osserva video espliciti. La mail prosegue dicendo che il Remote Desktop ha raccolto tutti i contatti dalla posta elettronica e dagli account social del malcapitato e che i video dell’utente saranno inviati a tutti i suoi contatti, a meno che egli non paghi una certa somma (naturalmente in bitcoin).  Sono stati rilevati anche casi in cui i truffatori hanno scritto alla stessa email più volte per spaventare l’utente, un approccio che probabilmente viene seguito con molte delle vittime.

La buona notizia è che non esiste alcun video né contatti a cui spedirli. Il truffatore non ha una password legittima, ma probabilmente presa dall’AntiPublic Combo List (una lista di oltre 500 milioni di password ottenute nel corso di vari attacchi e resa pubblica nel 2016), o grazie a malware presente sul pc dell’utente. Per quanto i Remote Access Trojan siano piuttosto comuni di questi tempi, in questo caso particolare il computer dell’utente non è stato infettato. Che abbia visitato o meno siti pornografici, è una cosa che solo lui conosce, ma poiché queste email sono inviate soprattutto a email aziendali è improbabile che ciò sia avvenuto dal pc dell’ufficio.

Scopo della Sextorsion

Questa campagna di Sextortion è partita a luglio ma è ancora in corso. I Barracuda Labs hanno esaminato più di 1.000 esemplari di questa minaccia in pochi giorni e da settembre hanno individuato circa 24.000 email che usano lo stesso set di mittenti dei campioni esaminati, un buon indicatore del volume dell’attacco. I campioni esaminati provenivano da clienti che li hanno girati manualmente, è quindi verosimile ne esistano molti di più di cui non è stata data notizia.

L’attacco è stato sferrato in diverse altre lingue, senza però che fosse mostrata la password nell’oggetto o che la password stessa fosse nota al truffatore (sembra che le campagne in lingue diverse dall’inglese abbiano usato liste spam e non liste di password). Nei campioni esaminati, i paesi coinvolti erano Australia, Belgio, Canada, Cina, Repubblica Ceca, Spagna, Guatemala, Ungheria, Irlanda, Islanda, Giappone, Sri Lanka, Olanda, Regno Unito e Stati Uniti.

Sui circa 1.000 wallet Bitcoin controllati dai truffatori, sono stati fatti solo 4 versamenti. Ma con richieste di denaro variabili tra 1.000 e 7.000 dollari, è facile capire perché questa campagna sia così popolare, soprattutto considerando che lo sforzo non è così alto. Ai cybercriminali è sufficiente spedire email a liste pubblicamente disponibili. E’ anche possibile che l’attacco sia stato più efficace nelle prime fasi, prima della pubblicazione di articoli che confermavano trattarsi solo di un tentativo di truffa.

Le tattiche di una campagna efficace

Indipendentemente dalla reale efficacia della campagna, la Sextorsion impiega diverse tattiche che dovrebbero contribuire e renderla efficace. Presentare qualcosa che dovrebbe essere segreto (ad esempio la password) non solo genera qualche timore ma può portare la vittima a pensare che anche altre informazioni che dovrebbero essere segrete (ad esempio le abitudini di navigazione) siano fondate. La contraddizione tra la popolarità del porno online e il fatto che in molte aree sia un tabu, contribuisce ad aumentare la probabilità di successo della campagna.

Ciò che rende l’attacco riconoscibile è in realtà la sintassi malferma (che è spesso un indizio di phishing), l’età delle liste di password utilizzate (è probabile quindi che la password non sia più in uso) e la scommessa sul fatto che l’utente abbia in effetti visitato recentemente un sito porno.

Come proteggersi

Per quanto l’utente possa proteggersi da questo particolare attacco semplicemente ignorandolo, ecco alcuni utili suggerimenti:

  • Controllare periodicamente che indirizzi email e password non siano stati coinvolti in episodi di violazione e, quando succede, modificare le password. Il controllo può essere fatto facilmente su siti come com.
  • Creare password complesse che siano lunghe, non prevedibili e contengano caratteri maiuscoli e minuscoli, numeri e caratteri speciali è un passo importante per rimanere sicuri. In base agli esemplari analizzati, molte delle password sottratte erano estremamente deboli.
  • Utilizzare un gestore di password che aiuti a generare e custodire password complesse. Alcuni prevedono anche degli avvisi nel caso in cui sospettino che una delle password sia stata violata così da poterla modificare istantaneamente.
  • Programmare controlli periodici della sicurezza IT. Controllare regolarmente la complessità della password, che i backup funzionino e che tutti i sistemi siano aggiornati è sempre una buona abitudine. Riservate del tempo nella vostra agenda per queste operazioni.
  • Mantenere aggiornati browser e sistemi operativi e prestare attenzione agli allegati e ai link delle email aiuta a prevenire il contagio da computer infetti. Per quanto in questo caso i truffatori non infettino alcun computer con malware, i Random Access Trojan sono molto diffusi ed è bene non abbassare mai la guardia, mantenendo aggiornati browser e sistemi operativi al fine di prevenire l’infezione da questi e altri malware.
  • Mantenersi informati. Leggere i Threat Spotlight di Barracuda, è un buon modo per conoscere meglio le minacce veicolate dalle mail e sapere come evitarle.
  • Coprire o disabilitare la webcam del pc. In questo caso si tratta di scam e non c’è alcun video, ma se un messaggio di questo tenore vi preoccupa, allora vale la pena di adottare questa contromisura per proteggere la privacy.
  • Non rispondere e non spaventarsi. Una ricerca sul web delle frasi più significative permette di verificare se c’è un attacco in corso o acquisire consapevolezza dell’attacco. Prestate sempre estrema attenzione ai dettagli e non date per scontato che una password rubata significhi automaticamente la compromissione del pc. Chiedete all’ISP o al supporto tecnico se avete dubbi.

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Barracuda rivela come cambiano le priorità nella cybersicurezza https://www.datamanager.it/2018/11/barracuda-rivela-come-cambiano-le-priorita-nella-cybersicurezza/ Wed, 21 Nov 2018 13:38:36 +0000 http://www.datamanager.it/?p=179340 In occasione del suo quindicesimo compleanno, Barracuda ha voluto riflettere su quanto la tecnologia sia cambiata dal 2003, anno in cui l’azienda lanciò la sua prima soluzione di email security. Barracuda ha quindi condotto un’indagine su oltre 1.500 responsabili IT e professionisti della sicurezza in Nord America, Emea e Apac per verificare quali fossero le […]

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In occasione del suo quindicesimo compleanno, Barracuda ha voluto riflettere su quanto la tecnologia sia cambiata dal 2003, anno in cui l’azienda lanciò la sua prima soluzione di email security.

Barracuda ha quindi condotto un’indagine su oltre 1.500 responsabili IT e professionisti della sicurezza in Nord America, Emea e Apac per verificare quali fossero le loro priorità nella sicurezza IT, come queste priorità siano cambiate e quale sia la direzione per il futuro.

Globalmente, lo studio rivela che mentre le principali priorità in tema di sicurezza sono rimaste pressoché invariate negli ultimi 15 anni, il tipo di minacce verso cui le aziende si devono proteggere sono cambiate significativamente. Guardando al futuro, gli intervistati ritengono che il cloud sarà una priorità. Da qui a quindici anni, l’AI sarà tanto una minaccia quanto un tool importante.

Email e sicurezza di rete restano prioritarie

I professionisti IT intervistati hanno indicato l’email e la rete come le due principali priorità sia nel 2003 sia nel 2018. Il 25% afferma che l’email è stata la principale priorità nel 2003 e il 23% la indica come una delle priorità attuali. La sicurezza di rete viene al secondo posto tanto nel 2003 quanto nel 2018, indicata rispettivamente dal 24% e 22% degli intervistati.

L’evoluzione delle minacce veicolate dall’email

Per quanto ciò di cui le organizzazioni si preoccupano maggiormente in termini di protezione sia rimasto sostanzialmente invariato negli ultimi 15 anni, lo scenario delle minacce è in realtà cambiato moltissimo. Gli intervistati hanno indicato i virus (26%), spam e worm (18%) come le minacce più preoccupanti nel 2003. Ai primi posti oggi compaiono il ransomware (24%) e il phishing/spear phishnig (21%).

Questo cambiamento coincide con il modo in cui si è sviluppato l’approccio di Barracuda nel corso degli anni. Partendo dal filtro antispam con cui l’azienda è nata, Barracuda ha man mano aggiunto funzioni critiche per combattere le minacce molto più mirate come lo spear phishing, il phishing, il malware zero day, per proteggere i dati e aiutare a raggiungere la compliance. Per restare al passo con l’evoluzione delle minacce e proteggere dal phishing, spear phishing e altre minacce come il furto di account o la compromissione di mail aziendali, Barracuda è stata la prima azienda a usare l’intelligenza artificiale e la prima ad aggiungere la formazione e le simulazioni al portfolio di prodotti per la sicurezza dell’email.

Sicurezza cloud, una priorità per il futuro

Sicurezza della rete e dell’email sono al momento una priorità più alta della sicurezza cloud per la maggior parte dei professionisti IT intervistati, ma l’ordine cambia quando si guarda al futuro. Il 25% ha dichiarato che nei prossimi 15 anni il cloud sarà la massima priorità, superando email, rete e sicurezza dei dati, indicati ciascuno dal 14% del campione.

Questo cambiamento è stato graduale. Solo il 3% degli intervistati afferma che la sicurezza cloud fosse una priorità nel 2003. Valore che sale al 14% alla richiesta di indicare le priorità attuali. Non pensiamo che queste variazioni significhino che la protezione dell’email sarà meno importante in futuro; semplicemente la domanda su come proteggere il cloud incombe nel momento in cui i professionisti IT cercano di prevedere come le loro responsabilità evolveranno nei prossimi quindici anni.

Intelligenza artificiale: tante speranze e grandi preoccupazioni

L’intelligenza artificiale è un’altra tecnologia nei pensieri di molti dei professionisti IT intervistati: sia come opportunità per migliorare la sicurezza sia come minaccia. Un contrasto interessante.

Il 31% degli intervistati ha indicato l’AI come la nuova tecnologia su cui fare affidamento per aumentare la sicurezza e il 43% ha segnalato l’uso crescente dell’intelligenza artificiale e del machine learning come lo sviluppo che avrà il massimo impatto sulla cybersicurezza nei prossimi 15 anni. D’altro canto, il 41% pensa che l’AI sarà anche alla base della tattica di attacco prevalente nel prossimo futuro. Siamo d’accordo con i clienti riguardo all’uso dell’AI come strumento di offesa. Proviamo a immaginare come potranno evolvere gli attacchi di social engineering una volta che i criminali saranno in grado di sintetizzare voce, immagini e video di un target di cui intendono assumere le sembianze.

Questo è il motivo per cui Barracuda ha investito molto in soluzioni basate sull’AI, come Barracuda Sentinel, che offre protezione dallo spear phishing, dal sequestro di account e dalla compromissione delle mail aziendali. Grazie ai forti investimenti nell’AI e a una robusta infrastruttura per la gestione di big data trasversale a diversi prodotti, Barracuda conta di mantenere diverse lunghezze di vantaggio nella gara della cybersicurezza.

“Noi di Barracuda crediamo sia importante vedere in che direzione vanno le preoccupazioni e le priorità dei clienti per essere pronti ad anticipare i bisogni e potere offrire le soluzioni necessarie man mano che le minacce si fanno più sofisticate”, dichiara BJ Jenkins, CEO di Barracuda. “Abbiamo fatto molta strada in 15 anni e continuiamo a lavorare per trovare nuovi modi per proteggere le imprese. Siamo felici di celebrare questo traguardo insieme con i clienti e i partner di canale e di introdurre una nuova brand identity coerente con il modo in cui l’azienda si è evoluta”.

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