blockchain – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Tue, 09 Apr 2024 10:15:32 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png blockchain – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Blockchain e finance, l’impatto sui pagamenti globali https://www.datamanager.it/2024/04/blockchain-e-finance-limpatto-sui-pagamenti-globali/ Tue, 09 Apr 2024 10:10:04 +0000 https://www.datamanager.it/?p=235983 Catena del valore globale e crescita economica. Come il potenziale trasformativo della blockchain può cambiare le regole. I vantaggi per banche, PMI e paesi emergenti Le catene globali del valore e il commercio internazionale sono vitali per l’economia nazionale e gli equilibri geopolitici. La distribuzione della produzione ha globalizzato e ridotto il divario tra i […]

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Catena del valore globale e crescita economica. Come il potenziale trasformativo della blockchain può cambiare le regole. I vantaggi per banche, PMI e paesi emergenti

Le catene globali del valore e il commercio internazionale sono vitali per l’economia nazionale e gli equilibri geopolitici. La distribuzione della produzione ha globalizzato e ridotto il divario tra i paesi sviluppati e quelli emergenti. Pertanto, il commercio internazionale ha reso il mondo più equilibrato e inclusivo dal punto di vista economico. C’è bisogno di più lavoro, poiché le nazioni emergenti – in confronto – hanno ancora una piccola parte del commercio globale e vogliono crescere. Processi arcaici ostacolano anche le PMI e il commercio con i paesi in crescita. Un ecosistema transfrontaliero efficiente richiede l’eliminazione degli ostacoli commerciali e la possibilità di processi agevoli per partecipare ai mercati e alle catene del valore internazionali. Migliorare i processi e i sistemi di frontiera è ancora più importante quando la crescita del commercio globale rallenta, riducendo il suo potenziale di creare posti di lavoro, opportunità e crescita economica. Tuttavia, alcuni recenti test con nuove tecnologie, messe a comune tra diversi paesi, hanno rivelato che molti scambi e catene del valore potrebbero migliorare notevolmente in efficienza ed efficacia. La tecnologia blockchain promette di trasformare il commercio globale e i sistemi di approvvigionamento. Infatti, una delle aree di test della blockchain di maggior successo è l’apertura, l’efficacia e la combinazione della catena di approvvigionamento tra paesi o regioni diverse. La tecnologia blockchain avrà probabilmente un impatto significativo su gran parte delle catene di approvvigionamento sia tramite l’implementazione diretta sia attraverso l’integrazione o l’utilizzo di dati compatibili con la blockchain.

IL POTENZIALE RIVOLUZIONARIO DELLA BLOCKCHAIN

La tecnologia blockchain consente a parti tra loro estranee di comunicare senza un intermediario con un livello di fiducia necessario a eseguire transanzioni finanziarie. Una blockchain può fornire servizi finanziari come pagamenti e cartolarizzazioni senza un ente finanziario centrale, fornendo un registro decentralizzato. I contratti intelligenti (smart contract) basati su blockchain possono automatizzare la conformità, l’elaborazione dei reclami e la distribuzione delle transazioni. La tecnologia di registro distribuito (DLT) potrebbe consentire alle aziende di adottare norme di governance e condivisione dei dati più rigorose per costruire una cooperazione per casi d’uso che non richiedono un’elevata decentralizzazione ma che al tempo stesso potrebbero beneficiare di un maggiore coordinamento.

La tecnologia blockchain e la DLT hanno il potenziale di sconvolgere il settore bancario globale, che vale oltre 5 trilioni di dollari, disintermediando i servizi bancari critici. Nella finanza commerciale (trade finance), le banche finanziano acquirenti e venditori per il commercio internazionale. Il finanziamento commerciale riduce il rischio, fornisce credito e consente agli esportatori e agli importatori di commerciare a livello internazionale. È vitale per il sistema finanziario globale, ma utilizza documenti fisici obsoleti e processi manuali. Le lettere di credito fisiche da una banca all’altra sono ancora utilizzate per garantire il pagamento. La frode è una delle maggiori minacce per le parti commerciali a causa della mancanza di riservatezza, dei processi manuali di controllo su merci e documenti. In questo modo, si rischia di supportare finanziariamente più volte la stessa spedizione, un evento sistematico che tipicamente le banche che finanziano il commercio di materie prime detraggono come costo dell’attività commerciale.

La blockchain rappresenta un’opportunità per snellire e semplificare il complesso mondo della finanza commerciale, facendo risparmiare miliardi di dollari ogni anno agli importatori, agli esportatori e ai loro finanziatori. La blockchain puo’ supportare transazioni commerciali transfrontaliere che altrimenti sarebbero antieconomiche a causa dei costi associati ai processi commerciali e di documentazione. Inoltre, accorcerebbe i tempi di consegna e ridurrebbe l’utilizzo di carta. Con circa l’80-90% del commercio mondiale che si basa sulla finanza commerciale, l’impatto della blockchain sul mercato si farebbe sentire a livello globale in tutti i settori che utilizzano il commercio transfrontaliero.

La tecnologia blockchain, consentendo alle aziende di dimostrare in modo sicuro e digitale il paese di origine e i dettagli del prodotto e della transazione (e tutta la documentazione in questione), puo’ aiutare gli esportatori e gli importatori a darsi reciprocamente maggiori informazioni sulle spedizioni che si muovono attraverso i loro gasdotti e garantire una maggiore sicurezza dell’approvvigionamento. La tecnologia blockchain potrebbe consentire di effettuare pagamenti tra importatori ed esportatori in forma tokenizzata, a seconda della consegna o della ricezione delle merci. Attraverso gli smart contract, gli importatori e gli esportatori potrebbero stabilire regole per garantire pagamenti automatici ed eliminare la possibilità di consegne mancanti, scadute o ripromesse in pegno.

Anche le banche, prendendo parte alla blockchain, possono ridurre la loro dipendenza da processi manuali obsoleti e digitalizzare documenti critici come le lettere di credito (LOC) per ridurre i costi e migliorare l’efficienza. L’introduzione della tecnologia blockchain nella finanza commerciale potrebbe significare una maggiore fiducia tra le parti commerciali, aumentando il business globale e mantenendo la riservatezza delle informazioni sensibili come prezzi e segreti commerciali quando necessario. Con i sistemi convenzionali, queste informazioni spesso devono essere completate. Inoltre, darebbe agli acquirenti una migliore comprensione della provenienza dei loro prodotti e di quando sono stati spediti e consentendo ai consumatori finali di rimanere informati su ogni fase commerciale in tempo reale, aumentando ulteriormente la fiducia e la trasparenza.

Le reti commerciali supportate dalla blockchain possono avvantaggiare tutte le parti interessate riducendo l’attrito dovuto alle inefficienze logistiche e operative lungo la catena del valore della finanza commerciale. La blockchain aiuterebbe a semplificare i processi aziendali a breve termine, riducendo le ridondanze e le inefficienze di implementazione. Inoltre, la contabilità aziendale dovrebbe essere semplificata per tenere traccia delle garanzie di pagamento e scontare più rapidamente i crediti.


#strategicpayments Il potenziale rivoluzionario della #blockchain – @djegerson
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DA DOVE INIZIARE

Da un punto di vista di mercato, il trade finance ha recentemente visto progetti pilota blockchain di maggior successo rispetto ad altri casi d’uso. Il punto di partenza per lo sviluppo di una rete di registri distribuiti è la piattaforma blockchain fornita dalle startup DLT. Ethereum e Corda sono le reti aziendali più comuni e popolari. Corda è una piattaforma blockchain open source sviluppata da R3, una società di software blockchain aziendale con sede negli Stati Uniti. Voltron, gestito da R3 e CryptoBLK (un altro fornitore di soluzioni blockchain), digitalizza le lettere di credito cartacee su una piattaforma blockchain.

Diverse banche hanno creato consorzi per questi progetti pilota. Standard Chartered e HSBC sono due banche che sono pioniere nel trade finance elettronico con la blockchain. DBS e Standard Chartered hanno anche introdotto il Trade Finance Registry, una piattaforma di trade finance basata su blockchain, questa collaborazione con altre 12 banche, tra cui ABN Amro, Deutsche Ban, ICICI Bank e Lloyds. Voltron è guidato da R3 e CryptoBLK che usano la tecnologia Azure. Bangkok Bank, BBVA, BNP Paribas, HSBC, ING, Intesa Sanpaolo, Mizuho, RBS, Scotiabank, SEB e U.S. Bank sono clienti di Voltron. Voltron digitalizza anche le lettere di credito cartacee utilizzando la piattaforma di R3. Marco Polo collabora con 14 importanti istituzioni finanziarie, tra cui RBSNatWest, BNP Paribas, Commerzbank, ING, DNB, OP Financial Bangkok Bank, SMBC, Standard Chartered e Natixis, attraverso TradeIX e R3.

La partnership combina l’infrastruttura aperta Corda Enterprise di R3 e TIX Core di TradeIX, basata su DLT. We.Trade è entrata a far parte del consorzio Batavia di cinque banche (UBS, Bank of Montreal, CaixaBank, Commerzbank ed Erste Group), che comprende Rabobank, Deutsche Bank, HSBC, KBC, Natixis, Société Générale, UniCredit, Nordea e Santander. La piattaforma utilizza IBM Blockchain e Hyperledger Fabric. Tutti questi programmi mirano a semplificare il finanziamento commerciale, ma le istituzioni finanziarie devono comunque eseguire la due diligence su ogni cliente e transazione. Anche la tecnologia blockchain può migliorare questa fase cruciale.


Dr. Devid Jegerson – COO, InvestBank

Devid vanta una grande esperienza nel campo dei pagamenti digitali, del settore bancario e in altri componenti critici del settore dell’e-commerce.

La sua carriera comprende 4,5 start-up, il lancio sul mercato della prima carta prepagata ricaricabile (2002), il primo conto bancario di moneta elettronica (2006), un completo gateway di pagamento eCommerce con licenza acquiring (2008), il primo sistema di pagamento istantaneo P2P (2014) e la prima piattaforma di pagamento cloud in Medio Oriente (2016).

La sua carriera è stata rivoluzionaria nel settore dei pagamenti e del settore bancario, in realtà come noon.com negli Emirati Arabi Uniti, PayPal, Fastweb e IWBank in Italia. Recentemente, come parte del team fondatore e CEO of Payments di noon.com, ha portato la sua esperienza globale nei pagamenti elettronici a supporto della piattaforma cloud di e-commerce. In precedenza è stato responsabile monetica presso una primaria banca italiana, gestendo i pagamenti elettronici e lanciando servizi come i sistemi UBI PAY Mobile con NFC, mobile wallet e mPOS. Inoltre, ha lavorato alla regolamentazione europea PSD2 per i sistemi di pagamento; ha anche fatto parte del team fondatore del sistema di pagamento peer-to-peer Jiffy (ora parte di NPSS della Banca Centrale degli Emirati Arabi Uniti) che è stato determinante nel lancio della Banca Digitale di UBI Banca.

Membro del consiglio di amministrazione di Webidoo, Etisalat UAE Trade Connect e altre società, attraverso un approccio visionario e strategico unito a straordinarie capacità di esecuzione, nel suo ruolo di COO, sta guidando la strategia di turnaround in InvestBank, UAE.

Ha conseguito un dottorato di ricerca nell’ambito della accettazione e diffusione delle criptovalute all’Università di Abu Dhabi, un EMBA presso il MIP-Politecnico di Milano, Italia, e un Master in Mercati e Strategie d’Impresa presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore, Italia.

È autore del libro: “Pagamenti elettronici. Dal baratto ai portafogli digitali” (2016, goWare) e numerosi articoli di ricerca pubblicati su giornali scientifici.

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LVMH, il Gruppo Prada e Cartier fondano Aura Blockchain Consortium https://www.datamanager.it/2021/04/lvmh-il-gruppo-prada-e-cartier-fondano-aura-blockchain-consortium/ Tue, 20 Apr 2021 13:51:57 +0000 https://www.datamanager.it/?p=208989 Aura Blockchain Consortium è un progetto che promuove l’utilizzo di un’unica soluzione blockchain globale, aperta a tutti i marchi del lusso a livello mondiale, per garantire ai consumatori maggiore trasparenza e tracciabilità I marchi del lusso hanno una storia unica da raccontare per la qualità dei materiali, l’artigianalità e la creatività. La tecnologia offerta da […]

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Aura Blockchain Consortium è un progetto che promuove l’utilizzo di un’unica soluzione blockchain globale, aperta a tutti i marchi del lusso a livello mondiale, per garantire ai consumatori maggiore trasparenza e tracciabilità

I marchi del lusso hanno una storia unica da raccontare per la qualità dei materiali, l’artigianalità e la creatività. La tecnologia offerta da Aura Blockchain Consortium permette al consumatore di avere accesso diretto alla storia dei prodotti e alla loro garanzia di autenticità. I clienti possono seguire facilmente e in modo trasparente il ciclo di vita di un prodotto, dalla sua creazione alla distribuzione attraverso dati affidabili lungo tutto il processo, rafforzando così la relazione con i loro marchi di riferimento.

Grazie a questa collaborazione senza precedenti e allo sviluppo di una tecnologia all’avanguardia e innovativa, LVMH, il Gruppo Prada e Cartier continuano ad elevare gli standard del settore per guidare il cambiamento e accrescere la fiducia dei propri clienti nelle pratiche sostenibili e nell’approvvigionamento responsabile condotto dai singoli marchi.

Il sistema tecnologico è costituito da una blockchain privata multi-nodale ed è protetto dalla tecnologia ConsenSys e da Microsoft. Registrerà le informazioni in modo sicuro e non riproducibile e genererà un certificato unico per ogni proprietario, aumentando la desiderabilità di oggetti di valore, frutto di un saper fare unico e realizzati con materiali sostenibili di alta qualità.

Toni Belloni, Direttore Generale Delegato di LVMH: “Aura Blockchain Consortium è una grande opportunità per il nostro settore, per rafforzare il rapporto con i clienti offrendo loro soluzioni semplici per conoscere meglio i nostri prodotti. Unendo le forze con altri marchi del lusso in questo progetto, stiamo aprendo la strada alla trasparenza e alla tracciabilità. Spero che altri prestigiosi marchi abbraccino questa soluzione”.

Lorenzo Bertelli, Head of Marketing & Head of CSR del Gruppo Prada: “Insieme ai nostri partner abbiamo intrapreso un percorso di collaborazione e fiducia senza precedenti nel nostro settore; abbiamo dato vita ad un progetto unico e innovativo con l’obiettivo di mettere al centro i nostri clienti, creando valore grazie a un sistema di autenticazione sostenibile che genererà infinite possibilità”.

Cyrille Vigneron, Presidente e CEO di Cartier International e Membro del Consiglio di Amministrazione e del Senior Executive Commitee di Richemont: “Aura Blockchain Consortium rappresenta un esempio di cooperazione senza precedenti nel settore del lusso. La Blockchain è una tecnologia chiave per migliorare il servizio ai clienti, il rapporto con i partner e la tracciabilità dei prodotti. L’industria del lusso realizza oggetti senza tempo e deve garantire che standard rigorosi perdurino e rimangano in mani fidate. Invitiamo quindi l’intero settore a unirsi a questo consorzio per progettare una nuova era del lusso rafforzata dalla tecnologia blockchain”.

Bulgari, Cartier, Hublot, Louis Vuitton e Prada sono già attivi sulla piattaforma. Sono attualmente in corso diverse discussioni ad uno stadio avanzato, sia all’interno dei gruppi fondatori sia con brand indipendenti, per entrare a far parte del consorzio. Ogni marchio ha aderito in base alle proprie specificità e alle aspettative dei propri clienti e continuerà ad essere pienamente proprietario e responsabile dei propri dati, senza che si verifichi alcuno scambio di informazioni sensibili sotto il profilo della concorrenza. Sulla piattaforma blockchain le informazioni saranno memorizzate in modo da non essere modificate, manomesse o violate.

Il consorzio è aperto a tutti i marchi del lusso, indipendentemente dal settore o dal paese in cui operano. Si configura come una struttura flessibile, in grado di supportare aziende di varie dimensioni e di adattarsi alle esigenze dei singoli. Aura Blockchain Consortium è un’organizzazione senza scopo di lucro che mira a migliorare le relazioni con i clienti e la protezione dei marchi. I profitti saranno reinvestiti per garantire lo sviluppo tecnologico della piattaforma.

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Blockchain: i cinque trend per il 2020 https://www.datamanager.it/2020/01/blockchain-i-cinque-trend-per-il-2020/ Fri, 31 Jan 2020 13:23:07 +0000 http://www.datamanager.it/?p=195708 Il team IBM Blockchain ha condotto delle interviste tra gruppi di esperti, ricercatori e professionisti della blockchain in diretto contatto con i clienti. L’indagine ha rilevato 5 temi chiave che diventeranno realtà nel 2020 Il 2019 è stato un anno cruciale per la blockchain in ambito business. Questa tecnologia è riuscita a uscire dall’ambito di […]

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Il team IBM Blockchain ha condotto delle interviste tra gruppi di esperti, ricercatori e professionisti della blockchain in diretto contatto con i clienti. L’indagine ha rilevato 5 temi chiave che diventeranno realtà nel 2020

Il 2019 è stato un anno cruciale per la blockchain in ambito business. Questa tecnologia è riuscita a uscire dall’ambito di innovatori e pionieri e ha raggiunto un numero crescente di organizzazioni, che lavorano in sinergia per trasformare rapidamente il valore potenziale della blockchain in risultati di business tangibili.

In un momento in cui i blockchain network già attivi stanno trasformando profondamente il mondo dell’industria, il team IBM Blockchain ha attivato la propria rete di esperti di tecnologia, ricercatori e membri che lavorano a stretto contatto con clienti di ogni settore per rilevare i cinque trend chiave che diventeranno realtà nel corso di quest’anno:

  1. L’ascesa di modelli di governance pragmatici

Con una crescente adozione della blockchain all’orizzonte, la governance diventerà un fattore chiave. Tuttavia, creare un modello di governance su cui tutti i partecipanti concordano può essere una sfida. In effetti, il 41% delle organizzazioni ritiene che la mancanza di standard di governance uniformi tra le organizzazioni partner sia la sfida più significativa per far progredire la propria blockchain proof of concept (PoC) o il mimimal viable ecosystem (MVE).

Nel 2020, inizieremo a vedere l’adozione di nuovi modelli di governance che consentono ad associazioni di grandi dimensioni e di diversa natura, di approcciare i processi decisionali, i sistemi di autorizzazione e persino i pagamenti in modo più efficiente. Questi modelli aiuteranno a standardizzare le informazioni da diverse fonti e a raccogliere nuovi e più robusti set di dati. Nei prossimi anni il 68% dei CTO e dei CIO si aspettano addirittura che modelli di governance scalabile per le interazioni tra più reti blockchain diventino delle proprietà fondamentali dell’ambiente blockchain della loro organizzazione.

Per raggiungere una decisione di gruppo, tuttavia, è necessario che ci sia volontà di cooperazione e collaborazione tra tutti i membri del gruppo, specialmente a partire dai decisori chiave che contribuiscono in maniera determinante al successo del network. Per fare ciò, incoraggiare la partecipazione può essere un punto di partenza: i membri dei network già esistenti, quest’anno, potrebbero spingere i player strategici del proprio settore a unirsi all’associazione utilizzando incentivi economici.

  1. L’interconnettività è sempre più realtà

Il successo della blockchain si basa sulla collaborazione. Tuttavia, con il potenziale di decine, centinaia o addirittura migliaia di partecipanti in un network, è impensabile aspettarsi che ci si avvalga dello stesso fornitore o si scelga di adottare un nuovo ambiente di elaborazione per usufruire di una sola applicazione; se anche così fosse, rimarrebbe la necessità imprescindibile delle aziende di poter condividere i dati senza interferenze o interruzioni.

Il raggiungimento della piena interconnettività potrebbe richiedere molti anni, e la definizione stessa di interoperabilità può differire molto da un’organizzazione a un’altra. Nonostante ciò, oggi l’83% delle imprese crede che la garanzia di governance e standard che consentano l’interconnessione e l’interoperabilità tra reti blockchain, siano esse autorizzate o meno, rappresenti un fattore cruciale – addirittura essenziale per un quinto degli intervistati – per entrare a far parte di un network blockchain che coinvolge un intero settore di business. Sebbene ci sia ancora molto lavoro da fare su questo fronte, è plausibile aspettarsi che ogni singolo membro della rete evidenzierà l’esigenza di linee guida comuni sull’integrazione tra protocolli diversi.

  1. La blockchain sarà sempre più integrata con tecnologie complementari per generare nuovi vantaggi

Oggi le soluzioni blockchain stanno raccogliendo milioni di dati e permeando molti settori con riflessi sulla vita quotidiana, pertanto verranno introdotte nuove funzionalità a supporto di questa tecnologia: Internet of Things, 5G, AI e Edge Computing sono solo alcune delle tecnologie esponenziali che verranno integrate per generare servizi a valore aggiunto per ogni membro dei network. Le soluzioni blockchain che meglio si abbinano a IoT ed AI, rispetto ad altre tecnologie emergenti, saranno dei potenti acceleratori nei mercati futuri che già utilizzano la blockchain.

La combinazione di tecnologie complementari alla blockchain permetterà di ottenere risultati mai raggiunti. La maggiore affidabilità dei dati della blockchain rappresenterà una fonte di informazione che permetterà di rafforzare gli algoritmi sottostanti. La blockchain aiuterà a proteggere i dati e a controllare ogni fase del processo decisionale, e rappresenterà una fonte affidabile per le aziende, che potranno così ottenere informazioni più dettagliate e sicure.

  1. Gli strumenti di validazione inizieranno a contrastare fonti di dati fraudolente

Secondo la ricerca, l’88% delle istituzioni ritiene che la garanzia di standard per la comunicazione dei dati da e verso le reti blockchain sia un fattore importante per unirsi a un network di riferimento per un intero settore. Di conseguenza, la fiducia e la trasparenza diventano essenziali. Ma, in un mondo in cui i dati vengono raccolti e trasferiti velocemente, è inevitabile che si creino incongruenze, sia per errore umano sia per raggiungere secondi fini.

Con la necessità di maggiori meccanismi di protezione dei dati, quest’anno, le soluzioni blockchain implementeranno l’utilizzo congiunto di strumenti di validazione e cripto-ancoraggi, beacon e IoT, meccanismi che collegano le risorse digitali al mondo fisico incorporando dati da fonti esterne nelle reti. Ciò accrescerà la fiducia nella blockchain e ridurrà la necessità dell’intervento umano, spesso soggetto a errori e frodi.

  1. Le banche centrali si espanderanno in centri di vendita e distribuzione di Central Bank Digital Currencies

I token, le valute digitali e le central bank-backed digital currencies (CBDC) sono stati un argomento di crescente interesse per i mercati dei capitali. Tokenizzare asset e titoli, convertirli in token digitali, e quindi negoziare, scambiare e regolare la custodia di tali asset digitali, sono attività che stanno trasformando l’efficienza, la sicurezza e la produttività dei mercati dei capitali. In effetti, il 58% delle organizzazioni intervistate concorda sul fatto che nuove fonti di entrate possano essere ottenute tokenizzando gli asset scambiati in un mercato abilitato dalla blockchain. Inoltre, sono state anche fondate nuove organizzazioni e stipulati nuovi regolamenti che facilitano la creazione, gestione, negoziazione e il raggiungimento di un accordo su tali token e valute digitali.

Quali cambiamenti possiamo vedere in questo campo nel 2020? Se consideriamo che l’Asia, il Medio Oriente e i Caraibi stanno iniziano a sperimentare i CBDC in tempo reale, non vi è dubbio che queste valute continueranno ad accrescere la propria importanza e a ridefinirei pagamenti in modi diversi. Innanzitutto, è prevista una crescente espansione nella vendita di CDBC all’ingrosso, mentre si verificheranno i primi esperimenti di CBDC al dettaglio. Inoltre, la tokenizzazione e la digitalizzazione di altri tipi di attività e titoli come le obbligazioni centrali per i buoni del tesoro, desteranno sempre più interesse.

Immaginare l’evoluzione di questa tecnologia innovativa è indubbiamente interessante ma è necessario considerare che il mercato è continuamente influenzato da dinamiche sempre nuove che potrebbero sfidare le tendenze, generando scenari estremamente differenti da quelli ad oggi ipotizzabili. Si stanno infatti delineando molti altri trend come l’identità digitale per la blockchain. Tuttavia, una cosa è certa: la blockchain continuerà a intrecciarsi con ogni aspetto del mondo come lo conosciamo oggi, favorendo l’evoluzione e il progresso.

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Banca Mediolanum pubblica su Blockchain la Dichiarazione Non Finanziaria https://www.datamanager.it/2019/04/banca-mediolanum-pubblica-su-blockchain-la-dichiarazione-non-finanziaria/ Wed, 03 Apr 2019 10:37:18 +0000 http://www.datamanager.it/?p=185873 Banca Mediolanum rende noto di aver certificato l’immodificabilità della Dichiarazione Non Finanziaria (DNF) attraverso l’utilizzo di blockchain Ethereum e la conseguente pubblicazione dell’hash del documento sul sito istituzionale della Banca. L’adozione di questo processo di notarizzazione rappresenta un’ulteriore conferma dell’impegno della banca nel rendere noto a tutti gli stakeholder impegni, azioni e performance in ambito […]

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Banca Mediolanum rende noto di aver certificato l’immodificabilità della Dichiarazione Non Finanziaria (DNF) attraverso l’utilizzo di blockchain Ethereum e la conseguente pubblicazione dell’hash del documento sul sito istituzionale della Banca.

L’adozione di questo processo di notarizzazione rappresenta un’ulteriore conferma dell’impegno della banca nel rendere noto a tutti gli stakeholder impegni, azioni e performance in ambito economico, sociale e ambientale.

“Esplorare i possibili campi di applicazione delle nuove frontiere dell’innovazione tecnologica per Banca Mediolanum significa procedere sul percorso della semplificazione e della dematerializzazione – afferma Oscar di Montigny, Chief Innovation, Sustainability & Value Strategy Officer. Con orgoglio ci annoveriamo tra le prime banche italiane ad utilizzare i “servizi di notarizzazione” offerti da Blockchain che significa contemporaneamente garantire l’autenticazione del documento, quindi la sua immodificabilità e irripudiabilità in un’ottica di trasparenza nei confronti di tutti i nostri stakeholder.”

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Samsung punta sulla blockchain https://www.datamanager.it/2018/12/samsung-punta-sulla-blockchain/ Wed, 12 Dec 2018 19:00:16 +0000 http://www.datamanager.it/?p=180856 Scovate online le tracce di tre richieste che ricondurrebbero ad altrettante piattaforme di blockchain, il cui utilizzo è però ignoto La blockchain è un paradigma che oramai coinvolge tutti. Anche Samsung potrebbe presto salire a bordo del trend, magari dedicando parte dei propri sforzi di mobilità a trasferire piattaforme attuali sui più floridi e sicuri […]

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Scovate online le tracce di tre richieste che ricondurrebbero ad altrettante piattaforme di blockchain, il cui utilizzo è però ignoto

La blockchain è un paradigma che oramai coinvolge tutti. Anche Samsung potrebbe presto salire a bordo del trend, magari dedicando parte dei propri sforzi di mobilità a trasferire piattaforme attuali sui più floridi e sicuri campi della catena di valore. O almeno questo è quanto si evince da tre richieste effettuate in Europa dal gigante coreano, che avrebbe formalizzato una domanda per ottenere la proprietà dei marchi “Blockchain KeyStore”, “Blockchain Key Box” e “Blockchain Core”.

Di cosa si tratta? Beh è molto difficile dirlo ma tutti potrebbero rifarsi a funzionalità cardine dei Galaxy del futuro. I marchi sono potenzialmente allusivi a forme di archiviazione di chiavi private o pubbliche, da declinare per attività specifiche considerate da Samsung.

Cosa sappiamo

La prima cosa che viene in mente è Samsung Pay. La piattaforma di pagamento e storage di carte potrebbe essere una candidata di prestigio per sperimentare forme di archiviazione e trasferimento dei dati basati sulla blockchain. Forse Samsung sta lavorando a una forma di portafoglio hardware da integrare nei suoi dispositivi futuri e in effetti, i documenti sono rivolti, si legge, a destinazioni quali smartphone, applicazioni software, programmi per computer. Purtroppo, trattandosi di marchi e non veri brevetti, non si hanno ulteriori dettagli, nemmeno visivi.

Si dovrà dunque aspettare per capire esattamente le strategie in merito alla blockchain ma il segnale è chiaro: Samsung è presente e vuole giocare un ruolo di prim’ordine nell’adozione di una simile tecnologia in ambito applicativo. All’inizio di quest’anno, la compagnia ha ricordato come il suo reparto smartphone goda della migliore sicurezza anche per scopi di memorizzazioni di criptovalute. Sebbene Knox migliori giorno dopo giorno, in quanto a sicurezza, la blockchain porta evidentemente benefici maggiori, che l’azienda  Naturalmente, diversi esperti del settore non sono stati d’accordo, ma ora sembra che avrebbe intenzione di integrare il prima possibile.

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La Corea del Sud testerà un sistema di voto basato sulla blockchain https://www.datamanager.it/2018/11/la-corea-del-sud-testera-un-sistema-di-voto-basato-sulla-blockchain/ Fri, 30 Nov 2018 19:00:08 +0000 http://www.datamanager.it/?p=180287 Dopo il Giappone, anche un altro paese orientale proverà a migrare i processi elettivi su una piattaforma sicura di blockchain Usare la blockchain per rendere più sicuro il voto è un trend che si affermerà a livello globale a breve. Se l’Europa è ancora abbastanza indietro per processi del genere, altrove vi sono nazioni già […]

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Dopo il Giappone, anche un altro paese orientale proverà a migrare i processi elettivi su una piattaforma sicura di blockchain

Usare la blockchain per rendere più sicuro il voto è un trend che si affermerà a livello globale a breve. Se l’Europa è ancora abbastanza indietro per processi del genere, altrove vi sono nazioni già pronte a difendere la democrazia delle scelte dei cittadini. Prima il Giappone, con un trial per un referendum locale e ora la Corea del Sud, dove la commissione elettorale nazionale (NEC) e il ministero della Scienza e dell’ICT hanno confermato di star sviluppando un sistema basato su blockchain. In realtà, non si tratta di una vera e propria novità, visto che proprio il NEC, nel lontano 2013, aveva dato vita a K-voting, una sorta di procedimento di voto digitale fondato su una piattaforma controllata e, teoricamente, sicura.

Trend in crescita

Sicuramente il boom delle criptovalute e delle soluzioni ad esse connesse, che promettono di implementare le procedure di controllo, ha posto in maggior risalto la possibilità di migrare il voto sulla blockchain, eliminando per sempre il rischio di violazioni esterne. Il governo sudcoreano ha deciso di abbracciare la tecnologia che, nella loro ottica, aumenterà la trasparenza e la sicurezza, soprattutto nei confronti del sistema digitale.

Il progetto è stato programmato per essere avviato a dicembre e sarà inizialmente utilizzato per raccogliere le risposte per sondaggi condotti dalla Blockchain Society della Seoul National University e dalla Korea Internet and Security Agency. Ci vorrà un po’ prima che il sistema venga adottato per elezioni più ampie e ufficiali ma il NEC prenderà una decisione in seguito ai risultati dell’esperimento. Come anticipato, la Corea del Sud non è la prima a sfruttare metodologie del genere ma l’ampiezza e la portata degli interessati può di certo dare uno slancio ad altre iniziative simili in giro per il mondo.

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Savino Solution conquista il primo brevetto sulla conservazione in blockchain https://www.datamanager.it/2018/11/savino-solution-conquista-il-primo-brevetto-sulla-conservazione-in-blockchain/ Fri, 09 Nov 2018 10:55:29 +0000 http://www.datamanager.it/?p=178699 Un caso unico in Italia e in Europa: così i dati ospitati da piattaforme sicure acquistano valore giuridico È la Savino Solution, conservatore accreditato Agid e guidata da Nicola Savino, ad aver depositato per la prima volta in Italia e in Europa, un brevetto che certifica, giuridicamente, i dati conservati su piattaforme di blockchain. Costato […]

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Un caso unico in Italia e in Europa: così i dati ospitati da piattaforme sicure acquistano valore giuridico

È la Savino Solution, conservatore accreditato Agid e guidata da Nicola Savino, ad aver depositato per la prima volta in Italia e in Europa, un brevetto che certifica, giuridicamente, i dati conservati su piattaforme di blockchain. Costato 2 milioni di euro in investimenti e un totale di cinque anni di lavoro, il sistema pensato dalla software nostrana permette di gestire e rendere disponibili ad altri soggetti le informazioni ospitate su blocchi sicuri, grazie a una tecnologia in cloud che sfrutta algoritmi avanzati sia per proteggere i dati che per affidare agli stessi un valore di legge, nel caso di procedure che necessitano di qualità legali pari a quelle di altri file oggi riconosciuti come tali.

Il progetto di Savino Solution non è frutto del caso o di un’intuizione priva di fondamenta. Si tratta invece della risposta a quella che oggi è una mancanza del panorama IT legato ai temi della blockchain. Si parla spesso di soluzioni tecnologiche per i vantaggi dell’infrastruttura ma non della valenza dei contenuti archiviati. Del resto, già ETSI, l’Istituto europeo per gli standard delle telecomunicazioni, ha delineato gli standard europei per la conservazione dei dati, che trovano nel brevetto di Savino un naturale completamento. Ma di cosa si tratta? Lo ha spiegato direttamente Nicola Savino.

«Il nostro brevetto utilizza i blocchi di una chain per validare a norma di legge le informazioni ospitate, seguendo proprio le policy di ETSI per l’Europa e le regolamentazioni di Agid per l’Italia. Per noi la registrazione è motivo di orgoglio sia professionale che nazionale, visto che rappresentiamo la prima compagnia in Europa ad aver conseguito un risultato del genere. Ribadiamo che in un contesto in cui non vi era un sistema che desse la certezza giuridica di una blockchain, la presenza di una certificazione simile diviene fondamentale, per organizzazioni di qualunque tipo, anche startup».

L’interesse è giustamente sulla blockchain ma il brevetto di Savino Solution va anche oltre. «Quello che viene a crearsi è un canale di comunicazione che, essendo compliance alle indicazioni di ETSI e di Agid, realizza di per sé un processo valido e certificato. Se da una parte l’obiettivo è dare valore ai documenti, ad esempio i record nei pdf, dall’altra è possibile opporre legalmente anche le informazioni gestite con un qualsiasi altro sistema aziendale, veicolate tramite una catena che beneficia del nostro brevetto».

Chiaro dunque come il progetto sia applicabile a vari ambiti, promettendo di dare maggiore legacy alla blockchain, in ogni sua forma. Il numero assegnato al brevetto è A9048 ed è già sul mercato per essere adattato alle diverse esigenze dei clienti.

Per conoscere modalità e costi si può fare riferimento al sito www.savinosolution.com.

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Come la blockchain può cambiare il volto della cybersecurity e non solo https://www.datamanager.it/2018/10/come-la-blockchain-puo-cambiare-il-volto-della-cybersecurity-e-non-solo/ Fri, 26 Oct 2018 07:31:51 +0000 http://www.datamanager.it/?p=177686 La blockchain rende possibile immaginare un mondo nel quale transazioni di ogni genere saranno create e conservate in maniera trasparente all’interno di database pubblici e condivisi. Una promessa che ha calamitato l’attenzione di numerosi settori industriali ed economici, compreso quello della sicurezza informatica Ci credono anche al Pentagono. La tecnologia blockchain potrebbe fare da “scudo […]

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La blockchain rende possibile immaginare un mondo nel quale transazioni di ogni genere saranno create e conservate in maniera trasparente all’interno di database pubblici e condivisi. Una promessa che ha calamitato l’attenzione di numerosi settori industriali ed economici, compreso quello della sicurezza informatica

Ci credono anche al Pentagono. La tecnologia blockchain potrebbe fare da “scudo cyber” per proteggere comunicazioni, tecnologia e commesse della Difesa. Gli ingegneri del DARPA – Defense Advanced Research Projects Agency – i nipotini degli inventori di Internet tanto per capirci, lavorano a un progetto per creare un servizio di messaggistica a prova di spioni. Non solo. Un secondo prevede la creazione di un codice blindato, che renderà impossibile la vita a coloro che tenteranno di accedere a database protetti.

FINANCE LOVES BLOCKCHAIN

Dallo scorso dicembre la sperimentazione della tecnologia blockchain ha preso il via in 14 banche italiane. A riferirlo è l’Associazione bancaria italiana (ABI), che coordina il progetto attraverso ABI Lab, il suo laboratorio tecnologico. «Le banche che partecipano al progetto (Banca Mediolanum, Banca Monte dei Paschi di Siena, Banca Sella, BNL – Gruppo BNP Paribas, Banca Popolare di Sondrio, Banco BPM, CheBanca! – Gruppo Mediobanca, Credito Emiliano, Crédit Agricole, Credito Valtellinese, ICCREA Banca, Intesa Sanpaolo, Nexi Banca, UBI) sono impegnate sull’applicazione della blockchain ai processi interbancari, con l’obiettivo di conseguire i vantaggi derivanti dalla trasparenza e visibilità delle informazioni, dalla maggiore velocità di esecuzione delle operazioni e dalla possibilità di effettuare verifiche e scambi direttamente sull’applicazione» si legge in una nota ufficiale.

La blockchain è una tecnologia che permette la creazione e gestione di un grande database distribuito per la gestione di transazioni condivisibili tra più nodi di una rete. Un database in cui i dati non sono memorizzati su un solo computer ma su più macchine collegate tra loro, chiamate nodi. «Questo nuovo paradigma di database distribuiti (Distributed Ledger Technology – DLT) cambia il modo di pensare e progettare le modalità di relazione e lo scambio di valore tra gli attori partecipanti» – dichiara ABI.

L’ambito di applicazione è la spunta interbancaria, vale a dire la verifica della corrispondenza delle attività che riguardano due banche diverse. Per esempio, le operazioni effettuate fra clienti di due istituti diversi. «Il progetto – è ancora ABI a dichiararlo – ha verificato in particolare come l’applicazione di tecnologie DLT contribuisce a migliorare alcuni aspetti specifici dell’attuale operatività, che possono provocare discrepanze complesse da gestire per le banche. Tra queste, il tempo necessario a identificare transazioni non corrispondenti tra due banche; la mancanza di un processo standardizzato e di un protocollo di comunicazione unico; la limitata visibilità delle transazioni tra le parti».

Come ci conferma Federico Folloni, responsabile Ricerca e Sviluppo Cedacri – i pagamenti rappresentano l’ambito su cui sono state effettuate ad oggi più sperimentazioni, considerati i notevoli vantaggi che comporta. «A questo proposito di recente Cedacri ha realizzato e portato in produzione uno schema di pagamento, basato su una blockchain privativa, che consente di effettuare pagamenti P2P e P2B in tempo reale, con la garanzia di elevati livelli di sicurezza e di resilienza ai fault». Secondo le previsioni di IDC, il settore bancario, sarà il principale investitore in queste tecnologie   blockchain anche per i prossimi anni, – «con il 26% del totale della spesa a livello globale stimato nel 2018» – come ci dice Diego Pandolfi, research & consulting manager di IDC Italia (idcitalia.com).

UNA NUOVA CORSA ALL’ORO?

Le opportunità della blockchain si stanno rapidamente espandendo anche al di fuori del settore finance. Come nel caso del manufacturing (industria di processo continuo e discreta), grazie all’applicabilità della blockchain alle attività di supply chain management. «Qui l’obiettivo – spiega Pandolfi è di ottimizzare le attività produttive, distributive, di tracking e controllo della qualità dei prodotti». Il retail – secondo i dati IDC – è il terzo settore per livelli di investimenti globali e si posiziona come un early adopter. «Le aziende stanno portando avanti le prime sperimentazioni e alcuni progetti pilota nelle aree del tracking dei prodotti, per contrastare le frodi e assicurare la qualità e l’autenticità (si pensi al settore alimentare o dell’abbigliamento), e anche in questo caso in generale per ottimizzare le attività di supply chain management» – aggiunge Pandolfi. Secondo IDC, la blockchain contribuisce a trasformare le modalità con cui le aziende e le organizzazioni lavorano le une con le altre, permettendo la creazione di nuovi livelli di trasparenza e di fiducia tra tutti gli attori coinvolti nello sviluppo e nell’utilizzo di questa tecnologia emergente. Comprensibilmente in questa fase, le aziende si trovano in fasi differenti per quanto riguarda lo sviluppo e la sperimentazione di progetti e servizi basati su questa tecnologia, con differenze notevoli in base ai diversi settori industriali, sia per le esigenze diverse di ognuna sia per la presenza di specifiche regolamentazioni settoriali. «In generale – rileva Pandolfi – la blockchain permette di facilitare lo scambio e la tracciabilità di prodotti, servizi e transazioni. Quindi, tutti i settori che hanno l’obiettivo di ottimizzare e snellire lo scambio di dati e di informazioni in maniera sicura stanno guardando e sperimentando con interesse questa tecnologia, con l’obiettivo di ottimizzare le loro operations».

IDC rileva in proposito numerosi e differenti casi d’uso della blockchain nel settore industriale. «I primi use case ad essere stati sviluppati si ponevano l’obiettivo di trasformare processi inefficienti e altamente manuali, come i pagamenti cross-border e i post-transaction settlements, per abilitare transazioni tempestive e immediate» – ci dice Pandolfi. Nel medio termine, in base ai dati elaborati da IDC sui principali casi d’uso sviluppati in ambito blockchain per livelli di spesa (hardware, software e servizi), quelli che registreranno i tassi di crescita maggiori nei prossimi anni riguarderanno: 1) Claims processing, filing e management, tracciamento e risoluzione efficiente dei reclami, all’interno di un sistema sicuro e in grado di tenere traccia di tutte le attività, comprese l’elaborazione delle richieste di risarcimento e l’assistenza nella liquidazione dei reclami e nella riconciliazione dei pagamenti (questo caso d’uso è specifico del settore Insurance); 2) Asset/goods management (monitoraggio delle movimentazioni di beni e asset, in vista della creazione di un sistema completo, o un registro, che tenga traccia degli spostamenti e delle spedizioni di prodotti); 3) Lot lineage/provenance (verifica dell’origine e dell’autenticità dei prodotti lungo la value chain, per evitare frodi, contraffazioni, e mantenere elevati i livelli di qualità). «Fino ad oggi, l’uso più completo e diffuso della tecnologia blockchain è legato alla creazione di monete virtuali, bitcoin in testa. Ma le opportunità sono decisamente più ampie e riguardano tutte quelle transazioni che richiedono autenticazione, immutabilità e fiducia tra le parti» – ci dice Guido Sandonà, responsabile campagne di sensibilizzazione di CLUSIT.

Un caso d’uso interessante è quello dalla piattaforma logistica TradeLens ideata dalla compagnia di trasporto marittimo danese Maersk Line e da IBM, che ha introdotto innovazione in un settore abbastanza statico qual è quello dei trasporti marittimi. «L’obiettivo di questa piattaforma è correlare tra loro i numerosissimi documenti che accompagnano le merci in giro per il mondo, riducendo tempi di trasposto e costi» – spiega Sandonà. «La blockchain si pone come elemento di trust tra parti molto diverse tra loro sia nelle funzioni che nei sistemi informatici a supporto, quali ad esempio produttori, agenzie doganali, importatori e così via. Ad oggi, quasi 100 organizzazioni – tra cui spiccano le autorità portuali e doganali di Singapore e Amsterdam – hanno aderito a TradeLens». E per restare in Italia, ci sono produttori del settore food come Certified Origins, che lavora con piccole aziende agricole italiane produttrici di olio d’oliva Extravergine. «Con la nostra soluzione blockchain cloud, tracciano un loro olio a marchio Bellucci, venduto sul mercato USA, attraverso tutta la supply chain: dall’albero allo scaffale del negozio» – ci dice Filippo Cutillo, blockchain cloud services specialist di Oracle Italia (www.oracle.com/it). Secondo Maurizio Sironi, manager di Reply Blockchain i casi d’uso più interessanti nascono quando la necessità di alta trasparenza incontra l’automazione: «Si pensi per esempio alla tracciatura di filiere multi-attore, o ai processi che possono essere eseguiti tramite Trusted Smart Contract – lo standard che automatizza l’esecuzione di contratti garantendone il valore legale – come per le Smart Insurance Policy». Oppure, il tema della Trustless Notarization su blockchain, nota Stefano Russo, blockchain technology expert di Kubris, centro di innovazione di Kirey Group. «Un caso d’uso diffuso e di grande efficacia che può dare supporto ad ambiti quali Compliance, Data Quality, Data Governance e cybersecurity».

BLOCKCHAIN E CYBERSECURITY

L’infrastruttura decentralizzata su cui poggia la blockchain sfrutta le caratteristiche di base della resilienza operativa, la crittografia dei dati, la verificabilità, trasparenza e immutabilità delle transazioni­. Punti di forza per rendere molto più difficili attività fraudolente di varia natura. In quella che è la sua applicazione più conosciuta di piattaforma di scambio per le cryptovalute, la blockchain risolve il problema della mancanza di fiducia tra le controparti durante le transazioni monetarie attraverso un sistema di database distribuiti strutturato in blocchi (block) o nodi di rete tra loro collegati (chain). Un meccanismo mostratosi sino a oggi efficace. In estrema sintesi, la blockchain è una piattaforma di scambio di dati crittografati, memorizzati all’interno di un database condiviso. La natura distribuita della tecnologia fa sì che non ci siano accessi non presidiati o (punti centrali di errore) – single point of failure – sfruttabili dai malintenzionati. Le parti possono autenticare dispositivi e utenti senza la necessità di una password. Eliminando di fatto l’intervento umano nel processo di autenticazione, da sempre uno dei vettori di attacco più sfruttati. Al suo posto, viene implementato un sistema di sicurezza che sfrutta un’infrastruttura a chiave pubblica distribuita per l’autenticazione di dispositivi e utenti. Fornendo a ciascun dispositivo un certificato SSL anziché una password. La gestione dei certificati eseguita sulla blockchain rende molto più difficile l’utilizzo di certificati falsi. «Operando in modo decentralizzato – chiarisce Maurizio Sironi di Reply Blockchain – questa tecnologia consente di introdurre meccanismi che distribuiscono la responsabilità nei confronti di una moltitudine di soggetti grazie per esempio a logiche multi-signature, mitigando il rischio legato ai comportamenti della singola persona». È quanto promette per esempio REMME, azienda che ha implementato una soluzione che consente alle aziende di autenticare utenti e dispositivi senza utilizzare una password. «La tecnologia non garantisce la certezza dell’identità che a monte può essere garantita facendo leva su sistemi di identificazione affidabili e riconosciuti, per esempio schemi di identità digitale nazionali ed europei» – puntualizza Luisa Monti, regulatory developments & innovation support director di CRIF. «La blockchain può entrare in gioco in un secondo momento, supportando i processi di autenticazione e garantendo un accesso sicuro degli utenti alle loro applicazioni. Inoltre può abilitare a un nuovo utilizzo dell’identità, distribuita e diffusa, fatta di attributi personali che il titolare può condividere in maniera sicura con le parti che lo richiedono».

«La particolare combinazione di caratteristiche quali immutabilità, condivisione diffusa e non ripudiabilità fanno della tecnologia blockchain un candidato a cui guardare per rafforzare i punti deboli imputabili alla componente umana nei sistemi complessi di gestione della sicurezza» – osserva Cutillo di Oracle Italia. «Le svariate sollecitazioni dei clienti su questo tema ci stanno offrendo l’opportunità di approfondire e valutare quali tra i molteplici aspetti in cui declinare l’ampio tema della sicurezza ne potrà maggiormente beneficiare». Dal punto di vista della sicurezza è senza dubbio un passo avanti rispetto alle tecnologie più tradizionali. «Ma questo vantaggio in alcuni casi è a spese di scalabilità e sostenibilità» – afferma Folloni di Cedacri. «Tipicamente questo accade con le blockchain pubbliche basate sul Proof of Work come bitcoin. Il progetto Ethereum prova a superare questi problemi implementando un sistema di validazione dei blocchi basato su Proof of Stake. Una sfida da monitorare con attenzione».

NUOVE APPLICAZIONI

Nel campo della sicurezza, attraverso il tracking delle filiere produttive, questa tecnologia ha le potenzialità per mettere in sicurezza una serie di processi, partendo dalla non ripudiabilità e – dal momento in cui è inserito in un blocco della catena – non modificabilità del dato. Questo di per sé non assicura che quel dato sia corretto ma introduce un nuovo modo di interagire con i propri consumatori. Attraverso un meccanismo di self reputation. È il caso dell’utilizzo di blockchain privative (permissionless) per ovviare ai problemi di scalabilità e sostenibilità, mantenendo i vantaggi dal punto di vista della sicurezza. «Questo è il caso del sistema di pagamento realizzato da Cedacri che utilizza le tecnologie blockchain all’interno del sistema bancario più tradizionale per ottenere il meglio di entrambi i mondi» – ci dice Folloni di Cedacri. Altre applicazioni riguardano il mondo della PA. Per esempio nel settore sanità. Adeguatamente implementata, la   blockchain potrebbe consentire a tutte le unità organizzative di mantenere il controllo del dato nei propri database, abilitandone al contempo lo scambio e assicurando allo stesso tempo privacy e integrità del dato. Un’applicazione dalle caratteristiche simili sviluppata dalla società estone Guardtime ha messo in sicurezza i dati sanitari del sistema sanitario del paese baltico. «Il carattere open source della tecnologia permette ai protocolli blockchain di evolvere regolarmente in modo scalabile, sicuro e sostenibile grazie agli sforzi di community distribuite in costante espansione» – rileva Sironi di Reply Blockchain.

DRIVER DI SVILUPPO E POSSIBILI OSTACOLI

IDC prevede un giro d’affari superiore a 1,5 miliardi di dollari per la   blockchain. Se il 2017 è stato l’anno in cui le aziende hanno iniziato a “prendere le misure” di questa tecnologia emergente, il 2018 – per IDC – è sicuramente quello dei test rigorosi, dei rapidi avanzamenti tecnologici e delle prime sperimentazioni e proof-of-concept su larga scala. «Con un mercato potenziale stimato a livello mondiale superiore al miliardo e mezzo di dollari e una crescita superiore al 100% anno su anno, i dati confermano il forte interesse verso questa tecnologia in tutti i settori industriali» – afferma Pandolfi di IDC Italia. «IDC stima per il periodo 2018-2022 una crescita ad un CAGR del 73%. Con Gli Stati Uniti a fare da traino in termini di investimenti con una quota vicina al 50 per cento della spesa globale».

CATALIZZATORI DEL MERCATO

Secondo IDC, la possibilità di rendere più efficienti i processi e di ottimizzare le operations rappresenta il fattore principale di accelerazione dello sviluppo degli investimenti nei prossimi anni. «Alcune aziende credono che la blockchain possa fornire loro un vantaggio competitivo per differenziarsi dai concorrenti, grazie a operations ottimizzate e miglioramenti nell’ambito della logistica e della comunicazione; maggiore trasparenza tra l’azienda e l’ecosistema di stakeholder, maggiori possibilità di collaborazione con altri player e una più ampia fiducia da parte dei clienti, che si traduce in una migliore relazione, customer satisfaction e loyalty» – spiega Pandolfi. Al riguardo, secondo una recente ricerca condotta da IDC negli Stati Uniti, il 28% delle aziende ha dichiarato di avere almeno un progetto in cantiere (sia in fase di sviluppo che pilota). Con un altro 14% di aziende che considera la blockchain una tecnologia all’interno della pipeline progettuale.

Non solo. Le aziende stanno guardando alla blockchain per migliorare processi esistenti, collaborare con partner e attori terzi in maniera più semplice e sicura. «Quando si lavora con una nuova tecnologia – spiega Sandonà di CLUSIT – la prima cosa che si prova a fare è di utilizzarla su processi che già si conoscono. Tuttavia, molte imprese – startup in particolar modo – pensano all’utilizzo della tecnologia blockchain per creare nuovi modelli di business. Oggi, quasi tutte le banche e assicurazioni stanno seriamente studiando l’utilizzo di blockchain e smart contracts nel modo dei pagamenti e dei contratti assicurativi. Anche nel settore logistico, i principali operatori hanno compreso che l’utilizzo della blockchain può semplificare l’enorme burocrazia esistente nel settore, riducendo i costi e velocizzando le procedure».

Gli ostacoli che potrebbero frenare lo sviluppo del mercato e degli investimenti sono – secondo IDC – le preoccupazioni legate alla sicurezza e ai limiti di budget. «Molte aziende sono preoccupate dalle sfide tecnologiche, in particolare dai costi legati all’implementazione, allo sviluppo e all’integrazione della   blockchain con altri sistemi e con altri player» – osserva Pandolfi. «Altre sfide riguardano la necessità di disporre di una larghezza di banda molto elevata per implementare un “registro” di transazioni basato su   blockchain, le incertezze relative alle performance su larga scala e la regolamentazione settoriale». Inoltre, la sicurezza continuerà a rappresentare la preoccupazione maggiore per le aziende: «Problemi nell’area della privacy e dei dati – conclude Pandolfi di IDC Italia – potranno frenarne lo sviluppo e l’evoluzione su larga scala».

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Blockchain: molti aeroporti e compagnie aeree pronti a testarla https://www.datamanager.it/2018/10/blockchain-molti-aeroporti-e-compagnie-aeree-pronti-a-testarla/ Thu, 18 Oct 2018 13:01:32 +0000 http://www.datamanager.it/?p=177155 SITA rivela che il 59% delle compagnie aeree e il 34% degli aeroporti sono pronti a testare la tecnologia blockchain  La blockchain prende il volo: secondo un’indagine condotta da SITA entro il 2021 il 59% delle compagnie aeree e il 34% degli aeroporti avvieranno test o ricerche sulla blockchain. Aerolinee e aeroporti di tutto il mondo […]

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SITA rivela che il 59% delle compagnie aeree e il 34% degli aeroporti sono pronti a testare la tecnologia blockchain 

La blockchain prende il volo: secondo un’indagine condotta da SITA entro il 2021 il 59% delle compagnie aeree e il 34% degli aeroporti avvieranno test o ricerche sulla blockchain. Aerolinee e aeroporti di tutto il mondo guardano a questa tecnologia come a un’alleata per semplificare operazioni come la gestione delle identità dei passeggeri e la tracciatura dei bagagli. Una semplificazione resa possibile dal fatto che la blockchain favorisce la collaborazione tra operatori – aerolinee, scali, operatori di terra, agenzie governative – creando un database condiviso di dati incorruttibili e certificati da smart contract, che verificano di volta in volta che le clausole decise tra le parti siano validate.

I risultati dell’indagine

Come emerso dall’indagine SITA 2018 Air Transport IT Insights, compagnie aeree (40%) e aeroporti (36%) concordano sul fatto che questa tecnologia porterà vantaggi significativi al processo di identificazione dei passeggeri. In più, le aerolinee si aspettano benefici per la creazione di token dei viaggiatori per i programmi frequent flyers (34%) e di e-ticket (31%); gli scali per la tracciatura dei bagagli, soprattutto nei passaggi di custodia (28%), e per l’efficienza operazionale (24%).

Sergio Colella, Presidente di SITA Europa, ha dichiarato: “Gli ostacoli più grandi per la realizzazione di un viaggio senza intoppi per il passeggero ed efficiente per gli operatori sono le divisioni dei processi fra gli stakeholder, che agiscono come ‘inciampi’ tra le fasi. La collaborazione realizzabile tramite la blockchain è la risposta più efficace per ridurre tali ‘salti’”.

Uno dei benefici chiave della tecnologia blockchain è la possibilità di avere applicazioni multi enterprise che, lavorando su organizzazioni multiple, bloccano i dati nella blockchain in modo immutabile. Questo permette di avere una “singola fonte di verità” per tutti gli stakeholder, evitando di avere applicazioni singole che funzionano separatamente e scambiano i dati solo caso per caso.

Aviation Blockchain Sandbox

Per esplorare il potenziale della blockchain SITA a giugno ha lanciato Aviation Blockchain Sandbox, un grande progetto di ricerca applicato al settore del trasporto aereo. SITA sta infatti investendo nell’infrastruttura per accelerare lo studio della redditività dell’utilizzo di app multi-enterprise basate sulla Distributed Ledger Technology, più comunemente nota come blockchain.

Sergio Colella ha dichiarato: “Aviation Blockchain Sandbox è un esempio delle iniziative cross-industry che siamo interessati a sviluppare, per accelerare la conoscenza dei benefici che la blockchain può portare al settore”.

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Var Group investe nella startup Commerc.io https://www.datamanager.it/2018/10/var-group-investe-nella-startup-commerc-io/ Tue, 16 Oct 2018 13:50:09 +0000 http://www.datamanager.it/?p=176872 Var Group annuncia l’ingresso nel capitale della Start UP Commerc.io con l’idea di sviluppare la piattaforma Blockchain come tecnologia per rivoluzionare il sistema di scambio di documenti tra aziende rendendolo semplice e sicuro Var Group annuncia di essere entrata nella compagine sociale della start up Commerc.io. Var Group appartiene al Gruppo Sesa S.p.A., operatore di riferimento […]

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Var Group annuncia l’ingresso nel capitale della Start UP Commerc.io con l’idea di sviluppare la piattaforma Blockchain come tecnologia per rivoluzionare il sistema di scambio di documenti tra aziende rendendolo semplice e sicuro

Var Group annuncia di essere entrata nella compagine sociale della start up Commerc.io. Var Group appartiene al Gruppo Sesa S.p.A., operatore di riferimento in Italia nell’offerta di soluzioni IT a valore aggiunto per il segmento business. La società capogruppo Sesa S.p.A. è quotata sul segmento STAR del mercato MTA di Borsa Italiana.

Commerc.io

Creata a Vicenza da Enrico Talin, già fondatore di Tradenet, insieme ad un gruppo di imprenditori, Commerc.io ha sviluppato la prima piattaforma di e-commerce B2B basata sul meccanismo della blockchain che rivoluziona il sistema di scambio di documenti tra aziende rendendolo semplice e sicuro. Con questa operazione Var Group, attraverso la propria divisione Digital Security Yarix, si conferma tra le prime aziende italiane che concretamente sviluppano e offrono servizi in ambito di soluzioni DLT per migliorare l’efficienza e la sicurezza dei processi aziendali. Il progetto vede in particolare il coinvolgimento di Blockit, società specializzata in tecnologia blockchain entrata a far parte della divisione già ad inizio anno, che affiancherà Commerc.io nello sviluppo del software.

La piattaforma, che si rivolge potenzialmente a 250 milioni di imprese in tutto il mondo, è finalizzata a dar vita ad una rete decentralizzata, dove le aziende collegate comprano e vendono prodotti e servizi, eseguono transazioni in piena sicurezza in una logica B2B. Questo porta a benefici concreti per le imprese: la semplificazione nell’adozione dell’E-commerce B2B, con la riduzione dei costi e l’accesso a un numero sempre più grande di aziende; un sistema  di co-certificazione creato dallo scambio di documenti commerciali, in grado di attestare la genuinità delle fatture emesse; la Notarizzazione digitale (ovvero la Tokenizzazione) delle fatture e dei documenti relativi alle transazioni sulla rete Ethereum – dove stanno convergendo tutte le aziende fintech del mondo – trasformati in un asset digitale univoco e non fungibile.

Grazie alla partnership con Var Group, Commerc.io potrà realizzare il piano di sviluppo strategico volto all’ampliamento della rete ad un numero sempre più vasto di aziende e, a tendere, la creazione di un mercato di titoli digitali (Token) al servizio della liquidità delle PMI in tutto il mondo.

“La piattaforma di Commerc.io ha un incredibile potenziale di sviluppo che intendiamo liberare e valorizzare: siamo convinti che la tecnologia Blockchain sia destinata a rendere più trasparenti e sicuri i processi di scambio e le transazioni tra aziende, eliminando la necessità di un soggetto garante terzo” ha affermato Francesca Moriani, Amministratore Delegato Var Group. “Complessivamente dal 2017 abbiamo siglato 20 partnership in tutti i settori dell’ICT, a conferma del nostro impegno a valorizzare le competenze e le intuizioni di imprenditori come Talin destinati a innovare radicalmente i processi aziendali”.

“La Blockchain cambierà le logiche di gestione delle transazioni e migliorerà i processi base di cybersecurity delle imprese.”, ha aggiunto Mirko Gatto, Head of Digital Security Division di Var Group. “I dati a disposizione illustrano un aumento esponenziale di truffe legate al furto di identità. Crediamo sia indispensabile un approccio innovativo come quello di Commerc.io per risolvere in modo strutturale il problema dell’identità digitale fuori dei confini italiani”.

“In Var Group abbiamo trovato un partner che condivide il nostro desiderio di creare una rete dove le imprese possono scambiarsi documenti commerciali in piena sicurezza attraverso la blockchain “, commenta Enrico Talin, co-fondatore di Commerc.io illustrando il progetto nato pochi mesi fa “Si tratta del primo un progetto Blockchain B2B creato dagli imprenditori per gli imprenditori. Con il supporto di Var Group e la progressiva espansione della rete, ogni singola transazione creerà valore e un mercato potenziale di facile e sicuro accesso per le aziende, in un processo trasparente di co-certificazione”.

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