brand – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Wed, 27 Jun 2018 09:14:53 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png brand – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Top Brands: i brand di Birra più social https://www.datamanager.it/2018/06/top-brands-i-brand-di-birra-piu-social/ Wed, 27 Jun 2018 09:14:53 +0000 http://www.datamanager.it/?p=150211 La classifica di Blogmeter relativa ai brand più engaging sui principali social media vede svettare Ceres, seguito da Birrificio Angelo Poretti e Bavaria. Su YouTube la migliore perfomance è di Leffe Nuova edizione della tradizionale indagine Top Brands di Blogmeter, questo mese dedicata al Settore Birre. Utilizzando il nuovo tool di Social Analytics – uno […]

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La classifica di Blogmeter relativa ai brand più engaging sui principali social media vede svettare Ceres, seguito da Birrificio Angelo Poretti e Bavaria. Su YouTube la migliore perfomance è di Leffe

Nuova edizione della tradizionale indagine Top Brands di Blogmeter, questo mese dedicata al Settore Birre. Utilizzando il nuovo tool di Social Analytics – uno strumento migliorato sia dal punto di vista grafico sia nelle funzionalità, che permette di mettere a confronto non solo i diversi brand, ma anche i diversi canali social di un singolo brand – Blogmeter ha analizzato le performance di tutte le pagine ufficiali Facebook, Twitter, Instagram e YouTube dei principali brand di Birre presenti sul mercato italiano e che si rivolgono allo stesso. Dai 30 brand presi in esame è scaturita una classifica in cui sono stati evidenziati i 5 brand risultati migliori per interazioni totali (escludendo le views di YouTube) nel trimestre che va dall’1 gennaio al 31 marzo 2018. Inoltre, a partire da questo mese si aggiunge la novità della Top3, ovvero i brand che hanno registrato la migliore performance su YouTube.

Sul podio Ceres, Angelo Poretti e Bavaria

Nell’analisi svolta da Blogmeter sono state valutate le performance relative al total engagement per i cinque brand risultati primi nel ranking per total interactions. Prima in classifica senza troppe sorprese è Ceres, divenuta molto popolare negli ultimi anni proprio per la sua originale ed ironica comunicazione social. Il brand di birra danese totalizza, nel trimestre di riferimento, un engagement pari addirittura a 394.000, ottenuto per il 73% su Facebook e per il 27% su YouTube. Il post di Ceres che ha ottenuto maggiore successo (oltre 30mila interazioni) è un post spiritoso dedicato all’orzo. Medaglia d’argento per Birrificio Angelo Poretti, storico birrificio lombardo fondato nel 1877 e, dal 2002, di proprietà del gruppo Carslberg. Con un total engagement pari a 120.000 e oltre 100mila tra fan e follower sui suoi canali social, Poretti stacca di parecchio i suoi competitor di settore. Il post che ha ottenuto maggior successo è un post dedicato alla festa della donna in cui, accanto ad alcune mimose, appare l’elegante bottiglia della Poretti 10 Luppoli Le Bollicine Dorata. In terza posizione si classifica l’olandese Bavaria, che colleziona un total engagement pari a 73.000 durante il periodo di analisi. L’attività social di Bavaria si concentra quasi esclusivamente sul suo canale Facebook, che infatti raccoglie il 100% delle interazioni. Il post più engaging è un post a tema calcistico dedicato alla partita Inter-Roma, con cui si chiede ai fan di pronosticare chi vincerà l’incontro tramite una “Beereaction”.

Seguono Guinness e Birra del Borgo

Guinness, la celebre birra irlandese, si posiziona quarta con un total engagement pari a 32.200, proveniente per il 100% da Facebook. Il most engaging post di Guinness, che raccoglie 9.600 interazioni, è ovviamente quello dedicato alla festa irlandese più celebre: il Saint Patrick’s Day. Al quinto posto della Top Brands troviamo Birra del Borgo, birrificio artigianale italiano nato a Borgorose nel 1999. L’attività social del brand è spaccata quasi a metà tra Facebook e Instagram, che raccolgono rispettivamente il 45% e il 54% delle interazioni totali (28.400). Il post di Birra del Borgo che ha ottenuto più successo nel trimestre è quello dedicato alla nuova birra lager Lisa, pubblicato su Facebook.

Top3 YouTube: Leffe svetta su Ceres e Birra Peroni

Per quanto riguarda la nuova classifica dedicata a YouTube, al primo posto troviamo Leffe che si aggiudica anche il premio per la pubblicazione del most viewed content del trimestre. Il video che vede come protagonista il famoso chef Alessandro Borghese, ha totalizzato quasi 2 milioni di visualizzazioni in pochissimi giorni. Il secondo posto va alla già premiata Ceres, che con il suo nuovo spot 2018 dal titolo “KALEIDOSCOPE” totalizza ben 1,2 milioni di views, alla data attuale.

Infine, sale sul podio anche Birra Peroni, che con un video dedicato all’eccellenza tutta italiana delle sue birre, colleziona oltre 6mila visualizzazioni.

 

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Apple ripropone il logo della mela arcobaleno https://www.datamanager.it/2018/02/apple-ripropone-logo-della-mela-arcobaleno/ Wed, 21 Feb 2018 17:59:32 +0000 http://www.datamanager.it/?p=141688 Apple ha riesumato il logo della mela arcobaleno degli Anni 80 e tutti si chiedono come l’azienda deciderà di riutilizzarlo La mela morsicata di Apple è probabilmente tra i loghi più riconoscibili e popolari. L’azienda di Cupertino ha modificato spesso il suo simbolo nel corso degli anni ma quello più riconoscibile è senza ombra di […]

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Apple ha riesumato il logo della mela arcobaleno degli Anni 80 e tutti si chiedono come l’azienda deciderà di riutilizzarlo

La mela morsicata di Apple è probabilmente tra i loghi più riconoscibili e popolari. L’azienda di Cupertino ha modificato spesso il suo simbolo nel corso degli anni ma quello più riconoscibile è senza ombra di dubbio quello dai colori arcobaleno. Questo perché è stato il simbolo che caratterizzava i primi PC e prodotti sviluppati da Steve Jobs e Steve Wozniak. La mela arcobaleno è stata ufficialmente dismessa nel 1998 ma oggi è tornata nuovamente in voga.

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Apple lo scorso luglio ha depositato il logo in Giamaica e a dicembre ha presentato la stessa richiesta al Trademark Reporting and Monitor System (TRAM) dell’US Patent and Trademark Office. AppleInsider riferisce che il brevetto descrive nel dettaglio le caratteristiche del logo compresa la sequenza dei colori (partendo dall’alto: verde, giallo, arancione, rosso, viola e blu). Apple vorrebbe ottenere una particolare forma di copyright chiamato “intent to use” che le consentirebbe di utilizzare la mela arcobaleno nel prossimo futuro. Molti concordano che il logo non verrà apposto sui prodotti hardware ma molto più facilmente Apple lo sfrutterà per il merchandising e forse anche per una linea di abbigliamento.

Pur mantenendo la stessa forma, il simbolo del colosso di Cupertino è cambiato molto negli anni. La mela arcobaleno è arrivata nel 1977 ed è stata disegnata dal designer Rob Janoff. Dal 1998 al 2002 il logo è diventato completamente nero e infine nel 2007 è stata introdotta la versione attuale dall’effetto cromato e tridimensionale.

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Top Brands: i Brand più social della GDO https://www.datamanager.it/2018/02/top-brands-brand-piu-social-della-gdo/ Wed, 21 Feb 2018 10:31:36 +0000 http://www.datamanager.it/?p=141533 Dall’indagine svolta da Blogmeter con il nuovo tool di Social Analytics emerge la performance di Auchan Italia, che stacca brand come  Carrefour ed Esselunga Nuova edizione dell’appuntamento mensile con la Top Brands, questa volta dedicata al settore della GDO. Nello specifico Blogmeter ha messo sotto osservazione le performance di tutte le pagine ufficiali Facebook, Twitter, […]

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Dall’indagine svolta da Blogmeter con il nuovo tool di Social Analytics emerge la performance di Auchan Italia, che stacca brand come  Carrefour ed Esselunga

Nuova edizione dell’appuntamento mensile con la Top Brands, questa volta dedicata al settore della GDO. Nello specifico Blogmeter ha messo sotto osservazione le performance di tutte le pagine ufficiali Facebook, Twitter, Instagram e YouTube dei brand GDO che si rivolgono esclusivamente al mercato italiano. La classifica che ne è scaturita, relativa al mese di gennaio 2018, è stata realizzata con il nuovo tool di Social Analytics, migliorato sia dal punto di vista grafico sia nelle funzionalità rispetto alla versione precedente. Il nuovo tool, che sarà disponibile entro la fine di questo mese di febbraio, ha permesso a Blogmeter di analizzare le social performance complessive dei brand presi in esame, potendo così verificare in che percentuale i diversi social sono stati significativi rispetto all’engagement totale.

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I primi tre brand sul podio

Al primo posto del rating troviamo Auchan Italia con 119.500 interazioni, grazie ad un’attività di comunicazione, che per quanto riguarda il mercato italiano, si è concentrata molto su Facebook. In questo caso l’attività più rilevante porta la data del 17 Gennaio scorso, quando l’engagement ha toccato il picco di 39.600 interazioni grazie ad un post che invitava gli utenti a esprimere la loro opinione sui due classici della cucina italiana attraverso le Facebook Reaction. Secondo posto per Carrefour che a gennaio ha ottenuto complessivamente 79.750 interazioni, quasi del tutto provenienti da Facebook (96,73%), a cui timidamente seguono Instagram (1,78%), YouTube (0,93%) e Twitter (0,56%). Da segnalare che il piano editoriale del mese di gennaio ha dato grande spazio all’ironia grazie ad una serie di immagini di prodotti freschi accompagnati da copy ironici e dall’hashtag #InsiemeÈMeglio. Medaglia di bronzo per Esselunga che ha prodotto un engagement complessivo di 47.420 interazioni, realizzate principalmente attraverso Facebook (90,63%) e in misura minore con Instagram (9,37%). Il piano editoriale del mese di gennaio di Esselunga è stato variegato, ma i post che hanno ottenuto più successo sono stati quelli dedicati alla raccolta dei Rollinz e all’App Rollinz 2.0. Bene anche gli hashtag #starwarsit, #gliultimijedi e #rollinz che sono stati i più coinvolgenti del mese.

LIDL Italia e MD Spa chiudono la Top Five

Proseguendo la nostra carrellata troviamo al quarto posto LIDL Italia che si è distinta all’interno del panel analizzato per la sua strategia multicanale. Fatta eccezione per Twitter, il total engagement nel mese di gennaio si è distribuito equamente tra Facebook (38,26%), Instagram (31,84%) e Youtube (29,51%). Il post che ha raccolto più interazioni è stato quello del 3 gennaio scorso che invitava gli utenti a partecipare all’estrazione di un premio simbolico a fronte di un commento. Chiude la Top Five MD SpA che con la sola pagina Facebook ha portato a casa 40.770 interazioni totali. La strategia del marchio per il mercato Italia è monocanale e alterna post acchiappa like a post promozionali e di servizio. Menzione d’onore infine, per Coop Italia, il cui video di YouTube, dedicato al nuovo Spot per i 70 anni dei prodotti a marchio Coop, è in assoluto il video più visto del mese di Gennaio.

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Ford pubblica il Report annuale sui Trend 2018 https://www.datamanager.it/2017/12/ford-pubblica-report-annuale-sui-trend-2018/ Wed, 20 Dec 2017 17:30:53 +0000 http://www.datamanager.it/?p=137843 Ford illustra i risultati del Report annuale sui Trend, sottolineando come i cambiamenti globali della società stiano influenzando i comportamenti e le abitudini dei consumatori: nuovo attivismo, empatia e necessità di esprimere se stessi daranno forma al nuovo anno Le persone si sentono sempre più destabilizzate dagli sconvolgimenti e dai cambiamenti in atto nel mondo, […]

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Ford illustra i risultati del Report annuale sui Trend, sottolineando come i cambiamenti globali della società stiano influenzando i comportamenti e le abitudini dei consumatori: nuovo attivismo, empatia e necessità di esprimere se stessi daranno forma al nuovo anno

Le persone si sentono sempre più destabilizzate dagli sconvolgimenti e dai cambiamenti in atto nel mondo, e oltre il 60% di queste afferma di sentirsi sopraffatta da ciò che gli accade intorno. Il Report sui Trend Looking Further with Ford prende in considerazione non solo le tematiche che dividono il mondo, ma anche i meccanismi di difesa che ne stanno emergendo di conseguenza.

“Viviamo chiaramente in tempi molto particolari”, ha spiegato Sheryl Connelly, Ford Global Consumer Trends and Futuring Manager. “Il cambiamento delle priorità globali, gli imprevedibili sconvolgimenti politici e l’attenzione ai temi della disuguaglianza sociale hanno modificato lo status quo e lasciato molti disorientati. Ma oltre il caos e il conflitto, una nuova energia creativa sta stimolando le persone come mai prima d’ora. Grazie all’empatia e alla compassione, che hanno condotto a un maggiore impegno nel sociale, le persone sono sempre più convinte che la loro singola azione possa influenzare un cambiamento, in senso positivo”.

Mentre le società fanno i conti con le mutate esigenze dell’urbanizzazione, le problematiche dell’ambiente e l’instabilità economica, Ford continua il proprio percorso di trasformazione in mobility company ideando soluzioni per la mobilità che possano migliorare la qualità della vita delle persone. Tra la preoccupazione per la sofferenza nel mondo, il divario sempre più ampio tra ricchi e poveri, e il timore legato agli eventuali effetti collaterali legati all’intelligenza artificiale, Ford rimane fedele alla convinzione che la libertà di movimento favorisca il progresso umano, e, sta continuando, pertanto, a sviluppare tecnologie innovative, all’insegna della sostenibilità, che possano inserirsi virtuosamente nella quotidianità degli individui.

Ogni anno, Ford si concentra sui trend globali per capire quale sia il percorso evolutivo dei consumatori e come le aziende debbano comportarsi per rispondere a tali esigenze.

I principali risultati emersi dal report annuale, giunto alla sesta edizione, sono:

  • Il 39% delle persone intervistate (adulti) afferma di non aver problemi a condividere le proprie informazioni personali con le aziende, ma il 60% dichiara di sentirsi frustrato dalla quantità di informazioni rese pubbliche
  • Il 76% degli intervistati ha affermato di provare turbamento rispetto alla consapevolezza di quanto delle proprie informazioni personali sia nella disponibilità dei diversi brand
  • Il 52% afferma di temere gli eventuali effetti indesiderati dell’avvento dell’intelligenza artificiale, mentre il 61% dichiara di sentirsi ottimista rispetto all’introduzione dei veicoli a guida autonoma
  • Il 68% delle persone dichiara di sentirsi sopraffatto dalla sofferenza percepibile e diffusa nel mondo e il 51% dichiara di sentirsi in colpa per non essere stato in grado di fare di più per rendere il mondo migliore
  • L’81% degli intervistati si dice preoccupato per il crescente divario tra ricchi e poveri
  • Il 73% delle persone afferma di sentire la necessità di occuparsi maggiormente del proprio benessere emotivo
  • Il 54% degli adulti di tutto il mondo dichiara di sentirsi più stressato rispetto a un anno fa, e, nella fascia d’età tra i 18 e 29 anni, questo dato esprime una crescita che supera il 65%

Con lo sguardo rivolto al nuovo anno e al futuro

Questa edizione del Report annuale sui Trend di Ford mette in evidenza 10 tendenze che modelleranno i comportamenti dei consumatori nel nuovo anno e in futuro:

  1. The Edge of Reason: gli improvvisi sconvolgimenti a livello globale sono evidenti in ogni ambito, dalla politica alla cultura pop, e le persone stanno rispondendo a questi cambiamenti in modo estremizzato. Man mano che cresce la spinta alla frammentazione, la sensazione di essere sopraffatti si intensifica. I consumatori sono alla ricerca di modi innovativi per farvi fronte e adattarvisi.
  2. The Activist Awakening: questa cultura dell’estremizzazione significa anche scuotere i consumatori dal loro status di noncuranza. Le abitudini e le aspettative più convenzionali vengono messe in discussione, mentre si dibatte sulla necessità del cambiamento.
  3. Minding the Gap: Worldwide, i riflettori sono puntati sulla disuguaglianza. Attivisti e imprenditori sono all’opera nella ricerca di nuovi modi per migliorare l’accesso a un’istruzione di qualità, aumentare l’occupazione, colmare le lacune salariali e garantire a tutti standard di vita e infrastrutture di base.
  4. The Compassionate Conscience: grazie alla disponibilità di aggiornamenti continui, siamo, oggi, più che mai consapevoli delle sfide che i consumatori devono affrontare in tutto il mondo. Le persone stanno riflettendo maggiormente sul loro ruolo nella società e sono più concentrate sul loro eventuale coinvolgimento
  5. Mending the Mind: i consumatori e le istituzioni si stanno rendendo conto che non è possibile avere un corpo sano se non si possiede una mente sana. In tal senso, la salute e il benessere stanno divenendo una priorità per individui, governi e aziende.
  6. Retail Therapy: molti consumatori sono alla ricerca di qualcosa di nuovo e diverso, interessati a beni materiali o a esperienze che portino felicità. Poiché i servizi che mirano a far vivere un’experience sono in crescita, i consumatori, ora, possono acquistare l’unica cosa che non è mai stata in vendita: il tempo.
  7. Helplessly Exposed: attraverso l’utilizzo dei Big Data, dovrebbe essere possibile interpretare i comportamenti delle persone, e, in teoria, aiutare i consumatori. Ma con l’utilizzo dei Big Data possono essere coinvolti anche i Big Bias, motivo per cui, una volta che le informazioni personali vengono cedute, i consumatori non possono far altro che sperare in un utilizzo responsabile da parte delle aziende.
  8. Technology’s Tipping Point: realtà virtuale, intelligenza artificiale e smart technology – concetti alquanto lontani dalla normalità – vengono ora ricompresi nella vita quotidiana. In tutto il mondo, le persone si stanno chiedendo quale sarà l’effetto di questa commistione per la società.
  9. Singled Out: il matrimonio e la genitorialità sono ancora necessari per ambire a una vita felice? Le coppie, oggi, – grazie alle diverse possibilità di scelta e alla più lunga aspettativa di vita – stanno ripensando alle modalità di impegno e alla realizzazione personale.
  10. Big Plans for Big Cities: entro il 2050 si prevede che circa il 75% della popolazione mondiale vivrà nelle aree urbane. Per massimizzare le potenzialità delle diverse città – e assicurarsi che siano luoghi felici e sani in cui vivere al meglio, è necessario ri-strutturare in modo smart i trasporti, l’occupazione, le unità abitative, le iniziative legate al benessere affinché possano essere ospitate all’interno di un’infrastruttura in grado di accogliere l’espansione numerica della popolazione.

Costruire un futuro più intelligente

L’87% dei consumatori è convinto della necessità di migliorare le modalità di trasporto cittadino, motivo per il quale l’Ovale Blu sta sviluppando soluzioni per una mobilità più smart, dedicate ai cittadini di tutto il mondo. Poiché le nuove modalità di trasporto all’insegna della sostenibilità, costituite da auto connesse e veicoli a guida autonoma stanno trasformando molto rapidamente la mobilità, Ford è impegnata a garantire che tale cambiamento possa avvenire in modo che i consumatori possano avere fiducia e sentirsi sicuri.

“Nella frenesia della vita odierna, i consumatori hanno meno pazienza per ciò che considerano effimero mentre sono molto esigenti quando si tratta di quello che ritengono fondamentale e importante”, ha aggiunto Connelly. “Questo ethos si riflette nel lavoro che svolgiamo in Ford e nella nostra incessante attenzione allo sviluppo di soluzioni affidabili che possano migliorare la qualità di vita dei consumatori”.

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A quarant’anni dalla fondazione, Zucchetti si rifà il look https://www.datamanager.it/2017/11/quarantanni-dalla-fondazione-zucchetti-si-rifa-look/ Mon, 06 Nov 2017 16:08:35 +0000 http://www.datamanager.it/?p=134527 Il nuovo logo diventa l’elemento distintivo per comunicare i valori fondamentali della prima azienda italiana di software: qualità, semplicità e innovazione In vista del suo quarantesimo compleanno, che cadrà nel 2018, Zucchetti ha scelto di ripensare la propria immagine. La prima azienda italiana di software ha deciso, quindi, di partire dal rinnovamento del proprio logo, […]

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Il nuovo logo diventa l’elemento distintivo per comunicare i valori fondamentali della prima azienda italiana di software: qualità, semplicità e innovazione

In vista del suo quarantesimo compleanno, che cadrà nel 2018, Zucchetti ha scelto di ripensare la propria immagine.

La prima azienda italiana di software ha deciso, quindi, di partire dal rinnovamento del proprio logo, per renderlo più semplice, pulito e attuale.

Il nuovo logo Zucchetti mantiene un forte legame di continuità con la versione precedente, ma ogni elemento acquista il suo spazio per aumentarne l’impatto visivo e la valenza:

– le lettere sono più arrotondate: forme meno spigolose comunicano flessibilità e cambiamento continuo;
– il blu, colore storico e rappresentativo di Zucchetti, diventa più brillante: in questo modo al significato simbolico di forza, sicurezza e competenza si abbina anche quello di modernità;
– la Zeta diventa un vero e proprio simbolo per Zucchetti, un elemento distintivo che può essere utilizzato anche in autonomia. Una lettera formata da due frecce che rappresenta in modo immediato Zucchetti in particolare sul web, sui canali social, sulle business app e su tutto il materiale istituzionale;
– nella nuova struttura il pay-off “Il software che crea successo” acquista più importanza perché non è più vincolato sotto la scritta Zucchetti. Si tratta di un vero e proprio slogan che ha l’obiettivo di comunicare al meglio i valori aziendali.

“Il logo ha lo scopo di rappresentare l’essenza dell’impresa – dichiara Alessandro Zucchetti, presidente della società – con questo restyling della nostra immagine abbiamo voluto trasmettere la capacità di Zucchetti, come dimostriamo continuamente nella nostra attività, di essere sempre pronta al cambiamento e votata alla ricerca dell’eccellenza per affrontare le sfide del presente e del futuro.
Il nostro obiettivo è anche quello di adottare uno stile di comunicazione che sia il più possibile chiaro, coerente ed efficace, per far conoscere la validità delle soluzioni Zucchetti non solo in Italia, ma anche all’estero”.

Per mostrare il rinnovamento del logo Zucchetti è stato anche realizzato un apposito video che ne mostra le caratteristiche distintive e la sua applicazione su tutte le forme di comunicazione della prima azienda italiana di software.

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Lavazza presenta il nuovo sito https://www.datamanager.it/2017/11/lavazza-presenta-sito/ Fri, 03 Nov 2017 16:30:45 +0000 http://www.datamanager.it/?p=134395 Il nuovo Lavazza.it rappresenta il primo passo della strategia digitale di Lavazza. Due i principali obiettivi: creare una relazione diretta con i propri consumatori e rafforzare la propria rilevanza sul target più giovane Lo storico brand italiano del caffè riunisce nella piattaforma digitale, da poco online, più di 120 anni di storia aziendale, fatta di […]

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Il nuovo Lavazza.it rappresenta il primo passo della strategia digitale di Lavazza. Due i principali obiettivi: creare una relazione diretta con i propri consumatori e rafforzare la propria rilevanza sul target più giovane

Lo storico brand italiano del caffè riunisce nella piattaforma digitale, da poco online, più di 120 anni di storia aziendale, fatta di passione, qualità e tradizione, con tutte le novità del mondo Lavazza, con la forma e il linguaggio più contemporaneo.

In particolare, sono tre i pillar su cui è stato sviluppato il progetto: innanzitutto un menù semplificato, con una logica rivista per essere più vicina al punto di vista del consumatore, permette agli utenti di trovare il più rapidamente possibile i contenuti e le informazioni che cercano, rendendo così la navigazione fluida, semplice e piacevole.

L’intero percorso online è poi arricchito da suggerimenti personalizzati volti ad accompagnare l’utente nella navigazione, attraverso un’interfaccia che “parla” direttamente con lui, dialogando e fornendo indicazioni su contenuti e prodotti. L’obiettivo è di alimentare, attraverso le informazioni raccolte sulla sua navigazione, strumenti di progressive profiling che permettano di costruire una relazione personale e diretta con il singolo utente ed essere sempre più vicini e rilevanti rispetto ai suoi interessi.

Infine, un percorso di acquisto arricchito da contenuti di brand e storytelling dei prodotti che rendono anche l’acquisto un’esperienza più ricca e differenziante, senza compromettere la priorità di un processo di checkout semplice e funzionale.

“La nuova piattaforma è la risposta a una forte necessità di innovazione da parte di Lavazza. Una tappa fondamentale nella strategia di posizionamento che l’azienda ha intrapreso sui territori del mondo Digital e che si inserisce in un più ampio processo di rinnovamento del brand, volto a rivoluzionare l’approccio nei confronti degli utenti e ad ingaggiare anche un pubblico più giovane” – ha dichiarato Andrea Beloni, Head of Digital del Gruppo Lavazza. “Oggi, più che mai, gli utenti si aspettano esperienze personalizzate per vivere in maniera immersiva l’interazione con i brand. Scegliere i prodotti di un’azienda significa anche scegliere la sua storia e i suoi valori, per questo bisogna raccontarli nel miglior modo possibile. Siamo davvero orgogliosi di presentare il nostro nuovo sito, che rivoluziona l’esperienza di navigazione dei nostri utenti, con un percorso completamente personalizzato e immediato.”

Il progetto è stato curato da AKQA, agenzia digital del Gruppo WPP, da sempre pioniera nello sviluppo dell’innovazione e della visione del digitale a livello internazionale. AKQA ha affiancato Lavazza in tutti i momenti di progettazione e implementazione mettendo in campo gli strumenti tecnologici più innovativi che consentissero di creare un’esperienza unica e di qualità superiore per tutti gli utenti del brand.

“AKQA esiste per creare il futuro per i propri clienti: essere partner di Lavazza in questo percorso significa valorizzare a pieno la nuova brand experience, per vincere sfide sempre più globali – ha dichiarato Umberto Basso, CEO di AKQA Italia.  In un blend digitale in cui si incontrano arte e tecnologia, l’eccellenza italiana di Lavazza è connotata dalla ricchezza di contenuti e si dimostra straordinariamente semplice da apprezzare. Siamo fieri di una partnership che vede le competenze di AKQA e del proprio network applicate per il successo di questo ambizioso progetto.”

Il sito è il primo e fondamentale tassello della strategia digital del brand perché è il luogo in cui viene offerta agli utenti la migliore customer experience Lavazza e su cui convergono tutte le altre attività online. In parallelo è stato disegnato un nuovo ecosistema digitale che comprende: una Data Strategy come abilitatore di un’offerta sempre più rilevante e personalizzata, una Content Strategy che permette di dare vita a contenuti interessanti per ogni utente sui giusti touch point, quindi anche e soprattutto i social media, e una nuova strategia di Performance Marketing, volta a massimizzare l’efficacia e l’efficienza degli investimenti media.

Il sito italiano rappresenta il primo rilascio di un piano che prevede nell’arco del 2018 il lancio in oltre 45 Paesi, in 27 lingue diverse.

“L’evoluzione dei modelli di business porta una global coffee company come Lavazza ad affrontare nuove sfide anche dal punto di vista tecnologico. Occorre trovare nuove soluzioni per fornire esperienze personalizzate, ma con le performance e la velocità che tutti si aspettano – ha dichiarato Fabrizio Andrisani, IT Digital & Innovation Manager del Gruppo Lavazza. Questo richiede un ecosistema di strumenti e soluzioni molto variegato. Per la realizzazione della nuova Digital Platform, completamente in cloud, ci siamo avvalsi di partner e soluzioni leader di mercato.”

Lavazza ha scelto Adobe per la gestione dei contenuti ed adottato SAP Hybris come motore per l’e-commerce, configurati e integrati nel nuovo sito grazie al supporto tecnico rispettivamente di Codeland e Reply; e affidato l’elaborazione e lo studio dei dati al lavoro di BitBang con l’obiettivo di iniziare un percorso di miglioramento continuo basato sull’analisi dei comportamenti di navigazione e acquisto.

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Vodafone lancia la nuova strategia di posizionamento del brand https://www.datamanager.it/2017/10/vodafone-lancia-la-nuova-strategia-posizionamento-del-brand/ Thu, 05 Oct 2017 13:47:34 +0000 http://www.datamanager.it/?p=132306 Il Gruppo Vodafone ha annunciato oggi la nuova strategia di posizionamento, presentando un nuovo claim ed un nuovo logo. Si tratta del primo rinnovamento del brand Vodafone, uno dei più conosciuti al mondo, da quando, nel 2009, fu lanciato lo slogan “Power to you”. La nuova strategia di comunicazione, che sarà declinata in tutti i […]

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Il Gruppo Vodafone ha annunciato oggi la nuova strategia di posizionamento, presentando un nuovo claim ed un nuovo logo. Si tratta del primo rinnovamento del brand Vodafone, uno dei più conosciuti al mondo, da quando, nel 2009, fu lanciato lo slogan “Power to you”.

La nuova strategia di comunicazione, che sarà declinata in tutti i 36 Paesi in cui Vodafone è presente, sottolinea la fiducia di Vodafone nelle nuove tecnologie e servizi digitali, che avranno un ruolo sempre più significativo nel trasformare la società e migliorare la qualità della vita delle persone nei prossimi anni.

Il nuovo posizionamento di Vodafone si concentra sul tema del futuro, espresso dal claim “The future is exciting. Ready?”. La prima parte del claim sarà tradotto nelle lingue locali dei Paesi del Gruppo, mentre la seconda parte – ‘Ready?’ – rimarrà in inglese. In italiano sarà: “Il futuro è straordinario. Ready?”.

La nuova identità visiva darà maggiore risalto all’iconico “speech mark” di Vodafone (la “virgoletta”) creato nel 1998. In tutti i materiali di comunicazione lo “speech mark” sarà centrale nella grafica e apparirà in modalità bidimensionale anziché 3D come il logo attuale.

La strategia di posizionamento del brand è stata sviluppata dopo un periodo di approfondite ricerche e sperimentazioni, che tengono conto dei pareri quantitativi e qualitativi di oltre 30mila persone in 17 Paesi.

Dal 6 ottobre il Gruppo Vodafone avvierà la più grande campagna pubblicitaria a livello globale dei suoi 33 anni di storia. Lo spot TV – un filmato di 60 secondi che racconta come l’interazione umana rimanga una costante mentre le tecnologie evolvono nel tempo – è stato prodotto dall’agenzia ‘Ridley Scott Associates’.

Motivi per guardare al futuro con ottimismo

Vodafone ha commissionato un sondaggio a YouGov su circa 13mila persone in 14 Paesi, tra cui l’Italia, per valutare come le persone percepiscono il futuro. Tra i principali risultati:

  • Indipendentemente dall’età, gli intervistati ritengono che l’innovazione tecnologica avrà un impatto molto positivo sul futuro nei prossimi 20 anni;
  • i giovani tra i 18 e i 24 anni, sono i più ottimisti riguardo al futuro, con il 62% convinto che gli standard di vita tra 20 anni saranno migliori rispetto ad oggi;
  • complessivamente, gli intervistati di tutte le fasce di età ritengono che da qui a 20 anni i propri standard di vita, e quelli dei loro figli, saranno migliori rispetto ad oggi.

Vodafone si è anche rivolta a Futerra per identificare 10 dei principali trend emergenti che potrebbero trasformare le abitazioni e la vita lavorativa delle persone. Per farlo, ha coinvolto cinque affermati ‘futurologi’, uno per continente, che tra le principali innovazioni tecnologiche hanno individuato:

  • componenti stampati in 3D per la costruzione di alloggi, con componenti stampati in 4D in grado di evolversi nel tempo assieme alle esigenze abitative delle famiglie;
  • un aumento di cinque volte della capacità globale di produzione di energia pulita grazie all’installazione di pannelli solari non più solo sui tetti degli edifici, ma anche su finestre, pareti e persino sulle autostrade;
  • operazioni mediche personalizzate grazie alla bio-stampa 3D di organi e arti;
  • nuovi sistemi di trasporto pubblico, con treni ultraveloci che collegheranno le città sfiorando i mille chilometri all’ora;
  • progetti di raccolta idrica su larga scala, come sistemi di raccolta dell’acqua piovana, reintegro delle acque freatiche e dissalazione, in grado di trasformare la vita di 1,2 miliardi di persone che vivono in aree colpite da penuria idrica; e
  • crescita dell’uso dei sensori connessi in agricoltura, con conseguente aumento della produzione alimentare, e sviluppo di nuove fonti proteiche che sostituiranno sempre più la carne.

Così Serpil Timuray, Chief Commercial Operations and Strategy Officer del Gruppo Vodafone: ‘Crediamo ci siano molte valide ragioni per essere ottimisti riguardo al futuro, partendo dalle grandi innovazioni emergenti nella scienza e nella tecnologia, che già iniziano ad avere un profondo e positivo impatto sulla società. Vodafone può contate su una lunga storia nella diffusione di nuove tecnologie a milioni di persone in tutto il mondo, migliorando la qualità della vita e trasformando i luoghi di lavoro. Il nostro nuovo posizionamento vuole incarnare la missione di Vodafone, ovvero quella di aiutare i nostri clienti e le comunità ad accogliere e beneficiare delle straordinarie innovazioni che plasmeranno il mondo.’

Il marchio Vodafone

  • Uno dei marchi di telecomunicazioni più riconosciuti al mondo, con un valore attribuito di 22 miliardi di dollari (Brand Finance, 2017)
  • Il logo originale Vodafone è stato creato nel 1985.
  • La figura di Pegaso è stata aggiunta al logo in 1993.
  • L’identità visiva della “virgoletta” Vodafone è stata creata nel 1998.
  • Dal 2001 il logo incorpora una SIM card.
  • La prima versione tridimensionale scheumorfica dell’identità visiva della “virgoletta” risale al 2005.
  • Nel 2009 “Power to you” è diventato lo slogan di Vodafone.
  • Per sviluppare la sua nuova strategia di posizionamento del marchio, Vodafone ha lavorato con le agenzie MEC, Santo, Brand Union e Kantar, del gruppo WPP.

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Top Brands Food: sui social spopolano i brand e i prodotti Ferrero https://www.datamanager.it/2017/05/top-brands-food-sui-social-spopolano-brand-prodotti-ferrero/ Tue, 16 May 2017 09:05:50 +0000 http://www.datamanager.it/?p=124879 Dall’analisi svolta da Blogmeter su Facebook e Instagram emerge il successo social della multinazionale italiana specializzata in prodotti dolciari, ma ottengono buone performance anche Galbani e Barilla In questa edizione relativa al mese di aprile, Top Brands, l’osservatorio di Blogmeter che monitora le social performance dei brand che si rivolgono al mercato italiano, analizza i […]

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Dall’analisi svolta da Blogmeter su Facebook e Instagram emerge il successo social della multinazionale italiana specializzata in prodotti dolciari, ma ottengono buone performance anche Galbani e Barilla

In questa edizione relativa al mese di aprile, Top Brands, l’osservatorio di Blogmeter che monitora le social performance dei brand che si rivolgono al mercato italiano, analizza i marchi del settore food che  meglio performano su Facebook e Instagram. Dall’indagine emerge che tra tutti i nomi del settore alimentare, ad ottenere maggiore successo su entrambi i social network sono i brand produttori di cioccolato, merito soprattutto delle festività pasquali. In particolare, Ferrero spopola su entrambi i social con i suoi brand e prodotti, mentre su Instagram si distingue anche Barilla con Mulino Bianco. Ma vediamo nel dettaglio i risultati.

Facebook: il trionfo del cioccolato e dei prodotti Ferrero

Su Facebook la pagina corporate di Kinder ottiene 137.153 mila interazioni. Una performance che permette al brand di casa Ferrero di conquistare la medaglia d’ora sia per engagement che per nuovi fan (quasi 35 mila). In particolare, a generare la maggior parte delle interazioni è il prodotto #KinderGranSorpresa, che risulta il più coinvolgente tra tutti i prodotti che il brand promuove sulla propria pagina. Ad una manciata di interazioni di distanza (137.035), troviamo la pagina Galbani, Ricette di Casa Mia che pubblica ricette di piatti realizzati con i prodotti firmati Galbani, mentre in terza posizione, con 122 mila tra reactions, commenti e share, ancora un prodotto della Ferrero: si tratta della pagina Facebook di Mon Chéri che punta su una comunicazione emozionale ed ispirazionale, mediante anche l’uso di hashtag dedicati come #lasciatistupire. Quarta posizione per Kinder Bueno (circa 118 mila interazioni) che coinvolge con post molto interattivi e divertenti, in cui le confezioni Kinder Bueno vengono posizionate nei posti più improbabili. Infine chiude la Top 5 Facebook relativa al total engagement, Parmalat con post dedicati alla Pasqua e alla Festa della Liberazione. Tra le pagine che incrementano maggiormente la propria fan-base ad aprile, spicca al secondo posto subito dopo Kinder, la pagina di Ferrero Rocher (20 mila nuovi fan) seguita da Pringles (17 mila) la cui partnership con Casa Surace per il lancio delle #nuovepringlestortilla sta generando grandi consensi sui social. In quarta posizione Lindt con i suoi Gold Bunny (16 mila nuovi fan) e infine la già citata Kinder Bueno (14 mila).

Instagram è il regno di Nutella. Bene anche Mulino Bianco

E’ancora Ferrero il protagonista delle classifiche di Instagram, in questo caso con il suo prodotto di punta Nutella che risulta il migliore sia per engagement che per nuovi follower. Nonostante ad aprile abbia pubblicato solo 10 post, conquista ben 52 mila interazioni, merito soprattutto di una content strategy basata sulla condivisione di foto di dolci deliziosi ed invitanti a base di Nutella. Conquista la medaglia d’argento secondo entrambe le metriche il profilo di Kinder Italia (12 mila interazioni e più di 5 mila nuovi seguaci) che su Instagram condivide le foto di utenti che ritraggono i suoi prodotti, in particolare le uova Kinder Gran Sorpresa. Nelle successive posizioni per entrambe le metriche, troviamo due profili del gruppo Barilla: il brand Mulino Bianco, la cui campagna #unmondobuono riscuote un gran successo (8,5 mila interazioni) e il prodotto Pan di Stelle che riposta le foto degli utenti con le #ricettedistelle, ottenendo quasi 8 mila interazioni. Ottime performance ancora per Parmigiano Reggiano che ad aprile spopola con l’inziativa “Caseifici aperti” (più di 6 mila interazioni) e Kinder Bueno che guadagna 1,8 mila followers durante il mese.

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Talend rileva un calo della fedeltà ai brand nonostante le iniziative focalizzate a 360° sul consumatore https://www.datamanager.it/2017/05/talend-rileva-un-calo-della-fedelta-ai-brand-nonostante-le-iniziative-focalizzate-360-sul-consumatore/ Sat, 06 May 2017 12:00:50 +0000 http://www.datamanager.it/?p=124265 Solo il 61% dei consumatori ritiene che le aziende comprendano appieno le loro necessità Talend rende noti i risultati di un sondaggio internazionale che ha coinvolto consumatori e responsabili IT aziendali e che mette in luce un divario sorprendente tra le aspettative dei clienti e ciò che in realtà le aziende offrono. Lo studio, condotto da […]

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Solo il 61% dei consumatori ritiene che le aziende comprendano appieno le loro necessità

Talend rende noti i risultati di un sondaggio internazionale che ha coinvolto consumatori e responsabili IT aziendali e che mette in luce un divario sorprendente tra le aspettative dei clienti e ciò che in realtà le aziende offrono.

Lo studio, condotto da Researchscape, rivela che, nonostante la grande quantità di dati disponibili sul comportamento del cliente e sulle scelte di acquisto, le aziende devono ancora migliorare l’utilizzo in modo efficace di questi dati per soddisfare al meglio le aspettative dei consumatori. Mentre l’88% dei responsabili IT crede che la propria organizzazione sia in grado di interpretare i bisogni dei clienti, solo il 61% dei consumatori ritiene che le aziende comprendano le loro esigenze.

Il 63% dell’audience IT intervistata ha indicato, come priorità per il 2017, l’utilizzo dei dati per comprendere meglio i clienti, mentre per l’80% delle aziende l’utilizzo dei dati viene messo all’ottavo posto su una scala di 10 punti. Poiché le iniziative che vengono messe in campo nei confronti dei consumatori sono di natura strategica, queste sono guidate dai C-level delle aziende: per il 42% dai CEO (amministratori delegati) insieme ai COO (direttori operativi) seguiti dai CIO (responsabili IT) e dai CTO (direttori tecnici) per il 39%. Inoltre, oggi le aziende IT riconoscono l’importanza di consentire l’accesso ai dati dei clienti a un maggior numero di dipendenti: infatti, l’80% delle aziende intervistate ha dichiarato di rendere accessibili i dati dei clienti a più business unit.

“La nostra indagine mostra come la maggior parte dei consumatori sia orientato ai dati, con il 57% che dichiara di basarsi sui dati per analizzare le decisioni di acquisto”, ha dichiarato Ashley Stirrup, chief marketing officer di Talend. “Mentre la maggior parte delle aziende riconosce l’importanza dei dati nella gestione strategica, nella realtà sono ancora molte le aziende che non analizzano in profondità il vero impatto che le iniziative focalizzate sui consumatori possono avere per aumentare la quota di mercato e stimolare la fedeltà dei clienti”.

Circa l’80% degli intervistati ha indicato che i budget destinati all’IT sono cresciuti negli ultimi cinque anni. Sotto la crescente pressione di migliorare la customer experience, molti hanno investito il budget in una vasta gamma di strumenti per la gestione dei rapporti con i clienti, tra cui:

  • Live chat (66%)
  • Visualizzazione dati (60%)
  • Riconoscimento vocale (52%)
  • Strumenti di retargeting (58%)

Nonostante il considerevole investimento da parte dei responsabili IT nell’adozione di strumenti di supporto al cliente, molte aziende non seguono in modo sistematico i feedback provenienti dalla base clienti. Il 50%, ma anche meno, delle aziende intervistate sta implementando parametri elementari di misurazione della soddisfazione dei clienti, per esempio:

  • recensioni online (utilizzate dal 36% degli intervistati)
  • sentiment sui social media (43%);
  • commenti post acquisto (50%).

L’indagine sui consumatori ha mostrato che le recensioni online sono diventate il nuovo “passaparola” per molte aziende, il 40% indica che i forum hanno il maggior impatto sugli acquisti di una certa entità – quasi il doppio del peso dei consigli di amici e familiari. Inoltre, il 57% degli intervistati ha dichiarato come motivazione principale di “rottura” con un brand la mancanza di attenzione nel gestire correttamente una recensione negativa, continuando ad inviare allo stesso utente offerte per prodotti simili a quello criticato.

Altri motivi citati dai consumatori che portano alla disaffezione dei clienti sono:

  • Un attacco all’azienda che porta a una violazione ai dati (53%)
  • La mancata assistenza in tempo reale e il contatto diretto (42%)

Nel complesso, l’indagine Talend suggerisce che c’è ancora spazio di miglioramento da parte delle aziende nell’utilizzo più efficace dei dati al fine di comprendere meglio e rispondere alle esigenze dei clienti. I vantaggi, derivanti da questo miglioramento, sono importanti – una ricerca di settore suggerisce che le imprese stanno perdendo 62 miliardi di dollari l’anno a causa di un servizio clienti scadente[1]. Poiché i big data e le soluzioni cloud migliorano, l’acquisizione e la fidelizzazione dei clienti possono diventare asset sempre più competitivi. Le aziende devono sfruttare l’ottimizzazione degli strumenti di gestione dei clienti e dei dati per tenere il passo con le esigenze di consumo che sono in continua evoluzione, per fornire servizi di alto livello e mantenere un vantaggio competitivo.

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Digital Competitive Map 2017: performance digitali dei brand di lusso a +5% https://www.datamanager.it/2017/04/digital-competitive-map-2017-performance-digitali-dei-brand-lusso-5/ Wed, 05 Apr 2017 16:30:03 +0000 http://www.datamanager.it/?p=122505 La 5° edizione della matrice realizzata da Contactlab mostra una performance del settore fashion & luxury in tema di digitalizzazione in crescita del 5%. I risultati maggiori sono stati ottenuti con lo sviluppo di asset internazionali, apertura di ecommerce in Asia e servizi cross channel Esce oggi la 5° edizione della Digital Competitive Map 2017, […]

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La 5° edizione della matrice realizzata da Contactlab mostra una performance del settore fashion & luxury in tema di digitalizzazione in crescita del 5%. I risultati maggiori sono stati ottenuti con lo sviluppo di asset internazionali, apertura di ecommerce in Asia e servizi cross channel

Esce oggi la 5° edizione della Digital Competitive Map 2017, la ricerca realizzata da Contactlab, esperta di digital customer engagement ed Exane BNP Paribas, il ramo del gruppo bancario francese dedicato agli investimenti finanziari, che misura in ogni suo aspetto il livello di multicanalità e di digitalizzazione dell’offerta di 32 marchi di moda e lusso internazionali.

La mappa di posizionamento mostra un significativo avanzamento delle performance (+5%) su entrambi gli assi dello “Strategic Reach”e della “Digital Customer Experience Proficiency”, certificando gli sforzi significativi fatti dai brand per superare la frattura storica tra ecommerce e store. I brand stanno infatti pian piano raggiungendo il potenziale di digitalizzazione nelle loro mani.

I maggiori risultati sono stati raggiunti con lo sviluppo di asset internazionali (lingua dei siti web, delle campagne email e dei social, declinate nelle lingue delle country presidiate) e l’apertura di e-commerce monomarca in Cina e in altri paesi asiatici, nonché attraverso l’ingaggio dei consumatori tramite i servizi cross-channel (verifica della disponibilità del prodotto in negozio, presenza dell’opzione click & collect, opzioni di reso). I servizi al Customer Service/Style Advisory, la trasparenza online sul “Made in”, la capacità di sfruttare il canale email sono pure aree sulle quali i brand hanno fatto grandi sforzi di miglioramento.

Il panel quest’anno è di di 32 fashion & luxury brand, con l’aggiunta di Swatch e Ray-Ban. La struttura della mappa è stata rivista e rimodellata in modo significativo: i parametri di valutazione che compongono i due assi sono quasi raddoppiati (146 versus gli 85 dell’edizione FW 15/16), i criteri di valutazione sono saliti a 18 e particolare attenzione è stata posta agli sforzi di localizzazione (web, email, ecommerce), dove i brand hanno ottenuto i migliori risultati, e sulle strategie di customer engagement (social reach, customer service, style advisory). L’asse dello Strategic Reach ha una portata globale, mentre l’asse della Digital Customer Experience Proficiency si focalizza sul mercato americano.

Nel confronto con lo scorso anno Burberry conferma la sua leadership digitale anche se, rispetto ad altri brand, la sua posizione rimane piuttosto stabile; al contrario i brand che hanno fatto i maggiori progressi sono Fendi, Michael Kors, Dolce & Gabbana, Ferragamo, Hugo Boss e Chanel. Louis Vuitton e Tory Burch guidano l’asse della Digital Customer Experience.

Nel report un’intera sezione è dedicata alle modalità di gestione del customer care fornita tramite chat, telefono, email, Facebook e Twitter e alla valutazione del servizio offerto: alcuni brand ad esempio gettano il cuore oltre l’ostacolo, e ingaggiano con il consumatore una vera e propria consulenza di stile scambiandosi foto, consigli e opinioni sugli abbinamenti migliori tra vestiti e accessori. Nella versione premium del report sono riportati tutti i dialoghi tra i nostri analisti, che per l’occasione rivestivano i panni del cliente, e gli style advisor. Come rovescio della medaglia sono riportati anche i nomi di quei brand che, purtroppo, hanno lasciato cadere nel vuoto le richieste di assistenza sopraggiunte tramite i vari canali.

“La valanga digitale è oramai in moto, e ad ogni stagione notiamo miglioramenti significativi per la maggior parte dei brand monitorati. Perfino Celine ha attivato un account su Instagram e ha annunciato che aprirà il canale Ecommerce, e Luis Vuitton, Gucci e Prada che finalmente sbarcheranno online in Cina – analizza Marco Pozzi, Senior Advisor di Contactlab e autore della ricerca. Ciò detto rimane ancora tanto da fare… pensate che un servizio vitale come il Collect in Store è ancora offerto negli US da soli 8 brand sui 32 mappati, che 15 brand ancora non dicono niente sul luogo di produzione degli articoli venduti online, che 10 brand offrono tempi di consegna standard negli Stati Uniti fino a 8-10 giorni“!

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