Charlie Hebdo – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Mon, 08 Oct 2018 11:54:21 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png Charlie Hebdo – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 L’Europa prepara l’esercito per la cyberwar https://www.datamanager.it/2015/03/leuropa-prepara-lesercito-per-la-cyberwar/ Mon, 16 Mar 2015 15:35:31 +0000 http://www.datamanager.it/?p=71496 Una nuova unità anti-terrorismo si occuperà di scandagliare le minacce sulla rete per rallentare la propaganda jihadista I funzionari europei che si occupano di sicurezza stanno pianificando la realizzazione di un’unità specializzata in cyberwar per fermare la crescente minaccia del terrorismo su internet. La proposta, presentata la scorsa settimana dagli stati membri durante il meeting del […]

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Una nuova unità anti-terrorismo si occuperà di scandagliare le minacce sulla rete per rallentare la propaganda jihadista

I funzionari europei che si occupano di sicurezza stanno pianificando la realizzazione di un’unità specializzata in cyberwar per fermare la crescente minaccia del terrorismo su internet. La proposta, presentata la scorsa settimana dagli stati membri durante il meeting del Consiglio di giustizia e affari interni della UE, vedrà la creazione di una cosiddetta Internet Referral Unit che sarà controllata direttamente dall’Europol. La nuova sezione sarà modellata sull’attuale Counter Terrorism Internet Referral Unit (CTIRU) del Regno Unito e opererà per rimuovere e bloccare contenuti jihadisti ed estremisti dal web. Come scrive il Financial Times, il lavoro del CTIRU si basa principalmente sulla cooperazione tra i big della rete più che sullo sforzo di un singolo soggetto, questo vuol dire che gli organi di polizia manterranno una stretta relazione con i service provider che potranno ricevere le segnalazioni sul materiale da monitorare o censurare.

Minaccia crescente

Lo scorso anno l’unità britannica ha rimosso 75.000 contenuti considerati di propaganda al terrorismo, circa tre volte la somma del totale rilevato nei primi quattro anni di attività. Gilles de Kerchove, responsabile europeo per le azioni anti-terroristiche ha detto come l’attacco parigino a Charlie Hebdo abbia innalzato il livello di controllo della rete, luogo ormai fondamentale per proclamare la jihad da parte degli estremisti. Secondo la BBC i politici europei dopo la marcia silenziosa in Francia hanno deciso di contrastare la minaccia terroristica puntando su un pool di esperti provenienti da tutti gli stati membri unendo le forze per mettere a tacere l’Isis su internet prima ancora che sul campo di battaglia.

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Google: “Nessun allarme terrorismo su YouTube” https://www.datamanager.it/2015/01/google-ammette-impossibile-controllare-gli-jihadisti-youtube/ Thu, 29 Jan 2015 13:23:08 +0000 http://www.datamanager.it/?p=68696 La Francia ha chiesto ai colossi del web un aiuto per frenare la propaganda terroristica in Rete. YouTube afferma che è impossibile un controllo preventivo Recentemente i social network e le piattaforme di video sharing sono state accusate di essere un veicolo per la propaganda terroristica. Facebook ha sempre negato questa eventualità mentre Google ha […]

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La Francia ha chiesto ai colossi del web un aiuto per frenare la propaganda terroristica in Rete. YouTube afferma che è impossibile un controllo preventivo

Recentemente i social network e le piattaforme di video sharing sono state accusate di essere un veicolo per la propaganda terroristica. Facebook ha sempre negato questa eventualità mentre Google ha sottolineato che è impossibile controllare preventivamente ogni video che viene caricato su YouTube e che le norme della sua community servono proprio a frenare la diffusione di contenuti offensivi.

In occasione del meeting ALDE (Alliance of Liberals and Democrats for Europe) organizzato presso il Parlamento europeo, il Public Policy Manager di Big G, Verity Harding, ha confermato che non c’è nessun allarme terrorismo su YouTube e sarebbe impraticabile visionare in anticipo ogni filmato che passa per la sua piattaforma di video sharing. Ogni minuto su YouTube, che pare abbia messo sotto contratto i suoi youtuber più seguiti, vengono caricati oltre 300 ore di video. “Sarebbe come filtrare una telefonata prima che sia fatta”, ha sottolineato la manager.

La Francia vuole che le aziende del web siano attive contro il terrorismo

La polemica sul terrorismo nasce da un’iniziativa del Governo francese, che ha redatto una proposta di legge che imporrebbe ai provider e ai colossi del web la responsabilità di bloccare l’incitamento all’odio sui propri servizi.

“I grandi operatori, e sappiamo bene chi sono, non potranno più chiudere gli occhi se verranno considerati complici di cosa ospitano.  – ha dichiarato il presidente Francois Hollande – Dobbiamo agire a livello europeo e internazionale per definire un quadro giuridico in modo che le piattaforme Internet che gestiscono i social media vengano considerate responsabili e che possano essere sanzionate”.

In Italia una proposta come quella francese non sarebbe in teoria attuabile. A seguito della sentenza del caso Vividown, in cui alcuni manager di YouTube erano accusati di non aver rimosso per tempo un video di violenze su un ragazzo con handicap, la Corte di Cassazione ha stabilito che la piattaforma di Google non è responsabile di ciò che viene caricato sulla sua piattaforma. YouTube dal canto suo ha messo in piedi un sistema di segnalazioni per bloccare tempestivamente i video ritenuti offensivi.

Gilles De Kerchove, numero uno dell’antiterrorismo Ue, ritiene che gli Stati membri debbano inviare i propri esperti ai colossi del web per aiutarli nel monitorare i contenuti a rischio: “Ogni paese dell’Unione Europea dovrebbe avere una task forse specializzata in questo tipo di operazioni. Si può pensare ad una legge ma temo che sarebbe un’impresa mostruosa”.

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Facebook è già stufo di essere Charlie https://www.datamanager.it/2015/01/facebook-gia-stufo-essere-charlie/ Wed, 28 Jan 2015 12:24:11 +0000 http://www.datamanager.it/?p=68602 Due settimane dopo aver supportato la campagna per la libertà di satira, Zuckerberg censura le immagini del profeta Maometto Era l’8 di gennaio quando Mark Zuckerberg scriveva dal proprio profilo Facebook: “Un estremista in Pakistan mi ha condannato a morte per essermi rifiutato di bannare un contenuto su Maometto ritenuto offensivo. Noi siamo convinti che voci diverse, anche […]

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Due settimane dopo aver supportato la campagna per la libertà di satira, Zuckerberg censura le immagini del profeta Maometto

Era l’8 di gennaio quando Mark Zuckerberg scriveva dal proprio profilo Facebook: “Un estremista in Pakistan mi ha condannato a morte per essermi rifiutato di bannare un contenuto su Maometto ritenuto offensivo. Noi siamo convinti che voci diverse, anche se qualche volta offensive, possano rendere il mondo in posto più interessante e migliore”. Evidentemente quella convinzione si poggiava su troppa sabbia. Nelle ultime ore Facebook ha accettato di censurare dei disegni del profeta Maometto sotto richiesta della Turchia, rendendole invisibili per gli iscritti del paese. Si tratta di lavori già pubblicati da Charlie Hebdo tra cui alcuni ritenuti responsabili dell’attacco terrorista alla redazione parigina. Si tratta di un’azione che ha scaturito diverse critiche nei confronti di una piattaforma che si è attivata spesso in favore delle libertà sociali e politiche, almeno a parole.

Cosa è successo

Come riporta la BBC, Facebook ha bloccato un numero non specificato di pagine che “offendono il profeta Maometto” dopo aver ricevuto un ordine da parte del tribunale di Ankara. a quanto pare la richiesta legale avrebbe portato alla censura delle immagine incriminate rendendole inaccessibili ai navigatori turchi. La mossa di Facebook potrebbe essere un metodo per raggiungere un compromesso con le forze dell’ordine della Turchia per evitare un blocco totale della piattaforma all’interno del paese. E’ risaputo infatti come in passato i social network apertamente contrari agli ordini del regime di Ankara, come Twitter e YouTube, erano stati bannati e resi irraggiungibili dagli iscritti all’interno del confine turco. Come dire: anche noi siamo Charlie ma solo se non toccate il nostro business.

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Facebook, Turchia censura le offese a Maometto https://www.datamanager.it/2015/01/facebook-turchia-censura-offese-maometto/ Mon, 26 Jan 2015 11:39:42 +0000 http://www.datamanager.it/?p=68419 E’ una corte di Golbasi, periferia di Ankara, a ordinare la censura delle pagine Facebook contenenti “offese” al profeta Maometto, stando alle dichiarazioni della stampa turca Si tratta della seconda volta dall’inizio del mese che un tribunale turco blocca l’accesso ai contenuti su Internet reputati offensivi verso Maometto: già il 14 gennaio, dopo le stragi […]

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E’ una corte di Golbasi, periferia di Ankara, a ordinare la censura delle pagine Facebook contenenti “offese” al profeta Maometto, stando alle dichiarazioni della stampa turca

Si tratta della seconda volta dall’inizio del mese che un tribunale turco blocca l’accesso ai contenuti su Internet reputati offensivi verso Maometto: già il 14 gennaio, dopo le stragi di Parigi perpetrate da tre terroristi islamici, una corte di Diyarbakir, nel “Kurdistan turco”, aveva censurato i siti che riportavano le vignette satiriche su Maometto del quotidiano francese Charlie Hebdo, bersaglio dell’attacco terroristico.

Proposta la censura senza intervento del tribunale

Una decisione, adottata su richiesta della procura, che è stata trasmessa all’autorità delle telecomunicazioni Tib, nominata dal governo islamico di Ankara.
Risale alla settimana scorsa anche la presentazione di un provvedimento che potrebbe dare un giro di vite ancora più stretto alla censura: il partito islamico Akp del presidente Recep Tayyip Erdogan, che ha la maggioranza assoluta in Parlamento, ha proposto che il primo ministro possa censurare una pagina o un sito internet senza che sia necessaria la decisione di un tribunale.

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Cyberjihadisti all’opera: è guerra alla Francia https://www.datamanager.it/2015/01/cyberjihadisti-allopera-guerra-francia/ Tue, 20 Jan 2015 09:46:21 +0000 http://www.datamanager.it/?p=68116 Negli ultimi giorni migliaia di siti francesi sono stati attaccati da milizie informatiche. Interviene il ministro Coustillière: “Mai visto nulla di simile” Se la storia degli hacker nordcoreani, o presunti tali, contro la Sony Pictures aveva dei risvolti prettamente economici,  quello che sta succedendo in Francia ha un interesse certamente più globale. Si tratta di […]

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Negli ultimi giorni migliaia di siti francesi sono stati attaccati da milizie informatiche. Interviene il ministro Coustillière: “Mai visto nulla di simile”

Se la storia degli hacker nordcoreani, o presunti tali, contro la Sony Pictures aveva dei risvolti prettamente economici,  quello che sta succedendo in Francia ha un interesse certamente più globale. Si tratta di un deciso attacco da parte di organi terroristi ad una democrazia, scelta perché ospitale con gli “infedeli”, come quelli di Charlie Hedbo. Dopo le sanguinose vicende del giornale satirico e del negozio di alimentari gestito da ebrei in centro a Parigi, la risposta in piazza dei francesi e di altre capitali europee non è proprio andata giù ai terroristi che hanno messo in moto una serie impressionante di attacchi contro il web francese. Sono infatti 19.000 i siti “defacciati” dai cyber-terroristi nel giro di pochi giorni. A dirlo è Arnaud Coustillière, a capo del ministero per la ciberdifesa della Francia, che ha tenuto la settimana scorsa una conferenza stampa.

Escalation di attacchi

Coustillière ha specificato come le azioni di hacking non abbiano rallentato le operazioni digitali del governo anche se quello che preoccupa è la mole di attacchi alla sicurezza vista in questi giorni. “Ciò che è impressionante – ha detto – sono i 19.000 siti colpiti, un numero mai visto. È la prima volta che un paese viene bombardato da un’onda del genere”. I gruppi di estremisti coinvolti appartengono alla United Islamic Cyber Force, al Fallaga Team e al Middle East Cyber Army (MECA). I siti più colpiti sono quelli di istituzioni, giornali e scuole, la maggior parte deturpati con messaggi inneggianti la jihad e contro il governo francese, reo di aver avviato una campagna contro i musulmani. Molti degli attacchi sono una risposta all’offensiva avviata da Anonymous contro siti web e account social filo-jihadisti nell’operazione denominata #OpCharlieHebdo; non a caso la contromossa degli estremisti era cominciata proprio su Twitter con il lancio dell’hashtag #OpFrance.

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USA e ISIS nel terrorismo della rete https://www.datamanager.it/2015/01/usa-isis-nel-terrorismo-rete/ Tue, 13 Jan 2015 19:30:15 +0000 http://www.datamanager.it/?p=67695 Hacker filo-islamici attaccano il comando centrale degli Stati Uniti pubblicando dati sensibili su Cina e Corea del Nord Capire in che direzione stia andando la guerra globale non è semplice forse perché non ce n’è solo una. Di globale adesso c’è solo lo scontro che si muove con disinvoltura tra reale e digitale come mai prima. Ieri […]

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Hacker filo-islamici attaccano il comando centrale degli Stati Uniti pubblicando dati sensibili su Cina e Corea del Nord

Capire in che direzione stia andando la guerra globale non è semplice forse perché non ce n’è solo una. Di globale adesso c’è solo lo scontro che si muove con disinvoltura tra reale e digitale come mai prima. Ieri i terroristi spargevano il sangue a Parigi e il giorno dopo Anonymous hackera gli account Twitter dei gruppi jihadisti. Gli Stati Uniti combattono per frenare l’avanzata dello Stato Islamico e gli hacker governativi (anche se di governo non si tratta) rispondono violando i cinguettii del Comando Centrale USA, riunito sotto l’account e acronimo CENTCOM. L’ultima azione nella guerra cibernetica è proprio quella di Cybercaliphate, un account che lascia poco spazio alle interpretazioni.

Califfato online

Nel giro di pochi minuti l’hacker, o il gruppo di hacker, ha postato online dall’account di CENTCOM alcune mappe delle operazioni militari statunitensi contro Cina e Corea del Nord, causando un innalzamento dello stato di crisi politica che già pervade i tre paesi. Sebbene il portavoce del Pentagono Josh Earnest, affermi come possa essersi trattato di un blitz temporaneo (alcuni dicono tramite azioni di phishing) la notizia della violazione non è banale se si pensa che il Comando USA rappresenta una delle difese cibernetiche più protette del Pentagono e da cui dipendono tutte le operazioni attive in Medio Oriente.

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L’Inghilterra potrebbe bannare WhatsApp https://www.datamanager.it/2015/01/linghilterra-potrebbe-bannare-whatsapp/ Tue, 13 Jan 2015 13:52:54 +0000 http://www.datamanager.it/?p=67721 Il premier Cameron ha affermato la necessità di eliminare strumenti di comunicazione impossibili da intercettare. Basterà a salvare l’Europa? Eccoci dunque arrivati allo scontro finale: libertà individuale contro sicurezza globale. Dopo gli attentati di Parigi il leader britannico è deciso a stringere le catene del web, per analizzare al meglio possibili organizzazioni e movimenti bellici nel paese. David […]

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Il premier Cameron ha affermato la necessità di eliminare strumenti di comunicazione impossibili da intercettare. Basterà a salvare l’Europa?

Eccoci dunque arrivati allo scontro finale: libertà individuale contro sicurezza globale. Dopo gli attentati di Parigi il leader britannico è deciso a stringere le catene del web, per analizzare al meglio possibili organizzazioni e movimenti bellici nel paese. David Cameron, durante uno degli appuntamenti previsti dalla campagna elettorale in previsione del voto di maggio, ha spiegato che nel caso dovesse essere rieletto metterà al vaglio una legge per vietare piattaforme di comunicazione criptate, difficilmente o impossibili da intercettare da parte di agenzie governative e servizi segreti. Il motivo è semplice: in questo modo si evita di arrivare impreparati a possibili attentati e minacce globali, senza che gli organi di sicurezza possano aver fatto qualcosa in via preventiva.

Spiare ma con cautela

Per questo WhatsApp ma anche Snapchat, iMessage e tante altre app potrebbero diventare illegali in Inghilterra a seguito di una possibile legge sul monitoraggio nazionale. In pratica Cameron legittima e chiede che proseguano le procedure di spionaggio messe in atto dalla NSA con l’ausilio della britannica GCHQ, come in più di un’occasione hanno dimostrato i documenti di Edward Snowden. Secondo il premier il governo, nella figura dei servizi segreti, ha bisogno di assicurarsi delle backdoor per ogni piattaforma di comunicazione esistente per assicurare la sicurezza ai propri cittadini. Eppure, proprio in relazione agli avvenimenti francesi, c’è da chiedersi quanto abbiano aiutato le indagini digitali svolte dalle agenzie di sicurezza se poi una delle falle dell’Intelligence pare essere avvenuta per una mancanza di fondo, permettendo ai fratelli Kouachi, di cui si conoscevano le attività di addestramento militare, di volare liberamente fuori e dentro il paese.

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Anonymous: “Vendicheremo l’attacco a Charlie Hebdo” https://www.datamanager.it/2015/01/anonymous-vendicheremo-lattacco-charlie-hebdo/ Fri, 09 Jan 2015 18:29:45 +0000 http://www.datamanager.it/?p=67613 Anonymous ha promesso una “massiccia reazione frontale” alla strage avvenuta nella redazione di Charlie Hebdo Il massacro della redazione della rivista satirica francese Charlie Hebdo ha scosso le coscienze di molti. Il CEO di Facebook Mark Zuckerberg, ad esempio, ha scritto sul proprio profilo social un toccante messaggio sulla libertà di parola e ha assicurato […]

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Anonymous ha promesso una “massiccia reazione frontale” alla strage avvenuta nella redazione di Charlie Hebdo

Il massacro della redazione della rivista satirica francese Charlie Hebdo ha scosso le coscienze di molti. Il CEO di Facebook Mark Zuckerberg, ad esempio, ha scritto sul proprio profilo social un toccante messaggio sulla libertà di parola e ha assicurato che la sua piattaforma rimarrà libera dalla censura. Gli ethical hacker di Anonymous, invece, hanno utilizzato un tono molto meno compassato per commentare i fatti avvenuti a Parigi.

Anonymous: “Aspettatevi una massiccia reazione frontale all’attacco a Charlie Hebdo”

Anonymous, che recentemente si è schierata in favore dei manifestanti di Hong Kong e ha attaccato i siti del Ku Klux Klan, ha espresso il proprio cordiglio per la tragedia che ha colpito Charlie Hebdo e ha promesso una dura rappresaglia contro coloro che cercano di limitare la libertà di espressione. Il messaggio di vendetta è stato diffuso anche attraverso diversi video su YouTube.

Di seguito il testo integrale del “Messaggio ai nemici della libertà di parola”:

“7 gennaio 2015, la libertà di parola ha subito un assalto inumano. I terroristi penetrati nella sede del giornale Charlie Hebdo e hanno sparato a sangue freddo alcuni vignetti, giornalisti e due poliziotti. I killers sono in fuga. Disgustati e shockati, non possiamo piegarci. È nostra responsabilità reagire.

Per prima cosa vogliamo esprimere le nostre condoglianze alle famiglie delle vittime di questo atto codardo e spregevole. Le morti di Cabu, Charb, Tignous e Wolinski ci colpiscono: sono stati grandi artisti il cui talento ha lasciato il marchio nella storia della stampa e che sono morti per la libertà. Non dimenticheremo le altre vittime uccise e ferite nell’attacco, che erano i bersagli di questi assassini.

È chiaro che alcune persone non vogliono, in un mondo libero, questo inviolabile e sacro diritto di esprimere in ogni modo la propria opinione. Anonymous non lascerà mai che questo diritto sia violato dall’oscurantismo e dal misticismo. Combatteremo sempre e ovunque i nemici della libertà di parola. Anonymous deve ricordare a tutti i cittadini che la libertà di stampa è un principio fondamentale degli stati democratici.

La libertà di opinione, parola e di stampa articoli senza alcuna minaccia o tensione è un diritto inalienabile. Anonymous lotterà sempre contro gli uccisori di questi diritti e non permetterà che nessuno venga eliminato per aver pubblicato un articolo, una vignetta o un’opinione…

La libertà di parola e opinione non è una cosa negoziabile, attaccarla è un attacco alla democrazia. Aspettatevi da noi una massiccia reazione frontale perché la lotta per la difesa di queste libertà è il fondamento del nostro movimento.

Noi siamo Legione.

Noi non perdoniamo.

Noi non dimentichiamo.

Temeteci!”

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Zuckerberg e Charlie Hebdo: “Nessuno censurerà Facebook” https://www.datamanager.it/2015/01/zuckerberg-charlie-hebdo-nessuno-censurera-facebook/ Fri, 09 Jan 2015 13:28:58 +0000 http://www.datamanager.it/?p=67595 Il CEO di Facebook Mark Zuckerberg ha espresso vicinanza alle vittime di Charlie Hebdo e ha confermato che Facebook non sarà mai censurato La strage perpetrata da alcuni estremisti islamici nella redazione del giornale satirico Charlie Hebdo ha scosso anche il co-fondatore di Facebook, Mark Zuckerberg. Il CEO del social network, che recentemente ha chiesto agli […]

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Il CEO di Facebook Mark Zuckerberg ha espresso vicinanza alle vittime di Charlie Hebdo e ha confermato che Facebook non sarà mai censurato

La strage perpetrata da alcuni estremisti islamici nella redazione del giornale satirico Charlie Hebdo ha scosso anche il co-fondatore di Facebook, Mark Zuckerberg. Il CEO del social network, che recentemente ha chiesto agli utenti di proporgli nuove idee per il 2015, ha voluto condividere sul suo profilo ufficiale la propria vicinanza alle famiglie delle vittime e ha confermato con forza che la piattaforma social non sarà soggetta ad alcuna forma di censura.

Zuckerberg: “Gli attentatori di Charlie Hebdo sono nemici della libertà”

“Alcuni anni fa,  – scrive Zuckerberg – un estremista in Pakistan ha combattuto per farmi condannare a morte perché Facebook ha rifiutato di cancellare un contenuto su Maometto che riteneva offensivo. Ci opponemmo a questo perché le differenti opinioni-anche se a volte possono essere offensive- rendono il mondo un posto migliore e più interessante. Ancora rifletto sull’attacco di ieri e sulla mia esperienza con l’estremismo,  – ha continuato – questo è quello che tutti dobbiamo respingere – un gruppo di estremisti, cercando di ridurre al silenzio le voci e le opinioni di tutti gli altri nel mondo”.

“Facebook non sarà mai censurato”

“Non lascerò che questo accada su Facebook.  – ha affermato il CEO del social network – Io mi sono impegnato a costruire un servizio dove si possa parlare liberamente senza timore di violenza. Facebook è sempre stato un luogo dove le persone di tutto il mondo possono condividere le loro opinioni e le loro idee. Seguiamo le leggi in ogni Paese,  – ha aggiunto – ma noi non permettiamo mai che un Paese o un gruppo di persone possa dettare ciò che le persone possono condividere in tutto il mondo”. 

Infine, Zuckerberg ha espresso la sua solidarietà alle famiglie dei vignettisti di Charlie Hebdo uccisi e ha concluso il suo post con l’hashtag #Jesuischarlie.

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