CISPE – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Fri, 30 Mar 2018 11:44:23 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png CISPE – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 CISPE, in dirittura d’arrivo il Codice di Condotta per la protezione di dati https://www.datamanager.it/2018/03/cispe-in-dirittura-darrivo-il-codice-di-condotta-per-la-protezione-di-dati/ Fri, 30 Mar 2018 10:20:24 +0000 http://www.datamanager.it/?p=144832 Incassato il primo feedback del WP29, l’organismo licenzia la seconda versione del testo in vista del GDPR Ci siamo. CISPE, Cloud Infrastructure Services Providers in Europe, coalizione di oltre venti operatori attivi in Europa, licenzia la versione aggiornata del Codice di Condotta (CoC) per la protezione di dati. Testo che offe la possibilità di processare […]

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Incassato il primo feedback del WP29, l’organismo licenzia la seconda versione del testo in vista del GDPR

Ci siamo. CISPE, Cloud Infrastructure Services Providers in Europe, coalizione di oltre venti operatori attivi in Europa, licenzia la versione aggiornata del Codice di Condotta (CoC) per la protezione di dati. Testo che offe la possibilità di processare tutti i dati esclusivamente in Europa e un espresso divieto di rivendere o riutilizzare i dati delle aziende clienti e che, una volta ottenuto il definitivo via libera del Working Party Article 29, l’organismo indipendente incaricato di vagliare le richieste di approvazione dei codici provenienti dall’industria, si candida a diventare lo standard di riferimento per tutti i fornitori del segmento.

Andiamo con ordine. La redazione finale del testo, preceduta da due giorni di lavori preparatori condotti dal Board del Cispe e dal CCTF (Code of Conduct Task Force) – i gruppi di lavoro riunitisi la scorsa settimana presso il nuovo data center di Aruba in provincia di Bergamo – ha visto al centro della discussione la corretta interpretazione del punto di vista dei Garanti Privacy. «Intanto possiamo dire che è stato molto positivo ottenere dal WP29 questo primo feedback ed una serie di preziose indicazioni su come migliorare ulteriormente il codice» ci dice Stefano Cecconi, AD di Aruba. «I commenti dei Garanti, molto specifici, contrariamente alle indicazioni contenute nel GDPR che invece enuncia dei principi e degli obiettivi, senza specificare nel dettaglio cosa deve essere fatto, ci sono stati molto utili per revisionare il testo» osserva Francisco Mingorance, Segretario Generale del CISPE. Il CCTF per rispondere e migliorare il codice sui punti toccati dai Garanti ha provveduto ad adeguare il testo precedente fornendo ulteriori dettagli in tema di servizi e termini di utilizzo delle infrastrutture cloud.

Arricchendolo di esempi e riscrivendo completamente alcune parti perché sia ancora più comprensibile ai clienti finali. «Abbiamo inserito numerosi esempi di applicazione dei servizi offerti, riscritto con maggiore chiarezza alcuni passaggi tecnici, reso più comprensibile il documento per i nostri clienti» svela Alban Schmutz, presidente del CISPE. «Su alcuni punti di natura tecnico-legale abbiamo fornito una serie di user cases. Descritto lo stato dell’arte della tecnologia messa in campo e i nostri obiettivi in tema di protezione dei dati. Il Codice chiarisce nei dettagli i servizi offerti e le responsabilità del Cloud Service Provider relative al data center e all’infrastruttura, apparati, networking, sicurezza logica, le sale ecc. Tutto il resto, a livello di piattaforma e di software, è una componente di gestione del cliente alla quale non accediamo» conferma Cecconi.

I punti fermi

Riaffermato l’impegno da parte dei provider di non effettuare data mining o profilazione di dati di clienti per attività di marketing o rivendita a terzi, il Codice CISPE conferma di allinearsi ai requisiti fissati dal GDPR. Spingendosi oltre in termini di garanzie per i clienti. «Il nostro Codice di condotta ci impegna ad assumere alcuni obblighi non previsti nel Regolamento. In primo luogo tutte le aziende firmatarie del Codice si impegnano a offrire ai loro clienti la possibilità di processare tutti i dati esclusivamente in Europa. Un servizio che non tutti i fornitori cloud operanti oggi in Europa sono in grado di garantire» sottolinea Mingorance. Al cloud provider inoltre è fatto espresso divieto di rivendere o riutilizzare i dati delle aziende clienti. Un’assunzione precisa di responsabilità che lancia un segnale forte al mercato.

«In particolare alle aziende europee che desiderano vedere conservati i loro dati in Europa senza correre il rischio che siano rivenduti o riutilizzati. Nessuno di noi potrà mai offrire al cliente la possibilità di utilizzare gratuitamente l’infrastruttura cloud in cambio del consenso all’accesso ai dati. A questo si aggiunge l’impegno di non accedere in alcun modo e in nessun caso ai dati che vengono processati sui sistemi sui quali operano i nostri clienti. Offrendo loro la possibilità di scegliere se tenerli esclusivamente in Europa, oppure altrove. Un impegno né obbligatorio né contemplato dal GDPR» sottolinea Cecconi. Supportato da una serie di strumenti a disposizione del cliente per verificare la conformità agli impegni assunti. «Esistono una serie di aspetti da considerare e norme da adottare. Dalle certificazioni agli audit, alle garanzie di sicurezza che vengono fornite sia in relazione alla sicurezza del dato che in tema di sicurezza fisica. I dati che risiedono nei nostri data center sono protetti e tutelati da misure di sicurezza attestate dalle certificazioni che Aruba possiede, tra le quali la ISO 27001 e l’ANSI-TIA 942-A che trattano di sicurezza logica, fisica e organizzativa delle informazioni» argomenta Cecconi.

Importanza del Codice di Condotta

Ottenuto il via libera da parte del WG29, auspica il CISPE, tutti dovranno adeguarsi a quello che diventerà lo standard di riferimento del settore. «Il lavoro che stiamo facendo è condiviso con altri soggetti che rendono questo Codice di condotta equo e rappresentativo e quindi accettabile – si spera – dai Garanti Privacy» conferma Cecconi. Questo non significa che il codice di condotta nel tempo non potrà essere aggiornato. Ogni modifica però dovrà di volta in volta essere accettata dai Garanti. «Non sarà possibile prima adottarlo e poi modificarlo senza l’approvazione dei regolatori europei per la protezione dei dati» chiosa Mingorance.

A margine dei lavori, il Board CISPE ha discusso anche di regolamentazione sulla libera circolazione dei dati (free data flow regulation). Un tema sul quale gli stati membri dell’UE lo scorso dicembre hanno raggiunto un accordo che porterà alla creazione di un mercato digitale unico (digital single market), che di fatto consentirà di fissare dei limiti di circolazione dei dati solo per particolari ragioni di sicurezza, migliorandone la portabilità ed evitando il rischio di data lock-in. Con il risultato, si auspica, di aumentare la fiducia e la diffusione dei servizi di cloud computing.

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GDPR e cloud aperto, ecco come far evolvere il mercato europeo del cloud https://www.datamanager.it/2018/02/gdpr-cloud-aperto-far-evolvere-mercato-europeo-del-cloud/ Fri, 23 Feb 2018 13:19:45 +0000 http://www.datamanager.it/?p=142012 A cura di Stefano Sordi, Chief Marketing Officer di Aruba Il 25 maggio 2018 è la data di scadenza ufficiale – uguale per tutti i paesi dell’Unione Europea – per la piena applicazione del General Data Protection Regulation (GDPR), il regolamento che mette al centro le persone, ne riconosce il diritto all’oblio e le informa […]

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A cura di Stefano Sordi, Chief Marketing Officer di Aruba

Il 25 maggio 2018 è la data di scadenza ufficiale – uguale per tutti i paesi dell’Unione Europea – per la piena applicazione del General Data Protection Regulation (GDPR), il regolamento che mette al centro le persone, ne riconosce il diritto all’oblio e le informa in modo trasparente, leale e dinamico sul trattamento delle proprie informazioni. Non si tratta soltanto della principale evoluzione della normativa comunitaria fin dall’introduzione della Direttiva dell’Unione Europea sulla protezione dei dati, ma anche di un cambiamento di consapevolezza grazie al quale “difendere i dati” diventa difendere le persone, la loro identità.

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Il GDPR nasce, quindi, con l’intento di armonizzare le direttive a livello europeo, fissando delle regole chiare e precise su come mantenere e conservare i dati e, addirittura, prevede di creare una nuova figura aziendale con il ruolo di Data Protection Officer, specificatamente adibito a queste dinamiche. Parallelamente, sono diverse le associazioni ed organizzazioni di service provider che hanno cercato di anticipare la regolamentazione in termini di sicurezza e protezione dei dati.

Tra le prime, trova posto il CISPE, di cui Aruba è socio fondatore, una coalizione nata nel 2016, che oggi raccoglie oltre 20 tra i maggiori provider di infrastrutture cloud attive in 15 Paesi europei. Il CISPE ha dato vita ad un Codice di Condotta (CoC) che precede l’entrata in vigore del GDPR, poiché, allineandosi ai suoi requisiti, ne condivide l’obiettivo principale: ridare ai cittadini il controllo dei propri dati personali, sapere dove questi dati si trovano e semplificare il contesto normativo per il commercio internazionale, unificando la regolamentazione all’interno dell’UE. Ai sensi del codice di condotta CISPE, infatti, i provider di infrastrutture cloud non possono effettuare data mining o tracciare i profili dei clienti per attività di marketing, pubblicità o simili, per scopi personali o per la rivendita a terzi.

Nel caso del CISPE, i servizi cloud dichiarati a norma del codice di condotta CISPE sono identificati da un particolare marchio di garanzia – ‘CISPE service-declared’ – che offre ai clienti dei servizi che lo espongono, la tranquillità di sapere che i dati ospitati presso le loro infrastrutture si trovano all’interno di data center localizzati entro i confini dell’Unione Europea e che sono conformi, già oggi, a determinati requisiti in termini di protezione e sicurezza delle informazioni. Non c’è bisogno di attendere il 25 maggio 2018 – dunque – per iniziare a corazzarsi, è essenziale arrivarci preparati e non aspettare la fatidica data a braccia conserte: questo termine è da considerarsi come un’opportunità per favorire la sicurezza e la crescita aziendale – velocizzandola – creare posti di lavoro e, finalmente, beneficiare di un mercato digitale che potrebbe essere paragonato a quello statunitense o a quello cinese.

Un altro tema di respiro internazionale, che rappresenta un aspetto importante di valutazione quando si inizia ad usare un servizio cloud è il “data lock-in”, ossia la difficoltà che si può incontrare qualora si decida di spostare i propri dati da un cloud provider ad un altro. OCF, Open Cloud Foundation, è un’associazione di aziende tecnologiche che nasce con l’obiettivo di elaborare un framework che assicuri l’apertura del cloud, facendo convergere su questo obiettivo fornitori di tecnologie e servizi, cloud provider, aziende clienti, società di ricerca ed entità ‘regolatorie’. Lo scopo è quello di preservare e garantire la libertà di scelta delle aziende clienti nel disegno dei loro business e di evitare il pericolo del lock-in che può essere esercitato da fornitori poco trasparenti.

In uno scenario cloud in forte accelerazione come quello attuale, molto presto ogni livello tecnologico dell’offerta ICT sarà a disposizione in modalità as a service. Questo porterà le aziende clienti a poter fare affidamento su molti più servizi di outsourcing e a valore aggiunto offerti attraverso il cloud. Diventerà, quindi, essenziale evitare, da un lato,  la nascita di nuovi sistemi a silos, dall’altro, che operatori cloud di prima grandezza possano imporre al mercato degli “standard” che si caratterizzerebbero inevitabilmente come chiusi e limiterebbero la dinamicità del mercato.

Per assicurare una crescita stabile per qualsiasi business, oggi, e sempre più in futuro, sarà necessario tutelare il concetto di cloud aperto: permettere ai clienti di cambiare con facilità il proprio fornitore e consentire l’accesso a degli stack cloud eterogenei manterrà attiva la competizione e spingerà gli operatori a sviluppare e offrire importanti innovazioni.

Grazie a questo tipo di iniziative – tra cui CISPE e OCF – è già possibile individuare i provider che si stanno attivando in tal senso, anche in anticipo rispetto all’evoluzione normativa, compiendo una serie di passaggi che garantiscono un sistema più attento alla sicurezza e alla trasparenza dei servizi in cloud.

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CISPE: “Ogni giorno è la Giornata della Protezione dei Dati” https://www.datamanager.it/2018/01/cispe-giorno-la-giornata-della-protezione-dei-dati/ Wed, 31 Jan 2018 15:28:31 +0000 http://www.datamanager.it/?p=140071 I provider di servizi di infrastruttura cloud dimostrano un chiaro impegno nei confronti del GDPR Il CISPE, la voce dei provider di infrastrutture cloud europei, ha sottolineato il proprio impegno verso la protezione dei dati – il 28 gennaio è stato celebrato il Giorno della Protezione dei Dati promosso dal Consiglio Europeo – in generale […]

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I provider di servizi di infrastruttura cloud dimostrano un chiaro impegno nei confronti del GDPR

Il CISPE, la voce dei provider di infrastrutture cloud europei, ha sottolineato il proprio impegno verso la protezione dei dati – il 28 gennaio è stato celebrato il Giorno della Protezione dei Dati promosso dal Consiglio Europeo – in generale e verso il GDPR (General Data Protection Regulation) dell’Unione Europea in particolare, in vista dell’entrata in vigore del GDPR fra sole 16 settimane.

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“Sappiamo bene che la protezione dei dati e il GDPR sono di vitale importanza per i nostri clienti e per gli utenti finali”, commenta Alban Schmutz, Presidente di Cloud Infrastructure Service Providers in Europe (CISPE). “Tenendo conto del ruolo centrale ricoperto dalle società di infrastrutture cloud nella catena di valore dei dati, vista la fornitura di servizi essenziali, è fondamentale che tutti i cittadini e gli stakeholder possano avere piena fiducia nella modalità di raccolta, archiviazione, trattamento e condivisione dei dati. Ed è proprio per questo che il CISPE continua a svolgere un ruolo attivo nell’aiutare a plasmare la procedura del GDPR”.

“Il CISPE non vede l’ora di celebrare un’altra vincente Giornata della Protezione dei Dati e desidera augurare a tutti un nuovo anno di successo nella protezione dei dati. Per quel che ci riguarda, continuiamo a impegnarci a fianco dei nostri aderenti e di altri stakeholder per stabilire gli standard, i sistemi e i comportamenti necessari. Ciò comprende l’invio del Codice di Condotta CISPE ai garanti europei per la protezione dei dati (Gruppo di lavoro ex Articolo 29) affinché venga sottoposto a revisione, come anche il divieto di riutilizzo dei dati dei clienti da parte dei provider, la garanzia di un’ubicazione dei dati sempre trasparente e la possibilità di scegliere che i dati vengano archiviati ed elaborati esclusivamente all’interno dell’UE/SEE. Vogliamo che ogni giorno sia la Giornata della Protezione dei Dati”.

“I provider di servizi cloud devono continuare a lavorare con le aziende e il settore pubblico per raggiungere i livelli di protezione dei dati attesi dai cittadini europei”, afferma Eva Maydell del PPE della Bulgaria. “Il codice CISPE è un esempio eccellente di come ciò può essere fatto”.

“Sosteniamo pienamente tutti gli sforzi fatti per l’armonizzazione e la corretta implementazione del GDPR, perciò accogliamo ogni impegno e determinazione nel pieno rispetto del GDPR, come nel caso del Codice di condotta di CISPE” afferma Michał Boni di EPP Polonia.

Nell’ambito della co-regolamentazione, il CISPE ha già lavorato a stretto contatto con stakeholder quali la Commissione Europea e le Autorità garanti per la protezione dei dati per fornire feedback, offrire consulenza e condividere esperienze. Nel 2016, al Parlamento Europeo, il CISPE ha presentato il primo Codice di Condotta settoriale dedicato alla valorizzazione del GDPR. A oggi il codice ha raccolto l’adesione di più di 50 servizi, i quali sono già utilizzati da milioni di aziende in tutta Europa.

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I provider di infrastruttura cloud europei accolgono la normativa proposta sulla “libera circolazione dei dati” nell’UE https://www.datamanager.it/2017/09/provider-infrastruttura-cloud-europei-accolgono-la-normativa-proposta-sulla-libera-circolazione-dei-dati-nellue/ Mon, 18 Sep 2017 13:44:59 +0000 http://www.datamanager.it/?p=131055 Il CISPE – Cloud Infrastructure Service Providers of Europe – ha descritto la normativa proposta dalla Commissione Europea per la libera circolazione dei dati non personali come “un importante progresso per il settore del cloud in Europa”, aggiungendo che rimane comunque necessario prestare ulteriore attenzione ad aspetti importanti come la sicurezza dei dati, l’autoregolamentazione, la […]

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Il CISPE – Cloud Infrastructure Service Providers of Europe – ha descritto la normativa proposta dalla Commissione Europea per la libera circolazione dei dati non personali come “un importante progresso per il settore del cloud in Europa”, aggiungendo che rimane comunque necessario prestare ulteriore attenzione ad aspetti importanti come la sicurezza dei dati, l’autoregolamentazione, la portabilità dei dati e le tutele per le PMI.

La proposta di 20 pagine che definisce il framework per la libera circolazione dei dati non personali nell’Unione Europea è stata adottata dalla Commissione il 13 settembre 2017. Il CISPE è l’associazione che rappresenta le aziende europee che forniscono infrastruttura di cloud computing e gestiscono data center in più di 15 Paesi dell’Unione. Le aziende che fanno capo al CISPE lavorano al servizio di milioni di clienti aziendali in tutti i Paesi europei.

“La normativa proposta dà una spinta importante ai piani comunitari per creare un singolo mercato digitale pienamente integrato”, ha commentato Alban Schmutz, Presidente del CISPE. “Eliminando le limitazioni alla circolazione internazionale dei dati, si favorisce la crescita aziendale e si creano posti di lavoro e, finalmente anche le aziende nei Paesi membri dell’UE potranno beneficiare di un mercato interno che abbia la stessa scala di quello statunitense o cinese. Tuttavia, alcune domande rimangono ancora senza risposta. Innanzitutto, è essenziale definire in modo puntuale le eccezioni al principio di libera circolazione in termini di “sicurezza pubblica” e di armonizzare la classificazione dei dati in tutta l’UE. La sicurezza rimane un corollario essenziale per promuovere la libera circolazione dei dati. Il CISPE auspica anche un approccio armonizzato che incentivi la fiducia nei confronti dei servizi cloud tramite una protezione adeguata delle aziende e dei loro dati, un approccio in linea con l’iniziativa europea per il cloud sicuro, attivamente sostenuta da Paesi come Francia e Germania.”

Schmutz ha aggiunto che la normativa proposta riconosce il valore dell’autoregolamentazione nell’ambito della portabilità dei dati. Si tratta di un meccanismo del settore che definisce le origini stesse del CISPE: “In passato, il CISPE si è occupato di sviluppare un codice di condotta per la protezione dei dati, per aiutare i provider di servizi cloud e i loro clienti ad essere conformi alla normativa GDPR per quanto riguarda i cosiddetti dati personali. Ci congratuliamo con la Commissione per aver adottato un approccio così innovativo all’autoregolamentazione rispetto ad altre scelte molto più restrittive e per aver finalmente riconosciuto il bisogno di avere, a livello di UE, un registro pubblico di tutte le limitazioni alla circolazione dei dati personali nell’Unione.”

Ma il dialogo sulla proposta di normativa è ancora all’inizio e il CISPE invita le istituzioni europee a fare in modo che l’approccio sia di facile applicazione anche per le PMI. Ad esempio, per quanto riguarda la portabilità dei dati, è importante analizzare qual è il costo per le PMI dell’adeguamento ai nuovi requisiti, incluse nuove garanzie in caso di bancarotta. “Dobbiamo assicurarci che la libera circolazione dei dati non personali sia di aiuto alle PMI in Europa e non un peso aggiuntivo”, ha concluso Schmutz.

“Il CISPE rimane pronto ad assistere il legislatore e le istituzioni europee, forte della sua esperienza e della sua competenza nel gestire queste problematiche cruciali,” ha concluso Schmutz.

“Continua il nostro impegno per offrire i massimi standard di sicurezza e garantire, al contempo, la libertà di scegliere in quale paese poter attivare i propri servizi cloud – ha commentato Stefano Sordi, CMO di Aruba S.p.A. – Ci stiamo muovendo strenuamente in questa direzione e, prima che il GDPR diventi operativo, siamo riusciti a ottenere una dichiarazione di conformità di tutti i servizi IaaS di Aruba Cloud ai requisiti richiesti dal Codice di Condotta CISPE. La normativa legata alla libera circolazione dei dati non personali nell’UE è un ulteriore tassello verso il binomio trasparenza e sicurezza che vogliamo continuare a perseguire attraverso le attività del CISPE.”

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Protezione dei dati e condotta sul cloud: l’importanza del CISPE https://www.datamanager.it/2017/06/protezione-dei-dati-condotta-sul-cloud-limportanza-del-cispe/ Mon, 19 Jun 2017 14:38:50 +0000 http://www.datamanager.it/?p=127022 A febbraio l’associazione dei Cloud Infrastructure Services Provider in Europe  ha sottoposto all’Europa il proprio Codice di condotta e ora si prepara al primo incontro in Italia. L’obiettivo? Essere apripista GDPR per maggio 2018 Creare un nuovo legame tra provider e cliente, dando sempre più importanza alla trasparenza, alla collaborazione, alla protezione del dato. Questo […]

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A febbraio l’associazione dei Cloud Infrastructure Services Provider in Europe  ha sottoposto all’Europa il proprio Codice di condotta e ora si prepara al primo incontro in Italia. L’obiettivo? Essere apripista GDPR per maggio 2018

Creare un nuovo legame tra provider e cliente, dando sempre più importanza alla trasparenza, alla collaborazione, alla protezione del dato.

Questo è l’obiettivo che si è posto il CISPE, Cloud Infrastructure Services Provider in Europe, una coalizione di società leader nel cloud computing, nata per garantire la sicurezza dei dati dei cittadini dell’Unione nei servizi di infrastruttura, e che si impegna anche per politiche pubbliche improntate al “cloud first” e per la competitività aperta del mercato delle infrastrutture in UE.

Fanno parte del gruppo del CISPE fornitori leader a livello continentale come OVH, Amazon Web Services (AWS), Register.it, 1&1, Daticum, Gigas Hosting, Ikoula, LeaseWeb, Outscale, Aruba, SolidHost e UpCloud, che si sono già impegnati a rispettare il proprio Codice di condotta sulla protezione dei dati personali, approvato a febbraio 2017 e ad oggi sottoposto all’esame dell’Europa. Lo scopo comune è quello di accompagnare provider, aziende e professionisti verso l’adozione del regolamento europeo sulla protezione dei dati generali (GDPR), che entrerà in vigore nel maggio 2018, attraverso una serie di step in grado di alleggerire, sin da ora, il passaggio a un sistema più articolato ma anche più attento alla sicurezza dei servizi sulla nuvola.

Visto il tema quanto mai attuale, abbiamo avuto l’occasione di scambiare qualche battuta con Lorenzo Chiriatti, Group General Counsel di Register.it, Gruppo DADA, che ci ha sottolineato l’importanza del lavoro svolto dal CISPE proprio in ottica 2018.

«Non potevamo che aderire a un’iniziativa che si sposa perfettamente con il nostro operato. Con l’attività del CISPE perseguiamo due nostri fondamentali obiettivi. Il primo riguarda il supporto al provider che deve necessariamente soddisfare da maggio le richieste del nuovo GDPR. La nostra posizione è quella di accompagnarlo già da adesso verso l’adeguamento delle proprie strutture così da farsi trovare pronto il prossimo anno. Ed anche dal lato del cliente il CISPE rappresenta un figura capace di aiutare l’adempimento dei nuovi obblighi: dalla maggiore attenzione alla protezione e al trattamento dei dati, al rispetto della privacy. Crediamo nel ruolo di apripista, non solo come risposta alle nuove norme ma anche per la creazione di un nuovo rapporto di fiducia da instaurarsi tra i soggetti che operano in ambito hosting, server e cloud, il cui focus deve essere sempre più quello della trasparenza e della collaborazione per servizi più sicuri».

E sono proprio la trasparenza e la collaborazione gli argomenti che Register.it tratterà all’incontro del 23 giugno presso la sua sede di Firenze, dove ospiterà la prima riunione dell’Assemblea generale del CISPE in Italia. Un’occasione di confronto tra le aziende partecipanti e con i responsabili della Code of Conduct Task Force, organismo del CISPE guidato proprio da DADA e volto a proporre le modifiche del Codice al vaglio della commissione UE. Il credo nella collaborazione con i clienti è tale che i lavori della giornata si concluderanno con un momento di incontro con alcuni clienti selezionati dei Provider presenti, a cui verranno chiesti feedback sul codice ed eventuali proposte di modifica che si basino sulle loro effettive necessità.

Risulta evidente, per i firmatari del Codice di condotta sulla protezione dei dati personali, l’esigenza di chiarire meglio quali siano i compiti nel delicato panorama dell’offerta dei servizi digitali, a partire dalla fornitura degli asset fino alla fruizione dei contenuti. Sinora, sia a livello nazionale che europeo, si è avvertita una certa mancanza di linearità e responsabilità, mentre la nuova piramide esige appunto chiarezza nella ripartizione dei compiti di controllo e sicurezza del sistema a tutela di provider e clienti.

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Seeweb aderisce al CISPE, codice di condotta univoco per la protezione dei dati in Europa https://www.datamanager.it/2017/02/seeweb-aderisce-al-cispe-codice-condotta-univoco-la-protezione-dei-dati-europa/ Thu, 23 Feb 2017 14:08:45 +0000 http://www.datamanager.it/?p=119929 L’azienda Seeweb ha aderito ufficialmente all’iniziativa CISPE: per una protezione dati ancora più trasparente. CISPE (Cloud Infrastructure Services Providers in Europe) è un’iniziativa tutta europea che ha lo scopo di creare una voce unitaria che rappresenti la visione dei Cloud Infrastructure Service Provider in Europa. Tale iniziativa, approvata meno di sei mesi fa dal Parlamento […]

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L’azienda Seeweb ha aderito ufficialmente all’iniziativa CISPE: per una protezione dati ancora più trasparente.

CISPE (Cloud Infrastructure Services Providers in Europe) è un’iniziativa tutta europea che ha lo scopo di creare una voce unitaria che rappresenti la visione dei Cloud Infrastructure Service Provider in Europa.

Tale iniziativa, approvata meno di sei mesi fa dal Parlamento UE, certifica attraverso un marchio di garanzia che i dati sono archiviati ed elaborati all’interno dello Spazio Economico Europeo e che i cloud infrastructure provider non processano i dati personali dei clienti per loro stesso profitto o non li rivendono a terzi, non estraggono dati ai fini della profilazione per attività di marketing e azioni similari. In aggiunta, i membri del CISPE garantiscono che i dati dei clienti sono conservati e gestiti all’interno delle aree dell’EU o EEA.

Le attività del Codice di Condotta, riguarderanno gli utenti finali e i Cloud Provider, come Seeweb, offrendo dei vantaggi come l’anticipazione del nuovo Regolamento UE per la Privacy nel 2018. Dimostra il loro impegno alla trasparenza, alla protezione dei dati e ai più alti standard di sicurezza che sono un valore aggiunto per qualsiasi organizzazione.

L’azienda Seeweb, insieme ad altri 15 ISP di 7 differenti paesi, è tra i primi Cloud Provider ad aderire al protocollo. Sottolinea che i propri servizi di Cloud Hosting, Cloud Server, Easy Cloud Server, Foundation Server, Cloud DB, Cloud Object Storage, Cloud Backup e Cloud Streaming sono conformi ai requisiti richiesti dal codice.

«I nostri clienti sono i nostri beni per questo riteniamo che la conservazione del dato è la parte più importante della nostra missione industriale. Come Seeweb ci prendiamo cura del dato da tutti i punti di vista: sicurezza fisica del CED, privacy, sicurezza virtuale e continue certificazioni relative alla qualità del dato. La nostra adesione al CISPE è stato per noi un altro traguardo molto significativo. Tale adesione al Codice di Comportamento rappresenta un valore aggiunto che offriamo ai nostri clienti e al mercato: la trasparenza per noi significa credibilità e rispetto», afferma Antonio Baldassarra, CEO Seeweb.

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Enter apre un nuovo presidio ad Amsterdam e aderisce al Codice di Condotta CISPE https://www.datamanager.it/2017/02/enter-guarda-alleuropa-apre-un-presidio-ad-amsterdam/ Thu, 16 Feb 2017 10:09:02 +0000 http://www.datamanager.it/?p=119386 L’Open Network e Cloud Provider italiano continua a puntare sul suo servizio Enter Cloud Suite potenziando la forza commerciale Espansione in Europa e potenziamento della forza commerciale. Si apre così il 2017 per Enter, Internet e Cloud Provider italiano, fornitore di servizi cloud IAAS (Infrastructure as a Service). Il 2016 si è chiuso molto positivamente […]

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L’Open Network e Cloud Provider italiano continua a puntare sul suo servizio Enter Cloud Suite potenziando la forza commerciale

Espansione in Europa e potenziamento della forza commerciale. Si apre così il 2017 per Enter, Internet e Cloud Provider italiano, fornitore di servizi cloud IAAS (Infrastructure as a Service). Il 2016 si è chiuso molto positivamente per l’ISP milanese, con una crescita importante e un ulteriore sviluppo nei contratti inseriti nel bando della Commissione Europea “DIGIT Cloud I”, che ha permesso a Enter di diventare fornitore ufficiale di servizi di public cloud per le 52 Agenzie e Istituzioni Europee, tra cui il Parlamento Europeo, la Commissione Europea, lo European Council e la Corte di Giustizia.

Il 2017 porta subito altre novità e obiettivi altrettanto ambiziosi. L’azienda apre per la prima volta un presidio territoriale fuori Italia e lo fa ad Amsterdam. Il nuovo presidio offrirà supporto tecnico, marketing e commerciale a tutti i clienti locali e internazionali di Enter e alle aziende che vogliano espandere la loro rete in Europa.

“Per anni abbiamo offerto in Europa i nostri servizi di rete e cloud ma è la prima volta che apriamo un presidio territoriale all’estero”, ha dichiarato Milko Ilari, Head of International Business & Strategy di Enter. “Abbiamo visto una crescita significativa della domanda di servizi cloud e di rete in Europa e crediamo che Amsterdam possa rappresentare il crocevia perfetto per proporre alle aziende internazionali la nostra offerta”.

Nell’ottica di rafforzare sempre più la sua presenza a livello europeo, Enter prenderà parte ai prossimi eventi CLOUD EXPO EUROPE – tra gli appuntamenti più importanti in Europa per le aziende e i professionisti del cloud – che si terranno a Londra (15-16 marzo), Parigi (15-16 novembre) e Francoforte (28-29 novembre).

Anche in Italia Enter torna a spingere con determinazione grazie all’inserimento di nuove figure commerciali. “Enter Cloud Suite – spiega Mariano Cunietti, CTO di Enter – è nato in Italia con l’Europa in mente e in un contesto (Openstack) globale: per questo ragionare di confini in un mercato che ormai non ne ha più è quasi paradossale. Senz’altro è in Italia che la nostra forza commerciale esercita più spinta, anche grazie all’enorme richiesta di gestione diretta e di managed services che offriamo ai clienti impegnati in una cloud transformation importante. A tal fine intendiamo inserire un’altra risorsa commerciale nella prima metà dell’anno.”

Enter aderisce al Codice di Condotta CISPE per la protezione dei dati

Enter è ufficialmente tra i Cloud Infrastructure Service Provider europei che dichiarano di aderire al codice di condotta CISPE sulla protezione dei dati. Si tratta di un nuovo marchio di conformità che stabilirà gli standard e le pratiche per proteggere i dati dei clienti e rispettare le leggi europee sulla protezione dei dati.

Lo scopo del Codice di comportamento CISPE è quello di aiutare i clienti di servizi cloud a identificare chiaramente se il loro fornitore di infrastruttura sta adottando standard di protezione dei dati adeguati, in accordo con la direttiva europea vigente sulla protezione dei dati e al regolamento sulla protezione dei dati generali (‘GDPR’) che entrerà in vigore nel maggio 2018.

Aderendo a questo Codice, Enter offrirà ai clienti la possibilità di memorizzare ed elaborare i loro dati all’interno dello spazio economico europeo e si impegnerà a non accedere o utilizzare i dati dei clienti per i propri scopi, tra cui, in particolare, ai fini di data mining, profilazione o di direct marketing.

Tutti i servizi di infrastruttura cloud che rispettano il Codice di Condotta sulla protezione dei dati del CISPE sono disponibili sul Registro pubblico del CISPE a questo indirizzo: www.cispe.cloud/PublicRegister e saranno facilmente riconoscibili grazie al seguente marchio di conformità:

“Il Codice di condotta CISPE è un passo da gigante verso il riconoscimento di tutti gli sforzi che l’UE sta facendo sulla privacy e che i cloud provider europei hanno messo in campo per sostenere i diritti dei cittadini e la loro privacy. EnterCloudSuite è uno dei principali fornitori di IAAS italiani ed europei ed è stato interamente progettato con la normativa UE in mente, fin dall’inizio nel 2013. Quando l’UE nel 2015 ci ha nominato come fornitore IAAS pubblico ufficiale per le sue 52 istituzioni, abbiamo capito che essere di supporto alla normativa UE è la chiave per essere competitivi in questo mercato”, ha detto Mariano Cunietti, CTO di Enter.eu.

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I big del cloud aderiscono al Codice di Condotta CISPE per la protezione dei dati https://www.datamanager.it/2017/02/big-del-cloud-aderiscono-al-codice-condotta-cispe-la-protezione-dei-dati/ Thu, 16 Feb 2017 09:30:00 +0000 http://www.datamanager.it/?p=119302 Tutti i servizi cloud di Aruba di tra cui Private Cloud, Public Cloud, Cloud Backup e Cloud Object Storage sono conformi al Codice e garantisco sicurezza e trasparenza certificata per i propri utenti Aruba, leader nei servizi di web hosting, e-mail, PEC e registrazione domini e tra i membri fondatori del CISPE (Cloud Infrastructure Services […]

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Tutti i servizi cloud di Aruba di tra cui Private Cloud, Public Cloud, Cloud Backup e Cloud Object Storage sono conformi al Codice e garantisco sicurezza e trasparenza certificata per i propri utenti

Aruba, leader nei servizi di web hosting, e-mail, PEC e registrazione domini e tra i membri fondatori del CISPE (Cloud Infrastructure Services Providers in Europe), ha dichiarato – insieme a una coalizione di 15 leader nel campo dei servizi di infrastrutture cloud computing di 7 differenti paesi (oltre all’Italia, Francia, Paesi Bassi, Spagna, Finlandia, Lussemburgo e Bulgaria) – l’adesione al Codice di Condotta per la protezione dei dati CISPE, per tutti i servizi erogati sotto il suo marchio Aruba Cloud.

A meno di 6 mesi dalla sua introduzione nel Parlamento Europeo, il codice sta per entrare in vigore. Secondo numerosi sondaggi, è il 90% dei cittadini europei a chiedere di avere gli stessi diritti di protezione di dati in tutta Europa. Per questo, le aziende che hanno aderito al CISPE si stanno impegnando per realizzare tale obiettivo.

Tutti i servizi cloud dichiarati a norma dal Codice di Condotta CISPE sono identificati da un particolare marchio di garanzia, che offre ai clienti e ai cittadini la libertà di archiviare ed elaborare i propri dati all’interno dello Spazio Economico Europeo. Inoltre, lo stesso marchio garantisce che il provider di servizi cloud non acceda o utilizzi i dati del cliente per scopi personali, come, in particolare, operazioni di ‘data mining’, ‘data profiling’ o di marketing diretto.

Tutti i servizi cloud dichiarati oggi sono disponibili nel Registro Pubblico CISPE e possono essere facilmente identificati dal seguente marchio di garanzia:

Aruba dichiara inoltre che i propri servizi di Private Cloud, Public Cloud, Cloud Backup e Cloud Object Storage rispettano i requisiti richiesti dal codice CISPE.

Il Codice può essere utilizzato dai clienti che si rivolgono ad un cloud provider che offre servizi infrastrutturali, come strumento per stabilire se un servizio tuteli in modo appropriato e trasparente i dati che si vogliono preservare.  Il Codice offre vantaggi sia ai clienti che ai provider di servizi di infrastrutture cloud:

  • offre risposte concrete alle crescenti domande ed esigenze dei clienti in tutta Europa, anticipando l’applicazione del nuovo regolamento europeo per la protezione di dati nel 2018 (GDPR – General Data Protection Regulation);
  • chiarisce la ripartizione della responsabilità tra il cliente e i provider di servizi di infrastrutture cloud;
  • definisce ulteriormente i requisiti per il CISPE, basati sulla natura del trattamento dei dati effettuato dal CISPE stesso;
  • richiede al CISPE trasparenza nel soddisfare questi requisiti, fornendo le basi per una cooperazione reciprocamente vantaggiosa tra CISPE e cliente

“Siamo stati tra i primi Provider a garantire un modello in cui ogni cliente fosse libero di scegliere in quale paese poter attivare i propri servizi cloud – ha commentato Stefano Cecconi, Amministratore Delegato di Aruba S.p.A. –  Oggi, prima che il GDPR diventi operativo, le garanzie di data security e protezione dei dati vengono certificate dalla dichiarazione di conformità di tutti i servizi IaaS di Aruba Cloud ai requisiti richiesti dal Codice di Condotta CISPE.”

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Provider di infrastrutture Cloud presentano un Codice di Condotta innovativo per la protezione di dati https://www.datamanager.it/2016/09/provider-infrastrutture-cloud-presentano-un-codice-condotta-innovativo-la-protezione-dati/ Tue, 27 Sep 2016 14:57:22 +0000 http://www.datamanager.it/?p=109999 Cloud Infrastructure Services Providers in Europe (CISPE), una coalizione formata recentemente di oltre  20 provider di infrastrutture Cloud attive in Europa, presenta il primo codice di condotta per la protezione di dati che prevede la possibilità per i clienti di provider di infrastrutture Cloud di trattare e salvare esclusivamente dati all’interno di territori EU/SEE.   Ai sensi […]

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Cloud Infrastructure Services Providers in Europe (CISPE), una coalizione formata recentemente di oltre  20 provider di infrastrutture Cloud attive in Europa, presenta il primo codice di condotta per la protezione di dati che prevede la possibilità per i clienti di provider di infrastrutture Cloud di trattare e salvare esclusivamente dati all’interno di territori EU/SEE.  

Ai sensi del Codice di Condotta CISPE, i provider di infrastrutture Cloud non potranno effettuare ‘data mining’ o tracciare un profilo di dati di clienti per attività di marketing, pubblicità o simili, per scopi personali o per la rivendita a terzi. Il Codice CISPE precede l’applicazione del nuovo Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati (General Data Protection Regulation – GDPR) dell’Unione Europea. Si allinea con i requisiti di cui al presente nuovo regolamento con l’obiettivo principale di ridare ai cittadini il controllo dei propri dati personali e di semplificare il contesto normativo per il commercio  internazionale unificando la regolamentazione all’interno dell’UE. CISPE unisce i principali provider di infrastrutture Cloud di varie entità con sede o che operano in più di 15 paesi.

Storia

Oggi i membri del CISPE, una coalizione di aziende impegnate nella fornitura di infrastrutture Cloud Computing in Europa, annunciano la loro costituzione e il loro impegno ad adottare un Codice di Condotta per la protezione di dati. Il Codice di Condotta CISPE aiuta i clienti a valutare se i servizi di infrastrutture Cloud siano idonei per il trattamento di dati personali di cui vorrebbero usufruire e quelli idonei saranno identificati da un marchio di fiducia (Trust Mark). Questo marchio può essere utilizzato da provider di infrastrutture Cloud per dimostrare ai clienti di essere conformi ai requisiti richiesti, e le organizzazioni conformi saranno inoltre elencate sul sito CISPE.

Ai sensi del Codice di Condotta CISPE, i clienti Cloud avranno la garanzia che i provider di infrastrutture Cloud non tratteranno i loro dati personali, a proprio beneficio o per la rivendita a terzi, come ad esempio per l’estrazione di dati personali, il profiling degli interessati, marketing o azioni simili.

“Questo è il primo Codice di Condotta a regolamentare tutto il settore. Offre ai clienti la certezza che i loro dati rimangano sempre sotto il loro controllo e la loro proprietà” Alban Schmutz, Vice Presidente OVH e Presidente di CISPE.

Inoltre, i provider certificati dal Codice di Condotta CISPE dovranno offrire ai loro clienti la possibilità di trattare e salvare dati esclusivamente all’interno del territorio dell’UE o SEE. Ciò significa che i clienti
di fornitori del settore o di software che acquisiscono tali servizi di infrastrutture Cloud possono controllare dove vengono fisicamente trattati e salvati i propri dati, sapendo che il loro provider non li riutilizzerà o rivenderà.

MEP Eva Paunova, membro della Commissione per il Mercato Interno e la Protezione dei Consumatori, sentendo le notizie di oggi, ha affermato “La richiesta di una forte infrastruttura Cloud, dove i clienti sono certi che i loro dati siano protetti, è sempre in aumento. Noi, come responsabili politici, possiamo redigere una legislazione perfetta su carta, ma ciò che è fondamentale sapere è cosa sia fattibile e cosa può funzionare nella pratica. A tal fine, accolgo il Codice di Condotta CISPE e il modo in cui aiuta i clienti Cloud europei ad avere la certezza che i loro contenuti ricevano un alto livello di protezione dati.“

Il nuovo Codice di Condotta CISPE offre ai clienti dei sevizi di infrastrutture Cloud uno strumento di conformità importante che aiuta a identificare i provider di servizi di infrastrutture che danno loro la possibilità di creare servizi e applicazioni nel rispetto delle normative UE esistenti sulla Protezione di Dati, mantenendo i contenuti all’interno dell’UE o SEE. Il codice CISPE, insieme al Trust Mark assegnato ai Cloud provider conformi, dimostrano anche l’impegno di un provider di servizi di infrastrutture Cloud a mantenere i massimi livelli di protezione dati e l’aderenza alle pratiche allineate con i principi dell’Unione Europea.

“Il codice di Condotta CISPE mostra che l’industria europea del Cloud Computing è in grado di fornire servizi sicuri e conformi per tutti i dati personali e tecnici in Europa e migliorare la fiducia nei servizi digitali” Axelle Lemaire, Ministro francese per gli Affari Digitali e l’Innovazione.

Il Codice CISPE precede l’entrata in vigore del nuovo e più rigoroso Regolamento Generale europeo per la Protezione dei Dati nel maggio 2018 e si basa su standard di sicurezza riconosciuti a livello internazionale che migliorano la sicurezza del trattamento dei dati per tutti i clienti Cloud e per i loro utenti. Il nuovo Codice di Condotta è stato costruito in modo tale da essere allineato con il GDPR, quando entrerà in vigore.

Il lancio del Codice di Condotta CISPE è avvenuto oggi in occasione di una tavola rotonda che si è tenuta a Bruxelles con la partecipazione di player chiave del settore, PMI e responsabili politici, ospitata dal Membro del Parlamento Europeo, Eva Paunova, Membro della Commissione per il Mercato Interno e la Protezione dei Consumatori.

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