crowdsourcing – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Mon, 08 Oct 2018 12:44:43 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png crowdsourcing – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Apple vuole un aiuto per aggiustare Mappe https://www.datamanager.it/2014/12/apple-vuole-aiuto-per-aggiustare-mappe/ Fri, 05 Dec 2014 19:30:30 +0000 http://www.datamanager.it/?p=66351 La società americana si affiderà al crowdsourcing per migliorare il proprio servizio di mappatura e battere Google Negli ultimi tempi sono parecchi i progetti che bollono nella pentola di Cupertino. Apple infatti, dopo le indiscrezioni su un possibile passo all’interno della realtà virtuale, ha pubblicato altre offerte di lavoro interessanti. Tra queste ve ne sono […]

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La società americana si affiderà al crowdsourcing per migliorare il proprio servizio di mappatura e battere Google

Negli ultimi tempi sono parecchi i progetti che bollono nella pentola di Cupertino. Apple infatti, dopo le indiscrezioni su un possibile passo all’interno della realtà virtuale, ha pubblicato altre offerte di lavoro interessanti. Tra queste ve ne sono alcune indirizzate specificamente allo sviluppo di piattaforme di mapping, indicando come la volontà della Mela sia quella di implementare nel miglior modo possibile il proprio servizio di localizzazione e mappatura del mondo. La figura in questione è quella di un Maps Community Client Software Engineer, che deve essere in grado di “costruire ed estendere le applicazioni basate sulle Mappe per permettere ad Apple di cominciare un’esperienza di miglioramento via crowdsource“. Un dettaglio che, al di là dell’offerta lavorativa in sé, apre nuovi scenari per il futuro. Le poche righe che spiegano la descrizione del lavoro mettono infatti al centro, per la prima volta, la parola crowdsourcing, lasciando intendere come presto potremmo vedere un’app Mappe in grado di ricevere le correzioni direttamente dagli utenti.

Power to the people

Come succede già per Google Maps, Apple vorrebbe l’aiuto di tutti i sui fedeli clienti per sistemare al meglio le imprecisioni che riguardano nomi di strade, ponti mai esistiti oppure nuovi sensi di marcia. Dettagli che possono sembrare banali ma che per chi è solito utilizzare il proprio smartphone per muoversi in una zona sconosciuta possono essere vitali. C’è da dire che l’utilizzo di un’idea del genere (crowdsource) per ricevere informazioni precise, anche in tempo reale, non è una novità. L’app di monitoraggio traffico Waze è stata la prima ad arrivare al successo proprio grazie alla possibilità di ricevere notizie e aggiornamenti su strada direttamente dagli altri automobilisti. Non è un caso se proprio Google, rivale sul campo mappe di Apple, abbia acquisito Waze lo scorso anno, affermando come le informazioni in tempo reale prodotte dalla piattaforma arriveranno presto su Maps. Apple è avvisata.

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Nasce Mathesia, piattaforma di crowdsourcing dedicata al mondo della matematica applicata https://www.datamanager.it/2014/12/nasce-mathesia-piattaforma-crowdsourcing-dedicata-mondo-matematica-applicata/ Thu, 04 Dec 2014 15:49:49 +0000 http://www.datamanager.it/?p=66232 Dall’1 Dicembre è online il portale che trasforma un problema industriale in una sfida matematica da risolvere attraverso una competizione tra specialisti Mathesia è la prima piattaforma di crowdsourcing dedicata al mondo della matematica applicata, dalla modellistica alla simulazione, dalla statistica all’ottimizzazione di prodotti e processi. E’ il luogo in cui un problema di carattere […]

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Dall’1 Dicembre è online il portale che trasforma un problema industriale in una sfida matematica da risolvere attraverso una competizione tra specialisti

Mathesia è la prima piattaforma di crowdsourcing dedicata al mondo della matematica applicata, dalla modellistica alla simulazione, dalla statistica all’ottimizzazione di prodotti e processi. E’ il luogo in cui un problema di carattere industriale viene trasformato in una sfida di carattere matematico.

Mathesia permette di confrontarsi rapidamente con i migliori esperti di matematica applicata. Permette ai Pitchers – aziende interessate a realizzare soluzioni innovative – di sottoporre problemi di carattere tecnologico, gestionale o di processo ai Brainies, ovvero ricercatori, scienziati, consulenti o sviluppatori, che operano in diverse parti del mondo, dai centri di ricerca alle aziende specializzate.

Mathesia è un progetto Moxoff, spinoff del Dipartimento di Matematica del Politecnico di Milano che si occupa di ingegneria del software e calcolo scientifico avanzato, realizzato con la collaborazione di Yottacle, startup di PoliHub, che si occupa di design e sviluppo software per web e mobile.

 

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Ebola e crowdsourcing: i volontari aiutano lo Scripps Research Institute a trovare una cura https://www.datamanager.it/2014/12/ebola-crowdsourcing-i-volontari-aiutano-scripps-research-institute-trovare-cura/ Thu, 04 Dec 2014 15:13:44 +0000 http://www.datamanager.it/?p=66272 Il World Community Grid supportato dal cloud SoftLayer di IBM fornirà la potenza gratuita di un supercomputer virtuale al The Scripps Research Institute per accelerare lo screening di composti chimici promettenti Anche se alcune terapie mediche si mostrano promettenti per combattere il virus Ebola, gli scienziati stanno ancora cercando con urgenza una cura definitiva. Per […]

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Il World Community Grid supportato dal cloud SoftLayer di IBM fornirà la potenza gratuita di un supercomputer virtuale al The Scripps Research Institute per accelerare lo screening di composti chimici promettenti

Anche se alcune terapie mediche si mostrano promettenti per combattere il virus Ebola, gli scienziati stanno ancora cercando con urgenza una cura definitiva. Per la prima volta, chiunque abbia accesso a un computer o a un dispositivo mobile basato su Android può aiutare gli scienziati a condurre questa ricerca critica – senza necessità di contributi finanziari, passaporto o dottorati. In realtà, i volontari possono dormire, viaggiare o essere in pausa caffè quando aiutano i ricercatori a trovare una cura per il virus Ebola.

A partire da oggi, tutti possono scaricare un’app sicura e gratuita che metterà al lavoro i loro dispositivi nei momenti in cui sarebbero altrimenti inattivi. Grazie alla potenza di elaborazione collettiva, i computer formeranno un supercomputer virtuale che aiuterà The Scripps Research Institute (TSRI) a vagliare milioni di composti chimici, per individuare suggerimenti per nuovi farmaci per il trattamento di Ebola. Nel frattempo, i dispositivi resteranno a piena disposizione dei loro proprietari per il normale utilizzo.

Questo sforzo di citizen science è possibile grazie a una partnership con World Community Grid di IBM, che da 10 anni consente di realizzare iniziative simili basate sui dati nel campo della salute e della sostenibilità, come servizio filantropico gratuito alla comunità scientifica. Il progetto di calcolo volontario “Outsmart Ebola Together” annunciato è gestito dall’Ollmann Saphire Laboratory presso il TSRI, che ha mappato le strutture e le vulnerabilità delle proteine che costituiscono il virus Ebola.

I migliori composti emersi da questo sforzo di crowdsourcing saranno testati fisicamente in laboratorio, per individuarne l’efficacia nei confronti della reale infezione da virus. I composti più promettenti saranno poi modificati perché abbiano prestazioni ancora migliori, a concentrazioni inferiori e con meno effetti collaterali. Le successive sperimentazioni del farmaco potrebbero portare alla fine a un medicinale approvato.

Combattere l’Ebola con il crowdsourcing

Il crowdsourcing di citizen science darà una netta accelerata al processo di individuazione di una cura. La velocità e la scalabilità nella ricerca di un farmaco sono essenziali, considerato che questa malattia particolarmente letale continua a diffondersi e a mutare. Un tempo ritenuta un rischio minore per la salute pubblica rispetto ad altre malattie trasmissibili, data la sua esistenza in regioni prevalentemente isolate, Ebola ora pone un rischio più elevato di diffusione per via della mobilità senza precedenti delle persone.

“Le nostre immagini molecolari del virus Ebola sono come ricognizioni del nemico”, commenta la Dr. Erica Ollmann Saphire del TSRI, uno dei più grandi istituti di ricerca biomedica privati negli Stati Uniti. “Queste immagini ci mostrano dove il virus è vulnerabile e i bersagli che dobbiamo colpire. Nel progetto Outsmart Ebola Together potremo sfruttare la potenza del supercomputer virtuale di World Community Grid per trovare i farmaci di cui abbiamo bisogno per mirare a tali bersagli”.

Il World Community Grid di IBM ha gestito con successo altri progetti di ricerca di farmaci candidati per malattie di alto e di basso profilo, come l’AIDS, il cancro, la malaria, la febbre dengue e l’influenza. Ha realizzato diverse imprese eccezionali, come aiutare il Chiba Cancer Center in Giappone a scoprire sette nuovi farmaci candidati per combattere il neuroblastoma infantile. Il programma gestito da IBM ospita inoltre progetti che hanno condotto a importanti progressi scientifici nell’energia rinnovabile e nella tecnologia di depurazione delle acque.

“È un privilegio collaborare con The Scripps Research Institute per promuovere il processo di ricerca di una cura per Ebola”, spiega Stanley S. Litow, VP Corporate Citizenship di IBM e Presidente dell’IBM International Foundation. “È più che giusto che il decimo anniversario di successi del World Community Grid coincida con il lancio di quello che è forse uno dei più cruciali sforzi scientifici e umanitari dei nostri tempi”.

Concepito e gestito da IBM, e alimentato dalla tecnologia cloud affidabile e sicura di IBM SoftLayer , il World Community Grid fornisce agli scienziati potenza di calcolo sfruttando il tempo di ciclo inutilizzato dei computer e dei dispositivi mobili dei volontari. Il software riceve, completa e restituisce agli scienziati piccoli compiti computazionali. La potenza combinata apportata da centinaia di migliaia di volontari ha creato uno dei supercomputer virtuali più veloci del pianeta, facendo progredire il lavoro scientifico di centinaia di anni.

Quasi tre milioni di computer e dispositivi mobili utilizzati da più di 680.000 persone e 460 istituzioni di 80 Paesi hanno apportato potenza di supercomputing virtuale per progetti negli ultimi dieci anni. Dall’inizio del programma, i volontari di World Community Grid hanno alimentato più di 20 progetti, donando più di un milione di anni di tempo di calcolo alla ricerca scientifica, e hanno contribuito a realizzare importanti progressi scientifici nel campo della salute e della sostenibilità. IBM invita i ricercatori a presentare proposte relative a loro progetti di ricerca per poter ricevere questa risorsa gratuita e invita tutti a donare la potenza inutilizzata dei propri computer a queste iniziative, sul sito worldcommunitygrid.org.

Il TSRI invita inoltre a sostenere la campagna di crowdfunding della Dr. Saphire sul www.crowdrise.com/CUREEBOLA, per garantire le risorse necessarie ad analizzare l’enorme volume di dati generati da Outsmart Ebola Together.

The Scripps Research Institute

The Scripps Research Institute (TSRI) è una delle organizzazioni non-profit indipendenti più grandi del mondo, incentrata sulla ricerca nel campo delle scienze biomediche. Il TSRI è riconosciuto a livello internazionale per i suoi contributi alla scienza e alla salute, tra cui il ruolo nel gettare le basi per nuovi trattamenti per il cancro, l’artrite reumatoide, l’emofilia e altre malattie. L’istituto, sviluppatosi dalla Scripps Metabolic Clinic fondata dalla filantropa Ellen Browning Scripps nel 1924, impiega ora circa 3.000 persone nei suoi campus a La Jolla, California, e Jupiter, Florida, dove i suoi insigni scienziati, tra cui due premi Nobel, lavorano. Il programma di specializzazione dell’istituto, che assegna dottorati di ricerca in biologia e chimica, è tra i primi dieci di questo tipo a livello nazionale. Per ulteriori informazioni, visitate il sito: www.scripps.edu.

Il software utilizzato per gli screening nel progetto Outsmart Ebola Together si chiama AutoDock e AutoDock VINA, sviluppato dal laboratorio Olson presso il TSRI. World Community Grid è supportato dal software sviluppato nel 2002 da Berkeley Open Infrastructure for Network Computing (BOINC) presso la University of California di Berkeley e con il sostegno della National Science Foundation. Il progetto BOINC dirige gli aspetti tecnici della potenza di calcolo fornita dai volontari.

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Living Heart Project: Dassault Systèmes progetta il cuore in 3D https://www.datamanager.it/2014/11/living-heart-project-dassault-systemes-progetta-cuore-in-3d/ Tue, 18 Nov 2014 16:21:59 +0000 http://www.datamanager.it/?p=65114 Il progetto apre una nuova fase per l’esperienza del paziente nella diagnosi e nella cura di malattie cardiovascolari, con tecnologie rivoluzionarie e crodwsourcing Dassault Systèmes, The 3DEXPERIENCE Company ha annunciato l’inizio di una nuova importante fase del progetto che punta alla creazione e all’utilizzo di cuori digitali personalizzati in 3D, finalizzati alla diagnosi e alla […]

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Il progetto apre una nuova fase per l’esperienza del paziente nella diagnosi e nella cura di malattie cardiovascolari, con tecnologie rivoluzionarie e crodwsourcing

Dassault Systèmes, The 3DEXPERIENCE Company ha annunciato l’inizio di una nuova importante fase del progetto che punta alla creazione e all’utilizzo di cuori digitali personalizzati in 3D, finalizzati alla diagnosi e alla cura di malattie cardiovascolari e allo sviluppo di apparecchiature medicali. Basato sulle applicazioni di simulazione realistica della piattaforma 3DEXPERIENCE di Dassault Systèmes, “Living Heart Project”, presentato lo scorso maggio, ha raggiunto velocemente la fase di beta test del primo cuore simulato in 3D, ha condotto alla convalida di un’apparecchiatura e ha superato la soglia delle 30 organizzazioni associate.

Nell’ambito di questa iniziativa, Dassault Systèmes ha sottoscritto un accordo di ricerca quinquennale con la Food and Drug Administration (FDA) degli Stati Uniti, inizialmente finalizzato allo sviluppo di metodologie di test per l’inserimento, il posizionamento e il funzionamento di pacemaker e altri presidi cardiovascolari destinati alla cura di disturbi cardiaci.

Grazie a un modello di crowdsourcing che tutela la proprietà intellettuale di ogni associato, pur consentendo a tutti di condividere i risultati, il “progetto del cuore vivente” viene sviluppato in stretta collaborazione con cardiologi di fama mondiale, aziende di apparecchiature medicali e ricercatori universitari, che valutano l’utilizzo del cuore digitale nel collaudo di apparecchiature medicali, nel miglioramento della diagnosi clinica e nella pianificazione degli interventi chirurgici.

Le 30 organizzazioni associate, che comprendono oltre 100 esperti in materia cardiovascolare del mondo della ricerca, dell’industria e della medicina, hanno accesso al “cardiosimulatore” per attività di test che contribuiranno ad accelerare il programma grazie al crowdsourcing. I ricercatori collaborano con il Medical Device Innovation Consortium (MDIC) al fine di accelerare il processo di approvazione di apparecchiature medicali e, al tempo stesso, promuovere l’innovazione, aumentare l’affidabilità per i pazienti e ridurre i costi. Il progetto è già stato utilizzato per validare l’efficacia di una nuova valvola meccanica prima dell’impianto sul paziente e per studiare l’evoluzione delle malattie cardiache.

The Living Heart Project: Traveling Inside a Human Heart

[ot-video type=”youtube” url=”ovvBLBOkSgo”]

“La modellazione e la simulazione a computer possono rivoluzionare il mondo della sanità e delle apparecchiature medicali accelerando l’innovazione e fornendo evidenza dettagliata della sicurezza a lungo termine di trattamenti e dispostivi,” ha dichiarato Bill Murray, Presidente e CEO di MDIC. “Questa tecnologia consentirà di superare i test empirici grazie a test clinici che permettano di valutare l’interazione dei dispositivi con il corpo umano, con modalità non realizzabili diversamente. Living Heart Project è un perfetto esempio di un nuovo strumento che mette a disposizione del settore medicale un simulatore di cuore che potrebbe essere validato per tutto il processo dalla progettazione delle apparecchiature alla presentazione delle pratiche agli enti di approvazione.”

“In futuro, la cura della salute passerà certamente per la modellazione e la simulazione, sulle quali si baserà la scelta delle cure, la formazione dei medici e anche l’educazione dei pazienti nella gestione della salute personale,” afferma il Dott. Kumaran Kolandaivelu, Instructor of Medicine alla Harvard Medical School e Medical Director del Clinical Research Center presso il Massachusetts Institute of Technology. “Come medici, abbiamo il dovere morale di utilizzare le risorse scientifiche più avanzate a nostra disposizione per garantire la massima qualità delle cure con l’invasività e i costi più bassi.” Collaboriamo con Dassault Systèmes perché sono convinto che sia il momento giusto per sfruttare tutto il potenziale della scienza informatica nella medicina, come già accaduto in altri settori.”

“L’obiettivo strategico di Dassault Systèmes nell’ambito delle bioscienze è aiutare coloro che si occupano di salute e sanità a offrire esperienze innovative ai pazienti,” ha dichiarato Jean Colombel, Vice President, Life Sciences, Dassault Systèmes. “Attraverso la piattaforma 3DEXPERIENCE di Dassault Systèmes specificamente adattata alle esigenze del settore medicale, come dimostra questo progetto nella medicina cardiovascolare, promuoviamo lo sviluppo di una nuova generazione di soluzioni e pratiche collaborative per la cura della salute che, in ultima analisi, miglioreranno gli esiti per i pazienti e agevoleranno l’accesso ai trattamenti.”

La nuova fase del Living Heart Project è stata annunciata durante il 3DEXPERIENCE FORUM North America di Dassault Systèmes a Las Vegas, nel Nevada. L’evento raccoglie aziende di spicco in tutti i 12 settori industriali serviti dalla multinazionale francese.

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Un supercomputing in crowdsourcing per studiare il DNA https://www.datamanager.it/2014/10/supercomputing-in-crowdsourcing-per-studiare-dna/ Thu, 30 Oct 2014 10:08:32 +0000 http://www.datamanager.it/?p=63946 IBM collabora con un’università australiana e con un istituto sanitario brasiliano per esaminare i grandi dati genomici utilizzando il World Community Grid Che cosa hanno in comune il DNA presente nelle alghe australiane, le acque del Rio delle Amazzoni, le piante tropicali e il terreno boschivo? Molto, affermano gli scienziati. E comprendere le similarità genetiche di […]

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IBM collabora con un’università australiana e con un istituto sanitario brasiliano per esaminare i grandi dati genomici utilizzando il World Community Grid

Che cosa hanno in comune il DNA presente nelle alghe australiane, le acque del Rio delle Amazzoni, le piante tropicali e il terreno boschivo? Molto, affermano gli scienziati. E comprendere le similarità genetiche di forme di vita disparate potrebbe consentire ai ricercatori di produrre composti per nuovi medicinali, materiali ecologici, colture più resilienti e aria, acqua ed energia più pulite.

Confrontare le proteine codificate dai geni di svariate forme di vita è l’obiettivo di Uncovering Genome Mysteries, un nuovo progetto ospitato su World Community Grid di IBM.

Gestito dall’UNSW Australia e dall’Oswaldo Cruz Institute brasiliano, il progetto intende eseguire circa 20 quadrilioni di confronti tra 200 milioni di proteine, alla base di un’ampia varietà di organismi. Un’impresa titanica di questo genere richiederebbe di norma a un singolo computer di eseguire calcoli per 40.000 anni senza interruzioni, ma grazie alla potenza di calcolo del World Community Grid la durata si ridurrà a solo qualche mese.

Ciò è possibile perché World Community Grid di IBM, il supercomputer in crowdsourcing gratuito, che festeggia un decennio di ricerca d’avanguardia su tematiche di interesse umanitario, utilizza la disponibilità e la potenza dei computer di migliaia di volontari sparsi per il mondo. Questi volontari hanno scaricato un’app che prende in prestito la potenza inutilizzata dei dispositivi informatici in momenti in cui essi non servono agli utenti, ad esempio durante una pausa breve o prolungata dal lavoro. La scalabilità di questo supercomputer virtuale offre agli scienziati la capacità pressoché illimitata di lavorare con enormi quantità di dati, senza alcun costo.

Anche se il progetto elaborerà le sequenze proteiche da varie forme di vita, dedicherà particolare attenzione ai microrganismi, per via della loro onnipresenza e della loro importanza. I microrganismi che vivono all’interno e sopra il corpo umano, ad esempio, sono 10 volte più numerosi delle cellule umane vere e proprie. Essi controllano un’enorme varietà di processi naturali importanti per la salute umana (i batteri intestinali favoriscono la digestione e riducono le allergie), la produzione alimentare (il lievito per la panificazione aumenta la resa, accelera la preparazione e migliora il gusto), l’agricoltura e l’acquacoltura (i batteri eliminano le impurità). I microrganismi sono stati utilizzati per depurare le acque negli impianti di trattamento delle acque fognarie e anche per ripulire le maree nere in seguito a sversamenti di petrolio. I microrganismi nelle piante tropicali esotiche si dimostrano promettenti come fonti di carburante efficienti e sostenibili.

Tuttavia, la maggior parte di queste scoperte è stata effettuata attraverso un processo per tentativi ed errori, oneroso in termini di tempo. Una migliore comprensione dei loro geni e delle proteine corrispondenti potrebbe accelerare lo sviluppo di tecnologie e soluzioni pratiche. Nonostante la loro importanza per la salute del nostro pianeta, i microrganismi sono difficili da analizzare a causa delle dimensioni minuscole, del loro grande numero e della incredibile varietà. Cercare geni utili in organismi sconosciuti rappresenta un compito arduo per gli scienziati. Un piccolo campione di acqua o terreno può contenere decine di migliaia di organismi, e ogni organismo può avere migliaia di geni. L’accelerazione dei cambiamenti climatici e la scomparsa dell’habitat hanno fatto dell’identificazione e dell’analisi del DNA una corsa contro il tempo.

Un approccio all’individuazione dei “superpoteri” nascosti della natura è analizzare il corredo genetico dei diversi organismi, per comprenderne il funzionamento. Si è sempre trattato di un processo oneroso in termini di tempo e denaro, ma negli ultimi anni gli scienziati hanno sviluppato metodi più economici e affidabili per decodificare il DNA. Devono comunque condurre ulteriori studi per scoprire la funzione di ogni gene e la sua proteina corrispondente.

Di conseguenza, il progetto Uncovering Genome Mysteries intende produrre un database di informazioni sul confronto delle sequenze proteiche, a cui tutti gli scienziati possano attingere. I leader del progetto sperano che ciò possa portare a identificare nuove funzioni geniche, a scoprire come gli organismi interagiscono tra loro e con l’ambiente e a comprendere meglio come i microrganismi si modificano a causa delle sollecitazioni ambientali, ad es. i cambiamenti climatici.

World Community Grid

Creato e gestito da IBM, World Community Grid fornisce agli scienziati potenza di calcolo sfruttando il tempo di ciclo inutilizzato dei computer e dei dispositivi mobili dei volontari. Il software riceve, completa e restituisce agli scienziati piccoli compiti computazionali. La potenza combinata apportata da centinaia di migliaia di volontari ha creato uno dei supercomputer virtuali più veloci del pianeta, facendo progredire il lavoro scientifico di centinaia di anni.

Quasi tre milioni di computer e dispositivi mobili utilizzati da più di 670.000 persone e 460 istituzioni di 80 paesi hanno portato potenza di supercomputing virtuale per i progetti su World Community Grid, negli ultimi dieci anni. Dall’inizio del programma, i volontari di World Community Grid hanno alimentato più di 20 progetti di ricerca, donando quasi un milione di anni di tempo di calcolo alla ricerca scientifica, e hanno contribuito a realizzare importanti progressi scientifici nel campo della salute e della sostenibilità. IBM invita i ricercatori a presentare le proposte di progetti di ricerca per ricevere questa risorsa gratuita e invita il pubblico a donare la potenza inutilizzata dei loro computer a queste iniziative, sul sito worldcommunitygrid.org.

World Community Grid è supportato dal software sviluppato nel 2002 da Berkeley Open Infrastructure for Network Computing (BOINC) presso la University of California di Berkeley e con il sostegno della National Science Foundation. Il progetto BOINC dirige gli aspetti tecnici della potenza di calcolo fornita dai volontari.

 

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Crowdfunding: Fidalo e Ospedale Buzzi insieme per la Pet Therapy https://www.datamanager.it/2014/10/crowdfunding-fidalo-ospedale-buzzi-insieme-per-pet-therapy/ Fri, 17 Oct 2014 16:00:46 +0000 http://www.datamanager.it/?p=63115 Fidalo – Idee in movimento, piattaforma web di crowdfunding, crowdsourcing e servizi rivolta ad associazioni, startup, aziende in cerca di finanziamenti per progetti o sviluppo di idee, sostiene O.B.M. Onlus – Ospedale dei Bambini Milano – Buzzi nella raccolta fondi “Un cane per Amico” per l’attività di Pet Therapy dell’anno 2015 Per sostenere l’iniziativa e partecipare […]

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Fidalo – Idee in movimento, piattaforma web di crowdfunding, crowdsourcing e servizi rivolta ad associazioni, startup, aziende in cerca di finanziamenti per progetti o sviluppo di idee, sostiene O.B.M. Onlus – Ospedale dei Bambini Milano – Buzzi nella raccolta fondi “Un cane per Amico” per l’attività di Pet Therapy dell’anno 2015

Per sostenere l’iniziativa e partecipare alle donazioni basta iscriversi al sito www.fidalo.eu, cliccare sulla pagina dedicata al progetto sociale e infine scegliere la cifra da destinare tramite carta di credito. Fino al 30 ottobre, per ogni nuovo utente registrato Fidalo dona direttamente 1 euro al progetto Pet Therapy. Il traguardo da raggiungere è di 15.000 euro, ogni contributo è un passo in più per raggiungere l’obiettivo e regalare un sorriso a tutti i bambini del Buzzi. Ogni donatore sarà ringraziato con una pergamena personalizzata, vero proprio attestato di solidarietà.

I bambini ricoverati in ospedale, soffrono spesso di depressione, di disturbi del comportamento, del sonno e dell’appetito, dovuti ai sentimenti di ansia, paura, noia e dolore determinati dalle loro condizioni di salute e dal fatto di essere costretti al ricovero, lontani dai loro amici, dalla loro casa, dalle loro abitudini. Il contatto con un animale può fornire un valido supporto nella sfera dei rapporti affettivi, della sicurezza, delle relazioni interpersonali e aiutare i giovani ricoverati nel recupero di alcune abilità che possono aver perduto.

La Pet Therapy, in reparti ospedalieri così particolari come quelli pediatrici, allevia le lunghe ore di degenza dei pazienti, contribuendo anche a modificare l’aspettativa dei ricoveri successivi. L’esperienza dimostra che la gioia e la curiosità manifestate dai piccoli pazienti durante gli incontri con l’animale consentono di alleviare i sentimenti di disagio dovuti alla degenza, tanto da rendere più sereno il loro approccio con le terapie e con il personale sanitario.

L’Associazione OBM Onlus inserisce la Pet Therapy all’Ospedale dei Bambini Vittore Buzzi di Milano con un’attività pilota nel reparto di Terapia Intensiva nel 2012. Il successo è tale che viene non solo confermato, ma allargato ad altri reparti. Le cagnoline Olivia e BrieBrie sono diventate, infatti, le protagoniste delle giornate dei piccoli ricoverati in Terapia Intensiva, mentre Rasta gioca tutte le settimane in sala giochi con i bambini della Chirurgia Pediatrica.

Le attività ludiche e ricreative organizzate in compagnia e con lo stimolo degli animali (dargli da mangiare, accarezzarli e coccolarli) hanno lo scopo di riunire i bambini, farli rilassare e socializzare tra loro, in modo da sollecitare contatti da mantenere durante il periodo più o meno lungo di degenza, migliorare, cioè, la qualità della loro vita in quella particolare contingenza.

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pptArt – Arte senza confini con il crowdsourcing https://www.datamanager.it/2014/10/pptart-arte-confini-crowdsourcing/ Thu, 02 Oct 2014 09:10:51 +0000 http://www.datamanager.it/?p=62081 La pptArt è la prima piattaforma al mondo di crowdsourcing di arte che permette di commissionare un’opera senza limitazioni geografiche E’ un’iniziativa dall’alto contenuto innovativo che introduce le potenzialità dei moderni strumenti di comunicazione in un settore tradizionale e consolidato come quello dell’arte. Lavorando a stretto contatto con i clienti e avvalendosi di un pool […]

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La pptArt è la prima piattaforma al mondo di crowdsourcing di arte che permette di commissionare un’opera senza limitazioni geografiche

E’ un’iniziativa dall’alto contenuto innovativo che introduce le potenzialità dei moderni strumenti di comunicazione in un settore tradizionale e consolidato come quello dell’arte. Lavorando a stretto contatto con i clienti e avvalendosi di un pool di oltre 1.000 artisti internazionali, la pptArt permette di soddisfare le esigenze artistiche di una vasta platea di utenti che vorrebbero commissionare un’opera ma che non hanno un accesso diretto al mondo dell’arte. La pptArt ha quindi il ruolo di intermediario che crea un mercato virtuale dell’arte mettendo in contatto la domanda e l’offerta tramite i moderni meccanismi del crowdsourcing.

Il processo è semplice, anche per chi non ha dimestichezza con il mondo dell’arte. Basta compilare un modulo online, specificando budget e dettagli del progetto. Fin dal primo momento, la pptArt affiancherà all’utente un consulente d’arte che lo seguirà lungo tutto il percorso. La richiesta verrà quindi condivisa con la piattaforma di oltre 300 artisti internazionali che, a loro volta, invieranno proposte tra le quali l’utente sceglierà la migliore.

Ne abbiamo parlato con Luca Desiata fondatore della pptArt.

Quando e come nasce l’idea di pptArt?

L’idea della pptArt nasce nel 2011 quando l’azienda di formazione manageriale “Scacchi e strategie aziendali” commissiona l’elaborazione di un’opera d’arte in occasione del premio omonimo consegnato a Francesco Starace, allora Amministratore Delegato di Enel Green Power, e Melissa Peretti, Vice President Marketing Strategico di American Express.

Nel commissionare l’opera, è stata subito evidente la difficoltà degli artisti nel relazionarsi con i manager per leggere ed interpretare le dinamiche aziendali. Soltanto la collaborazione con un gruppo di MBA (Master in Business Administration, n.d.r.) ha permesso di definire un processo strutturato per arrivare a rappresentare i valori e l’essenza dell’azienda committente.

In quell’occasione, ci siamo resi conto dell’esistenza di un mercato potenzialmente interessante ma non presidiato da nessun operatore: l’arte su commissione per le aziende e, più in generale, l’arte su commissione.

Come funziona il servizio ed il crowdsourcing?

Siamo la prima piattaforma al mondo di crowdsourcing di arte. Può sembrare strano se si considera che gli americani hanno applicato il concetto del crowdsourcing a tutti i possibili ambiti creativi, dal video-making all’interior design, dalla creazione di loghi alle campagne pubblicitarie. Eppure l’arte è rimasta un terreno inesplorato fino al nostro arrivo. Questo è dovuto al fatto che l’arte si è evoluta negli ultimi 150 anni seguendo correnti astratte, concettuali e esperienziali, dove la spinta verso la continua ricerca di nuove forme espressive ha relegato in secondo piano le esigenze del committente.

Noi abbiamo voluto recuperare questo rapporto rimettendo al centro dell’opera le esigenze del cliente. Senza questa piccola rivoluzione nell’approccio, non sarebbe stato possibile lanciare una piattaforma di crowdsourcing per l’arte. Siamo nati come movimento culturale con tanto di manifesto e opera simbolo. Ad oggi la nostra piattaforma conta oltre 1000 artisti internazionali che hanno aderito al movimento firmando il manifesto, provenienti soprattutto da Stati Uniti (25%), UK (15%) e Italia (15%).

Il processo è molto semplice. Il cliente (privato, aziendale o istituzionale) ci contatta per illustrare la sua idea e il budget a disposizione. Fin dal primo contatto, il cliente avrà a sua disposizione un Art Advisor che lo seguirà lungo tutto il percorso fino alla ricezione dell’opera d’arte. Una volta definito il progetto con il cliente (dipinto o scultura, dimensioni, soggetto e/o emozioni da rappresentare), il brief viene inviato alla piattaforma di artisti che invieranno delle proposte (incluso uno sconto rispetto al massimo budget definito dal cliente). Il cliente sceglierà la proposta migliore e l’opera sarà realizzata e spedita dall’artista vincitore.

Uno e tre Loghi – Opera manifesto della pptArt

pttart

L’estetica, i riferimenti storici e i principali messaggi della pptArt sono sintetizzati nell’opera-manifesto “Uno e tre Loghi”, triplice rappresentazione di un logo stilizzato. Il messaggio centrale è che l’azienda, nella sua rappresentazione formale e concettuale (il logo), può essere oggetto di un’opera d’arte. Nonostante l’apparente semplicità delle forme, quest’opera è una potente sintesi del messaggio della pptArt e, allo stesso tempo, un tributo ai suoi precursori storici nell’arte suprematista e concettuale (è evidente il richiamo a “Una e tre sedie” di Kosuth e al “Quadrato nero su fondo bianco” di Malevich). Inoltre, la parola “Logos” nel titolo inglese “One and three Logos” si presta alla duplice lettura di “principio di ordine e conoscenza” dal greco antico, con riferimento alla natura del mondo aziendale come prodotto della mente razionale che mira a ristabilire un ordine nel caos dei mercati e dei desideri umani. Quest’opera è stata firmata come manifesto da oltre 1,000 artisti internazionali.

Ad oggi quali sono i primi risultati?

Dalle sue prime opere sperimentali, la pptArt ha gradualmente sviluppato vari progetti per numerose aziende nel settore finanziario e industriale, contribuendo a consolidare il concetto secondo il quale “l’azienda può essere oggetto di arte”.

Recentemente abbiamo completato l’opera “Randomness seen by the human mind” per una campagna di responsabilità sociale interna di PaddyPower, uno dei principali operatori italiani nel settore dell’online gaming.

Per quanto riguarda il settore B2C (clienti privati), tra le varie gare in corso, stiamo realizzando un’opera per celebrare i 10 anni di matrimonio. La richiesta prevede la realizzazione di un dipinto che racconti la storia della coppia. Le tre proposte finaliste selezionate dai clienti provengono rispettivamente dall’Australia, dall’India e dall’Italia, tutte con diversi stili e livelli di personalizzazione.

Due delle proposte finaliste per celebrare i 10 anni di matrimonio di una coppia

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Proposta dell’artista indiana ManjiriKanvinde, disponibile a realizzare un dipinto simile personalizzandola con il profilo della coppia committente con le due figlie

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Proposta dell’artista italiana Linda Di Salvo. Si tratta del bozzetto di un trittico che racconta la vita della coppia utilizzando gli stili preferiti dalla committenza: Mirò, Kandinsky e Chagall

Qual è il vostro business model?

Abbiamo creato tre brand e tre diverse unità di business per proporre servizi personalizzati in funzione delle esigenze della clientela.

Il brand pptArt segue il segmento B2B (clienti aziendali) e propone servizi quali “When packaging becomes art”, ovvero la possibilità di ridisegnare il packaging dei prodotti tramite un concorso di artisti, oppure “Celebrate M&A transactions with Art” con il quale proponiamo opere d’arte su misura per interpretare i messaggi strategici della transazione conclusa.

Il brand Art Forever offre servizi per il segmento B2C (clienti privati). Il prodotto più esclusivo e raffinato è “Tutto il vostro amore in un’opera d’arte”. Si tratta di opere d’arte per liste nozze realizzate su misura per rappresentare e ricordare la magia del giorno più bello. Se gli sposi lo desiderano, gli invitati potranno divertirsi a votare l’opera migliore e a suggerire modifiche alle diverse proposte degli artisti per rendere la storia da raccontare ancora più completa e coinvolgente.

Il brand “Art for a better future”, lanciato proprio in questi giorni, propone il linguaggio universale dell’arte per interpretare i grandi temi dei diritti umani, della pace del mondo e dello sviluppo sostenibile. Offre servizi in modalità no-profit a organizzazioni internazionali, avvalendosi di un pool di artisti provenienti dai paesi in via di sviluppo. L’obiettivo di “Art for a better future” è quello di offrire occasioni di visibilità internazionale ad artisti che operano in contesti geograficamente isolati e limitati alle comunità locali.

Qual è il rapporto tra arte e tecnologia e come pensate di utilizzare i vantaggi di entrambi i settori?

Il rapporto tra arte e tecnologia è stato approfondito il 22 settembre nel panel “Digital Art” della Social Media Week al quale ho partecipato come fondatore della pptArt per illustrare il ruolo delle tecnologie digitali nel rivoluzionare il rapporto tra arte e società. Il panel, ospitato da Federculture, ha esplorato le tecnologie digitali intese come strumento di evoluzione nel modo di “produrre”, “commercializzare” ed “esporre” opere d’arte tramite musei virtuali, gallerie online, correnti d’arte digitale, piattaforme di crowdsourcing e social network di artisti.

Per pptArt le nuove tecnologie permettono di realizzare il potenziale dell’arte come linguaggio veramente universale in grado di interpretare passioni e sentimenti umani senza confini. E’ stato davvero affascinante vedere come l’amore di una coppia italiana potesse essere rappresentato da un’artista indiana o australiana. Inoltre, l’elevato numero di proposte ricevute ha permesso ai clienti di poter scegliere un’opera in linea con le proprie esigenze e con i propri gusti artistici, a conferma del principio che il confronto con il cliente e l’interpretazione dei suoi desideri arricchiscono e approfondiscono i contenuti stessi dell’opera d’arte nel rispetto dell’individualità e libera creatività dell’artista.

Siete una startup? Vi siete finanziati da soli o cercate Venture Capitalists?

Siamo a tutti gli effetti una start-up innovativa in linea con la recente normativa che prevede agevolazioni di natura fiscale, finanziaria e operativa.

Il 7 ottobre concluderemo dal notaio il primo round di finanziamento con degli angel investor che hanno creduto in questa iniziativa già ad aprile di quest’anno quando abbiamo firmato gli accordi per l’investimento. Eravamo ancora una pre-revenue start-up ma gli investitori ci avevano già riconosciuto una valutazione pre-money di tre milioni di euro. Un ottimo risultato per gli standard italiani che conferma la validità del business model di pptArt e il fascino di un’iniziativa tutta italiana che ha l’obiettivo ambizioso di rilanciare l’arte a livello internazionale.

 

Luca Desiata è docente di Corporate Art presso la Luiss Business School ed è il fondatore della pptArt, la prima piattaforma al mondo di crowdsourcing di arte. Ingegnere con MBA a Insead, lavora come dirigente in Enel. In passato, ha avuto esperienze professionali in Banca Mondiale e in varie società di consulenza strategica. Nel 2012 ha pubblicato con Hoepli il libro di management “Scacchi e strategie aziendali”, in collaborazione con Anatoly Karpov (ex campione del mondo di scacchi) e Rocco Sabelli (ex Amministratore Delegato di Alitalia e Piaggio). E’ direttore di Hebdomada Aenigmatum, la prima rivista gratuita di enigmistica latina.

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Le quattro facce della Libertà Digitale e come David Hasselhoff vi aiuterà a difenderle https://www.datamanager.it/news/le-quattro-facce-della-libert-digitale-e-come-david-hasselhoff-vi-aiuter-difenderle-56053.html Tue, 06 May 2014 13:28:12 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2014/05/le-quattro-facce-della-liberta-digitale-e-come-david-hasselhoff-vi-aiutera-a-difenderle/ Oggi a Berlino l’attore David Hasselhoff e Mikko Hyppönen di F-Secure danno il via alla crociata per la Libertà Digitale e inaugurano un manifesto crowdsourcing La ‘privacy digitale’ è sotto attacco. Ma ora c’è qualcosa che ogni persona può fare – con l’aiuto nientedimeno che di Mikko Hyppönen di F-Secure e dell’ambasciatore di Freedome, l’attore […]

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Oggi a Berlino l’attore David Hasselhoff e Mikko Hyppönen di F-Secure danno il via alla crociata per la Libertà Digitale e inaugurano un manifesto crowdsourcing

La ‘privacy digitale’ è sotto attacco. Ma ora c’è qualcosa che ogni persona può fare – con l’aiuto nientedimeno che di Mikko Hyppönen di F-Secure e dell’ambasciatore di Freedome, l’attore David Hasselhoff (che tutti ricordano come Michael Knight di Supercar). I due oggi durante re:pubblica, la più grande social media conference d’Europa che si tiene a Berlino (6-8 maggio 2014), danno il calcio d’inizio a un movimento per la Libertà Digitale. Primo step di questa campagna è un manifesto crowdsourcing sulla libertà digitale, che chiunque sia interessato alla privacy digitale può contribuire a scrivere.

L’obiettivo del movimento è far crescere la consapevolezza della ‘digital freedom’ e del suo fragile stato nella società d’oggi. La libertà digitale è in declino in tutto il mondo, come testimoniato dalle rivelazioni di Snowden. La campagna guiderà altri eventi sulla privacy e darà il via a una fondazione per la Libertà Digitale che collaborerà con altre organizzazioni attente alla privacy.

Il movimento e il suo manifesto riguarderanno in particolare quattro aspetti della libertà digitale:

1. Libertà dalla sorveglianza di massa

Le due grandi innovazioni dei nostri tempi, i cellulari e Internet, si sono trasformati in strumenti di sorveglianza e controllo pronti per essere usati contro di noi. E il problema di programmi come PRISM – il programma di sorveglianza elettronica usato dalla National Security Agency (NSA) fin dal 2007 – è che non sorvegliano solo individui sospettati di crimini. Vengono spiate anche persone che i governi ritengono innocenti.

2. Libertà dalle persecuzioni digitali

Potreste pensare di non avere nulla da nascondere. Ma le cose col tempo possono cambiare, nessuno può saperlo. Oggi è meno costoso conservare i dati per sempre piuttosto che distruggerli. Cosa accadrebbe se alcuni aspetti della vostra attività online d’oggi fossero usati contro di voi in futuro? Nessun cittadino rispettoso della legge dovrebbe vivere con questa paura.

3. Libertà dalla colonizzazione digitale

Le tecnologie stanno cambiando profondamente il nostro mondo a una velocità impressionante. Ma solo perchè qualcosa è tecnicamente possibile ciò non significa che debba entrare nella nostra vita ed essere accettato ciecamente.

4. Libertà digitale di accesso, movimento e parola

Nessuna organizzazione governativa dovrebbe interessarsi a ciò che diciamo e scriviamo in privato e dovremmo lottare per la libertà di accesso alle piattaforme, per la libertà di movimento e di parola.

Alla ricerca della libertà

“Siamo alle prese con problematiche complesse che nessuna generazione precedente ha mai dovuto affrontare,” spiega Hyppönen, Chief Research Officer di F-Secure, rinomato esperto di tematiche di sicurezza e privacy. “Quando usate Internet o i suoi servizi, siete tracciati da governi e aziende, e i vostri dati vengono collettati. Cos’è la privacy digitale? Quali diritti dovremmo avere? In quale genere di mondo vogliamo vivere? Queste sono le domande che vogliamo affrontare con coraggio e alle quali vogliamo dare una risposta, cominciando dal manifesto.”

Hyppönen è schietto sulla privacy digitale. Si è espresso con forti dichiarazioni anti-sorveglianza sia nel suo TED talk in ottobre, sia con la sua rinuncia alla conferenza RSA tenutasi all’inizio di quest’anno.

Hasselhoff è l’ambasciatore di Freedome, la nuova soluzione VPN per la sicurezza e la privacy online di F-Secure. Un eroe che combatteva per la libertà e la giustizia negli anni ’80, quando la libertà era principalmente una problematica fisica. “The Hoff”, questo il suo nickname, è tornato per lottare per la libertà nel mondo digitale.

Fate sentire la vostra voce

Il manifesto #digitalfreedom, che sarà sotto licenza creative commons, è un’opportunità per chiunque sia interessato a libertà e privacy digitale di contribuire con pensieri, timori, opinioni. Sarà usato come una ‘dichiarazione’ per far progredire la libertà digitale nel mondo.  

Il manifesto sarà aperto ai vostri contributi subito dopo l’intervento di Hyppönen e Hasselhoff (Berlino, 6 maggio, ore 16.15) a questo link. Nessun contributo è troppo piccolo – anche se si tratta solo di una frase. Fate sentire la vostra voce nella lotta per la libertà digitale. Unitevi al movimento!

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Videointervista. Cucina Mancina: chi sono i mancini alimentari? https://www.datamanager.it/news/videointervista-cucina-mancina-chi-sono-i-mancini-alimentari-55979.html Wed, 30 Apr 2014 09:45:26 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2014/04/videointervista-cucina-mancina-chi-sono-i-mancini-alimentari/ Cucina Mancina è la community del cibo mancino che si basa su concetti quali copyleft e crowdsourcing. Chi sono i mancini alimentari? Ne abbiamo parlato con Lorenza Dadduzio e Flavia Giordano, le mamme di Cucina Mancina, la food community dedicata a tutti coloro che hanno bisogni alimentari diversi dalla maggior parte delle persone, per scelta, […]

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Cucina Mancina è la community del cibo mancino che si basa su concetti quali copyleft e crowdsourcing. Chi sono i mancini alimentari? Ne abbiamo parlato con Lorenza Dadduzio e Flavia Giordano, le mamme di Cucina Mancina, la food community dedicata a tutti coloro che hanno bisogni alimentari diversi dalla maggior parte delle persone, per scelta, per necessità oppure per semplice curiosità.

La loro è una storia di diversità ma allo stesso tempo anche la storia di una startup attiva nel settore food.

“Siamo due appassionate di food design,io sono una visual designer e mi sono occupata principalmente di comunicazione di cibo e territorio prima di cominciare con cucina Mancina, Flavia invece si è occupata di progettazione europea e attualmente segue i progetti di formazione innovativa dal basso per le politiche giovanili della Regione Puglia insieme ad ARTI. Ci siamo incontrate ed abbiamo dato vita ad un nuovo progetto partecipando a concorsi dedicati a nuove iniziative imprenditoriali. In particolare abbiamo vinto 70.000 a fondo perduto erogati dalla Camera di Commercio di Bari con il bando ValoreAssoluto. In seguito abbiamo partecipato a Mind The Bridge dove abbiamo lavorato insieme a molti tutor per capire come rendere scalabile e sostenibile la nostra startup”

“Dopo la pubblicazione di due libri con le migliori ricette della nostra community ora stiamo lavorando allo sviluppo della rete degli store locator ed a nuovi servizi per i negozianti come ad esempio la possibilità di prenotare direttamente dal nostro sito, inoltre abbiamo un servizio in partenza per aziende e negozi: sarà possibile, partendo dalle ricette presenti sul sito, arrivare direttamente alla vetrina online per sapere dove comprare fisicamente quell’ingrediente o ordinarlo online”.

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Random crowdsourcing https://www.datamanager.it/rivista/random-crowdsourcing-55549.html Thu, 17 Apr 2014 10:00:55 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2014/04/random-crowdsourcing/ Crowdsourcing casuale? Prepariamoci a combattere questo modello perché non è ragionevole al contrario di una partecipazione mirata   In inglese si chiama crowdsourcing – la risorsa della folla – e il termine viene citato spesso insieme a quello di crowdfunding che, invece, è innocuo e può essere positivo. Opinionisti, politologi e politici dibattono su importanti […]

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Crowdsourcing casuale? Prepariamoci a combattere questo modello perché non è ragionevole al contrario di una partecipazione mirata

 

Roberto Vacca - Chief inspiration OfficerIn inglese si chiama crowdsourcing – la risorsa della folla – e il termine viene citato spesso insieme a quello di crowdfunding che, invece, è innocuo e può essere positivo. Opinionisti, politologi e politici dibattono su importanti decisioni economiche e politiche, ma ne trattano aspetti astratti o burocratici contribuendo a ritardarle. Parlano di riformare leggi elettorali, strutture, giustizia; etica, prebende e stipendi spropositati; abolire privilegi della casta; colpire corruzione, collusioni. Parlano di creare lavori in cultura (quale?), turismo, agricoltura, cibo e anche ICT – ma non menzionano i lavori in alta tecnologia.

Sono ignorate o nominate di sfuggita, le riforme sostanziali: quadruplicare investimenti pubblici e privati in ricerca e sviluppo, migliorare e finanziare di più le scuole, redimere dal degrado i mezzi di comunicazione di massa e fare in modo che giornali, radio e TV diffondano conoscenza del mondo invece di irrilevanze. Abbiamo bisogno di aiuto, ma non arriva. Sedicenti pensatori o capi spirituali parlano e scrivono di problemi marginali. Non studiano. Non vedono come sta cambiando il mondo, né come potrebbe cambiare – in meglio.

Si sta diffondendo l’idea che aiuti decisivi all’innovazione possano venire dalla partecipazione dei cittadini – del pubblico. Se si riuscisse ad arruolare grandi numeri di cittadini, sostiene taluno, si arriverebbe a soluzioni sane, eque e intelligenti.

La risorsa della folla

in Germania, esiste da molti decenni la co-gestione (Mitbestimmung): rappresentanti dei lavoratori siedono nei consigli di amministrazione delle grandi aziende e partecipano a decisioni importanti su investimenti e pianificazioni. Anche i sindacati aziendali (non nazionali) funzionano bene. In Italia è raro che si discuta di piani radicalmente innovativi. Vengono formulati e realizzati in alta tecnologia e ICT da alcune (poche) imprese grandi e medie. Queste andrebbero pubblicizzate ampiamente e additate ad esempio, non ignorate od osteggiate.

Si diffonde, purtroppo, la nozione che una partecipazione vasta sia ricetta valida per ottimizzare piani e decisioni. Si propone perfino che i partecipanti siano scelti a caso onde evitare favoritismi. Occorre, invece, selezionare persone che superino adeguate soglie di competenza e che continuino a essere addestrate nelle discipline, nozioni e strumenti opportuni. Addestramento e diffusione di cultura devono essere perseguiti per vie ben diverse da quelle dei promotori e dei pubblicitari. Per disseminare conoscenza bisogna averla e si ottiene studiando. Non vanno usati linguaggi scheletrici. Servono descrizioni e analisi chiare, non ripetizione di “catch word” presi in prestito ovunque senza discriminazione. I cittadini possono capire quali siano le scelte migliori con studi, ragionamenti e confronti. Non devono essere indotti a uniformarsi a conclusioni improvvisate, magari espresse in tweet.

Occorre valutare e controllare la qualità: prescrizione alla base dei successi della tecnologia, dell’innovazione, dell’alto rendimento di gruppi umani organizzati. Diffondere conoscenza non è un lavoretto facile da realizzare.

Net democracy

Il crowdsourcing somiglia alla così detta democrazia della rete o net democracy. Taluno sostiene che sarebbe meglio della democrazia parlamentare e presenta proposte politiche appoggiate dal “voto-sondaggio” di alcune migliaia di affiliati. Questi dovrebbero rappresentare efficacemente le opinioni di qualche milione di votanti – una “maggioranza” ora silenziosa. Richiama alla mente il racconto di fantascienza dei sondaggisti USA che individuano lo Stato, poi la città, poi la circoscrizione elettorale e, infine, il singolo cittadino che da decenni ha sempre votato per l’assessore, il sindaco, il congressman, il senatore, il presidente che poi veniva eletto. Propongono che quel cittadino decida lui chi dovrà essere il prossimo Presidente USA, evitando gli oneri di un’inutile campagna elettorale.

Il mezzo non è il messaggio

 I messaggi seri, interessanti, utili non si improvvisano. Aiutare il pubblico e i giovani ad acquisire buoni criteri di giudizio è meritevole e necessario – e anche la scuola lo sta facendo troppo poco.

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