cyberbullismo – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Thu, 12 Jul 2018 08:40:48 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png cyberbullismo – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Kaspersky Lab alla 48° edizione del Giffoni Film Festival per la sicurezza dei bambini online https://www.datamanager.it/2018/07/kaspersky-lab-alla-48-edizione-del-giffoni-film-festival-per-la-sicurezza-dei-bambini-online/ Thu, 12 Jul 2018 08:40:48 +0000 http://www.datamanager.it/?p=151123 Una settimana dedicata a film e dibattiti sulla sicurezza in Internet e sui temi del cyberbullismo e la nascita di un progetto digitale per affrontare il mondo online L’opera teatrale “Kasper, Sky e l’Orso Verde” prodotta da Kaspersky Lab e realizzata dalla compagnia di giovani talenti diretta da Mitzi Amoroso approda al Giffoni Film Festival […]

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Una settimana dedicata a film e dibattiti sulla sicurezza in Internet e sui temi del cyberbullismo e la nascita di un progetto digitale per affrontare il mondo online

L’opera teatrale “Kasper, Sky e l’Orso Verde” prodotta da Kaspersky Lab e realizzata dalla compagnia di giovani talenti diretta da Mitzi Amoroso approda al Giffoni Film Festival 2018 portando sul palco i temi del cyberbullismo e dell’uso sicuro della tecnologia per i “piccoli navigatori” di oggi.

Per dare voce a queste tematiche, Kaspersky Lab, già attivo nella sensibilizzazione dei ragazzi e i loro genitori sulle minacce che si celano online e sulle semplici regole che possono proteggere la loro vita digitale, prende parte dal 20 al 28 luglio alla rassegna cinematografica dedicata ai bambini e ragazzi di ogni parte d’Italia e del mondo con una serie di attività che coinvolgeranno i più piccoli sul tema della sicurezza online.

Per introdurre i ragazzi alle sensibili tematiche della sicurezza in Internet, il bullismo e cyberbullismo, il 21 luglio alle ore 16:30 nella sala Lumiére verrà proiettato lo spettacolo “Kasper, Sky e l’Orso verde”: il video verrà poi discusso insieme ad Alessandra Venneri, Head of Corporate Communications Italy and South East Europe di Kaspersky Lab, un rappresentante di Giffoni Experience e la platea di giurati della sezione Elements + 6, composta da 1.000 bambini dai 6 ai 10 anni.

La visione dello spettacolo “Kasper, Sky e l’Orso verde” è il punto di partenza di un progetto più ampio che durante il Film Festival porterà la squadra di giovani talenti del Giffoni Dream Team a lavorare insieme al team di Kaspersky Lab in workshop giornalieri per realizzare una piattaforma web video-ludica-esperienziale sulla navigazione sicura, il bullismo e cyberbullismo dedicata ai bambini delle scuole primarie italiane.

Il progetto ha l’obiettivo di diventare un vero e proprio strumento di divulgazione che accompagnerà i bambini in un percorso educational alla scoperta dell’utilizzo della rete e delle minacce che si celano online. Una volta fatta partire l’esperienza, i bambini dovranno scegliere le azioni e i comportamenti che il protagonista della storia si troverà ad affrontare nel mondo online. Per ogni determinata azione scelta, la narrazione prenderà una direzione diversa e passo per passo spiegherà ai bambini il fenomeno del bullismo e cyberbullismo suggerendogli cosa fare, cosa è giusto e cosa è sbagliato, e come comportarsi di conseguenza. Le azioni scelte, inoltre, avranno un valore di punteggio in modo che gli utenti possano conoscere il proprio livello di consapevolezza rispetto ai temi affrontati.

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L’algoritmo buono contro l’odio online https://www.datamanager.it/2018/07/lalgoritmo-buono-contro-lodio-online/ Thu, 12 Jul 2018 08:06:45 +0000 http://www.datamanager.it/?p=151198 L’odio è un diritto? Vero è che l’odio genera odio e, per come è il Web, l’odio crea traffico, quindi movimento economico, profitto, quindi consenso. L’odio online è complesso, ma l’intelligenza artificiale ci aiuterà a combatterlo in rete, disinnescando i gruppi di propaganda violenta Ogni giorno i media ci riferiscono storie di odio politico, religioso, […]

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L’odio è un diritto? Vero è che l’odio genera odio e, per come è il Web, l’odio crea traffico, quindi movimento economico, profitto, quindi consenso. L’odio online è complesso, ma l’intelligenza artificiale ci aiuterà a combatterlo in rete, disinnescando i gruppi di propaganda violenta

Ogni giorno i media ci riferiscono storie di odio politico, religioso, razziale perpetrato online. Ogni giorno dai media apprendiamo di accadimenti legati a discorsi d’odio discriminatorio, di casi di cyberbullismo e di cyberstalking, senza dimenticare, ancora, tutte le forme d’istigazione e di propaganda violenta, che si scatenano in Rete e la pervadono, nei modi più disparati, in maniera più o meno esplicita. Quello cui assistiamo è dunque un fenomeno in progressiva ascesa, che non risparmia nessun angolo del mondo.

L’odio online non differisce nella sostanza dall’odio che si scatena per le strade. Tuttavia, alcuni aspetti che caratterizzano l’hate speech online sembrano sui generis. In realtà, essi derivano dal mezzo utilizzato per veicolarlo: il Web. La massima diffusione, la velocità, la permanenza, la facilità di condivisione e la transnazionalità, che rende ardua la risposta giurisdizionale, sono ciò che di fisiologico caratterizza la Rete. Con tale affermazione si intende cioè anche ribadire che essa non è la matrice dell’odio che contiene. I fattori di complessità del fenomeno rendono estremamente insidioso il terreno di scontro e sfiancante la battaglia, soprattutto nei casi delle forme d’odio più subdole, mentre al contempo si discute di come risulti problematico distinguere le parole d’odio dal diritto di manifestare liberamente la propria opinione, di esercitare il diritto di critica di fare satira. Basti pensare ai testi che accompagnano i meme che circolano su Facebook. Ci si imbatte in questo genere di post, per esempio, soprattutto quando si verificano eventi in grado di calamitare l’attenzione degli utenti e di stimolare dibattiti alquanto veementi fra Weltanschauung diverse, spesso opposte, all’interno di quella che è stata definita da Yochai Benkler la nuova sfera pubblica.


L’AI per disinnescare la propaganda violenta sul Web – @Clusit
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Tuttavia, come testimoniato dai numerosi fatti di cronaca degli ultimi anni, le conseguenze che l’odio online è in grado di provocare sulla vita delle persone possono avere esiti persino letali. Se l’odio online è dunque qualcosa di estremamente potente, pericoloso e multiforme è chiaro come le necessarie azioni d’individuazione, monitoraggio, mappatura, contrasto, rimozione di tali contenuti abbiano finito col far intravedere nell’impiego di algoritmi la soluzione migliore possibile. Si pensi, in particolare, agli algoritmi capaci di eseguire l’analisi semantica automatizzata e corretta dei discorsi d’odio in Rete. Tecniche di “sentiment analysis” per il rilevamento delle espressioni d’odio, su Twitter per esempio, il modello “bag of words”, adottato in unione a sistemi di classificazione e ad altri tipi di algoritmi per l’odio cosiddetto embedded, lo sfruttamento algoritmico dei big metadata, sono alcuni degli esempi di tentativi concreti già esperiti nelle varie modalità di approccio al problema.

La strada intrapresa, soprattutto con riferimento alle possibilità di raggiungere gradi sempre più raffinati d’esame automatizzato, non solo sui singoli termini d’odio e del loro contesto, ma anche al fine di estendere l’impiego di questi algoritmi semantici “esperti” per individuare intere community di haters e determinarne l’effettiva pericolosità sociale, è incoraggiante, nonostante le notevoli e indubbie difficoltà di favorire l’interpretazione non errata di alcuni discorsi violenti in maniera automatizzata. Così, se da un lato stiamo guardando con massima rabbia e sospetto agli algoritmi di Cambridge Analytica, è forse ancora possibile recuperare la fiducia verso la medesima tecnologia e il suo potenziale positivo, per esempio, contro la proliferazione dell’odio online? D’altronde, gli algoritmi oggi plasmano il mondo intorno a noi e dentro di noi e non cesseranno mai di rispondere nel bene e nel male a chi li crea.

Federica Bertoni docente CLUSIT

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Ragazzi su Social e Chat in età troppo prematura, videogiochi e contenuti violenti fruiti già in età preadolescenziale https://www.datamanager.it/2018/07/ragazzi-su-social-e-chat-in-eta-troppo-prematura-videogiochi-e-contenuti-violenti-fruiti-gia-in-eta-preadolescenziale/ Fri, 06 Jul 2018 14:03:17 +0000 http://www.datamanager.it/?p=150868 L’edizione 2018 dell’iniziativa G DATA “Cyberbullismo 0 in condotta” ha coinvolto circa 2000 ragazzi e 400 genitori di 9 provincie e 4 regioni italiane (Liguria, Piemonte, Lombardia, Marche). Risulta ancora preoccupante il livello di disinformazione dei ragazzi a fronte dei rischi a cui sono esposti in età fin troppo prematura Bologna – Essenziale per G […]

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L’edizione 2018 dell’iniziativa G DATA “Cyberbullismo 0 in condotta” ha coinvolto circa 2000 ragazzi e 400 genitori di 9 provincie e 4 regioni italiane (Liguria, Piemonte, Lombardia, Marche). Risulta ancora preoccupante il livello di disinformazione dei ragazzi a fronte dei rischi a cui sono esposti in età fin troppo prematura

Bologna – Essenziale per G DATA l’attività di formazione degli allievi delle scuole elementari e medie inferiori condotta insieme allo specialista della sicurezza in Rete Mauro Ozenda tra febbraio e maggio 2018. “La consapevolezza di aver portato, laddove mancava, un’educazione e cultura digitale di base per consentire ai nativi digitali di navigare, condividere e sfruttare le enormi potenzialità che la Rete presenta, riducendone al massimo i pericoli è per noi un’enorme fonte di motivazione: l’80% delle informazioni trasmesse ai 2000 ragazzi e 400 genitori coinvolti nell’attività di sensibilizzazione erano sconosciute ai destinatari dell’intervento fino al giorno prima”, commenta Giulio Vada, Country Manager di G DATA Italia, che non manca di menzionare un dato particolarmente preoccupante: rispetto al 2017 si sono anticipati i tempi nell’utilizzo di console e tablet connessi a Internet, impiegati già a partire dai 6 anni senza alcuna restrizione né filtro sui contenuti.

Dati allarmanti

Il feedback raccolto sull’utilizzo di Internet e Social da parte dei ragazzi in età compresa fra i 9 e 13 anni è il seguente:

  • Nota positiva: rispetto all’anno precedente si riscontra una maggior consapevolezza dell’importanza di avere un antivirus su dispositivi Android. Solo il 20% dei ragazzi coinvolti non ne è dotato a fronte di una quota di impiego di device con questo sistema operativo del 95%
  • Il 90% afferma di non avere mai avuto un parental control sul dispositivo
  • Il 40% non protegge il proprio smartphone con doppio PIN e blocco schermo
  • L’80% tiene sempre attivi wifi e geolocalizzazione
  • L’80% naviga su internet prima dei 10 anni, tablet e console connessi a Internet sono impiegati già a partire dai 6 anni
  • I ragazzi di 11-13 anni sono iperconnessi e interconnessi: circa il 60% di loro è costantemente online. L’utilizzo medio di Internet, messaggistica istantanea e Social è di 5h al giorno. Prosegue sino a tarda sera e anche nelle ore notturne
  • In generale l’80% è attivo sui social (soprattutto Instagram e Musical.ly) prima del 13 anni, non si curano dell’innalzamento della soglia ai 16 anni a partire dall’entrata in vigore del GDPR, certi che i genitori daranno comunque l’autorizzazione all’utilizzo di queste piattaforme
  • Il 95% risulta “multitasking” a grave detrimento dell’attenzione
  • Il 95% usa Whatsapp (già a partire dalla quinta elementare), piattaforma preferita dai ragazzi delle medie la cui presenza su Snapchat è considerevolmente calata rispetto al 2017, poiché la piattaforma è considerata un doppione di Whatsapp
  • La maggior parte dei ragazzi crea nuovi profili social qualora si dimentichi la password di accesso, lasciando i profili “abbandonati” alla mercè dei cybercriminali
  • Videogiochi violenti già in quinta elementare (il 20% dei bambini) nonostante l’indicatore PEGI imponga un’età minima di 18 anni per l’esposizione a contenuti violenti
  • Una piccola percentuale ha già effettuato in quinta elementare acquisti in-app per un valore medio tra i 10 e i 50 Euro. Fenomeno da ariginare assolutamente poiché col tempo può portare a fenomeni di ludopatia
  • Sempre più spesso sono i figli ad indicare ai genitori come configurare nel giusto modo la privacy e la sicurezza sui profili social, imponendo loro a volte persino la modifica delle password della casella primaria di posta elettronica

Social, Intrattenimento e videogiochi

Il primo dato che emerge è il fatto che, eccezioni a parte, sui dispositivi dei ragazzi manca qualsiasi funzionalità di Parental Control o Protezione Minori, restrizioni e opportune configurazioni che dovrebbero consentire da un lato al genitore di controllare il figlio dall’altro di evitare che i bambini finiscano su contenuti inadatti, utilizzino giochi non adatti alla loro età, o ne abusino in termini di tempo dimenticandosi di tutto il resto. I nativi digitali utilizzano i dispositivi connessi alla Rete in modalità “multitasking”. Un modus operandi foriero di distrazioni che, quando si utilizzano strumenti quali Whatsapp o Instagram possono tramutarsi in un serio problema. Basti pensare all’inoltro di un contenuto strettamente personale a un gruppo anziché all’amico del cuore piuttosto che condividere l’immagine sbagliata sul proprio profilo Instagram.

In termini di messaggistica istantanea Whatsapp risulta essere lo strumento preferito dai ragazzi delle medie per comunicare con amici e parenti preferito. Hanno un gruppo per ciascun hobby o attività sportiva che condividono con i amici e non (i ragazzi risultano collegati mediamente ad almeno 5 gruppi: quello della classe, dei parenti più stretti, dei gamer, delle muser e dell’attività sportiva che svolgono). Sono inconsapevoli del fatto che un messaggio inviato e poi cancellato si possa comunque recuperare.

Fra i Social il più usato fra le ragazzine nella fascia 9-12 anni resta Musical.ly. Sebbene rispetto al 2017 si sia riscontrata una maggior attenzione circa l’attivazione di un profilo privato su questa piattaforma una parte dei fruitori accetta comunque richieste di amicizia di sconosciuti facendo dunque decadere i benefici derivanti dal profilo privato. Altra differenza rispetto all’anno precedente è il calo drastico di iscritti nella fascia tra i 13 e i 14 anni, che l’abbandonano per un improvviso pudore. Purtroppo però, quando decidono di farlo, cancellano l’app pensando di aver disattivato l’account, che invece rimane in standby a disposizione del primo “cacciatore di profili abbandonati” intento al furto d’identità. Quello dei profili abbandonati è un problema è abbastanza comune fra i giovani: una volta iscrittisi a un servizio, qualora ne dimentichino la password non tentano di recuperarla, generano semplicemente un nuovo profilo. Scarsa quindi l’attenzione nella gestione delle password e dei dati personali inseriti sui profili e condivisi con perfetti sconosciuti. Sino ai 16 anni i bambini che utilizzano i social dovrebbero sempre avere un nickname di fantasia, una foto profilo di fantasia, dati personali oscurati, cosa che avviene nel minor numero di casi.

Musica, immagini e video sono il tipo di contenuti che maggiormente attrae i ragazzi. Immagini e foto in particolare vengono condivise per lo più su Instagram. Anche questo caso, rispetto all’anno precedente, i ragazzi sono maggiormente consapevoli dell’importanza di gestire un profilo privato ma il desiderio di sapere chi ha sbirciato o si ha salvato le immagini o video postati prende il sopravvento e spinge molti di loro (soprattutto le ragazze) a creare profili aziendali per poter vedere chi e quanti hanno consultato il loro profilo, hanno guardato le immagini e i video postati, fruendo delle statistiche aggiornate appannaggio delle aziende, rinunciando ai vantaggi del profilo privato.

Entrando poi nel mondo dell’intrattenimento, i ragazzi in particolare prediligono videogiochi quali Minecraft , Clash Royale, Fortnite e GTA. Quest’ultimo impiegato per un buon 20% già in quinta elementare, nonostante l’indicatore PEGI ne consigli la fruizione a partire dai 18 anni per la continua esposizione a contenuti di tipo violento.

Fra le principali piattaforme di intrattenimento musicale ricordiamo Spotify (scaricato su alcuni device e craccatoper usufruire delle funzioni altrimenti a pagamento) e per le Serie TV da evidenziare Netflix con abbonamento PREMIUM che consente la visione contemporanea su 4 schermi (uno paga l’abbonamento e poi si dividono i costi in 4).

Rispetto all’installazione delle app permane la superficialità e la carente verifica delle recensioni delle app. Una buona percentuale di ragazzi utilizza aptoide, negozio online di applicazioni che, se utilizzato impropriamente per scaricare applicazioni craccate, aumenta notevolmente il rischio di essere infettati da malware.

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Kasper, Sky e l’orso verde: lo spettacolo di Kaspersky Lab per la sicurezza dei bambini online https://www.datamanager.it/2018/03/kasper-sky-e-lorso-verde-lo-spettacolo-di-kaspersky-lab-per-la-sicurezza-dei-bambini-online/ Fri, 23 Mar 2018 17:00:36 +0000 http://www.datamanager.it/?p=144355 Martedì 27 marzo alle ore 18 andrà in scena presso il Teatro Fontana di Milano lo spettacolo “Kasper, Sky e l’orso verde”, prodotto da Kaspersky Lab e realizzato dalla compagnia di giovani talenti diretta da Mitzi Amoroso. L’opera teatrale, basata sull’omonimo libro scritto dall’autrice olandese Marlies Slegers per Kaspersky Lab, ha l’obiettivo di guidare il […]

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Martedì 27 marzo alle ore 18 andrà in scena presso il Teatro Fontana di Milano lo spettacolo “Kasper, Sky e l’orso verde”, prodotto da Kaspersky Lab e realizzato dalla compagnia di giovani talenti diretta da Mitzi Amoroso.

L’opera teatrale, basata sull’omonimo libro scritto dall’autrice olandese Marlies Slegers per Kaspersky Lab, ha l’obiettivo di guidare il pubblico in un viaggio per raccontare i temi del cyber bullismo e della sicurezza online per i piccoli “navigatori”.

Il giovane Kasper e la sua amica Sky vengono infatti aiutati dal magico orso verde Kuma a scoprire le principali regole di sicurezza per esplorare il mondo digitale senza correre pericoli. Il racconto intende inoltre invitare gli utenti più giovani ad aprirsi con genitori e insegnanti e non nascondere le minacce incontrate online o le offese dei bulli, che siano nel mondo reale o in rete.

Internet fa sempre più parte della vita quotidiana dei bambini, che spesso si avvicinano a questo potente mezzo senza una guida e ignorando i rischi che si celano nel web. Secondo un’indagine di Kaspersky Lab, più della metà dei genitori teme che le minacce online per i propri bambini siano in aumento (51%) e che i propri figli abbiamo accesso incontrollato a contenuti inappropriati su internet (57%).

Questi timori sembrano fondati dato che, secondo quanto riportato dai genitori, quattro bambini su dieci (41%) hanno affrontato almeno una minaccia online, come contenuti espliciti o inappropriati (12%) e software nocivi (10%), o hanno condiviso troppe informazioni personali (8%). Inoltre, quasi un terzo dei bambini (29%) ha ammesso di temere di diventare vittima di cyber bullismo.

“I benefici offerti dalla possibilità di essere sempre connessi a Internet ci portano a dimenticare che gli utenti più giovani sono naturalmente vulnerabili alle minacce online quando utilizzano i dispositivi connessi alla rete”, ha commentato Morten Lehn, General Manager Italy di ‎Kaspersky Lab. “Per aiutare i nostri figli ad affrontare le numerose informazioni indesiderate e le esperienze traumatiche che possono incontrare online, dovremmo parlarne più spesso, insegnar loro come proteggersi e come comportarsi in caso di incidenti. Tuttavia, genitori e insegnanti soffrono la carenza di strumenti educativi disponibili per guidare i bambini nel mondo digitale. È proprio per questa ragione che abbiamo lanciato questa iniziativa, volta ad aiutare i più giovani a familiarizzare col mondo online e accedervi in modo sicuro”.

Kaspersky Lab crede fortemente nell’importanza di sensibilizzare i ragazzi e i loro genitori sulle minacce che si celano online e sulle semplici regole che possono proteggere la loro vita digitale. Per questo motivo, l’azienda prende parte a numerose iniziative di sensibilizzazione di organizzazioni come Telefono Azzurro e la Polizia Postale e delle Comunicazioni, oltre a offrire ai genitori una soluzione come Kaspersky Safe Kids appositamente pensata per proteggere i giovani online anche quando navigano senza la supervisione degli adulti.

“Ci rendiamo conto che internet rappresenti una preoccupazione per molti genitori. Ecco perché è per noi importante aiutare i giovani utenti a familiarizzare con il mondo digitale. Con questo progetto abbiamo voluto utilizzare una modalità e un linguaggio più vicini ai bambini per aiutarli a sentirsi sicuri online e offrire uno spunto ai genitori per affrontare queste tematiche. L’iniziativa è pienamente in linea con la nostra mission: creare una società digitale sicura per tutti”, ha dichiarato Alessandra Venneri, Head of Corporate Communications Italy and South East Europe di Kaspersky Lab.

Per diffondere la consapevolezza delle minacce di internet per i bambini su tutto il territorio nazionale, Kaspersky Lab realizzerà un dvd dello spettacolo da distribuire nelle scuole elementari italiane. Alcune scuole milanesi hanno già aderito al progetto pilota dell’iniziativa e hanno previsto la visione della rappresentazione teatrale per la fine di maggio per i propri alunni delle classi 4^ e 5^.

A partire da settembre, con l’inizio del nuovo anno scolastico, verranno coinvolte anche tutte le altre scuole di Italia interessate all’iniziativa di sensibilizzazione.

I genitori che desiderano iniziare ad affrontare queste tematiche con i propri bambini, a partire dal 27 marzo, potranno scaricare gratuitamente il libro “Kasper, Sky e l’orso verde” dal sito di Kaspersky Lab.

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L’Italia al 10° posto su 23 per l’esposizione ai rischi online https://www.datamanager.it/2018/02/litalia-al-10-posto-23-lesposizione-ai-rischi-online/ Tue, 06 Feb 2018 16:14:01 +0000 http://www.datamanager.it/?p=140490 Cnac (Centro Nazionale Anti Cyberbullismo) e Microsoft realizzeranno sessioni di coaching per genitori e insegnanti e lezioni per gli studenti nella Microsoft House In occasione del Safer Internet Day – appuntamento annuale organizzato a livello internazionale per promuovere un uso più sicuro e responsabile del web e delle nuove tecnologie – Microsoft ha diffuso i […]

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Cnac (Centro Nazionale Anti Cyberbullismo) e Microsoft realizzeranno sessioni di coaching per genitori e insegnanti e lezioni per gli studenti nella Microsoft House

In occasione del Safer Internet Day – appuntamento annuale organizzato a livello internazionale per promuovere un uso più sicuro e responsabile del web e delle nuove tecnologie – Microsoft ha diffuso i risultati dell’edizione 2017 Digital Civility Index, ricerca che analizza le attitudini e le percezioni degli adolescenti (13-17) e degli adulti (18-74) rispetto all’educazione civica digitale e alla sicurezza online in 23 Paesi, Italia inclusa.

Secondo lo studio, l’Italia si posiziona al 10° posto nella classifica, su un totale di 23 Paesi, per l’esposizione ai rischi online.  In particolare:

  • Il 63% degli intervistati dichiara di essere stato vittima di almeno uno dei principali rischi online, in particolare di contatti indesiderati (45%) e di fake news, truffe e frodi online (28%). La percentuale sale all’81% se si includono anche esperienze di amici e familiari.
  • Dal rischio virtuale a quello reale il passo è breve: il 40% ha incontrato di persona l’autore della minaccia e nel 38% dei casi, le minacce sono perpetrate da familiari, amici o conoscenti (+2% rispetto alla media globale).
  • 53% dei partecipanti alla ricerca hanno riportato di aver subito molestie, posizionando l’Italia al 12° posto in classifica per questo tipo di rischio. Lo studio definisce molestie i contatti indesiderati, il sexting indesiderato, molestie online, cyberbullismo e misoginia. Complessivamente, le donne riportano maggiori livelli di molestie rispetto agli uomini. Gli adulti riportano di essere oggetto di molestie più che i teenagers.

Lo studio mette poi in luce anche le reazioni delle vittime dei rischi online, che variano tra chi ha incontrato l’autore delle minacce e chi no:

  • Diminuisce la fiducia nelle persone sia online (56% delle vittime che ha incontrato l’autore delle minacce vs. 42% che non ha incontrato il proprio carnefice), Sono ridotte le attività su social media, blog e forum: 33% delle vittime che ha incontrato l’autore delle minacce vs. 22% che non ha incontrato l’autore)

Notizie positive invece per il nostro Paese che è sopra la media per quanto riguarda la capacità di trattare gli altri con rispetto e dignità (79% vs una media globale del 71%) e il rispetto dei punti di vista differenti (68% vs media globale 60%). Interessante, notare come gli adulti più che i teenagers (13-17 anni) evidenzino la necessità di prendersi una pausa di riflessione prima di commentare o rispondere online a commenti con i quali non sono d’accordo (54%) e di sapersi difendere dalle minacce (59%).

Dal Digital Civility Index inoltre emerge che il 64% degli Italiani sa a chi rivolgersi per chiedere aiuto (+19% rispetto alla media globale) a dimostrazione dell’efficacia delle campagne di sensibilizzazione da parte delle istituzioni e aziende sul tema. Tuttavia, solo il 39% degli intervistati è sicuro di saper gestire i rischi online (vs. 46% media globale).

“Anche quest’anno il Microsoft Digital Civility Index offre uno spaccato non solo sui rischi online, ma sui comportamenti che gli Italiani hanno in relazione alle principali minacce online. Se da un lato vediamo crescere nel Paese comportamenti civili sempre più importanti nel dibattito online, dall’altro registriamo ancora dati preoccupanti su minacce a minori, donne e a tutti gli utenti più in generale” ha dichiarato Paola Cavallero, Direttore Marketing & Operations Microsoft Italia. “Siamo costantemente impegnati per promuovere nel nostro Paese un uso consapevole delle nuove tecnologie e di Internet, affinché gli Italiani di tutte le età imparino a vedere il digitale come un’opportunità e non un pericolo.”

Microsoft e CNAC: sessioni di cyber coaching in diretta su Facebook per genitori e insegnanti.

E lezioni per i ragazzi nella Digital Class della Microsoft House.

Proprio per rispondere in modo efficace a questo fenomeno, Microsoft Italia insieme al Centro Nazionale Anti-Cyberbullismo (CNAC) annuncia oggi una nuova campagna di prevenzione dai rischi online. L’evento è promosso da Safer Internet Centre Italiano – Generazioni Connesse nell’ambito delle iniziative realizzate in occasione del Safer Internet Day 2018 in Italia.

Il progetto prevede incontri mensili di coaching, trasmessi live su Facebook, per riconoscere i segnali di cyberbullismo dedicati a genitori e insegnanti realizzati da esperti Microsoft e del CNAC, con il supporto di Facebook. Professionisti del settore ICT, del settore psicologico e personaggi famosi risponderanno alle domande del pubblico in sala e degli utenti collegati.

Oltre alla presenza permanente di Facebook e Microsoft, gli incontri saranno arricchiti da alcuni ospiti speciali quali ad esempio la dott.ssa Maura Manca, Presidentessa dell’Osservatorio Nazionale Adolescenza che approfondirà le sessioni di cyberbullismo, disturbi alimentari, thin inspiration e blog/chat pro anoressia e Cristina Cancer, Head of Talent Attraction and Academic Partnership di The Adecco Group, che durante la sessione  sulle challenges e i selfie estremi, racconterà come la cura della Digital Reputation può fare la differenza quando si tratta di mettere in evidenza il proprio curriculum vitae in mezzo a tanti, in un contesto in cui il Social Recruiting, ovvero la ricerca di candidati attraverso i social network, diventa sempre più centrale nel mondo HR.

Inoltre, Microsoft Italia inserirà all’interno del proprio percorso formativo focalizzato sulle competenze digitali per le scuole che si svolge durante tutto l’anno scolastico nella Digital Class in Microsoft House, un modulo dedicato all’utilizzo sicuro e consapevole del web. Ogni anno sono circa ottomila gli studenti che usufruiscono dei corsi gratuiti messi a disposizione da Microsoft nei propri spazi e, grazie al CNAC questa offerta formativa si arricchirà ulteriormente.

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Trend Micro continua a sostenere il MOIGE https://www.datamanager.it/2018/02/trend-micro-continua-sostenere-moige/ Tue, 06 Feb 2018 15:25:06 +0000 http://www.datamanager.it/?p=140537 Trend Micro promuove il progetto “Giovani Ambasciatori contro il cyberbullismo per un Web Sicuro…in tour…”. L’obiettivo è sensibilizzare sull’utilizzo consapevole del Web e diffondere pratiche corrette di navigazione Internet In occasione del Safer Internet Day 2018, la giornata mondiale dedicata alla promozione e sensibilizzazione dell’uso sicuro e responsabile di Internet da parte dei minori, Trend Micro […]

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Trend Micro promuove il progetto “Giovani Ambasciatori contro il cyberbullismo per un Web Sicuro…in tour…”. L’obiettivo è sensibilizzare sull’utilizzo consapevole del Web e diffondere pratiche corrette di navigazione Internet

In occasione del Safer Internet Day 2018, la giornata mondiale dedicata alla promozione e sensibilizzazione dell’uso sicuro e responsabile di Internet da parte dei minori, Trend Micro leader globale nelle soluzioni di cybersecurity, conferma il proprio sostegno al MOIGE (Movimento Italiano Genitori) e aderisce alla campagna “Giovani Ambasciatori contro il cyberbullismo per un Web Sicuro…in tour…”. La campagna, che ha l’obiettivo di diffondere l’utilizzo consapevole del Web, è  promossa dal MOIGE e dalla  Polizia di Stato ed è dedicata ai ragazzi, ai docenti e ai genitori.

Il sostegno di Trend Micro al MOIGE si colloca all’interno del progetto globale di volontariato di Trend Micro, Internet Safety For Kids And Family, che l’azienda promuove per fornire ai ragazzi, alle famiglie e agli insegnanti gli strumenti necessari per essere cittadini digitali consapevoli, utilizzare in modo informato la rete Internet e renderla un luogo sicuro per i minori, proteggendoli dai rischi e dalle minacce a cui possono andare incontro durante la navigazione.

Nel corso della conferenza stampa di presentazione dell’iniziativa, che si è svolta presso il Ministero dell’Interno – Dipartimento Pubblica Sicurezza, sono stati illustrati i dati e le attività svolte dalla Polizia di Stato per un uso consapevole della rete da parte dei minori e sono stati presentati i risultati dell’indagine sul cyberbullismo curati dall’Università La Sapienza di Roma.

“Negli ultimi anni, purtroppo, si stanno moltiplicando i fenomeni di cyber bullismo che spesso portano i minori a compiere atti disperati. Il cyber bullismo è un problema serio che va affrontato con decisione e in prima battuta attraverso la formazione. È compito di noi adulti fornire ai minori gli strumenti adatti per poter capire cosa è giusto e cosa è sbagliato e come evitare i pericoli”. Dichiara Gastone Nencini, Country Manager Trend Micro Italia. “Per Trend Micro essere una multinazionale di sicurezza informatica non significa solamente produrre e vendere software, ma anche formare e fornire gli strumenti tecnologici adatti per rendere il web un luogo sicuro e aiutare a formare i cittadini digitali del futuro. Per questo confermiamo il nostro sostegno al MOIGE e continueremo ad andare nelle scuole, per prenderci cura dei nostri ragazzi”.

La campagna

Il progetto, giunto alla sua seconda edizione, coinvolgerà 100 scuole in 18 regioni, oltre 50.000 ragazzi, 100.000 genitori, 200 docenti, 500 “Giovani Ambasciatori contro il cyberbullismo”. Attraverso la metodologia del peer to peer, con attività educational interattive, materiali didattici e open day sarà promossa una maggiore consapevolezza delle problematiche legate all’utilizzo improprio del web con un particolare riferimento anche al grande problema delle fake news.

I punti qualificanti dell’azione progettuale riguardano:

  • La formazione diretta di 500 “Giovani ambasciatori contro il bullismo”, cinque alunni per scuola che diventeranno Ambasciatori della lotta al cyberbullismo rappresentando un punto di riferimento a cui i ragazzi potranno rivolgersi per chiedere aiuto o per segnalare eventuali episodi di bullismo e cyberbullismo che si verificano all’interno dell’istituto di appartenenza. La costruzione della “Rete degli Ambasciatori”  garantisce efficacia e maggiore impatto al progetto perché i ragazzi, attraverso la loro esperienza diretta e supportati dai docenti e dalla Task del MOIGE, saranno in grado di formare altri ragazzi come “Ambasciatori” dell’Istituto
  • Il “Centro mobile di prevenzione, sostegno e supporto” costituito da un motorhome, raggiungerà direttamente  i comuni che lo richiederanno con gli esperti della Task force antibullismo del MOIGE
  • Il numero verde 800 937070 e il numero di messaggistica 393 300 90 90  semplifica il contatto con i minori per le richieste di informazioni, aiuto, sostegno

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Safer Internet Day 2018: più sicurezza su Internet https://www.datamanager.it/2018/02/safer-internet-day-2018-piu-sicurezza-internet/ Tue, 06 Feb 2018 13:54:22 +0000 http://www.datamanager.it/?p=140511 I consigli di G DATA per un utilizzo più sicuro dei social network e altre piattaforme online Nel mese di novembre dello scorso anno gli italiani hanno trascorso almeno due ore online nel giorno medio (dati Audiweb). I giovani in particolare dedicano molto del proprio tempo ai social network o utilizzando servizi di messaggistica online, spesso […]

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I consigli di G DATA per un utilizzo più sicuro dei social network e altre piattaforme online

Nel mese di novembre dello scorso anno gli italiani hanno trascorso almeno due ore online nel giorno medio (dati Audiweb). I giovani in particolare dedicano molto del proprio tempo ai social network o utilizzando servizi di messaggistica online, spesso senza curarsi di tutelare propri dati personali, mettendo a rischio le proprie identità digitali. Un’altra minaccia in cui si può incappare quando si ha a che fare con il world wide web è il cyberbullismo.

Quest’anno il Safer Internet Day (SID), iniziativa UE spalleggiata da istituzioni, società, organizzazioni, associazioni e privati, è all’insegna del motto “crea, connettiti e condividi rispetto: un internet migliore comincia da te” e ha come obiettivo quello di sensibilizzare gli utenti ai pericoli di Internet. Per rimarcare l’importanza di questa giornata europea di prevenzione, G DATA non solo ha avviato con l’inizio del mese gli incontri con le scuole per educare allievi e insegnanti ad un uso consapevole di Internet ma fornisce consigli riguardanti la sicurezza e suggerisce come gli internauti possono tenere monitorati i propri dati sensibili.

Ransomware, phishing, cyberbullismo – la lista delle minacce su Internet è davvero lunga. Gli internauti sono facili vittime di attacchi andati a segno, nel qual caso devono confrontarsi con la perdita dei propri dati personali o con conseguenze di più vasta portata.

“Molti utenti Internet non prendono seriamente la tutela della propria identità digitale perché ignari dei rischi o perché non si ritengono obiettivi interessanti per gli attacchi dei cybercriminali, facilitando le attività dei predatori” spiega Tim Berghoff, Security Evangelist di G DATA. “Con pochi accorgimenti, gli utenti possono proteggersi dagli attacchi online, dal cyberbullismo e similari”.

E’ della stessa opinione anche Mauro Ozenda, lo specialista incaricato da G DATA della formazione nelle scuole, che domani, 7 febbraio, giornata mondiale contro il bullismo e il cyberbullismo nelle scuole, incontrerà allievi, insegnanti e genitori dell’Istituto Comprensivo 1 di Asti, dopo gli incontri del 2 e 3 febbraio a Chiaravalle in provincia di Ancona (Istituto Comprensivo M. Montessori, Istituto Comprensivo R.L. Montalcini) e a Jesi (Liceo Classico V. Emanuele). Il 21 febbraio sarà presso la Scuola Audiofonetica di Brescia.

“Sono ormai numerosi gli Istituti Comprensivi del Nord Italia consapevoli dell’importanza dell’educazione digitale dei ragazzi. Stiamo ricevendo un eccellente riscontro da Torino, Milano, Alessandria, Sondrio, Verona e altre città” conferma Ozenda, che nell’arco della giornata formativa incontrerà al mattino i ragazzi e nel pomeriggio i genitori.

I consigli G DATA per un “Safer Internet Day” (e non solo)

  • Chiudere le falle di sicurezza: aggiornare i sistemi consente di avvalersi di sistemi operativi e applicazioni allo stato dell’arte ma non solo, installando gli aggiornamenti gli utenti possono chiudere eventuali vulnerabilità dei sistemi, altrimenti sfruttabili dai cybercriminali.
  • Proteggersi con una suite per la sicurezza IT: una potente soluzione per la sicurezza IT dovrebbe essere parte integrante della dotazione di base di qualsiasi PC. La protezione non dovrebbe limitarsi alla rimozione di virus ma dovrebbe prevedere un filtro per lo spam, un firewall e la protezione in tempo reale contro le minacce online.
  • Spam per direttissima nel cestino digitale: è essenziale cancellare le e-mail di spam e non aprire in nessun caso link o file allegati
  • Password sicure: ci si dovrebbe dotare di una password differente per ogni account online, dai social network alla posta elettronica. La password dovrebbe constare di una sequenza arbitraria di numeri e lettere maiuscole e minuscole.
  • Proteggere la navigazione dei bambini: i genitori dovrebbero insegnare ai figli come utilizzare internet in modo sicuro. Il parental control può essere d’aiuto, prevenendo l’accesso dei minori a siti con contenuti inappropriati quali droga, violenza, pornografia, ecc.
  • Attenzione agli URL brevi: essendo in qualche modo codificati quindi non interpretabili, i link abbreviati possono condurre direttamente ad una trappola. Gli internauti devono quindi prestare particolare attenzione ed evitare di cliccare su link di dubbia provenienza
  • Non rivelare troppo della propria identità: chi utilizza i social network non dovrebbe rivelare troppe informazioni personali e sarebbe opportuno evitare di condividere sul proprio profilo dati sensibili come l’indirizzo postale o il numero di telefono cellulare
  • Non tutti gli utenti dei social sono amici: gli utenti dei social network spesso ricevono richieste di amicizia da sconosciuti. La richiesta di contatto dovrebbe essere accettata solo qualora si conosca la persona in questione, e, idealmente, se si è effettivamente amici.

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In occasione del Safer Internet Day 2018, Samsung lancia Safer Mobile https://www.datamanager.it/2018/02/occasione-del-safer-internet-day-2018-samsung-lancia-safer-mobile/ Tue, 06 Feb 2018 10:19:25 +0000 http://www.datamanager.it/?p=140468 Una campagna di sensibilizzazione per l’utilizzo corretto e sicuro di Internet su smartphone e tablet Oggi, martedì 6 febbraio è il Safer Internet Day (SID), l’evento annuale, organizzato a livello locale e internazionale, volto alla promozione dell’uso sicuro e responsabile del web e delle nuove tecnologie, in particolare tra i bambini e i giovani di […]

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Una campagna di sensibilizzazione per l’utilizzo corretto e sicuro di Internet su smartphone e tablet

Oggi, martedì 6 febbraio è il Safer Internet Day (SID), l’evento annuale, organizzato a livello locale e internazionale, volto alla promozione dell’uso sicuro e responsabile del web e delle nuove tecnologie, in particolare tra i bambini e i giovani di tutto il mondo.

Per l’occasione, Samsung Electronics Italia lancia Safer Mobile, la propria campagna di sensibilizzazione online, che si declina con una guida che espone in maniera semplice e diretta i 10 punti base per la messa in sicurezza dei dispositivi mobili, a partire da smartphone e tablet; i punti del vademecum saranno declinati nei prossimi giorni e settimane sui canali Facebook e Twitter dell’Azienda in Italia, con l’obiettivo di diffondere in maniera quanto più estesa i propri consigli per la messa in sicurezza dei dispositivi mobili attraverso le proprie piattaforme online, che raggiungono ogni giorno centinaia di migliaia di italiani.

La campagna si avvale del supporto del famoso vignettista Giacomo Bevilacqua (‘A Panda piace’), che ha messo a disposizione tutto il suo estro per la creazione di 10 vignette dedicate ai singoli punti della guida Safer Mobile, utili a diffondere i principali consigli sulla sicurezza in ambito mobile in maniera semplice e accattivante per le persone di qualsiasi età, a partire dai ragazzi e le ragazze in età scolastica, soggetti tra i più esposti alle minacce della rete e ai fenomeni del cyberbullismo.

Gli ultimi progetti di Samsung Italia nell’ambito della sicurezza online per i più giovani e la lotta al cyberbullismo

Il progetto Safer Mobile si accompagna alle diverse iniziative messe in campo da Samsung Italia negli ultimi anni, dedicati alla sicurezza online e alla lotta al cyberbullismo. Tra le ultime attività vi sono Samsung Fair Play per la lotta al cyberbullismo, con la quale l’azienda sta coinvolgendo tutti gli appassionati e il pubblico della pallavolo, dal mondo professionistico a quello dilettantistico, e il progetto Scuole aperte allo sport in collaborazione con il MIUR e il CONI, con il quale Samsung sta convogliando il suo impegno anche all’interno di Samsung Fair Play, l’innovativa piattaforma online che offre a tutti i giovani la possibilità di apprendere lo spirito di un giusto comportamento fuori e dentro al campo di gioco attraverso i valori dello sport. Per l’occasione, Samsung Italia ha sviluppato un decalogo delle 10 regole base del Fair Play contro il cyberbullismo, che sarà utilizzato nei prossimi mesi in una serie di 7 incontri organizzati da Samsung in alcune scuole e associazioni di pallavolo dislocate sul territorio italiano, e che vedrà la partecipazione di un pedagogista, un vignettista, una pallavolista e un dipendente Samsung; in questi eventi sarà spiegata l’importanza dello spirito del Fair Play, e come i ragazzi possono utilizzare in maniera corretta i dispositivi elettronici e i social network per combattere il fenomeno del cyberbullismo; a loro volta, gli studenti saranno supportati dal vignettista per esprimere in forma grafica i concetti più importanti del decalogo Samsung, e i disegni diventeranno degli striscioni utilizzati dagli stessi ragazzi coinvolti nell’iniziativa, come ambassador durante le partite del Campionato di Pallavolo Femminile della Samsung Galaxy Volley Cup 2017-18.

Samsung Italia e la sicurezza online

La prima campagna Samsung di sensibilizzazione relativa alla sicurezza in rete è stata OFF4aDAY, lanciata a ottobre 2015 con il patrocinio della Polizia di Stato, che ha promosso una maggiore conoscenza del cyberbullismo, offrendo al contempo un aiuto concreto alle vittime attraverso il primo servizio di supporto dedicato. L’iniziativa è proseguita con un percorso di sensibilizzazione in 2.000 scuole italiane e con iniziative virali anche durante l’estate del 2015 con una serie di candid camera, realizzate in 3 città italiane – Roma, Firenze, Bologna – che hanno riprodotto nella vita reale le tipiche azioni dei cyber-bulli in rete, mentre importunano le proprie vittime. Samsung è inoltre a fianco del MIUR per promuovere presso i più giovani un uso consapevole di Internet e delle nuove tecnologie: è infatti anche membro dell’Advisory Board del Safer Internet Center.

I 10 punti della guida Safer Mobile

Mantenere il dispositivo mobile sempre aggiornato

Bisogna ricordarsi sempre di aggiornare il sistema operativo e gli altri software che si utilizzano: gli aggiornamenti spesso includono patch contro vulnerabilità e minacce alla sicurezza che potrebbero essere utilizzate e sfruttate contro l’utente. Sui dispositivi Samsung: durante la vita del dispositivo mobile, Samsung rilascia aggiornamenti software ed aggiornamenti dei criteri di protezione di Samsung Knox. Questo è assolutamente normale e garantisce la perfetta funzionalità del prodotto nel tempo. Per questo motivo è importante verificare dal menu Impostazioni la disponibilità degli aggiornamenti rilasciati periodicamente da Samsung ed effettuarne l’installazione. Non installare versioni software non sviluppate da Samsung e non effettuare il root (dall’inglese “radice”) del dispositivo perché, oltreché a invalidare la garanzia del prodotto, riduce enormemente la sua sicurezza.

Attivare l’antivirus

Prevenire è meglio che curare… Utilizzare una soluzione di sicurezza (antivirus) che protegga i dati ai quali si tiene di più. Sui dispositivi Samsung: I terminali Samsung più recenti integrano un software antivirus. E’ bene assicurarsi di attivarlo dal menù Impostazioni.

Impostare una tipologia di blocco dello schermo

Questo semplice gesto rappresenta la prima linea di difesa contro l’accesso ai nostri dati personali in caso di tentativo da parte di terzi di accedere al dispositivo, ad esempio in caso di smarrimento o furto. L’impostazione base prevede l’impostazione di una password alfanumerica o di un PIN. Sui dispositivi Samsung: Oltre alle comuni password/PIN e segno, disponibili su tutti gli smartphone, sui dispositivi Samsung più recenti è possibile impostare lo sblocco dello schermo tramite impronta digitale oppure attraverso la lettura dell’iride. Queste due modalità abilitano un livello di protezione ancora più elevato e al tempo stesso estremamente immediato.

Attivare il PIN di blocco della SIM

Molto spesso ci si preoccupa di proteggere il proprio smartphone ma ci si dimentica di impostare un blocco a livello di scheda SIM. E’ consigliabile attivare anche il blocco SIM, per garantire anche la massima protezione della scheda stessa e dei dati che contiene.

Installare le applicazioni solo dagli Store ufficiali

E’ consigliabile installare software proveniente solo da fonti attendibili. Gli store ufficiali quali Google Play Store, Apple App Store e Samsung Galaxy Apps sono la scelta più sicura ed offrono maggior protezione rispetto ad applicazioni provenienti da sorgenti non ufficiali. Inoltre, è buona norma impostare il proprio dispositivo affinché, nel menu Impostazioni, l’installazione da sorgenti sconosciute sia disabilitata. E’ buona cosa verificare anche che l’applicazione che si sta installando sia quella che effettivamente l’utente desidera usare, evitando di installare quelle che hanno semplicemente nomi o logo simili, spesso creati appositamente per trarre in inganno.

Verificare le autorizzazioni concesse alle applicazioni

Quando si installa o si utilizza una nuova applicazione, bisogna prestare attenzione alle informazioni alle quali l’applicazione vuole accedere. E’ bene prestare attenzione ai messaggi in cui viene richiesto di autorizzare l’app ad accedere a contenuti del dispositivo; leggerli con cura è un buon modo per verificare che l’applicazione che si sta installando non acceda in maniera inopportuna, e per altri fini, ai propri dati personali.

Prestare attenzione quando si forniscono informazioni personali

Il phishing è un tipo di truffa attraverso la quale un malintenzionato cerca di ingannare la vittima convincendola a fornire informazioni personali, codici di accesso, dati della carta di credito o del conto corrente, fingendosi un ente affidabile in una comunicazione digitale. Normalmente il phishing ha l’aspetto di una email che invita l’utente a cliccare un link e ad inserire i propri dati. E’ fortemente consigliato cancellare tutte le email sospette che si ricevono, specialmente se includono link o allegati. Se si pensa che il messaggio provenga veramente dal mittente indicato, è utile verificare direttamente con il mittente, o con l’azienda per la quale lavora, nel caso in cui l’email provenga da un mittente aziendale.

Abilitare la cifratura dei dati

I terminali più recenti abilitano la crittografia dei dati di default; inoltre consentono di proteggere ulteriormente i propri dati in caso di furto o smarrimento attraverso una password che viene richiesta solo all’accensione. Sui dispositivi Samsung: questa funzione è denominata Avvio Protetto ed è disponibile nel menu Impostazioni. Bisogna ricordare che la crittografia dei dati sulla scheda SD non è di default e va impostata dall’utente per proteggere anche i dati sulla scheda esterna.

Abilitare il controllo remoto del proprio dispositivo in caso di smarrimento o furto

Avere la possibilità di geolocalizzare oppure bloccare il proprio telefono a distanza è importante per proteggere i dati personali in caso di smarrimento o furto. Sui dispositivi Samsung: Samsung mette a disposizione il servizio integrato “Find my Mobile” che permette una gestione puntuale del proprio dispositivo anche quando si trova lontano da noi. E’ bene assicurarsi di aver configurato un Samsung Account sul proprio dispositivo ed aver abilitato la funzionalità dal menu Impostazioni. L’accesso al servizio Find my Mobile è possibile da qualunque browser accedendo al link https://findmymobile.samsung.com

Ripristinare il dispositivo prima di rivenderlo

Se si ha l’intenzione di acquistare un nuovo dispositivo mobile e rivendere l’attuale come usato, bisogna assicurarsi di ripristinarlo alle condizioni di fabbrica. Il consiglio è quello di verificare che la cifratura sia attiva prima di eseguire la cancellazione dei dati, cosi che non rimangano informazioni e contenuti personali al suo interno.

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Cyberbullismo – 0 in condotta, seconda edizione https://www.datamanager.it/2017/11/cyberbullismo-0-condotta-seconda-edizione/ Tue, 21 Nov 2017 10:54:43 +0000 http://www.datamanager.it/?p=135574 A fronte della forte richiesta di proseguire con le attività di sensibilizzazione condotte nella prima metà dell’anno 2017, G DATA ripropone da febbraio a maggio 2018 l’iniziativa “Cyberbullismo – 0 in condotta” insieme al noto specialista Mauro Ozenda, al fine di educare all’uso corretto del web e dei social network un numero sempre più elevato […]

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A fronte della forte richiesta di proseguire con le attività di sensibilizzazione condotte nella prima metà dell’anno 2017, G DATA ripropone da febbraio a maggio 2018 l’iniziativa “Cyberbullismo – 0 in condotta” insieme al noto specialista Mauro Ozenda, al fine di educare all’uso corretto del web e dei social network un numero sempre più elevato di allievi e insegnanti

Trasmettere ai minori una sufficiente competenza nell’uso della Rete e assicurare loro maggior tutela possibile dei propri diritti sui social sono temi che entrano sempre più prepotentemente nel quotidiano delle famiglie italiane, tanto da indurre il legislatore a ben specificare con la legge Legge n. 71 del 29 maggio 2017 “disposizioni a tutela dei minori per la prevenzione ed il contrasto del fenomeno del cyberbullismo”. Un tema che, anche alla luce dei dati emersi dalla prima iniziativa“Cyberbullismo – 0 in condotta” condotta da G DATA insieme allo specialista Mauro Ozenda, spinge entrambi a riproporre nel periodo tra febbraio e maggio 2018 l’attività di sensibilizzazione a dieci nuovi istituti scolastici, ben integrando gli eventuali quesiti che emergono in merito all’attuazione pratica della nuova legge.

Gli incontri rivolti ai bambini, alle famiglie e ai docenti tratteranno i rischi e pericoli della Rete e le misure preventive. Sarà aperto un capitolo dedicato specificamente al cyberbullismo, come oggi identificato dal legislatore, al cyberstalking e all’adescamento online e sarà trattato il tema fake news, al fine di dotare tutti gli interessati di informazioni che consentano loro un uso legale, responsabile e tutelato dei nuovi media.

“Anche per l’anno scolastico 2017/18 la nostra attenzione va ai ragazzi”, commenta Giulio Vada, Country Manager di G DATA Italia, “con l’intento di favorire la presa di coscienza dei pericoli e l’instaurarsi del ruolo attivo di allievi, studenti e personale scolastico contro qualsiasi episodio di cyberbullismo nelle scuole, auspicato dal Ministero dell’Istruzione”.

“Dopo anni di attività svolta nelle scuole mi rendo conto che, oggi più che mai, diventa imprescindibile educare le nuove generazioni ad un utilizzo corretto di Internet e dei Social Media” – afferma il nostro consulente e formatore Mauro Ozenda – “Sono previsti anche incontri con i genitori che, in questo momento, per la maggior parte, si preoccupano ancora troppo poco delle modalità di impiego di smartphone e computer dei propri figli. Consiglio loro sin d’ora di partecipare, per apprendere le giuste nozioni finalizzate a salvaguardare i loro ragazzi, educandoli ad un uso corretto e responsabile e proteggendoli, anche grazie agli strumenti messi a disposizione dalla tecnologia stessa”.

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Facebook compra Tbh, la chat per farsi solo complimenti https://www.datamanager.it/2017/10/facebook-compra-tbh-la-chat-farsi-solo-complimenti/ Tue, 17 Oct 2017 16:59:52 +0000 http://www.datamanager.it/?p=133009 Facebook ha acquisito Tbh, un’app di messaggistica per adolescenti pensata per combattere il cyberbullismo Facebook ha completato una nuova acquisizione. Si tratta di Tbh (acronimo di “To be honest”), un’app di messaggistica pensata per migliorare l’autostima degli adolescenti. La chat, al momento disponibile solo per iOS, consente infatti di scambiarsi solamente complimenti. Qualsiasi parola fuori posto […]

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Facebook ha acquisito Tbh, un’app di messaggistica per adolescenti pensata per combattere il cyberbullismo

Facebook ha completato una nuova acquisizione. Si tratta di Tbh (acronimo di “To be honest”), un’app di messaggistica pensata per migliorare l’autostima degli adolescenti. La chat, al momento disponibile solo per iOS, consente infatti di scambiarsi solamente complimenti. Qualsiasi parola fuori posto o insulto sono banditi. Gli utenti non sanno nemmeno chi gli ha inviato il messaggio di stima in quanto la condivisione avviene in forma anonima. 

Midnight Labs LLC è lo sviluppatore di Tbh e oltre a confermare l’operazione in una nota sottolinea che l’app dispone di 5 milioni di utilizzatori e che fino ad oggi sono stati inviati oltre un miliardo di messaggi. Inoltre, l’azienda così come il suo software rimarranno indipendenti da Facebook e non ci sarà quindi alcuna integrazione come è avvenuto, ad esempio, con le Storie di Instagram. Il social network, che ha lanciato negli USA il suo servizio di food delivery, non ha voluto rivelare la cifra spesa per l’acquisizione ma secondo TechCrunch potrebbe aver investito ben 100 milioni di dollari. Facebook ha dichiarato che Tbh si pone lo stesso obiettivo di creare comunità online sempre più grandi e unite ma in molti si sono comunque domandati perché l’azienda di Menlo Park abbia voluto mettere le mani sull’app. Alcuni ipotizzano che sia una mossa per confermare il suo impegno nel cyberbullismo mentre altri credono che il suo know how servirà a implementare nuove forme di comunicazione all’interno di Messenger.

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