difesa – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Sun, 07 Oct 2018 16:37:04 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png difesa – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Con Trend Micro dentro le segrete del Castello Sforzesco https://www.datamanager.it/2018/07/con-trendmicro-dentro-le-segrete-del-castello-sforzesco/ Wed, 11 Jul 2018 09:11:02 +0000 http://www.datamanager.it/?p=151080 Protezione fisica e protezione digitale, due facce della stessa medaglia, quella della sicurezza. Un luogo magico dove riscoprire il valore della proattività Il Castello Sforzesco di Milano è stato costruito nel XV secolo, da parte di Francesco Sforza, sui resti di una precedente fortificazione medievale nota come Castello di Porta Giovia. Nonostante la sua funzione […]

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Protezione fisica e protezione digitale, due facce della stessa medaglia, quella della sicurezza. Un luogo magico dove riscoprire il valore della proattività

Il Castello Sforzesco di Milano è stato costruito nel XV secolo, da parte di Francesco Sforza, sui resti di una precedente fortificazione medievale nota come Castello di Porta Giovia. Nonostante la sua funzione fosse prettamente a scopo difensivo, nei secoli le autorità e i proprietari che, con merito o meno, sono succeduti, hanno lavorato per ottimizzarne le capacità di previdenza e proattività contro il nemico. Grazie a una serie di alture, una sorta di piccoli torrioni, fossati, strade coperte e passaggi segreti, il Castello Sforzesco si è imposto, a cavallo tra le dinastie degli Sforza, degli spagnoli e degli Asburgo, quale struttura unica nel suo genere in Europa, un’opera di esempio per gli strateghi militari.

Cosa c’entra Trend Micro con questo scorcio importante della storia d’Italia? Il tema che accomuna il Castello e l’azienda leader nel settore della cybersecurity è la sicurezza. Da un lato quella fisica contro le forze che assalivano la città dall’esterno, dall’altro la difesa degli spazi liquidi che pure sono obiettivo di assalti da parte di terzi, volenterosi di rubare i tesori digitali di compagnie e privati, paragonabili all’oro e alle rarità di un tempo.

Così come tante delle battaglie sostenute dai militari adoperati nel Castello Sforzesco hanno  beneficiato degli strumenti di risposta proattiva agli attacchi, anche le soluzioni odierne di protezione informatica devono, per essere vincenti, sfruttare una metodologia di scanning e ricerca, piuttosto che solo di reazione a un tentativo di intrusione e violazione. Tutto questo, per Trend Micro, si traduce nel nuovo servizio Managed Detection & Response che, grazie al supporto dell’Intelligenza Artificiale, introduce una serie di migliore essenziali per fronteggiare le sfide attuali e future di un mondo sempre più connesso. Il cosiddetto MDR è un campo molto sentito della sicurezza informatica perché richiede l’impegno di professionisti esperti in ambiti specifici della gestione, rilevazione e risposta ai pericoli della rete verso la propria infrastruttura. Mantenere le risorse aggiornate è dunque essenziale ma affiancare a queste un sistema di threat intelligence avanzato può fare la differenza.

La Trend Micro Managed Detection & Response si occupa proprio di questo: individuare le minacce, ordinarle per priorità e rispondere in maniera automatica, liberando i team che spesso sono in numero ridotto e non in grado di filtrare ogni notifica che arriva dalla piattaforma di security, col rischio di restare esposti agli attacchi meno evidenti. In tal modo, la compagnia ha aggiunto un nuovo livello a tutte le soluzioni per endpoint, reti e ambienti server, che usa algoritmi avanzati e l’AI per analizzare il contesto, identificare bug e vulnerabilità e, in definitiva, aiutare le organizzazioni a dare la giusta importanza alle informazioni che provengono dalle varie fonti, per fornire una risposta immediata. Se solo Francesco Sforza avesse potuto contare su un tool del genere, le vittorie portate a casa sarebbero state più del previsto.

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SpaceX manda in orbita il suo primo satellite spia per la Difesa https://www.datamanager.it/2017/05/spacex-manda-orbita-suo-primo-satellite-spia-la-difesa/ Tue, 02 May 2017 16:59:52 +0000 http://www.datamanager.it/?p=124021 SpaceX ha spedito nello spazio il suo primo satellite militare per il Dipartimento della Difesa USA. Il vettore è rientrato indenne e potrà essere riutilizzato SpaceX ha un grande interesse nei confronti della Luna e di Marte ma prima di poter partire con l’esplorazione dello spazio profondo è costretta a dedicarsi ad imprese molto più […]

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SpaceX ha spedito nello spazio il suo primo satellite militare per il Dipartimento della Difesa USA. Il vettore è rientrato indenne e potrà essere riutilizzato

SpaceX ha un grande interesse nei confronti della Luna e di Marte ma prima di poter partire con l’esplorazione dello spazio profondo è costretta a dedicarsi ad imprese molto più “terrene”. L’agenzia spaziale privata di Elon Musk lunedì ha lanciato con un successo il primo satellite spia per il National Reconnaissance Office, l’agenzia del Dipartimento della Difesa statunitense che si occupa di gestire il sistema di sorveglianza oltre l’atmosfera. SpaceX ha ottenuto la certificazione per il lancio di satelliti militari nel 2015 ma solo oggi è riuscita a fermare il monopolio di Boeing e Lockheed Martine, che fino a ora si sono occupati in esclusiva di questa attività.

Trattandosi di un’operazione militare c’è ovviamente il massimo riserbo su come il satellite verrà utilizzato in futuro ma per SpaceX si tratta comunque di un successo al di là di tutto. Il razzo Falcon 9 che lo ha trasportato è riuscito a rientrare integro sulla Terra dopo aver depositato il suo costosissimo carico in posizione e potrà essere riutilizzato per altre missioni. L’agenzia di Elon Musk era riuscita a recuperare la parte più importante del vettore già in una precedente missione e questo lancio conferma che la tecnologia da lei sviluppata è davvero efficace. Anche Blue Origin di Jeff Bezos era riuscita in un’impresa simile ma si trattava di una missione sub orbitale. Un sistema di riciclo dei razzi sarà fondamentale per ridurre i costi e consentire la costruzione di basi stabili sulla Luna come progettano la Cina, l’Esa e la NASA. Proprio in questi giorni l’agenzia spaziale statunitense ha presentato i suoi prototipi di serra per il sostentamento dei coloni lunari e ha scoperto che le proprietà chimiche del suolo marziano lo rendono perfetto come materiale da costruzione.

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Più dati e sicurezza. La sfida del futuro di Intergraph https://www.datamanager.it/2015/11/piu-dati-e-sicurezza-la-sfida-del-futuro-di-intergraph/ Tue, 24 Nov 2015 15:33:53 +0000 http://www.datamanager.it/?p=87882 Mappe, basi militari, forze di polizia, complessi energetici, chimici e industriali, persino le telecamere all’interno della metropolitana. Si tratta di contesti diversi, ma uniti da un fattore comune: la sicurezza e la gestione infrastrutturale La sicurezza è uno degli asset principali di Intergraph, azienda multinazionale che nasce in Alabama, USA, nel 1969. Dopo anni di […]

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Mappe, basi militari, forze di polizia, complessi energetici, chimici e industriali, persino le telecamere all’interno della metropolitana. Si tratta di contesti diversi, ma uniti da un fattore comune: la sicurezza e la gestione infrastrutturale

La sicurezza è uno degli asset principali di Intergraph, azienda multinazionale che nasce in Alabama, USA, nel 1969. Dopo anni di implementazioni tecnologiche innovative per gli organi militari statunitensi, Intergraph diventa leader nella fornitura di software per la manipolazione delle informazioni geospaziali, al servizio di clienti sparsi in tutto il mondo.

Tra gli anni 70 e 90, il Gruppo allarga sapientemente i propri ambiti di intervento. Si passa dall’esercito e marina agli enti pubblici, passando per le grandi compagnie oil & gas e reti di trasporto. La vera svolta arriva con l’ingaggio da parte di Hexagon, azienda svedese nata nel 1992 e divenuta ben presto leader a livello mondiale nella fornitura di tecnologie di misurazione ad altissima precisione.

Hexagon acquisisce Intergraph nel 2010. Da quel momento, Hexagon ha fatto molti investimenti strategici per il miglioramento della sicurezza pubblica, la gestione delle infrastrutture tecnologiche, la protezione di infrastrutture critiche e altro ancora.


#geospatial Massimo Pagani @Intergraph_IT : L’approccio geospaziale cambia il modo di leggere il mondo e il business
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Lo scorso 12 ottobre viene annunciato un cambio di brand a livello mondiale, la divisione Intergraph SG&I entra a tutti gli effetti nella grande famiglia Hexagon, assumendo il nome di Hexagon Safety & Infrastructure. «Dopo cinque anni, è stato naturale fare il passo successivo e andare avanti come Hexagon Safety & Infrastructure. Nei nostri mercati di riferimento, i nostri clienti sono abituati al nome Hexagon. Le nostre soluzioni sono dotate di software Hexagon Geospatial e i nostri clienti utilizzano prodotti Hexagon Geosystems. Questo rebranding comunica in modo più efficace il nostro approccio come un’unica grande famiglia di marchi Hexagon» – spiegano in azienda.

Il nome Intergraph rimarrà nel branding dei prodotti software. Quindi, se si ha familiarità con i prodotti “Intergraph”, non cambia nulla. Ma ancora più importante, sono le capacità ulteriormente potenziate di Hexagon in ambito “Geospatial Enterprise Solutions” e “Industrial Enterprise Solutions”. In qualità di leader mondiale nel settore delle tecnologie dell’informazione, le applicazioni geospaziali e industriali enterprise di Hexagon permettono la fornitura di soluzioni complete per la difesa, aerospaziale, energy, oil & gas, pubblica amministrazione, utilities & communications, agricoltura, manifatturiero, minerario, e molti altri settori.

Si tratta solo di un cambio di brand, non di un cambio organizzativo, per cui continueremo a operare e sviluppare il nostro business esattamente come prima, ci spiega Massimo Pagani, country manager di Hexagon Safety & Infrastructure Italy.

La Sicurezza prima di tutto

«Quando parliamo di security non ci riferiamo alla declinazione cyber, almeno non solo» – afferma Pagani. «Per noi la sicurezza è principalmente quella fisica, in relazione a persone, mezzi e strumenti. Attraverso sensori, radar e telecamere, riusciamo a connettere luoghi pubblici, ambienti di lavoro e mezzi di trasporto con soluzioni geospaziali avanzate, che permettono di avere un quadro generale di ciò che accade fisicamente al di là dello schermo. Facciamo un esempio: quando la polizia effettua controlli sui veicoli in circolazione ha bisogno di accedere a una quantità enorme di informazioni, organizzate in database, che restituiscano un feedback esaustivo e funzionale in tempo reale. È qui che arriviamo noi, con lo sviluppo di sofisticate soluzioni software che rinnovano metodologie classiche per la necessità di abbracciare il mondo del digitale».

Governare i dati

Il contesto government è quello dove l’innovazione tecnologica ha più ampi margini di miglioramento. In questo caso, Hexagon Safety & Infrastructure si rivolge a comuni, province ed enti pubblici ma anche multinazionali oil & gas, grandi owner operator ed EPC, società che gestiscono reti autostradali e ferroviarie. Qui la necessità è di ottimizzare costi e benefici. Ne è ben cosciente Massimo Pagani, soprattutto quando il soggetto pubblico di riferimento ha visto comprimere sempre più la propria disponibilità economica. «In questo caso, a fare la differenza è la conoscenza di dominio, la capacità di saper proporre i sistemi migliori come risposta a particolari esigenze. Non è un caso se nel mondo degli enti pubblici si stia assistendo a una rapida diffusione di software open source. Si tratta di una scelta che permette inizialmente di salvaguardare il budget senza rinunciare a funzionalità base. L’importante però è avere sempre sotto controllo l’aspetto costi/benefici a medio-lungo termine. Si tratta di un diverso modello di business, e noi seguiamo sempre con interesse le strade “parallele” dettate dai trend, anche quelli dei nostri competitor, che negli ultimi anni virano sempre più verso panorami consolidati, come quello del cloud. A tal proposito, una delle missioni di Hexagon Safety & Infrastructure è quella di aiutare le organizzazioni a superare questi ostacoli, primo fra tutti la compressione dei budget, migliorando i processi e gestendo in modo efficace i cambiamenti in atto. Un altro settore su cui siamo da decenni focalizzati, è la Difesa. La nostra missione odierna e del futuro è quella di fornire piattaforme di “Smart Mapping” che possano aggiornarsi dinamicamente e periodicamente, al fine di monitorare i cambiamenti del territorio e contestualizzarli con gli obiettivi di intelligence. In che modo? È possibile ad esempio studiare territori storicamente “caldi”, per capire se e come possono essere presenti minacce ai cittadini locali e a basi militari. Con le nostre soluzioni, i militari studiano i cambiamenti sulla mappa in “motion video”, controllano in sicurezza il territorio da perlustrare, verificano con l’ausilio di potenti algoritmi di video e image processing, dove sono sorti edifici che prima non c’erano. Tutto questo in un semplice ambiente di “Geospatial Data Fusion” a disposizione per i decision maker.


#geospatial Massimo Pagani @Intergraph_IT : La missione di accompagnare lo sviluppo del nostro Paese
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L’importanza dell’infrastruttura

«Nutriamo grandi speranze nella fibra ottica» – dice ancora Pagani. «È qui che parte delle nostre risorse sono concentrate visto che entro il 2020 quasi tutta la popolazione italiana dovrà avere accesso a una connessione che assicuri una velocità di almeno 50Mbit al secondo. Il nostro intervento non si ferma però solo alla fornitura di tecnologie per la pianificazione, progettazione e gestione degli interventi di ammodernamento da effettuare sul territorio, ma anche a quelli di maintenance e business development, che rappresentano il culmine della messa in moto di una nuova era delle telecomunicazioni. Priva di un corretto workflow di intervento e di pianificazione, la fornitura di tecnologia non può raggiungere il suo valore reale, restando confinata in tecnicismi che agli end user interessano ben poco».

Uno sguardo al futuro

Ma dove vede Pagani la “sua” Intergraph tra 5-10 anni? «Sicuramente in una posizione leader, dove siamo ora. È innegabile che ci siano dei trend economici ai quali guardiamo con maggiore interesse, e grazie all’acquisizione da parte di Hexagon sappiamo di poter competere ancora di più a livelli altissimi su più fronti. Ci affascina il poter accompagnare il nostro Paese sul percorso di implementazione della fibra e verso la messa in sicurezza di grandi aree sia a scopo pubblico sia industriale. Un sogno è quello di poter finalmente portare l’Italia verso l’adozione di un numero unico (112 in tutta Europa), visto che siamo tra gli ultimi paesi a non averne ancora uno a livello europeo. La sfida è difficile ma non impossibile; instradare migliaia di telefonate al giorno verso il giusto organo di competenza è sicuramente complesso, ma abbiamo tutti gli elementi necessari per allinearci al meglio agli altri paesi membri dell’UE».

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La chiave inglese https://www.datamanager.it/rivista/la-chiave-inglese-54607.html Wed, 19 Mar 2014 10:50:30 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2014/03/la-chiave-inglese/ Allarme sicurezza: il rischio più grave per l’umanità è che una guerra nucleare si scateni per un incidente a caso   Condanniamo chi uccide o maltratta un solo essere umano. Peggio se le vittime sono milioni. Invece, nessuno menziona le colpe di omissione di chi mette a rischio la vita di miliardi di persone. Già […]

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Roberto Vacca - Chief inspiration OfficerAllarme sicurezza: il rischio più grave per l’umanità è che una guerra nucleare si scateni per un incidente a caso

 

Condanniamo chi uccide o maltratta un solo essere umano. Peggio se le vittime sono milioni. Invece, nessuno menziona le colpe di omissione di chi mette a rischio la vita di miliardi di persone. Già nel 1959, nel suo libro La questione della difesa nazionale, Oskar Morgenstern, economista matematico, inventore con John von Neumann della teoria matematica dei giochi competitivi, scriveva: «Un giorno, un’arma nucleare esploderà in modo puramente accidentale, senza alcuna connessione con piani militari. La mente umana non può costruire qualcosa che sia infallibile». Il rischio, secondo lo studioso, non era tanto quello di una guerra nucleare scatenata da guerrafondai perversi o folli, ma da malfunzionamenti tecnici casuali o da errori umani. Possibilità reale o eccessivo allarmismo? Certo è che nel 1971, Usa e Urss avevano ben presente il problema e firmarono un accordo per “ridurre il rischio dello scoppio di una guerra nucleare” che conteneva questa considerazione: «Malgrado le precauzioni più elaborate, è concepibile che un guasto tecnico o un errore umano o un incidente frainteso o un’azione non autorizzata possa scatenare un disastro». Così, nel 1978, la Marina statunitense coniò il termine “freccia spezzata” (broken arrow) proprio per definire lo scoppio di un’arma nucleare che non implichi il pericolo di scatenare una guerra.

 

Frecce spezzate

 Ma che probabilità ci sono che una guerra nucleare “casuale” si verifichi davvero? Calcolarlo è arduo anche se, da mezzo secolo, i governi di molti paesi ci provano. Fatti e dati, però, rimangono segreti. Il 18 settembre 1980 a Damascus, Arkansas, un tecnico lasciò cadere una grossa chiave inglese dall’altezza di 20 metri mentre faceva manutenzione nel silo del missile Titan II, con testata nucleare da 9 megaton. L’urto contro il missile provocò una fuga di carburante. Poche ore dopo, l’ossigeno liquido e il carburante del missile esplosero provocando un incendio enorme. La porta di cemento e acciaio del silo, che pesava 740 tonnellate, si sfondò. La testata nucleare del missile fu proiettata a 200 metri di distanza e poi ritrovata intatta. Fra il personale, un morto e 21 feriti. Il libro di Eric Schlosser, Command and Control (Penguin, 2013), descrive in dettaglio questo incidente, in sé non tanto significativo ma elencato come l’ultima “freccia spezzata” in una lista di 32 pubblicata nel 1981 dal dipartimento della Difesa americana. Da mie ricerche in rete, ho trovato 121 “frecce spezzate” dal 1950 al 2003. Da allora, non sono menzionati altri incidenti: due ogni anno in media per 53 anni e poi nessuno per 10 anni! È plausibile che la censura blocchi le informazioni perché, se fossero rese note, proverebbero che il rischio è maggiore di quanto finora stimato. Oltre ai difetti dei sistemi d’arma, anche i sistemi radar di difesa hanno fallito varie volte in modo clamoroso. Il 9 novembre 1979 il sistema radar americano Bmews (Ballistic Missile Early Warning System), mirato a individuare prontamente missili balistici sovietici, diede l’allarme di un attacco missilistico contro gli Stati Uniti. Iniziarono i preparativi di rappresaglia con missili intercontinentali e bombardieri. I satelliti, però, non confermarono l’allarme e poco dopo si capì che per errore era stato inserito nel sistema un nastro di prova con segnali che simulavano un attacco, usato per l’addestramento del personale. Il 26 settembre 1983 un radar sovietico segnalò in arrivo cinque missili nucleari americani. Il colonnello Stanislav Petrov avrebbe dovuto dare l’allarme e scatenare la risposta nucleare russa. Pensò che un attacco americano con soli cinque missili non fosse credibile. Segnalò che si trattava di un falso allarme. Fu processato da una corte marziale per non aver seguito le regole e fu assolto. Aveva salvato il mondo.

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Hacker contro gli USA, ecco le prove che è stata la Cina https://www.datamanager.it/news/hacker-contro-gli-usa-ecco-le-prove-che-stata-la-cina-46640.html Wed, 08 May 2013 17:30:01 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/05/hacker-contro-gli-usa-ecco-le-prove-che-e-stata-la-cina/ Neli USA viene presentato al Congresso il rapporto annuale della Difesa che punta il dito contro la Repubblica Popolare Cinese

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Neli USA viene presentato al Congresso il rapporto annuale della Difesa che punta il dito contro la Repubblica Popolare Cinese

Il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti ha stilato un rapporto sugli attacchi hacker degli ultimi mesi, togliendo definitivamente il dubbio sulla loro provenienza cinese. La relazione afferma che numerosi sistemi informatici del governo americano in tutto il mondo sono vittime di attacchi, alcuni dei quali direttamente attribuibili al governo cinese e alle sue milizie. Il Dipartimento della Difesa (DoD) afferma come la Cina stia usando il cyber-spionaggio per raccogliere informazioni su temi diplomatici, economici e industriali degli Stati Uniti, soprattuto sulle infrastrutture che si occupano di sicurezza.

Attacchi persistenti, difesa inerme?

In realtà non c’è molto di nuovo dietro il report della Difesa a stelle e strisce. Dato per scontato che gli “Advanced Persistent Thread” siano ad opera di hacker collegabili al governo cinese (da cui l’embargo sui software provenienti da quella nazione) la vera domanda è: “Cosa si sta facendo per fermare la diffusa pratica di spionaggio statale?” Richard Bejtlich, Chief Security Officer presso Mandiant, afferma come nonostante sia importante che il governo degli Stati Uniti richiami il cattivo comportamento del governo cinese, dovrebbe prendere una posizione più dura nei confronti dei soggetti che compioni spionaggio informatico. “Non basta che Obama riconosca i cinesi come mandanti delle azioni di cyber-spionaggio – afferma Bejtlich – gli hacker orientali ci penserebbero su due volte se il governo americano cominciasse ad imporre sanzioni a chi diffonde e pratica tale azioni“. I commenti di Bejtlich fanno eco a quelli di Mike Rogers, Presidente della Commissione Intelligence della Casa Bianca, che ha più volte sollecitato il Dipartimento di Stato di imporre sanzioni a chiunque collabori a pratiche di cyber spionaggio contro il governo degli Stati Uniti o le imprese nazionali.

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Piaggio Aero e Selex presentano ad Abu Dhabi il drone Made in Italy https://www.datamanager.it/news/piaggio-aero-e-selex-presentano-ad-abu-dhabi-il-drone-made-italy-44406.html Mon, 18 Feb 2013 13:06:43 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/02/piaggio-aero-e-selex-presentano-ad-abu-dhabi-il-drone-made-in-italy/ Piaggio Aero Industries e Selex ES hanno presentato all’Index 2013 di Abu Dhabi il nuovo drone senza pilota P.1HH "HammerHead"

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Al contrario di quelli usati da Google per la lotta al bracconaggio, il drone P.1HH “HammerHead”, nato dalla collaborazione tra Piaggio Aero Industries e Selex ES di Finmeccanica, è stato creato per propositi molto più bellicosi. Presentato alla fiera internazionale per la difesa e la sicurezza Index 2013, in corso ad Abu Dhabi, il veicolo senza pilota, come quelli realizzati dall’ex Wired Chris Anderson, è completamente Made in Italy. L’aeromobile è ideato per missioni a lungo raggio a media altitudine (Medium Altitude Long Endurance) di sorveglianza, intelligence e ricognizione.

Il roll out P.1HH “HammerHead” è avvenuto il 14 febbraio scorso, contestualmente al primo test di accensione motori e il primo rullaggio presso una base della Aeronautica Militare Italiana. Il primo volo, controllato da un operatore a terra, avverrà quest’anno.

Caratteristiche tecniche

Il velivolo ha una apertura alare di 15,5 metri ed è in grado di decollare e atterrare da solo. Può raggiungere un’altitudine di 13.700 metri con una autonomia di 16 ore. Le missioni sono gestite da remoto da terra attraverso un sistema di comunicazione in linea di vista (Line of Sight – LS) e via satellite oltre la linea di vista (Beyond Line of Sight – BLOS).

“Il P.1HH HammerHead – afferma Alberto Galassi, AD di Piaggio Aero – è certamente il più importante e ambizioso progetto dell’azienda e la proietta verso il settore dei sistemi aerei a pilotaggio remoto impiegati in missioni di sorveglianza e controllo. I sistemi unmanned rappresentano il futuro della sicurezza aerea, terrestre e marittima per la loro versatilità di impiego operativo”.

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TXT Software di gran moda https://www.datamanager.it/rivista/txt-software-di-gran-moda-42371.html Wed, 28 Nov 2012 14:33:26 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2012/11/txt-software-di-gran-moda/ L’origine remota della società risale all’arrivo dei microprocessori in fabbrica. L’evoluzione tecnologica costante porta il Gruppo TXT a quotarsi tra i primi sul Nuovo Mercato. Il Gruppo conquista centinaia di clienti nel mondo con soluzioni per il retail, la moda e il lusso. Oggi la “pianificazione integrata” traina la crescita e la redditività   Quella […]

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TXT Software di gran moda

L’origine remota della società risale all’arrivo dei microprocessori in fabbrica. L’evoluzione tecnologica costante porta il Gruppo TXT a quotarsi tra i primi sul Nuovo Mercato. Il Gruppo conquista centinaia di clienti nel mondo con soluzioni per il retail, la moda e il lusso. Oggi la “pianificazione integrata” traina la crescita e la redditività

 

Quella di TXT (www.txtgroup.com) è sotto molto aspetti una storia tipicamente americana. La storia comincia con un manager imprenditore capace di mettere le sue competenze tecniche al servizio del business: prima, lavorando per grandi realtà industriali – ambiente ideale per mettere alla prova la validità delle idee e per accumulare esperienza operativa; poi, spiccando il volo che – come per tante realtà americane – porta la nuova realtà indipendente a quotarsi in borsa. La quotazione sul mercato è la leva più naturale per un imprenditore “high-tech” desideroso di crescere ed espandere i propri orizzonti senza legarsi a finanziatori che talvolta credono più nei profitti a breve che nelle idee. Il ritratto potrebbe coincidere con quello di migliaia di aziende d’oltreoceano, se non fosse che TXT è italianissima. Costituita nel 1989, l’azienda si è quotata in Borsa, sul listino Star di Milano – già nel 2000 – l’anno in cui il sistema borsistico italiano cerca, coraggiosamente, di adottare un modello molto anglosassone per finanziare quella che – allora – era chiamata “net economy”. Italianissima la sede, nei quartieri a nord di Milano, contigui a quelli che – grazie ad acciaio e pneumatici – erano diventati uno dei capoluoghi della industrializzazione del dopoguerra. Italianissimo il management, che vede oggi il fondatore Alvise Braga Illa come presidente del Gruppo e Marco Guida come amministratore delegato, in azienda dal 1994 e alla guida della società dal 2009. Sono molto italiani anche i principali mercati di riferimento – considerando che attraverso la divisione TXT Perform, il gruppo informatico milanese fornisce software per la pianificazione integrata e il PLM per aziende italiane e internazionali di abbigliamento, moda e  lusso, quali Desigual, Geox, Louis Vuitton, Prénatal, per grandi catene di distribuzione, quali Auchan e Tesco, e per aziende di consumo, quali Findus e tesa.  Italianissime – infine – sono l’inventiva e la capacità di tradurre la creatività in prodotti software unici e di eccellenza, verticalizzando le funzionalità e ampliando la copertura dei bisogni dei clienti.

Accanto a Perform, una seconda divisione del Gruppo, TXT Next, sviluppa sistemi “mission critical” utilizzati nei settori aerospaziale e della difesa, nell’automotive, nell’industria high-tech e nel banking. Si tratta di attività molto specializzate, che comprendono sistemi “real time” e “embedded” per il controllo di produzioni e di processi complessi, per la IT governance e per la business intelligence – oggi – prevalentemente forniti a clienti italiani, ma domani… Next!

DALLA MICROINFORMATICA ALLA PIANIFICAZIONE

Le radici storiche del Gruppo TXT affondano, dal punto di vista delle competenze, nell’ambito attualmente presidiato dalla divisione Next. Lo spiega Braga Illa, raccontando tra l’altro le origini del nome TXT, che non ha nulla a che vedere con le lettere che identificano un file di testo sul computer. Il fondatore – dopo la laurea al Politecnico di Milano – ricerca e insegna per dieci anni negli Stati Uniti, al Massachussetts Institute of Technology.

«I cromosomi del software “embedded” e “real time”, che ritroviamo oggi in Next – racconta Braga Illa – li ho dapprima portati in una società per la ricerca e sviluppo della Zanussi da me fondata e chiamata Zeltron. Quando Zanussi fu acquisita da Electrolux, decisi di rilevare la parte di attività che si riferiva all’automazione e al microcontrollo. Lo feci con un socio importante, la famiglia Rocca del Gruppo Techint e per questo la nuova azienda si chiamò allora Techint Software Telematica. La “X” per software è – per così dire – una licenza poetica, che rende il nome più scattante».

La filosofia di innovazione, che ancora oggi connota in modo marcato l’impresa di Braga Illa, viene da lontano. «Oggi, i microprocessori nelle lavatrici non sorprendono più nessuno, ma noi fummo i primi ad avere l’idea e a proporre le prime implementazioni a Zanussi nel 1978. Peccato – ironizza Braga Illa – che a credere in quella idea, prendendola per così dire a prestito dai ricercatori italiani, fu allora un grande concorrente tedesco, che di dolce aveva solo il nome».

Trascorsi i primi dieci anni, e dopo aver rilevato la quota azionaria dei Rocca con uno dei primi management buy-out italiani, TXT coglie l’opportunità che si era aperta con la creazione nel 1999 del “Nuovo Mercato”, il Nasdaq italiano. «Lo facemmo appoggiandoci all’esperienza acquisita nel progettare software per la produzione in fabbrica, un filone che allora prese il nome più internazionale di “supply chain management”. Oggi, la nostra ricerca ci ha portato alla “pianificazione integrata” – spiega Braga Illa – il nome che TXT dà all’insieme di soluzioni software che aiutano le aziende industriali e del retail a gestire le complicate fasi di ideazione, fabbricazione o acquisto, vendita e distribuzione dei loro prodotti». Un campo molto complesso, ma anche strategico e differenziante sul piano della competitività. «Proprio perché queste fasi non riguardano più soltanto quello che avviene sui luoghi di produzione, ma abbracciano un insieme estremamente complesso di processi e relazioni, che si svolgono in un contesto molto allargato, dalla concezione del prodotto alla sua vendita, TXT ha deciso di specializzare le proprie attività per segmento di clientela: a grandi linee, Next raggruppa i clienti della grande manifattura e della finanza, Perform quelli della manifattura leggera e del retail».

TXT Software di gran moda

INVESTIRE PER CRESCERE, GRAZIE ALLA BORSA

La quotazione in Borsa, avvenuta nel Duemila, è un punto di forza del modello di business di TXT. Perché scegliere di restare in Borsa, anche in un periodo che appare così poco favorevole ai titoli in listino? «Ma questa fase finirà! Per come TXT si è evoluta e considerando la crescita che vogliamo continuare ad avere – spiega Braga Illa – potremo in futuro avere nuovamente necessità di capitali; la borsa per questo è lo strumento fondamentale, che io raccomando caldamente ai giovani imprenditori. Oggi, tra l’altro, Borsa Italiana è parte del London Stock Exchange, ciò che permette di avere visibilità tra investitori e risparmiatori di tutto il mondo». E non a caso, Braga Illa ricorda la presentazione che TXT ha fatto a investitori internazionali a Londra in ottobre 2012. Secondo Braga Illa, rivolgersi anche all’investitore privato, in aggiunta e come alternativa ai tradizionali fondi di investimento è «il segreto» per aumentare la “liquidità” del titolo, cioè gli scambi azionari e – indirettamente – il valore di borsa dell’azienda. «Quando un’azienda decide di rilevarne un’altra, per diventare più grande o per acquisire nuove competenze e mercati, è importante poter portare a termine queste operazioni anche facendo leva sul valore dell’azione, non solo sulla liquidità o sull’indebitamento». In questo senso TXT mostra di avere un atteggiamento più “americano” che italiano. «Restiamo quindi in Borsa per due buoni motivi – spiega Braga Illa. Primo, perché vogliamo fare acquisizioni strategiche. Secondo, perché vogliamo assicurare un futuro allo sviluppo delle nuove idee. Per entrambe le cose ci vogliono capitali». Esiste anche un terzo motivo, che spinge TXT a preferire la potenziale futura raccolta di capitali in borsa e a rivolgersi a una miriade di potenziali “piccoli” investitori e – cioè – la possibilità di attingere a bacini di capitale molto estesi, sfruttando la grande popolarità dei canali di investimento su Internet. «Da parte nostra occorre, però, la massima trasparenza e la capacità di comunicare efficacemente le nostre idee. Abbiamo recentemente creato, sul nostro sito web, il “TXT Investor Club”, per dare modo, a chi vuole investire nelle nostre azioni, di avere una visione approfondita sulle nostre scelte, sulle nostre attività commerciali, sui nostri mercati e strategie, sulla qualità dei nostri manager e dei collaboratori. Bisogna seminare bene per il futuro, anche se – oggi – non abbiamo bisogno di capitali».

L’amministratore delegato, Marco Guida, sostiene che i due leitmotiv che hanno caratterizzato la storia di TXT sono: la capacità di innovazione, sia tecnologica che applicativa, e la continuità di un’azienda in grado di mantenere un ruolo di “first mover”, con soluzioni rivolte a processi chiave per la competitività e l’efficienza operativa delle aziende: pianificazione delle vendite, della produzione e degli acquisti; lo sviluppo e il lancio di nuovi prodotti; l’analisi delle performance operative, economiche e finanziarie. La continuità di questi anni, secondo Guida, è dovuta al team manageriale molto stabile e motivato e alla qualità dei collaboratori; questi  con la recente acquisizione della società canadese Maple Lake, specializzata in soluzioni di “fashion retail planning”, hanno raggiunto la soglia delle 500 unità. «Un terzo tema che ci aveva spinti a quotare TXT nel 2000 è stata la volontà di acquisire una dimensione internazionale, un obiettivo che abbiamo perseguito con decisione, in tutte le aree di attività della società, che inizialmente comprendeva una terza divisione chiamata Polymedia, che si rivolgeva al settore dei media, sfruttando le nuove opportunità  offerte da Internet nell’ambito del content management». Nei primi anni dopo la quotazione, la crescita in termini di clientela e fatturato ha premiato questa strategia di attacco ed ha permesso di raggiungere importanti risultati nell’espansione nei mercati esteri, soprattutto nella divisione Perform. Poi è arrivato il biennio 2008-2009, quando la congiuntura internazionale ha cominciato a pesare sui conti. «Abbiamo allora deciso di rivedere le nostre strategie di “go to market” e ci siamo rifocalizzati su quei temi applicativi  e sui mercati  in grado di garantire tassi maggiori di crescita e redditività, in particolare concentrandoci sui clienti di maggiore dimensione». 

FOCUS GLOBALE SULLE GRANDI AZIENDE

Questa focalizzazione porta i suoi buoni frutti già nel 2010, quando il bilancio di TXT ritorna al pareggio. «Nel 2011 – aggiunge Guida – arriva una seconda fase di ripensamento, che riguarda le scelte da fare sui prodotti rivolti al settore dei media. In dieci anni, Polymedia era passata da zero a 17 milioni di euro di ricavi, conquistando una posizione di leadership sul mercato italiano: accelerare la sfida della internazionalizzazione avrebbe, tuttavia, richiesto un notevole investimento in prodotti e reti commerciali. La scelta strategica è stata quindi di concentrare sforzi e investimenti sulle  attività di Perform, con l’ambizione di espandere in tutto il mondo la leadership già conquistata in Europa. La cessione di Polymedia, che ha fruttato circa 23 milioni di euro – consentendoci tra l’altro di distribuire un dividendo straordinario di 4 euro per azione – è stata decisa in piena serenità e con i conti in perfetta salute, con l’obiettivo di creare le premesse per accelerare lo sviluppo internazionale di Perform». Contestualmente alla dismissione di Polymedia, il Gruppo TXT nel 2011 mette a punto un nuovo piano industriale su tre direttrici: crescita organica delle aree di prodotto  e servizio già presidiate, acquisizioni per accelerare lo sviluppo di nuovi mercati, e innovazione, ingrediente fondamentale per assicurare una competitività in grado di durare nel tempo. «Sul fronte della crescita organica stiamo crescendo a tassi superiori ai tassi medi del mercato, sia in termini di ricavi, sia di profittabilità – sottolinea Guida. Sul fronte delle acquisizioni, abbiamo completato lo scorso 30 settembre 2012 l’acquisizione di Maple Lake, uno stimato specialista di soluzioni per il mondo fashion retail, che ci permette di consolidare la nostra posizione in Nord America e di avere una “testa di ponte” nei mercati della regione Asia-Pacific, grazie alla filiale in Australia.

Resta immutato – continua Guida – il nostro impegno sul fronte dell’innovazione. Neppure negli anni di crisi TXT ha mai smesso di investire tra il 12 e il 15% del fatturato in R&D;  nei prossimi tre anni allargheremo ulteriormente i nostri orizzonti tecnologici, senza limitarci alla “normale” evoluzione delle linee di prodotto esistenti».

I PRIMI RISULTATI DELLA RIFOCALIZZAZIONE

Come sono andate le cose per la TXT scaturita da questo triennio di rifocalizzazione e riposizionamento? I risultati del primo semestre 2012 sono – ci ricorda Guida – piuttosto buoni: un periodo chiuso con una crescita del 12% di fatturato (a 23,5 milioni di euro) e un utile operativo Ebit di 2,6 milioni (+135%), con posizione finanziaria netta positiva e in crescita a 15 milioni al 30 Giugno 2012. «TXT fornisce prodotti critici per la competitività dei nostri clienti e le aree cui ci rivolgiamo rimangono tra le priorità anche in tempi difficili e di rallentamento degli investimenti. La dimensione internazionale diventa, comunque, strumentale per dare continuità al fatturato». L’acquisizione di Maple Lake è in questo senso una carta molto promettente per la divisione Perform. Con i suoi prodotti orientati al retail di prodotti del settore moda e una squadra di 65 persone, tra consulenti e commerciali, Maple porta in casa TXT un portafoglio di cinquanta clienti, per lo più in Nord America e Australia. «Culturalmente la nostra fusione è perfetta, noi siamo sviluppatori software che si avvicinano alla complessità del retail. Maple Lake era stata fondata da specialisti di retail che si sono avvicinati al software – commenta Guida. I prodotti delle due società offrono interessanti spazi di integrazione».

Mentre le nuove strategie di crescita danno buoni frutti nella divisione Perform, la divisione Next si sta sviluppando soprattutto lungo linee di innovazione interna. «Questa divisione di TXT vanta secondo Guida un’esperienza e un palmarès di clienti di assoluto rilievo, tra cui Agusta e i suoi elicotteri, serviti dall’azienda milanese fin dai primi giorni. «Se i nostri concorrenti più grandi fanno molta “application maintenance” – sottolinea Guida, con comprensibile orgoglio – noi lavoriamo sulle iniziative più strategiche dei nostri clienti. Questo ci permette di essere visti come partners strategici, come la lunghissima storia di collaborazione con molti di loro dimostra». Il rovescio della medaglia è che proprio per questo motivo «i progetti all’altezza dell’expertise di Next sono meno frequenti nell’insieme del mercato potenziale e richiedono un lungo lavoro di selezione». Le ambizioni volano alto come i fatturati della divisione ingegneristica Next che hanno raggiunto 18 milioni di euro nell’ultimo anno, tre quarti dei quali circa, nel settore aerospaziale, dove il cliente è seguito già nelle fasi critiche del progetto e sviluppo di nuovi prodotti, e nelle sue evoluzioni in Italia e all’estero (come nel caso del software per il controllo di funzioni vitali a bordo di elicotteri). Il resto dei ricavi deriva per Next soprattutto dal settore bancario, focalizzato su banche medio-grandi e questa volta solo in Italia. «Il mercato nazionale di riferimento – specifica Guida – è fatto di una quarantina di potenziali clienti». Anche in questo caso Next ha concorrenti molto più grandi, ma può far valere l’arma della specializzazione e della elevata qualità del suo software. «Nel segmento finance non puntiamo certo allo sviluppo di soluzioni estese, ci concentriamo piuttosto su tematiche strategiche di nicchia come l’IT governance, un ambito fondamentale per le istituzioni bancarie, che devono avere un capillare controllo sui loro applicativi e svolgere continue fasi di testing e validazione, rispetto sia a livelli di performance che a normative vigenti e future». L’andamento del business nell’ultimo anno è stato positivo e diverse novità tecnologiche bollono in pentola anche per Next. «Ad esempio, stiamo esplorando interfacce innovative come Microsoft Kinect, basata sulla gestualità, per facilitare la consultazione della manualistica in ambienti di assemblaggio e produzione».

I BRAND INTERNAZIONALI SCELGONO TXT PERFORM

Andrea Cencini, in TXT fin dal 1989 e dal 2007, direttore esecutivo della divisione Perform, spiega che la parte di attività di cui è responsabile rappresenta in questo momento «la leva più importante per gli obiettivi di espansione internazionale» di TXT.

La prospettiva di forte spinta verso il mercato nordamericano – che si è aperta dopo l’acquisizione di Maple Lake – suscita una grande eccitazione nel management del Gruppo. «Con il mix esclusivo di expertise già accumulato negli USA dai colleghi di Maple Lake e la solidità delle nostre tecnologie ci stiamo muovendo alla conquista di clienti molto più grandi delle aziende europee – spiega Cencini – riferendosi alle ambizioni globali della software house milanese. Abbiamo dimostrato la capacità di organizzare eventi internazionali come Thinking Retail, che nell’edizione 2012 ha visto la presenza di 150 top manager del settore e speaker dai maggiori clienti internazionali di TXT.

«Nel nostro settore – afferma Cencini – una volta messe a punto, le soluzioni di pianificazione integrata portano a risultati molto significativi per i nostri clienti, al contrario dei prodotti gestionali e di infrastruttura, che pur essenziali, riguardano la gestione quotidiana della realtà aziendale. Tutto quello che aiuta a creare e vendere un prodotto di successo può portare ai clienti benefici molto significativi. Così nostri importanti clienti nell’area fashion & retail hanno ottenuto riduzioni dei tempi di sviluppo delle collezioni nell’ordine del 20%, migliore disponibilità del prodotto a scaffale (+30%), riduzione degli stock out fino al 50%.

L’ostacolo che il responsabile vendite di TXT deve superare riguarda non tanto la capacità di spesa del cliente, quanto la sua disponibilità a rimettersi in gioco, ad affrontare cambiamenti che non sono affatto superficiali, ma investono la natura stessa dei processi interni. «Sul piano strettamente tecnologico – continua Cencini – le soluzioni TXT si adattano molto bene al cambiamento e riducono notevolmente le soglie di accessibilità. «Non sono scatole nere immutabili, ma prodotti flessibili, capaci di evolvere nel tempo». La grande diffusione che la divisione Perform sta ottenendo con le aziende straniere di primaria grandezza nei settori fashion, retail e lusso è la prova di questo successo. Abbiamo una base clienti di quattrocento nomi, la maggior parte dei quali sono grandi brand internazionali».

FASHION RETAIL & LA “CONSUMER INDUSTRY”

Anche Simone Pozzi, direttore sales & marketing, sottolinea fortemente il ruolo dell’azienda come partner strategico dei suoi clienti, con la loro profittabilità come obiettivo. Per Pozzi – che è entrato in TXT nel 2009, provenendo da Geox – «le soluzioni messe a punto da TXT Perform sono focalizzate verso due gruppi di clienti. Una comprende i grandi marchi nel mondo del fashion – da Louis Vuitton a Geox – e del retail – da Auchan a Tesco. L’altro abbraccia, invece, le imprese della cosiddetta “consumer driven industry”, in pratica tutto quello che riguarda merce non fashion, nomi come Findus, ma anche Brembo». Secondo Pozzi «una piattaforma di “integrated planning” parte da determinati obiettivi strategici e di budget e conduce il cliente verso vere e proprie scelte operative: quali prodotti vendere, come venderli, in che momento, a che prezzo e così via. Nel gergo di queste soluzioni, troviamo attività di “merchandise & assortment planning”, “forecasting”, “replenishment”: la sottile arte di creare il prodotto più accattivante e utile, le sue varianti più sfiziose o in linea con i diversi gusti locali, e di assicurarsi che quelle varianti siano sempre disponibili nei punti vendita e nei periodi dell’anno giusti, che non vadano subito esauriti o che viceversa debbano restare per mesi sugli scaffali.

Senza l’ausilio di soluzioni di integrated planning diventa sempre più complicato, per non dire impossibile, essere competitivi ed efficienti nella realtà della produzione di massa, della multicanalità e dei mercati globalizzati.

Le due tipologie di mercato di riferimento comportano soluzioni specifiche per le diverse esigenze. «Nel settore fashion e retail – spiega Pozzi – un aspetto chiave è la capacità di integrare tutta la catena di attività dal design al punto vendita. Ecco quindi che TXT propone soluzioni avanzate di integrated retail planning e PLM. Per i clienti dei settori di consumo di tipo “non fashion” il tema è quello della pianificazione integrata del processo di sales & operations planning: dal budgeting e il financial planning, alle previsioni di domanda fino alla definizione degli ordini di produzione e la gestione dei livelli ottimali degli inventari. «In entrambi i casi – prosegue Pozzi – quello adottato da TXT Perform è un approccio progettuale, consulenziale e di specializzazione verticale che pochi fornitori di tecnologie software sanno mettere in pratica. Nei suoi progetti, Perform è ingaggiata direttamente con il cliente, in modo da poter offrire ciò di cui il cliente ha realmente bisogno: una combinazione di competenza tecnologica e di capacità di capire i prodotti e i processi del cliente che vi sottendono, i meccanismi complessi e interconnessi che uniscono le fasi di ideazione, fabbricazione e distribuzione commerciale. «Non software standardizzato, ma soluzioni configurate su misura in modo da essere realmente utilizzabili dai clienti. Non è un caso se una parte significativa del nostro lavoro di progetto è puro disegno congiunto, la capacità di concettualizzare i processi insieme al cliente». 

TXT Software di gran moda

INNOVAZIONE NEL SEGNO DI MOBILITA’ E CLOUD

«TXT è un software vendor, ma anche implementatore delle proprie soluzioni. Questo ci consente di mantenere un contatto stretto e continuo con il cliente e un’alta attenzione verso le sue esigenze di oggi e di domani» – spiega Riccardo Proni, direttore strategia e sviluppo di prodotto. Si tratta di un ruolo che comporta il presidio tecnologico di almeno quattro aree tematiche: la mobilità, il cloud computing, le interfacce visuali e i social network. Queste aree tematiche sono interpretate nell’ottica di uno sviluppatore che ha un preciso obiettivo: creare tecnologia in grado di facilitare la pianificazione di meccanismi di produzione, distribuzione e vendita particolarmente complessi. «Prendiamo, per esempio, la mobilità» – afferma Proni. «Non stiamo parlando di un semplice adeguamento delle applicazioni alle banali esigenze di una clientela che si sposta sempre di più. Perform deve guardare a innovazioni che hanno forte impatto sui processi operativi. Abbiamo in fase di rilascio una soluzione che permette di utilizzare dispositivi palmari e tablet per costruire una collezione di abbigliamento. In questo caso, disporre di un punto di accesso mobile al nostro software cambia radicalmente le modalità di interazione».

Analogo è il principio che ispira le ricerche effettuate da TXT Perform nell’ambito del cloud computing. In questo caso – prosegue Proni – l’obiettivo è sfruttare i modelli del cloud come moltiplicatore di opportunità per le aziende clienti. Oggi, il software di pianificazione è tipicamente utilizzato solo da un numero ristretto di esperti all’interno delle organizzazioni industriali o retail. Il cloud, in abbinamento con il mobile, consentirà di rendere più accessibili queste applicazioni, mettendo gli strumenti di planning in mano a molte altre persone, che possono trarre notevoli vantaggi dalla condivisione di una unica piattaforma integrata.

SOCIAL AND VISUAL PLANNING

Un altro trend da esplorare è l’uso delle interfacce visuali nella gestione delle diverse fasi del processo di pianificazione, a maggior ragione in un ambito in cui le procedure e gli stessi software tendono a essere piuttosto complessi. «Uno degli ambiti più promettenti affrontato dai nostri ricercatori è il cosiddetto “visual assortment planning” – precisa Proni. «Oggi, si lavora con tabelle piene di codici corrispondenti alle varianti di un prodotto». Per semplificare l’interazione, Perform ha adottato l’uso di immagini per comporre l’assortimento. E’ una funzionalità molto avanzata che permette di facilitare enormemente l’accesso alle informazioni, nascondendo all’utente tutta la complessità del problema dietro un’ interfaccia pienamente visuale. Ancora più affascinanti sono le ricerche che Perform sta conducendo sui social network sui quali molte aziende di moda e accessori stanno costruendo una forte presenza. La tecnologia del Gruppo TXT punta ad aprire prospettive nuove in tale contesto. «I nostri clienti sono molto evoluti sul web – spiega Proni – e le iniziative di social marketing non sono una novità. A ben vedere, però, si tratta essenzialmente di attività push, molto unidirezionali. Molte imprese hanno creato pagine Facebook visitatissime, ma questo bacino non è sfruttato in modo bidirezionale, l’azienda non si rivolge al suo pubblico social per escogitare nuovi design o per pianificare la disponibilità della merce nel punto vendita». Riuscire a trovare il modo di creare dei “canali di ritorno” più attivi, sfruttando le piattaforme web pubbliche, potrebbe incidere in modo significativo sulla creatività di un’azienda, sulla sua capacità di essere vicina al cliente non solo con il suo brand, ma anche con i prodotti fisici. «Evoluzioni di questo genere – aggiunge Proni – sono di respiro più lungo, ma questo è il senso di un dipartimento di R&D davvero efficace: si deve sempre avere un mix di prospettive vicine e di orizzonti lontani».

LA PARTNERSHIP CON REDMOND

Il tema dell’innovazione offre lo spunto a Cencini per sottolineare la fruttuosa relazione che il Gruppo TXT intreccia da anni con il gigante di Redmond. «Realizzare prodotti di questa complessità e livello richiede risorse importanti» – avverte Cencini.

«Le nostre soluzioni sono il fondamento di un’intera strategia di espansione verticale e geografica e sono soluzioni molto ambiziose, rivolte a clienti di grandi dimensioni, per i quali è importante il giusto trade-off tra un software pienamente configurabile, che rischia di essere troppo complesso, e una applicazione standard, “off the shelf”, che rischia al contrario di non poter evolvere in una visione di insieme. Considerando poi che i nostri competitor si chiamano Oracle e SAP, la scelta delle tecnologie Microsoft come substrato del nostro software ci ha permesso di compiere un balzo in avanti in termini di riusabilità e di focalizzarci su aspetti molto mirati».

Il Gruppo TXT è – oggi – tra i 65 partner globali di Microsoft a livello corporate e in questa veste ha accesso ai laboratori di sviluppo e può contare su un livello di relazione che consente di avere una visuale precisa delle tendenze evolutive delle sue piattaforme. La partnership TXT-Microsoft copre, oltre alla ricerca, anche gli aspetti di marketing e commercializzazione, con l’organizzazione di campagne promozionali e di eventi quali il già citato Thinking Retail. Parallelamente, le linee di sviluppo delle soluzioni TXT si basano anche su una stretta relazione con l’R&D degli stessi clienti, con i quali – racconta Cencini – vengono organizzati diversi momenti di condivisione a livello strategico. Anche questo rappresenta un aspetto differenziante rispetto alla concorrenza. Sappiamo che affinché il cliente sia agile, dobbiamo essere più agili di lui». La terza area di collaborazione con l’esterno riguarda la relazione con le università, contesto ideale per intravedere i trend del futuro e mettere a punto tecnologie innovative dal ciclo di sviluppo più ampio. «Il cliente – afferma Cencini – può battere i concorrenti con l’innovazione e l’agilità nell’interpretare il business e nel capire il valore della tecnologia. Per noi di TXT è lo stesso: il segreto è saper trasformare la nuova tecnologia in soluzioni».

Con l’assetto strategico acquisito anche in seguito all’acquisizione di Maple Lake, la solidità finanziaria, la partnership con Microsoft, la presenza globale e la prospettiva di crescita legata alla ripresa dell’economia e dei mercati finanziari – il Gruppo TXT si appresta a rafforzare ulteriormente il suo ruolo di protagonista di un settore tecnologico complesso ma strategico, di brand conosciuti a milioni di consumatori. Una prospettiva emozionante per l’azienda fondata da Alvise Braga Illa e animata da tanti collaboratori agguerriti. E per l’intero settore italiano dell’high-tech.

foto di Gabriele Sandrini

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Cisco e Thales siglano una nuova collaborazione a livello globale https://www.datamanager.it/news/thales/cisco-e-thales-siglano-una-nuova-collaborazione-livello-globale Thu, 26 Jul 2012 12:02:57 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2012/07/cisco-e-thales-siglano-una-nuova-collaborazione-a-livello-globale/ Cisco rafforza i rapporti con lo specialista globale in ambito di sicurezza, difesa e aerospaziale per affrontare nuove sfide di mercato

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Cisco rafforza i rapporti con lo specialista globale in ambito di sicurezza, difesa e aerospaziale per affrontare nuove sfide di mercato

Cisco e Thales, leader tecnologico a livello mondiale con una capacità unica di fornire attrezzature, soluzioni e servizi in grado di soddisfare i requisiti di sicurezza più complessi per i mercati della difesa e della sicurezza e aerospaziale e dei trasporti, hanno annunciato oggi una nuova collaborazione indirizzata al mercato globale della difesa e della sicurezza.

Il nuovo accordo unisce le competenze globali di Thales nell’ambito industriale con quelle nel networking e nella comunicazione all’avanguardia di Cisco, estendendo la collaborazione tra le due società a una portata globale e accelerando attività congiunte di go-to-market e di sviluppo di soluzioni. Tale consolidamento della collaborazione è frutto di un rapporto di lunga data tra le due società nel mercato europeo.

Chris Dedicoat, president, Europe, Middle East, Africa and Russia, Cisco ha dichiarato:”Cisco e Thales condividono una comune certezza a proposito dell’importanza della rete nel guidare l’innovazione e fornire valore nel settore della difesa. Lavorando a stretto contatto, entrambe le società saranno in una posizione migliore per cogliere le opportunità esistenti nel settore e creare nuove soluzioni che ci aiuteranno a conseguire un vantaggio competitivo e opportunità di mercato nei settori della difesa, della sicurezza e aerospaziale “

La collaborazione tra Cisco e Thales include  una serie di iniziative strategiche, tra cui:

– Sviluppo di soluzioni Thales basate su alcune tecnologie Cisco

– Approccio strategico congiunto di importanti opportunità di mercato nella sicurezza, come il routing mobile o l’evoluzione delle reti radio verso la banda larga

– Sviluppo di attività congiunte di go-to-market, strettamente coordinato, sia a livello globale, sia nazionale

In particolare, l’accordo prevede le seguenti caratteristiche:

Cisco fornirà a Thales una vasta gamma di apparecchiature e infrastrutture di rete standard, accompagnata dalla competenza ingegneristica e di progettazione di rete leader nel settore di Cisco Services. Inoltre, Cisco metterà a disposizione i propri rigorosi programmi di formazione in ambito vendita e tecnologico, tra cui Cisco Sales Expert e Cisco Vertical Solutions Architect, per la formazione del personale commerciale e ingegneristico di Thales a livello globale.

Thales diventerà Cisco Global Specialty Integrator, in modo tale da poter essere in grado di includere le tecnologie Cisco nei propri sistemi e soluzioni in tutte le aree geografiche, dove è richiesta una forte resilienza e servizi di rete di elevata qualità. Tale denominazione consentirà inoltre a Thales di collaborare direttamente con Cisco a livello globale e di rivendere alcune selezionate tecnologie di networking e di collaborare allo sviluppo di nuove soluzioni.

Jean-Michel Lagarde, senior vice president in charge of Systems Activities, Thales Communications & Security ha dichiarato: “Questa vuole essere una collaborazione di enorme valore e di lunga durata per entrambe le aziende. Grazie all’integrazione tra le competenze specialistiche in ambito industriale e le avanzate capacità di integrazione di Thales con la competenza tecnologica di Cisco leader a livello mondiale nel networking ci permetterà di sviluppare e fornire soluzioni di sicurezza realmente innovative ai nostri clienti in tutto il mondo. “

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