digital divide – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Thu, 08 Nov 2018 11:48:46 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png digital divide – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Facebook combatte il digital divide con i satelliti di Athena https://www.datamanager.it/2018/07/facebook-combatte-il-digital-divide-con-i-satelliti-di-athena/ Tue, 24 Jul 2018 14:50:19 +0000 http://www.datamanager.it/?p=151973 Facebook sta progettando una rete satellitare chiamata Athena per diffondere Internet nelle zone non collegate del Pianeta. Questa tecnologia sostituirà i droni Aquila Facebook si sta impegnando da anni per sconfiggere il digital divide globale e portare Internet anche nelle zone più impervie del Pianeta. Il social network si è posto questo obiettivo un po’ […]

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Facebook sta progettando una rete satellitare chiamata Athena per diffondere Internet nelle zone non collegate del Pianeta. Questa tecnologia sostituirà i droni Aquila

Facebook si sta impegnando da anni per sconfiggere il digital divide globale e portare Internet anche nelle zone più impervie del Pianeta. Il social network si è posto questo obiettivo un po’ per filantropia un po’ per espandere la propria utenza potenziale. Inizialmente l’azienda di Menlo Park si è concentrata sui droni dotati di router Wi-Fi e alimentati da energia solare. Tale tecnologia denominata Aquila è stata però ufficialmente messa da parte nelle scorse settimane e quindi Facebook ha virato verso altri sistemi per diffondere il web in ogni luogo. Stando ai documenti presentati alla Federal Communication Commission (FCC) dal colosso americano e diffusi da Wired, il nuovo progetto prevede l’utilizzo di una rete di satelliti conosciuta con il nome in codice di Athena.

I file in questione illustrano una fitta corrispondenza tra i rappresentanti di Facebook e quelli della FCC in merito al Freedom of Information Act. Nei messaggi scambiati nell’ultimo anno si parla esplicitamente di una “piccola applicazione sperimentale satellitare per il satellite Athena”. Non è la prima volta che il social network si cimenta in missioni spaziali. Nel 2016 ha infatti lanciato un satellite per collegare a Internet alcune parti dell’Africa ma il razzo di SpaceX che avrebbe dovuto portarlo in orbita è esploso sulla rampa di lancio. Un progetto simile a quello pensato da Facebook, che ha ammesso di non cancellare le fake news dalla sua piattaforma ma solo di nasconderle, è stato portato avanti proprio dall’agenzia spaziale privata di Elon Musk. L’azienda sta lavorando a una rete satellitare composta da oltre 4mila elementi per diffondere Internet a livello globale a un costo relativamente ridotto.

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Active Network: superare il digital divide https://www.datamanager.it/2018/03/active-network-superare-il-digital-divide/ Mon, 26 Mar 2018 13:00:33 +0000 http://www.datamanager.it/?p=144434 Active Network S.p.a., nata nel 1999 con un’estesa rete di Business Partner e un numero di clienti in costante e significativa crescita, fornisce su tutto il territorio nazionale servizi di connettività e telefonia all’avanguardia Active Network propone numerose soluzioni: servizi FTTC e FTTH, servizi di fibra dedicata, GNR e WLR, servizio Megadsl, telefonia e connettività in […]

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Active Network S.p.a., nata nel 1999 con un’estesa rete di Business Partner e un numero di clienti in costante e significativa crescita, fornisce su tutto il territorio nazionale servizi di connettività e telefonia all’avanguardia

Active Network propone numerose soluzioni: servizi FTTC e FTTH, servizi di fibra dedicata, GNR e WLR, servizio Megadsl, telefonia e connettività in Fibra per navigare da casa fino a 100 Mega, VAS, Numero Verde e Fax To Mail, servizi a valore aggiunto appositamente strutturati e pensati per le aziende.

Active Network S.p.a è un operatore TLC a tutto campo anche sul fronte mobilità con servizi MVNO, telefonia mobile professionale per il business e SIM con profili e pacchetti dedicati al mercato consumer.

Facciamo due chiacchiere con Stefano Trotto, Responsabile commerciale di Active Network S.p.a.

In Italia Internet è lento, troppo lento. E questo rappresenta un gap, un vero e proprio “Digital Divide” rispetto alla concorrenza europea. Cosa si può fare realisticamente in Italia per migliorare questa situazione?

“Il problema del Digital Divide ha contrassegnato e in parte ancora caratterizza il panorama della connettività italiana. Le motivazioni di questo gap sono di diversa natura e vanno ricercate anche in cause di carattere culturale e anagrafico. Il mondo dell’imprenditoria italiano, infatti, vede al vertice, ancora oggi, una classe dirigente ultra cinquantenne che riesce a fatica a comprendere le reali e concrete opportunità offerte dal web o, per esempio, dal commercio elettronico. Nonostante questo, rispetto agli altri stati europei, l’Italia non teme confronti perché può vantare tecnologie e infrastrutture di rete fissa altrettanto sofisticate e innovative. Il problema reale è rappresentato dalla frammentarietà nell’utilizzo e nella diffusione di queste tecnologie che non sono ancora omogenei in tutto il Paese. Per questo Active Network S.p.a, nella sua attività su tutto il territorio nazionale, lavora costantemente per fornire i suoi servizi di connettività in modo capillare, potenziando l’esistente, come l’accesso a internet Fibre FTTC (Fiber To The Cabinet) e investendo sull’evoluzione della connettività rappresentata dalle linee Fibre FTTH (Fiber To The Home).”

Un altro tema importante per le imprese è la sicurezza informatica e dei collegamenti: è possibile per un’impresa aumentare davvero il livello di sicurezza per la propria rete?

“Sì, senza dubbio, è possibile aumentare il livello di sicurezza per la propria rete grazie all’uso di specifiche soluzioni hardware e software e alla metodica attuazione di politiche finalizzate alla prevenzione degli incidenti. Si tratta di tecniche che consentono di raggiungere sicuramente un elevato livello di sicurezza in ambito aziendale e che premettono di ridurre il rischio di compromissione dei sistemi informatici quasi fino ad azzerarlo.

Estendendo il concetto di sicurezza anche alla effettiva disponibilità dei sistemi e dei collegamenti che consentono a un’impresa di accedere ad Internet, le soluzioni di connettività ridondata offerte da Active Network S.p.a, permettono di raggiungere livelli di alta affidabilità e garantire la continuità operativa, minimizzando l’impatto di eventi imprevedibili ed inevitabili che, in scenari normali, comporterebbero l’interruzione dei servizi, come tagli fibra causati, ad esempio, da opere di edilizia stradale, problemi di varia natura con impatto sulle singole centrali di zona o manutenzioni ordinarie eseguite impropriamente.

Quali sono i servizi su cui sta concentrando l’attività dell’azienda e quali sono le attuali politiche commerciali?

Abbiamo in cantiere la creazioni di tre nuovi profili FTTH, approfittando e potenziando al massimo le possibilità offerte dai nuovi scenari che si stanno delineando nel panorama TLC Italiano. Si tratta di Fibra D Pro, servizi ad accesso e banda dedicati e SLA Advanced, Fibra U Pro, servizi in tecnologia FTTH ad accesso dedicato e banda garantita al 50% e Fibra G Pro, servizi in tecnologia FTTH GPON ad accesso e Banda ad alta condivisione.

Un ventaglio di opportunità che si lega a una strategica attività di Recruitment finalizzata a implementare la nostra rete commerciale su tutto il territorio italiano. I nostri Progect Manager sono a disposizione, infatti, per fissare un appuntamento e valutare insieme il raggiungimento di un concreto rapporto di partnership. Tutte le informazioni sulla nostra attività di Recruitment sono disponibili sul sito https://activenetwork.it/newmanager-active.asp o chiamando il numero 800 131 030”.

Active Network è una azienda italiana che è cresciuta molto negli ultimi anni. Come siete nati? Quali sono i fattori strategici che vi hanno permesso di crescere? E che obiettivi avete per il 2018?

“La storia della nostra Azienda è iniziata quasi vent’anni fa. Era la fine degli anni Novanta, il nuovo millennio alle porte, e Active Network S.p.a muoveva i primi passi nel mondo TLC con i suoi servizi di web agency e System Integration. Era solo l’inizio. Da allora l’azienda è cresciuta moltissimo, i clienti, sia privati che business, sono in continuo ed esponenziale aumento e anche la rete commerciale vanta una presenza puntuale e costante grazie ai suoi numerosi Business Partner attivi su tutto il territorio nazionale.

Una crescita che Active Network S.p.a ha ottenuto grazie a processi d’innovazione continua, accordi tecnico-commerciali con aziende specializzate nella fornitura di apparecchiature all’avanguardia per il networking, come la multinazionale Cisco System, e partnership strategiche con importanti realtà dell’universo TLC che ci hanno consentito di diventare quello che siamo oggi: un operatore telefonico a livello nazionale.

Per il 2018 continueremo a concentrarci sull’ulteriore sviluppo della nostra rete vendita, soprattutto nelle aree a maggiore densità industriale e sull’incremento delle nostre risorse, sia di banda sia di hardware, in modo da offrire all’utenza finale servizi di connettività e voce, sfruttando al massimo le tecnologie di accesso a Internet a oggi più commercializzate: le linee FTTC e FTTH. Questo rappresenta il contributo di Active Network per ridurre quel gap che ci separa dal resto d’Europa e capovolgere la situazione italiana, da follower a leader al fianco dei migliori.”

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Un algoritmo guiderà i palloni di Project Loon https://www.datamanager.it/2017/02/un-algoritmo-guidera-palloni-project-loon/ Mon, 20 Feb 2017 15:31:05 +0000 http://www.datamanager.it/?p=119585 L’obiettivo di Google, di portare internet in luoghi remoti del pianeta, prosegue senza sosta e riceve un importante aggiornamento “software” Parliamo di Project Loon ormai da anni, da prima che Google diventasse Alphabet e in essa venisse integrata. Nonostante lunghi periodi di pausa giornalistica, i palloni con cui il gigante americano distribuisce internet in luoghi […]

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L’obiettivo di Google, di portare internet in luoghi remoti del pianeta, prosegue senza sosta e riceve un importante aggiornamento “software”

Parliamo di Project Loon ormai da anni, da prima che Google diventasse Alphabet e in essa venisse integrata. Nonostante lunghi periodi di pausa giornalistica, i palloni con cui il gigante americano distribuisce internet in luoghi difficoltosi del pianeta, continuano a viaggiare in fase di test, incontrando qualche difficoltà ma migliorandosi di giorno in giorno. Astro Teller, a capo dell’innovativo programma, negli ultimi giorni ha aggiornato il suo blog su Medium per spiegare le recenti innovazioni salite a bordo delle piccole mongolfiere. Non si tratta di strumenti hardware ma di un’implementazione via software che permetterà ai palloni di resistere meglio all’andamento del vento, per fornire la connessione in certe aree senza soluzione di continuità.

[ot-video type=”youtube” url=”https://www.youtube.com/watch?v=eHCKL-fCmk8″]

Di cosa si tratta

Sarà infatti uno speciale algoritmo a guidare le mongolfiere verso determinate zone, creando flotte volanti coordinate, meglio di quanto sia possibile oggi. Ovviamente, non basterà l’Intelligenza Artificiale e il machine learning a evitare forti ondulazioni atmosferiche ed è per questo che il software avrà il compito di far “danzare” i gruppi con movimenti circolari, così da tenerli sempre nel raggio d’azione necessario a coprire una singola area, senza perdita di segnale. Uno dei vantaggi del sistema sarebbe, secondo Teller, la riduzione del numero di palloni da inviare in specifiche parti del pianeta, dedicando solo una parte di questi alla copertura di vasti territori, anche in presenza di condizioni metereologiche non particolarmente favorevoli. Non è certo così semplice come spiegato su carta, ma è evidente che Google punti molto su Project Loon come vettore abilitante di una comunicazione su scala globale.

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Elon Musk sogna 4mila satelliti per connettere il globo https://www.datamanager.it/2016/11/elon-musk-sogna-4mila-satelliti-connettere-globo/ Fri, 18 Nov 2016 10:43:46 +0000 http://www.datamanager.it/?p=113928 Procede a spron battuto il progetto di Elon Musk per creare una rete satellitare in grado di portare Internet veloce a ogni abitante della Terra Il digital divide globale è un problema ancora lontano dall’essere risolto. Il patron di Tesla e SpaceX, Elon Musk, ha in mente una soluzione rivoluzionaria per portare Internet anche nelle […]

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Procede a spron battuto il progetto di Elon Musk per creare una rete satellitare in grado di portare Internet veloce a ogni abitante della Terra

Il digital divide globale è un problema ancora lontano dall’essere risolto. Il patron di Tesla e SpaceX, Elon Musk, ha in mente una soluzione rivoluzionaria per portare Internet anche nelle zone più remote del pianeta. Il progetto prevede di spedire nello spazio 4.425 satelliti per creare una rete globale in grado di portare una velocità di 1 Gigabit al secondo a ogni utente sulla Terra. I primi 800 satelliti, che si posizioneranno in orbita geostazionaria a 1.200 metri dalla superficie, saranno lanciati dopo aver ottenuto il benestare della Federal Communications Commission americana. Se tutto andrà secondo i piani, la rete satellitare sarà pronta tra 5 anni. L’intero progetto di Elon Musk costerà 10 miliardi di dollari ma il CEO di SpaceX non dovrà fare tutto da solo. Tra i suoi finanziatori figura anche Google, che ha contribuito con 1 miliardo.

Elon Musk non è l’unico a essere interessato a diffondere Internet in tutto il mondo. Google sta portando avanti lo stesso obiettivo tramite i suoi palloni aerostatici Loon mentre OneWeb, con la collaborazione di Airbus, Virgin e Boeing, ha scelto anche lei i satelliti. Anche Samsung ha mostrato un tiepido interesse per l’Internet dallo spazio ma non ha ancora messo in pratica i suoi propositi. Facebook invece sta lavorando attivamente allo sviluppo dei suoi droni Aquila ad energia solare e ha cercato di portare i suoi satelliti del progetto Internet.org in orbita grazie all’aiuto di Elon Musk. Purtroppo il razzo Falcon 9 che avrebbe dovuto trasportare materiale per 195 milioni di dollari fuori dall’atmosfera è esploso sulla rampa di lancio.

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Conoscere internet: lezioni per superare il digital divide https://www.datamanager.it/2016/10/conoscere-internet-lezioni-superare-digital-divide/ Fri, 14 Oct 2016 07:32:12 +0000 http://www.datamanager.it/?p=111365 Competenze digitali per tutti: al via l’iniziativa firmata da GARR e Assoprovider. Inaugurazione alla presenza del sottosegretario MIUR Faraone Parte dal Sud la campagna Conoscere Internet, che ha l’obiettivo di promuovere la formazione sulle competenze digitali rivolgendosi a vari profili: dai docenti della scuola, ai ricercatori fino ai professionisti delle imprese. A Palermo, il 14 […]

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Competenze digitali per tutti: al via l’iniziativa firmata da GARR e Assoprovider. Inaugurazione alla presenza del sottosegretario MIUR Faraone

Parte dal Sud la campagna Conoscere Internet, che ha l’obiettivo di promuovere la formazione sulle competenze digitali rivolgendosi a vari profili: dai docenti della scuola, ai ricercatori fino ai professionisti delle imprese. A Palermo, il 14 ottobre 2016, presso l’Istituto Tecnico “Vittorio Emanuele III”, sarà il sottosegretario del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Davide Faraone a dare l’avvio all’iniziativa ideata da GARR e Assoprovider.

Conoscere Internet è una campagna che prende le mosse dal percorso di alfabetizzazione digitale realizzato da GARR e finanziato dal Miur con fondi del Piano di Azione e Coesione. Questo percorso, inizialmente rivolto  alle regioni del Sud, è ora  esteso a tutto il Paese.

Con oltre 1500 iscritti in pochi mesi, questa esperienza fa capire quanto sia forte il bisogno di formazione in questo settore e dunque quanto sia importante investire sulla formazione per ridurre il divario digitale oggi presente e fornire uno strumento decisivo per  accrescere la competitività e il tasso di innovazione sia nel mondo dell’istruzione, che della ricerca e dell’impresa. Come funziona Internet, cos’è la fibra ottica, quali sono le applicazioni più diffuse e cosa si può fare con le identità digitali, sono questi alcuni degli argomenti trattati nel corso che è aperto a tutti, è completamente gratuito e disponibile in lingua italiana e inglese. Dodici lezioni, dal linguaggio chiaro e alla portata di tutti, fruibili sulla piattaforma di e-learning del GARR con la possibilità di ottenere il rilascio di un attestato finale.

L’evento del 14 ottobre sarà l’occasione anche per avviare la diffusione dei contenuti formativi in modalità aperta, secondo i principi delle Open Educational Resources.

Alla giornata di lancio parteciperanno, oltre al sottosegretario Davide Faraone, il Direttore dell’Ufficio Scolastico Regionale per la Sicilia, Maria Luisa Altomonte, il Rettore dell’Università di Palermo, Fabrizio Micari.

Programma della giornata:

Istituto Tecnico Settore Tecnologico “Vittorio Emanuele III”

Via Duca della Verdura, 48 – 90143 – Palermo ore 11.00 – Benvenuto:

Giovanni Marchese, Dirigente Scolastico dell’ITI Vittorio Emanuele III di Palermo ore 11.10 – Introduzione:

Federico Ruggieri, Direttore Consortium GARR  “La comunità GARR a supporto della società della conoscenza e dell’innovazione”

ore 11.30 – Interventi:

Davide Faraone, Sottosegretario Ministero Istruzione Università e Ricerca Maria Luisa Altomonte, Direttore Generale Ufficio Scolastico Regionale per la Sicilia Fabrizio Micari, Rettore dell’Università degli Studi di Palermo “Collaborazione fra Università, Scuola e Piccola e Media Impresa per colmare il Digital Gap”

Gianbattista Frontera, Vicepresidente Assoprovider “Analfabetismo informatico e digital-divide cognitivo”

Gabriella Paolini, Consortium GARR – Presentazione dell’Iniziativa  “Conoscere Internet”

ore 13.00 – Conclusione dei lavori

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L’Oscar dei giovani scienziati va a un 16enne italiano https://www.datamanager.it/2016/09/loscar-dei-giovani-scienziati-va-un-16enne-italiano/ Tue, 20 Sep 2016 12:03:57 +0000 http://www.datamanager.it/?p=109292 Il prestigioso premio assegnato a Valerio Pagliarino, ideatore di una soluzione per il “digital divide” L'”Oscar” dei Giovani scienziati della Commissione Ue è stato vinto da un ragazzo italiano, che ha battuto oltre un centinaio di coetanei internazionali grazie al suo «LaserWan: connessione a banda ultralarga laser», progetto rivoluzionario che consente connessioni Internet super veloci […]

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Il prestigioso premio assegnato a Valerio Pagliarino, ideatore di una soluzione per il “digital divide”

L'”Oscar” dei Giovani scienziati della Commissione Ue è stato vinto da un ragazzo italiano, che ha battuto oltre un centinaio di coetanei internazionali grazie al suo «LaserWan: connessione a banda ultralarga laser», progetto rivoluzionario che consente connessioni Internet super veloci sfruttando le linee dell’alta tensione.

Il progetto nasce con lo scopo di superare il gap delle connessioni web che separa le aree più isolate, come quelle in cui si trova il paese di Valerio, Castelnuovo Calcea (Asti), dalle grandi città.

Un sistema complementare alla fibra ottica

L’idea è quella di montare ricetrasmettitori in cima ai tralicci dell’alta tensione, in modo che si scambino fasci di luce contenenti informazioni. Un’idea brillante e soprattutto concretamente realizzabile, tanto da aver già attirato l’attenzione di investitori pronti a svilupparla.

Si tratta di un sistema che non richiede interramento e i ricetrasmettitori si alimentano con i cavi dell’alta tensione. Il ragazzo spiega che la fibra ottica e questo metodo potrebbero essere «complementari tra loro», perché comunque «la fibra ottica continua ad essere più efficiente nel caso di grandi città».

Pagliarino, che frequenta la terza dell’istituto scientifico Nicola Pellati di Nizza Monferrato, ha lavorato da autodidatta, raccogliendo informazioni sui libri di tecnologia. I componenti del suo progetto li ha comprati invece su Internet, attingendo però anche da qualche elettrodomestico di casa, come per un trasformatore dell’aspirapolvere.

La nuova generazione di scienziati

Il giovane si è così aggiudicato i 70.000 euro in premio, con i quali ora pensa di sviluppare nuovi progetti o metterli da parte per i suoi studi universitari futuri. Oltre a Paglierino hanno vinto il primo primo premio anche la ricerca matematica dei norvegesi Ane Espeseth e Vik Torstein, di 18 e 17 anni, e lo studio di biologia dello statunitense River Grace, 17. 45 in tutto gli scienziati premiati, di un’età compresa tra i 14 ed i 20 anni, per un totale di 49.500 euro.

I ragazzi hanno concorso in numerosi settori, dalla biologia alla fisica, dalla chimica all’informatica, dalle scienze sociali alla medicina, dall’ambiente all’ingegneria.

«I vincitori di quest’anno sono stati scelti nell’ambito di una dura competizione, a cui hanno partecipato 138 giovani ricercatori, venuti a Bruxelles con brillanti idee innovative», afferma il commissario Ue alla Ricerca, Carlos Moedas.

«È rassicurante vedere che in Europa ci sono così tanti cervelli brillanti – aggiunge Moedas – che hanno anche la determinazione e la capacità per trasformare i propri sogni in realtà. Spero di vederli presto tra le fila della nuova generazione di scienziati».

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Ericsson presenta nuove soluzioni per colmare il digital divide nei paesi in via di sviluppo https://www.datamanager.it/2016/09/ericsson-presenta-nuove-soluzioni-colmare-digital-divide-nei-paesi-via-sviluppo/ Fri, 16 Sep 2016 09:23:59 +0000 http://www.datamanager.it/?p=108883 Ericsson lancia un insieme di soluzioni innovative che rendono sostenibili gli investimenti in Internet mobile nei mercati a bassa ARPU (ricavi medi per singolo utente) Mentre i governi si preparano a incontrarsi presso l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite per parlare dei progressi dei Sustainable Development Goals, Ericsson ha annunciato un insieme di soluzioni per contribuire […]

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Ericsson lancia un insieme di soluzioni innovative che rendono sostenibili gli investimenti in Internet mobile nei mercati a bassa ARPU (ricavi medi per singolo utente)

Mentre i governi si preparano a incontrarsi presso l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite per parlare dei progressi dei Sustainable Development Goals, Ericsson ha annunciato un insieme di soluzioni per contribuire a colmare il digital divide e portare la banda larga mobile ai tre miliardi di persone che ancora non hanno accesso, o lo hanno solo in parte, alla rete mobile.

La nuova gamma di soluzioni, comprensiva anche di integrazioni software e hardware alla Ericsson Radio System, fornisce le funzionalità necessarie per ridurre il costo totale di proprietà (TCO) fino al 40% al momento dell’implementazione finale del sito Ericsson per la banda larga mobile e rende gli investimenti sostenibili in mercati a bassa ARPU (ricavi medi per singolo utente).

Per completare l’implementazione delle soluzioni ci sono nuovi strumenti, unici nel loro genere, per la banda larga mobile, che consentono agli operatori di identificare quali siti in una zona a copertura GSM/EDGE hanno il più alto numero di utenti già in possesso di dispositivi in grado di navigare su Internet. Gli operatori possono quindi determinare dove ha più senso convertire quei siti ad una rete HSPA o 4G/LTE, in modo che il maggior numero di persone potranno godere dei benefici della banda larga mobile.

La Broadband Commission for Sustainable Development, co-presieduta da ITU e l’UNESCO, si è battuta per il ruolo fondamentale che l’ICT (Information and Communication Technology) svolge nel porre le basi per il raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite, e il suo nuovo rapporto che sarà lanciato in settimana, mette in evidenza che il divario digitale si sta spostando dalla telefonia di base a Internet. La Broadband Commission stima in 450 miliardi di dollari i costi per portare il prossimo 1,5 miliardi di persone online.

Arun Bansal, Responsabile della Business Unit Network Products, Ericsson, afferma: “Queste sono tra le più importanti integrazioni di sempre al nostro portfolio di prodotti a sostegno della crescita della copertura a banda larga mobile. Ericsson sostiene l‘International Telecommunication Union’s Connect 2020 nell’obiettivo di assicurare che oltre il 50% delle persone nei Paesi in via di sviluppo possano utilizzare Internet entro il 2020. Per raggiungere questo obiettivo, dovremo lavorare insieme per connettere ogni giorno circa 500.000 nuovi utenti ad Internet. Ericsson continua a innovare affinché gli operatori possano creare business sostenibili in aree rurali e dove non c’è rete elettrica, ottenendo il massimo impatto con ogni investimento.

Daryl Schoolar, Principal Analyst, Intelligent Networks, Ovum, dichiara: “Queste innovazioni risolvono i punti critici dell’investimento, considerando la situazione attuale e il contesto di riferimento di molte di queste strutture. Ericsson è l’unica realtà in grado adottare un approccio diversificato in base alle peculiarità locali ed è focalizzata sull’obiettivo di promuovere l’adozione della banda larga mobile in questi mercati in via di sviluppo.”

Le nuove soluzioni rispondono al significativo divario nell’adozione di Internet tra Paesi sviluppati e in via di sviluppo – solo quattro persone su dieci nei Paesi in via di sviluppo sono connesse a Internet e circa il 15% della popolazione mondiale non ha accesso all’elettricità – e queste innovazioni fanno seguito a tre soluzioni per le aree in via di sviluppo lanciate lo scorso febbraio: Flow of Users, Zero Touch e Mobile Broadband Expander.

Gli operatori di tutto il mondo hanno compreso che queste soluzioni appena lanciate possono realmente soddisfare le loro esigenze.

Rajesh Singh, President, Corporate Planning Network, Idea, dichiara: “L’India è un mercato molto variegato, per cui il nostro più grande bisogno in aree che presentano sfide impegnative è quello di integrare le reti GSM esistenti con l’accesso WCDMA e LTE. Consideriamo le soluzioni Radio 2219 e Psi Coverage quali asset importanti per estendere la copertura della banda larga mobile in tutto il Paese.”

La nuova gamma di soluzioni è composta da: il software Ericsson Site Manager in abbinamento con l’Ericsson Controller Site, Radio 2219, Antenna Integrated Radio, AIR 2488, MINI-LINK 6363, l’unità indoor MINI-LINK 6651 e nuove integrazioni alla famiglia Ericsson Enclosure. Include anche nuovi miglioramenti del software sia per la Zero Touch WCDMA che per le soluzioni Flow of Users.

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Ponti digitali: consentire alle comunità che vivono in luoghi remoti di unirsi all’era di Internet https://www.datamanager.it/2016/08/ponti-digitali-consentire-alle-comunita-vivono-luoghi-remoti-unirsi-allera-internet/ Tue, 09 Aug 2016 12:00:54 +0000 http://www.datamanager.it/?p=106910 Di Bernardo Centrone, Country General Manager – Southern & Central Europe di Orange Business Services Nel 2011, le Nazioni Unite dichiararono la banda larga un diritto umano fondamentale. Lo è realmente? Avanti veloce al 2015, quando negli Stati Uniti il presidente Obama sembrava dello stesso parere quando ha detto: “Oggi, la banda larga ad alta velocità […]

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Di Bernardo Centrone, Country General Manager – Southern & Central Europe di Orange Business Services

Nel 2011, le Nazioni Unite dichiararono la banda larga un diritto umano fondamentale. Lo è realmente? Avanti veloce al 2015, quando negli Stati Uniti il presidente Obama sembrava dello stesso parere quando ha detto: “Oggi, la banda larga ad alta velocità non è un lusso, è una necessità”. Ma la grande domanda è: può la trasformazione digitale cambiare  davvero delle vite?

La digitalizzazione è senza dubbio responsabile di cambiamenti fondamentali nella società. Prendiamo il caso di un uomo filippino che vive in povertà e che tenta di sopravvivere grazie alla pesca. In questo caso, il potenziale di cambiamento è reale. Il Dipartimento filippino dell’Ufficio della Pesca e delle Risorse acquatiche (BFAR) l’anno scorso ha lanciato un’applicazione per smartphone per registrare le piccole imbarcazioni da pesca e il loro equipaggiamento. Si spera che l’applicazione servirà a dare impulso allo sviluppo della pesca marittima, in una fase in cui il paese cerca di migliorare le condizioni di vita dei suoi cittadini più poveri.

La Cina riconosce il potenziale di trasformazione dell’accesso a Internet per le comunità rurali e ha cominciato a investire miliardi per collegarle online. Il governo spera di far crescere l’e-commerce, aiutare gli agricoltori locali e raccogliere fondi di investimento in queste aree più povere tramite la fornitura di una migliore infrastruttura a banda larga.

L’idea che l’accesso a Internet possa rendere possibili nuove forme di comunità non è nuova. Nel 2005, l’imprenditore inglese Bruce Evans ha vinto un concorso bandito dal Daily Telegraph/Gruppo 3 con Cotnet, la sua visione di un mercato per gli scambi di cotone online in cui i produttori potessero trattare direttamente con gli utenti finali, tagliando fuori i tradizionali intermediari del settore. Il sistema avrebbe consentito prezzi migliori per i produttori e per gli acquirenti, ma il progetto fallì, in parte perché l’accesso a Internet non era ancora disponibile nelle regioni di produzione e in parte perché il Regno Unito stesso non era ancora pienamente cosciente delle possibilità offerte da un mondo connesso.

La trasformazione digitale delle comunità che abitano in luoghi remoti

Quando si tratta di portare online comunità che vivono in luoghi remoti, la banda larga mobile è sicuramente parte della soluzione. Oltre l’80 per cento della banda larga è già su cellulare, secondo quanto sostiene la Broadband Commission. La maggior parte dei paesi – Regno Unito incluso – sostiene, quantomeno a parole, l’importanza di portare online le comunità più remote. Il Rapporto Plunkett ha riconosciuto che l’e-commerce, i servizi pubblici e l’accesso a informazioni come ad esempio le forniture di utenze e servizi comunali per funzionare richiedono che tutte le persone abbiano accesso a internet. Sia i paesi sviluppati sia quelli in via di sviluppo stanno esplorando il potenziale della banda larga su white space e di Internet via satellite per portare comunità che abitano in luoghi remoti online. Microsoft, per esempio, sta sviluppando progetti banda larga su white space in Kenya, Tanzania e Sud Africa.

Microsoft non è sola. Anche le grandi aziende Internet si stanno applicando per colmare questo divario digitale e per vedere quale sia il potenziale di business. Questo è ciò che sta dietro ai piani dei grandi player di Internet quando vogliono estendere l’accesso a Internet per le economie in via di sviluppo: è un affare vantaggioso perché da un lato le imprese si aprono a nuovi mercati, dall’altro questi mercati ottengono l’accesso a nuovi servizi, tra cui l’offerta sempre in crescita di soluzioni per la salute connesse che promettono di migliorare la qualità della vita e rendere più rapidi interventi salva-vita nelle comunità remote.

Il business è parte anche delle soluzioni proposte dal dodicesimo maggiore donatore al mondo, la Fondazione Bill e Melinda, che continua a destinare i profitti dell’industria IT del primo mondo per migliorare la medicina e l’assistenza sanitaria nei paesi in via di sviluppo. Tuttavia, i suoi critici dicono la Fondazione ha la tendenza a essere troppo dalla parte delle grandi imprese, e questo può esacerbare i problemi esistenti, sottraendo il controllo a quelle stesse comunità che così disperatamente hanno bisogno di aiuto. Questo squilibrio può forse essere risolto consentendo alle comunità di creare le proprie soluzioni collegate e di esplorare le proprie opportunità in autonomia?

Acqua o web?

I critici sostengono che l’accesso a Internet sarà anche un’ottima cosa, ma andrebbe considerato in un contesto nel quale le necessità della popolazione locale sono ancora acqua pulita, servizi igienico-sanitari e assistenza medica di base. Mettere le comunità in condizione di soddisfare questi bisogni umani fondamentali dovrebbe essere la priorità, no?

Il “World Development Report 2016: dividendi digitali” della Banca Mondiale rivela che il numero di persone collegate a Internet ha raggiunto una cifra stimata di 3,5 miliardi, quando 10 anni fa  erano 1 miliardo. In molti paesi in via di sviluppo, più famiglie possiedono un telefono cellulare di quelle che hanno accesso all’elettricità o all’acqua pulita. Quindi sì, questa è la priorità.

Mentre la maggior parte delle persone concorda sulla pressante necessità di fornire aiuti, l’argomento dei tecnologi è che l’accesso a Internet può consentire a intere comunità di costruire relazioni e acquisire conoscenze che possano contribuire a risolvere i loro problemi. Questo è un meccanismo più sostenibile rispetto al dipendere dagli aiuti internazionali.

Per fare un esempio, in Africa i servizi monetari su cellulare sono diventati una componente essenziale della crescita economica in alcune comunità. Orange Money muove 400.000$ al mese su tutta la sua rete africana – in molti casi, questo denaro viene inviato a casa dai membri della famiglia che lavorano altrove. Già il 40% degli adulti in Africa orientale paga le bollette utilizzando un telefono cellulare, mentre 8 milioni di imprenditori cinesi utilizzano una piattaforma di ecommerce per vendere beni a più di 120 paesi.

Il dividendo digitale fa crescere le economie

I vantaggi economici che derivano dall’accesso online sono significativi, e non solo nei paesi in via di sviluppo. Un recente studio della National Telecommunication and Information Administration (NTIA) americana ha rivelato come un investimento di $4 miliardi per portare online le comunità americane si sia tradotto in un aumento della produzione economica “fino a $21 miliardi all’anno”. Nel frattempo, uno studio dell’ITU del 2011 sostiene che raddoppiare la velocità della banda larga aumenta il PIL di un paese dello 0,3 per cento.

I bisogni immediati di cibo, acqua, riparo vanno anche considerati alla luce dell’impatto trasformativo che ha l’accesso mobile a Internet nel consentire alle comunità di affrontare queste sfide immediate. In Bangladesh, gli agricoltori hanno avuto accesso a sistemi mobili di microfinanza basati su Internet che combinano prestiti e risparmi in sincrono con la stagione. Questo ha dato agli agricoltori la flessibilità necessaria per diventare più sostenibili.

Tutto sacrosanto, ma la Banca Mondiale avverte che le opportunità digitali non sono equamente condivise. “Per fare sì che i dividendi digitali siano ampiamente condivisi tra tutte le componenti della società, i paesi devono migliorare il loro approccio al business, investire nell’istruzione e nella salute delle persone, e promuovere il buon governo”, ha detto Jim Yong Kim, presidente della Banca Mondiale.

Infine, l’online offre anche opportunità nuove, che mettono una nuova generazione di imprenditori di paesi in via di sviluppo in condizione di costruire nuovi prodotti e servizi. Strumenti di esplorazione connessi, come quelli che vediamo nei settori del petrolio e del gas, possono potenzialmente aiutare a identificare fonti potenzialmente lucrative di materie prime, mentre le soluzioni connesse per l’agricoltura applicate su ampia scala possono avere un ruolo cruciale nel prevenire le carestie e aumentare le rese.

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Qui Radio Internet https://www.datamanager.it/2016/06/qui-radio-internet/ Fri, 24 Jun 2016 13:07:19 +0000 http://www.datamanager.it/?p=104290 Gli operatori del fixed wireless access si coalizzano per promuovere le tecnologie radio per il fatidico “ultimo miglio”. E portare la banda ultralarga anche all’Italia più trascurata Quando parliamo di reti wireless diamo per scontato che il modello che abbiamo in mente è quello della connettività di tipo nomadico, quella degli accessi Wi-Fi di cui […]

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Gli operatori del fixed wireless access si coalizzano per promuovere le tecnologie radio per il fatidico “ultimo miglio”. E portare la banda ultralarga anche all’Italia più trascurata

Quando parliamo di reti wireless diamo per scontato che il modello che abbiamo in mente è quello della connettività di tipo nomadico, quella degli accessi Wi-Fi di cui usufruiamo mentre siamo in attesa al gate dell’aeroporto, o stiamo sorbendo il caffè da Starbucks, o magari nel salotto di casa, come estensione senza-fili della nostra linea Internet in fibra o rame. Eppure non è così, la tecnologia wireless viene da anni utilizzata anche nelle reti di telecomunicazioni e IP fisse anche a livello di dorsale, attraverso i ponti radio, ma soprattutto sul cosiddetto ultimo miglio, per portare connettività nell’abitazione o nell’ufficio di abbonati che non sono facilmente raggiungibili con la fibra ottica e neppure con il doppino di rame, che – tra l’altro -non sempre ha la qualità o la lunghezza in grado di garantire connessioni Adsl a banda larga. Per quanto comprovato e affidabile, il fixed wireless in Italia – che pure è un territorio orograficamente complesso, con una consistente percentuale di abitanti e imprese in piccole località periferiche – ha avuto una funzione secondaria, un po’ di nicchia, senza poter esprimere appieno un potenziale che molti considerano interessante. Soprattutto alla luce degli annosi problemi di digital divide che pesano sulle aree meno infrastrutturate del Paese. Ora tutto questo potrebbe cambiare.


#CFWA Banda Ultra-larga per Tutti @CoalizioneFWA
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Il progetto della Coalizione

Da pochi mesi, è stato ufficialmente varato il progetto della Coalizione del Fixed Wireless Access (CFWA). Una sessantina e più di operatori italiani della filiera della connettività wireless “fissa” ha già aderito e la Coalizione punta con determinazione a diventare un unico e autorevole interlocutore nel dibattito italiano sulla banda ultralarga, quella non inferiore ai 30 megabit al secondo. Le aree che la CFWA sta traguardando sono quelle che la strategia promossa dal governo italiano ha classificato come cluster C e D, proprio dove si concentra l’offerta infrastrutturale delle aziende che hanno aderito alla CFWA, impegnate a portare soluzioni tecnologiche anche a chi, fino ad ora, è stato considerato cittadino di “serie B”.

«Le società appartenenti alla Coalizione non solo hanno sviluppato infrastrutture digitali laddove gli operatori tradizionali non hanno investito. Oggi, grazie al nostro lavoro, un milione di utenti è connesso alla rete» – dice il presidente della CFWA, Luca Spada. Insieme, queste aziende realizzano tre miliardi di fatturato complessivo, un valore importante per l’economia del nostro Paese». La presidenza della Coalizione che intende ricollocare il fixed wireless in un contesto tecnologico e infrastrutturale ancora più strategico sembra tagliato su misura per Luca Spada, un imprenditore di Internet che possiamo annoverare tra i pochi autentici pionieri del settore. La sua prima iniziativa, NGI, un Internet service provider (Isp) legato alle specifiche esigenze del videogame online, risale addirittura al 1998, quando di digital business parlavano solo i visionari veri. Dieci anni fa, nel 2006, Spada ebbe l’intuizione di quella che un anno dopo sarebbe stata battezzata EOLO, una delle prime reti wireless italiane. Oggi, l’obiettivo di Spada e di tutte le aziende che sono entrate a far parte della CFWA è l’affermazione a livello nazionale delle tecnologie per l’ultimo miglio senza-fili, intese non come “ripiego”, ma come soluzione alternativa ma strategica contro il digital divide.

Un approccio unitario

Quando il governo ha preso seriamente in mano il problema dell’ultra broadband, racconta Spada, fissando entro il 2020 il termine utile per dare a tutti gli italiani un servizio di almeno 30 megabit in download (a 100 megabit al secondo per il 50% del territorio), ha delineato le aree del piano Infratel, suddividendole in quattro tipi di cluster. Nelle aree A e B, gli operatori trovano le marginalità per investire in modo autonomo. «I cluster C e D raggruppano le aree rurali più remote, con comuni di meno di 2.500 abitanti, dove gli operatori hanno manifestato il loro disinteresse. Su queste aree il governo si è impegnato a cercare le risorse necessarie per coinvolgere gli operatori e sviluppare un’offerta di servizi». Ed è qui che è nata l’esigenza di creare, con la Coalizione, un interlocutore autorevole. «Oggi, l’associazione, che vanta già più di 60 iscritti con altri 15 in arrivo, ha un elemento di originalità in più, perché non è la classica coalizione verticale, di categoria, ma rappresenta davvero tutti, anche i vendor, i system integrator, le aziende che costruiscono e gestiscono i tralicci radio, gli operatori satellitari». L’esperienza di questi primi dieci anni del fixed wireless è stata molto positiva, abbiamo portato la banda larga in tantissimi comuni e frazioni esclusi dagli accessi Adsl che privilegiavano gli abbonati delle città medio-grandi. «Già a fine 2015, Agcom aveva censito 750 mila accessi fixed wireless, guarda caso l’unico comparto in crescita a fronte della stagnazione dell’Adsl. Ora siamo sicuramente sopra il milione di abbonati, ma in questo mercato la filiera è più lunga, ci sono molti piccoli operatori con poche migliaia di abbonati».


#CFWA Come connettere l’Italia grazie a 60 operatori economici della filiera
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Vigilanza e semplificazione

Nell’insieme, il comparto vale tre miliardi di giro d’affari, ma un approccio unitario è fondamentale in un contesto di pianificazione su scala nazionale, dove la collaborazione tra pubblico e privato sarebbe ostacolata dalla forte granularizzazione dell’offerta. Alla CFWA spetterà un importante ruolo di coordinamento tra i suoi associati, come peraltro auspicato dalla stessa Agcom. Ma come rispondono i fautori del wireless fisso alle legittime perplessità che possono sorgere dal confronto tra le tecnologie convenzionali, soprattutto su fibra ottica, e le onde radio? Quanto è larga davvero la banda della Internet senza fili? Anche qui, la tecnologia si è molto evoluta, ribatte Spada. «Nel 2007, la banda erogata era di 2 megabit al secondo, oggi siamo tranquillamente tra i 20 e i 30 mega e nel giro di due anni si arriverà a 100 megabit, con un percorso tecnologico già stabilito che ci permetterà di centrare pienamente gli obiettivi fissati da Italia digitale per il 2020». Tra l’altro, precisa ulteriormente Spada, uno dei cavalli di battaglia del fixed wireless è la possibilità di offrire al cliente una connessione simmetrica, con la stessa banda in download e in upload. Tra le missioni della Coalizione, conclude il suo presidente, c’è anche quella di vigilare sul fronte normativo, spingendo per esempio affinché alle stazioni radio del fixed wireless possa arrivare una diversificata connettività di “backhaul” con le grandi dorsali degli operatori, o per la semplificazione delle procedure di autorizzazione degli impianti, che favorirà i comuni più piccoli, su cui non possono pesare eccessivi carichi burocratici. Anche così, avverte Spada, possiamo vincere la guerra al digital divide.

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L’India blocca Internet.org: “E’ contro la Net Neutrality” https://www.datamanager.it/2016/02/lindia-blocca-internet-org-la-net-neutrality/ Mon, 08 Feb 2016 15:53:48 +0000 http://www.datamanager.it/?p=94169 L’India ha bloccato FreeBasics, un servizio interno al progetto Internet.org, perché violerebbe la Net Neutrality Qualche tempo fa il CEO di Facebook, Mark Zuckerberg, aveva espresso il pensiero che uno degli obiettivi primari della sua azienda era quello di connettere il mondo. Attraverso il programma Internet.org, che consente di accedere a servizi online di base […]

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L’India ha bloccato FreeBasics, un servizio interno al progetto Internet.org, perché violerebbe la Net Neutrality

Qualche tempo fa il CEO di Facebook, Mark Zuckerberg, aveva espresso il pensiero che uno degli obiettivi primari della sua azienda era quello di connettere il mondo. Attraverso il programma Internet.org, che consente di accedere a servizi online di base anche con una connessione lenta, il social network sta cercando di sconfiggere il Digital Divide globale nelle zone più remote e poco sviluppate del pianeta ma non tutte le nazioni lo hanno accettato allo stesso modo. Internet.org è disponibile in Paesi come lo Zambia o la Colombia ma in India ha avuto un’accoglienza piuttosto fredda.

Il Trai, l’autorità per le telecomunicazioni indiana, ha deciso di bloccare il servizio FreeBasics di Internet.org in quanto viola la Net Neutrality, ovvero la neutralità della Rete. La piattaforma permette di accedere gratuitamente a una lista selezionata di servizi (Facebook compreso) ma nega l’accesso ad altri portali. Nuova Delhi ha preso quindi la decisione di bloccare il servizio in quanto “nessun fornitore di servizi deve offrire o far pagare tariffe discriminatorie per i servizi dati in base al contenuto”. Non è la prima volta che il progetto Internet.org ha problemi in India. Nel 2015 la piattaforma era già stata bloccata una prima volta ed era tornata operativa dopo il successo della campagna “Save FreeBasics in India”. In attesa di una risposta da parte di Facebook, che ha esteso a tutti le dirette streaming di Mentions, molti ritengono che nonostante le limitazioni il servizio sia comunque utile ai cittadini. Nel Paese sono infatti 1.1 miliardi di persone che non possono accedere alla Rete perché sono isolati o non hanno risorse economiche sufficienti.

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