Eni – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Wed, 17 Dec 2025 12:36:27 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png Eni – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Dario Pagani, l’energia dei dati https://www.datamanager.it/2025/12/dario-pagani-lenergia-dei-dati/ Wed, 17 Dec 2025 12:36:18 +0000 https://www.datamanager.it/?p=249840 Innovazione data-driven e approccio human-centric. La forza di intuire nuovi percorsi e il coraggio di intraprenderli. Il futuro è di chi sa immaginarlo La decima edizione di WeChangeIT Forum si apre con un riconoscimento speciale: il premio “Manager dei Dati”, che celebra non solo la competenza tecnica nella gestione dei dati, ma la visione strategica […]

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Innovazione data-driven e approccio human-centric. La forza di intuire nuovi percorsi e il coraggio di intraprenderli. Il futuro è di chi sa immaginarlo

La decima edizione di WeChangeIT Forum si apre con un riconoscimento speciale: il premio “Manager dei Dati”, che celebra non solo la competenza tecnica nella gestione dei dati, ma la visione strategica di chi sa trasformarli in valore e cambiamento. Alla vigilia dei 120 anni dalla nascita di Enrico Mattei – simbolo dell’Italia che ha il coraggio di innovare senza subire l’innovazione – il Premio Manager dei Dati 2025 viene conferito a Dario Pagani, responsabile Digital & Information Technology di Eni e CEO di Eniquantic, per la sua capacità di interpretare e guidare la trasformazione digitale come leva strategica e culturale.

Pagani connette mondi spesso distanti – IT e business, governance e tecnologia, persone e processi – costruendo un modello in cui il dato diventa un asset competitivo e un fattore abilitante di trasformazione. Eniquantic, nata lo scorso anno per sviluppare una macchina quantistica integrata, hardware e software, potrà beneficiare della capacità computazionale dei supercalcolatori HPC (High Performance Computing) di Eni, sia per approfondire le possibili integrazioni tra le architetture quantistiche e quelle classiche, sia per sperimentare l’efficacia di algoritmi che simulano i principi della computazione quantistica su casi d’uso in ambito energetico di diretto interesse di Eni.

Pagani introduce una prospettiva di sviluppo di lungo periodo che integra infrastruttura tecnologica e capacità di guardare al futuro con fiducia, responsabilità e crescita sostenibile. «Un modello che non solo valorizza il capitale intellettuale di Eni, ma apre nuove opportunità nei settori più digital-intensive, puntando su casi d’uso a massimo impatto per il mondo dell’energia». Dai Big Data ai Good Data: l’intelligenza artificiale smaschera l’illusione dell’abbondanza e sposta l’attenione sulla qualità, la struttura e la governance dei dati. Nella visione di Dario Pagani, l’intelligenza artificiale è una «lente» che ci obbliga a cambiare prospettiva. «Le nuove tecnologie ci mostrano che le conoscenze, apparentemente molto ricche, possono rivelarsi limitate se non si basano su dati solidi e strutturati».

Il paradosso che frena l’innovazione

Equilibrio e approccio “tecnopratico” sono la sintesi distintiva del suo stile di leadership, che unisce prospettiva e capacità di ascolto. «Occorre la capacità di vedere oltre, dove gli altri non guardano o non riescono a vedere» – spiega Pagani. È la lezione che viene da Enrico Mattei: «Intuire i percorsi invisibili e avere il coraggio di intraprenderli. Oggi lavoriamo sul calcolo quantistico, sapendo che è un’avventura ambiziosa, ma convinti che lì possa esserci un nuovo vantaggio competitivo». È la differenza tra ricerca e sviluppo: «Non ci limitiamo a studiare, trasformiamo la ricerca in delivery, in soluzioni concrete. Per me, innovazione e operations devono camminare insieme. Non esiste chi innova senza conoscere l’operatività, così come non esiste un buon operation manager senza visione innovativa. E questo, più che competenza tecnica, è cultura d’impresa».

Laurea in Scienze Economiche, milanese di nascita, incrollabile fede nerazzurra. Determinazione, capacità di contaminare conoscenza tecnica e visione strategica non gli fanno difetto. Ci sono momenti in una carriera che segnano una svolta. Per Dario Pagani, quel momento arriva quando, dopo dieci anni nella produzione di Agip, decide di lasciare il cosiddetto core business per dedicarsi all’IT. Una scelta che all’epoca molti giudicano azzardata. L’IT non aveva ancora il ruolo strategico che conosciamo oggi: «Ma ho seguito l’istinto. E i fatti mi hanno dato ragione». La seconda svolta arriva con il passaggio a una grande azienda internazionale. «Volevo confrontarmi con un orizzonte più ampio e un pensiero più grande. Ho sempre creduto che fosse meglio essere l’ultimo dei primi che il primo degli ultimi. E volevo dimostrare che nelle grandi aziende non ci si perde ma ci si realizza».

Per separare l’hype del momento dalle scommesse di lungo periodo – spiega Pagani – servono visione e concretezza. «In azienda devi essere riconosciuto come quello che fa accadere le cose, non come chi le promette e basta». Eni è all’avanguardia del supercalcolo, ma si sta impegnando ora anche in un altro settore strategico: il calcolo quantistico. Una sfida complessa, ma strategica. Alla base, oltre il know-how tecnico, due attitudini imprescindibili: curiosità e generosità. «La curiosità, perché nessuno può permettersi di smettere di studiare. La generosità, perché il cambiamento richiede condivisione e motivazione».

Uno spunto di riflessione importante quando si parla di innovazione e talenti. Pagani mette a nudo un paradosso strutturale che molte grandi organizzazioni conoscono bene: la gestione dei talenti non è soltanto una questione di trovare le persone giuste, ma di saperle condividere e coltivare nei passaggi chiave dell’organizzazione. Se allarghiamo lo sguardo alla cultura dell’innovazione, il messaggio è diretto: senza generosità e senza fiducia non esiste reale capacità di trasformazione. Le tecnologie possono accelerare, ma sono le persone a fare la differenza.

Attenzione alle scorciatoie

La scelta di costruire un computer quantistico full stack, hardware e software, nasce da un’esigenza concreta: «Ci serve oggi e ci servirà ancora di più nei prossimi decenni». Perché nel settore energetico il calcolo quantistico non è un esercizio per il futuro, ma una risposta a esigenze industriali già presenti, che impone anche un ripensamento dell’organizzazione e dell’IT.

Affidarsi a soluzioni “chiavi in mano” significherebbe dipendere dai tempi di maturazione tecnologica dei fornitori e perdere know-how su un dominio strategico. Per gestire la complessità, Pagani crede in due parole chiave: accountability e trust. «Responsabilità e fiducia. Senza questi due elementi, la collaborazione non esiste». Eni ha scelto di investire internamente nell’intelligenza artificiale per non diventare un semplice consumatore di tecnologia. «Non basta avere capacità di calcolo: servono integrazione, software dedicati, competenze. È quello che noi abbiamo perché vogliamo guidare la tecnologia, non subirla. Questo ci dà autonomia e capacità di innovare secondo i nostri bisogni».

E aggiunge un richiamo forte alle competenze umane: «Non vinceremo con i calcoli migliori, ma con la capacità di porci le domande corrette. Servono sensibilità, pensiero critico, cultura. Le scorciatoie tecnologiche rischiano di spegnere passione e pensiero critico. Non possiamo permetterlo».

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Resilienza per la scalabilità, in attesa del salto quantico https://www.datamanager.it/2025/12/resilienza-per-la-scalabilita-in-attesa-del-salto-quantico/ Wed, 17 Dec 2025 12:32:40 +0000 https://www.datamanager.it/?p=249838 Eni spinge su HPC, AI e computing quantistico per conciliare potenza di calcolo e sostenibilità. Dario Pagani: «Servono pragmatismo e visione di lungo periodo» Nel collegare infrastruttura e scalabilità attraverso l’anello della resilienza – intesa non come semplice ripristino dell’operatività ma come capacità di crescere per evoluzioni progressive e salti discontinui – Dario Pagani, responsabile […]

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Eni spinge su HPC, AI e computing quantistico per conciliare potenza di calcolo e sostenibilità. Dario Pagani: «Servono pragmatismo e visione di lungo periodo»

Nel collegare infrastruttura e scalabilità attraverso l’anello della resilienza – intesa non come semplice ripristino dell’operatività ma come capacità di crescere per evoluzioni progressive e salti discontinui – Dario Pagani, responsabile Digital & Information Technology di Eni e CEO di Eniquantic, affronta il nodo della connessione tra energia e digitale. «Il punto centrale – osserva Pagani – non è soltanto la resilienza, ma la sostenibilità di due risorse critiche e sempre più interdipendenti. La resilienza inizia dal pragmatismo: saper selezionare in modo consapevole, disporre delle competenze necessarie per disegnare un percorso evolutivo e avere una visione di lungo periodo». Nel costruire le infrastrutture del futuro per il Paese, sottolinea Pagani, serve una forte attenzione non solo ai risultati di business, ma soprattutto a ciò che non si vede: «L’architettura nascosta che rende possibile ogni forma di innovazione».

Potenza, calcolo e velocità

Riferendosi ai progetti che hanno portato Eni a creare una delle maggiori “fabbriche dei dati” italiane, Pagani riconosce che è fonte di orgoglio vedere l’azienda fondata da Enrico Mattei diventare un player così rilevante nel mondo delle infrastrutture digitali. «Se consideriamo la componente energivora dell’attuale domanda di AI è inevitabile che un operatore come Eni debba essere presente in questa industria per restare competitivo. E se consideriamo l’importanza delle infrastrutture, si comprende benissimo perché Eni sta investendo nel calcolo quantistico» – spiega Pagani.

Anche in questo caso, la ragione è molto pragmatica: «Ci troviamo davanti a sfide che il supercalcolo tradizionale faticherebbe ad affrontare in tempi utili. Quando la capacità computazionale deve affrontare problemi complessi – come l’ottimizzazione energetica, l’analisi molecolare e la modellizzazione del clima – perfino un sistema di supercalcolo come l’HPC6 di Eni (606 PFlops di picco, ad oggi sesto al mondo e primo tra quelli a uso industriale) può non bastare più. Anche il calcolo, insomma, ha bisogno di un salto quantico. Un salto che può incidere sulla sostenibilità energetica: la tecnologia ad atomi freddi su cui Eni sta lavorando per un computer quantistico “full stack” promette consumi inferiori a quelli di un comune asciugacapelli.

Ripensare l’IT dalle fondamenta

Ma dietro il calcolo quantistico c’è un aspetto molto caro a Pagani: la competitività italiana ed europea, non solo sul piano economico ma anche culturale. Ed è qui che il quantum computing si lega alle strategie sull’intelligenza artificiale. «Se parliamo di tecnologia in chiave geopolitica, sono convinto che la frontiera del calcolo quantistico, grazie alle eccellenze presenti in Europa e in Italia, sia una partita ancora aperta». Allo stesso modo resta aperta, per le imprese e per il Sistema Paese, la definizione dei casi d’uso dell’intelligenza artificiale.

Su questo fronte, Pagani lancia una provocazione ai CIO presenti, suggerendo che l’adozione dell’AI non è solo un aggiornamento tecnologico, ma richiede una trasformazione culturale, organizzativa e strategica dell’impresa. «Provate a chiederlo ai vostri colleghi: cosa si aspettano davvero da voi? Le frontiere dell’AI vanno oltre l’automazione di processo. Il nostro è un intero mondo che va ripensato».

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Dario Pagani (Eni), manager dei dati 2025 https://www.datamanager.it/2025/10/dario-pagani-eni-manager-dei-dati-2025/ Tue, 28 Oct 2025 09:00:55 +0000 https://www.datamanager.it/?p=248268 Innovazione data-driven e approccio human-centric tra Quantum e AI La decima edizione di WeChangeIT Forum si apre con un riconoscimento speciale: il premio “Manager dei Dati”, che celebra non solo la competenza tecnica nella gestione dei dati, ma la visione strategica di chi sa trasformarli in valore e cambiamento. Alla vigilia dei 120 anni dalla nascita […]

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Innovazione data-driven e approccio human-centric tra Quantum e AI

La decima edizione di WeChangeIT Forum si apre con un riconoscimento speciale: il premio “Manager dei Dati”, che celebra non solo la competenza tecnica nella gestione dei dati, ma la visione strategica di chi sa trasformarli in valore e cambiamento.

Alla vigilia dei 120 anni dalla nascita di Enrico Mattei – simbolo di un’Italia che ha saputo guidare l’innovazione invece di subirla – il Premio Manager dei Dati di Data Manager viene conferito a Dario Pagani, Head of Digital & Information Technology di Eni e CEO di Eniquantic, per la sua capacità di interpretare e guidare la trasformazione digitale come leva strategica e culturale.

Pagani ha saputo connettere mondi spesso separati – IT e business, governance e tecnologia, persone e processi – costruendo un modello in cui il dato diventa un asset competitivo e un fattore abilitante di trasformazione. Con Eniquantic, ha introdotto una prospettiva di sviluppo di lungo periodo che integra infrastruttura tecnologica e capacità di guardare al futuro con fiducia, responsabilità e crescita sostenibile.

Dai Big Data ai Good Data: l’intelligenza artificiale smaschera l’illusione dell’abbondanza e sposta l’attenzione sulla qualità, la struttura e la governance dei dati. Nella visione di Dario Pagani, l’intelligenza artificiale è una «lente» che ci obbliga a cambiare prospettiva.

«Le nuove tecnologie ci mostrano che le nostre basi di conoscenza, che pensavamo ricchissime, sono in realtà limitate. È come guardare attraverso una nuova lente e scoprire che servono dati migliori, più solidi e strutturati». Per Pagani, la sfida che ci aspetta è quella di sapere bilanciare sicurezza, resilienza e competitività sui mercati. «I dati giocano un ruolo fondamentale e il successo dipende dalla capacità di saperli valorizzare, dalla capacità di trasformare il patrimonio di conoscenza in dati di qualità e più strutturati affinché possano essere una reale leva di valore. La sfida non è solo tecnologica, ma organizzativa e culturale».

Equilibrio e approccio pragmatico alle tecnologie sono la sintesi distintiva del suo stile di leadership, che unisce prospettiva e capacità di ascolto. «Occorre la capacità di vedere oltre, laddove altri non guardano – spiega Pagani. È la lezione che ci viene da Enrico Mattei: intuire i percorsi che non tutti sanno vedere e avere il coraggio di intraprenderli. Oggi lavoriamo sul calcolo quantistico, sapendo che è un’avventura difficile, ma convinti che lì possa esserci un vantaggio competitivo. È la differenza tra “ricerca” e “sviluppo”: non ci limitiamo a studiare, trasformiamo la ricerca in delivery, in soluzioni concrete. Per me innovazione e operations devono camminare insieme. Non esiste chi innova senza conoscere l’operatività, così come non esiste un buon operations manager senza visione innovativa. E questo, più che competenza tecnica, è cultura d’impresa».


WeChangeIT Award

Il Premio Manager dei Dati intende valorizzare le eccellenze professionali che hanno saputo innovare prodotti, servizi, processi e metodi di lavoro all’interno delle loro organizzazioni, coniugando capacità manageriali, creatività, inclusione e scienza dei dati. La procedura di selezione è condotta dalla direzione e dalla redazione di Data Manager sulla base delle informazioni pubbliche dei candidati e delle segnalazioni ricevute nel corso dell’anno.

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Competenze al centro: migliorare il trasferimento tecnologico https://www.datamanager.it/2024/12/competenze-al-centro-migliorare-il-trasferimento-tecnologico/ Mon, 16 Dec 2024 08:37:32 +0000 https://www.datamanager.it/?p=241754 Come affrontare il trilemma della transizione energetica? L’approccio pragmatico di Eni Come si affronta il trilemma della transizione, e cioè l’esigenza di equilibrare le tre dimensioni fondamentali dell’energia: sicurezza, equità e sostenibilità ambientale? E cosa significa mettere le persone al centro di una transizione strettamente legata alla trasformazione digitale? Domande che per un’azienda come Eni costituiscono […]

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Come affrontare il trilemma della transizione energetica? L’approccio pragmatico di Eni

Come si affronta il trilemma della transizione, e cioè l’esigenza di equilibrare le tre dimensioni fondamentali dell’energia: sicurezza, equità e sostenibilità ambientale? E cosa significa mettere le persone al centro di una transizione strettamente legata alla trasformazione digitale? Domande che per un’azienda come Eni costituiscono l’essenza di molte delle operations quotidiane. Dario Pagani, head of Digital&IT di Eni, ha una precisa idea su quale debba essere la strada maestra: «La tecnologia, se utilizzata bene, è una delle leve fondamentali per rispondere alle complessità del contesto attuale. Offre un’opportunità straordinaria per individuare soluzioni efficaci nella riduzione del carbon footprint e, al tempo stesso, si rivela un potente abilitatore per ottimizzare i benefici legati all’uso e allo sviluppo delle fonti rinnovabili».

Se questa è la direzione, sono comunque tante le partite che le aziende sono chiamate a giocare per arrivare a centrare l’obiettivo di rimanere competitive. Dalla data protection alla resilienza della supply chain, dalla capacità di fare previsioni in scenari multirischio a quella di mettere in campo le risorse computazionali necessarie per alimentare le applicazioni dell’AI e la convergenza tra Information technology e operational technology. E poi, ancora, l’imperativo di ridurre i consumi dei data center e di massimizzare la centralità delle competenze per accompagnare il processo di cambiamento. E se quella della sostenibilità è una partita che – secondo Pagani – «si gioca globalmente e non a compartimenti stagni e separati», anche sul fronte delle architetture di computing – «non ci può essere una soluzione universale a cui affidarsi e su cui investire».

Il cloud ibrido e l’edge computing, con la capacità di gestire l’elaborazione dei dati localmente per superare le limitazioni legate alla latenza della connessione, rappresentano componenti essenziali di una soluzione integrata ed efficiente. Ma ciò che serve sempre e comunque – come precisa Pagani – «sono le economie di scala che supportano i progetti di innovazione. Guardando al computing del futuro entrano in gioco infatti altre tecnologie, come la sensoristica certificata by design, il quantum computing e la possibilità di elaborare su larga scala modelli avanzati di AI e di digital twin che rappresentano la nuova frontiera della ricerca nell’ambito dei materiali e dell’efficientamento energetico». L’High performance computing, in quest’ottica, è una risorsa strategica ed Eni, non a caso, è arrivata alla sesta generazione di questi sistemi. Ma ciò che fa la differenza – secondo Pagani – «non sono i petaflops che misurano la capacità di calcolo, bensì la capacità di fare network e di combinare le competenze necessarie per scrivere i software e le applicazioni che generano reale vantaggio competitivo».

Sul capitale umano occorre fare anche un’altra profonda riflessione perché – avverte Pagani – «c’è il rischio reale che la capacità cognitiva di orientamento e di discernimento delle persone possa diminuire». Inoltre, è necessario focalizzare un ultimo aspetto, che Pagani sintetizza così: «Il punto chiave è la capacità di scalare la tecnologia e di portarne tutto il potenziale dentro i processi di business. Questo è il cuore del trasferimento tecnologico».


Stand-up! Dal posizionamento alla presa di posizione

«Ogni estate, trascorro il mese di agosto nella mia casa sulle colline piacentine, in un paesino che d’inverno conta appena 30 abitanti, con un’età media di quasi 90 anni, ma che d’estate si ripopola. È un luogo dell’anima, dove tutti conoscono tutti e tutto ciò che succede. Qui lo stress della città svanisce, insieme alla necessità, che non di rado diventa ossessione, di essere sempre connessi. In questi luoghi, il contatto tra persone supplisce il digital divide. Per tradizione, la cultura della ricerca dei funghi si tramanda gelosamente di generazione in generazione. Un recente episodio mi ha fatto riflettere sull’uso della tecnologia. Nicola, giovanissimo appassionato cercatore di funghi, con l’aiuto della geolocalizzazione ha saputo ritrovare i posti che la nonna gli aveva raccontato. Risultato positivo e grande raccolta di porcini favolosi. Ma quando il segnale è sparito, Nicola non riusciva più a tornare a casa. Morale: è importante che le nuove generazioni imparino a muoversi su vecchi e nuovi sentieri, riuscendo sempre a “tornare a casa”, anche senza il supporto della tecnologia».

 

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Eni firma il Manifesto della Comunicazione non ostile https://www.datamanager.it/2023/07/eni-firma-il-manifesto-della-comunicazione-non-ostile/ Wed, 26 Jul 2023 11:28:09 +0000 https://www.datamanager.it/?p=229974 L’Energy Company è la 48esima azienda ad aderire al decalogo nato per promuovere rispetto e consapevolezza nell’utilizzo delle parole e degli strumenti del digitale Eni S.p.A. firma il Manifesto della comunicazione non ostile: si amplia così la rosa dei partner che hanno scelto di aderire al decalogo ideato dall’Associazione Parole O_Stili, nata nel 2017 con […]

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L’Energy Company è la 48esima azienda ad aderire al decalogo nato per promuovere rispetto e consapevolezza nell’utilizzo delle parole e degli strumenti del digitale

Eni S.p.A. firma il Manifesto della comunicazione non ostile: si amplia così la rosa dei partner che hanno scelto di aderire al decalogo ideato dall’Associazione Parole O_Stili, nata nel 2017 con l’obiettivo di portare avanti un’azione di sensibilizzazione per contrastare l’uso violento delle parole e la comunicazione aggressiva online.

Comportamenti questi che preoccupano quasi 9 italiani su 10. Secondo i risultati della recente indagine svolta da SWG per Parole O_Stili, in occasione dell’edizione 2023 del Festival della comunicazione non ostile, infatti, l’86% si dice abbastanza o molto preoccupato per la presenza di commenti volgari, offensivi e violenti in rete e li reputa un “problema per la società di oggi”, mentre l’82% del campione reputa non solo l’hate speech, la comunicazione ostile in Rete, ma anche le fake news la “nuova normalità”, il nuovo modo di comunicare online e offline.

Eni è la 48esima azienda ad aderire al Manifesto che, nei sei anni dal suo lancio, è stato sottoscritto da oltre 300 comuni, 92 altri enti e istituzioni e decine di migliaia di cittadini.

A firmare il Manifesto, insieme alla presidente di Parole O_Stili, Rosy Russo, Erika Mandraffino, Director Comunicazione Esterna di Eni che ha sottolineato come l’adesione all’iniziativa si inserisca all’interno del quadro di valori che l’Azienda promuove sul tema dell’inclusività e sul benessere della propria community, interna ed esterna.

L’adesione al Manifesto rappresenta, inoltre, un’ulteriore tappa di consolidamento nel rapporto tra Eni e Parole O_Stili, avviato proprio in occasione dell’ultima edizione del Festival della Comunicazione non ostile, della quale la società è stato main sponsor.

Le parole sono reali. Anche quando scritte e inserite in un contesto virtuale non cessano di definire e agire sulla realtà. Coscienti di questo, e attivi nella creazione di un ambiente di lavoro libero da violenze e molestie, con la firma al “Manifesto della comunicazione non ostile” Eni si impegna a continuare a perseguire, diffondere e promuovere l’utilizzo di un linguaggio positivo, inclusivo, aperto e corretto. Un linguaggio che, anche nel disaccordo, non sia mai offensivo, irresponsabile, coercitivo. Ogni persona ha il diritto di svolgere la propria professione libera da ogni tipo di abuso, per questo in Eni ogni forma di discriminazione e molestia non è tollerata, a partire dalle espressioni verbali. Come stabilito dal Codice Etico e riaffermato nella Zero Tolerance Policy, l’Azienda si impegna a garantire un ambiente di lavoro sempre migliore, caratterizzato da correttezza, uguaglianza e rispetto della dignità della persona.

“Dare il benvenuto a Eni all’interno della nostra community – spiega Rosy Russo, Presidente di Parole O_Stili – ci permette non solo di poter contare sulla partnership di una realtà aziendale importante e centrale per lo sviluppo del Paese, ma anche di amplificare la voce del nostro Manifesto raggiungendo e coinvolgendo le migliaia di persone che lavorano all’interno dell’azienda. Un segno tangibile anche dell’importanza che Eni attribuisce alle relazioni, dentro e fuori gli ambienti lavorativi. Perché è proprio questa una delle mission del nostro progetto, arrivare alle persone e dare strumenti concreti per migliorare interazioni e rapporti.”

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App Eni Live: la soluzione di pagamento PayPal ora disponibile https://www.datamanager.it/2023/05/app-eni-live-la-soluzione-di-pagamento-paypal-ora-disponibile/ Mon, 15 May 2023 14:09:01 +0000 https://www.datamanager.it/?p=227805 Eni Sustainable Mobility e PayPal annunciano che PayPal è ora disponibile per il rifornimento tramite l’App Eni Live. L’accordo tra le due aziende è valido nei punti vendita Eni in tutta Italia e offre agli utenti di Eni Live la possibilità di pagare in modo ancora più semplice e veloce tutti i prodotti dell’offerta fuel […]

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Eni Sustainable Mobility e PayPal annunciano che PayPal è ora disponibile per il rifornimento tramite l’App Eni Live.

L’accordo tra le due aziende è valido nei punti vendita Eni in tutta Italia e offre agli utenti di Eni Live la possibilità di pagare in modo ancora più semplice e veloce tutti i prodotti dell’offerta fuel tra cui Super, Diesel, Diesel+, Blue Super +, GPL, biometano, AdBlue e il nuovo HVOlution, il biocarburante prodotto con 100% di materie prime rinnovabili.

Eni Live è un’app che si rivolge a clienti privati, business e Multicard, ai quali mette a disposizione tanti servizi per rendere l’esperienza nelle stazioni di servizio sempre più efficiente, automatizzata e sicura.

L’inserimento di PayPal tra le modalità di pagamento disponibili nell’app Eni Live segue l’introduzione di PayPal nell’app di Enjoy, il servizio di car sharing di Eni Sustainable Mobility, attiva da giugno 2022 e molto apprezzata dai clienti che scelgono la mobilità condivisa. L’ampliamento della collaborazione tra Eni e PayPal riflette un impegno a lungo termine, da parte di entrambe le società, nel contribuire a rendere più veloce, flessibile, semplice e fruibile l’esperienza di pagamento per il rifornimento presso le stazioni di servizio Eni e potrebbe essere estesa in futuro a molti altri servizi legati alla mobilità a cui è possibile accedere dall’app Eni Live.

I clienti possono installare sul proprio smartphone l’app Eni Live, disponibile per Android, iOS  e Huawei e registrarsi, oppure accedere all’app già scaricata e in cui è presente il loro account. Dalla sezione Profilo si può scegliere PayPal come metodo di pagamento e configurare il proprio account in pochi passaggi. Una volta arrivati alla stazione di servizio ed effettuato il rifornimento, la transazione viene effettuata direttamente dall’app, nella quale si può trovare anche la ricevuta dell’acquisto in tutta comodità. Anche il pagamento tramite PayPal con l’app Eni Live consente ai clienti di partecipare al programma a premi Eni Live Play.

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Efficienza energetica green in sicurezza https://www.datamanager.it/2022/12/efficienza-energetica-green-in-sicurezza/ Wed, 14 Dec 2022 08:06:56 +0000 https://www.datamanager.it/?p=223133 La transizione energetica non può essere slegata dalla transizione digitale.  Ma quali sono le componenti di questo passaggio epocale e quali le priorità da affrontare? Secondo Dario Pagani, responsabile Digital & Information Technology di Eni «È ormai consuetudine chiamarle transizioni gemelle. Nei fatti, la transizione energetica ha avuto un’accelerazione nell’ultimo periodo a causa della situazione […]

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La transizione energetica non può essere slegata dalla transizione digitale.  Ma quali sono le componenti di questo passaggio epocale e quali le priorità da affrontare?

Secondo Dario Pagani, responsabile Digital & Information Technology di Eni «È ormai consuetudine chiamarle transizioni gemelle. Nei fatti, la transizione energetica ha avuto un’accelerazione nell’ultimo periodo a causa della situazione geopolitica. Come azienda – afferma Pagani – abbiamo intrapreso un percorso già da qualche anno per raggiungere l’obiettivo zero emissioni entro il 2050. Il digitale ci permette due cose importanti: la prima è di lavorare in modo più sicuro grazie a sistemi di controllo, AI e Machine Learning; la seconda riguarda invece le nuove opportunità legate alla trasformazione energetica, come l’economia circolare e le fonti energetiche rinnovabili. Partendo dall’ambito di ricerca e sviluppo e con l’aiuto, per esempio, della capacità modellistica del digital twin, riusciamo a verificare le ricerche più promettenti e profittevoli già in fase di studio, senza aspettare che vengano realizzati i primi prototipi».

Su questo fronte, negli anni, Eni ha ottenuto grandissimi risultati. Da tempo la società dell’energia ha investito sia in capacità interne, per scrivere algoritmi, sia in risorse per gestire le grandi potenze di calcolo. Oggi le nuove frontiere energetiche vanno dalla modellizzazione dei campi eolici all’ottimizzazione dell’utilizzo dell’energia dalle risorse delle onde marine. Inoltre, per Eni la fusione a confinamento magnetico ha un ruolo centrale nella ricerca tecnologica finalizzata al percorso di decarbonizzazione, in quanto potrà consentire all’umanità di disporre di grandi quantità di energia prodotta in modo sicuro, pulito e virtualmente inesauribile.

«Il nostro Green Data Center un esempio di digitale sostenibile»

UN GREEN DATA CENTER

Un esempio di potenza di calcolo e sostenibilità ambientale è il Green Data Center di Ferrera Erbognone, in provincia di Pavia, che racchiude i sistemi informatici centrali di elaborazione di Eni, l’informatica gestionale e le applicazioni Oil & Gas. Il Green Data Center Eni ospita HPC5, uno dei supercomputer più potenti e più efficienti del mondo. «Per dimensioni, concentrazione, trasporto, smaltimento termico ed efficienza complessiva, il nostro Data Center presenta alcuni tra i più complessi problemi di gestione dell’energia» spiega Pagani. «La struttura è stata realizzata con l’obiettivo di garantire altissima affidabilità per tutte le esigenze informatiche aziendali e ottenere risultati di efficienza energetica green. Fin dalla sua inaugurazione, nel 2013, ha conseguito risultati di assoluta eccellenza a livello mondiale. Nel 2021 il suo PUE, power usage effectiveness, cioè il rapporto tra consumo elettrico complessivo e consumo dei soli apparati informatici, è stato pari a 1,166 a fronte di una media mondiale di 1,620». Pagani non dimentica la sicurezza, che è la faccia nera della luna quando ci si spinge verso la digitalizzazione. «Occorre proteggersi sia in modo nativo da ipotetici attacchi, sempre più frequenti e sofisticati, sia attraverso la formazione continua», conclude Pagani.

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ENI Francia grazie a Liferay offre ai propri clienti un’esperienza digitale moderna https://www.datamanager.it/2022/07/eni-francia-grazie-a-liferay-offre-ai-propri-clienti-unesperienza-digitale-moderna/ Wed, 27 Jul 2022 09:13:06 +0000 https://www.datamanager.it/?p=220954 Utenti privati e business beneficiano di aree clienti personalizzate e sicure per la gestione e il controllo dei propri consumi energetici ENI Francia, secondo fornitore di gas naturale in Francia e presente dal 2017 anche nel mercato dell’elettricità, grazie a Liferay ha rinnovate aree clienti del proprio sito per fornire un servizio migliore ai propri […]

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Utenti privati e business beneficiano di aree clienti personalizzate e sicure per la gestione e il controllo dei propri consumi energetici

ENI Francia, secondo fornitore di gas naturale in Francia e presente dal 2017 anche nel mercato dell’elettricità, grazie a Liferay ha rinnovate aree clienti del proprio sito per fornire un servizio migliore ai propri utenti. Tra i benefici che la soluzione di Liferay offre, l’autonomia di ogni cliente nella gestione dei propri contratti, la possibilità di avere un’unica interfaccia che semplifica la gestione dei contenuti (notizie e documenti), il monitoraggio dei consumi e fatturazione, la gestione dei profili e l’amministrazione degli account.

Eni in Francia conta 1 milione di clienti sul mercato dell’energia (gas ed elettricità) grazie a offerte e servizi innovativi che permettono ai propri clienti di gestire al meglio la propria bolletta energetica.

Un’area cliente personalizzata

Con oltre un milione di clienti privati e 73.000 clienti business, per Eni la soddisfazione del cliente è tutto. Eni desiderava offrire una migliore esperienza al cliente attraverso il self-service (download delle bollette, visualizzazione dei consumi energetici, ecc.), aree clienti più efficienti per ridurre il numero di chiamate al servizio clienti e facilitare la manutenzione di tali aree nonché la loro integrazione con le applicazioni aziendali esistenti (CRM, fatturazione, ecc.). Non per ultimo, mettere in sicurezza i dati del cliente.

Inizialmente, Il Gruppo aveva avviato una prima revisione dell’area clienti dedicata alle attività professionali, condotta dal dipartimento IT, dai team di marketing, dagli owner dei progetti e dai customer operation, con l’obiettivo di rispondere al meglio alle esigenze dei clienti, riducendo al contempo i costi sostenuti per lo sviluppo specifico.

Tra gli obiettivi anche la messa in sicurezza dei dati e l’integrazione dei sistemi esistenti. Dal punto di vista aziendale, “avevamo bisogno di flessibilità, autonomia e un’unica interfaccia per semplificare la gestione dei contenuti”, ha spiegato Emilie Reigneau, Digital Transformation Program Manager.

La soluzione Liferay è stata scelta a seguito di una gara d’appalto, per le sue capacità di personalizzazione e integrazione con i sistemi esistenti. Successivamente, l’area clienti dedicata ai privati è stata a sua volta riprogettata per raggiungere gli stessi obiettivi di modernizzazione.

Un’architettura multi-sito

A differenza dei privati, i clienti business, possono avere migliaia di contratti da gestire. Ciò richiede un’architettura multi-sito per un migliore monitoraggio e analisi di ciascun sito.
Tuttavia, sia i privati che le aziende beneficiano ugualmente di funzionalità comuni:

  • Visualizzazione dei dati: i clienti possono modificare i propri dati personali e accedere allo storico dei propri consumi e dei dati di fatturazione.
  • Documentazione: è possibile scaricare i documenti contrattuali e tutte le fatture.
  • Fatturazione: i clienti possono pagare le loro bollette on line, aderire al sistema di addebito diretto e alla fatturazione elettronica.
  • Lettura automatica del contatore: ciò è possibile grazie a un’interfaccia dedicata alla fatturazione che mette in evidenza il consumo effettivo del cliente.
  • News: notizie sempre aggiornate per informare il cliente su diversi argomenti.
  • FAQ & Contatti: per supportare i clienti e per contattare il servizio clienti.

Oltre a queste funzionalità, ogni cliente business beneficia di diritti amministrativi personalizzati sul proprio account. L’amministratore gestisce i vari siti dei clienti e ogni sito è in grado di visualizzare il proprio account. A seconda del contratto, i clienti possono usufruire dei dati di consumo giornalieri e possono configurare soglie di consumo per essere avvisati in caso di superamento delle soglie autorizzate. La fatturazione può essere centralizzata o decentralizzata a seconda delle esigenze. Infine, è possibile determinare gli indicatori di monitoraggio che più interessano e confrontare una serie di siti o periodi diversi.

In definitiva grazie alla soluzione di Liferay, i team di marketing sono autonomi nella gestione dei contenuti, mentre i clienti effettuano meno chiamate al servizio clienti.

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Eni seleziona le migliori startup per sviluppare soluzioni innovative in ambito Industrial IoT https://www.datamanager.it/2022/05/eni-seleziona-le-migliori-startup-per-sviluppare-soluzioni-innovative-in-ambito-industrial-iot/ Thu, 19 May 2022 14:43:50 +0000 https://www.datamanager.it/?p=219145 Eni e Cariplo Factory (l’hub di innovazione creato da Fondazione Cariplo nel 2016) annunciano i vincitori di Industrial IoT, l’iniziativa di open innovation dedicata alle startup che operano in ambito Internet of Things. Delle 85 startup candidatesi da tutto il mondo (24% Italia, 39% Europa, 14% USA, 5% Canada, 19% altri Paesi), sono state selezionate: […]

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Eni e Cariplo Factory (l’hub di innovazione creato da Fondazione Cariplo nel 2016) annunciano i vincitori di Industrial IoT, l’iniziativa di open innovation dedicata alle startup che operano in ambito Internet of Things.

Delle 85 startup candidatesi da tutto il mondo (24% Italia, 39% Europa, 14% USA, 5% Canada, 19% altri Paesi), sono state selezionate: Sanchip, Enging, Feelit, Petasense, Sensorfield.

La Call for Innovation Industrial IoT ha come obiettivo principale l’individuazione e l’implementazione di soluzioni innovative per il monitoraggio degli asset industriali e per l’integrazione e l’elaborazione dei dati provenienti dai sensori degli impianti. Le 5 startup che hanno presentato le migliori soluzioni avvieranno incontri con Eni per individuare possibili aree di collaborazione. I team di innovatori potranno confrontarsi con l’azienda, mettere alla prova il potenziale innovativo dei loro prodotti e servizi in un settore di grande rilevanza come quello dell’Internet of Things applicato all’industria.

L’ambito dell’Industrial IoT fa riferimento a sensori, strumenti di misurazione e altri dispositivi connessi, collegati in rete con una moltitudine di applicazioni industriali. Questa connessione permette la raccolta, lo scambio e l’analisi dei dati, abilitando processi più virtuosi e sostenibili sia in termini di produttività sia in termini di efficienza.

Focus sulle startup che sono state selezionate:

  • Sanchip è un’innovativa realtà italiana che ha sviluppato un lab-on-chip per il monitoraggio in tempo reale dei fluidi lubrificanti. Sfruttando sensori plug-and-play integrati ai circuiti proprietari, la startup è in grado di fornire un’analisi autonoma, rapida e completa sugli oli lubrificanti includendo parametri quali temperatura, viscosità, contenuti acquosi e detriti ferrosi.
  • Enging offre soluzioni hardware e software per la lettura di variabili elettriche e il monitoraggio di trasformatori, turbine eoliche e motori. La soluzione sfrutta dispositivi installati all’interno dei quadri elettrici dei macchinari, eliminando la necessità di certificazioni per l’impiego in zone esplosive, utilizzando modelli matematici per l’analisi predittiva che non richiedono la raccolta di dati storici.
  • Feelit è una startup israeliana che ha sviluppato una tecnologia di rilevamento basata su sensori adesivi nanotecnologici stampati, facilmente applicabili ai punti nevralgici degli asset industriali e particolarmente adatti al monitoraggio di pompe, valvole e trappole vapore.
  • Petasense è una startup americana che offre una soluzione end-to-end e plug and play per il monitoraggio degli asset industriali. Tramite sensori a batteria consente la raccolta e la contestualizzazione su piattaforma proprietaria di informazioni su temperatura e vibrazioni triassiali dei macchinari rotanti, garantendo la possibilità di integrazione dei dati anche da sensori di terze parti.
  • Sensorfield è una realtà americana che ha sviluppato dei sensori calamitati alimentati a batteria ed energia solare per il monitoraggio degli asset industriali. Il sensore ingegnerizzato dalla startup permette di analizzare temperatura, pressione, vibrazioni e livello di fluidi degli asset, raccogliendo tali dati in tempo reale su una piattaforma integrata.

Il Selection Day, in cui gli imprenditori hanno presentato a una platea di esperti le soluzioni innovative, è il risultato di un percorso progettuale iniziato a marzo con il coinvolgimento delle unità Digital e delle aree tecniche di Operations and Maintenance e la definizione degli ambiti di innovazione con i relativi obiettivi.

Due le aree di interesse su cui si è focalizzata la ricerca:

  • Make sense of things: sensoristica IoT per il monitoraggio degli asset industriali con particolare attenzione a sensori capaci di monitorare temperatura, vibrazione, pressione ed altri parametri con caratteristiche di energy harvesting avanzato, di facile installazione e certificati per utilizzo in ambiente “ostile”;
  • Make sense of data: soluzioni in grado di integrare dati provenienti da sensori dell’impianto ed effettuare correlazioni avanzate tra dati di diverse fonti per alerting in caso di problematiche e prediction sullo stato dell’impianto.

Con questo progetto, Eni compie un ulteriore passo nel percorso di trasformazione digitale, contribuendo allo sviluppo di un ecosistema virtuoso con le startup nel segno dell’innovazione, leva fondamentale per raggiungere gli obiettivi strategici della società.

Cariplo Factory è uno dei principali player di open innovation che dal 2018 supporta Eni nella valorizzazione dell’ecosistema italiano e del ruolo delle startup nella trasformazione digitale del Paese.

“Abbiamo lanciato questa call su temi di Industrial IoT per individuare soluzioni innovative per il monitoraggio degli asset industriali e per la correlazione avanzata tra dati in ambito alerting e prediction – sostiene Dario Pagani, Head of Digital & Information Technology – Sono molti gli ambiti in cui dati e sensoristica avanzata possono offrire grandi vantaggi. Siamo molto interessati a valutare le soluzioni scelte per poter definire al meglio gli use cases di successo.”

“L’iniziativa lanciata da Eni è particolarmente rilevante nel contesto attuale, in cui l’Internet of Things è uno dei principali trend trasformativi e sta rivoluzionando diversi settori industriali. E in questo ambito sono molte le startup che si distinguono per l’eccellenza dei loro progetti. Tra queste, sono state selezionate le soluzioni più innovative e più adatte – afferma Enrico Noseda, Chief Innovation Advisor di Cariplo Factory. – Siamo orgogliosi della collaborazione con Eni, che conferma ancora una volta quanto sia importante oggi favorire la contaminazione delle idee e delle competenze.”

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Eni main partner di Zero, l’acceleratore italiano per le start-up Cleantech https://www.datamanager.it/2021/04/eni-main-partner-di-zero-lacceleratore-italiano-per-le-start-up-cleantech/ Tue, 27 Apr 2021 12:47:13 +0000 https://www.datamanager.it/?p=209024 Alla scoperta di Zero, l’acceleratore di start-up innovative lanciato da Cassa Depositi e Prestiti in collaborazione con Joule, la Scuola d’Impresa di Eni. Uno dei punti di maggior impatto per l’economia globale del Next Generation UE, il piano di ripresa europea stilato alla Commissione di Bruxelles, riguarda il sostegno a idee imprenditoriali volte alla transizione […]

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Alla scoperta di Zero, l’acceleratore di start-up innovative lanciato da Cassa Depositi e Prestiti in collaborazione con Joule, la Scuola d’Impresa di Eni.

Uno dei punti di maggior impatto per l’economia globale del Next Generation UE, il piano di ripresa europea stilato alla Commissione di Bruxelles, riguarda il sostegno a idee imprenditoriali volte alla transizione verso un’economia “climaticamente neutra”. Questo vuol dire non solo favorire la nascita di idee “verdi”, che facciano dell’innovazione un motore di crescita sostenibile, ma anche realizzarle concretamente, per promuovere uno switch culturale necessario. Al di là delle iniziative europee, tanti paesi si stanno già muovendo verso la promozione di programmi green e l’Italia è tra i più attivi. Basti pensare che, secondo il Rapporto 2020 Greenitaly di Symbola-Unioncamere, sono oltre 432mila le imprese italiane dell’industria e dei servizi con dipendenti che hanno investito negli ultimi 5 anni in prodotti e tecnologie green. Molte delle imprese italiane, nonostante la crisi prodotta dal Covid-19, non hanno rinunciato a innovare e scommettere sulla sostenibilità ambientale, anzi, alcune hanno deciso di alzare la posta per essere ancora più competitive e resilienti.


Nasce #Zero, l’acceleratore di #startup innovative nel settore cleantech del @GruppoCDP Venture Capital Sgr in collaborazione con #Joule, la scuola gratuita d’Impresa di @EniItalia #ad
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Si inserisce proprio in tale filone la nascita di Zero, il nuovo Acceleratore di start-up in ambito Cleantech. Nato dalla volontà di Cassa Depositi e Prestiti di creare una Rete Nazionale di Acceleratori fisici ad alta specializzazione, Zero si pone l’obiettivo di ampliare le competenze imprenditoriali verso i sentieri della sostenibilità, un tema che ricorre oramai da anni e che sembra aver beneficiato di un boost evidente a seguito degli interrogativi posti dalla pandemia su come coniugare innovazione e rispetto dell’ambiente.

La sede di Zero e l’impegno di Eni

Eni, attraverso la Scuola  d’Impresa Joule, nata per promuovere l’imprenditorialità innovativa e  sostenibile, è main partner di Zero. Acea, Maire Tecnimont e Microsoft Italia sono invece i corporate partner dell’iniziativa. Il programma di accelerazione sarà gestito da LVenture Group e Elis, che investiranno assieme a CDP Venture Capital Sgr nelle startup selezionate. Per cominciare, vi sarà una dotazione iniziale di 4,6 milioni di euro, a cui seguiranno ulteriori 1,8 milioni di euro, sottoscritti per i successivi passaggi.

Idee sostenibili per il business del futuro

Con Zero, i fautori mirano a supportare nascita e crescita, in tre anni, di 30 startup e PMI innovative, sia italiane che internazionali, qualora vogliano sviluppare il proprio business aprendo una sede operativa in Italia. Secondo criteri legati al potenziale di crescita e alla capacità di affrontare le sfide tecnologiche del settore, l’Acceleratore Zero selezionerà le migliori idee per progetti e soluzioni tecnologiche finalizzate a minimizzare l’impatto carbonico, agevolare la riduzione delle emissioni, ottimizzare il ciclo dei rifiuti, velocizzare i processi di transizione energetica e favorire l’economia circolare. Non è un caso se proprio l’Italia sia al primo posto per l’economia circolare in certi scenari, come l’industria del legno arredo, dove il 93% dei pannelli truciolari nel nostro Paese è composto da legno riciclato.

Il percorso di accelerazione

La call per la selezione delle startup e delle PMI innovative si è aperta il 14 aprile 2021 sul sito del programma. Ciascuna startup selezionata  parteciperà a un percorso di accelerazione della durata di cinque mesi, con il supporto di mentor, corporate partner e investitori selezionati. Sede fisica del programma è l’area di coworking di Joule, nel Gazometro di Roma Ostiense. Si tratta di un luogo simbolo, dalla concreta valenza industriale, visto che è stato realizzato agli inizi del Novecento e che Eni ha scelto di trasformare in un grande distretto dell’innovazione italiana, una sorta di luogo di rinascita produttiva dopo la crisi generata dall’emergenza sanitaria.

In collaborazione con Eni

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