finanziamento – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Mon, 23 Oct 2017 09:16:13 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png finanziamento – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Crowdfunding e mecenatismo digitale https://www.datamanager.it/2017/10/crowdfunding-mecenatismo-digitale/ Mon, 23 Oct 2017 09:16:13 +0000 http://www.datamanager.it/?p=133522 Una parte sempre più importante della creatività e dell’innovazione si esprime attraverso le piattaforme di crowdfunding. Tuttavia, la dimensione reale del loro impatto non è ancora del tutto compresa Con una lungimiranza che valse la perennità del suo nome nei secoli successivi, Gaio Cilnio Mecenate fu tra i primi a comprendere che se la politica […]

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Una parte sempre più importante della creatività e dell’innovazione si esprime attraverso le piattaforme di crowdfunding. Tuttavia, la dimensione reale del loro impatto non è ancora del tutto compresa

Con una lungimiranza che valse la perennità del suo nome nei secoli successivi, Gaio Cilnio Mecenate fu tra i primi a comprendere che se la politica voleva continuare a mantenere il proprio primato in una società sempre più articolata e complessa era indispensabile una trasformazione sostanziale delle logiche di gestione del consenso e dell’influenza. Poiché, oltre a essere buon amico di Augusto, intendeva anche essere buon consigliere dell’Imperatore, Mecenate animò attorno a sé un circolo di artisti e letterati di cui sostenne la produzione intellettuale, contribuendo a rafforzare l’immagine dell’Impero e l’azione politica di Augusto. Nel corso di venti secoli, le pratiche del mecenatismo sono andate moltiplicandosi, assumendo forme e meccanismi sempre nuovi, attraversando la storia anche nei momenti più oscuri della produzione culturale.

NUOVI MECENATI, PICCOLI E GRANDI

Venti secoli dopo Mecenate, in un’epoca dove il web è diventato il principale strumento per la creazione e la distribuzione dei contenuti a livello globale, creativi e intellettuali provenienti da ogni parte del mondo si rivolgono alle piattaforme di crowdfunding, come ArtistShare, Indiegogo, Kickstarter, Patreon, esprimendo la propria creatività e condividendo la propria visione del mondo. Dopo oltre dieci anni (ArtistShare fu fondata nel 2003), il cosiddetto reward-based crowdfunding si è rivelato il modello di maggiore successo per dare spazio alla creatività, digitale e non, attraverso un meccanismo di mecenatismo orizzontale interamente veicolato attraverso i canali digitali. Nuove piattaforme continuano a emergere (Patreon risale al 2013), a riprova del fatto che nonostante il mercato sia ormai densamente popolato, di fatto esiste una offerta di creatività che ampiamente oltrepassa anche gli spazi proposti da operatori di grande notorietà come Kickstarter. Da quando è stato fondato nel 2009, Kickstarter ha raccolto “pleadges” per oltre 3 miliardi di dollari da oltre 13 milioni di “mecenati”, piccoli e grandi, per finanziare oltre 130mila progetti creativi, con uno spazio di sperimentazione vastissimo: da semplici giochi da tavolo come Exploding Kittens fino a innovazioni di prodotto come Oculus Rift, passando per operazioni di re-design come Coolest Coolers. Il meccanismo di tali piattaforme si è rivelato talmente efficace che il passo successivo è stato l’adattamento a nuovi obiettivi, come il sostegno e la promozione di nuove forme di imprenditorialità, consentendo la partecipazione al capitale di startup e new business attraverso le piattaforme di equity crowdfunding, portando liquidità in settori da sempre caratterizzati da grandi difficoltà di finanziamento attraverso i canali tradizionali.

FINANZIAMENTO DEI PROGETTI CREATIVI

Che le piattaforme di crowdfunding esercitino una influenza effettiva sul finanziamento dei progetti creativi è ormai entrato nel senso comune, un fatto che si potrebbe intuire anche senza ulteriori approfondimenti. Invece, non è affatto banale misurare l’estensione dell’influenza esercitata dalle piattaforme sulla promozione di specifiche iniziative creative, soprattutto attraverso il meccanismo della selezione editoriale (“staff picks”). Come è ben noto, quando si propone il finanziamento di un progetto su Kickstarter, occorre stabilire un obiettivo definito per la raccolta di fondi: il progetto viene finanziato con successo quando tale obiettivo è raggiunto (e in alcuni casi superato enormemente), altrimenti il progetto non riceve alcun finanziamento. Alcuni progetti, invero una discreta minoranza, ricevono una particolare attenzione dallo staff editoriale della piattaforma e dunque vengono evidenziati in modo specifico, sia nella “vetrina” della landing page, sia attraverso specifici filtri di selezione, sia nel ranking delle ricerche. Esaminando un campione di circa 170mila progetti estratto dagli oltre 260mila esposti su Kickstarter dall’aprile 2009 al maggio 2017, è possibile farsi un’idea piuttosto accurata di quanto la selezione editoriale eserciti una influenza sempre più essenziale, e di quanto il supporto promozionale delle piattaforme possa risultare determinante nel decidere il successo di un progetto.


#crowdfunding Le regole del nuovo #mecenatismo Giancarlo Vercellino @IDCItaly
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SELEZIONE DEI PROGETTI

I fondi raccolti per singolo progetto si attestano su una mediana generale di circa 1000 dollari, includendo sia i progetti che hanno raggiunto il proprio obiettivo, e dunque sono stati finanziati, sia i progetti che hanno mancato tale obiettivo, e non hanno quindi ottenuto nessun finanziamento. Nel campione esaminato, soltanto il 13 per cento dei progetti è stato oggetto di una specifica attenzione da parte dello staff di Kickstarter: si tratta di circa 20mila progetti su circa 170mila. La stessa statistica cambia radicalmente di ordine di grandezza quando si osserva rispetto al filtro della selezione editoriale: la mediana dei fondi raccolti dagli staff picks sale a 10mila dollari, mentre scende a circa 600 dollari se il progetto non è stato messo in evidenza. Stessa dinamica, con effetti ancora più marcati, se si osservano i dati al 25esimo e al 75esimo percentile, dove la mediana dei progetti selezionati ha un valore rispettivamente di 5 e 10 volte superiore rispetto alla statistica generale, mentre nei progetti che non sono stati oggetto di selezione editoriale il valore mediano dei fondi raccolti tendenzialmente si dimezza. Il 25esimo percentile dei progetti selezionati dallo staff della piattaforma raccoglie fondi come il 75esimo percentile di tutti i progetti: lo staff picks equivale a un balzo di circa una cinquantina di percentili rispetto alla frequenza generale.

L’INDIRIZZAMENTO DEI FONDI

Come è facile immaginare, la selezione editoriale ha un impatto significativo anche sulla probabilità di raggiungere gli obiettivi di raccolta fondi e quindi di finanziamento effettivo di un progetto. Il rapporto (“odd for”) tra progetti finanziati con successo e progetti che non hanno raggiunto l’obiettivo minimo di raccolta fondi è di circa 0,8. Nei progetti che sono stati scelti dallo staff, l’odd è di 4,7, quasi sei volte maggiore rispetto al dato generale del campione. Inutile osservare che la probabilità di essere finanziati con successo cala drasticamente in tutti gli altri casi di iniziative che vengono, a ragione o torto, ignorate dallo staff della piattaforma (in questi casi l’odd si riduce a 0,6). L’odd dei progetti è caratterizzato da una grande variabilità, risultando estremamente sensibile sia alla categoria del progetto sia alla nazionalità del team. La scelta editoriale esercita la massima influenza su categorie come i film e la musica, mentre ha un impatto piuttosto limitato su altre come crafts e food. Gli staff picks hanno un impatto più ampio sulle iniziative provenienti dalle nazioni anglosassoni, in primo luogo USA, Gran Bretagna, Canada, Australia e Nuova Zelanda (l’unica non anglosassone a beneficiarne più o meno allo stesso modo è la Germania). Se questi dati venissero confermati nel corso del tempo, si potrebbe facilmente arguire che le piattaforme di crowdfunding guidano in misura decisiva, e con grande efficacia, l’indirizzamento dei fondi tra gli innumerevoli progetti che vengono loro sottoposti, svolgendo una funzione che travalica quella del mecenatismo così come tradizionalmente inteso. Chissà cosa avrebbe pensato Gaio Cilnio Mecenate di questi anonimi editori e curatori che si nascondono dietro le piattaforme di crowdfunding, esercitando una capacità di influenza invidiabile a tanti uomini della politica e della finanza.

Giancarlo Vercellino, research & consulting manager di IDC Italia

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Bassilichi: il mutuo diventa Fast https://www.datamanager.it/2017/10/bassilichi-mutuo-diventa-fast/ Tue, 03 Oct 2017 12:43:05 +0000 http://www.datamanager.it/?p=132141 Bassilichi lancia una nuova gamma di soluzioni in outsourcing che rendono veloce, sicuro ed efficiente il processo di erogazione del finanziamento Bassilichi, uno dei principali operatori nel mercato dei Payments e dei Business Services a livello nazionale, presenta una gamma completa di soluzioni a supporto delle banche per una gestione più efficiente, veloce e sicura del servizio mutui. […]

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Bassilichi lancia una nuova gamma di soluzioni in outsourcing che rendono veloce, sicuro ed efficiente il processo di erogazione del finanziamento

Bassilichi, uno dei principali operatori nel mercato dei Payments e dei Business Services a livello nazionale, presenta una gamma completa di soluzioni a supporto delle banche per una gestione più efficiente, veloce e sicura del servizio mutui. L’offerta Bassilichi copre tutti i passaggi del processo che porta all’erogazione e alla gestione di un mutuo: dalla fase di istruttoria, fino alla lavorazione delle pratiche e all’assistenza clienti.

“La ripresa del mercato immobiliare registrata negli ultimi 2 anni – con un aumento della richiesta di mutui per l’acquisto di beni durevoli pari al 13,3%* nel 2016 rispetto al 2015 – ci ha portato a sviluppare soluzioni specifiche in grado di rendere più efficienti i processi delle banche in questo ambito”, ha commentato Paolo Carletti, Direttore della Business Unit Business Services di Bassilichi SpA.“Come sempre mettiamo a disposizione dei nostri clienti professionalità, qualità e innovazione con un’offerta completa e personalizzabile, in grado di aumentare la loro competitività e velocità di execution”, conclude Carletti.

I servizi proposti da Bassilichi, modulabili in base alle specifiche necessità di ogni banca, sono:

B.Fast: permette al gestore il recupero di informazioni e la consegna, entro 2 giorni lavorativi, di un report certificato sulla posizione anagrafica e reddituale del cliente che è fondamentale nella fase di istruttoria successiva alla richiesta del mutuo. B.fast riduce, in pratica, i rischi correlati ad eventuali frodi da parte del richiedente e diminuisce i tempi dei controlli documentali, consentendo di dare più rapidamente una risposta al richiedente del mutuo.

B.Free: l’adozione di questo modulo del servizio libera i soggetti coinvolti nella richiesta del mutuo dall’impegno di recuperare tutti i documenti cartacei (ad es. visura camerale ultimo bilancio, ultimo modello unico, ecc.) necessari per la stipula del contratto di mutuo, grazie alla sottoscrizione di una delega specifica. Parallelamente B.Free agevola la banca non solo nella velocità di recupero dei documenti, garantito entro 4 settimane, ma anche nell’eliminazione di eventuali frodi che nascono dall’alterazione dei documenti ufficiali relativi alla posizione anagrafica, lavorativa e reddituale del soggetto richiedente. La documentazione cartacea raccolta può essere poi dematerializzata secondo la policy della banca.

Raccolta, archiviazione e data quality: con questo servizio Bassilichi offre la possibilità di raccogliere, verificare, dematerializzare e archiviare le pratiche dei mutui stipulati, mettendo in sicurezza la documentazione secondo la policy della banca e assicurandone la completezza formale. Gli operatori Bassilichi chiudono la lavorazione delle pratiche inviandole poi, via flusso ICT, alla piattaforma documentale della banca oppure salvandole sulla piattaforma documentale Bassilichi; in quest’ultimo caso i clienti possono consultare e fare il download dei documenti on demand.

Customer care e customer monitoring: il servizio consente di controllare i livelli di soddisfazione dei clienti della banca attraverso un’attività di recall e la raccolta di feedback; parallelamente permette di effettuare anche un monitoraggio del mantenimento dei requisiti di solvibilità degli stessi, segnalando eventuali problematiche, secondo policy definite con la banca, che permettono poi di attivare azioni preventive.

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DATA4 Group annuncia un’operazione di finanziamento di 250 milioni di euro per la crescita https://www.datamanager.it/2017/05/data4-group-annuncia-unoperazione-finanziamento-250-milioni-euro-la-crescita/ Thu, 11 May 2017 17:00:02 +0000 http://www.datamanager.it/?p=124548 DATA4 Group, lo specialista europeo dei data center commerciali (in “colocation”) annuncia un’operazione di finanziamento per un totale di 250 milioni di euro per proseguire il percorso di sviluppo intrapreso sin ora. DATA4 si rivolge a Cloud provider, aziende fornitrici di servizi digitali e grandi e medie imprese. Dopo aver fatto registrare risultati commerciali record […]

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DATA4 Group, lo specialista europeo dei data center commerciali (in “colocation”) annuncia un’operazione di finanziamento per un totale di 250 milioni di euro per proseguire il percorso di sviluppo intrapreso sin ora. DATA4 si rivolge a Cloud provider, aziende fornitrici di servizi digitali e grandi e medie imprese.

Dopo aver fatto registrare risultati commerciali record e il raddoppio del numero dei clienti nel 2016, per il 2017  prevede un ulteriore aumento del fatturato del 25%, trainato da ordinativi in costante crescita. Il mercato del data hosting sta vivendo una fase di sviluppo particolarmente florida, per lo più dovuta alla grande migrazione dell’IT europea e del Cloud verso data center in colocation.

Tale finanziamento consentirà di sostenere ulteriori investimenti volti ad accelerare la crescita organica dell’azienda:

– DATA4 prevede di realizzare quattro nuovi data center in Francia e due nuovi data center in Italia nei prossimi cinque anni. Attualmente la società gestisce 14 data center tra Francia, Italia e Lussemburgo e nel 2016 il suo ritmo di crescita ha conosciuto un’accelerazione del 30%, equivalente a un nuovo data center ogni sette mesi. A termine, la piattaforma sarà costituita da ben 30 data center.

– DATA4 desidera inoltre completare l’allestimento del “DATA4 Campus” di Marcoussis, nella comunità di agglomerazione di Paris-Saclay, e per farlo stanzierà 10 milioni di euro per lavori d’importanza strategica, tra cui diversi interventi agli impianti elettrici. A partire da quest’anno DATA4 ha intenzione di realizzare all’interno del “DATA4 Campus” un insieme di infrastrutture che lo renderanno un vero e proprio “campus digitale” e saranno in grado di soddisfare tutte le esigenze dei clienti (hosting, spazi lavorativi, spazi per il tempo libero, ecc.).

– DATA4 investirà inoltre diversi milioni di euro in Ricerca e Sviluppo, in particolare per la realizzazione di un innovativo concept di data center “smart” e per la creazione di data center di 3a generazione, più efficienti ed ecologici, che dovrebbero vedere la luce entro il 2018.

L’operazione di finanziamento è effettuata in collaborazione con Natixis e BNP Paribas.

DATA4 è una società presente in Francia, Italia e Lussemburgo che progetta, realizza e gestisce data center di proprietà. Oltre ad offrire ai propri clienti soluzioni di data hosting, DATA4 fornisce loro anche servizi pensati per rendere più semplice lo sviluppo di un’IT ibrida (combinazione di Cloud privato e Cloud pubblico). Nel febbraio del 2017 la società ha lanciato “Digital Hub”, una piattaforma che permette di collegare le aziende agli ecosistemi Cloud e Internet di tutto il mondo attraverso servizi di accesso diretti e sicuri.

Nel 2015 DATA4 aveva già investito 150 milioni di euro con lo scopo di raddoppiare la propria attività ed entrare a far parte dei primi cinque player europei nel suo mercato di riferimento entro il 2020.

In occasione dell’operazione, Olivier Micheli, Amministratore Delegato di DATA4, dichiara: «Siamo molto felici dell’operazione appena conclusa con i nostri storici partner Natixis  e BNP Paribas, un’operazione che mostra quanto la crescita, per noi, continui a ritmi particolarmente serrati. Grazie al nuovo finanziamento, la nostra offerta di servizi e infrastrutture, che è già tra le migliori d’Europa, si rafforzerà ancora di più. Nel settore in cui operiamo la domanda è molto sostenuta ed è ancora in costante crescita. Oggi disponiamo delle risorse necessarie per soddisfarla e per andare incontro alle esigenze di clienti – tra cui i giganti di Internet e del Cloud – che sono sempre alla ricerca di un data hosting e di soluzioni IT all’avanguardia e ultrasicure».

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Mamma M’Ama: oltre 370.000 euro alla startup delle pappe fresche e bio per svezzamento https://www.datamanager.it/2017/04/mamma-mama-oltre-370-000-euro-alla-startup-delle-pappe-fresche-bio-svezzamento/ Thu, 27 Apr 2017 16:30:29 +0000 http://www.datamanager.it/?p=123783 Mamma M’Ama – startup innovativa che produce e vende le prime pappe fresche, bio, artigianali e complete per lo svezzamento dei bimbi dai 4 ai 36 mesi – raccoglie oltre 370.000 Euro da importanti investitori e business angel. Coinvolti nell’operazione: 7 manager e professionisti con esperienza ultradecennale nel digitale, commercio elettronico, retail e marketing in […]

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Mamma M’Ama – startup innovativa che produce e vende le prime pappe fresche, bio, artigianali e complete per lo svezzamento dei bimbi dai 4 ai 36 mesi – raccoglie oltre 370.000 Euro da importanti investitori e business angel.

Coinvolti nell’operazione: 7 manager e professionisti con esperienza ultradecennale nel digitale, commercio elettronico, retail e marketing in aziende internazionali come Yoox, Nike, Armani, Bottega Veneta, Prada, Ferragamo; Shark Bites, holding italiana specializzata in investimenti seed ed early stage; Rancilio Cube, family office e business accelerator fondato dalla famiglia Rancilio; Ludovico Maggiore, imprenditore e investitore e SAF Financial, holding italiana di investimenti in startup high tech.

Le tre fondatrici e mamme di Mamma M’Ama Erica Della Bianca (CEO), Sonia Matteoni (Responsabile Produzione) e Sonia Litrico (Responsabile Commerciale) mantengono una quota di controllo del capitale della startup (58,6%). Il Gruppo italiano Voltan Holding, secondo produttore di pasta fresca in Italia con un turnover di circa 80 milioni di Euro annui, detiene il 15,2%. Tra i soci anche Andrea Pagliara, esperto del mondo M&A, che supporta la startup nella consulenza finanziaria.

Grazie a questo finanziamento e al know-how dei nuovi investitori e soci, che sono già partner attivi nella crescita della startup, Mamma M’Ama potenzierà la piattaforma tecnologica dell’e-commerce, rilasciando una nuova versione e migliorando i processi e la logistica per acquisti e consegne; rafforzerà il proprio posizionamento sul mercato italiano con: lancio di nuovi prodotti, accordi commerciali con supermercati specializzati bio, farmacie, hotel e parchi tematici per le famiglie, attività di marketing e comunicazione come il restyling del pack dei prodotti, promozioni e abbonamenti personalizzati.

EATALY E NATURASÌ

Recentemente la startup ha stretto due importanti accordi con EcorNaturaSì ed Eataly. Le pappe Mamma M’Ama sono presenti nel banco frigo degli store Eataly di Torino Lingotto, Pinerolo (TO), Milano Smeraldo, Piacenza e Roma e nei punti vendita NaturaSì del Nord Italia. Le partnership con Eataly ed EcorNaturaSì rientrano in un progetto più ampio condiviso con entrambe le aziende: promuovere la cultura dell’alimentazione sana e naturale per i bambini, coinvolgendo attivamente le mamme e i papà italiani con corsi di formazione e svezzamento.

I prodotti Mamma M’Ama si trovano anche a Leolandia, parco divertimenti per bambini in provincia di Bergamo e al Luneur Park, il giardino delle meraviglie per i bimbi a Roma.

NASCONO DA UNA MOMPRENEUR COMPANY

L’idea di creare le prime pappe fresche in Italia nasce da tre mamme, che dopo l’esperienza della maternità hanno deciso di affrontare una nuova sfida imprenditoriale: fondare insieme una startup, volendo offrire ai genitori un’alternativa sana e sicura all’omogeneizzato industriale.

Le pappe Mamma M’Ama soddisfano gli altissimi standard del Ministero della Salute italiano. Senza conservanti, 100% Made in Italy e con prodotti di stagione controllati, provenienti da coltivazioni e allevamenti biologici, sono un pasto completo e bilanciato per i più piccoli: vero brodo vegetale, carboidrati e le migliori proteine nella giusta quantità.

“Siamo davvero felici per la fiducia che questi importanti investitori hanno riposto in noi” dichiarano Erica Della Bianca, Sonia Matteoni e Sonia Litrico, le fondatrici e mamme di Mamma M’Ama.

“È una dimostrazione importante che premia l’impegno e l’entusiasmo che ogni giorno dedichiamo alla nostra startup. Stiamo già iniziando a lavorare attivamente con i nuovi soci, ad esempio nello sviluppo di abbonamenti online personalizzati: vogliamo aiutare i genitori durante lo svezzamento dei bambini e grazie al nostro e-commerce sarà possibile avere sempre pappe biologiche e fresche nel frigo, risolvendo così tutte le emergenze legate al momento pappa. Da oggi Mamma M’Ama lavorerà a un piano di crescita che porterà la nostra neonata azienda in una nuova fase di vita, proprio come accade ai nostri piccoli clienti dopo lo svezzamento”.

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La startup Intertwine raccoglie oltre 1 milione di Euro https://www.datamanager.it/2016/12/la-startup-intertwine-raccoglie-oltre-1-milione-euro/ Sun, 18 Dec 2016 10:00:37 +0000 http://www.datamanager.it/?p=115837 Intertwine – startup innovativa di Digital Magics Napoli, sede campana di Digital Magics, ha raccolto 1.035.000 Euro, tramite tre operazioni: un aumento di capitale, il bando Smart&Start Italia e un finanziamento dal Banco di Napoli. Intertwine è il social network per lo storytelling – basato su creatività condivisa e su collaborazione tra scrittori, lettori e […]

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Intertwine – startup innovativa di Digital Magics Napoli, sede campana di Digital Magics, ha raccolto 1.035.000 Euro, tramite tre operazioni: un aumento di capitale, il bando Smart&Start Italia e un finanziamento dal Banco di Napoli.

Intertwine è il social network per lo storytelling – basato su creatività condivisa e su collaborazione tra scrittori, lettori e talenti – per creare, condividere e pubblicare opere editoriali multimediali collaborative. Intertwine si rivolge inoltre a scuole e università con progetti digital e di co-learning per gli studenti e alle aziende che vogliono raccontare la propria storia e i propri valori.

AUMENTO DI CAPITALE

Hanno partecipato alla sottoscrizione dell’aumento di capitale di 400.000 Euro in Intertwine: FI.R.A. – Finanziaria Regionale Abruzzese – che gestisce Starthope, Fondo di seed capital destinato a investimenti in startup che abbiano sede in Abruzzo; TechinTouch, business accelerator e partner di Digital Magics per lo sviluppo dell’ecosistema dell’innovazione in Campania e nel Sud Italia; Hubcom, holding di partecipazione di imprese innovative e altamente specializzate nel comparto delle telecomunicazioni; Eclettica, società di produzione e sviluppo software ad altissimo contenuto di innovazione, Nello Di Biase, angel investor, Giovanni Marinaccio, angel investor e CEO di Sintesi Sud e Stefano Squillacciotti, angel investor.

Gli investitori e le imprese coinvolti stanno anche supportando Intertwine per lo sviluppo delle strategie tecnologiche e commerciali. L’incubatore certificato Digital Magics continuerà ad affiancare la startup innovativa con i propri servizi di accelerazione per la crescita della società. SMART&START ITALIA Invitalia, tramite il bando Smart&Start Italia, ha concesso agevolazioni per complessivi 485.000 Euro di cui il 20% a fondo perduto. Smart&Start Italia è un incentivo del MISE per sostenere la nascita e la crescita delle startup innovative, stimolare una nuova cultura imprenditoriale legata all’economia digitale, valorizzare i risultati della ricerca scientifica e tecnologica e incoraggiare il rientro dei «cervelli» dall’estero.

BANCO DI NAPOLI

Banco di Napoli S.p.A (Gruppo Intesa Sanpaolo) attraverso lo Specialista per l’Innovazione Federica Tortora e il Gestore Imprese Cinzia Santoriello, ha analizzato il progetto di Intertwine attraverso l’algoritmo DATS (Due Diligence Assessment Tool Scorecard – primo modello di valutazione “forward looking” adottato da una banca per i finanziamenti in debito, basato su logiche derivate dalla valutazione degli investitori in Venture capital) e, riconoscendone le potenzialità e le prospettive di sviluppo, ha accordato un finanziamento di 150.000 Euro, sostenuto dal Fondo di Garanzia di Medio Credito Centrale, che ha garantito l’80% dell’affidamento concesso. Grazie a queste operazioni, Intertwine punterà sul potenziamento della community, con attività di comunicazione e della piattaforma tecnologica Intertwine.it, con il rilascio di nuove funzionalità per creare un prodotto editoriale sempre più personalizzabile e multimediale. Nei prossimi mesi la startup napoletana aprirà una nuova sede operativa in Abruzzo. Sarà inoltre ampliata la rete commerciale e verranno lanciate iniziative di marketing dedicate alle scuole ed enti. Intertwine rafforzerà anche il team con l’ingresso di 4 professionisti: sviluppatori e business developer.

Intertwine è una community di 15.000 iscritti, in cui ogni membro può dar vita a storie, articoli, reportage (o continuare quelli degli altri utenti) creando opere multimediali – con testo, audio, video, immagini, foto – senza limitazioni di spazio e temi da trattare. Ogni settimana sono 50 le storie pubblicate sulla piattaforma.

Tra le numerose partnership con enti e aziende, quella con l’Università Suor Orsola Benincasa ha creato grande valore e ottenuto un ottimo riscontro: sono state realizzate più di 50 storie, tra singole e collaborative, da parte degli studenti del corso in “Comunicazione e cultura digitale” sul tema della saga di Star Wars, che porteranno anche alla realizzazione di una sceneggiatura collaborativa. Altro traguardo raggiunto di recente è stato la raccolta di 10.000 Euro su Eppela.com, portale di crowdfunding. “Ringraziamo tutti i nuovi investitori che hanno creduto nel nostro progetto e Digital Magics che ha avuto fiducia in noi da subito”, dichiara Gianluca Manca, Fondatore e CEO di Intertwine. “Questa raccolta di fondi per noi è solo l’inizio di un percorso che dovrà portarci a realizzare innovativi progetti editoriali”. “Intertwine rappresenta per noi una doppia sfida”, ha dichiarato Gennaro Tesone, Partner di Digital Magics.

“Dal 2013 affianchiamo Gianluca e gli altri fondatori per la realizzazione di un nuovo prodotto editoriale, che unisce le caratteristiche classiche dei libri a quelle dei social network, per gli utenti e per le aziende italiane. Allo stesso tempo l’obiettivo della startup è portare la cultura digitale nelle scuole e nelle università proponendo agli studenti italiani un servizio innovativo di formazione e collaborazione”. “Con questa operazione FI.R.A., che ha investito 300.000 Euro, diventa l’azionista di maggioranza relativa di Intertwine e conferma il proprio ruolo di catalizzatore per la creazione e l’insediamento in Abruzzo di imprese ad elevato contenuto di tecnologia e innovazione”, afferma Alessandro Felizzi, Presidente di FI.R.A. FI.R.A. è la società partecipata dalla Regione Abruzzo e da un pool di banche, che ha gestito StartHope. Dalla prima operazione a maggio 2014 FI.R.A ha investito circa 20 milioni in 44 startup, risultando, per importo e numero di operazioni, il primo investitore italiano nel seed capital.

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CTERA ottiene un finanziamento di 25 milioni di dollari per favorire la modernizzazione delle infrastrutture dati Enterprise https://www.datamanager.it/2016/09/ctera-ottiene-un-finanziamento-25-milioni-dollari-favorire-la-modernizzazione-delle-infrastrutture-dati-enterprise/ Mon, 19 Sep 2016 14:02:13 +0000 http://www.datamanager.it/?p=109154 Il forte sostegno da parte di importanti investitori spinge ulteriormente l’adozione globale delle soluzioni Enterprise CTERA per la protezione dei dati e la condivisione dei file CTERA Networks ha annunciato di aver concluso con successo un round di finanziamenti da 25 milioni di dollari guidato da Bessemer Venture Partners, con la partecipazione di Cisco e l’ingresso […]

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Il forte sostegno da parte di importanti investitori spinge ulteriormente l’adozione globale delle soluzioni Enterprise CTERA per la protezione dei dati e la condivisione dei file

CTERA Networks ha annunciato di aver concluso con successo un round di finanziamenti da 25 milioni di dollari guidato da Bessemer Venture Partners, con la partecipazione di Cisco e l’ingresso di Vintage Investment Partners, quale nuovo investitore. Questa operazione porta la dotazione finanziaria totale, a disposizione di CTERA, a quasi 70 milioni di dollari. I fondi saranno utilizzati per promuovere le iniziative di marketing e di vendita e accelerare l’acquisizione globale dei clienti, confermando CTERA Enterprise File Services Platform come lo standard di riferimento per implementare file storage, collaborazione e protezione dei dati, in maniera sicura all’interno delle aziende.

CTERA Enterprise File Services Platform è l’unica soluzione che risponde a tutte le esigenze degli utenti finali, relativamente alla gestione dei file e alla protezione dei dati. La soluzione integra endpoint, uffici e servizi file residenti su cloud, con una sicurezza IT senza rischi, con libertà di scelta nel tipo di cloud e automazione. Come piattaforma, la tecnologia CTERA permette alle aziende di sincronizzare, servire e proteggere i dati da un’unica soluzione gestita centralmente, sicura al 100% e implementabile su qualsiasi infrastruttura cloud, dietro il firewall del cliente.

“Con le aziende, sempre più interessate a modernizzare le proprie infrastrutture dati, CTERA è nella posizione ideale per fornire strumenti sicuri, che offrono un accesso facile e globalmente accelerato a file e backup”, ha dichiarato il co-fondatore e CEO di CTERA Liran Eshel. “Questo nuovo round di finanziamenti permetterà a CTERA di fornire prodotti, supporto e servizi “best-in-class” a un gruppo ancora più ampio di clienti Enterprise all’avanguardia”.

IL 2016 è stato l’anno più importante per CTERA, con importanti successi in ogni ambito del business:

  • Diffusione globale – CTERA continua ad aggiungere centinaia di grandi aziende ed enti pubblici alla community globale dei propri clienti, compresi progetti strategici internazionali come quelli per il Dipartimento statunitense della Difesa e il Banco Santander.
  • Accelerazione dell’innovazione – Negli ultimi 12 mesi CTERA ha aggiunto oltre 70 funzionalità alla Enterprise File Services Platform rendendo la soluzione più veloce, sicura, conveniente e intuitiva che mai.
  • Ecosistema dei partner tecnologici – CTERA sta collaborando con importanti partner globali specializzati nel cloud e nello storage come IBM, AWS, HPE, EMC, NetApp e HGST per fornire soluzioni integrate e certificate, e permettere alle aziende di conservare i dati secondo le proprie esigenze.
  • Riconoscimenti – CTERA è stata citata da Gartner ricevendo una “Honorable Mention” nella sua ricerca 2016 “Magic Quadrant for Data Center Backup and Recovery Software”; ha ricevuto un riconoscimento nel suo report 2015 “Critical Capabilities for Enterprise Endpoint Backup”; è stata, inoltre, inclusa nell’elenco dei “Representative Vendor” nel “Market Guide for Cloud Storage Gateways” del 2015 e dei “Selected Vendor” nell’ “IT Market Clock for the Digital Workplace” del 2016; infine è stata citata anche nel report 2016 “Take Responsibility for Backing Up Cloud-Based Data”.

Secondo Gartner la modernizzazione delle infrastrutture dati “vedrà probabilmente una rapida crescita nei prossimi tre anni. Le aziende hanno creato nel tempo molteplici “repository” di dati che devono ora essere collegate ai moderni ambienti di condivisione file/ produttività/collaborazione, per poter ottenere la trasformazione digitale dell’ambiente di lavoro”.

CTERA è consapevole di aver già conquistato una posizione solida nella categoria emergente della “modernizzazione delle infrastrutture dati”, offrendo l’unica soluzione che risolve le esigenze locali e cloud di condivisione file, protezione dati degli endpoint e protezione dati dei cloud server da un singolo sistema unificato e completamente privato.

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Exprivia ottiene finanziamento a medio termine di 25 milioni di euro https://www.datamanager.it/2016/04/exprivia-ottiene-finanziamento-medio-termine-25-milioni-euro/ Thu, 07 Apr 2016 10:15:47 +0000 http://www.datamanager.it/?p=98290 Exprivia S.p.A. ha sottoscritto con un pool di primari istituti di credito un contratto di finanziamento, costituito da una linea di credito a medio termine per cassa, pari a 25 milioni di euro, della durata di sette anni. L’operazione è finalizzata a riequilibrare le fonti di indebitamento a breve e a lungo termine della Società, […]

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Exprivia S.p.A. ha sottoscritto con un pool di primari istituti di credito un contratto di finanziamento, costituito da una linea di credito a medio termine per cassa, pari a 25 milioni di euro, della durata di sette anni.

L’operazione è finalizzata a riequilibrare le fonti di indebitamento a breve e a lungo termine della Società, consentendo la riduzione del rischio liquidità e con l’effetto di migliorare il rating bancario della Società. Il finanziamento consente di acquisire risorse finanziarie anche a sostegno del Piano Industriale 2015-2020, pubblicato lo scorso novembre.

Il Finanziamento prevede condizioni, impegni e termini contrattuali in linea con gli standard per il mercato del credito bancario per finanziamenti di pari importo e durata, oltre che una limitazione alla distribuzione di dividendi, che non potranno eccedere il 25% dell’utile netto, in linea con quanto previsto nel Piano Industriale.

Il Finanziamento è assistito da garanzie, fra le quali si segnalano le garanzie rilasciate dalla controllante Abaco Innovazione S.p.A. a titolo oneroso.

La concessione di garanzie da parte della controllante Abaco Innovazione S.p.A. in favore della Società, comporta operazioni tra parti correlate, omogenee, di maggiore rilevanza, ai sensi del Regolamento approvato con delibera Consob n. 17221 del 12 marzo 2010, e della procedura per operazioni con parti correlate, approvata dal Consiglio di Amministrazione della Società in data 27 novembre 2010.

Ai sensi dell’art. 7.2 della procedura, la Società metterà a disposizione del pubblico il Documento Informativo, con le modalità e i termini stabiliti dalla normativa vigente.

Tali operazioni sono state approvate, in assenza di voti contrari, dal Consiglio di Amministrazione della Società in data 3 febbraio 2016, con il motivato parere favorevole espresso unanimemente dal Comitato di Controllo e Rischi.

“Con questo finanziamento, il cui obiettivo è il rafforzamento della struttura finanziaria del Gruppo e l’approvvigionamento di una prima tranche di risorse finanziarie a sostegno del nostro Piano Industriale 2015-2020, le banche confermano l’apprezzamento e la fiducia per tale Piano che ora potrà procedere in maniera spedita consentendo al gruppo di concentrarsi sulle sfide industriali e sulla produzione del valore atteso”, ha commentato Domenico Favuzzi, presidente e a.d. del Gruppo Exprivia.

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Gli USA investono in Horus, l’assistente vocale per non vedenti https://www.datamanager.it/2016/01/gli-usa-investono-horus-lassistente-vocale-non-vedenti/ Thu, 14 Jan 2016 10:49:54 +0000 http://www.datamanager.it/?p=92278 La startup italiana creatrice di un dispositivo per non vedenti chiamato Horus ha ottenuto un finanziamento di 900mila dollari Horus Technologies, startup con sede a Milano che ha realizzato un dispositivo per migliorare la qualità della vita di ipovedenti e non vedenti, ha ottenuto un altro riconoscimento internazionale. L’azienda ha ricevuto un finanziamento di 900mila […]

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La startup italiana creatrice di un dispositivo per non vedenti chiamato Horus ha ottenuto un finanziamento di 900mila dollari

Horus Technologies, startup con sede a Milano che ha realizzato un dispositivo per migliorare la qualità della vita di ipovedenti e non vedenti, ha ottenuto un altro riconoscimento internazionale. L’azienda ha ricevuto un finanziamento di 900mila dollari dal fondo statunitense 5Lion Holdings. L’80% della somma sarà destinato allo sviluppo dell’assistente vocale che, in attesa di brevetto, sarà pronto per essere commercializzato il prossimo autunno. Horus è una delle startup Made in Italy che ha ottenuto grandi successi in campo internazionale. L’azienda, che ha partecipato alla campagna di crowdfunding TIM #WCAP di Telecom Italia, è cresciuta del 400% nel 2015 grazie a riconoscimenti come l’Unicredit Startlab, IBM Smartcamp e EIT Digital Idea Challenge. “Siamo entusiasti di entrare a far parte di Horus Technology, una giovane azienda ad altissimo potenziale. Senza dubbio cresceranno esponenzialmente e aiuteranno milioni di persone a rinconquistare la loro indipendenza”, ha dichiarato Andrew Welters, CEO di 5Lion.

Horus è un assistente vocale che descrive al non vedente l’ambiente circostante per aiutarlo a muoversi con maggiore libertà. Il dispositivo è composto da un visore con sensori in grado di registrare lo spazio che circonda l’utente e di un sistema che attraverso la conduzione ossea invia queste informazioni all’orecchio dell’utente senza influire sull’udito. “Siamo molto lieti di avere al nostro fianco partner del calibro di 5Lion, assolutamente in linea con la nostra strategia futura. Siamo certi che grazie a questo investimento avremo il supporto necessario per il nostro ingresso anche sul mercato nordamericano”, ha affermato Saverio Murgia, CEO di Horus Technology.

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Exit di Seeweb dalla startup Docebo, il racconto del CEO Baldassarra https://www.datamanager.it/2015/07/exit-di-seeweb-dalla-startup-docebo-il-racconto-del-ceo-baldassarra/ Thu, 16 Jul 2015 11:04:24 +0000 http://www.datamanager.it/?p=81146 Stamattina il team di Docebo ha annunciato che il VC Klass Capital, a soli 4 mesi dal round di finanziamento da 3 milioni di Dollari con Docebo, ha deciso di rilevare le azioni Docebo detenute da Seeweb, stanziando ulteriore budget per operazioni di M&A. Seeweb è stato il primo angel investor di Docebo, nonché la prima a credere nel […]

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Stamattina il team di Docebo ha annunciato che il VC Klass Capital, a soli 4 mesi dal round di finanziamento da 3 milioni di Dollari con Docebo, ha deciso di rilevare le azioni Docebo detenute da Seeweb, stanziando ulteriore budget per operazioni di M&A.

Seeweb è stato il primo angel investor di Docebo, nonché la prima a credere nel suo progetto: infatti, Docebo si è appoggiata alla infrastruttura Seeweb Cloud per la transizione al nuovo modello di business basato su SaaS (Software as a Service).

Docebo conta oggi oltre 800 clienti B2B (fra cui Bloomberg Institute, Thomson Reuters, FreshBooks, Autodesk) distribuiti in 80 paesi del mondo. L’azienda, con sedi in Italia, Stati Uniti e Dubai, può vantare un prodotto localizzato in più di 30 lingue.

Abbiamo intervistato Antonio Baldassarra, CEO di Seeweb.

Qual è la storia dell’investimento in Docebo?

E’ una storia nata per caso quando ancora esistevano i newsgroup (it.professioni.webmaster). Conobbi Claudio Erba che stava lavorando a un progetto che si chiamava “spaghettilearning”, era il 2006 se non ricordo male. Claudio aveva la stoffa, la testardaggine e quel minimo di presunzione che serve per fare l’imprenditore e su quel newsgroup nacque “l’idea”. Poco dopo eravamo dal notaio a sancire la nostra partecipazione e il nostro finanziamento che fu di 150K; il nostro obiettivo era farlo crescere e stabilire sinergie industriali. La cosa funzionò bene, in qualche anno (un paio) arrivammo a 1Ml di fatturato.

Perché hai deciso di uscire?

Docebo ha ormai un ottimo prodotto SaaS per l’e-learning, a mio giudizio il numero uno al mondo (e molti analisti l’hanno inserito nella top10 dell’e-learning). Tutto molto bello, ma il mercato interno è realmente “scadente”, piccolo, asfittico e anche poco “aperto” a soluzioni innovative provenienti da player innovativi, così l’anno scorso abbiamo aperto “Docebo Nord America”: risultati splendidi, gli americani e il Nord America non si è smentito, 800K$ in pochi mesi. A questo punto occorrevano nuovi capitali “indigeni” per un ulteriore “speed up”, li abbiamo trovati in Canada in Daniel Klass di Klass Capital. Persona efficace, concreta che ha investito in Docebo iniziando un processo di “americanizzazione” e di razionalizzazione dell’equity, qui è nata l’idea della exit. Il fine ci è piaciuto, la parte economica anche e abbiamo passato la mano.

Investirai in altre startup?

Certo! Lo facciamo con continuità ormai almeno una volta l’anno. Il nostro obiettivo sono startup con le quali fare sinergia industriale sul fronte del cloud computing. Abbiamo Baasbox e Tophost a portafoglio e stiamo investendo in questi giorni su Majeeko e Voverc le ultime tre tutte accelerate da Luiss Enlabs e molto promettenti.

La vostra storia dimostra che non è solo fuffa il mondo delle startup, cosa ne pensi?

No, non è solo “fuffa”, come tutti i mondi occorre avere conoscenza del business e capacità di valutazione, ma questo avviene anche volendo scegliere un ristorante… Anzi sinceramente ci sono molte buone risorse che non dovremmo mandare perdute. I problemi attuali sono che il Paese non ha ancora capito che la startup richiede una “velocità” del tutto: dalla burocrazia, ai finanziatori alla domanda che  noi stentiamo a comprendere.

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DaWanda riceve un investimento di maggioranza da Insight Venture Partners https://www.datamanager.it/2015/01/dawanda-riceve-investimento-maggioranza-insight-venture-partners/ Tue, 27 Jan 2015 15:45:16 +0000 http://www.datamanager.it/?p=68499 DaWanda ha annunciato che Insight Venture Partners ha acquisito la maggioranza delle sue quote societarie, insieme ai nuovi investitori Global Founders Capital, Enfield e Kersiwood Il nuovo finanziamento sarà impiegato dall’azienda per proseguire nel suo processo di espansione a livello nazionale ed internazionale. “L’interesse nei confronti dell’artigianato e della produzione handmade continua a crescere e […]

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DaWanda ha annunciato che Insight Venture Partners ha acquisito la maggioranza delle sue quote societarie, insieme ai nuovi investitori Global Founders Capital, Enfield e Kersiwood

Il nuovo finanziamento sarà impiegato dall’azienda per proseguire nel suo processo di espansione a livello nazionale ed internazionale.

“L’interesse nei confronti dell’artigianato e della produzione handmade continua a crescere e ha dato vita a un vero e proprio segmento di mercato. Siamo entusiasti di lavorare insieme a Insight per sviluppare il nostro modello di business di espansione internazionale”, afferma Claudia Helming, CEO e founder di DaWanda. “La fiducia che un investitore con una simile esperienza globale continua a infonderci è per noi una enorme fonte di incoraggiamento.”

DaWanda, la cui sede principale è a Berlino, è il mercato europeo in cui è possibile acquistare articoli originali e fatti a mano da artigiani, designer e creativi da tutto il mondo. La piattaforma consente agli utenti di creare veri e propri negozi online in cui vendere i loro prodotti realizzati artigianalmente o comprarli direttamente da chi li ha creati. Con più di 5 milioni di utenti attivi e 15.000 nuovi prodotti aggiunti ogni giorno, DaWanda si pone come alternativa alla produzione e al consumo di massa.

Brad Twohig, di Insight Venture Partners, aggiunge “DaWanda domina il mercato dei prodotti handmade e del fai da te (DIY) in Europa e, nel corso degli anni, abbiamo assistito alla sua crescita continua. Il nuovo investimento di Insight si concentrerà sul suo ulteriore sviluppo, che vogliamo sia rapido e insieme sostenibile, e non possiamo che essere soddisfatti di questa nostra partnership finanziaria e strategica.”

 

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