Fujitsu – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Wed, 14 Jan 2026 15:22:43 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png Fujitsu – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Fujitsu migliora la gestione dell’inventario e abilita la trasformazione AI-driven grazie a Celonis https://www.datamanager.it/2026/01/fujitsu-migliora-la-gestione-dellinventario-e-abilita-la-trasformazione-ai-driven-grazie-a-celonis/ Wed, 14 Jan 2026 15:22:43 +0000 https://www.datamanager.it/?p=250238 Celonis, leader globale nella Process Intelligence e key enabler dell’Enterprise AI, sta accelerando la business transformation di Fujitsu e di altre importanti organizzazioni globali grazie alla sua piattaforma. La Process Intelligence Platform di Celonis collega sistemi, team e processi lungo l’intera supply chain della consociata di Fujitsu, FSAS Technologies, offrendo visibilità completa sui livelli di […]

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Celonis, leader globale nella Process Intelligence e key enabler dell’Enterprise AI, sta accelerando la business transformation di Fujitsu e di altre importanti organizzazioni globali grazie alla sua piattaforma.

La Process Intelligence Platform di Celonis collega sistemi, team e processi lungo l’intera supply chain della consociata di Fujitsu, FSAS Technologies, offrendo visibilità completa sui livelli di inventario e fornendo raccomandazioni potenziate dall’AI su quando ordinare, riallocare o sospendere l’acquisto di nuovi materiali.

Grazie a Celonis, FSAS Technologies ha ottenuto:

  • una riduzione del 20% delle scorte in eccesso;
  • una riduzione del 50% degli ordini di inventario nei primi sei mesi dopo l’implementazione.

Queste ottimizzazioni dell’inventario hanno generato risparmi di diversi milioni di dollari per FSAS Technologies, ma il colosso tecnologico globale non intende fermarsi qui. Celonis sta infatti lavorando con Fujitsu per estendere l’utilizzo della Process Intelligence ad altri processi.

“Con Celonis siamo riusciti a ridurre i costi fornendo ai nostri team i dati e il contesto necessari per prendere decisioni più rapide e più intelligenti” ha dichiarato Kazushi Koga, Corporate Executive Officer, SEVP e Head of Platform di Fujitsu. “Stiamo scalando l’intelligenza artificiale a livello enterprise, grazie a tecnologie trasformative come quelle offerte da Celonis. Questo sta cambiando non solo il modo in cui gestiamo Fujitsu, ma anche il modo in cui supportiamo i nostri clienti nel raggiungere livelli di efficienza senza precedenti”.

“Molte aziende faticano ad adottare l’AI perché da soli modelli e agenti non sono in grado di comprendere come funziona realmente il business” ha commentato Bastian Nominacher, co-CEO e co-founder di Celonis. “Fujitsu dimostra cosa serve davvero per sbloccare tutto il potenziale dell’Enterprise AI. Integrando l’AI alla Process Intelligence, Fujitsu può attivare automaticamente le azioni giuste per migliorare continuamente il funzionamento del proprio business, definendo un nuovo standard per le operazioni globali complesse in termini di velocità, affidabilità e fiducia”.

Celonis aiuta aziende come Fujitsu a realizzare una trasformazione guidata dall’AI, mostrando dove implementare soluzioni intelligenti, fornendo all’AI il contesto necessario e garantendo che questa operi in sinergia con tutte le altre attività svolte all’interno di un’organizzazione. Inoltre, in qualità di partner di fiducia di Celonis, Fujitsu collabora con i propri IT customer service in tutto il mondo per accelerare la loro business transformation grazie alla Process Intelligence. Combinando le capacità di digital transformation di Fujitsu con la piattaforma Celonis, i clienti possono ottenere soluzioni su misura in grado di ottimizzare i processi e generare valore significativo.

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Fujitsu Storage ETERNUS NU200 riscrive le regole dello storage entry-level https://www.datamanager.it/2024/03/fujitsu-storage-eternus-nu200-riscrive-le-regole-dello-storage-entry-level/ Wed, 20 Mar 2024 14:29:36 +0000 https://www.datamanager.it/?p=235800 La nuova piattaforma storage Fujitsu ETERNUS NU200 ridefinisce il segmento più alto dello storage entry-level con una nuova soluzione unificata otto volte più veloce rispetto ai sistemi concorrenti, con una dotazione standard di funzionalità di livello enterprise. Il nuovo sistema ETERNUS NU200 propone una singola architettura flessibile e ultraveloce che fornisce alle imprese un approccio […]

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La nuova piattaforma storage Fujitsu ETERNUS NU200 ridefinisce il segmento più alto dello storage entry-level con una nuova soluzione unificata otto volte più veloce rispetto ai sistemi concorrenti, con una dotazione standard di funzionalità di livello enterprise.

Il nuovo sistema ETERNUS NU200 propone una singola architettura flessibile e ultraveloce che fornisce alle imprese un approccio semplificato, sostenibile ed economicamente conveniente per far fronte a tutte le esigenze legate allo storage.

Con uno storage engine completamente reingegnerizzato, la piattaforma ETERNUS NU200 elimina le barriere che storicamente hanno sempre impedito alla clientela entry-level di accedere ai benefici dello storage di livello enterprise. Tutte le categorie di dati – blocchi, file, oggetti e container – sono protette dal sistema basato su flash.

Si tratta di un approccio innovativo che contribuisce inoltre a mettere ordine all’interno dei data center, in cui convive una moltitudine di sistemi specifici per lo storage a blocchi ad alte prestazioni, sistemi scalabili NAS/object file, soluzioni per la protezione dei dati e unità per l’archiviazione. La nuova piattaforma consente di introdurre anche lo storage ibrido all’interno degli ambienti virtuali, oltre che lo storage cloud-native. L’approccio unificato seguito da Fujitsu, infatti, risponde a tutte le necessità storage semplificandone la gestione e riducendone i costi, una volta che i dati vengono memorizzati in maniera intelligente per poter essere utilizzati nel modo più efficace – in base a spazio disponibile, prossimità ai dati necessari, frequenza di accesso e costi associati. Ciò migliora significativamente l’impatto ambientale e la sostenibilità della soluzione, estendendo la vita utile dell’hardware già esistente e riducendo sia la produzione di rifiuti elettronici che le emissioni di CO2 provocate da una frequente sostituzione dei sistemi.

Un’ulteriore caratteristica della piattaforma ETERNUS NU200 da sottolineare è quella di essere progettata per funzionare con drive di maggior capacità. Ai clienti viene spesso sconsigliato di superare il 50% della capacità dei drive acquistati, allo scopo di evitare impatti sulle prestazioni del sistema o del volume, ma l’approccio efficiente di ETERNUS NU200 utilizza quasi tutta la capacità di ogni drive, senza comprometterne le performance.

Mehul Doshi, Director Business Development EMEA CLC & Head of Business Italy di Fujitsu, ha aggiunto: “Fino a otto volte più veloce rispetto alla media delle alternative offerte dal mercato, Fujitsu ETERNUS NU200 garantisce caratteristiche di classe enterprise a prezzi da storage entry e midrange level. NU200 è in grado di risolvere i problemi più pressanti dei clienti: ridurre la complessità, connettersi in modo trasparente al cloud, implementare funzionalità di automazione e protezione dei dati, il tutto attraverso soluzioni infrastrutturali sempre più sostenibili e resilienti”.

 

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Come garantire che la nuova direttiva sulla rendicontazione della sostenibilità delle imprese dell’UE porti a veri progressi in ambito ESG https://www.datamanager.it/2024/01/come-garantire-che-la-nuova-direttiva-sulla-rendicontazione-della-sostenibilita-delle-imprese-dellue-porti-a-veri-progressi-in-ambito-esg/ Wed, 17 Jan 2024 09:09:35 +0000 https://www.datamanager.it/?p=233950 La nuova normativa europea sul reporting di sostenibilità sta rendendo più rigidi gli standard di conformità. Ma la Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD) avrà soltanto effetti positivi? O c’è il rischio che la nuova direttiva dell’UE si traduca in azioni meno concrete? Di seguito, l’opinione di Colm McDaid, Interregional Engagement Environment Lead di Fujitsu La […]

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La nuova normativa europea sul reporting di sostenibilità sta rendendo più rigidi gli standard di conformità. Ma la Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD) avrà soltanto effetti positivi? O c’è il rischio che la nuova direttiva dell’UE si traduca in azioni meno concrete? Di seguito, l’opinione di Colm McDaid, Interregional Engagement Environment Lead di Fujitsu

Colm McDaid, Interregional Engagement Environment Lead di Fujitsu

La nuova direttiva sulla rendicontazione della sostenibilità delle imprese (CSRD) dell’UE, che entrerà in vigore nel gennaio 2024 per le società da oltre 500 dipendenti – che già rientrano nel campo di applicazione della direttiva sulla rendicontazione non finanziaria (NFRD) – e che mira ad accrescere in maniera significativa la trasparenza sull’impatto ambientale, sociale e di governance delle imprese. La normativa si basa sugli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile fissati dalle Nazioni Unite, punto di riferimento indispensabile per affrontare le sfide più urgenti del mondo da qui al 2030. Tuttavia, i requisiti di rendicontazione richiesti dalla CSRD sono così stringenti che molte organizzazioni dovranno dedicare tutte le loro risorse al rispetto della conformità, piuttosto che preoccuparsi di compiere progressi reali in materia di sostenibilità.

Troppo complessa da gestire?

La CSRD è una normativa di riferimento che mira a rendere obbligatorio il reporting di sostenibilità per tutte le grandi aziende e per alcune PMI dell’UE. Copre diversi temi ESG, come il cambiamento climatico, i diritti umani, la diversità, la lotta alla corruzione, ecc. Ma, se da un lato la CSRD è un passo positivo verso una maggiore trasparenza e responsabilità, dall’altro pone delle sfide significative a tutte quelle organizzazioni che devono conformarsi ai suoi requisiti.

Uno degli scogli principali è rappresentato dalla mole e dalla complessità dei dati che devono essere raccolti, verificati e comunicati. La CSRD richiede infatti alle organizzazioni di riferire su oltre 100 indicatori, in 12 standard differenti. Questo significherà dover investire molto tempo, risorse e competenze per garantire la qualità e l’affidabilità dei propri dati sulla sostenibilità. Inoltre, la CSRD si applicherà non solo alle organizzazioni stesse, ma anche alle loro filiali, ai loro fornitori e ai loro partner commerciali, determinando un’ulteriore elemento di pressione per quel che riguarda il monitoraggio e la gestione dell’intera catena del valore.

La strada da percorrere

La CSRD è stata concepita per fornire informazioni coerenti e comparabili agli stakeholder – come investitori, autorità di regolamentazione, clienti e società civile. Tuttavia, questo non significa necessariamente che le informazioni riportate riflettano gli effettivi contributi alla sostenibilità. C’è il rischio, infatti, che le organizzazioni si concentrino maggiormente sul rispetto degli standard minimi prescritti dalla CSRD, piuttosto che sull’affrontare davvero le questioni più rilevanti per la loro attività e per la società, il che può portare a minare l’efficacia e la credibilità stesse delle loro attività.

Il solo rispetto della conformità non potrà bastare a fare da catalizzatore per i progressi necessari e attesi in ambito ESG. Per andare in questa direzione sarà necessario che le aziende integrino il già complesso reporting richiesto dalla CSRD con un ulteriore focus strategico sulle questioni ESG più rilevanti per la loro specifica attività e per i loro stakeholder. In altre parole, le organizzazioni non dovranno perdere di vista il quadro generale quando si troveranno a confrontarsi con la CSRD; non dovranno cioè considerare il reporting di sostenibilità come un mero esercizio o una “casella da spuntare”, ma come un’opportunità per dimostrare il loro impegno e la loro leadership nel portare avanti gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile.

Sarà necessario che i leader delle organizzazioni si sforzino di adottare un approccio olistico e strategico alla sostenibilità, che tenga conto delle interconnessioni e dei compromessi tra le diverse aree ESG.

La risposta di Fujitsu

Come Fujitsu, crediamo fortemente nella necessità e nell’urgenza degli Obiettivi di Sostenibilità e della CSRD, ma vogliamo anche contribuire a riallineare le agende aziendali sull’importante tema della materialità in ambito ESG. Per noi, il reporting di sostenibilità non deve essere letto come un onere o un vincolo, ma come un catalizzatore e un motore di cambiamento positivo. Le organizzazioni possono rispettare la CSRD e fare al contempo la differenza per sé stesse e per la società in cui operano.

Fujitsu si è infatti impegnata in modo proattivo con la CSRD e con le altre normative in tema sostenibilità, come la Task Force Climate-related Financial Disclosures (TCFD) e la EU Taxonomy. Il nostro obiettivo è quello di integrare la sostenibilità in ogni aspetto delle nostre operazioni aziendali.

Anche per quel che riguarda le nostre soluzioni, ci preoccupiamo infatti da sempre di operare in modo responsabile in ogni fase del ciclo di vita del prodotto: dalla progettazione, alla produzione, fino alla distribuzione.

Da quasi tre decenni, ad esempio, i server Fujitsu sono noti con il marchio PRIMERGY, che significa “Prime In Energy”. Siamo orgogliosi di poter fornire server non solo potenti, ma anche altamente efficienti dal punto di vista energetico, stabilendo ripetutamente gli standard del settore per prestazioni ed efficienza energetica.

Per mettere pubblicamente alla prova i nostri server, abbiamo creato il Fujitsu Sustainability Value Calculator, uno strumento progettato per consentire agli utenti di confrontare facilmente i server esistenti con i nostri PRIMERGY di ultima generazione, sfruttando i dati disponibili pubblicamente, in un’interfaccia facile da usare. Il tool restituisce una panoramica completa secondo vari indicatori sia economici che ecologici, tra cui: il minor del numero di sistemi, il risparmio sui costi energetici e di raffreddamento e l’approccio più facile e immediato alla gestione e alla manutenzione del server.

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La Legge di Moore aiuta a risparmiare energia nei data center https://www.datamanager.it/2023/10/la-legge-di-moore-aiuta-a-risparmiare-energia-nei-data-center/ Thu, 26 Oct 2023 12:34:38 +0000 https://www.datamanager.it/?p=231783 A cura di Mehul Doshi, Head of Business Italy, Chief DC Evangelist di Fujitsu Durante lo scorso anno, l’attenzione nei confronti dei consumi elettrici e dei costi operativi delle infrastrutture di data center ha raggiunto livelli senza precedenti. L’efficienza energetica è diventata un fattore cruciale che la maggior parte dei clienti considera ormai prioritario quando […]

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A cura di Mehul Doshi, Head of Business Italy, Chief DC Evangelist di Fujitsu

Durante lo scorso anno, l’attenzione nei confronti dei consumi elettrici e dei costi operativi delle infrastrutture di data center ha raggiunto livelli senza precedenti. L’efficienza energetica è diventata un fattore cruciale che la maggior parte dei clienti considera ormai prioritario quando si tratta di scegliere nuovi sistemi.

La prima cosa che la maggioranza dei clienti mi chiede oggi riguarda proprio l’efficienza energetica dei nostri ultimi sistemi.

È interessante osservare come la risposta alla richiesta di efficienza si possa ritrovare nella cosiddetta Legge di Moore, una previsione fatta nel 1965 da Gordon Moore, co-fondatore di Intel, secondo la quale il numero di transistor contenuti all’interno di un microchip è destinato a raddoppiare ogni due anni a fronte di un dimezzamento del costo di ciascun transistor. La Legge di Moore si è rivelata notevolmente accurata per oltre cinquant’anni e ha comportato indiscutibili benefici anche in termini di efficienza energetica.

Parlando degli effetti positivi della Legge di Moore sull’efficienza energetica, possiamo guardare ad esempio alle prestazioni dell’ultima generazione dei nostri sistemi integrati PRIMEFLEX, che sono raddoppiate nell’arco di soli dodici mesi, mentre i consumi di elettricità si sono ridotti.

L’efficienza energetica è da tempo un tema chiave per Fujitsu

Fujitsu è impegnata da molto tempo nell’ottimizzazione dei consumi di energia nello sviluppo delle infrastrutture di data center. Nel 2006, ad esempio, la società ha fatto proprio il concetto di Green Grid e adottato il parametro di Power Usage Effectiveness (PUE) per gli apparati destinati ai data center. All’inizio degli anni Dieci, quando il problema principale era diventata l’impossibilità fisica di incrementare la quantità di apparecchiature all’interno dei data center on-premises, l’attenzione dedicata al tema si era allargata fino ad includere il numero di Operazioni per Watt.

Nell’ultimo decennio, il cloud computing e gli effetti della Legge di Moore hanno cambiato quello scenario: server e storage sono diventati infatti molto più efficienti sul fronte energetico.

E questo ci porta a oggi, con la nuova generazione di sistemi integrati Fujitsu PRIMEFLEX che continua a ridurre i consumi elettrici.

Prestazioni raddoppiate e 12,5% di costi in meno su alimentazione e raffreddamento

Mi ha recentemente colpito verificare gli incredibili passi avanti compiuti dal sistema PRIMERGY M7 di ultima generazione rispetto al precedente modello M6, la cui introduzione sul mercato risale solamente a un anno fa. Nella nuova macchina, tutto è stato ampliato fuorché le dimensioni fisiche del dispositivo: nei rack dei data center, un PRIMERGY M7 continua a occupare uno chassis 2U.

Ma al suo interno è avvenuta quella che possiamo definire una “rivoluzione silenziosa”. La potenza del nuovo PRIMERGY M7 è infatti più che raddoppiata rispetto a quella del modello precedente. Questo significa che un M7 è in grado di sostituire due unità M6 e comunque consumare il 12,5% di energia complessiva in meno.

Questo non è un semplice confronto su carta, misurato quando i sistemi non stanno lavorando, ma si basa sui consumi effettivi registrati al 70% di livello di utilizzo – uno scenario realistico di tutti i giorni – calcolando sia l’alimentazione che il raffreddamento.

Un ambiente Fujitsu PRIMEFLEX porta inoltre a poter contare su un’infrastruttura iperconvergente dalle enormi potenzialità di consolidamento. Per questo, con l’ultima generazione di server PRIMERGY M7 della famiglia PRIMEFLEX, i clienti hanno ulteriormente guadagnato in termini di efficienza.

E non è tutto: il consolidamento dei core di processore può garantire ulteriori risparmi. Nel caso di un consolidamento di 2:1, passando da M6 a M7, si ottiene infatti un beneficio in termini di costo del 43% per core.

C’è una buona ragione per non estendere forzatamente i cicli di vita delle apparecchiature

Negli ultimi mesi le spese IT sono finite particolarmente sotto osservazione. Alcune aziende stanno infatti valutando di posporre gli interventi sostitutivi nelle loro infrastrutture IT oltre il tradizionale ciclo triennale, cercando così di risparmiare risorse in un momento di rallentamento dell’economia.

Tuttavia, i progressi compiuti anche solamente in termini di efficienza energetica rappresentano un’ottima ragione per rispettare i normali cicli di sostituzione. Come spiegato prima, i passi avanti ottenuti in soli dodici mesi per quel che riguarda le prestazioni e l’efficienza sono tali per cui un’unica macchina può rimpiazzarne due della generazione precedente. È quindi evidente come l’estensione forzata dei cicli di vita delle apparecchiature costituisca, in poche parole, un falso risparmio.

Gli aggiornamenti fanno risparmiare peraltro anche sullo spazio fisico di cui è necessario disporre all’interno di un data center – oltre a fornire ampi margini per estendere la potenza di calcolo, senza incrementare le dimensioni fisiche del data center stesso.

Cosa ancora più importante, un sistema on-premises allo stato dell’arte ha certamente senso dal punto di vista economico, dal momento che i provider di cloud computing trasferiscono i loro costi maggiorati direttamente sui clienti, aumentando i prezzi.

In conclusione, questo è un buon momento per approfondire il modo in cui le infrastrutture di data center continuano a evolvere e per esplorarne le nuove soluzioni disponibili sul mercato.

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Dati resilienti, in cinque mosse https://www.datamanager.it/2023/07/dati-resilienti-in-cinque-mosse/ Wed, 12 Jul 2023 13:49:23 +0000 https://www.datamanager.it/?p=229554 A cura di Mehul Doshi, Chief Evangelist, Director Business Development EMEA CLC di Fujitsu Quello che consideriamo possedere un valore in termini di business varia nel tempo. Greci e Romani commerciavano enormi anfore di olio d’oliva per tutto il mondo allora conosciuto. I mercanti europei del Medioevo accumularono intere fortune con la seta e con […]

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A cura di Mehul Doshi, Chief Evangelist, Director Business Development EMEA CLC di Fujitsu

Quello che consideriamo possedere un valore in termini di business varia nel tempo. Greci e Romani commerciavano enormi anfore di olio d’oliva per tutto il mondo allora conosciuto. I mercanti europei del Medioevo accumularono intere fortune con la seta e con le spezie. La rivoluzione industriale ha trasformato la portata e la scala del business grazie alla meccanizzazione. Negli ultimi 50 anni, alcune delle aziende più grandi e in rapida crescita si sono concentrate sulla tecnologia dell’informazione – hardware informatici, software, Internet e, sempre più spesso, sui dati residenti all’interno di questi ambienti.

Oggi i dati rappresentano l’ossessione di qualsiasi azienda interessata a lavorare su scala globale e a raggiungere l’ambito status di “unicorno”. Se state lavorando per trasformare il vostro business e portarlo a un livello del tutto nuovo, è molto probabile che i dati abbiano un qualche ruolo nella vostra strategia.

Ovviamente, non stiamo parlando di un percorso facile. Decidere semplicemente di valorizzare i dati, trasformandoli in un motore per la crescita, non è infatti sufficiente. Il ransomware, ad esempio, rappresenta una sfida cruciale in questo momento storico: come pensate di proteggere i vostri dati (e l’investimento che rappresentano)? Anche la sostenibilità, d’altronde, è un altro tema importante, che sta diventando sempre più delicato quando si tratta di associarlo al business: siete in grado di allineare il consumo di dati sempre crescente agli obiettivi di sostenibilità fissati della vostra azienda? E affidarsi completamente al cloud è ancora quella scelta pressoché automatica e naturale che sembrava essere qualche anno fa? Oppure l’opzione più realistica e conveniente è rappresentata invece da un ambiente ibrido?

Abbiamo prestato attentamente ascolto ai nostri clienti. Sulla base delle loro riflessioni e dei loro feedback, abbiamo identificato cinque scenari e altrettante, relative sfide per le piattaforme di dati resilienti e abbiamo ragionato sulle possibili soluzioni.

  1. Iniziare mettendo in discussione la propria strategia di archiviazione e di gestione dei dati

Siamo convinti che il segreto per ottenere i migliori risultati dalla propria trasformazione digitale stia nella pianificazione.

Ma come si fa a sapere quali sono i passi giusti da compiere? Oggi, ogni azienda possiede dati “sparpagliati” su infiniti dispositivi, utenti, sedi e cloud. Con la proliferazione dello shadow IT è molto probabile che esistano anche dati, applicazioni e casistiche d’uso di cui le aziende non sanno niente. Ben poche organizzazioni dispongono di conseguenza di un quadro completo e preciso dei dati che possiedono e di dove li possiedono.

Consigliamo ai clienti di iniziare con servizi di analisi e implementazione di “esplorazione dei dati” standardizzati basati su AI, per capire dove si trovino i dati e i workload, cosa facciano e cosa ne stia limitando il potenziale per diventare il motore della trasformazione digitale.

Da notare che questo passaggio non riguarda le soluzioni, bensì l’ottimizzazione dell’intera infrastruttura – sia essa on-premises, piuttosto che in cloud. Occorre infatti un’analisi obiettiva che esamini l’intero ambiente enterprise col relativo patrimonio di applicazioni prima di poter sviluppare una strategia di trasformazione che possa essere perfettamente allineata agli obiettivi di business.

  1. Valutare anche le alternative al cloud ibrido

Detto sinceramente, la diatriba tra cloud e on-premises è stata già risolta tempo addietro. È sempre meno probabile oggi che un ambiente IT rientri integralmente in una sola delle due casistiche.

Per ragioni che oggi sono ben chiare – complessità delle applicazioni legacy, latenza, compliance – l’ambiente on-premises è ormai sempre associato all’impatto ambientale, anche nelle startup di recente costituzione. C’è poi la questione dei costi: molte aziende stanno facendo ritornare nuovamente on-premises i loro dati per evitare i costi eccessivi sostenuti nel cloud. Secondo la società di analisi IDC, il 71% delle aziende prevede di riportare alcuni o tutti i workload dal cloud all’on-premises.

Consigliamo di valutare tre differenti tipologie di infrastruttura per ottenere i vantaggi del cloud ibrido:

  • Virtualizzazione server tradizionale – sufficientemente flessibile per l’ottimizzazione ma complessa, richiede di dotarsi internamente di competenze significative.
  • Sistemi convergenti che combinano componenti standard ottimizzati per i workload virtuali – sono predefiniti, quindi di facile implementazione, ma sono impossibili da ottimizzare, rendendo complessi eventuali cambiamenti futuri.
  • Sistemi iperconvergenti – economicamente interessanti, con un time-to-value rapido, perfetti per esplorare le possibilità dei data center di tipo software-defined.
  1. Riconoscere l’importanza dello storage on-premises

L’affermazione del modello ibrido implica la necessità di storage on-premises.

Il tradizionale storage RAID raggiunge i più alti livelli di prestazioni e affidabilità per quanto concerne l’immagazzinamento dei dati; tuttavia può limitare la possibilità di espanderne la capacità. Il Software-Defined Storage (SDS), con il suo intuitivo concetto scale-out di “basta aggiungere dei nodi in più”, rappresenta una soluzione a questo problema. Non è sempre quella più adatta, ma riesce a gestire le sfide delle modalità digital-native del lavoro – elementi come microservizi per garantire flessibilità, container per il deployment e l’esteso ricorso alle API – che mettono sotto pressione i sistemi e lo storage sottostante in modalità assai differenti.

SDS ha comunque le sue complessità da gestire, richiedendo un know-how del tutto nuovo. Il nostro consiglio è di mitigare le potenziali complessità implementando un’infrastruttura totalmente funzionale abbinata a un sistema storage approfonditamente collaudato e a un layer di virtualizzazione pronto all’uso.

  1. Essere sempre pronti e preparati in tema di protezione dei dati

Protezione dei dati, ransomware, disaster recovery e cyberattacchi sono spesso argomenti ai quali non si presta la necessaria attenzione finché non è troppo tardi – vale a dire, dopo che è accaduto il peggio. Un’efficace pianificazione di backup, archiviazione e ripristino dei dati permette di mantenere sempre il controllo della situazione.

Prima di pensare alle opzioni tecnologiche, occorre definire i parametri SLA (Service Level Agreement) in base alle effettive necessità di business. Il parametro RPO (Recovery Point Objective) indica quanto indietro nel tempo occorre andare prima di incontrare un punto di ripristino, ovvero una copia di backup eseguita prima di qualsiasi evento distruttivo. I valori di RPO possono essere anche di pochi secondi prima, nel caso dei dati operativi di produzione. Con il parametro RTO (Recovery Time Objective) si definisce invece quanto tempo occorre prima di poter completare i ripristini e tornare in attività. Qui è inutile spendere per quello che non occorre, visto che non tutti i dati sono mission-critical. Il nostro consiglio è di gestire e classificare i dati secondo le esigenze di business, in modo da bilanciare SLA accettabili da un lato e costi sostenibili dall’altro.

Qui può entrare in gioco anche la compliance. Le linee guida della Banca Centrale Europea, per esempio, impongono agli istituti di conservare un preciso numero di copie di backup.

La protezione non è più, infatti, una questione che riguarda solamente il data center: oggi occorre tenera al sicuro anche i dati contenuti in tutti i progetti di shadow IT disseminati in ogni organizzazione. Fortunatamente è semplice implementare un’infrastruttura iperconvergente (HCI) per gestire questo punto. È essenziale inoltre disporre di strumenti software efficaci che assicurino il costante backup di database di grandi dimensioni, affinché i dati correnti possano essere ripristinati in qualsiasi momento attraverso backup in tempo reale. A scopo di archiviazione, invece, le librerie a nastro rappresentano una soluzione di comprovata efficacia ed economicamente conveniente.

  1. Imparare a guadagnare dai dati

Riconsiderate il punto da cui partire: state ricavando tutto il valore possibile dai vostri dati?

In passato, normalmente, i dati si “raffreddavano” col passare del tempo, venendo assegnati a supporti più lenti fino alla scadenza del periodo di conservazione o fino a essere dimenticati. Oggi sempre più aziende riconoscono invece le potenzialità di valore anche nei dati meno recenti. I dati di un sensore IoT o di una app per social media potrebbero essere poco preziosi nel momento in cui vengono creati, ma il loro valore può aumentare esponenzialmente quando vengono aggregati, analizzati o venduti ai consumatori o ad altri vendor.

Un buon punto per iniziare è quello di mettere i dati sotto controllo, identificare i duplicati nascosti nei silos o in file incompleti. Le aziende un tempo investivano nella Business Intelligence (BI) e nei data warehouse; oggi, la data analytics gestisce svariate tipologie di dati strutturati e non strutturati provenienti da differenti fonti, riuscendo a processarle molto rapidamente.

Tutto questo significa che l’archiviazione può costituire la base della protezione dei dati e la base di significative riduzioni dei costi ma, allo stesso tempo, mette a disposizione una piattaforma per la data analytics e, potenzialmente, nuovi flussi di entrate.

Riflettete a fondo, iniziate in piccolo e pagate quanto consumate

Nessuno mette da parte del denaro per progetti che “potrebbero essere buoni” da implementare; tanto meno per progetti di trasformazione “tutto in uno”. In un mondo di budget che vanno riducendosi sempre più, è essenziale definire obiettivi sensati e valutare le possibili soluzioni prima di impegnarsi con gli investimenti più importanti.

L’analisi basata su AI dei workload e dei dati può essere messa al centro di ambienti think tank come il Customer Experience Lab (CX Lab) di Fujitsu, per sviluppare piattaforme dati resilienti. Gli ambienti ibridi offrono i vantaggi economici tipici del cloud, sostituendo ingenti investimenti iniziali con spese periodiche e prevedibili che scalano proporzionalmente alla crescita del business. L’on-premises può essere sfruttato dove risulta pratico farlo.

Questo è l’approccio che consigliamo alle aziende perché possano raggiungere il loro potenziale di business.

Per maggiori informazioni è possibile visitare il sito:

https://www.fujitsu.com/global/products/computing/storage/.

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La nuova Fujitsu CS800 RA è l’architettura che protegge dagli attacchi ransomware https://www.datamanager.it/2023/05/la-nuova-fujitsu-cs800-ra-e-larchitettura-che-protegge-dagli-attacchi-ransomware/ Thu, 25 May 2023 12:55:45 +0000 https://www.datamanager.it/?p=228173 Fujitsu ha presentato una nuova reference architecture dedicata alle aziende che necessitano di proteggersi dagli attacchi ransomware. La CS800 RA (reference architecture) rafforza la protezione contro il ransomware e mette al sicuro le aziende attraverso replica dei dati, cifratura crittografica e copie snapshot protette. A ciò si aggiungono potenti funzionalità di deduplica che riducono la […]

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Fujitsu ha presentato una nuova reference architecture dedicata alle aziende che necessitano di proteggersi dagli attacchi ransomware.

La CS800 RA (reference architecture) rafforza la protezione contro il ransomware e mette al sicuro le aziende attraverso replica dei dati, cifratura crittografica e copie snapshot protette. A ciò si aggiungono potenti funzionalità di deduplica che riducono la capacità storage necessaria fino al 95% in meno. Pur se adatta ad aziende di ogni genere, questa reference architecture è particolarmente pensata per le piccole e medie imprese (PMI).

Il ransomware è attualmente una delle peggiori preoccupazioni che le aziende sono costrette ad affrontare. I danni economici provocati da questo fenomeno si sono moltiplicati negli anni. Oggi, ogni 11 secondi un’azienda cade vittima di un attacco ransomware. Gli esperti calcolano che entro il 2031 si verificherà un attacco ogni 2 secondi e che il costo complessivo dei danni salirà dagli attuali 20 miliardi a 250 miliardi di dollari all’anno.

L’impatto di un attacco ransomware sulla continuità operativa e sulla brand reputation di un’attività è potenzialmente devastante, in particolare nel caso delle PMI, poiché queste tendono a disporre di organizzazioni IT meno complete. I cybercriminali ora attaccano persino i backup, ovvero l’ultima linea di difesa contro il ransomware, proprio allo scopo di limitare le opzioni di ripristino dei loro bersagli. Se un hacker riesce ad accedere ai backup, allora ci sono poche possibilità per evitare di acconsentire al pagamento di un riscatto.

Sviluppata sulla base di numerosi feedback forniti dai clienti e di approfondite discussioni avute con molti partner, la reference architecture Fujitsu CS800 RA contrasta queste minacce in maniera efficace. Il suo approccio multi-layer integra la protezione dei dati fin dalle basi. Questa architettura è parte delle soluzioni complete offerte da Fujitsu per il disaster recovery e per il backup e l’archiviazione di dati e database su cloud e nastro.

L’approccio di Fujitsu alla protezione dei dati segue il comprovato metodo 3-2-1, ovvero la procedura che prevede l’effettuazione di tre copie di dati su due supporti differenti mantenendo una copia separata tramite “air-gap”, offline e offsite. Ciò garantisce la tempestiva disponibilità di una copia di backup “pulita”, con cui poter ripristinare un sistema anche nel caso in cui un’azienda sia colpita da un attacco ransomware e i suoi dati risultino persi, distrutti o cifrati.

Nel caso in cui il ransomware dovesse riuscire lo stesso a scavalcare le prime linee difensive, la reference architecture prevede la scrittura dei dati su uno storage pool non modificabile e non accessibile da rete per protezione contro cifrature o cancellazioni indebite.

 

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I desktop Fujitsu ESPRIMO portano la sostenibilità dei PC a un nuovo livello https://www.datamanager.it/2023/05/i-desktop-fujitsu-esprimo-portano-la-sostenibilita-dei-pc-a-un-nuovo-livello/ Tue, 02 May 2023 09:04:30 +0000 https://www.datamanager.it/?p=227440 Fujitsu ha presentato le ultime innovazioni introdotte nei propri modelli ESPRIMO, una gamma di computer desktop flessibili ed espandibili. La gamma è stata rinnovata con ulteriori performance tecniche, una riduzione dei costi e nuovi standard dedicati alla sostenibilità circolare. A fianco dei chipset Intel e AMD, nella linea ESPRIMO sono state infatti introdotte riduzioni significative […]

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Fujitsu ha presentato le ultime innovazioni introdotte nei propri modelli ESPRIMO, una gamma di computer desktop flessibili ed espandibili.

La gamma è stata rinnovata con ulteriori performance tecniche, una riduzione dei costi e nuovi standard dedicati alla sostenibilità circolare. A fianco dei chipset Intel e AMD, nella linea ESPRIMO sono state infatti introdotte riduzioni significative in termini sia di consumi energetici che di impiego di materie prime, mentre sono stati aumentati il ciclo di vita dei sistemi e le relative possibilità di riciclo.

Declinata nei formati mini-PC ESPRIMO G Series, small form factor ESPRIMO D Series e micro tower ESPRIMO P Series, la gamma propone ora aggiornamenti tecnologici come memorie DDR5 ad alta velocità e CPU Intel di 12′ e 13′ generazione. Ulteriori caratteristiche comprendono capacità I/O che consentono di supportare fino a quattro porte monitor e 10 interfacce USB. I modelli ESPRIMO D9013 e G9013 CELSIUS Edition Workstation sono stati aggiornati per coprire le esigenze di fascia alta, mentre l’opzione Secured-core PC disponibile sui dispositivi con chipset di 13′ generazione mette a disposizione funzionalità firmware e software che proteggono il sistema operativo da attacchi altamente sofisticati.

Aumentare il grado di circolarità dei prodotti attraverso i principi di riduzione, riutilizzo e riciclo appare oggi come la strada migliore per arrivare a un’impronta di emissioni neutrale. Fujitsu sta abbattendo il footprint ambientale dell’informatica con i consumi di energia più bassi mai raggiunti finora nella gamma ESPRIMO. I nuovi modelli si situano fino al 65% al di sotto delle soglie di consumo annuale ENERGY STAR 8. Il Mini PC ESPRIMO G9013 assorbe solamente 17,3 kWh in un intero anno, dunque ben al di sotto del limite massimo consentito di 50,02 kWh/anno. I consumi possono essere ulteriormente ridotti attraverso il nuovo Fujitsu Standby Energy Saving Tool, disponibile senza alcun costo aggiuntivo.

La sensibilità ambientale che contraddistingue tanto il processo di produzione quanto la fase di dismissione dei prodotti Fujitsu ESPRIMO ne innalza ancor più le caratteristiche di circolarità, anche attraverso una serie di importanti accorgimenti di design. I desktop ESPRIMO, infatti, usano oggi una quantità minore di materiali inquinanti, come ad esempio gli imballaggi in plastica. I nuovi modelli sfruttano fino al 62% di plastica riciclata ed elementi post-consumo di provenienza informatica – ovvero quelli inseriti nella categoria ITE, una di quelle considerate ai fini dell’ecoetichetta per prodotti tecnologici EPEAT – adottando un framework orientato al riciclo che viene ulteriormente promosso attraverso una funzione di cancellazione dati per effettuare il recupero dei contenuti in sicurezza.

Fujitsu ha inoltre esteso il ciclo di vita della gamma ESPRIMO con un design modulare che favorisce l’espansione dei sistemi, e garantisce la disponibilità di parti di ricambio per cinque anni dalla data di cessazione della produzione. Non è stato dimenticato nemmeno il lavoro degli amministratori, che viene ora facilitato dalla semplificazione degli interventi da remoto attraverso la piattaforma Intel vPRO. Infine, la funzione Modern Standby mantiene il sistema aggiornato e connesso alla rete a fronte di consumi di energia estremamente ridotti.

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Fujitsu lancia la workstation CELSIUS H7613 Ultimate Mobile, pensata per i professionisti https://www.datamanager.it/2023/04/fujitsu-lancia-la-workstation-celsius-h7613-ultimate-mobile-pensata-per-i-professionisti/ Tue, 18 Apr 2023 13:07:54 +0000 https://www.datamanager.it/?p=227095 In occasione dell’evento NVIDIA GTC, Fujitsu ha presentato il modello CELSIUS H7613, la workstation mobile definitiva per il professionista che esige i più alti livelli di prestazioni, versatilità e accelerazione dei workflow. Il nuovo modello è di 10mm più sottile e di 500g più leggero rispetto al suo predecessore, a fronte di un incremento del […]

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In occasione dell’evento NVIDIA GTC, Fujitsu ha presentato il modello CELSIUS H7613, la workstation mobile definitiva per il professionista che esige i più alti livelli di prestazioni, versatilità e accelerazione dei workflow.

Il nuovo modello è di 10mm più sottile e di 500g più leggero rispetto al suo predecessore, a fronte di un incremento del 400% nelle performance delle applicazioni a utilizzo intensivo di risorse grafiche come Catia, Siemens, Creo e programmi di rendering.

Dotato della GPU per laptop top di gamma della famiglia NVIDIA RTX 5000 Ada Generation, questa nuova workstation Fujitsu supporta la riproduzione di video in super alta risoluzione 8K in tempo reale e accelera gli algoritmi computazionali, di rendering e di Intelligenza Artificiale consentendo di lavorare in tempo reale con i workload di ray tracing, simulazione, inferenza e training di IA, realtà virtuale e altro ancora.

I professionisti della grafica high-end hanno bisogno di display versatili dalla qualità sensazionale. Per rispondere a questa esigenza, la workstation mobile CELSIUS H7613 integra uno schermo da 16″ e 4K di risoluzione con copertura Adobe RGB e HDR. Il nuovo modello è inoltre dotato di connettività 5G per un accesso online velocissimo, da ovunque e in qualsiasi momento. In grado di scaricare un’intera stagione di una serie TV dal servizio di streaming Netflix in circa quattro secondi, il nuovo CELSIUS è la soluzione ideale per chi si trova lontano dalla scrivania, tanto per la produttività quanto per il tempo libero.

Il nuovo modello non scende a compromessi nemmeno per quanto riguarda la sicurezza, grazie ai diversi metodi di autenticazione biometrica disponibili come Windows Hello, un sensore di impronte digitali, e il sistema Fujitsu PalmSecure: tutte soluzioni che controllano l’accesso in modo comodo e veloce, assicurando la costante protezione dei dati.

Anche aggiornare e aggiustare il laptop diventa più semplice grazie a Fujitsu Service Door, che permette di sostituire i componenti senza sforzo e di velocizzare le riparazioni: è sufficiente infatti aprire l’apposito sportello rimuovendo un’unica vite per poter cambiare memorie, storage e batteria, contribuendo a prolungare la vita utile del nuovo CELSIUS.

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Il nuovo tablet Fujitsu è sinonimo di flessibilità, robustezza e praticità, in qualunque contesto https://www.datamanager.it/2022/10/il-nuovo-tablet-fujitsu-e-sinonimo-di-flessibilita-robustezza-e-praticita-in-qualunque-contesto/ Mon, 24 Oct 2022 15:11:07 +0000 https://www.datamanager.it/?p=222392 Fujitsu ha presentato STYLISTIC Q7312, il nuovo tablet convertibile due-in-uno che combina i vantaggi di mobilità tipici di un tablet con la produttività di un notebook. Le sue doti di flessibilità, robustezza e praticità lo rendono ideale all’interno di ambienti commerciali: dal magazzino fino al punto vendita – e persino per l’uso all’aperto, in qualunque […]

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Fujitsu ha presentato STYLISTIC Q7312, il nuovo tablet convertibile due-in-uno che combina i vantaggi di mobilità tipici di un tablet con la produttività di un notebook.

Le sue doti di flessibilità, robustezza e praticità lo rendono ideale all’interno di ambienti commerciali: dal magazzino fino al punto vendita – e persino per l’uso all’aperto, in qualunque condizione meteo.

Il tablet Fujitsu STYLISTIC è basato sugli ultimissimi processori Intel di 12a generazione con l’aggiunta di Intel Iris Xe Graphics, supporta la nuova categoria di moduli LTE 12 e introduce la funzionalità eSIM per garantire massima mobilità possibile.

Così robusto da poter essere utilizzato dappertutto

Oltre che per l’impiego in ufficio, il modello semi-rugged STYLISTIC Q7312 è progettato per l’uso in ambienti esterni e di produzione. Il suo robusto involucro, conforme allo standard IP42, è dotato di spigoli rinforzati per la protezione dagli urti, mentre le porte di interfaccia sono tenute al riparo da schizzi e polvere grazie ad appositi cappucci. Quando si è lontani dalla scrivania si può inoltre aggiungere una cover in simil-silicone TPU con manico, tracolla e supporto integrato estraibile.

Praticità

Il tablet due-in-uno è dotato di una tastiera rimovibile. Le generose dimensioni del suo schermo da 13,3″ permettono di visualizzare documenti A4 a tutto schermo semplificandone la lettura, mentre la penna consente di aggiungere in modo rapido e sicuro le firme apposte sullo schermo ai documenti digitali. L’involucro è dotato di un vano dove poter riporre e ricaricare comodamente la penna tramite tecnologia induttiva nell’arco di pochi secondi.

Il peso del nuovo STYLISTIC Q7312 parte da soli 800 grammi offrendo il top della portabilità e della flessibilità con un’autonomia della batteria che raggiunge le 10 ore. Per i clienti che provengono da precedenti modelli STYLISTIC, il nuovo Q7312 è compatibile con una serie di accessori della generazione passata.

Sottile, agile e sicuro

Il dispositivo permette agli utenti di lavorare in piena sicurezza sempre e ovunque senza compromessi. Le funzionalità di sicurezza integrate comprendono una videocamera a infrarossi con supporto di Windows Hello, sensore di impronte digitali e lettore di smartcard; è presente anche uno slot Kensington.

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I Mini PC Fujitsu protagonisti nel nuovo portfolio di PC desktop https://www.datamanager.it/2022/09/i-mini-pc-fujitsu-protagonisti-nel-nuovo-portfolio-di-pc-desktop/ Wed, 07 Sep 2022 13:38:07 +0000 https://www.datamanager.it/?p=221221 La nuova generazione dei Mini PC ESPRIMO Fujitsu è ideale anche per le applicazioni e gli ambienti di ufficio più esigenti Per il proprio business, i clienti sono oggi sempre più orientati verso la scelta del Mini PC come soluzione standard per il desktop computing, apprezzandone il design sottile e discreto, che permette di essere […]

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La nuova generazione dei Mini PC ESPRIMO Fujitsu è ideale anche per le applicazioni e gli ambienti di ufficio più esigenti

Per il proprio business, i clienti sono oggi sempre più orientati verso la scelta del Mini PC come soluzione standard per il desktop computing, apprezzandone il design sottile e discreto, che permette di essere posizionato in modo da non dare nell’occhio.

In linea con questa tendenza, Fujitsu ha introdotto oggi una nuova gamma di Mini PC ESPRIMO perfetti per punti vendita, banchi di reception e scrivanie di ufficio – piccoli nelle dimensioni, ma assolutamente completi dal punto di vista delle performance.

I nuovi Mini PC ESPRIMO di Fujitsu sono così compatti che il loro ingombro si può paragonare a quello di un libro con la copertina rigida. Silenziosi nel funzionamento, i modelli di Mini PC ESPRIMO possono essere montati sul retro di un display o nascosti sotto una scrivania, per evitare il disordine. Un cavo USB Type-C è tutto quel che occorre per alimentare il PC e collegarlo a un monitor – come il modello Fujitsu AiO Display P2410. Per ridurre ulteriormente i grovigli di cavi, tutti i modelli di Mini PC ESPRIMO possono inoltre essere configurati tramite Bluetooth per la connessione senza filo di periferiche come tastiera e mouse.

La nuova gamma di Mini PC ESPRIMO è l’ideale per tutti quegli ambienti nei quali grandi quantità di periferiche sono connesse via USB, come nel caso dei punti vendita, e per tutti gli utenti di applicazioni che necessitano di un consumo particolarmente intensivo di risorse. Tutti i Mini PC ESPRIMO presenti nella nuova gamma sono dotati di ben otto prese USB e due uscite display, permettendo di collegare fino a quattro schermi; alcuni modelli possono addirittura essere configurati con un massimo di 10 porte USB.

L’aggiornamento della gamma di Mini PC ESPRIMO comprende otto nuovi modelli disponibili con i più recenti processori Intel o AMD – con prestazioni allo stesso livello dei PC desktop di più grandi dimensioni. Grazie a tali funzionalità e performance, offerte in un design sottile, con la gamma di Mini PC ESPRIMO i clienti non dovranno più scendere a compromessi tra prestazioni o praticità quando si troveranno a scegliere un nuovo PC.

Mini PC ESPRIMO: flessibili e compatti

Il modello ESPRIMO G9012 è il top della gamma. Un sistema ad alte prestazioni dalle funzionalità avanzate, disponibile in un design ultra-compatto dal volume di soli 0,87 litri. Un’opzione con unità leggermente più grande (1,23 litri) è perfetta per gli utenti che hanno necessità di usufruire anche di un drive ottico. Il modello “large top cover” aggiunge uno slot PCIe per il collegamento di dispositivi periferici e un alimentatore integrato, pur mantenendo un volume totale di 1,85 litri.

Un’altra novità è il modello ESPRIMO G7012A, il primo Mini PC di Fujitsu a essere dotato di un processore AMD. Grazie al più recente processore AMD Ryzen PRO e al sottosistema grafico AMD Radeon integrato, questo sistema vanta un impressionante rapporto prezzo/prestazioni. L’unità ESPRIMO G7012A è dotata di una porta USB Type-C per poter connettere un display e tutte le periferiche attraverso un unico cavo.

Christian Leutner, Vice President, Head of European Platform Business di Fujitsu, ha commentato: “Osserviamo un livello significativo di interesse nei confronti dei Mini PC per diverse casistiche d’utilizzo che vanno dall’uso in casa a quello in ufficio fino all’impiego commerciale in ambienti come il retail. I nuovi modelli di Mini PC ESPRIMO, con la loro ricca dotazione di funzionalità, sono sinonimo di estrema portabilità, flessibilità, scalabilità e praticità. Abbiamo concentrato al loro interno una grande quantità di funzionalità, abbiamo incrementato le prestazioni e l’I/O nonostante le piccole dimensioni rendendo il Mini PC una scelta adatta al mainstream”.

Una workstation CELSIUS ad alte prestazioni per workload esigenti

Fujitsu ha anche introdotto la nuova workstation ad alte prestazioni Fujitsu CELSIUS W5012, progettata per ingegneri e creativi di professione, che hanno bisogno di una macchina potente ed espandibile caratterizzata da un eccellente rapporto prezzo/prestazioni. I nuovi processori Intel Core di 12′ generazione garantiscono performance aumentate per poter gestire anche i workload più esigenti. Questa nuova workstation, dotata di memoria DDR5, raggiunge prestazioni incredibili per eseguire senza fatica applicazioni complesse come la modellazione 3D, ed è costruita con componenti progettati per funzionare continuativamente 24 ore su 24. Il sistema comprende le migliori opzioni per la connettività (come Intel Thunderbolt 4) ed il supporto di schede grafiche avanzate. Anche la parte di I/O è stata migliorata e prevede ora quattro porte per display e fino a 11 porte USB.

Fujitsu propone un’opzione “build-to-order” per tutti i modelli di ESPRIMO e CELSIUS che può essere sfruttata dalle aziende che hanno particolari richieste. L’opzione “build-to-order” può essere richiesta direttamente a FINIX Technology Solutions che commercializza in esclusiva per l’Italia l’intera offerta di soluzioni Fujitsu.

 

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