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I comportamenti della generazione Y e le emergenti tecnologie connesse rompono gli schemi dei modelli di business esistenti 

Il World Insurance Report 2016 (WIR), pubblicato da Capgemini ed Efma, identifica le minacce che spingono il settore assicurativo verso un cambiamento dirompente. La continua evoluzione dell’Internet of Things (IoT), combinata con i comportamenti e le preferenze dei clienti della cosiddetta generazione Y, sono i driver principali che impongono un radicale cambiamento per le Compagnie di assicurazione, per non rischiare di restare indietro rispetto a competitor emergenti come le start-up Fintech.

La survey “Capgemini Voice of Customer”, realizzata intervistando più di 15.500 clienti in tutto il mondo, ha evidenziato come per i clienti della generazione Y ci siano molte meno probabilità di avere esperienze positive con la propria Compagnia assicurativa rispetto ai consumatori di altre fasce di età, a dispetto di una comunicazione molto più frequente. I clienti della generazione Y hanno più interazioni con il proprio assicuratore attraverso tutti i canali di comunicazione, in particolare quelli digitali. Essi interagiscono fino a 2,5 volte più sui social media rispetto ad altri clienti e oltre due volte di più tramite dispositivo mobile.

Il numero d’interazioni, tuttavia, si traduce in livelli di customer experience positiva che sono quasi 20 punti percentuali più bassi rispetto a quelli dei clienti in altre fasce di età, il che suggerisce che i clienti della generazione Y hanno standard più elevati in termini di aspettative sui canali digitali rispetto ai clienti più anziani. Dato che più di un quarto di tutti i consumatori ha in programma di acquistare o rinnovare la propria assicurazione attraverso canali digitali nei prossimi 12 mesi, bassi livelli di customer experience positiva tra i clienti della generazione Y sono particolarmente allarmanti per l’industria. Inoltre, quasi un quarto dei clienti Y Gen afferma di essere propensa ad acquistare polizze assicurative da provider technology-led non tradizionali, confermando come i concorrenti emergenti rappresentino una minaccia per le Compagnie di assicurazione tradizionali.

“Ogni volta che non prestano la dovuta attenzione ai clienti digitalmente avanzati della generazione Y, le Compagnie corrono il rischio di spingerli verso una popolazione sempre crescente di nuovi competitor non tradizionali e technology-driven”, ha dichiarato Raffaele Guerra, Senior Vice President – Insurance Sector Leader di Capgemini. “La generazione Y sta chiaramente indicando che fanno business in modo differente e che solo gli assicuratori in grado di rispondere alle loro condizioni, avranno un chiaro vantaggio competitivo”.

L’incombenza dell’IoT

Una minaccia ancora più radicale per il futuro delle Compagnie tradizionali è la prossima ondata di “tecnologie connesse”, nella forma di alcune innovazioni come gli ecosistemi intelligenti per la casa, i wearables e i droni guidati da macchine, i robot e le automobili. Ci si aspetta che queste tecnologie IoT trasformino i modelli di business assicurativo tradizionali, comprese le modalità attraverso le quali gli assicuratori si connettono ai propri clienti, fino al modo di valutare e gestire il rischio. Eppure, nonostante questa minaccia, gli assicuratori stanno sottovalutando in modo significativo il grado con cui le “tecnologie connesse” saranno ampiamente adottate. Solo il 16 per cento degli assicuratori, ad esempio, pensa che i clienti abbracceranno le driverless car, mentre il 23 per cento dei clienti ha manifestato il proprio interesse.

Più significativa dell’età, la ricchezza è il fattore che sembra essere predominante nelle scelte di adozione dell’IoT da parte dei clienti. Più del 45 per cento di clienti “abbienti” della generazione X è disposto ad adottare dispositivi connessi, ecosistemi intelligenti e wearables, rispetto ad una percentuale compresa solo tra il 30 e il 35 per cento dei clienti più giovani e meno benestanti della generazione Y. I consumatori benestanti della Gen Y sono in assoluto i più propensi ad adottare tecnologie IoT (50%). Tuttavia, i clienti benestanti sono anche quelli più propensi ad acquistare polizze da fornitori non tradizionali e technology-led. Quasi il 31 per cento di questi, infatti, dichiara di essere propenso ad acquistare l’assicurazione da aziende tecnologiche, una percentuale che sale fino al 47 per cento se si considera la sola generazione Y.

Ridefinizione del Rischio

Oltre agli effetti sulla connessione con i clienti, ci si aspetta che l’IoT abbia un impatto ancora maggiore sui principi fondamentali del business assicurativo. In un mondo connesso, i dati forniti da dispositivi collegati, dagli ecosistemi intelligenti e dai wearables aumenteranno la risk transparency, una dinamica che porterà probabilmente a nuovi modelli di business, specialmente in termini di pricing e controllo del rischio stesso. L’ownership del rischio stesso si sposterà con le tecnologie connesse, così come le responsabilità delle azioni: per esempio nel caso delle driverless car, si sposterà dal proprietario dell’auto alla casa automobilistica.

Infine, e più importante, l’IoT incombe significativamente sul tema del livello di esposizione al rischio, attraverso ambienti più sicuri. Ciò con impatti significativi sui premi, minacciando alcuni operatori, ma contemporaneamente offrendo opportunità per quelli in grado di cogliere i rischi emergenti inerenti il tasso di tecnologia che cambia diventando più pervasiva nelle vite delle persone e nel commercio.

Le Compagnie devono prepararsi per l’inevitabile trasformazione del business. La raccomandazione del report per le Compagnie è, nel breve periodo, di costruire strutture allo stesso tempo solide e agili. Nel medio termine, di affinare la propria value proposition attraverso alleanze strategiche e data-driven insight. Le strategie di lungo termine, infine, devono concentrarsi sulla trasformazione del business per tenere testa all’emergere di nuovi profili di rischio e di nuovi modelli d’interazione, dovuti al cambiamento dei comportamenti dei clienti e agli impatti derivanti dell’IoT sulla risk selection, sul pricing e sulla prevenzione dei sinistri.

“Mentre sperimenta un’intensa digitalizzazione, il settore assicurativo ha bisogno di rinforzarsi per l’inevitabile e massiccio cambiamento portato dalla generazione Y e dall’IoT”, ha dichiarato Vincent Bastid, Segretario Generale, Efma. “Gli assicuratori che ne faranno una priorità assoluta per migliorare la propria capacità di gestire e sfruttare i dati e il rischio, saranno i più preparati”.

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La Generazione Y sarà alla base dell’accelerazione del mercato europeo dei SUV https://www.datamanager.it/2015/09/la-generazione-y-sara-alla-base-dellaccelerazione-del-mercato-europeo-dei-suv/ Tue, 08 Sep 2015 14:35:06 +0000 http://www.datamanager.it/?p=82955 Ford ha comunicato i risultati di uno studio sui ‘Millenial’, anche nota come Generazione Y, in cui si evidenzia una particolare preferenza per i SUV da parte dei giovani adulti di età compresa tra i 17 e i 34 anni, che contribuirà ad accelerare la crescita del mercato europeo di questo segmento in espansione. Secondo i Millennial, I […]

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Ford ha comunicato i risultati di uno studio sui ‘Millenial’, anche nota come Generazione Y, in cui si evidenzia una particolare preferenza per i SUV da parte dei giovani adulti di età compresa tra i 17 e i 34 anni, che contribuirà ad accelerare la crescita del mercato europeo di questo segmento in espansione.

Secondo i Millennial, I SUV sono eleganti, divertenti da guidare e compatibili con l’immagine di sé che desiderano comunicare all’esterno. I Millenial rappresentano oggi circa il 24% della popolazione adulta europea, e il 25% di chi in questa fascia ha intenzione di acquistare un’auto nei prossimi 12 mesi, è orientato verso la scelta di un SUV.

La Generazione Y è anche quella che ritiene più di altre che un’auto debba rispondere alle esigenze di uno stile attivo e dinamico, e riconosce nei SUV le caratteristiche in grado di rispondere a queste necessità.

Lo studio ha evidenziato che, dei Millenial:

• il 54% considera i SUV migliori di qualsiasi altra categoria di auto per avere la massima flessibilità di movimento, sia fuori città che nei contesti urbani
• il 52% attribuisce ai SUV una maggiore capacità di protezione e una maggiore sicurezza rispetto ad altre categorie di auto
• l’84% ritiene che oggi i SUV siano più efficienti e ecosostenibili rispetto al passato, grazie alle innovazioni apportate al segmento negli ultimi 5 anni
• il 52%, tra quelli intenzionati ad acquistare un SUV, ritiene che sia l’unica categoria di auto in grado di coniugare sia stile che robustezza, e di rispondere contemporaneamente sia all’emozione che alla razionalità

“La ricerca evidenzia 2 punti importanti: il primo è che il successo dei SUV in Europa non è una moda passeggera, il secondo è che i giovani non sono così distaccati dall’idea di proprietà dell’auto come alcuni suggeriscono, specialmente se si parla di SUV”, ha dichiarato Roelant de Waard, Vice Presidente, Marketing, Vendite e Assistenza, di Ford Europa. “Sia sul fronte emozionale che su quello razionale, molti giovani clienti europei vedono nei SUV la scelta perfetta per il loro stile di vita”.

Ford lancerà nei prossimi 3 anni 5 modelli, nuovi o significativamente aggiornati, che competeranno nel mercato SUV/crossover europeo, a partire dalla nuova Edge, che sarà presentata nella versione con specifiche europee al Salone di Francoforte. Ford mostrerà anche le versioni aggiornate della EcoSport e, per la prima volta, della Kuga, a bordo della quale arriverà il sistema di connettività e comandi vocali SYNC 2. Secondo le proiezioni, le vendite di SUV Ford in Europa nel 2016 cresceranno del 200% rispetto al 2013, anno in cui Ford ha lanciato la propria offensiva nel territorio SUV, raggiungendo quota 200.000. Il peso dei SUV sul mercato vetture europeo, secondo le analisi di IHS, raggiungerà il 27% entro il 2020, contro il 20% del 2014.

“Uno dei trend dei consumatori moderni è la ricerca di soluzioni integrate ‘all-in-one’, dagli smartphone che diventano media player, fotocamere e perfino torce elettriche, alle auto che siano adatte al tragitto casa-lavoro, ma anche perfette per viaggiare con stile per un weekend in famiglia o con gli amici”, ha aggiunto de Waard.

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La Generazione Y sfida la digitalizzazione delle compagnie assicurative https://www.datamanager.it/2015/03/generazione-y-sfida-digitalizzazione-delle-compagnie-assicurative/ Mon, 02 Mar 2015 11:33:43 +0000 http://www.datamanager.it/?p=70415 Meno del 30% dei clienti delle Compagnie di Assicurazione a livello globale ha avuto una customer experience positiva, è quanto emerge  dal Word Insurance Report 2015 di Capgemini. Le Compagnie assicurative faticano a tenere il passo rispetto alla domanda digitale della Generazione Y A livello mondiale, la valutazione positiva della customer experience è drasticamente diminuita […]

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Meno del 30% dei clienti delle Compagnie di Assicurazione a livello globale ha avuto una customer experience positiva, è quanto emerge  dal Word Insurance Report 2015 di Capgemini. Le Compagnie assicurative faticano a tenere il passo rispetto alla domanda digitale della Generazione Y

A livello mondiale, la valutazione positiva della customer experience è drasticamente diminuita a livelli allarmanti: a rivelarlo è l’ottavo World Insurance Report, lo studio annuale realizzato da Capgemini, uno dei principali player mondiali nella fornitura di servizi di consulenza, tecnologia e outsourcing, ed EFMA. Nonostante gli sforzi delle Compagnie nel cercare di reagire alla crescente domanda dei propri clienti, la valutazione positiva della customer experience è diminuita di 3,7 punti percentuali, da un già basso 32,6% nel 2013 ad un 28,9% nel 2014. Il calo maggiore è stato ravvisato in America settentrionale (8,3 punti percentuali), seguita dall’America Latina (5,3 punti percentuali) e dall’Europa (3,4 punti percentuali).

[blockquote style=”4″]“La diminuzione nella valutazione positiva della customer experience e l’incremento di fattori di pesante discontinuità sul mercato – quali ad esempio, i Big Data Analytics, i cambiamenti normativi e l’incertezza economica – sono gli elementi che minacciano di scuotere ulteriormente la stabilità dell’industria e che richiedono agli assicuratori di sviluppare un approccio completamente cliente-centrico. Il rischio, diversamente, è quello di perdere i propri clienti a beneficio dei competitor e dei nuovi entranti nel settore” afferma Raffaele Guerra, Vice President Insurance Practice Leader di Capgemini.[/blockquote]

Cresce la domanda della Generazione Y e diminuisce la valutazione positiva della customer experience per le Compagnie

La Generazione Y, ovvero quei consumatori con un’età compresa tra i 18 e i 34 anni che compongono da un quarto ad un terzo della popolazione, in molti mercati, costituisce ormai un segmento di vitale importanza per le Compagnie assicurative. Eppure questa generazione di esperti tecnologici rappresenta ancora una sfida enorme per gli assicuratori, spesso perché richiedono un altissimo livello di servizio trasversalmente su tutti i canali digitali. L’analisi della Voice of Customer , nel 2014, ha rivelato un deciso calo del livello di customer experience positiva tra i clienti delle assicurazioni che appartengono alla Generazione Y, cosa che ha contribuito al crollo complessivo nella valutazione della customer experience in tutto il mondo. Tale peggioramento è stato quanto più pronunciato nei paesi sviluppati quali, ad esempio, l’America settentrionale, dove la valutazione positiva della customer experience da parte della Generazione Y è calata del 10,9%, e i paesi sviluppati dell’Asia Pacifica dove il calo è stato del 5,4%.

La conseguenza è che le Compagnie si lasceranno sfuggire un importante segmento di clienti a favore di competitor più agili a meno che non siano in grado di migliorare il proprio livello di servizio digitale, tramite l’offerta di un’esperienza più personalizzata e completamente integrata, in modo indipendente dai canali preferiti dai clienti. Gli assicuratori dovranno pertanto focalizzare la propria attenzione su social media, canali online e canali mobile, al fine di coinvolgere maggiormente i propri clienti, considerato che il WIR ha rilevato che più del 50% degli appartenenti alla Generazione Y in tutte le regioni reputa tali canali importanti.

Gli assicuratori non hanno sufficienti competenze “core” per migliorare la customer experience

Il WIR ha rilevato un livello di maturità digitale degli assicuratori non sufficiente in sette ambiti core tra quelli che possono aiutare a migliorare l’esperienza del cliente e a meglio capitalizzare le opportunità rappresentate dai fattori dirompenti di cambiamento del mercato. Gli assicuratori segnano il punteggio più basso in connessione e coinvolgimento continuo del cliente, così come per quello che concerne una visione più completa dei dati del cliente e della relazione. Il report dimostra che la maggior parte degli assicuratori sono connessi con i propri clienti ad un livello basico. Offrono servizi lungo un’ampia gamma di canali, ma in modo poco integrato. Similmente, la maggior parte degli assicuratori non intraprende un rapporto abbastanza continuo con i propri clienti o non è in grado di personalizzare i contenuti in funzione dei differenti segmenti di clientela. Gli assicuratori sono, inoltre, in difficoltà nel raccogliere le informazioni necessarie ad avere una visione completa del rapporto con il cliente. Mentre la maggior parte delle Compagnie registra e immagazzina dati concernenti i clienti, molte sono incapaci di sfruttarli al meglio e di identificare i diversi comportamenti, le preferenze, oppure di avere una visione completa e real time dei propri clienti.

Un approccio cliente-centrico è la chiave per un futuro di successo

Invertire il trend in costante peggioramento della customer experience significa, per le Compagnie, andare oltre i tentativi iniziali e creare un approccio cliente-centrico basato su un effettivo coinvolgimento del cliente, combinando le esperienze effettuate sui canali tradizionali e su quelli digitali. Tuttavia gli assicuratori hanno bisogno di sviluppare e migliorare i canali digitali per stare al passo con la domanda crescente dei propri clienti, senza che ciò vada a scapito della relazione con gli agenti – il WIR ha appurato che il canale agenziale fornisce il livello più alto di customer experience positiva (almeno 10 punti percentuali più alto rispetto ai canali digitali). Questa differenza suggerisce come il livello corrente di offerta degli assicuratori tramite i canali digitali stia trascinando verso il basso la valutazione della customer experience a livello globale. Gli assicuratori non devono solo migliorare i propri canali al fine di rispondere meglio ai bisogni dei clienti, ma devono anche far sì che tutti i canali lavorino in modo armonico ed integrato, considerando ogni possibile punto di contatto lungo la catena della customer journey.

[blockquote style=”4″]”Gli investimenti devono supportare tutti le tipologie di canale, almeno nel prossimo futuro” dice Raffaele Guerra, Vice President Insurance Practice Leader di Capgemini. “Gli assicuratori dovranno battersi per portare la qualità che caratterizza i canali tradizionali anche sui canali innovativi. Solo quelli in grado di miscelare canali tradizionali e digitali e innovare l’offerta di prodotti e servizi abilitati dalle nuove tecnologie, saranno in grado di competere nel futuro .”[/blockquote]

Il miglioramento della customer experience è imperativo di fronte ai potenziali elementi di rottura del mercato che prendono piede nell’industria assicurativa

È fondamentale che le Compagnie si attivino per migliorare la customer experience nel momento in cui l’industria affronta l’emergere di un numero sempre maggiore di elementi di rottura del mercato, che hanno la potenza di sfidare e indebolire il business qualora non si sia preparati ad affrontarli. L’impatto più grande sull’industria assicurativa è rappresentato dai Big Data Analytics, con il 78% degli executive che li cita come la principale forza dirompente di rottura, seguita dai cambiamenti normativi (46%) e dall’incertezza economica (42%). Altri elementi di discontinuità del mercato includono le modifiche demografiche (35%), le condizioni dell’ambiente esterno (15%), la competizione da parte di nuovi entranti nel settore, come Google e Amazon (22%), e le tecnologie avanzate quali la telematica e l’Internet of Things (21%).

[blockquote style=”4″]“Guardando semplicemente al margine di profitto, si potrebbe pensare che vada tutto bene”, dice Patrick Desmarès, Secretary General di Efma, “ma emerge chiaramente, dalla valutazione molto bassa della customer experience, che gli assicuratori stanno fallendo nel rispondere ai bisogni dei propri clienti. Ciò specialmente considerato il legame molto stretto tra un’experience positiva, la fidelizzazione del cliente e la profittabilità, così come la svolta impressa dall’impatto delle forze che perturbano il mercato.”[/blockquote]

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Cinque azioni vincenti per essere un’azienda di successo nel 2014 https://www.datamanager.it/news/cinque-azioni-vincenti-essere-un-azienda-di-successo-nel-2014-52834.html Thu, 16 Jan 2014 16:15:45 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2014/01/cinque-azioni-vincenti-per-essere-unazienda-di-successo-nel-2014/ Da una recente ricerca i temi chiave cui fare riferimento per incrementare il business nel 2014

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Da una recente ricerca i temi chiave cui fare riferimento per incrementare il business nel 2014

Da un recente sondaggio è emerso che il 40% delle piccole e medie imprese italiane ritiene di non disporre risorse finanziarie sufficienti o di non avvalersi di personale idoneo a supporto del proprio processo di crescita.

Partendo da questa premessa, Cezanne ha elaborato alcuni suggerimenti per aiutare le imprese a individuare i temi sui quali concentrarsi per avviare percorsi di crescita significativi e duraturi nel tempo:

1 . Allinearsi ai trend emergenti

Per ottenere vantaggi competitivi e assicurarsi un business profittevole, è fondamentale restare al passo con le tendenze emergenti nell’area tecnologica e social e monitorare puntualmente come le principali realtà e i competitor operino sia all’interno sia all’esterno del segmento di riferimento. Le aziende virtuose sono quelle alla costante ricerca di soluzioni innovative e alla realizzazione di nuove funzionalità da integrare a prodotti o servizi preesistenti. Caratteristica distintiva per un’impresa di successo è quindi introdurre e mettere in atto strategie aziendali capaci di rispondere tempestivamente alle sfide dei cambiamenti in atto.

2 . Fidelizzare il personale

Nel 2014 si prevede una significativa accelerazione occupazionale e le imprese dovranno impegnarsi per trattenere i migliori talenti. I dipendenti che, per sopperire alle riduzioni di organico dettate dalle difficoltà economiche, si sono adattati a ricoprire ruoli nuovi e diversi, inizieranno ad orientarsi verso opportunità professionali più in sintonia con le proprie aspirazioni. Una recente ricerca del gruppo BUPA (British United Provident Association) evidenzia come la mancanza di motivazione sia correlata a livelli di prestazione ben al di sotto delle reali possibilità e a un ridotto sviluppo del potenziale. Le aziende che vogliono trattenere i collaboratori più talentuosi dovranno investire nella loro crescita professionale e assicurarsi che siano adeguatamente valorizzati.

3 . I social media interni

Molte realtà imprenditoriali non sono convinte che sviluppare network social interni o aprire un portale HR (come quello proposto da Cezanne OnDemand) possa avere un impatto strategico sul business. Le imprese più lungimiranti, tuttavia, si stanno rendendo conto che le piattaforme social interne rappresentano un ottimo strumento per coinvolgere i dipendenti, condividere le informazioni ed ottenere un team che lavori insieme in modo più efficiente. Comprendere e fare un buon uso dei social media è particolarmente importante per le aziende che vogliono attrarre e trattenere collaboratori della Generazione Y, i ‘nativi dell’era digitale’ cresciuti in un contesto caratterizzato da Internet e dall’utilizzo dei social media.

4 . Il Business guidato dai Dati

La tecnologia che permette alle aziende di raccogliere informazioni dettagliate su qualsiasi cosa è ora ampiamente disponibile, e grazie all’avvento del Cloud, alla portata anche delle imprese più piccole. Tuttavia, molte aziende spesso non ne sfruttano pieno appieno il potenziale. Soluzioni software HR offrono sofisticate funzionalità che consentono di elaborare relazioni analitiche su costi del personale, trend di assenteismo, gap di competenze, livello di prestazione lavorativa dei dipendenti e relative esigenze di formazione. C’è un diffuso timore che questi sistemi siano troppo complicati e richiedano molto tempo per imparare ad utilizzarli adeguatamente, mentre in realtà è vero proprio il contrario. Si tratta di strumenti semplici da usare, con interfacce ergonomiche e funzionalità intuitive, che nessuna società seriamente orientata al successo può permettersi di non prendere in considerazione.

5 . Forza lavoro multi-generazionale

L’aumento dell’età pensionabile e la tendenza a procrastinare l’inizio della quiescenza per ragioni economiche ha determinato che oggi si lavora più a lungo che mai. Attualmente, il 29% della forza lavoro ha oltre 50 anni e questa percentuale è destinata a crescere ancora nei prossimi anni. Contemporaneamente, la Generazione Y sta entrando, non senza difficoltà, nel mondo del lavoro portando con sé tutta una serie di aspettative e di nuove richieste. Questa forza lavoro multi-generazionale è sempre più eterogenea e rappresenta una nuova sfida per i datori di lavoro. Le aziende più lungimiranti si stanno rendendo conto che, se si vuole ottenere il massimo dal proprio team di lavoro, è necessario dedicare tempo a supportare le diverse generazioni e a collaborare in armonia. Sarà sempre più importante, inoltre, rivedere ruoli e organizzazione del lavoro per accogliere dipendenti con diverse esigenze e trattenere i talenti professionali che possono contribuire a far crescere il business.

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Fortinet analizza la generazione Y https://www.datamanager.it/news/fortinet-analizza-la-generazione-y-50642.html Mon, 21 Oct 2013 10:33:19 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/10/fortinet-analizza-la-generazione-y/ Alcuni la chiamano generazione Millennials altri generazione Y, altri ancora generazione Facebook, ma tutti fanno riferimento ai giovani che si stanno affacciando adesso sul mercato del lavoro, oppure che sono da poco entrati. Anche se organizzativamente per ora non ricoprono posizioni importanti nell’ambito delle aziende, l’interesse nei loro confronti è determinato dal fatto che già adesso influenzano, ma tra breve condizioneranno, le modalità di impiego delle tecnologie emergenti nell’ambito dell’ICT

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Alcuni la chiamano generazione Millennials altri generazione Y, altri ancora generazione Facebook, ma tutti fanno riferimento ai giovani che si stanno affacciando adesso sul mercato del lavoro, oppure che sono da poco entrati. Anche se organizzativamente per ora non ricoprono posizioni importanti nell’ambito delle aziende, l’interesse nei loro confronti è determinato dal fatto che già adesso influenzano, ma tra breve condizioneranno, le modalità di impiego delle tecnologie emergenti nell’ambito dell’ICT

Fortinet, società tra i leader mondiali nella fornitura di soluzioni per la sicurezza di rete ad alte prestazioni, attenta nell’osservazione di questo trend ha commissionato anche quest’anno l’analisi specifica di questo segmento a Vision Critical, società inglese indipendente.

Violazione delle policy aziendali

“La ricerca, conclusa da pochi giorni, – ha spiegato Joe Sarno, regional sales vice president per il sud est Europa di Fortinet, illustrando i dati dell’analisi – è stata svolta in 20 Paesi e ha coinvolto più di 3.200 impiegati full time presso grandi organizzazioni, con età compresa tra 21 e i 32 anni, in possesso della laurea e proprietari di personal smartphone, tablet oppure laptop. Tra questi, circa 150 degli intervistati erano italiani”.

Suddivisa in quattro sezioni, ossia stato dell’arte del BYOD, nuova tendenza al BYOC – acronimo di bring your own cloud -, tecnologie emergenti e mancate conoscenze delle minacce alla sicurezza, la survey mostra una maggiore presa di posizione da parte della generazione Y contro le politiche aziendali relative all’ingresso di queste nuove soluzioni nell’ambiente di lavoro ed evidenzia i rischi connessi.

“Infatti, il 51% del totale degli intervistati, in linea con il 52% degli italiani,  – ha proseguito Sarno – dichiara di essere disposto a infrangere qualsiasi policy in atto che vieti l’uso di dispositivi personali sul posto di lavoro o per motivi di lavoro”.

L’allarmante propensione a ignorare le misure concepite per proteggere le informazioni dei datori di lavoro e dei dipendenti si estende anche ad altri ambiti riguardanti l’uso personale dell’IT. Il 36% degli interpellati che utilizza account personali di archiviazione cloud, percentuale che in Italia raggiunge il 50%, ha dichiarato di essere disposto a infrangere le regole implementate per vietare questa prassi per motivi di lavoro.

Sicurezza ignorata da molti

Infine, per quanto riguarda le tecnologie emergenti, come ad esempio i nuovi Google Glass e gli smartwatch, quasi la metà degli intervistati totali, violerebbe qualsiasi policy tesa a ostacolare il loro utilizzo per motivi di lavoro. Percentuale leggermente superiore nel nostro paese, che arriva a quota 58%.

I dati sicuramente più allarmanti, confermati anche rispetto ai dati rilevati nel sondaggio Fortinet Global Survey condotto lo scorso anno, sono quelli relativi all’eventuale compromissione dei dispositivi utilizzati e all’impatto derivante.

“La ricerca ha inoltre esaminato i livelli di preparazione degli intervistati sui diversi tipi di attacchi alla sicurezza da parte del cybercrime, – ha concluso Sarno – con risultati che evidenziano come il 52% dei partecipanti sia ancora totalmente impreparato di fronte a minacce quali DDoS, botnet e pharming”.

Quest’ultimo risultato ha spinto Fortinet a organizzare il roadshow “What’s Next in Next–Gen Firewalls and Testing”, che prevede tappe nelle principali città europee e si terrà a Milano il 12 novembre presso l’hotel Nhow, per offrire ulteriore visibilità sul panorama delle minacce, sulle relative conseguenze e sulle misure per contrastarle.

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Dentifricio, carta igienica e messaggini: il buongiorno della generazione Y https://www.datamanager.it/news/dentifricio-carta-igienica-e-messaggini-il-buongiorno-della-generazione-y-42884.html Wed, 12 Dec 2012 15:56:00 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2012/12/dentifricio-carta-igienica-e-messaggini-il-buongiorno-della-generazione-y/ Uno studio di Cisco sulle abitudini Internet della Generazione Y mostra come il bisogno di essere connessi influenzi ogni aspetto della vita: dal lavoro allo shopping, dalle amicizie alla famiglia

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Uno studio di Cisco sulle abitudini Internet della Generazione Y mostra come il bisogno di essere connessi influenzi ogni aspetto della vita: dal lavoro allo shopping, dalle amicizie alla famiglia

Sono le 6 del mattino. La sveglia suona all’impazzata. Ti siedi intontito, indolenzito e sbadigliando. E’ ora di preparati per andare a scuola o a lavoro – cosa fai dopo? Ti vesti? Ti fai una doccia? Ti lavi i denti?

Secondo il 2012 Cisco Connected World Technology Report (CCWTR), il 90% dei rappresentanti della Generazione Y intervistati a livello mondiale ha dichiarato di controllare i propri smartphone per guardare le email, i messaggini e i social media, spesso prima di essersi alzati dal letto. Ci sono 206 ossa nel corpo umano, e lo smartphone potrebbe essere tranquillamente considerato la 207esima della Generazione Y. Due persone su cinque hanno dichiarato “mi sentirei ansioso, come se mi mancasse una parte di me” se non potessero utilizzare il proprio smartphone per connettersi.

Sulla base di uno studio condotto da InsightExpress in 18 paesi su 1800 studenti universitari e giovani professionisti di età compresa tra 18 e 30 anni, la ricerca esamina le modalità di utilizzo da parte della Generazione Y di Internet e dei dispositivi mobile per connettersi con il mondo che li circonda. Lo studio mostra i loro comportamenti e le attitudini relative alla creazione, all’accesso e alla privacy di un enorme volume di dati generati quotidianamente da smartphone, sensori, videocamere, monitor e altri dispositivi connessi.

I dispositivi mobile sono solo l’inizio. Poiché un numero sempre maggiore di dispositivi, sensori, scarpe da basket, colture, animali e altro ancora, si connette a Intenet, il volume e il valore potenziale di tutti i dati generati da queste connessioni cresce in modo esponenziale. Secondo Cisco, nel prossimo futuro le persone e le aziende potranno beneficiare della comunicazione tra i dispositivi per fornire servizi e applicazioni e prendere decisioni in tempo reale.

Principali risultati dello studio 2012 Cisco Connected World Technology Report

La nuova routine mattutina: dentifricio, carta igienica e messaggini

La generazione Y non vuole perdersi niente. Accedere al proprio dispositivo mobile per controllare gli SMS, la posta elettronica e i social media è il modo in cui iniziano la loro giornata – spesso prima di essersi alzati dal letto. Per questa generazione, l’informazione è in tempo reale in ogni momento.

· 9 intervistati su 10 si vestono, si lavano i denti e controllano i propri smartphone come parte del rituale mattutino per prepararsi per andare a scuola o a lavoro.

· Per i professionisti, ciò è significativo perché dimostra che i lavoratori del futuro sono più agili, più informati e più responsabili della generazione precedente. Vivono per connettersi e comunicare.

Io e lo smartphone. Dalla mattina alla sera, la Generazione Y è costantemente connessa.

· 1 intervistato della Generazione Y su 4 (il 29%) controlla il proprio smartphone in modo così costante da non sapere quante volte lo fa.

· Globalmente, 1 su 5 utilizza lo smartphone per controllare le email, i messaggini e i social media almeno ogni 10 minuti.

· Un terzo degli intervistati controlla lo smartphone almeno ogni 30 minuti.

Connesso o ossessionato?

· Il 60% della Generazione Y si trova a controllare sub-consciamente o compulsivamente il proprio smartphone per verificare le email, i messaggini o i social media.

· Di questi, le donne sono più spinte alla connessione: l’85% delle donne rispetto al 63% degli uomini, si trova a utilizzare compulsivamente il proprio smartphone per controllare messaggini, email e social media.

· Oltre il 40% degli intervistati passerebbe un periodo di “astinenza” e “si sentirebbero ansiosi, come se mi mancasse una parte”, se non potessero controllare costantemente il proprio smartphone.

· Il 60% di questi utenti compulsivi di smartphone spera di non essere costretto ad un minor utilizzo.

I giovani professionisti dell’information technology sono sempre più connessi

· Circa un terzo dei giovani professionisti IT ha dichiarato di controllare “continuamente” il proprio smartphone

· Il 40% lo controlla almeno ogni 10 minuti

Sono ovunque!

Gli smartphone sono utilizzati ovunque, anche nei posti più privati. Il desiderio di restare connessi significa che la linea di demarcazione tra il lavoro e la vita sociale/familiare è sempre più sottile. Le persone controllano gli aggiornamenti di lavoro e comunicano ad ogni ora e da qualsiasi posto immaginabile. Per la Generazione Y non ci sono limiti definiti tra “la giornata lavorativa” e il tempo personale – entrambi si sovrappongono e si fondono per tutto il giorno e la notte.

· Il romanticismo è finito? Globalmente, 3 intervistati su 4 utilizza lo smartphone a letto.

· Non dimenticare di lavarti le mani: oltre un terzo degli intervistati utilizza lo smartphone in bagno.

· Aggiungi un posto a tavola: circa la metà degli intervistati (il 46%) ha dichiarato di scrivere messaggi, email e di controllare i social media mentre pranzano o cenano con la famiglia e gli amici.

· Fai attenzione! Nonostante la pericolosità, circa un intervistato su cinque scrive messaggi mentre guida.

Non solo messaggi e email: la rivoluzione delle app

· Circa il 70% della Generazione Y ha dichiarato che le applicazioni mobile sono importanti nella loro vita quotidiana.

· Oltre la metà ha dichiarato di utilizzare le applicazioni mobile principalmente per il gioco e l’intrattenimento.

· Uno su quattro (il 27%) utilizza le applicazioni mobile principalmente per lavoro.

Di quante app hai bisogno?

I vendor pubblicizzano centinaia di applicazioni nei propri app store, ma sono realmente utilizzate? Sorprende il fatto che, tra tutte queste applicazioni scaricate quotidianamente, solo poche vengono utilizzate regolarmente.

· La maggior parte degli intervistati della Generazione Y (il 60%) ha dichiarato di utilizzare regolarmente meno di 10 app per smartphone.

· Solo 1 intervistato su 5 (il 20%) ha dichiarato di utilizzare regolarmente dalle 10 alle 25 app.

Le amicizie in rete rispetto a quelle di persona: la comunità online non conosce limiti di tempo e geografici

· Il 40% passa gran parte del tempo online con gli amici invece che incontrarsi di persona.

· I due terzi degli intervistati ha dichiarato di passare lo stesso tempo o più tempo a socializzare online con gli amici invece che farlo di persona.

· Ma c’è una differenza di sesso: il 38% degli uomini passa più tempo a socializzare di persona che online, rispetto al 29% delle donne.

Chi sei veramente? Le identità online e le persone reali non sono la stessa cosa.

Il potersi connettere online ti permette di raggiungere chiunque e di essere una nuova persona – ma il rovescio della medaglia è l’inganno. Quanto puoi fidarti di quello che leggi online?

· Quattro intervistati su cinque (l’81%) credono che le persone abbiano differenti identità online e offline.

· Oltre un terzo degli intervistati pensa che le persone abbiano più identità online che offline.

· Quando è stato chiesto riguardo a se stessi, solo il 44% ha dichiarato che la propria identità online è la stessa di quella del mondo reale “offline”.

Gli smartphone sostituiranno i laptop nell’ambiente di lavoro?

Oggi, in molte parti del mondo, gli smartphone sono i rivali dei computer portatili quale dispositivo più desiderato tra le persone di età compresa tra i 18 e i 30 anni. Lo smartphone è visto come il dispositivo più compatto e versatile.

· Se devono scegliere tra un solo dispositivo, un terzo degli intervistati preferisce lo smartphone, mentre meno di un terzo preferisce il computer portatile.

· Gli smartphone hanno superato i computer desktop quale dispositivo preferito nell’ambito lavorativo.

· Gli smartphone sono due volte più popolari di un PC desktop e tre volte più popolari di un tablet.

Per la generazione “sempre connessa”, è sufficiente un unico dispositivo mobile, sia esso personale o aziendale, e ciò rappresenta una sfida per i responsabili IT che devono salvaguardare le attività e le informazioni aziendali.

· Sebbene due intervistati su cinque hanno dichiarato che le policy aziendali proibiscono loro di usare i dispositivi aziendali per scopi non lavorativi, quattro su cinque – circa l’80% – hanno dichiarato di non rispettare tali policy.

· Due terzi (il 66%) degli intervistati pensa che “i datori di lavoro non dovrebbero tenere traccia delle attività online dei dipendenti” – non è affare loro”.

· I responsabili IT sanno che la maggior parte dei dipendenti non si attiene alle policy, ma non capiscono quanto sia diffusa questa abitudine: oltre la metà IT pensa che i propri impiegati rispettino le policy e non utilizzino i dispositivi aziendali per scopi personali.

Lo shopping online – i trend della Generazione Y

· 9 intervistati su 10 della generazione Y hanno dichiarato di fare shopping online.

· Circa tre su cinque (il 58%) dichiarano di affidarsi regolarmente alle recensioni degli utenti per decidere se effettuare un acquisto online; un ulteriore 28% consulta le recensioni online occasionalmente.

· Il 57% – circa 3 su 5 – è disposto a condividere il proprio indirizzo email con negozi e siti online in modo da ricevere informazioni sugli sconti e le promozioni. Ma sono diffidenti nel condividere altro – pochi sono disposti a dare numeri di telefono, indirizzi di casa o dati personali.

Alimentare i dati

· Circa il 90% carica online le foto per condividerle o memorizzarle su siti Internet.

· Il 62% carica online video per condividerli o memorizzarli su siti Internet.

· L’87% ha un account Facebook, e 1 su 10 ha Facebook sempre attivo.

· Il 41% aggiorna Facebook almeno una volta al giorno, e uno su cinque lo fa più volte al giorno.

· Il 56% degli intervistati ha un account Twitter, e il 21% twitta almeno una volta al giorno.

 

 

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Rete aziendale a rischio? Per una volta non è colpa dei “giovani” https://www.datamanager.it/news/apps-cloud/rete-aziendale-rischio-una-volta-non-colpa-dei-giovani Thu, 25 Oct 2012 10:45:29 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2012/10/rete-aziendale-a-rischio-per-una-volta-non-e-colpa-dei-giovani/ Il nuovo studio europeo “Apps in the Cloud” rivela che non sono solo i profili junior a portare nel mondo del lavoro le applicazioni ed i rischi conseguenti

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Il nuovo studio europeo “Apps in the Cloud” rivela che non sono solo i profili junior a portare nel mondo del lavoro le applicazioni ed i rischi conseguenti

Easynet Global Services ha annunciato i risultati dell’indagine europea “Apps in the Cloud”, rivelando che non sono i dipendenti della cosiddetta Generazione Y a introdurre la maggior parte delle applicazioni nel mondo del lavoro, si tratta bensì di un trend pervasivo che coinvolge e vede protagonisti il management ed i dirigenti.

L’introduzione di applicazioni non gestite sul posto di lavoro, e i rischi per la sicurezza associati a questo comportamento, danno molti grattacapi ai CIO e ai Network Manager, che in qualche modo devono riuscire a tenere sotto controllo tutti i possibili punti di accesso o di fuoriuscita dei dati attraverso la rete aziendale.

Tradizionalmente, i consigli di amministrazione e i dirigenti hanno ritenuto che le applicazioni venissero introdotte nel mondo del lavoro dalla Generazione Y e dai dipendenti junior avvezzi ad uno stile di vita ‘always on’. Una percezione intensificata dalla tendenza al BYOD che sta interessando in modo trasversale le imprese di ogni settore e dimensione. Al contrario, lo studio Easynet rivela che proprio dirigenti e manager non solo sono responsabili per il BYOD ma, una volta che i dispositivi sono connessi alla rete, contribuiscono in modo importante anche alla nuova tendenza BYOA (Bring Your Own App). Sorprendentemente, i risultati evidenziano che non si tratta più solamente delle tradizionali applicazioni professionali, ma anche di applicazioni ricreative.

Alcuni tra i principali risultati della ricerca, condotta a livello europeo:

– La maggioranza degli intervistati indica che le applicazioni video sono introdotte nel posto di lavoro dai dirigenti (32%, il 20% in Italia) e dal management (57%, il 40% in Italia).

– L’introduzione di strumenti VoIP è attribuibile ai giovani dipendenti per una percentuale inferiore (28%, 23% in Italia) rispetto ai dirigenti (41%, 37% in Italia).

– Solo l’introduzione di strumenti di collaborazione sul posto di lavoro, a livello europeo, si deve principalmente ai neolaureati (32%) e agli stagisti (29%), seguiti comunque a breve distanza dai dirigenti (27%); in Italia, tuttavia, è ancora una volta il management a guidare tale trend (57%).

– Nel nostro Paese non vi è una diffusa preoccupazione dell’impatto potenziale delle applicazioni su Cloud sulle prestazioni della rete aziendale, ad eccezione delle Applicazioni Video (40%) e VoIP (23%), mentre continuano a destare preoccupazione gli aspetti relativi alla sicurezza.

– Tra le soluzioni indicate per ovviare alle problematiche causate dalle applicazioni all’operatività, il 52% identifica la formazione dei dipendenti (68% in Italia) e il 46% l’adozione di versioni aziendali delle applicazioni (49% in Italia).

“Questi numeri ci fanno riflettere sulla necessità che le aziende comprendano a chi si deve veramente l’ingresso delle applicazioni nel mondo del lavoro”, ha commentato Justin Fielder, CTO di Easynet. “L’attenzione non deve più essere indirizzata verso i profili professionali più junior, o verso i neolaureati, ma dovrebbe includere tutti i membri dell’organizzazione, compresi i livelli più elevati e quelli con maggiore anzianità in azienda.”

“I risultati indicano, infatti, che mentre la Generazione Y continua a essere considerata l’artefice principale delle difficoltà a cui vengono esposte le reti con l’intento di lavorare in stretta collaborazione, la realtà è che si tratta di un trend avvenuto dall’alto verso il basso. I responsabili IT e di rete non possono presidiare tutti gli accessi alle applicazioni che sono disponibili per una così vasta moltitudine di dispositivi che si collegano alla rete ed è arrivato il momento di adottare un approccio radicalmente differente.”

“Spetta alle organizzazioni educare i dipendenti a tutti i livelli sui rischi che sono associati all’utilizzo incontrollato delle applicazioni nel mondo del lavoro,” conclude Fielder. “Non esiste uno standard per rendere sicura una rete aziendale di fronte a una così vasta diffusione di applicazioni e punti di accesso. Bisogna tornare ai principi fondamentali e la priorità deve essere l’educazione.”

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