gestionali – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Tue, 10 Jul 2018 14:09:58 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png gestionali – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Sapio con DocFinance per la digitalizzazione della tesoreria https://www.datamanager.it/2018/07/sapio-con-docfinance-per-la-digitalizzazione-della-tesoreria/ Tue, 10 Jul 2018 14:09:58 +0000 http://www.datamanager.it/?p=151051 L’automazione di DocFinance ha permesso di ottimizzare i processi, contribuendo all’ottenimento di un dato di qualità, che rappresenta la base di partenza per integrazioni future Il Gruppo Sapio opera nel campo della produzione, sviluppo e commercializzazione di gas industriali e medicinali. Il core business è l’offerta di prodotti e servizi di qualità basati sulla fornitura di […]

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L’automazione di DocFinance ha permesso di ottimizzare i processi, contribuendo all’ottenimento di un dato di qualità, che rappresenta la base di partenza per integrazioni future

Il Gruppo Sapio opera nel campo della produzione, sviluppo e commercializzazione di gas industriali e medicinali. Il core business è l’offerta di prodotti e servizi di qualità basati sulla fornitura di un’ampia gamma di gas tecnici: dall’ossigeno, all’azoto, passando per l’argon, l’idrogeno, l’anidride carbonica, gas rari e speciali. Nel mondo della sanità pubblica e privata, tramite Sapio Life, il Gruppo si dedica alla creazione, lavorazione e distribuzione di prodotti e tecnologie per la salute, la sicurezza e la qualità della vita, sia in ambito domiciliare che ospedaliero. Con oltre 50 società, più di 1.600 dipendenti e un fatturato annuo superiore ai 500 milioni di euro, in costante crescita, la gestione finanziaria è l’elemento essenziale che tiene in piedi la solida piramide nata a Monza nel 1922.

SISTEMA DI TESORERIA DINAMICO

Nel percorso di trasformazione digitale, è arrivato un momento in cui il Gruppo Sapio ha sentito l’esigenza di adottare un sistema di tesoreria dinamico e al passo con i tempi. La scelta è ricaduta su DocFinance, soluzione che permette di implementare una programmazione tecnica e un controllo superiore sui processi finanziari di aziende di qualsiasi dimensione. Per capire cosa abbia spinto il Gruppo Sapio ad abbracciare le soluzioni di DocFinance, e insieme comprendere le sfide e i benefici ottenuti, abbiamo ascoltato la testimonianza di Alberto Marchesi, responsabile Tesoreria & Finanza di Sapio Produzione Idrogeno Ossigeno. «Siamo da sempre una società attenta alla gestione finanziaria. Per Sapio, la tesoreria aziendale è considerata il fulcro del management operativo del cash flow, dove ogni giorno convoglia un articolato ed elevato volume di transazioni e informazioni, provenienti da diverse fonti. Pertanto, un concreto aggiornamento lato IT rappresentava una risposta efficace per accogliere la complessità dei flussi finanziari in ingresso e in uscita» – spiega Marchesi.


#DocFinance Efficacia dei processi data driven e velocità di esecuzione
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PROCESSI DATA DRIVEN

Sono circa 100mila le operazioni che il reparto finance di Sapio registra ogni anno. Farlo in modalità manuale, seppur possibile, comporta un impegno di tempo e un rischio di errore evidente. L’automazione di DocFinance ha permesso di ottimizzare il lavoro del personale, velocizzandolo e contribuendo all’ottenimento di un dato migliore, di qualità, che rappresenta un punto di partenza per integrazioni future. È lo stesso responsabile a dircelo: «Lo spunto di DocFinance è stato determinante per portare su un più elevato livello il sistema di tesoreria ma non solo. Una volta automatizzate alcune attività, ci si è chiesto perché non metterle in comunicazione con altri sistemi sicuramente affini, come il budget, la gestione del medio e lungo periodo, all’andamento delle spese, delle valute estere e quindi essere a supporto dell’internazionalizzazione. Insomma, la punta di un cambiamento più ampio, da intraprendere gradualmente».

PIÙ FLESSIBILITÀ E TRASPARENZA

Non a caso, lo sbarco in azienda del software ha comportato comunque un certo riassetto, mettendo in risalto il personale addetto alla gestione dei ticket, alla risoluzione dei problemi tecnici o al rapporto con i fornitori. E proprio in tale ambito, di assoluta importanza è stata l’adozione di FinDynamic, con cui DocFinance si integra, e che spinge molto verso un più stretto legame con i fornitori. Ancora Alberto Marchesi: «FinDynamic è stata la risposta migliore alle ulteriori necessità di gestire gli incassi e i pagamenti nei diversi momenti del ciclo della tesoreria, dalla previsione alla disposizione, alla verifica e al controllo. FinDynamic realizza un’interfaccia condivisa con Sapio e il fornitore con cui seguire anche il flusso di una fatturazione, magari chiedendo un pagamento anticipato e andando così incontro alle esigenze di chi contribuisce alla nostra crescita giorno dopo giorno». Trasparenza quindi ma anche una certa flessibilità nei processi, per cogliere un’evoluzione che non sempre è solo tecnica ma spesso culturale e organizzativa.

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CTE Group migliora la tesoreria con DocFinance https://www.datamanager.it/2018/04/cte-group-migliora-la-tesoreria-con-docfinance/ Fri, 13 Apr 2018 08:55:31 +0000 http://www.datamanager.it/?p=145691 Come integrare la gestione di tesorerie e pianificazione anticipata, automatizzando i processi, incrementando la qualità dei dati con una visione completa sui flussi di cassa e corporate banking CTE Group (www.ctelift.com – www.effer.com) è uno dei principali gruppi europei nel campo del sollevamento e della movimentazione di materiali e persone. Al suo interno, operano aziende […]

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Come integrare la gestione di tesorerie e pianificazione anticipata, automatizzando i processi, incrementando la qualità dei dati con una visione completa sui flussi di cassa e corporate banking

CTE Group (www.ctelift.com – www.effer.com) è uno dei principali gruppi europei nel campo del sollevamento e della movimentazione di materiali e persone. Al suo interno, operano aziende specializzate in vari settori, con esigenze spesso diverse ma che si incontrano quando si tratta di tesoreria e gestione finanziaria. Rosario Paone, CFO di CTE Group ci spiega quale soluzione ha scelto per il suo business e che risultati ha ottenuto affidandosi a un software che automatizza molti processi prima delegati a personale dedicato, con un’evidente ottimizzazione delle risorse e della qualità del dato. In particolar modo, Paone ha optato, anche nella sua carriera precedente, per DocFinance, piattaforma che si è dimostrata in grado non solo di semplificare una vasta gamma di operazioni ma anche di accompagnare i clienti verso un naturale percorso di trasformazione digitale.

Data Manager: Quali bisogni vi hanno spinto ad adottare un sistema di tesoreria?

Rosario Paone: Sono entrato in contatto con DocFinance circa 17 anni fa quando, al lavoro per un’altra azienda, ho sentito la necessità di un programma che mi supportasse nel controllo della contabilità. Dopo uno screening, la scelta è ricaduta su DocFinance, che oramai accompagna la mia crescita professionale da tempo.

Quali benefici concreti ha ottenuto con questa piattaforma?

Il Gruppo CTE, che gestisce società d’eccellenza come CTE spa ed Effer spa, con centinaia di dipendenti e un fatturato complessivo da oltre 120 milioni all’anno, ha una storia contabile stratificata, che va governata con lungimiranza. Su tali cifre bisogna spesso giocare d’anticipo per cui uno strumento che faccia sia da tesoreria che pianificazione è fondamentale. Basti pensare che al mattino, entro un’ora dal primo collegamento, DocFinance ci restituisce una conciliazione bancaria completa, al di là del numero di istituti a cui ci si è affidati. Il tutto, grazie all’operato di un solo dipendente, con la possibilità di dedicare gli altri ad attività di valore, come l’analisi dei risultati, le iniziative di miglioramento e le strategie di business.


#DocFinance Efficacia dei processi e velocità di esecuzione #DocFinance semplifica la gestione della tesoreria con una visione completa sui flussi di cassa e corporate banking
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Quali aggiornamenti si aspetta per il futuro?

Oggi, la piattaforma è un tool imprescindibile per il nostro lavoro. Si integra senza alcun problema con i gestionali interni ma forse con un grado maggiore di personalizzazione dei report si potrebbe salire al livello successivo. Penso alla creazione di query incrociate con diversi software, alla business intelligence e così via. L’importante è mantenere il carattere di standardizzazione che ci permette di accedere da terminali e luoghi differenti per compiere operazioni a 360 gradi. In quanto CFO, mi ritrovo spesso a dover gestire varie situazioni che tramite una soluzione interoperabile mi risulta più semplice portare a termine.

Quali resistenze ha incontrato nel processo di implementazione di DocFinance?

A livello tecnico davvero poche. La spiccata versatilità del prodotto consente una configurazione breve e per nulla complessa. Come in tanti altri casi, a rappresentare un certo “muro” è il retaggio culturale di ogni azienda. Al di là del progetto in sé, c’è bisogno di un’apertura mentale all’innovazione, soprattutto dal reparto IT, che deve saper trasferire ai collaboratori i vantaggi che si ottengono con introduzioni del genere. Personalmente, ho vissuto l’integrazione di DocFinance in numerosi contesti, dove mai ho riscontrato difficoltà sistemiche di sorta.

Come si aiutano le aziende a crescere e trasformarsi?

In un mondo dove è facile perdersi tra mille proposte, potersi affidare a un partner di lungo termine dona quel senso di continuità che aiuta a superare molte sfide. Quando azienda e fornitore di tecnologia procedono di pari passo, la crescita per entrambi è sostanziale e non solo in quanto a business ma come elemento di ulteriore know-how e accrescimento di conoscenza, sempre più determinante per il futuro.

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Wolters Kluwer Tax & Accounting premiata agli Italian Channel Award 2017 https://www.datamanager.it/2018/02/wolters-kluwer-tax-accounting-premiata-agli-italian-channel-award-2017/ Tue, 13 Feb 2018 13:24:36 +0000 http://www.datamanager.it/?p=141005 Wolters Kluwer Tax & Accounting Italia è stata votata miglior vendor per le soluzioni Gestionali/ERP per le PMI e ha conquistato l’Italian Channel Award 2017 per quella categoria Wolters Kluwer Tax & Accounting Italia, tra i primi fornitori di software, informazioni e servizi per il mondo dei professionisti che operano nell’area fiscale, del lavoro e […]

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Wolters Kluwer Tax & Accounting Italia è stata votata miglior vendor per le soluzioni Gestionali/ERP per le PMI e ha conquistato l’Italian Channel Award 2017 per quella categoria

Wolters Kluwer Tax & Accounting Italia, tra i primi fornitori di software, informazioni e servizi per il mondo dei professionisti che operano nell’area fiscale, del lavoro e piccola e media impresa, è stata votata dagli operatori del Canale ICT miglior vendor per le soluzioni gestionali / ERP per le PMI del 2017.

Il prestigioso riconoscimento è stato assegnato a Wolters Kluwer Tax & Accounting Italia durante la serata di gala dello scorso 30 gennaio ed è stato ritirato da Alessia Berra, Responsabile Product Management, Marketing e Comunicazione.

Gli Italian Channel Awards, ideati dalla redazione di ChannelCity – rivista mensile del Gruppo Editoriale G11Media – sono giunti alla quarta edizione e si sono confermati un evento che catalizza un forte interesse da parte degli operatori del mercato professionale dell’ICT.

11mila votanti, nelle fasi preliminari, e oltre 320 partecipanti alla serata di gala durante la quale sono stati annunciati i vincitori e consegnati i premi, sono numeri importanti.

Commenta Pierfrancesco Angeleri, managing director di Wolters Kluwer Tax & Accounting Italia: “Ci impegniamo tutti i giorni a favore dei nostri partner ed evidentemente i nostri sforzi non sono rimasti sottotraccia. Il mondo del canale e i lettori della prestigiosa rivista del Gruppo G11media ci hanno fatto l’onore di riconoscere l’impegno quotidiano e la qualità dei nostri applicativi. Questo premio ci sarà da sprone per fare di più e meglio a cominciare da subito. Il 2018 è pieno di attese e le condivideremo con i nostri partner del canale e affronteremo insieme il mercato forti di soluzioni quali Arca, Genya e Fattura SMART.”

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Unieuro al top del mercato italiano con VM Sistemi https://www.datamanager.it/2017/12/unieuro-al-top-del-mercato-italiano-vm-sistemi/ Thu, 14 Dec 2017 11:54:42 +0000 http://www.datamanager.it/?p=137444 Il numero uno dell’elettronica di consumo ed elettrodomestici per numero di punti vendita in Italia affronta e vince le sfide del mercato grazie alle soluzioni IT di VM Sistemi, in una partnership che dura da trent’anni di Luca de Piano È il maggiore distributore omnicanale di elettronica di consumo ed elettrodomestici in Italia. Il primato […]

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Il numero uno dell’elettronica di consumo ed elettrodomestici per numero di punti vendita in Italia affronta e vince le sfide del mercato grazie alle soluzioni IT di VM Sistemi, in una partnership che dura da trent’anni

di Luca de Piano

Luca Girotti, ICT director di Unieuro

È il maggiore distributore omnicanale di elettronica di consumo ed elettrodomestici in Italia. Il primato di Unieuro nasce dalla rete capillare di 494 negozi su tutto il territorio nazionale, dalla piattaforma digitale unieuro.it e dall’e-tailer Monclick, quest’ultimo di recente acquisizione. Con sede a Forlì e un centro logistico accentrato a Piacenza, Unieuro conta su uno staff di oltre 4.500 dipendenti e ricavi che hanno superato quota 1,6 miliardi di euro nel 2016. Dall’aprile di quest’anno, la società è quotata sul segmento STAR di Borsa Italiana, unica realtà italiana del settore consumer electronics ad aver affrontato e vinto la sfida del mercato finanziario, merito anche di una strategia di crescita e consolidamento del mercato, che negli ultimi anni ha fatto dell’omnicanalità il suo fulcro centrale. Un successo, merito anche della partnership con fornitori di soluzioni IT ad alto valore come sottolinea Gian Domenico Ceroni, president & CEO di VM Sistemi, azienda con sede a Faenza e attiva sia nei gestionali sia nella system integration. «Fin dal 1988, quando ancora Unieuro si chiamava SGM Distribuzione e operava principalmente nell’ingrosso, abbiamo utilizzato le soluzioni VM Sistemi» – spiega Luca Girotti, ICT director di Unieuro, sottolineando che «in quasi trent’anni di collaborazione entrambe le aziende hanno investito in ricerca, puntando alla continua evoluzione, sia tecnologica e soprattutto di competenze».

RADDOPPIO DEGLI UTENTI NEL 2014

Ripercorrendo la storia della partnership con VM Sistemi, Luca Girotti racconta che «tra il 2005 e il 2012, la crescita costante aveva reso SGM Distribuzione uno dei principali retailer italiani nell’elettronica di consumo, con oltre 80 punti vendita con insegna Marco Polo Expert. Questo rendeva indispensabile l’adozione di soluzioni gestionali che andassero di pari passo con l’evoluzione aziendale». Ma non solo: «Oltre alla flessibilità e alla completa aderenza di un applicativo gestionale alla nostra nuova organizzazione e a processi aziendali sempre più complessi, l’esigenza era anche di garantire un’altissima affidabilità e un costante accesso alle informazioni, da parte di oltre tremila utenti connessi contemporaneamente» – prosegue Girotti. Si arriva quindi al 2014, che vede l’acquisizione del brand Unieuro e di tutti i relativi punti vendita, e che fa raddoppiare il numero di utenti connessi, rendendo necessaria un’ulteriore evoluzione delle tecnologie, che permettesse la gestione efficiente delle nuove e sempre più complesse dinamiche organizzative.


#STRIKE la soluzione #ERP di #Unieuro firmata @VMSistemi
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L’ERP STRIKE SULLE TECNOLOGIE IBM

La soluzione adottata da Unieuro è STRIKE, l’ERP interamente sviluppato e aggiornato da VM Sistemi, che «si è oggi evoluto in una soluzione web-based, diventando il cuore di un sistema informativo ampiamente integrato, consentendo che un ordine, ricevuto tramite l’e-commerce B2C, possa essere evaso dalla piattaforma logistica e inviato al punto vendita, presso il quale il cliente finale può comodamente ritirarlo».

Il gestionale poggia sulle infrastrutture IT progettate da IBM, storico partner tecnologico di VM Sistemi: «Con queste tecnologie, l’ERP permette un’altissima affidabilità e un costante accesso alle informazioni da parte di oltre tremila utenti connessi contemporaneamente. L’ambiente IBM Power System offre prestazioni senza eguali grazie al chip Power8. Le tecnologie PowerHA e PowerVM assicurano massima affidabilità e resilienza e il micropartizionamento risponde alle esigenze di flessibilità ed efficienza, distribuendo le risorse dinamicamente. L’accesso e la disponibilità dei dati sono garantite da IBM XIV di terza generazione, un vero storage grid da prestazioni top in termini di IOPS e throughput, con funzionalità enterprise di flashcopy e disk mirroring, per assicurare ampia flessibilità in termini di business continuity e disaster recovery» – conclude Luca Girotti.

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Sinfo One, un ponte tra Italia e Germania https://www.datamanager.it/2017/10/sinfo-one-un-ponte-italia-germania/ Fri, 20 Oct 2017 09:59:25 +0000 http://www.datamanager.it/?p=133399 L’inedita storia di passione e tecnologia tra il colosso tedesco della carne e la software house italiana specializzata nel Food. Intorno alle sue competenze la squadra guidata da Paola Pomi ha costruito un clima di fiducia che unisce come un ponte due culture manageriali diverse, ma capaci di apprendere reciprocamente La lunga storia di relazioni […]

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L’inedita storia di passione e tecnologia tra il colosso tedesco della carne e la software house italiana specializzata nel Food. Intorno alle sue competenze la squadra guidata da Paola Pomi ha costruito un clima di fiducia che unisce come un ponte due culture manageriali diverse, ma capaci di apprendere reciprocamente

La lunga storia di relazioni tra italiani e tedeschi è costellata di episodi di infinito amore (vedi la reciproca stima per le rispettive culture musicali) e profondo, a volte più che motivato, sospetto. Nella sua ennesima storia di successo, Sinfo One, la società di soluzioni gestionali per il mondo manifatturiero – in particolare nel comparto del food processing, settore dove la software house parmense genera circa due terzi del fatturato – è riuscita in un inatteso exploit: affermare le proprie capacità di innovazione nell’articolato contesto di attività di Tönnies, gruppo tedesco leader nella macellazione e trattamento di carni suine e bovine. Un colosso anche su scala europea, con cui Sinfo One ha costruito un forte sodalizio tecnologico e consulenziale centrato sulla standardizzazione di una piattaforma di automazione dei processi che oggi viene estesa a una realtà cresciuta enormemente negli ultimi anni, sia per crescita interna sia per la progressiva, rapida acquisizione di impianti in nazioni come la Danimarca, la Polonia e la stessa Italia. Questa storia di copertina è il racconto di un ponte gettato tra due culture manageriali spesso considerate mutualmente incompatibili, una autostrada di software, sensori e device intelligenti che, secondo Paola Pomi, vicepresidente e direttore generale di Sinfo One, può funzionare proficuamente in entrambe le direzioni. A nord, il gruppo Tönnies sta realizzando gli obiettivi di consolidamento delle sue piattaforme gestionali, sapendo di poter contare sull’estro e la caparbietà dimostrata da Sinfo One nel problem solving.

A sud, farà sicuramente scuola l’esempio degli elevati livelli di automazione raggiungibili in una filiera ricca di casi di eccellenza, ma “affamata” di digital transformation. Lo scopo, in entrambi i casi, è portare un forte contributo di automazione intelligente nell’industria del trattamento alimentare, un settore che, specialmente in Italia, non deve rinunciare alle proprie dimensioni tradizionali e artigianali ma non può evitare di adeguarsi a una modalità di fare impresa profondamente permeata dalle nuove opportunità tecnologiche. Certi numeri possono risultare indigesti al buongustaio amante della materia prima allevata o coltivata “come una volta”, ma un fornitore come Tönnies – che del resto consegna salsicce, carni macellate e preparati di carne a tante aziende alimentari, come pure a un capillare sistema di piccoli negozi locali oltre che agli scaffali refrigerati della grande distribuzione organizzata (GDO) – deve adottare un approccio degno di una grande fabbrica.

Paola Pomi vicepresident e direttore generale di Sinfo One Christian Kreuter general manager, membro del board e responsabile IT, servizi amministrativi e HR di Tönnies

UN GIGANTE AFFAMATO DI SOFTWARE

«Sono cifre che non hanno paragoni da noi e nel resto d’Europa» – racconta Paola Pomi a Data Manager. «Negli impianti del gruppo tedesco, vengono macellati ogni giorno sessantamila suini. In alcune plant, si misurano appena due secondi e mezzo tra l’ingresso dell’animale vivo e quello successivo». In media, viene macellato un maiale ogni 2,5 secondi. Con queste cifre, la responsabile di Sinfo One e i suoi collaboratori hanno dovuto confrontarsi, quando l’incontro con Tönnies in occasione di una fiera di settore ad Amsterdam fece incrociare i destini del colosso dell’alimentare e della piccola, in proporzione, software house italiana. Tutto comincia dal bisogno di software e di capacità consulenziale. «Da anni, il nostro Gruppo cresce costantemente e il fabbisogno di IT aumenta di conseguenza» – dice Christian Kreuter, che oltre a sedere nel board di Tönnies è responsabile di tutta l’information technology, dei servizi amministrativi e del personale. Sì, la nostra attività principale consiste nel macellare la carne, ma in azienda non esiste processo che non abbia del software dentro. Basti pensare alle regole che impongono la piena tracciabilità di ogni singolo animale, della sua origine, del suo stato di salute». L’equazione Tönnies uguale “macellazione su scala industriale” rappresenta in realtà una semplificazione rispetto a un Gruppo – continua Paola Pomi – che accanto alla produzione di carne macellata suina e bovina, vanta una linea di prodotti “convenience” pronti da cuocere, ma anche la più importante azienda di trasporti del fresco tedesca con relativa flotta di mezzi e hub logistici specializzati in ciclo del freddo (oltre alla carne di propria produzione vengono trasportati il pesce congelato di altri produttori e persino i fiori freschi coltivati in Olanda). Un ulteriore segmento è costituito da prodotti e sostanze derivate dalla carne. Inclusa, per esempio, l’eparina, un farmaco che serve a fluidificare il sangue e che viene molto utilizzato negli ospedali e nella cura dei pazienti anziani o costretti a lunghi periodi di immobilità. Non stupisce più di tanto, quindi, il richiamo di Kreuter alla fondamentale importanza di una soluzione gestionale efficace, completa sul piano funzionale e soprattutto sempre disponibile. Con 12.500 dipendenti tra impianti, uffici e logistica, il Gruppo ha un giro d’affari di 6,35 miliardi di euro e una presenza sempre più internazionale.


#Tönnies Il gigante europeo della carne sceglie #SinfoOne come solution provider
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«Tönnies ha registrato una crescita costante nel tempo e oggi ha una quota di mercato davvero importante» – riconosce Kreuter. Finora, abbiamo fatto affidamento sulla piattaforma software che ci ha supportato bene in passato, ma il team IT interno è limitato e a parte i problemi di scalabilità del sistema non saremmo in grado di presidiare i nuovi stabilimenti che si sono aggiunti fuori dalla Germania». La decisione di migrare su una piattaforma nuova, unificata e centralizzata per tutte le “country”, è arrivata un paio d’anni fa. «Abbiamo fatto un’accurata selezione e alla fine eravamo orientati tra il gestionale Oracle JD Edwards e il sistema ERP di un grande vendor nostro connazionale». Sulle prime, le condizioni sembravano essere in favore del secondo che, secondo Kreuter, aveva addirittura dato la disponibilità a inviare un proprio team per un preventivo e un progetto di massima. «Ma la mia sensazione – osserva oggi Kreuter – era che la soluzione JD Edwards fosse molto più adatta alle nostre esigenze». Indipendentemente da tutto, rimane da spiegare perché la piccola Sinfo One, con 140 dipendenti, sia diventato partner tecnologico, per un progetto di tale portata, scavalcando addirittura la stessa filiale tedesca di Oracle, che ovviamente era pronta a mettere a disposizione i propri consulenti.

Uno dei processi di lavorazione della carne lungo la linea di produzione nello stabilimento di Rheda

AMORE A PRIMA VISTA

«Tutto è nato dal caso» – osserva Kreuter divertito. «Mi trovavo ad Amsterdam in visita a un salone specializzato e in quella occasione ho incontrato Paola Pomi che ha cominciato a parlarmi dei suoi clienti italiani, invitandomi ad andarli a visitare». È stato, tecnologicamente parlando, un amore a prima vista e chissà, forse ha pesato, al di là delle competenze tecniche, anche la forte affinità elettiva di due aziende di dimensioni molto diverse ma unite dalla stessa passione per l’innovazione, il team working e lo sport: nel campionato di calcio tedesco, la Bundesliga, il CdA della squadra dello Schalke 04 è presieduto da Clemens Tönnies; mentre Sinfo One è legata alla pallavolo femminile con la squadra di Volleyball Casalmaggiore, che milita in serie A1. «Oltre alla competenza dimostrata nell’ambito dei sistemi ERP, che mi sembrava più indicato – ricorda il responsabile IT di Tönnies – ho avuto subito un’impressione molto positiva delle buone relazioni che Sinfo One aveva con queste aziende. Tutti erano molto preoccupati delle barriere, linguistiche e culturali, alle quali saremmo andati incontro. Ma dopo qualche incontro con Sinfo One e con gli stessi rappresentanti di Oracle in Germania, ho chiesto a Paola Pomi di partire da un proof of concept. È stata la decisione più giusta, a dispetto dei tanti pareri contrari». L’unicità della storia di collaborazione tra Sinfo One riguarda anche, come si era detto, questa partenza graduale, con una soluzione cresciuta organicamente, ogni volta con accurate fasi di sperimentazione e verifica. «Abbiamo cominciato dalla carne bovina» – riferisce Paola Pomi. «Con l’aiuto del team di Kreuter, abbiamo messo a punto un vero e proprio laboratorio di simulazione, un ufficio in cui abbiamo sistemato e interconnesso ogni singolo dispositivo di acquisizione e output di informazione, dalle pistole laser utilizzate per leggere le etichette sui veicoli e sul bestiame, alle stampanti per i barcode, dalle bilance ai sofisticati sensori in radiofrequenza ai terminali dei camion». Chi gusta una salsiccia o una bistecca acquistata dal macellaio non sospetta il livello di complessità della filiera della carne, la quantità di vincoli e regolamenti che governano ogni singolo passo e la difficoltà di assicurare un controllo omogeneo, perfettamente documentabile, di tutte le varie fasi e i parametri misurati di volta in volta. Dal punto di vista del sistema, spiega Paola Pomi, la piattaforma ERP ottimizzata da Sinfo One controlla ogni cosa, dal portone dello stabilimento che si apre all’arrivo dei camion che trasportano il bestiame, dall’istante in cui un capo viene ammesso – sempre attraverso un tornello azionato via software – al nastro di trasporto che porta alla macellazione, per arrivare ai tagli di carne disossati e pronti per la consegna al punto vendita.

La vista dall’alto del quartier generale di Tönnies con la centrale di controllo dei servizi di logistica del freddo

LA FABBRICA DELLA CARNE

Solo per dare un’idea, in questa industria il prezzo del bestiame da riconoscere all’allevatore non viene calcolato ex ante e tra bovini e suini da macellare c’è una profonda differenza di valutazione: mentre i primi vengono acquistati da Tönnies e il valore d’acquisto è per singolo capo, i secondi sono valutati in base alla qualità complessiva di un intero carico consegnato in macello. «Con gli allevatori, vengono stipulati accordi– spiega Paola Pomi – ma lo stesso allevatore non ha idea del valore di un capo che dalla stalla viene avviato alla produzione. Una volta giunti a destinazione, gli animali sono sottoposti a una lunga serie di test, a macellazione avvenuta. Si esaminano il sangue e la materia grassa, in modo da determinare eventuali anomalie. Tutta questa mole di dati è caricata, spesso in automatico, nel sistema gestionale ed entra in una grande formula che fornisce il valore finale». Ogni singolo bovino da carne, per esempio, sarà accompagnato da una certificazione basata sul prezzo di listino concordato in precedenza, in aggiunta con tutti i “bonus” qualitativi o, viceversa, in sottrazione con le anomalie che determinano un valore inferiore. Questo complicato processo serve a ottenere il costo da corrispondere all’allevatore e il valore di mercato della produzione, in una sorta di bilancio continuo che riguarda ogni stabilimento del Gruppo. La stessa attenzione viene riposta in quelle che sono le fasi della lavorazione. Ogni capo viaggia con un proprio passaporto sanitario che permette di conoscere dove l’animale è nato, è stato allevato, chi lo ha trasportato, quali trattamenti ha ricevuto. Senza la presenza di questo passaporto gli animali non possono neppure scendere dal camion ed è il software messo a punto da Sinfo One che controlla tutte le fasi successive all’arrivo dell’animale. «Tutte le attività di accettazione e macellazione sono gestite dal sistema che in ogni istante sa che cosa procede sul nastro, fino a generare in tempo reale il conto economico relativo a ciascun capo». L’istantaneità dell’acquisizione e della elaborazione del dato, sottolinea Paola Pomi, non riguarda semplicemente l’efficienza complessiva e quindi la marginalità per Tönnies: nel caso della carne, la rapidità è legata direttamente alla qualità e alla sicurezza del prodotto che verrà consumato. «Da questo punto di vista il bovino da carne è un animale molto delicato e stressabile, è fondamentale far girare il ciclo dell’ingresso e della macellazione perché l’eventuale tensione avvertita da questi animali degraderebbe la qualità della loro carne. Entro un’ora dall’arrivo del camion, bisogna portare a termine la macellazione e il sistema gestionale deve supportare ritmi di lavoro molto serrati e pianificazione dei trasporti molto stringenti».


#IoT #BigData e #PLM, opportunità 4.0 per tutta la filiera #agroalimentare #SinfoOne
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SQUADRE DI INTERVENTO

Il progetto al quale Sinfo One sta collaborando ha una dimensione geografica e temporale di tutto rispetto. «Nel giro di quattro anni – precisa Kreuter – il nuovo gestionale basato su JD Edwards andrà a sostituire completamente i precedenti sistemi in funzione nei nostri stabilimenti. Il Gruppo ha adottato una strategia IT “lean”, minimale, e punta a standardizzare le sue tecnologie a livello globale. Oggi, si contano non meno di otto, nove sistemi diversi ma dobbiamo diventare ancora più efficienti, in tutte le procedure». Data l’ampiezza e la diversità del lavoro, Kreuter ha preferito evitare i rischi di un unico complessivo roll-out, autorizzando Sinfo One a un approccio di tipo evolutivo. La fase di sperimentazione descritta da Paola Pomi è durata per circa sei mesi ed è stata seguita dal primo roll-out di un intero stabilimento, dedicato alla carne bovina. «Siamo partiti, costituendo una sorta di dream team focalizzato sul proof of concept» – racconta Paola Pomi. «Da questo team, cloneremo via via le squadre di lavoro che andranno a colonizzare gli altri impianti del Gruppo, come dei “coach” i membri del team originale stanno istruendo le nuove leve alle quali sono affidate le implementazioni, mentre i team leader continueranno a seguire l’evoluzione dell’aspetto funzionale». Se fino a questo punto, tutto è filato liscio – fa notare Paola Pomi – è anche merito dell’effettiva usabilità dell’applicazione preparata e della comprensione della situazione da parte della squadra. Ci sono infatti inevitabili differenze tra una soluzione messa a punto in condizioni di laboratorio e un sistema gestionale in situazione di piena operatività.

Il data center di Tönnies cuore della trasformazione 4.0 del gigante europeo della carne

«Ci siamo accorti subito delle tante modifiche ergonomiche o a livello di interfaccia utente necessarie per rendere più agevole l’uso dei vari dispositivi di acquisizione dati. Compilare una fattura in ufficio e gestire un terminale o una pistola laser per misurare i parametri di un capo di bestiame su un nastro trasportatore non sono esattamente la stessa cosa». La parte di progetto che riguarda il trattamento della carne suina è stata già ultimata per quanto concerne il proof of concept e il primo stabilimento è già andato live con il nuovo sistema. Tönnies dispone di 6 macelli per bovini ai quali si aggiungono una decina di impianti per la lavorazione della carne suina. L’obiettivo finale, al completamento dei roll-out in Germania, è l’implementazione dei nuovi sistemi nel quartier generale di Rheda, in Renania-Westfalia, dove vengono gestite carni bovine e suine, e dove è in funzione la centrale di controllo dei servizi di logistica del freddo. A seconda delle esigenze, è possibile che Sinfo One sia chiamata a intervenire in altri stabilimenti all’estero, anche per ridurre le necessità di trasferta dei manager, dotandoli di strumenti IT omogenei e centralizzati. Il lavoro sul primo stabilimento in Polonia è già iniziato con le stesse modalità esecutive. «Il fattore di successo fondamentale è la nostra capacità di spiegare e motivare le procedure implementate, identificare le aree che possono garantire una maggiore flessibilità e quelle meno duttili, essere sempre ricettivi. Ci occorre un mandato pieno da parte del cliente e una grande attitudine alla comunicazione. Ma in Tönnies non è mai stato un problema. Anzi, se in un primo momento il committente aveva pensato di ricorrere a tecnici tedeschi per implementare il nostro prodotto, dopo poche settimane di lavoro, hanno voluto che ci occupassimo noi di tutto». In altre parole, il gigante europeo della carne ha affidato il suo ambizioso piano di trasformazione dell’IT a una soluzione basata su un sistema ERP non tedesco e sulle best practice gestionali messe a punto, in tanti anni di esperienza nell’industria alimentare e del fresco, da un solution provider italiano.

LEADER NELL’INDUSTRIA E NELLE TECNOLOGIE

«Quando sei un leader di queste dimensioni e cresci a certi ritmi» – interviene nuovamente Christian Kreuter, devi necessariamente essere un leader anche nelle tecnologie, in qualunque settore tu stia operando. Per quello che ci riguarda, non è solo questione di macellare bene la carne: facciamo migliaia di esami del sangue, monitoriamo lo stato di salute degli animali nelle stalle, studiamo minuziosamente le statistiche prodotte in tutte le fasi di lavorazione. L’IT di Tönnies da sola non potrebbe farcela. Abbiamo bisogno di un partner affidabile come Sinfo One e non potremmo essere più soddisfatti del lavoro che i suoi esperti stanno portando avanti». Nei prossimi quattro anni, il team di Paola Pomi sarà chiamato anche a intervenire negli impianti del Gruppo Tönnies che si occupano esclusivamente di würstel, salsicce e altri prodotti “convenience”, come le cotolette a marchio Tillman’s pronte da cuocere… nel tostapane. «Anche in questo caso, partiremo da una simulazione in laboratorio» – osserva Paola Pomi.


#SinfoOne e #Tönnies un ponte tra due culture e forte sodalizio IT e consulenziale
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«Per prodotti CPG, ci sono diverse peculiarità da coprire, le variabili di cui tener conto sono molto più numerose sia in fase di lavorazione sia di distribuzione. Ma la grande sfida che ci ha fatto sperimentare Tönnies è quella di un mondo VUCA (Variable, Uncertain, Complex, Ambiguous): la leadership di progetto è portata avanti dai membri del progetto – io e Mr. Kreuter siamo solo di supporto ad un team “autonomo” nel definire il percorso che punta alla meta – le sfide del progetto cambiano di continuo e le strategie variano in modo fluido per tenerne conto. Il progetto cerca di creare nuove opportunità di mercato. La pianificazione viene modificata settimanalmente, il panorama applicativo è molto complesso, il team è volto a un ascolto attivo e a una proposizione volta non solo a risolvere problematiche tecniche ma anche a superare barriere culturali, politiche e di resistenza al cambiamento. Sappiamo qual è l’obiettivo finale, le strade per arrivarci – però – sono tutte da inventare. Questo, sia per il team che per i manager, è a volte frustrante, ma sfidante per la maggior parte del tempo. Le persone coinvolte esprimono grande spirito di appartenenza: appartenenza a una realtà che non è più la singola azienda dalla quale si riceve lo stipendio, ma che si concretizza nella sfida stessa e nel percorso che di giorno in giorno scopriamo e accettiamo come il migliore possibile. Fino alla scoperta di un percorso nuovo». Anche qui farà premio la grande esperienza accumulata da Sinfo One, impegnata sull’intero fronte dell’automazione nelle industrie del distributed manufacturing ma fortemente focalizzata sul Food e capace di generare all’estero quasi un terzo dei suoi fatturati. Nel segmento di produzione, lavorazione e commercializzazione carni, Tönnies non è il solo grande nome conquistato dalla qualità delle soluzioni Made in Parma.

«Sommando i suoi fatturati a quelli del gruppo Cremonini, diventato nostro cliente contemporaneamente a Tönnies, il software Sinfo One supporta un sistema produttivo del settore carni che vale dieci miliardi di euro» – stima Paola Pomi, che non nasconde la soddisfazione per il successo ottenuto dalla sua squadra, capace di conquistare l’incondizionata fiducia del cliente anche in un ambiente severo e, scherza lei, «anche molto maschilista»! «In questo – aggiunge – bisogna riconoscere la grande disponibilità di Christian Kreuter, un general manager atipico, disposto a condividere e discutere tutte le sue idee, a farsi coinvolgere in prima persona. Forse, senza di lui non sarebbe stato possibile convincere un’azienda tedesca ad adottare una soluzione software nata negli Stati Uniti, ottimizzata dagli italiani e coordinata da una donna».

IOT E PLM, OPPORTUNITÀ 4.0

Il felice andamento del progetto che Sinfo One sta portando a termine in Germania e in Europa – mette in evidenza Paola Pomi – non deve indurre ad abbassare la guardia sui temi che più interessano i clienti di un fornitore di soluzioni tecnologiche visionario ma pragmatico, capace di ottenere una crescita superiore alla soglia del sette per cento prevista per l’esercizio 2017. «Il tema che ci ha stimolato e portato avanti in questi dodici mesi è sicuramente quello della Industry 4.0, un argomento ormai al centro della nostra azione e dei tanti eventi dimostrativi e workshop realizzati in Italia e all’estero». Nel caso Tönnies, è possibile ritrovare tutti gli elementi costitutivi di questo approccio, dai sensori della Internet of Things, come i sonar che l’azienda tedesca impiega per valutare a distanza la qualità del bestiame acquistato, alle informazioni Big Data che aiutano a pianificare meglio la produzione e la vendita.


#ERP #SinfoOne supporta un sistema nella filiera delle carni che vale 10 miliardi €
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Un altro tema forte è il product lifecycle management (PLM), la capacità di integrare aspetti “di processo” e informativi all’interno di una fabbrica, per aumentare produttività e capacità di competere in un contesto nazionale e internazionale sempre più pressante. Sono questi, conclude Paola Pomi, gli argomenti che Sinfo One porta avanti al suo interno, sviluppando i suoi prodotti e la sua expertise nell’ottica della digital transformation di un intero comparto manifatturiero, ma soprattutto cercando di promuovere questa cultura all’esterno, con la clientela già acquisita e con i prospect, attraverso una instancabile attività di divulgazione e formazione, collaborando da vicino con due istituzioni universitarie, il corso in Scienze e tecnologie alimentari dell’Università Cattolica di Cremona e l’ateneo di Parma. «Nei nostri incontri, cerchiamo sempre di essere molto chiari, di parlare direttamente al management delle aziende, partendo dalla concreta applicabilità di concetti che altrimenti apparirebbero fumosi» – spiega Paola Pomi. «Il messaggio che devono recepire è che il futuro di una filiera importante come quella agroalimentare sarà più o meno roseo in funzione del grado della sua efficacia. E la tecnologia oggi rappresenta una leva senza la quale nessuno può andare avanti, ma su cui abbiamo accumulato molti ritardi come italiani». Nei suoi seminari Sinfo One affronta anche l’aspetto pratico degli incentivi governativi, che sono positivi ma impongono tempi di decisione e intervento molto serrati. I ponti che potrebbero portare la tradizione e la qualità italiane sulla sponda tedesca dell’efficienza e della competitività sono stati gettati, non resta che percorrerli.

Foto di Gabriele Sandrini

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Mobile, cloud e big data. Come cambiano gli ERP? https://www.datamanager.it/2017/09/mobile-cloud-big-data-cambiano-gli-erp/ Mon, 25 Sep 2017 10:14:40 +0000 http://www.datamanager.it/?p=131599 Digital transformation, quarta rivoluzione industriale e nuovi paradigmi. App, cloud e integrazione in primo piano. Ma il classico sistema di Enterprise Resource Planning assume sempre più importanza come fornitore di dati per le applicazioni di analytics e riesce a destreggiarsi con successo anche nei nuovi scenari Come cambiano i sistemi ERP nell’era della digital transformation? […]

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Digital transformation, quarta rivoluzione industriale e nuovi paradigmi. App, cloud e integrazione in primo piano. Ma il classico sistema di Enterprise Resource Planning assume sempre più importanza come fornitore di dati per le applicazioni di analytics e riesce a destreggiarsi con successo anche nei nuovi scenari

Come cambiano i sistemi ERP nell’era della digital transformation? Quello che una volta veniva designato come il “gestionale” rimane pur sempre una spina dorsale per molte aziende. Ma non c’è dubbio che tra app, cloud, mobile e big data, cioè alcuni degli elementi di spicco che connotano la trasformazione digitale, il “classico” Enterprise Resource Planning (ERP) si trovi a vivere nuove stagioni. E a modificare di conseguenza i propri connotati, in ossequio all’immutabile assioma dell’IT che per la sua stessa natura è in trasformazione continua. In sostanza, anche in questo ambito, se vogliamo un po’ tradizionale dell’IT, le novità non mancano, come Data Manager ha avuto modo di verificare intERPellando, oltre agli analisti, alcune tra le principali aziende che operano nel settore dei gestionali.

I CAMBIAMENTI IN ATTO

Giancarlo Vercellino, research and consulting manager di IDC Italia, inquadra il cambiamento in atto, alla luce della trasformazione digitale, spiegando che «pur non essendoci un riferimento immediato e diretto tra applicazioni consolidate come gli ERP e processi molto meno strutturati legati alla trasformazione digitale, di fatto molto spesso nei dati si osserva un certo grado di correlazione». Per esempio, «se nel 2016, il 31,5 per cento delle imprese con oltre 50 addetti in Italia dava indicazione per un incremento degli investimenti nell’area delle applicazioni gestionali, la stessa percentuale saliva al 36,4 per cento nel sottogruppo che dichiarava di portare avanti progetti di trasformazione digitale» – prosegue Vercellino. Ma è in atto «in molti casi un effetto “halo”, per cui le iniziative di trasformazione digitale fanno emergere nel management delle imprese un mindset che porta a guardare in modo del tutto nuovo anche le applicazioni business più tradizionali» – nota ancora Vercellino.

NUOVI PARADIGMI

Al cambiamento degli ERP, non è estraneo l’emergere dei nuovi paradigmi, come le app, il successo del cloud e la fruizione via mobile, anche se «più che di cambiamento della percezione dei sistemi ERP, forse sarebbe più opportuno parlare di cambiamento della percezione del lavoro, e in modo particolare del lavoro dei colletti bianchi più a contatto con i sistemi informativi aziendali», non manca di sottolineare Vercellino, evidenziando che la società è cambiata molto negli ultimi 15 anni: «In parte, per la maturazione contemporanea di tante tecnologie diverse, ma soprattutto perché sono cambiate le relazioni industriali a livello nazionale e internazionale. Per effetto del web, il concetto stesso di azienda sta diventando sempre più fluido, visto che non si guarda più a un’azienda come a uno spazio fisico dai confini fissi e convenzionali. Quando negli anni Novanta, gli accademici parlavano dell’impresa-rete e dell’impresa “olonica”, cioè una organizzazione virtuale priva di strutture immediatamente riconducibili alle categorie tradizionali, all’epoca sembravano concetti piuttosto astratti, mentre oggi sappiamo bene quanto siano reali e tangibili, e ogni giorno ne vediamo fiorire tanti esempi sia in startup dal successo più o meno credibile, sia in tanti colossi dalle quotazioni miliardarie in Borsa».


#ERP Giancarlo Vercellino Cambiamenti in atto e nuovi paradgmi @IDCItaly
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CARATTERISTICHE VINCENTI

In questo nuovo scenario, secondo l’analista di IDC, i principali elementi vincenti sul mercato degli ERP sono molto articolati: «Se si guarda a quali siano le caratteristiche più importanti che determinano la scelta di una soluzione ERP, in Italia le imprese, soprattutto quelle piccole e medie e gli studi professionali, indicano in primo luogo le caratteristiche tecniche della soluzione, nel 23 per cento dei casi, oppure la qualità dei servizi di supporto, per il 19 per cento, ed è solo una piccola parte, pari al 3 per cento circa del mercato, a cercare uno specifico grado di innovazione della soluzione». È in sostanza un riflesso di quanto visto poco sopra: «Non è nelle soluzioni ERP che si cerca l’innovazione, ma è piuttosto l’innovazione che cerca molto spesso determinate soluzioni. Per esempio, incrociando il dato presentato sopra con le priorità delle imprese – distinguendo le imprese che hanno priorità legate a efficienza e costi da quelle che hanno obiettivi più tipicamente innovativi legati allo sviluppo di nuovi prodotti o l’ingresso in nuovi mercati – si osserva una differenza importante nel valore attribuibile alle funzionalità tecniche, che da un dato medio del 23 per cento salgono fino a raggiungere il 27 per cento dei rispondenti nel sottogruppo di chi è mosso da priorità che si potrebbero definire di sostanziale innovazione». Da queste considerazioni, discende l’unico suggerimento che IDC potrebbe dare agli operatori per avere successo sul mercato italiano: «Rivolgersi ad aziende che hanno esigenze complesse e spingono oltre i limiti tecnici delle soluzioni, costringendo a guardare in modo del tutto nuovo quella che è l’architettura di una soluzione, come l’ERP, che potrebbe sembrare ormai perfettamente consolidata. Questo è l’unico modo per posizionarsi stabilmente nell’alveo delle trasformazioni imprevedibili di questi anni».


#ERP Alberto Carrai C’è bisogno di qualcosa in più @ARXivar
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QUALCOSA IN PIÙ

È Alberto Carrai, chief sales officer di ARXivar International e direttore marketing di ARXivar Italia, a notare come «big data, realtà aumentata, cloud, intelligenza artificiale (AI) e machine learning, cioè tutte le nuove tecnologie, stanno modificando rapidamente abitudini e modelli di business. In questo contesto altamente complesso e in continua evoluzione, le aziende necessitano di strumenti evoluti per adattare processi e organizzazione in tempi rapidi. In questo senso, se è vero che l’ERP è ancora il sistema centrale in azienda, è altrettanto vero che è fonte di profondo scontento: non supporta decisioni rapide, non offre funzioni collaborative, è troppo complesso per poterlo personalizzare e integrare con altri applicativi e non garantisce l’integrazione di tutti i dati gestiti». Ecco perché c’è bisogno di qualcosa in più: «ARXivar NEXT, la nuova release di ARXivar, è la piattaforma che si integra perfettamente ai più diffusi sistemi ERP e mette assieme tutte le più moderne funzionalità di Enterprise Information Management: gestione di dati e informazioni, gestione dei processi, tool per la collaboration e strumenti per analisi interne e report, da qualsiasi device. Grazie all’integrazione con ARXivar NEXT, gli ERP possono evolvere, confluendo in un unico sistema operativo centralizzato per una gestione digitale dell’intera azienda anche via mobile» – prosegue Carrai, spiegando che «tutte le fasi di un flusso sono impostate attraverso strumenti grafici e senza necessità di scrivere codice: questo permette di adattare tempestivamente i flussi di lavoro alle esigenze organizzative. Inoltre, la chat integrata favorisce l’interazione tra talenti e aree di business, indispensabile per mantenere la capacità di innovare e immaginare. Tutto con una totale libertà di personalizzazione di menu, layout e contenuti, in base al device utilizzato e alle preferenze dell’utente».


#ERP Paolo Ferrario Gestionali di nuova generazione @WuerthPhoenix
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GESTIONALI DI NUOVA GENERAZIONE

«La competitività delle aziende e la loro capacità a vivere proattivamente il mercato dipende, in grande parte, da una definizione chiara della strategia, dal modello organizzativo e dalla flessibilità e velocità di esecuzione dei processi. Le soluzioni gestionali di nuova generazione, per esempio Microsoft Dynamics 365, grazie alla capacità di proporre strumenti, funzionalità estese e processi flessibili, offrono piena collaborazione all’azienda e grande capacità a supportare le scelte strategiche future. Questo significa che un partner con conoscenza dei processi tipici di quel settore di mercato e una soluzione ERP di nuova generazione sono e saranno, sempre di più, asset strategici dell’azienda» – spiega Paolo Ferrario, sales manager di Würth Phoenix, Gold Partner Microsoft Dynamics. Più in dettaglio, «soluzioni come Microsoft Dynamics 365 possono essere fruite in cloud o cloud ibrido e, se parliamo di ERP, anche puramente on premise. E offrono app integrate e anche la possibilità di scriverne di dedicate integrabili con la soluzione. Sono tutti aspetti che le aziende, sempre con maggiore interesse, ci chiedono di affrontare insieme» – continua Ferrario. «Si tratta di un tema ricorrente in ogni opportunità, ma non esistono oggi indicazioni univoche. In relazione alle scelte strategiche contingenti, alla tipologia di azienda e alle sue dimensioni, si valuta il miglior approccio». Quello che però conta è anche la «focalizzazione del partner verso mercati definiti. Il successo di un progetto ERP dipende, in grande parte, da due fattori: forte commitment, ai massimi livelli, dell’azienda e conoscenza approfondita, da parte del partner di progetto, del settore di mercato, ovvero dei processi, al quale l’azienda appartiene. Solo così infatti la consulenza del partner diventa veramente proattiva» – conclude Ferrario.


#ERP Giorgio Mini Il modello vincente è l’ERP collaborativo @ZucchettiSpa
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GUARDARE ANCHE ALLA USER EXPERIENCE

Giorgio Mini, vicepresidente di Zucchetti, non ha dubbi: «Sicuramente gli incentivi governativi stanno dando una spinta agli investimenti tecnologici e per molte aziende questa è un’opportunità per dotarsi di un sistema ERP di ultima generazione. Con la piattaforma Infinity, infatti, ci siamo posti l’obiettivo di coprire tutte le esigenze funzionali delle aziende clienti: dalle componenti amministrative e contabili, a quelle gestionali e organizzative, sino agli aspetti più avanzati di automazione, proponendo in sostanza una digitalizzazione totale dei processi, con il vantaggio di un’integrazione nativa di tutte le applicazioni Zucchetti per la gestione aziendale». Ma oltre agli incentivi di Industria 4.0, si nota oggi un cambiamento notevole sul fronte della user experience: «I clienti vogliono applicazioni intuitive, semplici da utilizzare e anche gradevoli dal punto di vista dell’interfaccia grafica. Ovviamente, questo ha richiesto un grande sforzo ai produttori di software, ma Zucchetti ha lavorato con grande anticipo su questo fronte, riscrivendo le proprie soluzioni in tecnologia web ben prima dell’avvento del cloud e della fruizione dei sistemi ERP via mobile» – prosegue Giorgio Mini. Sottolineando anche che «oggi il modello vincente è l’ERP “collaborativo”, ossia un sistema aperto che genera flussi documentali in formato digitale che possono essere condivisi in modo facile e veloce con tutti gli interlocutori dell’impresa: dipendenti, clienti, fornitori, enti amministrativi, e altro. Un esempio concreto di tutto questo è la fattura digitale, della quale noi gestiamo tutto il processo, dalla generazione, alla trasmissione fino alla conservazione sostitutiva».


#ERP Stefano Boaretto Tra industria 4.0 e trasformazione digitale @AlteaIn
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TRA INDUSTRIA 4.0 E TRASFORMAZIONE DIGITALE

Sempre in tema Industria 4.0, «diverse ricerche hanno previsto che entro il 2020, almeno il 30 per cento delle aziende manifatturiere interessate al 4.0, acquisteranno algoritmi di machine learning da fornitori esterni o dal marketplace. Queste sono le Industry 4.0 che guardano avanti, credono nella digital transformation e la vedono come differenziale rispetto ai competitor sul mercato» – sottolinea Stefano Boaretto, CEO di Altea IN, che fa parte della galassia di Altea Federation. Si tratta di aziende che «rivedono i propri processi e si riorganizzano secondo nuovi modelli gestionali, dove la pianificazione dipende soprattutto da analisi di informazioni basate su processi tecnologici moderni. I veri innovatori, inoltre, aggiorneranno i propri sistemi gestionali per adattarli al cosiddetto Internet of Things: Industry 4.0 e trasformazione digitale significano, per esempio, connettere su un unico bus tutti i processi aziendali, cioè quelli produttivi, logistici, service, finanziari, marketing e comunicazione, e avere accesso a una base dati strutturata e certificata che possa trasformare semplici dati in informazioni strategiche» – prosegue Boaretto. Oggi, che «la diffusione delle app e dei sistemi cloud hanno esteso l’utilizzo di piattaforme ERP, chi ha scelto un sistema ERP internazionale ha il vantaggio di avere una struttura pronta per l’aumento quantitativo e qualitativo delle informazioni: l’integrazione dei dati provenienti dalle macchine e dalle linee produttive, con tecnologia IoT, permette di effettuare interventi utili a seguire correttamente l’andamento del mercato» – spiega ancora Boaretto, indentificando come elementi vincenti «gli strumenti nativi di integrazione come la suite XI (ION, Mingle, Infor BI, Document management, etc.), un bus che permette di gestire piattaforme diverse in un unico sistema generatore di informazioni strategiche».


#ERP Gian Domenico Ceroni Interconnessione di macchine, dati e persone @VMSistemi
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NON SOLO INDUSTRIA 4.0

Il nuovo paradigma dell’Industria 4.0 è al centro anche dell’analisi di Daniele Lombardo, Direttore Marketing and Digital di TeamSystem, in quanto esprime “una forte esigenza da parte delle aziende per recuperare produttività e competitività sui mercati, come dimostra il successo del piano Calenda nel corso del 2017. TeamSystem è da tempo impegnata nel fornire soluzioni che completano i sistemi ERP con componenti che supportano i processi di automazione di fabbrica, in linea con i principi di Industria 4.0. Rilevatori IoT posti sulle macchine di lavorazione allineano costantemente il sistema gestionale con le informazioni provenienti dai centri di lavorazione”. Ma non solo: oggi la società sta anche facendo evolvere la propria proposta, “in collaborazione con Leonardo, su due fronti: la realizzazione di Shop Floor Analytics per monitorare la situazione del sito produttivo, e l’utilizzo di tecnologie Big Data per la raccolta e l’elaborazione della grande massa di informazioni che i rilevatori IoT sono oggi in grado di collezionare”, prosegue Lombardo. Un altro fenomeno di rilievo è quello del cloud, che come noto “è entrato nel mercato dell’ERP da diverso tempo, ma oggi, con la trasformazione digitale, sta vivendo una nuova prospettiva di utilizzo.

Abbiamo realizzato una piattaforma in cloud, AGYO, che mette in comunicazione clienti, fornitori, professionisti, pubblica amministrazione e circuito bancario, permettendo lo scambio di informazioni e documenti in formato digitale. AGYO è utilizzato oggi da più di 42mila realtà del mercato italiano e sono stati effettuati oltre 4,5 milioni di invii”, sottolinea Lombardo, precisando che data la crescita anche in Italia della domanda di sistemi gestionali in cloud, “abbiamo recentemente investito in una nuova piattaforma ERP, Reviso, dedicata alle piccole aziende nata per essere fruita in SaaS. Reviso conta oggi oltre 3mila utilizzatori in Italia, Spagna, Francia, Germania e Regno Unito”. Infine, nell’individuare i principali elementi vincenti oggi sul mercato degli ERP, Daniele Lombardo evidenzia che “il nostro ERP è in continua evoluzione grazie a un piano di investimenti che considera sia i più importanti trend del mercato sia le esigenze raccolte in molti momenti di ascolto in cui coinvolgiamo la nostra base clienti. Accanto alle evoluzioni legate alla copertura funzionale delle nostre applicazioni, anche in importanti settori verticali di mercato, abbiamo indirizzato l’evoluzione del prodotto verso l’esperienza d’uso dell’utente: all’ERP si accede attraverso un portale, Polyedro Experience, che guida in modo facile e intuitivo l’utente nell’utilizzo del sistema. In funzione del profilo dell’utente apposite widget app mettono subito in evidenza le informazioni principali e le criticità rilevate”.

PER LA QUARTA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE

Gian Domenico Ceroni, president & CEO di VM Sistemi punta l’attenzione sull’industria. Le prime tre rivoluzioni industriali si potrebbero riassumere con tre parole: «La prima è “forza”, ovvero strumenti di produzione meccanici (macchine a vapore). La seconda, “scala”, cioè linee di montaggio alimentate a energia elettrica. La terza, “velocità”, nel senso di automazione, elettronica e informatica. La quarta rivoluzione industriale spinge invece all’interconnessione di macchine e persone, grazie alle nuove tecnologie digitali, che porteranno produzione, distribuzione e consumi all’istantaneità. Il concetto di Industria 4.0 risulta perciò riduttivo e, trasversalmente ai settori di attività, riteniamo doveroso ragionare in termini di Impresa 4.0, nonché di cliente 4.0». In questo scenario, «per giocare un ruolo da protagonisti e supportare le aziende nello sfidante obiettivo di raggiungere l’istantaneità, forniamo soluzioni infrastrutturali e applicative iperintegrate. Aggiungiamo cioè valore alla somma delle singole componenti, mettendo in campo tutte le nostre competenze, finalizzate al governo di tecnologie, in grado di segnare una netta e profonda linea di demarcazione fra il tradizionale e il nuovo» – prosegue Ceroni, sottolineando che «nel concreto abbiamo appena lanciato la nostra nuova soluzione ERP, basata su SAP Business One, realizzata specificatamente per i distributori di materiale elettrico: lightOne. Connubio della potenza di SAP, dell’innovatività della piattaforma HANA e della nostra esperienza ultratrentennale maturata al fianco degli operatori del settore, lightOne rappresenta solo la prima di una serie di soluzioni, che permetteranno a tutte le imprese della Distribuzione di compiere un importante salto verso il futuro».


#ERP Paola Pomi Più valore per il business con le app #SinfoOne
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VALORE PER IL BUSINESS CON LE APP

Sicuramente nel mobile, app e cloud hanno rappresentato nuove sfide e nuovi traguardi per l’offerta ERP, dando la possibilità di portare ai clienti nuovi vantaggi e di trasformare, ancora una volta, la tecnologia in valore per il business, come ci spiega Paola Pomi, direttore generale di Sinfo One. Più in particolare, «le piattaforme Sinfo One sono state predisposte per poter generare app specifiche, con un nuovo concetto di user experience, per le varie funzioni che il cliente richiede in mobilità». Infatti, sono già disponibili app su ambiti specifici quali, per esempio, le approvazioni delle richieste di acquisto, l’inserimento e l’approvazione delle note spese, la compilazione di rapporti d’intervento, dashboard di controllo degli andamenti aziendali in vari ambiti. E tutto questo è solo l’inizio. «Per noi – continua Paola Pomi – è stato importante spingere sulla tecnologia per poter trasformare qualsiasi applicazione in una app». Ma non solo: «Il cloud è una nuova modalità di fruizione delle applicazioni. La flessibilità delle applicazioni, in termini di personalizzazione e customizzazione, è un grande valore aggiunto per i nostri clienti. Abbiamo quindi scelto per le nostre applicazioni, specialmente per l’ERP, ambienti cloud dedicati, sfruttando essenzialmente i layer cloud IaaS e PaaS, cioè infrastruttura e piattaforma come servizio».


#ERP Stefania Donnabella Parola d’ordine #integrazione @Cegeka_IT
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PAROLA D’ORDINE: INTEGRAZIONE

Stefania Donnabella, amministratore delegato di Cegeka, sottolinea che «un ERP moderno è la base su cui costruire la propria strategia digitale e la parola d’ordine per noi è integrazione, tra processi aziendali, canali digitali e mercato. Le aziende richiedono con sempre maggiore insistenza costi certi di implementazione e, soprattutto, sono sempre più attente alla raccolta di dati derivanti dai processi. I sistemi MES e l’IoT rappresentano i maggiori punti di contatto dell’ERP con l’Industry 4.0, insieme all’integrazione verticale e orizzontale dei processi resa possibile dall’ERP anche oltre i confini aziendali. Inoltre l’ERP assume sempre più importanza come fornitore di dati per le applicazioni di analytics». Rilevato che «il cloud è un elemento centrale dell’Industry 4.0 e che la richiesta di soluzioni cloud è consistente», Stefania Donnabella spiega che «l’impatto sull’ERP è evidente soprattutto in termini di velocità di implementazione, senza contare gli aggiornamenti garantiti e i dati sempre disponibili. Però, occorre avere competenze specifiche nei settori merceologici ed essere in grado di eseguire un corretto Business Impact Assessment: capire qual è l’impatto che il progetto può avere sull’azienda, comprendere e condividere gli obiettivi e le esigenze del cliente e ridurre i rischi di progetto».


#ERP Roberto Gandini Evoluzione cloud in primo piano @QAD_Community
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CLOUD IN PRIMO PIANO

«L’Industria 4.0 è la risultante di una serie di innovazioni tecnologiche, ormai alla portata di tutti, che rappresentano indubbiamente un vantaggio competitivo per le aziende che sapranno adottare prontamente questi cambiamenti, pur mantenendo inalterate le operazioni quotidiane» – fa notare Roberto Gandini, director professional services e CPIM di QAD Italy. Trattandosi di «una vera e propria “rivoluzione”, catalizzata da una vasta accessibilità delle reti di comunicazione, dalle crescenti prestazioni dei nuovi sensori intelligenti che permettono una conoscenza e una condivisione di informazioni prima impossibili, dalle evolutissime capacità di analisi anche predittive e dalla infinita potenza di calcolo raggiungibile grazie alla scalabilità dei sistemi cloud, diventa fondamentale identificare un partner tecnologico e competente a cui demandare questa transizione, pur continuando a focalizzarsi sul proprio core business» – prosegue Gandini, spiegando che «da quasi otto anni, ci proponiamo sul mercato come azienda cloud, fornitore di un gestionale completo, internazionale, specifico per i principali verticali del manifatturiero, accessibile da ogni tipo di device, al quale affianchiamo una serie di servizi complementari, anch’essi rigorosamente cloud, tra cui la raccolta dei dati di produzione in tempo reale, l’integrazione applicativa attraverso le più moderne architetture SOA, oltre che attraverso lo scambio di messaggistica EDI, la pianificazione del forecast e di tutta la supply chain aziendale, la qualità e i trasporti».


#ERP Claudio Ferrari Soluzioni su misura per le PMI #FourSolutions #TargetCross
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LE PMI COME MERCATO DI ELEZIONE

Claudio Ferrari, presidente CdA di Four Solutions e Target Cross development manager, ritiene fondamentale chiarire che «pure in un contesto mainstream, nel quale interagiscono le declinazioni dell’Industry 4.0, la disponibilità di app a uso aziendale, le modalità cloud e la fruizione dell’ERP via mobile, le soluzioni non sono necessariamente le stesse per i diversi segmenti del mercato. Perché il passaggio alla quarta rivoluzione industriale, e a quello che il legislatore ha definito come necessariamente “interconnesso”, può avvenire positivamente in due modalità distinte: o le aziende sviluppano internamente, sul tema dell’IT, modelli di integrazione verticale o richiedono al fornitore strategico di sviluppare propri modelli di integrazione orizzontale. Per le PMI la prima ipotesi non è realistica e, perciò, la sfida si gioca sulla nostra capacità di proporci come sistema articolato di relazioni e competenze, al centro del quale porre l’ERP, le soluzioni complementari e le modalità d’utilizzo». È anche per questo che, conclude Ferrari, «per noi le sfide sono il mobile e le app nell’ottica della fruizione e, dal punto di vista funzionale, la strumentazione in grado di offrire capacità “coerente” di analisi su una mole di dati via via crescente e diversificata per natura e provenienza».


#ERP Pierfrancesco Angeleri Collaborazione e crescita comune sostenibile @Ipsoa
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PUNTARE SU RICERCA & SVILUPPO

«L’investimento in innovazione digitale spinto da Industry 4.0 non sembra uniforme e appare diretto verso varie direzioni. La consapevolezza dell’importanza sia strategica sia tattica dell’innovazione digitale è chiara sul mercato, ma spesso le decisioni d’investimento non sono così focalizzate come ci si dovrebbe aspettare. Il mercato delle soluzioni gestionali ed ERP, di converso, non attraversa un momento di particolare vivacità. Registriamo una tenuta del mercato e non ci aspettiamo impennate nel corso dell’esercizio» – rivela Pierfrancesco Angeleri, managing director di Wolters Kluwer Tax & Accounting Italia. Dovendo invece identificare i fenomeni in atto, Angeleri fa notare che «commercialmente il cloud è ancora in fase di sviluppo. Presi percentualmente, i numeri di crescita sono decisamente più importanti dei numeri complessivi, ma in termini assoluti il prodotto “as a Service” non è ancora un prodotto di utilizzo massivo. Le motivazioni sono molteplici: il passato forte investimento sull’on premise ancora da ammortizzare, una connettività che talvolta è ancora difficile e disomogenea nel nostro Paese. Detto questo, Wolters Kluwer Tax & Accounting Italia riscontra buone reazioni alle varie declinazioni digitali che propone nell’area dei gestionali ed ERP». In questo scenario, la società è «concentrata sull’R&D, orientata dal dialogo e dai consigli che ci giungono direttamente dai nostri clienti. La collaborazione diretta è, secondo noi, l’elemento determinante per proporre soluzioni digitali innovative e adeguate alle esigenze del mercato. L’obiettivo è quello di una crescita comune sostenibile».


#ERP Antonello Morina L’ERP automatizzato via cloud #Mayking
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L’ERP AUTOMATIZZATO VIA CLOUD

«La quarta rivoluzione digitale parla di un sistema completamente interconnesso, il cui panorama tecnologico fornisce alle aziende gli strumenti per essere agili, veloci e flessibili, in grado di elaborare e organizzare in modo integrato e immediato l’immensa quantità di dati su cui lavorano ogni giorno» – conferma Antonello Morina, presidente di Mayking. In questo senso, «l’ERP gioca un ruolo strategico perché – di fatto – è il centro di governo delle informazioni di un’azienda e, per essere realmente strategico, deve interconnettersi con tutti gli attori coinvolti nella vita aziendale, come collaboratori, clienti, fornitori, potenziali clienti, e così via. Starty ERP è la soluzione cento per cento cloud realizzata da Mayking per fornire alle PMI italiane una piattaforma applicativa completa in grado di supportare tutti i processi core dell’azienda, dal CRM al bilancio. Ai nostri utenti, mettiamo a disposizione un servizio ERP pronto all’uso, che si attiva rapidamente e che consente a tutti di accedere ai dati aziendali in tempo reale da qualsiasi luogo. Grazie alle integrazioni con servizi quali Google Suite, Twilio VoIP, Shopify e-Commerce, i nostri clienti possono gestire tutta l’azienda in cloud realizzando scenari avanzati di automazione dei processi di lavoro» – conclude Morina.

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Four Solutions con Target Cross, l’ERP si fa in quattro per le PMI https://www.datamanager.it/2017/09/four-solutions-target-cross-lerp-si-quattro-le-pmi/ Thu, 21 Sep 2017 12:24:55 +0000 http://www.datamanager.it/?p=131371 Big Data, Industry 4.0 ma anche capillarità e ottimizzazione dei costi: arriva da Modena l’ERP che aiuta le piccole e medie imprese a cambiare marcia Non si sopravvive a un’intera era dell’informatica se non si è competenti, bravi e tenaci. Four Bytes nasce nel 1980, a Modena, con l’obiettivo di supportare il lavoro delle PMI con […]

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Big Data, Industry 4.0 ma anche capillarità e ottimizzazione dei costi: arriva da Modena l’ERP che aiuta le piccole e medie imprese a cambiare marcia

Non si sopravvive a un’intera era dell’informatica se non si è competenti, bravi e tenaci. Four Bytes nasce nel 1980, a Modena, con l’obiettivo di supportare il lavoro delle PMI con un software gestionale valorizzato dall’esperienza di tecnici e consulenti che avevano prestato la loro opera presso le strutture informatiche di alcune delle più importanti aziende emiliane. Dopo oltre vent’anni di soddisfazioni, Four Bytes crea nel 2002 Four Solutions, specializzata nello sviluppo e nella distribuzione di Target Cross, l’ERP di riferimento del gruppo. Lo scopo? Fondare una rete di partner su tutto il territorio, per entrare in contatto diretto con le esigenze delle piccole e medie imprese, così da proporsi per ogni loro necessità organizzativa. Oggi, Target Cross serve oltre 2.500 aziende lungo la penisola, una sorta di software farm potenziata da una trentina di rivenditori. Assecondando le loro competenze, Four Solutions li forma sul prodotto, sino a ché siano in grado di intervenire sulla piattaforma per effettuare gli interventi di personalizzazione richiesti dai clienti, grazie alla particolarità del codice auto-documentante su cui l’ERP si basa. Cosa vuol dire? «Omnis consente di scrivere codice con una sintassi e una morfologia che lo rendono più intelligibile di quello di molti altri linguaggi» – ha spiegato a Data Manager Claudio Ferrari, responsabile di prodotto e presidente di Four Solutions. «Inoltre, l’uso che ne abbiamo fatto, in Target Cross, consente che il software risponda a due esigenze specifiche di utilizzo: sì l’utente finale ma, non meno, il rivenditore implementatore. Il nostro compito è realizzare un prodotto che sia adeguato ad ambedue le esigenze e che soddisfi, anche, peculiarità settoriali partendo da una base comune».

Trasformare dati in valore

L’aver puntato su un pubblico così difficile e competitivo come le PMI ha spinto Four Solutions a proporsi come miglior alleato verso la digitalizzazione dei processi di business. «Molte delle piccole e medie realtà del nostro Paese nutrono ancora difficoltà nell’adottare metodologie di lavoro diverse, perché hanno difficoltà nel valutare le ricadute e sono molto gelose dei dati che producono. Dietro, spesso, si nasconde la paura di perdere il controllo delle informazioni in possesso. Tuttavia, quando si accorgono del potere dei Big Data, ad esempio, si chiedono come mai non hanno approcciato prima sistemi di analisi del genere, peraltro su elementi che già possiedono». Non a caso, una delle utilità di un gestionale come Target Cross è l’integrare i dati destrutturati, normalizzandoli e trasformandoli in informazioni utili al management. Contenuti che le imprese hanno già ma che fino a quel momento non sapevano come sfruttare in un’ottica di incremento del know-how complessivo. Abbracciando l’intera piattaforma ERP, si ottiene un vantaggio competitivo non da poco: una sola interfaccia di controllo, che diventa il centro informativo di ciò che l’impresa produce come dati, valorizzandoli.


#TargetCross L’ERP che aiuta le #PMI a cambiare marcia
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Estendere la rete dei partner

«Nel corso degli anni, abbiamo visto crescere tante realtà, accompagnandole nel loro percorso di affermazione come leader nei settori di appartenenza. Questo rappresenta il nostro premio, uno dei motivi per cui vogliamo allargare il network di partner rivenditori, per raggiungere con maggiore capillarità gli utenti, anche quelli a cui abbiamo detto no. Ci rivolgiamo, con Target Cross, a qualsiasi tipo di azienda: principalmente manifatturiere, ma anche dei servizi e del commercio, al dettaglio come all’ingrosso. È innegabile che i Big Data e il trend dell’Industry 4.0 coinvolgano oramai tutti. Pensiamo alla logistica e alla raccolta dei dati di produzione: con i moduli piazzati sulle macchine, di movimentazione e di produzione, abilitiamo la raccolta estesa dei dati, finalizzata non solo a migliorare i flussi di lavoro ma anche a ottimizzare costi e risorse. Due concetti ai quali le PMI guardano sempre con un certo interesse».

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Zucchetti – Alla scoperta del digital business https://www.datamanager.it/2017/06/zucchetti-alla-scoperta-del-digital-business/ Tue, 20 Jun 2017 09:24:14 +0000 http://www.datamanager.it/?p=127083 Quarant’anni di presenza sul mercato, quaranta di cultura di impresa, crescita economica e diversificazione tecnologica. Con l’ultima evoluzione della sua piattaforma gestionale Infinity e i servizi certificati del nuovo Digital Hub, Zucchetti diventa portatrice di innovazione di processo Un’azienda che sviluppa software, hardware e servizi, con una presenza “a tutto campo” nel mondo dell’Information Technology, […]

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Quarant’anni di presenza sul mercato, quaranta di cultura di impresa, crescita economica e diversificazione tecnologica. Con l’ultima evoluzione della sua piattaforma gestionale Infinity e i servizi certificati del nuovo Digital Hub, Zucchetti diventa portatrice di innovazione di processo

Un’azienda che sviluppa software, hardware e servizi, con una presenza “a tutto campo” nel mondo dell’Information Technology, un gruppo che privilegia l’innovazione non meno della discrezione e della concretezza: per quanto consueti siano gli incontri con il management di Zucchetti per i periodici aggiornamenti sull’offerta di soluzioni e servizi, il racconto di questa realtà lodigiana coincide con quello di un’azienda ad alta tecnologia che non smette di sorprendere per la sua capacità di cambiare e veicolare il cambiamento. Zucchetti da quasi quarant’anni affianca il complesso universo delle imprese italiane, aiutandole a semplificare gli oneri amministrativi e fornendo alle aziende importanti vantaggi competitivi. Inoltre, Zucchetti garantisce da sempre potenti strumenti di gestione alla galassia dei commercialisti e consulenti del lavoro, dando così una grossa mano allo sviluppo di una cultura imprenditoriale al passo con i tempi. Questa volta, la continua evoluzione di Zucchetti acquista anche una simbologia visuale, architettonica. Mentre sono in corso le interviste per questa cover story, si attendono infatti gli ultimi ritocchi, prima dell’inaugurazione, prevista entro fine giugno, del nuovo immobile uffici alla periferia di Lodi, già ribattezzato Torre Zucchetti, che ha già ricevuto il premio “Best Sustainable Italian Re-adaption Design 2016” e che ha subito un intervento di ristrutturazione curato da Marco Visconti, firma dell’architettura “green”, avvalendosi di accorgimenti, incluso un avveniristico rivestimento esterno lamellare, che puntano a ridurre al minimo i consumi energetici, sfruttando l’insolazione e il microclima locale per assicurare illuminazione e condizionamento di aria e temperatura.

Crescita controtendenza

Come di consueto, Antonio Grioli, docente di Strategia e Politica Aziendale presso l’Università Cattolica, che da ormai dieci anni presiede il comitato direttivo della società, mette in fila una serie di cifre che parlano di una Zucchetti in crescita costante, in termini di mercato, clientela e spettro di soluzioni. «Siamo diventati un gruppo da 410 milioni di euro con una crescita percentuale solida e continua, in un settore che ha performance inferiori – esordisce Grioli. Da questo punto di vista, una delle novità più significative rispetto al passato consiste nell’aumento della presenza di Zucchetti fuori dai confini nazionali. «All’estero, precisa ancora Grioli, superiamo i 65 milioni di ricavi annui in una cinquantina di paesi. Se un tempo, oltre i confini nazionali, il nostro prodotto di punta era il robot tagliaerba Ambrogio, oggi nel mondo, Zucchetti è riconosciuto come software vendor globale, nei due domini dell’Erp e della gestione delle risorse umane. Non solo. Abbiamo rafforzato la nostra posizione con grandi progetti di robotica industriale e nel retail oltre ad Ambrogio abbiamo aggiunto Nemo, per la manutenzione automatica delle piscine». I clienti, il patrimonio più prezioso di Zucchetti insieme alla competenza e motivazione dei suoi dipendenti, superano ormai quota 135mila; nel solo 2016 il parco si è arricchito con oltre 4.000 nuovi clienti. I partner che assicurano il successo del modello commerciale rigorosamente indiretto sono più di 1.100, duecento dei quali operativi all’estero. Questo “ecosistema” – secondo Grioli – vale quattro volte il fatturato di gruppo ed è la dimostrazione più convincente della cultura partecipativa di un’azienda che vede l’insieme dei partner, dei consulenti, dei system integrator, come una sorta di “Zucchetti aumentata”: una grande opportunità per generare ulteriore valore attraverso le tecnologie proposte, con la massima prossimità al cliente. «I nostri numeri, inoltre, – sottolinea Grioli – non sono semplici anagrafiche, ma si riferiscono sempre ai clienti attivi, quelli che mantengono con Zucchetti una costante relazione d’affari». Il Gruppo cresce anche in termini di persone, con 3.350 addetti a tempo indeterminato. «Perché questo è il credo di Zucchetti per i giovani».

Giorgio Mini – vicepresidente Zucchetti spa

La prima italiana del software

L’analisi proposta da Grioli dimostra che la società Zucchetti del 2017 per dimensioni e ambizioni si muove in un contesto molto più ampio di quello che ci si poteva immaginare nel 1977, quando lo studio del giovane commercialista Domenico Zucchetti sviluppava su piattaforma Ibm un tool di contabilità fiscale, che sarebbe stato la base della sua futura visione di prodotto. I due vicepresidenti, Giorgio Mini, responsabile della linea Erp, e Domenico Uggeri, che si occupa invece delle soluzioni per il comparto Human Resources Management, affermano che la visione strategica è fortemente orientata alla trasformazione, non più soltanto alla semplificazione e all’automazione delle procedure. Discutendo delle novità che riguardano la nuova generazione della piattaforma applicativa Infinity, Mini osserva che «la digitalizzazione è il vero completamento delle strategie di copertura delle esigenze dei nostri clienti aziende e professionisti». Mentre Grioli sottolinea ancora una volta l’importanza che Zucchetti ha assunto nel corso degli anni, proprio nell’ingegnerizzazione del software: una maturazione che le consente di compiere un ulteriore salto qualitativo in direzione del processo di business e dell’offerta di servizi. «Su oltre 410 milioni di fatturato – afferma il presidente del board – 291 rappresentano i ricavi da vendite di software. Siamo la prima software company italiana e tra le prime in Europa in termini di licenze vendute. Si tratta di un primato che abbiamo sempre riconfermato da undici anni a questa parte. I nostri volumi di software applicativo sono di gran lunga superiori a quelli di tutte le società multinazionali presenti in Italia». Assi portanti della recente espansione verso la clientela estera sono da un lato la partnership con la società francese Talentia Software, per le soluzioni di human capital management per aziende medio grandi, dall’altro l’acquisizione della società spagnola Solmicro, specializzata nello sviluppo di soluzioni gestionali ERP e servizi in cloud quali CRM, soluzioni di e-business e digital marketing con rivenditori in Spagna e Sudamerica. «Il nostro obiettivo – precisa il presidente, Alessandro Zucchetti, che insieme alla sorella Cristina rappresenta la seconda generazione della famiglia fondatrice – è quello di rafforzare la nostra presenza internazionale e continuare a portare l’eccellenza dei prodotti Zucchetti nel mondo. Un contributo significativo in tal senso è dato da TCPOS, società del gruppo dedicata al mondo della ristorazione e dell’hospitality con varie sedi in Europa, che nel corso dell’anno 2016 ha aperto sedi in Cina, Argentina e Stati Uniti.


#software @ZucchettiSpa cresce dieci volte di più del PIL nazionale
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Uno scrigno colmo di innovazione

Il gruppo celebra con soddisfazione il consolidamento di una linea di servizi inaugurata fin dalle prime fasi del processo di virtualizzazione delle infrastrutture IT. «In questo ambito – ricorda Grioli – abbiamo le nostre soluzioni SaaS, servizi di hosting avanzato per l’erogazione di ambiziosi progetti di outsourcing, tutti basati sulle nostre risorse, sulla nostra progettualità e sui nostri asset, incluso un data center proprietario allo stato dell’arte». Ormai, la divisione servizi dell’azienda lodigiana “cuba” qualcosa come 60 milioni di euro di ricavi, per un business che, solo cinque anni fa, per noi era marginale. Zucchetti ha intuito prima di altri player nazionali l’importanza di non limitarsi all’iniziale modello basato esclusivamente sulle licenze e sul “pacchettizzato”, riuscendo a estendere tale proposizione con una offerta di servizi senza tuttavia cannibalizzare le tradizionali linee di offerta “license-based” e centrando un duplice obiettivo: cogliere nuove opportunità di business e avvicinarsi a clienti di grandi dimensioni, subito interessati alla flessibilità dell’as a Service. Negli ultimi due anni, sono arrivati contratti con Amazon, Auchan, Banco BPM, Fininvest, Poltrona Frau. «Clienti di estremo rilievo, che dieci anni fa – osserva soddisfatto Grioli – non ci avrebbero probabilmente preso in considerazione come provider tecnologico».

L’unicità di Zucchetti si misura non solo attraverso le continue conferme sul piano della capacità di generare posti di lavoro, di coltivare nuovi talenti attraverso una politica di formazione istituzionalizzata nella ormai celebre Accademia Zucchetti, e dell’attenzione ai risvolti sociali e ambientali della sua azione sul mercato, ma soprattutto per la capacità di innovare e diversificarsi, dando vita a una offerta integrata e sinergica, sempre coerente con i propri obiettivi di customer satisfaction. Il presidente del direttivo Zucchetti schematizza la “biodiversità” del Gruppo, elencando alcuni dei nuovi segmenti ingaggiati attraverso una ragionata politica di partnership e acquisizioni. Internet of Things: geolocalizzazione, sistemi satellitari, telemedicina, infomobilità e smart city, attraverso le controllate Getronic di Varese e Mac&Nil di Gravina in Puglia. Risparmio energetico: progettazione e sviluppo di soluzioni informatiche ad alto valore aggiunto per la gestione di tutti i processi energetici e manutentivi tramite la newco Zucchetti Facility di Rapallo. Robotica: più di 30mila robot rasaerba venduti all’anno (oltre l’80% all’estero), nonché sofisticati robot per piscine, sistemi di raccolta delle olive e dell’uva, sistemi automatici di movimentazione e distribuzione e processo delle merci (Zucchetti Centro Sistemi di Terranova Bracciolini in Arezzo). Ristorazione, ospitalità, retail: gestione ristoranti e punti vendita, gestionali per hotel e catene alberghiere (acquisizioni di TCPOS, H.Pierre di Perugia, Smart Touch di Saronno, Nice Informatica di Riccione, GP Dati di Mestre e POS Sistemi di Civitanova Marche). Stampa 3D: nel 2016 Zucchetti ha acquisito la maggioranza di Fabtotum di Tribiano (MI), che ha lanciato sul mercato l’innovativa stampante 3D “FABtotum CORE”, a filamento fuso (FFF), in grado di fresare, incidere con il laser e scansionare in 3D per un’ampia gamma di settori industriali e con materiali differenti.


Crescita controtendenza anche all’estero @ZucchettiSpa prima in Italia nel #software
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Infinity, il sogno del paperless office

Con Giorgio Mini, torniamo a focalizzarci sulle linee di prodotto che da sempre connotano la presenza di Zucchetti nel mercato delle soluzioni software gestionali, che oggi hanno raggiunto un nuovo stadio di evoluzione. Quale? «Dieci anni fa, siamo partiti dal lancio di una nuova generazione di soluzioni Erp e per la gestione del personale, che ha avuto e continua ad avere un grande successo. Con Infinity – continua Mini – Zucchetti ha anticipato il cammino della digitalizzazione. Adesso, si tratta di compiere un passo in più e per farlo abbiamo individuato due direzioni. Una prima che parte dal completamento dell’offerta non solo nelle sue funzionalità core, ma in risposta a molte altre richieste formulate da aziende che hanno sempre più bisogno di collaborazione, gestione elettronica di documenti e accesso in tempo reale alle informazioni, nonché nuove forme di relazione con i clienti esterni e, in chiave HR, con i loro dipendenti e collaboratori». Una seconda direttiva – spiega Mini – riguarda la user experience che nel mondo del web e della mobilità diffusa cambia molto velocemente e si deve estendere a ogni tipo di device, e rendere fruibili con estrema semplicità le funzioni più complesse. «Quindi da un lato Infinity punta sempre più a diventare una piattaforma che copre tutte le componenti di un’impresa, dall’altro spinge verso la massima semplificazione della relazione tra il software e i suoi utilizzatori. Due strade che hanno una meta precisa: il supporto della piena digitalizzazione dei processi aziendali. Il sogno dell’ufficio senza carta». Un’azienda che proviene dal contesto storico e culturale dei sistemi gestionali di prima generazione, deve tener conto del processo di convergenza verso il cloud e dei paradigmi del web che dominano ormai gli schemi mentali del cliente. «Oggi, la metafora di riferimento è il private cloud, per questo vogliamo controllare tutti gli aspetti del business, dagli applicativi alle componenti tecniche, che rendono possibile lo sviluppo di soluzioni davvero personalizzate» – osserva Mini. «Un ambito strategico, nel contesto del cloud, è l’erogazione dei servizi, e da qui deriva la scelta di gestire in proprio il nostro data center, che ci consente di centralizzare il controllo, i livelli di servizio e il supporto al cliente. In questo, siamo davvero un unicum sul mercato, ma non solo. Abbiamo raggiunto dimensioni importanti e possiamo permetterci una economia di scala, aumentando la qualità del servizio senza impattare sui costi». A proposito di costi, Mini sottolinea che proprio grazie alla ricchezza funzionale, il cliente delle soluzioni Zucchetti riesce a vedere digitalizzati i suoi obblighi normativi, dalla fatturazione alla documentazione sostitutiva, fino alle relazioni con gli organi fiscali, nativamente gestiti con gli applicativi Infinity. «Posso creare, gestire, condividere informazioni senza toccare un foglio di carta. La fattura, la sua archiviazione, la trasmissione all’Agenzia delle Entrate, e così via. Abbiamo coperto – afferma Mini – e andremo a coprire altri aspetti, sempre mantenendo la massima compatibilità con applicativi di terze parti».

Domenico Uggeri – vicepresidente Zucchetti spa

OK, la rotta è giusta

La nuova edizione cloud di Infinity Erp esce quest’anno senza tuttavia mandare in pensione l’offerta classica progettata per le architetture distribuite, in base a una politica di salvaguardia degli investimenti del cliente che consente a Zucchetti di mantenere a catalogo una decina di soluzioni gestionali per ogni esigenza e dimensione aziendale. Mini sottolinea che per tutti gli applicativi di precedente generazione non si tratta di un supporto solo formale. «Le nostre soluzioni sono pienamente attive, dal punto di vista degli aggiornamenti alle normative, ai relativi adempimenti, o all’assistenza tecnica. Per tutte, c’è anche un continuo aggiornamento con nuove funzionalità». L’obiettivo è assicurare a tutti i clienti, vecchi e nuovi, il giusto livello di soddisfazione, senza vincolare nessuno a passaggi forzati alle soluzioni software più recenti. «Dobbiamo investire molto, è vero, ma la proprietà dell’azienda Zucchetti non rinuncia a obiettivi di continua evoluzione e coerenza del patrimonio applicativo. Nella logica di completamento dell’offerta, sono fondamentali anche le nostre acquisizioni strategiche» – ricorda Mini.

«In ottica cloud in particolare, penso a Longwave, un system integrator specializzato in soluzioni di comunicazione unificata, data center e collaboration, che abbiamo rilevato quasi tre anni fa, e si è dimostrato prezioso per l’ecosistema Zucchetti. Inoltre da maggio Longwave si è fusa con la società Lantech per dare vita a un polo di eccellenza negli ambiti networking, security, collaboration e unified communication». Antonio Grioli interviene sul tema della crescita per acquisizione con un excursus di carattere storico. «Recentemente, attraverso lo studio personale di testi specializzati, ho appreso che Cristoforo Colombo non era, come si ritiene, un semplice mercante, bensì un appassionato cartografo, che aveva addirittura sposato la figlia del più famoso cartografo del tempo. Quando salpò per il suo viaggio di scoperta, Colombo avrebbe avuto con sé mappe affidabili e abbastanza precise per portare a termine un progetto ben studiato. E anche il gruppo Zucchetti, per le sue acquisizioni, ha ben chiara una strategia di navigazione». Tra le operazioni più recenti, c’è quella che riguarda una società di software milanese, DoubleYou che rientra perfettamente nella filosofia del gruppo Zucchetti in materia di responsabilità sociale e valorizzazione delle persone e del loro talento. «DoubleYou – interviene Cristina Zucchetti, presidente Zucchetti Group e responsabile delle risorse umane di Zucchetti spa – ha sviluppato una piattaforma per la gestione dei cosiddetti flexible benefits per i dipendenti, che consente di offrire ai collaboratori di qualsiasi impresa forme di compensazione indirette, nel quadro dei nuovi servizi di welfare aziendale. La gestione del benessere aziendale – continua Cristina Zucchetti – è una tematica di forte attualità, perché la normativa ha esteso l’offerta di beni e servizi in esenzione fiscale, in diversi settori: dai rimborsi per le spese di istruzione, alle spese mediche, ma anche alle spese che il lavoratore deve affrontare per gli interessi su prestiti e mutui, per le attività sportive, per gli acquisti attraverso buoni spesa e così via». Com’è facile immaginare, assicurazioni e banche sono molto interessate a questo fenomeno e per intervenire devono passare per l’intermediazione degli uffici del personale delle imprese. «Oggi – conclude Cristina Zucchetti – il software di DoubleYou, partecipata Zucchetti, è al servizio dei dipendenti del nostro Gruppo ed è anche inserito in una nuova soluzione, ZWelfare, utilizzabile da tutti i clienti per la gestione del welfare aziendale».


#Infinity il sogno del paperless office secondo @ZucchettiSpa
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Per Domenico Uggeri, che affianca Mini nel ruolo di vicepresidente del Gruppo, mantenendo però anche la responsabilità sui prodotti della linea HR – soluzioni innovative come ZWelfare – che si inseriscono con grande anticipo sulla concorrenza in un segmento di mercato ancora tutto da scoprire, sono una delle ragioni del successo della piattaforma HR Infinity Global Solution nel suo complesso. «Nel mercato delle soluzioni “paghe e contributi” c’è stato un forte consolidamento in questi anni mentre Zucchetti è cresciuta regolarmente a due cifre. Solo per questi applicativi contiamo oltre 25mila clienti». Quel che conta, oltre ai volumi di questo successo, è la carica innovativa delle soluzioni HR afferenti a Infinity, che nella nuova generazione della piattaforma sono – come accade per le funzioni gestionali – fortemente orientate alla trasformazione digitale e allo smart working. Le novità introdotte in quella che ormai è la terza generazione di Infinity – prosegue Uggeri – comportano un arricchimento ulteriore dei contenuti, della compliance alla normativa italiana ed europea, ma soprattutto una semplificazione dell’impiego di strumenti di gestione del capitale umano, capaci di adattarsi automaticamente a ogni tipo di dispositivo fisso e mobile, senza più limiti fisici e temporali. «Una semplificazione – precisa il responsabile delle soluzioni HR Zucchetti – che rende ogni momento della gestione fluido e intuitivo anche su smartphone e tablet, ormai dominanti sia nell’impiego quotidiano dello staff nell’ufficio del personale o nello studio del consulente del lavoro sia per i dipendenti abilitati a fruire personalmente di funzionalità HR self service in ambiti relativi alla programmazione delle ferie, alla gestione delle spese di trasferta, all’informazione sugli aspetti previdenziali e pensionistici. «Tutte queste novità – osserva Uggeri – sono rivolte alle aziende a supporto della loro trasformazione verso il business 4.0, specie nei processi che riguardano il personale, autentico motore e destinatario di questo cambiamento».

Antonio Grioli – presidente del comitato direttivo

Risorse umane 4.0

Uggeri formula un aggancio a un altro elemento caratterizzante dell’azione del gruppo Zucchetti sul mercato delle soluzioni al servizio delle imprese: la capacità di creare un contesto di innovazione che amplifica l’effetto del software attraverso dispositivi hardware specializzati e automazione industriale. «Proprio in ottica 4.0, si orientano i moduli e le funzionalità concepiti con l’ausilio della tecnologia IoT, in particolare con strumenti di identificazione e localizzazione di tipo attivo o passivo. Internet of Things per Zucchetti significa software e dispositivi che riconoscono il lavoratore e la funzione che deve svolgere e non viceversa. Insomma, un rovesciamento rispetto ai tradizionali paradigmi degli strumenti di controllo». Le risorse umane amministrate da Infinity si muovono quindi in uno spazio di lavoro sempre più smart e libero da vincoli fisici e confini, capace di seguire in modo sempre più automatico le diverse attività del lavoratore mobile. E non solo del lavoratore, se si considerano estensioni della piattaforma Infinity nell’ambito della cantieristica o della gestione di flotte di veicoli, altra novità collegata all’acquisizione, in questo caso della pugliese Mac&Nil, che progetta sensori avanzati e strumentazione GPS. Riferendosi all’evoluzione della linea Infinity a copertura sia delle necessità di compliance internazionale sia della crescita geografica del Gruppo, Uggeri conclude con un accenno al numero record di grandi stadi calcistici, ormai 107 nel mondo, che si avvalgono di tecnologie Zucchetti per garantire la sicurezza e la rendicontazione delle procedure di accesso e deflusso dagli spalti.


Antonio Grioli @ZucchettiSpa : Trasformare in valore l’investimento IT
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Da un lato i processi semplificati e smaterializzati di Infinity Erp e dall’altro la dimensione del lavoro, digitalizzata e valorizzata da HR Infinity Global Solution. La trasversalità e la flessibilità sono forse gli ingredienti più dirompenti della trasformazione offerta dai gestionali Zucchetti, oltre alla possibilità per le aziende di contare su un interlocutore unico per la fornitura di tecnologie, applicazioni, servizi e canali di intermediazione con le agenzie e authority fiscali e previdenziali. Quest’ultimo è un punto su cui torna il responsabile della divisione Erp per ribadire il fondamentale ruolo sussidiario assunto dal gruppo lodigiano. «In Italia – ricorda Mini – l’obiettivo della semplificazione fiscale si raggiunge delegando certe funzioni alle aziende, attraverso l’obbligo della fatturazione e del dialogo elettronico. Complessità che noi aiutiamo a risolvere, anche supportando con le nostre tecnologie il lavoro di consulenti e intermediari, a partire dai Centri di assistenza fiscale». Secondo Mini, il 60 per cento delle dichiarazioni fiscali gestite dai Caf si basa su tecnologie Zucchetti e queste stesse tecnologie assicurano continuità agli operatori sempre “insidiati” da novità fiscali. «L’azione dei CAF, il loro contributo alla digitalizzazione delle procedure, al controllo e alla corretta informazione, non verranno mai meno, anche grazie al cloud di Zucchetti» – conclude Mini. E insieme al collega Uggeri, ribadisce l’importanza delle terze parti, che in materia contributiva fanno leva sull’offerta di servizio degli HR Service Zucchetti, valorizzando il lavoro dei consulenti del lavoro e dei tradizionali partner, anche in un ambiente a forte “disintermediazione” come il web.

Angelo Cian – responsabile Servizi Certificati Zucchetti

Una centrale per il digital business

Questa funzione di vero e proprio hub della digitalizzazione delle procedure – scommette Angelo Cian, responsabile Servizi Certificati Zucchetti – diventa ancora più fondamentale nel momento in cui la trasformazione investe, oltre alla relazione tra privati e PA, aspetti come la fatturazione e tutta la compravendita di beni e servizi tra privati. Cian spiega che Zucchetti – che vantava già il “bollino” di Conservatore Accreditato e di Certification Authority presso l’Agenzia per l’Italia Digitale (AgID), a breve per i servizi fiduciari qualificati con validità in tutta l’Unione Europea, in base alla normativa eiDAS – ha voluto dare un assetto coordinato a tutti questi servizi, creando appunto il nuovo Zucchetti Digital Hub. «Il servizio è costituito da una piattaforma web in grado di gestire – a valle della generazione della fatturazione elettronica che avviene nei nostri gestionali – processi quali: validazione firma digitale, marca temporale, invio al sistema di interscambio, gestione automatica della ricevuta. Infine, se tutto è corretto, i file saranno inviati alla soluzione di conservazione digitale Infinity» – spiega Cian. Il processo è interamente trasparente per l’utente del Digital Hub di Zucchetti e i costi di esercizio sono particolarmente vantaggiosi. Infatti, l’offerta è modulare ed è rivolta, in formula installabile on-premises, anche a chi non utilizza gestionali Zucchetti, ma desidera inglobare fatture elettroniche generate da altri sistemi ERP. Ma Digital Hub non è nato solo per la fatturazione elettronica, infatti Cian afferma: «Stiamo gradualmente ampliando l’offerta di questa piattaforma multi-formato con altri servizi e standard. Per esempio le comunicazioni trimestrali IVA o il nuovo formato europeo Peppol, che sta per “Pan European Public Procurement On Line” e che regola la gestione di ordini e documenti di trasporto». Nella prima fase della sua storia, Zucchetti ha insegnato a decine di migliaia di imprese italiane a servirsi del computer per automatizzare la contabilità e a non fare errori. Oggi, la posta in gioco della trasformazione digitale è la crescita, la diversificazione del business, la competitività sui mercati globali. Ma Zucchetti c’è sempre.

Foto di Gabriele Sandrini

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Passwor[l]d 2017, accelerare sui servizi https://www.datamanager.it/2017/06/passworld-2017-accelerare-sui-servizi/ Thu, 15 Jun 2017 14:15:37 +0000 http://www.datamanager.it/?p=126795 Passepartout, software e servizi gestionali. Il nuovo payoff non è l’unica novità di Passwor[l]d, l’incontro annuale dei partner. Focus sull’ecosistema dei partner. Retail e HoReCa guidano la crescita di clienti e fatturato «Non siamo cresciuti con acquisizioni, ma puntando sempre sui nostri partner». Lo dice Stefano Franceschini, fondatore e presidente di Passepartout, concludendo il proprio […]

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Passepartout, software e servizi gestionali. Il nuovo payoff non è l’unica novità di Passwor[l]d, l’incontro annuale dei partner. Focus sull’ecosistema dei partner. Retail e HoReCa guidano la crescita di clienti e fatturato

«Non siamo cresciuti con acquisizioni, ma puntando sempre sui nostri partner». Lo dice Stefano Franceschini, fondatore e presidente di Passepartout, concludendo il proprio intervento durante Passwor[l]d 2017, l’evento annuale dedicato al canale della software house sammarinese, svoltosi a Riccione (4-5 maggio). Le parole di Franceschini sintetizzano in una sola frase sia la vera essenza dell’azienda, che da quasi trent’anni cresce contando sulle proprie forze, sia l’insostituibile ruolo dei partner. E infatti, agli oltre 350 iscritti all’evento, dopo aver illustrato la crescita dell’azienda nel 2016, che è stata superiore del tre per cento in tutti i settori di attività, Stefano Franceschini ha sottolineato l’importanza della coesione e dell’ecosistema, spiegando che l’azienda vuole «trasformarsi con i partner in “qualcosa di coeso”, raccolto intorno al brand di Passepartout che non è solo un marchio, ma costituisce una percezione che va al di là del marchio, del prodotto, dei servizi e delle persone, per fare riferimento a un insieme di caratteristiche e aspettative riposte in Passepartout da parte dei clienti». Ma non solo: l’evento di Riccione è stato anche l’occasione per premere l’acceleratore su nuovi servizi, volti a impegnare ancora di più i partner per coinvolgere i clienti su una pluralità di aspetti, come per esempio la realizzazione di siti internet o i servizi di web marketing, ma anche sui corsi specializzati o sui laboratori ad hoc. Non è quindi per caso se Barbara Reffi, amministratore delegato di Passepartout, nell’illustrare le novità, ha anche evidenziato il cambio nel payoff della società, che ora recita “Software e servizi gestionali”, per definire ancora meglio la vocazione dell’azienda, da tempo specializzata nel settore delle applicazioni gestionali dedicate al mondo delle piccole e medie imprese, dei commercialisti e del settore HoReCa.

Sempre più servizi

Più in dettaglio, i nuovi servizi annunciati sviluppano ulteriormente la capacità che l’azienda ha già oggi di realizzare per conto terzi siti vetrina e siti e-commerce, completamente integrati al gestionale Passepartout utilizzato, e sviluppati a partire da un modello prestabilito o sulla base di specifiche esigenze dei clienti. Oltre alla realizzazione del sito, Passepartout propone anche un’ampia gamma di servizi di web marketing volti a migliorare la visibilità online dei clienti, passando dalla ottimizzazione sui motori di ricerca ai servizi di web advertising sui social network o su Google. Anche a questo scopo, Passepartout ha aperto una nuova divisione con competenze specifiche nelle attività di Search Engine Optimization (SEO), campagne advertising su Google tramite Google Adwords e Google Shopping, campagne pubblicitarie sui social network e attività di e-mail marketing per la fidelizzazione dell’utente. In questo modo, PassStore.net, il marketplace on-line di Passepartout, diventa così la vetrina ideale per la distribuzione, non solo di PassApp e Utility, ma anche di siti web e di servizi di web marketing per la promozione e il posizionamento del sito sul web.

Un bilancio positivo

E, a proposito di PassStore, l’area di scambio B2B per la raccolta, la qualificazione e la condivisione del patrimonio applicativo disponibile nell’ecosistema di Passepartout, lanciato lo scorso anno, l’edizione 2017 di Passwor[l]d ha costituito l’occasione per tracciare un primo bilancio, che parla di 43 app pubblicate e disponibili sullo store, circa 800 app scaricate finora e numerosi partner che contribuiscono costantemente al progetto. L’azienda ha fatto anche sapere che «l’app di maggior successo è sicuramente quella legata alle attività di raccolta ordini su smartphone e tablet, al momento disponibile per Android, ma presto anche su iOS, mentre grande consenso e attesa, visto che attualmente è stata rilasciata solo in versione beta, sta raccogliendo l’app Customer Care, che permette l’amministrazione delle trattative e l’assistenza nel post vendita. L’app per la gestione dell’Antiriciclaggio si è invece attestata al primo posto per numero di installazioni, soprattutto presso i professionisti che utilizzano il software per commercialisti PassCom. In lavorazione è infine l’app Analisi Finanziaria Clienti, con report basati sulla classificazione del rating dei clienti e sulla “salute” del credito dell’azienda».

Le altre novità

Le altre novità annunciate all’evento di Riccione riguardano infine l’ambito retail e quello HoReCa, cioè quello della ristorazione e delle attività ricettive. Nel primo ambito, quello di retail, il gestionale per negozi, franchising e distribuzione organizzata, sarà disponibile, dopo l’estate, la nuova app Retail MySelf per il mobile commerce: scaricabile tramite Apple Store e Google Play e dotata di una interfaccia grafica di ultima generazione, la app permetterà al cliente del punto vendita di fruire di svariati servizi innovativi. Inoltre, per rendere sicure le transazioni di mobile payment verrà rilasciato dopo l’estate anche il nuovo modulo 3D Secure Card per la gestione sicura dei pagamenti con carta di credito, studiato in collaborazione con Cartasì. Questo nuovo modulo sarà reso disponibile anche per Welcome Mobile e Menu MySelf, le due nuove app che verranno introdotte ai primi di giugno per semplificare l’operatività delle strutture ricettive e dei pubblici esercizi.

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Cavanna Packaging Group, una soluzione Industria 4.0 con Altea Federation https://www.datamanager.it/2017/04/cavanna-packaging-group-soluzione-industria-4-0-altea-federation/ Tue, 11 Apr 2017 15:21:15 +0000 http://www.datamanager.it/?p=123039 Il leader mondiale dell’imballaggio per l’alimentare, che realizza il 90 per cento del proprio fatturato all’estero, adotta l’innovativa soluzione predittiva per gestire la collaborazione, creata appositamente dal noto system integrator Fondata nel 1960 alle porte di Novara, Cavanna Packaging Group è il numero uno nel mondo nelle soluzioni integrate per il confezionamento food e non food […]

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Il leader mondiale dell’imballaggio per l’alimentare, che realizza il 90 per cento del proprio fatturato all’estero, adotta l’innovativa soluzione predittiva per gestire la collaborazione, creata appositamente dal noto system integrator

Giovanni Rondinelli, direttore di produzione di Cavanna

Fondata nel 1960 alle porte di Novara, Cavanna Packaging Group è il numero uno nel mondo nelle soluzioni integrate per il confezionamento food e non food in flowpack. Indirizzata inizialmente alle principali aziende agroalimentari italiane, allora in rapida ascesa grazie alla diffusione dei punti di vendita della grande distribuzione, la gamma delle soluzioni di Cavanna si è poi estesa agli step a monte e a valle della catena produttiva, anche grazie a collaborazioni.

Oggi, l’azienda ha un fatturato di 65 milioni di euro, 310 dipendenti, quattro unità produttive, due delle quali in Italia e le altre negli Stati Uniti e in Brasile, e può vantare un installato a livello globale di oltre 5.000 fra linee complete e macchine singole, per un totale di più di 900 clienti in tutto il mondo.

L’era della “mass customization”

Per un’azienda che realizza il 90 per cento del proprio fatturato all’estero, l’innovazione è essenziale per rimanere sempre ai massimi livelli di competitività e affrontare al meglio tutte le sfide di uno scenario in continua trasformazione. «Quello del packaging per l’alimentare è un mercato molto complesso: per esempio, nella Grande Distribuzione Organizzata vede prendere sempre più piede la tendenza alla “mass customization”, ovvero la personalizzazione di massa delle confezioni, derivante dalla crescita delle marche private delle diverse catene di supermercati e discount, e dominata da imperativi ormai comuni a molti settori, quali l’avere i prezzi, e di conseguenza i costi, sempre nel mirino e sotto pressione» – spiega Riccardo Cavanna, CEO della società, sottolineando come questo imponga alle aziende di essere sempre più rapide nel rispondere alle diverse esigenze, anche a quelle più sofisticate e con preponderante contenuto di ingegneria. È per questo che Cavanna ha deciso di adottare una soluzione che avesse una forte componente di strumenti predittivi, in una vera e propria logica di Industria 4.0, sviluppata con la collaborazione di Altea Federation, system integrator nato quasi 25 anni fa e affermatosi da tempo come Gruppo attivo in numerosi ambiti dell’IT, con un fatturato intorno ai 70 milioni di euro e circa 1.000 dipendenti nel complesso delle aziende che formano la galassia della federazione.


Strumenti #predittivi e logica #Industria40 per @cavannagroup con @AlteaSpA
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Predittività in primo piano

È Giovanni Rondinelli, direttore di produzione di Cavanna, a illustrare il progetto: «Si tratta di un sistema di pianificazione integrata tra l’ufficio tecnico e la produzione, che ha lo scopo di tenere conto anche degli aspetti commerciali, in modo da poter schedulare al meglio le commesse. Il punto di partenza è quello del nostro sistema gestionale Infor, che abbiamo adottato fin dal 1997 come Baan, risultando tra i primi in Italia a farlo». In concreto, la soluzione, che sta per entrare in produzione e che vedrà i primi risultati nell’arco dei prossimi sei mesi, «si basa su un algoritmo di ottimizzazione ed è sviluppata per noi da Altea, in collaborazione con l’Università del Salento» – prosegue Rondinelli, evidenziando quelli che sono i principali vantaggi che ci si attende: «Riuscire a essere sempre più predittivi in un mondo che si è fatto ancora più complesso di prima, grazie all’implementazione di un sistema di soluzioni di pianificazione, calibrato in modo da permetterci di dare priorità alle diverse commesse». La chiave di tutto è proprio la visione integrata tra pianificazione, ufficio tecnico e produzione, oltre che con i fornitori esterni, e in grado di contare anche sulla presenza di una connessione sempre più completa, con condivisione dei dati provenienti da tutte le fonti coinvolte.

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