hacker – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Thu, 21 Mar 2024 15:13:43 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png hacker – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Attenzione alla truffa eSIM: come proteggere il tuo numero telefonico e il conto bancario https://www.datamanager.it/2024/03/attenzione-alla-truffa-esim-come-proteggere-il-tuo-numero-telefonico-e-il-conto-bancario/ Thu, 21 Mar 2024 15:13:43 +0000 https://www.datamanager.it/?p=235862 L’innovazione tecnologica non si ferma mai, ma anche i cybercriminali si adattano costantemente alle nuove tendenze. Una di queste è l’eSIM, sempre più popolare tra gli utenti di smartphone. Ma attenzione, le eSIM possono essere un bersaglio per i truffatori. Introduzione alle eSIM Le eSIM, o “Embedded Subscriber Identity Module”, sono schede SIM virtuali integrate […]

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L’innovazione tecnologica non si ferma mai, ma anche i cybercriminali si adattano costantemente alle nuove tendenze. Una di queste è l’eSIM, sempre più popolare tra gli utenti di smartphone. Ma attenzione, le eSIM possono essere un bersaglio per i truffatori.

Introduzione alle eSIM

Le eSIM, o “Embedded Subscriber Identity Module”, sono schede SIM virtuali integrate direttamente nei dispositivi, consentendo una maggiore flessibilità per gli utenti che desiderano cambiare operatore telefonico. Tuttavia, la facilità di utilizzo delle eSIM può diventare un’opportunità per i cybercriminali, che hanno sviluppato tecniche per sfruttare queste SIM virtuali e commettere truffe.

La truffa eSIM

I cybercriminali hanno messo a punto una tecnica nota come “SIM swapping” o scambio di SIM, utilizzando le eSIM. Questa pratica coinvolge il furto del controllo dell’account mobile della vittima, consentendo loro di associare una eSIM al proprio numero di telefono, mentre la eSIM originale della vittima viene disattivata.

Per attuare questa truffa, i criminali informatici devono prima compromettere l’account mobile della vittima, che può essere ottenuto tramite attacchi di forza bruta, credenziali rubate o data breach.

Una volta ottenuto il controllo dell’account, generano un codice QR attraverso l’account mobile compromesso, che può essere utilizzato per attivare una nuova eSIM sul loro dispositivo, dirottando essenzialmente il numero di telefono.

Conseguenze della truffa eSIM

Una volta in possesso del numero di telefono della vittima, i truffatori possono accedere a una varietà di servizi online e conti personali, compresi quelli bancari. Questo può portare a una serie di attività malevole, tra cui acquisti online non autorizzati, tentativi di trasferimenti di denaro verso altri conti e truffe con richiesta di denaro.

Inoltre, il controllo del numero di telefono della vittima consente ai criminali di accedere alle app di messaggistica, offrendo un ulteriore canale per mettere in atto truffe e inganni.

Come difendersi dalla truffa eSIM

Per mitigare i rischi associati a questa truffa, è fondamentale adottare misure preventive. Ad esempio, è consigliabile utilizzare password complesse e uniche per ogni account, evitando di riutilizzare le stesse credenziali su più piattaforme.

Inoltre, è importante attivare l’autenticazione a due fattori su tutti i servizi che la offrono, preferibilmente utilizzando applicazioni dedicate per la generazione di codici OTP piuttosto che SMS.

Infine, è buona pratica monitorare attentamente gli SMS in arrivo per il blocco, la riemissione o il trasferimento della scheda SIM, e tenere d’occhio i propri movimenti bancari per rilevare e reagire tempestivamente a eventuali attività sospette.

Riconoscere un telefono hackerato

Riconoscere se il proprio telefono è stato hackerato può essere complicato, ma ci sono alcuni segnali che possono indicare un’intrusione indesiderata. Ad esempio, se il telefono si comporta in modo insolito, se si nota un consumo anomalo della batteria o un aumento inspiegabile dell’utilizzo dei dati, potrebbe essere segno che il dispositivo è stato compromesso.

Inoltre, ricevere messaggi di testo o notifiche strane o la presenza di app non riconosciute sul dispositivo possono essere ulteriori indizi di un’attività malevola.

Numeri di telefono truffaldini

Identificare specifici numeri di telefono utilizzati per le truffe è una sfida costante e complessa. Tuttavia, ci sono alcuni tipi di numeri che tendono ad essere più frequentemente associati a tentativi di truffa. Ad esempio, numeri stranieri, numeri che chiedono di richiamare o numeri che simulano enti noti possono essere utilizzati dai truffatori per perpetrare le loro attività malevole.

È fondamentale esercitare cautela quando si ricevono chiamate da numeri non riconosciuti, specialmente se il chiamante richiede azioni immediate, offre premi che sembrano troppo belli per essere veri o richiede dati personali, finanziari o di accesso.

Rischi del numero di telefono

Il numero di telefono è diventato una sorta di chiave digitale che può dare accesso a varie parti della nostra vita online e offline. Quando cade nelle mani sbagliate, può essere utilizzato per una serie di attività malevole.

I truffatori e i criminali informatici possono utilizzare il numero di telefono per vari scopi. Ad esempio, possono tentare di guadagnarsi la tua fiducia fingendosi un’entità legittima, come la tua banca o un fornitore di servizi, per farti divulgare informazioni personali o finanziarie sensibili.

La truffa eSIM è un fenomeno in crescita che mette a rischio la sicurezza dei dati personali e finanziari degli utenti. Mentre le eSIM offrono comodità e flessibilità, è importante essere consapevoli dei potenziali rischi e adottare misure preventive per proteggere i propri dati. Ricordate: la sicurezza online inizia sempre con voi.

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Cybersecurity: enorme fuga di notizie svela il mondo degli hacker cinesi a pagamento https://www.datamanager.it/2024/02/cybersecurity-enorme-fuga-di-notizie-svela-il-mondo-degli-hacker-cinesi-a-pagamento/ Fri, 23 Feb 2024 11:45:37 +0000 https://www.datamanager.it/?p=235042 Alcuni media britannici riportano una massiccia fuga di dati da una società cinese di cybersecurity dalla quale emerge che gli agenti dei servizi segreti dello Stato stanno pagando decine di migliaia di sterline per ottenere informazioni su vari obiettivi, inclusi governi stranieri. Nel frattempo, gli hacker stanno raccogliendo enormi quantità di dati su qualsiasi individuo […]

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Alcuni media britannici riportano una massiccia fuga di dati da una società cinese di cybersecurity dalla quale emerge che gli agenti dei servizi segreti dello Stato stanno pagando decine di migliaia di sterline per ottenere informazioni su vari obiettivi, inclusi governi stranieri. Nel frattempo, gli hacker stanno raccogliendo enormi quantità di dati su qualsiasi individuo o istituzione che potrebbe essere d’interesse ai loro potenziali clienti.

La cache di oltre 500 file trapelati dall’azienda cinese I-Soon è stata pubblicata sul sito web per sviluppatori Github e gli esperti di sicurezza informatica ritengono che sia autentica. Tra gli obiettivi discussi figurano la NATO e il Ministero degli Esteri del Regno Unito.

La fuga di notizie fornisce una visione senza precedenti del mondo degli hacker cinesi a pagamento, che il capo dei servizi di sicurezza del Regno Unito ha definito una sfida “enorme” per il Paese.

Secondo Andy Garth, Director of Government Affairs di ESET “La fuga di dati da una società di hacker cinesi è un’ulteriore conferma di ciò che le agenzie di intelligence di tutto il mondo, compresi i Five Eyes, hanno pubblicamente segnalato da tempo riguardo alle attività dei gruppi allineati alla Cina e alla crescita dell’hacking commerciale come attività “legittima”. Sembra che le autorità cinesi consentano a queste imprese di operare e di avvalersi dei loro servizi. Statali o non statali, si tratta di attività che rappresentano una sfida significativa per le forze dell’ordine, il mondo politico e la collettività”.

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La piattaforma Rousseau non è poi così sicura https://www.datamanager.it/2018/09/la-piattaforma-rousseau-non-e-poi-cosi-sicura/ Fri, 07 Sep 2018 18:00:56 +0000 http://www.datamanager.it/?p=152962 Il Movimento aveva elogiato il sistema operativo che guida l’organizzazione e le procedure digitali dei Cinque Stelle. Eppure in pochi mesi è già la seconda violazione C’è sempre l’hacker conosciuto come Rogue0 dietro l’ennesima violazione a Rousseau, la piattaforma di democrazia digitale del Movimento Cinque Stelle. Nella giornata di ieri, l’account Twitter dello smanettone ha […]

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Il Movimento aveva elogiato il sistema operativo che guida l’organizzazione e le procedure digitali dei Cinque Stelle. Eppure in pochi mesi è già la seconda violazione

C’è sempre l’hacker conosciuto come Rogue0 dietro l’ennesima violazione a Rousseau, la piattaforma di democrazia digitale del Movimento Cinque Stelle. Nella giornata di ieri, l’account Twitter dello smanettone ha condiviso un paio di link che rimandano al sito privatebin.net, dove sono stati pubblicati alcuni archivi contenenti i nomi di parte dei donatori del partito, con nomi, cognomi, importi e indirizzi email. In un altro link, un file con una lista di tabelle conservate sui server gestiti da Rousseau, la cui validità è supportata da un terzo collegamento, questa volta con l’username utilizzato dall’admin del sito ed è probabile che Rogue0 sia in possesso anche della password di accesso al backend, non resa nota per evitare problematiche anche maggiori al M5S.

Poca sicurezza

Eppure, solo qualche tempo fa i fautori della piattaforma elogiavano la sicurezza del sistema che, qualche ora dopo la violazione di Rogue0, la seconda dopo quella del 2017, ha ospitato la votazione per la scelta del candidato alla presidenza della Regione Abruzzo e per eleggere il nuovo membro del collegio dei probiviri. Ci si chiede allora quanto realmente sicuro sia un software che, nell’idea dei pentastellati, deve essere il fondamento di gran parte delle procedure decisionali e operative di gruppo ed elettori.

Stando a quanto riferito da Marco Canestrari, ex dipendente della Casaleggio Associati e programmatore informatico, la piattaforma può essere stata bucata in tre modi, tramite una backdoor mai individuata, per colpa della stessa falla con cui era entrato lo scorso anno Rogue0 e mai risolta, grazie a una nuova vulnerabilità del sistema finora sconosciuta. “A mio parere ha il 99% di possibilità di accedere a tutti i dati” – ha spiegato Canestrari, aprendo numerosi dubbi sull’eventualità di manomissioni dei risultati delle votazioni online.

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La cybersecurity in estate, ovvero: quando gli hacker non vanno in vacanza https://www.datamanager.it/2018/08/la-cybersecurity-in-estate-ovvero-quando-gli-hacker-non-vanno-in-vacanza/ Mon, 06 Aug 2018 12:00:45 +0000 http://www.datamanager.it/?p=152063 Con l’arrivo dell’estate la stragrande maggioranza della popolazione si prepara a partire per le ferie, chiudendo le faccende in sospeso in ufficio e dedicando più tempo ai propri hobby, al relax e alla famiglia. Ma non tutti possono permettersi di staccare completamente la spina, sono sempre di più infatti i lavoratori, dipendenti o liberi professionisti, […]

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Con l’arrivo dell’estate la stragrande maggioranza della popolazione si prepara a partire per le ferie, chiudendo le faccende in sospeso in ufficio e dedicando più tempo ai propri hobby, al relax e alla famiglia.

Ma non tutti possono permettersi di staccare completamente la spina, sono sempre di più infatti i lavoratori, dipendenti o liberi professionisti, che nei mesi estivi e in vacanza sono costretti a controllare PC e smartphone per leggere le mail e per rimanere in contatto con il capo o con i colleghi… del resto si sa che “il business non va mai in vacanza!”.

Ma cosa succede se il relax estivo riduce il livello di attenzione dedicato alla sicurezza informatica tanto da spingere gli utenti ad utilizzare il wi-fi pubblico dell’albergo o le reti aperte di aeroporti o stazioni? È infatti proprio in questa stagione che, complice il clima di distensione e svago, documenti, dati sensibili e informazioni riservate sono tenuti meno sotto controllo. Partner Data, azienda che opera nel mercato dei prodotti per la sicurezza IT, protezione del software e sistemi di identificazione, ha voluto analizzare alcuni tra i più frequenti errori che si possono commettere in questa stagione, cercando di dare qualche consiglio utile:

  1. Prestare sempre attenzione quando si accede, sia da smartphone che da PC, a reti pubbliche e aperte che invece, ai nostri occhi, sembrano così utili e vantaggiose. L’ideale sarebbe accedervi da dispositivi che non contengono informazioni sensibili e che quindi, se violati, non mettono a rischio nessun dato;
  2. Mai digitare password o autenticarsi ad esempio nel sito della propria banca se si è in luoghi troppo affollati o dove si è particolarmente vicini ad estranei come su aerei o treni. Il rischio è infatti quello di non conoscere chi si ha di fianco e che qualcuno riesca a sbirciare il nostro PC e memorizzare le credenziali;
  3. Importante è, inoltre, non lasciare mai incustoditi i dispositivi elettronici, neanche nella camera d’albergo. Se infatti sappiamo che contengono dati particolarmente importanti sarebbe opportuno utilizzare la cassaforte che quasi sempre gli hotel predispongono in ogni stanza. Perché rischiare quando è possibile mettere al sicuro i propri apparecchi, elettronici e non?
  4. In estate, si sa, siamo tutti stanchi dall’anno appena trascorso e meno vigili sulle questioni professionali: è importante però, se si deve lavorare in vacanza, ritagliarsi del tempo per riuscire a concentrarsi meglio evitando così di commettere errori come aprire mail contenenti virus o pagine web sospette. La cosa migliore sarebbe avere un proprio angolo isolato per non essere disturbarti e riuscire a dedicare la massima attenzione alle attività da svolgere;
  5. Spesso in estate capita che, quando il capo e i dipendenti vanno in vacanza, l’azienda chiuda completamente, in generale nella settimana di Ferragosto. Ma il rischio per un luogo chiuso e non sorvegliato non è solo quello di essere obiettivo di ladri interessati a monitor, PC o stampanti. A rischio sono anche i documenti e le informazioni contenute nei server. Per evitare di perdere dati, credenziali, informazioni su clienti e fornitori è sempre importante avere tutto il materiale anche su un supporto esterno, da tenere in un altro luogo lontano dal posto di lavoro.

A volte però, per quanto si possa prestare attenzione ai propri comportamenti e alle attività in rete, c’è sempre il rischio che i criminali informatici riescano a violare i nostri dispositivi e ad accedere a documenti privati o di lavoro. Il consiglio che rimane utile per tutti i mesi dell’anno, e più che mai in estate, è quello di affidare la propria sicurezza informatica ad aziende specializzate, acquistando soluzioni antivirus e anti malware in grado di rendere quasi impossibili attacchi esterni, e proteggendo così non solo i propri dati personali, ma anche l’azienda e tutte le realtà che da essa dipendono.

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Chi sono gli hacker: nella mente di un criminale informatico https://www.datamanager.it/2018/08/chi-sono-gli-hacker-nella-mente-di-un-criminale-informatico/ Thu, 02 Aug 2018 12:00:59 +0000 http://www.datamanager.it/?p=152003 Profilare i malviventi è una tecnica utilizzata dalla polizia per identificare probabili sospetti in un crimine e analizzare i loro modelli di comportamento per prevedere reati futuri. Creare profili degli hacker ha lo stesso obiettivo: prevenire i crimini e catturare i criminali Di Massimiliano Brugnoli, Business Development Manager di Orange Business Services I profili degli […]

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Profilare i malviventi è una tecnica utilizzata dalla polizia per identificare probabili sospetti in un crimine e analizzare i loro modelli di comportamento per prevedere reati futuri. Creare profili degli hacker ha lo stesso obiettivo: prevenire i crimini e catturare i criminali

Di Massimiliano Brugnoli, Business Development Manager di Orange Business Services

I profili degli hacker sono creati usando comportamenti osservati negli hacker reali e nei loro attacchi. Grazie a essi, le organizzazioni possono individuare quale sia la migliore difesa contro determinati tipi di attacchi e prevedere quando potrebbero verificarsi.

Che cosa motiva gli hacker?

Gli hacker possono avere ogni genere di background: ragazzini in cerca di notorietà, dipendenti rancorosi che cercano vendetta nei confronti di un datore di lavoro o esperti che lavorano per i gruppi cybercriminali globali. Anche il livello delle loro abilità di hacking può variare notevolmente, da geni del computer a ragazzini che essenzialmente utilizzano exploit preformulati scaricati da internet.

In linea di massima, gli hacker rientrano in tre categorie principali:

  • Cybercriminali, normalmente motivati ​​dal denaro
  • Gli attivisti, anche detti “hacktivisti”, guidati da motivazioni politiche
  • Reti di hacker sponsorizzate da governi che svolgono attività di guerra cibernetica

Gli hacktivisti hanno motivazioni politiche e vogliono attirare l’attenzione su una condotta sbagliata o rivolgersi a un’organizzazione di alto profilo. Normalmente vogliono ottenere una di queste tre cose: esporre dati sensibili, alterare o rendere inutilizzabili delle informazioni o lanciare un attacco DDoS (distributed denial of service), in cui un sistema informatico composto di molti computer compromessi attacca un bersaglio, come un sito Web o un server, oscurandone il servizio. Gli hacktivisti vanno da studenti a tecnici con grande esperienza.

I criminali informatici sono spesso altamente sofisticati. In genere lavorano in team che impiegano set di competenze diverse, e i membri a volte vengono reclutati sul dark web. Questi hacker normalmente pianificano i loro attacchi con molta attenzione. Gli attacchi spaziano dal ransomware distribuito alle iniezioni SQL, al phishing.

Mentalità di gruppo

Anche gli hacker si coordinano sempre più per sostenersi a vicenda e creare nuove minacce. Ad esempio, Morpho, noto anche come Wild Neutron, è un gruppo ben finanziato che ha realizzato diversi hack di alto profilo a imprese internazionali tra cui Apple e Microsoft utilizzando una vulnerabilità del software zero-day.
L’attacco del ransomware WannaCry, che si è diffuso a macchia d’olio l’anno scorso, è un esempio della forza di questi gruppi. WannaCry ha preso di mira un exploit in sistemi che eseguono versioni precedenti di Windows e ha installato backdoor su sistemi infetti, crittografando dati e richiedendo un riscatto in bitcoin. Si stima che l’attacco abbia colpito oltre 300.000 computer in 150 paesi.

Testare i profili

I profili hanno un valore inestimabile per i penetration tester e per gli hacker etici che aiutano le organizzazioni a scovare vulnerabilità e rischi per le loro infrastrutture. Vengono simulate azioni di minaccia da finti attaccanti al fine di stimare i rischi per un’organizzazione, le sue risorse e i suoi dati.
I dati ottenuti da questi test di penetrazione sono fondamentali per aiutare le organizzazioni a mettere a punto i giusti livelli di sicurezza e per prevedere quale tipo di attacchi siano dietro l’angolo, oltre a testare l’efficacia dei team di sicurezza.

Cacciatori di bug

La continua espansione della superficie d’attacco ha causato l’avvento dei cosiddetti “cacciatori di bug”, che usano anche i profili degli hacker per capire come agiscono i malintenzionati. Questi hacker “onesti” vengono retribuiti con delle “taglie” quando stanano vulnerabilità ad alto impatto.
Ad esempio Bugcrowd, che funziona in crowdsourcing, offre ricompense in base ai bug catturati e fornisce test di penetrazione su larga scala tramite intelligenza umana che – sostiene – scovano sette volte più problemi critici rispetto ai test di penetrazione tradizionali, eseguiti internamente o tramite una società di consulenza.
Secondo il recente rapporto “Mind of a Hacker” di Bugcrowd, esiste una crescente comunità di hacker onesti che aiutano a combattere gli attacchi informatici. La stessa Bugcrowd vanta 65.000 ricercatori, tra cui penetration tester, consulenti per la sicurezza e ingegneri del software.

Gli attacchi continuano a crescere

Più siamo connessi, più aumentano gli attacchi informatici. Un progetto di ricerca condotto dall’Università della California di San Diego e dall’Università di Twente in Olanda della durata di due anni ha scoperto che in ogni dato momento, un terzo di Internet è soggetta ad attacchi denial-of-service e questo dato non farà che peggiorare.
“In altre parole, Internet è presa di mira da quasi 30.000 attacchi al giorno”, afferma Alberto Dainotti, ricercatore presso il CAIDA (Centro per l’analisi dei dati Internet applicata) presso l’Università della California di San Diego, e il principale investigatore del rapporto.
Gli attacchi informatici sono inestricabilmente legati al nostro mondo connesso, ma se le organizzazioni riusciranno a comprendere meglio i criminali informatici avranno più possibilità di affrontarli.

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Ulteriore impennata del malware per Android nel secondo trimestre 2018 https://www.datamanager.it/2018/07/ulteriore-impennata-del-malware-per-android-nel-secondo-trimestre-2018/ Wed, 25 Jul 2018 13:52:51 +0000 http://www.datamanager.it/?p=152060 Un nuovo malware per Android ogni sette secondi il bilancio degli esperti di sicurezza di G DATA, un incremento del 40% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente Violazione dei dati, app fasulle, worms e una valanga di nuovi malware. Queste le problematiche più evidenti per gli utenti Android nella prima metà del 2018, periodo in […]

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Un nuovo malware per Android ogni sette secondi il bilancio degli esperti di sicurezza di G DATA, un incremento del 40% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente

Violazione dei dati, app fasulle, worms e una valanga di nuovi malware. Queste le problematiche più evidenti per gli utenti Android nella prima metà del 2018, periodo in cui si è raggiunto un nuovo record negativo di applicazioni dannose: evidente la crescente veemenza dei cybercriminali.


Dopo il leggero calo registrato nel 2017, il primo semestre 2018 è stato caratterizzato dalla stessa crescita esponenziale del malware che fu registrata negli anni precedenti. Nel secondo trimestre dell’anno i ricercatori G DATA hanno rilevato un nuovo malware per Android ogni sette secondi. Con 2.040.293 nuove app dannose a carico del sistema operativo mobile nei primi sei mesi dell’anno si è raggiunto un nuovo record negativo. Nel solo secondo trimestre sono stati scoperti circa 1,2 milioni di nuovi malware. In soli sei mesi è già stato superato il valore registrato nel corso dell’intero 2015.

In rapporto al primo semestre del 2017 (1.447.422) si è registrata una crescita di circa il 40%, mentre “solo” del 31% se lo si raffronta con le rilevazioni della seconda metà dello scorso anno (1.555.060). Per l’anno in corso gli esperti di sicurezza G DATA si aspettano circa 3.500.000 nuovi malware per Android. I cybercriminali paiono attualmente alla ricerca di nuovi metodi per veicolare attacchi sui dispositivi mobili dotati di Android, un interesse che non meraviglia: in Europa circa il 70% dei dispositivi mobili (smartphone 75% / tablet 65%) è dotato del sistema operativo Android, un dato che trova un riscontro esatto nelle quote di mercato di Android presso gli utenti italiani.

Perché questa impennata del malware per Android?

Secondo le più recenti analisi degli esperti G DATA, i cybercriminali si stanno focalizzando sul gaming in ambito mobile, producendo malware a ritmi estremamente sostenuti. Sempre più produttori rendono disponibili su smartphone e tablet popolari giochi per Pc o console, attesissimi dagli utenti. Una tendenza che non è sfuggita agli hacker, ne è un esempio la recente manipolazione dell’app Fortnite.

Inoltre gli attaccanti cercano nuove modalità per veicolare in maniera creativa malware particolarmente remunerativi sui dispositivi mobili, come mostra il nuovo worm per Android rilevato dai ricercatori G DATA lo scorso giugno. Il worm (ADB.Miner) attiva una richiesta di debugging della porta USB per collegarsi allo smartphone tramite interfaccia ADB (Android Debug Bridge). Se l’utente clicca su ok, il dispositivo viene infettato e ricerca in Internet porte TCP 5555 aperte per creare una botnet di device di cui gli attaccanti poi abusano per il mining di XMR Coins (Monero).

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Spionaggio cinese contro le elezioni in Cambogia. Il gruppo hacker TEMP.Periscope è una minaccia globale https://www.datamanager.it/2018/07/spionaggio-cinese-contro-le-elezioni-in-cambogia-il-gruppo-hacker-temp-periscope-e-una-minaccia-globale/ Wed, 25 Jul 2018 10:24:46 +0000 http://www.datamanager.it/?p=152041 L’analisi di FireEye FireEye ha pubblicato un report che descrive dettagliatamente un’operazione di spionaggio informatico che ha compromesso il Governo e alcuni partiti Cambogiani, realizzata da parte di un gruppo di spionaggio informatico cinese chiamato TEMP.Periscope. FireEye ritiene che questa attività possa offrire al Governo cinese un’ampia visibilità sulle prossime elezioni che si terranno in Cambogia […]

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L’analisi di FireEye

FireEye ha pubblicato un report che descrive dettagliatamente un’operazione di spionaggio informatico che ha compromesso il Governo e alcuni partiti Cambogiani, realizzata da parte di un gruppo di spionaggio informatico cinese chiamato TEMP.Periscope.

FireEye ritiene che questa attività possa offrire al Governo cinese un’ampia visibilità sulle prossime elezioni che si terranno in Cambogia il 29 luglio e sulle operazioni governative. TEMP.Periscope rappresenta una minaccia globale avendo condotto una serie di attività contro altri obiettivi più tradizionali, tra cui la base industriale di difesa degli Stati Uniti e un’azienda chimica europea.

Il commento di Benjamin Read, Senior Manager for Cyber Espionage Analysis at FireEye:“La Cina sta esaminando con attenzione tutte le parti coinvolte nelle prossime elezioni in Cambogia. Non abbiamo alcuna prova, al momento, di attività che vadano al di là della raccolta di informazioni, ma la Cambogia è un alleato fondamentale e pertanto qualsiasi cambiamento nel Governo sarebbe di interesse per la Cina. TEMP.Periscope utilizza questa infrastruttura per colpire le aziende private, incluse quelle che operano nel settore della difesa, marittimo, ingegneristico e accademico. Questo dimostra che la Cina continua a mescolare le sue attività colpendo governi e aziende private. Nei log abbiamo scoperto un indirizzo IP, proveniente da Hainan in Cina, che si è collegato al pannello di controllo. In aggiunta, i computer che si sono connessi sembravano configurati per funzionare in lingua cinese. Questi fattori rafforzano ulteriormente la nostra attribuzione di questo gruppo alla Cina”.

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Quasi 1 dipendente su 2 riceve attacchi phishing giornalieri https://www.datamanager.it/2018/07/quasi-1-dipendente-su-2-riceve-attacchi-phishing-giornalieri/ Tue, 24 Jul 2018 14:47:36 +0000 http://www.datamanager.it/?p=151972 I dati rilevati da PHISH THREAT, lo strumento di simulazione Sophos per aiutare gli utenti a riconoscere le truffe via email, rileva che il fenomeno phishing non accenna a diminuire Allarmanti i dati rilevati da Sophos (leader mondiale per la protezione delle reti e dell’endpoint) relativi al phishing: Il 41% delle aziende subisce attacchi di […]

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I dati rilevati da PHISH THREAT, lo strumento di simulazione Sophos per aiutare gli utenti a riconoscere le truffe via email, rileva che il fenomeno phishing non accenna a diminuire

Allarmanti i dati rilevati da Sophos (leader mondiale per la protezione delle reti e dell’endpoint) relativi al phishing: Il 41% delle aziende subisce attacchi di phishing ogni giorno o più, e più di tre quarti (77%) subiscono un attacco almeno una volta al mese.  Circa il 30% di queste e-mail di phishing vengono aperte, dimostrando che, nonostante la consapevolezza e la formazione, c’è ancora molto da imparare. Nelle aziende, il reparto contabilità è quello più attaccato dai cyber criminali, seguito dal top management e diventa dunque imprescindibile pensare a strumenti di protezione e a una formazione specifici per le diverse figure aziendali, tenendo conto delle loro specifiche esigenze, dei dati che trattano e delle attività che svolgono.

 

Conscia dell’importanza della formazione, Sophos ha rilasciato qualche tempo fa la versione italiana del suo strumento di simulazione “PHISH THREAT” che automatizza l’intero processo di formazione e fornisce analisi visive per individuare i dipendenti più vulnerabili. Grazie al dashboard migliorato e alle nuove funzionalità di analisi per il monitoraggio degli attacchi e del comportamento degli utenti, Phish Threat semplifica una parte fondamentale della strategia di sicurezza aziendale, contribuendo così alla sensibilizzazione e alla formazione dei dipendenti su temi relativi alla sicurezza IT.

Tra i dati rilevati da Phish Threat, è stata evidenziata la TOP 10 delle email alle quali gli utenti “abboccano” più facilmente: più del 38% degli utenti, ad esempio, apre e clicca sul link di mail il cui oggetto è “ti è stata affidata un’attività”, e hanno grande successo anche le mail che sembrano riguardare multe o sanzioni a carico dell’utente (con una percentuale di apertura del 22% circa).

Comprendere cosa ci sia dietro questi dati allarmanti è fondamentale per affrontare e gestire efficacemente la minaccia.  Sophos sa quale tipologia di e-mail funzioni meglio, quali siano gli utenti più a rischio e l’importanza di avvalersi del giusto mix tra tecnologia e formazione per mantenere livelli elevati di sicurezza.

John Shier, Senior Security Expert di Sophos ha commentato: “Poiché la qualità delle e-mail di phishing è notevolmente migliorata, bisogna tenere conto che per alcuni utenti sarà più facile cadere in trappola. Le persone sono la prima linea di difesa contro un attacco di phishing e la formazione è sicuramente un aspetto fondamentale per il mantenimento dei livelli di sicurezza. È necessario fornire agli utenti gli strumenti e le informazioni necessari non solo a evitare le trappole ma anche a segnalare eventuali attacchi in modo tempestivo qualora cadano nell’inganno”.

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Milioni afgani e la lotteria europea di Cuba https://www.datamanager.it/2018/07/milioni-afgani-e-la-lotteria-europea-di-cuba/ Fri, 20 Jul 2018 13:38:04 +0000 http://www.datamanager.it/?p=151786 Mail fasulle che promettono enormi somme di denaro al destinatario sono in circolazione da ancora prima di Internet Le caselle di posta elettronica sono spesso affollate da mail fasulle inviate agli utenti allo scopo di carpire informazioni personali. Ancora oggi alcune comunicazioni indesiderate vengono persino distribuite tramite posta ordinaria. Attualmente i SecurityLab di G DATA […]

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Mail fasulle che promettono enormi somme di denaro al destinatario sono in circolazione da ancora prima di Internet

Le caselle di posta elettronica sono spesso affollate da mail fasulle inviate agli utenti allo scopo di carpire informazioni personali. Ancora oggi alcune comunicazioni indesiderate vengono persino distribuite tramite posta ordinaria. Attualmente i SecurityLab di G DATA registrano un picco di scam. Tra le numerose mail ce ne sono alcune troppo particolari per non condividerle.

1. Il Tenente Andrew Ferrara 

Il primo campione è stato apparentemente inviato da un membro delle forze armate, sebbene la nazionalità di tale corpo militare sia poco chiara. Disseminati per tutta la mail caratteri cirillici. Il tenente Ferrara afferma che lui e il suo plotone hanno intercettato un “corriere talebano radicale” che stava trasportando una ragguardevole quantità di denaro. Dato che con molta probabilità gli ufficiali afgani che avrebbero preso in custodia il sospetto avrebbero utilizzato il denaro confiscato per rimpolpare le proprie tasche, sarebbe stato meglio che TU (il destinatario del messaggio) beneficiassi dei soldi.

A tale scopo il mittente si aspetta che il destinatario fornisca nome e congnome, numero di telefono e recapito postale.

Ciò premesso, il “tenente Ferrara” chiede una sola cosa, rivelando molto chiaramente le sue intenzioni con una “proposta d’affari” abbastanza oscura già nell’incipit del messaggio.

2. Premi discutibili

Breve e dritta al punto – questa è la descrizione più calzante per questo campione di mail.

Apparentemente il destinatario ha vinto 650.000 Euro alla lotteria. Per richiedere il premo dovrà fornire via mail nome, indirizzo, età, numero di telefono e professione (qui “occupazione). A proposito dell’uso di termini impropri, quello che non siamo davvero riusciti a capire è il motivo per cui al vincitore viene richiesto di contattare “l’incaricato per la liquidazione dei sinistri” per riscuotere il premio di una lotteria.

La nostra preferita tra le storie più astruse è quella dell’astronauta nigeriano che è rimasto intrappolato nello spazio sin dal collasso dell’Unione Sovietica nel 1990 e che ora vorrebbe tanto tornare a casa – ovviamente con l’aiuto del destinatario.

Queste email seguono una linea di phishing e schemi di frode ormai consolidati. Eppure, a quanto pare, più bizzarra è la situazione narrata, meglio è. Forse i mittenti contano sul fatto che le persone credano a queste storie perché semplicemente “troppo strane per essere false”.

Per quanto divertenti siano alcune di queste storie, tutte hanno uno sfondo molto serio. Messaggi come quelli citati sono stati sviluppati per raccogliere informazioni personali degli utenti. In altri casi invece abbiamo a che fare con truffe alla nigeriana, in cui la vittima è tenuta a pagare un determinato onere o a versare un dato importo per avere accesso a somme ben superiori, di cui lui/lei sarebbe il beneficiario.
A volte un importo rilevante dovrebbe essere versato sul conto bancario del destinatario. Gli scammer chiedono quindi di inoltrare la somma su un altro conto, offrendo al destinatario di trattenere dall’importo una certa percentuale come commissione. Lasciti importanti sono uno dei temi preferiti in questo tipo di comunicazioni.

Chiaramente, messaggi di questo tipo vanno cestinati immediatamente. Non si devono condividere dati personali con chi ha inviato il messaggio, né tantomeno rispondere alla mail. In tutti questi casi infatti la vittima non riceve alcuna ricompensa, pagamento o merce. Ancora peggio, qualora il destinatario cada nella trappola del trasferimento di somme di denaro su un altro conto, rischia di essere incriminato per complicità in attività di riciclaggio di denaro sporco. Qualunque dato su cui I cybercriminali riescono a mettere le mani può essere oggetto di abuso per l’acquisto di merci online a nome (e quindi a carico) della vittima o rivenduto illecitamente.

Quello che vediamo è il classico approccio di ingegneria sociale: le vittime vengono allettate con ingenti importi di denaro o merci di lusso. Per poterne beneficiare non è richiesto alcuno sforzo o al massimo un impegno di minima entità. Messaggi che fanno riferimento ad un rapido arricchimento tra cui il tormentone “Guadagna 2500 euro la settimana da casa!” non sono un caso.

In conclusione, se qualcuno promette “soldi gratis”: è una trappola!

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Un breach di Telefonica ha esposto i dati sensibili di milioni di clienti https://www.datamanager.it/2018/07/un-breach-di-telefonica-ha-esposto-i-dati-sensibili-di-milioni-di-clienti/ Wed, 18 Jul 2018 18:30:21 +0000 http://www.datamanager.it/?p=151575 L’incidente viene già considerato il più grave nella storia della Spagna e permetteva a chiunque di leggere le informazioni degli abbonati al servizio Cambiare la parte finale dell’URL. Tanto bastava a chiunque fosse un cliente di Telefonica per leggere i dati e le informazioni personali degli altri. Questa la scoperta di un report diffuso dal […]

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L’incidente viene già considerato il più grave nella storia della Spagna e permetteva a chiunque di leggere le informazioni degli abbonati al servizio

Cambiare la parte finale dell’URL. Tanto bastava a chiunque fosse un cliente di Telefonica per leggere i dati e le informazioni personali degli altri. Questa la scoperta di un report diffuso dal portale spagnolo El Espanol, che ha puntato il dito contro le scarse misure di sicurezza di uno dei principali operatori telco del paese. Il giornale, probabilmente dietro consiglio di qualcuno, ha analizzato la questione, concludendo che davvero con un semplice trick, modificando una sezione univoca dell’indirizzo web di accesso alle fatture periodiche, si poteva sbirciare contenuti sensibili e peculiari, tra cui i numeri di rete fissa e mobile, quelli di identificazione nazionale, gli indirizzi, gli istituti di credito associati al contratto, nomi, cronologia di fatturazione e registri di chiamate. Tutte info da scaricare in formato CSV.

Cosa sappiamo

Sebbene ciò implicasse l’accesso a dati casuali, sarebbe stato possibile sviluppare un programma che raccogliesse informazioni in grandi quantità dai sistemi dell’operatore e quindi li analizzasse” – ha osservato El Espanol. Il breach è venutao alla luce dopo che un cliente di Movistar ha denunciato il gruppo spagnolo alla FACUA, in difesa dei diritti dei consumatori, definendo l’incidente come “la più grande violazione di sicurezza nella storia delle telecomunicazioni in Spagna”.

Responsabile nazionale dell’applicazione delle norme sul GDPR è la Spanish Agency for Data Protection (AEPD). In base al regolamento, Telefonica potrebbe dover pagare una sanzione pecuniaria tra i 10 e i 20 milioni di euro oppure tra il 2% e il 4% del fatturato annuale. Tuttavia, la legge sulla protezione dei dati in Spagna limita questo tipo di multe a una cifra che va dai 300 mila ai 600 mila euro.

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