ITER – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Sat, 06 Oct 2018 16:30:38 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png ITER – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 L’occhio intelligente e discreto della videosorveglianza https://www.datamanager.it/2018/05/locchio-intelligente-e-discreto-della-videosorveglianza/ Thu, 31 May 2018 12:24:17 +0000 http://www.datamanager.it/?p=148719 Felma ha organizzato un seminario dedicato alle nuove regole della privacy in margine alla recente introduzione della sua tecnologia di video analisi neurale La videosorveglianza intelligente di Felma è una delle novità più interessanti nel settore delle applicazioni IT per la sicurezza del mondo fisico e la concomitanza con la data di entrata in vigore […]

L'articolo L’occhio intelligente e discreto della videosorveglianza proviene da Data Manager Online.

]]>
Felma ha organizzato un seminario dedicato alle nuove regole della privacy in margine alla recente introduzione della sua tecnologia di video analisi neurale

La videosorveglianza intelligente di Felma è una delle novità più interessanti nel settore delle applicazioni IT per la sicurezza del mondo fisico e la concomitanza con la data di entrata in vigore della normativa europea sulla privacy ha indotto il vendor milanese a organizzare un seminario per analizzare gli aspetti della compliance GDPR a beneficio dei titolari di questo tipo di impianti.

Pur nello stato di incertezza determinato dai ritardi accumulati nell’approvazione del decreto di adeguamento della legge 196 sulla privacy, ha precisato nel suo intervento iniziale Domenico Tarantino di DE Consult, è lecito supporre che il regolamento – che cerca di armonizzare le varie normative vigenti nei paesi dell’Unione senza però sostituirle completamente – non tolga nulla delle prescrizioni attualmente in vigore a tutela della privacy delle persone. Prescrizioni, ha poi ricordato Tarantino, che prevedono anche quanto stipulato sulla videosorveglianza dallo stesso Garante della privacy e dal cosiddetto Jobs act. «Dopo il 25 maggio – ha detto Tarantino – alle regole già note della 196 si aggiungeranno le sanzioni e i modelli documentali fissati dal GDPR. Non si prevedono cambiamenti sostanziali e non occorrono in linea di principio nuove autorizzazioni, con una unica avvertenza: per impianti di sicurezza che prevedono la raccolta di dati personali o biometrici sarà opportuno contattare il Garante, avendo cura di farlo prima di ogni nuova installazione, non dopo, perché questa omissione potrebbe essere sanzionabile».

Tarantino ha poi passato in rassegna i fondamentali requisiti che l’uso di un apparato di videosorveglianza comporta sul posto di lavoro e in alcune tipologie di residenza privata, ricordando i margini di intervento che la legge 151 del 2015, il famoso Jobs Act, ha aperto rispetto al divieto assoluto che il vecchio Statuto dei Lavoratori opponeva al videocontrollo, soffermandosi su aspetti come la durata della conservazione dei contenuti registrati e la segnaletica che per legge deve informare le persone che transitano nel campo inquadrato dalle telecamere.

Insieme al consulente tecnico-legale, al seminario è intervenuto Felice Mattacchione, contitolare di Felma, allestendo una breve prova su strada del nuovo tool di video analisi NOD, Neural Object Detection. «Il nostro concetto di videosorveglianza analitica attiva – ha ricordato Mattacchione – è assolutamente innovativo e trasforma ogni telecamera in un elemento di analisi e allarme completamente automatizzato». A differenza di analoghe soluzioni, Felma NOD porta a un livello di definizione incredibilmente approfondito, agendo sulla base di un sofisticato campionamento delle immagini generate da un normale impianto di ripresa.

Come funziona questo approccio? «Il sistema software controlla un modulo di Input/Output che da un lato acquisisce i flussi digitali che arrivano dai punti di ripresa e dall’altro genera un insieme di informazioni qualitative, analogiche che possono a loro volta pilotare un attuatore programmabile». L’utente ha in altre parole il controllo su una serie di algoritmi che in funzione dei risultati ottenuti dalla videoanalisi permettono di implementare azioni specifiche, dall’accensione dell’impianto di illuminazione alla segnalazione remota di una situazione di allarme.

Il riconoscimento neurale di Felma non si limita a individuare specifiche forme su basi puramente volumetriche, ma distingue con estrema precisione un certo numero di specifici “soggetti”: persone, autoveicoli, furgoni, autobus, motociclette, biciclette. Il riconoscimento è in grado anche di segnalare soggetti compositi, distinguendo per esempio un autoveicolo dal guidatore a bordo. Per ciascuna telecamera collegata, è possibile inoltre definire fino a 8 regole di intervento sulla base dell’analisi effettuata. «Uno strumento di controllo e gestione degli allarmi molto efficace – ha detto Stefano Barbieri, altro contitolare di Felma, che può essere aggiunto a impianti di videosorveglianza, ovviamente se già conformi alle regole della privacy».

Videointervista a Stefano Barbieri, contitolare di Felma


Videointervista a Stefano Barbieri, Felma
Click To Tweet


L'articolo L’occhio intelligente e discreto della videosorveglianza proviene da Data Manager Online.

]]>
Infoware, consulenza e soluzioni evolute per la piccola e media impresa https://www.datamanager.it/2018/05/infoware-consulenza-e-soluzioni-evolute-per-la-piccola-e-media-impresa/ Thu, 03 May 2018 13:44:38 +0000 http://www.datamanager.it/?p=146897 La società, attiva sul mercato da oltre vent’anni, ha in programma eventi formativi sul GDPR, per aiutare le aziende a comprendere meglio il nuovo regolamento Competenza e affidabilità: sono questi i valori che Infoware vuole portare sul mercato grazie a soluzioni evolute. L’azienda, fornitore qualificato per l’implementazione di soluzioni gestionali per la Pmi e per lo […]

L'articolo Infoware, consulenza e soluzioni evolute per la piccola e media impresa proviene da Data Manager Online.

]]>
La società, attiva sul mercato da oltre vent’anni, ha in programma eventi formativi sul GDPR, per aiutare le aziende a comprendere meglio il nuovo regolamento

Competenza e affidabilità: sono questi i valori che Infoware vuole portare sul mercato grazie a soluzioni evolute. L’azienda, fornitore qualificato per l’implementazione di soluzioni gestionali per la Pmi e per lo studio professionale, punta a far crescere i propri clienti grazie a partner qualificati e a un approccio consulenziale rafforzato da una conoscenza profonda dei problemi dei mercati, dei prodotti, dei moduli in add-on, delle integrazioni possibili.

«Siamo nati nel 1995, come consulenti software», ci spiega Marco Scaler, CEO di Infoware. «Mentre nei primi anni della nostra attività le esigenze delle aziende clienti erano abbastanza elementari (ci chiedevano programmi di contabilità, di fatturazione), nel tempo si sono aggiunte nuove necessità».

Oggi Infoware ha il proprio focus nelle implementazioni applicative integrate in ambito amministrativo, ERP, CRM, documentale, e-commerce. L’azienda propone prodotti consolidati ma flessibili, che possono essere configurati e personalizzati per adattarsi ai bisogni di realtà diverse per cultura organizzativa e processi produttivi. Le soluzioni rese disponibili coprono tutte le aree e i processi aziendali: amministrazione, banche, gestione del credito, magazzino, gestione del personale, gestione clienti e fornitori, produzione, ordini e vendite.

«Trattiamo brand differenti» dice Scaler. «Di conseguenza siamo davvero in grado di ascoltare le esigenze delle aziende e di rendere disponibile la soluzione più adatta alle loro necessità, anche con software personalizzato. Crediamo nella relazione collaborativa, nella qualità del servizio e nel trasferimento delle conoscenze e per questo accompagniamo l’implementazione con supporto continuo a 360°».

Infoware offre un affiancamento costante a più livelli, sia con attività di supporto base sia con servizi a valore aggiunto: consulenza per implementazioni particolari, analisi e sviluppo problemi d’integrazione nei sistemi, formazione specifica.

L’azienda sta anche trattando soluzioni native Web, con la consapevolezza che, tra non molto tempo, saranno sempre più richieste.

«Credo che, quando sarà superata le mentalità secondo cui la contabilità messa sul server in cloud è più pericolosa rispetto ad averla in casa, i clienti vorranno sempre più soluzioni Web», commenta Scaler. «Sin da ora Infoware si avvale di data center sicuri, i dati sono certificati secondo le ultime normative europee e americane. Questo può dare tranquillità ai nostri utenti».

Il GDPR, un tema molto attuale

Molta attenzione, da parte di Infoware, è rivolta alla formazione aziendale. Un argomento fortemente attuale, in questo momento, è rappresentato dal GDPR, il Regolamento europeo 16/679, sulla tutela dei dati personali, che dal 25 maggio diventerà applicabile anche in Italia.

«Le aziende italiane non sono ancora preparate ad affrontare questo tema», ha dichiarato Scaler. «Per questo abbiamo organizzato eventi formativi e di consulenza per aiutarle a comprenderlo».

Per supportare i clienti nella conoscenza della normativa, Infoware organizza il prossimo 16 maggio, a Milano, un incontro di approfondimento del regolamento sia dal punto di vista legale e normativo, sia da quello della sicurezza informatica.

L’evento si terrà presso il Crowne Plaza Milan City in Via Melchiorre Gioia 73, (Fermata M3 Sondrio) dalle 9.00 alle 12.30. La partecipazione è gratuita ma l’iscrizione è obbligatoria. Nel pomeriggio sarà organizzato un incontro analogo a Bergamo.

Per ulteriori informazioni corsi@infoware-mi.it

Videointervista a Marco Scaler, CEO di Infoware


Videointervista a Marco Scaler, Infoware
Click To Tweet


L'articolo Infoware, consulenza e soluzioni evolute per la piccola e media impresa proviene da Data Manager Online.

]]>
GDPR, imprese a rischio sanzioni. La compliance che conviene https://www.datamanager.it/2018/03/gdpr-imprese-rischio-sanzioni-la-compliance-conviene/ Thu, 15 Mar 2018 14:56:42 +0000 http://www.datamanager.it/?p=143736 Oltre alle pesanti sanzioni economiche, la mancata conformità al GDPR potrebbe avere un forte impatto sul business delle imprese non solo ingessando l’operatività ma anche creando un danno di reputazione Dopo due anni dall’entrata in vigore, il 25 maggio 2018 diventerà applicabile il Regolamento Europeo in materia di protezione di dati personali (GDPR), n. 679/2016 […]

L'articolo GDPR, imprese a rischio sanzioni. La compliance che conviene proviene da Data Manager Online.

]]>
Oltre alle pesanti sanzioni economiche, la mancata conformità al GDPR potrebbe avere un forte impatto sul business delle imprese non solo ingessando l’operatività ma anche creando un danno di reputazione

Dopo due anni dall’entrata in vigore, il 25 maggio 2018 diventerà applicabile il Regolamento Europeo in materia di protezione di dati personali (GDPR), n. 679/2016 che modifica la disciplina della protezione dei dati personali a livello europeo. Tra le novità che vengono introdotte, particolare attenzione deve destare il tema riguardante le sanzioni amministrative che può irrogare il Garante, in caso di violazione di questa nuova normativa, sanzioni che possono pesare sull’impresa in maniera molto significativa. Il GDPR stabilisce due tipologie di sanzioni nelle ipotesi in cui i titolari o i responsabili del trattamento non ottemperino alle regole ivi stabilite. La prima tipologia di sanzioni sono multe, con le quali l’autorità sanziona i trasgressori con importi fino a 20 milioni di euro, che può essere sostituito dal 4% del fatturato mondiale annuo (del gruppo), se superiore alla cifra appena citata. Sono punite con una sanzione che può arrivare a 10 milioni di euro, o se superiore, fino al 2% del fatturato annuo mondiale, le trasgressioni delle disposizioni riguardanti gli obblighi del titolare del trattamento ovvero dell’impresa rispetto a una serie di fattispecie.

[amazon_link asins=’B079V3BFSX,B079WYBGJ2,8890341912′ template=’ProductCarousel’ store=’dmo0e-21′ marketplace=’IT’ link_id=’fa8bddd7-22c2-11e8-a67e-5163bed9a305′]

Queste fattispecie possono riguardare la violazione delle nuove regole sul consenso dei minori, i trattamenti che non richiedono l’identificazione dell’interessato, i principi di privacy by design e by default, gli obblighi a cui sono sottoposti i contitolari del trattamento, la nomina di un rappresentante all’interno dell’Unione Europea da parte di un titolare extra-comunitario, il responsabile del trattamento e i soggetti che operano sotto la sua autorità, il registro delle attività, gli obblighi di cooperazione tra titolare del trattamento e autorità di controllo, l’implementazione delle misure di sicurezza, la notifica di una violazione dei dati personali all’autorità di controllo e la comunicazione all’interessato, la valutazione d’impatto sulla protezione dei dati, la consultazione preventiva nei casi in cui il trattamento presenti un rischio elevato per i diritti e le libertà degli interessati e non si possa attenuare attraverso le misure di sicurezza, la nomina, i compiti e i rapporti con il titolare del responsabile della protezione dei dati personali.


#GDPR a rischio sanzioni? Ecco perché adeguarsi conviene alle imprese – via @omatforum
Click To Tweet


La sanzione più elevata, e cioè una sanzione fino a 20 milioni di euro, o se superiore, fino al 4% del fatturato mondiale annuo, è irrogata per le violazioni delle disposizioni in materia dei principi base del trattamento, in particolare circa le condizioni relative al consenso, la liceità del trattamento, i trattamenti relativi a categorie particolari di dati personali, i diritti degli interessati, in particolare riguardo l’informativa, il diritto d’accesso, il diritto di rettifica, il diritto all’oblio, diritto alla portabilità dei dati; dei trasferimenti di dati personali all’estero; o per inosservanza di un ordine, di una limitazione di un trattamento o di un ordine di sospensione dei flussi dei dati dell’autorità di controllo. La seconda tipologia di sanzioni deriva dai poteri correttivi che il GDPR attribuisce ai vari garanti nazionali di limitare o vietare un trattamento nel caso in cui sia in violazione della normativa. Il Garante avrebbe il potere di ordinare la sospensione, la limitazione o il divieto di effettuare un trattamento dei dati nei casi in cui non risulti conforme alla normativa. Per non parlare della possibilità dell’autorità di chiedere all’impresa di comunicare ai soggetti i cui dati sono stati violati che è avvenuta la violazione. È evidente che queste sanzioni potrebbero “ingessare” l’attività di un’impresa e creare anche un danno di reputazione a livello aziendale. È necessario che tutte le imprese comprendano che la mancata conformità al nuovo regolamento europeo potrebbe incidere in maniera significativa sul business.

[spacer color=”8BC234″ icon=”fa-info” style=”1″]

Data Manager mette a disposizione un White Paper a download gratuito sul GDPR.

Un documento completo per affrontare in maniera esaustiva tutto ciò che c’è da sapere per essere in regola

Clicca qui per scaricarlo gratuitamente

[spacer color=”8BC234″ icon=”fa-info” style=”1″]


#GDPR Oltre alle pesanti sanzioni economiche, la mancata conformità al regolamento, potrebbe ingessare l’operatività e creare anche un danno di reputazione – via @omatforum
Click To Tweet



Per saperne di più, l’appuntamento è a Omat Forum, il workshop dedicato alle nuove frontiere della gestione delle informazioni digitali: scopri la prossima tappa di Milano e altre città su www.omatforum.it.

Michela Maggi, avvocato in Milano, esperta di tecnologie dell’informazione e comunicazione e dottore di ricerca in Proprietà intellettuale e Diritto della concorrenza.

[amazon_link asins=’B079V3BFSX,B079WYBGJ2,8890341912′ template=’ProductCarousel’ store=’dmo0e-21′ marketplace=’IT’ link_id=’fa8bddd7-22c2-11e8-a67e-5163bed9a305′]

L'articolo GDPR, imprese a rischio sanzioni. La compliance che conviene proviene da Data Manager Online.

]]>
Omat Forum, a Milano si parla di GDPR https://www.datamanager.it/2018/03/omat-forum-milano-si-parla-gdpr/ Thu, 08 Mar 2018 10:18:41 +0000 http://www.datamanager.it/?p=143064 Il 15 marzo, in piena Digital Week, Omat Forum punta i riflettori sulla trasformazione digitale con un focus sulla protezione dei dati e la sicurezza delle informazioni a poco più di due mesi dall’entrata in vigore del Regolamento Europeo Privacy di Luca de Piano È l’importante appuntamento della Digital Week, promossa dal Comune di Milano, […]

L'articolo Omat Forum, a Milano si parla di GDPR proviene da Data Manager Online.

]]>
Il 15 marzo, in piena Digital Week, Omat Forum punta i riflettori sulla trasformazione digitale con un focus sulla protezione dei dati e la sicurezza delle informazioni a poco più di due mesi dall’entrata in vigore del Regolamento Europeo Privacy

di Luca de Piano

È l’importante appuntamento della Digital Week, promossa dal Comune di Milano, a fare da sfondo all’intensa giornata di confronto e networking organizzata da Iter nel quadro di Omat Forum il 15 marzo, con inizio alle 9.30 nella cornice dello spazio eventi “Luogo Ideale” di Milano, sito nella zona del Portello. La giornata, ideata per accompagnare le imprese nella trasformazione digitale 4.0, offrendo momenti di aggiornamento normativo, esperienze reali e formazione per una diffusione della cultura e della conoscenza in ambito dell’innovazione digitale, è articolata in due momenti chiave: il Workshop del mattino, dalle 9.30 alle 13, dedicato al tema “Dal GDPR all’Industria 4.0: scenari e prospettive di mercato”, e il Laboratorio dalle 14.30 alle 1530, per analizzare “Il processo di adeguamento al nuovo Regolamento Europeo Privacy”.

Una giornata intensa

Come noto, tra poco più di due mesi, per l’esattezza il 25 maggio prossimo, diventa applicativo il GDPR, il nuovo Regolamento dell’Unione Europea sulla Privacy: l’adeguamento a questa scadenza richiede un attento esame della situazione attuale in azienda, ma rappresenta anche un’opportunità per ripensare molti processi in chiave di efficienza e competitività. È questo il leitmotiv che caratterizza la giornata milanese di Omat Forum che prevede interventi di esperti e operatori nel campo dell’innovazione aziendale che approfondiscono le tematiche, stimolando il confronto con la platea di utenti e professionisti, mentre il pomeriggio sarà riservato a un laboratorio interattivo su prenotazione con esempi pratici e role playing.

Interventi di rilievo

Più in dettaglio, la giornata si aprirà con l’introduzione a cura del Moderatore Gianluca De Vincentiis, Esperto di Privacy e Auditor professionista in ambito IT, cui seguirà l’intervento di Michele Iaselli, Avvocato, Funzionario del Ministero della Difesa e Docente a contratto di logica e informatica giuridica all’Università Federico II di Napoli e Docente a contratto di informatica giuridica alla LUISS di Roma, che verterà sui temi “Privacy e nuove tecnologie: opportunità e minacce in un mondo digitale”. Alle 10 è invece previsto l’intervento di Giada Svanziroli, Avvocato e Socio dello Studio Fumagalli, Grando e Associati di Milano, sul tema “GDPR e aziende: solo un obbligo o anche un’opportunità?”. Michela Maggi, dello Studio Legale Maggi, parlerà invece delle “Nuove figure professionali della Privacy: Data Protection Officer, (DPO), Manager, Specialista e Valutatore Privacy” mentre Maurizio Riccardi, Consigliere Delegato e Direttore Area Applicazioni di DISC, e Dimitri Zanella, Business Development Manager ARXivar di AbleTech, parleranno di “GDPR, fattura elettronica B2B, ISO 9001/2015: come affrontare la compliance con ARXivar”.

Un caso applicativo concreto

Successivamente, un interessante caso applicativo riguardante le tecnologie robotiche che fanno leva sull’intelligenza artificiale sarà presentato da Felice Mattacchione e Stefano Barbieri della società Felma, con il titolo “Un software proattivo nel mondo della sicurezza e del controllo degli spazi”. L’intervento di Alessandra Motta, Dottore commercialista, che farà il punto sulle Agevolazioni fiscali per investimenti in ottica “Industria 4.0″, concluderà i lavori della mattinata.

Videointervista a Felice Mattacchione, Amministratore Delegato di Felma


Videointervista a Felice Mattacchione, Felma
Click To Tweet


Il Laboratorio del pomeriggio

Nel pomeriggio è invece previsto il Laboratorio su prenotazione organizzato dallo Studio Legale Fumagalli, Grando e Associati, dedicato a un approfondimento sul processo di adeguamento al GDPR. Tenuto da Giada Svanziroli e intitolato “Il GDPR si avvicina, ma quanto è lontana la nostra azienda dal GDPR?”, il Laboratorio consiste in un momento di formazione interattivo che coinvolge i partecipanti per analizzare casi pratici di assessment privacy: il pubblico verrà infatti coinvolto e guidato dai relatori per costruire una mappatura che permetta di capire come agire concretamente e quali siano i rischi legati alle singole realtà aziendali e professionali.

Videointervista a Giada Svanziroli, Avvocato dello Studio legale Fumagalli, Grando e Associati


Videointervista a Giada Svanziroli, Studio legale Fumagalli, Grando e Associati
Click To Tweet


 

[amazon_link asins=’B079V3BFSX,B079WYBGJ2,8890341912′ template=’ProductCarousel’ store=’dmo0e-21′ marketplace=’IT’ link_id=’fa8bddd7-22c2-11e8-a67e-5163bed9a305′]

L'articolo Omat Forum, a Milano si parla di GDPR proviene da Data Manager Online.

]]>
Come evitare data breach e attacchi alla privacy? https://www.datamanager.it/2017/11/evitare-data-breach-attacchi-alla-privacy/ Mon, 27 Nov 2017 11:12:04 +0000 http://www.datamanager.it/?p=136246 Un buon risk assessment è il primo passo. Dati personali e informazioni sono un valore patrimoniale per le aziende a prescindere dagli aspetti cogenti che ne regolamentano il trattamento (Dlgs 196/03, Regolamento UE 679/2016) Dati personali e informazioni vanno protetti con tutte le misure tecnico/organizzative commisurate al danno derivante da una loro impropria divulgazione. Assistiamo […]

L'articolo Come evitare data breach e attacchi alla privacy? proviene da Data Manager Online.

]]>
Un buon risk assessment è il primo passo. Dati personali e informazioni sono un valore patrimoniale per le aziende a prescindere dagli aspetti cogenti che ne regolamentano il trattamento (Dlgs 196/03, Regolamento UE 679/2016)

Dati personali e informazioni vanno protetti con tutte le misure tecnico/organizzative commisurate al danno derivante da una loro impropria divulgazione. Assistiamo quotidianamente ad “assalti” alla nostra privacy di natura commerciale, provenienti da fonti sconosciute che ci raggiungono sui canali di comunicazione di cui fruiamo quotidianamente (mail, cellulare, internet). Questo atteggiamento che infastidisce il nostro stato di soggetti liberi nel dominio dell’era digitale connessa è in parte conseguenza dei molti consensi da noi forniti a terzi per l’uso dei nostri dati al momento dell’adesione a servizi o stipula di contratti, ma è anche dovuto alla sottrazione degli stessi in modo doloso dai sistemi aziendali di coloro che ne operano il trattamento e rivenduti per scopi commerciali o per danneggiare l’immagine e la reputazione degli interessati.

I potenziali “hacker”, che nell’immaginario collettivo erano figure isolate dedite a violare i sistemi degli enti governativi solo per dimostrare le proprie capacità, oggi, con la disponibilità in rete di know-how specifico e risorse nel “Deep Web” (parte del Web non indicizzata dai comuni motori di ricerca e non convenzionalmente visibile), stanno crescendo in maniera preoccupante e con essi il rischio di attacchi ai dati per scopi non etici. La risposta convenzionale al fenomeno è la “cyber security”, ovvero la strategia evoluta per la tutela delle informazioni e dei dati aziendali esclusivamente dipendenti dalla tecnologia. L’esperienza insegna che sicurezza informatica e sicurezza delle informazioni non sono la stessa cosa: infatti la prima “cyber security” utilizza prettamente la tecnologia quale strumento per la protezione degli asset informativi, la seconda tiene invece conto anche degli aspetti organizzativi che impattano su quelli tecnologici (per esempio: installiamo un modem con Wi-Fi abilitato e lasciamo inalterate le password amministrative di default del dispositivo ricavabili tramite app disponibili sugli store). Questo esempio ricorrente indica come la sicurezza debba essere ricercata attraverso un approccio metodologico di risk assessment che valuti, in modo strutturato, tutte le minacce che incombono sui nostri dati/informazioni e che consenta di identificare le adeguate contromisure per la riduzione del rischio.


#DataBreach e minacce alla #Privacy ? Il #RiskAssessment è il primo passo @omatforum
Click To Tweet


Quando le contromisure non sono adeguate alla mitigazione del rischio si può incorrere nel temuto “data breach”, ovvero un incidente di sicurezza in cui i dati rilevanti per aspetti strategici o di privacy vengono utilizzati da un soggetto non autorizzato sia per dolo che in modo involontario. Ciò può avvenire in seguito alla perdita accidentale di un dispositivo mobile, al furto di un notebook, all’infedeltà aziendale di personale scontento o corrotto, all’accesso non autorizzato a sistemi informatici. I dati a maggior rischio sono quelli finanziari (carte di credito, posizioni economiche, investimenti), sanitari (informazioni sulla salute per restrizioni assicurative o altre azioni discriminatorie), proprietà industriale o dell’intelletto (soluzioni tecnologiche o innovative), personali (furto d’identità per compimento di illeciti e reati vari). Con l’IoT (Internet of Things) che preme, e una tecnologia in rapida evoluzione senza i tempi necessari per maturare una resilienza alle vulnerabilità intrinseche di sistemi e processi, alcune vulnerabilità, ancora inesplorate, attendono di essere sfruttate ai danni delle organizzazioni e dei titolari dei dati e delle informazioni. La chiave per porre riparo a tutto ciò è la consapevolezza, da parte dei titolari dei trattamenti, dei rischi incombenti sui dati nel dominio che interessa l’organizzazione. In conclusione: buon risk assessment a tutti.


Giuseppe Tacconi è consultant, trainer e professional auditor

Per ulteriori approfondimenti: “Gli audit privacy secondo il nuovo regolamento europeo GDPR 2016/679 – Guida pratica per la verifica della protezione dei dati” a cura di Stefano Gorla, Michele Iaselli, Giuseppe Tacconi. Prefazione di Gianluca De Vincentiis. www.iter.it/libri

Per saperne di più, l’appuntamento è a Omat Forum, il workshop dedicato alle nuove frontiere della gestione delle informazioni digitali. Info sulle prossime tappe su www.omatforum.it.

L'articolo Come evitare data breach e attacchi alla privacy? proviene da Data Manager Online.

]]>
Omat Forum, rivedere i processi verso la GDPR https://www.datamanager.it/2017/11/omat-forum-rivedere-processi-verso-la-gdpr/ Tue, 14 Nov 2017 09:53:18 +0000 http://www.datamanager.it/?p=135034 L’entrata in vigore del nuovo Regolamento europeo sulla Privacy chiede alle aziende di effettuare un percorso di compliance, che porta con sé anche numerose opportunità in termini di dematerializzazione dei processi e di adeguamento della sicurezza di Luca de Piano Mancano ormai praticamente sei mesi all’entrata in vigore del GDPR, il nuovo Regolamento dell’Unione Europea […]

L'articolo Omat Forum, rivedere i processi verso la GDPR proviene da Data Manager Online.

]]>
L’entrata in vigore del nuovo Regolamento europeo sulla Privacy chiede alle aziende di effettuare un percorso di compliance, che porta con sé anche numerose opportunità in termini di dematerializzazione dei processi e di adeguamento della sicurezza

di Luca de Piano

Mancano ormai praticamente sei mesi all’entrata in vigore del GDPR, il nuovo Regolamento dell’Unione Europea sulla Privacy. L’adeguamento a questa scadenza richiede un attento esame della situazione attuale in azienda, ma rappresenta anche un’opportunità per ripensare molti processi in chiave di efficienza e competitività. È questo il dato di fondo della giornata organizzata da Iter nel quadro di Omat Forum, che si è tenuta a Bologna il 25 ottobre scorso, esattamente a sette mesi dal GDPR, la cui data X è notoriamente il 25 maggio 2018. I diversi relatori che si sono susseguiti hanno tenuto a sottolineare un dato fondamentale: il GDPR prevede un percorso per raggiungere il necessario grado di compliance, ma non comporta un adempimento unico da soddisfare, in quanto gli aspetti coinvolti sono molteplici: per questo, la programmazione rimane la strada migliore per arrivare preparati alla scadenza di maggio 2018.

Le questioni sul tappeto

Le questioni sul tappeto sono in effetti molte: Bisogna cambiare subito l’informativa? Occorre procedere alla nomina del DPO, ovvero il Data Protection Officer? Cosa si intende esattamente per “privacy by default” e “privacy by design”? Bisogna avviare una Data Protection Impact Analysis, cioè la cosiddetta DPIA o PIA? La giornata bolognese di Omat Forum ha fornito molti spunti per rispondere a queste domande, ma soprattutto ha anche sottolineato che l’adeguamento alla nuova normativa, pur se di estrema importanza, non è tutto, in quanto è necessario anche considerare l’impatto delle nuove tecnologie e della digital transformation sulla protezione dei dati personali e sulla privacy. In altre parole, bisogna ripensare i processi aziendali, definendo le vulnerabilità e le aree di rischio dell’organizzazione, valutando qual è il livello di riservatezza delle informazioni e come queste ultime devono essere protette in ambito privacy, riflettendo su quali misure devono essere adottate per mitigare i rischi e sui comportamenti da tenere, oltre che su come formare il personale in azienda per non essere oggetto di cyber attacchi, con rischio di danni di immagine, interruzione del servizio e perdite di dati.

Interventi autorevoli

Questi aspetti sono stati sintetizzati nel saluto, inviato via lettera in quanto impegni istituzionali non hanno consentito la presenza di persona, di Laura Comi, Deputato al Parlamento Europeo e da sempre molto attiva sul tema della protezione dei dati, che ha sottolineato come la privacy non sia più “solo una questione di conformità normativa o un problema legato alla sicurezza, ma un elemento altamente strategico alla luce dei significativi cambiamenti che tutta la legislazione europea ha subito negli ultimi anni e registrerà nel prossimo futuro”. In questo scenario, “per avere successo le aziende hanno bisogno di professionisti della privacy che siano in grado di garantire privatezza e sicurezza dei dati, gestendo i rischi e le complessità che ne derivano”, ha proseguito Laura Comi. Il moderatore dell’evento, Stefano Gorla, Esperto di Privacy e Sicurezza dei Dati, ha coordinato i diversi interventi, come quelli di Michele Iaselli, Avvocato e Docente alla Luiss, di Luca Nilo Livrieri di Forcepoint, di Riccardo Abeti, Avvocato e partner di EXP Legal, e di Nicola Savino, fondatore e Ceo di Savino Solution, che hanno esaminato il GDPR dal punto di vista organizzativo, normativo e tecnico, sia per essere preparati all’entrata in vigore ma soprattutto per  coglierne tutte le opportunità in termini di efficienza e competitività in un mercato digitale.

Videointervista a Domenico Pezzolla, Amministratore Delegato di Data3 Informatica e Organizzazione


Videointervista a Domenico Pezzolla, Data3 Informatica e Organizzazione
Click To Tweet


L'articolo Omat Forum, rivedere i processi verso la GDPR proviene da Data Manager Online.

]]>
ITER prepara i nuovi Data Protection Officer https://www.datamanager.it/2017/10/iter-prepara-nuovi-data-protection-officer/ Tue, 24 Oct 2017 10:03:23 +0000 http://www.datamanager.it/?p=133664 Al via il Master della durata di 40 ore, con test finale in sede riconosciuto da FAC Certifica GDPR e DPO Il nuovo Regolamento Europeo sulla protezione dei dati (GDPR) introduce la figura del Responsabile della Protezione dei Dati Personali (DPO – Data Protection Officer) per le Pubbliche Amministrazioni e le aziende che effettuano trattamenti […]

L'articolo ITER prepara i nuovi Data Protection Officer proviene da Data Manager Online.

]]>
Al via il Master della durata di 40 ore, con test finale in sede riconosciuto da FAC Certifica

GDPR e DPO

Il nuovo Regolamento Europeo sulla protezione dei dati (GDPR) introduce la figura del Responsabile della Protezione dei Dati Personali (DPO – Data Protection Officer) per le Pubbliche Amministrazioni e le aziende che effettuano trattamenti su larga scala di dati sensibili (biometrici o giudiziari) e/o il monitoraggio sistematico degli interessati. Le responsabilità principali del DPO, figura già presente in alcune legislazioni europee, sono quelle di organizzare e valutare la gestione del trattamento di dati personali all’interno dell’azienda (sia essa pubblica che privata), affinché questi siano trattati nel rispetto delle normative privacy europee e nazionali.

GDPR e Codice Privacy

«Per la prima volta con il GDPR in Europa c’è una regola comune, che apporta uniformità, un approccio alle tematiche della protezione dei dati e della privacy condiviso a livello europeo» ci dice Gianluca De Vincentiis, Consulente Responsabile dello Schema di Certificazione SSI, ISO/IEC 27001 e docente del master ITER. Il GDPR abroga la Direttiva 95/46/CE che disciplinava a livello comunitario il trattamento dei dati, affiancandosi invece al Codice della Privacy (D.lgs 196/2003) attualmente vigente nel nostro Paese. Nonostante il Regolamento prevalga sulla legge nazionale interna, l’applicazione del GDPR non comporta l’abrogazione automatica della legge italiana che regola la medesima materia. Tuttavia tutte le disposizioni in contrasto con la nuova normativa europea dovranno essere disapplicate, in favore della nuova disciplina.

GDPR subito attuativo

«Il Regolamento, diversamente da una Direttiva che deve essere recepita, è subito attuativo. Tuttavia l’eventuale sanzionamento dell’inadempienza avverrà a partire dal maggio 2018. Da quella data gli organi di controllo (Garante Privacy, Guardia di Finanza, ecc.) potranno verificare l’applicazione da parte dell’organizzazione di ciò che prevede la normativa di protezione dei dati personali» spiega De Vincentiis. «Il GDPR lascia mano libera alle aziende circa la nomina del DPO. Che potrà essere sia una figura interna che un professionista. Prevista e obbligatoria in tre casi. Per la PA, gli ospedali e per tutte le organizzazioni che trattano quantità importanti di dati. Una soglia ancora non compiutamente definita ma per la quale non è azzardato ipotizzare una platea molto ampia di destinatari» ci spiega De Vincentiis.

Il Master ITER

Per far fronte alle richieste delle aziende, considerata anche la scadenza ormai piuttosto ravvicinata del Regolamento europeo, ITER propone un master, della durata di 40 ore spalmate lungo cinque giornate, in cui si affrontano in maniera esaustiva le tematiche relative al Data Protection Officer, un professionista con competenze giuridiche, informatiche, di risk management e di analisi dei processi. Il corso ha un taglio molto pratico e prevede esercitazioni, role play e case study. «Al termine del corso di formazione è previsto un test scritto da svolgersi l’ultimo giorno del master in aula. Il test finale, sostenibile in sede, è riconosciuto da FAC Certifica come parte del proprio processo di certificazione delle competenze della figura del Data Protection Officer. Il candidato può completare il suo percorso di formazione con la certificazione della figura professionale del DPO secondo lo schema proprietario SK33 proposto dall’Organismo di Certificazione FAC Certifica».

GDPR: videointervista a Giuliano Fasson e Katia Gatti

Giuliano Fasson, senior consultant ICT di Data3 – Katia Gatti, IT specialist-coordinator di Ome Metallurgica Erbese

L'articolo ITER prepara i nuovi Data Protection Officer proviene da Data Manager Online.

]]>
ITER e Open Factory, una partnership per diffondere l’innovazione tecnologica nelle imprese https://www.datamanager.it/news/iter-e-open-factory-una-partnership-diffondere-linnovazione-tecnologica-nelle-imprese-44425.htm Tue, 19 Feb 2013 07:30:01 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/02/iter-e-open-factory-una-partnership-per-diffondere-linnovazione-tecnologica-nelle-imprese/ La media partnership siglata tra ITER e Open Factory è volta a rafforzare e sostenere l’attività che le due aziende svolgono da tempo nel settore dell’ICT e dell’automazione industriale

L'articolo ITER e Open Factory, una partnership per diffondere l’innovazione tecnologica nelle imprese proviene da Data Manager Online.

]]>
La media partnership siglata tra ITER e Open Factory è volta a rafforzare e sostenere l’attività che le due aziende svolgono da tempo nel settore dell’ICT e dell’automazione industriale

ITER e Open Factory hanno molti punti in comune. Innanzitutto, la convinzione che l’innovazione sia un fattore cruciale per lo sviluppo della piccola e media impresa italiana. Per questo, da sempre le due società si impegnano per diffondere la cultura dell’innovazione presso un pubblico sempre più vasto. ITER attraverso l’organizzazione di mostre-convegno professionali, Open Factory tramite la rivista specializzata Tecn’è. Unire le differenti competenze è risultato naturale.

Una collaborazione a tutto campo

La partnership stipulata tra ITER e Open Factory prevede una stretta collaborazione al servizio dell’industria meccanica e dell’industria manifatturiera italiana per tutto il 2013. Le due realtà si impegnano a sostenere al massimo le varie iniziative attraverso i propri canali, dalla carta stampata alle mostre-convegno, passando per il web.

Le competenze di ITER

ITER si occupa da oltre vent’anni di trasferimento della conoscenza in ambito scientifico e manageriale. Inizia la sua storia nel 1990 con OMAT: la mostra convegno dedicata alla gestione delle informazioni digitali; un evento che si è sviluppato nel tempo diventando un punto di riferimento, anche tramite il portale www.omat360.it.

In seguito, ITER si è occupata di biotecnologie e nanotecnologie, argomenti assolutamente all’avanguardia nel campo scientifico: nel 2004 esordisce Bioforum e nel 2005 Nanoforum. Ultima arrivata è la manifestazione Makeforum, dedicata interamente al mondo della stampa in 3D.

Progetti editoriali web e su carta stampata

Open Factory è un marchio indipendente, una novità nel campo editoriale e si basa sulla professionalità consolidata dei suoi fondatori. La società editrice dedica molta cura ai processi editoriali, creando un continuum tra carta e web. Una fabbrica aperta alla sperimentazione, un laboratorio per creare nuove vie per diffondere il sapere scientifico-tecnologico.

Open Factory edita la rivista Tecn’è, tecnologie macchine sistemi per un mondo che cambia, un mensile rivolto al mondo manifatturiero e all’industria meccanica, comparti che sono strategici per l’Italia. La redazione punta a promuovere la qualità e le eccellenze presenti in questi settori e si fa forte del binomio tra web e carta, che contraddistingue Tecn’è ed è sicuramente il suo punto di forza. Il portale www.tecnelab.it, oltre che veste online di Tecn’è, è un luogo ricco di contenuti autonomi e spunti di riflessione sui temi dell’innovazione tecnologica.

Domenico Piazza, senior partner di ITER ha dichiarato: ”Siamo tutti convinti che 1 + 1 faccia qualcosa più di 2, in particolare se i due addendi sono società che si completano e sono formate da persone di lunga e positiva presenza sul mercato, orientate al futuro.”

L'articolo ITER e Open Factory, una partnership per diffondere l’innovazione tecnologica nelle imprese proviene da Data Manager Online.

]]>