Jim Heppelmann – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Mon, 08 Oct 2018 14:43:04 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png Jim Heppelmann – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 PTC incoronata ancora una volta leader di settore https://www.datamanager.it/2017/11/ptc-incoronata-ancora-volta-leader-settore/ Fri, 17 Nov 2017 15:05:27 +0000 http://www.datamanager.it/?p=135376 ThingWorx è “Best-in-Class” nel PAC INNOVATION RADAR Europe 2017 PTC è stata nominata miglior azienda nel settore delle piattaforme IoT per lo sviluppo rapido da CXP Group (BARC, le CXP, PAC). Lo studio PAC INNOVATION RADAR “IoT Platforms in Europe 2017” è il primo nel suo genere a valutare le piattaforme IoT suddividendole in quattro diversi […]

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ThingWorx è “Best-in-Class” nel PAC INNOVATION RADAR Europe 2017

PTC è stata nominata miglior azienda nel settore delle piattaforme IoT per lo sviluppo rapido da CXP Group (BARC, le CXP, PAC). Lo studio PAC INNOVATION RADAR “IoT Platforms in Europe 2017” è il primo nel suo genere a valutare le piattaforme IoT suddividendole in quattro diversi segmenti per applicazioni specifiche (le aziende vengono valutate sulla base di diversi criteri, classificati in due categorie principali: Competenza e Forza di mercato relativa). La valutazione fornisce una presentazione completa, dettagliata e imparziale dei punti di forza e di debolezza di 30 fornitori, così come sono percepiti in un confronto diretto con i propri concorrenti. In tutti e quattro i segmenti sono state solamente sei le aziende valutate “Best-In-Class”: PTC, Bosch Software Innovations, GE Digital, IBM, Microsoft e SAP.

PAC ha attribuito a PTC il punteggio più alto nella categoria Competenza, nella sezione “Best-in-Class”, definendo ThingWorx una piattaforma capace di permettere una creazione rapida e immediata di applicazioni IoT, concepite per una visualizzazione rapida e flessibile dei dati per gli utenti di settori diversi dall’IT. Grazie a ThingWorx Studio, ThingWorx mette a disposizione funzionalità di gestione dati e dispositivi, sviluppo delle applicazioni, analisi e authoring per la realtà aumentata senza utilizzo di codice. PAC ha inoltre dato merito a PTC per la sua solida leadership, le attività e lo sviluppo dell’IoT, le capacità di gestione dei dispositivi IoT, la user experience, gli ecosistemi e le partnership, la sua USP (Unique Selling Proposition), le referenze dei clienti, la percezione e la copertura del mercato.

“PTC è l’azienda leader del mercato nell’ambito delle piattaforme IoT per lo sviluppo rapido e immediato delle applicazioni”, ha dichiarato Arnold Vogt, Principal Consultant/Analyst IoT, PAC. “Si tratta di una posizione riconosciuta anche da altri fornitori di piattaforme IoT, in quanto molti di loro collaborano con PTC per l’utilizzo di questa funzionalità”.

“Siamo davvero felici del numero di riconoscimenti che PTC continua a ricevere a ulteriore conferma dei nostri punti di forza e della nostra posizione di leader del mercato”, ha affermato Jim Heppelmann, President & CEO PTC. “PTC continua a dedicarsi allo sviluppo di strumenti e soluzioni che permettono ai clienti di trarre profitto dall’Internet of Things. È davvero appagante essere uno dei catalizzatori e dei fornitori più fidati delle aziende che stanno trasformando in maniera radicale le proprie attività”.

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PTC, il PLM di nuova generazione è l’Internet of Things https://www.datamanager.it/2016/06/ptc-plm-nuova-generazione-linternet-of-things/ Mon, 13 Jun 2016 08:20:06 +0000 http://www.datamanager.it/?p=103275 La società che ha fatto fortuna nel PLM spinge l’acceleratore sull’IoT, con una serie di nuove soluzioni per cogliere tutte le promesse di questo nuovo paradigma, strizzando l’occhio anche alla realtà aumentata Arrivato all’edizione numero tre, l’evento LiveWorx, organizzato a giugno da PTC nella capitale del Massachusetts, è diventato più che adulto, con oltre 4.000 […]

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La società che ha fatto fortuna nel PLM spinge l’acceleratore sull’IoT, con una serie di nuove soluzioni per cogliere tutte le promesse di questo nuovo paradigma, strizzando l’occhio anche alla realtà aumentata

Arrivato all’edizione numero tre, l’evento LiveWorx, organizzato a giugno da PTC nella capitale del Massachusetts, è diventato più che adulto, con oltre 4.000 partecipanti da tutto il mondo. E ha ormai soppiantato il “classico” evento PTCuser, che era dedicato agli utenti dei sistemi CAD e PLM targati PTC e che si svolgeva ormai da 25 anni. Il perché è presto detto: “l’Internet of Things è il PLM di nuova generazione”, ha sintetizzato in apertura di evento Jim Heppelmann, presidente e CEO di PTC, lasciando trasparire una punta di orgoglio per i risultati che sta raccogliendo la svolta strategica della società, sempre più votata a coniugare lo sviluppo prodotti “classico” con le nuove frontiere dell’Internet degli oggetti. Iniziata poco più di tre anni fa con l’acquisizione di ThingWorx, società attiva nelle piattaforme IoT, la svolta di PTC è proseguita con numerose altre acquisizioni in questo ambito, tra cui quella cruciale di Vuforia, la piattaforma tecnologica per la realtà aumentata (quella che sempre più spesso viene indicata anche da noi come AR, augmented reality) di Qualcomm, entrata a far parte della scuderia PTC a fine 2015 e già perfettamente integrata, come si è visto a Boston, dove è stato presentata tra l’altro anche la soluzione Vuforia Studio Enterprise, un’app di tipo drag-and-drop che permette di sovrapporre immagini digitali su oggetti reali, rendendo agevole l’utilizzo della realtà aumentata in tutte le fasi di sviluppo prodotti.

Portafoglio completo

Non a caso, il portafoglio integrato dei prodotti PTC per l’IoT comprende oggi, oltre a Vuforia, anche Kepware, per la connettività industriale, e ThingWorx, per le app e soprattutto per l’analytics, che è il vero elemento chiave della rivoluzione dell’IoT. Il concetto è stato ancora una volta ribadito da Jim Heppelmann nel keynote di apertura: “un conto è connettere dispositivi e mettervi sensori che raccolgono dati, e un altro è comprendere quei dati e trarne insegnamenti grazie agli analytics. La crescente disponibilità di enormi quantità di dati determinata dall’IoT ci sta dando una nuova ricchezza, che arriva a noi in forma grezza, analogamente al petrolio greggio, che per essere utilizzato deve essere raffinato: in questo senso, se i dati sono il nuovo petrolio, gli analytics sono la nuova raffineria”.

Nuovo logo

Ma il dubbio, correttamente richiamato dal numero uno di PTC nel suo keynote, è anche quello che attorno alle promesse dell’IoT vi sia troppo “hype”, come spesso accade nel mondo delle tecnologie. Ma, citando Roy Amara, che ha coniato l’omonima legge secondo la quale si tende a sovrastimare l’effetto a breve termine delle nuove tecnologie e a sottovalutarne l’impatto di lungo periodo, Jim Heppelmann ha detto che “da qui a vent’anni, quando saremo immersi nel mondo speciale creato con l’IoT, se volgeremo lo sguardo indietro ci accorgeremo che gli sviluppi saranno stati simili a quelli dati dai PC, da Internet, dal mobile e dai social”. In questo senso, l’Internet of Things costituisce un forte “game changer” per lo sviluppo prodotto, dove numerosi elementi concorrono a ridefinire il settore: sensori, attuatori, robot, realtà aumentata, analytics, e anche cloud, per realizzare quella “digital enabled transformation”, che secondo PTC rappresenta il nuovo corso del ciclo di vita dello sviluppo prodotti. Perché oggi il prodotto è “sempre più in parte fisico, in parte digitale e in parte cloud”, ha sintetizzato Jim Heppelmann, spiegando che il cloud può essere di PTC stessa oppure di terze parti, come è stato poi puntualmente sottolineato dalla presenza di Amazon Web Services con cui è in vigore una partnership. L’ormai ineludibile connubio tra fisico e digitale ha trovato la sua sintesi perfetta nella nuova immagine corporate di PTC, presentato proprio nel corso dell’evento di Boston, contraddistinta da un nuovo logo dove le lettere “P” per “physical” e “D” per “digital” si intrecciano a rappresentare graficamente la nuova era dello sviluppo prodotti.

Grandi potenzialità

Infine, all’evento di Boston non sono mancati gli ospiti d’onore, tra cui Michael Porter della Harvard Business School, che insieme a Jim Heppelmann ha scritto a quattro mani due articoli pubblicati nel 2014 e nel 2015 sulla Harvard Business Review, per spiegare come l’IoT sta determinando notevoli aumenti di produttività grazie alle ottimizzazioni nella catena del valore, oltre a ridefinire i confini dei diversi settori industriali, e per sottolineare la necessità per le imprese di trasformare la propria organizzazione allo scopo di cogliere tutte le opportunità offerte dall’Internet of Things, acquisendo nuovi talenti e soprattutto investendo maggiormente nella formazione per avere competenze sempre nuove. E a chi gli chiedeva quanto gli oltre 30.000 clienti delle soluzioni “tradizionali” CAD, PLM e ALM targate PTC siano interessati all’IoT, Jim Heppelmann ha ribadito la sua fiducia, spiegando che “l’IoT è il PLM di nuova generazione, e se per ora abbiamo circa 700 clienti in questo ambito, si tratta di un business di nuova generazione che non mancherà di dare grosse soddisfazioni anche e soprattutto ai nostri clienti”.

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PTC annuncia i risultati del secondo trimestre dell’anno fiscale 2015 https://www.datamanager.it/2015/06/ptc-annuncia-i-risultati-del-secondo-trimestre-dellanno-fiscale-2015/ Fri, 05 Jun 2015 12:27:55 +0000 http://www.datamanager.it/?p=75877 Ricavi a quota 314,1 milioni di dollari e utile netto di 5,4 milioni di dollari. Per Heppelmann, President e CEO di PTC, si è trattato di un buon secondo trimestre, con ricavi dal software in crescita del 10% PTC annuncia i ricavi del secondo trimestre dell’anno fiscale 2015, attestatisi a quota 314,1 milioni di dollari. […]

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Ricavi a quota 314,1 milioni di dollari e utile netto di 5,4 milioni di dollari. Per Heppelmann, President e CEO di PTC, si è trattato di un buon secondo trimestre, con ricavi dal software in crescita del 10%

PTC annuncia i ricavi del secondo trimestre dell’anno fiscale 2015, attestatisi a quota 314,1 milioni di dollari. L’utile netto è stato di 5,4 milioni di dollari o 0,05 dollari per azione, contro, rispettivamente, i 328,7 milioni e 43,8 milioni o 0,36 per azione del secondo trimestre 2014.

I ricavi non GAAP hanno toccato quota 315,3 milioni di dollari e l’utile netto non GAAP è stato di 61,4 milioni di dollari o 0,53 dollari per azione. Nel secondo trimestre 2014 l’utile netto era stato di  57,7 milioni o 0,48 per azione.

James Heppelmann, President e CEO ha affermato: “PTC ha fatto registrare un buon secondo trimestre. Dopo un adeguamento dovuto a un mix crescente di ordini di soluzioni in abbonamento e alla svalutazione della moneta estera, le nostre analisi indicano che i ricavi da software sono aumentati del 10% e i risultati non GAAP di oltre il 20%. Sebbene la valuta estera e gli ordini di soluzioni in abbonamento continueranno a impattare i nostri risultati quest’anno, prevediamo di raggiungere, su base valutaria costante, una crescita non GAAP del 15%.

Heppelmann ha anche parlato di un’attenta gestione del portafoglio di PTC, che consentirà “di espandere il margine operativo, di continuare a investire nella crescita delle nostre iniziative nell’Internet delle Cose e di superare l’obiettivo di 200 nuovi clienti IoT previsto per quest’anno”. Secondo il CEO, il core business relativo alla vendita di licenze software continuerà ad essere sostenuto da buoni risultati nonostante il difficile contesto macroeconomico. “Molto significativo è poi il fatto che stiamo incrementando il valore e l’importanza delle nostre soluzioni cosiddette core grazie all’integrazione di nuove funzionalità IoT”, ha concluso Heppelmann, elencando altri dati rilevanti a commento del secondo trimestre 2015:

o   gli ordini di soluzioni in abbonamento hanno rappresentato il 14% dell’ordinato software totale, con un aumento del 4% rispetto a un anno fa;

o   sono stati acquisiti 62 nuovi clienti IoT;

o   sono stati siglati 13 importanti contratti, superiori a 1 milione di dollari, relativi a ordini di licenze perpetue e in abbonamento (L&SS), rispetto ai 17 del secondo trimestre dell’anno fiscale 2014. Tra questi, spicca un solo mega contratto da oltre 5 milioni di dollari, in calo rispetto ai tre registrati nel secondo trimestre 2014.

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PTC, l’Internet of Things è sempre più realtà https://www.datamanager.it/2015/05/ptc-linternet-of-things-e-sempre-piu-realta/ Tue, 12 May 2015 10:26:02 +0000 http://www.datamanager.it/?p=74604 Con investimenti nell’ordine dei 500 milioni di dollari nell’IoT, il colosso del PLM accelera la trasformazione verso le nuove remunerative frontiere degli “smart connected products”, per dare modo ai clienti di cogliere tutte le opportunità del fenomeno Boston – Il cambiamento era nell’aria già dall’edizione numero 25 della User conference mondiale di PTC, svoltasi a […]

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Con investimenti nell’ordine dei 500 milioni di dollari nell’IoT, il colosso del PLM accelera la trasformazione verso le nuove remunerative frontiere degli “smart connected products”, per dare modo ai clienti di cogliere tutte le opportunità del fenomeno

Boston – Il cambiamento era nell’aria già dall’edizione numero 25 della User conference mondiale di PTC, svoltasi a giugno 2014, all’interno della quale era contenuto anche LiveWorx, sorta di evento nell’evento e dedicato alle soluzioni ThinkWorx, la società attiva nelle piattaforme IoT e acquisita da PTC stessa un anno e mezzo fa. Non a caso quest’anno, ai primi di maggio, LiveWorx è stato organizzato in modalità “standalone”, sempre nel terreno “di casa” di Boston, a ulteriore dimostrazione di come l’Internet of Things sia destinato ad avere uno spazio sempre maggiore nelle strategie della società. In effetti, nella tre giorni di Boston, gli oltre 2.300 partecipanti hanno potuto toccare con mano il nuovo corso di PTC, con annunci e dimostrazioni che hanno fatto di LiveWorx il maggiore evento dedicato all’Internet of Things, come ha tenuto a sottolineare la società.

Mezzo miliardo di dollari

Su tutto, ha spiccato quanto sostenuto da Jim Heppelmann, presidente e CEO di PTC, che ha ricordato come “nell’ultimo anno e mezzo, abbiamo investito finora mezzo miliardo di dollari nell’ambito IoT, a cominciare dall’acquisizione di ThingWorx e di Axeda, per arrivare a quella di oggi, del valore di 105 milioni di dollari, di ColdLight, attiva nel machine learning e nell’analisi predittiva, che ci permette di rafforzare ulteriormente la nostra piattaforma”. Ma non solo: rispondendo a una specifica domanda, il numero uno di PTC ha dichiarato che “abbiamo una vision molto chiara in ambito IoT e probabilmente faremo altre acquisizioni in questo ambito, anche se le nostre tecnologie in sono già molto complete e soprattutto possiamo già vantare il team di forza vendita dedicato maggiore al mondo. In ogni caso, il nostro impegno nell’IoT non va a scapito del nostro core business storico del Product Lifecycle Management e del Service Lifecycle Management: anzi, tutti i nostri clienti beneficeranno delle nuove iniziative”.

Jim Heppelmann, Presidente e CEO di PTC
Jim Heppelmann, Presidente e CEO di PTC

L’ora della convergenza

Come operino concretamente questi benefici comincia ad apparire chiaro se si guarda agli annunci di prodotto visti a Boston: oltre che sulla versione 6 della piattaforma ThingWorx, ricca di numerose novità sempre più utili nell’ottica dello sviluppo di soluzioni Internet of Things, l’interesse si è concentrato su ThingWorx Converge, una soluzione che amplia le capacità di sviluppo di applicazioni connettendo in unico database tutti i dati di prodotto provenienti da diverse piattaforme. Disponibile da giugno 2015, ThingWorx Converge rappresenta, nelle parole di Mike Campbell, executive vice president di PTC, “un’estensione della nostra piattaforma IoT, per rendere sempre più agevole realizzare gli ‘smart connected products’ di oggi, grazie all’integrazione con altri prodotti e applicazioni PTC, oltre che a un modello di dati comune”. Sempre nel solco della convergenza, durante l’evento di Boston si è avuta una dimostrazione di come si possano rendere concreti i dati sui prodotti raccolti con l’Internet of Things, grazie a un digital twin, cioè un “gemello digitale”, che permette per esempio di contestualizzare i dati in modelli concreti anche di tipo 3D, unendo le capacità di sviluppo prodotto tipiche della soluzione Creo di PTC con la piattaforma ThingWorx.

Mike Campbell, executive vice president di PTC

Gli analytics di ColdLight

Per sviluppare ulteriormente questi concetti, le tecnologie chiave sono quelle di analytics, che entrano in casa PTC grazie all’acquisizione di ColdLight: l’idea alla base delle soluzioni di machine learning e di analisi predittiva è che non si ha alcun vantaggio reale se l’enorme quantità di dati, generati dai milioni di sensori ormai presenti ovunque, si aggiunge al sovraccarico di informazioni invece di dare luogo a nuovi tipi di insight utili. Ecco quindi che ColdLight aggiunge la capacità di fare previsioni, contribuendo a prevenire guasti di prodotto o possibili downtime, giungendo quindi a realizzare la promessa degli “smart connectd products”, che è quella di prodotti che fin dall’inizio dispongano di sensori, in modo da essere smart and connected, cioè intelligenti e connessi, ma che soprattutto, grazie a questa connessione che fornisce anche l’intelligenza, possano permettere di conoscere in tempo reale e da remoto come un prodotto sta funzionando e se è guasto o si sta guastando.

Nuove competenze

All’evento di Boston non sono mancati gli ospiti d’onore, come Charlie Baker, Governatore del Massachusetts (stato in cui ha sede PTC), che ha rivendicato il ruolo centrale dell’innovazione e delle tecnologie analytics, e Steve “the Woz” Wozniac, fondatore di Apple insieme all’indimenticato Steve Jobs, che ha consegnato i premi ai partecipanti al primo Hackathon IoT della Boston University, che si sono cimentati nel dare vita a soluzioni IoT innovative e a costruire app destinate alle Smart City.

Infine, di particolare rilievo anche la presenza di Michael Porter della Harvard Business School, che insieme a Jim Heppelmann ha anticipato alcuni contenuti dell’articolo scritto a quattro mani che verrà pubblicato a settembre 2015 sulla Harvard Business Review, e che fa seguito quello apparso nel novembre 2014, sempre a cura di entrambi gli autori. Se nel primo articolo si anticipava tra l’altro di come l’IoT stia determinando una nuova ondata di aumenti di produttività grazie alle ottimizzazioni nella catena del valore, oltre che di come il fenomeno stia ridefinendo i confini dei diversi settori industriali, il nuovo saggio si concentrerà sulle implicazioni interne in azienda determinate dall’IoT, cioè di come le imprese cambieranno e soprattutto di come dovranno trasformare la propria organizzazione per cogliere tutte le opportunità offerte dall’Internet of Things, con nuovi talenti e soprattutto maggiori investimenti nella formazione e nell’acquisizione di nuove competenze.

 

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PTC acquisisce ThingWorx, il PLM nel segno dell’IOT https://www.datamanager.it/rivista/ptc-acquisisce-thingworx-il-plm-nel-segno-delliot-53684.html Mon, 17 Feb 2014 09:16:11 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2014/02/ptc-acquisisce-thingworx-il-plm-nel-segno-delliot/ Colpo grosso del colosso dello sviluppo prodotto, che fa il suo ingresso nell’arena dell’Internet delle cose. «La nostra mission è quella di trasformare il modo in cui le aziende creano e supportano i prodotti»   L’annuncio ufficiale è stato dato proprio alla vigilia dell’ultimo dell’anno 2013, forse per evitare indesiderate fughe di notizie. Ma la data […]

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Colpo grosso del colosso dello sviluppo prodotto, che fa il suo ingresso nell’arena dell’Internet delle cose. «La nostra mission è quella di trasformare il modo in cui le aziende creano e supportano i prodotti»

 

Jim Heppelmann presidente e CEO di PTCL’annuncio ufficiale è stato dato proprio alla vigilia dell’ultimo dell’anno 2013, forse per evitare indesiderate fughe di notizie. Ma la data della stipula dell’accordo per l’acquisizione di ThingWorx (www.thingworx.com), azienda attiva nelle soluzioni per l’Internet of Things, da parte di PTC (www.ptc.com) ha esclusivamente ragioni fiscali, come spiega Jim Heppelmann, presidente e Ceo della società, in una conversazione di fine gennaio con Data Manager, in esclusiva per la stampa italiana. Che si tratti di un accordo rilevante è fuori di dubbio, visto che per 112 milioni di dollari il colosso dello sviluppo prodotto fa il suo ingresso dalla porta principale nell’arena dell’Internet of Things, un mercato che si dimostra sempre più promettente. Non a caso, una ricerca dello scorso maggio, targata McKinsey Global Institute, rivela che da qui al 2025, cioè in poco più di dieci anni, il potenziale impatto economico annuale dell’Internet of Things dovrebbe aggirarsi tra i 2,7 e i 6,2 trilioni di dollari. Non solo: per quella data, dall’80 al 100% delle aziende manifatturiere potrebbe aver già adottato applicazioni IoT, con un impatto economico potenziale dai 900 ai 2.300 miliardi di dollari, in gran parte derivante da incrementi di produttività. Per tornare al presente, ThingWorx, oltre a essere entrata a far parte di PTC, arricchendone la gamma prodotti, continuerà a fornire soluzioni basate sulla propria piattaforma di sviluppo ed esecuzione di applicazioni con tecnologia Internet of Things ai propri clienti operanti nei più disparati settori, come telecomunicazioni, utility, dispositivi medicali, agricoltura e trasporti.

Oltre il Service Lifecycle Management

«La nostra mission è quella di trasformare il modo in cui le aziende creano e supportano i prodotti» – sottolinea Heppelmann. «Aggiungendo la validissima piattaforma di ThingWorx alla nostra gamma di soluzioni, siamo oggi in grado di far evolvere ulteriormente la nostra strategia di business che punta a  sostenere i nostri clienti nella ricerca di vantaggio competitivo nella creazione e nel supporto di prodotti intelligenti e connessi, oltre che ad aiutarli al meglio nel cogliere tutte le opportunità di mercato rappresentate dall’IoT». In questo senso, l’acquisizione di ThingWorx si inserisce nel percorso ideale intrapreso da PTC negli ultimi anni, e volto a trarre nuovo valore nel ciclo di vita dello sviluppo prodotto grazie agli investimenti nei servizi di assistenza, cioè nel Service Lifecycle Management (SLM), che andava a completare le soluzioni PTC per le aree tradizionali di attività: gestione del ciclo di vita del prodotto (PLM), progettazione assistita da computer (CAD) e gestione del ciclo di vita delle applicazioni (ALM).

Oggi, la piattaforma ThingWorx permette a PTC di portare il ciclo di vita del servizio di assistenza a un livello superiore: «Grazie all’Internet of Things saremo sempre più in grado di fornire servizi proattivi – spiega Heppelmann – passando da una fase in cui i malfunzionamenti venivano aggiustati, a una in cui i problemi vengono evitati. E se non si riesce a evitarli, disponendo di sensori si è in grado di sapere esattamente quale è stata l’origine del problema o del malfunzionamento, in modo da intervenire tempestivamente». Con le nuove applicazioni dell’IoT, i clienti di PTC potranno, infatti, realizzare prodotti sempre più intelligenti e in grado di generare nuove espressioni di valore, grazie alla possibilità di acquisire flussi di dati operativi in tempo reale, analizzarli e condividerli per aumentare la visibilità sulle prestazioni, sull’utilizzo e sull’affidabilità dei prodotti. In conclusione, la piattaforma ThingWorx permetterà a PTC di accelerare la creazione di applicazioni IoT a elevato valore aggiunto e in questo modo consentirà di potenziare le strategie di assistenza delle aziende manifatturiere, compiendo un ulteriore passo significativo nella direzione della “servitization”, la nuova rivoluzione dei servizi che molte imprese di questo comparto industriale iniziano ad adottare, come si è visto all’edizione 2013 della user conference di PTC.

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PTC, anche per il PLM è l’ora dell’Internet of Things https://www.datamanager.it/news/ptc-anche-il-plm-l-ora-dell-internet-things-53454.html Thu, 06 Feb 2014 11:49:01 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2014/02/ptc-anche-per-il-plm-e-lora-dellinternet-of-things/ Jim Heppelmann, numero uno del colosso dello sviluppo prodotto: «Con l’acquisizione di ThingWorx, crescono le opportunità per i nostri clienti di sviluppare prodotti sempre più intelligenti e connessi»

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Jim Heppelmann, numero uno del colosso dello sviluppo prodotto: «Con l’acquisizione di ThingWorx, crescono le opportunità per i nostri clienti di sviluppare prodotti sempre più intelligenti e connessi»

L’annuncio ufficiale è stato dato proprio alla vigilia dell’ultimo dell’anno 2013, forse per evitare indesiderate fughe di notizie. Ma la data della stipula dell’accordo per l’acquisizione di ThingWorx, azienda attiva nelle soluzioni per l’Internet of Things, da parte di PTC ha esclusivamente ragioni fiscali, come spiega Jim Heppelmann, presidente e CEO della società, in una conversazione di fine gennaio con Data Manager, in esclusiva per la stampa italiana. Che si tratti di un accordo rilevante è fuori di dubbio, visto che per 112 milioni di dollari il colosso dello sviluppo prodotto fa il suo ingresso dalla porta principale nell’arena dell’Internet of Things, un mercato che si dimostra sempre più promettente.

Non a caso, una ricerca dello scorso maggio, targata McKinsey Global Institute, rivela che da qui al 2025, cioè in poco più di dieci anni, il potenziale impatto economico annuale dell’Internet of Things dovrebbe aggirarsi tra i 2,7 ai 6,2 trilioni di dollari. Non solo: per quella data, dall’80 al 100% delle aziende manifatturiere potrebbe aver già adottato applicazioni IoT, con un impatto economico potenziale dai 900 ai 2.300 miliardi di dollari, in gran parte derivante da incrementi di produttività. Per tornare al presente, ThingWorx, oltre a essere entrata a far parte di PTC, arricchendone la gamma prodotti, continuerà a fornire soluzioni basate sulla propria piattaforma di sviluppo ed esecuzione di applicazioni con tecnologia Internet of Things ai propri clienti operanti nei più disparati settori, come telecomunicazioni, utility, dispositivi medicali, agricoltura e trasporti.

OLTRE IL SERVICE LIFECYCLE MANAGEMENT

«La nostra mission è quella di trasformare il modo in cui le aziende creano e supportano i prodotti» – sottolinea Heppelmann. «Aggiungendo la validissima piattaforma di ThingWorx alla nostra gamma di soluzioni, siamo oggi in grado di far evolvere ulteriormente la nostra strategia di business che punta a sostenere i nostri clienti nella ricerca di vantaggio competitivo nella creazione e nel supporto di prodotti intelligenti e connessi, oltre che ad aiutarli al meglio nel cogliere tutte le opportunità di mercato rappresentate dall’IoT». In questo senso, l’acquisizione di ThingWorx si inserisce nel percorso ideale intrapreso da PTC negli ultimi anni, e volto a trarre nuovo valore nel ciclo di vita dello sviluppo prodotto grazie agli investimenti nei servizi di assistenza, cioè nel Service Lifecycle Management (SLM), che andava a completare le soluzioni PTC per le aree tradizionali di attività: gestione del ciclo di vita del prodotto (PLM), progettazione assistita da computer (CAD) e gestione del ciclo di vita delle applicazioni (ALM).

Oggi, la piattaforma ThingWorx permette a PTC di portare il ciclo di vita del servizio di assistenza a un livello superiore: «Grazie all’Internet of Things saremo sempre più in grado di fornire servizi proattivi – spiega Heppelmann – passando da una fase in cui i malfunzionamenti venivano aggiustati, a una in cui i problemi vengono evitati. E se non si riesce a evitarli, disponendo di sensori si è in grado di sapere esattamente quale è stata l’origine del problema o del malfunzionamento, in modo da intervenire tempestivamente». Con le nuove applicazioni dell’IoT, i clienti di PTC potranno, infatti, realizzare prodotti sempre più intelligenti e in grado di generare nuove espressioni di valore, grazie alla possibilità di acquisire flussi di dati operativi in tempo reale, analizzarli e condividerli per aumentare la visibilità sulle prestazioni, sull’utilizzo e sull’affidabilità dei prodotti. In conclusione, la piattaforma ThingWorx permetterà a PTC di accelerare la creazione di applicazioni IoT a elevato valore aggiunto e in questo modo consentirà di potenziare le strategie di assistenza delle aziende manifatturiere, compiendo un ulteriore passo significativo nella direzione della “servitization”, la nuova rivoluzione dei servizi che molte imprese di questo comparto industriale iniziano ad adottare, come si è visto all’edizione 2013 della user conference di PTC.

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PTC, digitalizzare lo sviluppo dei prodotti https://www.datamanager.it/rivista/ptc-digitalizzare-lo-sviluppo-dei-prodotti-48806.html Fri, 19 Jul 2013 13:44:49 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/07/ptc-digitalizzare-lo-sviluppo-dei-prodotti/ La “digitization” trasforma ancora una volta il mondo del PLM, che è destinato a crescere anche nell’area dei servizi e nella virtualizzazione: queste le principali novità dal meeting annuale degli utenti del colosso dello sviluppo prodotto, svoltosi quest’anno in California     Anaheim, California – Oltre duemila persone hanno partecipato all’edizione 2013 di PTC Live, […]

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Thomas Sears - PTCLa “digitization” trasforma ancora una volta il mondo del PLM, che è destinato a crescere anche nell’area dei servizi e nella virtualizzazione: queste le principali novità dal meeting annuale degli utenti del colosso dello sviluppo prodotto, svoltosi quest’anno in California

 

 

Anaheim, California – Oltre duemila persone hanno partecipato all’edizione 2013 di PTC Live, la user conference mondiale del colosso dello sviluppo prodotti (www.ptc.com), svoltasi a giugno nel cuore della Orange County, e inaugurata come ormai consuetudine dal keynote di Jim Heppelmann, presidente e CEO della società. Richiamandosi al tema conduttore dell’anno scorso, in cui aveva sostenuto la necessità di trarre nuovo valore nel ciclo di vita dello sviluppo prodotto grazie agli investimenti nei servizi di assistenza, cioè nel service lifecycle management (SLM), Heppelmann ha posto l’accento sulla crescente digitalizzazione (“digitization”) di tutte le fasi relative alla creazione e alla realizzazione dei prodotti. L’idea di fondo è di ridefinire il valore dei prodotti alla luce della digitalizzazione della produzione, che passa per una sostituzione delle informazioni di tipo analogico sui prodotti e sul servizio con accurate rappresentazioni virtuali, come quelle proposte da PTC per le diverse aree di attività: gestione del ciclo di vita del prodotto (PLM), progettazione assistita da computer (CAD), gestione del ciclo di vita delle applicazioni (ALM) e infine gestione del ciclo di vita del servizio di assistenza (SLM).

SLM in primo piano

L’importanza di quest’ultimo aspetto è stata ribadita, nel corso di un colloquio con Data Manager, da Thomas Sears, technical vice president product management di PTC, che ha ripercorso quanto finora fatto nell’ultimo anno, che ha visto una decisa accelerazione sull’offerta relativa al service lifecycle management. «Circa nel 2009, abbiamo intravisto la possibilità di trarre valore dalla gestione del ciclo di vita del servizio di assistenza, e abbiamo iniziato a investire in questo ambito. Una tappa importante è stata l’acquisizione di Servigistics, che è stata completamente integrata in PTC. Oggi, come PTC possiamo vantare il portfolio più completo del mercato, composto da nove differenti soluzioni, alcune sviluppate internamente e altre provenienti da Servigistics, che ci permettono di coprire tutte le aree del SLM, come per esempio le informazioni tecniche, la gestione della conoscenza dei servizi, la gestione delle parti di servizio, la gestione di garanzie e contratti, la gestione dei servizi sul campo e la logistica dei servizi». L’idea alla base della nuova rivoluzione dei servizi, spesso echeggiata durante l’evento di Anaheim nell’espressione “servitization”, sta cominciando a essere condivisa da molte aziende manifatturiere, che – secondo quanto ci ha confermato Sears – «ormai ritengono che il servizio sia una delle componenti importanti del loro business, in grado di contribuire a differenziarle sul mercato». Ma non solo. «Governare la fase del servizio – ha detto Sears – può aiutare le aziende manifatturiere ad avere una relazione più stretta con i propri clienti. Forse è anche per questo che il nostro business, in questa area, sta crescendo a ritmi superiori rispetto ad altri segmenti e questo successo ci sta anche facendo conquistare molti nuovi clienti, visto che il 40% circa del totale degli utenti SLM non aveva finora mai utilizzato soluzioni PTC».

Non a caso, durante PTC Live 2013, per sottolineare il carattere strategico assunto dal service lifecycle management, si è svolta la prima edizione di “PTC Live Service Exchange”, quasi un evento nell’evento, dedicato specificamente al tema del SLM, cui hanno preso parte circa 200 persone, per approfondire la nuova frontiera della gestione dello sviluppo dei prodotti, ben riassunta nella tagline di PTC: “product and service advantage”. Tra le testimonianze relative all’area SLM, hanno spiccato in particolare quelle di colossi industriali come Electrolux, Philips Healthcare e Renault, che ha recentemente adottato la soluzione targata PTC per tutto l’ambito dei servizi di assistenza post-vendita.

L’ora della virtualizzazione

Tornando all’evento principale, non sono mancate le testimonianze di aziende che stanno traendo vantaggi dalle soluzioni PTC, come Airbus, GE Appliance, John Deere e Triumph. Ma il palcoscenico del Convention Center di Anaheim ha visto anche l’annuncio della versione virtualizzata di Creo 2.0, grazie a una partnership con IBM, Citrix e Nvidia. A partire dalla fine di giugno 2013, cinque delle principali applicazioni di progettazione e analisi di Creo, cioè Parametric, Direct, Layout, Options Modeler e Simulate, sono state verificate come Citrix Ready e sono supportate da PTC nella loro esecuzione su desktop virtualizzati su server IBM, attraverso un’integrazione con tecnologia Citrix e Nvidia. Rivolto in particolare ai clienti che lavorano con grandi architetture ospitate da server remoti, il supporto di PTC sulle configurazioni desktop virtuali offre prestazioni più elevate, protezione IP dei dati di progettazione e semplificazione della gestione e dell’implementazione di Creo. Questo supporto offrirà ai clienti una maggiore libertà di lavoro su una gamma ancora più ampia di sistemi operativi, anche in modalità mobile. Il supporto dei desktop virtuali consente di utilizzare qualsiasi dispositivo Windows, Mac OS X o altre piattaforme quali iOS, Android e Windows Mobile. Perché l’onda del “mobile” è sempre più pervasiva e riguarda ormai tutti gli aspetti dell’IT.

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PTC, digitalizzare e virtualizzare https://www.datamanager.it/news/ptc-digitalizzare-e-virtualizzare-47859.html Wed, 12 Jun 2013 08:51:10 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/06/ptc-digitalizzare-e-virtualizzare/ La “digitization” trasforma ancora una volta il mondo del PLM, che è destinato a crescere anche in virtualizzazione: queste le novità alla user conference di PTC in corso in California

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La “digitization” trasforma ancora una volta il mondo del PLM, che è destinato a crescere anche in virtualizzazione: queste le novità alla user conference di PTC in corso in California.

Sono più di 2.000 le persone convenute a Anaheim in California, nel cuore della Orange County, per l’edizione 2013 di PTC Live, la user conference mondiale del colosso dello sviluppo prodotti, inaugurata dal keynote di Jim Heppelmann, presidente e CEO della società. Richiamandosi al tema conduttore della scorsa edizione dell’evento, dove aveva sostenuto la necessità di trarre nuovo valore nel ciclo di vita dello sviluppo prodotto grazie agli investimenti nei servizi di assistenza, cioè nel Service Lifecycle Management (SLM), Heppelmann ha posto l’accento sulla crescente digitalizzazione, “digitization”, nella creazione dei prodotti. L’idea di fondo è quella di ridefinire il valore dei prodotti alla luce della digitalizzazione della produzione, che passa per una sostituzione delle informazioni di tipo analogico sui prodotti e sul servizio con accurate rappresentazioni virtuali, sempre più alla portata di mano grazie alla disponibilità di sofisticate soluzioni come quelle proposte da PTC per le diverse aree di attività: gestione del ciclo di vita del prodotto (PLM), progettazione assistita da computer (CAD), gestione del ciclo di vita delle applicazioni (ALM) e infine gestione del ciclo di vita del servizio di assistenza (SLM).

SLM in primo piano

L’importanza di quest’ultimo aspetto è stata testimoniata anche dalla prima edizione di “PTC Live Service Exchange”, quasi un evento nell’evento, dedicato specificamente al tema del SLM, cui hanno preso parte circa 200 persone, proprio per approfondire la nuova frontiera della gestione dello sviluppo dei prodotti, e che è ben riassunta nella tagline di PTC stessa: “product and service advantage”. Tra le testimonianze all’evento riservato all’area SLM, hanno spiccato in particolare quelle di colossi industriali come Electrolux, Philips Healthcare e Renault, che ha recentemente adottato la soluzione targata PTC per tutto l’ambito dei servizi di assistenza post-vendita.

L’ora della virtualizzazione

Tornando all’evento principale, non sono mancate le testimonianze di aziende che stanno traendo vantaggi dalle soluzioni PTC, come Airbus, GE Appliance, John Deere e Triumph. Ma il palcoscenico del Convention Center di Anaheim ha visto l’annuncio della versione virtualizzata di Creo 2.0, grazie a una partnership con IBM, Citrix e Nvidia. Disponibile dalla fine di questo mese di giugno 2013, cinque delle principali applicazioni di progettazione e analisi di Creo, cioè Parametric, Direct, Layout, Options Modeler e Simulate, sono state verificate come Citrix Ready e saranno supportate da PTC nella loro esecuzione su desktop virtualizzati su server IBM, attraverso un’integrazione con tecnologia Citrix e Nvidia. Rivolto in particolare ai clienti che lavorano con grandi architetture ospitate da server remoti, il supporto di PTC sulle configurazioni desktop virtuali offre prestazioni più elevate, protezione IP dei dati di progettazione e semplificazione della gestione e dell’implementazione di Creo. Questo supporto offrirà inoltre ai clienti una maggiore libertà di lavoro su una gamma ancora più ampia di sistemi operativi, anche in modalità mobile. Il supporto dei desktop virtuali consente infatti di utilizzare qualsiasi dispositivo Windows, Mac OS X o altre piattaforme quali iOS, Android e Windows Mobile.

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