LinkedIn – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Fri, 29 Nov 2024 14:25:46 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png LinkedIn – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 LinkedIn punta sulla tab video: contenuti selezionati per approfondimenti di qualità https://www.datamanager.it/2024/11/linkedin-punta-sulla-tab-video-contenuti-selezionati-per-approfondimenti-di-qualita/ Fri, 29 Nov 2024 14:25:46 +0000 https://www.datamanager.it/?p=241611 La nuova “tab” propone contenuti video di qualità, suggeriti in base alla loro capacità di generare valore e conoscenza per i membri LinkedIn – il più grande network professionale al mondo con oltre un miliardo di utenti – è sempre alla ricerca di nuove risorse da offrire ai propri utenti per stare al passo con […]

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La nuova “tab” propone contenuti video di qualità, suggeriti in base alla loro capacità di generare valore e conoscenza per i membri

LinkedIn – il più grande network professionale al mondo con oltre un miliardo di utenti – è sempre alla ricerca di nuove risorse da offrire ai propri utenti per stare al passo con la trasformazione del mondo del lavoro. Tra queste, la nuova tab video, disponibile anche in Italia: un’esperienza video intuitiva e coinvolgente, che consente agli utenti di accedere a contenuti d’approfondimento di qualità, trarre ispirazione dalle esperienze di altri professionisti e rimanere aggiornati sulle ultime notizie. L’introduzione di questa funzionalità arriva in un momento nel quale i video si confermano il formato in più rapida crescita su LinkedIn, con un incremento dei caricamenti del 34% a livello globale rispetto all’anno precedente.

L’esperienza video di LinkedIn agevola il modo di consultare contenuti dinamici e di interagirvi sulla piattaforma. L’obiettivo è da un lato quello di continuare ad ampliare le possibilità per i professionisti di apprendere nuove conoscenze, competenze e tenersi informati sulle ultime notizie attraverso il formato che preferiscono; dall’altro di offrire ai membri della piattaforma ulteriori strumenti per dare spazio alla propria voce, esprimere le proprie opinioni e condividere esperienze significative con altri utenti.

Considerata la crescita dei video su LinkedIn, l’introduzione della tab video integrata nella barra di navigazione dell’app LinkedIn e del video carousel (“Video per Te”) sono state evoluzioni naturali: i video su LinkedIn stanno infatti generando fino a 1,4 volte più coinvolgimento rispetto ad altri formati. In questo senso, la tab va incontro alla necessità di avere un luogo centrale in cui i professionisti possano visualizzare e interagire con questi contenuti, ed a chi li realizza di presentarli in una modalità accessibile in grado di raggiungere un ampio pubblico, espandendo la propria rete e creando connessioni preziose e autentiche.

Tra i contenuti dei video su LinkedIn ritroviamo approfondimenti su trend e attualità nel mondo del lavoro, consigli per la crescita professionale, cultura aziendale, aneddoti personali e uno sguardo dietro le quinte della vita professionale, fino a contenuti più leggeri, creativi o umoristici.

Inoltre, grazie all’integrazione con l’intelligenza artificiale, la piattaforma è in grado di personalizzare l’esperienza sul feed, proponendo contenuti mirati e rilevanti in base agli interessi, alle preferenze e alle necessità professionali di ciascun utente.

“LinkedIn è diventato il luogo dove professionisti, CEO e aziende condividono conoscenze e informazioni utili a navigare un mondo del lavoro in continua evoluzione. L’introduzione della nuova funzionalità video, disponibile ora anche in Italia, allarga le possibilità per farlo, offrendo uno spazio dedicato per i contenuti in un formato che sta registrando una crescita costante. Ciò si coniuga al lavoro che, ormai da qualche anno, la redazione di LinkedIn Notizie – composta da un team globale di oltre 255 giornalisti nel mondo, di cui 5  in Italia – porta avanti con la cura e valorizzazione di notizie, analisi e approfondimenti prodotti sulla piattaforma” afferma Michele Pierri, Senior Managing Editor di LinkedIn Notizie Italia.

Come approcciare i video su LinkedIn?

  • Cattura l’attenzione: Tra i video più efficaci ci sono quelli che riescono a catturare subito l’attenzione con una frase d’apertura incisiva, riducendo al minimo branding e distrazioni visive per mantenere il focus sul messaggio.
  • Lascia un messaggio di valore: È importante che il contenuto trasmetta conoscenza e valore per chi lo guarda o ascolta. Questo significa creare contenuti che non siano solo accattivanti, ma che rispondano a domande, suscitino riflessioni o stimolino nuove idee.
  • Rendilo coinvolgente e accessibile: Elementi come il formato verticale, la breve durata – fino a un massimo di 120 secondi – e i sottotitoli contribuiscono a trasmettere il messaggio in modo efficace e a migliorare il coinvolgimento e l’accessibilità del contenuto, rendendolo fruibile anche senza audio.

 

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Il 10% dei professionisti assunti quest’anno ha job title che nel 2000 non esistevano https://www.datamanager.it/2024/10/il-10-dei-professionisti-assunti-questanno-ha-job-title-che-nel-2000-non-esistevano/ Wed, 30 Oct 2024 08:38:20 +0000 https://www.datamanager.it/?p=240636 E’ quanto emerge dal Work Change Snapshot di LinkedIn Secondo i nuovi dati di LinkedIn, il più grande network professionale al mondo, il 10% dei professionisti assunti nel 2024 ha posizioni lavorative che non esistevano nel 2000. Queste includono ruoli come data scientist, sustainability manager e AI engineer. Che si tratti del passaggio al lavoro ibrido e a […]

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E’ quanto emerge dal Work Change Snapshot di LinkedIn

Secondo i nuovi dati di LinkedIn, il più grande network professionale al mondo, il 10% dei professionisti assunti nel 2024 ha posizioni lavorative che non esistevano nel 2000. Queste includono ruoli come data scientist, sustainability manager e AI engineer.

Che si tratti del passaggio al lavoro ibrido e a quello da remoto, dell’emergere di nuove tecnologie o della maggiore attenzione alla sostenibilità, il Work Change Snapshot di LinkedIn rivela quanto siano diversi gli ambienti di lavoro moderni rispetto a pochi anni fa. E la velocità di trasformazione è destinata ad aumentare: in uno studio condotto su oltre 5.000 leader aziendali nel mondo – oltre 100 in Italia –  LinkedIn ha rilevato che, nel nostro paese, il 78% dei leader concorda sul fatto che il ritmo del cambiamento sul lavoro sta accelerando. I dati di LinkedIn mostrano inoltre che le competenze necessarie per i lavori dovrebbero cambiare del 70% entro il 2030 (dal 2016), accelerate dai rapidi sviluppi in aree come l’AI.

I business leader italiani riconoscono il potenziale di trasformazione dell’AI generativa: l’83% ha segnalato almeno un modo in cui la tecnologia potrebbe essere utile ai loro team. Ciononostante, solo il 10% dei leader afferma che le proprie aziende sono all’avanguardia nell’adozione dell’AI, rivelando un’opportunità significativa per quelle che sono pronte ad agire.

Mentre le aziende competono per tenere il passo in un mondo in rapida evoluzione, i professionisti delle risorse umane  sono chiamati a gestire tali cambiamenti: a livello globale, più della metà (55%) di loro  sostiene che le aspettative nei propri confronti sul lavoro sono più alte che mai.

Tuttavia, gli sforzi per tenere il passo con la rapida evoluzione del mercato del lavoro stanno comportando un notevole dispendio di tempo per i professionisti delle risorse umane a livello globale. Più di due quinti (42%) si sentono sopraffatti dal numero di decisioni che devono prendere ogni giorno e un quinto (21%) afferma di trascorrere fino a un quarto della propria settimana lavorativa alla ricerca delle informazioni e degli approfondimenti necessari.

“Le aziende sono chiamate a gestire cambiamenti epocali nel modo in cui viene svolto il lavoro”, afferma Marcello Albergoni, Country Manager di LinkedIn Italia. “Sebbene l’intelligenza artificiale abbia un enorme potenziale per migliorare il lavoro quotidiano, la maggior parte delle aziende sta ancora cercando di capire come sfruttare al meglio questo potenziale. Non sorprende che i leader si affidino ai team HR per ricevere aiuto nel gestire questi cambiamenti e sfruttare al meglio le opportunità che si presentano, ma questi professionisti sono spesso oberati di lavoro. Per fornire le informazioni e il supporto di cui hanno bisogno le loro aziende, devono essere dotati degli strumenti e delle risorse adeguati”.

LinkedIn annuncia nuovi strumenti basati sull’AI

L’anno scorso LinkedIn ha iniziato a ripensare il modo in cui si assumono le persone con Recruiter 2024, la sua prima esperienza di recruiting assistita dall’intelligenza artificiale. Nel corso dell’ultimo anno, abbiamo visto come questo strumento stia aiutando i responsabili delle assunzioni a raggiungere l’obiettivo di trovare più velocemente candidati qualificati.

I recruiter che utilizzano messaggi assistiti dall’AI registrano un tasso di accettazione del 44% più alto e ottengono risposte dai candidati con una rapidità superiore dell’11%, rispetto a chi non fa uso di queste tecnologie. In Italia, i messaggi InMail assistiti dall’AI in italiano hanno registrato un tasso di accettazione superiore del 40% rispetto ai messaggi non assistiti dall’AI.

Quest’oggi LinkedIn ha annunciato il lancio di:

  • Hiring Assistant – Il primo “agente” AI di LinkedIn, Hiring Assistant, è stato progettato per gestire le attività più ripetitive dei recruiter, consentendo loro di concentrarsi su compiti a maggiore impatto, come consigliare i manager sulle assunzioni, connettersi con i candidati e creare esperienze di candidatura I recruiter possono scegliere di delegare all’Hiring Assistant le attività più dispendiose in termini di tempo, come la ricerca di candidati e la revisione delle candidature. Pur dedicando meno tempo a queste mansioni, i recruiter manterranno il pieno controllo del processo. Potranno fornire feedback sui candidati lungo tutto il percorso, aiutando l’Hiring Assistant a imparare continuamente le preferenze di ogni recruiter e a diventare sempre più personalizzato per ciascun utilizzatore.

L’Hiring Assistant di LinkedIn è attualmente disponibile in anteprima per un gruppo selezionato di recruiter in Australia, Brasile, Canada, India, Messico, Filippine, Singapore e Stati Uniti, presso aziende come AMD, Canva, Siemens e Zurich Insurance. Sarà reso disponibile a clienti in altre parti del mondo nei prossimi mesi.

  • LinkedIn espande le funzionalità di coaching basato sull’intelligenza artificiale di LinkedIn Learning – Una nuova funzione di coaching AI-driven sta per essere rilasciata all’interno di LinkedIn Learning, consentendo di esercitarsi sulle competenze relazionali attraverso scenari interattivi, utilizzando la voce o il testo. Gli utenti potranno simulare conversazioni importanti come la gestione delle performance, il bilanciamento tra vita privata e lavoro, e l’invio di feedback. LinkedIn ha iniziato oggi a introdurre questa funzionalità per chi possiede un account LinkedIn Learning Hub. Nel corso del prossimo anno, sarà disponibile per tutti gli utenti globali con un account LinkedIn Learning Hub o LinkedIn Premium.

 

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Le competenze per affrontare il cambiamento https://www.datamanager.it/2024/10/le-competenze-per-affrontare-il-cambiamento/ Thu, 17 Oct 2024 12:31:13 +0000 https://www.datamanager.it/?p=240350 L’ultima indagine condotta da LinkedIn su scala globale rivela che il 64% dei professionisti si sente sopraffatto dalla rapidità con cui sta cambiando il luogo di lavoro. Il 49% teme di rimanere indietro In un mondo del lavoro che sta attraversando trasformazioni profonde e strutturali, i professionisti di tutto il mondo si sentono sopraffatti dalla […]

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L’ultima indagine condotta da LinkedIn su scala globale rivela che il 64% dei professionisti si sente sopraffatto dalla rapidità con cui sta cambiando il luogo di lavoro. Il 49% teme di rimanere indietro

In un mondo del lavoro che sta attraversando trasformazioni profonde e strutturali, i professionisti di tutto il mondo si sentono sopraffatti dalla velocità con cui le cose stanno cambiando: quasi la metà (49%) teme di rimanere indietro e il 68% cerca più supporto, con la crescente consapevolezza che l’esperienza da sola non è più sufficiente. A rivelarlo una nuova indagine condotta da LinkedIn, il network professionale più ampio al mondo.

I dati dimostrano che, a livello globale, i professionisti si trovano ad affrontare tre principali sfide: dimostrare l’efficienza del lavoro da remoto (30%), l’integrazione dell’AI nella propria vita quotidiana (27%) e la gestione di team multigenerazionali (25%).

Inoltre, secondo un recente sondaggio di LinkedIn Notizie in Italia, professionisti e professioniste individuano nella gestione dell’equilibrio tra lavoro e vita privata il principale cambiamento in corso (33%), seguito da un ambiente di lavoro sempre più diversificato sia a livello generazionale sia culturale (26%) a pari merito con l’integrazione massiccia di AI e automazione (26%).

I professionisti ora sanno che il titolo di lavoro non è (più) sufficiente: l’importanza della formazione continua

Più della metà dei professionisti in tutto il mondo (56%) è ormai convinta che per fare carriera non basti la sola esperienza. Il 36% ritiene che la formazione continua sia la condizione necessaria per restare al passo e il 46% è alla ricerca di indicazioni per orientarsi sulle competenze necessarie da acquisire per affrontare questi cambiamenti.

Su scala globale, emerge come solo il 37% abbia fiducia nelle capacità dei propri superiori di aiutare nel concreto ad adattarsi ai cambiamenti in atto; solo poco più della metà (51%) crede che i leader si stiano muovendo per trovare soluzioni in questo senso e il 33% nutre dubbi sulle fonti di informazione a cui far riferimento per il proprio sviluppo professionale.

“Negli ultimi anni, il mondo del lavoro sta vivendo una trasformazione profonda dagli esiti ancora incerti: i lavoratori, sia giovanissimi sia senior, hanno bisogno di sentirsi più preparati e sicuri. Le competenze, più dell’esperienza, acquisiscono in questo contesto un’importanza decisiva,” afferma Marcello Albergoni, Country Manager LinkedIn Italia. “La nostra ricerca mostra che i professionisti italiani hanno ragione: le competenze AI e le “human skill” hanno la priorità, in quanto entrambe essenziali per fare carriera. In cima alla lista ci sono AI  e machine learning, ma anche l’intelligenza emotiva e lo sviluppo di competenze imprenditoriali. Alla luce di questa fame di competenze, i leader sono chiamati a fornire un supporto concreto per navigare e guidare il cambiamento. Offrendo formazione, creando spazi di conversazione cross-generazionali e puntando sulla valorizzazione e sull’integrazione di profili con competenze e background diversificati”.

LinkedIn supporta i professionisti aiutandoli a restare al passo

In un contesto in cui domina l’incertezza, abbiamo visto come i professionisti abbiano bisogno di consolidare e ampliare le proprie competenze per sentirsi più sicuri nel proprio percorso di carriera. In questo senso, LinkedIn è ormai ben più di  una piattaforma dove si cerca e si trova lavoro. “I professionisti usano già LinkedIn nella loro quotidianità per espandere le proprie conoscenze e acquisire, aggiornare o rafforzare le competenze che reputano necessarie per realizzarsi all’interno di un mondo del lavoro in costante cambiamento. Un tema che, come abbiamo visto, diventa sempre più importante in questo momento di trasformazione” spiega Olga Farreras Casado, Career Expert di LinkedIn Italia. “LinkedIn dà spazio agli esperti, all’informazione in tempo reale e a contenuti di qualità, creando uno spazio accessibile e diversificato dove i professionisti possono trovare tanti strumenti, compresi quelli tecnologicamente più avanzati come l’AI, per rimanere aggiornati”.

Per affrontare e diventare protagonisti del cambiamento, LinkedIn invita a:

  1. Prestare attenzione alle trasformazioni in atto intorno a noi: l’integrazione dell’AI, il lavoro ibrido, la necessità di gestire e collaborare sinergicamente in team cross-generazionali… il cambiamento sembra non fermarsi mai; restare al passo è fondamentale. Per comprendere meglio l’impatto sulla vita quotidiana e le possibili evoluzioni future di queste trasformazioni, i professionisti possono far riferimento alle analisi e alle opinioni delle LinkedIn Top Voices che condividono ogni giorno le proprie conoscenze e intuizioni su temi cruciali.
  2. Guardare al cambiamento come a un’opportunità: spesso le trasformazioni suscitano preoccupazione, ma è importante avere la mente aperta ed essere disposti a imparare. Nel caso dell’AI, iniziare ad adottarla per le attività più  semplici e ripetitive ne agevolerà l’utilizzo in futuro. In questo senso, LinkedIn offre gratuitamente vari corsi, tra cui Career Essentials in Generative AI e Productivity with Generative AI.
  3. Apprendere in modo graduale: abbiamo visto quanto sia importante la formazione continua. È grazie all’acquisizione di nuove competenze e conoscenze che i cambiamenti in atto risultano più gestibili. Ma è importante anche affrontare questa sfida assecondando le proprie inclinazioni: i professionisti ritengono, ad esempio, che i video brevi siano più utili e coinvolgenti quando si vogliono rafforzare o ampliare le proprie skill (46%). Non a caso, i video stanno crescendo del 34% ogni anno su LinkedIn.

 

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I professionisti della GenZ si sentono giudicati dai colleghi più senior ma cercano dialogo e relazioni significative https://www.datamanager.it/2024/05/i-professionisti-della-genz-si-sentono-giudicati-dai-colleghi-piu-senior-ma-cercano-dialogo-e-relazioni-significative/ Tue, 14 May 2024 13:12:30 +0000 https://www.datamanager.it/?p=237330 Più della metà (53%) dei professionisti della GenZ pensa che i colleghi più senior abbiano un atteggiamento giudicante o idee errate rispetto al loro approccio verso il lavoro, rivela una nuova indagine condotta da LinkedIn Qual è il ruolo della GenZ nel mondo del lavoro? E come i giovanissimi percepiscono la propria professionalità e quella […]

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Più della metà (53%) dei professionisti della GenZ pensa che i colleghi più senior abbiano un atteggiamento giudicante o idee errate rispetto al loro approccio verso il lavoro, rivela una nuova indagine condotta da LinkedIn

Qual è il ruolo della GenZ nel mondo del lavoro? E come i giovanissimi percepiscono la propria professionalità e quella delle altre generazioni? Lavoratrici e lavoratori under 26 stanno man mano trovando la propria voce, acquisendo sempre maggior consapevolezza della propria posizione in azienda. In una nuova indagine condotta da LinkedIn, il network professionale più ampio al mondo, giovani professionisti e professioniste italiani raccontano la propria esperienza, priorità e obiettivi di carriera, confrontandosi con le generazioni più senior. Per individuare punti in comune e differenze che possano dare un valore aggiunto sul luogo di lavoro.

Il rapporto con i colleghi: la GenZ crede nella collaborazione e nell’arricchimento reciproco

Ogni generazione porta sul luogo di lavoro competenze e capacità specifiche, cui bisogna dare il giusto valore: a esserne convinti sono oltre 7 giovani professionisti italiani su 10 (77%). E, nonostante sui social (e nella vita reale) spesso emergano visioni conflittuali e un approccio alla vita lavorativa diverso tra generazioni, persino rispetto ai vicini millennials, gli intervistati sostengono in larga maggioranza (78%) di aver molto da imparare da colleghe e colleghi più senior. Un dato, quest’ultimo, in linea con il sentito dei coetanei che lavorano nei Paesi Bassi (sempre 78%), in Medio Oriente e Nord Africa (76%) e nel Regno Unito (72%). Solo i giovani professionisti in Germania sembrano un po’ meno ricettivi rispetto alle possibilità di apprendimento e miglioramento attraverso il confronto intergenerazionale, con solo il 64% che dichiara lo stesso. Tornando in Italia, il 77% dei giovani lavoratori sostiene che sia fondamentale che le aziende promuovano ambienti di lavoro intergenerazionali e ben il 78% è convinto che una migliore comunicazione potrebbe contribuire a migliorare la produttività e ad ampliare le opportunità di apprendimento, influenzando anche il morale dei team.

A chi si rivolge la GenZ quando ha bisogno di aiuto o di un consiglio in campo professionale?

Chiedere aiuto sul lavoro non è sempre semplice, occorre mostrare le proprie incertezze e vulnerabilità. E può essere ancora più difficile rivolgersi ai colleghi più anziani: come mostra l’indagine condotta da LinkedIn, solo il 42% dei lavoratori Genz si sforza di parlare con generazioni diverse sul posto di lavoro. E, quando lo fa, il 69% preferisce rivolgersi ai Millennials, probabilmente sentendosi più compreso per via della maggior vicinanza di età. Seguiti dalla GenX, cui il 62% della GenZ fa riferimento se alla ricerca di supporto, e, all’ultimo posto, i Baby Boomers (52%). Ma su quali temi i giovani in Italia cercano aiuto? Più della metà (52%) si rivolge a colleghi senior per migliorare le hard skills – come la gestione dei tempi di lavoro e di progetti complessi – e il 39% è alla ricerca di una guida per stabilire i propri obiettivi professionali. Il 30% vorrebbe trovare un mentore o uno sponsor nel proprio percorso.

La percezione diffusa tra più della metà degli intervistati (53%) è che i colleghi più senior abbiano un atteggiamento giudicante o idee errate sull’atteggiamento della GenZ nei confronti del lavoro. Il 23% dei giovani intervistati in Italia – e il 25% in media in tutti i paesi considerati nella survey (UK, Germania, Paesi Bassi, MENA) – si sente in qualche misura a disagio nell’approcciarsi per chiedere aiuto e supporto a professionisti di altre generazioni. La principale motivazione addotta, in Italia, è la preoccupazione di risultare poco seri (41%).

Un altro punto di miglioramento riguarda l’empatia e la comprensione reciproca, soprattutto quando si guarda alle sfide e al contesto di inserimento nel mercato del lavoro specifico di ogni generazione: quasi la metà (48%) è consapevole del fatto di aver cominciato il proprio percorso professionale in circostanze diverse – a livello economico e sociale – rispetto alle altre generazioni e il 55% dei professionisti della GenZ nel nostro Paese pensa che chi ha mosso i primi passi nel mondo del lavoro durante la pandemia abbia bisogno di maggior supporto a livello professionale, in particolare per quanto riguarda lo sviluppo delle soft skill come la comunicazione.

Obiettivi, priorità ed etica professionale: generazioni a confronto

Una rimostranza che si sente spesso quando si parla dell’approccio al lavoro da parte della GenZ è che i giovanissimi abbiano aspettative irrealistiche. O almeno questo è ciò che tendono a pensare i colleghi più anziani: la ricerca condotta da LinkedIn, tuttavia, suggerisce che queste opinioni siano infondate e derivino piuttosto da una mancanza di comunicazione tra generazioni.Per oltre 7 intervistati su 10 (72%) di tutte le età, sentirsi appagati dal proprio percorso professionale è una priorità, così come raggiungere la stabilità (61%). Non solo, il 73% si dice disposto a lavorare duramente purché ci sia un significato in ciò che si sta facendo: un punto importante, quest’ultimo, per i giovani professionisti italiani che si riflette anche nelle loro opinioni rispetto a questioni etiche, relative alla cultura e ai valori aziendali. Il 63% dei giovanissimi, infatti, è convinto che ogni lavoratore dovrebbe condividere gli stessi principi di etica professionale, a prescindere dalla generazione di appartenenza. Ma qual è la percezione che la GenZ condivide per quanto riguarda l’approccio professionale delle altre generazioni? Il 32% pensa che i propri colleghi più senior siano disposti a lavorare per la stessa azienda per periodi più lunghi rispetto a loro, il 25% è convinto che abbiano obiettivi professionali più chiari e il 23% che il percorso di carriera delle altre generazioni sia più lineare.

“Le idee, le opinioni e in definitiva l’approccio al mondo del lavoro che emerge dall’indagine che abbiamo condotto tra professioniste e professionisti della GenZ è per molti aspetti illuminante: ne emerge una generazione aperta e pronta a cogliere le opportunità di crescita e miglioramento, disponibile a imparare dai colleghi più avanti nel percorso di carriera” commenta Marcello Albergoni, Country Manager di LinkedIn Italia. “Per i leader è importante tener presente che, nonostante la giovane età, i giovanissimi sono il futuro delle aziende. E svolgono un ruolo imprescindibile nella costruzione di una forza lavoro diversificata, i cui membri abbiano competenze e capacità differenti. Per questo penso sia oggi più che mai importante, in termini di talent retention e attraction, creare un ambiente di lavoro intergenerazionale, aperto, e accogliere il bisogno di appartenenza di chi è entrato nel mondo del lavoro durante o subito dopo la pandemia, in circostanze più sfidanti rispetto ai colleghi di altre generazioni”.

LinkedIn mette a disposizione, sulla propria piattaforma e-learning, corsi di formazione specifici rivolti ai giovani professionisti, per migliorare soft e hard skills.

 

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LinkedIn fa debuttare tre giochi in-app https://www.datamanager.it/2024/05/linkedin-fa-debuttare-tre-giochi-in-app/ Mon, 06 May 2024 13:06:25 +0000 https://www.datamanager.it/?p=237095 Dopo le indiscrezioni, il social introduce un metodo per far passare agli utenti più tempo online LinkedIn, la rete professionale di proprietà Microsoft, attiva finalmente i giochi in-app. La notizie era già apparsa online settimane fa e viene ora confermata con il debutto di tre titoli passatempo.  Si tratta di Pinpoint, un gioco di parole […]

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Dopo le indiscrezioni, il social introduce un metodo per far passare agli utenti più tempo online

LinkedIn, la rete professionale di proprietà Microsoft, attiva finalmente i giochi in-app. La notizie era già apparsa online settimane fa e viene ora confermata con il debutto di tre titoli passatempo.  Si tratta di Pinpoint, un gioco di parole in cui i giocatori devono indovinare il tema che lega insieme una serie di parole; Queens, un puzzle game che è un incrocio tra Sudoku e Campo minato; e Crossclimb, un gioco a quiz che consiste nell’indovinare una serie di parole di quattro lettere e posizionarle nell’ordine corretto. LinkedIn li descrive come “giochi orientati al pensiero”, anche se il formato probabilmente sembrerà familiare ai fan dell’app Wordle di proprietà del New York Times Games. Ogni titolo può essere giocato solo una volta al giorno e i giocatori possono condividere il proprio punteggio con gli amici in simpatici messaggi pieni di emoji che ricordano la “griglia di Wordle”. 

Il servizio terrà traccia anche delle “serie” per incoraggiare i giocatori a tornare ogni giorno. Date le somiglianze, non dovrebbe sorprendere che i giochi siano stati sviluppati dal team di notizie di LinkedIn, che ha recentemente assunto un editor dedicato. I giochi sono stati un bene per il New York Times da quando ha acquisito Wordle nel 2022, e altre pubblicazioni hanno cercato di emulare il successo con la propria gamma di puzzle. Il vicepresidente del prodotto di LinkedIn, Dan Roth, ha spiegato che l’ispirazione di una simile introduzione arriva dal “primo cruciverba apparso sul quotidiano New York World più di 100 anni fa”. Ha aggiunto che attualmente non ci sono piani per un’app di gioco autonoma. “Questi giochi non sono progettati per essere semplicemente giocati”, ha detto Roth a Engadget. “Non entreremo nel mondo dei giochi. L’idea è che possano aiutarci a pensare in modo diverso e a espandere la propria rete”.

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Adesso LinkedIn punta sul gaming https://www.datamanager.it/2024/03/adesso-linkedin-punta-sul-gaming/ Fri, 22 Mar 2024 14:13:05 +0000 https://www.datamanager.it/?p=235875 Il social conferma la volontà di far passare più tempo online agli iscritti LinkedIn, la piattaforma social di proprietà di Microsoft, si è fatta un nome principalmente come social per persone che cercano di fare rete e acquisire conoscenze per scopi professionali. Per aumentare il tempo trascorso online, l’azienda vuole entrare in un’area totalmente nuova: […]

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Il social conferma la volontà di far passare più tempo online agli iscritti

LinkedIn, la piattaforma social di proprietà di Microsoft, si è fatta un nome principalmente come social per persone che cercano di fare rete e acquisire conoscenze per scopi professionali. Per aumentare il tempo trascorso online, l’azienda vuole entrare in un’area totalmente nuova: i giochi. TechCrunch ha appreso e confermato che LinkedIn sta lavorando a una nuova esperienza di gioco. Lo farà attingendo alla stessa ondata di puzzle-mania che ha aiutato giochi semplici come Wordle a trovare un successo virale e milioni di giocatori. Tre dei primi sforzi sono giochi chiamati “Queens”, “Inference” e “Crossclimb”. Nei giorni scorsi, alcuni sviluppatori avevano individuato il codice alla base di alcuni lavori,. Uno di loro, Nima Owji, ha affermato la possibilità per i giocatori di ottenere punteggi organizzati in base al luogo di lavoro, con le aziende che vengono “classificate” in base ai risultati. Un modo per fare gruppo e spingere quindi la gamification.

Un portavoce di LinkedIn ha confermato l’iniziativa, anche in assenza di una data precisa di lancio. “Vogliamo sbloccare un po’ di divertimento, approfondire le relazioni e, si spera, suscitare opportunità di conversazioni”, ha detto il portavoce in un messaggio a TechCrunch. Ovviamente dietro questa novità c’è l’azienda che controlla il social, Microsoft, un colosso dei videogame. La sua attività nel settore dei giochi, che comprende Xbox, Activision Blizzard e ZeniMax, ha registrato ricavi per 7,1 miliardi di dollari lo scorso trimestre, superando per la prima volta i ricavi di Windows. 

Il New York Times, che ha acquisito il successo virale Wordle nel 2022, ha affermato alla fine dello scorso anno che milioni di persone continuano a giocare, incrementando così il business più ampio detenuto dal giornale. Facebook, il più grande social network del mondo, è stato uno dei principali motori del social gaming nel corso degli anni. Ma nel 2022 ha chiuso la sua app di gioco autonoma a causa di un calo di utilizzo: in questi giorni si sta concentrando molto di più sulle esperienze di realtà mista e sul suo business Meta Quest. Nel corso degli anni, LinkedIn ha provato una serie di nuove funzionalità diverse per aumentare come e quanto le persone utilizzano la sua piattaforma. Queste spaziano dalla formazione online agli strumenti video per creatori di contenuti e influencer.

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Il 40% delle aziende italiane favorisce l’alfabetizzazione dei dipendenti all’AI https://www.datamanager.it/2024/03/il-40-delle-aziende-italiane-favorisce-lalfabetizzazione-dei-dipendenti-allai/ Fri, 08 Mar 2024 13:16:09 +0000 https://www.datamanager.it/?p=235508 A livello globale si prevede che le skill necessarie cambieranno del 51% entro il 2030 (dal 2016) – la crescita dell’IA generativa dovrebbe accelerare questo cambiamento fino al 68% Mentre i leader aziendali riconoscono che i loro dipendenti avranno bisogno di nuove skill per lavorare con l’IA, il 39% di quelli italiani sta aiutando la […]

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A livello globale si prevede che le skill necessarie cambieranno del 51% entro il 2030 (dal 2016) – la crescita dell’IA generativa dovrebbe accelerare questo cambiamento fino al 68%

Mentre i leader aziendali riconoscono che i loro dipendenti avranno bisogno di nuove skill per lavorare con l’IA, il 39% di quelli italiani sta aiutando la propria forza lavoro ad acquisire competenze in materia di IA, secondo una nuova ricerca di LinkedIn, la più grande rete di professionisti al mondo. Questa tendenza si riflette in gran parte d’Europa, con poco più di un terzo dei dirigenti d’azienda nei Paesi Bassi (36%) e in Francia (38%) che stanno adottando misure per incrementare l’alfabetizzazione all’IA della propria forza lavoro.

Con il rapido progredire dell’intelligenza artificiale, contribuire allo sviluppo di nuove competenze da parte dei dipendenti è diventato fondamentale per l’azienda. Secondo i dati LinkedIn, le competenze necessarie per i lavori a livello globale dovrebbero cambiare del 51% entro il 2030 (dal 2016), e si prevede che l’ascesa dell’IA generativa accelererà questo cambiamento fino al 68%. In Italia, il 67% degli hiring manager prevede un aumento del divario di competenze nei prossimi cinque anni, sottolineando la necessità per le aziende di dare priorità allo sviluppo delle skill se vogliono sfruttare le opportunità offerte dall’IA.

Anche i professionisti sono desiderosi di rafforzare la propria conoscenza in materia di intelligenza artificiale: l’89% in Italia afferma di essere entusiasta di utilizzarla nel proprio lavoro e il 79% ritiene che possa contribuire all’avanzamento della propria carriera.

Lo sviluppo delle skill è fondamentale anche per la mobilità interna e la retention dei talenti. A livello europeo, 9 aziende su 10 sono preoccupate per la “fidelizzazione” dei dipendenti e il 39% degli hiring manager italiani prevede un aumento del turnover dei dipendenti nel 2024.

La mobilità interna – il passaggio dei dipendenti a nuove opportunità di carriera all’interno di un’azienda – è considerata uno dei modi migliori per trattenere i talenti, ma molte aziende hanno difficoltà ad attuarla. La ricerca di LinkedIn rileva che le tre principali barriere alla mobilità interna comprendono la mancanza di opportunità di apprendimento e sviluppo per trasformare le carriere (24%), la mancanza di un processo efficace per la gestione della mobilità interna (21%) e il fenomeno dell’ “accaparramento” dei talenti (20%).

Marcello Albergoni, Country Manager Italia, ha dichiarato: “A poco più di un anno dalla diffusione dell’IA generativa, le aziende stanno iniziando a investire nella formazione dei propri dipendenti per sfruttare al meglio questa tecnologia. Sono proprio queste imprese lungimiranti ad avere un vantaggio sulla concorrenza. Le aziende non possono permettersi di tardare nell’aggiornamento professionale se vogliono cogliere le opportunità offerte dall’IA e avere successo in un mondo del lavoro in continua evoluzione. L’aggiornamento dei dipendenti in materia di hard e soft skill non solo aiuterà le aziende a diventare più agili, ma migliorerà anche la fidelizzazione e renderà più facile passare a nuove carriere all’interno dell’organizzazione. Le imprese che riusciranno a raggiungere questo obiettivo beneficeranno del fatto di avere una forza lavoro con le competenze giuste, nei ruoli giusti e al momento giusto. Tuttavia, per avere successo, le aziende dovranno anche coltivare una cultura dell’apprendimento continuo – segnalando i ruoli interni, incoraggiando i dipendenti a considerare la loro prossima mossa e aiutandoli a individuare le competenze necessarie per accedere a nuovi ruoli”.

Anandi Shankar, Global Head of Learning, Unilever ha commentato: “Il panorama lavorativo è in costante evoluzione, accelerato dalla presenza di Gen AI. Questo implica che le competenze necessarie per i vari impieghi stanno mutando al di là delle possibilità offerte dai tradizionali metodi di apprendimento. In Unilever, crediamo nel talento che conserva la sua curiosità e si adatta al futuro del lavoro. Per questo, ci impegniamo a rendere l’accesso alla formazione più democratico e a incoraggiare i nostri collaboratori a plasmare le proprie carriere. Questo processo inizia con la creazione di piani di sviluppo personalizzati per il futuro, al fine di migliorare le performance, approfondire le esperienze e collegare le competenze e i comportamenti di leadership necessari per il successo costante di Unilever. Li incoraggiamo inoltre a sfruttare appieno gli strumenti online quali LinkedIn Learning per sviluppare le competenze indispensabili al loro successo”.

Per aiutare le aziende a costruire l’organizzazione del futuro basata sulle skill, LinkedIn sta supportando i dipendenti a sviluppare le competenze di cui la loro azienda ha più bisogno:

  • Costruire skill critiche in materia di IA con 250 corsi gratuiti di LinkedIn Learning: LinkedIn sta offrendo 250 corsi in sette lingue, gratuiti a livello globale fino al 5 aprile 2024, per potenziare le competenze dei dipendenti in tutti i settori, ruoli e livelli. Indipendentemente dal fatto che si tratti di acquisire una competenza generale in materia di IA, di mettere i team in condizione di effettuare investimenti aziendali basati sull’IA o di aggiornare gli ingegneri per la manutenzione e l’addestramento dei modelli di IA, LinkedIn ha contenuti rilevanti per l’intera organizzazione.
  • Permettere ai dipendenti di acquisire le competenze necessarie per il loro prossimo ruolo: questo mese LinkedIn lancerà Next Role Explorer, una visualizzazione dinamica del percorso di carriera che suggerisce ai dipendenti i potenziali ruoli futuri, in base al loro attuale titolo e ai loro obiettivi di carriera. Inoltre, è in corso di introduzione la Guida ai ruoli ottimizzata per aiutare i dipendenti a comprendere le competenze specifiche necessarie per avere successo in un particolare ruolo e i Piani di apprendimento personalizzati per aiutare ogni dipendente a monitorare i propri progressi e a colmare le lacune più critiche, in termini di competenze, per avanzare nella propria carriera.
  • Connettere i dipendenti con le opportunità di carriera interne: LinkedIn sta collegando i suoi strumenti di assunzione e di apprendimento per abbinare i dipendenti alle offerte di lavoro interne e aiutarli a farsi scoprire dai recruiter e dagli addetti alle assunzioni interni. Per questo mese verranno offerti ai dipendenti nuovi modi per condividere il loro interesse per i ruoli interni aperti, attraverso LinkedIn Jobs, LinkedIn Learning e su mobile. Da LinkedIn Jobs, i dipendenti possono ora ricevere avvisi sui nuovi ruoli interni aperti ed esprimere il loro interesse. Tutti questi segnali confluiscono direttamente in Recruiter, aiutando i team di selezione del personale a vedere immediatamente l’interesse dei candidati interni. E su LinkedIn Learning, i dipendenti possono ora trovare tutti i ruoli interni in base alle loro competenze.

 

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Le green skills scarseggiano: urge coltivare competenze e talenti in ambito sostenibilità https://www.datamanager.it/2023/11/le-green-skills-scarseggiano-urge-coltivare-competenze-e-talenti-in-ambito-sostenibilita/ Wed, 29 Nov 2023 15:01:00 +0000 https://www.datamanager.it/?p=232828 E’ uno dei principali risultati di un nuovo report di Linkedin, rilasciato in occasione di COP28 Mentre i leader mondiali si riuniscono per COP28 per discutere il futuro delle politiche sul clima, i nuovi dati di LinkedIn – il più grande network professionale del mondo – mostrano che le aziende si trovano ad affrontare una […]

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E’ uno dei principali risultati di un nuovo report di Linkedin, rilasciato in occasione di COP28

Mentre i leader mondiali si riuniscono per COP28 per discutere il futuro delle politiche sul clima, i nuovi dati di LinkedIn – il più grande network professionale del mondo – mostrano che le aziende si trovano ad affrontare una significativa carenza di talenti con competenze legate alla sostenibilità. Il nuovo report Report di LinkedIn in vista di COP28 sottolinea che per poter raggiungere gli obiettivi climatici, è necessario fare rapidamente dei passi avanti in quanto a sviluppo di green skill e assunzione di talenti green.

Le aziende offrono green job, ma si scontrano con la mancanza di talenti qualificati

La notizia positiva per il pianeta è che, a livello globale, le assunzioni di professionisti della sostenibilità continuano ad aumentare e attualmente superano in modo significativo le assunzioni complessive nei mercati chiave di tutto il mondo, con una media del 24%.

Tuttavia, le aziende devono far fronte a un’enorme carenza di talenti qualificati che possano ricoprire i green job. I dati di LinkedIn mostrano che, a livello globale, solo 1 dipendente su 8 possiede una o più green skill, e il divario sale a 1 su 9 nell’Unione Europea* (UE). Sebbene la percentuale di utenti della piattaforma con green skill stia crescendo di quasi l’8,5% anno dopo anno, non è ancora sufficiente a soddisfare la domanda di professionisti specializzati in ambito sostenibilità.

I dati di LinkedIn mostrano anche che 4 professionisti su 5 che cambiano lavoro passando ad un green job hanno almeno qualche esperienza o competenza precedente nel settore, evidenziando quanto sia difficile per le persone accedere ad una carriera nel mondo della sostenibilità e quanto sia prioritario coltivare talenti green per stare al passo con la domanda.

Allen Blue, Co-Founder e Vice President Product Management di LinkedIn afferma: “Mentre i leader mondiali si riuniscono a Dubai per il bilancio della COP28, i dati mostrano che c’è una carenza di competenze in ambito sostenibilità in ogni Paese e in ogni settore del mondo. Mentre le aziende assumono per ruoli green, semplicemente non ci sono abbastanza professionisti qualificati per soddisfare le nostre esigenze climatiche. Se non affrontiamo con urgenza questa sfida, non riusciremo a raggiungere gli obiettivi net-zero.

Il percorso da seguire è chiaro e i dati mostrano i passi da compiere per affrontare la sfida. Le riflessioni sul cambiamento climatico devono essere accompagnate da finanziamenti adeguati per la riqualificazione dei lavoratori, e ciò include il sostegno alle imprese per l’attuazione di programmi di formazione e, in ultima analisi, di green job. Il futuro del nostro pianeta dipende dai talenti con competenze legate alla sostenibilità.”

Abbattere il “Green Ceiling” è fondamentale per una transizione equa

I risultati di LinkedIn indicano l’emergere di un “green ceiling” con un crescente divario di genere sia nelle green skill che nella rappresentanza femminile in posizioni di leadership:

  • In Italia solo il 10% di donne possiede competenze o esperienze in ambito green, rispetto al 16% degli uomini.
  • Sebbene negli ultimi due anni le donne siano entrate a far parte del bacino di talenti green a un ritmo superiore rispetto agli uomini, la crescita è 4 volte troppo lenta per colmare il crescente divario di genere. Questo divario continuerà ad accentuarsi se non si cambia la tendenza attuale.
  • La sotto-rappresentazione femminile in posizioni di leadership è più pronunciata nel settore green globale, in cui le donne rappresentano solo il 20% dei ruoli di VP e il 21% dei ruoli di C-suite, rispetto al 27% dei ruoli di VP e al 25% dei ruoli di C-suite nell’economia globale.

I nuovi dati rivelano i ruoli e le competenze più richiesti

  • Nei settori chiave per la transizione ecologica – Oil & Gas, Energetico e Finanziario – tra i lavori più richiesti che richiedono green skill figurano i ruoli ai vertici aziendali, in quanto si guarda ai leader per definire l’agenda green della loro azienda. In Italia, questi includono Process Engineer, CEO e Managing Director, Compliance Specialist, Private Equity Specialist e Project Manager.
  • Nel nostro Paese, le top 5 green skill più richieste sono relative alla regolamentazione e all’accelerazione della transizione green: Sustainability Reporting, Environmental Permitting, Sustainability Consulting, Environmental Protection, Sustainable Business.

Il settore delle Energie Rinnovabili sta assumendo – e in fretta – mentre calano le assunzioni nell’Oil & Gas

In 26 Paesi nel mondo, la forza lavoro nel settore delle Energie Rinnovabili è aumentata del 26%. Allo stesso tempo, la quota di professionisti nel settore Oil & Gas è diminuita del 21%** tra gennaio 2016 e agosto 2023 – una controtendenza alimentata dal crescente utilizzo di energia solare.

Interventi mirati da parte di governi, aziende e professionisti

Sebbene i dati siano allarmanti, indicano anche azioni e soluzioni chiare per accelerare la transizione green del mercato del lavoro a livello globale.

  • I governi devono impegnarsi a includere la formazione, la riqualificazione e l’aggiornamento professionale nelle policy climatiche nazionali e accelerare la riduzione delle emissioni delle industrie ad elevata produzione di CO2, associando lo sviluppo di green skill alla regolamentazione.
  • I leader aziendali possono contribuire a colmare il gap di green skill grazie a una conoscenza approfondita delle competenze di cui avranno bisogno per raggiungere i propri obiettivi climatici, consentendo loro di attuare efficacemente programmi di riqualificazione mirati e personalizzati, nonché di formazione professionale.
  • Anche per i professionisti che cercano di intraprendere una carriera in ambito sostenibilità, ci sono dei passi da compiere. Ad esempio, rafforzare le proprie competenze digitali e STEM: i dati LinkedIn dimostrano che queste aumentano le possibilità di accedere ai green job.

Durante COP28, LinkedIn ospiterà una serie di eventi per aiutare i professionisti in cerca di lavoro che desiderano intraprendere una carriera nel mondo della sostenibilità attraverso sessioni di coaching che offrono consigli sulla ricerca di un green job su LinkedIn, sul networking e sullo sviluppo delle competenze.

Inoltre, LinkedIn ha messo a disposizione una serie di Learning Courses online gratuiti, che offrono consigli pratici a professionisti e aziende sulle prospettive di carriera in ambito sostenibilità, su come trovare lavoro nel settore del clima, sostenibilità e “climate leadership”, e su come colmare il gap di green skills. Il Sustainability Resource Hub di LinkedIn si propone di guidare le aziende nel proprio percorso di sviluppo sostenibile, tra cui come documentare l’impegno nel raggiungimento di obiettivi sostenibili sulla propria pagina LinkedIn.

LinkedIn ha attivato una checklist per la ricerca di green job, che offre suggerimenti, ad esempio come utilizzare il “job search filter” di LinkedIn per cercare facilmente posti di lavoro basati sull’impegno di un’azienda verso valori come la sostenibilità ambientale, e come attivare gli avvisi per gli annunci di lavoro green.

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Il 72% dei leader aziendali in Italia afferma che l’AI generativa porterà benefici ai dipendenti https://www.datamanager.it/2023/11/il-72-dei-leader-aziendali-in-italia-afferma-che-lai-generativa-portera-benefici-ai-dipendenti/ Wed, 22 Nov 2023 13:41:54 +0000 https://www.datamanager.it/?p=232553 LinkedIn sta introducendo una nuova esperienza Premium basata sull’intelligenza artificiale per supportare i professionisti nel proprio percorso di carriera in un contesto in cui l’intelligenza artificiale trasforma il mondo del lavoro Il 72% dei leader aziendali in Italia afferma che l’AI generativa sarà vantaggiosa per i dipendenti: è quanto emerge dalla nuova indagine di LinkedIn, […]

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LinkedIn sta introducendo una nuova esperienza Premium basata sull’intelligenza artificiale per supportare i professionisti nel proprio percorso di carriera in un contesto in cui l’intelligenza artificiale trasforma il mondo del lavoro

Il 72% dei leader aziendali in Italia afferma che l’AI generativa sarà vantaggiosa per i dipendenti: è quanto emerge dalla nuova indagine di LinkedIn, la rete professionale più grande al mondo che ha recentemente raggiunto 1 miliardo di utenti.

Lo studio – condotto su oltre 1.000 leader d’azienda presenti su LinkedIn in sei paesi europei – rivela che gli executive italiani ritengono che l’eliminazione di attività noiose e ripetitive (49%), l’aumento della produttività (45%) e la maggiore disponibilità di tempo da dedicare al pensiero creativo (40%) rappresentino i maggiori benefici che l’AI generativa porterà ai dipendenti; oltre un terzo (34%) ritiene inoltre che l’ascesa dell’AI generativa creerà nuovi ruoli all’interno della propria organizzazione. Ma sono gli executive in Germania i più ottimisti (93%), seguiti da Regno Unito (81%) e Francia (80%).

Nuovi dati diffusi dal Work Trend Index di Microsoft confermano il guadagno in termini di produttività derivante dagli strumenti di AI generativa come Microsoft Copilot. Il 77% tra i primi utenti che hanno provato il nuovo Copilot per Microsoft 365 per svolgere il proprio lavoro ha dichiarato di non volervi rinunciare. Un altro studio ha dimostrato che, complessivamente, gli utenti di Copilot  risultano in grado di eseguire attività come la ricerca, la scrittura e la sintesi di testi il 29% più velocemente.

L’AI sta ridisegnando il mondo del lavoro

I dati dell’ultimo report Future of Work: AI at Work di LinkedIn mostrano che l’AI sta già ridisegnando il mondo del lavoro, in quanto le aziende cercano di massimizzare il potenziale della tecnologia. Le posizioni di “Head of AI” sono triplicate a livello globale negli ultimi cinque anni e, in Italia, gli annunci di lavoro che menzionano l’AI sono quasi quintuplicati (4,7 volte) negli ultimi due anni.

I professionisti appaiono desiderosi di migliorare le proprie competenze in materia di AI. Negli ultimi tre mesi, LinkedIn ha registrato un aumento dell’80% dei propri utenti che hanno seguito corsi di apprendimento relativi all’AI su LinkedIn, nonché un aumento del 60%, mese dopo mese, delle competenze di AI generativa – come “Chat GPT”, “prompt crafting” e “Copilot for Microsoft 365” – aggiunte ai profili dei membri da Gennaio 2023.

Nonostante la crescita e la diffusione dell’intelligenza artificiale, leader aziendali e professionisti concordano sul fatto che le competenze umane diventeranno ancora più preziose e fondamentali per il successo futuro. In Italia, 9 executive su 10 (93%) sostengono che le soft skills sono più importanti che mai e i dipendenti ritengono che competenze come la comunicazione (45%), la flessibilità (53%) e il problem-solving (58%) diventeranno ancora più importanti con l’evoluzione del mercato del lavoro.

Marcello Albergoni, Country Manager di LinkedIn Italia, ha commentato: “Un futuro all’insegna dell’intelligenza artificiale è possibile, ma sarà fondamentale che i leader aziendali in tutto il mondo comprendano come preparare la forza lavoro. Sono certo che l’AI abbia un enorme potenziale, possa migliorare il nostro modo di lavorare, ridisegnando posti di lavoro, aziende e settori. Grazie al confronto continuo con i nostri clienti sulle opportunità offerte dall’AI, posso dire che c’è un vero e proprio entusiasmo per la possibilità di eliminare la pesantezza delle attività quotidiane e ripetitive. I team, in questo modo, potranno concentrarsi più sulle persone, con una maggiore soddisfazione da parte dei dipendenti e un valore maggiore per le stesse aziende.”

Le aziende possono preparare la propria forza lavoro ai cambiamenti futuri attraverso:

  • La mobilitazione dei dipendenti sull’AI – Si prevede che le competenze richieste ai lavoratori cambieranno almeno del 65% entro il 2030, accelerate dai rapidi sviluppi dell’intelligenza artificiale. L’AI avrà un impatto su quasi tutti i lavori, quindi è il momento di iniziare a mobilitare la vostra forza lavoro e di formare i dipendenti con le competenze necessarie per il futuro. Per questo, LinkedIn Learning ha sbloccato i corsi di apprendimento dell’AI più popolari, disponibili gratuitamente fino al 15 dicembre 2023.
  • L’investimento nelle soft skills – Man mano che i dipendenti iniziano a sviluppare skills in materia di AI e a utilizzare la tecnologia nel loro lavoro quotidiano, potranno dedicarsi agli aspetti più umani del loro lavoro, come la risoluzione dei problemi e il pensiero strategico. Promuovendo una cultura dell’apprendimento, non solo per favorire l’alfabetizzazione all’AI, ma anche per sviluppare grandi competenze trasversali come la leadership e il problem-solving, le aziende possono contribuire a creare una forza lavoro resiliente e agile.
  • L’implementazione di strumenti di AI – è necessario pensare a compiti specifici per i quali l’AI generativa può essere utilizzata, piuttosto che cercare di trasformare l’intero processo, e utilizzare metriche e KPI chiari per valutarne le prestazioni. Ad esempio, le aziende che sfruttano l’AI per supportare i candidati nel processo di assunzione, possono misurare se è stato registrato un aumento del coinvolgimento dei candidati o se il tempo necessario per l’assunzione è stato ridotto.

Per aiutare i suoi clienti e membri ad orientarsi in un mondo del lavoro in continua evoluzione, LinkedIn ha introdotto un’innovazione come mai prima. Dopo aver recentemente annunciato il progetto pilota di nuovi strumenti basati sull’intelligenza artificiale per le aziende, LinkedIn sta anche lanciando una nuova esperienza Premium basata sull’AI, rivolta ad un gruppo selezionato di abbonati Premium, che li aiuterà a sbloccare opportunità nascoste, a informarsi meglio su argomenti di rilievo e a beneficiare di percorsi di carriera personalizzati.

 

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Con l’AI che trasforma il mercato del lavoro, LinkedIn rivela come cambieranno le skill richieste ai lavoratori https://www.datamanager.it/2023/10/con-lai-che-trasforma-il-mercato-del-lavoro-linkedin-rivela-come-cambieranno-le-skill-richieste-ai-lavoratori/ Wed, 04 Oct 2023 14:43:42 +0000 https://www.datamanager.it/?p=231099 Gli annunci di lavoro che menzionano l’AI o l’AI generativa sono quasi quintuplicati (4,7x) in Italia negli ultimi due anni e le candidature per queste posizioni sono cresciute del 31% Secondo LinkedIn, il più grande network professionale del mondo, le skill richieste ai lavoratori cambieranno di almeno il 65% entro il 2030, come conseguenza del […]

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Gli annunci di lavoro che menzionano l’AI o l’AI generativa sono quasi quintuplicati (4,7x) in Italia negli ultimi due anni e le candidature per queste posizioni sono cresciute del 31%

Secondo LinkedIn, il più grande network professionale del mondo, le skill richieste ai lavoratori cambieranno di almeno il 65% entro il 2030, come conseguenza del rapido evolversi dell’AI che accelera la trasformazione del mercato del lavoro.

I cambiamenti sono già in atto: in Italia, gli annunci di lavoro che menzionano l’AI o l’AI generativa sono quasi quintuplicati (4,7x) negli ultimi due anni e, come rivela il Global Talent Trends Report di LinkedIn, le candidature per queste posizioni sono cresciute del 31% rispetto a quelle che non menzionano l’AI o l’AI generativa. La ricerca di LinkedIn ha rilevato che l’89% dei lavoratori italiani è entusiasta di utilizzare l’AI sul lavoro e più della metà (54%) vorrebbe saperne di più.

Per preparare la propria forza lavoro ai cambiamenti futuri, i leader aziendali si affidano ai team HR e di recruiting perché facciano da guida. 9 professionisti HR su 10 affermano che il loro ruolo è diventato più strategico nel corso dell’ultimo anno e, a livello globale, il 61% dichiara che sta implementando percorsi di formazione sull’AI per affiancare i dipendenti, mentre un altro 61% utilizza già la tecnologia come supporto alle proprie attività quotidiane. La maggioranza (80%) dei professionisti HR ritiene che l’AI sarà uno strumento in grado di agevolarli nei prossimi cinque anni, consentendo loro di concentrarsi sugli aspetti più strategici e umani del loro ruolo, come il rafforzamento delle relazioni con i candidati e i colleghi (39%).

Marcello Albergoni, Country Manager di LinkedIn Italia, afferma: “L’intelligenza artificiale sta inaugurando un nuovo mondo del lavoro e la tecnologia sta già rimodellando lavori, aziende e settori. Tutti, dai rappresentanti del servizio clienti ai professionisti delle vendite, fino agli insegnanti, saranno in grado di utilizzare la tecnologia per semplificare alcune attività quotidiane, in modo da potersi concentrare sul prezioso lavoro incentrato sulle persone.

Con i numerosi cambiamenti in atto, è giunto il momento per i business leader di valutare le competenze di cui le loro organizzazioni hanno bisogno oggi e negli anni a venire, in modo da preparare i loro team al successo. I professionisti HR avranno un ruolo cardine per garantire che le aziende abbiano i talenti e le competenze necessarie per prosperare. E l’Intelligenza Artificiale sarà uno strumento indispensabile anche per loro, aiutandoli a concentrarsi sull’importante aspetto ‘umano’ del loro ruolo, come la costruzione di relazioni con i candidati e la promozione di una forte cultura aziendale”.

Per aiutare le imprese ad orientarsi in un mercato del lavoro in continua evoluzione, LinkedIn sta sperimentando nuovi strumenti di IA generativa in Recruiter e Learning Hub con un numero ristretto di clienti, con l’intenzione di estenderli a tutti i clienti nel corso dell’anno e disponibili in Italia nel 2024:

  1. Recruiter 2024 – La nuova esperienza di recruiting assistita dall’Intelligenza Artificiale di LinkedIn rende le assunzioni più efficienti e semplici, in modo che i responsabili dei talenti possano concentrarsi sul lavoro strategico incentrato sulle persone. Chi assume può servirsi della ricerca in linguaggio naturale come “Voglio assumere un senior growth marketing leader” e i modelli di AI di LinkedIn, abbinati agli insight unici di oltre 950 milioni di professionisti, 63 milioni di aziende e 40.000 competenze su LinkedIn, sono in grado di dedurre il tipo di candidato che il datore di lavoro sta cercando e fornire raccomandazioni di qualità superiore da un bacino molto più ampio di candidati.
  2. LinkedIn Learning’s AI-powered coaching – LinkedIn sta sperimentando una consulenza in tempo reale su due delle competenze più richieste che si applicano a tutti i tipi di lavoro: leadership e gestione. Gli utenti possono porre una domanda quale: Come posso delegare compiti e responsabilità in modo efficace? Invece di dare una risposta univoca, l’AI porrà domande chiarificatrici per comprendere più a fondo la situazione e l’esperienza specifica dell’utente, offrendo poi consigli, esempi e feedback basati su centinaia di ore di contenuti degli esperti di LinkedIn Learning. Per chi vuole approfondire la conoscenza dell’AI, LinkedIn Learning ha sbloccato anche i corsi di apprendimento dell’IA più popolari, disponibili gratuitamente fino al 15 dicembre 2023.

Questi strumenti fanno seguito al lancio del maggio 2023, di AI-assisted messages e AI-powered job descriptions, che utilizzano l’AI generativa per personalizzare i messaggi InMail su scala, aumentare il coinvolgimento dei candidati e aiutare le aziende a trovare più rapidamente quelli più qualificati.

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