minacce informatiche – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Wed, 10 Oct 2018 08:48:47 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png minacce informatiche – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Estate e sicurezza informatica: le 8 regole di OneSpan per una vacanza senza rischi inutili https://www.datamanager.it/2018/07/estate-e-sicurezza-informatica-le-8-regole-di-onespan-per-una-vacanza-senza-rischi-inutili/ Thu, 19 Jul 2018 10:34:55 +0000 http://www.datamanager.it/?p=151650 Le 8 regole suggerite da OneSpan per usare i dispositivi mobili anche in vacanza restando al sicuro da minacce informatiche La stagione delle vacanze può essere la parte più piacevole dell’anno, ma sicuramente non è la più sicura. Ormai tutti noi la trascorriamo senza separarci dai nostri dispositivi tecnologici e lo stesso fanno i nostri […]

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Le 8 regole suggerite da OneSpan per usare i dispositivi mobili anche in vacanza restando al sicuro da minacce informatiche

La stagione delle vacanze può essere la parte più piacevole dell’anno, ma sicuramente non è la più sicura. Ormai tutti noi la trascorriamo senza separarci dai nostri dispositivi tecnologici e lo stesso fanno i nostri ragazzi. Ma, seppur in estate è legittimo voler lasciarsi alle spalle pensieri e responsabilità (anche lavorative), è ancora più importante ricordarsi che le minacce digitali alla nostra sicurezza non si fermano solo perché siamo in spiaggia: gli hacker, purtroppo, non vanno in ferie e possono prendere di mira i nostri dispositivi!

È quindi fondamentale essere consapevoli dei rischi e delle precauzioni da prendere.

A iniziare dalle reti Wi-Fi pubbliche: queste sono molto più “pubbliche” di quanto generalmente pensiamo e abbassare la guardia, mentre ci rilassiamo in vacanza, è pericoloso!

Peraltro, portare sempre con noi i nostri tablet, smartphone o laptop a volte ci fa sentire apparentemente sicuri ma non è cosi: molti sono i rischi che comunque corriamo.

Quando ci connettiamo a una rete pubblica, la condividiamo con degli sconosciuti e alcuni di loro potrebbero essere malintenzionati: con potenti strumenti di hacking agevolmente disponibili, questi estranei potrebbero curiosare nelle nostre comunicazioni.

È pertanto consigliabile non fare nulla su una rete Wi-Fi pubblica che vogliamo resti riservato e al riparo da intrusioni indesiderate. Inoltre, occorre fare molta attenzione nell’uso di nomi utente e password, soprattutto se ci si collega ad applicazioni e risorse aziendali.

Tutta la nostra vita digitale può essere esposta a grossi rischi. Una buona regola generale è quella di dare per scontato che qualsiasi cosa si faccia sul Wi-Fi pubblico è come se fosse parte di una conversazione pubblica. Ciò richiede un diverso modo di pensare alle nostre reti e un uso più consapevole della nostra connettività: ad esempio, alcuni dispositivi trasmettono la cronologia delle nostre posizioni, quindi un estraneo ficcanaso può scoprire dove siamo stati.

Come comportarsi quindi?

OneSpan, leader mondiale nelle soluzioni per la sicurezza di identità e transazioni digitali, ha così elaborato 8 regole per aiutarci a salvaguardare la sicurezza delle nostre vacanze e dei nostri dispositivi:

  1. Non impostare il dispositivo in modo che si connetta automaticamente agli spot Wi-Fi pubblici e assicurarsi sempre di connettersi alla rete corretta: spesso gli hacker falsificano le connessioni Wi-Fi, ad esempio del resort in cui alloggiamo, con nomi verosimili come “Hilton Wifi”. Rischio esistente non solo in hotel: ad esempio, sui voli in cui alcune compagnie aeree offrono la connettività Wi-Fi ai passeggeri. In questi casi, è meglio quindi sincerarsi su un documento ufficiale (es. un dépliant) del nome preciso della rete Wi-Fi corretta. D’altronde, il collegamento a una rete sconosciuta agevola la violazione delle nostre credenziali di accesso.
  2. Anche se molti browser lo fanno ormai automaticamente, è sempre meglio assicurarsi che la connessione a un sito web sia crittografata: controlliamo quindi la dicitura ‘https’ invece di ‘http’ nella URL e verifichiamo anche la presenza di un piccolo lucchetto nella barra degli indirizzi.
  3. Usare la connettività VPN per la connessione alle applicazioni aziendali.
  4. Utilizzare l’autenticazione a due fattori su tutte le applicazioni che consentono di farlo.
  5. Non pubblicizzare i piani e aggiornamenti di viaggio sui social media.
  6. Accertarsi di aver installato il software di localizzazione e cancellazione dei dati da remoto, utile in caso di smarrimento o furto del dispositivo.
  7. Stare attenti alla sicurezza delle app mobile, scaricando nuove applicazioni solo dall’app store ufficiale. Gli hacker si concentrano su nuovi giochi e app di tendenza per riconfezionarli e distribuirli attraverso canali non ufficiali: ci illudono così di utilizzare un’applicazione ufficiale e invece è una progettata con codice maligno per sottrarci informazioni personali, incluse le nostre credenziali bancarie.
  8. Se si viaggia all’estero per vacanza, sarebbe meglio lasciare a casa i dispositivi aziendali e utilizzare un solo dispositivo unicamente dedicato al viaggio: ci si metterebbe così al riparo dagli intenti illeciti di chi vuole insinuarsi nelle reti aziendali.

In conclusione, queste 8 regole per le nostre vacanze dovrebbero aggiungersi alle buone pratiche da seguire quotidianamente anche nel resto dell’anno: ad esempio, backup regolare dei dispositivi, aggiornamento tempestivo di applicazioni e sistemi operativi, utilizzo delle ultime versioni disponibili dei software di sicurezza.

Ma, per la nostra estate 2018, forse il miglior consiglio è uno soltanto: cogliamo l’occasione per una buona “disintossicazione digitale”, non connettendoci affatto a internet e magari inviando delle belle cartoline vecchio stile!

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L’analisi di Kaspersky Lab sulle minacce del secondo trimestre 2018 https://www.datamanager.it/2018/07/lanalisi-di-kaspersky-lab-sulle-minacce-del-secondo-trimestre-2018/ Mon, 16 Jul 2018 13:13:31 +0000 http://www.datamanager.it/?p=151444 Continuando nella serie di webinar dedicati a evidenziare quali siano state le principali minacce da parte di hacker a danno dei sistemi informativi pubblici e privati, l’azienda esamina il 2° Q 2018 Affidato ancora una volta a Costin G. Raiu e Vicente Diaz, entrambi appartenenti al Global Research & Analysis Team (GreAT) di Kaspersky Lab, […]

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Continuando nella serie di webinar dedicati a evidenziare quali siano state le principali minacce da parte di hacker a danno dei sistemi informativi pubblici e privati, l’azienda esamina il 2° Q 2018

Affidato ancora una volta a Costin G. Raiu e Vicente Diaz, entrambi appartenenti al Global Research & Analysis Team (GreAT) di Kaspersky Lab, il rapporto sulle minacce APT (Advanced Persistent Threat) del secondo trimestre 2018 parte da un’analisi sugli attori che hanno dato origine agli eventi APT dell’ultimo periodo, e di cui sono oltre 100 quelli che Kaspersky analizza con continuità. «L’analisi delle attività passate ci aiuta a comprendere le evoluzioni, soprattutto per quanto riguarda gli attori più sofisticati – spiega Diaz –, inoltre riusciamo a ottenere un quadro complessivo di come stia cambiando il panorama delle minacce».

Alcuni degli hacker più noti, come quelli appartenenti ai gruppi Lazarus, BlueNoroff e Andariel hanno avuto un’evoluzione legata al forte cambiamento della situazione geopolitica (firma dell’accordo di pace tra Corea del  Nord e Corea del Sud). Inoltre, molti attacchi motivati da scopi esclusivamente finanziari continuano a colpire interi Stati, com’è successo di recente in Turchia (l’attacco Bankshot a banche, riportato da McAfee), in Sud America (casinò, scoperto da ESET e seguito da un attacco distruttivo) e in Asia (istituzioni finanziarie, scoperto da Kaspersky). «Molti degli attacchi recenti hanno coinvolto il malware Manuscrypt, originato dal gruppo Lazarus, di cui sono state diffuse nuove versioni quali Typeframe (segnalato in giugno dallo Us Cert) e di cui era nota una versione precedente chiamata FallChill». Anche i gruppi Scarcruft e DarkHotel sono stati molto attivi ultimamente, dopo l’attacco 0-day che ha colpito la Corea del Sud in gennaio, nel Q2, utilizzando malware Android e una nuova backdoor (Poorweb).

«Pensiamo che l’Apt Scarcruft, noto anche come Group 123 o Reaper – aggiunge Raiu -, stia crescendo e sia uno degli attori da tenere sotto controllo costante».  Nonostante un certo grado di sovrapposizione tra Scarcrcuft e DarkHotel, il primo colpisce soprattutto la Corea del Sud, mentre il secondo ha come target la Cina. Un altro attore primario del Q2 è stato LuckyMouse (noto anche come APT27 O Emissary Panda), che ha colpito data center nazionali in Asia, inserendo waterhole in siti web di alto profilo. Sorprendente è stata l’attività recente di attacchi alla Mongolia, partiti da paesi di lingua Cinese, per cui Kaspersky in questo momento non è in grado di dare una giustificazione immediata.

Campagna VPNFilter e altri Apt

Una serie di attacchi concertati, o almeno così sembra, ha colpito sistemi di rete in praticamente tutti i Paesi. Scoperto da CiscoTalos, questo evento è stato destinato a oltre mezzo millione di hardware di rete domestico e storage in tutto il mondo. Con questo attacco è stato iniettato traffico nei computer collegati all’hardware di rete. Secondo l’Fbi, i colpevoli vanno ricercati tra Sofacy e/o Sandworm (responsabili anche di BlackEnergy Apt). «Questo tipo di attacchi sottolinea l’importanza della protezione dei dispositivi di rete», aggiunge Diaz. Un altro attore importante del periodo è Turla (noto anche come Uroburos o Snake), che ha lanciato l’attacco LightNeuron, diretto agli Exchange Server per intercettare email o inviare email a nome dell’utente colpito. Le aree geografiche interessate in questo caso sono state Asia e Medio Oriente. In conclusione, ci sono evidenze di attacchi coordinati tra vari attori anche di Paesi diversi, però difficili da provare.

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APT: gli obiettivi geopolitici e le nuove campagne in Asia caratterizzano il secondo trimestre del 2018 https://www.datamanager.it/2018/07/apt-gli-obiettivi-geopolitici-e-le-nuove-campagne-in-asia-caratterizzano-il-secondo-trimestre-del-2018/ Wed, 11 Jul 2018 14:54:54 +0000 http://www.datamanager.it/?p=151114 Durante il secondo trimestre del 2018, i ricercatori di Kaspersky Lab hanno rilevato un alto tasso di attività nel panorama delle campagne APT, con una forte concentrazione soprattutto in Asia e il coinvolgimento di gruppi di cybercriminali sia noti che meno noti Nel secondo trimestre del 2018, i ricercatori di Kaspersky Lab hanno portato avanti […]

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Durante il secondo trimestre del 2018, i ricercatori di Kaspersky Lab hanno rilevato un alto tasso di attività nel panorama delle campagne APT, con una forte concentrazione soprattutto in Asia e il coinvolgimento di gruppi di cybercriminali sia noti che meno noti

Nel secondo trimestre del 2018, i ricercatori di Kaspersky Lab hanno portato avanti le loro scoperte a proposito di nuovi strumenti, tecniche e campagne lanciate da gruppi APT (Advanced Persistent Threat), alcuni dei quali erano rimasti inattivi per diversi anni. L’Asia mantiene un ruolo centrale in fatto di attività APT: gruppi regionali, come Lazarus o ScarCruft, di lingua coreana, sono stati particolarmente attivi, e i ricercatori hanno scoperto anche un nuovo strumento, chiamato LightNeuron, utilizzato dal gruppo di lingua russa Turla per prendere di mira l’Asia Centrale e il Medio Oriente.

Tra i punti salienti del report, per il secondo trimestre del 2018, troviamo:

  • Il ritorno degli attori dietro Olympic Destroyer. Dopo l’attacco avvenuto nel gennaio 2018 contro i giochi olimpici invernali di Pyeongchang, i ricercatori hanno scoperto quella che pensavano fosse una nuova attività da parte degli attori di questa minaccia, indirizzata ad organizzazioni finanziarie in Russia e a laboratori di prevenzione dai pericoli biochimici in Europa e in Ucraina. Un certo numero di indicatori suggerisce, con un livello di sicurezza medio-basso, un legame tra Olympic Destroyer e il gruppo di lingua russa dietro Sofacy.
  • Lazarus / BlueNoroff. Ci sono stati alcuni segnali del fatto che questa campagna APT di alto profilo fosse mirata ad alcune istituzioni finanziarie in Turchia e che al contempo facesse parte di una più grande campagna di cyberspionaggio, che includeva tra gli obiettivi anche alcuni casinò dell’America Latina. Queste operazioni suggeriscono come l’attività con fini di carattere economico stia proseguendo per questo gruppo, nonostante i colloqui di pace nordcoreani in corso.
  • I ricercatori hanno osservato un’intensa attività da parte del gruppo APT ScarCruft, il quale ha effettuato attacchi attraverso l’utilizzo di malware per Android e ha avviato un’operazione sfruttando una nuova backdoor che i ricercatori hanno chiamato POORWEB.
  • Riguardo alla campagna APT LuckyMouse, gruppo di lingua cinese conosciuto anche con il nome di APT 27 e noto in precedenza per aver sfruttato alcuni Internet Service Provider in Asia per attacchi di tipo “waterhole” lanciati attraverso siti internet di alto profilo, si è scoperto che ha attivamente colpito realtà governative in Kazakistan e in Mongolia, proprio nei periodi in cui questi governi hanno tenuto i loro incontri con la Cina.
  • La campagna VPNFilter, scoperta da Cisco Talos e attribuita dall’FBI a Sofacy o a Sandworm, ha rivelato l’immensa vulnerabilità agli attacchi da parte di hardware di reti domestiche e delle soluzioni di storage. La minaccia è anche in grado di iniettare un malware nel traffico in modo da infettare i computer collegati al dispositivo di rete attaccato. L’analisi fatta da Kaspersky Lab ha confermato che tracce di questa campagna sono presenti in quasi tutti i paesi.

“Il secondo trimestre del 2018 è stato un periodo molto interessante per quanto riguarda le attività APT, con alcune campagne degne di nota che ci ricordano quanto siano diventate reali alcune delle minacce che abbiamo predetto nel corso degli ultimi anni. In particolare, avevamo segnalato a più riprese che gli hardware di rete sarebbero stati il luogo di sviluppo ideale per attacchi mirati e avevamo messo in luce l’esistenza e la diffusione di avanzate attività incentrate proprio su questo tipo di dispositivi”, ha affermato Vicente Diaz, Principal Security Researcher del Global Research & Analysis Team (GReAT) di Kaspersky Lab.

Il nuovo report sulle tendenze APT del secondo trimestre del 2018 illustra le scoperte dai rapporti sull’intelligence delle minacce informatiche degli utenti Kaspersky Lab, che includono anche i dati sugli Indicatori di Compromissione (IOC) e regole YARA per supportare le attività di analisi forense e “malware-hunting”.

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7 consigli pratici per non perdere i tuoi dati e passare un’estate tranquilla https://www.datamanager.it/2018/07/7-consigli-pratici-per-non-perdere-i-tuoi-dati-e-passare-unestate-tranquilla/ Tue, 10 Jul 2018 10:51:47 +0000 http://www.datamanager.it/?p=150980 Nei mesi estivi gran parte delle persone che lavorano partono per le vacanze. Nel 2017, l’Istat ha stimato che il numero complessivo di viaggi effettuati dagli italiani è stato pari a 66 milioni. Oltre il 41% di essi è stato fatto tra agosto e settembre. Può capitare che durante le vacanze si debba gestire qualche […]

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Nei mesi estivi gran parte delle persone che lavorano partono per le vacanze. Nel 2017, l’Istat ha stimato che il numero complessivo di viaggi effettuati dagli italiani è stato pari a 66 milioni.

Oltre il 41% di essi è stato fatto tra agosto e settembre. Può capitare che durante le vacanze si debba gestire qualche lavoro, ad esempio rispondere a email urgenti da luoghi che potrebbero esporre il computer a pericolose minacce informatiche a noi sconosciute.

Le minacce sono sempre più sofisticate. Naturalmente, solo le tecnologie più avanzate sono in grado di proteggerci da questi attacchi mirati ma anche l’utente meno esperto e le piccole aziende possono proteggersi efficacemente seguendo pochi semplici passaggi. E ciò vale soprattutto durante le vacanze, quando siamo fuori ufficio e non utilizziamo una rete aziendale sicura.

Ecco 7 semplici ma importanti suggerimenti da tenere presente per non esporsi a rischi.

  • Non fidatevi della sicurezza delle reti Wi-Fi pubbliche: non ci si può affidare al 100% a una rete Wi-Fi accessibile pubblicamente e non protetta. Il rischio è che a quella stessa rete si connetta un dispositivo infetto in grado di raggiungere il tuo dispositivo e diffondere quindi il virus nella rete aziendale. Se devi rispondere urgentemente a una email di lavoro usa la VPN (vedi sotto) o piuttosto utilizza una rete dati mobile.
  • Usa connessioni VPN: se devi inviare un documento di lavoro dal tuo computer utilizzando una rete Wi-Fi o una rete cablata al di fuori della rete aziendale, utilizza una virtual private network (VPN). Come funziona? Il tuo computer si comporta esattamente come se fosse collegato alla rete aziendale. Se sai che dovrai lavorare durante le vacanze, chiedi al responsabile IT dell’azienda per cui lavori di configurarti una connessione VPN. L’attuale tendenza nella protezione delle connessioni da remoto si chiama secure internet gateway e ha il compito di proteggere i dispositivi che si connettono senza una VPN.
  • Prima di partire, fai il backup dei dati: il backup è una componente fondamentale della sicurezza. Se lavori per un’azienda, assicurati che tutti i dati che ti serviranno per lavorare siano archiviati sulla rete aziendale. Se sei un libero professionista fai un back dei dati su un hard disk esterno che hai a casa.
  • Non fidarti delle pagine web HTTPS: gira il falso mito che i siti criptati (etichettati con la sigla HTTPS e contrassegnati con l’icona di un lucchetto sbarrato) siano totalmente sicuri. Sebbene la crittografia migliori la privacy dell’utente, è sempre più utilizzata anche dagli hacker. Oggi, il 50% dei siti web sono cifrati. Tuttavia, trovare un file dannoso nelle comunicazioni cifrate è molto difficile e in ogni caso può essere individuato solo da soluzioni di sicurezza avanzate che utilizzano il machine learning o l’intelligenza artificiale. Ecco perché devi controllare bene il sito a cui ti stai collegando, perché a un primo sguardo potrebbe sembrati sicuro.
  • Non lavorare mai da un dispositivo pubblico: non usare dispositivi che non siano quelli aziendali. Non mandare messaggi e documenti di lavoro da computer presenti in luoghi pubblici come ad esempio negli internet café, non puoi avere certezza che siano protetti adeguatamente.
  • Usa solo account aziendali: le policy aziendali precisano che tutte le comunicazioni di lavoro devono avvenire tramite gli account aziendali – sia che si tratti di email che di altri strumenti di lavoro. Tuttavia, può capitare di dover inviare urgentemente qualcosa di importante e di avere problemi con l’account aziendale. Anche in questa situazione è bene pensarci bene e considerare il rischio che si potrebbe correre inviando il file in altro modo. Sono già molte le persone che hanno causato danni all’azienda per cui lavorano per aver utilizzato l’account di posta elettronica privato. L’email è la piattaforma di comunicazione più utilizzata ma è anche il mezzo più diffuso con cui il software infetto entra nel dispositivo. Una buona alternativa all’email oggi sono gli strumenti di collaborazione che utilizzano cifratura e protezione proprietarie. È bene dunque utilizzare questi strumenti per interagire con colleghi, partner o clienti.
  • Non inviare dati sensibili a chiunque: questa regola non è valida solo durante le vacanze, ma anche durante quei periodi particolarmente intensi in cui si tende a guardare velocemente l’email, rischiando così di non riconoscere messaggi ingannevoli che mirano alle tue informazioni sensibili – dati bancari piuttosto che password di accesso – per utilizzarle in modo illecito. Durante le vacanze anche il personale amministrativo dovrebbe prestare maggiore attenzione. Potrebbero verificarsi situazioni in cui i criminali informatici approfittando dell’assenza del responsabile dell’azienda chiedano un falso pagamento.  E ovviamente, chi vuole disturbare il capo in vacanza? Nessuno, e così il capo diventa inconsapevolmente la vittima di quella email.

3 suggerimenti per le aziende

Se le aziende non vogliono avere brutte sorprese dai loro dipendenti, la prima cosa da fare è dotarsi di una soluzione che protegga la comunicazione via email. Un’altra opzione è il secure internet gateway che fornisce sicurezza direttamente dal cloud, continuando a garantire protezione ai dipendenti anche quando lavorano al di fuori del perimetro delle reti aziendali e che non si connettono con VPN. Una terza opzione interessante in grado di evitare che i dipendenti in vacanza diventino una minaccia per i dati aziendali è utilizzare strumenti di gestione delle identità e strumenti di protezione avanzata degli endpoint che permettono di controllare chi, quando, dove, da quali dispositivi e da dove si accede, bloccando automaticamente il software infetto e dando agli amministratori visibilità di ciò che sta accadendo nella rete aziendale. La soluzione ideale è la combinazione di tutti questi strumenti. La chiave per una protezione di successo oggi è rappresentata dal Threat Intelligence, un servizio di intelligence in cloud che monitora tutte le attuali minacce nel mondo, invia dati alle soluzioni di sicurezza e infine aggiorna e protegge da nuovi malware.

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Passare dalla consapevolezza dei rischi alla vigilanza inconscia: un fattore chiave nella sicurezza informatica https://www.datamanager.it/2018/06/passare-dalla-consapevolezza-dei-rischi-alla-vigilanza-inconscia-un-fattore-chiave-nella-sicurezza-informatica/ Tue, 26 Jun 2018 12:39:17 +0000 http://www.datamanager.it/?p=150204 L’essere umano continuerà a svolgere un ruolo chiave all’interno dei meccanismi di sicurezza informatica. La cultura della vigilanza rappresenta un progetto d’impresa di importanza vitale se le aziende intendono proteggersi in modo sostenibile ed efficace contro le minacce informatiche L’incremento degli attacchi informatici non sorprende, come non sorprende il fatto che questi diventino sempre più […]

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L’essere umano continuerà a svolgere un ruolo chiave all’interno dei meccanismi di sicurezza informatica. La cultura della vigilanza rappresenta un progetto d’impresa di importanza vitale se le aziende intendono proteggersi in modo sostenibile ed efficace contro le minacce informatiche

L’incremento degli attacchi informatici non sorprende, come non sorprende il fatto che questi diventino sempre più complessi e coinvolgano trasversalmente ogni settore economico. Tendenze che spingono parte delle aziende a rivedere la propria posizione e a mettere in atto nuove iniziative di formazione degli addetti sulle buone pratiche informatiche: adattare costantemente abitudini e comportamenti per fronteggiare la fuga di informazioni sensibili, i danni reputazionali, la perdita della fiducia che partner e clienti ripongono nell’organizzazione e le altre conseguenze di eventuali attacchi risulta imperativo. Dopo essersi concentrate sulla sensibilizzazione, le aziende dovranno educare i propri impiegati alla vigilanza, trasformandoli nell’ultimo baluardo di difesa contro le minacce informatiche.

La fine del predominio delle tecnologie come barriera ultimativa contro le nuove minacce

Sebbene componente essenziale, la tecnologia da sola non è garante assoluto di protezione. Il fattore umano è altrettanto importante e chiaramente va inserito nelle politiche di sicurezza aziendali. Per questo motivo alcune aziende conducono attività di sensibilizzazione nelle forme più disparate, da corsi quasi scolastici, a presentazioni frontali, esercizi di simulazione, e-learning, ecc. Tuttavia, spesso queste iniziative sono poco frequenti e non risultano coinvolgere gli addetti al punto da consentire il passaggio dell’intera organizzazione da un’attenzione consapevole alla competenza inconscia spesso descritta nei trattati di programmazione neurolinguistica (NLP).

L’obiettivo ultimo è che l’organizzazione raggiunga uno stato di perpetua vigilanza attraverso un esercizio inconscio ed automatico delle proprie competenze, prendendo in prestito dalla vita quotidiana l’approccio Zanshin, ossia prestando (inconsciamente però) un’attenzione particolare e continua ad azioni o comportamenti che potrebbero esporre il sistema informativo a un’intrusione o a un attacco. Formazione costante e simulazioni frequenti permetterebbero al personale di sviluppare più facilmente gli automatismi necessari per la propria trasformazione in ultima linea di difesa. Sebbene l’intelligenza artificiale stia infatti facendo passi da gigante in termini di riconoscimento dei comportamenti anomali, non è ancora sufficientemente matura per sostituire le capacità analitiche degli esseri umani. È pertanto indispensabile che gli impiegati si “evolvano” al fine di raggiungere quello stato di continua vigilanza che permetterà loro di prendere la decisione giusta al momento giusto, lavorando meglio e sapendo cosa fare senza farsi prendere dal panico.

Altro elemento essenziale per il raggiungimento di tale obiettivo è la condivisione delle informazioni tra gli impiegati e la creazione di una sorta di “risposta condivisa”. Attualmente la tecnologia digitale e le piattaforme collaborative sono intrinsecamente connesse, specie all’interno delle organizzazioni geograficamente distribuite, rendono quindi possibile creare forum interni, spazi online ed altri strumenti impiegabili per trasmettere informazioni in tempo reale ai CISO oppure, dall’altro lato, per trasferirle direttamente ai gruppi operativi.

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FireEye e Gigamon: partnership per migliorare la sicurezza dei propri clienti https://www.datamanager.it/2018/06/fireeye-e-gigamon-partnership-per-migliorare-la-sicurezza-dei-propri-clienti/ Fri, 22 Jun 2018 15:00:19 +0000 http://www.datamanager.it/?p=150051 L’alleanza strategica unisce competenze NPB (Network Packet Broker) di nuova generazione con una gestione sofisticata delle minacce, così da offrire maggiore protezione e resilienza alle infrastrutture di sicurezza dei clienti Gigamon azienda leader nella convergenza delle operazioni di rete e di sicurezza, attiva nell’aiutare le aziende a migliorare la propria posizione di sicurezza, e FireEye, società […]

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L’alleanza strategica unisce competenze NPB (Network Packet Broker) di nuova generazione con una gestione sofisticata delle minacce, così da offrire maggiore protezione e resilienza alle infrastrutture di sicurezza dei clienti

Gigamon azienda leader nella convergenza delle operazioni di rete e di sicurezza, attiva nell’aiutare le aziende a migliorare la propria posizione di sicurezza, e FireEye, società di intelligence led security, annunciano una partnership strategica globale per perfezionare le difese contro le minacce attraverso le infrastrutture di sicurezza dei propri clienti.

L’alleanza offre ai clienti FireEye Network Security in combinazione con GigaSECURE Security Delivery Platform, una piattaforma con opzioni di utilizzo flessibili e scalabilità per una protezione ottimale dalle minacce. Con GigaSECURE, che fornisce accesso intelligente e controllo del traffico di rete, e opzioni per la distribuzione in linea e fuori banda, FireEye ha la possibilità di rilevare e contenere minacce sofisticate in modo rapido ed efficiente.

In qualità di partner strategici, le aziende forniranno valore ai clienti:

  • Offrendo soluzioni di sicurezza leader di mercato architettate per consentire efficienza di sicurezza e prestazioni di rete, senza compromettere il tempo di attività della rete.
  • Fornendo prestazioni, scalabilità e resilienza di soluzioni di sicurezza complete per la prevenzione e il rilevamento nelle reti delle grandi aziende.
  • Consentendo migliori prestazioni di rilevamento delle minacce attraverso una visibilità incrementata con decrittazione SSL e all’accesso al traffico di rete attraverso infrastruttura fisica, virtuale e cloud.
  • Riducendo i tempi di inattività della rete dovuti sia ad interruzioni pianificate sia a quelle per manutenzione o guasti.

L’alleanza strategica consentirà alle aziende e ai loro partner di canale di offrire un approccio unificato alle vendite e alle implementazioni globali, fornendo un’integrazione più profonda e soluzioni di sicurezza più efficaci ai clienti nuovi ed esistenti.

“Gigamon e FireEye sono elementi importanti della strategia di sicurezza di Parsons, sia per la resilienza di rete che per la prevenzione delle minacce informatiche”, ha dichiarato Ron Nielson, vice president and chief technology officer di Parson Corporation’s Cyber and Intelligence Division. “L’implementazione delle soluzioni congiunte di Gigamon e FireEye ci ha aiutato a minimizzare il rischio di attacchi, infezioni e brecce. Auspico che questa collaborazione più stretta si traduca in soluzioni ancora più efficaci per Parsons”.

“Siamo lieti di annunciare la nostra partnership strategica con FireEye. Le nostre soluzioni congiunte sono già state implementate da centinaia di clienti in tutto il mondo per migliorare l’efficienza e ridurre la complessità del loro stack di sicurezza”, ha dichiarato Ananda Rajagopal, vice president of products di Gigamon. “Insieme continueremo a fornire soluzioni preinstallate e leader di mercato che aiuteranno i nostri clienti comuni ad ottenere una maggiore fiducia nella loro posizione di sicurezza”.

“I clienti oggi sono sopraffatti dalla gestione di molteplici e disparate soluzioni di sicurezza”, ha dichiarato Rich Stegina, vice president of strategic partnerships di FireEye. “Gigamon e FireEye sono partner di integrazione da lungo tempo e nel corso degli anni abbiamo visto la soluzione congiunta avvantaggiare sia i nostri clienti comuni che i nostri partner di canale. Passando ad una partnership strategica possiamo semplificare ulteriormente il modo in cui i nostri clienti proteggono i propri network e rendere più facile per i nostri partner fornire le nostre soluzioni congiunte”.

La soluzione congiunta Gigamon e FireEye è disponibile da parte di entrambe le aziende.

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Aprile: l’Italia è la nazione centroeuropea più colpita dai ransomware https://www.datamanager.it/2018/05/aprile-litalia-e-la-nazione-centroeuropea-piu-colpita-dai-ransomware/ Thu, 31 May 2018 09:33:28 +0000 http://www.datamanager.it/?p=148608 In tutto il mondo le minacce IT segnano un +24% Trend Micro rende note le minacce informatiche che hanno colpito nel mese di aprile. I dati raccolti dalla Smart Protection Network Trend Micro, la rete globale cloud-based per il rilevamento delle minacce, rivelano che le minacce sono aumentate del 24% rispetto al mese di marzo. […]

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In tutto il mondo le minacce IT segnano un +24%

Trend Micro rende note le minacce informatiche che hanno colpito nel mese di aprile. I dati raccolti dalla Smart Protection Network Trend Micro, la rete globale cloud-based per il rilevamento delle minacce, rivelano che le minacce sono aumentate del 24% rispetto al mese di marzo. Le soluzioni Trend Micro hanno infatti bloccato un totale di 3,6 miliardi di minacce, contro i 2,9 miliardi del mese precedente. Le minacce neutralizzate includono attacchi email, file e URL maligni e le nazioni più colpite sono state Stati Uniti, Cina e Francia.

Le famiglie ransomware sono aumentate del 59% in aprile, passando dalle 17 di marzo a 27, così come i ransomware che hanno colpito i dispositivi mobili, passati da 7.637 a 8.196 (+7%). In particolare, i malware per Android si confermano in crescita costante da gennaio e raggiungono i 230 milioni.

I dati italiani

Tra marzo e aprile, l’Italia rimane tra i Paesi più colpiti dalle infezioni PoS, anche se in calo, e si distingue come 4° al mondo per numero di macro malware. Le truffe Business Email Compromise, che hanno colpito l’Italia, arrivano a un totale di 23. Ma il dato importante è che l’Italia, in aprile, è il Paese dell’Europa centro-meridionale più colpito dai ransomware, con un totale del 13% di attacchi subiti. Solo la Romania ne ha incassati di più, raggiungendo il 31%.

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Kaspersky Lab scopre una vulnerabilità zero-day per Internet Explorer usata in-the-wild https://www.datamanager.it/2018/05/kaspersky-lab-scopre-una-vulnerabilita-zero-day-per-internet-explorer-usata-in-the-wild/ Fri, 11 May 2018 13:34:53 +0000 http://www.datamanager.it/?p=147402 I prodotti Kaspersky Lab hanno rilevato a fine aprile un exploit precedentemente sconosciuto. Dopo esser stato analizzato dai ricercatori dell’azienda, si è rivelato essere una vulnerabilità zero-day CVE-2018-8174 per Internet Explorer. Secondo gli esperti è stato utilizzato in attacchi mirati. Un fatto particolarmente interessante è che l’exploit per Internet Explorer è stato attivato a partire […]

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I prodotti Kaspersky Lab hanno rilevato a fine aprile un exploit precedentemente sconosciuto. Dopo esser stato analizzato dai ricercatori dell’azienda, si è rivelato essere una vulnerabilità zero-day CVE-2018-8174 per Internet Explorer.

Secondo gli esperti è stato utilizzato in attacchi mirati. Un fatto particolarmente interessante è che l’exploit per Internet Explorer è stato attivato a partire da un documento Word e questo è il primo caso noto dello sfruttamento di questa tecnica.

Un altro elemento importante è che è stata sfruttata una versione completamente aggiornata di Microsoft Office.

Kaspersky Lab ha subito informato Microsoft della vulnerabilità scoperta e dall’8 maggio ha reso disponibile il patch sul suo sito web.

Un exploit è un tipo di software che sfrutta un bug o una vulnerabilità in altri software per infettare le vittime con un codice dannoso. Gli exploit sono molto utilizzati sia dai criminali informatici in cerca di profitto, sia da cyber criminali più sofisticati sostenuti da governi.

In questo caso particolare l’exploit sfrutta una vulnerabilità zero-day relativa ad un errore di tipo UAF (user-after-free) che interessa Internet Explorer, in quanto quest’ultimo presenta un problema nella logica applicata per la gestione di alcuni buffer in memoria, i quali vengono erroneamente riutilizzati dopo essere stati “liberati”. Nella maggior parte dei casi questo si traduce in un semplice crash del browser, ma in questo caso gli attaccanti sono riusciti a sfruttare la problematica per eseguire del codice arbitrario e prendere il controllo della macchina.

Le analisi approfondite condotte sugli exploit hanno mostrato le varie fasi con cui avviene l’infezione a catena:

  • Le vittime ricevono il documento Microsoft Office RTF malevolo
  • Dopo aver aperto il documento, viene scaricata la seconda fase dell’exploit: una pagina HTML contenente altro codice malevolo
  • Il codice corrompe la memoria innescando l’errore UAF
  • Viene eseguito lo shellcode che scarica un’ulteriore payload malevolo

“Questa tecnica, prima della pubblicazione dei recenti aggiornamenti, ha consentito ai criminali di forzare l’avvio di Internet Explorer, indipendentemente dal browser utilizzato normalmente, aumentando così una superficie di attacco. Fortunatamente, la scoperta della minaccia ha portato al rilascio tempestivo della patch di sicurezza da parte di Microsoft. Invitiamo le organizzazioni e gli utenti privati a installare immediatamente le ultime patch, poiché non passerà molto tempo prima che il codice per lo sfruttamento di questa vulnerabilità inizi ad essere utilizzato negli exploit-kit più famosi e venga quindi sfruttato anche da criminali comuni” afferma Anton Ivanov, Security Researcher, di Kaspersky Lab.

I prodotti di Kaspersky Lab rilevano e bloccano con successo tutte le fasi della catena d’infezione con i seguenti “verdetti”:

  • HEUR:Exploit.MSOffice.Generic – documento infetto RTF di Microsoft Office
  • PDM:Exploit.Win32.Generic  – IE exploit – rilevato con Automatic Exploit Prevention technology
  • HEUR:Exploit.Script.Generic – IE exploit
  • HEUR:Trojan.Win32.Generic – Payload

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Fortinet World Tour 2018, il futuro della sicurezza informatica oggi https://www.datamanager.it/2018/05/fortinet-world-tour-2018-il-futuro-della-sicurezza-informatica-oggi/ Tue, 08 May 2018 17:00:09 +0000 http://www.datamanager.it/?p=147135 Per il secondo anno consecutivo, Exclusive Networks e Fortinet organizzano un roadshow per illustrare ai partner di canale le nuove soluzioni ed i nuovi servizi Pescara 15 maggio, Napoli 29 maggio, Bari 12 giugno, Palermo 21 giugno e Vicenza 26 giugno: sono le date del Fortinet Tour 2018, nelle quali Fortinet punterà l’attenzione sul framework […]

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Per il secondo anno consecutivo, Exclusive Networks e Fortinet organizzano un roadshow per illustrare ai partner di canale le nuove soluzioni ed i nuovi servizi

Pescara 15 maggio, Napoli 29 maggio, Bari 12 giugno, Palermo 21 giugno e Vicenza 26 giugno: sono le date del Fortinet Tour 2018, nelle quali Fortinet punterà l’attenzione sul framework Fortinet Security Fabric e sulla sua capacità risolutiva delle più diffuse minacce informatiche.

Dopo il successo del Fortinet World Tour 2017, Exclusive Networks, insieme a Fortinet, vuole, per il secondo anno consecutivo, fornire ai propri partner gli aggiornamenti riguardanti il mondo della cybersecurity e le nuove soluzioni ancora più performanti e automatizzate. Questa volta rivolgendosi a città con poli tecnologici in forte fermento, in cui Exclusive Networks potrà condividere con i partner presenti la propria conoscenza in campo di sicurezza e offrire la possibilità di aiutarli a far crescere o a far nascere il loro business.

“Oggi la digital economy vede come protagonista proprio la sicurezza e Fortinet, in collaborazione con Exclusive Networks, si pone come leader globale per quanto riguarda l’offerta di soluzioni di cybersecurity – afferma Cesare Radaelli, Sr. Channel Director Italia&Malta- Fortinet è il produttore di soluzioni per la sicurezza IT più diffuso al mondo e capillarmente presente in Italia, offre la tecnologia più innovativa ed è in grado di favorire il business dei propri partner sia sul segmento large enterprise ma soprattutto PMI.”

Il progetto Fortinet Security Fabric aggiunge nuova intelligenza ai dispositivi rendendo la sicurezza un processo che si affianca, adattandosi, a tutte le attività aziendali, proteggendo i sistemi ed intervenendo prima e più efficacemente contro ogni tentativo di intrusione, violazione o danneggiamento di qualsiasi asset aziendale.

Il Fortinet Securit Fabric è un framework open, progettato per essere flessibile e veloce ad adattarsi alle nuove infrastrutture ed inoltre capace di integrarsi con tecnologie terze. Fortinet ha voluto creare un sistema versatile mantenendo elevati standard di sicurezza e migliorando il rapporto tra controllo e prestazioni.

Durante l’evento, tramite una simulazione di attacco si potrà vedere in azione il Fortinet Security Fabric e la sua capacità di bloccare tempestivamente ogni tentativo di attacco verso molteplici target.

Exclusive Networks insieme a Fortinet vuole, con questi incontri, fornire ai propri partner informazioni e strumenti utili per offrire a loro volta le soluzioni migliori ai loro clienti, garantendo nuovi servizi e maggiori performance all’interno del budget di spesa disponibile.

Agenda

9:30 – 10:00    Registrazione

10:00 – 10:30    Exclusive Networks: il partner, le soluzioni, i servizi formazione

10:30 – 11:00   Fortinet: Partner Program e i nuovi strumenti di business

11:00 – 11:15   Coffee Break

11:15 – 12:15   Nuovi scenari, nuove soluzioni, nuove opportunità

12:15 – 12:45   Hacking World: le soluzioni Fortinet in azione per bloccare tutte le minacce

12:45 – 13:00   Q&A

13:00   Lunch

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Fortinet parte dei nuovi servizi X-Force di IBM Security per la gestione delle minacce https://www.datamanager.it/2018/04/fortinet-parte-dei-nuovi-servizi-x-force-di-ibm-security-per-la-gestione-delle-minacce/ Thu, 26 Apr 2018 14:19:09 +0000 http://www.datamanager.it/?p=146601 Estesa la collaborazione con operazioni di sicurezza integrate e automatizzate Fortinet annuncia la collaborazione con IBM per le nuove soluzioni IBM X-Force Threat Management Services. La collaborazione con IBM Security per i servizi X-Force Threat Management consente a entrambe le organizzazioni di fornire ai clienti congiunti una visione sulle minacce senza precedenti, rilevamento e prevenzione […]

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Estesa la collaborazione con operazioni di sicurezza integrate e automatizzate

Fortinet annuncia la collaborazione con IBM per le nuove soluzioni IBM X-Force Threat Management Services. La collaborazione con IBM Security per i servizi X-Force Threat Management consente a entrambe le organizzazioni di fornire ai clienti congiunti una visione sulle minacce senza precedenti, rilevamento e prevenzione degli attacchi e una strategia di difesa integrata progettata per coprire l’intera superficie di attacco di un’organizzazione.

IBM X-Force Threat Management Services sono stati sviluppati sulla base dei principi chiave del Cybersecurity Framework del National Institute of Science and Technology (NIST), creando un approccio integrato e programmatico lungo tutto il ciclo di vita della gestione delle minacce.

IBM Security è partner di Fortinet Fabric-Ready dal 2017. Questa partnership combina la protezione completa di Fortinet con l’esperienza world class in ambito security di IBM per fornire un valore aggiunto ai clienti attraverso protezione avanzata e supporto contro le sofisticate minacce informatiche di oggi, in ambienti on-premise e multi-cloud.

L’utilizzo di Fortinet Security Fabric offre ai clienti congiunti ampia visibilità, threat intelligence integrata e risposte automatiche necessarie per le aziende digitali odierne. Inoltre, i servizi integrati di threat intelligence del Security Fabric aiutano le aziende a determinare l’assegnazione delle risorse prioritarie sulla base delle minacce rilevate in tutta l’organizzazione.

Poiché molti dei partner IBM X-Force Threat Management Services sono anche membri dell’ecosistema tecnologico Fabric-Ready di Fortinet, i clienti sono in grado di implementare una soluzione completamente integrata che offre competenze ineguagliabili, intelligence in tempo reale e potenti strumenti e servizi di sicurezza.

Abilitare la trasformazione della sicurezza per il business digitale di oggi

L’economia digitale influenza ogni aspetto del business. Le aziende che riorganizzano le loro reti per competere in questo mercato in evoluzione devono avviare al contempo una trasformazione della sicurezza che le possa proteggere dalle minacce informatiche che emergono quotidianamente con lo scopo di colpire una superficie di attacco sempre più estesa.

Un’efficace strategia di trasformazione della sicurezza richiede l’integrazione di sistemi collaborativi tra strumenti di sicurezza tradizionalmente isolati. Ciò include la condivisione automatica di threat intelligence in tempo reale, l’orchestrazione centralizzata delle policy di sicurezza, l’applicazione coerente e coordinata delle policy e la segmentazione intelligente di dati e dispositivi in ambienti fisici e virtuali per una visibilità profonda del traffico che si sposta lateralmente attraverso la rete, anche attraverso ambienti multi-cloud.

Tale strategia integrata consente alle organizzazioni di correlare dinamicamente le informazioni sulle minacce e di coordinare automaticamente una risposta in tempo reale alle minacce rilevate lungo tutta la superficie di attacco. In combinazione con le valutazioni delle vulnerabilità di IBM, la gestione della piattaforma di sicurezza e gestione degli eventi (SIEM), l’analisi comportamentale e i servizi di intervento e risposta IBM X-Force, i clienti di Fortinet e IBM possono ora sviluppare e implementare rapidamente una strategia di sicurezza olistica progettata sulla base di tecnologie e servizi per coprire e proteggere senza problemi anche l’ecosistema più complesso delle reti digitali.

“Fortinet e IBM collaborano da tempo, e questo annuncio segna un’ulteriore pietra miliare volta a proteggere i nostri clienti comuni. Fortinet Security Fabric offre un’ampia visibilità attraverso la superficie di attacco digitale, il rilevamento integrato delle minacce avanzate e la risposta automatica necessaria a proteggere le aziende digitali odierne. E poiché molti membri dell’ecosistema IBM X-Force Threat Management sono già partner Fabric-Ready, il nostro Security Fabric è un perfetto complemento ai nuovi servizi di gestione delle minacce di IBM.” ha commentato John Maddison, senior vice president of Products and Solutions at Fortinet.

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