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Un preadolescente su 2 dichiara di navigare su Internet durante la notte all’insaputa dei genitori, mentre uno su 3 è stato adescato da un adulto attraverso profili fake

Il vamping, ovvero la tendenza dei ragazzi a navigare su Internet durante la notte – e già diffusa tra gli adolescenti – ha ora contagiato anche i giovanissimi di età compresa tra gli 11 e i 13 anni. E’ quanto emerge dall’indagine su Internet e minori in Italia condotta da ESET, il più grande produttore di software per la sicurezza digitale dell’Unione europea, secondo cui un ragazzo su 2 rimane connesso per diverse ore durante la notte utilizzando molto spesso profili social finti che nessuno conosce, risultando quindi non controllabili dai genitori e al tempo stesso facile preda della rete degli adescatori. A questo proposito, un preoccupante 35% dei preadolescenti ammette di essere caduto nella trappola del grooming, ovvero di essere stato adescato da un adulto attraverso un profilo fake. E se non sorprende che l’utilizzo che i giovanissimi fanno di Internet sia prevalentemente focalizzato sulle chat di WhatsApp (95%), i nuovi social network come music.ly (78%) ed i giochi online come Clash Royal (65%), ben il 90% ammette di condividere sui social con sconosciuti contenuti privati ed informazioni personali.

Tra gli “incidenti online” più frequenti commessi dai preadolescenti su Internet, l’80% si è abbonato involontariamente almeno una volta a servizi a pagamento nel tentativo di ottenere contenuti o giochi gratuitamente mentre il 40% ha subito delle infezioni dei dispositivi da malware cliccando sui contenuti social. In pochissimi conoscono l’esistenza di soluzioni di navigazione protetta per minori (10%) ma molti dei ragazzi dichiarano che non avrebbero problemi a farle installare sui propri dispositivi dai loro genitori (70%).

I risultati dell’indagine Internet e minori in Italia sono stati raccolti grazie al progetto “Io Navigo Sicuro – lezioni di Cyber Security” organizzato da ESET per sensibilizzare gli alunni, i docenti, i genitori ed i dirigenti scolastici delle scuole medie sulle opportunità che l’utilizzo di Internet offre e le insidie che esso nasconde. Il progetto, che si è svolto tra gennaio e maggio 2017 coinvolgendo più di 1500 ragazzi tra gli 11 ed i 13 anni, ha inoltre stimolato il confronto familiare sulla creazione di un percorso di condivisione delle buone regole di comportamento rispetto all’utilizzo in sicurezza di Internet e dei dispositivi elettronici.

“Abbiamo riscontrato tra i genitori una sensazione di inadeguatezza nel far fronte alle capacità tecnologiche dei ragazzi, reputati troppo più bravi nell’uso dei nuovi dispositivi. Durante le lezioni del Progetto Io Navigo Sicuro, ha destato molto scalpore la dimostrazione di quante informazioni vengono condivise dai giovanissimi sui social e che possono diventare potenzialmente pericolose nelle mani sbagliate.” – dichiara Massimiliano Ghelli, Technical Specialist di ESET Italia, che prosegue “ I ragazzi si sono rivelati molto preparati sulle azioni più giuste da intraprendere nei casi di cyberbullismo,  ma analizzando alcune situazioni reali verificatesi nelle scuole è venuto alla luce che tali comportamenti non sono purtroppo stati messi in pratica. Si rafforza dunque la necessità di educazione alla cyber security – rivolta tanto ai minori quanto ai loro genitori – e di attenzione alla prevenzione, da attuare anche con strumenti di protezione e controllo della navigazione di un minore su Internet”.

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Shopping di Natale più sicuro seguendo una semplice regola di ‘pulizia’ del browser https://www.datamanager.it/news/shopping-di-natale-pi-sicuro-seguendo-una-semplice-regola-di-pulizia-del-browser-52034.html Thu, 05 Dec 2013 15:41:34 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/12/shopping-di-natale-piu-sicuro-seguendo-una-semplice-regola-di-pulizia-del-browser/ Per questo motivo F-Secure Labs ritiene che la stagione dello shopping natalizio sia il momento ideale per modificare le abitudini di navigazione internet attraverso un semplice suggerimento per la pulizia del browser, che è utile in realtà per tutto l’anno

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L’inizio del periodo natalizio porta con sé tanta euforia ma anche moltissimi impegni e lunghe liste di cose da fare che generano una buona dose di stress. E le persone, prese da mille occupazioni e quindi distratte mentre fanno shopping natalizio online, possono cadere più facilmente in trappole malware che mirano a rubare informazioni della propria carta di credito o password di accesso ai servizi di banking online.

Per questo motivo F-Secure Labs ritiene che la stagione dello shopping natalizio sia il momento ideale per modificare le abitudini di navigazione internet attraverso un semplice suggerimento per la pulizia del browser, che è utile in realtà per tutto l’anno: impostare un browser alternativo, diverso da quello usato abitualmente, e senza Java, da usare solo per lo shopping e i servizi di banking online.

“Le persone cadono nelle trappole online quando sono distratte o quando sono bersagliate da troppe informazioni” spiega Sean Sullivan, Security Advisor presso F-Secure Labs. “Quando si hanno troppi tab aperti e numerose attività in corso, si è più portati a cliccare su un link maligno o a scaricare qualcosa che non si dovrebbe.”

Vari studi hanno dimostrato che il multi-tasking produce scarsi risultati e rende più inclini a commettere errori. Svolgere singoli compiti e focalizzarsi su una sola attività alla volta aiuta a mantenere i pensieri più focalizzati. Quando sei online e concentrato sulle operazioni finanziarie che stai per fare, sarai più propenso ad individuare trappole che cercano di compromettere le tue informazioni sensibili.

A causa dei problemi di sicurezza di tutti i browser Java, F-Secure raccomanda di disabilitare Java completamente. Ma se hai bisogno di visitare un certo sito che richiede Java, la migliore soluzione è abilitare Java in un browser alternativo che verrà usato solo per visitare quel sito.

Quale browser usare per tale scopo? Non è importante, basta solo che tu mantieni separate le tue attività finanziarie su un browser sicuro. Usare browser diversi per attività differenti è “un buon metodo di pulizia del browser – sottolinea Sullivan – e permette di stare alla larga dai virus.”

Suggerimenti per la pulizia del browser:

•    Imposta un browser dedicato solo per condurre transazioni finanziarie come acquisiti e servizi di banking online;

•    Controlla che tutti i plugin del tuo browser siano aggiornati;

•    Disabilita Java – se invece ne hai realmente bisogno per accedere a un determinato sito, accedi a quel sito con un browser separato abilitato Java.

•    Passi le vacanze in famiglia? Aiuta genitori, parenti e amici a settare un browser separato per lo shopping e il banking online.

E come sempre, ricorda di usare un buon software per la sicurezza di internet come F-Secure Internet Security, che offre la Protezione della Navigazione da siti maligni, e la Protezione Banking per mantenere le tue sessioni di banking online al sicuro.

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Cosa fanno i genitori per proteggere i propri figli dai pericoli di Internet? https://www.datamanager.it/news/cosa-fanno-i-genitori-proteggere-i-propri-figli-dai-pericoli-di-internet-51645.html Fri, 22 Nov 2013 11:46:55 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/11/cosa-fanno-i-genitori-per-proteggere-i-propri-figli-dai-pericoli-di-internet/ Un’indagine condotta da F-Secure evidenzia come nel mondo meno della metà dei genitori installa software per l’utilizzo sicuro di internet sui computer dei propri figli, e ancora meno sui dispositivi mobili dei ragazzi

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Sebbene la maggior parte dei genitori manifesti preoccupazione relativamente all’uso di internet da parte dei propri figli, il numero di genitori che ad oggi utilizzano software per la protezione della famiglia sui computer e i dispositivi mobili usati dai figli è basso. E’ quanto emerge da un’indagine condotta da F-Secure.

Il 78% dei genitori nel mondo sono preoccupati per i contenuti ai quali potrebbero essere esposti i propri figli navigando su internet, come pornografia, violenza, razzismo e droghe. Il 75% lamenta il fatto che i propri figli passano troppo tempo online e che la loro vita sociale reale potrebbe soffrirne.  Il 97% pensa che occorra educare i ragazzi a un uso sicuro di internet e dei servizi digitali.

Tuttavia, quando si passa a considerare l’adozione di strumenti software che assicurano un uso sicuro di internet e dei servizi online, solo il 40% dei genitori dichiara di impiegarne sui computer utilizzati da propri figli, e solo il 22% sui device mobili dei ragazzi. Eppure il 60% dei ragazzi al di sotto dei 12 anni possiede almeno un device mobile con accesso a internet, che sia un telefono, un tablet, un lettore MP3 o una  console portatile.

“Il nostro studio mostra chiaramente che i genitori sono consapevoli dell’importanza di proteggere i loro figli quando sono online. Del resto, per i ragazzi di oggi usare diversi device è del tutto naturale” dichiara Miska Repo, Country Manager F-Secure Italia. “Ma l’indagine pone anche in evidenza che per i genitori si apre la sfida su come rendere sicuro l’uso di questi device. In F-Secure crediamo che gli strumenti software siano una via semplice per permettere ai propri figli di usare questi dispositivi in modo del tutto sicuro.”

Tra tutti i paesi presi in esame, gli Stati Uniti presentano il più alto tasso di adozione di software per la protezione della famiglia, con il 59% dei genitori che ne fa uso sui computer dei propri figli e il 39% sui dispositivi mobili per bambini. Seguono Colombia, Malesia, Cile e Regno Unito, con poco meno della metà che li utilizza sui computer. Svezia e Finlandia hanno le percentuali più basse, con solo un quarto dei genitori che fa uso di questi software sui computer dei bambini.

Citando altri risultati emersi dall’indagine, il 43% dei genitori si preoccupa del fatto che i propri figli potrebbero spendere troppi soldi in applicazioni e altri tool digitali, acquistabili online con pochi click. L’81% esprime timore sugli utenti potenzialmente pericolosi con i quali i ragazzi potrebbero venire in contatto su internet.

Protezione della famiglia per computer e device mobili

Per proteggere la famiglia e mantenere al sicuro i figli quando navigano su internet dal proprio PC, i genitori possono installare F-Secure Internet Security. Con la funzionalità Controllo Genitori è possibile bloccare l’accesso a specifiche categorie di contenuti e settare limiti di tempo per la navigazione. Internet Security protegge anche da virus e da altre minacce, oltre a rendere sicuro lo shopping e il banking online.

F-Secure protegge anche i dispositivi mobili dei ragazzi. La soluzione Mobile Security, oltre a garantire la sicurezza da minacce digitali e in caso di smarrimento o furto del dispositivo, offre la funzione Controllo Genitori, con la possibilità di schermare applicazioni ritenute inappropriate.

E per meno di un euro all’anno, i genitori possono installare F-Secure Child Safe su iPad e iPhone. Child Safe è un browser che assicura che i bambini non visualizzino contenuti dannosi mentre esplorano il web.

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Internet e social media, ecco come navigano gli studenti lombardi https://www.datamanager.it/news/internet-e-social-media-ecco-come-navigano-gli-studenti-lombardi-49825.html Thu, 19 Sep 2013 13:50:32 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/09/internet-e-social-media-ecco-come-navigano-gli-studenti-lombardi/ I liceali usano internet per informarsi, gli studenti degli istituti professionali pubblicano musica e video. Ma tutti sono sui social network. Ecco quanto rivela uno studio dell’Università di Milano-Bicocca condotto su oltre duemila studenti delle scuole superiori lombarde. Secondo i dati, un uso intenso di internet si associa negativamente al rendimento scolastico

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I liceali usano internet per informarsi, gli studenti degli istituti professionali pubblicano musica e video. Ma tutti sono sui social network. Ecco quanto rivela uno studio dell’Università di Milano-Bicocca condotto su oltre duemila studenti delle scuole superiori lombarde. Secondo i dati, un uso intenso di internet si associa negativamente al rendimento scolastico

Trascorrono circa tre ore al giorno in Rete, principalmente chattando sui social network (83 per cento) e cercando informazioni e approfondimenti (53 per cento). Ma per ogni ora passata in più su Internet, l’apprendimento (calcolato utilizzando i dati INVALSI) cala di 0,8 punti in italiano e di 1,2 punti in matematica.

È quanto emerge dall’Indagine sull’uso dei nuovi media tra gli studenti delle scuole superiori lombarde (scarica il report completo), condotta dal Gruppo di Ricerca sui Nuovi Media del Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale dell’Università di Milano-Bicocca, coordinata da Marco Gui, ricercatore in Sociologia dei media e con la supervisione scientifica di Giorgio Grossi, ordinario di Sociologia della comunicazione. Alla ricerca ha collaborato anche l’Osservatorio sulla Comunicazione dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.

La ricerca è stata svolta su un campione di 2.327 studenti delle seconde superiori in Lombardia, e ha analizzato le dotazioni tecnologiche, l’uso dei nuovi media e le competenze digitali degli studenti. Per la prima volta in Italia, inoltre, ha associato l’utilizzo dei media digitali ai livelli di apprendimento, utilizzando i dati dei test SNV/INVALSI. Il campione è rappresentativo per tipo di scuola e area geografica.

Internet, social media e apprendimento

Dai dati emerge una relazione negativa tra alcune pratiche di uso della rete e l’apprendimento in italiano e in matematica. In una scala da 0 a 100, per ogni ora passata in più su internet a casa l’apprendimento cala di 0,8 punti in italiano e di 1,2 punti in matematica. Tale calo è ancora più marcato se si considera solo la quota di tempo che gli studenti trascorrono online per motivi di studio: meno 2,2 punti in italiano e meno 3,2 punti in matematica. Inoltre, gli usi poco frequenti e molto frequenti della rete sono associati alle performance peggiori, mentre gli utilizzi moderati sono associati a quelle migliori. 

L’identikit dello studente online

La posizione sociale dei ragazzi non si associa più direttamente all’intensità del loro uso di Internet, anzi i ragazzi dei centri di formazione professionale hanno superato quelli dei licei e dei tecnici nel tempo speso online. La permanenza online dello studente medio è infatti di circa 3 ore giornaliere, ma i ragazzi dei licei stanno online in media circa 2 ore e 48 minuti, quelli dei centri di formazione professionale circa 3 ore e un quarto.

Per quanto riguarda invece l’utilizzo dei social network, Facebook è protagonista: l’82 per cento degli intervistati possiede un profilo e il 57 per cento lo tiene addirittura aperto mentre fa i compiti. Tuttavia emergono due stili d’uso: uno più chiuso con poche informazioni condivise online, profilo privato e con contatto prevalentemente con persone conosciute offline (tipico dei ragazzi dei licei e di chi ha genitori istruiti) e uno più aperto alle nuove conoscenze online con molte info messe a disposizione e profilo aperto (più frequente tra gli studenti con meno risorse culturali ed economiche: il 35 per cento degli studenti dei Centri di formazione professionale hanno un profilo completamente pubblico contro il 18 per cento dei liceali).

I genitori sono percepiti dai ragazzi come meno competenti di loro e sembrano non essere in grado di fornire competenze digitali avanzate. Un po’ più competenti i genitori dei liceali che sono anche quelli che controllano maggiormente i tempi di utilizzo del computer dei figli.

L’uso di Internet per la scuola appare diffuso (il 32,4 per cento cerca informazioni che non trova nei testi, il 41 per cento scambia informazioni con i compagni) ma poco guidato da genitori e insegnanti, cosa che spiega probabilmente anche la relazione non incoraggiante di queste attività con l’apprendimento.

Il livello di competenza digitale critica (inteso come capacità di valutare le fonti, capire i rischi, comprendere la natura dei contenuti) mostra disuguaglianze per tipo di scuola e tra italiani e figli di immigrati (i liceali rispondono correttamente al 69 per cento delle domande del test, gli studenti dei Centri di formazione professionale solo al 56 per cento; simile divario si nota tra figli di italiani e figli di genitori immigrati). In generale, i deficit più importanti si riscontrano nel riconoscimento critico di indirizzi web, la consapevolezza dei meccanismi commerciali del web e la valutazione del livello di affidabilità dei contenuti. Ad esempio solo il 32,7% ha risposto correttamente a una domanda dettagliata sul modo in cui funziona Wikipedia, un’analoga percentuale (34,8%) riesce a riconoscere una pagina di login falsificata a partire dall’indirizzo web, e il 33% si rende conto dello scopo di lucro dietro a siti commerciali di uso comune.

«Quelli che vengono definiti nativi digitali appaiono invece bisognosi di guida rispetto agli usi significativi della Rete», afferma Marco Gui. «C’è oggi un grande spazio di intervento per scuola, istituzioni e ricerca nell’identificazione e promozione di “diete mediali” che supportino lo sviluppo scolastico e personale dei ragazzi».

L’indagine, supportata da Regione Lombardia e dall’Ufficio Scolastico Regionale della Lombardia, si iscrive nell’insieme di iniziative della Regione allo scopo di facilitare l’interazione tra studenti e scuole sul tema delle nuove tecnologie della comunicazione.

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Cina: il sito per le petizioni on-line non regge il traffico e crolla https://www.datamanager.it/news/cina-il-sito-le-petizioni-line-non-regge-il-traffico-e-crolla-48529.html Tue, 02 Jul 2013 15:10:29 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/07/cina-il-sito-per-le-petizioni-on-line-non-regge-il-traffico-e-crolla/ In Cina, durante il primo giorno di funzionamento, il sito creato per pubblicare petizioni on-line riguardo le ingiustizie subite si è bloccato per eccesso di traffico dati. E’ tornato a funzionare nel pomeriggio

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In Cina, durante il primo giorno di funzionamento, il sito creato per pubblicare petizioni on-line riguardo le ingiustizie subite si è bloccato per eccesso di traffico dati. E’ tornato a funzionare nel pomeriggio

Evidentemente i cinesi avevano parecchie lamentele da proporre all’attenzione. E’ per questo che il sito cinese creato apposta per contenere petizioni atte a denunciare al governo centrale torti subiti localmente ha smesso di funzionare durante il suo primo giorno d’esordio.

Si è trattato di un eccesso di traffico che, tanto per farvi capire, ha toccato i 46 milioni di contatti in un paio d’ore, una mole che il sito non è riuscito a sostenere. Così, dopo sole due ore dall’attivazione, gli utenti cinesi non sono più riusciti a consultare il sito che è però stato ripristinato nel pomeriggio.

Le petizioni, quasi una tradizione

Nella Cina Imperiale le petizioni sono praticamente una tradizione, tanto che sono sopravvissute fino ai giorni nostri. Pechino è addirittura dotata di un ufficio preposto per riceverle, lo State Bureau of Letters and Calls. Tuttavia, molto spesso, nella Repubblica del Sol Levante, accade che coloro che portano le petizioni vengano inseguiti e importunati dai poliziotti delle loro province d’origine, i quali si comportano in questo modo per evitare che l’immagine dei loro diretti superiori sia infangata.

C’è chi è scettico circa il nuovo sistema adottato in Cina per porgere le proprie lamentele. Tra questi si distingue Yuan Yulai, avvocato esperto di diritti civili, che ha affermato quanto segue: “I loro problemi sarebbero risolti molto più facilmente se nel paese esistesse un sistema legale che riscuote la fiducia dei cittadini.”.

 

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Audiweb: ecco i dati di audience del mese di maggio 2013 https://www.datamanager.it/news/audiweb-ecco-i-dati-di-audience-del-mese-di-maggio-2013-48480.html Mon, 01 Jul 2013 17:30:01 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/07/audiweb-ecco-i-dati-di-audience-del-mese-di-maggio-2013/ Sono 28,5 milioni gli italiani che si sono collegati a internet almeno una volta da PC nel mese di maggio 2013, con una media giornaliera di 14,2 milioni di utenti

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Sono 28,5 milioni gli italiani che si sono collegati a internet almeno una volta da PC nel mese di maggio 2013, con una media giornaliera di 14,2 milioni di utenti

Audiweb rende disponibili i dati di audience online del mese di maggio 2013, Audiweb Database, distribuendo il nastro di pianificazione che presenta la stima dell’utilizzo di internet da parte degli italiani dai 2 anni in su che si collegano attraverso un computer da casa, ufficio o altri luoghi.

Sono inoltre disponibili, su Audiweb Database e su Audiweb View (report mensile), anche i nuovi dati Audiweb Objects Video sulla fruizione dei contenuti video online sui siti degli editori iscritti al servizio.

Sintesi dei dati di audience online, Audiweb Database maggio 2013

In base ai nuovi dati di audience online, nel mese di maggio 2013 sono stati 28,5 milioni gli utenti che si sono collegati almeno una volta da computer.

Nel giorno medio risultano 14,2 milioni gli utenti unici, collegati per 1 ora e 25 minuti in media per persona.

 

 

Dai dati socio-demografici dell’audience online di maggio risultano online nel giorno medio 7,8 milioni di uomini e 6,4 milioni di donne, in particolare 35-54enni (6,8 milioni di utenti, il 47,6% della popolazione online), online in media per 1 ora e 25 minuti a persona. I più giovani dedicano più tempo alla navigazione da PC nel giorno medio: i 25-34enni (2,6 milioni, il 18% della popolazione online) risultano collegati in media per 1 ora e 37 minuti, come i 18-24enni (1,4 milioni, il 10% della popolazione online) che risultano collegati per 1 ora e 38 minuti per persona. Cresce di oltre l’11% la quota degli over 55 online nel giorno medio, con 2,5 milioni di utenti di questa fascia (il 17,4% della popolazione online 55+).

 

 

Per quanto riguarda la provenienza geografica emerge che il 30,5% degli utenti online nel giorno medio a maggio è dell’area Sud e Isole (4,3 milioni di utenti attivi), il 26,4% dall’area Nord Ovest (3,8 milioni), il 16,3% dal Centro (2,3 milioni) e il 15% dal Nord Est (2,1 milioni).

 

Sintesi dei dati Audiweb Objects Video maggio 2013

In base ai dati di sintesi Audiweb Objects Video sulla fruizione dei contenuti video online dei siti degli editori iscritti al servizio, a maggio risultano 65,6 milioni di stream views (video fruiti) mensili, con 6,4 milioni di utenti che hanno visualizzato almeno un contenuto video, con una media di 46 minuti di tempo speso per persona.

Nel giorno medio le stream views sono state 2 milioni, con 805 mila utenti che hanno dedicato alla visione dei contenuti video 11 minuti e 48 secondi in media per persona.

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I dolori del giovane navigatore italiano https://www.datamanager.it/news/i-dolori-del-giovane-navigatore-italiano-47074.html Fri, 17 May 2013 19:00:14 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/05/i-dolori-del-giovane-navigatore-italiano/ Oggi si celebra il World Telecommunication and Information Society Day e in questa occasione Kaspersky Lab ha deciso di rilasciare alcuni dati sull’utilizzo di Internet da parte degli utenti

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Oggi si celebra il World Telecommunication and Information Society Day e in questa occasione Kaspersky Lab ha deciso di rilasciare alcuni dati sull’utilizzo di Internet da parte degli utenti

Lo scorso anno l’utilizzo dei dispositivi mobile con accesso a Internet si era diffuso notevolmente e oggi sono uno strumento indispensabile in tutti gli ambienti professionali e privati​​. Quali sono però le maggiori preoccupazioni degli utenti italiani? Se si analizzano i dati, al primo posto troviamo la perdita dei dati finanziari (38%), l’infezione di virus attraverso gli allegati nocivi (32%) e gli accessi non autorizzati alle email (29%).

Nello scenario italiano la principale preoccupazione è una delle più condivise anche dagli utenti europei. La paura di perdere i dati finanziari è il problema principale per il 38% degli utenti italiani e, per questo motivo, il 60% ritiene che la protezione di queste informazioni sia l’obiettivo principale se si parla di sicurezza IT.

L’attenzione è rivolta però anche allo spionaggio informatico e all’accesso non autorizzato agli account di posta elettronica, mentre in Europa solo il 23% degli utenti teme che il proprio dispositivo venga rubato. Gli italiani, cosi come i francesi e gli spagnoli, sembrano i più preoccupati da questa minaccia (rispettivamente 23%, 29% e 28%).

Attacchi e protezione

Il 26% degli italiani ha ricevuto spam nella posta elettronica e il 23% ha ricevuto messaggi sui social network contenenti allegati o link nocivi o pop-up che rallentano la navigazione.

I paesi hanno differenti percezioni delle sicurezza Internet, ma l’attenzione viene rivolta principalmente alla protezione del proprio PC di casa. L’installazione di soluzioni di protezione a pagamento è la giusta risposta per il 60% degli italiani, mentre in Germania la percentuale sale al 66%.

Oltre alle soluzioni di sicurezza, gli utenti sono consapevoli di dover prestare la massima attenzione nella protezione dei propri dati. Osservando i dati della ricerca si scopre infatti che il 47% degli italiani non salva le password sui dispositivi e il 29% protegge i file sensibili con sistemi di crittografia. Esistono, però, anche aree in cui gli utenti possono migliorare dal momento che il 50% degli italiani protegge tutti i dispositivi con password diverse e solo il 46% ha le copie di backup. È interessante notare poi come il 16% degli utenti ha dichiarato di aver aperto un allegato contenuto in una mail di spam perché ‘sembrava interessante’.

Scarica il report completo cliccando qui


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“Navigare sicuri” guida oltre 30.000 studenti all’uso consapevole del web https://www.datamanager.it/news/navigare-sicuri-guida-oltre-30000-studenti-alluso-consapevole-del-web-46925.html Wed, 15 May 2013 12:57:54 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/05/navigare-sicuri-guida-oltre-30-000-studenti-alluso-consapevole-del-web/ Presentati oggi a Roma i risultati del Tour 2012-2013 di Navigare Sicuri, il progetto di Telecom Italia per sensibilizzare bambini, studenti e genitori all’uso consapevole del web. Quest’anno l’iniziativa ha toccato 10 città italiane e coinvolto oltre 30.000 studenti, 1.000 insegnanti e 70.000 familiari

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Presentati oggi a Roma i risultati del Tour 2012-2013 di Navigare Sicuri, il progetto di Telecom Italia per sensibilizzare bambini, studenti e genitori all’uso consapevole del web. Quest’anno l’iniziativa ha toccato 10 città italiane e coinvolto oltre 30.000 studenti, 1.000 insegnanti e 70.000 familiari

Sono stati presentati oggi a Roma i risultati del Tour 2012-2013 di “Navigare Sicuri”, il progetto di Telecom Italia per sensibilizzare bambini, studenti e genitori ad un uso consapevole del web, con l’obiettivo di renderli in grado di riconoscere le insidie di internet al di là di tutte le sue straordinarie potenzialità come preziosa risorsa di conoscenza, informazione e socializzazione.

Giunto ormai alla sua terza edizione “Navigare Sicuri” – sviluppato in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, la Fondazione Movimento Bambino e Save the Children – dal 2010 ha coinvolto complessivamente 40 città italiane, oltre 650.000 studenti e 1,5 milioni di familiari.

In particolare quest’anno, il progetto ha fatto tappa in 10 città (Torino, Milano, Trieste, Firenze, Bologna, Roma, Napoli, Cagliari, Bari e Palermo) e 76 scuole, interessando direttamente oltre 30.000 studenti e 1.000 insegnanti.

Grande protagonista dell’edizione 2012-2013 è stato Umberto Rapetto, Direttore Iniziative e Progetti Speciali di Telecom Italia (ex Colonnello della Guardia di Finanza, già comandante del Gruppo Anticrimine Tecnologico ed esperto di sicurezza informatica), che nelle scuole coinvolte in Italia e in diretta streaming su www.navigaresicuri.org e www.rainet.it, ha appassionato le platee in un percorso di sensibilizzazione e informazione con la collaborazione del circuito di blogger Fattore Mamma e di esperti delle varie materie trattate. In ciascuna regione, sono stati coinvolti genitori attivi sui social media che hanno promosso, a livello locale, un confronto diretto in famiglia, tra professori e studenti, sessuologi, sociologi ed esperti della Rete, sul rapporto media digitali e minori.

Il tuor di “Navigare Sicuri”

Ogni tappa del Tour 2012-2013 è durata 5 giorni, durante i quali gli studenti delle scuole delle città raggiunte hanno preso parte a laboratori interattivi con personale specializzato per confrontarsi sui principali temi della media education identificati in collaborazione con Save the Children: il cyberbullismo, il furto d’identità, l’adescamento e i nuovissimi contenuti relativi al sexting, la legalità e l’internet addiction. Durante i laboratori, tre minifilm dal finale aperto, appositamente realizzati dalla Scuola Holden di Torino, hanno anche affrontato nello specifico la difficile problematica della microprostituzione tra minori attraverso i new media, le regole per navigare online senza violare le leggi e il rapporto tra vita reale e vita virtuale.

Ai laboratori si sono affiancati incontri pubblici che hanno coinvolto di volta in volta la popolazione studentesca e la cittadinanza in una riflessione allargata sui temi del web, portando esempi concreti di situazioni di disagio e illustrando le linee-guida per poter mettere giovani e adulti nelle condizioni di affrontare i media digitali in sicurezza.

“Per il terzo anno consecutivo con il progetto “Navigare Sicuri”, Telecom Italia in sinergia con importanti realtà no-profit, ha offerto agli studenti e alle famiglie di tutto il territorio nazionale spunti di riflessione e strumenti per un utilizzo sicuro del web – ha dichiarato Marcella Logli, Direttore Corporate Identity & Public Relations e Segretario Generale Fondazione Telecom Italia. “La frontiera della sicurezza informatica, infatti, si sposta sempre più verso la consapevolezza dei rischi insiti nell’uso stesso delle tecnologie della comunicazione. Un impegno tanto più importante se rivolto ai minori, futuri protagonisti della società ma soprattutto già cittadini del mondo digitale”. Insieme al progetto “Navigare Insieme”dedicato all’alfabetizzazione digitale agli over 60, “Navigare Sicuri” è stato inserito dai Ministeri del Lavoro e delle Politiche sociali e dello Sviluppo Economico all’interno del Piano D’Azione Nazionale della Responsabilità sociale d’impresa 2012-2014. Il Piano, che è stato inviato alla Commissione Europea, illustra le azioni prioritarie e i progetti volti alla realizzazione della “Strategia rinnovata dell’UE per il periodo 2011-2014 in materia di responsabilità sociale delle imprese”, in linea sia con la ricerca di un modello alternativo di sviluppo e di uscita dalla crisi economica e sociale sia con le politiche europee del Libro verde del 2001 e con le indicazioni in materia di responsabilità sociale d’impresa contenute nella strategia Europa 2020.

Le iniziative ideate e realizzate da Telecom Italia sono state considerate, da un lato, esperienze-modello d’innovazione sociale e di partenariato pubblico-privato e dall’altro, settore non profit, per assicurare che le azioni dell’impresa nei confronti della comunità siano in linea con le esigenze degli stakeholder. Progetti in grado di massimizzare le potenzialità di tutti gli attori coinvolti, dalla profonda conoscenza delle esigenze delle comunità locali, alla disponibilità delle infrastrutture, alla presenza capillare sul territorio grazie alla maggiore facilità di accesso a competenze tecniche e risorse finanziarie.

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Udine, banda ultra larga per la zona industriale https://www.datamanager.it/news/udine-banda-ultra-larga-la-zona-industriale-45770.html Tue, 09 Apr 2013 14:26:21 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/04/udine-banda-ultra-larga-per-la-zona-industriale/ L'infrastruttura in fibra ottica e un data center per servizi di connettività evoluti sono stati realizzati da Teletronica SpA e InAsset Srl. Le 120 aziende della ZIU navigheranno nel web con banda di 1 Gbps (1000 Mbps)

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L’infrastruttura in fibra ottica e un data center per servizi di connettività evoluti sono stati realizzati da Teletronica SpA e InAsset Srl. Le 120 aziende della ZIU navigheranno nel web con banda di 1 Gbps (1000 Mbps)

Navigare in Internet in modo ultraveloce e gestire in cloud grandi quantità di dati è finalmente realtà per le imprese della Zona Industriale di Udine (ZIU). Entro pochi giorni alcune delle aziende interessate saranno connesse alla rete in fibra ottica e al nuovo data center realizzati dall’Ati (associazione temporanea di imprese) che riunisce la Teletronica SpA di Campoformido (UD) e la InAsset Srl di Pasian di Prato (UD). Il progetto è stato messo in campo dal Consorzio per lo Sviluppo Industriale del Friuli Centrale con l’obiettivo di mettere a disposizione delle imprese servizi di connettività unici in Italia.

«Dopo una lunga attesa, finalmente nella ZIU si può navigare con una potenza mai vista prima; in pratica sarà possibile fornire alle aziende una velocità di navigazione Internet fino a 1000 Mbps» spiega Sergio Lodolo, presidente e ad di Teletronica, l’azienda che ha curato infrastruttura e l’allacciamento dei consorziati. Le 120 aziende interessate, con più di tremila addetti, spiega inoltre Lodolo «hanno la possibilità di collegarsi direttamente a una rete Internet 100% internazionale, perché nella ZIU è presente un pop di Interoute, società che gestisce una delle infrastrutture in fibra ottica più importanti d’Europa con una direttrice direttamente su Vienna e il Nord Europa; dall’alta parte l’anello raggiunge Venezia e di seguito Francia e Spagna».

Alcune imprese si servono già dei servizi del data center sviluppato da InAsset, che consente loro di usufruire di molteplici servizi: hosting e housing server, backup, videoconferenze, servizi VoIP con vari gestori telefonici nazionali, cloud computing. «L’Ati con InAsset -continua Lodolo- è un esempio di simbiosi perfetta fra aziende diverse, che permette agli utenti di accedere a soluzioni integrate a 360°».

«Una rete di telecomunicazioni avanzata, versatile e aperta, per l’erogazione di servizi evoluti, non vincolata da “logiche di operatore”, ma finalizzata a far decollare le imprese che, in periodi come questi, devono puntare all’innovazione e guardare costantemente ai mercati esteri, il tutto sotto la supervisione del Consorzio»: questo, secondo Renzo Marinig, Presidente del Consorzio per lo Sviluppo Industriale del Friuli Centrale, è uno degli obiettivi di “ZIU NET”, un ambizioso progetto fortemente voluto per fornire servizi alle imprese e rendere più attrattiva l’area industriale udinese. E aggiunge: «Abbiamo cercato il meglio, l’accesso alla dorsale internazionale Interoute SpA ed il collegamento diretto con il datacenter InAsset -di per sé un sinonimo di garanzia- e l’individuazione di una partnership affidabile mediante gara ad evidenza pubblica. Auspico che un tale connubio possa davvero aiutare le imprese della ZIU ad affrontare i mercati internazionali senza alcuna limitazione nel campo delle telecomunicazioni, consentendo nel contempo il miglioramento delle prestazioni ed una sensibile ottimizzazione delle risorse».

I realizzatori del progetto contano di completare il collegamento di tutta la ZIU in meno di sei mesi. Anche i servizi disponibili si amplieranno e interesseranno la collettività: «Sulla stessa rete svilupperemo anche servizi di videosorveglianza e di telecontrollo di pubblica utilità» prosegue sempre Sergio Lodolo, che ribadisce l’importanza di questo progetto per l’economia locale: «Nella Zona industriale di Udine ci sono realtà d’eccellenza, come il Consorzio Friuli Innovazione, che gestiscono grandi quantità di dati e hanno bisogno di forme di connettività evoluta. Il collegamento a un gestore internazionale e la connessione in fibra ottica a un data center fanno di Udine una realtà unica in Italia, in cui servizi innovativi, prestazioni elevate e prezzi competitivi semplificheranno il lavoro delle imprese e attrarranno nuovi investimenti».

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Da Pisa la rivoluzione Internet: in 4 anni i dati correranno fino a un tera https://www.datamanager.it/news/da-pisa-la-rivoluzione-internet-4-anni-i-dati-correranno-fino-un-tera-45495.html Tue, 26 Mar 2013 16:40:06 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/03/da-pisa-la-rivoluzione-internet-in-4-anni-i-dati-correranno-fino-a-un-tera/ I ricercatori del Cnit e della Scuola Superiore Sant'Anna hanno dimostrato in Australia che è possibile aumentare fino a 10 volte livelli di navigabilità dei migliori impianti attuali. In un secondo: 200 milioni di chiamate voip, 15 milioni di video chiamate, 25 dvd multimediali scaricati, 300mila video ad alta definizione trasmessi in maniera simultanea

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I ricercatori del Cnit e della Scuola Superiore Sant’Anna hanno dimostrato in Australia che è possibile aumentare fino a 10 volte livelli di navigabilità dei migliori impianti attuali. In un secondo: 200 milioni di chiamate voip, 15 milioni di video chiamate, 25 dvd multimediali scaricati, 300mila video ad alta definizione trasmessi in maniera simultanea

Sono appena conclusi gli esperimenti su rete commerciale del gestore australiano Telstra, che confermano l’efficacia del sistema di trasmissione sviluppato in laboratorio a Pisa, che ha battuto per due volte il record mondiale di velocità.

Dal laboratorio la prima prova sulla rete commerciale è stata fatta per comunicare fra Sydney e Melbourne, le due più importanti città australiane distanti 1000Km: i nuovi esperimenti e le ulteriori, fondamentali sperimentazioni di utilizzo reale, fuori dall’ambiente protetto del laboratorio, hanno dimostrato la funzionalità del nuovo sistema in fibra ottica che permette di navigare in rete fino a 1000Gbit al secondo, pari a 1Terabit/s, attraverso l’elaborazione ottica dei segnali e grazie a quella tecnologia avveniristica (l’Italia è in prima fila) che è la fotonica integrata, destinata a sostituire gli apparati di rete “elettronici”.

L’autentica rivoluzione internet del XXI secolo comincia adesso, giorno di rientro della spedizione italiana dall’Australia, dopo quattro settimane di intensi calcoli, sperimentazioni, misure e con la certezza di un “ok, funziona”.

La spedizione composta dai ricercatori dell’Istituto di Tecnologie della Comunicazione, dell’Informazione e della Percezione della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e del Laboratorio Nazionale di Reti Fotoniche del Consorzio Nazionale Interuniversitario per le Telecomunicazioni (Cnit), in collaborazione con Ericsson e con la compagnia telefonica australiana Telstra, ritorna nel nostro Paese pronta ad annunciare, con i rispettivi partner industriali, che entro quattro anni l’infrastruttura di rete potrà essere rivoluzionata: i dati viaggeranno a una velocità oggi impensabile, se non in Laboratorio, grazie a luce e silicio, i due componenti principali della tecnologia fotonica, permettendo facilità di comunicazione per gli utenti e, soprattutto, la messa in opera di centrali e di infrastrutture “green”, dalle dimensioni ridotte e dai consumi energetici decisamente più contenuti.

 

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