Nozomi Networks – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Tue, 17 Feb 2026 10:42:49 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png Nozomi Networks – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Rilevare le nuove minacce OT prima che colpiscano: una sfida che AI e intelligenza umana possono vincere insieme https://www.datamanager.it/2026/02/rilevare-le-nuove-minacce-ot-prima-che-colpiscano-una-sfida-che-ai-e-intelligenza-umana-possono-vincere-insieme/ Tue, 17 Feb 2026 10:42:49 +0000 https://www.datamanager.it/?p=250977 Mentre gli attacchi alle infrastrutture critiche diventano sempre più sofisticati, il paradigma della cybersecurity si sposta dalla reazione alla predizione. Alessandro Di Pinto, Senior Director of Security Research di Nozomi Networks spiega come l’unione di intelligenza artificiale e analisi umana sia la chiave per neutralizzare i malware sconosciuti prima che causino danni Il panorama della […]

L'articolo Rilevare le nuove minacce OT prima che colpiscano: una sfida che AI e intelligenza umana possono vincere insieme proviene da Data Manager Online.

]]>
Mentre gli attacchi alle infrastrutture critiche diventano sempre più sofisticati, il paradigma della cybersecurity si sposta dalla reazione alla predizione. Alessandro Di Pinto, Senior Director of Security Research di Nozomi Networks spiega come l’unione di intelligenza artificiale e analisi umana sia la chiave per neutralizzare i malware sconosciuti prima che causino danni

Il panorama della sicurezza informatica per le tecnologie operative (OT) sta vivendo una trasformazione cruciale. Non è più sufficiente reagire alle minacce dopo che si sono manifestate; l’obiettivo strategico è oggi quello di identificarle e neutralizzarle in modo proattivo, prima ancora che possano sferrare il loro attacco. Ma come si può riconoscere un nemico che non si è mai visto prima?

Il processo assomiglia a cercare il classico ago in un pagliaio. La telemetria raccolta da innumerevoli fonti genera una quantità enorme di dati, al cui interno si nascondono i candidati a essere nuovi malware. Analizzare manualmente questo volume di informazioni è impensabile.

È qui che entra in gioco un approccio a più livelli, che combina la potenza dell’automazione con l’insostituibile intuito umano.

  1. Il primo filtro: l’intelligenza artificiale come segugio

Sistemi avanzati basati sull’intelligenza artificiale agiscono come un primo, fondamentale filtro. Sono addestrati per setacciare montagne di dati e identificare schemi o anomalie che, pur non corrispondendo a nessuna minaccia nota, presentano caratteristiche sospette. Questo processo riduce drasticamente il “rumore di fondo”, permettendo di restringere il campo a un numero gestibile di campioni potenzialmente dannosi.

  1. Il fattore umano: il giudizio dell’analista

Una volta che l’AI ha isolato gli elementi più degni di attenzione, la palla passa agli analisti esperti di malware. Il loro compito è quello di contestualizzare e giudicare. Un file è davvero un malware o potrebbe essere uno strumento legittimo, magari personalizzato, utilizzato in un ambiente OT?

Un esempio emblematico è quello di BUSTLEBERM, un tool che permette di modificare i valori modbus. A prima vista, potrebbe essere uno strumento di ingegneria benigno. Senza contesto, è quasi impossibile determinarne la natura. L’analista umano, però, può arricchire l’analisi con dati telemetrici aggiuntivi: da dove proviene il file? Con quali macchine comunica? Cosa è successo sulla rete nello stesso momento? Queste domande trasformano un semplice sospetto in un verdetto informato.

  1. L’approccio prudenziale: rilevare con intelligenza

In situazioni ambigue, l’approccio migliore è la trasparenza. Invece di ignorare una potenziale minaccia perché non se ne ha la certezza assoluta, la si rileva assegnandole un punteggio di rischio adeguato. Si avvisa il cliente, spiegando chiaramente perché il file è stato segnalato. In questo modo, l’azienda, che possiede il contesto completo del proprio ambiente operativo, può prendere una decisione finale informata, decidendo se l’allarme sia pertinente o se si tratti di un falso positivo in quel contesto specifico.

Come possono difendersi le aziende: indicazioni pratiche

Per affrontare le nuove minacce OT, le organizzazioni non possono più essere passive. Devono adottare un approccio articolato su più aspetti collegati tra loro:

  • Migliorare la visibilità: è fondamentale avere una visibilità completa e granulare sulle proprie reti ed endpoint. Non si può proteggere ciò che non si vede.
  • Adottare un approccio proattivo: scegliere soluzioni di sicurezza che non si limitino a cercare firme di minacce note, ma che integrino intelligenza artificiale e strumenti di “threat hunting” per scovare l’ignoto.
  • Implementare una solida gestione delle vulnerabilità: ridurre la superficie d’attacco attraverso una manutenzione costante è un passo cruciale, spesso sottovalutato.
  • Valorizzare il contesto: comprendere che non tutte le anomalie sono minacce e dotarsi di strumenti che permettano di distinguere tra un’attività malevola e un’operazione legittima, seppur insolita.

La lotta contro i malware OT di nuova generazione è impegnativa, ma non è persa in partenza e richiede un’evoluzione strategica. L’investimento in tecnologie avanzate, combinato con l’esperienza umana, permette di passare da una difesa reattiva a una protezione predittiva, minimizzando il rischio prima che il danno si concretizzi.

 

L'articolo Rilevare le nuove minacce OT prima che colpiscano: una sfida che AI e intelligenza umana possono vincere insieme proviene da Data Manager Online.

]]>
Attacchi cyber alle infrastrutture critiche: un rischio crescente per la sicurezza pubblica https://www.datamanager.it/2025/04/attacchi-cyber-alle-infrastrutture-critiche-un-rischio-crescente-per-la-sicurezza-pubblica/ Thu, 17 Apr 2025 13:35:23 +0000 https://www.datamanager.it/?p=244794 L’analisi di Emanuele Temi, Technical Sales Engineer di Nozomi Networks La recente ricerca condotta da Semperis evidenzia una realtà allarmante: le infrastrutture idriche ed elettriche sono sempre più spesso oggetto di attacchi informatici, con gravi rischi per la sicurezza pubblica e la stabilità economica. Come confermato anche dai dati del nostro Nozomi Networks Labs, il […]

L'articolo Attacchi cyber alle infrastrutture critiche: un rischio crescente per la sicurezza pubblica proviene da Data Manager Online.

]]>
L’analisi di Emanuele Temi, Technical Sales Engineer di Nozomi Networks

La recente ricerca condotta da Semperis evidenzia una realtà allarmante: le infrastrutture idriche ed elettriche sono sempre più spesso oggetto di attacchi informatici, con gravi rischi per la sicurezza pubblica e la stabilità economica. Come confermato anche dai dati del nostro Nozomi Networks Labs, il settore idrico/fognario si colloca da almeno due anni a questa parte tra i 5 settori più vulnerabili in ambito industriale. Dato non così sorprendente se consideriamo che queste infrastrutture, spesso gestite da piccole municipalità, non dispongono delle risorse, delle competenze e del personale necessari per difendersi efficacemente. Inoltre, molte dispongono di sistemi antiquati e visibilità limitata su ciò che sta accadendo nei loro ambienti di tecnologia operativa (OT), cosa che li rende obiettivo ancor più appetibile per i cybercriminali, ben consapevoli del potenziale impatto di un attacco rivolto a un’infrastruttura critica come questa.

È un dato di fatto che gli attacchi informatici alle infrastrutture critiche del mondo siano in aumento, alimentatati anche dal crescente clima di tensione geopolitica ed economica.

Come è possibile operare per migliorare la situazione in questo panorama sempre più complesso e articolato? Alcuni elementi sono imprescindibili:

  • Investimenti mirati: è fondamentale che i governi e le autorità competenti destinino maggiori risorse finanziarie alla cybersecurity delle infrastrutture critiche, con particolare attenzione ai sistemi idrici e fognari. Questi investimenti dovrebbero essere finalizzati all’aggiornamento dei sistemi, all’implementazione di soluzioni di sicurezza avanzate e alla formazione del personale.
  • Visibilità e monitoraggio continuo: le utility devono implementare soluzioni di monitoraggio continuo delle proprie reti OT per ottenere una visibilità completa di ciò che accade e rilevare tempestivamente eventuali anomalie o attività sospette.
  • Collaborazione pubblico-privato: è essenziale promuovere la collaborazione tra il settore pubblico e il settore privato, come dimostrato ad esempio dal “Cybersecurity for Rural Water Systems Act”, entrato in vigore nel 2023 negli Stati Uniti e recentemente aggiornato. Le aziende specializzate in sicurezza informatica possono fornire competenze e tecnologie avanzate per aiutare le utility a proteggere le proprie infrastrutture.
  • Priorità alla cybersecurity: la sicurezza deve diventare una priorità assoluta per le realtà che operano in questo ambito. È necessario che adottino un approccio proattivo, che includa la valutazione dei rischi, l’implementazione di misure adeguate e la formazione del personale.

La sicurezza delle infrastrutture critiche è un imperativo, proprio per il loro impatto che va ben oltre l’ambito puramente cyber. Non è più una questione prettamente tecnologica, ma il problema va affrontato a livello di sistema: solo attraverso un impegno condiviso e investimenti mirati è possibile proteggere la sicurezza pubblica e la stabilità economica.

L'articolo Attacchi cyber alle infrastrutture critiche: un rischio crescente per la sicurezza pubblica proviene da Data Manager Online.

]]>
NIS2 e Decreto Legislativo 138/2024: un’opportunità per trasformare la cybersecurity delle infrastrutture critiche https://www.datamanager.it/2025/04/nis2-e-decreto-legislativo-138-2024-unopportunita-per-trasformare-la-cybersecurity-delle-infrastrutture-critiche/ Mon, 14 Apr 2025 07:25:00 +0000 https://www.datamanager.it/?p=244683 A cura di Davide Ricci, Regional Sales Director Italia, Nozomi Networks Il Decreto Legislativo 138/2024, che recepisce la direttiva europea NIS2, segna un punto di svolta in tema di cybersecurity. In particolare, con la direttiva NIS2 viene introdotto un cambiamento significativo: l’obbligo di segnalare gli incidenti di cybersecurity che impattano le infrastrutture critiche. Sebbene l’entrata […]

L'articolo NIS2 e Decreto Legislativo 138/2024: un’opportunità per trasformare la cybersecurity delle infrastrutture critiche proviene da Data Manager Online.

]]>
A cura di Davide Ricci, Regional Sales Director Italia, Nozomi Networks

Il Decreto Legislativo 138/2024, che recepisce la direttiva europea NIS2, segna un punto di svolta in tema di cybersecurity.

In particolare, con la direttiva NIS2 viene introdotto un cambiamento significativo: l’obbligo di segnalare gli incidenti di cybersecurity che impattano le infrastrutture critiche. Sebbene l’entrata in vigore effettiva sia prevista tra il 2025 e il 2026, la complessità del processo di comunicazione delle informazioni richieste impone una preparazione tempestiva. Come è naturale, sono molte le organizzazioni che esprimono preoccupazioni riguardo ai costi e alla complessità della segnalazione degli incidenti, ma una preparazione adeguata può trasformare questi obblighi in un vantaggio strategico.

Comprendere i requisiti di segnalazione secondo NIS2

La direttiva impone alle imprese definite “essenziali e importanti” appartenenti a 11 settori critici di segnalare gli incidenti significativi alle autorità nazionali competenti senza “ritardi ingiustificati”. Il reporting richiesto si articola in tre (eventualmente quattro) fasi, consentendo l’invio di informazioni aggiuntive per ulteriori indagini:

  • Avviso tempestivo (entro 24 ore): segnalare se l’evento è probabilmente il risultato di attività illecite o dolose o se rischia di avere conseguenze transfrontaliere.
  • Notifica dell’incidente (entro 72 ore): aggiornamento delle informazioni fornite in precedenza e valutazione preliminare della gravità e degli effetti dell’incidente.
  • Rapporto intermedio (se richiesto): fornire aggiornamenti sullo stato di avanzamento della gestione degli incidenti e delle crisi, su esplicita indicazione dello CSIRT.
  • Report finale (1 mese): presentazione di un report dettagliato sull’incidente, incluse cause, strategie di mitigazione adottate ed eventuali effetti transfrontalieri.

Prepararsi ad affrontare le indicazioni di NIS2

Per non farsi cogliere impreparati in vista dell’entrata in vigore della direttiva, le organizzazioni che gestiscono infrastrutture critiche dovrebbero affrontare un percorso di analisi e formazione articolato di quattro passaggi:

  1. Definire gli incidenti da segnalare: iniziare a definire cosa si intende per incidente da segnalare in base alla propria attività. Cosa si considera una perdita “sostanziale” di riservatezza, integrità o disponibilità? Cosa può avere un impatto “grave” sulla sicurezza e sulla resilienza?
  2. Iniziare a fare pratica: tenere traccia degli incidenti segnalabili secondo il decreto, fornendo tutte le informazioni richieste dalla NIS2, monitorare il tempo necessario per fornire tutti gli insight richiesti e quante volte è necessario ripetere il processo.
  3. Analizzare l’andamento delle segnalazioni: utilizzare il 2025 per quantificare il numero di incidenti segnalabili che vengono rilevati nel corso di un trimestre, semestre o un anno e stimare il tempo impiegato per documentare questi incidenti secondo i requisiti NIS2.
  4. Imparare dalle lezioni apprese: se l’obbligo di segnalazione degli incidenti si rivelerà troppo oneroso, potrà essere necessario rivedere il modo in cui è stato definito l’impatto. Chi è stato prudente nella definizione, potrà rivedere i punti in cui le indagini si sono ripetutamente arenate e capire come risolverli.

Come le aziende specializzate possono aiutare nella conformità a NIS2

La conformità alla direttiva NIS2 rappresenta una sfida complessa, che le organizzazioni devono necessariamente affrontare da sole. Ci sono aziende specializzate nel settore della sicurezza OT/ICS che possono svolgere un ruolo cruciale nel supportare le imprese in questo percorso.

Queste aziende, grazie alla loro profonda conoscenza delle reti industriali e delle minacce che subiscono, offrono soluzioni che vanno oltre la semplice conformità normativa. Si tratta di un approccio olistico che mira a rafforzare la resilienza complessiva dell’organizzazione.

Ad esempio, la visibilità completa degli asset OT/ICS è fondamentale per comprendere la propria superficie di attacco e identificare le vulnerabilità. Le soluzioni di monitoraggio avanzato consentono di rilevare anomalie e minacce in tempo reale, permettendo una risposta rapida ed efficace.

Inoltre, la gestione degli incidenti diventa più efficiente grazie a strumenti specifici che facilitano la raccolta di informazioni, la collaborazione tra i team e la generazione di report conformi ai requisiti NIS2.

Il supporto di esperti del settore, attraverso servizi di consulenza, può fare la differenza nella valutazione della conformità, nella definizione di policy di sicurezza personalizzate e nell’implementazione di soluzioni che si adattino alle specifiche esigenze di ogni organizzazione.

Le aziende specializzate nella sicurezza OT/ICS non si limitano a fornire strumenti, ma offrono un vero e proprio supporto strategico per affrontare le sfide della NIS2 e rafforzare la cybersecurity delle infrastrutture critiche.

Un’opportunità per rafforzare la cybersecurity

La direttiva NIS2 non è solo un obbligo normativo, ma un’opportunità per le organizzazioni di rafforzare la propria postura di sicurezza, migliorare la capacità di rilevamento e risposta agli incidenti. contribuire a un ecosistema digitale più sicuro e resiliente. Ma soprattutto è l’occasione per fare il punto e prendere consapevolezza della propria capacità di offrire in ogni situazione i propri servizi agli utenti/clienti, che è in ultima analisi spesso il fine ultimo della propria attività di business o istituzionale.

L'articolo NIS2 e Decreto Legislativo 138/2024: un’opportunità per trasformare la cybersecurity delle infrastrutture critiche proviene da Data Manager Online.

]]>
Il paradosso dell’industria: le infrastrutture invecchiano e gli attacchi informatici si fanno sempre più sofisticati https://www.datamanager.it/2025/03/il-paradosso-dellindustria-le-infrastrutture-invecchiano-e-gli-attacchi-informatici-si-fanno-sempre-piu-sofisticati/ Tue, 11 Mar 2025 10:48:57 +0000 https://www.datamanager.it/?p=243777 A cura di Davide Ricci, Regional Sales Director di Nozomi Networks Le società moderne si basano su una rete complessa di infrastrutture operative (OT). Dalle centrali elettriche agli impianti di trattamento dell’acqua, passando per i sistemi di trasporto, questi servizi vitali sono sempre più connessi, automatizzati e, purtroppo, vulnerabili. L’inevitabile invecchiamento di queste infrastrutture, spesso […]

L'articolo Il paradosso dell’industria: le infrastrutture invecchiano e gli attacchi informatici si fanno sempre più sofisticati proviene da Data Manager Online.

]]>
A cura di Davide Ricci, Regional Sales Director di Nozomi Networks

Le società moderne si basano su una rete complessa di infrastrutture operative (OT). Dalle centrali elettriche agli impianti di trattamento dell’acqua, passando per i sistemi di trasporto, questi servizi vitali sono sempre più connessi, automatizzati e, purtroppo, vulnerabili. L’inevitabile invecchiamento di queste infrastrutture, spesso mal protette, unito alla crescente abilità di cybercriminali dotati di strumenti sempre più avanzati, crea un cocktail esplosivo con conseguenze potenzialmente devastanti.

Per decenni, i sistemi OT hanno operato in un ambiente isolato, separati dalle reti informatiche tradizionali, con una separazione fisica che offriva una protezione implicita. Oggi, la necessità di incrementare efficienza e redditività stimolano l’interconnessione e la digitalizzazione, esponendo questi sistemi un tempo isolati a una serie di minacce digitali. Il problema è aggravato dalla longevità di queste infrastrutture, molte delle quali si basano su tecnologie obsolete, difficili da aggiornare e prive dei meccanismi di sicurezza moderni. Questo divario tecnologico crea un terreno di gioco ideale per i criminali informatici sempre più esperti.

Crescono le minacce cyber rivolte all’OT

Il contesto geopolitico gioca una parte importante in questo scenario, con le infrastrutture critiche, come le reti idriche ed energetiche, che diventano bersagli privilegiati per attori malintenzionati che cercano di destabilizzare nazioni o esercitare pressioni politiche. Anche lo spazio, un tempo considerato intoccabile, è ora potenzialmente minacciato. La crescente dipendenza dai satelliti per comunicazioni e servizi essenziali espone le industrie ad attacchi potenzialmente paralizzanti. Allo stesso modo, l’uso crescente di droni, sia in ambito civile che militare, apre nuove vie di intrusione per i cybercriminali. Questi dispositivi, spesso insufficientemente protetti, possono essere dirottati per condurre attacchi fisici o digitali contro infrastrutture critiche.

L’aumento della superficie di attacco degli ambienti industriali è un’altra tendenza preoccupante. La proliferazione degli oggetti connessi (IoT) e l’uso crescente delle comunicazioni wireless creano infatti nuovi punti di ingresso per i malintenzionati. Parallelamente, il rafforzamento delle difese degli ambienti IT tradizionali spinge gli attaccanti a dirottare le proprie attenzioni su bersagli più facili, come i sistemi OT.

Anche l’ingresso di vendor tradizionalmente cyber sul mercato della sicurezza OT testimonia la crescente consapevolezza rispetto a queste problematiche. L’attrattiva di un mercato in piena crescita spinge così i giganti della sicurezza informatica a investire in soluzioni specifiche per gli ambienti industriali. Questa convergenza dei mondi IT e OT è un’evoluzione positiva, ma deve essere accompagnata da una comprensione approfondita delle specificità dei sistemi industriali.

Di fronte a queste sfide, l’importanza di una vera intelligence sulle minacce (Threat Intelligence) è fondamentale. Nel 2025, l’automazione della gestione dell’intelligence sulle minacce permetterà di accelerare l’analisi e ridurre i ritardi causati dai processi manuali. Flussi di informazioni più precisi e specifici per gli ambienti IT e OT permetteranno ai team di sicurezza di concentrarsi sulle minacce reali e di agire in modo proattivo.

In realtà, sono diversi i fattori che convergono – l’invecchiamento delle infrastrutture, la sofisticazione dei criminali informatici, le tensioni geopolitiche e l’espansione della superficie di attacco – e che rendono la sicurezza dei sistemi OT una priorità da affrontare oltre che una questione cruciale per le nostre società. Investire in soluzioni di sicurezza moderne, formare il personale in modo adeguato e condividere informazioni tra gli attori del settore sono aspetti essenziali per proteggere queste infrastrutture vitali e garantire la stabilità delle nostre economie.

L'articolo Il paradosso dell’industria: le infrastrutture invecchiano e gli attacchi informatici si fanno sempre più sofisticati proviene da Data Manager Online.

]]>
Come AI e ML stanno trasformando la cybersicurezza OT https://www.datamanager.it/2024/10/come-ai-e-ml-stanno-trasformando-la-cybersicurezza-ot/ Wed, 02 Oct 2024 12:45:41 +0000 https://www.datamanager.it/?p=240026 A cura Moreno Carullo, Co-founder, Chief Technical Officer, Nozomi Networks L’intelligenza artificiale (AI) sta vivendo un momento di assoluta popolarità, un periodo in realtà piuttosto lungo. Parliamo di una tecnologia che esiste da decenni e si è continuamente evoluta, ma ora si trova ovunque, all’improvviso. Assistenti digitali come Siri e Alexa e strumenti di AI […]

L'articolo Come AI e ML stanno trasformando la cybersicurezza OT proviene da Data Manager Online.

]]>
A cura Moreno Carullo, Co-founder, Chief Technical Officer, Nozomi Networks

L’intelligenza artificiale (AI) sta vivendo un momento di assoluta popolarità, un periodo in realtà piuttosto lungo. Parliamo di una tecnologia che esiste da decenni e si è continuamente evoluta, ma ora si trova ovunque, all’improvviso. Assistenti digitali come Siri e Alexa e strumenti di AI generativa come ChatGPT, Gemini e Copilot, hanno reso l’AI accessibile a tutti, compresi i cybercriminali.

Per i non nativi digitali si tratta di un ritorno al 1991, l’anno in cui Internet si è trasformato da dominio militare/accademico per supertecnici nel World Wide Web. Allora come oggi, le aziende si ingegnano per comprendere al meglio le migliori modalità di utilizzo di questa potente tecnologia per potenziare ogni aspetto delle loro attività.

Nel settore della cybersecurity, è in corso una gara per superare in astuzia i malintenzionati che stanno già utilizzando nuove forme di AI al fine di trovare rapidamente le vulnerabilità e lanciare attacchi più efficaci. La sfida – e l’opportunità – per i Chief Information Security Officer (CISO) e gli analisti dei Security Operations Center (SOC) è capire come utilizzare AI e machine learning (ML) per automatizzare e migliorare i processi di difesa informatica.

Per quanto riguarda la protezione delle reti di tecnologia operativa (OT) e Internet of Things (IoT), la sfida è ancora più grande e la posta in gioco ancora maggiore. Ecco una breve introduzione all’AI, alle sue applicazioni per la cybersecurity e ai principali casi d’uso per le infrastrutture critiche e altre organizzazioni industriali.

L’evoluzione dell’intelligenza artificiale

L’AI è un campo della scienza e della tecnologia che si concentra sulla capacità delle macchine di svolgere compiti tipicamente associati all’intelligenza umana, come l’apprendimento, la risoluzione di problemi e il processo decisionale. Una AI rudimentale esiste fin dagli anni Cinquanta, anche se quella più sofisticata è diventata realtà negli anni ’80 grazie a un aumento esponenziale della potenza di calcolo. Negli ultimi due decenni, ha ricevuto un ulteriore impulso grazie al cloud computing. Queste innovazioni hanno consentito rapidi progressi nell’analisi e nella capacità di risolvere problemi legati ai big data.

Secondo la Defense Advanced Research Projects Agency (DARPA), a partire dagli anni ’50 ci sono state tre ondate storiche di AI:

  • Conoscenza artigianale (anni ’50-’80): Sistemi basati su criteri in grado di implementare semplici regole logiche per problemi ben definiti, ma incapaci di apprendere o di gestire l’incertezza. Esempi: Sistemi di posizionamento globale in grado di pianificare percorsi ottimali, computer che giocano a scacchi.
  • Apprendimento statistico (anni ’80 – 2010): ML e reti neurali, o modelli di deep learning che possono apprendere e adattarsi a situazioni diverse se adeguatamente addestrati su grandi insiemi di dati. Esempi: Programmi di riconoscimento facciale e vocale, droni aerei.
  • Adattamento contestuale (anni 2010 – oggi): AI generativa in grado di comprendere contesti complessi e reali senza addestramento su serie di dati, utilizzando modelli linguistici di grandi dimensioni (LLM) per creare contenuti ricchi di sfumature, comprese le immagini. Esempi: ChatGPT, DALL-E.

La prima ondata è stata confinata soprattutto in ambito accademico. La seconda ha cambiato le carte in tavola ed è ancora ampiamente utilizzata in tutti i settori. Nello specifico, il ML impiega quattro gruppi di algoritmi per l’addestramento di grandi insiemi di dati al fine di apprendere modelli e fare previsioni:

  1. Algoritmi di regressione che aiutano a prevedere eventi futuri a partire da dati passati.
  2. Algoritmi di classificazione che aiutano a suddividere i dati in categorie note
  3. Algoritmi di clustering che scoprono nuovi schemi nei dati senza conoscere le categorie

Il machine learning utilizza questi quattro gruppi per addestrare grandi insiemi di dati per apprendere modelli e fare previsioni.

Per quanto le capacità della seconda ondata siano impressionanti nel dare un senso a oceani di dati, l’attenzione si è spostata sulla terza ondata e su come sfruttarne la potenza.

Impatto dell’AI sulla sicurezza informatica

Come i creatori di fantascienza hanno da tempo predetto, un’intelligenza superumana può essere usata per il bene o per il male. In ambito informatico, l’AI viene sfruttata sia dagli aggressori che dai difensori per fare ciò che hanno sempre fatto, nel miglior modo possibile. Ecco tre modi in cui viene impiegata:

  • Attacchi informatici assistiti dall’AI

I malintenzionati hanno rapidamente sfruttato AI e ML per rendere i loro attacchi più veloci e precisi e meno rilevabili. Li usano per trovare e sfruttare le vulnerabilità più facilmente, oltre che per generare malware, creare e-mail di phishing e deepfake.

  • Minacce che colpiscono sistemi AI

Mentre le organizzazioni adottano sempre più l’intelligenza artificiale per potenziare processi già automatizzati, la vulnerabilità degli stessi sistemi AI è una preoccupazione emergente. Tattiche subdole come il data poisoning, l’iniezione di prompt di modelli linguistici di grandi dimensioni (LLM) o l’evasione dei modelli ML rappresentano una sfida formidabile, poiché gli attori delle minacce imparano ad abusare della tecnologia progettata per migliorare l’efficienza e l’innovazione.

Per utilizzare un esempio OT/IoT, considerate cosa accadrebbe se un sistema di manutenzione predittiva guidato dall’AI fosse manipolato in un cyberattacco di data poisoning (assistito o meno dall’AI). Gli aggressori potrebbero modificare le letture dei sensori o introdurre nei dati registri di manutenzione ingannevoli. Alimentando il sistema con informazioni false, i malintenzionati potrebbero indurre il modello di intelligenza artificiale a fare previsioni imprecise sulle esigenze di salute e manutenzione, con conseguenti guasti, aumento dei tempi di inattività e potenziali rischi per la sicurezza.

Una grande risorsa per capire come gli aggressori sfruttano le vulnerabilità dei sistemi di intelligenza artificiale è MITRE ATLAS™ (Adversarial Threat Landscape for AI Systems). Questo framework complementare al MITRE ATT&CK® si concentra su tattiche e tecniche del mondo reale che gli attori delle minacce utilizzano per colpire i sistemi di intelligenza artificiale. Nel novembre 2023, è stato aggiornato per affrontare le vulnerabilità dei sistemi che incorporano AI generativa e LLM.

La vulnerabilità dei sistemi AI solleva un’altra problematica già vista. L’OT è stato a lungo etichettato come “insecure by design”, un difetto difficile da trattare che si è dimostrato complicato da superare. Si può dire lo stesso dell’AI? Stiamo mettendo in sicurezza i sistemi di intelligenza artificiale o ci stiamo preparando a un incubo di retrofitting?

  • Difesa informatica assistita dall’AI

Per quanto riguarda i difensori, la necessità di analizzare e correlare grandi quantità di dati provenienti da decine di fonti rappresenta un caso d’uso privilegiato per AI e ML. In effetti, ormai, la maggior parte dei fornitori di cybersicurezza ha incorporato l’AI nei propri prodotti in diverse misure. Oggi si può presumere che ML e analisi comportamentale siano all’opera in tutto lo stack di cybersecurity per migliorare la velocità e l’accuratezza di ogni processo, tra cui:

  • Analisi e correlazione dei big data
  • Rilevamento delle minacce (anomalie, attacchi, malware)
  • Identificazione e prioritizzazione delle vulnerabilità
  • Valutazione e prioritizzazione del rischio
  • Automazione della risposta agli incidenti

Quando si valutano i fornitori di cybersicurezza e le loro capacità di intelligenza artificiale, è importante capire esattamente cosa si sta ottenendo. La questione non è se incorporano AI e/o ML, ma come lo fanno. Tra le domande da porsi ci sono:

  • Quali algoritmi sono in uso e dove? (È possibile che considerino tali informazioni proprietarie, ma dovrebbero almeno essere disposti a condividere se e come impiegano algoritmi di regressione, classificazione, clustering e se utilizzano sistemi di AI generativa).
  • ‍In che modo l’AI aiuterà il team nelle attività quotidiane di sicurezza? (monitoraggio, correlazione, rilevamento, analisi)?
  • ‍Dove si collocano le capacità emergenti dell’IA nella roadmap?

AI per la cybersecurity OT

La cybersicurezza OT assistita dall’intelligenza artificiale richiede maggiori capacità poiché, come sappiamo, c’è molto da proteggere e la posta in gioco in caso di attacco è spesso più elevata. Ci sono sistemi di controllo e processi fisici, con variabili di processo configurabili, tutti potenzialmente sfruttabili. Le organizzazioni che gestiscono infrastrutture critiche e altri ambienti industriali devono ricorrere all’intelligenza artificiale per affrontare ogni fase del ciclo di vita della cybersecurity – identificazione, protezione, rilevamento, risposta e ripristino – ma con funzionalità aggiuntive per proteggere le reti OT/IoT. I principali casi d’uso includono:

  • Utilizzo del ML per apprendere il comportamento delle variabili di processo raccolte dal traffico di rete ed evidenziare le anomalie rispetto alle serie temporali di base.‍
  • Previsione e intervento su una larghezza di banda anomala rispetto all’attività di rete di base di ciascun sensore.

Coesistere in un mondo AI

AI e ML offrono chiari vantaggi ai team di cybersecurity, aiutandoli a fare incredibilmente di più con meno risorse. È un aspetto molto positivo, considerando la carenza di talenti informatici, soprattutto in settori specializzati come OT e IoT. Ma anche gli avversari stanno raccogliendo i benefici. Con la continua evoluzione della scienza e della tecnologia dell’intelligenza artificiale, anche i metodi di attacco informatico si evolveranno. È difficile dire chi stia vincendo la battaglia in un determinato giorno, ma le organizzazioni devono conoscere le capacità dei loro avversari e cercare di superarle se vogliono prevalere in un mondo alimentato dall’intelligenza artificiale.

 

L'articolo Come AI e ML stanno trasformando la cybersicurezza OT proviene da Data Manager Online.

]]>
Nozomi Networks firma il primo sensore di sicurezza al mondo embedded nei sistemi di controllo industriale https://www.datamanager.it/2024/07/nozomi-networks-firma-il-primo-sensore-di-sicurezza-al-mondo-embedded-nei-sistemi-di-controllo-industriale/ Tue, 23 Jul 2024 13:59:16 +0000 https://www.datamanager.it/?p=238965 Arc Embedded, la nuova offerta di sicurezza, fornisce visibilità estesa e in tempo reale sulle operazioni interne dei sistemi di controllo industriale e delle loro risorse sul campo per migliorare il rilevamento di anomalie e minacce, diminuendo al contempo i tempi di risposta Nozomi Networks, azienda leader nella sicurezza OT e IoT, ha annunciato il […]

L'articolo Nozomi Networks firma il primo sensore di sicurezza al mondo embedded nei sistemi di controllo industriale proviene da Data Manager Online.

]]>
Arc Embedded, la nuova offerta di sicurezza, fornisce visibilità estesa e in tempo reale sulle operazioni interne dei sistemi di controllo industriale e delle loro risorse sul campo per migliorare il rilevamento di anomalie e minacce, diminuendo al contempo i tempi di risposta

Nozomi Networks, azienda leader nella sicurezza OT e IoT, ha annunciato il primo sensore di sicurezza OT e IoT del settore, integrato nei controllori logici programmabili (PLC) di Mitsubishi Electric. Grazie ad Arc Embedded, i team OT e di sicurezza ottengono una visibilità finora inedita dei processi di automazione industriale e delle risorse sul campo. Aumenta inoltre la capacità di analizzare e prevenire le minacce derivanti da tali processi e dall’attività di utenti malintenzionati senza impattare sulle risorse correnti o interrompere le reti mission-critical. Di conseguenza, le organizzazioni beneficiano di una maggiore resilienza e operatività e di una riduzione del rischio informatico.

“Siamo onorati di collaborare con Mitsubishi Electric, azienda leader e innovatrice del settore, per portare Arc Embedded sui loro PLC”, ha dichiarato Andrea Carcano, co-fondatore e CPO di Nozomi Networks. “Arc Embedded è in grado di trasformare il modo in cui i CISO possono gestire e proteggere le infrastrutture critiche, estendendo la sicurezza verso e attraverso i sistemi di controllo industriale, fino agli asset gestiti sul campo”.

“Mitsubishi Electric è il partner perfetto per questa iniziativa, grazie alla sua passione per l’innovazione e alla sua conoscenza impareggiabile dell’automazione”, ha aggiunto Carcano. “Grazie al nostro lavoro comune, aziende di settori diversi possono utilizzare con sicurezza Arc Embedded nei loro PLC di Mitsubishi Electric, rafforzando la sicurezza fino al processo fisico – un approccio rivoluzionario che consente di estendere il monitoraggio dettagliato in tempo reale degli asset, del traffico di rete, del rilevamento delle anomalie e dell’identificazione delle minacce direttamente ai controlli di processo. Questo migliora la sicurezza e l’affidabilità dei processi di automazione da cui dipendiamo e alimenta l’immaginazione sulle possibilità offerte da una sicurezza avanzata e integrata nei dispositivi”.

“Le soluzioni che forniscono solida sicurezza OT e un funzionamento continuo del sistema sono una priorità nell’ambito della continua trasformazione digitale di Mitsubishi Electric”, ha dichiarato Kunihiko Kaga, Representative Executive Officer e Industry & Mobility Business Area Owner di Mitsubishi Electric. “Combinare le tecnologie di Mitsubishi Electric per la sicurezza dei sistemi informativi e di controllo della produzione con quelle di Nozomi Networks per la visualizzazione e rilevazione delle intrusioni ci permette di contribuire a una società più sicura e sostenibile”.

Un PLC si può pensare come un computer digitale industriale progettato per automatizzare i processi di produzione, garantendo alta affidabilità e facilità di programmazione. Ampiamente utilizzati in diversi settori industriali, i PLC migliorano l’efficienza operativa fornendo elaborazione e controllo in tempo reale all’interno di ambienti critici. La famiglia di PLC MELSEC iQ-R di Mitsubishi Electric è tra le più moderne e avanzate al mondo, cosa che ha facilitato lo sviluppo di questa nuova soluzione di sicurezza integrata.

Si prevede che il mercato dei PLC raggiungerà i 22 miliardi di dollari entro il 2030, in quanto un numero sempre maggiore di settori sta abbracciando ed espandendo l’uso dell’automazione, alimentando la richiesta di una migliore cybersicurezza del livello di controllo. I recenti alert del CISA sui tentativi di exploit dei PLC servono a ricordare che un attacco correlato potrebbe bloccare la produzione o causare una crisi di sicurezza pubblica.

Arc Embedded trasforma i sistemi di controllo industriale esistenti in risorse Secure-by-Design, offrendo un livello di sicurezza completamente integrato da parte di un fornitore indipendente che garantisce protezione solida e completa per gli attuali sistemi in produzione.

Nozomi Arc Embedded nei PLC Mitsubishi Electric, più recente componente dell’apprezzata piattaforma di sicurezza OT/IoT alimentata dall’intelligenza artificiale di Nozomi Networks, consente per la prima volta alle aziende di monitorare l’attività in qualsiasi luogo per rilevare e rispondere agli incidenti informatici a livello di PLC prima che possano causare danni o aggravarsi nell’intero ambiente operativo industriale. Questo approccio proattivo rafforza la resilienza operativa, riduce i tempi di inattività, protegge le infrastrutture critiche e mantiene l’integrità dei processi.

Arc Embedded sui PLC di Mitsubishi Electric offre:

  • Visibilità e sicurezza in tempo reale, dall’endpoint di rete al reparto di produzione per migliorare l’integrità dei dati, rilevare con maggiore precisione le anomalie del PLC e individuare accessi non autorizzati.
  • Protezione alimentata dall’intelligenza artificiale per fornire un monitoraggio continuo per l’apprendimento in tempo reale, risposte più rapide agli incidenti di sicurezza e un rilevamento più affidabile delle vulnerabilità note e sconosciute.
  • Visibilità e protezione innovative per i dispositivi collegati al backplane del PLC per comprendere lo stato di salute dei moduli, i modelli di comunicazione normali e anomali, tutte le modifiche alla configurazione e l’integrità del firmware.

Arc Embedded è già disponibile per i PLC della serie Mitsubishi Electric iQ-R tramite sottoscrizione, acquistabile presso Mitsubishi Electric, Nozomi Networks e una vasta rete globale di partner di canale di Nozomi Networks.

L'articolo Nozomi Networks firma il primo sensore di sicurezza al mondo embedded nei sistemi di controllo industriale proviene da Data Manager Online.

]]>
Davide Ricci è il nuovo Regional Sales Director di Nozomi Networks per l’Italia https://www.datamanager.it/2024/07/davide-ricci-e-il-nuovo-regional-sales-director-di-nozomi-networks-per-litalia/ Tue, 02 Jul 2024 09:12:25 +0000 https://www.datamanager.it/?p=238560 Nozomi Networks, azienda leader nella sicurezza OT e IoT, ha annunciato la nomina di Davide Ricci a Regional Sales Director per l’Italia. In questo nuovo ruolo, sarà responsabile di tutti gli aspetti legati alla crescita del mercato italiano e allo sviluppo delle strategie di vendita, collaborando a stretto contatto con partner e clienti con l’obiettivo […]

L'articolo Davide Ricci è il nuovo Regional Sales Director di Nozomi Networks per l’Italia proviene da Data Manager Online.

]]>
Nozomi Networks, azienda leader nella sicurezza OT e IoT, ha annunciato la nomina di Davide Ricci a Regional Sales Director per l’Italia.

In questo nuovo ruolo, sarà responsabile di tutti gli aspetti legati alla crescita del mercato italiano e allo sviluppo delle strategie di vendita, collaborando a stretto contatto con partner e clienti con l’obiettivo di proteggere le infrastrutture critiche attraverso le soluzioni dell’azienda. alimentate dall’AI.

“Accogliamo con entusiasmo Davide Ricci nel team. La sua profonda esperienza e il suo approccio strategico saranno fondamentali per rafforzare la nostra presenza in Italia”, spiega Andrea Carcano, Co-Fondatore e CPO di Nozomi Networks.

“Con l’Italia che si conferma al quarto posto nel mondo e al primo in Europa per numero di attacchi cyber, è sempre più urgente la necessità di migliorare la sicurezza informatica delle infrastrutture critiche”, aggiunge Kevin Isaac, Chief Revenue Officer di Nozomi Networks.  “Il nostro team in Italia ha le competenze e l’esperienza necessarie per aiutare i clienti a proteggere i loro sistemi OT e IoT, e sotto la leadership di Davide siamo certi che saremo in grado di rispondere in modo ancor più efficace alle esigenze che emergono in ogni settore.”

Davide Ricci porta molti anni di esperienza nel settore della cybersecurity e una comprovata capacità di sviluppare efficaci strategie di mercato. Prima di entrare a far parte di Nozomi Networks, ha ricoperto ruoli commerciali di rilievo presso Palo Alto Networks, Cisco e Microsoft, con risultati significativi a livello di crescita del fatturato e rafforzamento delle relazioni con i partner.

“La sicurezza delle infrastrutture critiche sta vivendo un momento particolarmente critico, soprattutto nell’attuale scenario caratterizzato da crescenti minacce informatiche a livello globale”, aggiunge Davide Ricci. “Entrare a far parte di Nozomi Networks e lavorare con un team così dedicato e innovativo, all’avanguardia nella sicurezza OT e IOT, è davvero stimolante. Non vedo l’ora di collaborare con i nostri partner e clienti per aiutarli a implementare soluzioni in grado di migliorare la sicurezza e l’affidabilità del loro business.”

Nozomi Networks è nata nel 2013 a Varese dall’idea di Andrea Carcano e Moreno Carullo, oggi rispettivamente Chief Product Officer e Chief Technology Officer della società. L’azienda mantiene una forte presenza sul mercato italiano e un ampio team di ricerca e sviluppo prevalentemente italiano.

La nomina di Davide Ricci segue la notizia della partecipazione di CDP Venture Capital al round di finanziamento Series E dell’azienda e rafforza l’impegno di Nozomi Networks nel fornire soluzioni leader per la sicurezza OT e IoT al mercato italiano. L’azienda protegge attualmente oltre 105 milioni di dispositivi in tutto il mondo e continua a espandere la propria presenza internazionale attraverso una crescita strategica basata sull’innovazione.

L'articolo Davide Ricci è il nuovo Regional Sales Director di Nozomi Networks per l’Italia proviene da Data Manager Online.

]]>
Nozomi Networks riceve la certificazione ANSSI-CSPN per la sua soluzione Guardian NSG-M https://www.datamanager.it/2022/01/nozomi-networks-riceve-la-certificazione-anssi-cspn-per-la-sua-soluzione-guardian-nsg-m/ Wed, 19 Jan 2022 13:53:09 +0000 https://www.datamanager.it/?p=215872 L’Agenzia nazionale per la sicurezza informatica francese (ANSSI) ha assegnato alla soluzione Nozomi Networks Guardian NSG-M la certificazione di sicurezza di primo livello (CSPN) in materia OT e IoT Nozomi Networks annuncia di avere ottenuto il Security Visa per la certificazione CSPN del suo sensore Guardian NSG-M, dopo rigorosi controlli e test da parte dell’Agence […]

L'articolo Nozomi Networks riceve la certificazione ANSSI-CSPN per la sua soluzione Guardian NSG-M proviene da Data Manager Online.

]]>
L’Agenzia nazionale per la sicurezza informatica francese (ANSSI) ha assegnato alla soluzione Nozomi Networks Guardian NSG-M la certificazione di sicurezza di primo livello (CSPN) in materia OT e IoT

Nozomi Networks annuncia di avere ottenuto il Security Visa per la certificazione CSPN del suo sensore Guardian NSG-M, dopo rigorosi controlli e test da parte dell’Agence Nationale de la Sécurité des Systèmes d’Information (ANSSI) francese (versione 21.3, report di certificazione ANSSI-CSPN-2021/28). Guardian è la prima soluzione di sicurezza OT e IoT ad essere certificata da ANSSI per la sua capacità di fornire visibilità, sicurezza e monitoraggio su asset OT, IoT, IT, edge e cloud.

“Gli standard ANSSI per la sicurezza informatica dei sistemi di controllo industriale sono tra i più stringenti al mondo”, commenta Moreno Carullo, co-fondatore e Chief Technology Officer di Nozomi Networks. La certificazione CSPN attesta l’elevata sicurezza e affidabilità della nostra soluzione Guardian, che consente a clienti di tutto il mondo di valutare la loro esposizione al rischio e di individuare potenziali anomalie operative. Inoltre, dà alle organizzazioni industriali e ai gestori di infrastrutture critiche la garanzia che soddisfiamo gli standard di sicurezza più alti dettati da un’autorità nazionale di cybersecurity.”

I certificati di sicurezza rilasciati da ANSSI permettono di identificare le soluzioni maggiormente affidabili a seguito di un esame approfondito condotto in centri di valutazione autorizzati. In particolare, questa valutazione comporta estesi penetration test e analisi approfondite al fine di assicurare la conformità della soluzione agli standard corrispondenti.

“Ricevere la certificazione ANSSI è un segnale importante che sottolinea l’impegno di Nozomi Networks nei confronti dei suoi clienti e dei suoi partner. Questo vale in particolare per i numerosi partner che hanno scelto la soluzione Guardian per sviluppare un’offerta MSSP adatta al contesto industriale e destinata agli operatori critici e ai clienti OIV. L’utilizzo di un sensore OT certificato CSPN fornisce ai nostri partner MSSP un’ulteriore garanzia di qualità per i loro clienti”, aggiunge Vincent Dély, Director Technical Sales Engineering EMEA di Nozomi Networks.

L'articolo Nozomi Networks riceve la certificazione ANSSI-CSPN per la sua soluzione Guardian NSG-M proviene da Data Manager Online.

]]>
Conosci il tuo impianto https://www.datamanager.it/2021/10/conosci-il-tuo-impianto/ Fri, 08 Oct 2021 09:55:50 +0000 https://www.datamanager.it/?p=212836 Con il suo approccio integrato alla sicurezza delle infrastrutture IT, OT e IOT, Nozomi Networks trasforma i tradizione concetti dell’Health & Safety L’incidente, sul mondo del lavoro, non è quasi mai mera fatalità. In genere è una questione di ridotta consapevolezza del rischio. Quando uomini e impianti non si comportano come dovrebbero, le conseguenze possono […]

L'articolo Conosci il tuo impianto proviene da Data Manager Online.

]]>
Con il suo approccio integrato alla sicurezza delle infrastrutture IT, OT e IOT, Nozomi Networks trasforma i tradizione concetti dell’Health & Safety

L’incidente, sul mondo del lavoro, non è quasi mai mera fatalità. In genere è una questione di ridotta consapevolezza del rischio. Quando uomini e impianti non si comportano come dovrebbero, le conseguenze possono essere drammatiche. Sergio Leoni, country manager di Nozomi Networks, esorta i responsabili Heatlh & Safety di ogni impresa ad adottare approcci più legati alla realtà dei dati industriali, soprattutto quando l’obiettivo primario è mitigare l’impatto degli eventi che dipendono da guasti e malfunzionamenti delle infrastrutture. «Se si tratta di comportamenti umani, informatica e tecnologia hanno un potere limitato. Per la sicurezza degli impianti, invece, si può fare molto attraverso la visibilità sui meccanismi interni ai processi che le soluzioni di protezione di Nozomi Networks sono in grado di offrire».

Sicurezza e visibilità

Dalla sicurezza dei macchinari di una fabbrica, può dipendere dunque la salute dei lavoratori che interagiscono con quegli impianti. E una strategia avanzata dovrebbe far leva su una visione integrata dei comportamenti nell’ambiente di lavoro. Purtroppo nella vita reale, anche la miglior strategia Health & Safety, basata su un sapiente intreccio di sicurezza fisica e cybersecurity, finisce per scontrarsi con le esigenze e gli ostacoli di natura culturale del mondo della produzione. «Prima o poi i responsabili IT si trovano a dover dialogare con responsabili delle operational technologies che provengono da una cultura molto diversa» – sottolinea Leoni. Nella sua esperienza, questi professionisti non vedono mai di buon occhio il tentativo di entrare all’interno dei processi che avvengono negli impianti. Almeno inizialmente. «I nostri proof of concept partono in molti casi da una semplice attività di monitoraggio passivo dei flussi di rete» – spiega il responsabile italiano di Nozomi Networks. «Quando anche la parte OT si rende conto della quantità di informazioni che un impianto così monitorato può fornire, la voglia di consapevolezza cresce».


#HealthandSafety Sicurezza e visibilità per migliorare la resilienza operativa @nozominetworks
Click To Tweet


I tre pilastri della sicurezza IoT

La cultura della cybersecurity sta portando in fabbrica un nuovo tipo di percezione sui rischi insiti nei processi industriali. E come sostiene Leoni, questa consapevolezza avrà un effetto data-driven sulla sicurezza dei lavoratori che abitano ambienti industriali così sfidanti. «Bisogna calare i concetti di salute e sicurezza nella realtà dei processi. I rischi legati all’OT devono essere affrontati secondo un approccio unificato dei processi e con gli strumenti di visibilità, detection e conoscenza, che sono i tre pilastri della sicurezza IoT». La piattaforma Guardian di Nozomi Networks è in grado di assicurare una visibilità trasversale tra le infrastrutture IT, OT e IoT di tutti i settori di industria, grazie alla compatibilità in ambienti OT multiproduttore e a ogni tipo di protocollo standard, criptato o customizzato. Si presta a ogni situazione con soluzioni offerte sia sotto forma di appliance hardware “rinforzato”, per gli ambienti operativi più critici, sia come servizi virtualizzati erogati attraverso un cloud localizzato all’interno dei rispettivi confini nazionali. Su switch di rete compatibili con questa tecnologia, Guardian si adatta anche all’uso in ambienti containerizzati con Docker. La sicurezza delle persone si fa anche mitigando i rischi legati agli impianti operativi e Nozomi Networks è un potente strumento di indagine e prevenzione.

L'articolo Conosci il tuo impianto proviene da Data Manager Online.

]]>