Open Hub Med – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Tue, 03 Feb 2026 15:16:16 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png Open Hub Med – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Mediterra DataCenters acquisisce Open Hub Med, l’unico DC Carrier neutral della Sicilia https://www.datamanager.it/2026/02/mediterra-datacenters-acquisisce-open-hub-med-lunico-dc-carrier-neutral-della-sicilia/ Tue, 03 Feb 2026 15:16:16 +0000 https://www.datamanager.it/?p=250676 L’operazione consoliderà la posizione di Mediterra come abilitatore infrastrutturale di eccellenza per la connettività e la colocation in Europa e intende trasformare il sito di Carini in uno snodo strategico per il traffico dati tra Europa, Africa e Asia Mediterra DataCenters, la piattaforma di Data Center Premium regionali per il Sud Europa, prosegue la sua […]

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L’operazione consoliderà la posizione di Mediterra come abilitatore infrastrutturale di eccellenza per la connettività e la colocation in Europa e intende trasformare il sito di Carini in uno snodo strategico per il traffico dati tra Europa, Africa e Asia

Mediterra DataCenters, la piattaforma di Data Center Premium regionali per il Sud Europa, prosegue la sua espansione nel bacino mediterraneo annunciando la prossima acquisizione di Open Hub Med a Carini (PA) – il primo Hub carrier neutral per la gestione dei dati in Sicilia – da un Consorzio di operatori e partner tecnologici leader del mercato IT e delle telecomunicazioni italiano ed internazionale. L’operazione consoliderà la posizione di Mediterra come abilitatore infrastrutturale di riferimento per la connettività e la colocation in Europa.

Open Hub Med opera un’infrastruttura alimentata a 2 MW a Carini (Palermo). La posizione a meno di un chilometro dalla costa e la vicinanza ai principali approdi dei cavi sottomarini consentono al Data Center di servire i più grandi player telco globali, trasformando il sito in un hub strategico per il traffico dati tra Europa, Africa e Asia. Mediterra si è, inoltre, assicurata la disponibilità di spazio e potenza aggiuntivi per un’importante espansione della struttura nei prossimi anni per rispondere alla crescente domanda dei suoi clienti.

“L’acquisizione di Open Hub Med è una pietra miliare nella nostra strategia di sviluppo in Italia e nel Sud Europa”, commenta Emmanuel Becker, Ceo di Mediterra DataCenters. “La Sicilia è la quarta regione italiana per popolazione e un ponte naturale verso i mercati emergenti. Portare nell’isola infrastrutture Premium di alta qualità significa abilitare la trasformazione digitale della Pubblica Amministrazione e delle imprese locali, garantendo al contempo una porta d’accesso privilegiata ai grandi player globali, ai quali potremo offrire una latenza ultra bassa e una resilienza senza pari”.

​L’integrazione con Open Hub Med, che darà vita a un importante indotto sul territorio, fa seguito all’acquisizione di Cloud Europe nel Tecnopolo Tiburtino a Roma e precede altri importanti progetti di espansione nel Sud Europa.

“La Sicilia si sta affermando come il nuovo baricentro digitale del Mediterraneo. La sua posizione è unica: rappresenta il naturale ‘approdo digitale’ dell’Europa, il punto di incontro dove le grandi dorsali di fibra ottica sottomarine provenienti da Africa, Medio Oriente e Asia si connettono al cuore del continente. Oggi l’isola è un asset fondamentale per l’espansione degli hub regionali e per questo motivo, prevediamo importanti investimenti nell’immediato futuro volti a potenziare le infrastrutture di interconnessione e i data center locali”, prosegue Becker.

Il perfezionamento dell’operazione è previsto entro il primo trimestre del 2026.

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Open Hub Med: completati i lavori di ampliamento del Data Center di Carini (Palermo) https://www.datamanager.it/2025/03/open-hub-med-completati-i-lavori-di-ampliamento-del-data-center-di-carini-palermo/ Thu, 13 Mar 2025 11:28:41 +0000 https://www.datamanager.it/?p=243869 Il consorzio Open Hub Med (OHM) ha terminato l’ampliamento del proprio Data Center all’interno del campus “Marisa Bellisario” nell’area industriale di Palermo, un passo significativo nel potenziamento delle infrastrutture digitali del Sud Italia. Con una superficie totale di 2.000 mq, di cui 1.000 mq dedicati esclusivamente all’area IT, il nuovo impianto si distingue per un’area […]

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Il consorzio Open Hub Med (OHM) ha terminato l’ampliamento del proprio Data Center all’interno del campus “Marisa Bellisario” nell’area industriale di Palermo, un passo significativo nel potenziamento delle infrastrutture digitali del Sud Italia.

Con una superficie totale di 2.000 mq, di cui 1.000 mq dedicati esclusivamente all’area IT, il nuovo impianto si distingue per un’area impiantistica completamente separata, progettata con la massima attenzione a salvaguardia della continuità dei servizi e i più elevati livelli di affidabilità e sostenibilità.

Il Data Center è dotato di un assetto di potenza scalabile fino a 2MW e di un impianto fotovoltaico integrato, in linea con gli obiettivi di riduzione dell’impatto ambientale, tema su cui OHM, che è già certificata UNI EN ISO 14001, ha in progetto di investire ulteriormente nel corso dell’anno.

L’ampliamento ha già catturato l’interesse di Hyperscaler e cloud providers, con richieste di colocation in aumento e Private Suite dedicate, grazie alla qualità e alla robustezza dell’offerta tecnica. Inoltre, sono stati realizzati due nuovi percorsi di ingresso per i cavi in fibra che si aggiungono ai tre altri già esistenti, che garantiscono una maggiore diversificazione e affidabilità per i principali operatori nazionali e internazionali già presenti in OHM e quelli che hanno già richiesto accesso e saranno presenti nel prossimo futuro. Questa innovazione amplia ulteriormente l’offerta per l’accessibilità IP e la capacità dell’infrastruttura di colocation.

Open Hub Med si posiziona così come il Carrier-Neutral Data Centre più consolidato e affermato del Sud Italia, riunendo nel proprio campus ISP, Cloud provider, imprese, OTT, Telco provider e IT Provider. I collegamenti in fibra dei membri del consorzio verso le principali Landing Station siciliane, insieme alle molteplici direttrici verso il resto d’Italia e d’Europa, consolidano ulteriormente il ruolo di OHM come hub digitale strategico nel Mediterraneo.

“Nell’ultimo anno” abbiamo sfondato un tetto e siamo molto orgogliosi dei risultati ottenuti” – dice Valeria Rossi, Presidente di OHM – “L’ampliamento del Data Center si è reso necessario per ottemperare alle richieste clienti che sono cresciute negli anni e che sempre di più richiedono sofisticati sistemi di controllo e monitoraggio e di sicurezza sui quali abbiamo per altro puntato sin dall’inizio. La scommessa iniziale di creazione di un polo di aggregazione digitale in Sicilia, così fortunata nella sua posizione geografica rispetto alle direttrici dei cavi sottomarini nel Mediterraneo, sta via via prendendo forma. Lo vediamo anche nelle nuove iniziative nella Regione e lo tocchiamo con mano con gli investimenti che i soci del nostro Consorzio stanno portando avanti nell’area. Con il potenziale di crescita nel campus di Carini, sia in termini di spazio che di potenza, OHM è pronta a contribuire in modo significativo alla qualificazione dell’Italia come punto di riferimento nel panorama digitale internazionale, in sinergia con gli hub di Roma e Genova.”

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Sostenibilità ambientale: Open Hub Med ottiene la certificazione ISO 14001 https://www.datamanager.it/2024/11/sostenibilita-ambientale-open-hub-med-ottiene-la-certificazione-iso-14001/ Wed, 20 Nov 2024 15:41:19 +0000 https://www.datamanager.it/?p=241237 Open Hub Med (OHM) è una società consortile con sede operativa a Carini (Palermi), dove offre servizi di co-location e di interconnessione delle reti di operatori nazionali ed internazionali all’interno del suo Data Center neutrale e carrier-independent equipaggiato secondo i più alti standard di sicurezza e di continuità di servizio. Il management del consorzio, inoltre, […]

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Open Hub Med (OHM) è una società consortile con sede operativa a Carini (Palermi), dove offre servizi di co-location e di interconnessione delle reti di operatori nazionali ed internazionali all’interno del suo Data Center neutrale e carrier-independent equipaggiato secondo i più alti standard di sicurezza e di continuità di servizio.

Il management del consorzio, inoltre, ha da sempre un occhio di riguardo verso il tema della sostenibilità ambientale, diventato centrale per le politiche aziendali e per le strategie di sviluppo economico.

A tale riguardo, Open Hub Med ha recentemente ottenuto la certificazione ISO 14001, uno standard internazionale che stabilisce i requisiti per un sistema di gestione ambientale efficace. Questa certificazione consente alle organizzazioni di migliorare le proprie prestazioni ambientali, gestire le responsabilità e dimostrare l’impegno verso la sostenibilità.

Attraverso l’implementazione della ISO 14001, le imprese sono in grado di ridurre l’impatto ambientale delle loro attività, promuovendo un utilizzo più efficiente delle risorse e una gestione più responsabile dei rifiuti.

“Nel contesto della crescente crisi climatica, la transizione verso fonti di energia rinnovabile e sostenibili è più importante che mai. Open Hub Med si impegna a facilitare questa transizione, promuovendo progetti e iniziative finalizzate allo sfruttamento di energie pulite e all’adozione di tecnologie verdi.” – afferma Valeria Rossi, Presidente di Open Hub Med – “Il consorzio attraverso l’adozione della certificazione ISO 14001 vuole confermarsi come un attore importante nel panorama della sostenibilità. La combinazione di formazione, certificazioni e progetti innovativi nell’ambito dell’energia rappresenta una strategia efficace per fronteggiare le sfide ambientali del nostro tempo. Investire nella sostenibilità non è solo una responsabilità etica, ma rappresenta anche un’opportunità per le aziende di crescere nel rispetto dell’ambiente e delle future generazioni.

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Open Hub Med: sostenibilità per servizi ottimizzati https://www.datamanager.it/2024/01/open-hub-med-sostenibilita-per-servizi-ottimizzati/ Wed, 24 Jan 2024 14:02:41 +0000 https://www.datamanager.it/?p=234138 Anche l’impianto fotovoltaico realizzato all’interno del suo Data Center testimonia l’attenzione del consorzio verso la sostenibilità ambientale. L’impianto consente a OHM e ai suoi clienti di  perseguire gli obiettivi di riduzione delle emissioni di CO2 La sfida che Open Hub Med affronta nel suo Data Center di Carini è quella di garantire prestazioni elevate ai […]

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Anche l’impianto fotovoltaico realizzato all’interno del suo Data Center testimonia l’attenzione del consorzio verso la sostenibilità ambientale. L’impianto consente a OHM e ai suoi clienti di  perseguire gli obiettivi di riduzione delle emissioni di CO2

La sfida che Open Hub Med affronta nel suo Data Center di Carini è quella di garantire prestazioni elevate ai clienti garantendo al contempo sostenibilità ambientale con l’applicazione di soluzioni che riducano il consumo di risorse.

La continua ricerca ed implementazione di misure di efficienza energetica e l’adozione di tecnologie e pratiche sostenibili consente infatti ad OHM ed ai suoi clienti di perseguire gli obiettivi di riduzione delle emissioni di CO2, come richiesto dalla Comunità Europea e nell’ambito dei servizi alla PA (ESG ed investimenti sostenibili).

Proprio il Data Center è stato caratterizzato da un importante intervento all’insegna della sostenibilità ambientale: al suo interno è stato infatti realizzato un impianto fotovoltaico in grado di generare una potenza di picco complessiva di 130kWp, con una produzione stimata su base anno solare di 169Mwh. Con l’impianto fotovoltaico in funzione, la società è convinta di poter ridurre notevolmente l’impatto ambientale del Data Center.

La realizzazione dell’impianto è stata commissionata a un importante operatore internazionale del settore dell’energia rinnovabile.

“Il nostro Data Center è nato rispettando le moderne metodologie di certificazione energetica.” – afferma Danilo Lo Bello, COO di Open Hub Med – “Tutte le nostre attività sono svolte, anche tramite un sistema gestionale di cui alla norma UNI EN ISO 14001, con particolare attenzione agli aspetti ambientali derivanti dai processi, impianti e attrezzature del Consorzio e dei Clienti, affinché la sostenibilità sia un valore aggiunto nella nostra offerta. La particolare attenzione alla mitigazione degli impatti negativi dei propri asset, fa del nostro Data Center un elemento di pregio non solo tecnico ma anche nel rispetto dell’etica ambientale, caratteristica questa che oggi non è più sottovalutabile, stante le importanti sfide ambientali che attendono la nostra società”.

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Le connessioni a 100 GB e l’accesso al cavo AAE-1 di Retelit approdano in Sicilia nell’Open HUB MED https://www.datamanager.it/2018/06/le-connessioni-a-100-gb-e-laccesso-al-cavo-aae-1-di-retelit-approdano-in-sicilia-nellopen-hub-med/ Fri, 29 Jun 2018 08:38:42 +0000 http://www.datamanager.it/?p=150421 Dal polo di Carini del Consorzio l’operatore connette la Sicilia all’AAE-1 e ai principali Internet eXchange italiani ed europei Retelit estende i suoi servizi di trasporto a 100 Gbps anche alla Sicilia: l’attivazione della nuova infrastruttura di rete consente la connessione della landing station AAE-1 di Bari con il Data Center di Carini di Open […]

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Dal polo di Carini del Consorzio l’operatore connette la Sicilia all’AAE-1 e ai principali Internet eXchange italiani ed europei

Retelit estende i suoi servizi di trasporto a 100 Gbps anche alla Sicilia: l’attivazione della nuova infrastruttura di rete consente la connessione della landing station AAE-1 di Bari con il Data Center di Carini di Open HUB MED, polo tecnologico neutrale e carrier-indipendent siciliano.

Con i nuovi collegamenti, Retelit è in grado di offrire servizi di trasporto tra le due regioni del Sud Italia e verso l’Europa ed è l’unico a poter offrire multiple opzioni di connettività sottomarine e di restoration terrestri da Bari e Palermo a Marsiglia, con la possibilità di ospitare in colocation gli apparati dei clienti all’interno del Data Center di Open HUB MED.

La presenza nel nodo delle telecomunicazioni consente a Retelit di accelerare lo sviluppo dei servizi in Sicilia e, grazie ai nuovi collegamenti, di indirizzare il traffico dati e Internet proveniente dall’Oriente e dall’Asia, tramite i cavi sottomarini, non solo sulle dorsali di trasporto in fibra ottica verso i principali hub europei ma anche nel punto di presenza strategico di interscambio presso Open HUB MED.

“Ancora un traguardo importantissimo nello sviluppo e nella crescita della nostra presenza in Italia, soprattutto se consideriamo che il volume di mercato dei servizi erogati verso le landing station italiane di Internet Transit, Peering, Cloud Connect e Security è stimabile a partire dal 2019 intorno ai 50 milioni di euro, con tassi di crescita del 40% annui fino al 2022”, commenta Federico Protto, Amministratore Delegato di Retelit. “L’arrivo in Open HUB MED, Consorzio di cui siamo anche membri e progetto che abbiamo appoggiato e abbracciato sin dalla nascita, e gli investimenti di rete e di infrastruttura sono il primo passo verso quello che sarà un progetto di più ampia portata e che prevede di collegare ed estendere la nostra presenza nel Sud Italia”.

Per i membri del Consorzio AAE-1, di cui Retelit fa parte come unico membro italiano, i nuovi collegamenti permettono di godere di nuove opzioni di instradamento e di protezione grazie alle tratte terrestri da Bari ora disponibili verso qualsiasi hub in Europa.

“L’ingresso nel Data Center di Open HUB MED del cavo AAE-1 è certamente una delle pietre miliari del nostro consorzio che conferma la strategicità di OHM. Il posizionamento di Open HUB MED in Sicilia e le caratteristiche tecniche e logistiche del suo Data Center distante poche centinaia di metri dalla costa palermitana, lo qualificano quale miglior landing station neutrale per nuovi cavi sottomarini nel cuore del Mediterraneo”, afferma Valeria Rossi, Presidente di Open HUB MED.

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Al MIX si parla di soldi https://www.datamanager.it/2017/11/al-mix-si-parla-soldi/ Thu, 23 Nov 2017 13:38:12 +0000 http://www.datamanager.it/?p=136021 La moneta digitale è il tema scelto dall’Internet Exchange milanese per il suo tradizionale Salotto. Nelle sale del Teatro Elfo Puccini, il mondo delle reti aperte e interconnesse, incontra quello dei servizi finanziari Sarà dedicata alle potenzialità business del denaro e del pagamento elettronico l’undicesima edizione del Salotto del MIX, l’annuale conversazione con cui l’Internet […]

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La moneta digitale è il tema scelto dall’Internet Exchange milanese per il suo tradizionale Salotto. Nelle sale del Teatro Elfo Puccini, il mondo delle reti aperte e interconnesse, incontra quello dei servizi finanziari

Sarà dedicata alle potenzialità business del denaro e del pagamento elettronico l’undicesima edizione del Salotto del MIX, l’annuale conversazione con cui l’Internet Exchange italiano punta ad arricchire anche sul piano culturale quello che è un fondamentale ruolo tecnologico: offrire agli operatori di rete un nodo di interconnessione neutrale che facilita enormemente il dialogo e la user experience della clientela, professionale e residenziale, di questi gestori. Il tema della moneta digitale, con tutte le sue implicazioni, può apparire sorprendente in un ambito un tempo strettamente legato alle cosiddette “Telco”. Lo è anche per il presidente e co-fondatore del MIX, Joy Marino, che non esita – pur appartenendo con pieno diritto alla ristretta cerchia dei padri della Internet italiana – ad ammettere la propria “ignoranza” in materia. «Non potevamo non affrontare la questione in una fase in cui banche e servizi finanziari, anche sull’onda della grande apertura regolamentare, diventano nostri clienti diretti» sottolinea Marino.

L’appuntamento è dunque al Teatro Elfo Puccini di Milano il prossimo 27 novembre, per un pomeriggio che si aprirà – ecco un’altra novità segnalata da Marino – con una ghiotta opportunità di networking tra i partecipanti. «Sarà organizzato come un vero e proprio spazio di incontro one-to-one, con tanto di tavolini numerati, spiega il presidente del MIX, e sarà seguito dal panel vero e proprio, da un aperitivo e dalla cena conclusiva».

È davvero un segno dei tempi assistere a un confronto diretto tra esperti di servizi finanziari e specialisti di interconnessione, un segmento in cui il MIX – che in apparati e ricerca investe due terzi del fatturato, attestato intorno ai 3 milioni di euro – offre da sempre un livello tecnologico di classe mondiale. Da un paio d’anni, come aveva anticipato Data Manager, il MIX è attivamente impegnato nel progetto Open Hub Med, il nodo di interconnessione palermitano che mira a diventare il collettore naturale per i 135 mila chilometri di cavi sottomarini che attualmente approdano in Sicilia. E ora sta guardando con estremo interesse, in Lombardia, all’imponente crescita dei data center attrezzati per accogliere le fabbriche dell’economia digitale. Marino cita gli esempi, tutti recentissimi, della francese Data4, con i suoi quattro data center modulari a Cornaredo; del debutto di un analogo operatore, questa volta americano, a Siziano con Supernap Italia; ma anche dell’italiana Aruba, che a Ponte San Pietro nel bergamasco ha appena inaugurato il suo progetto di riconversione dei 200 mila metri quadri occupati in passato da una fabbrica tessile.

«L’esigenza di “parlarsi”, di ottimizzare i flussi di dati in transito, che finora ha caratterizzato i nostri clienti storici, gli operatori, e oggi coinvolge i cosiddetti Over the top, fino ai nuovi provider di contenuti in streaming, si allarga anche al sistema finanziario, che deve interconnettersi a livello applicativo, ma anche sul layer fisico». Marino avverte che durante il Salotto 2017 interverrà pochissimo: la sua attenzione sarà concentrata sugli interventi di Carlo Maiocchi di Sia e Savino Damico di Intesa San Paolo, che insieme a Valentino Bravi di Tas Group, Stefano Andreani di OpenTech e Francesco Ricci di Bank-Notes animeranno la discussione guidata come sempre da Enrico Pagliarini, di Radio24 Il Sole 24 Ore.

Tutto il settore “fintech” è in pieno fermento proprio sul tema dei pagamenti, un territorio che l’avvento della direttiva PSD2 ha popolato di nuovi, a volte inattesi stakeholder. «Per rispondere alle future richieste oggi cominciamo a guardarci in faccia – conclude Marino. Noi non abbiamo nessuna intenzione di tradire il nostro mestiere, perché Internet, il nostro pane quotidiano, è fatto proprio per far parlare tutti con tutti». Un player come il MIX finora è rimasto fuori dai circuiti proprietari che servono il sistema dei pagamenti bancari. «Ma se il futuro di questi servizi parlerà anche IP, noi ci saremo».

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Retelit entra nel Consorzio Open Hub Med https://www.datamanager.it/2017/02/retelit-entra-nel-consorzio-open-hub-med/ Mon, 20 Feb 2017 18:00:35 +0000 http://www.datamanager.it/?p=119627 L’azienda annuncia il suo ingresso nel progetto Open Hub Med, il nuovo nodo delle telecomunicazioni in Sicilia, ideale complemento del cavo AAE-1 presente a Bari Retelit conferma l’interesse per l’area del Mediterraneo, aderendo al progetto “Open Hub Med” (OHM), acquisendo una partecipazione al capitale sociale di OHM pari a circa 100.000,00 euro, che rappresenta il […]

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L’azienda annuncia il suo ingresso nel progetto Open Hub Med, il nuovo nodo delle telecomunicazioni in Sicilia, ideale complemento del cavo AAE-1 presente a Bari

Retelit conferma l’interesse per l’area del Mediterraneo, aderendo al progetto “Open Hub Med” (OHM), acquisendo una partecipazione al capitale sociale di OHM pari a circa 100.000,00 euro, che rappresenta il 9,52% dello stesso.

Open Hub Med, il Consorzio siciliano composto, oltre che da Retelit, da Interoute Italia, Italtel, Eolo, MIX, Supernap Italia, Equinix Italia, Fastweb, In-Site, Vuetel Italia e il consorzio siciliano XMED, è il primo hub neutrale e aperto in Italia per lo scambio delle comunicazioni dati, principale approdo dei cavi sottomarini nel Mediterraneo.

L’investimento si inserisce nella strategia di massimizzazione del potenziale industriale e commerciale rappresentato dal cavo sottomarino AAE-1 e ne rappresenta l’ideale complemento. Retelit, infatti, oltre al punto di atterraggio del cavo sottomarino AAE-1 a Bari, potrà godere, da oggi, di un ulteriore polo per lo scambio dati nell’area del Mezzogiorno, indirizzando il traffico Internet, tramite i cavi sottomarini presenti nel polo OHM, verso Milano e i principali hub europei, attraverso le proprie dorsali di trasporto in fibra ottica.

Il traffico dai paesi asiatici verso l’Europa, secondo recenti stime, aumenterà entro il 2019 di quasi il 60%. La maggior parte dei dati attualmente converge nel polo francese, a Marsiglia, oggi principale snodo indipendente del traffico dati sottomarino. Tramite raccordi tra il proprio Data Center di Palermo e le altre stazioni di approdo dei cavi sottomarini, nonché la realizzazione di una piattaforma di trasporto aperta verso l’Europa, OHM fa della Sicilia, posta strategicamente al centro del Mediterraneo, il punto di approdo privilegiato del traffico da e per il Middle East, l’Africa e il Far East.

Federico Protto, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Retelit, da oggi anche Consigliere di Amministrazione di “Open Hub Med”, ha dichiarato: “Il nostro ingresso in OHM conferma la volontà della Società di investire in hub tecnologici e digitali strategici. In aggiunta alla rotta pugliese, con la rete sottomarina del sistema AAE-1, grazie alla presenza in Sicilia con OHM, saremo in grado di offrire agli operatori internazionali rotte diversificate e soluzioni infrastrutturali più competitive, contribuendo, inoltre, a un nuovo disegno delle telecomunicazioni internazionali che conferma la rilevanza dell’Italia e del Mediterraneo. Retelit ha scelto di investire nel Consorzio Open Hub Med per partecipare allo sviluppo di un polo tecnologico di successo e all’avanguardia con standard di qualità elevati nel Sud Italia e in una città geograficamente cruciale come Palermo.”

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Il concentratore di Carini https://www.datamanager.it/2016/05/il-concentratore-di-carini/ Thu, 19 May 2016 09:50:15 +0000 http://www.datamanager.it/?p=101420 Promosso dal MIX di Milano e da altri sette operatori, Open Hub Med esporta il modello di snodo neutrale di interscambio in Sicilia, per rilanciare al Sud i servizi di Internet Per una buona metà dei trent’anni di Internet in Italia, operatori e service provider hanno potuto avvalersi dei servizi promossi da Milano Internet Exchange, […]

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Promosso dal MIX di Milano e da altri sette operatori, Open Hub Med esporta il modello di snodo neutrale di interscambio in Sicilia, per rilanciare al Sud i servizi di Internet

Per una buona metà dei trent’anni di Internet in Italia, operatori e service provider hanno potuto avvalersi dei servizi promossi da Milano Internet Exchange, in arte MIX, l’hub di interconnessione che continua a offrire alle telco un ambiente tecnologico neutro e indipendente dove far confluire il traffico in arrivo e in uscita sulle dorsali nazionali e internazionali. Secondo Valeria Rossi – informatica entrata in MIX praticamente il giorno dell’inaugurazione nel 2000 e oggi general manager dell’organizzazione, che è presieduta da Joy Marino, uno dei padri della connettività IP italiana – i nodi di interscambio «nascono proprio per migliorare la tipologia dei servizi internet sul territorio di appartenenza e aumentarne la performance, perché accorciando le distanze che i dati devono percorrere diminuiscono anche i ritardi». Un ruolo che ha una ricaduta immediata in termini di sviluppo delle reti, livelli di qualità del servizio e riduzione dei costi per gli utenti. Insomma, non una centrale telefonica ma l’equivalente IP di un grande hub aeroportuale: un facilitatore di traffico, servizi e contenuti di rete. In sedici anni, dalla banda originaria di 100 megabit/secondo il MIX è stato potenziato fino a offrire capacità di “peering” da 450 gigabit, che diventerà di un terabit/secondo in prospettiva.


#OpenHubMed e #MIX Tra la Sicilia e Milano un “bipolo” di interscambio neutrale @Italtel
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Open Hub Med

Questi stessi obiettivi di crescita e sviluppo animano l’ambizioso progetto di Open Hub Med: iniziativa promossa dal MIX e da altri otto soci fondatori per replicare l’esperienza globale degli Internet Exchange anche in Sicilia, un’isola – spiega ancora Valeria Rossi, questa volta nella carica di presidente di OHM – dove si attestano numerosi cavi sottomarini internazionali che tra Mazara del Vallo, Palermo e Catania hanno le loro “landing station”. Un bel volume di banda internazionale di qualità che lambisce la Sicilia per la sua centralità in un bacino che fa da cerniera tra sud e nord e, attraverso Suez, verso l’Asia, l’Estremo Oriente e il Pacifico. Ma che fino a oggi, dice la responsabile del MIX, non ha avuto grandi ripercussioni infrastrutturali terrestri né in Sicilia né tantomeno in Italia.

Che cosa ha fatto sì che la Sicilia, con tutta la nostra Penisola, fosse di fatto aggirata? È successo, racconta la Rossi, che nel corso del tempo i cavi sottomarini che arrivavano sull’isola, piuttosto di convertirsi in infrastrutture terrestri per l’interconnessione con le reti degli operatori, sono stati prolungati verso il porto di Marsiglia, dove era stato costituito un data center “carrier independent” che le telco hanno favorito nelle loro strategie di connessione tra le dorsali globali e le capitali europee di Internet (e dell’economia): Londra, Amsterdam, Francoforte. Questione, spiega Valeria Rossi, di costo delle infrastrutture di terra, ancora condizionate dagli anni del monopolio delle TLC. «Ma anche di mancanza, al sud, di realtà indipendenti come quella di Marsiglia e Milano. Nonostante la posizione strategica dell’Italia, le dorsali vengono instradate più a ovest o addirittura più a est, privilegiando per esempio l’area dei Balcani».

Joy Marino
Joy Marino, Presidente di MIX

Nuove prospettive

Questo scenario potrebbe cambiare radicalmente quando Open Hub Med metterà in funzione il punto di interconnessione e “peering” del suo data center di Carini, la località di Palermo quasi adiacente all’aeroporto Falcone Borsellino. Qui, la società Italtel, uno dei fondatori di Open Hub Med, controlla ancora le facilities del polo tecnologico voluto alla fine degli anni Ottanta da Marisa Bellisario, allora a capo del grande costruttore di centrali telefoniche. Insieme a MIX e Italtel (che dopo la cessione da parte di Telecom Italia nel 2000 a un fondo di investimenti globale vede Cisco come principale azionista industriale) partecipano a Open Hub Med, in stretto ordine alfabetico, Eolo (NGI), Equinix Italia (Telecity Group), Fastweb, Interoute, Supernap Italia, VueTel Italia e il consorzio XMED che a sua volta riunisce tre aziende siciliane (Demetrix, Mandarin e WishNet). A Vision, Valeria Rossi conferma che Open Hub Med sta già lavorando a un secondo step di espansione che prevede il collegamento tra Carini e Bari, landing station del cavo AAE-1, altro grande progetto di dorsale transcontinentale che interessa la penisola.

«Stiamo parlando di un bacino geografico dove secondo Telegeography il traffico dati cresce del 60% ogni anno» – sottolinea Valeria Rossi. Open Hub Med intende intercettare parte di questo traffico rendendo possibile una via terrestre che passa per l’Italia, creando così un triangolo ideale che unisce i tre vertici di Marsiglia, Milano e Carini». Di fatto tra la Sicilia e Milano, si sta realizzando un “bipolo” di interscambio che creerà un mercato più aperto, avvicinando il Mezzogiorno d’Italia al Nord anche in termini di prezzi. «Oggi, paradossalmente trasportare dati da Milano in Sicilia costa più che collegare Milano ad Amsterdam». L’hub di Carini aprirà entro la fine di luglio e metterà inizialmente a disposizione uno spazio attrezzato di mille metri quadrati, ospitando apparati e server di tutti gli operatori voce o dati. La sua presenza, confidano i soci del consorzio, stimolerà lo sviluppo di nuove infrastrutture, che serviranno a loro volta ad abbattere i costi sostenuti dagli operatori connessi a Internet e dai loro clienti, imprese, pubblica amministrazione locale, utenza residenziale. Un potenziale toccasana per il Sud che soffre in misura ancora più marcata per il digital divide che penalizza l’Italia e la sua economia.


Il concentratore di Carini promosso dal #MIX per rilanciare al Sud i servizi di Internet @Italtel
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Modello neutrale

Joy Marino ribadisce la validità del modello dell’Internet exchange neutrale, a Milano come nelle città europee che lo hanno adottato. «MIX non si è mai fermato, le cose da fare sono ancora tantissime e tanti sono gli snodi critici. Tra questi la questione della banda ultralarga e il recupero dell’Italia rispetto agli altri Paesi occidentali. In questa fondamentale scommessa, rientra anche Open Hub Med». MIX, prosegue Marino, è una piccola società (a Milano, in via Caldera, tradizionale distretto delle telco, lavorano nove persone), che ha sempre perseguito logiche di servizio e non di profitto, e investe in innovazione i due terzi del suo giro d’affari per venire incontro alla richiesta degli operatori in previsione del forte aumento di traffico previsto da qui a tre, cinque anni. Fin dai suoi esordi, afferma Marino, MIX ha un assetto societario e finanziario solido e assicura il costante aggiornamento di apparati, tecnologie e strumenti di interconnessione che oggi servono più di 170 soggetti diversi. «Inoltre, attraverso l’associazione EURO-IX, siamo ben integrati nel sistema degli Internet Exchange europei, da cui abbiamo imparato molto, divulgando tante buone pratiche e modalità di servizio». Adesso, tutta questa esperienza positiva servirà per creare le condizioni giuste per il rilancio di un’area di proverbiale “esclusione”, il simbolo dell’Italia a due velocità dove il rischio è quello dell’adeguamento verso il basso. L’hub di Carini rilancia il sogno di eccellenza e di opportunità che fu della grande manager di scuola olivettiana.

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Fastweb entra nel consorzio Open Hub Med https://www.datamanager.it/2016/03/fastweb-entra-nel-consorzio-open-hub-med/ Fri, 04 Mar 2016 13:58:27 +0000 http://www.datamanager.it/?p=95997 Si consolida a Palermo il primo hub neutrale del Mediterraneo Open Hub Med (OHM) e Fastweb, il primo operatore alternativo infrastrutturato di rete fissa in Italia, annunciano l’ingresso dell’azienda di telecomunicazioni nel consorzio che ambisce ad essere il primo hub neutrale in Italia per lo scambio delle comunicazioni dati e il punto d’approdo principale per […]

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Si consolida a Palermo il primo hub neutrale del Mediterraneo

Open Hub Med (OHM) e Fastweb, il primo operatore alternativo infrastrutturato di rete fissa in Italia, annunciano l’ingresso dell’azienda di telecomunicazioni nel consorzio che ambisce ad essere il primo hub neutrale in Italia per lo scambio delle comunicazioni dati e il punto d’approdo principale per i cavi sottomarini nel Mediterraneo.

Grazie all’adesione a Open Hub Med, Fastweb indirizzerà il traffico dati e Internet proveniente dall’Oriente e dall’Africa tramite cavi sottomarini, portandolo, attraverso le proprie dorsali di trasporto in fibra ottica verso Milano e quindi verso i principali hub europei (Francoforte, Londra, Amsterdam, Parigi).

Il traffico dai Paesi asiatici è infatti in continua crescita: si stima che fra il 2014 e il 2019 il traffico di questi Paesi verso l’Europa aumenterà di quasi il 60%. Gran parte di questo traffico passa attualmente da Marsiglia, ad oggi principale snodo indipendente del traffico dati sottomarino nel Mediterraneo.

Tramite raccordi tra il proprio datacenter di Palermo e le altre stazioni di approdo dei cavi sottomarini nonché la realizzazione di una piattaforma di trasporto aperta verso l’Europa, Open Hub Med realizzerà una base d’accesso internazionale, posta strategicamente al centro del Mediterraneo che ridurrà le tratte sottomarine a vantaggio di percorsi terrestri più sicuri e con tempi latenza più bassi rispetto allo snodo francese.

Il datacenter di OHM, ospitato nell’area di ricerca di Italtel a Carini, rappresenta la prima sede tecnologica neutrale ed indipendente nel Sud Italia per l’alloggiamento di apparati tecnologici di operatori, OTT, imprese e pubblica amministrazione. Operativa già nei primi mesi del 2016, la struttura sarà in grado di offrire condizioni di neutralità, affidabilità e sicurezza secondo i più alti standard di settore.

“Nostra mission è porre l’Italia tra i maggiori attori nell’ambito delle telecomunicazioni internazionali. OHM garantisce un mercato aperto e neutrale dei servizi di trasporto in Italia disegnando un ecosistema di raccordo del traffico che approda nel Sud Italia verso Milano  e da lì verso il Nord Europa e oltre” dice Valeria Rossi, presidente di OHM. “L’adesione di Fastweb, che si aggiunge agli otto soci che hanno avviato l’iniziativa (Interoute Italia, Italtel, NGI/Eolo, MIX-Milan Internet Exchange, Supernap Italia, Equinix Italia, Vuetel Italia ed il consorzio siciliano XMED) è la conferma della volontà comune di operare congiuntamente per rendere l’Italia più attraente ad investitori ed operatori esteri a beneficio di tutto il sistema e delle infrastrutture in Italia”.

“Fastweb ha deciso di investire nel consorzio Open Hub Med per contribuire alla creazione di un polo tecnologico con elevati standard di qualità a Palermo” ha dichiarato Fabrizio Casati, Chief Wholesale Officer di Fastweb. “La qualità dell’infrastruttura tecnologica è un pilastro fondamentale per lo sviluppo dell’intero sistema Paese e riteniamo che Open Hub Med sia un importante strumento per dare un ruolo rilevante all’Italia nella mappa delle comunicazioni internazionali”.

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Open Hub Med: costituito l’hub neutrale per lo scambio del traffico internet https://www.datamanager.it/2015/11/open-hub-med-costituito-lhub-neutrale-per-lo-scambio-del-traffico-internet/ Wed, 25 Nov 2015 10:54:06 +0000 http://www.datamanager.it/?p=89321 Firmato dai soci l’atto costitutivo del nuovo nodo delle telecomunicazioni in Sicilia che ambisce ad essere il primo hub neutrale in Italia per lo scambio delle comunicazioni dati e il punto d’approdo principale per i cavi sottomarini del Mediterraneo Il polo tecnologico Open Hub Med (OHM) è frutto della volontà degli otto soci fondatori che, […]

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Firmato dai soci l’atto costitutivo del nuovo nodo delle telecomunicazioni in Sicilia che ambisce ad essere il primo hub neutrale in Italia per lo scambio delle comunicazioni dati e il punto d’approdo principale per i cavi sottomarini del Mediterraneo

Il polo tecnologico Open Hub Med (OHM) è frutto della volontà degli otto soci fondatori che, a soli tre mesi dall’annuncio dell’iniziativa, hanno dato vita al consorzio che si prevede sarà operativo già nei primi mesi del 2016. Il consorzio, aperto a tutti i soggetti che ne condividono la mission, è stato avviato da Interoute, NGI, MIX, SUPERNAP Italia, TelecityGroup Italia, VueTel Italia, XMED, neonato consorzio di operatori siciliani, e Italtel come partner tecnologico. Tale formazione testimonia la sensibilità dei carrier italiani nei confronti dell’apertura e lo sviluppo del mercato delle Telecomunicazioni nel nostro Paese.

Open Hub Med offre a tutti gli operatori di telecomunicazioni internazionali e agli OTT un modello multistakeholder per lo scambio del traffico internet nel cuore del Mediterraneo con un approccio che, basato su princìpi di vera apertura e neutralità, si differenzia in maniera sostanziale rispetto ad altre iniziative in corso nell’area.

Tramite raccordi tra il proprio data center di Palermo Carini e le altre stazioni di approdo dei cavi sottomarini in Sicilia e a Bari, nonché collegamenti terrestri in fibra con Milano, OHM realizzerà una vera e propria piattaforma unica d’accesso internazionale, in grado di offrire le medesime condizioni di neutralità, affidabilità e sicurezza di Marsiglia, ad oggi unico snodo indipendente del traffico dati sottomarino nel Mediterraneo.

Grazie a questa iniziativa, gli operatori d’oltremare potranno diversificare notevolmente le tratte su cui far viaggiare il proprio traffico riducendo quelle sottomarine a vantaggio di più sicuri percorsi terrestri e di beneficiare di tempi di latenza più bassi rispetto allo snodo francese. La molteplicità degli operatori coinvolti nella gestione e la presenza del MIX (Milan Internet Exchange) rappresentano un’ulteriore garanzia in termini di competitività dell’offerta e di sicurezza nella gestione dei dati in transito.

Il data center di OHM, che verrà ospitato nell’area di ricerca di Italtel a Carini, rappresenta inoltre la prima sede tecnologica neutrale ed indipendente nel Sud Italia per l’alloggiamento di apparati tecnologici di operatori, OTT, imprese e pubblica amministrazione.

“Riteniamo che le caratteristiche di resilienza, sicurezza e capacità siano fondamentali per far fronte alla crescita del traffico Internet, soprattutto in un’area come il Mediterraneo, crocevia di cavi sottomarini che collegano l’India e il Medio ed Estremo Oriente con l’Africa, l’Europa, il Sud ed il Nord America”, hanno dichiarato i soci fondatori. Cavi sottomarini che già oggi trasportano gran parte del traffico internet internazionale e del traffico mondiale voce-dati combinato.

In questo scenario, Open Hub Med si candida a essere un vero e proprio nodo infotelematico del Mediterraneo, all’avanguardia dal punto di vista delle condizioni di accesso e dell’autonomia di gestione da parte di tutti gli operatori e capace di garantire le migliori condizioni in termini di prezzo, sicurezza, qualità e affidabilità della rete.

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