Optimo Next – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Mon, 08 Oct 2018 12:51:03 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png Optimo Next – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Optimo Next – Nel segno della crescita https://www.datamanager.it/2016/11/optimo-next-nel-segno-della-crescita/ Tue, 15 Nov 2016 09:29:20 +0000 http://www.datamanager.it/?p=113599 Nuove soluzioni, partnership strategiche e uno sguardo al futuro. La società attiva nei sistemi innovativi e integrati di digital document management si avvia a concludere un anno sicuramente importante L’ottimismo regna in casa Optimo Next. La società, attiva nella progettazione, sviluppo e gestione di sistemi innovativi e integrati di digital document management, si avvia alla […]

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Nuove soluzioni, partnership strategiche e uno sguardo al futuro. La società attiva nei sistemi innovativi e integrati di digital document management si avvia a concludere un anno sicuramente importante

L’ottimismo regna in casa Optimo Next. La società, attiva nella progettazione, sviluppo e gestione di sistemi innovativi e integrati di digital document management, si avvia alla conclusione del 2016 potendo contare su numerosi traguardi importanti, come racconta in una conversazione con Data Manager Fabrizio Tudisco, CEO di Optimo Next. L’esordio è giustamente incentrato su quali siano stati i fatti salienti che hanno caratterizzato l’anno. «Questo 2016 è stato per noi intenso e positivo: siamo partiti con una squadra nuova sia per l’area vendite sia per quella R&D, che ha dimostrato di sapersi muovere con flessibilità e velocità nel mercato del digital document management» – racconta Tudisco, sottolineando che «siamo stati in grado di intercettare trend e necessità che stavano iniziando a emergere in quel momento sul mercato e a trasformarli in soluzioni semplici e user-friendly, adattabili ai processi dei clienti, grazie al nostro team di ricerca e sviluppo». Si tratta di «soluzioni diverse, che rispondono a un’unica esigenza: quella di digitalizzare i processi, rendendoli ancora più smart. Un esempio tra tutti: trasformare il processo di approvazione e firma di documenti tra attori interni o anche esterni all’azienda, come fornitori, partner e consulenti, con una soluzione web, accessibile anche in mobilità. È così che è nata la nostra soluzione NextSign» – rivela Tudisco.

Novità su tutta la linea

Sempre nel 2016, «abbiamo lavorato per aggiungere valore anche ai servizi di business process outsourcing. Immaginiamo di poter rendere “intelligente” la raccolta di documentazione, fisica o digitale, distribuita su un territorio dove agenzie e dealer producono documenti e hanno la possibilità di monitorare, anche in mobilità, lo stato della documentazione elaborata, rispondere e sanare le eventuali anomalie. Infine, i dati possono essere analizzati e riprodotti graficamente secondo variabili spazio temporali e integrati con altre fonti dati interne o esterne all’azienda, ed ecco Web tool con analytics» – spiega Tudisco. Gli analytics, sempre più al centro dell’attenzione, hanno trovato anche altre applicazioni: «Con la soluzione Digital Mailroom 2.0 abbiamo innovato, grazie al modulo analytics, servizi consolidati, con la gestione multicanale dei flussi di posta, compresi quelli relativi alla PEC» – prosegue Tudisco. Da segnalare, tra le novità 2016, anche la soluzione che «migliora notevolmente il processo di entrata e uscita di ospiti in azienda: si tratta di NextOne, uno strumento interamente digitale per la gestione dei visitatori in azienda, firme incluse, che permette di eliminare i fogli Excel e i registri cartacei, oltre al non dover più ripetere sempre gli stessi dati alla reception» – fa sapere Tudisco.

Partnership di rilievo

Guardando più da vicino al mercato italiano, «dal lato comunicazione e marketing avevamo due obiettivi: migliorare il posizionamento del brand Optimo Next nel mondo del digital document management ed espandere la nostra base clienti in settori specifici» – rivela Tudisco, spiegando che «questo si è tradotto in campagne di comunicazione su media a copertura nazionale, in partecipazione a eventi di settore rivolti a interlocutori delle line of business, e una sempre maggiore presenza e coerenza online, a partire da piattaforme social come Twitter e LinkedIn». Importante anche il capitolo delle alleanze: «Questo primo anno di vita è stato essenziale per stringere partnership strategiche, non solo tecnologiche ma anche commerciali, con realtà di eccellenza come Aruba e Boole Server. Aruba ci ha permesso di potenziare le nostre capacità in termini di data center e di costruire un miglior piano di business continuity e disaster recovery da poter offrire ai nostri clienti, mentre Boole Server ci ha consentito di completare il nostro portafoglio, in quanto offre una soluzione che permette una protezione “data centrica” dei documenti, agevolando la collaborazione e condivisione in real time» – prosegue Tudisco. Sullo stesso piano anche la collaborazione con il Politecnico di Milano, nello specifico con l’Osservatorio sulla Dematerializzazione, che «ci ha reso possibile comprendere meglio la normativa in tema di fatturazione elettronica, conservazione a norma e dematerializzazione e capire in che direzione si stanno muovendo le aziende per digitalizzare i propri processi» – evidenzia Tudisco.


.@OptimoNext Il CEO Tudisco: Più “intelligence” nel #DocumentManagement
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La risposta del mercato

Nel valutare quale è stata la risposta del mercato, il CEO di Optimo Next non ha dubbi: «Quest’anno siamo riusciti a espandere il nostro raggio d’azione, entrando in contatto con settori e clienti che non avevamo mai incontrato prima. Questo ci ha permesso di portare la nostra esperienza in altri contesti e applicare i casi di successo dei settori industriali che conosciamo meglio, a procedure similari presenti in altri settori verticali di mercato. Inoltre, il nostro impegno in comunicazione e marketing ha aumentato la nostra brand awareness nel mercato italiano, consentendoci di iniziare un percorso di digitalizzazione in aziende che prima ci percepivano come puro outsourcer di processi cartacei. I nostri stessi clienti “storici” hanno percepito questa spinta innovativa che ha portato ulteriori benefici nei processi che abbiamo in gestione». Un feedback decisamente positivo, quindi, «anche se abbiamo percepito ancora più forte il divario tra le aziende in Italia: molte realtà sono coscienti del potenziale del digitale e cercano di andare sempre “a step forward” nel digitalizzare i propri processi. Molte altre invece continuano a fare fatica ad abbandonare la carta e i processi come sono sempre stati eseguiti. In Optimo Next, il lavoro più intenso è cercare di portare le aziende, anche le più scettiche, ad apprezzare tutti i benefici che le nuove tecnologie di digitalizzazione alla fonte permettono. Il vero gap non è tecnologico, ma culturale» – sottolinea Tudisco.

Lezioni da apprendere

Una conversazione a tutto campo non può prescindere anche dagli aspetti che non hanno corrisposto in pieno alle attese, magari perché troppo in anticipo sui tempi. Al riguardo, Fabrizio Tudisco ritiene che «le lezioni più importanti siano apprese facendo tentativi, sbagliando e migliorando le proprie scelte per poterne fare altre più informate. Quindi anche ciò che non ha funzionato secondo le nostre intenzioni è stato utile per noi. Il modulo di analytics sviluppato come sezione aggiuntiva al nostro Web tool non è stato semplice da elaborare e soprattutto da far capire. I clienti non ci percepiscono come player in quest’area di business intelligence e soprattutto non sanno come poter rielaborare i milioni di dati in loro possesso per trasformarli in informazioni effettivamente per loro utili. Ma c’è anche un’altra sfida: quella di cercare di dirimere i diversi pareri normativi che forniscono i legali delle aziende, soprattutto in tema di firma elettronica. Questa varietà d’opinione, unita a un contesto normativo italiano non sempre coerente con quello europeo, sicuramente non aiuta chi vuole fare innovazione digitale a norma di legge».

Uno sguardo al futuro

Guardando al prossimo anno, Optimo Next è al lavoro su più fronti: «Da un lato puntiamo a sviluppare nuovi servizi digitali che permettano di digitalizzare alla fonte diversi processi di business, e dall’altro lato vogliamo rendere sempre più “intelligenti” i servizi che offriamo, legando nuovi moduli tecnologici al nostro BPO. In tutto questo, il nostro ruolo di system integrator continua a evolvere con l’acquisizione di competenze sempre nuove e sempre più affini ai processi che gestiamo per i clienti. Siamo consci che le giuste relazioni di partnership sono essenziali per essere efficaci sul mercato con una value proposition completa, e per questo continueremo a potenziare il nostro network, non solo commerciale ma anche tecnologico, per completare ulteriormente il nostro portafoglio soluzioni» – conclude Fabrizio Tudisco.

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Optimo Next, tra firma digitale e data analytics https://www.datamanager.it/2016/09/optimo-next-firma-digitale-data-analytics/ Thu, 22 Sep 2016 08:20:41 +0000 http://www.datamanager.it/?p=109562 Alla scoperta di Next Sign, il modulo ideato dalla società, attiva nel document management da molti anni, per digitalizzare l’intero processo di firma, e della nuova soluzione di data analytics sviluppata ad hoc Tra digitalizzazione del processo di firma e soluzioni di data analytics, non conosce soste l’innovazione targata Optimo Next. La società, la cui […]

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Alla scoperta di Next Sign, il modulo ideato dalla società, attiva nel document management da molti anni, per digitalizzare l’intero processo di firma, e della nuova soluzione di data analytics sviluppata ad hoc

Tra digitalizzazione del processo di firma e soluzioni di data analytics, non conosce soste l’innovazione targata Optimo Next. La società, la cui missione è da tempo quella di progettare, sviluppare e gestire sistemi innovativi e integrati di digital document management, migliorando processi già esistenti e rendendoli più utili ed efficienti, ha fatto dell’innovazione continua uno dei propri elementi più distintivi. L’obiettivo della società è di guardare ai processi di business specifici dei clienti, per poter intervenire con soluzioni ad hoc. La proposta di Optimo Next si articola in un’integrazione continua di servizi: da un lato il business process outsourcing e dall’altro la system integration, offrendo “in cloud” o “on premise” piattaforme di document management integrabili con tutte le piattaforme preesistenti presso i clienti. In un’ottica d’innovazione continua, «recentemente abbiamo concentrato i nostri sforzi di ricerca e sviluppo anche nella digitalizzazione del processo di firma, sulla base della constatazione di come in azienda si tenda ancora a usare molto la firma “fisica”, cioè cartacea, e nelle soluzioni di data analytics, per fornire ai nostri clienti un cruscotto di monitoraggio e una reportistica specifica» – spiega Enzo Capilli, sales & marketing director di Optimo Next.

Oltre 300 contratti all’anno

Riguardo alla digitalizzazione del processo di firma, è un fatto che «nell’ambito del procurement, cioè della direzione acquisti, soprattutto nei settori con i quali siamo più in contatto, come Insurance, Financial Services, Telco e Utilities, si gestiscono moli notevoli di contratti di fornitura, anche più di 300 ogni anno, con soggetti diversi che prendono parte al processo di firma. Ecco che il flusso diventa così un iter corposo, ulteriormente complicato nel caso di aziende con più sedi e uffici, senza dimenticare che, ovviamente, il contratto dovrà poi essere trasmesso al fornitore, che avrà lato suo processi analoghi di firma» – spiega Capilli. In questo ambito, la digitalizzazione non può che portare vantaggi, ed è per questo che «a partire dall’anno scorso, abbiamo concepito un nuovo processo ad hoc, nato anche in base ad alcuni test e al confronto con i nostri clienti, presso i quali abbiamo trovato ottimi riscontri» – precisa Capilli.

La nascita di Next Sign

Ha così visto la luce Next Sign, che nello scorso gennaio ha avuto il suo primo proof of concept per poi essere installata presso i primi clienti. Più in dettaglio, la soluzione segue «tutto il workflow approvativo tipico della direzione acquisti, con i documenti caricati sempre nell’ultima versione, e ingaggia i diversi colleghi coinvolti nel processo di firma. Inoltre, il sistema è in grado di gestire la firma remota tramite token, che oggi è soprattutto tramite SMS e su smartphone abilitati, quindi senza più la necessità del piccolo dispositivo che si usava fino a poco tempo fa» – sottolinea Capilli, facendo notare che il sistema opera sia in modalità desktop sia in mobilità: «L’avvio del percorso è su desktop ma è perfettamente in grado di procedere su dispositivi mobili». Questo permette la massima flessibilità anche verso i fornitori, che potranno collegarsi e autenticarsi sulla piattaforma NextSign, dove vengono censiti e accreditati e dove potranno firmare con la loro firma digitale. Come noto, oggi quasi tutte le aziende dispongono di una firma digitale, per esempio in quanto si tratta da tempo di un requisito indispensabile per siglare i bilanci. Grazie alle funzionalità di NextSign, un modulo in grado di operare anche autonomamente, «il processo di firma nell’ambito del procurement non vede più la presenza di alcun foglio di carta, e il contratto trova il suo momento di cristallizzazione con l’archiviazione a norma di legge, che sanziona definitivamente l’autenticità e l’immodificabilità» – sintetizza Capilli.


Enzo Capilli @OptimoNext con #NextSign Document management + analytics
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L’ora dei data analytics

Passando a esaminare più da vicino le novità di Optimo Next in ambito data analytics, Enzo Capilli non ha dubbi: «Crediamo che una delle premesse fondamentali oggi sia quella di avere una conoscenza più completa possibile dei processi che gestiamo, con correlazioni dinamiche di fonti di dati differenti, interne all’azienda e anche con basi dati esterne». Le tipologie di analisi possono essere le più disparate. «Per fare un solo esempio – continua Capilli – si possono analizzare i dati relativi ai contratti di assicurazione, suddividerli per provincia in modo da capire i trend interni all’azienda, oppure incrociarli con i dati generali relativi a dati ISTAT del territorio, presentandoli in una maniera grafica immediata, utile a far comprendere rapidamente i diversi fenomeni» – prosegue Capilli.

La conoscenza dei processi specifici di ciascun settore e di ogni cliente permette di analizzare ed estrarre informazioni “parlanti” in grado di aiutare a ottimizzare il processo in sé oppure a capire i punti di miglioramento delle performance, soprattutto se si considerano aziende distribuite con migliaia di uffici nel territorio. «Spesso questi dati difficilmente vengono aggregati – spiega Capilli – sia perché distribuiti per pertinenza a diverse aree aziendali che non necessariamente dialogano in real-time tra loro, sia perché risulta difficile immaginare delle associazioni tra fonti di dati interne ed esterne. I nostri clienti ci aiutano a capire quali valori sono punti di miglioramento utili per loro e Optimo Next realizza una dashboard in real-time che li aiuta a vedere oltre il singolo processo e oltre la loro BU».

Duecento milioni di documenti

Le potenzialità di questo tipo di analisi sono molto interessanti, anche perché la mole di dati da correlare è piuttosto significativa, visto che Optimo Next gestisce attualmente più di 200 milioni di documenti all’anno, una buona metà dei quali è già nativamente digitale. Non solo. A tendere, la quota digitale sarà sempre maggiore: solo lo scorso anno era pari al 35% del totale, mentre oggi è attorno al 50%. C’è però un problema: «Ci siamo accorti che non sono molte le aziende che utilizzano gli analytics anche nella loro area di gestione documentale, forse perché vengono sempre associati alle vendite, al marketing o a indagini statistiche che poco si integrano con i processi cartacei e digitali dei documenti aziendali. Quello della gestione documentale è invece uno dei nostri core business, ed è per questo che abbiamo deciso di aggiungere ai nostri sistemi di business process outsourcing un modulo di data analytics, in grado di agire su elementi e parametri concordati di volta in volta con i clienti».

Alla ricerca del nome

Il successo non manca. «I clienti hanno già mostrato notevole interesse, scoprendo correlazioni e collegamenti che prima non erano facilmente percepibili, così da affinare ulteriormente l’attività di business» – spiega Capilli, rivelando che «attualmente, i moduli di data analytics sono finora stati applicati su alcuni clienti importanti nell’ambito Telco, iniziando dall’area delle operations post-vendita per poi estenderli ad altri servizi, ma la soluzione si sta facendo strada anche ad altre tipologie di processi in settori differenti. Infine, una curiosità è che il sistema di data analytics, essendo di nascita recente, non ha ancora un proprio nome specifico. Ma è solo questione di tempo» – assicura Enzo Capilli.

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Enzo Capilli (Optimo Next), un passo avanti nel digital document management https://www.datamanager.it/2016/07/enzo-capilli-optimo-next-un-passo-avanti-nel-digital-document-management/ Tue, 19 Jul 2016 15:22:26 +0000 http://www.datamanager.it/?p=105646 Innovazione, semplificazione e conoscenza. Il CIO diventa il facilitatore tra le diverse funzioni aziendali e si trasforma da puro esecutore a motore attivo dell’innovazione Il futuro secondo Enzo Capilli, sales & marketing director di Optimo Next, è un’equazione complessa definita dallo spazio dell’esperienza di acquisto virtuale o fisico, dalla velocità degli strumenti utilizzati, dal tempo della […]

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Innovazione, semplificazione e conoscenza. Il CIO diventa il facilitatore tra le diverse funzioni aziendali e si trasforma da puro esecutore a motore attivo dell’innovazione

Il futuro secondo Enzo Capilli, sales & marketing director di Optimo Next, è un’equazione complessa definita dallo spazio dell’esperienza di acquisto virtuale o fisico, dalla velocità degli strumenti utilizzati, dal tempo della trasformazione digitale e dalla convergenza verso un modello unico. «Pensando ai cittadini o agli utenti business, l’attività digitale quotidiana avviene su diverse piattaforme che si “contagiano” a vicenda. L’esperienza che facciamo su Amazon – spiega Capilli – diventa lo standard anche per un acquisto al supermercato online o nel negozio di fiducia. A tendere non vi saranno più punti di discontinuità che interrompano l’esperienza digitale dell’utente sia nell’ambiente personale sia in quello professionale». Le tre parole che descrivono Optimo Next sono: innovazione, semplificazione e conoscenza. «Innovazione è per noi ricerca di nuove soluzioni, per anticipare e interpretare i bisogni dei nostri clienti e semplificare i loro processi. La conoscenza è essenziale per creare cultura digitale sia all’interno sia all’esterno dell’azienda». L’innovazione per Enzo Capilli nasce dalla capacità di fare “sistema” sia all’interno che all’esterno dell’azienda. Ecco perché «il CIO diventa il facilitatore tra le diverse funzioni aziendali e si trasforma da puro esecutore a motore attivo dell’innovazione».

La strategia di Optimo Next

La strategia di Optimo Next, che si occupa di sistemi innovativi e integrati di digital document management è di continuare a dare valore alle persone, perché la collaborazione è alla base del cambiamento. Con un polo operativo di 13mila metri quadrati, oltre 200 milioni di documenti annui gestiti, l’obiettivo dell’azienda è diventare sempre più una “caring company” perché «il benessere e la serenità del cliente – spiega Capilli – sono al primo posto nella lista delle priorità». E questo significa «produrre cultura digitale nel settore, mettendo il know-how, l’esperienza e la conoscenza di Optimo Next al servizio del cliente». La collaborazione è un altro dei pilastri della strategia di Optimo Next: «Puntiamo sulla sperimentazione e ci apriamo a settori tradizionalmente non di nostra competenza, per creare network collaborativi con l’obiettivo di generare nuovo valore attraverso la definizione di soluzioni inedite. Su questo punto si apre la partnership con Boole Server. Con la soluzione BooleBox on Premises ogni processo viene predisposto per la condivisione sicura dei dati sia dentro che fuori il perimetro aziendale. Con questa tecnologia d’avanguardia riusciamo a integrare la necessità di condividere informazioni in modo semplice e senza passaggi aggiuntivi con il requisito essenziale di sicurezza e tracciabilità del dato».


Enzo Capilli @OptimoNext Un passo avanti nel digital #DocumentManagement
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Digital document management

Nell’ambito dei processi interni, la digitalizzazione della firma dei documenti (contratti, ordini, offerte) è sicuramente un tema caldo e centrale e NextSign è la soluzione pensata per rispondere a queste necessità. Come ci spiega Enzo Capilli, si tratta di un applicativo web «che permette di completare un processo di autorizzazione e firma di documenti, con attori interni o esterni all’azienda, utilizzando processi abilitanti come la firma elettronica avanzata (FEA)». Altro tema caldo è la protezione dei documenti, soprattutto quelli che vengono condivisi dalle aziende all’esterno con fornitori, partner o clienti. «Chiaramente in modalità sync & share, protetta e su dispositivi mobili» – precisa Alfonso Lamberti, security senior consultant di Optimo Next. «Ed è esattamente quello che fa la soluzione BooleBox on Premises, integrata nei nostri servizi e soluzioni, che risulta user friendly da un lato ma permette una granularità nei livelli di sicurezza fino a ridurre il rischio di cattura schermo e applicare filtri anti foto oppure rendere disponibili i documenti per un tempo limitato».

Che cosa significa essere un passo avanti?

«Viviamo in un contesto complesso dove i confini si confondono e l’accelerazione esponenziale delle tecnologie ha reso ancora più veloce il cambiamento» – risponde Capilli. «Soprattutto nel settore della gestione documentale, che segue lo sviluppo tecnologico, oggi più che mai, è importante rimanere al passo. Anzi, “a step forward”, “un passo avanti”».

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Video: Enzo Capilli e Alfonso Lamberti, Optimo Next https://www.datamanager.it/2016/07/video-enzo-capilli-alfonso-lamberti-optimo-next/ Mon, 18 Jul 2016 15:13:26 +0000 http://www.datamanager.it/?p=106051 Videointervista a Enzo Capilli, Sales & Marketing Director di Optimo Next e Alfonso Lamberti Security Senior Consultant di Optimo Next Videointervista a Enzo Capilli, Optimo NextClick To Tweet

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Videointervista a Enzo Capilli, Sales & Marketing Director di Optimo Next e Alfonso Lamberti Security Senior Consultant di Optimo Next

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Videointervista a Enzo Capilli, Optimo Next
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Se il software diventa “mobile only” https://www.datamanager.it/2016/04/software-diventa-mobile-only/ Wed, 20 Apr 2016 14:25:22 +0000 http://www.datamanager.it/?p=99271 La mobilità richiede un radicale ripensamento della cultura applicativa aziendale, che può cogliere i vantaggi della Terza Piattaforma, trasformando i suoi processi intorno alle specificità degli smart device L’esplosione di mobilità di Internet e dei dispositivi intelligenti determina una trasformazione epocale della user experience sia nel mondo professionale sia in quello consumer. La tradizionale metafora […]

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La mobilità richiede un radicale ripensamento della cultura applicativa aziendale, che può cogliere i vantaggi della Terza Piattaforma, trasformando i suoi processi intorno alle specificità degli smart device

L’esplosione di mobilità di Internet e dei dispositivi intelligenti determina una trasformazione epocale della user experience sia nel mondo professionale sia in quello consumer. La tradizionale metafora dell’informatica distribuita si apre alla “ultraportabilità” degli smartphone e dei tablet, mentre il tradizionale fattore di forma del pc, desktop o notebook, passa quasi in secondo piano rispetto alla nuova ondata di applicazioni mobili, pensate per schermi e modalità di relazione radicalmente diversi. Che cosa stanno facendo i protagonisti dell’industria del software applicativo? Le app stanno portando davvero a un punto di svolta nel mondo del lavoro? L’impatto della mobilità e dei suoi dispositivi ha già avuto molti effetti, ma che cosa ha significato quest’ultima – concretamente – per un ambiente produttivo assuefatto da decenni di automazione legata al personal computer? L’alleanza annunciata lo scorso anno tra Apple e IBM, a favore dello sviluppo congiunto di soluzioni software professionali in ambito aziendale, è solo uno dei tanti sintomi della pervasività di nuove metafore che incidono sulle modalità e le tempistiche del lavoro, e hanno profonde conseguenze sulle grandi famiglie di piattaforme applicative, l’ERP, il CRM, l’HR, il software analitico che ci permette di affrontare un fenomeno come Big Data, anch’esso strettamente legato all’avvento della mobilità e dei social media. In parallelo, aumentano anche le app che coinvolgono i clienti esterni e che – sempre più spesso, anche quando non provengono da questo o quel brand commerciale – si basano su informazioni che risiedono sui server di queste aziende. È la cosiddetta “app economy” che si sposa con la “api economy” e, sotto la spinta della consumerizzazione, obbliga le aziende a studiare nuove forme di adattamento alla digital transformation, nuovi modi di pensare in chiave federativa e di “coopetition” il loro business e le loro strategie di outsourcing.


#mobile quando la #app economy si sposa con la #api economy
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Eppur si muove

Con questo speciale, Data Manager vuole coinvolgere le aziende in una discussione virtuale sulle opportunità, gli ostacoli e le strategie di implementazione di questa delicata fase di passaggio dalla antica metafora del desktop/notebook con le sue tradizionali interfacce allo smart device e alla ingannevole semplicità del touch screen. Abbiamo chiesto a una serie di esponenti del mondo delle soluzioni e dell’integrazione in che misura smartphone e tablet possono davvero prendere il posto di un modello consolidato come quello delle applicazioni pc-based per l’office automation, comunicazione e supporto alla produzione e in che modo, con quali strategie e con quali forme di sponsorizzazione e governance, le aziende possono affrontare la conseguente trasformazione. Ma si è voluto anche sollecitare i pareri sugli strumenti, le metodologie e i servizi che possono abilitare una strategia efficace di “mobilizzazione” delle applicazioni aziendali, affrontando aspetti come l’integrità e la qualità dei dati, la loro eventuale esposizione all’esterno, la continuità dei workflow, la messa in sicurezza delle informazioni e la privacy.

Come sempre, abbiamo chiesto agli analisti di IDC Italia di aiutarci a inquadrare il contesto di riferimento, anche su un piano quantitativo. In base alle ricerche che IDC ha svolto per l’ultima edizione del suo European Mobile Enterprise Software Survey, Daniela Rao, TLC research & consulting senior director conferma che la maggior parte delle aziende europee ha perfettamente compreso il valore delle applicazioni mobili e su questa base indirizza i propri investimenti. «In generale però – spiega Daniela Rao – le imprese non riescono a creare una leadership e una architettura confacente per un ambiente di business “mobile-first”, cioè pensato in prima istanza, sul piano applicativo, per i dispositivi mobili». L’assenza di una piattaforma standard, le necessità a livello di integrazione di sistema e le sfide sul piano organizzativo impediscono di raggiungere livelli di maturazione superiori.


#mobile #software Dal “mobile first” al “mobile only” ? @IDCItaly
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Più mobili, più competitivi

Questo, secondo Daniela Rao, spiega perché sono relativamente poche le imprese che hanno raggiunto le fasi più avanzate del ciclo di maturazione definito da IDC. «La prima fase, quella delle strategie “ad hoc” è stata superata, ma quasi tutti sono ancora fermi alla seconda fase, quella opportunistica, e alla terza, quella della semplice ripetibilità. Le aziende devono adottare un approccio più proattivo, individuare i modi per trasformare la mobilità in vantaggio competitivo». Tutto questo comporta un complesso lavoro a livello di strategie di sviluppo. In un mondo “mobile first”, infatti, la “qualità” applicativa non coincide semplicemente con l’assenza di bachi e vulnerabilità. «Diventa critico erogare un’esperienza utente consistente», sottolinea Daniela Rao, e questo non solo ai fini della qualità delle soluzioni, ma anche per la reputazione e la visibilità del brand che le adotta. Sotto la crescente pressione di linee di business sempre più consapevoli della necessità di rendere mobili i processi interni e le relazioni con il mercato, le aziende si stanno scontrando però con i limiti del mercato delle competenze di sviluppo. Ripensare la mobilità applicativa non semplicemente adattando alla nuova realtà le applicazioni precedenti richiede skill e team di sviluppo multidisciplinari. «Ma non è facile – avverte Daniela Rao – mettere insieme queste nuove squadre di lavoro». Tra l’altro, aggiunge l’analista di IDC, progettare e implementare applicazioni professionali per l’impresa mobile è un altro lavoro rispetto allo sviluppo di applicazioni consumer, in quanto bisogna mettere a punto e integrare i necessari servizi di back-end, puntare su analisti in grado di conoscere a fondo i processi che le applicazioni devono supportare o abilitare.


#mobile sales force automation #SinfoOne le app mobili per superare le porte chiuse
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DevOps e competenze multidisciplinari

La domanda di competenze e talenti relativi allo sviluppo di applicazioni mobili è molto elevata e aumenterà per tutto il 2016, dice lo studio di IDC. «In linea con questa voglia di competenze, prevediamo un aumento dei livelli di attenzione nei confronti di specifiche competenze in ambito di pratiche di DevOps» – sostiene Daniela Rao. Le aziende che adottano queste pratiche registrerebbero infatti notevoli vantaggi, in termini di velocità e qualità di sviluppo. Ma il DevOps è solo un primo passo. I Cio europei sono per esempio consci che la transizione dal modello di sviluppo applicativo “a cascata” tipico dell’era client/server al modello di sviluppo “agile” più adatto all’era della Terza Piattaforma, comporterà un notevole sforzo e sarà una priorità dei prossimi 12-24 mesi. Il cambiamento non riguarda solo le capacità interne delle aziende. Per la fine del 2016, rileva IDC, una azienda su due si aspetta che anche i service provider siano in grado di rilasciare un’applicazione mobile in meno di dieci giorni lavorativi, un’aspettativa che denuncia una diversa percezione delle app mobili come fattore primario della competitività. Rispetto alla precedente edizione della ricerca sulla mobilità applicativa, le tempistiche ritenute ottimali per rispondere alle pressioni del mercato si sono ridotte. Per essere all’altezza di tali richieste, i service provider devono potenziare la riusabilità dei loro servizi di sviluppo mobile, standardizzando le architetture e i framework di sicurezza e integrando strumenti, metodiche e nuova proprietà intellettuale nei loro meccanismi di erogazione dei servizi. «Secondo le nostre proiezioni – afferma Rao – il numero complessivo di applicazioni mobili aziendali quadruplicherà entro il 2019, e l’aspetto interessante è che il 60% delle applicazioni non avrà un precedente corrispondente sul desktop». Si andrebbe in altre parole verso uno scenario ancora più mobile, passando da una cultura – peraltro ancora tutta da consolidare – del “mobile first” a una del “mobile only”, in cui una quota significativa del software applicativo di classe enterprise sarà del tutto nuovo, in risposta all’adozione di workflow e processi abilitati dalla mobilità del business.


#software #mobile only? Più che sostituire si tratta di integrare @ZucchettiSpa
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Rivoluzione culturale

Secondo i pareri espressi dai partecipanti al nostro panel, emergono segni molto positivi sul recepimento di questi scenari. Paola Pomi, direttore generale di Sinfo One, sviluppatore specializzato in soluzioni gestionali per il comparto alimentare, riconosce che la mobilità «impone un cambiamento alla cultura delle imprese, anche le più tradizionali. È uno strumento per innovare organizzazione e processi». Secondo Paola Pomi, Sinfo One ha fatto leva su fenomeni come il Byod e le app mobili per superare le porte chiuse a ogni altro cambiamento. Per esempio, in ambito sales force automation, con agenti sul campo che resistevano anche all’implementazione di soluzioni di automazione su pc portatile. «Controllare la posizione finanziaria o le promozioni attive prima di entrare dal cliente, senza dover accendere il pc e attivare la connessione, collegarsi al sistema Crm, fa molta differenza» – sostiene Paola Pomi. Non solo in termini di risparmio di tempo, ma anche per dare un nuovo senso al lavoro di squadra. Altri esempi vengono dagli strumenti di reporting strategico o dall’Erp mobile che dà in tempo reale il polso del business. «Il mobile semplifica i controlli e i processi, avvicina l’utente all’azienda e accelera il processo di decisione», consentendo di trarre vantaggi da altri vantaggi – conclude Paola Pomi. Gregorio Piccoli, responsabile tecnologie di sviluppo di Zucchetti (www.zucchetti.it) è più prudente sulla necessità di adottare una mentalità “mobile only”. «Più che sostituire le pratiche tradizionali si tratta di integrarle. Quando la postazione pc fissa rappresenta un limite per il lavoratore dal punto di vista della produttività, è necessario introdurre strumenti che favoriscano il lavoro in mobilità». Anche qui, le business app Zucchetti per la forza vendita e per il Crm si rivelano utilissime per la gestione degli ordini e delle richieste del cliente in tempo reale, con un significativo miglioramento della qualità del servizio erogato all’utente finale.


#software #Malware su #mobile, più che triplicato @KasperskyLabIT
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Vietato opporsi all’innovazione

Per la prima volta, osserva Simone Giuliano, product manager, strategy & marketing di ADP, il leader mondiale di soluzioni per la gestione delle risorse umane, tutti abbiamo in tasca o in borsa una tecnologia più avanzata rispetto a quella che un tempo potevamo trovare solo sulla scrivania in ufficio. Quando il tablet supera numericamente il pc, la trasformazione diventa inevitabile. «Dal mio punto di vista, è difficile affermare che le applicazioni pc-based non possano essere sostituite da applicazioni mobile. Già nel 2012, abbiamo lanciato le “ADP Mobile Solutions” una app dedicata ai servizi come la richiesta e approvazione di ferie e permessi, consultazione del cedolino, condivisione delle news e della rubrica aziendale in mobilità». Oggi, prosegue Giuliano, questa app viene utilizzata da un dipendente su quattro nelle aziende-clienti di ADP e del resto non ha senso opporsi a questa innovazione. «Smart working, social network aziendali o mobile learning sono altrettanti esempi di una tecnologia mobile che aiuta a semplificare i processi e a migliorare i servizi, aumentando così anche la soddisfazione e la produttività delle persone».

Come si deve affrontare, concretamente, questa fase di graduale allontanamento e diversificazione rispetto alle tradizionali piattaforme applicative? Per il Cto di Zucchetti, Gregorio Piccoli, sicurezza e privacy delle informazioni sono una condizione essenziale per la “mobilizzazione” delle applicazioni aziendali. «Anche per questo motivo, Zucchetti si è adoperata per diventare “conservatore accreditato” e “certification authority”, certificazioni rilasciate dall’AgID, solo alle aziende che dimostrano affidabilità organizzativa, tecnica e finanziaria, nonché la competenza ed esperienza del personale necessarie sia per la conservazione di documenti informatici sia per l’emissione di firme digitali». Per l’azienda lodigiana, sinonimo in Italia di soluzioni gestionali, questa integrità informativa è fondamentale per la sensibilità dei dati che oggi si possono consultare in mobilità. «Per chi lavora spesso fuori sede, per esempio nel facility management o nelle imprese che operano per commesse, lo smartphone può anche sostituire il badge di rilevazione presenze».


#mobile #Alterna Come fare app per il mondo enterprise? @AlteaSpA
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La sicurezza è tutto

Sul fronte della sicurezza non può che concordare Morten Lehn, managing director di Kaspersky Lab Italia. I dispositivi mobili vengono utilizzati sempre più frequentemente per accedere a informazioni riguardanti il dipendente di un’impresa e il suo lavoro. Le aziende non solo devono adottare soluzioni di sicurezza adeguate, ma sono anche tenute a sensibilizzare i dipendenti sui rischi di un uso imprudente di questi strumenti. «Nel 2015 – spiega Morten Lehn – il volume dei malware che hanno preso di mira gli utenti dei dispositivi mobile è più che triplicato rispetto all’anno precedente». Un dato che denuncia tutta la pericolosità del fenomeno. Troppo spesso capita di vedere che anche aziende che hanno acquistato soluzioni come Kaspersky Endpoint for Business – che include il Kaspersky Security for Mobile – omettono di installare sugli smartphone dei dipendenti proprio questa fondamentale barriera. Sono distrazioni che secondo Lehn, il business mobile non deve più permettersi. Sulla necessità di adottare una diversa cultura applicativa, capace di partire dalle specificità delle soluzioni mobili senza cercare semplicemente di adattare al mobile le applicazioni esistenti, interviene Dimitri Favre, chief technology officer di Alterna, system integrator di Altea Federation. Gli smart device sono talmente pervasivi nella vita di tutti i giorni, che stupisce vedere come il loro utilizzo continui a essere limitato nel mondo professionale. «Il problema – puntualizza Favre – è che finora si è cercato di portare sui dispositivi mobili le applicazioni esistenti. Tuttavia, fare app per il mondo enterprise significa abbandonare l’idea di mimare su uno smartphone o su un tablet quello che si faceva sui pc e incominciare a utilizzare concretamente le caratteristiche che tali dispositivi offrono: mobilità, dimensioni, esperienza utente e sensori».


#mobile #software Qui entrano in gioco gli applicativi “mobile ready” @OptimoNext
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Quello che il pc non può fare

Dobbiamo insomma immaginare soluzioni diverse in grado di sfruttare caratteristiche che la tradizionale piattaforma pc non aveva. «Non solo app per mobile worker, ma anche soluzioni per quei processi aziendali che oggi non sono coperti in modo soddisfacente dalle soluzioni IT tradizionali» – conclude Favre, sottolineando come nel servire i propri clienti, Alterna può far leva su tecnologie già ampiamente disponibili sul mercato e sulla sinergia con l’offerta Microsoft, che grazie alla recente acquisizione di Xamarin può offrire metodologie di progetto evolutive e incrementali, per lo sviluppo di una nuova generazione di «app smart per aziende smart». Che la tecnologia debba influire sulle modalità del lavoro è un punto fermo anche per Optimo Next. Enzo Capilli, sales & marketing director dello specialista in document management, afferma che la sua azienda è da sempre impegnata sul fronte della semplificazione. «E questo non significa solo applicare tecnologie d’avanguardia al processo esistente, ma soprattutto ridisegnarlo, considerando cambiamenti normativi, culturali e nelle modalità di fruizione». Qui entrano in gioco gli applicativi “mobile ready”. «I nostri clienti vedono le business app come una naturale estensione del processo che permette agli utenti interessati di poter svolgere le loro attività ovunque essi si trovino, per esempio con la possibilità di visualizzare dashboard di business analytics sullo stato di avanzamento dei contratti, monitorare in real time le anomalie e le correzioni, nell’ambito di un processo di governance che coinvolge diversi attori sparsi nel territorio». Un’estensione che richiede, come già osservato dai partecipanti alla nostra discussione, la massima affidabilità e sicurezza. «Alla luce di questa necessità, negli ultimi anni – conclude Capilli – abbiamo esteso il nostro portafoglio, con soluzioni “data centriche” in grado non solo di proteggere il dato all’origine, prima che venga condiviso via posta elettronica o visualizzato in un web portal o in una app, ma anche di consentire un accesso semplice, veloce e contestualizzato alle informazioni che quel dato contiene».


#mobile Una nuova dimensione del #lavoro e della #collaborazione @WuerthPhoenix
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Non si ferma più nessuno

­­­­­­Un’altra area in piena evoluzione sotto la spinta della mobilità è quella del customer relationship management. «La tecnologia touch che gli attuali dispositivi mettono a disposizione della forza vendita offre la possibilità di compiere un’evoluzione della mobilità di comunicazione tra l’azienda, i commerciali e il cliente finale» – ricorda Francesco Riccio, business unit manager Microsoft Dynamics CRM presso Würth Phoenix. Gli agenti commerciali possono per esempio presentare l’intera gamma di prodotti attraverso un catalogo digitale interattivo e multimediale. «Con questi sistemi si raggiunge una nuova dimensione di lavoro, di comunicazione e di condivisione delle informazioni. La mobile sales force automation rafforza il ruolo professionale del venditore grazie all’utilizzo di soluzioni innovative, che consentono di accedere rapidamente alle informazioni necessarie per supportare l’intero processo di vendita».

Insomma, lo smart working diventa il nuovo canale di sviluppo del business e delle opportunità di contatto, senza più vincoli dovuti a circostanze geografiche e temporali. Secondo Francesco Riccio, la mobilità si traduce in un aumento dell’efficacia delle attività di vendita, in una maggior rapidità nella condivisione delle informazioni e in un’ottimizzazione della collaborazione tra le varie aree aziendali. Non solo. «L’era della digital transformation porta le aziende a compiere una metamorfosi per riuscire ad amplificare le possibilità di gestione delle relazioni con i clienti grazie a interazioni più immediate, consentendo una maggior rapidità nelle decisioni strategiche di vendita e riducendo sostanzialmente le attività del back office». Come dire che il cambiamento della mobilità riguarda proprio tutti, anche chi rimane fermo in ufficio.


Sogeit Solutions, crescere in sicurezza

Con LiveBox, la piattaforma di private cloud applicativo on-premises, coniugare applicazioni mobili e produttività è più facile

Mobilità e condivisione comportano una forte esposizione ad alti fattori di rischio per le aziende. L’utente, nella vita privata, utilizza ormai app che consentono un’immediata condivisione delle informazioni in modo semplice e veloce. «In ambito aziendale – spiega Raffaele Amoroso, amministratore delegato di Sogeit Solutions – troppo spesso si registra un’inversione di tendenza in quanto le policy di sicurezza impongono forti limitazioni ai differenti workflow operativi. Per ottenere il miglior connubio tra mobilità e produttività bisogna garantire sicurezza, semplicità d’uso e integrazione con le piattaforme core aziendali. Sogeit Solutions, quale operatore specializzato in soluzioni ICT innovative, ha risposto a tale necessità fornendo al mercato un servizio applicativo integrato: LiveBox è la piattaforma di private cloud applicativo on-premises che permette di gestire i workflow e condividere le informazioni strategiche in modo semplice, assicurando i più alti livelli di sicurezza e flessibilità a oggi rinvenibili sul mercato di riferimento.


#mobile Come coniugare mobilità e produttività in sicurezza @SogeitSolutions
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Optimo Next – L’innovazione nel document management https://www.datamanager.it/2015/10/optimo-next-linnovazione-nel-document-management/ Mon, 12 Oct 2015 12:44:18 +0000 http://www.datamanager.it/?p=85310 Alla scoperta di un campione nel settore sempre più strategico dei sistemi innovativi e integrati di digital document management di Luca de Piano «Optimo Next nasce da una precisa scelta strategica, fondata sull’esperienza trentennale nel mercato del digital document management in Italia. Abbiamo scelto un’identità nuova e unica, che rappresentasse in pieno i nostri obiettivi […]

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Alla scoperta di un campione nel settore sempre più strategico dei sistemi innovativi e integrati di digital document management

di Luca de Piano

«Optimo Next nasce da una precisa scelta strategica, fondata sull’esperienza trentennale nel mercato del digital document management in Italia. Abbiamo scelto un’identità nuova e unica, che rappresentasse in pieno i nostri obiettivi e valori aziendali» – esordisce Fabrizio Tudisco, chief executive officer di Optimo Next. L’idea di fondo è quella di voler «essere riconosciuti come punto di riferimento per progettare, sviluppare e gestire sistemi innovativi e integrati di digital document management, migliorando processi già esistenti e rendendoli più utili per le persone e più efficienti per le organizzazioni». Questo si riflette sul payoff di Optimo Next, che è “a step forward” e rappresenta un messaggio chiaro: «Crediamo fermamente che innovazione e ricerca vadano di pari passo per differenziare i nostri servizi ed essere sempre più riconosciuti per offrire un servizio “seamless”, cioè senza interruzioni. Il nostro obiettivo è aiutare ogni azienda a innovare e semplificare i propri processi documentali, grazie alle nostre competenze tecnologiche e normative, e soprattutto alle esperienze di successo sviluppate in questi anni» – prosegue Tudisco. Ed è per questo che alcuni clienti continuano a scegliere Optimo Next anche dopo dieci anni di rapporto e di evoluzioni: «Questo per noi non è solo sinonimo di competenza, ma soprattutto di profonda fiducia verso le nostre persone e la nostra azienda» – sottolinea Tudisco.


#OptimoNext Squadra in primo piano e offerta articolata per distinguersi sul mercato
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Squadra in primo piano

La visione strategica di Optimo Next è condivisa con tutto il team: «Insieme abbiamo creato un team vincente per portare al mercato un set di competenze ed esperienze uniche nel loro genere» – evidenzia Tudisco, presentando la squadra di vertice. «Il sales & marketing director, Enzo Capilli, ha maturato esperienze in aziende multinazionali, con un forte background in ambito outsourcing e value-added-services, e con lui stiamo creando una strategia commerciale orientata a segmentare la nostra proposta di servizio non solo per settore (telco, financial services, utility…), ma anche su processi di business interni del cliente. Il chief operation officer, Aldo Arosio, conosce l’azienda e le nostre competenze meglio di chiunque altro, e ha il ruolo fondamentale di coordinare il team tecnico e di project management, affinché il carico di lavoro e le competenze siano massimizzate e portate a un livello sempre più elevato.

Offerta articolata

Per quanto riguarda l’offerta, nel corso degli anni l’obiettivo principale di Optimo Next è sempre stato quello di offrire una proposta a valore aggiunto, tenendo presente le richieste del mercato e cercando sempre di guardare avanti. Attualmente, la proposta si articola in un’integrazione di servizi: da un lato il business process outsourcing (BPO) con soluzioni “add-on” (FEA, fatturazione elettronica…) dall’altro la system integration, offrendo “in cloud” o “on premise” piattaforme di document management system (DMS) integrabili con le piattaforme dei clienti.

«Siamo cresciuti con i nostri clienti, condividendo con loro l’evoluzione della nostra offerta e svolgendo tante volte il ruolo di consulente e partner più che di mero fornitore» – commenta Tudisco. Un esempio tra tutti può essere quello della società di telefonia mobile H3G. «Il loro processo di sottoscrizione e raccolta delle proposte di acquisto si è modificato negli anni, integrando documenti cartacei, digitali e oggi anche vocal order, ormai uno standard nei settori telco e utilities. Sono cambiati anche gli strumenti di condivisione e monitoraggio dei nostri servizi lato cliente, sempre più web e sempre più mobile. Ed ecco il perché ci siamo dilettati anche nella produzione di business app» – spiega Tudisco. Ma non solo: «Anche se a molti può apparire strano, il tema della sicurezza informatica dei dati non è ancora gestito correttamente da tantissime aziende. Parlo dei “furti” che avvengono internamente all’azienda da chi condivide documenti con colleghi, più che da attacchi degli hacker che arrivano dall’esterno. È su questo tema che vogliamo portare ai nostri clienti soluzioni che consentono la protezione del documento, qualsiasi esso sia, con sistemi “sync & share” professionali che permettono alle aziende di trovare un compromesso tra accessibilità e sicurezza» – fa sapere Tudisco.

Distinguersi sul mercato

Ecco quindi che si delineano i punti di forza di Optimo Next: «Riprendendo quanto detto prima, uno dei fattori distintivi per noi è giocare di anticipo su tematiche e soluzioni che possano semplificare e far evolvere i processi documentali integrati nei processi di business dei nostri clienti. Le occasioni per giocare d’anticipo possono essere i cambi normativi, come nel caso della fatturazione elettronica che ha portato le aziende a ripensare i propri processi amministrativi, oppure le innovazioni tecnologiche, come i vocal order che sono di fatto veri e propri contratti nativi in formato digitale, costituiti in questo caso specifico da un tracciato audio, e che devono essere archiviati e conservati in modo digitale e resi disponibili al consumatore per una loro consultazione. È anche per questo che Optimo Next co-progetta con il cliente soluzioni di document management personalizzate e in continua evoluzione (dimensione beta), garantendo i massimi standard di servizio e assistenza. Puntando sulla presenza costante per risolvere tutti i problemi tecnici e gestionali, fa del “caring” la sua unicità».


#document_management Fabrizio Tudisco CEO di #OptimoNext «Il futuro delle identità digitali»
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Uno sguardo al futuro

«Tra i nostri obiettivi c’è anche quello del continuous improvement, che significa fare sempre meglio quello che già facciamo, guardando ciò che accade fuori» – sottolinea Tudisco. Ma il mercato del digital document management è in fermento, con normative sempre più frequenti che spingono fortemente verso il digitale. Un esempio? «Grazie al regolamento europeo eIDAS, l’adozione di un sistema unico di firma digitale favorirà non solo le transazioni tra diversi stati (dentro e fuori dall’Unione europea), ma faciliterà la diffusione di questi strumenti anche in ambiti e aree aziendali dove la firma digitale ha stentato a decollare. Gestiamo per i nostri clienti diversi sistemi di firma elettronica e pertanto siamo molto attenti a comprendere gli effetti che un cambio normativo comunitario di questa portata comporterà nelle soluzioni da adottare» – spiega Tudisco. Ci sono anche altre trasformazioni in ambiti apparentemente distanti dal document management, e che prima o poi faranno sentire i propri effetti. «Si pensi a come cambierà il concetto di identità digitale: al momento non esiste un unico scenario bensì diversi sistemi di identità elettronica per ciascuno stato europeo. Allo stato attuale, il vuoto normativo sulle identità digitali sta lasciando campo libero ai grandi operatori globali che hanno individuato nella gestione delle identità digitali un business molto importante, visto che nell’economia digitale i dati personali sono diventati una nuova forma di valuta a tutti gli effetti» – avverte Tudisco. E a chi fa notare che potrebbe trattarsi di scenari futuristici, il ceo di Optimo Next risponde che le cose sono più vicine di quanto si creda. «All’interno dello Spid (Sistema Pubblico per la gestione dell’Identità Digitale) vi sarà un processo graduale di consegna delle identità, ma confidiamo e crediamo che questo sia un primo passo per un Paese sempre piu’ digitale e dinamico» – conclude Fabrizio Tudisco.

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