phishing – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Mon, 06 Jul 2026 11:51:06 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png phishing – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Phishing Microsoft: Kaspersky scopre una campagna che sfrutta il meccanismo di autenticazione OAuth https://www.datamanager.it/2026/07/phishing-microsoft-kaspersky-scopre-una-campagna-che-sfrutta-il-meccanismo-di-autenticazione-oauth/ Tue, 07 Jul 2026 07:35:28 +0000 https://www.datamanager.it/?p=253959 Kaspersky ha pubblicato un report su una campagna di phishing in cui gli autori degli attacchi sfruttano il meccanismo di autenticazione di Microsoft. La campagna, condotta dall’inizio di aprile fino alla metà di maggio 2026, si presentava come una comunicazione proveniente da uno studio legale e aveva l’obiettivo di sottrarre le credenziali delle vittime per […]

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Kaspersky ha pubblicato un report su una campagna di phishing in cui gli autori degli attacchi sfruttano il meccanismo di autenticazione di Microsoft. La campagna, condotta dall’inizio di aprile fino alla metà di maggio 2026, si presentava come una comunicazione proveniente da uno studio legale e aveva l’obiettivo di sottrarre le credenziali delle vittime per accedere ai loro dati. In precedenza, Kaspersky aveva già segnalato campagne di phishing che sfruttavano Google Tasks, Google Forms, Bubble e Amazon Simple Email Service.

Il meccanismo di autenticazione di Microsoft, noto come Device Authorization Grant di OAuth 2.0, consente agli utenti di accedere ai propri account Microsoft su dispositivi con funzionalità di input limitate, come le smart TV, inserendo un codice o scansionando un codice QR tramite un altro dispositivo, ad esempio uno smartphone o un PC. Questa funzionalità, se da un lato semplifica l’accesso, dall’altro offre agli hacker l’opportunità di sfruttare il flusso di autenticazione, dirottando potenzialmente gli account e mantenendone il controllo attraverso token di aggiornamento rubati.

Gli autori dell’attacco hanno inviato alle vittime e-mail apparentemente provenienti da uno studio legale, contenenti in allegato un file PDF protetto da password. Dopo aver aperto il documento e inserito la password, alle vittime veniva mostrata una pagina web con un elenco di documenti. Per visualizzarli era necessario cliccare su un link che rimandava a un indirizzo Microsoft legittimo. Tuttavia, i parametri dell’URL erano configurati in modo da reindirizzare l’utente, dopo l’apertura della pagina Microsoft, verso una risorsa di phishing.

Reindirizzamento Microsoft verso pagina di phishing
Il link presente nel documento reindirizza l’utente dalla piattaforma Microsoft a una pagina di phishing progettata per simulare un portale dedicato alla consultazione di documenti legali

La pagina di phishing presentava diversi CAPTCHA, presumibilmente utilizzati per filtrare i bot di sicurezza impiegati per verificare la presenza di minacce sui siti web. Una volta superati i CAPTCHA, l’utente veniva reindirizzato a una pagina finale in cui gli veniva chiesto di copiare un codice monouso. Si trattava dello stesso codice che gli autori dell’attacco avevano già ottenuto avviando autonomamente la procedura di accesso.

Cliccando sul codice monouso visualizzato, questo veniva automaticamente copiato negli appunti e, contemporaneamente, l’utente veniva reindirizzato alla pagina ufficiale e legittima di autenticazione Microsoft, dove gli veniva richiesto di incollare e inserire il codice.

Dopo che l’utente aveva inserito il codice, il processo di autenticazione a più fattori si concludeva e gli aggressori entravano in possesso dei token della sessione. Ciò consentiva loro di leggere e inviare e-mail dalla casella di posta della vittima, sottrarre file da OneDrive e accedere alle conversazioni su Teams.

Gli autori delle minacce non ricorrono sempre al furto di credenziali o all’installazione di malware per accedere a dati sensibili: possono infatti sfruttare a fini malevoli strumenti legittimi. Pertanto, gli utenti devono prestare attenzione non solo quando visitano siti sospetti, ma anche quando navigano su piattaforme ufficiali. Consigliamo ai team aziendali di valutare la necessità operativa del Device Code Flow all’interno della propria infrastruttura aziendale. Se questo meccanismo di autenticazione non è necessario per le operazioni quotidiane, dovrebbe essere disabilitato”, ha commentato Roman Dedenok, Anti-Spam Expert di Kaspersky.

Maggiori informazioni sono disponibili in un articolo pubblicato su Securelist.

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Attacchi di phishing in crescita del 27,5% nel terzo trimestre del 2018 https://www.datamanager.it/2018/11/attacchi-di-phishing-in-crescita-del-275-nel-terzo-trimestre-del-2018/ Wed, 07 Nov 2018 18:00:56 +0000 http://www.datamanager.it/?p=178376 Il sistema anti-phishing di Kaspersky Lab ha sventato più di 137 milioni di tentativi di accesso a pagine web fraudolente nel terzo trimestre del 2018 Il phishing è spesso considerato uno dei più complessi tipi di cyberattacco, perché si basa su tecniche di social engineering ed è in grado di passare inosservato. Nella maggior parte […]

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Il sistema anti-phishing di Kaspersky Lab ha sventato più di 137 milioni di tentativi di accesso a pagine web fraudolente nel terzo trimestre del 2018

Il phishing è spesso considerato uno dei più complessi tipi di cyberattacco, perché si basa su tecniche di social engineering ed è in grado di passare inosservato. Nella maggior parte dei casi, i truffatori creano una copia di una pagina web legittima, invitando la vittima a inserire le proprie credenziali, insieme a qualsiasi altra informazione preziosa, o a pagare per dei servizi inesistenti. Le conseguenze di questo tipo di attacchi possono andare dalla perdita di denaro alla compromissione di intere realtà, nel caso in cui i dipendenti non siano stati abbastanza attenti, fornendo ai cyberciminali le credenziali per accedere ai sistemi.

Nel complesso, sono stati rilevati 137.382.124 tentativi di accesso a siti web di phishing, più della metà di quanto rilevato nell’intero 2017. La rapida crescita degli attacchi di phishing è il proseguimento di una tendenza cominciata all’inizio di quest’anno: c’è stato, infatti, un aumento costante di questo tipo di attacchi in ogni trimestre del 2018.

Il settore finanziario è stato uno dei più colpiti: più di un terzo di tutti gli attacchi di phishing registrati ha avuto come obiettivo banche, sistemi di pagamento e canali di e-commerce. Quest’attività è un ulteriore sviluppo del trend registrato nel secondo trimestre, quando il dato era già cresciuto del 20%.

Il paese con la percentuale più alta di utenti attaccati nel terzo trimestre del 2018 è stato il Guatemala, con quasi il 19%, che ha così sorpassato il primo in classifica del trimestre precedente, il Brasile. Questo paese ha visto la seconda percentuale più alta di utenti attaccati, con il 18,6%. Il terzo posto è occupato dalla Spagna, con il 17,5% degli utenti soggetti ad attacchi di phishing.

“Abbiamo assistito ad un aumento nel numero di tentativi di phishing per diverso tempo. Molti fattori hanno determinato questa crescita, come l’abilità dei cybercriminali nell’inventare di continuo nuovi schemi e trucchi. Alcuni di loro, inoltre, sembrano prendere “in prestito” le idee dai loro “colleghi” stranieri per utilizzarle sui mercati locali come mezzo di comunicazione, un fenomeno che aiuta ulteriormente lo sviluppo delle loro tecnologie. Ad esempio, nel terzo trimestre hanno indirizzato in modo attivo gli utenti ad una pagina web fraudolenta usando trasmettitori e notifiche false, anche sfruttando il lancio del nuovo iPhone come notizia-esca. Appena compaiono novità tecnologiche e informative, i phisher iniziano a sfruttarle”, ha commentato Nadezhda Demidova, Security Researcher di Kaspersky Lab.

Gli esperti di Kaspersky Lab consigliano agli utenti di adottare le seguenti misure per proteggersi dal phishing:

  • Controllare sempre l’autenticità dell’indirizzo dei link e delle email del mittente prima di cliccare su qualsiasi cosa. Ancora meglio, non cliccare direttamente sui link, ma digitarli nello spazio di inserimento dell’indirizzo web del browser, in modo da assicurarsi che il nome del link contenuto in un determinato messaggio non copra un altro collegamento ipertestuale. Se non si è sicuri della veridicità e della sicurezza di un sito o di un mittente, è importante non inserire mai le proprie credenziali. Se si pensa di aver inserito il proprio login e password su una pagina fake, è necessario cambiare subito le password.
  • Usare solo connessioni sicure, specialmente quando si visitano siti “sensibili”. Non usare connessioni wi-fi sconosciute o pubbliche senza una password. Per una protezione maggiore, è bene usare delle soluzioni VPN in grado di crittografare il traffico, come Kaspersky Secure Connection. Se si utilizza una connessione non protetta, i cybercriminali possono reindirizzare un utente a delle pagine di phishing senza essere notati.
  • Usare una soluzione di sicurezza adeguata con tecnologie anti-phishing “behavior-based”, come Kaspersky Security Cloud e Kaspersky Total Security, che avvisano gli utenti in caso di tentativo di visita di una pagina web di phishing.

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Quasi 1 dipendente su 2 riceve attacchi phishing giornalieri https://www.datamanager.it/2018/07/quasi-1-dipendente-su-2-riceve-attacchi-phishing-giornalieri/ Tue, 24 Jul 2018 14:47:36 +0000 http://www.datamanager.it/?p=151972 I dati rilevati da PHISH THREAT, lo strumento di simulazione Sophos per aiutare gli utenti a riconoscere le truffe via email, rileva che il fenomeno phishing non accenna a diminuire Allarmanti i dati rilevati da Sophos (leader mondiale per la protezione delle reti e dell’endpoint) relativi al phishing: Il 41% delle aziende subisce attacchi di […]

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I dati rilevati da PHISH THREAT, lo strumento di simulazione Sophos per aiutare gli utenti a riconoscere le truffe via email, rileva che il fenomeno phishing non accenna a diminuire

Allarmanti i dati rilevati da Sophos (leader mondiale per la protezione delle reti e dell’endpoint) relativi al phishing: Il 41% delle aziende subisce attacchi di phishing ogni giorno o più, e più di tre quarti (77%) subiscono un attacco almeno una volta al mese.  Circa il 30% di queste e-mail di phishing vengono aperte, dimostrando che, nonostante la consapevolezza e la formazione, c’è ancora molto da imparare. Nelle aziende, il reparto contabilità è quello più attaccato dai cyber criminali, seguito dal top management e diventa dunque imprescindibile pensare a strumenti di protezione e a una formazione specifici per le diverse figure aziendali, tenendo conto delle loro specifiche esigenze, dei dati che trattano e delle attività che svolgono.

 

Conscia dell’importanza della formazione, Sophos ha rilasciato qualche tempo fa la versione italiana del suo strumento di simulazione “PHISH THREAT” che automatizza l’intero processo di formazione e fornisce analisi visive per individuare i dipendenti più vulnerabili. Grazie al dashboard migliorato e alle nuove funzionalità di analisi per il monitoraggio degli attacchi e del comportamento degli utenti, Phish Threat semplifica una parte fondamentale della strategia di sicurezza aziendale, contribuendo così alla sensibilizzazione e alla formazione dei dipendenti su temi relativi alla sicurezza IT.

Tra i dati rilevati da Phish Threat, è stata evidenziata la TOP 10 delle email alle quali gli utenti “abboccano” più facilmente: più del 38% degli utenti, ad esempio, apre e clicca sul link di mail il cui oggetto è “ti è stata affidata un’attività”, e hanno grande successo anche le mail che sembrano riguardare multe o sanzioni a carico dell’utente (con una percentuale di apertura del 22% circa).

Comprendere cosa ci sia dietro questi dati allarmanti è fondamentale per affrontare e gestire efficacemente la minaccia.  Sophos sa quale tipologia di e-mail funzioni meglio, quali siano gli utenti più a rischio e l’importanza di avvalersi del giusto mix tra tecnologia e formazione per mantenere livelli elevati di sicurezza.

John Shier, Senior Security Expert di Sophos ha commentato: “Poiché la qualità delle e-mail di phishing è notevolmente migliorata, bisogna tenere conto che per alcuni utenti sarà più facile cadere in trappola. Le persone sono la prima linea di difesa contro un attacco di phishing e la formazione è sicuramente un aspetto fondamentale per il mantenimento dei livelli di sicurezza. È necessario fornire agli utenti gli strumenti e le informazioni necessari non solo a evitare le trappole ma anche a segnalare eventuali attacchi in modo tempestivo qualora cadano nell’inganno”.

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Attacchi e-mail mirati ai dispositivi iPhone https://www.datamanager.it/2018/07/attacchi-e-mail-mirati-ai-dispositivi-iphone/ Fri, 20 Jul 2018 13:27:13 +0000 http://www.datamanager.it/?p=151800 Libraesva lancia allerta verso una campagna di Phishing che, tramite allegati mobileconfig, mina la sicurezza dei sistemi operativi iOS Libraesva, società italiana leader nella fornitura di soluzioni avanzate di email security, alza lo stato di allerta nei confronti di una nuova forma di attacco veicolato attraverso un’e-mail di phishing, che contiene e consegna un file […]

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Libraesva lancia allerta verso una campagna di Phishing che, tramite allegati mobileconfig, mina la sicurezza dei sistemi operativi iOS

Libraesva, società italiana leader nella fornitura di soluzioni avanzate di email security, alza lo stato di allerta nei confronti di una nuova forma di attacco veicolato attraverso un’e-mail di phishing, che contiene e consegna un file .mobileconfig, ovvero un formato di file utilizzato per intervenire e modificare le configurazioni dei dispositivi mobili iPhone.

In base alle istanze analizzate dagli esperti di e-mail security degli ESVALabs di Libraesva, l’attacco ha origine da un dominio che risulta essere stato creato appositamente allo scopo di diffondere questa tipologia di file all’interno di e-mail che appaiono agli ignari destinatari, utilizzatori di dispositivi iPhone anche per la lettura, consultazione e scrittura di e-mail, nel seguente modo:

L’allegato a queste e-mail, naturalmente, non è un documento contenente un ‘Ordine’ bensì il file mobileconfig che può dunque installarsi nel sistema operativo iOS andando a cambiarne le impostazioni.

Qui è possibile vedere una schermata delle intestazioni di origine di questa e-mail proveniente dal dominio jimgyow.com (dovutamente modificate dagli esperti Libraesva nelle informazioni sul destinatario per privacy):

Come mostra l’immagine, l’allegato risulta essere un file di nome adm001@jimgyow.com.mobileconfig.

La schermata qui a seguire, resa disponibile da Libraesva, mostra anche il contenuto specifico di questa forma di attacchi:

Rodolfo Saccani, R&D Manager di Libraesva, a capo del team di specialisti di e-mail security che quotidianamente analizzano la sicurezza di migliaia di flussi di posta elettronica, precisa come ”Una volta aperto, questo file malevolo configura automaticamente sull’iPhone della vittima un nuovo account di posta elettronica per l’indirizzo adm001@jimgyow.com. Poichè il file di configurazione non fornisce anche la password, una comunicazione raggiungerà l’utente che, ignaro di quanto sta accadendo nel suo dispositivo iPhone, sarà direttamente partecipe dell’attacco, comunicandola e inoltrandola al server di posta elettronica controllato dall’aggressore, artifice dell’attacco di phishing”. “Un altro aspetto rilevante e certamente preoccupante, in quanto mostra come sia avanzato il livello di sofisticazione informatica di queste campagne malware, è rappresentato dal fatto che il file di configurazione che abbiamo appena identificato è addirittura firmato con un certificato di sicurezza” commenta in aggiunta Saccani.

Ai possessori di iPhone, interessati dalla minaccia appena scoperta, così come a tutti gli utenti che fruiscono dei servizi di posta elettronica in mobilità, gli esperti di Libraesva consigliano di dotarsi di un sistema di protezione che non si limiti a proteggere i pc soltanto, ma che sia in grado di offrire una copertura e una messa in sicurezza di tutti i dispositivi, inclusi quelli mobili.

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Coppa del Mondo 2018: 25 milioni di cyber attacchi https://www.datamanager.it/2018/07/coppa-del-mondo-2018-25-milioni-di-cyber-attacchi/ Mon, 16 Jul 2018 16:30:47 +0000 http://www.datamanager.it/?p=151471 A cura di David Grout, FireEye Southern Europe Technical Director FireEye Vladimir Putin ha dichiarato che i servizi di sicurezza russi hanno sventato 25 milioni di cyber attacchi legati ai Mondiali di calcio FIFA. A tutti può sembrare un numero sorprendentemente elevato ma non per gli addetti ai lavori. Ogni grande evento, sportivo, politico o di […]

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A cura di David Grout, FireEye Southern Europe Technical Director FireEye

Vladimir Putin ha dichiarato che i servizi di sicurezza russi hanno sventato 25 milioni di cyber attacchi legati ai Mondiali di calcio FIFA. A tutti può sembrare un numero sorprendentemente elevato ma non per gli addetti ai lavori.

Ogni grande evento, sportivo, politico o di altra tipologia, attrae in maniera naturale gli attacchi informatici e la Coppa del Mondo di calcio 2018 non ha fatto eccezione.

Prima ancora che la competizione avesse inizio, erano già stati rilevati diversi attacchi di phishing.

Vi sono due principali categorie di rischio che sono associate ad eventi come la Coppa del Mondo.

La prima è un rischio cyber criminale con obiettivo finanziario, con la volontà di ingannare i tifosi di tutto il mondo. Questo include attacchi di phishing che, in questo caso, sono iniziati diverse settimane prima e sono continuati per tutta la durata del torneo mondiale. Queste campagne hanno utilizzato esche come offerte di ticket a basso costo, la possibilità di vincere un viaggio in Russia, promozioni per articoli relativi alla Coppa del Mondo (divise delle nazionali, tazze con i giocatori, etc).

Per aumentare la loro credibilità, gli aggressori, sono soliti acquistare domini associati con l’evento in corso.

In questo caso, infatti, sono stati utilizzati termini come Russia, FIFA, Russia2018, FIFA2018, worldcup per i domini, così che le vittime hanno ricevuto email di spam o di phishing da indirizzi simili a quelli regolarmente utilizzati, ingannando l’occhio di un utente poco attento.

L’obiettivo principale di questa tipologia di attacchi è quello di recuperare le informazioni bancarie, costringendo ad utilizzare la carta di credito per le transazioni, avendo così accesso a tutte le informazioni della carta come numero, data di scadenza ed anche il CVV.

La seconda categoria di rischio proviene da gruppi state-sponsored che hanno tentato di destabilizzare le infrastrutture IT che sono state utilizzate durante i Mondiali di Calcio. Uno strumento comunemente utilizzato a questo fine è un attacco DDoS (Distributed Denial of Service) che mette fuori uso i siti web per rendere vulnerabili gli organizzatori.

Storicamente abbiamo assistito ad un aumento considerevole degli attacchi e della fuga di informazioni, nel tentativo di screditare le azioni di un’organizzazione legata ad un evento, il cui esempio più noto è la campagna APT28 contro l’agenzia mondiale antidoping (WADA).

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Libraesva garantisce l’eccellenza dell’automazione https://www.datamanager.it/2018/06/libraesva-garantisce-leccellenza-dellautomazione/ Fri, 29 Jun 2018 12:50:21 +0000 http://www.datamanager.it/?p=150424 Gefran S.p.A ha installato Libraesva Email Security Gateway per proteggere 800 caselle di posta da malware, ransomware, phishing, business email compromise, virus e dalle nuove minacce zero-day OVERVIEW Cinquant’anni di esperienza e un know how approfondito, una struttura fortemente orientata ai bisogni del cliente e una costante innovazione tecnologica, fanno di Gefran un leader nel […]

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Gefran S.p.A ha installato Libraesva Email Security Gateway per proteggere 800 caselle di posta da malware, ransomware, phishing, business email compromise, virus e dalle nuove minacce zero-day

OVERVIEW

Cinquant’anni di esperienza e un know how approfondito, una struttura fortemente orientata ai bisogni del cliente e una costante innovazione tecnologica, fanno di Gefran un leader nel settore dei componenti per l’automazione e sistemi per il controllo dei processi industriali.

La gamma dei prodotti Gefran è unica per ampiezza, qualità e specializzazione. Tre sono le aree di business in cui opera: sensori, automazione e motion control.

Gefran garantisce prodotti di eccellente qualità, certificati secondo tutti gli standard internazionali. In ogni stabilimento Gefran, nazionale e internazionale, i reparti produttivi hanno il totale controllo della catena del processo: dalla fase iniziale di progettazione fino a quella finale di spedizione al cliente, passando per quella realizzativa.

Un approccio al lavoro ma anche una filosofia aziendale, che confermano l’unicità di Gefran: uno dei driver che negli anni ne ha reso possibile la trasformazione da azienda familiare a leader internazionale nella progettazione e produzione di soluzioni per l’automazione e il controllo dei processi industriali.

LA SFIDA

Nel 2017 Gefran ha intrapreso un progetto denominato “Security 360”.
Il progetto Security 360 nasceva dalla consapevolezza di dover affrontare le nuove minacce nell’area della cyber security che sempre più stanno creando problemi alle aziende e che richiedono nuove tecnologie per difendere il business.

Per gestire il problema in modo efficace è stato definito un progetto che coprisse vari aspetti legati alla sicurezza. L’azienda ha così deciso di procedere allo sviluppo del progetto pianificando test VA e intrusion e prevention systems con remediation plan per poi valutare nuove soluzioni per email security e antivirus end point, nuovi firewall con soluzione UTM ed nuova versione del sistema di monitoraggio.
In merito alla posta elettronica, l’obiettivo del progetto era selezionare una soluzione efficace, di rapida implementazione, che permettesse di integrare molti domini di posta, in maniera scalabile, in base alle specifiche esigenze e alla diffusione su scala mondiale di Gefran.

In passato erano stati fatti altri tentativi di implementazione con soluzioni corporate, ma con scarsi risultati: anche a fronte della difficoltà di gestire il traffico dati tramite il datacenter italiano si era reso necessario ripiegare su soluzioni locali, di difficile gestione.

Davide Bettera, Direzione ICT Gefran, ha dichiarato: “Dopo aver fatto un’attenta analisi di mercato, Libra Esva è apparsa la soluzione più promettente. Incoraggiati anche dalla disponibilità della trial gratuita di 30 giorni, abbiamo deciso di mettere alla prova la soluzione nella sede in Cina, per evidenziarne da subito eventuali mancanze e limiti dovuti alle forti differenze ed alle sfide che il contesto cinese presenta”.

In questo contesto, sono apparse immediatamente armi vincenti la semplice integrabilità con l’ambiente applicativo e di posta, IBM Domino, e la rapidità d’implementazione.
Con il supporto e la collaborazione di Digiway, Partner Libraesva che ha seguito Gefran, è stato possibile apprezzare l’efficacia e l’efficienza della soluzione scelta.
La fiducia nella soluzione è nata sin dai primi approcci, ma solo dopo test approfonditi la Direzione ICT ha avuto la certezza di aver individuato il prodotto che avrebbe potuto impiegare worldwide.

“Libra Esva – continua Bettera – oltre a soddisfare a pieno le nostre esigenze nell’identificazione dello spam senza creare preoccupazione per i falsi positivi, ci ha svelato nuove opportunità di prevenzione delle minacce. Ha infatti reso l’azienda praticamente immune agli attacchi di phishing e spear phishing, mediante la URL Sandbox, la Quicksand e la protezione anti-whaling”.
Queste minacce, spesso chiamate “zero day” proprio per la loro comparsa improvvisa, sono le più temute nei contesti con molti addetti che non sono tutti necessariamente “informatici” o esperti di security.

La possibilità di governare completamente l’installazione locale, allineata con la sua copia in cluster nel cloud, e la possibilità di integrare una seconda installazione nel plant produttivo in Cina, per una maggiore efficacia del sistema, sono stati elementi ulteriori di una decisione che era sempre più razionale e supportata dai dati riscontrati.

L’appliance virtuale di Libraesva ha permesso di coniugare l’utilizzo di un prodotto corporate, gestito dalla sede Italiana, con le migliori performance derivanti da una installazione locale: l’abbinamento cercato da tempo e che oggi funziona senza problemi.

Oggi – conclude Bettera – il deployment di Libra Esva è completo a livello di gruppo e non richiede manutenzione se non per tenere la piattaforma aggiornata con le release che periodicamente vengono rilasciate dai laboratori lecchesi per respingere le nuove minacce e mantenerci al sicuro.

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Sicurezza informatica, come portare al successo un programma di awareness https://www.datamanager.it/2018/06/sicurezza-informatica-come-portare-al-successo-un-programma-di-awareness/ Wed, 13 Jun 2018 13:11:33 +0000 http://www.datamanager.it/?p=149564 La realizzazione di un efficace programma di awareness sulla sicurezza ICT non può prescindere dalla conoscenza del contesto in cui viene svolto, dalla sponsorizzazione del top management, dall’adozione di una strategia di comunicazione adeguata e dal monitoraggio dei risultati Le statistiche evidenziano che circa il 90% dei programmi malware si installa a causa di errori […]

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La realizzazione di un efficace programma di awareness sulla sicurezza ICT non può prescindere dalla conoscenza del contesto in cui viene svolto, dalla sponsorizzazione del top management, dall’adozione di una strategia di comunicazione adeguata e dal monitoraggio dei risultati

Le statistiche evidenziano che circa il 90% dei programmi malware si installa a causa di errori umani effettuati da utenti “inconsapevoli”. Per tale ragione, un fattore chiave per avere un sistema di sicurezza aziendale efficace è la realizzazione di un programma di awareness in grado di coinvolgere tutti gli utilizzatori del sistema informativo. Un programma di awareness sulla sicurezza informatica non è solo “formazione”, ma un circolo virtuoso che partendo dalla “comprensione” dei rischi connessi all’utilizzo del sistema informativo, porti i suoi fruitori ad adottare comportamenti adeguati (consapevolezza) durante le attività lavorative quotidiane.

Il primo fattore chiave per realizzare un efficace programma di awareness è la comprensione del contesto nel quale esso sarà realizzato, in particolare, le caratteristiche dell’audience (età, titolo di studio, ruolo in azienda, …), e il livello di “consapevolezza” sulla sicurezza. Sul primo punto, i dati sono disponibili in azienda presso la funzione HR, mentre sul secondo si può predisporre un questionario on line che tutti i dipendenti devono compilare. Un mezzo più efficace è la simulazione di attacchi di phishing verso i componenti dell’audience del programma al fine di valutare il numero di vittime che vi cadono. Le informazioni raccolte permettono di suddividere l’audience del programma in gruppi target omogenei per mansioni, competenze e “necessità” rispetto alla sicurezza informatica. Ultimo aspetto da considerare in questa fase è la disponibilità di un impianto documentale sulla sicurezza completo, esaustivo e non ambiguo soprattutto per la parte inerente le “norme comportamentali”. Queste rappresentano l’oggetto principale sulle quali deve essere raggiunta la massima conoscenza e consapevolezza.Altro fattore chiave per il successo di un programma di awareness è la fase di progettazione che deve necessariamente partire dalla sponsorizzazione del top management.


#SicurezzaInformatica Come portare al successo un programma di awareness – @Clusit
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Un buon strumento per ottenere tale sponsorizzazione potrebbe essere la preparazione di un “Business Case” sul programma di awareness con la valutazione del ROSI (Return of Security Investment) associato a esso. Per poter calcolare il ROSI è necessario disporre di dati storici sulle violazioni/incidenti di sicurezza e stimare di quanto il programma potrebbe ridurne il numero agendo sul comportamento dei dipendenti. Altro fattore chiave per il successo di un programma di awareness è la strategia di comunicazione che viene adottata. Per catturare l’attenzione dell’audience è necessario diversificare i mezzi di comunicazione in modo da raggiungere il maggior numero di persone e, nel contempo, cercare di visualizzare i concetti per renderli più facilmente comprensibili dai discenti. Le forme di comunicazione dovranno combinare mezzi di comunicazione tradizionali (formazione in aula, newsletter, poster…), a metodi più moderni (e-learning, news via email, pop-up sui terminali e così via) e innovativi (seminari interattivi di sicurezza, simulazioni di incidenti, giochi a premi).

Il programma deve identificare un “logo” e un “motto” che colleghi insieme tutte le diverse iniziative. Questa tecnica, molto utilizzata nel marketing, rafforza l’obiettivo del programma e permette di creare una cultura della sicurezza in grado di raggiungere tutta l’audience del programma radicandosi velocemente nell’azienda. Ultimo fattore chiave per il successo del programma è il monitoraggio dei risultati raggiunti al fine di “giustificare” gli investimenti effettuati e identificare le azioni di miglioramento. I principali elementi da misurare sono la diffusione del programma, la diffusione del messaggio e l’efficacia del programma che può essere misurata mediante simulazioni di attacchi (es. phishing), questionari ad hoc, numero di segnalazioni pervenute all’help desk e così via.

Garibaldi Conte membro del Comitato Tecnico Scientifico di CLUSIT

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Siete sicuri che le vostre email siano ben protette? https://www.datamanager.it/2018/06/siete-sicuri-che-le-vostre-email-siano-ben-protette/ Thu, 07 Jun 2018 14:03:04 +0000 http://www.datamanager.it/?p=149117 Difendi la tua casella email dalle minacce più pericolose La posta elettronica è uno dei vettori di attacco maggiormente utilizzati dagli hacker di tutto il mondo. Attacchi basati su URL, allegati e metodi di impersonificazione sono le tre categorie principali delle minacce avanzate. I cosiddetti attacchi “di impersonificazione” si verificano quando gli attaccanti si sostituiscono […]

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Difendi la tua casella email dalle minacce più pericolose

La posta elettronica è uno dei vettori di attacco maggiormente utilizzati dagli hacker di tutto il mondo. Attacchi basati su URL, allegati e metodi di impersonificazione sono le tre categorie principali delle minacce avanzate.

I cosiddetti attacchi “di impersonificazione” si verificano quando gli attaccanti si sostituiscono ad individui chiave e inviano email al fine di indurre altre persone a compiere una determinata azione. Gli obiettivi di questa tipologia di attacco sono solitamente i membri del top management di un’azienda, come il Chief Financial Officer, il Senior Vice President e il Director.

“In un attacco in cui l’attaccante impersonifica un CEO, l’obiettivo potrebbe essere quello di chiedere ad un dipendente di eseguire un bonifico bancario”, dichiara Daniele Nicita, Consulting Systems Engineer di FireEye. “Per realizzare questo attacco vengono create delle email di spear phishing che riescono ad ingannare anche i professionisti di sicurezza più esperti”.

FireEye Email Security è in grado di rilevare e bloccare e-mail dannose e URL di phishing che altre soluzioni non riescono a rilevare. Inoltre questa soluzione permette anche di rilevare una terza categoria di attacchi, quelli cosiddetti di impersonificazione.

I fornitori tradizionali di email gateway offrono filtri antispam e software antivirus che si basano su signatures e intelligence standard. FireEye è stata tra le primissime aziende ad immettere sul mercato soluzioni per il rilevamento e il blocco degli attacchi basati su malware sconosciuti, a differenza di altri strumenti che necessitano di una minaccia nota prima di essere in grado di bloccare l’attacco.

“Il nostro obiettivo è quello di rimanere sempre un passo avanti rispetto agli attaccanti”, aggiunge Nicita. “Abbiamo messo a punto nuove tecnologie in grado di rispondere agli attacchi di impersonificazione e a quelli basati su URL, in modo da poter far fronte all’evoluzione del panorama delle minacce perpetrate via email”.

Come rilevare gli attacchi di impersonificazione

Gli attacchi di impersonificazione, come per esempio i CEO Fraud, sono costati alle aziende oltre 5 miliardi di dollari di perdite. Questo è dovuto in parte alla mancanza di indicatori di attacco tradizionali, come allegati o link dannosi. Per far fronte a questi attacchi e proteggere i clienti, FireEye Email Security blocca gli attacchi di impersonificazione che sono difficili da rilevare.
Per eseguirli, gli attaccanti sono costretti a lasciare numerose tracce. La soluzione di FireEye va alla ricerca proprio di queste tracce, bloccando le email prima che raggiungano i destinatari.

FireEye Email Security crea la propria threat intelligence, invece di affidarsi a feed provenienti da terze parti solitamente in ritardo. La combinazione di attività di intelligence in-house specifica sulle minacce email (o Smart DNS), funzionalità di raccolta dati, esperti di sicurezza email e analisti delle minacce è alla base di tecnologie avanzate di anti-spam, anti-phishing e di rilevamento delle impersonificazioni.

Difesa avanzata degli URL

FireEye Labs ha rilevato un passaggio dal malware agli attacchi basati su URL. Nello specifico, FireEye Labs ha rilevato un aumento del 100% degli attacchi URL in un periodo di 15 settimane durante l’ultimo semestre del 2017.

La difesa avanzata degli URL, funzionalità inclusa in FireEye Email Security, salvaguarda contro attacchi phishing dovuti alla modifica di URL. FireEye Email Security include anche aggiornamenti basati su recenti progressi a livello tecnologico, quali machine learning e analytics.

“Abbiamo sviluppato un motore di classificazione – PhishEye – che utilizza il deep learning per confrontare lo screenshot di una pagina web a cui si fa riferimento in un URL di phishing con quella del brand preso di mira”, afferma Nicita. “Questa combinazione di analytics e machine learning offre un’ulteriore copertura o anche un approccio difensivo completo per il rilevamento di phishing di credenziali”.

FireEye offre ai clienti una landing page personalizzabile con il brand dell’azienda. La notifica di reindirizzamento con il marchio del destinatario dà all’utente finale la certezza che l’avviso sia legittimo.

Assumere un ruolo guida nella Advanced Threat Protection

FireEye Email Security è all’avanguardia nella protezione avanzata contro gli attacchi basati su allegati, URL e impersonificazioni. Questa soluzione identifica rapidamente le minacce e riduce al minimo i falsi positivi grazie ad informazioni sulle minacce provenienti dalle frontlines o dall’interno, che consentono di bloccare le minacce che altre soluzioni non sono in grado di rilevare.

La soluzione FireEye Email Security include l’accesso al portale FireEye Helix, una piattaforma per le operazioni di sicurezza che collega FireEye e le tecnologie di sicurezza di terze parti arricchendole di intelligence contestuale, automazione e funzionalità di gestione. Con il portale FireEye Helix, i clienti possono prendere decisioni da esperti e sfruttare al meglio il potenziale dei propri investimenti in sicurezza.

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I falsi siti Facebook rappresentano il 60% del phishing sui social network nella prima parte del 2018 https://www.datamanager.it/2018/05/i-falsi-siti-facebook-rappresentano-il-60-del-phishing-sui-social-network-nella-prima-parte-del-2018/ Thu, 24 May 2018 14:01:33 +0000 http://www.datamanager.it/?p=148272 Nel primo trimestre del 2018, le tecnologie anti-phishing di Kaspersky Lab hanno impedito più di 3,7 milioni di tentativi di accesso a pagine di social network fraudolente; tra queste il 60% era rappresentato da pagine Facebook false. Secondo il report di Kaspersky Lab, dal titolo “Spam e Phishing nel Q1 del 2018”, i risultati mostrano […]

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Nel primo trimestre del 2018, le tecnologie anti-phishing di Kaspersky Lab hanno impedito più di 3,7 milioni di tentativi di accesso a pagine di social network fraudolente; tra queste il 60% era rappresentato da pagine Facebook false.

Secondo il report di Kaspersky Lab, dal titolo “Spam e Phishing nel Q1 del 2018”, i risultati mostrano come i cybercriminali stiano ancora facendo tutto il possibile per mettere le mani sui dati personali degli utenti.

Il phishing via social network è una forma di criminalità informatica che comporta il furto di dati personali dall’account di un social network della vittima. Il truffatore crea una copia di un sito di social network (come una falsa pagina Facebook) e cerca di attirare qui ignare vittime, costringendole a condividere i propri dati personali – come nome, password, numero di carta di credito, codice PIN e altro ancora – nel corso del processo.

All’inizio dell’anno, Facebook era il social network più popolare per gli attacchi da parte dei malintenzionati e le sue pagine sono state spesso contraffatte dai cybercriminali per cercare di rubare dati personali attraverso attacchi di phishing. Questo fa parte di una tendenza a lungo termine: nel 2017, Facebook è stato uno dei primi tre obiettivi per il phishing, in generale, circa all’8%, seguito da Microsoft Corporation (al 6%) e da PayPal (al 5%). Nel primo trimestre del 2018, Facebook ha guidato la classifica del phishing connesso ai social network, seguito da VK – un servizio di social network online russo – e da LinkedIn. La ragione di questi risultati è probabilmente il numero degli utenti mensili attivi su Facebook, circa 2,13 miliardi, compresi quelli che accedono ad app sconosciute usando le loro credenziali FB e permettendo l’accesso ai loro account. Questo rende gli incauti utenti di Facebook un obiettivo redditizio per gli attacchi informatici di phishing.

Tutto ciò rafforza il fatto che i dati personali siano preziosi nel mondo dell’IT – sia per le organizzazioni legittime, sia per gli attaccanti. I cybercriminali sono sempre alla ricerca di nuovi metodi per colpire gli utenti, per questo è importante essere informati sulle tecniche fraudolente, per evitare di diventare il prossimo obiettivo. Per esempio, uno degli ultimi trend sono le email spam collegate alla questione del GDPR (il Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati). Tra gli esempi, possiamo citare dei webinar a pagamento per comprendere al meglio la nuova direttiva o gli inviti ad installare software specifici che forniranno accesso a risorse online per garantire la conformità alle nuove regole.

“Il continuo aumento degli attacchi di phishing, che hanno come obiettivo sia i social network, sia le organizzazioni finanziarie, ci mostrano come sia necessario per gli utenti prestare maggiore attenzione alle loro attività online. Nonostante i recenti scandali globali, le persone continuano a cliccare su link non sicuri e permettono l’accesso ai loro dati personali a delle app sconosciute. A causa di questa mancanza di vigilanza da parte dell’utente, i dati di un gran numero di account possono andare persi o possono essere loro estorti. Tutto ciò può portare ad attacchi distruttivi e ad un flusso costante di denaro nelle mani dei cybercriminali,” ha commentato Morten Lehn, General Manager Italy di Kaspersky Lab.

Gli esperti di Kaspersky Lab consigliano agli utenti di adottare le seguenti misure per proteggersi dal phishing:

  • Controllare sempre il link e il mittente della mail prima di cliccare qualunque indirizzo, ancora meglio non cliccare sul link, ma copiarlo invece nella linea di inserimento dell’indirizzo del browser;
  • Prima di cliccare su un qualunque link, verificare se l’indirizzo mostrato sia davvero lo stesso dell’attuale hyperlink (ovvero il vero indirizzo Internet al quale il link condurrà); questo può essere controllato passando il mouse sopra il link stesso;
  • Usare solo connessioni sicure, in particolar modo quando si accede a siti sensibili. Come precauzione minima, si consiglia di non usare connessioni sconosciute o WiFi pubblici senza una password di protezione. Per una massima sicurezza, utilizzare soluzioni VPN che possono crittografare il traffico. E ricordare sempre: in caso di utilizzo di una connessione non sicura, i cybercriminali possono reindirizzare, senza essere visti, a pagine di phishing.
  • Controllare che la connessione sia HTTPS e verificare il nome del dominio all’apertura di una pagina. Questi fattori sono importanti soprattutto quando si usano siti che contengono dati sensibili, come i siti per l’online banking, i negozi online, i social media, ecc.
  • Non condividere mai i propri dati sensibili, come login e password, dati delle carte di credito, ecc, con una terza parte. Le compagnie ufficiali non chiederanno mai dati come questi via email.
  • Usare un prodotto per la sicurezza affidabile con tecnologie behaviour-based e anti-phishing, come Kaspersky Total Security, per individuare e bloccare attacchi spam e phishing.

Tra le altre scoperte del report di Kaspersky Lab:

Sul phishing:

  • Gli obiettivi principali degli attacchi di phishing sono rimasti gli stessi della fine dello scorso anno; si tratta soprattutto dei portali Internet globali e del settore finanziario, che comprende banche, servizi di pagamento e negozi online;
  • Circa 35.000 dollari sono stati rubati attraverso un sito di phishing che sembrava offrire l’opportunità di investire nella tanto vociferata ICO di Telegram. E ancora: circa 84.000 dollari sono stati sottratti in seguito ad un singolo mailing di phishing collegato al lancio della ICO “The Bee Token”;
  • Il phishing finanziario continua a rappresentare quasi la metà degli attacchi di phishing (per il 43,9%), ovvero il 4,4% in più rispetto allo scorso anno. Nella top tre restano attacchi alle banche, ai negozi online e ai sistemi di pagamento, dimostrano il fatto che i cybercriminali vogliono avere accesso al denaro degli utenti;
  • Il Brasile è stato il paese con il maggior numero di utenti colpiti dal phishing nel primo trimestre del 2018 (con il 19%). È seguito dall’Argentina (al 13%), dal Venezuela (al 13%), dall’Albania (ancora al 13%) e dalla Bolivia (con il 12%).

Sullo spam:

  • Nella prima parte del 2018, il picco più alto dell’attività di spam è stato raggiunto a gennaio (55%). Il valore medio dello spam nel traffico mondiale delle email è stato del 52%, ovvero il 4,6% in meno rispetto alla media registrata nell’ultimo trimestre del 2017;
  • Il Vietnam è stata la fonte di spam più attiva, sorpassando Stati Uniti e Cina. Tra gli altri paesi della top ten troviamo India, Germania, Francia, Brasile, Russia, Spagna e la repubblica islamica dell’Iran;
  • Il paese maggiormente colpito da email dannose è stato la Germania. La Russia è diventata il secondo, seguita da Regno Unito, Italia ed Emirati Arabi.

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VASCO lancia l’iniziativa “eSignLive Secure E-Signature” https://www.datamanager.it/2018/05/vasco-lancia-liniziativa-esignlive-secure-e-signature/ Thu, 17 May 2018 09:12:29 +0000 http://www.datamanager.it/?p=147733 In risposta al crescente numero di email di phishing che minacciano le transazioni con firma elettronica VASCO Data Security International annuncia il piano di lancio di una nuova iniziativa con cui aiutare a proteggere i consumatori e le aziende dall’aumentato numero di attacchi di phishing che hanno come obiettivo le transazioni digitali e la firma […]

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In risposta al crescente numero di email di phishing che minacciano le transazioni con firma elettronica

VASCO Data Security International annuncia il piano di lancio di una nuova iniziativa con cui aiutare a proteggere i consumatori e le aziende dall’aumentato numero di attacchi di phishing che hanno come obiettivo le transazioni digitali e la firma elettronica di documenti.

Una delle principali società di analisi posiziona eSignLive di VASCO come la terza soluzione di firma elettronica più diffusa in questo settore in rapida crescita. Lo scorso anno, inoltre, il business di VASCO nel segmento della firma elettronica è cresciuto di oltre il cinquanta per cento.

Con la crescita nell’utilizzo della firma elettronica, aumenta anche il rischio di attacchi di phishing. Sfruttando la sua lunga esperienza nella sicurezza e nell’autenticazione delle transazioni, VASCO protegge i consumatori e le aziende mitigando i fattori di rischio attraverso le componenti della nuova iniziativa, tra cui:

  • la possibilità per i clienti di usufruire di una soluzione di firma elettronica white-label. Ciò consente agli utenti finali di fare affidamento sulla familiarità con il proprio fornitore di servizi e riduce il rischio di attacchi di social engineering e di email di phishing;
  • l’avvio di un programma di formazione aziendale sulle migliori pratiche con cui garantire che le organizzazioni che utilizzano eSignLive stiano correttamente proteggendo le transazioni con firma elettronica;
  • l’offerta ad organizzazioni ed utenti finali di risorse che aiutino a identificare scenari di transazioni ad alto rischio che potrebbero danneggiare il marchio e la reputazione di un’azienda.

“Le notevoli efficienze legate all’abbandono della carta e alla digitalizzazione dei tradizionali processi manuali stanno aiutando a far evolvere rapidamente il mercato della firma elettronica introducendo nuove sfide”, afferma Scott Clements, CEO di VASCO. “Lo sottolinea il report sulla cyber-security Human Factor, recentemente rilasciato da Proofpoint, che ha osservato come il click rate delle email di phishing che riguardano la firma elettronica è stato il più alto tra quelli degli attacchi email che avevano come obiettivo credenziali di accesso. Grazie alla nostra lunga storia nella sicurezza del software, comprendiamo l’importanza di aiutare le aziende a implementare le firme elettroniche senza esporre gli utenti finali a un rischio diventato ancora più alto”.

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