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White Paper Platform as a Service: una soluzione per implementare una user experience evoluta e rendere più smart il lavoro di tutti i giorni

L’innovazione si rincorre. O si anticipa?

Esistono soluzioni, IT ma non solo, che permettono alle aziende di creare da sé la propria innovazione, adattandola sulle proprie specifiche esigenze. Sono le Platform as a Service, che si possono scoprire in questo white paper.

Cosa sono le PaaS, perché sono utili alle aziende e quali concreti vantaggi di business si possono portare a casa grazie all’adozione di queste piattaforme, ma anche quali sono i passi da compiere per scegliere la PaaS giusta per l’azienda, e alcuni casi concreti di applicazione della tecnologia ai reali processi aziendali. Tutto questo nel white paper Platform as a Service: come le app possono rivoluzionare il modo di lavorare”.


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Agilità e innovazione nel business accelerano lo sviluppo delle applicazioni cloud native https://www.datamanager.it/2017/06/agilita-innovazione-nel-business-accelerano-lo-sviluppo-delle-applicazioni-cloud-native/ Thu, 01 Jun 2017 15:30:59 +0000 http://www.datamanager.it/?p=126000 L’ultimo report di Capgemini rileva una nuova tendenza nell’adozione di cloud aziendali, grazie al crescente utilizzo di applicazioni cloud native, applicazioni e servizi creati per operare al meglio in ambiente cloud facendo leva sull’approccio Platform as a Service (PaaS). Il 15% delle nuove applicazioni aziendali è oggi cloud native, con una prospettiva di adozione destinata […]

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L’ultimo report di Capgemini rileva una nuova tendenza nell’adozione di cloud aziendali, grazie al crescente utilizzo di applicazioni cloud native, applicazioni e servizi creati per operare al meglio in ambiente cloud facendo leva sull’approccio Platform as a Service (PaaS).

Il 15% delle nuove applicazioni aziendali è oggi cloud native, con una prospettiva di adozione destinata ad aumentare rapidamente nei prossimi tre anni, fino a raggiungere il 32% entro il 2020. Un trend guidato dal riconoscimento che le applicazioni cloud native facilitano l’IT nel portare agilità e innovazioni al business.

«Si tratta di una svolta positiva ed importante per il nostro settore. Prevediamo che entro il 2020 le architetture cloud native diverranno la scelta più comune per le applicazioni rivolte al cliente, un trend determinato dalla necessità di implementare le innovazioni a un ritmo spedito e migliorare la customer experience. Le imprese che ritardano l’adozione di questo approccio dovranno faticare per colmare il divario con i competitor cloud native», ha dichiarato Andrea Falleni, Amministratore Delegato di Capgemini Italia e Eastern Europe. «Le imprese dovrebbero inoltre affidarsi ai propri Chief Information Officers (CIO) per comprendere l’enorme potenziale della tecnologia cloud native nell’offrire vantaggi e innovazione al business. I CIO a loro volta dovrebbero affrontare la mancanza di cultura e competenze aziendali in questo ambito, per guidare un percorso evolutivo per diventare leader cloud-native».

Lo studio condotto su oltre 900 professionisti senior, impiegati sia nell’IT sia in settori di più ampia portata, provenienti da 11 paesi in Europa, Nord e Sud America e Australia, attribuisce questo cambiamento nell’adozione di tecnologie cloud al desiderio di incrementare l’agilità aziendale (74%), alla volontà di aumentare la collaborazione con i partner esterni (70%) e all’obiettivo di migliorare la customer experience (67%).

Il report identifica un ristretto gruppo di aziende “leader”, già impegnate nel settore delle applicazioni cloud native – ovvero aziende il cui 20% delle nuove applicazioni aziendali è già sviluppato secondo questo paradigma – che hanno quasi il doppio delle possibilità di aumentare i ricavi attribuibili alle applicazioni cloud native rispetto agli utilizzatori più reticenti (84% vs 44%). Inoltre, rispetto ai ritardatari, le aziende leader cloud native:

  • Sono più inclini a definire agile il proprio approccio allo sviluppo del software (69% contro il 37%), l’implementazione come automatizzata (78% contro il 46%) e i team di sviluppo e operations come integrati (69% vs 38%)
  • Mostrano un atteggiamento più focalizzato alla crescita delle funzioni IT, con il miglioramento della customer experience (90%), dell’agilità aziendale (87%) e della scalabilità (85%), considerate priorità maggiori rispetto alla riduzione dei costi (79%)

Man mano che l’adozione aumenta, i CIO delle imprese che utilizzano o stanno progettando di implementare applicazioni cloud native si aspettano che il settore IT diventi ancora più centrale nel sostenere le ambizioni aziendali, tra cui lo sviluppo di nuovi modelli di business (67%), un rapido aumento di dimensioni dell’attività (72%), un aggiornamento più rapido di prodotti /servizi (71%) e l’adozione di nuovi canali di accesso al mercato (68%).

Tuttavia, molti CIO si trovano ad affrontare numerose sfide nell’elaborazione di piani aziendali finalizzati all’investimento in applicazioni cloud native, a partire dagli stessi leader aziendali che concepiscono la riduzione dei costi come una priorità per i team IT. Queste sfide vanno da quelle organizzative – tra cui vi è una lotta alla cultura radicata che si oppone alla natura di modelli lavorativi cloud native (65%) e la carenza di competenze nello sviluppo di app cloud native (70%) – a quelle tecniche – come le difficoltà nell’integrare le novità nelle infrastrutture preesistenti (62%) o l’essere vincolati da contratti con i fornitori (58%).

I competitor digitali stanno determinando la rivoluzione del settore

Poco più di un quarto delle imprese high-tech (26%) e quasi un terzo delle imprese manifatturiere (29%) sono leader cloud native, rispetto all’11% dei fornitori di servizi bancari, al 18% degli assicuratori e al 22% delle imprese Consumer Products, Retail and Distribution (CPRD). Le priorità stanno cambiando a causa della concorrenza digitale: le banche ora progettano il 10% delle nuove applicazioni usando un approccio cloud native, mentre quasi la metà degli assicuratori (47%) e quasi un terzo delle imprese di consumer products, retail and distribution (CPRD) (27%) affermano che l’approccio cloud native rappresenta una parte fondamentale delle proprie strategie tecnologiche. Ognuno di questi gruppi – banche, assicurazioni e imprese CPRD – intende incrementare sensibilmente gli investimenti in ambito Platform as a Service (PaaS) nei prossimi tre anni (rispettivamente del 41%, 44% e 41%).

Costruire un’impresa cloud native

Una chiara roadmap per il cloud – incluso il passaggio allo sviluppo di applicazioni cloud native – può migliorare notevolmente la reputazione di un’impresa nel settore dell’IT e, per estensione, del suo CIO. Il report offre sei indicazioni utili per aiutare i CIO a trasformare le proprie aziende in leader cloud native:

  1. Valutare il portafoglio delle applicazioni e individuare le priorità per lo sviluppo dell’approccio cloud native
  2. Costruire la credibilità implementando una roadmap del cloud e dimostrando abilità nel far crescere il business
  3. Partire da dimensioni ridotte e poi espandersi progressivamente per sviluppare un team specializzato
  4. Adattare il modello operativo IT per supportare sia agilità aziendale che stabilità
  5. Essere pragmatici nella scelta delle tecnologie
  6. Fare da incubatore per una cultura di innovazione, collaborazione, sperimentazione e formazione

La metodologia di ricerca applicata alle app cloud native

Su incarico di Capgemini, Longitudine Research ha condotto una ricerca su 902 professionisti in merito alle opinioni sullo sviluppo di software cloud native e sui progressi compiuti dalla propria azienda nell’adozione di tale approccio. I partecipanti sono stati suddivisi in modo uniforme tra IT e non IT, provenienti da 11 paesi in Europa, Nord e Sud America e Australia. Gli intervistati provengono da diversi settori, con il maggior numero di impiegati nel settore bancario, assicurativo e imprese Consumer Products, Retail and Distribution (CPRD).

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Dassault Systèmes e BoostAerospace presentano la piattaforma di collaborazione AirDesign https://www.datamanager.it/2014/07/dassault-systemes-boostaerospace-presentano-piattaforma-collaborazione-airdesign/ Wed, 23 Jul 2014 18:00:39 +0000 http://www.datamanager.it/?p=59004 La nuova Platform-as-a-Service offre alle aziende europee del settore aerospaziale e difesa e ai loro partner maggiori possibilità di collaborazione Dassault Systèmes, The 3DEXPERIENCE Company, azienda leader a livello mondiale nel software di progettazione 3D, simulazione avanzata, realtà virtuale e gestione del ciclo di vita del prodotto (PLM), e BoostAeroSpace, polo digitale europeo per il […]

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La nuova Platform-as-a-Service offre alle aziende europee del settore aerospaziale e difesa e ai loro partner maggiori possibilità di collaborazione

Dassault Systèmes, The 3DEXPERIENCE Company, azienda leader a livello mondiale nel software di progettazione 3D, simulazione avanzata, realtà virtuale e gestione del ciclo di vita del prodotto (PLM), e BoostAeroSpace, polo digitale europeo per il settore aerospaziale e della difesa, hanno annunciato il lancio di “AirDesign”, piattaforma di collaborazione per le aziende europee del settore.

AirDesign è una piattaforma di collaborazione scalabile fornita sotto forma di servizio in un ambiente cloud privato ad alta sicurezza o in modalità on-premise (cioè installata in azienda). Distribuita da BoostAerospace e Dassault Systèmes, la soluzione offre uno spazio di lavoro neutrale per le attività di collaborazione PLM, progettazione e produzione delle case costruttrici (OEM) e dei loro partner. La piattaforma rappresenta la nuova frontiera della collaborazione e dell’interscambio ed è stata progettata per accogliere tutti i protagonisti del settore, dai grandi OEM alle piccole e medie imprese.

AirDesign riduce drasticamente i costi operativi per tutti i partner grazie a un’infrastruttura unica, a metodi di scambio comuni, a standard aperti e alla massima facilità di accesso, tutto questo senza impattare negativamente sui sistemi informativi esistenti. Tutti i principali costruttori europei hanno richiesto congiuntamente che venisse creata questa piattaforma e hanno contribuito alla sua definizione, per agevolare l’interazione, supportare gli ecosistemi dei loro fornitori e generare nuove opportunità attraverso la fornitura di servizi.

[blockquote style=”4″]“AirDesign risolve il problema complesso di coordinare i sistemi PLM di tutti i partner del settore aerospaziale e difesa,” ha dichiarato Jean Ferlus, CEO di BoostAerospace. “La possibilità di gestire e sincronizzare lo scambio di dati PLM in piena sicurezza produce effetti positivi in termini di qualità, efficienza e produttività dell’industria aerospaziale europea. La soluzione offre all’intero settore un applicativo solido per sostenere lo sviluppo.”[/blockquote]

Per gestire lo scambio di dati PLM fra tutti i partner, indipendentemente dai sistemi di ciascuno, AirDesign offre tre funzionalità principali attraverso il proprio polo di interscambio digitale:

• la possibilità per ogni OEM di organizzare e gestire scambi e interazioni nel contesto di specifici programmi e processi, inclusa la delega di ruoli amministrativi;

• lo scambio integrato, sicuro e automatico di pacchetti di dati tecnici; la tracciabilità necessaria per programmi complessi è una funzionalità nativa, che garantisce una gestione appropriata di grandi “faldoni” tecnici fra OEM e fornitori;

• l’accesso a un’ampia gamma di servizi, fra i quali convertitori basati su standard o servizi di approvazione a disposizione dei partner durante una collaborazione.

AirDesign offre nuove opportunità a tutti gli attori dell’ecosistema aerospaziale. Sono previsti ulteriori sviluppi che sfruttano l’inclusività e l’apertura della piattaforma AirDesign, costruita sulla piattaforma 3DEXPERIENCE di Dassault Systemes e sull’applicativo ENOVIA.

[blockquote style=”4″]“AirDesign mette a disposizione di tutti i protagonisti del settore aerospaziale e difesa un ambiente per accelerare e sostenere l’innovazione collaborativa,” ha dichiarato Michel Tellier, Vice President, Aerospace & Defence Industry, Dassault Systèmes. “La soluzione apre numerose opportunità a fornitori di tutte le dimensioni che si uniranno all’infrastruttura condivisa in cloud, investendo le risorse normalmente dedicate alla creazione di un’infrastruttura IT nello sviluppo dell’attività con nuovi clienti.”[/blockquote]

Dassault Systèmes ha partecipato al Farnborough International Airshow (14-18 luglio) nello chalet B-32.

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Software AG lancia Software AG Live https://www.datamanager.it/news/software-ag-lancia-software-ag-live-46948.html Wed, 15 May 2013 17:00:05 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/05/software-ag-lancia-software-ag-live/ Software AG lancia la suite Platform-as-a-Service cloud-based soddisfando le necessità dei business odierni con un supporto, veloce e semplice da usare, per operare su social e mobile integrandosi interamente con le soluzioni già esistenti in ambienti cloud ibridi

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Software AG lancia la suite Platform-as-a-Service cloud-based soddisfando le necessità dei business odierni con un supporto, veloce e semplice da usare, per operare su social e mobile integrandosi interamente con le soluzioni già esistenti in ambienti cloud ibridi

Software AG lancia a livello mondiale Software AG Live, la prima suite Platform-as-a-Service (PaaS) cloud-based. Con questo lancio, Software AG estende ora la propria offerta dall’abilitare soluzioni aziendali estese e on-premise fino a creare applicazioni agili e cloud-based attraverso una suite PaaS in cloud completa. Questo agevola esperti e professionisti IT delle società che ora possono disegnare e sviluppare applicazioni agili, integrando facilmente I sistemi esistenti.

Le aziende sono, oggi più che mai, chiamate a sviluppare e implementare rapidamente soluzioni agili, scalabili e sicure ogni giorno, più che mesi. Al fine di indirizzarsi ai bisogni in continuo cambiamento dello scenario del business, è necessario un nuovo set di soluzioni per coinvolgere meglio i clienti e sfruttare l’impatto che il settore sta constatando dai megatrend cloud, social, mobile e big data.

Estendendo la sua leadership in business process e integration al cloud, Software AG ora offre una completa suite Platform-as-a-Service, unificando disegno di processi, sviluppo di applicazioni agili e integrazione, consentendo ai clienti di utilizzare le implementazioni in cloud ibrido per supportare le loro esigenze di business.

“Software AG, per molti anni, è stata un partner strategico di Coca-Cola Enterprises ed è stato il vendor al quale ci siamo affidati per aiutarci ad esplorare strategie digitali abbracciando cloud e on-premise,” ha raccontato Esat Sezer, CIO e senior vice presidente di Coca-Cola Enterprises. “Dato che continuiamo a muoverci verso il cloud, non vediamo l’ora di sfruttare le nuove potenzialità estese native cloud, aiutandoci a divenire più flessibili e raggiungere più velocemente i nostri risultati di business.”

Secondo una previsione di Gartner Inc. di maggio 2013, le entrate per PaaS stanno crescendo dai 1.2 miliardi di dollari nel 2012, fino ai 3,5 miliardi di dollari nel 2017. Attraverso il mercato PaaS, l’infrastruttura applicativa e middleware crea il più grande sub-segmento costituendo il 72% del mercato*.

“Dato che l’industria si è evoluta, abbiamo visto le necessità dei nostri clienti cambiare con essa,” ha raccontato Karl-Heinz Streibich, CEO di Software AG. “Con questo lancio, diamo il benvenuto alla prossima fase di Software AG, per aiutare i nostri clienti a creare perfettamente una digital enterprise e cogliere le opportunità offerte dal cloud.”

La suite Software AG Live è costituita da:

AgileApps Live è un’applicazione PaaS altamente efficiente, implementata su una tecnologia derivante dalla recente acquisizione di LongJump, Inc. Con AgileApps Live le aziende raggiungono l’innovazione gestita attraverso l’IT. Questa nuova offerta fornisce una flessibilità unica per adattarsi ai processi norme e necessità di business in costante cambiamento. Tutte le applicazioni costruite su AgileApps Live si implementano istantaneamente su dispositivi mobili e si uniscono all’integrazione pre-costruita tra i social network. AgileApps Live è immediatamente disponibile.

Process Live, una collaborativa PaaS di business process analysis, abilita gli utenti a collaborare tra i dipartimenti e geografie per migliorare le necessità di gestione e il disegno di Processi di Business. Process Live è compatibile con la piattaforma leader di mercato e di Business Process Analysis ARIS, di Software AG, e sarà disponibile nella seconda metà del 2013.

Integration Live è una PaaS che abilita l’integrazione cloud-to-cloud e si connette in modo fluente con installazioni Enterprise Service Bus (ESB) in cloud private o on-premise. Integration Live offre una unmatched combination di semplicità d’uso e potenzialità aziendali ed è compatibile con webMethod Intergration Server, l’ESB leader di mercato di Software AG. Disponibilità prevista per il Q1 del 2014.

In aggiunta, Software AG annuncia Dynamic Cloud Scaling, una nuova versione del webMethods Integration Server di Software AG che supporta la scalabilità elastica attraverso sviluppi ibridi – cloud pubblico, privato e on-premise, che sarà disponibile nella seconda metà del 2013. I clienti avranno la possibilità di gestire autonomamente le implementazioni oppure trarre vantaggio dalla Software AG Managed Suite. Questa nuova offerta include componenti come il webMethods Integration Server gestito da Software AG as-a-service sia sui data center del cliente che in cloud pubblico. Anche questa soluzione sarà disponibile alla fine dell’anno.

Software AG è l’unica azienda che offre questa Suite comprensiva di soluzioni di business process e integration e Big Data abilitando la rapida creazione di applicazioni dal livello aziendale e on-premise a leggere e cloud-based.

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È di Jaspersoft la prima Business Intelligence per Platform-as-a-Service https://www.datamanager.it/news/business-intelligence/di-jaspersoft-la-prima-business-intelligence-platform-service Fri, 13 Jan 2012 10:48:59 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2012/01/e-di-jaspersoft-la-prima-business-intelligence-per-platform-as-a-service/ La suite di BI dell'Azienda da oggi disponibile con Red Hat OpenShift

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La suite di BI dell’Azienda da oggi disponibile con Red Hat OpenShift

Jaspersoft, fornitore del software di Business Intelligence (BI) più utilizzato nel mondo, ha annunciato la prima offerta BI pensata per Platform-as-a-Service (PaaS). Lavorando a stretto contatto con Red Hat per sfruttare i suoi strumenti di gestione del ciclo di vita delle applicazioni cloud, Jaspersoft rende disponibili funzioni semplici e potenti di reporting e analisi, per consentire un processo decisionale migliore e con una varietà di opzioni di deployment, compresi on-premises e cloud pubbliche, private o ibride.

Le organizzazioni si rivolgono sempre più spesso alle soluzioni PaaS come loro strategia cloud privilegiata per lo sviluppo di applicazioni enterprise. Il PaaS offre infatti molti benefici, tra cui un costo migliorato, maggiore velocità di deployment, scalabilità e facilità di implementazione e manutenzione. Secondo gli analisti di mercato, il PaaS diventerà nel 2020 un mercato da 12 miliardi di dollari Usa. Con OpenShift, Red Hat offre una interessante soluzione PaaS costruita su tecnologie open source, che consente agli sviluppatori di realizzare e implementare rapidamente applicazioni nel cloud. OpenShift offre auto-scaling incorporato, supporta molti lunguaggi, framework, middleware, cloud ed è disponibile gratuitamente.

Con le grandi moli di dati che le imprese stanno generando, la combinazione della BI di Jaspersoft con OpenShift di Red Hat offre un modo veloce ed efficiente non solo per sviluppare e implementare applicazioni pilotate dai dati, ma anche sfruttarle per derivarne insight significativi da diverse sorgenti di dati, compresi i database relazionali e le sorgenti Big Data. Jaspersoft offre accesso nativo ai maggiori prodotti Big Data, tra i quali MongoDB per cui l’Azienda ha di recente annunciato il primo connettore BI disponibile sul mercato. Jaspersoft e Red Hat dimostreranno l’integrazione di MongoDB su Red Hat OpenShift durante il webinar congiunto di oggi.

“Jaspersoft è lieta di collaborare con Red Hat per fornire la prima BI per PaaS del mercato”, ha affermato Karl Van den Bergh, vice presidente per i prodotti e le alleanze di Jaspersoft. “Siamo in una posizione unica per capitalizzare sullo spostamento dello sviluppo applicativo sul cloud grazie alla nostra architettura moderna, la più grande comunità di BI che costruisce applicazioni pilotate dai dati e il nostro modello open source. L’annuncio di oggi riguardo l’integrazione pianificata di Jaspersoft con OpenShift di Red Hat è il primo di una serie che dimostra la nostra leadership nella BI per il PaaS”.

“Red Hat aiuta le organizzazioni nello sviluppo di cloud private, pubbliche e ibride con soluzioni come la nostra offerta CloudForms di Infrastructure-as-a-Service che è attualmente in beta, rendendo nel contempo semplice per gli sviluppatori sfruttare le cloud con OpenShift PaaS”, ha dichiarato Scott Crenshaw, vice presidente della Business Unit Cloud di Red Hat. “Con le capacità di reporting e analisi della suite Jaspersoft oggi disponibili su OpenShift, le organizzazioni possono verificare velocemente i benefici del cloud computing, ottenendo contemporaneamente un insight approfondito sui dati che alimentano queste applicazioni”.

 

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VMWARE FORUM 2011 https://www.datamanager.it/rivista/wmvare-forum-2011/vmware-forum-2011 Wed, 27 Jul 2011 15:03:49 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2011/07/vmware-forum-2011/ La manifestazione è stata il momento per fare il punto su virtualizzazione e Cloud, portando anche i risultati di esperienze concrete   È interessante poter scorrere la graduatoria delle priorità indicate dai Cio, come riportata nello studio di Gartner (www.gartner.com) “Reimagining IT – The 2011 Cio Agenda”, su un tema ormai dibattuto in tutti i […]

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La manifestazione è stata il momento per fare il punto su virtualizzazione e Cloud, portando anche i risultati di esperienze concrete

 

È interessante poter scorrere la graduatoria delle priorità indicate dai Cio, come riportata nello studio di Gartner (www.gartner.com) “Reimagining IT – The 2011 Cio Agenda”, su un tema ormai dibattuto in tutti i convegni e presente ogni giorno nella cronaca dell’innovazione. Nel 2008 si può vedere che il Cloud computing non appariva e la virtualizzazione era al terzo posto come importanza, mentre nel 2009 la virtualizzazione manteneva lo stesso posizionamento e il Cloud si presentava al sedicesimo posto. Infine, nel 2010, la priorità principale era quella della virtualizzazione e al secondo posto figurava il Cloud, mentre quest’anno i posti si sono invertiti.

L’altra analisi, questa volta di Forrester (www.forrester.com), proposta anch’essa durante la sessione plenaria del “VMware Forum 2011” (http://www.vmwareforum2011.com/italy-milan/home) da Alberto Bullani, regional manager della filiale italiana di VMware (www.vmware.com/it), indica la leadership assoluta della società con uno share di mercato del 93% nell’ambito della server virtualization, mentre sempre Gartner, nel quadrante magico dei leader per la fornitura di soluzioni IaaS e Cloud, riporta cinque provider. Tutti impiegano la tecnologia VMware per erogare i propri servizi.

«Ogni azienda deve mettersi nelle condizioni di scegliere la soluzione di Cloud computing che meglio si adatta alle esigenze del proprio core business – ha spiegato Bullani –, valutando bene la consistenza delle molte proposte che si stanno affacciando sul mercato. Inoltre va progettato un percorso di transizione, dove vengano considerate tutte le componenti che devono essere migrate, partendo sicuramente da quelle infrastrutturali, ma senza trascurare le soluzioni applicative interne già erogate, spesso realizzate per ambienti tecnologici tradizionali, e le sempre più marcate esigenze di mobilità dell’utente aziendale».

In linea con la necessità di ammodernamento delle procedure più vecchie, progettate e realizzate dalla struttura IT prima dell’affermarsi delle attuali tecnologie più evolute, VMware ha recentemente presentato Cloud Foundry. Questa, riferisce Bullani, è la prima Platform-as-a-Service (PaaS) aperta del settore, che esprime l’ambiente più adeguato per il Cloud computing, in quanto ottimizza lo sviluppo, il delivery e il funzionamento di applicazioni moderne, fornendo ulteriori capacità per implementare, gestire e scalare le procedure, con il supporto della gamma più estesa e completa di Cloud pubblici e privati, di linguaggi di sviluppo, di framework e servizi applicativi.

«VMware – sottolinea il responsabile per l’Italia – rappresenta oggi il leader globale nelle soluzioni per la virtualizzazione e per il Cloud computing, che riducono significativamente la complessità dell’IT, salvaguardando nel contempo gli investimenti tecnologici esistenti e abilitando un modello di distribuzione dei servizi più agile ed efficiente, senza tuttavia pregiudicarne il controllo».

Per questi motivi molte organizzazioni aziendali si affidano a VMware e alle sue piattaforme di virtualizzazione, prima tra tutte VMware vSphere, per dare più energia al business attraverso l’IT e garantire risparmi sulle risorse energetiche, finanziarie e umane.

Tra queste, durante la manifestazione è stato dato ampio spazio alla testimonianza dell’esperienza Mediaset, illustrata da Filippo Todaro quale Cso della società e, nel corso della conferenza stampa per discutere delle prospettive e dello stato di adozione del Cloud computing in Italia, a Roberto Perelli, responsabile tecnologie informatiche, che ha presentato i vantaggi conseguiti da Tecnocasa.

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IDC: personalizzare l’analisi https://www.datamanager.it/rivista/cloud-computing/idc-personalizzare-l-analisi Fri, 30 Jul 2010 08:12:14 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2010/07/idc-personalizzare-lanalisi/ Conoscere l’andamento del mercato a livello nazionale, regionale e provinciale per disegnare azioni tattiche e strategiche vincenti Chi riesce a superare indenne una crisi ne esce rafforzato. Non lo dice un inguaribile romantico, ma Antonio Romano, general manager per il sud europa di IDC (www.idc.com/italy), società che da oltre quarant’anni valuta l’evoluzione tecnologica, identifica i […]

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idc
Conoscere l’andamento del mercato a livello nazionale, regionale e provinciale per disegnare azioni tattiche e strategiche vincenti

Chi riesce a superare indenne una crisi ne esce rafforzato. Non lo dice un inguaribile romantico, ma Antonio Romano, general manager per il sud europa di IDC (www.idc.com/italy), società che da oltre quarant’anni valuta l’evoluzione tecnologica, identifica i bisogni degli utenti, analizza i fornitori e interpreta le tendenze del mercato per supportare la pianificazione strategica, lo sviluppo del business e le richieste dell’industria Ict. «Il 2009 ci ha lasciato tre insegnamenti fondamentali – dice -; per superare la bufera è stato necessario rifocalizzarsi sul proprio core business, incrementare il livello qualitativo di prodotti e servizi e imparare a governare complessità crescenti. Tutti hanno dovuto adeguarsi a questi nuovi paradigmi: clienti, fornitori e, naturalmente, analisti. Un altro fattore distintivo degli ultimi mesi è stata un’inversione di tendenza rispetto ai driver del settore: se fino a ieri erano i fornitori, con le loro scelte tecnologiche, a indirizzare il mercato, oggi è la domanda a dettare sempre più spesso le regole del gioco. Regole molto precise: eliminazione degli sprechi e, allo stesso tempo, incremento delle performance, in una logica che abbiamo battezzato cost and growth, in cui devono coesistere da un lato efficienza e razionalizzazione e, dall’altro, sviluppo e innovazione. Le tecnologie per affrontare adeguatamente questi cambiamenti ci sono e si chiamano virtualizzazione, cloud computing, system management e automazione dei processi».

Non a caso IDC ha registrato una notevole accelerazione nella diffusione di queste tecnologie. «La massiccia diffusione della virtualizzazione era stata ampiamente prevista – prosegue Romano -, mentre il cloud computing sta impattando sul mercato con almeno 12 mesi di anticipo sulle previsioni: l’adozione di soluzioni di Application-as-a-Service, ma anche di Platform-as-a-Service e di Infrastructure-as-a-Service procede infatti a ritmi serrati, segno che ormai il mercato ne percepisce appieno i vantaggi».

«Abilitati da virtualizzazione e cloud computing – aggiunge Romano – vi sono poi altri due elementi che stanno modificando profondamente il settore, un po’ meno noti, ma non per questo meno significativi: le soluzioni di system e service management e di automazione dei processi che consentono di governare ambienti tecnologici complessi in modo sempre più semplice e centralizzato. Senza contare un tema oggi ancora da “addetti ai lavori”, ma potenzialmente esplosivo: il cosiddetto machine-to-machine che potrebbe aprire scenari tutti da studiare allargando l’Ict anche ad attori che per ora si muovono su terreni limitrofi». Un mercato sempre in evoluzione, quindi, che deve essere capito a fondo se si vuole continuare a farne parte.

Analisi sempre più granulari

Chi ha il compito di suggerire tattiche e strategie deve innanzitutto dare il buon esempio, e IDC l’ha fatto, focalizzandosi sul proprio core business e investendo per sviluppare tool in grado di generare valore, ovvero analisi sempre più dettagliate e personalizzate. «Nel nostro quartier generale regionale ci sono oggi team interamente dedicati all’analisi dei mercati globali – spiega Romano -, mentre le filiali – non meri uffici commerciali, ma vere e proprie unitá di intelligence con analisti locali – sviluppano quei servizi di consulenza ad hoc per le imprese che operano sulle geografie di riferimento. Servizi sia strategici (supporto alla definizione di un business plan per esempio) che tattici cioè volti – come nel caso della lead generation – a generare opportunitá di business nel brevissimo periodo. Abbiamo progressivamente ridisegnato anche il nostro business legato alla convegnistica, affiancando ai grandi eventi (oggi in numero inferiore rispetto al passato) un’offerta di eventi custom di dimensioni più contenute, ma molto più mirati, a supporto anche in questo caso delle attivitá di lead generation dei nostri clienti».

A livello di ricerche di mercato il cavallo di battaglia di IDC è rappresentato dai report trimestrali che analizzano l’andamento di diverse decine di prodotti e servizi in ogni parte del mondo a livello di market share e forecast. Per quanto riguarda i servizi di consulenza, invece, sono stati messi a punto nuovi strumenti in grado, da una parte, di dettagliare sempre meglio l’analisi e, dall’altro, di generare reali opportunità di business. «Oggi non basta più dare informazioni a livello nazionale – assicura Romano -; è necessario scendere a livello regionale, provinciale e persino comunale, e solo strutture molto solide anche da un punto di vista finanziario, sono in grado di sostenere gli investimenti necessari per realizzare analisi di questo tipo garantendo livelli qualitativi d’eccellenza. IDC è tra queste».

Le dichiarazioni di Romano vengono suffragate da fatti concreti, come, per esempio, il lancio della piattaforma IDC Geo Tool (www.idcgeotool.com), un progetto nato lo scorso anno in Italia e adottato poi anche da altri Paesi. «Si tratta di uno strumento che consente ai nostri clienti di dimensionare autonomamente (incrociando i dati da noi forniti con quelli relativi alla propria azienda, su cui IDC può non avere visibilità) e in maniera interattiva la domanda, il market share e il posizionamento del proprio canale arrivando a un livello di dettaglio di singolo comune», spiega Romano. E oggi sono sicuramente le dinamiche di canale sotto la lente di ingrandimento degli operatori del settore, perché in genere la penetrazione sul territorio di un vendor è direttamente proporzionale alla capacità di azione dei business partner. Fino a ieri le politiche di canale erano indifferenziate, basate su criteri standardizzati che non tenevano conto delle peculiarità di ogni singolo territorio e/o di ogni singolo partner. «Oggi è necessario modificare anche questo approccio – fa notare Romano – mettendo a punto strumenti in grado di aggiungere valore lungo tutta la filiera. Questo è possibile, per esempio, profilando meglio il canale, organizzando percorsi formativi che vadano oltre le tradizionali certificazioni, arrivando a toccare temi di tipo consulenziale, semplificando e razionalizzando l’interazione tra i vari anelli della catena e individuando, magari, nuovi modelli commerciali. Erano circa dieci anni, per esempio, che quasi non si sentiva parlare del contratto di agenzia, che invece viene oggi rivalutato, perché il canale preferisce demandare ai vendor il rischio d’impresa».

«Il nostro compito – precisa Romano – è quello di aiutare tutto l’ecosistema a comprendere queste dinamiche facendo leva su un know how e un sistema di relazioni consolidato negli anni che ci hanno permesso di diventare un punto di riferimento non solo nel mondo Ict, ma anche in quello finanziario e dei media, come testimonia per esempio la collaborazione, proprio con Data Manager, nella realizzazione della tradizionale classifica TOP100 Software e Servizi It».

Ospitando quattro Insights Emea – le unitá di analisi specializzate per mercato verticale lanciate da IDC nel corso dell’ultimo quinquennio – su sei (retail, manufacturing, energy e healthcare, mentre gravitano su Londra quelli finance e government), la regione di cui Romano è responsabile è nelle condizioni ideali per interpretare al meglio le dinamiche che interessano il mercato grazie ai dati elaborati sia a livello internazionale che locale. Essere protagonisti nel mondo della ricerca, però, oggi vuole anche dire saper fare sistema, perché nei momenti di crisi le sinergie sono importanti. IDC lo sa e sta investendo anche in questa direzione sia attraverso lo strumento associativo (valga per tutte la collaborazione con Assintel) che, in generale, attraverso  lo sviluppo di servizi congiunti e partnership con diversi attori volti ad accorciare la catena tra la domanda e l’offerta. Non solo da un punto di vista commerciale, ma in primis da un punto di vista culturale.

L'articolo IDC: personalizzare l’analisi proviene da Data Manager Online.

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