referendum – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Fri, 02 Dec 2016 15:07:03 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png referendum – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Referendum: sul web prevalgono i commenti a favore del No, ma il Si accorcia le distanze https://www.datamanager.it/2016/12/referendum-sul-web-prevalgono-commenti-favore-del-no-si-accorcia-le-distanze/ Fri, 02 Dec 2016 15:07:03 +0000 http://www.datamanager.it/?p=115168 Dall’analisi svolta da Blogmeter emerge che nelle ultime settimane i messaggi a sostegno del SI in rete aumentano, ma la grande maggioranza degli utenti che si esprimono sul referendum (60%) sono per il NO Gli italiani si apprestano a votare in merito al referendum costituzionale del 4 dicembre, ma molti di coloro che usano internet […]

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Dall’analisi svolta da Blogmeter emerge che nelle ultime settimane i messaggi a sostegno del SI in rete aumentano, ma la grande maggioranza degli utenti che si esprimono sul referendum (60%) sono per il NO

Gli italiani si apprestano a votare in merito al referendum costituzionale del 4 dicembre, ma molti di coloro che usano internet hanno già fatto sentire la propria voce pubblicamente attraverso il web. Blogmeter ha raccolto e analizzato questi commenti spontanei per cogliere trend e umori a pochi giorni dal voto.

Nel periodo che va dal 24 settembre al 1 dicembre, Blogmeter ha raccolto 4 milioni di messaggi pubblici sul tema referendum, lasciati da più di 800.000 utenti, che hanno generato oltre 25 milioni di interazioni (+140% rispetto al mese precedente) sui social media (like, retweet, commenti, visualizzazioni, ecc…) e 335 milioni di visualizzazioni uniche. Il mese di novembre rispetto al precedente ha fatto segnare un aumento considerevole delle conversazioni del 75% e delle interazioni del 140%.

Il 54% di questi messaggi è stato prodotto su Twitter, il 36% su Facebook, il 6% dai siti di notizie e il restante è frammentato tra altre piattaforme. Se invece si guarda alle interazioni generate si scopre che ben il 75% di esse è avvenuto su Facebook, il 11% su Twitter, il 9% su YouTube, il 5% su Instagram.

Grazie alle proprie tecnologie di analisi semantica dei Big Data, Blogmeter è stata anche in grado di individuare le opinioni espresse spontaneamente dagli italiani in oltre 1,8 milioni di messaggi. Analizzando l’intero periodo emerge che il 60% degli utenti che parlano del referendum hanno pubblicato commenti a favore del NO mentre il 40% lo ha fatto per il SI. “Ma – spiega Vincenzo Cosenza, senior strategist di Blogmeter – se si guarda l’evoluzione nel tempo si nota come negli ultimi giorni i sostenitori del SI in rete siano cresciuti. Siamo passati da un divario tra gli autori unici per il NO e quelli per il SI del 37% a inizio ottobre fino ad un 10% negli ultimi quattro giorni”.

I concetti più ricorrenti nei messaggi di coloro che sono contro la riforma riguardano l’occasione di mandare a casa il governo Renzi e la questione dell’immunità parlamentare per i consiglieri regionali. Gli hashtag e i termini più citati sono stati: “#iovotono”, “votare” e “renzi”.

I favorevoli, invece, concentrano l’attenzione sulla riduzione dei costi della politica e sui benefici derivanti dall’abolizione del bicameralismo paritario. Gli hashtag e i termini più usati sono stati “#bastunsi”, “votare” e “vincere”.

L’analisi dei contenuti più virali in rete evidenzia il successo dei video. Su Facebook hanno successo quelli promossi dai partiti e dai politici. In particolare quello del Movimento 5 Stelle che mostra la manifestazione per il NO a Roma (2,4 milioni di visualizzazioni) e lo spot “Si riparte” pubblicato da Matteo Renzi (2 milioni di visualizzazioni).

Su YouTube, ambiente preferito dai più giovani, emergono quelli “non ufficiali” di stampo divulgativo e umoristico. Esempio del primo tipo è “Il referendum costituzionale riassunto e spiegato semplicemente” dello “youtuber” Alessandro Masala, che ha generato oltre 450.000 visualizzazioni. Tra i secondi si segnala “Referendum 2016 Hai notato che…” dei Daniele Doesn’t Matter con oltre 150.000 visualizzazioni.

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Sul web, per ora, prevale il No al referendum https://www.datamanager.it/2016/11/sul-web-ora-prevale-no-al-referendum/ Fri, 04 Nov 2016 14:22:45 +0000 http://www.datamanager.it/?p=112906 Dall’analisi svolta da Blogmeter emerge che la grande maggioranza degli utenti che si esprimono online (63%) boccia la riforma costituzionale proposta dal Premier Renzi Qual è l’orientamento dei cittadini che usano internet riguardo al quesito referendario che porterà milioni di italiani a esprimersi il prossimo 4 dicembre sui cambiamenti apportati alla Costituzione? Dall’analisi svolta da […]

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Dall’analisi svolta da Blogmeter emerge che la grande maggioranza degli utenti che si esprimono online (63%) boccia la riforma costituzionale proposta dal Premier Renzi

Qual è l’orientamento dei cittadini che usano internet riguardo al quesito referendario che porterà milioni di italiani a esprimersi il prossimo 4 dicembre sui cambiamenti apportati alla Costituzione? Dall’analisi svolta da Blogmeter, l’azienda italiana leader nella Social Media Intelligence, emerge per il momento una discreta partecipazione e anche una prima sommaria indicazione di voto.

Nel periodo che va dal 24 settembre al 2 novembre Blogmeter ha raccolto oltre 1,6 milioni di messaggi pubblici lasciati da più di 373.000 utenti, che hanno generato 8,1 milioni di interazioni sui social media (like, retweet, commenti, visualizzazioni, ecc…) e 218 milioni di visualizzazioni uniche. Il 56% di questi messaggi è stato prodotto su Twitter, il 34% su Facebook, il 6,6% dai siti di notizie e il restante è frammentato tra altre piattaforme. Se invece si guarda alle interazioni generate si scopre  una maggiore polarizzazione: infatti il 74% di esse è avvenuto su Facebook, il 12% su Twitter, il 10% su YouTube, il 4% su Instagram.

blogmeter_referendum

Grazie alle proprie tecnologie di analisi semantica, Blogmeter è stata anche in grado di indagare le opinioni di voto chiaramente espresse dagli italiani, contenute in oltre 700.000 messaggi. Attualmente il 63,7% degli utenti che parlano del referendum hanno espresso la volontà di votare NO mentre il 34% ha dichiarato la propria preferenza di voto per il SI, a fronte di un 2,4% di astenuti. Per quanto riguarda il fronte del SI, il 73% dei votanti è di sesso maschile, mentre il 27% è donna. Proporzioni simili si riscontrano anche nel campo avverso: il 70% dei votanti NO è uomo e il 30% è donna.

Quali sono i leader politici che generano più interazioni da un lato e dall’altro? Per il NO sono Matteo Salvini e Alessandro Di Battista, che producono molti post sul tema referendario. Mentre le interazioni a favore sono stimolate soprattutto dalla pagina Facebook del Comitato per il SI e da quella di Matteo Renzi.

Qualche sorpresa desta l’analisi dei contenuti più virali in rete. Tra i video più visti quello del deputato del Movimento 5 Stelle Giorgio Sorial con oltre 1,3 milioni di visualizzazioni e l’appello di Silvio Berlusconi con oltre 900.000 visualizzazioni entrambi ospitati su Facebook.

Su YouTube, territorio dei più giovani, spopola  il video “Il referendum costituzionale riassunto e spiegato semplicemente” dello “youtuber” Alessandro Masala, che ha generato oltre 300.000 visualizzazioni. Una dimostrazione di come le persone sentano il bisogno di spiegazioni chiare e non partigiane.

“L’analisi dei “big data” del web permette di cogliere tendenze ed umori espressi dalle persone che usano la rete per far sentire le proprie opinioni – spiega Vincenzo Cosenza, senior strategist di Blogmeter – va sottolineato che, al momento, emerge una minore efficacia della comunicazione sostenuta dai promotori del referendum, mentre al contrario va rilevata una maggiore mobilitazione di coloro che sono contro la riforma costituzionale. La situazione è naturalmente in evoluzione. Sarà interessante fotografare cosa cambierà nelle prossime settimane”.

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Airbnb vince il referendum e non dovrà cambiare https://www.datamanager.it/2015/11/airbnb-vince-il-referendum-e-non-dovra-cambiare/ Wed, 04 Nov 2015 15:04:13 +0000 http://www.datamanager.it/?p=87631 Airbnb può festeggiare per il risultato del referendum che lo riguardava a San Francisco e non dovrà modificare il suo servizio Airbnb è una delle più popolari piattaforme per viaggi che mette in contatto persone alla ricerca di un alloggio per brevi periodi con i proprietari di appartamenti disposti ad affittarli. L’app offre il suo servizio […]

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Airbnb può festeggiare per il risultato del referendum che lo riguardava a San Francisco e non dovrà modificare il suo servizio

Airbnb è una delle più popolari piattaforme per viaggi che mette in contatto persone alla ricerca di un alloggio per brevi periodi con i proprietari di appartamenti disposti ad affittarli. L’app offre il suo servizio in oltre 34mila città e 190 Paesi ma a San Francisco, dove la startup è nata e ha la sua sede centrale, ha dovuto affrontare un problema non da poco.

Su pressione della San Francisco Tenants Union, società che rappresenta gli inquilini della metropoli californiana e si pone l’obiettivo di mantenere bassi prezzi delle case, è stato indetto un referendum per chiedere ai cittadini se erano favorevoli a limitare a 75 notti all’anno gli affitti e dare possibilità ai vicini di denunciare eventuali violazioni da parte dei proprietari dell’immobile o degli ospiti. L’associazione teme infatti che il servizio abbia favorito l’allontanamento degli affittuari da San Francisco. Secondo quanto riporta The Verge, Airbnb ha speso circa 8,3  milioni di dollari in una campagna per promuovere la liceità del suo servizio nella forma attuale. Grazie al 55% delle preferenze per il “no”, la startup potrà continuare a operare come ha fatto fino ad oggi.

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Referendum in Scozia: ecco l’analisi delle conversazioni globali su Twitter https://www.datamanager.it/2014/09/referendum-in-scozia-lanalisi-delle-conversazioni-globali-twitter/ Mon, 22 Sep 2014 14:50:34 +0000 http://www.datamanager.it/?p=61356 Dall’apertura delle votazioni avvenuta giovedì alle 08.00 (ora italiana), fino alle 08.00 di venerdì mattina (ora italiana), gli utenti Twitter hanno condiviso 2.603.497 Tweet, nell’ambito di una campagna che ha catturato l’attenzione del mondo intero Picchi di Tweet Quando il risultato è stato finalmente confermato, le persone hanno continuato a usare Twitter sia per festeggiare che per mostrare la […]

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Dall’apertura delle votazioni avvenuta giovedì alle 08.00 (ora italiana), fino alle 08.00 di venerdì mattina (ora italiana), gli utenti Twitter hanno condiviso 2.603.497 Tweet, nell’ambito di una campagna che ha catturato l’attenzione del mondo intero

Picchi di Tweet

Quando il risultato è stato finalmente confermato, le persone hanno continuato a usare Twitter sia per festeggiare che per mostrare la loro delusione, fino a generare un picco di 5.212 Tweet per minuto (TPM). Si tratta del più alto picco dall’inizio dell’intera campagna, che ha battuto quelli registrati durante i dibattiti del 5 agosto (2.019 TPM) e del 25 agosto (2.213 TPM). In questa grafica realizzata da @TwitterReverb è possibile scoprire come siano aumentate le menzioni del ‘No’ subito dopo l’annuncio del risultato.

Affluenza record

Con un affluenza dell’84,6% e oltre 3 milioni di voti, questo referendum è stato sicuramente molto sentito. Sia la campagna per il ‘Sì’ che quella per il ‘No’ si sono giocate su Twitter, così come le iniziative neutrali (come ad esempio quella dello Scottish Youth Parliament, #YourVoteMatters ). Twitter si conferma dunque la piattaforma di dibattito globale in cui politici e cittadini si incontrano per discutere e trattare questioni di natura politica, senza alcun tipo di barriera.

Di seguito alcuni dati e statistiche (aggiornati al 19 settembre 2014 alle 00:27 ora italiana) che mostrano come il dibattito #IndyRef si sia sviluppato su Twitter . A partire dal primo dibattito televisivo sull’#IndyRef del 5 agosto, sono stati condivisi più di 7 milioni di Tweet sul referendum con i sostenitori di entrambe le posizioni che hanno utilizzato Twitter per far sentire la loro voce. Dal 5 agosto sono stati 1,55 milioni i Tweet che hanno menzionato hashtag relativi al ‘Sì’, rispetto ai 500.000 collegati al ‘No’. Una differenza di oltre un milione di Tweet fra le due posizioni.

Gli hashtag più twittati (dal 5 agosto) sono stati:

1. #IndyRef: 3,75 milioni
2. #VoteYes: 1,1 milioni
3. #Scotland: 439.000
4. #ScotDecides: 272.000
5. #BetterTogether: 224.000

Questa mappa interattiva dei Tweet con geolocalizzazione mostra la natura globale del referendum, con una conversazione sul ‘Sì’ e sul ‘No’ che è andata ben oltre i confini della Scozia.

Il Tweet più retwittato

Il Tweet più retwittato sulla giornata del referendum è stato pubblicato da @Andy_Murray, che ha voluto condividere la propria posizione con i suoi 2,7 milioni di follower. Il Tweet ha ottenuto oltre 19 mila Retweet e oltre 14 mila preferiti:

twit

Il referendum è stato anche l’occasione in cui – per la prima volta nella storia – nel Regno Unito anche i minori di 18 anni hanno potuto esprimere il proprio voto su un’importante questione nazionale. Lo Scottish Youth Parliament ha utilizzato Twitter per promuovere l’attività di voto nella fascia di età 16-24 con l’hashtag dell’iniziativa #YourVoteMatters, che è stato nei trending topics durante tutta la giornata di voto.

 

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#ItaliaNOogm: Legambiente scende in piazza contro gli OGM https://www.datamanager.it/news/italianoogm-legambiente-scende-piazza-contro-gli-ogm-55194.html Tue, 01 Apr 2014 17:30:01 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2014/04/italianoogm-legambiente-scende-in-piazza-contro-gli-ogm/ Legambiente e altre associazioni hanno lanciato la campagna #ItaliaNOogm per impedire l'utilizzo di organismi geneticamente modificati a scopo alimentare. Nelle piazze sarà proposto un referendum per decidere sulla questione

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Legambiente e altre associazioni hanno lanciato la campagna #ItaliaNOogm per impedire l’utilizzo di organismi geneticamente modificati a scopo alimentare. Nelle piazze sarà proposto un referendum per decidere sulla questione

Da domani Legambiente, che ha lanciato l’allarme sulla qualità dell’aria di Roma, e altre associazioni dei più disparati campi (ambiente, agricoltura, cooperative e organizzazioni in difesa dei consumatori) si recheranno nelle piazze italiane per la mobilitazione #ItaliaNOogm per dire no all’utilizzo di organismi geneticamente modificati a scopo alimentare.

Il prossimo 9 aprile il Tar del Lazio deciderà se è lecita la coltivazione di mais OGM MON810, bandita da un decreto interministeriale. Se la sentenza fosse favorevole, sottolinea Legambiente, “si rischierebbe di aprire la strada in tutta Italia a semine incontrollate di colture geneticamente modificate, con ripercussioni anche sul cibo che mettiamo in tavola ogni giorno”. Nel frattempo in Canada si stanno sperimentando dei pomodori dal pigmento viola che potrebbero essere utili contro il cancro.

Sei pro o contro gli OGM?

La mattina di domani 2 aprile le associazioni aderenti a #ItaliaNOogm parteciperanno all’incontro “Verso Expo 2015 – Nutrire il pianeta senza OGM”, presso il Castello Sforzesco di Milano. Il 5 aprile saranno invece piazzati degli stand nelle piazze italiane per informare “i cittadini sul rischio che corrono in questi giorni le produzioni agricole e il cibo made in Italy”. In quest’occasione sarà chiesto ai cittadini di partecipare a un referendum per prendere posizione sulla possibilità di utilizzare organismi geneticamente modificati in agricoltura o meno.

“Invadiamo la Rete per far capire chiaramente al governo che vogliamo un’Italia libera da OGM, la tutela dei nostri prodotti di qualità, dei semi autoctoni e della biodiversità – ha dichiarato Rossella Muroni, direttrice generale di Legambiente – Con #italiaNOogm postiamo sui social network Facebook, Twitter e Instagram le immagini dei nostri piatti preferiti, delle ricette tipiche, dei prodotti che amiamo”.

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Ogm sì, Ogm no: votate! https://www.datamanager.it/news/ogm-s-ogm-no-votate-43556.html Thu, 17 Jan 2013 11:26:18 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/01/ogm-si-ogm-no-votate/ Volete prodotti biologici senza organismi modificati geneticamente? E' il momento di dirlo

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Volete prodotti biologici senza organismi modificati geneticamente? E’ il momento di dirlo

Per esprimere la propria opinione sul tema c’è tempo fino 15 aprile su questo sito.

La Commissione europea ha deciso infatti di chiedere ai 500 milioni di cittadini europei se i prodotti biologici in Europa devono essere Ogm free, o più precisamente se “la presenza accidentale di Ogm da indicare sull’etichetta deve essere inferiore a quella dei prodotti tradizionali” e comunque, se “sono disposti a pagare di più in cambio dell’abbassamento della soglia di Ogm da indicare sulle etichette”. 

L’Italia è particolarmente interessata all’iniziativa poiché è al secondo posto tra gli Stati membri per terreni dedicati all’agricoltura biologica.

Un referedum sul futuro del biologico in Europa

Con queste e altre domande Bruxelles vuole conoscere l’opinione dei consumatori europei. L’obiettivo è importante: alimentare la riflessione in vista del varo entro la fine dell’anno da parte della Commissione Ue, sia di un nuovo piano d’azione europeo per rilanciare il settore, sia di nuove proposte di regolamento per un rinnovato quadro politico e giuridico per l’agricoltura biologica in Europa.

Con le leggi attualmente in vigore per tutti i tipi di produzione agricola non è necessario indicare l’eventuale presenza di Ogm sull’etichetta se costituiscono meno dello 0,9% del prodotto. Il commissario Ue all’agricoltura Dacian Ciolos ha detto: “Questo è un buon momento per sottolineare il nostro impegno verso i più alti standard per la produzione biologica e rivedere le nostre regole, dove necessario,  per creare le migliori condizioni possibili per favorire lo sviluppo della produzione biologica in Europa”.  

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Parte oggi l’ultimo Referendum di Facebook https://www.datamanager.it/news/parte-oggi-l-ultimo-referendum-di-facebook-42713.html Wed, 05 Dec 2012 16:31:15 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2012/12/parte-oggi-lultimo-referendum-di-facebook/ A partire da oggi Facebook decide sul sistema di votazione per il cambiamento delle policy sui dati personali. Solo il 30% di risposte sfavorevoli potrebbe impedire l'abbandono dell'attuale metodo

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A partire da oggi Facebook decide sul sistema di votazione per il cambiamento delle policy sui dati personali. Solo il 30% di risposte sfavorevoli potrebbe impedire l’abbandono dell’attuale metodo

Per una settimana gli utenti di Facebook sono chiamati a decidere, per l’ultima volta, se sono favorevoli al cambiamento delle policy in materia di dati personali oltre che allo Statement of Rights and Responsibilities (SRR) del social network.

Facebook: il voto così non funziona

Il social di Zukerberg ha già da tempo deciso di cambiare il sistema di votazione, perché ritiene quello attuale poco efficace e dispersivo, sostituendolo “con un sistema che ci consenta di coinvolgere maggiormente gli utenti e di ottenere commenti più pertinenti” come ha  spiegato Elliot Schrage, Vice President, Communications, Public Policy and Marketing di Facebook. Per salvare l’attuale sistema sarebbe necessario che rispondesse il 30% dell’intero popolo del social network, cosa che appare poco probabile. 

“Il riconoscimento facciale è illegale”

Intanto in Irlanda il gruppo “Europe vs Facebook” è riuscito a raccogliere il denaro per intentare causa all’Irish Data Protection Authority’s. Il garante della privacy irlandese si era prima dichiarato contrario al riconoscimento facciale sul social salvo tornare sui suoi passi, cosa che ha fatto indispettire gli attivisti.

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