ricorso – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Tue, 07 Nov 2017 15:53:47 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png ricorso – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Apple vs Samsung: respinto il ricorso dell’azienda coreana https://www.datamanager.it/2017/11/apple-vs-samsung-respinto-ricorso-dellazienda-coreana/ Tue, 07 Nov 2017 17:59:14 +0000 http://www.datamanager.it/?p=134533 Samsung ha perso il ricorso per annullare la multa da 120 milioni per violazione di alcuni brevetti in favore di Apple Si è concluso l’ultimo atto della pluriennale battaglia legale tra Apple e Samsung sul tema dei brevetti. La Corte Suprema degli Stati Uniti ha respinto il ricorso dell’azienda coreana per chiedere l’annullamento della multa […]

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Samsung ha perso il ricorso per annullare la multa da 120 milioni per violazione di alcuni brevetti in favore di Apple

Si è concluso l’ultimo atto della pluriennale battaglia legale tra Apple e Samsung sul tema dei brevetti. La Corte Suprema degli Stati Uniti ha respinto il ricorso dell’azienda coreana per chiedere l’annullamento della multa da 120 milioni di dollari da lei subita. La decisione non è stata motivata dai giudici e per il colosso asiatico dell’elettronica, che sta affrontando la carcerazione del suo futuro leader e le inaspettate dimissioni del CEO, si tratta di un problema non da poco dal punto di vista finanziario.

Lo scontro tra Apple e Samsung è iniziato ormai molti anni fa e tra botte e risposte alla fine sembra sia riuscita a spuntarla la Mela. L’azienda di Cupertino aveva infatti ottenuto un risarcimento da 399 milioni di dollari, ridotto poi a 290 milioni e successivamente a 120 milioni. La questione riguardava tre brevetti relativi alle tecnologie “quick link”, “slide to unlock” e al correttore automatico. L’anno scorso però Samsung aveva ottenuto dalla Corte Suprema una revisione della sentenza ma tutto alla fine si è risolto con un nulla di fatto. La tenzone tra le due aziende nelle aule di tribunale non si conclude comunque qui. A maggio è previsto un nuovo processo per stabilire un eventuale ulteriore risarcimento in favore di Apple, che in questi giorni è stata attacca proprio da Samsung con un spot di carattere comparativo piuttosto irriverente.

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Class action contro Trenord, Tribunale Milano rigetta l’azione, Altroconsumo ricorre in Appello https://www.datamanager.it/2016/02/class-action-trenord-tribunale-milano-rigetta-lazione-altroconsumo-ricorre-appello/ Mon, 01 Feb 2016 13:16:19 +0000 http://www.datamanager.it/?p=93590 Diritti dei pendolari calpestati ancora una volta, ignorate le istanze dei 6.136 aderenti all’azione risarcitoria per i disagi e i danni subiti nel dicembre 2012 Il collegio del Tribunale di Milano ha rigettato la class action di Altroconsumo e altre organizzazioni di consumatori contro Trenord per i disagi e i danni subiti nel dicembre 2012. […]

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Diritti dei pendolari calpestati ancora una volta, ignorate le istanze dei 6.136 aderenti all’azione risarcitoria per i disagi e i danni subiti nel dicembre 2012

Il collegio del Tribunale di Milano ha rigettato la class action di Altroconsumo e altre organizzazioni di consumatori contro Trenord per i disagi e i danni subiti nel dicembre 2012.

Altroconsumo prepara in queste ore il ricorso in Appello, per portare avanti la battaglia sino in fondo, in nome della tutela dei diritti e degli interessi dei viaggiatori, calpestati nella paralisi del trasporto ferroviario lombardo del dicembre di tre anni fa.

L’ordinanza riconosce il diritto dei pendolari ad essere risarciti, conferma che i disservizi e ritardi ci sono stati; ritiene che l’indennizzo automatico offerto da Trenord – il 25% del costo dell’abbonamento mensile – sia sufficiente a coprire questo tipo di disagi (“pregiudizi generalizzati e omogenei”); per Altroconsumo e le migliaia di pendolari coinvolti tali indennizzi sono inadeguati a compensare i disagi, le assenze da lavoro, i danni anche patrimoniali subìti in quei giorni di caos, neve e inefficienza nella gestione dei disservizi e del blocco del trasporto su rotaie da parte di Trenord: l’organizzazione di consumatori chiede un indennizzo per tutti gli aderenti alla class action del valore pari a quattro mensilità dell’abbonamento alla tratta utilizzata.

“Ordinanza incomprensibile, con evidente volontà di non lasciar spazio all’istituto giuridico della class action in Italia. Altroconsumo prosegue inarrestabile, ora si va in Appello” commenta Marco Pierani, responsabile relazioni esterne Altroconsumo.

In quindici giorni da incubo, gravissimi i disagi subiti dagli utenti Trenord: il sistema di trasporto su rotaie in tilt, treni cancellati, sovraffollati, corse dirottate, ritardi, mancanza di informazioni. Una catena di avvenimenti che seppellì i diritti-base dell’utenza ferroviaria, gettando circa 700mila pendolari lombardi nel caos.

Nel 2014 Altroconsumo aveva depositato presso la cancelleria del Tribunale di Milano le adesioni formali all’azione: 6.136 gli utenti ferroviari aderenti; nel maggio dello stesso anno il giudice del Tribunale aveva definito gli assi di azione della class action.

Nell’ultima udienza contro Trenord, ottobre 2015, il Collegio del Tribunale di Milano si era riservato di decidere. Ora il rigetto.
Altroconsumo continua a sostenere l’azione risarcitoria e prepara interventi e mobilitazioni.

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Piano numerazione dei canali: respinto il ricorso di Agcom ed Mtv https://www.datamanager.it/2014/09/piano-numerazione-dei-canali-respinto-ricorso-agcom-ed-mtv/ Wed, 10 Sep 2014 14:47:41 +0000 http://www.datamanager.it/?p=60547 Il Consiglio di Stato ha bocciato il ricorso di Mtv Italia e Agcom in merito al nuovo piano di numerazione dei canali (Lcn) dal 7 al 9 Continua la guerra sulla numerazione dei canali dopo l’avvento del digitale terrestre. Oggi è arrivata una piccola vittoria per le emittenti locali dopo che il Consiglio di Stato ha […]

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Il Consiglio di Stato ha bocciato il ricorso di Mtv Italia e Agcom in merito al nuovo piano di numerazione dei canali (Lcn) dal 7 al 9

Continua la guerra sulla numerazione dei canali dopo l’avvento del digitale terrestre. Oggi è arrivata una piccola vittoria per le emittenti locali dopo che il Consiglio di Stato ha respinto i ricorsi presentati da Agcom, ministero dello Sviluppo economico e Mtv Italia in merito all’annullamento della delibera dell’autorità garante delle telecomunicazioni sulla nuova numerazione dei canali.

Il conflitto è iniziato nel 2010 quando l’Agcom, che recentemente ha rilasciato i dati sulle prestazioni della rete mobile in Italia, ha approvato il piano di numerazione automatica dei canali Lcn (Logical channel numbering). Il provvedimento assegnava i canali dall’1 al 9 ai canali generalisti ex analogici e quelli dal 10 al 19 alle emittenti locali. Due anni dopo il Consiglio di Stato ha annullato la delibera e dopo vari ricorsi ha sospeso l’annullamento in attesa di un nuovo piano. Nel 2013 L’Agcom ha confermato l’assegnazione del tasto 7 a La7 e ad Mtv e Deejay TV rispettivamente i bottoni 8 e 9. A dicembre dello scorso anno il Consiglio di Stato ha nuovamente annullato la delibera dopo le proteste delle emittenti locali che contestavano il carattere generalista dei due canali musicali.

Le reazioni alla sentenza in attesa di un nuovo piano di numerazione dei canali

Il Consiglio di Stato ha sentenziato che il commissario ad acta scelto per decidere un nuovo piano di numerazione deve “riprendere il suo corso in riferimento alla valutazione, ora per allora, dell’assegnazione dei canali 7, 8 e 9 ai canali ex analogici generalisti”. Inoltre, si ribadisce che la numerazione dei canali “non può tenere contro delle preferenze e delle abitudini” degli utenti.

“Siamo sereni e fiduciosi che questa situazione si risolverà presto e nel migliore dei modi. – ha detto Andrea Castellari, AD di Viacom International Media Networks Italia – Il nostro Paese è sempre molto complicato, ma auspichiamo un esito che ci dia la possibilità di continuare ad investire e ad espandere il nostro business in Italia a tutela dei nostri utenti”.

Grande soddisfazione invece dalle emittenti locali. In un comunicato il gruppo Norba sottolinea come il Consiglio di Stato abbia confermato “per l’ennesima volta la fondatezza dell’interesse di Telenorba, e più in generale delle Tv locali, a vedere approvato un primo Piano Lcn che stabilisca l’ordine dei canali sulla base delle abitudini e preferenze degli utenti nel sistema analogico e che escluda dai primi 9 canali del telecomando (ed in favore delle tv locali) le emittenti nazionali che, al momento del passaggio al digitale, non erano generaliste”.

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Ue: ultimatum a Google che intanto fa ricorso contro la multa in Francia https://www.datamanager.it/news/ue-ultimatum-google-che-intanto-fa-ricorso-contro-la-multa-francia-52837.html Thu, 16 Jan 2014 13:17:31 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2014/01/ue-ultimatum-a-google-che-intanto-fa-ricorso-contro-la-multa-in-francia/ L'Unione Europea aspetta la risposta di Google in merito all'accusa di posizione dominante nelle ricerche. Intanto Big G fa ricorso contro la multa inflitta in Francia per violazione della privacy

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L’Unione Europea aspetta la risposta di Google in merito all’accusa di posizione dominante nelle ricerche. Intanto Big G fa ricorso contro la multa inflitta in Francia per violazione della privacy

C’è aria di tempesta per Google in Europa. Il commissario antitrust europeo Joaquin Almunia ha dato a Big G una settimana per modificare l’ultima proposta per risolvere la questione dell’abuso di posizione dominante nelle ricerche. A dicembre Almunia aveva affermato che il documento inviato da Mountain View non aveva eliminato “le preoccupazioni sulla concorrenza”.

Oggi il commissario, che in precedenza si era detto ottimista sulla questione, ha inoltre ribadito che non intende aspettare un altro anno per trovare un’intesa. In caso contrario, per Google si prospetta una multa pari al 10% del fatturato.

Google fa ricorso contro la multa in Francia

In attesa di risolvere la diatriba con l’Unione Europea, Google ha deciso di fare ricorso contro la multa di 150mila euro inflitta in Francia dalla Commission Nationale de l’Informatique et des Libertés (CNIL) per violazione della privacy. Attualmente altri 14 Garanti europei attendono risposte da Big G sull’argomento.

La decisione di Google di fare ricorso in appello per 150mila euro, quando il fatturato nel Q3 2013 è stato di 14.89 miliardi di dollari, può sembrare ridicolo ma evidentemente i vertici di Google temono che un precedente simile possa spingere altri Paesi a sanzionarli.

Intanto gli avvocati del colosso di Mountain View sono impegnati a ricorrere in appello contro la Francia, che insieme alla Spagna è stato uno dei primi Paesi ad avere presentato il conto al termine delle indagini per violazione della privacy. La Commission Nationale de l’Informatique et des Libertés (CNIL) ha infatti comminato a Google una multa di 150mila euro perché l’aggiornamento della policy avvenuto a marzo 2012 ha unificato la gestione dei dati personali di tutti i servizi online raggruppando le informazioni e consentendo al colosso statunitense di usarle per scopi diversi rispetto ai motivi della loro raccolta.
Il fatto che Google abbia deciso di ricorrere in appello fa sorridere: benché 150mila euro sia l’ammenda massima prevista dall’ordinamento francese, per un’azienda delle proporzioni di Google equivale a una mancetta da niente. E forse il ricorso potrebbe costargli di più. Va bene le questioni di principio, ma talvolta è più elegante lasciar correre.

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Google: la Corte di Cassazione chiude il caso Vividown https://www.datamanager.it/news/google-la-corte-di-cassazione-chiude-il-caso-vividown-52419.html Wed, 18 Dec 2013 10:41:45 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/12/google-la-corte-di-cassazione-chiude-il-caso-vividown/ La Suprema Corte ha assolto definitivamente i manager di Google coinvolti nel caso del video di violenze su un ragazzo con Sindrome di Down del 2006

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La Suprema Corte ha assolto definitivamente i manager di Google coinvolti nel caso del video di violenze su un ragazzo con Sindrome di Down del 2006

La Terza sezione penale della Cassazione ha respinto il ricorso della Procura di Milano confermando di fatto l’assoluzione dei tre manager di Google coinvolti nel caso vividown. Tra circa un mese la Suprema Corte renderà note le motivazioni del verdetto. Il caso sarebbe caduto comunque in prescrizione il prossimo 8 marzo.

Il caso Vividown

Nel 2006 su Google Video, sostituito poi da YouTube, era apparso un video di violenze su un giovane alunno di una scuola di Torino affetto da Sindrome di Down, che pare possa essere curata attraverso l’uso di un antidepressivo. Nel 2010 il Tribunale di Milano aveva condannato a 6 mesi di reclusione tre manager di Google (David Drummond, George Reyes e Peter Fleischer) per non aver rimosso per tempo il filmato offensivo. Nel dicembre del 2012 il processo d’appello aveva ribaltato la sentenza affermando che “il fatto non sussiste”.

Ora con la decisione della Cassazione il caso si chiude definitivamente con la conferma che secondo la legge i provider non possono selezionare preventivamente i contenuti caricati sulle proprie piattaforme.

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Sanzione Agcom: TI Media annuncia immediato ricorso https://www.datamanager.it/news/sanzione-agcom-ti-media-annuncia-immediato-ricorso-43759.html Thu, 24 Jan 2013 20:00:11 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/01/sanzione-agcom-ti-media-annuncia-immediato-ricorso/ Telecom Italia Media è stata sanzionata da Agcom per l'eccessiva esposizione sulle sue emittenti televisive di alcuni esponenti politici a sfavore dei membri di PD e Pdl. Di seguito la nota integrale emessa dalla societàche reputa le motivazioni della sanzione "incoerenti e contraddittorie"

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Telecom Italia Media è stata sanzionata da Agcom per l’eccessiva esposizione sulle sue emittenti televisive di alcuni esponenti politici a sfavore dei membri di PD e Pdl. Di seguito la nota integrale emessa dalla societàche reputa le motivazioni della sanzione “incoerenti e contraddittorie”

Con riferimento alla sanzione notificata ieri dall’Agcom, Telecom Italia Media, editore di La7 e MTV, annuncia immediato ricorso con richiesta di sospensiva trattandosi, a suo giudizio, di un provvedimento incostituzionale, incoerente e contraddittorio.

La sanzione, infatti, trasla sui telegiornali le regole “matematiche” della comunicazione politica al fine di costringere il TGLa7 a forzare le notizie su soggetti politici ormai confluiti in nuove liste o coalizzati con i soggetti di cui è contestata la sovraesposizione. Di fatto, paradossalmente, si rileva quindi la contemporanea sovraesposizione e la sottoesposizione dei medesimi soggetti e/o coalizioni.

Ciò si traduce in una illegittima compressione del diritto delle emittenti La7 e di MTV a fornire una informazione libera, corretta e completa. Inoltre, i dati incoerenti su cui si basano le sanzioni e gli ordini di riequilibrio, dimostrano, essi stessi, il rispetto del pluralismo informativo e l’accesso all’informazione a tutti i soggetti sempre garantito dalla testata.

TI Media ritiene che l’Authority sia incorsa in una erronea interpretazione della legge sulla par condicio ledendo la libertà delle testate giornalistiche e delle redazioni di fare scelte editoriali in coerenza con l’esigenza di informare l’opinione pubblica.

Le emittenti del Gruppo TI Media assicurano, come è nella loro riconosciuta vocazione editoriale, e come è del tutto evidente attraverso un palinsesto che nell’intera giornata offre programmi e spazi dedicati all’informazione molto più ampi rispetto alle altre reti generaliste, l’equilibrio nella rappresentazione dei vari schieramenti politici.

Peraltro, ad ulteriore conferma di questa strategia e di questo indirizzo è opportuno evidenziare come TI Media sia particolarmente attiva e aperta all’utilizzo dei più innovativi strumenti legati alla campagna elettorale in corso. Proprio in questi giorni, infatti, sono state lanciate due importanti iniziative, una con La7 denominata “Google Elezioni 2013” che favorirà il dibattito politico, aperto a tutti sul web con la partecipazione dei cittadini e l’altra con MTV denominata “IOVOTO” con lo scopo di avvicinare i giovani alla politica attraverso un coinvolgimento attivo.

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Assoprovider contro il sequestro preventivo Vajont https://www.datamanager.it/news/portale/assoprovider-contro-il-sequestro-preventivo-vajont Tue, 28 Feb 2012 08:12:52 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2012/02/assoprovider-contro-il-sequestro-preventivo-vajont/ I provider italiani aderenti ad Assoprovider-Confcommercio hanno depositato un Ricorso contro il provvedimento di blocco degli IP che si dirigono verso il portale Vajont.info, da adottare verso tutti i cittadini italiani, conseguente alla chiusura dello stesso portale internet

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I provider italiani aderenti ad Assoprovider-Confcommercio hanno depositato, attraverso l’avv Fulvio Sarzana di S.Ippolito, al Tribunale della Libertà ( Riesame) di Belluno un Ricorso contro il provvedimento di blocco degli IP che si dirigono verso il portale Vajont.info, da adottare verso tutti i cittadini italiani, conseguente alla chiusura dello stesso portale internet.

Il sequestro preventivo del portale dedicato alla tragedia del Vajont operato dal GIP di Belluno Aldo Giancotti dopo una querela presentata dall’On Maurizio Paniz, che si era sentito diffamato dal sito ed in particolare da una frase sarcastica diretta anche contro l’On. Domenico Scilipoti, era stato esteso anche a 226 provider italiani perchè bloccassero qualsiasi accesso presente e futuro al portale e qualsiasi registrazione operata anche in futuro dal titolare del sito, un Bellunese di 54 anni.

Il decreto del GIP parrebbe costituire il primo esempio in Italia in occasione di una presunta diffamazione, di un ordine che in futuro potrebbe inibire attraverso i provider italiani l’accesso a blog, siti internet, portali informativi, ai cittadini italiani, limitando considerevolmente il pluralismo informativo garantito dalla rete internet e i diritti di libera espressione previsti dalla nostra Costituzione. Non si conoscono allo stato le intenzioni del titolare del portale che però in precedenti dichiarazioni rilasciate ad organi di stampa avrebbe manifestato anch’egli l’intenzione di proporre il Riesame al Tribunale di Belluno.

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