robotica – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Thu, 02 Jul 2026 10:26:01 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png robotica – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 LG crea il Robotics Business Center per accelerare la strategia sulla Physical AI https://www.datamanager.it/2026/07/lg-crea-il-robotics-business-center-per-accelerare-la-strategia-sulla-physical-ai/ Mon, 13 Jul 2026 08:12:17 +0000 https://www.datamanager.it/?p=253881 La robotica diventa sempre più centrale nella strategia di LG Electronics. L’azienda sudcoreana ha annunciato la nascita del Robotics Business Center, una nuova struttura organizzativa che avrà il compito di accelerare lo sviluppo del business legato alla robotica e alla Physical AI, integrando competenze che spaziano dalla ricerca e sviluppo alla produzione, fino alle attività […]

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La robotica diventa sempre più centrale nella strategia di LG Electronics. L’azienda sudcoreana ha annunciato la nascita del Robotics Business Center, una nuova struttura organizzativa che avrà il compito di accelerare lo sviluppo del business legato alla robotica e alla Physical AI, integrando competenze che spaziano dalla ricerca e sviluppo alla produzione, fino alle attività commerciali e operative.

Il nuovo centro, operativo dal 1° luglio 2026 e alle dirette dipendenze del CEO Lyu Jae-cheol, rappresenta un cambiamento organizzativo significativo: anticipa infatti di quattro mesi la tradizionale riorganizzazione annuale dell’azienda, a conferma del ruolo strategico che LG attribuisce oggi alla robotica intelligente.

Un’organizzazione end-to-end per il business della robotica

Il Robotics Business Center nasce come una struttura end-to-end, progettata per gestire l’intera filiera della robotica, dallo sviluppo del business fino alle vendite, alla supply chain e alle operations.

A guidare la nuova organizzazione sarà Song Si-yong, manager con una lunga esperienza nell’LG Production Engineering Research Institute.

L’obiettivo dichiarato è ridurre il time-to-market delle nuove soluzioni robotiche, consolidare le competenze tecnologiche interne e migliorare la competitività dell’azienda in un mercato destinato a crescere rapidamente nei prossimi anni.

La data factory come asset strategico

Uno degli elementi più interessanti della nuova organizzazione riguarda la creazione di una divisione dedicata alla data factory, destinata a raccogliere e generare dati di elevata qualità per l’addestramento dei robot e dei modelli di intelligenza artificiale.

Secondo LG, i dati prodotti alimenteranno l’evoluzione del proprio Robot Foundation Model (RFM), modello AI sviluppato per supportare le future applicazioni robotiche.

L’azienda sta inoltre realizzando una data factory su larga scala presso il campus R&D di Yangjae, a Seul, la cui entrata in funzione è prevista entro la fine del 2026.

Per il settore ICT si tratta di un segnale importante: nella robotica avanzata il vantaggio competitivo non dipende più soltanto dall’hardware, ma anche dalla disponibilità di dati di qualità e dalla capacità di addestrare modelli AI sempre più sofisticati.

Una governance integrata per la Physical AI

Il Robotics Business Center avrà anche il compito di coordinare le competenze distribuite all’interno del Gruppo LG attraverso la strategia “One LG Solution”.

L’iniziativa punta a mettere a sistema le tecnologie sviluppate dalle diverse società del gruppo, tra cui LG CNS e LG AI Research, favorendo allo stesso tempo nuove collaborazioni con partner tecnologici internazionali.

L’obiettivo è accelerare l’innovazione riducendo i tempi decisionali e aumentando la capacità di sviluppare internamente tecnologie considerate strategiche.

Robotica per industria, servizi e consumer

La strategia di LG non si limita al mercato consumer. Il nuovo Robotics Business Center coordinerà infatti lo sviluppo di un’offerta che comprende applicazioni residenziali, commerciali e industriali, facendo leva sulle competenze già presenti nel gruppo.

L’ecosistema include i robot domestici sviluppati direttamente da LG, le soluzioni di robotica industriale di Robostar e l’esperienza di Bear Robotics nella robotica di servizio.

L’obiettivo è costruire una piattaforma integrata capace di coprire l’intera catena del valore, dai robot ai componenti chiave, fino alla gestione dei dati e delle piattaforme software.

Produzione interna degli attuatori

Tra le iniziative annunciate rientra anche l’avvio della produzione interna degli attuatori, componenti fondamentali per il movimento dei robot.

LG punta a valorizzare oltre sessant’anni di esperienza nello sviluppo di motori e sistemi di movimentazione, rafforzando il controllo sulla supply chain e sulle tecnologie considerate strategiche per le future applicazioni di Physical AI.

L’integrazione tra hardware proprietario, modelli AI, raccolta dati e capacità produttive rappresenta uno degli elementi distintivi della strategia con cui il gruppo intende posizionarsi come fornitore completo di soluzioni robotiche nei prossimi anni.

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La robotica nel Programma Nazionale per la Ricerca https://www.datamanager.it/2021/07/la-robotica-nel-programma-nazionale-per-la-ricerca/ Thu, 08 Jul 2021 13:30:09 +0000 https://www.datamanager.it/?p=211056 Trasferimento tecnologico e internazionalizzazione. Il PNR fissa le priorità e sottolinea l’importanza della robotica e dell’AI applicate alle città, alla sanità, alla sostenibilità e alla digitalizzazione della PA Nel 2020, il MIUR aveva indetto una consultazione su un documento di lavoro per la definizione del Programma Nazionale per la Ricerca (PNR) 2021-2027: in questo, sono […]

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Trasferimento tecnologico e internazionalizzazione. Il PNR fissa le priorità e sottolinea l’importanza della robotica e dell’AI applicate alle città, alla sanità, alla sostenibilità e alla digitalizzazione della PA

Nel 2020, il MIUR aveva indetto una consultazione su un documento di lavoro per la definizione del Programma Nazionale per la Ricerca (PNR) 2021-2027: in questo, sono state indicate le linee guida su cui sarà impostata la ricerca nazionale per i prossimi 7 anni. Le consultazioni non sono state limitate al mondo accademico e della ricerca, infatti hanno coinvolto diversi stakeholder: le autorità nazionali, regionali e locali, le imprese, le associazioni di categoria e le organizzazioni sindacali, le fondazioni, le organizzazioni della società civile e senza finalità di lucro e anche i singoli cittadini stessi hanno potuto parteciparvi.

Il PNR risultante ha individuato i diversi ambiti di ricerca e innovazione su cui puntare, descrivendo inoltre le criticità della ricerca in Italia. Tra le priorità: il trasferimento di conoscenza tra il mondo della ricerca e quello produttivo, e una maggiore internazionalizzazione della ricerca italiana. Il PNR italiano si allinea con il Programma Horizon Europe, che mira alla creazione di un Green Deal europeo che assicuri all’Europa un’impronta ambientale neutra entro il 2050.


#Ricerca Implementazione e internazionalizzazione tra le priorità del #PNR – @Veruggio
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Fra le tecnologie su cui puntare, il Piano sottolinea l’importanza della robotica e dell’intelligenza artificiale applicate, soprattutto all’innovazione delle città, alla sanità, alla sostenibilità e alla digitalizzazione avanzata dell’amministrazione. In particolare, saranno privilegiate:

  • la robotica in ambienti ostili e non strutturati, cioè robot che permettano all’operatore di lavorare a distanza. Questi robot potranno essere applicati in ogni ambiente, tra cui sanità di emergenza;
  • la robotica per l’industria 4.0. Fabbriche sempre più smart potranno impiegare robot collaborativi in grado di operare in sicurezza al fianco degli operatori umani. L’integrazione con la prototipazione rapida e la stampa 3D potranno innovare l’artigianato, aggiungendo “intelligenza” ai prodotti di design sofisticati tipici delle PMI italiane;
  • la robotica per l’ispezione e la manutenzione di infrastrutture industriali e civili, per il monitoraggio di reti elettriche, acquedotti, dighe, viadotti, gallerie, metropolitane, reti ferroviarie ma anche beni culturali ed edifici storici;
  • la robotica per il settore agroalimentare, un settore che contribuisce all’11% del PIL, per favorirne l’innovazione e lo sviluppo sostenibile;
  • la robotica per la salute, per migliorare gli screening, espandere la robotica chirurgica, la robotica per la riabilitazione, la telepresenza.
  • la robotica per la mobilità e i veicoli autonomi, finalizzata a cambiare il modello del trasporto individuale basato non più sulla proprietà di veicoli a combustione interna ma sull’impiego di sistemi di trasporto pubblico personalizzato mediante veicoli a guida autonoma.

Tra le azioni principali, il piano per la robotica prevede: 1) la creazione di un Istituto Nazionale di Robotica e Macchine Intelligenti, con una o più sedi locali sul modello dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare; 2) la creazione di un Dottorato nazionale in robotica, caratterizzato da un’impronta interdisciplinare e internazionale e un forte collegamento con Industria 4.0; 3) la definizione di un Programma Quadro Strategico sulla Robotica per la Società, che rafforzi la collaborazione tra tutti gli attori e “crei un ecosistema virtuoso per accelerare la transizione verso una società sempre più produttiva, sostenibile, responsabile, sicura, resiliente, equa e inclusiva, grazie alla promozione e alla diffusione delle tecnologie”.


Gianmarco Veruggio scienziato robotico – www.veruggio.it

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Emergenza Covid-19, la robotica scende in campo https://www.datamanager.it/2020/05/emergenza-covid-19-la-robotica-scende-in-campo/ Tue, 12 May 2020 13:30:32 +0000 http://www.datamanager.it/?p=199300 Dai robot per la telepresenza e la telemedicina ai laboratori che fanno i test sui tamponi raccolti. L’utilizzo di robot e macchine intelligenti per contrastare l’emergenza. In vista della ripresa, occorre una riflessione per comprendere e valutare i rischi connessi In una situazione drammatica come quella di questi giorni, sono sorte molte iniziative nel campo […]

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Dai robot per la telepresenza e la telemedicina ai laboratori che fanno i test sui tamponi raccolti. L’utilizzo di robot e macchine intelligenti per contrastare l’emergenza. In vista della ripresa, occorre una riflessione per comprendere e valutare i rischi connessi

In una situazione drammatica come quella di questi giorni, sono sorte molte iniziative nel campo della robotica per aiutare i sanitari e tutti coloro che si stanno prodigando nelle diverse attività essenziali per fronteggiare l’emergenza Coronavirus. Data la gravità del problema e la necessità di mettere a disposizione strumenti utili in tempi brevissimi, la sfida non è quella di sviluppare i consueti progetti di ricerca avanzata di medio o lungo periodo, bensì adattare nel più breve tempo possibile quanto di disponibile vi è nei laboratori o nelle industrie a svolgere funzioni in grado di alleviare la fatica degli operatori in prima linea e le sofferenze dei pazienti. A tal proposito, l’associazione I-RIM ha attivato una condivisione di idee tra i propri membri e ha lanciato una raccolta informazioni sulle richieste e le esigenze di tutti coloro che devono affrontare l’epidemia. Sempre allo stesso proposito, il progetto europeo DIH-HERO (Digital Innovation Hub Healthcare Robotics) ha emesso un bando per esplorare quali siano le esigenze mediche più urgenti che la robotica può soddisfare con soluzioni esistenti e che possono essere implementate tempestivamente.

Un primo grande filone riguarda l’intervento nelle situazioni di isolamento o distanziamento sociale al fine di ridurre il rischio di contagio degli operatori sanitari. A tale scopo si stanno impiegando diversi robot per telepresenza e telemedicina, sostanzialmente dei robot mobili dotati di telecamera, schermo e strumenti diagnostici. La funzione principale è il telemonitoraggio dei pazienti, acquisendo e trasmettendo parametri vitali come pressione sanguigna, ossimetria, frequenza cardiaca e temperatura allo staff medico. Inoltre, questi robot possono mantenere il collegamento tra i sanitari e i pazienti in isolamento, e anche tra questi e parenti e amici, fornendo così anche un importante sostegno psicologico. All’interno delle strutture ospedaliere i robot mobili sono impiegati per distribuire nei reparti isolati cibo e farmaci e svolgere azioni di pulizia e disinfezione degli ambienti mediante raggi UV. Inoltre in varie città della Cina, i robot sono stati impiegati per le consegne porta a porta, nei quartieri che erano stati completamente isolati in quanto zone rosse.


#Robot contro #Covid19 – La necessità e l’urgenza non possono obliterare libertà e #privacy @Veruggio
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Uno dei vantaggi dei robot è che sono molto più facilmente sterilizzabili degli esseri umani, consentendo un notevole risparmio di tempo e di dispositivi di protezione individuale e limitando il rischio di contagio del personale. In Cina, nei focolai dell’epidemia, alcune classi di robot mobili originariamente impiegati per attività di sorveglianza e pattugliamento sono stati modificati per assistere le operazioni di controllo della popolazione. Questi robot sono stati dotati di strumenti a infrarossi per rilevare la temperatura delle persone fino a una certa distanza e di video camere ad alta risoluzione per il controllo sull’uso delle mascherine e sull’osservanza della quarantena. Tuttavia, occorre osservare che l’impiego generalizzato di tecnologie di controllo che permettono il tracciamento degli spostamenti, delle abitudini e dello stato di salute dei cittadini pongono rilevanti problemi di tipo etico, legale e sociale che riguardano non soltanto la privacy ma più in generale le possibili violazioni dei diritti umani.

Nonostante l’emergenza abbia inizialmente fatto passare in secondo piano la questione, nel futuro prossimo sarà indispensabile aprire una riflessione sui limiti da porre all’impiego delle tecnologie in grado di violare il diritto alla libertà personale dell’individuo.


Gianmarco Veruggio scienziato robotico – www.veruggio.it

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I-RIM, la risposta dei robotici italiani all’AI senza corpo https://www.datamanager.it/2019/11/i-rim-la-risposta-dei-robotici-italiani-allai-senza-corpo/ Thu, 14 Nov 2019 11:04:42 +0000 http://www.datamanager.it/?p=193134 Il nuovo Istituto di Robotica e Macchine Intelligenti, fondato a luglio di quest’anno dalla comunità dei robotici italiani, è la risposta della robotica all’ondata di interesse verso l’intelligenza artificiale “senza corpo” Il motto del neonato istituto è: «Diamo corpo all’intelligenza artificiale». A sottolinearlo, è il presidente di I-RIM, Antonio Bicchi, professore all’Università di Pisa e […]

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Il nuovo Istituto di Robotica e Macchine Intelligenti, fondato a luglio di quest’anno dalla comunità dei robotici italiani, è la risposta della robotica all’ondata di interesse verso l’intelligenza artificiale “senza corpo”

Il motto del neonato istituto è: «Diamo corpo all’intelligenza artificiale». A sottolinearlo, è il presidente di I-RIM, Antonio Bicchi, professore all’Università di Pisa e ricercatore senior dell’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova. Bicchi chiarisce che le tecnologie dell’interazione (IAT) o tecnologie di human-robot interaction – «si concentrano su quegli aspetti della intelligenza artificiale che mettono l’accento sulle azioni fisiche scambiate col mondo per capirne e migliorarne il comportamento. Sono quindi complementari alle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (ICT), che si occupano principalmente di raccogliere, trasmettere e analizzare dati». Sono in molti, infatti, a considerare che l’intelligenza non può semplicemente esistere nella forma di un algoritmo astratto, ma richiede una materializzazione in un corpo fisico. Infatti le tecnologie dell’interazione sono indispensabili, per esempio, ove sia richiesto un ausilio fisico alle persone anziane o disabili, la riduzione dei pericoli e della fatica nel lavoro, il miglioramento dei processi di produzione di beni materiali e la loro sostenibilità, la sicurezza, l’efficienza e la riduzione dell’impatto ambientale del trasporto delle persone e dei beni, il progresso delle tecniche diagnostiche e chirurgiche.

Ora che ormai i robot sono usciti dalla segregazione delle fabbriche e stanno entrando nelle nostre case, scuole, ospedali, gli sviluppi dell’AI permettono alle macchine autonome livelli di performance molto alti, dovuti alle aumentate capacità di apprendimento. Per questo, studiare come funzioni l’intelligenza in un “corpo” meccanico è importante per migliorarne l’impiego in attività che prevedono sempre maggiore interazione con gli umani, soprattutto umani che non necessariamente sono esperti di robotica, come gli utenti finali dei robot di servizio. La forma di I-RIM è quella di associazione nazionale non profit e gli obiettivi sono molteplici. Da un lato collaborare con altre aree della intelligenza artificiale e promuovere le eccellenze italiane nelle tecnologie dell’interazione. Dall’altro rappresentare i portatori di interesse accademici e industriali del settore, creando occasioni di incontro tra domanda e offerta di alta tecnologia su scala nazionale e internazionale.


#InternetOfRobots Il debutto di #IRIM al @MakerFaireRome @Veruggio @_I_RIM_
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«I-RIM vuole fare leva sulla grandissima forza della industria manifatturiera italiana e sulla eccellenza della nostra ricerca nella robotica e nelle macchine intelligenti per affiancarsi e fare sinergia con le organizzazioni delle ICT e raggiungere i comuni obiettivi di progresso sociale ed economico dell’intera società» – spiega Cecilia Laschi, docente presso l’Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e vice presidente di I-RIM. L’associazione è stata lanciata al pubblico in un grande evento multi-dimensionale di tre giorni che ha riunito tutta la comunità di chi fa ricerca e innovazione nel settore a Roma, dal 18 al 20 ottobre, nel corso della Maker Faire – The European Edition 2019. La prima conferenza italiana per la Robotica e le Macchine Intelligenti è stata un’importante occasione di confronto sul futuro della robotica collaborativa e le sfide dell’intelligenza artificiale, ma anche di matchmaking tra domanda e offerta di alta tecnologia. Inoltre i numerosissimi giovani spettatori della Maker Faire hanno potuto visitare l’area expo, dove università e centri di ricerca, ma anche start-up e scuole, hanno mostrato le loro realizzazioni.


Gianmarco Veruggio scienziato robotico – www.veruggio.it

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In Thailandia al via le Olimpiadi della robotica https://www.datamanager.it/2018/11/in-thailandia-al-via-le-olimpiadi-della-robotica/ Wed, 14 Nov 2018 16:48:50 +0000 http://www.datamanager.it/?p=178992 Anche alcuni team italiani alle finali delle Olimpiadi dei Robot che si terranno in Thailandia dal 16 al 18 novembre World Robot Olympiad Association con gli sponsor LEGO Education e Juniper Networks, leader nelle reti sicure, scalabili e automatizzate, annuncia che le finali di quest’anno avranno inizio venerdì 16 novembre a Chiang Mai, Thailandia. 484 team per […]

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Anche alcuni team italiani alle finali delle Olimpiadi dei Robot che si terranno in Thailandia dal 16 al 18 novembre

World Robot Olympiad Association con gli sponsor LEGO Education e Juniper Networks, leader nelle reti sicure, scalabili e automatizzate, annuncia che le finali di quest’anno avranno inizio venerdì 16 novembre a Chiang Mai, Thailandia. 484 team per un totale di oltre 1.200 giocatori provenienti da 63 paesi prenderanno parte alla rassegna gareggiando in otto categorie in base a età e attività da eseguire. I team dovranno dimostrare la loro capacità di problem solving e di innovazione utilizzando robot Lego progettati, costruiti e programmati da loro.

Il tema dell’evento 2018 attorno al quale sono basate alcune delle competizioni, è “Food Matters”. Le sfide sono note in anticipo così che i team possano definire il proprio approccio, ma all’inizio dei giochi sarà comunicata una regola a sorpresa che servirà a valutare la capacità di lavorare in squadra, pensare rapidamente e programmare senza aiuto hardware e software. Le squadre dovranno iniziare la competizione con i robot smontati e avranno un tempo limitato (oltre a vincoli dimensionali) per costruire il robot da zero, senza istruzioni o aiuti da parte di adulti.

Per seguire le finali e ricevere aggiornamenti giornalieri con foto e video è sufficiente seguire #WRO2018.

  • L’età dei partecipanti spazia da 6 a 25 anni
  • I robot devono essere costruiti usando solo gli elementi specificati – LEGO Mindstorms e LEGO Education WeDo 2.0 – in funzione della categoria.
  • In base all’esperienza degli anni passati, si prevede che le finali 2018 attireranno un migliaio di spettatori nei tre giorni della manifestazione.
  • La stagione 2018 è iniziata in gennaio e da allora si sono svolti turni eliminatori e finali in 70 Paesi. In totale 26.000 team hanno gareggiato in 444 tornei per conquistarsi un posto nelle finali.
  • Ogni team è composto da un allenatore e due-tre giocatori
  • Durante l’evento saranno assegnati diversi riconoscimenti tra i quali l’inaugurale “Juniper Networks’ Engineering Simplicity Honors Award” e il “LEGO Education Creativity Award”.

“La robotica è una fantastica piattaforma per portare gli studenti a interessarsi alle materie STEM. Nella velocissima società di oggi abbiamo bisogno di studenti capaci di pensare in modo creativo. WRO sfida gli studenti a presentare soluzioni creative a problemi complessi. Per emergere occorrono idee originali, che si differenzino da quelle degli altri concorrenti. A WRO 2018 regaleremo agli inventori e agli ingegneri di domani un’esperienza memorabile che aprirà loro nuove strade”. – Claus Ditlev Christensen, Secretary General at World Robot Olympiad Association Ltd.

“Qui non c’è solo gioco e divertimento, i concorrenti raggiungono standard decisamente alti di ingegneria dell’automazione per risolvere problemi reali. Juniper è da sempre un’appassionata sostenitrice degli studi STEM come driver creativo per le capacità delle nuove generazioni di cambiare le cose in meglio. In piena era della trasformazione digitale, questi giovani di talento saranno le avanguardie dell’automazione nel prosieguo degli studi e quando si affacceranno nel mondo del lavoro”. – Mike Marcellin, Chief Marketing Officer at Juniper Networks.

“LEGO Education è fiera di supportare le World Robot Olympiad perché sappiamo che questa memorabile esperienza ha un impatto duraturo sulle abilità e sulle ambizioni dei giovani studenti di tutto il mondo. Le competenze scientifiche, tecnologiche, ingegneristiche e matematiche insieme con le competenze trasferibili come il problem solving e la collaborazione che i giovani sviluppano con questa competizione li aiuterà ad avere successo anche nel mondo del lavoro”. – Camilla Bottke, Head of Afterschool and Competitions, LEGO Education.

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Robot con i muscoli? Dal Giappone pronti i progenitori dei cyborg https://www.datamanager.it/2018/06/robot-con-i-muscoli-dal-giappone-pronti-i-progenitori-dei-cyborg/ Fri, 01 Jun 2018 12:02:40 +0000 http://www.datamanager.it/?p=148762 In arrivo una generazione di robot dotata di muscoli “quasi” veri La realtà si avvicina sempre più alla fantascienza, in particolare a quell’idea di cyborg dotato di muscoli veri che finora abbiamo visto solo a cinema. A sviluppare questa futuristica generazione di robot sono i ricercatori dell’Università di Tokyo, che hanno creato dei robot dotati […]

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In arrivo una generazione di robot dotata di muscoli “quasi” veri

La realtà si avvicina sempre più alla fantascienza, in particolare a quell’idea di cyborg dotato di muscoli veri che finora abbiamo visto solo a cinema. A sviluppare questa futuristica generazione di robot sono i ricercatori dell’Università di Tokyo, che hanno creato dei robot dotati di muscoli quasi veri: Shoji Takeuchi e i suoi colleghi hanno infatti realizzato un tessuto muscolare artificiale perfettamente funzionante, partendo da cellule da cui derivano quelle di muscoli veri. A coppie antagoniste, questi muscoli sono stati innestati sullo scheletro di un robot bio-ibrido, formato da componenti elettroniche e biologiche, per imitare la meccanica di una vera articolazione.

Muscoli che non si deteriorano

I risultati così ottenuti sono incredibili: i muscoli hanno resistito a un lavoro continuo di oltre una settimana prima di dare segni di cedimento.
I ricercatori
nipponici hanno creato un’articolazione simile a un dito, formata da due ossa artificiali innestate una sull’altra, in grado di compiere una rotazione. In seguito è stata realizzata la muscolatura utilizzando fogli di idrogel contenente mioblasti, cellule muscolari embrionali da cui deriva il tessuto muscolare. Gli scienziati hanno quindi disposto speciali guide longitudinalmente alle strisce di idrogel, per favorire lo sviluppo della fibra muscolare nella direzione corretta. L’utilizzo di muscoli antagonisti comporta diversi benefici, tra la salute dello stesso tessuto muscolare e il fatto che non si deteriora facilmente. I cyborg sono già stati testati per diverse funzioni, come il trasporto di piccoli oggetti, ma secondo i ricercatori le applicazioni su larga scala non si vedranno prima di un decennio.

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IIT ed Ericsson: connettività 5G e robotica per le tecnologie del futuro https://www.datamanager.it/2018/06/iit-ed-ericsson-connettivita-5g-e-robotica-per-le-tecnologie-del-futuro/ Fri, 01 Jun 2018 10:12:15 +0000 http://www.datamanager.it/?p=148761 Ericsson e l’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) hanno siglato un accordo per svolgere attività di ricerca sull’utilizzo della rete mobile 5G per applicazioni di robotica. L’accordo di collaborazione scientifica, della durata di tre anni, darà il via alla sperimentazione di nuove soluzioni che spaziano dall’Internet of Things (IoT) all’applicazione di robot in ambito ospedaliero e […]

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Ericsson e l’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) hanno siglato un accordo per svolgere attività di ricerca sull’utilizzo della rete mobile 5G per applicazioni di robotica.

L’accordo di collaborazione scientifica, della durata di tre anni, darà il via alla sperimentazione di nuove soluzioni che spaziano dall’Internet of Things (IoT) all’applicazione di robot in ambito ospedaliero e biomedicale.

La collaborazione fra IIT ed Ericsson si basa sull’utilizzo di reti 5G per l’assistenza sanitaria remota per mezzo di dispositivi robotici, come ad esempio robot chirurgici o assistenti sanitari robotici controllati a distanza. Le sperimentazioni rientrano nel campo della robotica teranostica, che prevede diagnosi e terapia effettuate da remoto e mediate da dispositivi robotici. Per il funzionamento di queste tecnologie è necessaria una connettività avanzata, come quella 5G, che garantisce tempi di risposta immediati, maggiore velocità e capacità per il trasferimento dei dati e estrema affidabilità della rete mobile.

Secondo lo studio “From Healthcare to Homecare” dell’Ericsson ConsumerLab, la remotizzazione dell’assistenza sanitaria, l’aumento dei dati sanitari dei pazienti e l’incremento dell’uso dei dispositivi indossabili e dei trattamenti sanitari remoti renderanno il 5G essenziale per la fornitura di servizi affidabili e sicuri. La collaborazione IIT – Ericsson si sviluppa in questo contesto, per realizzare e testare dispostivi la cui implementazione, ad esempio nella pratica ospedaliera corrente, dipende strettamente dalla tipologia di infrastruttura di rete.

Inoltre, IIT ed Ericsson svilupperanno le tecnologie abilitanti per gli “smart environment”, caratterizzati dalla presenza di oggetti IoT. Il progetto prevede di spostare l’intelligenza dei dispositivi in cloud per ottimizzarne costi e consumi. Questo sarà possibile solo grazie a un’infrastruttura di rete adeguata e ad algoritmi in grado di elaborare grandi quantità di dati.

“Il compito di chi produce innovazione tecnologica è migliorare la vita delle persone partendo dalle loro necessità” – afferma Roberto Cingolani, Direttore Scientifico dell’IIT – “Grazie a una connettività stabile, affidabile, sicura e veloce, molte tecnologie robotiche con applicazione in campo biomedico, per ora utilizzate solo su piccola scala o in laboratorio, potranno essere disponibili a tutti” conclude Cingolani.

Da tempo IIT lavora alla creazione di sistemi robotici in grado di assistere e aumentare le capacità dell’utente grazie a nuovi meccanismi e all’ottimizzazione delle interfacce tra uomo e macchina. Le ricadute scientifiche riguardano settori come la chirurgia assistita da robot, la micromanipolazione, l’interazione uomo-robot, i sistemi di assistenza per disabili, le teleoperazioni e l’automazione.

“Ericsson e IIT hanno gettato le basi per la realizzazione di laboratori comuni e interconnessi sia presso la collina degli Erzelli, sia nei laboratori di Morego, dove stanno per essere sperimentate le nuove tecnologie 5G al servizio di soluzioni robotiche innovative. Ericsson promuove da sempre la realizzazione di un ecosistema integrato e all’avanguardia per favorire le eccellenze del territorio” – dichiara Alessandro Pane, Direttore Ricerca e Sviluppo di Ericsson in Italia – “Questo accordo conferma il ruolo della Ricerca e Sviluppo di Ericsson in Italia quale cerniera tra istituzioni, imprese e mondo scientifico, promuovendo la condivisione di esperienze e lo svolgimento di progetti comuni tra i vari stakeholder nazionali, con l’obiettivo di accelerare il processo di digitalizzazione del nostro Paese.”

 

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Robotica, ecco la prima mano hi-tech che sembra “quasi” vera https://www.datamanager.it/2018/05/robotica-ecco-la-prima-mano-hi-tech-che-sembra-quasi-vera/ Thu, 10 May 2018 14:15:14 +0000 http://www.datamanager.it/?p=147337 La mano bionica è in grado di piegare le dita e afferrare oggetti La protesi robotica sviluppata in Italia nel Rehab Technologies Lab è un gioiello hi-tech, capace di restituire le funzionalità di una vera mano con una precisione del 90%. Il laboratorio, nato nel dicembre 2013 dalla collaborazione tra l’Inail e l’Istituto italiano di […]

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La mano bionica è in grado di piegare le dita e afferrare oggetti

La protesi robotica sviluppata in Italia nel Rehab Technologies Lab è un gioiello hi-tech, capace di restituire le funzionalità di una vera mano con una precisione del 90%.
Il laboratorio, nato nel dicembre 2013 dalla collaborazione tra l’Inail e l’Istituto italiano di tecnologia (Iit), ha creato una mano hi-tech che piega le dita e afferra oggetti con una naturalezza senza precedenti e che è stata presentata a Roma durante l’incontro organizzato da Inail e Iit.

Una protesi indossabile

“Posso piegare le dita con la forza voluta e cominciare a dimenticare di dover usare sempre la mano sinistra”, ha detto Marzo Zambelli, che nel 2015 aveva sperimentato la mano con tre dita, la prova di fattibilità di una protesi hi-tech a costi più accessibili. 

La mano si chiama Hannes in onore di Hannes Schmidl, il primo direttore tecnico del centro protesi dell’Inail e autore nel 1965 della prima mano controllata dagli impulsi nervosi trasmessi dai muscoli (mioelettrica). La protesi viene controllata attraverso elettrodi e può essere indossata senza che sia necessario un intervento chirurgico di inserimento, inoltre è dotata di guanti color pelle in versione sia maschile che femminile.
A gennaio era stata invece impiantata al Policlinico Gemelli di Roma la prima mano bionica dotata di tatto, dallo stesso team che aveva prodotto nel 2014 la prima mano bionica ‘sensibile’, con il limite però che l’attrezzatura informatica a cui era collegato l’arto era troppo grande. 

Pronta a partire dal 2019

“Abbiamo uno strumento prezioso”, ha commentato il presidente dell’Inail, Massimo De Felice. La mano “è pronta per la commercializzazione a partire dal 2019”, ha aggiunto il direttore generale dell’Inail, Giuseppe Lucibello. 

Il risultato, frutto di oltre 10 anni di lavoro, “è una dimostrazione di come la tecnologia possa aprire grandi opportunità a livello sociale”, ha aggiunto il presidente dell’Iit, Gabriele Galateri di Genola. La mano presentata oggi è alle soglie del mercato, è stato infatti il robot umanoide iCub costruito nel 2010 dall’Iit: “una straordinaria palestra per sviluppare componenti al servizio dell’uomo”, ha concluso il direttore scientifico dell’Iit, Roberto Cingolani. “La mano è solo il primo esempio, ma sulla stessa base stiamo sviluppando esoscheletri e protesi di braccia e gambe”. 

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Gianmarco Veruggio, scienziato robotico sperimentale, al #WeChangeIT Forum di Data Manager https://www.datamanager.it/2018/05/gianmarco-veruggio-scienziato-robotico-sperimentale-al-wechangeit-forum-di-data-manager/ Thu, 03 May 2018 14:11:04 +0000 http://www.datamanager.it/?p=146904 Il Pioniere della Internet Robotics ha confermato la sua presenza all’evento annuale di Data Manager che quest’anno sarà dedicato ai temi dell’intelligenza artificiale. Gianmarco Veruggio è uno scienziato robotico sperimentale, nonché uno studioso delle implicazioni etiche, legali e sociali della robotica e un visionario divulgatore degli scenari futuri conseguenti all’invasione robotica della società. Dedica gran […]

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Il Pioniere della Internet Robotics ha confermato la sua presenza all’evento annuale di Data Manager che quest’anno sarà dedicato ai temi dell’intelligenza artificiale.

Gianmarco Veruggio è uno scienziato robotico sperimentale, nonché uno studioso delle implicazioni etiche, legali e sociali della robotica e un visionario divulgatore degli scenari futuri conseguenti all’invasione robotica della società. Dedica gran parte delle sue energie a progetti di educazione e formazione delle giovani generazioni.

Attualmente è Dirigente di Ricerca del CNR, Responsabile della Sede di Genova dell’Istituto di Elettronica e di Ingegneria dell’Informazione e delle Telecomunicazioni (CNR-IEIIT).

Presso l’Istituto per l’Automazione Navale di Genova, crea il CNR-IAN Robotlab (1989-2002), mediante il quale progetta prototipi di robot e coordina Progetti di Ricerca, nazionali e internazionali, guidando personalmente numerose Campagne Sperimentali e Spedizioni Scientifiche in Mediterraneo, Antartide e Artico (il suo robot sottomarino ROBY2 è esposto presso il Museo Nazionale dell’Antartide di Genova).

Pioniere della Internet Robotics, nel 2002 consegue il primato di esplorare entrambi i poli con un robot sottomarino controllato via satellite per la prima volta al mondo tramite Internet.

Nel 2002 crea il termine Roboethics (Roboetica) e propone il concetto di un’etica applicata allo sviluppo della robotica per il progresso umano e sociale. È ideatore e organizzatore del “First International Symposium on Roboethics” (Villa Nobel, Sanremo, 2004), del “EURON Roboethics Atelier” (Genova, 2006) e autore della prima Roboethics Roadmap. È attualmente un punto di riferimento internazionale sul tema.

Per assistere al suo intervento a partecipare gratuitamente all’evento è possibile registrarsi a questo  link

Qui un intervento di Verruggio al TED

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E’ possibile che un robot ci rubi il lavoro? Il 41,7% degli italiani ci crede https://www.datamanager.it/2018/04/e-possibile-che-un-robot-ci-rubi-il-lavoro-il-417-degli-italiani-ci-crede/ Fri, 20 Apr 2018 10:58:16 +0000 http://www.datamanager.it/?p=146246 L’ultimo report di ADP per l’Europa e l’Italia analizza come sia percepito tra i lavoratori l’avvento della robotica e dell’automazione È impossibile parlare di competenze nel 2018 senza accennare alla questione dell’automazione. Con l’intelligenza artificiale (AI) e la robotica impiegate ad un ritmo sempre più veloce in una vasta gamma di settori industriali, molti dipendenti […]

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L’ultimo report di ADP per l’Europa e l’Italia analizza come sia percepito tra i lavoratori l’avvento della robotica e dell’automazione

È impossibile parlare di competenze nel 2018 senza accennare alla questione dell’automazione. Con l’intelligenza artificiale (AI) e la robotica impiegate ad un ritmo sempre più veloce in una vasta gamma di settori industriali, molti dipendenti sono comprensibilmente preoccupati di ciò che questo può significare per il loro futuro sul posto di lavoro.

In una precedente ricerca che ADP Italia ha svolto con il supporto scientifico di The European House Ambrosetti, si stima che in Italia la percentuale di occupati a rischio automazione sia pari al 14,9%, ovvero 3,2 milioni di persone. Tra i settori maggiormente esposti alla sostituzione uomo-macchina vi sarebbero agricoltura e pesca (25%), commercio (20%) e industria manifatturiera (19%). Attualmente nel nostro Paese abbiamo 160 robot industriali ogni 10.000 dipendenti manifatturieri.

Con la nuova indagine “WorkForce Europe 2018” condotta da ADP – leader mondiale nella gestione del capitale umano – su oltre 10.000 lavoratori nel continente, di cui 1.300 dipendenti in Italia – si è posta invece l’attenzione su quelli che sono i timori dei lavoratori europei e italiani verso l’automazione.

Quasi un terzo (28%) della forza lavoro in Europa dice di essere preoccupato che il proprio lavoro verrà automatizzato nel futuro. Detto ciò, pochi intervistati ritengono che questo cambiamento sia imminente, con solo uno su cinquanta (2%) che teme che il proprio lavoro diventi automatizzato o di essere sostituito da un robot nel prossimo anno. Tuttavia, il numero sale al 15% di coloro che ritengono che succederà fra cinque anni e più di un quarto (28%) fra dieci anni.

 

Esistono alcune differenze significative da un paese all’altro. I lavoratori italiani sono quelli più preoccupati per l’automazione, infatti il 41,7% crede che il loro lavoro sarà automatizzato in futuro. Anche quelli del Regno Unito sono più preoccupati della media (32%), mentre solo un quinto dei lavoratori svizzeri (20%) e polacchi (20%) ritiene che questo avverrà nei prossimi anni.

Le preoccupazioni sull’automazione sono maggiori tra i più giovani: in particolare tra gli intervistati dai 16 ai 24 anni, quasi quattro su dieci (il 39%) temono che il loro lavoro venga automatizzato, rispetto al 18% a coloro di età superiore ai 55 anni. Ciò potrebbe essere dovuto al fatto che i giovani sono meno affermati nella loro carriera e hanno una vita lavorativa più lunga che li aspetta, ma dimostra certamente che l’impatto dell’IA è già saldamente presente nelle loro menti.

Con tanti lavoratori che potranno trovarsi a rischio di licenziamento a causa della tecnologia, la riqualificazione e l’aggiornamento della forza lavoro contribuiranno a garantire le competenze richieste dal nuovo mondo del lavoro. È quindi incoraggiante che più di un terzo degli intervistati (37%) affermi che la loro organizzazione lo stia già facendo e un ulteriore 15% pensi che il loro datore di lavoro lo stia progettando. Tuttavia, ciò lascia quasi la metà (48%) dei lavoratori con la prospettiva di essere sostituiti in un futuro non troppo lontano, se il loro datore di lavoro non agisce rapidamente.

I datori di lavoro in Italia sono quelli più propensi (66%) a riqualificare i loro dipendenti, mentre quelli in Svizzera lo sono meno (31%). Tra i vari settori, i datori di lavoro IT e delle telecomunicazioni sono i più lungimiranti quando si tratta dell’aggiornamento delle competenze dei lavoratori in vista di un futuro automatizzato (61%).

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Intelligenza Artificiale al #WeChangeIT Forum di Data Manager

L’intelligenza artificiale sarà anche tema centrale dell’evento annuale di Data Manager che riunirà la comunità IT italiana il 21 Giugno all’ UniCredit Pavilion. L’agenda completa e l’opportunità di registrarsi a questo link

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FOCUS ITALIA

I lavoratori italiani sono quelli più preoccupati per l’automazione, infatti il 41,7% crede che il loro lavoro sarà prima o poi automizzato.

“IN QUANTO TEMPO I DIPENDENTI PENSANO CHE IL LORO LAVORO VERRÀ SOSTITUITE DALL’AUTOMAZIONE? “

Detto questo sono pochi gli italiani che pensano che ciò accadrà a breve, la maggior parte (il 18%) pensa accadrà fra 10 anni circa mentre solo il 2,8% fra 1 anno e il 7% fra due anni.

Come è logico che sia, sono i giovani a essere più preoccupati: teme di essere sostituito il 68% dei ragazzi nella fascia 16-24, ma dai 45 anni in su ci crede solo il 31%, meno della metà. Tra i 25 e 34 anni l’automazione preoccupa il 47,5% degli italiani, nella successiva fascia 35-44 il 44,6%.

“SE LA RISPOSTA È SÌ, LA TUA AZIENDA SI STA PREPARANDO PER RIQUALIFICARTI E PERFEZIONARTI?”

Si per il 65,6% circa degli italiani: il 45% dichiara che la riqualificazione è già in atto mentre il 20% sa che è pianificata per il futuro. La fiducia verso la propria azienda è molto alta dai 16 ai 34 anni (73%) ma scende al 65% tra i 35-44, al 54% tra i 45 e 54 (percentuale più bassa) e al 57,8% sopra i 55 anni.

“La continua evoluzione tecnologica e le numerose funzioni delegabili alle macchine, potrebbero far pensare che sia vicino l’avvento della sostituzione dell’uomo con la macchina, mettendo a rischio milioni di posti di lavoro, rimpiazzati da robot. – dichiara Virginia Magliulo, General Manager di Adp Italia – In realtà, la tecnologia nelle sue declinazioni più innovative abilita un nuovo modo di concepire il concetto stesso di lavoro, indipendentemente dal settore di attività o dalle mansioni svolte. Il lavoratore in futuro sarà sempre più messo in relazione con una macchina, nello svolgimento di mansioni tanto nel settore manifatturiero quanto in quello dei servizi. La nostra ricerca ADP 5.0, ha stimato che l’evoluzione tecnologica non comporterà solo la scomparsa di alcune mansioni lavorative, ma sarà capace anche di generare nuovi posti di lavoro: per ogni posto di lavoro nato nei settori legati alla tecnologia, alle life science e alla ricerca scientifica si stima che siano generati – per effetti diretti, indiretti e indotti – ulteriori 2,1 posti di lavoro. Per restare al passo dell’evoluzione tecnologica e sfruttare pienamente le sue potenzialità in ambito lavorativo, occorre però sviluppare nuove skill su più fronti, a seconda del settore di attività: ad esempio, dalle competenze in materia di cybersecurity, connettività e design engineering per i ruoli nelle aree legate a Progettazione, Produzione e Logistica, fino alle competenze in materia di business intelligence, search engine optimization e gestione di blog e social network per i ruoli di natura amministrativa o commerciale”.

Tra gli italiani, con una percentuale del 69%, si sono dimostrati i più preoccupati coloro che lavorano nel settore arte e cultura. Può sembrare strano, ma pensiamo ad esempio a come si stia riducendo l’utilizzo delle guide nei musei a favore delle audioguide. Seguono con il 58% coloro che lavorano nei servizi finanziari e con il 54% chi si occupa invece di IT e telecomunicazioni.

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