Semperis – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Tue, 09 Jun 2026 07:47:36 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png Semperis – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Semperis nomina John Podboy Chief Information Security Officer https://www.datamanager.it/2026/06/semperis-nomina-john-podboy-chief-information-security-officer/ Tue, 09 Jun 2026 07:47:36 +0000 https://www.datamanager.it/?p=253319 Podboy sosterrà la prossima fase di crescita di Semperis concentrandosi in modo particolare su rischio, resilienza, conformità e difesa informatica basata su un’intelligenza artificiale autonoma Semperis, azienda di cyber resilience e gestione delle crisi basata sull’identità, ha annunciato la nomina di John Podboy a Chief Information Security Officer (CISO). Con oltre 15 anni di esperienza […]

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Podboy sosterrà la prossima fase di crescita di Semperis concentrandosi in modo particolare su rischio, resilienza, conformità e difesa informatica basata su un’intelligenza artificiale autonoma

Semperis, azienda di cyber resilience e gestione delle crisi basata sull’identità, ha annunciato la nomina di John Podboy a Chief Information Security Officer (CISO).

Con oltre 15 anni di esperienza nei settori della cybersecurity, della gestione dell’innovazione tecnologica, della trasformazione digitale e del risk management, Podboy entra in Semperis dopo aver guidato importanti programmi di sicurezza per enti governativi e grandi organizzazioni internazionali attive nei comparti retail, manifatturiero, industriale, tecnologico, media e servizi finanziari.

Nel nuovo ruolo, sarà chiamato a rafforzare ulteriormente la strategia di sicurezza dell’azienda, contribuendo a sviluppare soluzioni sempre più efficaci per affrontare le sfide poste dall’evoluzione delle minacce informatiche e dall’adozione crescente dell’intelligenza artificiale.

«Sono entusiasta di entrare a far parte di Semperis e di contribuire a consolidare la sicurezza dell’azienda e delle sue soluzioni, in una fase di forte crescita e innovazione”, ha dichiarato Podboy. “L’approccio identity-first di Semperis alla protezione dal ransomware, sempre più arricchito da capacità di rilevamento e risposta basate sull’intelligenza artificiale, aiuta le organizzazioni a rafforzare la resilienza dei propri sistemi di identità e a migliorare la capacità di reazione e recupero in caso di attacco».

Nel corso della sua carriera, Podboy ha ricoperto incarichi di leadership presso realtà come Fifth Third Bank, First Citizens Bank, Thomson Reuters e GE Digital, dove ha sviluppato e ampliato programmi di sicurezza destinati a proteggere infrastrutture e asset strategici, sostenendo al tempo stesso gli obiettivi di crescita aziendale.

Considerato una figura di riferimento nel panorama della cybersecurity, Podboy si è distinto per la capacità di trasformare strategie complesse in iniziative concrete e misurabili. Ha guidato l’implementazione di programmi di sicurezza innovativi in aziende Fortune 100, contribuendo a ridurre i rischi, rafforzare la protezione degli ambienti IT e integrare la sicurezza come elemento chiave per la crescita e la competitività delle organizzazioni.

«L’esperienza di John nella realizzazione di programmi di sicurezza innovativi all’interno di alcune delle più importanti aziende al mondo rappresenta un valore significativo per Semperis», ha commentato Sharon Vardi, Chief Operating Officer dell’azienda. «Nel corso della sua carriera ha dimostrato come la protezione delle identità digitali possa diventare il fulcro di una strategia di cybersecurity efficace. Il suo ingresso rafforza ulteriormente il nostro impegno nell’aiutare le organizzazioni a proteggere i propri ambienti ibridi e a garantire continuità operativa anche in presenza di attacchi informatici».

 

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Semperis pubblica uno studio sull’impatto dell’AI sulla superficie di attacco dei sistemi di identità https://www.datamanager.it/2026/05/semperis-pubblica-uno-studio-sullimpatto-dellai-sulla-superficie-di-attacco-dei-sistemi-di-identita/ Wed, 13 May 2026 10:40:24 +0000 https://www.datamanager.it/?p=252821 Lo studio rivela che le aziende stanno concedendo agli agenti AI accesso ai sistemi essenziali più rapidamente di quanto implementino misure di sicurezza. Senza una protezione completa dei sistemi di identità, gli hacker possono accelerare i tentativi di compromettere Active Directory, EntraID o Okta Semperis, azienda di cyber resilience e gestione delle crisi basata sull’identità, […]

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Lo studio rivela che le aziende stanno concedendo agli agenti AI accesso ai sistemi essenziali più rapidamente di quanto implementino misure di sicurezza. Senza una protezione completa dei sistemi di identità, gli hacker possono accelerare i tentativi di compromettere Active Directory, EntraID o Okta

Semperis, azienda di cyber resilience e gestione delle crisi basata sull’identità, ha pubblicato i risultati di uno studio globale condotto su 1.100 organizzazioni appartenenti a diversi settori industriali, con l’obiettivo di comprendere l’impatto dell’intelligenza artificiale sulla superficie di attacco dei sistemi di identità come Active Directory, EntraID o Okta.

Lo studio evidenzia che l’AI sta ridefinendo silenziosamente i confini delle superfici di attacco legate alle identità digitali a livello globale e che le organizzazioni stanno affidando agli agenti AI le chiavi dei sistemi critici più rapidamente di quanto stiano introducendo adeguati meccanismi di controllo per queste nuove identità.

Lo studio The State of Identity Security in the AI Era ha rilevato che il 74% delle organizzazioni negli Stati Uniti, Regno Unito, Francia, Germania, Spagna, Italia, Singapore e Australia ritiene che l’AI aumenterà gli attacchi contro le infrastrutture di identità (in Italia lo ritiene il 62%). Inoltre, il 93% utilizza già o prevede di utilizzare agenti AI per attività di sicurezza sensibili come il reset delle password e l’accesso VPN. Il 92% dichiara che l’AI è installata almeno su alcune macchine locali con accesso a chiavi SSH e di crittografia, ma a livello globale solo il 32% si dichiara molto sicuro di poter riprendere il controllo nel caso in cui l’AI esponga credenziali amministrative a un attaccante. Negli Stati Uniti, il 53% delle aziende ha espresso fiducia nella propria capacità di recupero, mentre in Francia la percentuale crolla al 12%. In Italia, solo un’azienda su 5 è molto confidente nelle capacità di recupero (20%).

“L’adozione accelerata dell’AI sta introducendo una moltitudine di nuovi agenti, ciascuno con una propria identità non umana (NHI), all’interno delle imprese globali, e molte aziende sono semplicemente troppo ottimiste riguardo alla propria capacità di ripristinare l’infrastruttura di identità dopo una violazione, anche mentre espandono questo panorama di NHI”, ha dichiarato Alex Weinert, Chief Product Officer di Semperis.

A livello globale, solo il 65% delle organizzazioni afferma che le identità AI sono completamente registrate, autenticate e autorizzate all’interno di un sistema formale, mentre il 6% ammette di non monitorarle affatto. Tra le organizzazioni che tracciano le identità AI, il 57% utilizza lo stesso sistema impiegato per le identità umane, mentre il 43% le autentica e autorizza tramite un sistema separato rispetto agli utenti umani (in Italia, il 55% delle aziende usa un sistema separato rispetto a quello impiegato per le identità umane, percentuale più alta tra tutti i Paesi coinvolti nello studio).

“Ciò che colpisce dello studio AI di Semperis non è solo la rapidità con cui l’AI viene integrata nei sistemi di identità, ma anche quanto molte organizzazioni siano impreparate a recuperare il controllo quando qualcosa va storto. Introdurre l’AI a livello dell’identità offre vantaggi operativi, ma deve essere accompagnato da controlli, osservabilità e capacità di recupero. Si tratta, in fondo, di una nuova dimensione di una vecchia domanda: siete sufficientemente resilienti da reagire in caso di interruzione critica?”, ha dichiarato Grace Cassy, Partner di Ten Eleven Ventures.

Le organizzazioni sono pronte alle violazioni dell’identità alimentate dall’AI?

L’aspetto più preoccupante emerso dallo studio è che l’AI viene collocata sempre più vicino a infrastrutture di identità sensibili e che troppo poche organizzazioni sono preparate alle potenziali conseguenze. Oltre un quarto delle organizzazioni intervistate (29%) utilizza già agenti AI per gestire ticket di help desk legati alla sicurezza, inclusi reset password e accessi VPN (la stessa percentuale vale anche per l’Italia). Un ulteriore 65% intende farlo entro il prossimo anno (in Italia, il 62%). Parallelamente, il 92% degli intervistati afferma che una parte della propria forza lavoro ha installato AI su macchine locali dove può accedere a chiavi SSH e di crittografia.

“Il fenomeno delle organizzazioni globali che sovrastimano la rapidità con cui possono recuperare da un attacco informatico è reale, soprattutto quando l’identità rientra nel raggio d’impatto. Sulla carta, le organizzazioni dispongono di piani e backup; nella pratica, i fallimenti legati all’identità trasformano incidenti tecnici in crisi aziendali prolungate, evidenziando un pericoloso divario tra resilienza percepita e realtà”, ha dichiarato Chris Inglis, primo U.S. National Cyber Director e Strategic Advisor di Semperis.

Gli intervistati in Australia (70%), Stati Uniti (81%), Singapore (86%), Francia (71%), Germania (74%), Spagna (67%) e Regno Unito (72%) sono quelli che più probabilmente si aspettano che gli attacchi basati sull’IA prendano di mira le reti (seguono identità, data center e macchine locali). Tuttavia, gli intervistati in Italia sono quelli che più probabilmente si aspettano che gli attacchi basati sull’IA prendano di mira l’identità (74%).

Sul fronte positivo, l’83% degli intervistati ha indicato che la governance delle identità AI rappresenta una priorità per i prossimi mesi (l’80% in Italia). Ma come possono le organizzazioni governare queste identità difficili da controllare? Al momento, le best practice includono:

  • Trattare esplicitamente gli agenti AI come identità non umane (NHI) all’interno del sistema di identità.
  • Applicare agli agenti il principio del minimo privilegio, con accessi limitati allo stretto necessario e concessi solo quando serve realmente, con la stessa rigorosità riservata agli utenti umani.
  • Separare, ove opportuno, i confini di fiducia tra agenti AI e utenti umani.
  • Utilizzare analisi di tipo UEBA per rilevare comportamenti anomali o “zombie” degli agenti.
  • Garantire che l’organizzazione sia in grado di ripristinare rapidamente i sistemi di identità a uno stato affidabile in caso di compromissione.

“Questa ricerca mette in chiaro che nell’era dell’IA in cui viviamo, l’adozione dell’intelligenza artificiale sta superando la preparazione in materia di sicurezza all’interno della maggior parte delle organizzazioni, soprattutto per quanto riguarda i sistemi di identità”, ha affermato Antonio Feninno, AVP di Semperis per il Sud Europa. “Come Semperis, il nostro impegno nella sicurezza delle identità nell’era dell’IA è più cruciale che mai. In particolare, in Italia stiamo assistendo a una crescente consapevolezza che l’intelligenza artificiale amplifica sia le opportunità che le minacce. La nostra priorità è garantire che le organizzazioni siano in grado di proteggere le identità digitali con resilienza, trasparenza e un approccio proattivo, anticipando i rischi prima che diventino crisi.”

 

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Semperis acquisisce MightyID per estendere la protezione dell’identità negli ambienti multi-cloud Okta e Ping https://www.datamanager.it/2026/02/semperis-acquisisce-mightyid-per-estendere-la-protezione-dellidentita-negli-ambienti-multi-cloud-okta-e-ping/ Thu, 05 Feb 2026 11:39:16 +0000 https://www.datamanager.it/?p=250737 L’operazione rafforza la missione di Semperis di offrire una resilienza dell’identità completa su tutti i principali Identity Provider, on-premise e cloud emperis, azienda di cyber resilience e gestione delle crisi basata sull’identità, annuncia l’acquisizione di MightyID, specialista di riferimento nella resilienza dell’identità per i principali provider di identità cloud, Okta e Ping. Grazie a questa […]

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L’operazione rafforza la missione di Semperis di offrire una resilienza dell’identità completa su tutti i principali Identity Provider, on-premise e cloud

emperis, azienda di cyber resilience e gestione delle crisi basata sull’identità, annuncia l’acquisizione di MightyID, specialista di riferimento nella resilienza dell’identità per i principali provider di identità cloud, Okta e Ping. Grazie a questa acquisizione, Semperis estende il proprio approccio di cyber resilienza “identity-first”, integrando sicurezza e gestione delle crisi in ambienti che includono Microsoft Active Directory (AD) ibrido. I termini finanziari dell’operazione non sono stati resi noti.

«Questa acquisizione strategica rafforza ulteriormente la nostra missione: aiutare le organizzazioni a raggiungere una vera cyber resilienza», ha dichiarato Mickey Bresman, CEO di Semperis. «Una difesa efficace non si limita alla prevenzione, ma punta alla resilienza, consentendo alle attività di continuare anche sotto attacco. Con questa operazione consolidiamo la nostra leadership nella sicurezza e nella gestione delle crisi basate sull’identità, supportando le aziende nel garantire la continuità operativa di fronte alle minacce informatiche moderne».

MightyID, citata nella Gartner’s 2025 Guidance for Workforce Access Management, offre funzionalità avanzate di backup, ripristino, migrazione e failover per le piattaforme di identità cloud, assicurando la continuità di autenticazione e accesso anche in caso di problemi ai sistemi primari.

«Con l’ingresso di MightyID in Semperis, estendiamo la nostra copertura di resilienza dell’identità all’intero identity fabric: la complessa rete di Identity Provider, applicazioni, utenti, dispositivi e soluzioni di governance che le organizzazioni devono gestire», ha commentato Alex Weinert, Chief Product Officer di Semperis. «Questo significa una protezione ancora più solida negli ambienti di identità ibridi e multi-cloud, sia on-premise sia nel cloud, dove un’interruzione localizzata può rapidamente trasformarsi in una crisi aziendale su larga scala».

L’integrazione di MightyID nella piattaforma di resilienza dell’identità di Semperis offrirà un set completo di funzionalità per le organizzazioni che gestiscono sistemi di identità ibridi, tra cui:

  • gestione continua dell’esposizione per prevenire attacchi sofisticati che si propagano lateralmente dai sistemi di identità on-premise agli ambienti cloud;
  • remediation automatizzata delle modifiche malevole in tutto l’ambiente di identità ibrido;
  • ripristino rapido e flessibile dei sistemi di identità ibridi, con tolleranza ai guasti integrata per affrontare le complessità della risposta agli incidenti (IR);
  • gestione delle crisi pronta all’uso per accelerare il ritorno alla piena operatività aziendale dopo un attacco.

«L’unione tra l’innovazione di MightyID nella protezione delle piattaforme di identità cloud e la comprovata esperienza di Semperis nella resilienza dell’identità lungo l’intero ciclo di vita rappresenta un vantaggio concreto per qualsiasi organizzazione che debba proteggere ambienti di identità complessi e multi-cloud», ha dichiarato Chris Steinke, Chief Operating Officer di MightyID. «Considerando che gli ambienti ibridi basati su Active Directory ed Entra ID costituiscono l’infrastruttura portante per il 90% delle aziende a livello globale, questa acquisizione garantisce un approccio flessibile e integrato alla resilienza dell’identità, indipendentemente dalla piattaforma di identità cloud adottata».

«Con l’ingresso di MightyID in Semperis, estendiamo la protezione dell’identity resilience fabric – la complessa interazione tra provider di identità, applicazioni, utenti, dispositivi e governance – su tutti i principali Identity Provider, sia on-premise sia nel cloud» ha sottolineato Antonio Feninno, VP of Sales South EMEA di Semperis. «Per i CISO in Italia, chiamati a gestire ambienti ibridi e servizi critici, il vero valore è la resilienza applicata: la capacità di ripristinare rapidamente i servizi di identità e impedire che un guasto localizzato si trasformi in una crisi operativa o di business più ampia».

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Più vulnerabili nei weekend e di notte, cosa ci dice davvero il report Semperis https://www.datamanager.it/2025/12/piu-vulnerabili-nei-weekend-e-di-notte-cosa-ci-dice-davvero-il-report-semperis/ Tue, 16 Dec 2025 09:38:23 +0000 https://www.datamanager.it/?p=249915 Un viaggio nelle vulnerabilità strutturali tra attacchi alle identità digitali, carenza di talenti e di governance Non esistono giorni di tregua quando si parla di cybersecurity. Non la notte, non il weekend, tantomeno le festività. Lo conferma l’Holiday Ransomware Risk Report 2025 di Semperis, che documenta come il ransomware colpisca quando le aziende abbassano la […]

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Un viaggio nelle vulnerabilità strutturali tra attacchi alle identità digitali, carenza di talenti e di governance

Non esistono giorni di tregua quando si parla di cybersecurity. Non la notte, non il weekend, tantomeno le festività. Lo conferma l’Holiday Ransomware Risk Report 2025 di Semperis, che documenta come il ransomware colpisca quando le aziende abbassano la guardia. Il dato di partenza ci dice che oltre metà degli attacchi ransomware (52%) avviene nei weekend o nei giorni festivi. Nelle festività i SOC si svuotano, i turni vengono ridotti al minimo, la reperibilità spesso si ferma sulla carta. Il 78% delle aziende intervistate tra Stati Uniti, Regno Unito, Francia, Germania, Italia, Spagna, Singapore, Canada, Australia e Nuova Zelanda, riduce il personale SOC del 50%, mentre un 6% semplicemente spegne il monitoraggio. Da anni parliamo di transizione digitale ma si continua a ragionare con logiche da ufficio chiuso la domenica. Un invito a nozze per i criminali: «Le organizzazioni continuano a usare modelli di rilevamento pensati per un mondo che non esiste più. Le minacce non seguono l’orario d’ufficio» ci dice Antonio Feninno, VP of Sales South EMEA, Semperis.

In questo quadro si annida uno dei nodi strutturali, italiano ma non solo, ovvero la difficoltà di reperire personale qualificato. Un problema che neppure l’automazione può compensare del tutto. «Senza persone preparate anche le tecnologie più avanzate rischiano di diventare scatole vuote» afferma Feninno, ribadendo con decisione che non basta ripiegare su un SOC esterno. «Affidare la gestione dell’identità a un terzo può introdurre nuovi rischi, perché il SOC non sempre ha competenze verticali sull’identity».

Oltre gli orari di lavoro e i sottodimensionamenti di personale il report mostra altresì che il 60% degli attacchi avviene a ridosso di eventi aziendali come fusioni, acquisizioni, IPO, riorganizzazioni interne. Transizioni anche prolungate nel tempo in cui le aziende sono più vulnerabili, con tagli e riorganizzazioni che impattano sull’integrazione dei sistemi. Fasi durante le quali la pressione sui team si acutizza. «È inevitabile che durante le riorganizzazioni si creino zone grigie nella governance. Dentro alle quali è più agevole insinuarsi da parte di chi attacca» spiega Feninno.

A rendere tutto più critico, uno dei nervi scoperti della cybersecurity, l’identità digitale. Secondo il sondaggio, sebbene il 90% delle organizzazioni dichiari di avere una strategia ITDR (Identity Threat Detection & Response), solo il 45% dispone di procedure di remediation efficaci. Riconoscere le anomalie non basta, occorre sapere chiuderle in tempo. E dove Active Directory — spesso in versioni vetuste — è ancora la spina dorsale di aziende e PA, il 70% degli incidenti più gravi parte proprio da una falla connessa ai sistemi di accesso e gestione delle identità digitali. Solo il 63% delle organizzazioni automatizza il recovery dell’identità, e ancora meno integra questi processi in piani di continuità operativa. Si testano i backup, ma non sempre si testa la capacità di ripristinare i dati in una situazione di crisi.

Dal report emerge altresì la fragilità dei processi comunicativi interni durante una crisi. Non esistono – o non funzionano come dovrebbero – canali e procedure per ingaggiare rapidamente i team responsabili. Un tema che in Semperis vedono emergere di continuo: «Molte aziende, non solo medio-piccole, non dispongono di un canale di comunicazione per gestire un incidente o una crisi. Un dato dal quale siamo partiti per sviluppare la nostra piattaforma di crisis management».

Una segnalazione infine che ci si augura possa contribuire a rafforzare la consapevolezza necessaria a ogni organizzazione. Semperis ha presentato “Midnight in the War Room”, un film-documentario che racconta la guerra cyber vista con gli occhi dei difensori — CISO, analisti, ex hacker, psicologi forensi — impegnati ogni giorno a proteggere infrastrutture critiche, ospedali, reti energetiche e sistemi finanziari. L’opera in arrivo nel prossimo anno, svela il costo umano, emotivo e strategico della difesa digitale. Feninno stesso insiste sull’importanza di questo racconto: «Midnight in the War Room mostra ciò che spesso nessuno vede, le pressioni, la dedizione e il coraggio di chi presidia la sicurezza digitale». Un monito perché si diffonda la cultura della difesa cyber come fattore essenziale della stabilità economica, anche in quei paesi nei quali prevale ancora l’idea che “non capiterà a noi”, o perlomeno non adesso. Una convinzione che i dati smentiscono da anni.

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Semperis: Jacopo Zumerle nominato Enterprise Sales Director per il Public Sector in Italia https://www.datamanager.it/2025/12/semperis-jacopo-zumerle-nominato-enterprise-sales-director-per-il-public-sector-in-italia/ Wed, 03 Dec 2025 11:00:50 +0000 https://www.datamanager.it/?p=249635 Semperis, azienda leader nella sicurezza delle identità e nella resilienza informatica basata sull’intelligenza artificiale, annuncia un nuovo ingresso nel team italiano nominando Jacopo Zumerle come Enterprise Sales Director per il Public Sector. Con questa nomina, Semperis rafforza ulteriormente il proprio impegno a supporto della Pubblica Amministrazione nel percorso di protezione e modernizzazione delle infrastrutture critiche […]

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Semperis, azienda leader nella sicurezza delle identità e nella resilienza informatica basata sull’intelligenza artificiale, annuncia un nuovo ingresso nel team italiano nominando Jacopo Zumerle come Enterprise Sales Director per il Public Sector.

Con questa nomina, Semperis rafforza ulteriormente il proprio impegno a supporto della Pubblica Amministrazione nel percorso di protezione e modernizzazione delle infrastrutture critiche di identità digitale.

In un contesto in cui le identità digitali della PA italiana sono sempre più sotto pressione, tra attacchi ransomware in aumento, ambienti Active Directory complessi da proteggere e una crescente adozione di architetture ibride — Semperis accelera la propria strategia di espansione e supporto al settore pubblico, investendo in figure di elevato valore come Zumerle.

Professionista con una solida esperienza nel settore della cybersecurity, Jacopo Zumerle ha lavorato in Darktrace, contribuendo alla costruzione e al consolidamento della presenza dell’azienda in Italia, e successivamente in CrowdStrike, supportando organizzazioni pubbliche e private nel rafforzamento delle difese digitali in un panorama di minacce in costante evoluzione.

In Semperis, Zumerle sarà responsabile dello sviluppo del business nel Centro-Sud Italia, con base a Roma. Si occuperà della gestione della relazione con ministeri, enti centrali, sanità, regioni e municipalizzate, supportando le organizzazioni nella protezione degli ambienti ibridi d’identità e nella modernizzazione delle infrastrutture di Active Directory e cloud.

«Sono entusiasta di entrare a far parte di Semperis in un momento così cruciale per la sicurezza della Pubblica Amministrazione italiana», ha dichiarato Jacopo Zumerle. «Le identità digitali rappresentano oggi un elemento strategico per il funzionamento dei servizi pubblici e garantirne la protezione significa tutelare cittadini, istituzioni e infrastrutture critiche. Non vedo l’ora di contribuire alla missione di Semperis e di affiancare le organizzizzazioni pubbliche nel loro percorso di resilienza e trasformazione digitale».

«L’esperienza di Jacopo nell’ambito della cybersecurity e la sua profonda conoscenza del mercato italiano rappresentano un valore straordinario per Semperis», ha affermato Antonio Feninno, Vice President of Sales per il Sud EMEA. «In un panorama in cui le organizzazioni del settore pubblico si trovano sempre più in difficoltà nel proteggere gli ambienti ibridi d’identità, in particolare Active Directory e Entra ID, la sua capacità di guidare e supportare i clienti sarà fondamentale per rafforzare la nostra presenza e il nostro impatto sul territorio. La crescente domanda di soluzioni ITDR nella PA conferma che stiamo investendo nella direzione corretta».

Con questa nomina, Semperis conferma la propria strategia di crescita nel settore pubblico italiano, puntando su competenze specializzate e tecnologie avanzate per contrastare minacce informatiche sempre più sofisticate e garantire continuità operativa alle istituzioni. L’azienda è riconosciuta a livello internazionale per il proprio approccio innovativo alla protezione delle identità, che combina intelligenza artificiale, automazione e capacità di ripristino rapido degli ambienti Active Directory compromessi.

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Semperis sfida i ransomware. Nasce Ready1, cabina di regia per gestire le crisi https://www.datamanager.it/2025/10/semperis-sfida-i-ransomware-nasce-ready1-cabina-di-regia-per-gestire-le-cris/ Mon, 20 Oct 2025 08:09:19 +0000 https://www.datamanager.it/?p=248410 Le email non partono, i badge non aprono le porte, i sistemi HR e finanziari sono bloccati. In pochi minuti l’intera azienda è ostaggio del suo stesso cuore digitale, l’infrastruttura di gestione delle identità digitali. È in questo preciso istante – quando l’IT non può nemmeno comunicare con sé stesso – che si misura la […]

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Le email non partono, i badge non aprono le porte, i sistemi HR e finanziari sono bloccati. In pochi minuti l’intera azienda è ostaggio del suo stesso cuore digitale, l’infrastruttura di gestione delle identità digitali.

È in questo preciso istante – quando l’IT non può nemmeno comunicare con sé stesso – che si misura la vera resilienza di un’organizzazione. Non è un caso che la maggior parte degli attacchi ransomware più devastanti degli ultimi anni abbia avuto come bersaglio proprio Active Directory, il sistema Microsoft che regola accessi, privilegi e identità di milioni di utenti e dispositivi. Per chi attacca penetrare AD equivale a impadronirsi delle chiavi dell’intera fortezza, lasciando dietro di sé solo il caos.

Secondo uno studio globale sul ransomware, condotto da Semperis – azienda specializzata nella cyber-resilienza basata sull’identità – in collaborazione con la società di ricerca internazionale Censuswide, su circa 1.500 organizzazioni e 8 settori industriali in Nord America, Europa, Regno Unito e Asia-Pacifico, nel 56% dei casi analizzati, il punto d’ingresso degli attaccanti è stato proprio Active Directory. «Su 1.500 organizzazioni coinvolte, di cui circa 250 italiane, oltre la metà ha subito un attacco partito dalla compromissione delle identità» rivela Antonio Feninno, Area Vice President di Semperis per il Sud Europa. «Un dato che deve far riflettere. E ciò che colpisce ancora di più è che in molti casi, dopo aver pagato il riscatto, le aziende ricadono nello stesso errore, senza analizzare le cause del primo incidente». In questo scenario, Semperis annuncia Ready1 for Identity Crisis Management una soluzione pensata per affrontare la perdita temporanea dei servizi di autenticazione e accesso delle identità e rimettere in moto l’organizzazione quando tutto sembra fermarsi.

La cabina di regia della crisi

Ready1 agisce come una cabina di regia indipendente dai sistemi di autenticazione e gestione delle identità garantendo così che comunicazioni e coordinamento non si interrompano mai, nemmeno quando i sistemi aziendali sono offline. «La soluzione fornisce un canale di comunicazione separato, staccato dall’infrastruttura aziendale compromessa, che consente ai team – non solo quelli IT, ma anche marketing, HR, legal – di coordinarsi, reagire e mantenere il controllo operativo». Attraverso una console di comando e controllo, la piattaforma permette di coordinare le squadre di risposta, analizzare l’incidente e tenere traccia delle azioni in tempo reale. «Grazie all’integrazione di playbook preconfigurati con numeri di contatto, ruoli e responsabilità – modelli basati su casi reali – riusciamo a ridurre il tempo di gestione della crisi da giorni a poche ore, a seconda della complessità dell’azienda. L’integrazione con Active Directory Forest Recovery e Disaster Recovery for Entra Tenant – continua Feninno – favorisce il ripristino dei sistemi di identità in un ambiente sicuro e affidabile. Al tempo stesso, la piattaforma consente le indagini post-attacco, eliminando eventuali vulnerabilità, così da evitare che gli aggressori possano ripresentarsi». Ready1 nasce come piattaforma di cyber resilience legata all’identità, ma la visione di Semperis è più ampia. «Nel tempo diventerà uno strumento a 360 gradi di gestione delle crisi, coinvolgendo anche i vertici aziendali. Non dunque solo una piattaforma di sicurezza informatica, ma pilastro della resilienza organizzativa» anticipa Feninno.

Una inedita partnership strategica

Lungo il solco dell’innovazione Semperis e Cohesity annunciano Cohesity Identity Resilience – soluzione sviluppata con tecnologia Semperis – per difendere le infrastrutture critiche di identità delle aziende – Microsoft Active Directory incluso – dagli attacchi informatici. Già disponibile sul mercato, la soluzione consente alle imprese di rafforzare le difese, ripartire in fretta in caso di down dei sistemi e svolgere approfondite indagini forensi dopo un attacco.

«La compromissione di Active Directory apre la strada ad accessi illimitati alle risorse IT, con conseguenze che spesso includono infezioni da ransomware, furto di dati e prolungate interruzioni delle attività. Cohesity Identity Resilience supporta la protezione e il ripristino sia di Active Directory on-premises che di Microsoft Entra ID nel cloud». «Per noi è un onore far parte di questa partnership con Cohesity, nata dal riconoscimento di un’esigenza comune.

Quella di unire la protezione dei dati e delle identità digitali» afferma Feninno. «Cohesity è leader affermato nella data protection, noi nella cyber-resilience dell’identità. Insieme, abbiamo creato un prodotto che offre alle aziende un livello di difesa mai visto prima». Una sinergia che, conclude Feninno, «sta già aprendo a Semperis le porte di grandi organizzazioni dove, da soli, sarebbe stato più difficile entrare. Mentre per Cohesity, la soluzione arricchisce la propria offerta con una componente chiave, la sicurezza dell’identità».

 

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Semperis accelera la risposta agli attacchi informatici con una soluzione unificata per il recupero dell’identità e la gestione delle crisi https://www.datamanager.it/2025/10/semperis-accelera-la-risposta-agli-attacchi-informatici-con-una-soluzione-unificata-per-il-recupero-dellidentita-e-la-gestione-delle-crisi/ Wed, 15 Oct 2025 09:02:17 +0000 https://www.datamanager.it/?p=248297 La nuova offerta Ready1 for Identity Crisis Management, prima nel suo genere, combina il recupero dell’identità ibrida leader di mercato con la gestione delle crisi per semplificare comunicazioni out-of-band, reportistica e ripristino dell’identità Semperis, azienda pioniera nella cyber-resilienza basata sull’identità, ha annunciato il lancio di Ready1 for Identity Crisis Management, una soluzione che integra i […]

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La nuova offerta Ready1 for Identity Crisis Management, prima nel suo genere, combina il recupero dell’identità ibrida leader di mercato con la gestione delle crisi per semplificare comunicazioni out-of-band, reportistica e ripristino dell’identità

Semperis, azienda pioniera nella cyber-resilienza basata sull’identità, ha annunciato il lancio di Ready1 for Identity Crisis Management, una soluzione che integra i suoi servizi leader del settore — Active Directory Forest Recovery (ADFR), Disaster Recovery for Entra Tenant (DRET) e Identity Forensics and Incident Response (IFIR) — con il sistema di gestione delle crisi aziendali Ready1, sviluppato da esperti. Questa combinazione consente alle organizzazioni di riprendere rapidamente le normali attività operative a seguito di attacchi informatici legati all’identità. La soluzione innovativa è disponibile senza costi aggiuntivi per i clienti qualificati.

“Semperis è unica nel suo approccio globale al problema della resilienza dell’identità — prima, durante e dopo un incidente”, ha dichiarato Alex Weinert, Chief Product Officer di Semperis. “Durante un’interruzione dei servizi di identità, una delle difficoltà maggiori è capire come comunicare con il proprio team quando tutti i sistemi che dipendono dall’identità sono fuori uso. Per la maggior parte dei clienti, questo significa che tutte le applicazioni e i servizi — inclusi email, strumenti di videoconferenza, condivisione file, contatti e operazioni — diventano inaccessibili. Come si può comunicare e coordinare in queste condizioni?

Ready1 for Identity Crisis Management fornisce alle organizzazioni tutto ciò di cui hanno bisogno per ottimizzare la risposta agli incidenti e ripristinare l’infrastruttura di identità, accelerando significativamente il ritorno alle normali attività aziendali. Risolvere questo problema è fondamentale per garantire la resilienza dell’identità, ed è con grande soddisfazione che offriamo questa capacità ai nostri clienti senza costi aggiuntivi.”

Ready1 for Identity Crisis Management offre soluzioni automatizzate per aiutare le organizzazioni a:

  • Coordinare la risposta attraverso una console di comando e controllo che semplifica la creazione dei team, l’analisi degli incidenti e la reportistica;
  • Comunicare con i membri del team e gli stakeholder durante un’interruzione dell’identità che può compromettere anche i servizi Internet;
  • Ripristinare rapidamente i sistemi di identità critici per il business in un ambiente sicuro e affidabile, in combinazione con ADFR e DRET, riducendo l’impatto di una compromissione del sistema di identità;
  • Facilitare le indagini post-attacco, eliminando le persistenze e chiudendo le backdoor per prevenire attacchi successivi.

“Abbiamo scritto il playbook per il recupero dell’identità ibrida con approccio ‘cyber-first’,” ha affermato Mickey Bresman, CEO di Semperis. “Attraverso i nostri interventi di risposta agli incidenti focalizzati sull’identità, per aiutare le organizzazioni a riprendersi da attacchi ransomware su ambienti ibridi AD ed Entra ID, abbiamo assistito più volte al caos che si genera quando i sistemi di identità vengono compromessi.

Unificare il recupero dell’identità e la gestione delle crisi informatiche in un’unica offerta integrata aiuta le organizzazioni a mettere insieme tecnologia, processi e persone per mantenere il controllo anche quando tutti i sistemi sono fuori uso, gestire efficacemente l’incidente e ripristinare rapidamente l’infrastruttura di identità in un ambiente affidabile.”

Ready1 for Identity Crisis Management è disponibile con licenza a costo zero, in numero limitato, per i clienti di Semperis Active Directory Forest Recovery e Disaster Recovery for Entra Tenant, con una diffusione più ampia prevista per l’inizio del 2026.

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Cohesity e Semperis annunciano un’offerta rivoluzionaria che unifica la resilienza di dati e identità https://www.datamanager.it/2025/09/cohesity-e-semperis-annunciano-unofferta-rivoluzionaria-che-unifica-la-resilienza-di-dati-e-identita/ Thu, 18 Sep 2025 12:41:02 +0000 https://www.datamanager.it/?p=247582 Cohesity Identity Resilience aiuta le organizzazioni a proteggersi in modo proattivo e a riprendersi dagli attacchi informatici basati sull’identità Cohesity e Semperis hanno annunciato un nuovo prodotto, Cohesity Identity Resilience, sviluppato con la tecnologia di Semperis, per difendere le infrastrutture critiche di identità delle aziende – inclusi gli asset di Microsoft Active Directory – dagli […]

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Cohesity Identity Resilience aiuta le organizzazioni a proteggersi in modo proattivo e a riprendersi dagli attacchi informatici basati sull’identità

Cohesity e Semperis hanno annunciato un nuovo prodotto, Cohesity Identity Resilience, sviluppato con la tecnologia di Semperis, per difendere le infrastrutture critiche di identità delle aziende – inclusi gli asset di Microsoft Active Directory – dagli attacchi informatici. Già disponibile per l’acquisto tramite Cohesity, la soluzione è la più avanzata della sua categoria, consentendo alle imprese di rafforzare proattivamente le difese, riprendersi rapidamente e svolgere indagini forensi approfondite dopo un attacco.

Active Directory è il sistema nervoso centrale della maggior parte degli ambienti IT aziendali, gestendo l’autenticazione e l’accesso a sistemi, applicazioni e dati critici. Il suo ruolo fondamentale lo rende un obiettivo primario per i criminali informatici: quando l’Active Directory viene compromesso, gli attaccanti possono ottenere accesso illimitato alle risorse IT, con conseguenze che spesso includono infezioni da ransomware, furto di dati e prolungate interruzioni delle attività.

Cohesity Identity Resilience supporta la protezione e il ripristino di Active Directory negli ambienti ibridi. La soluzione consente di proteggere e mettere in sicurezza Active Directory on-premises e di estendere queste tutele a Microsoft Entra ID nel cloud. Le organizzazioni possono così proteggere e ripristinare la fonte di autorità per gli oggetti sincronizzati nell’intero panorama ibrido Active Directory ed Entra ID.

«La sicurezza delle identità è uno dei principali campi di battaglia degli attacchi informatici per aziende e governi. Servono soluzioni che combinino prevenzione, resilienza e ripristino senza aggiungere complessità alla strategia di cyber-resilienza già esistente», ha dichiarato Sanjay Poonen, CEO di Cohesity. «Cohesity Identity Resilience offre un approccio moderno e collaudato che aiuta le organizzazioni a proteggere le fondamenta delle proprie operazioni digitali, permettendo loro di riprendersi rapidamente anche dagli attacchi più gravi alle infrastrutture di identità e di mantenere la propria resilienza informatica. Siamo entusiasti di collaborare con Semperis in questa iniziativa».

“Dalle conversazioni con i CISO italiani emerge un dato chiaro: l’identità non è più solo una questione IT, ma un tema da Consiglio di amministrazione. Active Directory resta il “gioiello della corona” per gli attaccanti, e troppe organizzazioni si accorgono della sua importanza solo dopo una violazione. Con Cohesity Identity Resilience, basato sulla tecnologia Semperis, offriamo alle imprese italiane la certezza che, anche di fronte a un attacco basato sull’identità, possano riprendersi rapidamente e mantenere operative le proprie attività”, ha dichiarato Antonio Feninno, AVP of Sales per il Sud Europa di Semperis.

“Con Cohesity Identity Resilience offriamo ai nostri partner e ai loro clienti una soluzione leader di mercato che combina protezione proattiva, ripristino rapido e analisi post-incidente. Con i cyberattacchi che sempre più spesso prendono di mira i sistemi Active Directory, questo approccio integrato consente al nostro ecosistema di rafforzare la resilienza dei propri ambienti ibridi, semplificando al contempo la gestione e riducendo i rischi”, ha aggiunto Stéphane Arnaudo, Senior Director, Channel Sales Europe di Cohesity.

Cohesity Identity Resilience si basa sulla comprovata esperienza e tecnologia di Semperis nella protezione e nel ripristino di Active Directory, offrendo funzionalità automatizzate di recovery prive di malware che riducono al minimo i tempi di inattività e garantiscono un ritorno sicuro e affidabile alle normali operazioni aziendali.

Con Cohesity Identity Resilience, i clienti possono beneficiare di:

  • Rafforzamento proattivo di Active Directory – Capacità di eseguire la scansione di ambienti Active Directory on-premises o ibridi per centinaia di indicatori di esposizione (IOE), visualizzare punteggi di rischio, applicare indicazioni di rimedio e identificare e prioritizzare i percorsi di attacco che i malintenzionati potrebbero sfruttare per accedere a risorse privilegiate critiche (Tier 0).
  • Backup sicuri e immutabili con funzionalità di “cyber vaulting” – Consentono workflow coerenti di backup e ripristino, garantendo al contempo l’isolamento dei backup di Active Directory.
  • Ripristino rapido e sicuro – Ripristina foreste Active Directory dopo un attacco informatico o un guasto catastrofico, garantendo tempi di inattività minimi.
  • Funzionalità specializzate di forensic e incident response per le identità – Ripuliscono il sistema dalle tracce lasciate dagli attaccanti, garantendo che Active Directory venga ripristinato in un ambiente affidabile.
  • Analisi completa post-violazione – Offre supporto forense post-attacco approfondito, che include valutazioni rapide entro finestre di incidente definite e validazione dell’integrità di Active Directory prima del ripristino dei sistemi di produzione.

“Le compromissioni di Active Directory sono devastanti perché offrono agli attaccanti molteplici strade per sfruttare i sistemi critici,” ha dichiarato Mickey Bresman, CEO di Semperis. “Grazie alla partnership con Cohesity, integriamo la nostra tecnologia leader per Active Directory con il diffusissimo Cohesity Data Cloud, garantendo alle più grandi organizzazioni globali un percorso affidabile e semplificato per proteggersi e riprendersi anche dagli attacchi basati sull’identità più sofisticati.”

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Rilasciato il nuovo Ransomware Report di Semperis: attacchi ransomware implacabili https://www.datamanager.it/2025/07/rilasciato-il-nuovo-ransomware-report-di-semperis-attacchi-ransomware-implacabili/ Thu, 31 Jul 2025 12:40:22 +0000 https://www.datamanager.it/?p=247037 Attacchi informatici implacabili contro le organizzazioni globali: il 38% ha pagato più di una volta il riscatto, il 40% ha subito intimidazioni di minacce fisiche ai dirigenti e il 47% di denunce normative da parte degli hacker Semperis, azienda specializzata nella sicurezza dell’identità basata sull’intelligenza artificiale e nella resilienza informatica, ha pubblicato i risultati di […]

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Attacchi informatici implacabili contro le organizzazioni globali: il 38% ha pagato più di una volta il riscatto, il 40% ha subito intimidazioni di minacce fisiche ai dirigenti e il 47% di denunce normative da parte degli hacker

Semperis, azienda specializzata nella sicurezza dell’identità basata sull’intelligenza artificiale e nella resilienza informatica, ha pubblicato i risultati di uno studio globale sul ransomware, condotto in collaborazione con la società di ricerca internazionale Censuswide, su circa 1.500 organizzazioni e 8 settori industriali in Nord America, Europa, Regno Unito e Asia-Pacifico, con l’obiettivo di comprendere la loro esperienza con il ransomware negli ultimi 12 mesi.

Risultati a livello globale

Lo studio dimostra che i criminali informatici sono implacabili e che il ransomware continua a essere un’epidemia globale. Il 78% degli intervistati è stato preso di mira da ransomware negli ultimi 12 mesi. Tra le aziende che hanno subito attacchi con successo, il 73% ha subito attacchi più volte, il 31% tre o più volte.

Nel 40% degli attacchi, i cybercriminali hanno minacciato di fare del male fisicamente ai dirigenti delle organizzazioni che si sono rifiutate di pagare il riscatto. Le aziende statunitensi hanno ricevuto minacce fisiche nel 46% dei casi, mentre il 44% delle aziende tedesche ha subito forme simili di intimidazione. In Italia il dato è del 27%.

Il 2025 Ransomware Risk Report: Essential Guidance for Building Operational Resilience Against Cyberattacks ha rilevato che il 47% delle aziende attaccate in USA, Regno Unito, Francia, Germania, Spagna, Italia, Singapore, Canada, Australia e Nuova Zelanda ha dichiarato che gli hacker hanno minacciato di presentare denunce normative contro di loro se non avessero segnalato l’incidente. Negli Stati Uniti, il tasso è salito al 58% rispetto al report 2024 di Semperis, con un aumento del 23%, mentre a Singapore la minaccia di estorsione ha raggiunto il 66%, con un’impennata del 40%, il dato più alto tra tutti i paesi. In Italia il dato è, come per le minacce fisiche, del 27%.

Confrontando i risultati con lo studio dell’anno precedente, Semperis ha rilevato una lieve diminuzione nel numero di aziende che pagano i riscatti. Tuttavia, il 69% delle aziende vittime di ransomware ha comunque pagato un riscatto (il 41% in Italia). Purtroppo, il 38% ha pagato più di una volta e l’11% ha pagato tre o più volte. Negli Stati Uniti, il 47% delle aziende ha pagato più volte, mentre a Singapore il dato è salito al 50%. In Italia, i dati sono migliori: solo l’8% ha pagato due volte (non risultano richieste di tre o più volte).

L’ex Direttore Nazionale per la cybersicurezza degli Stati Uniti e attuale consulente strategico di Semperis, Chris Inglis, avverte che non è il momento di abbassare la guardia: “Il vero rimpianto non è sapere cosa avresti dovuto fare, ma non aver fatto ciò che sapevi fosse necessario e che avevi i mezzi per fare.”

Risultati per l’Italia

L’82% delle organizzazioni intervistate in Italia con oltre 500 dipendenti ha subito attacchi ransomware negli ultimi 12 mesi (solo per l’11% hanno causato l’interruzione dell’operatività). Per oltre il 56% il punto di ingresso è stata l’infrastruttura di identità. Per ancora il 12% il piano di disaster recovery dell’organizzazione non include procedure specifiche per il ripristino dei sistemi di identità e l’8% non ha sistemi di backup.

Tra le organizzazioni che hanno pagato il riscatto, il 50% ha pagato per un valore compreso tra $500,001–$750,000.

Per le organizzazioni che sono state prese di mira da un attacco ransomware negli ultimi 12 mesi e l’attacco ha avuto successo con interruzione delle attività, il tempo medio per tornare all’operatività si è aggirato da più di 1 giorno a meno di 1 settimana.

Tra i danni maggiori causati dal ransomware, gli intervistati hanno indicato la perdita di dati (45%) e il danno d’immagine (45%).

Tra le sfide più grandi per la resilienza operativa e la continuità aziendale nei prossimi 12 mesi vi sono le minacce alla cybersecurity (45%), direttive e regolamentazioni in materia di cybersecurity (35%) e i limiti di budget (31%).

Tra le maggiori sfide per la sicurezza informatica aziendale nei prossimi 12 mesi vi sono: aumento della frequenza o della sofisticazione degli attacchi (42%), minacce geopolitiche (30%), vulnerabilità legacy o debito tecnico (20%).

La Piaga del Ransomware

Gli attacchi ransomware continuano a essere altamente coordinati, lanciati in momenti strategici e profondamente radicati nei sistemi prima dell’esecuzione. Questo consente a più attaccanti di accedere a diversi sistemi operativi per compiere attacchi multipli. Le organizzazioni devono essere in costante allerta, pronte a fronteggiare non uno, ma molteplici attacchi.

I risultati indicano che gli attacchi ransomware sono frequenti: il 50% degli intervistati a livello globale li identifica come la principale minaccia alla resilienza aziendale. La sfida più grande in ambito cybersecurity è rappresentata dalla sofisticazione degli attacchi (37%), seguita dagli attacchi all’infrastruttura identitaria delle organizzazioni (32%), in particolare ad Active Directory. Quasi il 20% delle aziende che hanno pagato un riscatto ha ricevuto chiavi di decrittazione corrotte o ha subito la pubblicazione dei dati rubati nonostante le promesse contrarie degli hacker.

“Pagare un riscatto non dovrebbe mai essere la scelta predefinita. Anche se in alcuni casi può sembrare inevitabile, dobbiamo riconoscere che si tratta solo di un acconto sul prossimo attacco. Ogni dollaro dato ai gruppi di ransomware alimenta la loro economia criminale, incentivandoli a colpire di nuovo. L’unico modo reale per interrompere questa piaga è investire nella resilienza, creando l’opzione concreta di non pagare” ha dichiarato Mickey Bresman, CEO di Semperis.

Cosa possono fare le organizzazioni per rafforzare la resilienza contro il ransomware?

  • Valutare la sicurezza dei partner e dei fornitori della catena di approvvigionamento, spesso l’anello più debole. Quando questi soggetti hanno accesso a sistemi e dati sensibili, il rischio aumenta.
  • Prepararsi a tattiche in evoluzione nello sviluppo e nella distribuzione del ransomware.
  • Pianificare regolarmente esercitazioni simulate (tabletop exercises) per migliorare la risposta agli attacchi.

L’ex Direttrice della Cybersecurity and Infrastructure Agency (CISA), Jen Easterly, ritiene che vi siano segnali incoraggianti che indicano che i difensori stanno vincendo sempre più battaglie nella lotta al ransomware contro le imprese criminali.

“Credo che possiamo trasformare il ransomware in un’anomalia scioccante e arrivare ad avere un mondo in cui le vulnerabilità software sono così rare da finire nei telegiornali serali, non nelle riunioni aziendali del mattino. Un mondo in cui gli attacchi informatici siano rari quanto le collisioni aeree. Credo davvero che possiamo raggiungere questo risultato.”

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Una nuova ricerca di Semperis scopre un difetto critico in Windows Server 2025 fv https://www.datamanager.it/2025/07/una-nuova-ricerca-di-semperis-scopre-un-difetto-critico-in-windows-server-2025-fv/ Thu, 17 Jul 2025 09:47:50 +0000 https://www.datamanager.it/?p=246647 Il ricercatore di Semperis Adi Malyanker ha sviluppato un nuovo strumento denominato GoldenDMSA che incorpora la logica dell’attacco, consentendo uno studio e una simulazione efficienti di questa nuova tecnica Semperis, azienda specializzata nella sicurezza dell’identità basata sull’intelligenza artificiale e nella resilienza informatica, ha pubblicato una nuova ricerca che illustra in dettaglio Golden dMSA, una grave […]

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Il ricercatore di Semperis Adi Malyanker ha sviluppato un nuovo strumento denominato GoldenDMSA che incorpora la logica dell’attacco, consentendo uno studio e una simulazione efficienti di questa nuova tecnica

Semperis, azienda specializzata nella sicurezza dell’identità basata sull’intelligenza artificiale e nella resilienza informatica, ha pubblicato una nuova ricerca che illustra in dettaglio Golden dMSA, una grave vulnerabilità di progettazione attiva negli account di servizio gestiti delegati (delegated Managed Service Accounts, dMSA) in Windows Server 2025. Questa vulnerabilità può consentire attacchi ad alto impatto, abilitando movimenti laterali tra domini e accesso persistente a tutti gli account di servizio gestiti e alle loro risorse su Active Directory in modo indefinito.

Per aiutare a comprendere meglio come funziona questa tecnica di attacco nella pratica, il ricercatore di Semperis, Adi Malyanker, ha sviluppato uno strumento chiamato GoldenDMSA. Lo strumento incorpora la logica dell’attacco, permettendo agli utenti di esplorare, valutare e simulare in modo efficiente come la tecnica possa essere sfruttata in ambienti reali.

L’attacco Golden dMSA sfrutta una vulnerabilità crittografica che può compromettere la più recente innovazione di sicurezza di Microsoft in Windows Server 2025. Questa tecnica si basa sulle fondamenta architetturali dei dMSA. In particolare, sfrutta un grave difetto di progettazione: la struttura ManagedPasswordID contiene componenti basati sul tempo e facilmente prevedibili, con solo 1.024 combinazioni possibili, rendendo la generazione di password tramite attacco brute-force computazionalmente banale.

“Golden dMSA mette in luce un grave difetto di progettazione che potrebbe consentire agli attaccanti di generare le password degli account di servizio e mantenere l’accesso non rilevato negli ambienti Active Directory,” ha dichiarato Malyanker. “Ho realizzato uno strumento che aiuta i difensori e i ricercatori a comprendere meglio il meccanismo dell’attacco. Le organizzazioni dovrebbero valutare proattivamente i propri sistemi per restare un passo avanti rispetto a questa nuova minaccia.”

I ricercatori di Semperis, pionieri nel rilevamento delle minacce legate all’identità, hanno recentemente annunciato altre vulnerabilità, a partire dall nuova ricerca su nOauth, una vulnerabilità nota in Entra ID di Microsoft che consente la completa compromissione degli account in applicazioni SaaS vulnerabili con uno sforzo minimo da parte dell’attaccante. Inoltre, sono state sviluppate nuove funzionalità di rilevamento nella piattaforma Directory Services Protector dell’azienda per difendersi da BadSuccessor, una tecnica di escalation dei privilegi ad alta gravità che prende di mira una funzionalità introdotta di recente in Windows Server 2025.

Lo scorso anno, i ricercatori di Semperis hanno scoperto Silver SAML, una nuova variante della tecnica Golden SAML risalente all’era SolarWinds, che permette di bypassare le difese standard nelle applicazioni integrate con Entra ID.

 

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